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	<title>Ungheria Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 14 Aug 2026 05:05:55 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ungheria Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Ungheria, Romania e Serbia: la grande secca del Danubio mette in ginocchio il sistema energetico dell&#8217;Europa Orientale</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/ungheria-romania-e-serbia-la-grande-secca-del-danubio-mette-in-ginocchio-il-sistema-energetico-delleuropa-orientale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 05:05:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1121" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/danubio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Danubio" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/danubio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/danubio-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/danubio-1024x598.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/danubio-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/danubio-1536x897.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/danubio-600x350.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La secca del grande fiume ha portato allo spegnimento totale o parziale dei reattori delle centrali nucleari dei tre Paesi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/ungheria-romania-e-serbia-la-grande-secca-del-danubio-mette-in-ginocchio-il-sistema-energetico-delleuropa-orientale.html">Ungheria, Romania e Serbia: la grande secca del Danubio mette in ginocchio il sistema energetico dell&#8217;Europa Orientale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1121" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/danubio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Danubio" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/danubio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/danubio-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/danubio-1024x598.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/danubio-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/danubio-1536x897.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/danubio-600x350.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi il livello idrico del Danubio ha raggiunto i minimi storici. L&#8217;ondata di calore e la prolungata siccità stanno rendendo sempre più evidente la vulnerabilità dei Paesi dell&#8217;Europa centro-orientale, il cui approvvigionamento energetico dipende dal fiume. Non si tratta soltanto di un&#8217;emergenza ambientale, ma di una vera e propria crisi energetica a catena. Il grande fiume svolge diverse funzioni: dal <strong>raffreddamento dei condensatori delle centrali nucleari all’alimentazione degli impianti idroelettrici.</strong> In questo scenario, le ripercussioni subite da Ungheria, Romania e Serbia sono emblematiche.</p>



<p>L&#8217;epicentro dell’emergenza si trova a Paks, dove sorge l&#8217;unica centrale nucleare ungherese. Collocata a una novantina di chilometri a Sud di Budapest, la struttura a quattro reattori di fabbricazione sovietica garantisce quasi la <strong>metà dell&#8217;elettricità</strong> prodotta nel Paese e <strong>un terzo dell&#8217;intero fabbisogno nazionale</strong>. Per funzionare in sicurezza, l&#8217;impianto necessita di un flusso ininterrotto di circa 100 metri cubi d&#8217;acqua al secondo, prelevati direttamente dal Danubio <strong>per il raffreddamento dei condensatori</strong>. Con il fiume ridotto al lumicino, le bocche di aspirazione sono rimaste a secco. </p>



<p><strong><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/2/hungary-plans-to-shut-down-only-nuclear-power-plant-amid-drought?utm_source=telegram&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=socialPulse">Péter Magyar, il neoeletto Presidente ungherese, ha dichiarato che la produzione dell&#8217;impianto ha subito un crollo drammatico</a></strong>: dai normali 2.000 megawatt (MW) di potenza nominale, la capacità erogata è scesa prima a 965 MW per poi sprofondare nella notte del 2 agosto fino a 240 MW: poco più del 10% del totale. Il punto critico è legato al livello del fiume. <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/2/hungary-plans-to-shut-down-only-nuclear-power-plant-amid-drought?utm_source=telegram&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=socialPulse">A Paks, una quota idrometrica pari a -134 cm impone per protocollo lo spegnimento totale dei reattori</a>, motivo per cui, raggiunta quota -144 nei <strong>primi giorni di agosto,</strong> è iniziata la procedura di spegnimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un corto circuito strutturale</h2>



<p>Parimenti l’acqua del Danubio è essenziale per il raffreddamento della <strong>centrale nucleare di Cernavodă</strong> la quale, unica in Romania, garantisce una fetta consistente dell&#8217;energia nazionale. Mutatis mutandis, le autorità romene hanno programmato di far cessare l’attività di uno dei <a href="https://oficiuldestiri.ro/anar-reluarea-furnizarii-apei-potabile-turbiditate#:~:text=Apele%20Rom%C3%A2ne%20au%20transmis%20c%C4%83%20acumularea%20Izvoarele,afluen%C8%9Bii%20r%C3%A2ului%20Teleajen%2C">reattori della centrale nucleare. </a>Tale misura risulta essere l’inevitabile conseguenza della crisi registrata in seno allo snodo idrico di Izvoarele.<strong> </strong>In tale snodo il fiume si<strong> </strong>biforca nel braccio di Bala e nel braccio del &#8220;Vecchio Danubio&#8221; (<em>Dunărea Veche</em>), quest&#8217;ultimo diretto verso la centrale nucleare. </p>



<p>Recentemente, forti precipitazioni hanno causato esondazioni degli affluenti del fiume Teleajen, dalle quali si sono generati detriti e fango che hanno ostruito le infrastrutture di filtraggio, impedendo altresì la presa d’acqua per il raffreddamento del reattore. Inoltre, l&#8217;elevata torbidità dell&#8217;acqua ha reso impossibile il normale processo di potabilizzazione, lasciando temporaneamente a secco diverse migliaia di residenti nel comune e nei centri abitati limitrofi. <a href="https://support.theguardian.com/eu/guardian-ad-lite?returnAddress=https%3A%2F%2Fwww.theguardian.com%2Fworld%2Flive%2F2026%2Faug%2F03%2Feurope-heatwave-wildfires-migration-ceuta-spain-latest-news-updates">Per sopperire alla situazione creatasi ad Izvoarele si è richiesto l&#8217;intervento della marina militare rumena</a>: con 180 chili di esplosivo subacqueo, i genieri hanno fatto brillare le formazioni rocciose sul letto del fiume per deviare la corrente verso il braccio del &#8220;Vecchio Danubio&#8221; e garantire l&#8217;afflusso d&#8217;acqua necessario ai canali di raffreddamento della centrale.</p>



<p>Allo stesso modo, le difficoltà nel raffreddamento hanno coinvolto la più grande centrale idroelettrica serba di Đerdap 1 (che si è vista tagliare la produzione ad appena il 20% della capacità nominale per mancanza di portata) e i complessi a carbone di Kostolac. Per far fronte alla suddetta situazione, il governo serbo ha coinvolto anche popolazione con la richiesta di moderare l&#8217;uso dei condizionatori, mentre le temperature estive spingono alle stelle la richiesta di elettricità per il condizionamento.</p>



<p><strong>La secca del Danubio ha portato alla luce un cortocircuito strutturale che minaccia l&#8217;intera Europa</strong>. È esattamente durante questi picchi che le centrali idroelettriche e nucleari sono costrette a tirare il freno a mano per mancanza d&#8217;acqua o per il superamento delle temperature massime consentite per la tutela degli ecosistemi fluviali, una dinamica già osservata lungo il Rodano e la Loira in Francia. Senza piogge all&#8217;orizzonte e con il termometro stabilmente sopra i 38 °C, i Paesi dell&#8217;Europa orientale si trovano oggi costretti a importare energia a caro prezzo dai mercati vicini e a pianificare contingentamenti per le industrie, nel tentativo di proteggere la tenuta delle rispettive reti elettriche impiegate per il condizionamento del centri abitati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/ungheria-romania-e-serbia-la-grande-secca-del-danubio-mette-in-ginocchio-il-sistema-energetico-delleuropa-orientale.html">Ungheria, Romania e Serbia: la grande secca del Danubio mette in ginocchio il sistema energetico dell&#8217;Europa Orientale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perché l&#8217;ex ministro degli Esteri di Orban è diventato un alto dirigente di BYD</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-lex-ministro-degli-esteri-di-orban-e-diventato-un-alto-dirigente-di-byd.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 23:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[BYD]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1393" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717102542948_3604d19d8184a252bac393afeeb10367.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717102542948_3604d19d8184a252bac393afeeb10367.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717102542948_3604d19d8184a252bac393afeeb10367-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717102542948_3604d19d8184a252bac393afeeb10367-1024x743.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717102542948_3604d19d8184a252bac393afeeb10367-768x557.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717102542948_3604d19d8184a252bac393afeeb10367-1536x1114.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717102542948_3604d19d8184a252bac393afeeb10367-600x435.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ex ministro ungherese Péter Szijjártó lascia il Parlamento per entrare in BYD alimentando polemiche a non finire.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1393" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717102542948_3604d19d8184a252bac393afeeb10367.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717102542948_3604d19d8184a252bac393afeeb10367.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717102542948_3604d19d8184a252bac393afeeb10367-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717102542948_3604d19d8184a252bac393afeeb10367-1024x743.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717102542948_3604d19d8184a252bac393afeeb10367-768x557.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717102542948_3604d19d8184a252bac393afeeb10367-1536x1114.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260717102542948_3604d19d8184a252bac393afeeb10367-600x435.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fino a qualche mese fa era in prima linea nell&#8217;attaccare l&#8217;Unione Europea sull&#8217;immigrazione, sull&#8217;eccessivo sostegno offerto all&#8217;Ucraina e sull&#8217;ostracismo mostrato nei confronti della Russia. Anzi: mentre Bruxelles criticava il Cremlino, lui, <strong>Peter Szijjarto</strong>, si è più volte recato a Mosca nei panni di ministro degli Esteri dell&#8217;Ungheria per negoziare accordi sull&#8217;acquisto di petrolio e gas.</p>



<p>Ora Szijjarto, che per 12 anni è stato il massimo diplomatico del governo dell&#8217;ex primo ministro ungherese <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html">Viktor Orban</a>, ha fatto una scelta radicale: si è dimesso dal <strong>Parlamento nazionale</strong>, dove conservava un seggio come deputato dell&#8217;opposizione <a href="https://it.insideover.com/politica/crepuscolo-sovranista-orban-sconfitto-lungheria-sceglie-magyar.html">dopo la batosta elettorale rimediata</a> da <strong>Fidesz </strong>alle ultime elezioni, per diventare un dirigente <a href="https://it.insideover.com/auto/byd-alla-conquista-delleuropa-con-dolphin-surf-la-nuova-auto-elettrica-low-cost.html">della casa automobilistica cinese</a> <strong>BYD</strong>.</p>



