Il 24 febbraio, Vladimir Putin ha avviato un’imponente campagna militare contro l’Ucraina con due obiettivi principali: “denazificare il Paese” e destituire il presidente Volodomyr Zelensky. Questa, almeno, è la versione fornita dal Cremlino. A partire da quel giorno, l’artiglieria russa...
“Il peggio deve ancora venire”. Non proprio una frase ottimistica, soprattutto in un periodo come quello attuale. L’ha pronunciata ieri il presidente francese Emmanuel Macron, dopo una conversazione con Vladimir Putin, l’ha ribadita poche ore fa il segretario della Nato,...
Mentre nell’Ucraina meridionale i russi avanzano lungo il fiume Dnepr, giungendo a Energodar e a Zaporizhzhia, e anche oltre quella barriera geografica fluviale, arrivando alle porte di Mykolaiv, nel settore di operazioni intorno alla capitale sembra che manchi poco all’assalto...
Irpen (Kiev). La fila di prigionieri con le mani legate dietro la schiena spunta dall'ultima barricata, con i tronchi d'albero appena tagliati e messi di traverso in mezzo alla strada prima di Irpen, la cittadina alle porte di Kiev minacciata dalle truppe russe.
Sono i combattenti duri e puri che vogliono resistere contro l'avanzata dei russi. E promettono battaglia: "Combatteremo casa per casa. Putin? Il nuovo Mussolini"
Continuano i bombardamenti russi su Kiev. L'artiglieria di Mosca non colpisce solamente obiettivi militari, ma anche civili. E i risultati, spesso, sono devastanti.
Il panico sta travolgendo la popolazione. La stazione centrale, nei pressi della quale in serata è caduto un frammento di un missile russo abbattuto dalla contraerea, è invasa da una valanga umana, che cerca disperatamente di salire su un treno verso ovest, il più lontano possibile dalle truppe russe.
La sirena dell'allarme aereo comincia ad ululare quando ci avviciniamo al più importante ospedale di Kiev. I 300 pazienti rimasti sono stati tutti sposati nei rifugi. In gran parte bambini in attesa di trapianti di midollo o con patologie importanti, che non possono tornare a casa. Il sotterraneo è basso con i letti sistemati per terra. La luce fioca rende l'atmosfera simile a un girone dantesco dove i più piccoli, per di più malati, sopravvivono dall'inizio della guerra. «Guardate in che condizioni siamo costretti in questo rifugio. Molti bambini hanno la temperatura alta. Ho dei figli a casa, ma non posso abbandonare queste donne ed i loro piccoli» spiega Victoria, una coraggiosa infermiera bionda con i guanti blu. Una mamma spinge il neonato in carrozzina, un'altra imbocca la figlia piccola attaccata a una flebo. Sembra il secondo conflitto mondiale, ma siamo nel 2022. «Come faremo? Non ci sono abbastanza medicine, non riusciamo ad accudire i nostri figli al meglio. Maledetta guerra», sbotta Roxana.
Davanti alla barricata un ragazzo con il volto coperto dal passamontagna ferma le macchine. Alle sue spalle Alexander, armato di kalashnikov con il colpo in canna, controlla dentro l'abitacolo: «I sabotatori sono arrivati a Kiev mesi fa affittando anonimi appartamenti in attesa dell'attacco. Ogni notte gli diamo la caccia» sostiene Alexander Yurcenko, parlamentare di Kiev anche lui sulle barricate. I giovani della resistenza di quartiere arrivano con nuovi copertoni e cubi di cemento per rinforzare la triplice barriera.