Skip to content
Reportage / Politica

Anarco-Kiev

(Kiev) Una fredda notte dello scorso mese, in un degradato quartiere di Kiev lontano dallo sfarzo del centro città, un gruppo di anarchici stava progettando di appendere uno striscione politico su un ponte stradale. Io aspettavo di sotto: gli anarchici...

Guerra

La presa del monastero

Cecchini, trincee, assalti notturni, combattimenti tra le macerie, duelli di artiglieria. Non siamo tra i vecchi camminamenti della prima guerra mondiale, ma in Ucraina orientale, nella città di Donetsk. Andrea Sceresini, Lorenzo Giroffi, Alfredo Bosco sono entrati per Gli Occhi della Guerra nell'ex monastero di Iversky ridotto oramai a macerie. La distruzione è agghiacciante se si pensa alle vite umane spazzate via da un conflitto dimenticato.

Guerra

La tregua non funziona

I bombardamenti cominciano nel tardo pomeriggio. Quando cala il sole – come in una vecchia favola russa – l’orizzonte si colora di rosso: sono i bagliori dei Grad che si schiantano tra le case. L’effetto è notevole, ma dopo qualche giorno impari a farci il callo: “Normal’na”, sorridono gli abitanti del posto – e non capisci mai se dicono sul serio o è soltanto un modo per sdrammatizzare. Donetsk, regione separatista del Donbass, Ucraina orientale. La guerra di cui l’intera Europa sembra essersi dimenticata continua a mietere vittime e seminare distruzione. La città di Gorlovka, cinquanta chilometri a nordest del capoluogo, è circondata per due terzi dall’esercito di Kiev.

Guerra

Yasinovataya, verso le linea del fronte

Abbiamo trascorso una notte nelle trincee separatiste di Spartak, alla periferia nordest di Donetsk, sotto i bombardamenti dell’artiglieria pesante ucraina. Per dodici ore abbiamo documentato in presa diretta la reale entità di questa guerra dimenticata, che l’Europa si ostina a ignorare ma che ogni giorno macina morti, orrore, distruzione. Abbiamo guardato in faccia ciò che nessuno vuole vedere, e ora siamo qui per raccontarvelo.Tutto è nato per un semplice colpo di fortuna. Raggiungere la prima linea attraverso le vie ufficiali è oggi praticamente impossibile. I giornalisti vengono trattenuti nelle retrovie, sotto la stretta sorveglianza dei press officer dell’esercito filorusso. A due anni dallo scoppio della guerra civile, le milizie della repubblica popolare di Donetsk si sono ormai trasformate in una burocratizzatissima armata ufficiale: la stampa straniera è bene accetta, a patto però che si mantenga a debita distanza dalle trincee. Così, dopo due settimane trascorse collezionando accrediti, contattando costosissimi fixer e bussando alle porte di tutti i battaglioni, decidiamo di fare a modo nostro: saliamo su una scassatissima marshutka di linea, e in meno di un’ora, alla modica cifra di dieci centesimi di euro a cranio, ci facciamo pacificamente trasportare fino a Yasinovataya, l’ultima cittadina abitata a ridosso del fronte più caldo, quello che congiunge le rovine dell’aeroporto di Donetsk con la città di Horlovka, nel cuore pulsante del Donbass settentrionale.

Newsletter
Notizie e approndimenti direttamente nella tua inbox