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	<title>Ucraina Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 07 Aug 2026 07:31:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ucraina Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Nuovi missili balistici nordcoreani in Russia nel momento peggiore per l&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nuovi-missili-balistici-nordcoreani-in-russia-nel-momento-peggiore-per-lucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 04:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[missile balistico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1300" height="820" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2_2065.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2_2065.jpg 1300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2_2065-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2_2065-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2_2065-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2_2065-600x378.jpg 600w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></p>
<p>La Corea del Nord ha inviato un reparto di missili balistici a corto raggio in Russia per attaccare l'Ucraina nel suo momento peggiore</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nuovi-missili-balistici-nordcoreani-in-russia-nel-momento-peggiore-per-lucraina.html">Nuovi missili balistici nordcoreani in Russia nel momento peggiore per l&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1300" height="820" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2_2065.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2_2065.jpg 1300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2_2065-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2_2065-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2_2065-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/2_2065-600x378.jpg 600w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></p>
<p><strong>Andrii Cherniak</strong>, ufficiale del Direttorato Principale di Intelligence (GUR) dell&#8217;Ucraina, ha riferito mercoledì 5 agosto a <em><a href="https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/north-korean-missile-unit-deploys-russia-ukraine-war-kyiv-says-2026-08-05/">Reuters </a></em>che la <strong>Corea del Nord</strong> sta schierando un&#8217;unità missilistica nell&#8217;<em>oblast</em> di Voronezh, confinante con l&#8217;Ucraina, per rinforzare le capacità russe di attacco con vettori a corto raggio. Secondo quanto riferito, l&#8217;unità nordcoreana sarebbe composta da sei veicoli di lancio, 120 missili del tipo <strong>KN-23/KN-24</strong> e 90 militari. Il reparto, fornito da Pyongyang, verrebbe integrato nella <strong>112esima Brigata Missilistica dell&#8217;esercito russo</strong> che utilizza gli SRBM (<em>Short Range Ballistic Missile</em>) del sistema <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-missile-iskander-la-spada-di-damocle-sulla-testa-della-nato.html">Iskander-M</a> e normalmente basata a Shuya, nell&#8217;oblast di Ivanovo, alle dipendenze della Prima Armata Corazzata delle Guardie, nel Distretto Militare Occidentale.</p>



<p>La Corea del Nord, secondo l&#8217;intelligence ucraina, ha già inviato in Russia un primo lotto di 40 missili KN-23 e KN-24 e relativo personale, ma la configurazione del dispiegamento e il numero totale di missili saranno definiti nei colloqui di alto livello del mese prossimo. Il dispiegamento descritto da Cherniak sembra coincidere con il lancio, da parte della Russia, dei primi due missili nordcoreani avvenuto la scorsa settimana, il primo dallo scorso agosto. </p>



<p>La Corea del Nord, dall&#8217;invasione su vasta scala dell&#8217;Ucraina da parte della Russia, ha fornito a Mosca non solo missili, ma anche supporto militare, comprese truppe che sono state impiegate, e ancora vengono impiegate, lungo la linea del fronte nordorientale. Una fonte a conoscenza della questione ha dichiarato a <em>Reuters </em>che <strong>gli Stati Uniti sono a conoscenza</strong> del dispiegamento di missili nordcoreani, ma si è rifiutata di fornire ulteriori dettagli. </p>



<p>L&#8217;arrivo in Russia del reparto missilistico nordcoreano cade nel <strong>momento peggiore per l&#8217;Ucraina</strong>. Kiev <a href="https://www.twz.com/land/north-korea-upping-ballistic-missile-supplies-to-russia-would-be-bad-news-for-ukraine-at-the-worst-time">ha dichiarato</a> che la Russia sta lanciando importanti attacchi notturni combinando droni e missili balistici, e i dati preliminari riferiti dalla difesa aerea ucraina sull&#8217;attacco della notte del 5 agosto riferiscono che sono stati abbattuti 98 dei 115 droni lanciati, ma <strong>nemmeno un singolo missile balistico</strong>. Oltre all&#8217;intrinseca difficoltà di intercettare queste minacce, la statistica molto probabilmente è dovuta all&#8217;esaurimento delle scorte di missili intercettori Patriot, forniti dagli Stati Uniti. Una penuria confermata ancora una volta dal presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, quando ha affermato, a seguito del recente attacco, che “i sistemi di intercettazione di missili balistici avrebbero potuto salvare la vita di coloro che sono stati uccisi oggi”, aggiungendo che “è fondamentale che i nostri partner comprendano che i ritardi nella fornitura di tali sistemi, o la riluttanza a fornirli, portano direttamente a perdite umane e distruzioni così orribili”.</p>