<p>L&#8217;ex braccio destro di Orban, da tempo sostenitore degli investimenti del Dragone nel settore dei veicoli elettrici, diventerà <strong>responsabile delle Relazioni esterne e dello sviluppo di nuove linee di business</strong> presso il colosso di Shenzhen. &#8220;BYD è stata una delle più grandi storie di successo nel settore automobilistico degli ultimi due decenni e il produttore leader a livello mondiale di veicoli elettrici&#8221;, ha dichiarato Szijjarto in un post su Facebook annunciando la sua scelta.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ro" dir="ltr">Hungary&#39;s former Foreign Minister Péter Szijjártó has resigned from parliament to join Chinese EV giant BYD in a senior global role, effective immediately.<br><br>Szijjártó — one of Orbán&#39;s closest allies and the face of Hungary&#39;s pro-China foreign policy for over a decade — will lead… <a href="https://t.co/afJmSu5lkI">pic.twitter.com/afJmSu5lkI</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://x.com/clashreport/status/2077473037893427571?ref_src=twsrc%5Etfw">July 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Da Orban a BYD: le porte girevoli di Szijjarto</h2>



<p>L&#8217;attuale primo ministro magiaro <strong>Peter Magyar</strong> ha trasformato lo step carrieristico di Szijjarto in un attacco politico, accusandolo di aver &#8220;a lungo rappresentato interessi stranieri&#8221; e di aver fatto pressioni per ottenere &#8220;ingenti sussidi statali ungheresi&#8221; per BYD prima di entrare a far parte dell&#8217;azienda. </p>



<p>Fedele a Fidesz dalla fine degli anni Novanta, Szijjarto è stato portavoce di Orban prima di diventare <strong>ministro degli Esteri</strong> nel 2014, incarico che ha ricoperto fino all&#8217;inizio di quest&#8217;anno. Come massimo diplomatico ungherese ha spinto per avere legami più stretti con Pechino e Mosca. L&#8217;ex ministro era nello specifico il volto della strategia di &#8220;<strong>apertura a Est</strong>&#8221; del governo Orban, che di fatto privilegiava le relazioni con Cina e Russia rispetto a quelle all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea e della Nato.</p>



<p>Nel frattempo BYD ha fatto sapere che inizierà ad assemblare auto nel suo <strong>nuovo stabilimento</strong> in Ungheria nel quarto trimestre dell&#8217;anno. &#8220;L&#8217;Ungheria è la priorità numero uno in questo momento. La seconda priorità sarà quella di concentrarci sulla ricerca di un secondo stabilimento (di produzione) in Europa&#8221;, ha dichiarato a <em>Reuters </em>la vicepresidente esecutiva <strong>Stella Li</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="688" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250905170128938_2a6d53470b61aad8e2a7b200dbac6d35-1024x688.jpg" alt="" class="wp-image-484529" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250905170128938_2a6d53470b61aad8e2a7b200dbac6d35-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250905170128938_2a6d53470b61aad8e2a7b200dbac6d35-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250905170128938_2a6d53470b61aad8e2a7b200dbac6d35-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250905170128938_2a6d53470b61aad8e2a7b200dbac6d35-1536x1032.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250905170128938_2a6d53470b61aad8e2a7b200dbac6d35-600x403.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250905170128938_2a6d53470b61aad8e2a7b200dbac6d35.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un rapporto particolare</h2>



<p>La trasformazione di Szijjarto ha suscitato aspre critiche. In Ungheria c&#8217;è chi ha puntato il dito contro il ruolo che ha avuto durante il suo mandato nel facilitare ingenti <strong>sussidi governativi</strong> all&#8217;azienda cinese. L&#8217;ex ministro ha infatti svolto un ruolo chiave nel convincere BYD ad aprire il richiamato primo stabilimento europeo a <strong>Szeged</strong>, definendo quel progetto &#8220;uno dei maggiori investimenti nella storia economica ungherese&#8221;, e spiegando che il governo Orban avrebbe fornito incentivi finanziari all&#8217;azienda asiatica per la costruzione del sito. </p>



<p>Lo stesso Szijjarto ha in seguito annunciato che BYD avrebbe stabilito la propria <strong>sede europea</strong> e un <strong>centro di ricerca e sviluppo</strong> a Budapest, ricevendo un finanziamento governativo di quasi 64 milioni di dollari. Non solo: la coppia Szijjarto-Orban si è fortemente opposta ai dazi doganali dell&#8217;Ue sui prodotti cinesi, ha cercato in tutti i modi di attrarre ingenti investimenti di Pechino in Ungheria e ha favorito la creazione di un <strong>corridoio ferroviario</strong> con la Serbia nell&#8217;ambito della <strong>Belt and Road Initiative</strong> di Xi Jinping. </p>



<p>Secco e ironico il commento finale di Magyar: &#8220;L&#8217;unica differenza rispetto a prima è che, d&#8217;ora in poi, Péter Szijjártó non sarà più pagato dal popolo ungherese per lo stesso lavoro, ma dal suo effettivo datore di lavoro&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071710251746_fd1d2ef39d97feaa83b0dcf356902c13-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-523535" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071710251746_fd1d2ef39d97feaa83b0dcf356902c13-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071710251746_fd1d2ef39d97feaa83b0dcf356902c13-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071710251746_fd1d2ef39d97feaa83b0dcf356902c13-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071710251746_fd1d2ef39d97feaa83b0dcf356902c13-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071710251746_fd1d2ef39d97feaa83b0dcf356902c13-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071710251746_fd1d2ef39d97feaa83b0dcf356902c13.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-lex-ministro-degli-esteri-di-orban-e-diventato-un-alto-dirigente-di-byd.html">Perché l&#8217;ex ministro degli Esteri di Orban è diventato un alto dirigente di BYD</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ungheria di Magyar e la resa dei conti con i reduci dell&#8217;era Orban: primo nel mirino il presidente Sulyok</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lungheria-di-magyar-e-la-resa-dei-conti-con-i-reduci-dellera-orban-primo-nel-mirino-il-presidente-sulyok.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:07:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ungheria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ungheria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ungheria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ungheria-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ungheria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ungheria-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ungheria-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il nuovo Primo Ministro magiaro è salito al potere sulla spinta di una forte volontà di farla finita con i precedenti governi Orbán. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ungheria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ungheria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ungheria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ungheria-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ungheria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ungheria-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Ungheria-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da qualche settimana, diversi <em>meme</em> ritraggono <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/ungheria-magyar-vuole-cacciare-presidente-della-repubblica-e-capo-della-corte-costituzionale.html" type="post" id="519073">Tamás Sulyok, Presidente della Repubblica ungherese,</a> mentre legge una copia del quotidiano francese <em>Le Monde</em>. Nessuna didascalia o nessun commento corredano le immagini satiriche. Al pubblico italiano tali vignette potrebbero dire poco, ma per gli ungheresi il messaggio è chiaro: “<em>lemond</em>”, infatti, è un verbo ungherese che significa “dare le dimissioni”. Il significato politico di tali meme è quindi ben preciso e si inserisce nel contesto della crisi istituzionale creatasi in seguito alla vittoria di <strong>Péter Magyar </strong>alle elezioni dello scorso aprile.</p>



<p>Chi ha seguito le vicende ungheresi degli ultimi mesi, ricorderà come il nuovo Primo Ministro magiaro sia salito al potere sulla spinta di una forte volontà, da parte dei cittadini ungheresi, di farla finita con i precedenti governi Orbán e il sistema illiberale e corrotto che per 16 anni ha retto le sorti del Paese danubiano. Non sorprenderà quindi come, dal primo giorno dopo la strabordante vittoria elettorale, <strong>Magyar abbia chiesto a gran voce le dimissioni di tutti i precedenti gerarchi di Fidesz, Sulyok in testa.</strong> “Ci aspettiamo le dimissioni dei fantocci di Orbán” ha tuonato il leader di Tisza durante la sua prima conferenza stampa all’indomani delle elezioni “Il 31 maggio sarà la data limite entro la quale potranno dimettersi. Dopodiché agiremo in base al nostro mandato ed esploreremo tutte le vie legali per rimuoverli dai loro incarichi”.</p>



<p>Ed effettivamente il nuovo governo di Budapest, preso atto che i “fantocci di Orbán” non hanno risposto all’ultimatum, si è messo all’opera per forzare la mano a Sulyok e agli altri vertici dello Stato illiberale. Il 22 giugno, durante una sessione parlamentare straordinaria, Péter Magyar ha annunciato <strong>l’inizio dell’Operazione Fuoco Purificatore,</strong> ossia l’avvio del processo di smantellamento del sistema creato da <strong>Viktor Orbán</strong> durante i suoi sedici anni di potere indiscusso. Passando dalle parole ai fatti, il 4 luglio il governo Magyar ha presentato la sua proposta per il 17° emendamento alla Legge Fondamentale, ossia un aggiornamento dell’attuale Costituzione ungherese, la cui bozza è stata pubblicata sul sito del governo in modo che i cittadini ungheresi, utilizzando una finestra di cinque giorni, potessero discuterla e proporre eventuali modifiche.</p>



<p>Tra le misure incluse nell’emendamento vi sono le dimissioni del Presidente della Repubblica, un limite di età pari a massimo 70 anni per i membri della Corte Costituzionale, il ritorno del diritto di eleggere il Presidente della Corte Costituzionale a quest’ultima e non più al Parlamento (eliminando così una pericolosa influenza del potere politico su quello giudiziario-costituzionale), un limite massimo di 12 anni (o di tre mandati consecutivi) per i deputati e la nascita di un <strong>Ufficio nazionale per la protezione e il recupero dei beni,</strong> volto a indagare su eventuali appropriazioni indebite avvenute durante i governi Fidesz e a lottare contro la corruzione. </p>



