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	<title>Unione Sovietica Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 29 Jul 2024 12:27:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Unione Sovietica Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Olga e Harold … quell&#8217;amore olimpico che sfidò la Guerra Fredda</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/olga-e-harold-quellamore-olimpico-che-sfido-la-guerra-fredda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2024 12:27:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1123" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-300x175.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-1024x599.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-768x449.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-1536x898.webp 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La storia d'amore tra Olga Fikotova e Harold Connolly alle Olimpiadi del 1956 sfidò i diktat di Mosca e Washington.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/olga-e-harold-quellamore-olimpico-che-sfido-la-guerra-fredda.html">Olga e Harold … quell&#8217;amore olimpico che sfidò la Guerra Fredda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1123" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-300x175.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-1024x599.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-768x449.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/download-e1722093145459-1536x898.webp 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quella di <strong>Olga Fikotova</strong> e <strong>Harold Connolly </strong>è una storia che mette insieme amore, <strong>Guerra Fredda</strong> e sport. Lei, cecoslovacca, discobola e cestista. Lui, martellista americano. Quanto basta, nel lontano 1956, per creare una miscela al fulmicotone.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="How Love made an Athlete unable to compete at the Olympics | Strangest Moments" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/DI1mPMqY89Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_DI1mPMqY89Y");</script>
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<p>Quell’anno, infatti, si tengono le <strong>XVI Olimpiadi</strong> in Australia, a <strong>Melbourne</strong>, dal 22 novembre all’8 dicembre. Pochi giorni prima, l’Armata Rossa è arrivata con i suoi carri armati a <strong>Budapest</strong>, il che toglierà alla squadra olimpica ungherese molti dei suoi atleti più forti, emigrati o addirittura morti nel tentativo di insurrezione contro il giogo sovietico. Più o meno nelle stesse settimane, la <strong>Crisi di Suez </strong>infiamma il Medio Oriente, trasformandosi nel secondo round di quello che diventerà il conflitto arabo-israeliano.</p>


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<p>Olga ha 23 anni: la sua Cecoslovacchia fa parte del blocco sovietico, ma lei è l&#8217;unica del suo team che si è rifiutata di firmare con il Partito Comunista. Suo padre, in patria, viene accusato di essere un reazionario. La sua gara di disco fu tra le prime ai Giochi: 176 piedi e 1 pollice. <strong>Oro</strong>. I russi muoiono dall’invidia per averla aiutata. Il suo lancio vincente fu sette piedi più lontano del suo precedente record. A loro lascia il 2° e 3° posto. </p>



<p>Segue un po’ di svago: una vescica che non vuole guarire, una gita al mare. Poi, l’idea di infilarsi in un capannone per gli attrezzi usato dai concorrenti di lancio del disco, getto del peso, giavellotto e martello. Mescolarsi con i concorrenti occidentali, soprattutto quelli maschi, non era una buona idea. Ma è qui che va a sbattere contro Harold l’americano. A ventiquattro ore dall’oro di Olga, giunge anche il suo. Passano la notte ballando al villaggio olimpico, sotto lo sguardo severo di chi crede ancora alla faccenda di Est e Ovest. <strong>Si innamorano</strong>, come due ventenni qualunque, arrancando dietro un po’ di inglese e tedesco arrugginiti.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://static01.nyt.com/images/2010/08/20/sports/CONNOLLY-obit/CONNOLLY-obit-jumbo.jpg?quality=75&amp;auto=webp" alt="" style="width:414px;height:auto"/></figure>
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<p><strong>Il giudizio sui due è lapidario</strong>. Quell&#8217;amore deve essere cassato dall&#8217;ordine costituito. In poche ore la stampa internazionale inizia a ricamarci attorno. Connolly è dipinto come l&#8217;ingenuo giovanotto <em>yankee</em> caduto tra le braccia di una Circe sovietica e ammaliante. Fikotova, in patria, viene accusata di aver portato &#8220;<em>il 50% di onore al suo Paese e il 50% di vergogna per essersi messa con un fascista americano</em>&#8220;. Sebbene si fosse vantata di essere una donna libera nel mondo sovietico, Fikotova è quella che pagò immediatamente il conto per quell’amore proibito. A cominciare dal <strong>compenso minimo</strong> che le fu corrisposto: un orologio da uomo e un premio di appena tremila corone, rispetto alle diecimila che le sarebbero spettate.</p>



<p>La squadra americana nel frattempo lascia Melbourne prima della cerimonia di chiusura. Olga e Harold devono separarsi senza sapere quando e se si rivedranno. L’unica soluzione è quella di sposarsi quanto prima. Ma è ancora una volta alla Fikotova che si posero davanti ulteriori umiliazioni: il comitato cecoslovacco la invita a partire per Sidney, dove si è spostata la squadra americana. Ma rifiuta, ritenendo più corretto portare la bandiera nazionale nella cerimonia di chiusura. Ma quell’irreprensibilità non paga: la trasferta a Sidney non solo le viene imposta, ma una volta lì viene invece caricata su una nave, assieme ad altri atleti sovietici stipati come sardine. Direzione: <strong>Vladivistok</strong>. Da qui, una lunga trasferta in <strong>Transiberiana</strong>, per giungere infine a Praga. Con sé non ha nemmeno abiti invernali per affrontare l’inverno sovietico. A casa nessuno la attende per festeggiare l’impresa dell’oro.</p>



<p>Connolly le va in soccorso. Su di lei pende il marchio d’infamia. Il matrimonio è la soluzione migliore. Il permesso di sposarsi a Praga viene concesso solo perché le leggende olimpiche ceche <strong>Emil Zatopek </strong>e sua moglie, <strong>Dana Zatopkova</strong>, vengono indicati come testimoni di nozze. Zatopek aveva vinto tre medaglie d&#8217;oro nelle gare di lunga distanza e Zatopkova aveva vinto un oro nel giavellotto, così come molte altre competizioni europee. Nessuno poteva dire di no a quella coppia di superstar, nemmeno il Partito.</p>



<p>Un riscatto, seppur piccino, li attendeva il giorno delle nozze. Quando l’auto della sposa fece ingresso nella città vecchia di Praga, le strade erano gremite. Un editoriale del <em>New York Times</em>, il giorno dopo, recitava: &#8220;<em>La bomba H ci sovrasta come una nuvola di sventura. La metropolitana nelle ore di punta è quasi impossibile da sopportare. Ma Olga e Harold sono innamorati e il mondo non dice loro di no</em>&#8220;.<br><strong>Un sì costosissimo</strong>. Connolly fu costretto a vendere la sua attrezzatura da lancio del martello per acquistare i biglietti aerei per tornare di corsa in America. C’era un lavoro da trovare e Olga, per qualche tempo, si “reinventò” come donna delle pulizie al Boston Globe. Era il prezzo del biglietto di sola andata per gli Stati Uniti.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://1884403144.rsc.cdn77.org/foto/import-slavny-obrad-z-roku-1957-oba-byli-mladi-a-ve-sve-lasce-nezlomni/NDgweDMwNi9sZWZ0L3RvcC9zbWFydC9maWx0ZXJzOnF1YWxpdHkoODUpL2ltZw/773107.jpg?v=0&amp;st=xLqpIhhHGpQvfWitJScMga0YxJnx5bgTvEzzK1bhV94&amp;ts=1600812000&amp;e=0" alt=""/></figure>
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<p>Alla fine si trasferirono nella <strong>California meridionale</strong>. Olga finì per fare parte di altre quattro squadre olimpiche per gli Stati Uniti. Nelle sue ultime Olimpiadi, i Giochi di Monaco del 1972, fu eletta dai suoi compagni per portare la bandiera alle cerimonie di apertura. Ai dirigenti della squadra statunitense non piacque quella scelta. Nixon rischiò l’infarto. Olga, tra l’altro, non aveva mai nascosto la sua condanna alla <a href="https://it.insideover.com/guerra/frequent-wind-45-anni-fa-levacuazione-di-saigon.html"><strong>guerra del Vietnam</strong>.</a> Così, fiera, guidò la squadra statunitense nello stadio tedesco: in fondo “aver strappato” quella donna al mondo sovietico poteva essere un vanto. E una provocazione.</p>



<p>L&#8217;ironia del destino volle che in quello stesso anno, dopo quattro figli-Jimmy, Merja, Nina e Mark-Olga e Harold si lasciarono dopo 17 anni di matrimonio. &#8220;<em>Harold amava troppo l’atletica</em>&#8220;, sostenne Olga, &#8220;<em>era letteralmente sposato con il suo martello</em>&#8220;. Divorziarono nel 1974.</p>