<p>Durante il recente vertice NATO di Ankara, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/s-trump-ai-patriot-made-ucraina-cosa-cambia-davvero-zelensky-2690807.html">aveva affermato</a> in conferenza stampa insieme al suo omologo ucraino di <strong>aver dato il via libera per la produzione su licenza dei missili Patriot in Ucraina</strong>, ma data l&#8217;urgenza espressa da Kiev, questa soluzione ci era apparsa poco significativa in quanto l&#8217;avvio della produzione richiede tempistiche lunghe, pertanto l&#8217;emergenza non verrebbe risolta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il peso della guerra con l&#8217;Iran</h2>



<p>La difficoltà di approvvigionamento di questo tipo di missili da difesa aerea all&#8217;Ucraina da parte degli Stati Uniti è dovuta al loro <strong>consumo durante la campagna contro l&#8217;Iran</strong>. </p>



<p>Durante la prima fase dell’Operazione Epic Fury, le forze statunitensi hanno lanciato numerosi missili da difesa aerea di tipo Patriot e THAAD (Terminal High Altitude Area Defense), e la ripresa delle operazioni di guerra nelle ultime settimane ha ulteriormente ridotto le scorte. Un <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/gli-stati-uniti-hanno-pochi-missili-e-corrono-ai-ripari/">rapporto</a> del <em>Center for Strategic and International Studies</em> (CSIS) riferisce che le scorte stimate di missili Patriot nei depositi USA preguerra ammontavano a 2.330 esemplari, passati ora a un <strong>valore compreso tra 759 e 827</strong> e fermandosi a 1.030 prima della ripresa dei bombardamenti. Il Pentagono a fronte di quest&#8217;emergenza a fine luglio ha assegnato a Lockheed Martin una modifica contrattuale non definitiva valevole sette anni per aumentare e accelerare la produzione dei Patriot PAC-3 <em>Missile Segment Enhancement</em> (MSE) che consentirà di accelerare la produzione dei missili da difesa aerea e di triplicare la propria capacità produttiva entro la fine del 2030, ma gli effetti non saranno immediatamente visibili. Attualmente negli arsenali statunitensi non esistono valide alternative ai missili Patriot quindi è probabile che Kiev si rivolga ai suoi partner europei per richiedere maggiori batterie di <strong>SAMP/T</strong> e relativi missili: vettori già utilizzati dalla difesa aerea ucraina con notevole successo.</p>



<p>Il SAMP/T (<em>Sol-Air Moyenne-Portée/Terrestre</em>) è un sistema missilistico terra-aria mobile sviluppato grazie alla collaborazione franco-italiana in un consorzio che comprende anche <strong>MBDA</strong>, il gigante europeo della missilistica. Il sistema è progettato per difendersi da diverse minacce aeree, tra cui velivoli, missili da crociera e missili balistici tattici. Esso utilizza i missili <strong>Aster</strong>, in particolare Aster 15 e Aster 30, e può ingaggiare bersagli aerei in un raggio fino a 120 km e intercettare minacce balistiche oltre i 600 se supportato da sistemi di puntamento e tracciamento esterni. Il <strong>SAMP/T NG</strong> (Next Generation) aumenta la gittata a 150 km e la portata di ingaggio balistico è stata migliorata; inoltre ha un software e un radar AESA avanzato capace di ingaggiare sino a 1000 bersagli contemporaneamente. A marzo 2026 è stato rivelato che la versione NG sarebbe stata dispiegata in Ucraina dalla Francia per testarne le capacità in combattimento. Sebbene non si conosca l&#8217;esito del comportamento del SAMP/T NG in Ucraina, sappiamo che Kiev a luglio ne ha ordinato quattro batterie e che la Francia si è detta disposta a cedere due SAMP/T (prima versione) data l&#8217;emergenza missilistica ucraina. </p>