<p>Se quest’ultimo punto va sicuramente nella direzione indicata dall’Unione Europea in termini di lotta alla corruzione, è altrettanto vero che la nascita dell’ente incontra il favore dei cittadini, andando a colpire un male endemico della società ungherese: <strong>la corruzione, infatti, mangia ogni anno tra l’8 e il 10% del PIL ungherese. </strong>La creazione di questo Ufficio nazionale, inoltre, fornirebbe nuove armi legali a Magyar per portare avanti la sua guerra contro ex gerarchi di Fidesz, colpendo i casi più eclatanti di corruzione e indebolendo ulteriormente l’ex partito di (super) maggioranza. Inviando un messaggio ai “giannizzeri del regime di Orbán, per i quali il patrimonio comune ungherese era bottino di guerra&#8221;, il Primo Ministro ha infatti affermato che coloro i quali &#8220;credono di poter nascondere, far evacuare o occultare rapidamente dietro prestanome e reti aziendali tutto ciò che è stato sottratto al popolo ungherese si sbagliano. Lo Stato si riprenderà tutto ciò che è stato rubato alla nazione &#8220;</p>



<p>Sono, tuttavia, i primi due articoli dell’emendamento quelli che stanno infiammando di più gli animi a Budapest. Partiamo dal secondo. Ponendo un limite di età massimo pari a 70 anni per i giudici costituzionali, Magyar otterrebbe le dimissioni di <strong>Péter Polt,</strong> Presidente della Corte Costituzionale e fedelissimo di Orbán, e di altri tre giudici costituzionali nominati dal precedente governo. In un colpo solo, quindi, Tisza si libererebbe di una figura decisamente scomoda, non a caso posta alla presidenza della Corte nel dicembre del 2025 nel tentativo di blindare l’influenza di Fidesz su questa istituzione assai delicata. Il disegno di Orbán era chiaro: in caso di vittoria, tutto sarebbe continuato come prima, mentre in caso di sconfitta il nuovo Primo Ministro si sarebbe trovato con una bella gatta da pelare, dovendo gestire i rapporti con una Corte Costituzionale in mano a Fidesz. <strong>La vittoria dirompente di Magyar ha tuttavia assegnato a quest’ultimo la potente mannaia dei due terzi dei seggi parlamentari, con i quali può modificare tranquillamente la Costituzione e superare questi ostacoli.</strong></p>



<p>L’aspetto più controverso di questo 17° emendamento è tuttavia quello che riguarda la cessazione del mandato dell’attuale Presidente della Repubblica. &#8220;Il mandato del Presidente della Repubblica in carica cesserà il giorno successivo all&#8217;entrata in vigore del diciassettesimo emendamento alla Legge Fondamentale&#8221;, si legge nella proposta presentata dal governo Magyar. La trappola per Tamás Sulyok, altro fedelissimo di Orbán, è quindi pronta a scattare: se, infatti, il Presidente firmerà l’emendamento allora segnerebbe la sua condanna. Qualora, d’altro canto, dovesse rifiutarsi di firmare il testo una volta approvato dal Parlamento, potrebbe venire messo in stato di accusa e rimosso legalmente dal proprio ufficio. </p>



<p>La permanenza di Sulyok a Palazzo Sándor sarebbe inaccettabile per Magyar non solo perché l’attuale Presidente è, come abbiamo visto, un fedelissimo di Orbán e uno dei volti più identificabili degli ultimi anni del passato regime, ma anche perché <strong>Sulyok gode di tutta una serie di poteri che potrebbero causare ben più di un mal di testa al governo Tisza.</strong> Al di là di un ruolo meramente cerimoniale, infatti, il Presidente della Repubblica detiene numerose prerogative quali la nomina di diversi alti ufficiali come il Presidente della Corte Suprema, i rettori delle università, i generali e i magistrati. Non solo: <strong>il Capo dello Stato ha anche il potere di veto sulle leggi approvate dal Parlamento,</strong> potendo di conseguenza rimandare i decreti all’attenzione dell’Assemblea nazionale, oltre a poter coinvolgere la Corte Costituzionale qualora le leggi venissero considerate potenzialmente incostituzionali da parte del Presidente. Risulta quindi evidente come sia vitale, per Péter Magyar, avere un nuovo inquilino a Palazzo Sándor.</p>



<p>E proprio la Presidenza della Repubblica ha emesso un comunicato nel quale Sulyok, pur non commentando la proposta di emendamento, “richiama l&#8217;attenzione sul rispetto del principio dello Stato di diritto e mette in guardia contro l&#8217;esercizio arbitrario del potere pubblico e l&#8217;applicazione illimitata delle possibilità offerte dalla maggioranza parlamentare dei due terzi”. Al contempo, Tamás Sulyok ha fatto appello alla Corte Costituzione ungherese e alla Commissione di Venezia, tre membri della quale si sono recati nei giorni passati a Budapest per una serie di incontri tanto con la Presidenza quanto con l’Esecutivo. L’attenzione è quindi massima non solo da parte dei cittadini ungheresi, <strong>ma anche delle istituzioni europee </strong>che monitorano gli sviluppi politici in Ungheria, nella speranza che il cambiamento iniziato ad aprile vada nella direzione auspicata.</p>



<p>La presa di posizione del governo Magyar è stata naturalmente criticata da Fidesz che ha lanciato una manifestazione a tutela della libertà e dello stato di diritto per giovedì 9 giugno. A esprimere perplessità per l’emendamento costituzionale è stata però anche <strong>Amnesty International.</strong> Pur non contestando la richiesta di dimissioni avanzata a Sulyok, colpevole di non aver “mai alzato la voce contro la tirannia del potere né in difesa dei più vulnerabili” e non aver “fatto nulla per garantire che tutti si sentissero membri uguali, liberi e rispettati della nostra comunità&#8221;, l’associazione per i diritti umani contesta il metodo scelto da Péter Magyar. Come si legge nel comunicato di Amnesty International, infatti, <strong>l&#8217;emendamento alla Legge fondamentale ignora il fatto che anche il Presidente della Repubblica ha diritto a un giusto processo</strong> e che la sua rimozione è possibile solo con adeguate garanzie legali. Il monito lanciato da Amnesty sembrerebbe quindi essere quello di non rimediare alle storture del sistema democratico operate da Orbán con altre storture, cadendo così in un meccanismo dal quale sarebbe difficile uscire.</p>



<p>Se, da un lato, Magyar promette di risolvere la questione entro il 20 luglio e garantisce che questo emendamento sarà solo una situazione temporanea, impegnandosi a iniziare un nuovo processo costituzionale nell’autunno di quest’anno sotto la supervisione di un nuovo Presidente della Repubblica, resta il fatto che la proposta presentata al Parlamento sta decisamente scaldando gli animi. Il rischio è quello di un’ulteriore e più profonda crisi istituzionale che renda questa torrida estate ungherese ancora più rovente.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lungheria-di-magyar-e-la-resa-dei-conti-con-i-reduci-dellera-orban-primo-nel-mirino-il-presidente-sulyok.html">L&#8217;Ungheria di Magyar e la resa dei conti con i reduci dell&#8217;era Orban: primo nel mirino il presidente Sulyok</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ungheria, Magyar vuole cacciare presidente della Repubblica e capo della Corte Costituzionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/ungheria-magyar-vuole-cacciare-presidente-della-repubblica-e-capo-della-corte-costituzionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo Magyar, il presidente Sulyok è stato partecipe della stretta semiautoritaria condotta da Viktor Orban. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Tamas Sulyok </strong>ha respinto l&#8217;ultimatum del neo-primo ministro <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/crepuscolo-sovranista-orban-sconfitto-lungheria-sceglie-magyar.html" type="post" id="513037">Peter Magyar</a></strong>, da lui incaricato meno di un mese fa per succedere al predecessore <strong>Viktor Orban</strong> dopo 16 anni come capo del governo. Il presidente ungherese aveva ricevuto dal capo del partito popolare Tisza la richiesta di dimettersi anticipatamente entro il 31 maggio, nella consapevolezza che il nuovo ciclo politico inaugurato dalla sconfitta di Fidesz, il partito nazionalista di Orban che aveva elevato alla presidenza lo stesso Sulyok, viene considerato il punto di partenza per un repulisti del sistema politico magiaro.</p>



<p><strong>Il 70enne Sulyok è stato eletto alla presidenza nel marzo 2024 dopo le dimissioni anticipate di Katalin Novak</strong>, dimessasi a causa dello scandalo emerso per la grazia concessa a un collaboratore colpito da accuse di molestie sessuali. Dopo tre presidenti espressione di Fidesz in 14 anni, il partito nazionalista di Orban che dominava a Budapest elesse una figura formalmente indipendente, già presidente della Corte Costituzionale ungherese dal 2016 al momento dell&#8217;ascesa alla carica di Capo dello Stato. <strong>Secondo Magyar, Sulyok è stato partecipe della stretta semiautoritaria di Orban </strong>e complice di un assalto alle istituzioni ungheresi. Ne ha pertanto chiesto le dimissioni entro il 31 maggio e il 1 giugno ha dichiarato che il suo partito aveva iniziato l&#8217;iter necessario per rimuoverlo in Parlamento, unitamente a molti alti funzionari come il nuovo presidente della Corte Costituzionale, Péter Polt.</p>