<p>Nel 2010 Harold Connolly è morto svenendo sulla sua cyclette, battendo la testa. Lo scorso aprile, a una manciata di settimane da una nuova Olimpiade, Olga Fikotova è morta per un cancro al seno. Resteranno per sempre Olga e Harold, quei due ventenni terribili che scaldarono la Guerra Fredda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/olga-e-harold-quellamore-olimpico-che-sfido-la-guerra-fredda.html">Olga e Harold … quell&#8217;amore olimpico che sfidò la Guerra Fredda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Infektion, Hiv e il complotto sovietico: la cospirazione che ha segnato gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/infektion-lhiv-e-il-complotto-made-in-urss-la-cospirazione-che-ha-segnato-lamerica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1374" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-scaled-600x429.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-1536x1099.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-2048x1465.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C'è un motivo se nel mondo (r)esiste lo scetticismo sulle origini dell'HIV/AIDS. Quel motivo è l'operazione Infektion, la più importante psyop dell'Urss.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/infektion-lhiv-e-il-complotto-made-in-urss-la-cospirazione-che-ha-segnato-lamerica.html">Infektion, Hiv e il complotto sovietico: la cospirazione che ha segnato gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1374" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-scaled-600x429.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-1536x1099.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230803182518828_ea5d2039514909a21c29a50c2ea72a61-2048x1465.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La psicologia insegna che gli esseri umani sono naturalmente portati a credere alle <strong>teorie del complotto</strong> per una questione di diffidenza verso le narrazioni ufficiali, di magnetismo esercitato dalle controstorie e di un&#8217;innata tendenza alla sospensione dell&#8217;incredulità.</p>



<p>La dietrologia non è un atteggiamento necessariamente negativo: la verità oggettiva e fattuale non sempre corrisponde alla versione ufficiale di una storia, notoriamente scritta dai vincitori, e una sua ricerca intelligente può condurre a smascherare congiure impensabili. È la storia a insegnare, del resto, che i <strong>complotti</strong> sono il motore delle vicende umane.</p>



<p>Ma non tutte le teorie del complotto sono uguali: mentre alcune sono effettivamente utili a smascherare i grandi inganni, altre servono a intorbidire le acque e a depistare le indagini dei cercatori della verità. Le teorie del complotto possono essere, e spesso sono, delle potenti <strong>armi di distrazioni di massa</strong> a uso e consumo di chi le crea e le divulga. È così da sempre.</p>



<p>Re e statisti fabbricano teorie del complotto, che sono il cappotto delle <em>false flag</em>, dall&#8217;antichità. Nerone imputò a una cospirazione cristiana l&#8217;incendio di Roma. Napoleone utilizzò un falso storico, <em>La volontà di Pietro il Grande</em>, per convincere il popolo che un disegno occulto degli Zar rendesse necessaria la campagna di Russia. I Romanov forgiarono <em>I protocolli dei savi di Sion</em> per dare una giustificazione ai pogrom nelle strade e ai repulisti nelle stanze dei bottoni.</p>



<p>L&#8217;<strong>Unione Sovietica</strong>, forte del patrimonio ereditato dalla defunta Russia zarista in materia di disinformazione, armi di distrazioni di massa e operazioni clandestine, nel corso della Guerra fredda investì significativamente nella diffusione globale di teorie del complotto con l&#8217;obiettivo di instillare dubbi e discordia negli Stati Uniti e nel Terzo Mondo, nonché tra gli Stati Uniti e il Terzo Mondo, come nel caso dell&#8217;<strong>operazione Infektion</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cuori, menti e malattie</h2>



<p>Pianeta Terra, anni Ottanta. La neonata epidemia dell&#8217;enigmatico duo HIV/AIDS sta colpendo duramente l&#8217;Africa e alcune comunità degli Stati Uniti, tanto che alcuni la chiamano la &#8220;malattia delle 4H&#8221; (<em>Heroin users, Homosexuals, Hemophiliacs, and Haitians</em>), e alla sezione Misure attive dell&#8217;Unione Sovietica viene un&#8217;idea: creare una teoria del complotto avvincente e verosimile sulle origini del fenomeno.</p>



<p>Quella che in seguito sarebbe stata ribattezzata l&#8217;<strong>operazione Denver</strong>, o <strong>Infektion</strong>, aveva tre obiettivi: aumentare il panico nelle opinioni pubbliche, complicare gli sforzi della comunità medica occidentale attraverso una campagna di &#8220;disinformazione scientifica&#8221;, spargere antiamericanismo nel Terzo Mondo. Le minoranze vulnerabili dell&#8217;America dovevano essere convinte che la Casa Bianca volesse eliminarle con un&#8217;arma biologica. Gli scienziati occidentali dovevano essere depistati con falsi rapporti sulle origini dell&#8217;Hiv/Aids. Il Sud globale doveva essere persuaso dell&#8217;esistenza di una bomba genocidiaria <em>Made in U</em>sa.</p>



<p>L&#8217;Unione Sovietica voleva commettere il delitto perfetto, perciò l&#8217;operazione Infektion sarebbe cominciata in sordina, a lunga distanza dai riflettori, rispettando rigidamente un piano progettato per occultare le radici profonde della disinformazione. Parola d&#8217;ordine: <strong>camuffamento</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-covid19-l-aids-e-la-geopolitica-del-cospirazionismo.html">Il Covid19, l&#8217;Aids e la geopolitica del cospirazionismo</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>L&#8217;operazione Denver/Infektion ebbe inizio nel 1983, con la pubblicazione su un quotidiano indiano infiltrato dal Cremlino, <em>Patriot</em>, di una lettera all&#8217;editore senza firma, anonima, apparentemente scritta da uno scienziato di <strong>Fort Detrick</strong> alla ricerca di espiazione. L&#8217;uomo aveva qualcosa (di importante) da dire: la malattia non era nata in Africa, ma nei laboratori di Fort Detrick, e l&#8217;India avrebbe potuto ospitare futuri focolai alla luce degli esperimenti bio-militari condotti dagli Stati Uniti nel vicino Pakistan.</p>



<p>Nel 1985, dopo due anni di silenzio, l&#8217;Unione Sovietica decise che era trascorso abbastanza tempo: la bufala, fino ad allora rimasta circoscritta nell&#8217;indosfera, poteva essere tradotta e rilanciata nel resto del mondo. I tempi erano propizi: l&#8217;epidemia di Hiv/Aids stava dilagando un po&#8217; ovunque, dunque era adesso un argomento maggiormente sentito dalla comunità internazionale, e negli Stati Uniti infuriava il dibattito pubblico per la scoperta degli <strong>esperimenti illegali sulla sifilide di Tuskegee</strong>.</p>



<p>La macchina disinformativa dell&#8217;Unione Sovietica, forte della presenza di uffici Tass in <strong>sessantasei </strong>paesi e dello stacanovismo di Radio Mosca – che nella sola America Latina trasmetteva più di cento ore di programmi a settimana –, avrebbe prodotto risultati immediati e gettato le basi per la sopravvivenza della teoria del complotto nel lungo termine.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/le-misure-attive-della-russia-disinformazione-sovversione-e-attacchi-informatici.html">Alla scoperta delle misure attive</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Nel contesto dell&#8217;operazione Denver/Infektion furono prodotte bufale per tutti: dagli articoli sensazionalistici per le masse da condurre all&#8217;isteria alle relazioni (pseudo)scientifiche volte a investire la tesi dell&#8217;arma genocidiaria di veridicità e credibilità. Furono organizzati seminari, furono prodotte inchieste giornalistiche e furono diffuse varie versioni della stessa teoria: in Turchia e nell&#8217;arabosfera l&#8217;Hiv/Aids fu presentato come un&#8217;arma per decimare i musulmani, nell&#8217;Africa subsahariana e negli Stati Uniti come uno strumento per compiere un &#8220;genocidio nero&#8221;, in India e in Latinoamerica come un modo per sterminare &#8220;i popoli colorati&#8221;.</p>



<p>Nel 1986, in quello che è rimasto l&#8217;episodio più celebre dell&#8217;operazione, i sovietici distribuirono a ognuno dei partecipanti del vertice dei Non allineati di Harare una copia della cosiddetta &#8220;<strong>relazione Segal</strong>&#8220;, un rapporto stilato dal biologo <strong>Jakob Segal</strong> che avrebbe dimostrato le origini militari dell&#8217;Hiv/Aids. Nella sola Africa, il contenuto della relazione Segal fu ripreso dalla stampa di <strong>oltre venticinque paesi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eredità dell&#8217;operazione Infektion</h2>