<p>MBDA prevede di <strong>raddoppiare la produzione</strong> dei suoi missili di difesa aerea Aster a causa dell&#8217;aumento della domanda, in particolare in risposta ai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, con un investimento significativo che porterà una produzione aumentata del 40% quest&#8217;anno. Da quanto riferito, il ciclo di produzione dei missili è stato ridotto a 30 mesi dai 42 originari e il rateo di produzione è quintuplicato rispetto all&#8217;inizio del 2025.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nuovi-missili-balistici-nordcoreani-in-russia-nel-momento-peggiore-per-lucraina.html">Nuovi missili balistici nordcoreani in Russia nel momento peggiore per l&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cambiare tutti per non cambiare nulla: il senso di Zelensky per gli equilibri del potere</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cambiare-tutti-per-non-cambiare-nulla-il-senso-di-zelensky-per-gli-equilibri-del-potere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:17:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1373" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-1024x732.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-1536x1098.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-600x429.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ultimo, profondo e discusso rimpasto di governo è servito a Zelensky per saldare il rapporto con gli uomini della sicurezza e della difesa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1373" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-1024x732.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-1536x1098.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-600x429.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ora che la polvere delle dichiarazioni e delle proteste si è depositata, si possono prendere misure più precise all&#8217;ennesimo ribaltone che <strong>Volodymyr Zelensky </strong>ha imposto al governo dell&#8217;Ucraina. Per cominciare sarà utile ricostruire ricostruire il numero e il &#8220;peso&#8221; degli avvicendamenti, più numerosi di quelli che sono stati discussi pubblicamente.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Primo ministro: dopo appena un anno nella carica, <strong>Julija Svyrydenko </strong>(già ministro delle Finanze)è stata sostituita da <strong>Serhij Korec&#8217;kyj</strong>, finora affermato manager dell&#8217;industria energetica di Stato. <br><br>&#8211; Vice-primo ministro: <strong>Taras Kachka</strong>, anche lui da un anno in quella carica oltre che in quella di ministro per l&#8217;Integrazione euro-atlantica,  è stato sostituito da <strong>Vsevolod Chentsov,</strong> già ambasciatore ucraino presso la Ue, posto che ora sarà assunto da Kachka. Da notare che prima di Kachka quel ministero era diretto da <strong>Ol&#8217;ha Stefanišyna</strong>, poi trasformata in ambasciatrice ucraina a Washington, carica che sta abbandonando per accuse di corruzione e che Zelensky ha offerto, invano, alla Svyrydenko. <br><br>&#8211;  Vice-primo ministro: <strong>Oleksiy Kuleba, </strong>che era anche ministro per lo Sviluppo delle comunità e dei territori, è stato rimosso (anche per lui sospetti di corruzione) e il suo ministero scorporato in un ministero delle Infrastrutture (assegnato a Mykola Kalashnik) e un ministero delle Comunità e dei Territori (Vitalii Bezghin).<br><br>&#8211; Ministro della Difesa: <strong>Mychajlo Fedorov</strong>, in carica da appena sei mesi, è stato silurato e sostituito dal generale <strong>Yevheni Jmara</strong>.<br><br>&#8211; Ministro degli Interni: il generale <strong>Ihor Klymenko </strong>(già capo della polizia) che deteneva la carica è diventato segretario del Consiglio di sicurezza. Il suo successore al ministero non è ancora stato nominato.<br><br>&#8211;  Servizi segreti interni: <strong>Vasil Malyuk</strong>, capo dell&#8217;SBU, è stato sostituito dal generale <strong>Oleksandr Poklad</strong>, una lunga carriera nell&#8217;intelligence.<br><br>&#8211; Servizi segreti esteri: il nuovo capo è <strong>Rustem Umerov</strong>, già ministro della Difesa e segretario del Consiglio di sicurezza.<br><br>&#8211; Forze armate: il comandante generale <strong>Oleksandr Syrsky</strong> è stato sostituito dal generale <strong>Mykhailo Drapatyi</strong>. <br><br>&#8211; Polizia: il nuovo capo della Polizia è <strong>Maksym Tsutskiridze.