<p>Per Magyar, Sulyok è un &#8220;burattino&#8221; di Orban. Il quale, a suo avviso, avrebbe preferito la fedeltà personale a quella alla Costituzione nei capi dello Stato eletti dalle sue maggioranze alternatesi dal 2010 all&#8217;aprile scorso. Tisza ora proverà a cambiare la Costituzione e a rimuovere il capo dello Stato, anche se, pur nella contestazione del sistema-Orban che è emersa dalle urne magiare di aprile, non è ben chiaro su che base giuridica il Parlamento possa agire contro Sulyok. Il capo dello Stato ungherese detiene poteri in larga parte cerimoniali, pur avendo il diritto di respingere le leggi che ritiene incostituzionali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Magyar sulle orme di Orban?</h2>



<p>La Legge Fondamentale, la <strong>Costituzione ungherese</strong>, prevede che una procedura di messa in stato d&#8217;accusa del Capo dello Stato possa avvenire se esso se il presidente &#8220;viola intenzionalmente la Legge fondamentale o un&#8217;altra legge nell&#8217;esercizio delle sue funzioni, o se commette un reato volontariamente&#8221;. Essendo stato Sulyok eletto dopo che la controversa riforma costituzionale di Orban era già legge, le fattispecie appaiono remote e, peraltro, anche qualora una maggioranza di due terzi disponesse la messa in stato d&#8217;accusa, è la Corte Costituzionale che deve procedere a valutare il caso.</p>



<p>Ad oggi, il presidente non ha bloccato alcun provvedimento del nuovo governo e, per quanto possa essere comprensibile la volontà di Magyar di voltar pagina, il rischio che la spinta per un cambio di sistema diventi una frenetica corsa all&#8217;occupazione del potere è tutto fuorché che escluso. &#8220;La scorsa settimana, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato di essere pronta a <a href="https://www.dw.com/en/eu-unblocks-16-billion-in-hungary-assistance-as-magyar-promises-reforms/a-77349350">sbloccare fino a 16,4 miliardi di euro (19,1 miliardi di dollari)</a> di fondi congelati se il nuovo governo continuerà a <a href="https://www.dw.com/en/regime-change-hungarys-magyar-exposes-orbans-decadence/a-77153692">portare avanti le riforme cruciali</a>&#8220;, <a href="https://www.dw.com/en/hungarys-pm-peter-magyar-moves-to-oust-president/a-77376889">nota Deutsche Welle</a>. Sulyok ha dichiarato che firmerà le leggi in questione se le riforme ci saranno. Un diktat con timing per le dimissioni e un attacco unilaterale contro il capo dello Stato appaiono mosse controverse e destinate a far discutere. Magyar è in sella da poco. Ma il rischio che a furia di criticare Orban finisca, per cancellarne l&#8217;eredità, col ripercorrerne il percorso è tutto fuorché sfatato.</p>
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		<title>L&#8217;Ungheria e la UE: Magyar torna a Bruxelles ma non si presenta disarmato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lungheria-e-la-ue-magyar-torna-a-bruxelles-ma-non-si-presenta-disarmato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 11:14:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=515453</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1197" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-1024x638.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-1536x958.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-600x374.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo leader dell'Ungheria ha ripreso il dialogo con i vertici Ue interrotto da Orban, ma ha richieste da fare e mezzi per difenderle. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1197" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-1024x638.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-1536x958.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/magyar-600x374.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Pagare moneta, vedere cammello. Chi si aspettava che l&#8217;Ungheria polemica e ribelle verso la Ue diventasse, con <strong>Peter Magyar,</strong> un agnellino docile e fedele, deve evidentemente ricredersi. Non ancora insediato ma forte di un successo elettorale che gli ha consegnato una super-maggioranza di oltre i due terzi del Parlamento in coda a un voto che ha visto la maggiore partecipazione popolare dalla caduta del comunismo nel 1989, Magyar è sì corso a Bruxelles ma con le idee piuttosto chiare. Prima ha incontrato <strong>Ursula von der Leyen</strong> con la quale, al di là degli inevitabili discorsi sui &#8220;valori condivisi&#8221; e la &#8220;casa comune europea&#8221;, si è parlato soprattutto di soldi. A Magyar interessa sbloccare i 10 miliardi di fondi post-pandemia che l&#8217;Unione Europea aveva congelato come reazione alle contro-riforme di Viktor Orban in tema di Stato di diritto e come preoccupazione rispetto alla corruzione in Ungheria. </p>



<p>Nei vent&#8217;anni dall&#8217;adesione alla Ue, l&#8217;Ungheria ha ricevuto 50 miliardi solo dai fondi di coesione, risultando uno dei maggiori beneficiari netti dei fondi strutturali, peraltro superando spesso la media europea per utilizzo. È tutto interesse di Magyar, quindi, che questo flusso di quattrini non si interrompa, visto che il combinato disposto &#8220;soldi Ue + accorto impiego&#8221; ha dato i suoi risultati: come ha sottolineato di recente la commissaria alla Coesione <strong>Elisa Ferreira</strong>, in questi venti anni &#8220;<strong>il Pil pro capite dell’Ungheria è cresciuto</strong>, passando dal 63% della media Ue al 78%, e il tasso di occupazione è cresciuto passando dal 57% all’80%&#8221;.</p>



<p>Magyar, però, non è andato a Bruxelles disarmato, e la leva negoziale l&#8217;ha ereditata proprio dall&#8217;arci-rivale Orban che, come reazione al blocco dell&#8217;oleodotto Druzhba, che porta all&#8217;Ungheria il petrolio russo, da parte degli ucraini, aveva posto <strong>il veto al prestito da 90 miliardi deciso dall&#8217;Ue a favore dell&#8217;Ucraina. </strong>Caduto Orban, l&#8217;oleodotto nel tratto ucraino è stato riparato in una notte, a conferma della teoria orbaniana che si trattasse di una manovra concordata contro di lui, alla vigilia delle elezioni, tra Ucraina e Ue. <strong>Tutto bene ma il veto ungherese è ancora lì</strong>, e Magyar ha tempo almeno fino all&#8217;insediamento (previsto per il 9 o 10 maggio) prima di decidere che farne, mentre ha tempo fino ad agosto per avviare le riforme che scioglierebbero le preoccupazioni Ue e libererebbero i famosi miliardi bloccati con Orban. Una tempistica che, certamente, alla Von der Leyen non sfugge.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Magyar porta a Bruxelles anche il dossier Ucraina</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/ungheria-tutti-esultano-per-magyar-tranne-gli-ucraini-ecco-perche.html">Avevamo già sottolineato, in queste pagine,</a> che Magyar non sembra incline a fare particolari sconti all&#8217;Ucraina, anche in questo forte di <a href="https://www.policysolutions.hu/userfiles/elemzes/378/policy_solutions_the_world_through_hungarian_eyes_2025.pdf">un sentimento popolare di vecchia data</a> per cui il 50% degli ungheresi giudica l’Ucraina pericolosa per l’Ungheria, il 64% è contrario all’ingresso dell’Ucraina nella Ue e il 74% pensa che l’Ungheria dovrebbe smettere di aiutare l’Ucraina. tutto questo è stato puntualmente ribadito, pur nelle dovute forme della diplomazia, durante l&#8217;incontro con <strong>Antonio Costa</strong>, presidente del Consiglio europeo e, come tale, rappresentante dei 27 Paesi che concorrono a determinare le politiche comunitarie. A lui <strong>Magyar ha ribadito la richiesta di maggiori diritti  per la minoranza ungherese in Ucraina</strong>, in particolare in Transcarpatia, regione cui il censimento del 2001 attribuiva una corposissima minoranza ungherese (circa il 20% della popolazione) e dove comunque, anche oggi, vivono almeno 100 mila ungheresi, poco meno del 10% del totale.</p>



<p>Per sottolineare quanto sia delicata la questione, basterà ricordare che <strong>la Transcarpatia fu parte del regno di Ungheria per più di mille anni,</strong> per diventare parte dell&#8217;Urss nel 1945 e dell&#8217;Ucraina indipendente nel 1991. In questi anni la regione ha vissuto una campagna di ucrainizzazione che ha previsto l&#8217;abolizione dell&#8217;ungherese nei cicli scolastici e una limitazione della sfera d&#8217;influenza delle associazioni &#8220;ungheresi&#8221; attive tra la popolazione, anche con raid della polizia nelle associazioni culturali. Su questo tema Orban aveva polemizzato senza sosta, avanzando <strong>le famose 11 richieste </strong>che comprendevano il ripristino del pieno diritto all&#8217;uso della lingua ungherese nelle scuole, nell&#8217;amministrazione pubblica e nei media, una più ampia rappresentanza della minoranza ungherese sia nelle istituzioni locali sia nel Parlamento nazionale, l&#8217;istituzione della doppia cittadinanza, una maggiore tutela della libertà di associazione e così via. Richieste molto impegnative. Nel 2024 l&#8217;Ucraina si era anche detta disposta ad accoglierle ma poi non se n&#8217;era fatto nulla.</p>



<p>Magyar con Costa ha ritirato fuori tutto, con una mossa che certamente lo rafforza davanti all&#8217;opinione pubblica ungherese e, in ogni caso, mette sul piatto dei rapporti con la Ue un altro contrappeso di non poco conto, vista anche la strettissima relazione tra Ucraina e istituzioni comunitarie.</p>



