Skip to content
Media e Potere

Altro che Russia: l’ombra di Israele sulle elezioni francesi

Un'inchiesta giornalistica svela un tentativo di interferenza digitale orchestrato da una società israeliana contro tre candidati di Melenchon.
Francia Israele

Per anni abbiamo parlato di presunte ingerenze russe, di troll, hacker, bot, di macchine del fango orchestrate dal Cremlino per destabilizzare le democrazie occidentali. Ma se il prossimo fronte della guerra ibrida venisse da un’altra direzione? Da Tel Aviv, per esempio? Un’inchiesta congiunta dei giornali Libération e Haaretz ha appena gettato luce su un tentativo di interferenza digitale durante le elezioni municipali francesi dello scorso marzo. Il bersaglio? Tre candidati de La France Insoumise (LFI), il partito di sinistra radicale guidato da Jean-Luc Mélenchon, noto per le sue posizioni critiche nei confronti di Israele e per il sostegno alla causa palestinese.

L’inchiesta che getta un’ombra su Tel Aviv

Secondo le rivelazioni, una società con sede in Israele, chiamata BlackCore, avrebbe orchestrato una campagna di disinformazione mirata contro Sébastien Delogu (Marsiglia), François Piquemal (Tolosa) e David Guiraud (Roubaix). L’obiettivo: delegittimarli, diffondere menzogne, influenzare il voto. L’agenzia francese Viginum, incaricata di contrastare le manipolazioni digitali, ha rilevato l’operazione: siti web fake, account falsi, foto generate dall’intelligenza artificiale e date di creazione sospette.

La campagna, pur definita di «bassa visibilità» e senza impatto reale sul risultato elettorale, rappresenta un campanello d’allarme. Perché se è vero che i servizi segreti francesi hanno identificato BlackCore come «porta d’ingresso» di una struttura più complessa, è altrettanto vero che l’azienda – il cui dominio web è stato registrato nell’agosto 2025 e oggi non è più raggiungibile – si presentava come una «compagnia d’élite specializzata in influenza, cybersecurity e tecnologie per l’era moderna della guerra dell’informazione». Curiosamente, la società non risulta nemmeno nei registri israeliani delle imprese.

La reazione di Mélenchon

L’eco politico non si è fatto attendere. Jean-Luc Mélenchon ha tuonato su X (ex Twitter): «I servizi di intelligence sospettano che l’azienda israeliana BlackCore abbia condotto interferenze contro di noi durante la campagna municipale. Risultato: migliaia di messaggi diffusi per mentire e trascinarci nel fango. Chiediamo al governo una legge per combattere le ingerenze straniere».

E qui la domanda sorge spontanea: perché Israele dovrebbe interessarsi alle elezioni municipali francesi? La risposta, per quanto scomoda, ha un nome preciso: il conflitto a Gaza e la crescente influenza del voto arabo e musulmano in Francia. LFI ha fatto della difesa dei palestinesi una bandiera, e in città come Saint-Denis — roccaforte di Mélenchon — il consenso si costruisce anche su questo. Colpire i candidati più radicali significa tentare di ridurre la loro presa su un elettorato sensibile alla causa palestinese.

La domanda che brucia è un’altra: BlackCore agiva per conto del governo israeliano o come attore privato? Non lo sappiamo. Le autorità francesi non hanno ancora stabilito se si tratti di un’ingerenza statale. Ma il sospetto è legittimo, soprattutto alla luce delle recenti tensioni tra Parigi e Tel Aviv, esacerbate dalla posizione francese a favore di un cessate il fuoco a Gaza e del riconoscimento dello Stato di Palestina.

Non è la prima volta che, peraltro, Israele viene accusato di operazioni di influenza in Europa. Già nel 2022, un rapporto del servizio di ricerca del Parlamento europeo aveva segnalato tentativi di interferenza israeliana su questioni legate al conflitto mediorientale. Ma la novità è il metodo: l’uso di IA generativa per creare identità fake, la velocità di diffusione delle fake news, la precisione chirurgica dei bersagli.


Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.