</strong><br><br><br>L&#8217;elenco è indubbiamente un po&#8217; noioso ma serviva per avere un quadro più completo. L&#8217;attenzione dei media internazionali si è molto concentrata sulle vicende relative a Fedorov e Syrsky, ovvero sulle faide tra il popolare ministro della Difesa Fedorov (il suo siluramento ha spinto molti ucraini a protestare in strada) e l&#8217;assai meno popolare comandante in capo Syrsky. E <a href="https://it.insideover.com/politica/zelensky-ha-scelto-tutto-il-potere-ai-militari.html">non era stato difficile notare</a> da un lato l&#8217;accresciuta presenza degli uomini in uniforme negli organi di governo (per esempio un generale come ministro della Difesa, carica prima occupata da civili; o un poliziotto come Klymenko a guidare il Consiglio di sicurezza) e, dall&#8217;altro, l&#8217;indubbio alleggerimento del peso dei civili, con ministeri scorporati e tecnocrati di nullo profilo politico (il nuovo premier <strong>Korec&#8217;kyj</strong>, per esempio). <br><br>C&#8217;è una logica, in questa svolta. Nonostante che dal punto di vista strettamente militare male le cose non vadano affatto bene, come <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-generale-boni-il-donbass-e-ormai-compromesso-odessa-isolata-lucraina-rischia-il-collasso-totale.html">confermato dall&#8217;analisi del generale Boni pubblicata in queste </a><font color="#2271b1"><span style="caret-color: rgb(34, 113, 177);"><u>pagine</u></span></font>, Zelensky ha incassato di recente due buone notizie. L&#8217;Unione Europea ha cominciato a versare il prestito da 90 miliardi (che sarà interamente devoluto entro il 2027), che per 60 miliardi andrà a finanziare le forze armate. E la Nato, nel summit di Ankara, ha ribadito la disponibilità a sostenere la resistenza dell&#8217;Ucraina. E la Nato è un&#8217;alleanza militare. È abbastanza naturale che Zelensky si appoggi il più possibile ai militari, che sia dall&#8217;interno (la forze armate sono da anni in tutti i sondaggi l&#8217;istituzione più stimata dagli ucraini) sia dall&#8217;esterno sono considerate in questo momento la spina dorsale del Paese.<br><br>Oltre che un politico nato, però, Zelensky a questo punto è anche un politico ultranavigato e alle sue decisioni non è mai estraneo un ragionamento relativo alla gestione e alla conservazione del potere. Emasculato da tempo il vertice del Governo (con la sua presidenza si sono avvicendati solo tecnocrati senza base politica, da Oleksij Honcharuk a Denis Shmyhal, dalla Svyrydenko a Korec&#8217;kyj), anche nel caso dell&#8217;ultimo ribaltone Zelensky si è preoccupato di neutralizzare le personalità più spiccate, quelle portatrici di un&#8217;idea. Il caso del giovane ministro Fedorov, che si batteva per la professionalizzazione delle forze armate (la mobilitazione forzata e spesso violenta è una delle pratiche più detestate dagli ucraini), l&#8217;arruolamento di mercenari e in generale per una riforma della gestione degli appalti militari, è stato il più emblematico.<br><br>Ma non va sottovalutata, per portata politica, la rimozione del vice-premier e ministro per l&#8217;Integrazione euroatlantica Kachka, che nel gennaio del 2025 aveva concordato con la commissaria europea all&#8217;Allargamento <strong>Marta Kos </strong>un piano in dieci punti per affrontare e risolvere entro un anno il problema della corruzione, che è un massiccio ostacolo sulla via dell&#8217;ingresso dell&#8217;Ucraina nella Ue. <strong>L&#8217;arrivo alla guida del ministero di un ambasciatore dimostra che Zelensky non intende delegare a nessuno la pratica europea,</strong> e nemmeno vuole prendere impegni troppo stringenti sul tema corruzione che, di nuovo, riguarda da vicino la Difesa e le forze armate. Le Ong di monitoring ucraine hanno già fatto notare che gli obiettivi fissati dai dieci punti del piano Kos-Kachka sono realizzati solo al 15% e sono già passati 7 dei 12 mesi disponibili.<br><br>Anche per questo la società civile ucraina guarda con forte sospetto alle nomine ai vertici dei servizi di sicurezza e della polizia. Poklad (nuovo capo Sbu) è considerato uno dei principali ispiratori della legge che, nel luglio 2025, cercò di neutralizzare i poteri degli organismi anticorruzione e che Zelensky dovette poi ritirare per le proteste di piazza. E il nuovo capo della polizia, Tsutskiridze, è considerato un uomo di <strong>Oleh Tatarov,</strong> vice-capo dell&#8217;amministrazione presidenziale. E l&#8217;uno e l&#8217;altro sono due sopravvissuti del regime di <strong>Viktor Yanukovich</strong>, il presidente cacciato dall&#8217;Euromaidan, e sono stati entrambi coinvolti in sospetti di corruzione e abuso di potere. Molti quindi pensano che il loro arrivo al vertice possa incidere con un nuovo tentativo di sterilizzare le inchieste sulla corruzione, che sono arrivate così in alto da spazzar via persino <strong>Andrij Jermak</strong>, capo dell&#8217;amministrazione presidenziale, braccio destro di Zelensky,  ed eminenza grigia del suo potere.<br><br><br><br>In poche parole: con queste ultime nomine Zelensky si è circondato di pallidi esecutori o di uomini con le stellette. Per definizione suoi fedelissimi, almeno finché sarà lui (e se la guerra continua nulla cambierà in questo senso) l&#8217;unico possibile tramite tra gli aiuti (finanziari e militari) esterni e gli uomini che si sacrificano al fronte per proteggere il Paese. <br><br></li>