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		<title>Il gas, l&#8217;Ucraina, l&#8217;eredità della storia: Magyar-Fico tra alta tensione e convergenze</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-gas-lucraina-leredita-della-storia-magyar-fico-tra-alta-tensione-e-convergenze.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:18:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Il-gas-lUcraina-leredita-della-storia-Magyar-Fico-tra-alta-tensione-e-convergenze.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Il-gas-lUcraina-leredita-della-storia-Magyar-Fico-tra-alta-tensione-e-convergenze.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Il-gas-lUcraina-leredita-della-storia-Magyar-Fico-tra-alta-tensione-e-convergenze-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Il-gas-lUcraina-leredita-della-storia-Magyar-Fico-tra-alta-tensione-e-convergenze-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Il-gas-lUcraina-leredita-della-storia-Magyar-Fico-tra-alta-tensione-e-convergenze-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Il-gas-lUcraina-leredita-della-storia-Magyar-Fico-tra-alta-tensione-e-convergenze-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Il-gas-lUcraina-leredita-della-storia-Magyar-Fico-tra-alta-tensione-e-convergenze-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Peter Magyar oltre Viktor Orban anche nei rapporti col &#8220;vicino di casa&#8221; Robert Fico, primo ministro di una Slovacchia che è stata spesso accostato all&#8217;uscente premier ungherese come parte di un asse sovranista, euroscettico e russofilo, sabotatore dell&#8217;integrazione comunitaria. Fico da sinistra, Orban da destra incarnano due forme diverse di critica all&#8217;Ue che, nella narrazione, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-gas-lucraina-leredita-della-storia-magyar-fico-tra-alta-tensione-e-convergenze.html">[...]</a></p>
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<p><strong>Peter Magyar</strong> oltre <strong>Viktor Orban</strong> anche nei rapporti col &#8220;vicino di casa&#8221; <strong>Robert Fico, primo ministro di una Slovacchia</strong> che è stata spesso accostato all&#8217;uscente premier ungherese come parte di un asse sovranista, euroscettico e russofilo, sabotatore dell&#8217;integrazione comunitaria. Fico da sinistra, Orban da destra incarnano due forme diverse di critica all&#8217;Ue che, nella narrazione, il leader di Tisza, formazione di Magyar appartenente al <strong>Partito Popolare Europeo,</strong> dovrebbe superare. Ma tra Ungheria e Slovacchia la relazione è troppo articolata e complessa per essere rubricata a semplice rapporto tra leader. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida sul gas tra Slovacchia, Ungheria e Ucraina</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/bentornata-mitteleuropa-magyar-riparte-da-varsavia-e-vienna-per-rilanciare-lungheria.html" type="post" id="513241">Il nascituro governo Magyar sta, paradossalmente, risolvendo un problema a Fico</a> spingendo per la convergenza con l&#8217;Ucraina sul ripristino dei flussi petroliferi russi verso l&#8217;Europa attraverso l&#8217;oleodotto <strong>Druzhba</strong> ma sta superando Orban a destra in termini di nazionalismo sul fronte del contrasto alla legislazione slovacca che regolarizza le proprietà nate con la cacciata della popolazione ungherese dopo la fine della Seconda guerra mondiale. </p>



<p><strong>Storia, memoria, presente, geopolitica, tutto assieme: l&#8217;Est Europa</strong> produce più storia di quanta ne riesca a digerire e nelle piccole patrie sorte meno di quarant&#8217;anni fa sullo stesso territorio fisico dei vecchi Stati comunisti ma su nuovi presupposti politici e identitari capire quanto anche il passato sia presente e quanto la realtà sia da intendere come un continuum è fondamentale. <strong>Vale per la Slovacchia di Fico</strong> (e varrà anche per la Bulgaria dove si appresta a governare <strong>Rumen Radev)</strong> così come per l&#8217;Ungheria, di Orban o Magyar. Ma andiamo con ordine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Magyar risolve una grana a Fico?</h2>



<p>Magyar ha spinto per condizionare lo sblocco del <strong>fondo da 90 miliardi di euro</strong> promesso dalla Commissione Europea all&#8217;Ucraina alla decisione del governo di <strong>Volodymyr Zelensky</strong> di riaprire i flussi attraverso l&#8217;oleodotto <strong>Druzhba chiuso a gennaio</strong>, un anno dopo la violenta (sul piano politico) disputa sul gas tra Slovacchia e Ucraina del 2025 seguita allo stop ai flussi via tubo dell&#8217;oro blu di Mosca. </p>



<p>Bratislava dipende pressoché interamente nell&#8217;approvvigionamento della sua raffineria Slovnaft dall&#8217;approvvigionamento di petrolio russo e ha dovuto entrare in stato d&#8217;emergenza per lo stress infrastrutturale e il gap di forniture. Fico ha minacciato lo stop all&#8217;appoggio all&#8217;adesione europea dell&#8217;Ucraina e l&#8217;interruzione dei flussi elettrici verso il Paese sotto attacco dalla Federazione Russa, che<strong> richiede in caso di blackout </strong>e caduta della rete un appoggio extra dallo Stato centroeuropeo. L&#8217;Ungheria di Orban ha condizionato l&#8217;appoggio al prestito di 90 miliardi di euro alla riattivazione dei flussi attraverso Druzhba, e <strong>Magyar ha fatto sua questa linea, mentre sia Budapest che Bratislava hanno bloccato finora il 20esimo pacchetto di sanzioni a Mosca.</strong> Ebbene, Magyar ha risolto un problema politico indubbio a Fico usando la leva europeista verso Kiev, che nella giornata di martedì 21 aprile ha <strong>ristabilito i flussi attraverso Druzhba</strong>. Un nuovo inizio tra Budapest e Bratislava nonostante la fine dell&#8217;era Orban? Ancora presto per dirlo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eredità dei decreti Benes</h2>



<p>Resta, come detto, il nodo storico. <strong>Direzione &#8211; Socialdemocrazia</strong>, il partito nazionalista di sinistra di Fico, ha promulgato delle leggi che criminalizzano la contestazione delle leggi con cui, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, nella Cecoslovacchia ristabilita nella sua integrità territoriale fu imposta l&#8217;espropriazione delle terre dei cittadini di etnia tedesca (i famosi &#8220;Tedeschi dei Sudeti&#8221; che spinsero Adolf Hitler a premere su Praga prima degli Accordi di Monaco del 1938) e ungherese. Bratislava si costituì come<strong> Stato-fantoccio del Terzo Reich </strong>dopo il collasso della Cecoslovacchia, l&#8217;Ungheria ebbe alcuni settoriali guadagni territoriali ma i cosiddetti &#8220;Decreti Benes&#8221; promulgati dal presidente cecoslovacco Eduard Benes affermarono che i cittadini delle etnie dei due Paesi dell&#8217;Asse dovessero espiare una vera e propria &#8220;colpa collettiva&#8221; per l&#8217;atteggiamento dei rispettivi regimi. </p>



<p>&#8220;In Slovacchia, la questione era rimasta in gran parte sopita per decenni, ma è riemersa alla fine del 2025 dopo che il principale partito di opposizione, Slovacchia Progressista, ha portato alla luce casi recenti in cui, a quanto pare, ungheresi di etnia ungherese avevano perso terre sulla base di una legislazione risalente agli anni &#8217;40&#8221;, <a href="https://www.euractiv.com/news/orban-fico-alliance-ends-with-renewed-slovak-hungarian-friction/">nota &#8220;Euractiv&#8221;</a>, che sottolinea come ciò abbia spinto Fico e i suoi a <strong>promulgare la nuova legislazione restrittiva.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eterno ritorno del nazionalismo</h2>



<p>La fondazione di studi politici <a href="https://cz.boell.org/en/2026/02/25/benes-decrees-persistent-ghosts-bratislava-and-budapest">Heinrich Boll Stiftung (Hbs) commenta </a>che &#8220;alcune disposizioni continuano a essere invocate nelle controversie fondiarie in corso. Questi casi riguardano prevalentemente ungheresi di etnia ungherese che cercano di rivendicare proprietà ancestrali, ma si vedono respingere le loro richieste&#8221;. Orban ha protestato con l&#8217;alleato Fico. Troppo timidamente, secondo Magyar, che ora dopo aver <strong>risolto nella sostanza un problema che Orban non era riuscito a chiudere </strong>si trova a condizionare i nuovi rapporti con la Slovacchia sulla base di una rivendicazione nazionalista mai strutturata con tale veemenza del suo predecessore. <strong>Ma anche la Slovacchia andrà al voto nel 2027,</strong> e la &#8220;carta ungherese&#8221; potrebbe essere un&#8217;arma politica per Fico secondo la Hbs. Nel circolo vizioso dei nazionalismi e della memoria contrastata si plasma la politica di un&#8217;Europa centro-orientale eterna frontiera. In cui la geopolitica plasma la storia e la storia plasma la geopolitica, in un rapporto di correlazione biunivoca non conosciuto da altre parti d&#8217;Europa.</p>



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		<title>L&#8217;Ungheria di Magyar e Israele: come Orban, più di Orban</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/lungheria-di-magyar-e-israele-come-orban-piu-di-orban.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 05:20:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’invito di Peter Magyar a Benjamin Netanyahu è un atto politico di grande portata, una sfida aperta alla Corte Penale Internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/lungheria-di-magyar-e-israele-come-orban-piu-di-orban.html">L&#8217;Ungheria di Magyar e Israele: come Orban, più di Orban</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/peter-magyar-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’invito rivolto da <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/magyar-piena-continuita-con-orban-invita-netanyahu-a-budapest-e-conferma-il-gas-russo.html">Peter Magyar</a></strong> a Benjamin Netanyahu per una visita di Stato in occasione delle celebrazioni del 1956 non è un gesto protocollare e neppure una semplice continuità diplomatica con il passato governo ungherese. È un atto politico di grande portata, che <strong>colloca l’Ungheria al centro di una sfida aperta alla Corte Penale Internazionale </strong>e, più in generale, all’idea stessa che il diritto internazionale possa ancora esercitare un vincolo reale sugli Stati quando entrano in gioco interessi strategici, alleanze ideologiche e convenienze di potenza.</p>