<p>Sebbene l&#8217;operazione Denver/Infektion sia morta insieme all&#8217;Unione Sovietica, e col tempo le ricerche mediche abbiano contribuito a squarciare parte dell&#8217;alone di mistero attorno all&#8217;Hiv/Aids, i contemporaei continuano a essere plasmati da quella che è stata una delle più imponenti <em>psyops </em>della Guerra fredda.</p>



<p>Sondaggi e convinzioni più o meno diffuse suggeriscono che l&#8217;operazione Infektion abbia lasciato ai posteri un&#8217;eredità a prova di erosione del tempo: Fort Detrick è entrato nell&#8217;immaginario collettivo come il sito dei misteri, delle super-armi e delle ricerche sul soprannaturale, gli Stati Uniti sono diventati il principale indiziato dei complotti sulle malattie e gli afroamericani sono rimasti il gruppo etnico più scettico sull&#8217;Hiv/Aids – <strong>4 su 10 </strong>credono che le autorità nascondano qualcosa, <strong>2 su 10 </strong>credono alla tesi del genocidio nero (Journal of Health Care and Research, 2011).</p>



<p>Le storie di successo delle operazioni psico-informative che l&#8217;altroieri accompagnarono lo scoppio dell&#8217;epidemia di Hiv/Aids e che ieri hanno accompagnato lo sviluppo della pandemia di Covid19, senza dimenticare il cospirazionismo ai tempi della Sars e dell&#8217;ebola, parlano del volto nascosto delle guerre e, in riferimento alla natura intima degli esseri umani, dicono che aveva ragione Le Bon: la gente non cerca né vuole la verità, ma qualcosa a cui credere. Per questo i tanti saranno manipolati dai pochi fino alla fine dei tempi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/infektion-lhiv-e-il-complotto-made-in-urss-la-cospirazione-che-ha-segnato-lamerica.html">Infektion, Hiv e il complotto sovietico: la cospirazione che ha segnato gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa sono i &#8220;confini del 1991&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/without-category/cosa-sono-i-confini-del-1991.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 16:37:41 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=schede&#038;p=373739</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211021735566_0c63c29dde3d2988a555f922ce2cf069-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211021735566_0c63c29dde3d2988a555f922ce2cf069-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211021735566_0c63c29dde3d2988a555f922ce2cf069-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211021735566_0c63c29dde3d2988a555f922ce2cf069-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211021735566_0c63c29dde3d2988a555f922ce2cf069-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211021735566_0c63c29dde3d2988a555f922ce2cf069-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211021735566_0c63c29dde3d2988a555f922ce2cf069-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dallo scoppio del conflitto in Ucraina nel febbraio scorso, Kiev ha strenuamente richiesto la cessazione delle ostilità ponendo sempre e comunque come condizione il ritorno ai “confini del 1991”. Ma quali sono esattamente questi confini? Cosa prevedevano gli accordi del 1991?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/without-category/cosa-sono-i-confini-del-1991.html">Cosa sono i &#8220;confini del 1991&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211021735566_0c63c29dde3d2988a555f922ce2cf069-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211021735566_0c63c29dde3d2988a555f922ce2cf069-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211021735566_0c63c29dde3d2988a555f922ce2cf069-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211021735566_0c63c29dde3d2988a555f922ce2cf069-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211021735566_0c63c29dde3d2988a555f922ce2cf069-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211021735566_0c63c29dde3d2988a555f922ce2cf069-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_202211021735566_0c63c29dde3d2988a555f922ce2cf069-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dallo scoppio del <strong>conflitto in Ucraina </strong>nel febbraio scorso, Kiev ha strenuamente richiesto la cessazione delle ostilità ponendo sempre e comunque come condizione il ritorno ai “<strong>confini del 1991</strong>”. Ma quali sono esattamente questi confini? Cosa prevedevano gli accordi del 1991?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/without-category/cosa-sono-i-confini-del-1991.html">Cosa sono i &#8220;confini del 1991&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Kamera, il laboratorio degli orrori dell&#8217;Unione Sovietica</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/kamera-il-laboratorio-degli-orrori-dell-unione-sovietica-2056986.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Aug 2022 19:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Armi chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco chimico]]></category>
		<category><![CDATA[schedoni IO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=schede&#038;p=362708</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220806150437427_d259df2953c722e29a9d0cec46dce4a8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220806150437427_d259df2953c722e29a9d0cec46dce4a8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220806150437427_d259df2953c722e29a9d0cec46dce4a8-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220806150437427_d259df2953c722e29a9d0cec46dce4a8-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220806150437427_d259df2953c722e29a9d0cec46dce4a8-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220806150437427_d259df2953c722e29a9d0cec46dce4a8-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220806150437427_d259df2953c722e29a9d0cec46dce4a8-2048x1423.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Delle ricerche in materia di armi segrete dell&#8217;Unione Sovietica, ancora oggi, è dato sapere poco e niente. Un velo di mistero, rivelatosi impenetrabile, continua a circondare e proteggere (quasi) tutto ciò che hanno studiato gli scienziati militari sovietici nel corso della Guerra Fredda. Qualcosa di quei decenni avvolti dall&#8217;oscurità, alla fine, grazie al dossier Mitrokhin, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/kamera-il-laboratorio-degli-orrori-dell-unione-sovietica-2056986.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/kamera-il-laboratorio-degli-orrori-dell-unione-sovietica-2056986.html">Kamera, il laboratorio degli orrori dell&#8217;Unione Sovietica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220806150437427_d259df2953c722e29a9d0cec46dce4a8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220806150437427_d259df2953c722e29a9d0cec46dce4a8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220806150437427_d259df2953c722e29a9d0cec46dce4a8-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220806150437427_d259df2953c722e29a9d0cec46dce4a8-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220806150437427_d259df2953c722e29a9d0cec46dce4a8-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220806150437427_d259df2953c722e29a9d0cec46dce4a8-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220806150437427_d259df2953c722e29a9d0cec46dce4a8-2048x1423.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Delle ricerche in materia di armi segrete dell&#8217;<strong>Unione Sovietica</strong>, ancora oggi, è dato sapere poco e niente. Un velo di mistero, rivelatosi impenetrabile, continua a circondare e proteggere (quasi) tutto ciò che hanno studiato gli scienziati militari sovietici nel corso della<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-guerra-fredda.html"> Guerra Fredda</a>.</p>
<p>Qualcosa di quei decenni avvolti dall&#8217;oscurità, alla fine, grazie al <strong>dossier Mitrokhin</strong>, ad operazioni di spionaggio e alle testimonianze dei disertori, è venuto a galla. Come la storia della mitica super-arma radiologica <strong>Radu</strong>, presumibilmente sviluppata dalla <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/securitate-il-moloch-della-sorveglianza-di-massa.html">Securitate</a> e dal KGB, ma della quale, a parte il racconto di <strong>Ion Mihai Pacepa</strong>, non si ha altra traccia. E come la storia di <strong>Kamera</strong>, il laboratorio di pozioni velenose del KGB.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/kamera-il-laboratorio-degli-orrori-dell-unione-sovietica-2056986.html">Kamera, il laboratorio degli orrori dell&#8217;Unione Sovietica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Che cos&#8217;era il Patto di Varsavia, il rivale della Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cosera-il-patto-di-varsavia-il-rivale-della-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 03:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[InsideOver Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di Varsavia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1474" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-1024x786.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-768x590.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-1536x1179.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-2048x1572.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 14 maggio 1955 ritrovandosi nella capitale polacca i leader di sette Paesi socialisti dell&#8217;Europa orientale formarono, sei anni dopo la nascita della Nato, un&#8217;alleanza militare siglando quello che ufficialmente era il Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza ma che per tutti, nei trentasei anni successivi, sarebbe stato il Patto di Varsavia. &#160;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cosera-il-patto-di-varsavia-il-rivale-della-nato.html">Che cos&#8217;era il Patto di Varsavia, il rivale della Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1474" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-1024x786.