<p>La contraddizione è tanto evidente quanto rivelatrice. Appena il 13 aprile 2026, Magyar aveva dichiarato di voler riportare l’Ungheria nel pieno della giurisdizione della Corte, segnando una discontinuità rispetto alla traiettoria imboccata da Viktor Orbán. Due giorni dopo, però, il nuovo premier eletto ha invitato un capo di governo colpito da mandato d’arresto internazionale. In termini politici, il messaggio è semplice: <strong>Budapest può anche rivestirsi di linguaggio europeista, ma non intende subordinare la propria condotta agli obblighi che derivano dai trattati </strong>quando questi confliggono con una precisa scelta di campo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La continuità dietro il cambio di regime</h2>



<p>Chi aveva letto la vittoria di Magyar come una rottura netta con l’era Orbán deve ora fare i conti con una realtà più complessa. Sul piano interno cambia il volto del potere, ma su quello strategico permane una continuità profonda. <strong>Israele resta per Budapest un partner privilegiato,</strong> quasi un binario separato rispetto alle tensioni con Bruxelles, ai richiami dello Stato di diritto e alle pressioni del sistema multilaterale. <strong>Orbán aveva già sfidato apertamente la Corte ospitando Netanyahu nell’aprile 2025</strong> e assicurando che il mandato non avrebbe avuto effetti in Ungheria. Magyar, pur usando toni diversi e una retorica più compatibile con l’orizzonte europeo, arriva allo stesso punto.</p>



<p>Questo rivela che l’asse con Israele non è una scelta episodica, ma uno strumento di collocazione internazionale. Difendere Netanyahu significa, per Budapest, difendere il primato della sovranità nazionale contro gli organismi sovranazionali. In altre parole, l’Ungheria continua a presentarsi come laboratorio politico di una destra che non respinge l’Occidente, ma ne contesta la struttura giuridica e morale quando limita la libertà d’azione degli Stati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La posta in gioco geopolitica</h2>



<p>L’invito a Netanyahu ha un valore che supera il rapporto bilaterale tra Ungheria e Israele. Magyar parla a più interlocutori insieme. Parla a Washington, soprattutto all’America repubblicana, mostrando che Budapest resta un avamposto affidabile del fronte sovranista. Parla alla destra europea, suggerendo che si può essere formalmente filo-europei senza rinunciare a demolire dall’interno i pilastri del multilateralismo giudiziario. E parla anche a Israele, offrendo una sponda politica in un momento in cui lo spazio di manovra internazionale di Netanyahu si è ristretto.</p>



<p>La geografia diplomatica del premier israeliano, infatti, si va chiudendo. Molte capitali europee non vogliono assumersi il costo politico e giuridico di una sua presenza sul proprio territorio. Per questo Budapest acquista un’importanza che va ben oltre il proprio peso materiale: diventa una valvola di sfogo, una piattaforma politica, una zona di transitabilità per un leader che altrove troverebbe ostacoli insormontabili. <strong>L’Ungheria si candida così a funzione di santuario politico nel cuore del continente.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il significato strategico e militare</h2>



<p>Sul piano strategico-militare, il gesto di Magyar non produce effetti operativi immediati, ma consolida un quadro più ampio. Israele cerca in Europa non soltanto solidarietà diplomatica, ma anche legittimazione politica, accesso a reti di cooperazione, copertura rispetto all’isolamento crescente. Ogni visita ufficiale di Netanyahu in uno Stato europeo priva di conseguenze legali indebolisce l’idea che i crimini di guerra possano avere un prezzo concreto anche per i vertici politici e militari.</p>



<p>In questo senso, <strong>Budapest diventa un tassello della profondità strategica israeliana. </strong>Non militare in senso stretto, ma politica e diplomatica. Un luogo da cui affermare che l’accerchiamento non è totale, che l’ordine giuridico internazionale può essere neutralizzato attraverso alleanze selettive e che, <strong>in Europa, esistono ancora governi pronti a subordinare la legalità internazionale alla convergenza ideologica e strategica.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La dimensione economica e geoeconomica</h2>



<p>Anche sul terreno economico e geoeconomico l’operazione non è priva di razionalità. Per un Paese come l’Ungheria, spesso in tensione con Bruxelles e alla ricerca di margini autonomi di manovra, i<strong>l rapporto privilegiato con Israele significa accesso a tecnologie, sicurezza, reti di influenza</strong>, interlocuzioni finanziarie e canali politici che rafforzano la posizione del governo. Israele, dal canto suo, ha tutto l’interesse a coltivare in Europa partner disposti a spezzare l’isolamento e a difendere la normalità dei rapporti economici e strategici anche sotto il peso delle accuse internazionali.</p>



<p>L’invito di Magyar, dunque, non è solo simbolico. È anche un investimento di posizionamento. Budapest si accredita come interlocutore speciale di uno Stato che, pur sotto pressione, resta centrale nei circuiti tecnologici, militari e d’intelligence dell’Occidente. Da questo punto di vista, la sfida alla Corte si intreccia con una logica di utilità concreta: <strong>il diritto può essere sacrificato se il rendimento geopolitico appare superiore al costo reputazionale.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Europa davanti al proprio fallimento</h2>



<p><strong>La vicenda mette a nudo soprattutto la fragilità europea.</strong> Se uno Stato membro può offrire copertura politica a un leader inseguito da un mandato internazionale, mentre altri Stati proclamano fedeltà allo Statuto di Roma ma esitano davanti alle sue implicazioni, allora il problema non è soltanto ungherese. È dell’intera Europa. L’Unione continua a presentarsi come spazio normativo fondato sul diritto, ma quando il diritto tocca alleanze sensibili, interessi strategici o equilibri interni, emergono doppie misure, ambiguità e deroghe di fatto.</p>



<p>Magyar ha compreso che il nuovo equilibrio europeo non si costruisce più soltanto opponendosi a Bruxelles, come faceva Orbán, ma anche <strong>imparando a usare il linguaggio europeo per poi svuotarlo dall’interno. </strong>È una formula più sofisticata e forse più pericolosa. Perché rende la sfida meno rumorosa, ma non meno radicale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero volto della nuova Ungheria</h2>



<p>La scelta di invitare Netanyahu non è una deviazione rispetto al progetto politico di Peter Magyar. È, al contrario, una rivelazione. Dimostra che il nuovo corso ungherese intende modernizzare l’immagine del potere senza rinunciare alla sostanza del sovranismo strategico. Cambiano il tono, lo stile, la confezione. Non cambia la convinzione che i trattati valgano finché non ostacolano la ragion di Stato.</p>



<p>Se Netanyahu atterrerà davvero a Budapest senza conseguenze, non sarà soltanto una vittoria diplomatica israeliana. Sarà la certificazione che in Europa la giustizia universale non è più un principio vincolante, ma una possibilità negoziabile. E l’Ungheria di Magyar entrerà nella storia non come il Paese che ha corretto l’eredità di Orbán, ma come quello che l’ha resa più presentabile e per questo più efficace.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/lungheria-di-magyar-e-israele-come-orban-piu-di-orban.html">L&#8217;Ungheria di Magyar e Israele: come Orban, più di Orban</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Magyar, piena continuità con Orban: invita Netanyahu a Budapest e conferma il gas russo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/magyar-piena-continuita-con-orban-invita-netanyahu-a-budapest-e-conferma-il-gas-russo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 12:27:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="922" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416123508580_819cc213fe837a6db86a9a63b3bbfc7d-e1776335759853.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Magyar Ungheria Russia Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416123508580_819cc213fe837a6db86a9a63b3bbfc7d-e1776335759853.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416123508580_819cc213fe837a6db86a9a63b3bbfc7d-e1776335759853-300x144.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416123508580_819cc213fe837a6db86a9a63b3bbfc7d-e1776335759853-1024x492.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416123508580_819cc213fe837a6db86a9a63b3bbfc7d-e1776335759853-768x369.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416123508580_819cc213fe837a6db86a9a63b3bbfc7d-e1776335759853-1536x738.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260416123508580_819cc213fe837a6db86a9a63b3bbfc7d-e1776335759853-600x288.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le prime mosse del nuovo premier ungherese Magyar mostrano una continuità sostanziale con l'era Orban</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/magyar-piena-continuita-con-orban-invita-netanyahu-a-budapest-e-conferma-il-gas-russo.html">Magyar, piena continuità con Orban: invita Netanyahu a Budapest e conferma il gas russo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Chi, anche in Italia, ha esultato per vittoria di <strong>Péter Magyar</strong> su <strong>Viktor Orban</strong> sperando in una sterzata epocale della politica estera ungherese in senso «europeista» farebbe meglio a ricredersi. Non perché il nuovo premier sia un disinvolto opportunista, ma perché &#8211; come spesso accade quando si passa dalla campagna elettorale al governo &#8211; gli interessi nazionali hanno la sgradevole abitudine di prevalere sugli slogan. Nel corso della campagna elettorale, Magyar si era presentato con posizioni marcatamente antirusse, promettendo in particolare l’eliminazione graduale delle importazioni di energia da Mosca entro il 2035. Una linea chiara, che mirava a differenziarlo dall’eredità orbaniana e a rassicurare Bruxelles e Washington.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il primo dietrofront sulla Russia</h2>



<p>Ma già lunedì, <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2026/04/13/magyar-keeps-door-open-to-russian-energy-despite-eu-phase-out-plans" type="link" id="https://www.euronews.com/my-europe/2026/04/13/magyar-keeps-door-open-to-russian-energy-despite-eu-phase-out-plans">durante la sua prima conferenza stampa da premier eletto</a>, il tono è cambiato. Radicalmente. «<strong>Nessuno può cambiare la geografia</strong> &#8211; ha dichiarato Magyar &#8211; la Russia e l’Ungheria sono qui per restare. Il governo continuerà a procurarsi il greggio e il gas nel modo più economico e sicuro possibile, <strong>anche dalla Russia</strong>». Tradotto: Budapest comprerà energia russa finché sarà conveniente. Non per simpatia verso il Cremlino, ma per il semplice fatto che il gas russo costa meno e arriva attraverso infrastrutture già esistenti. E in un momento in cui l&#8217;inflazione e il costo della vita sono problemi reali per gli ungheresi (e per gli europei, in generale), nessun governo con un minimo di senso di responsabilità sceglierebbe volontariamente fornitori più cari per compiacere Bruxelles o Washington. Con buona pace di chi, anche nel nostro Paese, aveva creduto il contrario. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La telefonata con Netanyahu</h2>