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-768x590.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-1536x1179.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220630150132564_6bfcac5b6424aa71c49838561dbd86e2-2048x1572.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 14 maggio 1955 ritrovandosi nella capitale polacca i leader di sette Paesi socialisti dell&#8217;Europa orientale formarono, sei anni dopo la nascita della <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener">Nato</a>, </strong>un&#8217;alleanza militare siglando quello che ufficialmente era il <b>Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza </b>ma che per tutti, nei trentasei anni successivi, sarebbe stato il <strong>Patto di Varsavia</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cosera-il-patto-di-varsavia-il-rivale-della-nato.html">Che cos&#8217;era il Patto di Varsavia, il rivale della Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le &#8220;guerre&#8221; del Patto di Varsavia</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/le-guerre-del-patto-di-varsavia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2022 08:36:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[InsideOver Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di Varsavia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-1536x1031.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Il Patto di Varsavia, formato tra gli Stati socialisti dell&#8217;Europa orientale nel 1955, era il contrappeso nominale dell&#8217;Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (Nato) nel continente europeo. A differenza dell&#8217;Alleanza, fondata nel 1949, il Patto di Varsavia non aveva una struttura organizzativa indipendente, ma funzionava come parte del Ministero della Difesa sovietico. In effetti, negli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/le-guerre-del-patto-di-varsavia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629183459745_a4639ca759d37f7652c63cdde0ea8aa9-1536x1031.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><p>Il <strong>Patto di Varsavia,</strong> formato tra gli Stati socialisti dell&#8217;Europa orientale nel 1955, era il contrappeso nominale dell&#8217;Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (Nato) nel continente europeo.</p>
<p>A differenza dell&#8217;Alleanza, fondata nel 1949, il Patto di Varsavia non aveva una struttura organizzativa indipendente, ma funzionava come parte del <strong>Ministero della Difesa sovietico</strong>. In effetti, negli oltre trent&#8217;anni dalla sua fondazione, il Patto è servito come uno dei principali meccanismi dell&#8217;Unione Sovietica per mantenere i suoi alleati dell&#8217;Europa orientale sotto il suo controllo politico e militare. L&#8217;Urss ha utilizzato il Patto di Varsavia per erigere una facciata di decisioni e azioni collettive attorno alla realtà del suo dominio politico e dell&#8217;intervento militare negli affari interni dei suoi alleati, allo stesso tempo lo ha anche utilizzato per sviluppare eserciti socialisti nell&#8217;est europeo (e non solo) e sfruttarli per la sua strategia militare.</p>
<p>Il Patto non aveva un comando multilaterale o una struttura decisionale indipendente dall&#8217;esercito sovietico, al contrario del suo diretto avversario, la Nato, che risponde a un organismo decisionale collettivo. Dall&#8217;inizio degli anni &#8217;60, l&#8217;Urss ha utilizzato il Patto di Varsavia per preparare le forze non sovietiche a prendere parte alle operazioni dell&#8217;esercito sovietico nel teatro di guerra europeo nella forma di <em>Joint Armed Forces</em>, ma comunque strettamente al comando di Mosca. In tempo di guerra, il comandante in capo e il capo di Stato maggiore del Patto avrebbero trasferito le proprie forze mobilitate e schierate al controllo operativo delle forze di terra sovietiche.</p>
<p>I Paesi dell&#8217;Europa orientale hanno svolto <strong>ruoli specifici</strong> nella strategia sovietica contro la Nato determinati sulla base delle loro particolari capacità militari. La Polonia, ad esempio, aveva la più grande e migliore forza aerea tra tutti i membri del Patto di Varsavia che l&#8217;Unione Sovietica avrebbe potuto impiegare in un conflitto in Europa. All&#8217;interno di questo organismo i rapporti di forza non erano gli stessi: Mosca, infatti, avrebbe affidato agli eserciti meno capaci, come quelli di Ungheria, Cecoslovacchia e Bulgaria, compiti sostanzialmente difensivi al contrario di altri, come quelli di Polonia e Ddr (Repubblica Democratica Tedesca), che avrebbero coadiuvato l&#8217;Armata Rossa nella sua penetrazione nel cuore del continente europeo. In generale, tutti i Paesi dell&#8217;Europa orientale erano responsabili della sicurezza del proprio territorio, delle retrovie sovietiche e delle linee di comunicazione.</p>
<p>Il Patto nacque come <strong>meccanismo collettivo di autodifesa</strong> caratterizzato da <strong>non interferenza</strong> reciproca, tuttavia, tale assetto interno era chiaramente in contrasto con le esigenze dell&#8217;Urss di controllare i suoi satelliti europei. Pertanto, per aggirare questa falla, i sovietici si limitarono a ridefinire l&#8217;aggressione esterna in modo da includere qualsiasi rivolta antisovietica e anticomunista spontanea in uno Stato alleato. Postulando quindi come impossibili le rivolte interne spontanee, l&#8217;Unione Sovietica dichiarò che tali focolai erano il risultato di provocazioni imperialiste e quindi costituivano un&#8217;aggressione esterna. Questa particolare caratteristica ci porta direttamente all&#8217;<strong>unico intervento armato</strong> del Patto di Varsavia: la repressione della Primavera di Praga.</p>
<h2>L&#8217;invasione della Cecoslovacchia</h2>
<p>Tra il <strong>20 e il 21 agosto 1968</strong>, l&#8217;Unione Sovietica insieme a forze di <strong>Bulgaria</strong>, <strong>Ungheria</strong>, e <strong>Polonia</strong> (la Repubblica Democratica Tedesca si limitò a dare supporto logistico), invase la Repubblica Socialista Cecoslovacca per fermare le riforme di liberalizzazione politica di <strong>Alexander Dubcek</strong>.</p>
<p><figure id="attachment_362268" aria-describedby="caption-attachment-362268" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-362268" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629121827559_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_7727-1024x759.jpg" alt="Cecoslovacchia, trentennale primavera di praga" width="1024" height="759" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629121827559_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_7727-1024x759.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629121827559_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_7727-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629121827559_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_7727-768x569.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629121827559_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_7727-1536x1138.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629121827559_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_7727.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-362268" class="wp-caption-text">Un giovane con la bandiera cecoslovacca in mano corre davanti a un carro armato sovietico in fiamme, incendiato dai praghesi nel centro di Praga il 21 agosto 1968, quando l&#8217;invasione guidata dai sovietici e dagli eserciti del Patto di Varsavia stroncò le riforme della cosiddetta Primavera di Praga nell&#8217;ex Cecoslovacchia</figcaption></figure></p>
<p>Alle 23 del 20 agosto, la <strong>Settima divisione paracadutisti</strong> dell&#8217;Armata Rossa, equipaggiata con cannoni semoventi leggeri tipo Asu-57, arrivò in volo all&#8217;aeroporto Ruzyne di Praga. Era cominciata l&#8217;<strong>operazione “Danubio”</strong>. Poco prima, con un volo speciale da Mosca, più di 100 agenti in borghese avevano rapidamente messo in sicurezza l&#8217;aeroporto, insieme a quello di Brno, e preparato la strada per l&#8217;imminente ponte aereo, in cui gli aerei da trasporto An-12 scaricarono le truppe aviotrasportate di occupazione, come nella migliore tradizione sovietica: lo stesso <em>modus operandi</em> si è ripetuto in <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/linvasione-sovietica-dellafghanistan.html" target="_blank" rel="noopener">Afghanistan</a></strong> poco più di dieci anni dopo, e, in piccolo, nel primo giorno di conflitto in Ucraina, quando i paracadutisti e le forze speciali russe hanno cercato di <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/le-operazioni-militari-russe-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noopener">mettere in sicurezza l&#8217;aeroporto di Gostomel</a></strong>, non lontano da Kiev, per poter far affluire gli Il-76 col grosso delle truppe, ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p>In quella notte tra il 20 e il 21 agosto 1968 le prime unità di terra della <strong>20esima Armata corazzata</strong> sovietica giunsero a Praga da nord. I primi carri armati T-55 arrivarono in via Vinohradska intorno alle 8:00 del 21 e trovarono le prime barricate: la popolazione locale, informata dalla radio fedele a Dubcek, <a href="https://digitalarchive.wilsoncenter.org/document/110640.pdf?v=d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427e" target="_blank" rel="noopener">si oppose alla repressione di Mosca</a> e delle forze del Patto di Varsavia. I carri armati avevano simboli di identificazione diversi, romboidali e quadrati, dipinti vicino ai codici di unità sulle torrette. <a href="https://it.insideover.com/guerra/zeta-cerchi-e-altri-simboli-visti-sui-mezzi-russi-ecco-perche.html" target="_blank" rel="noopener">Qualcosa che si è rivisto anche nel recente conflitto in Ucraina</a>.</p>
<p><figure id="attachment_362262" aria-describedby="caption-attachment-362262" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-362262" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629114634489_237b08608985a4a799969e1620bd867b-1024x764.jpg" alt="Primavera di Praga" width="1024" height="764" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629114634489_237b08608985a4a799969e1620bd867b-1024x764.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629114634489_237b08608985a4a799969e1620bd867b-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629114634489_237b08608985a4a799969e1620bd867b-768x573.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629114634489_237b08608985a4a799969e1620bd867b-1536x1146.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629114634489_237b08608985a4a799969e1620bd867b.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-362262" class="wp-caption-text">Abitanti di Praga ritratti in una foto del 21 agosto 1968, mentre circondano un carro armato sovietico in Piazza San Venceslao a Praga durante gli scontri tra i manifestanti e le truppe e i carri armati del Patto di Varsavia, che avevano invaso la Cecoslovacchia per schiacciare la ritrovata libertà e ristabilire un regime totalitario</figcaption></figure></p>
<p>La maggior parte delle forze d&#8217;invasione proveniva dall&#8217;Unione Sovietica e il secondo contingente più numeroso era quello dei polacchi, presenti con 28mila soldati della Seconda Armata del distretto militare della Slesia comandati dal generale Florian Siwicki, seguiti dagli ungheresi, le cui truppe vennero ritirate entro il 31 ottobre: complessivamente le forze non sovietiche ammontavano a circa 80mila uomini.</p>
<p>In totale per l&#8217;operazione Danubio furono mobilitati <strong>480mila uomini</strong> (pari a 27 Divisioni), <strong>6300 carri armati</strong>, 800 velivoli e 2mila pezzi di artiglieria. La Repubblica Ceca avrebbe potuto far intervenire il suo esercito composto da 200mila uomini (600mila mobilitabili in 2-3 giorni), più di 250 velivoli e un numero di carri e veicoli corazzati compreso tra 2500 e i 3mila (stimati), ma Dubcek ordinò di non opporre nessuna resistenza. Spontaneamente, però, rivolte scoppiarono a Praga e in altre città cecoslovacche che portarono alla morte di 108 civili (oltre 500 i feriti), e di 96 soldati sovietici, insieme a 10 polacchi, 4 ungheresi e 2 bulgari.</p>
<p>L&#8217;operazione, dal punto di vista tattico, fu un <strong>pieno successo</strong> proprio perché l&#8217;esercito cecoslovacco non intervenne direttamente ma si limitò, sporadicamente, a sostenere i civili: Dubcek fu arrestato e portato a Mosca già la mattina del 21 agosto insieme a molti dei suoi colleghi, per poi fare ritorno a Praga il 27 a fronte della situazione progressivamente sempre più instabile onde evitare ulteriori spargimenti di sangue; le forze del Patto di Varsavia invasero rapidamente il Paese e presero il controllo delle principali città e aeroporti. “Danubio” è stata un&#8217;operazione ben pianificata ed eseguita, e con poco spargimento di sangue la Cecoslovacchia era stata “messa in sicurezza”.</p>
<p>L&#8217;epilogo lo conosciamo: nonostante la presenza di truppe sovietiche e l&#8217;instaurazione di un regime dalla linea dura a Praga, i semi della rovina dell&#8217;impero sovietico erano stati gettati. Si era formato un gruppo di leader che avrebbero portato avanti lo spirito di indipendenza per vent&#8217;anni, sino alle “<strong>Rivoluzioni di Velluto</strong>” che sancirono la fine della Cortina di Ferro e portarono con sé la dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica e del Patto di Varsavia.</p>
<h2>Il Patto di Varsavia come <em>proxy</em> dell&#8217;Urss</h2>
<p>Con l&#8217;Europa orientale in una fase relativamente quiescente, l&#8217;Unione Sovietica iniziò a costruire un sistema di <strong>alleanze informali nel Terzo Mondo</strong> negli anni &#8217;70. In questa impresa Mosca sfruttò i suoi alleati del Patto di Varsavia come <strong>delegati</strong> per “rafforzare il ruolo del socialismo negli affari mondiali”, cioè per sostenere gli interessi sovietici in Medio Oriente e in Africa.</p>
<p><figure id="attachment_362483" aria-describedby="caption-attachment-362483" style="width: 1232px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://it.insideover.com/reportage/storia/insideover-dossier/la-fine-del-patto-di-varsavia.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-362483 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/varsavia-5.png" alt="" width="1232" height="679" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/varsavia-5.png 1232w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/varsavia-5-300x165.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/varsavia-5-1024x564.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/varsavia-5-768x423.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1232px) 100vw, 1232px" /></a><figcaption id="caption-attachment-362483" class="wp-caption-text">Scopri il dossier di InsideOver sul Patto di Varsavia</figcaption></figure></p>
<p>Dalla fine degli anni &#8217;70, i paesi del Patto sono stati attivi principalmente in <strong>Angola</strong>, <strong>Congo</strong>, <strong>Etiopia</strong>, <strong>Libia</strong>, <strong>Mozambico</strong>, <strong>Repubblica Democratica Popolare dello Yemen</strong> (Yemen del Sud) e <strong>Siria</strong>. L&#8217;Unione Sovietica ha impiegato i suoi alleati del Patto di Varsavia come veri e propri <em>proxy</em> principalmente perché le loro attività avrebbero ridotto al minimo la necessità di un coinvolgimento sovietico diretto, e ovviato a possibili critiche internazionali alle azioni di Mosca nel Terzo Mondo, secondo il ben noto principio della “<a href="https://it.insideover.com/difesa/le-misure-attive-della-russia-disinformazione-sovversione-e-attacchi-informatici.html" target="_blank" rel="noopener">negazione plausibile</a>”.</p>
<p>Così in quel decennio, i Paesi del Patto di Varsavia si adoperarono nel firmare trattati di amicizia, cooperazione e assistenza reciproca con la maggior parte degli alleati dell&#8217;Urss nel Terzo Mondo. Ispirati dalla “divisione socialista del lavoro”, si specializzarono nella fornitura di determinati aspetti dell&#8217;assistenza militare o economica, con la prima al centro dell&#8217;agenda di politica estera: negli anni &#8217;70 e &#8217;80, Bulgaria, Cecoslovacchia e Germania dell&#8217;Est sono stati i principali delegati dell&#8217;Urss per i trasferimenti di armi al Terzo Mondo.</p>
<p>Il procedimento ricorda quello statunitense: si fornivano attrezzature, pezzi di ricambio e personale per l&#8217;addestramento (i “<strong>consiglieri militari</strong>” che molto probabilmente parteciparono attivamente ai combattimenti) e oggi sappiamo che in questo modo l&#8217;Unione Sovietica ha potuto fornire armi alla <strong>Repubblica Democratica del Vietnam</strong> (Vietnam del Nord) all&#8217;inizio degli anni &#8217;70, alle forze filosovietiche nella <strong>guerra civile angolana</strong> del 1975 e in <strong>Nicaragua</strong> negli anni &#8217;80.</p>
<p>Mosca, in particolare, faceva affidamento sui consiglieri della Germania Orientale per istituire milizie armate, forze di polizia paramilitari e organizzazioni di sicurezza interna e di intelligence per alleati selezionati del Terzo Mondo. I sovietici consideravano questo compito particolarmente importante perché un apparato di sicurezza efficiente sarebbe stato essenziale per sopprimere le forze di opposizione e mantenere un regime amico al potere. Si ritiene che Ungheria e Polonia abbiano deciso di concentrarsi solo sul sostegno economico/commerciale forse perché più preoccupate dall&#8217;ambito europeo.</p>
<p><figure id="attachment_362266" aria-describedby="caption-attachment-362266" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-362266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629120508379_b70342866657b02bb33929592f773761-1024x694.jpg" alt="Scioglimento Patto di Varsavia" width="1024" height="694" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629120508379_b70342866657b02bb33929592f773761-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629120508379_b70342866657b02bb33929592f773761-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629120508379_b70342866657b02bb33929592f773761-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629120508379_b70342866657b02bb33929592f773761-1536x1040.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629120508379_b70342866657b02bb33929592f773761-2048x1387.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220629120508379_b70342866657b02bb33929592f773761-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-362266" class="wp-caption-text">Il presidente Iliescu (Romania), il vicepresidente dell&#8217;Unione Sovietica Yannayev, i presidenti Havel (Cecoslovacchia), Walesa (Polonia), Zhelev (Bulgaria) e Antall (Ungheria) ritratti a Praga tra altre personalita&#8217; il primo luglio 1991 in occasione della firma dello scioglimento del Patto di Varsavia</figcaption></figure></p>