<p>Se sul fronte russo Magyar ha già fortemente ridimensionato i suoi toni da campagna elettorale, <strong>su quello israeliano ha addirittura ribadito la continuità con Orban</strong>. <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/netanyahu-holds-warm-conversation-with-hungarys-newly-elected-magyar-who-invites-him-to-visit-country/" type="link" id="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/netanyahu-holds-warm-conversation-with-hungarys-newly-elected-magyar-who-invites-him-to-visit-country/">Secondo il <em>Times of Israel</em></a>, il nuovo premier ha avuto una <strong>«calorosa conversazione introduttiva</strong>» con <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, invitando quest&#8217;ultimo a Budapest per una cerimonia ufficiale, al fine di commemorare il 70° anniversario della Rivolta ungherese. </p>



<p>E qui sta il punto: Netanyahu <a href="https://it.insideover.com/guerra/arrestate-netanyahu-la-corte-penale-internazionale-ha-deciso.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/arrestate-netanyahu-la-corte-penale-internazionale-ha-deciso.html">è oggetto di un mandato di arresto della <strong>Corte Penale Internazionale</strong></a>, che lo accusa di crimini di guerra a Gaza. Proprio per proteggere Netanyahu, lo scorso anno Orban aveva ritirato l’Ungheria dalla Cpi ma Magyar, durante la campagna, aveva promesso di riportare Budapest nel tribunale internazionale. Ma l’invito al premier israeliano, di fatto, suggerisce che la Cpi verrà ignorata anche sotto il nuovo governo. Netanyahu, dal canto suo, ha espresso fiducia che le «cordiali relazioni mantenute con Orban continueranno durante il mandato di Magyar». E questa sembra essere la linea del premier ungherese. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Magyar sceglie la continuità </h2>



<p>Le prime mosse di Magyar raccontano la storia di un leader che, almeno per ora, preferisce non stravolgere gli equilibri ereditati. Sul fronte russo, la <em>realpolitik</em> energetica prevale sugli annunci elettorali. Su quello israeliano, sembra prevalere la volontà di Budapest di mantenere gli ottimi rapporti &#8211; commerciali e diplomatici &#8211; che, sotto il governo di Orban, si sono ulteriormente consolidati negli ultimi 20 anni. Nessuna rivoluzione, dunque. Dopotutto, <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/ungheria-2026-tra-orban-e-magyar-un-derby-tutto-a-destra.html" type="link" id="https://it.insideover.com/nazionalismi/ungheria-2026-tra-orban-e-magyar-un-derby-tutto-a-destra.html">come ha sottolineato Davide Galluzzi sulle colonne del nostro giornale</a>, Magyar era <strong>diventato il nuovo feticcio dello schieramento liberale ed europeista </strong>che, con punte estreme di <em>wishful thinking</em>, vede in lui la panacea di tutti i mali dell’Ungheria, se non addirittura un ribelle contro il sistema. <em>Wishful thinking</em>, appunto, null&#8217;altro. </p>



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		<title>Bentornata Mitteleuropa! Magyar riparte da Varsavia e Vienna per rilanciare l&#8217;Ungheria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/bentornata-mitteleuropa-magyar-riparte-da-varsavia-e-vienna-per-rilanciare-lungheria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 16:40:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Magyar-riparte-da-Varsavia-e-Vienna-per-rilanciare-lUngheria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Magyar-riparte-da-Varsavia-e-Vienna-per-rilanciare-lUngheria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Magyar-riparte-da-Varsavia-e-Vienna-per-rilanciare-lUngheria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Magyar-riparte-da-Varsavia-e-Vienna-per-rilanciare-lUngheria-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Magyar-riparte-da-Varsavia-e-Vienna-per-rilanciare-lUngheria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Magyar-riparte-da-Varsavia-e-Vienna-per-rilanciare-lUngheria-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Magyar-riparte-da-Varsavia-e-Vienna-per-rilanciare-lUngheria-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Bentornata Mitteleuropa! Magyar riparte da Varsavia e Vienna per rilanciare l'Ungheria e il suo ruolo nella Ue.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Magyar-riparte-da-Varsavia-e-Vienna-per-rilanciare-lUngheria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Magyar-riparte-da-Varsavia-e-Vienna-per-rilanciare-lUngheria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Magyar-riparte-da-Varsavia-e-Vienna-per-rilanciare-lUngheria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Magyar-riparte-da-Varsavia-e-Vienna-per-rilanciare-lUngheria-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Magyar-riparte-da-Varsavia-e-Vienna-per-rilanciare-lUngheria-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Magyar-riparte-da-Varsavia-e-Vienna-per-rilanciare-lUngheria-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Magyar-riparte-da-Varsavia-e-Vienna-per-rilanciare-lUngheria-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Asburgica e mitteleuropea</strong>: prima ancora che a <strong>Bruxelles,</strong> la diplomazia di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/crepuscolo-sovranista-orban-sconfitto-lungheria-sceglie-magyar.html" type="post" id="513037">Peter Magyar,</a></strong> prossimo a subentrare a <strong>Viktor Orban</strong> come primo ministro ungherese dopo la vittoria di Tisza alle elezioni di domenica 12 aprile, guarderà all&#8217;estero vicino di <strong>Budapest</strong> e alla ricostruzione di un asse con due Paesi strategici per lo Stato centroeuropeo, <strong>Austria e Polonia</strong>. Una dichiarazione d&#8217;intenti che mostra come il cambio di passo della politica estera dell&#8217;Ungheria, prima centrata sull&#8217;alleanza tra Orban e il &#8220;patto dei tre imperatori&#8221; (<strong>Vladimir Putin, Donald Trump, Benjamin Netanyahu)</strong> ostili all&#8217;integrazione europea, sarà sicuramente non ostile a Bruxelles ma non trasformerà certamente Budapest in un proconsolato della <strong>Commissione di Ursula von der Leyen</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Magyar-Tusk, torna il dialogo Ungheria-Polonia</h2>



<p>L&#8217;ex alleato di Orban, che è riuscito a sconfiggerlo al voto e a portare le bandiere del <strong>Partito Popolare Europeo</strong> al potere a Budapest, coniuga storia e futuro. Magyar, sostenuto apertamente nel pre-voto dal premier polacco <strong>Donald Tusk</strong>, suo predecessore nel ribaltare a favore dei popolari un quadro politico dominato in patria dalla destra nazionalista, ha ribadito la sua volontà di ricostruire la &#8220;millenaria amicizia tra Polonia e Ungheria&#8221; e, dunque, di essere il motore di un nuovo partenariato capace di rilanciarsi dopo che la guerra in Ucraina prima e la caduta di Diritto e Giustizia in Polonia hanno, tra il 2022 e il 2023, portato Orban e Tusk spesso ai ferri corti.</p>



<p><strong>La manovra prospetta un ampliamento della diplomazia ungherese</strong> che sostanzialmente prefigura il consolidamento di un asse mitteleuropeo e del cuore d&#8217;Europa su cui si possono intravedere possibilità di sistematizzazioni di strategie che spesso Orban portava avanti in forma solipsista: dalla convergenza sulla cautela sulle regole ambientali allo scetticismo sull&#8217;accoglienza dei migranti, Budapest e Varsavia possano formare un nuovo duo, mentre sul piano del dualismo tra Nato e difesa comune europea andrà capita la visione di Magyar. <strong>En passant, questo dovrà servire a contenere anche l&#8217;avvicinamento dell&#8217;Ucraina all&#8217;Ue</strong> in un quadro, però, di rinnovato supporto ungherese a Kiev rispetto all&#8217;era Orban. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Visegrad-Vienna, l&#8217;asse dell&#8217;Ungheria di Magyar</h2>



<p><strong>Magyar ha anche l&#8217;obiettivo di riportare in funzione il formato Visegrad</strong>, che corre sull&#8217;asse polacco-ungherese, e di poter avocare a sé anche il premier nazionalista ceco<a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/babis-trionfa-in-repubblica-ceca-praga-svolta-sul-sentiero-euroscettico.html" type="post" id="488414"> <strong>Andreij Babis</strong></a><strong> e il socialista sovranista <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/orban-fico-babis-il-ritorno-parziale-di-visegrad-nel-nome-della-convenienza-economica.html" type="post" id="492222">Robert Fico</a>,</strong> leader della Slovacchia, per una nuova partnership. Mandando, dunque, il messaggio che il problema non erano le singole posizioni di Budapest o quelle odierne di Praga e Bratislava, quanto piuttosto le connessioni ambigue e spesso torbide di Orban su scala globale. In tal senso, la via mitteleuropea si somma alla ricerca, da parte di Magyar, <strong>della sponda &#8220;asburgica&#8221; con l&#8217;Austria.</strong></p>