<p>Il Patto di Varsavia fu sciolto ufficialmente il primo luglio del 1991, ma al tempo delle rivoluzioni in Europa orientale (1989) aveva già cessato di svolgere le sue funzioni di controllo dei Paesi satelliti dell&#8217;Unione Sovietica: Mosca non aveva più la forza politica di poter reprimere l&#8217;onda lunga della Primavera di Praga, diffusasi nel suo estero vicino europeo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le &#8220;misure attive&#8221; della Russia: disinformazione, sovversione e attacchi informatici</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-misure-attive-della-russia-disinformazione-sovversione-e-attacchi-informatici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2022 05:15:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber warfare]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[infowar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Aктивные мероприятия (aktivnye meropriyatiya), che si può tradurre con “misure attive”, era (ed è) una terminologia usata dall&#8217;Unione Sovietica per descrivere una gamma di operazioni segrete e negabili di influenza politica e sovversione, inclusa (ma non limitata a) la creazione di organizzazioni di facciata, il sostegno di movimenti politici amichevoli, l&#8217;orchestrazione di disordini interni e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-misure-attive-della-russia-disinformazione-sovversione-e-attacchi-informatici.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Agenzia_Fotogramma_IPA29798774-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>Aктивные мероприятия</em> (aktivnye meropriyatiya), che si può tradurre con “<strong>misure attive</strong>”, era (ed è) una terminologia usata dall&#8217;Unione Sovietica per descrivere una gamma di operazioni segrete e negabili di influenza politica e sovversione, inclusa (ma non limitata a) la creazione di organizzazioni di facciata, il sostegno di movimenti politici amichevoli, l&#8217;orchestrazione di disordini interni e la diffusione della disinformazione.</p>
<p>Le “<a href="https://press.armywarcollege.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1388&amp;context=parameters" target="_blank" rel="noopener">misure attive</a>” erano (e sono ancora) sfruttate dalla <strong>maskirovka</strong>, traducibile con “mimetizzazione”, che sottintende a tutte le attività legate alla conservazione del segreto e all&#8217;inganno del nemico riguardo ai piani, capacità e intenzioni delle forze armate. La maskirovka russa richiede “immaginazione” e “disponibilità di risorse”, come si legge nei vecchi testi del periodo sovietico, e le cui tecniche di attuazione devono essere adattate a ogni situazione peculiare.</p>
<p>La maskirovka è suddivisa in <strong>tattica</strong>, <strong>operativa</strong> e <strong>strategica</strong> a seconda del livello di attività che deve coprire. Quella tattica è simile alle tecniche occidentali di mascheramento, occultamento e inganno, ma effettuate con maggiore intensità. Quella operativa, oltre all&#8217;impiego di unità di forze speciali e convenzionali, prevede lo schieramento di equipaggiamenti falsi che fungono da esca, oppure lo spostamento continuo di uomini e mezzi su un fronte, l&#8217;utilizzazione di tutto lo spettro dell&#8217;<strong>EW</strong> (<em>Electronic Warfare</em>) con la generazione, ad esempio, di falso traffico di segnali, l&#8217;attivazione di tecniche di <strong><em>Cyber Warfare</em></strong> e la diffusione di notizie false o parzialmente tali (<strong>dezinformatsiya</strong>). Per implementare la maskirovka strategica vengono mobilitate tutte le risorse dello Stato fra le quali la diplomazia, la propaganda e appunto le già citate “misure attive” che riguardano anche il sabotaggio, l&#8217;appoggio ai movimenti terroristici e l&#8217;eliminazione di personalità o entità politiche avverse, nonché quella di “delatori” e collaboratori di governi stranieri.</p>
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<ul>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3wGCejo" target="_blank" rel="noopener">Che cos&#8217;è la Guerra Ibrida</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/34bkBfX" target="_blank" rel="noopener">La differenza tra i contractor russi e quelli occidentali</a></strong></li>
</ul>
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<p>Le misure attive, al tempo dell&#8217;Unione Sovietica, riflettevano la mentalità “<strong>da tempo di guerra costante</strong>” della leadership russa. Per il KGB, infatti, le misure attive divennero sempre più centrali nella sua attività all&#8217;estero, come esplicitato dall&#8217;allora direttore dell&#8217;agenzia Yuri Andropov nella sua Direttiva numero 0066 del 1982. Significativo, a tal proposito, che la definizione ufficiale di “intelligence” per il KGB fosse “una forma segreta di lotta politica che si avvale di mezzi e metodi clandestini per acquisire informazioni segrete di interesse e per attuare misure attive per esercitare un&#8217;influenza sull&#8217;avversario e indebolirne le posizioni politiche, economiche, scientifiche e tecniche e militari”.</p>
<p>Tali pratiche sono diventate meno comuni durante l&#8217;era Gorbaciov e poi negli anni &#8217;90, a causa della caotica dissoluzione dell&#8217;URSS e della profonda crisi in cui versava la Russia che aveva riflessi su tutti gli organismi dello Stato, ma anche, in parte, per il desiderio di migliorare le relazioni con l&#8217;Occidente.</p>
<p>Con l&#8217;avvento di Vladimir Putin, i servizi di intelligence estera russa (Il KGB è stato diviso tra <strong>FSB</strong> e <strong>SVR</strong> dopo la fine dell&#8217;Unione Sovietica) sono stati riportati ai vecchi livelli di finanziamento e attività. Già alla metà degli anni 2000, le “misure attive” dell&#8217;SVR non erano più solo confinate nei paesi del <strong><em>near abroad</em></strong> (estero vicino) dello spazio post-sovietico, ma erano nuovamente viste come una componente centrale della più ampia strategia di politica estera di Mosca.</p>
<p>Questa ritrovata attenzione per l&#8217;attività all&#8217;estero rifletteva un ampio cambiamento nella prospettiva strategica russa, meglio sintetizzata da Alexander Vladimirov, un generale in pensione che ha poi presieduto il gruppo di esperti militari del Consiglio per gli Affari Internazionali, un influente <em>think tank</em> vicino all&#8217;amministrazione presidenziale russa. Nel 2007 scriveva che “le guerre moderne si fanno a livello di coscienza e di idee” e che “l&#8217;umanità moderna esiste in uno stato di guerra permanente” in cui “oscilla tra fasi di vera lotta armata e costante preparazione per essa”.</p>
<p>Sono qui evidenti le profonde commistioni e analogie con la <strong><em>Hybrid Warfare</em></strong> russa, infatti la Guerra Ibrida di Mosca fa ampio ricorso, tra gli altri metodi, alle “misure attive”. Nel 1995 il generale Machmut Achmetovic Gareev pubblica il saggio “<em>If war comes tomorrow? The contours of future armed conflict</em>” che contribuisce a lanciare – e svecchiare – la visione del <em>warfare</em> russo verso quella che viene definita <em>Political Warfare</em>, o Guerra Ibrida. Egli sposta il classico concetto di “difesa di profondità” che si basa sulla distanza fisica che divide un opponente all’altro, verso una teoria più ampia, identificabile come <strong><em>Information Warfare</em></strong>, che però ha un’accezione diversa rispetto a quella occidentale avendo una postura prettamente strategica e con uno spettro d’azione a 360 gradi. Il generale Gareev, cioè, preconizza che le guerre del futuro devono essere (anche) condotte sul piano della propaganda e della disinformazione mirata, che sono utili per agire sia sulla società civile, minandone la fiducia nel sistema nazionale o creando disordini pubblici, sia sulle forze armate in generale, indebolendone la struttura con un impegno costante.</p>
<p>Quindi non più un conflitto aperto, dichiarato, che implicherebbe una difesa convenzionale (in profondità) ma <strong>una provocazione costante</strong>, “invisibile”, attuata su più fronti per fratturare il tessuto sociale avversario, la sua economia, la sua sicurezza e capacità di controllo politico. Una guerra “indiretta” (o <em>non-contact</em>) che comprende “attacchi di precisione senza contatto diretto contro uno Stato e i suoi sistemi di controllo militari, le sue comunicazioni, la sua economia” come descritto da un contemporaneo di Gareev, il generale Vladimir Slipcenko.</p>
<p>Torna quindi prepotente il concetto di “<strong>conflitto permanente</strong>” del periodo sovietico. A febbraio del 2013 il generale <strong>Valery Vasilievic Gerasimov</strong>, attuale capo di Stato maggiore della Difesa russo, pubblica “<em>The value of science is in the foresight: new chall</em>enges <em>demand rethinking the forms and methods of carrying out combat operations</em>” che dettaglia ulteriormente il modello di <em>Hybrid Warfare</em> precedentemente messo a punto da Gareev e Slipcenko aggiungendo un misto di componenti diplomatiche, pressione economica e politica e altre ingerenze non militari (facendo tesoro quindi della metodologia occidentale) per riuscire ad annientare il nemico.</p>
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<li><a href="https://bit.ly/3u4MzUS" target="_blank" rel="noopener"><strong>Chi è Valery Vasilievich Gerasimov</strong></a></li>
</ul>
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<p>Per il generale è l’<strong>aspetto politico</strong> quello che più incide nella guerra di nuova generazione ed è solo grazie alla sua formulazione che vengono per la prima volta nominati i corpi paramilitari e le <strong>Pmc</strong> (<em>Private Military Companies</em>) in modo aperto come strumenti essenziali di questa dottrina. In particolare la “Dottrina Gerasimov” individua metodi “non militari” di contrasto in grado di ottenere obiettivi strategici, e il generale valuta che il rapporto tra misure non militari e militari sia di 4 a 1.</p>
<p>In realtà la Hybrid Warfare così come la conosciamo oggi è dovuta a un&#8217;estensione della “Dottrina Gerasimov” ad opera di due militari russi in pensione diventati accademici di alto livello: il colonnello Sergey Cekinov e il generale Sergey Bogdanov. Sono loro, infatti, a inserire elementi come l’uso strumentale delle <strong>Ong</strong>, quello dei media di ogni livello e dei <strong>social network</strong>, l’azione delle istituzioni culturali in loco, e di attori di alto profilo nel campo dell’ecologia, della guerra psicologica e dello spionaggio. Recentemente abbiamo assistito a un ulteriore ampliamento degli strumenti di Guerra Ibrida con l&#8217;utilizzo delle <strong>ondate migratorie</strong> provocate <em>ad hoc</em> per minare la credibilità di uno Stato a livello internazionale e dividere la sua opinione pubblica.</p>
<p>Andando più in dettaglio di alcuni metodi di “misure attive”, utilizzate sin dai tempi dell&#8217;Unione Sovietica, troviamo la <strong>manipolazione della stampa estera</strong>, attraverso la diffusione di notizie false in modo da costruire una narrazione favorevole a Mosca; la <strong>produzione di documenti falsi</strong> per fuorviare governi stranieri, media e opinione pubblica, che possono essere anche falsi piani di guerra o documenti riguardanti ricerche scientifiche o belliche in modo da creare tensioni tra gli Stati avversari; la già citata <strong>disinformazione</strong> ovvero la diffusione di pettegolezzi, voci, insinuazioni e distorsioni di fatti per screditare governi e leader stranieri; la <strong>manipolazione economica</strong> sfruttando i legami commerciali o semplicemente le leggi del mercato; le <strong>operazioni di influenza politica</strong> che, ancora oggi hanno una grande importanza, sfruttanti i contatti con la politica negli Stati bersaglio, i dati economici e dei media, per garantirsi la collaborazione attiva con Mosca; l&#8217;<strong>uso di accademici e giornalisti</strong> russi, che spesso sono accettati all&#8217;estero come legittime controparti da parte di loro pari, che hanno il compito di propagandare una visione “alternativa” o addirittura di diffondere ostilità nel mondo accademico e dei media per l&#8217;agire dell&#8217;Occidente; senza dimenticare il <strong>sostegno ai movimenti pacifisti</strong>, visti come strumento per dividere l&#8217;opinione pubblica e quindi dirigere l&#8217;agenda politica di uno Stato avversario, il ricorso ad azioni aggressive nel campo <em>cyber</em> (attacchi informatici, furto e alterazione di dati), e l&#8217;affidarsi ai social network per screditare governi, personaggi politici o pubblici, e diffondere la propria propaganda secondo gli schemi della <em>Information Warfare</em>.</p>
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		<title>La caccia agli ebrei di Stalin, l&#8217;ultima purga dell&#8217;Urss</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/la-caccia-agli-ebrei-di-stalin-lultima-purga-dellurss.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2022 18:38:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[ebraismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129193804607_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129193804607_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129193804607_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129193804607_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-1024x791.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129193804607_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-768x593.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129193804607_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-1536x1187.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129193804607_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-2048x1582.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Unione Sovietica di Stalin è stata, nella seconda guerra mondiale, la nazione grazie alla cui avanzata si sono potuti scoprire i peggiori orrori associabili al regime nazista, primi fra tutti i campi di sterminio liberati dall&#8217;Armata Rossa tra il 1944 e il 1945 nella sua avanzata verso Occidente. Avendo, inoltre, subito più perdite di ogni altro Paese per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/la-caccia-agli-ebrei-di-stalin-lultima-purga-dellurss.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129193804607_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129193804607_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129193804607_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129193804607_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-1024x791.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129193804607_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-768x593.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129193804607_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-1536x1187.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220129193804607_806325a495c7dc76dc0dd0c5157b8e36-2048x1582.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>Unione Sovietica di Stalin </strong>è stata, nella seconda guerra mondiale, la nazione grazie alla cui avanzata si sono potuti scoprire i peggiori orrori associabili al regime nazista, primi fra tutti i <strong>campi di sterminio </strong>liberati dall&#8217;Armata Rossa tra il 1944 e il 1945 nella sua avanzata verso Occidente. Avendo, inoltre, subito più perdite di ogni altro Paese per la guerra e per le politiche di pulizia etnica e di sterminio condotte dai tedeschi, prima fra tutti la &#8220;Soluzione Finale&#8221; della questione ebraica, l&#8217;Urss staliniana volle porre nell&#8217;immediato dopoguerra la questione del superamento dell&#8217;oppressione di popoli come gli ebrei in cima all&#8217;agenda politica. Stalin contribuì in maniera decisiva alla nascita di <strong>Israele nel 1948, </strong>i suoi alleati (Cecoslovacchia in testa) armarono Tel Aviv fino ai denti, il blocco comunista lo sostenne in sede Onu.</p>
<p>Ma negli ultimi anni del regime il graduale avvicinamento di Tel Aviv all&#8217;Occidente, unitamente all&#8217;apertura di frange sotterranee e di settori del potere sovietico a una distensione della Guerra Fredda in vista della successione a Stalin portò gli ebrei nel mirino della dittatura bolscevica come potenziale &#8220;popolo ostile&#8221;. La morte di Stalin interruppe, in tal senso, quella che fu <strong>l&#8217;ultima purga </strong>del trentennio del suo dominio sullo Stato comunista: la repressione del presunto complotto dei medici ebrei. Una delle pagine meno conosciute della storia dell&#8217;Urss.</p>
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		<title>Sognando (di nuclearizzare) la Luna</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/sognando-di-nuclearizzare-la-luna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 06:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=338255</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1641" height="1072" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117123810133_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_947493.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117123810133_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_947493.jpeg 1641w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117123810133_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_947493-300x196.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117123810133_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_947493-1024x669.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117123810133_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_947493-768x502.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117123810133_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_947493-1536x1003.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1641px) 100vw, 1641px" /></p>
<p>La Luna, il satellite naturale del pianeta Terra, è il sogno dell&#8217;Uomo dalla notte dei tempi. Suadente e misteriosa, è la sorella minore della Terra ed è lo specchio del Sole. Ed è anche, da quando il progresso tecnologico lo ha reso possibile, la prima fermata della colonizzazione spaziale. Colonizzazione che, oggi come ieri, può &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/sognando-di-nuclearizzare-la-luna.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1641" height="1072" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117123810133_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_947493.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117123810133_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_947493.jpeg 1641w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117123810133_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_947493-300x196.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117123810133_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_947493-1024x669.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117123810133_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_947493-768x502.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220117123810133_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_947493-1536x1003.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1641px) 100vw, 1641px" /></p><p>La Luna, il satellite naturale del pianeta Terra, è il sogno dell&#8217;Uomo dalla notte dei tempi. Suadente e misteriosa, è la sorella minore della Terra ed è lo specchio del Sole. Ed è anche, da quando il progresso tecnologico lo ha reso possibile, la prima fermata della colonizzazione spaziale. Colonizzazione che, oggi come ieri, può assumere una grande varietà di significati: stabilimento di insediamenti umani semi-permanenti, sfruttamento delle risorse del sottosuolo, costruzione di avamposti militari ed edificazione di strutture utili all&#8217;esplorazione dello spazio inoltrato.</p>