<p><strong> Dopo Varsavia, il premier in pectore ha annunciato che andrà a Vienna</strong>, per incontrare il <a href="https://it.insideover.com/politica/austria-la-coalizione-degli-sconfitti-prova-a-rispondere-allestrema-destra.html" type="post" id="459190">cancelliere Christian Stocker, esponente del Partito Popolare Austriaco</a> e rilanciare anche verso Occidente la postura politica dello Stato centroeuropeo. Magyar interpreta la spinta verso Varsavia e Visegrad come complementare e con l&#8217;Austria la sua Ungheria <strong>potrebbe dialogare principalmente per avere un alleato chiaro</strong> in materia di apertura <a href="https://www.ft.com/content/7c8b5371-313f-4db6-aec8-0d19c5535f8c?syn-25a6b1a6=1">dell&#8217;Ue al rilascio di <strong>35 miliardi di euro di fondi di coesione</strong></a> sospesi per le riforme autocratiche di Orban. Cosa può offrire Magyar a Stocker? Sicuramente un&#8217;attenzione comune al bilancio europeo, ora che si dovrà negoziare il quadro per il settennato 2028-2034 e Vienna spinge per non espandere eccessivamente i cordoni della borsa. Magyar porterà sicuramente più Ungheria in Europa, ma è tutto da vedere se ci sarà più Europa in Ungheria. L&#8217;idea, neanche troppo nascosta, di un premier teleguidato da Bruxelles sembra già evaporare di fronte a una linea in via di definizione ma che appare padrone delle sue mosse.</p>



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		<title>Ungheria-Islamabad: la vittoria delle guerre infinite</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ungheria-islamabad-la-vittoria-delle-guerre-infinite.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 16:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414172849725_0953cfa0c9150749edd858b7fd00dd5e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria-Islamabad: la vittoria delle guerre infinite" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414172849725_0953cfa0c9150749edd858b7fd00dd5e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414172849725_0953cfa0c9150749edd858b7fd00dd5e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414172849725_0953cfa0c9150749edd858b7fd00dd5e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414172849725_0953cfa0c9150749edd858b7fd00dd5e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414172849725_0953cfa0c9150749edd858b7fd00dd5e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414172849725_0953cfa0c9150749edd858b7fd00dd5e-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi, peraltro, è previsto un incontro tra una delegazione libanese e una israeliana sul conflitto che oppone Tel Aviv a Hezbollah, le cui sorti Israele sta cercando di distaccare dal più ampio conflitto mediorientale contrapponendosi alla richiesta di Teheran per tenere unite le criticità.</p>
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<p>Domenica è stata una giornata trionfale per il partito della guerra infinita, con il fallimento dei negoziati tra Iran e Israele che ha preceduto di poche ore la sconfitta di Viktor Orbán alle elezioni ungheresi, sviluppo che dovrebbe prolungare la guerra ucraina. L&#8217;incendio che divampa lungo la linea di faglia che si allunga tra Oriente e Occidente ha avuto nuovo alimento.</p>



<p>Ma, anche se lo scacco alle possibilità di una distensione internazionale non è certo trascurabile, restano aperte opportunità, come dimostra la possibile apertura di un nuovo round negoziale tra Iran e Stati Uniti a Islamabad, che potrebbe aver luogo questo fine settimana.</p>



<p>Oggi, peraltro, è previsto un incontro tra una delegazione libanese e una israeliana sul conflitto che oppone Tel Aviv a Hezbollah, le cui sorti Israele sta cercando di distaccare dal più ampio conflitto mediorientale contrapponendosi alla richiesta di Teheran per tenere unite le criticità.</p>



<p>Richiesta che gli Stati Uniti avevano accolto prima di fare retromarcia a seguito delle pressioni israeliane, che stanno cercando di sabotare i negoziati anche sul più ampio fronte iraniano, anche perché la maggioranza degli israeliani, nonostante la stanchezza causata dalla guerra, vuole che riprenda, come attesta un <a href="https://www.bbc.com/news/articles/clyxgxyeqpgo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recente sondaggio</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.bbc.com/news/articles/clyxgxyeqpgo"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-BBC-2-1024x509.jpg" alt="Israelis war-weary but most oppose Iran ceasefire, poll suggests" class="wp-image-81553"/></a></figure>



<p>Difficile la querelle libanese, dal momento che Israele vorrebbe che Beirut disarmi Hezbollah e, nel contempo, preservare il controllo del Libano meridionale sul quale, invece, il Paese dei cedri chiede di ripristinare la propria sovranità. Anche il disarmo di Hezbollah appare arduo nonostante il governo si dica disposto a procedere, determinazione ovvia dal momento che l&#8217;attuale leadership è stata imposta da Stati Uniti e Israele al tempo del cessate il fuoco successivo al conflitto post 7 ottobre.</p>



<p>Hezbollah, per parte sua, teme che le autorità si sottomettano a Israele in quello che a loro avviso sarebbe un tradimento sia nei loro confronti, perché affermano di aver difeso il Paese dagli invasori, che del popolo libanese. Peraltro, leggono in tal senso la richiesta di disarmare la loro milizia, anche perché Tel Aviv sta oggettivamente cercando di ottenere per via diplomatica quel che non è riuscito a fare &#8211; né può fare <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-04-03/ty-article/.premium/disarming-hezbollah-can-only-be-done-by-lebanon-idf-officials-say/0000019d-525e-d220-a9bf-73ff1d260000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">per ammissione delle stesse IDF</a> &#8211; con la forza.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-04-03/ty-article/.premium/disarming-hezbollah-can-only-be-done-by-lebanon-idf-officials-say/0000019d-525e-d220-a9bf-73ff1d260000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-H-17-1024x276.jpg" alt="Disarming Hezbollah Can Only Be Done by Lebanon, IDF Officials Say" class="wp-image-81554"/></a></figure>



<p>Né è chiaro se nelle trattative le autorità di Beirut insisteranno per collegare il disarmo di Hezbollah al completo ritiro di Israele dal Libano meridionale, intesa che la milizia islamica aveva accolto nelle more del cessate il fuoco pregresso (ma le migliaia di violazioni della tregua da parte dell&#8217;IDF non aiuta certo Hezbollah a rinnovare la fiducia precedente).</p>



<p>L&#8217;altro punto dolente è che Hezbollah, e tutti i libanesi, avevano esultato quando era stato annunciato il cessate il fuoco con l&#8217;Iran perché avrebbe dovuto applicarsi anche al loro Paese. Ora il distacco delle sorti del conflitto libanese da quelle del più ampio conflitto mediorientale, oltre a porre criticità nei negoziati con Teheran, pone criticità anche ai negoziati libanesi.</p>



<p>Se le autorità libanesi hanno accettato tale distacco, Hezbollah lo rifiuta, dichiarando inutile il dialogo tra Beirut e Tel Aviv, perché tutto dovrebbe decidersi nel più ampio negoziato di Islamabad. Insomma, trattative difficili &#8211; con il rischio che scoppi una guerra civile libanese &#8211; con difficoltà che complicano vieppiù le eventuali trattative di Islamabad.</p>



<p>Per quanto riguarda invece la sconfitta di Orbán, se abbiamo scritto che è una brutta notizia per il conflitto ucraino è perché, come noto, il premier ungherese era oggettivamente un freno alla spinta all&#8217;escalation proveniente dall&#8217;Europa occidentale e dal partito della guerra infinita americano, mascherata da doveroso sostegno a un Paese vittima di un&#8217;aggressione illegittima.</p>



<p>Non si tratta, quindi, di magnificare il Primo ministro ungherese o difenderlo dalle accuse di autoritarismo, che interessa il giusto in questa sede, quanto di inquadrare la sua eliminazione dal quadro politico europeo nel più ampio contesto del conflitto che oppone l&#8217;Occidente alla Russia.</p>



<p>D&#8217;altronde, i Paesi europei e le forze transnazionali che stanno spingendo per prolungare la macelleria ucraina hanno sostenuto il suo avversario, Peter Magyar, proprio per tale motivo e a tale motivo questi deve la sua vittoria, altrimenti molto più ardua.</p>



<p>Quindi, la guerra ucraina, una volta eliminato il politico europeo che più vi si opponeva sostenendo la necessità di un&#8217;intesa con la Russia, è destinata a prolungarsi, mietendo altre e più numerose vittime.</p>



<p>Non solo, ma si riaprirà anche il canale finanziario che faceva confluire i soldi dei contribuenti europei alla leadership ucraina, e da questa alle casse dell&#8217;apparato militar industriale Usa e altrove (probabilmente, tramite intermediari, a persone o società americane ed europee).</p>



<p>Si dovrebbe sbloccare, cioè il prestito di 90 miliardi diretto a Kiev, al quale il primo ministro ungherese aveva posto il veto. Una follia anche per il disastro che provocherà nelle casse dei Paesi europei che, già impoveriti dal conflitto che stanno alimentando, non riavranno mai indietro i loro soldi, come ben sanno quanti hanno deciso in merito.</p>



<p>Follia doppia se tiene conto di quanto è avvenuto dopo l&#8217;approvazione del prestito medesimo, cioè le catastrofiche conseguenze della guerra iraniana e della chiusura dello Stretto di Hormuz, che graveranno sui bilanci globali per i prossimi mesi/anni. Ora la speranza è che quei politici europei che finora si erano nascosti dietro il veto di Orbán vengano allo scoperto opponendosi apertamente alla follia incombente. Così si spera.</p>



<p>Quanto al nuovo premier ungherese, se ovviamente non porrà alcun veto al prestito, sembra però meno allineato delle attese alle fumisterie occidentali: <a href="https://it.marketscreener.com/notizie/il-cremlino-si-dice-soddisfatto-dell-apertura-di-magyar-a-un-dialogo-pragmatico-con-la-russia-ce7e50dfd98ef522" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha dichiarato</a> che potrebbe parlare con Putin, che cercherà di conservare il flusso energetico russo e che non prenderà le parti dell&#8217;Ucraina nel suo processo di adesione alla Ue, anche perché in Ungheria il Paese confinante non gode di eccessiva simpatia. In fondo, la geopolitica detta regole difficilmente eludibili: l&#8217;energia serve e i vicini non possono essere scelti, ma sono imposti dalla geografia.</p>



<p>______________</p>



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