<p>È esistito un tempo,<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-guerra-fredda.html"> la Guerra fredda</a>, in cui i sogni lunari di <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Unione Sovietica</strong>, uniche due superpotenze del pianeta ed aspiranti potenze spaziali, non avevano a che fare né con la colonizzazione umana né con lo sfruttamento energetico. Perché erano sogni di un altro genere, squisitamente bellico, o meglio nucleare: il <strong>progetto A119</strong> e il <strong>progetto E</strong>.</p>
<h2>Bombardare la Luna per vendicarsi di Gagarin</h2>
<p>Stati Uniti, fine degli anni Cinquanta. I tentativi dell&#8217;opinione pubblica di superare i traumi lasciati da quel periodo di terrore, sorveglianza e inquisizione che è stata la <strong>paura rossa</strong>, la celeberrima epoca di psicosi anticomunista dominata dal controverso<strong> Joseph McCarthy</strong>, si infrangono contro l&#8217;emergere di una nuova fase di isteria collettiva: la <strong>crisi dello Sputnik</strong>. È la paura che l&#8217;Unione Sovietica, arrivando prima nella corsa allo spazio, finisca col vincere la Guerra fredda e possa, un giorno, soggiogare gli Stati Uniti.</p>
<p>I giornali americani non parlano d&#8217;altro, la Casa Bianca è in allerta: c&#8217;è bisogno di recuperare il terreno perduto. Ed è così che nel 1958, ad un anno dal lancio dello Sputnik 1 nello spazio, l&#8217;Armour Research Foundation (ARF) propone di effettuare un esperimento nucleare sul satellite naturale della Terra. L&#8217;idea piace al Pentagono, ottenendo la benedizione (e il capitale) della United States Air Force, ma all&#8217;ARF viene posta una condizione inderogabile: l&#8217;esplosione dovrà essere visibile all&#8217;umanità.</p>
<p>Accettata la precondizione stabilita dal Pentagono, l&#8217;ARF affida al fisico <strong>Leonard Reiffel</strong> la gestione del progetto. Reiffel, a sua volta, metterà assieme una squadra di dieci esperti, tra i quali l&#8217;astronomo<strong> Gerard Kuiper</strong> e il futuro mostro sacro della ricerca spaziale<strong> Carl Sagan</strong>, che all&#8217;epoca era un semplice dottorando.</p>
<p>Le proiezioni matematiche del giovane Sagan sembravano promettenti: elevate e concrete possibilità di un&#8217;esplosione visibile all&#8217;occhio umano se condotta secondo copione. L&#8217;esperimento avrebbe dovuto vedere l&#8217;impiego di una <strong>W25</strong>, una piccola testata nucleare sviluppata dai cervelli del Los Alamos National Laboratory qualche anno prima, ma fu fermato alla vigilia dell&#8217;entrata nella fase di implementazione.</p>
<p>La paura che qualcosa potesse andare storto in fase di lancio, associata ai dubbi sollevati dagli scienziati circa le conseguenze della ricaduta radioattiva per i futuri progetti di ricerca ed esplorazione coinvolgenti la Luna, avrebbero avuto la meglio sulla voglia di rivalsa. Nel gennaio 1959, una volta ricevuto e letto lo studio di fattibilità dell&#8217;ARF, la United States Air Force avrebbe preferito abortire il progetto A119, lasciando alla neonata NASA l&#8217;onere-onore di occuparsi della (rin)corsa alla spazio.</p>
<h2>I sogni lunari di Krusciov</h2>
<p>Gli Stati Uniti non erano i soli a guardare alla Luna per ragioni belliche. Più o meno nello stesso periodo della pianificazione del progetto A119, fra il 1957 e il 1960, la Central Intelligence Agency aveva messo in guardia la Casa Bianca dal presunto &#8220;Progetto E&#8221;, un piano di sperimentazione militare nello spazio suddiviso in quattro fasi e coperto dal più stretto riserbo.</p>
<p>Del Progetto E, a parte le informative dell&#8217;intelligence statunitense, non è mai emerso nient&#8217;altro, né conferme né smentite, tanto che tra gli storici c&#8217;è chi dubita che sia mai esistito. Un&#8217;invenzione, sostengono i più scettici, con la quale Cia, Pentagono e Stato profondo speravano di dare impeto all&#8217;agenda spaziale della Casa Bianca – cosa, poi, effettivamente avvenuta.</p>
<p>Che il Progetto E sia esistito veramente, o che si sia trattato di uno &#8220;scherzo&#8221; della Cia, approfondire la vicenda è comunque un dovere per ragioni di divulgazione storica, di comprensione di quell&#8217;epoca complessa che fu la Guerra fredda. Il piano sovietico per la conquista della Luna avrebbe dovuto svilupparsi in quattro tappe:</p>
<ul>
<li>Fase 1: dedicata al raggiungimento del satellite.</li>
<li>Fasi 2 e 3: dedicate all&#8217;esplorazione della faccia nascosta, di cui si sarebbero dovuti raccogliere campioni di terreno e prove fotografiche.</li>
<li>Fase 4: esplosione di una bomba atomica (o all&#8217;idrogeno) sul suolo lunare, in coincidenza con l&#8217;anniversario della Rivoluzione di Ottobre, come dimostrazione di forza e per curiosità scientifica – muovere i primi passi nella comprensione delle implicazioni di una guerra spaziale.</li>
</ul>
<p>Come è noto, i sovietici non avrebbero mai esploso alcuna bomba nucleare sulla Luna, né tantomeno vi avrebbero messo piede, ma ciò non significa che un simile piano non mai esistito.</p>
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		<title>La crisi di Suez del 1956: il canto del cigno degli imperi europei</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/la-crisi-di-suez-del-1956-il-canto-del-cigno-degli-imperi-europei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2022 06:54:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Canale di suez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1566" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Tanks_Destroyed_Sinai.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Tanks_Destroyed_Sinai.jpeg 1566w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Tanks_Destroyed_Sinai-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Tanks_Destroyed_Sinai-1024x654.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Tanks_Destroyed_Sinai-768x490.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Tanks_Destroyed_Sinai-1536x981.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1566px) 100vw, 1566px" /></p>
<p>Nelle settimane dell&#8217;autunno 1956 in cui, in Europa, i carri armati sovietici reprimevano la rivoluzione ungherese un altro evento cruciale per la geopolitica globale e la storia del mondo post-bellico andava in scena: la crisi di Suez. Il canale collegante il Mar Mediterraneo e il Mar Rosso fu epicentro di una breve ma intensa guerra che vide lo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/la-crisi-di-suez-del-1956-il-canto-del-cigno-degli-imperi-europei.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1566" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Tanks_Destroyed_Sinai.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Tanks_Destroyed_Sinai.jpeg 1566w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Tanks_Destroyed_Sinai-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Tanks_Destroyed_Sinai-1024x654.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Tanks_Destroyed_Sinai-768x490.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Tanks_Destroyed_Sinai-1536x981.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1566px) 100vw, 1566px" /></p><p>Nelle settimane dell&#8217;autunno 1956 in cui, in Europa, i carri armati sovietici reprimevano la <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/storia/budapest-1956-tragedia-e-eroismo-della-rivoluzione-ungherese.html" target="_blank" rel="noopener">rivoluzione ungherese</a> </strong>un altro evento cruciale per la geopolitica globale e la storia del mondo post-bellico andava in scena: la <strong>crisi di Suez</strong>. Il canale collegante il<a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/mar-mediterraneo-crocevia-di-civilta.html" target="_blank" rel="noopener"> Mar Mediterraneo</a> e il Mar Rosso fu epicentro di una breve ma intensa guerra che vide lo Stato di Israele alleato del Regno Unito e della Francia contro l&#8217;Egitto governato dal colonnello <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-gamal-nasser.html" target="_blank" rel="noopener">Nasser,</a> che ne aveva annunciato la nazionalizzazione. L&#8217;ostilità di sovietici e statunitensi alle mosse delle potenze occidentali pose di fatto fine sia alla crisi che all&#8217;illusione delle due antiche potenze imperiali in graduale declino di poter incidere definitivamente e autonomamente nel mondo postbellico. Sigillando la lunga transizione seguita alla fine del secondo conflitto mondiale nella definitiva consacrazione dell&#8217;ordine bipolare.</p>
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