</ul>
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		<title>Il Generale Boni: &#8220;Il Donbass è ormai compromesso, Odessa isolata. L’Ucraina rischia il collasso totale&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-generale-boni-il-donbass-e-ormai-compromesso-odessa-isolata-lucraina-rischia-il-collasso-totale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 12:13:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805124222390_c434e8fdbba9a9be447e473c873c1596.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805124222390_c434e8fdbba9a9be447e473c873c1596.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805124222390_c434e8fdbba9a9be447e473c873c1596-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805124222390_c434e8fdbba9a9be447e473c873c1596-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805124222390_c434e8fdbba9a9be447e473c873c1596-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805124222390_c434e8fdbba9a9be447e473c873c1596-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805124222390_c434e8fdbba9a9be447e473c873c1596-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo il generale Boni, nonostante la narrazione occidentale, la Russia detiene l'iniziativa strategica su tutti i fronti in Ucraina</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-generale-boni-il-donbass-e-ormai-compromesso-odessa-isolata-lucraina-rischia-il-collasso-totale.html">Il Generale Boni: &#8220;Il Donbass è ormai compromesso, Odessa isolata. L’Ucraina rischia il collasso totale&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805124222390_c434e8fdbba9a9be447e473c873c1596.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805124222390_c434e8fdbba9a9be447e473c873c1596.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805124222390_c434e8fdbba9a9be447e473c873c1596-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805124222390_c434e8fdbba9a9be447e473c873c1596-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805124222390_c434e8fdbba9a9be447e473c873c1596-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805124222390_c434e8fdbba9a9be447e473c873c1596-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805124222390_c434e8fdbba9a9be447e473c873c1596-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>quadro sul campo in Ucraina</strong> appare sempre più cupo. Nonostante la massiccia campagna propagandistica volta a enfatizzare i successi di Kiev e a sminuire quelli di Mosca, dopo oltre quattro anni di conflitto le dinamiche strategiche restano nettamente favorevoli alla Russia. <a href="https://x.com/AMK_Mapping_" type="link" id="https://x.com/AMK_Mapping_">Secondo i dati di <em><strong>AMK Mapping</strong></em></a> sulle variazioni del fronte nel luglio 2026, le forze russe hanno consolidato il vantaggio territoriale con un’avanzata complessiva di circa 387,2 km², in aumento del 62,23% rispetto a giugno. I guadagni più consistenti si sono concentrati nell’oblast&#8217; di Donetsk (204,4 km²), con progressi significativi anche a Zaporizhzhia (65,6 km²), Kharkiv (57,9 km²) e Sumy (52,6 km²). Nello stesso periodo le truppe ucraine hanno riconquistato soltanto 117,3 km², in calo del 49,67% rispetto al mese precedente, con limitati recuperi presso Dnipro (52 km²) e Donetsk (41 km²). Il saldo netto a favore di Mosca ammonta così a +269,9 km², un incremento mensile del 4.807,28%.Per approfondire la situazione abbiamo intervistato il generale <strong>Maurizio Boni</strong>, che non usa giri di parole nel <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-2022-2026-negoziati-impossibili-leuropa-sceglie-la-guerra-perpetua-intervista-al-generale-boni.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-2022-2026-negoziati-impossibili-leuropa-sceglie-la-guerra-perpetua-intervista-al-generale-boni.html">descrivere le crescenti difficoltà delle forze di Kiev</a> e le crepe sempre più evidenti nel fronte difensivo ucraino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/PHOTO-2025-06-03-10-27-52-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-525443" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/PHOTO-2025-06-03-10-27-52-724x1024.jpg 724w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/PHOTO-2025-06-03-10-27-52-212x300.jpg 212w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/PHOTO-2025-06-03-10-27-52-768x1086.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/PHOTO-2025-06-03-10-27-52-1086x1536.jpg 1086w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/PHOTO-2025-06-03-10-27-52-600x849.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/PHOTO-2025-06-03-10-27-52.jpg 1131w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>



<p><strong>Generale Boni, partiamo dal fronte più caldo, quello del Donbass. Qual è la situazione attuale?</strong></p>



<p>&#8220;Il quadro è molto critico. Sull’asse di <strong>Sloviansk e Kramatorsk</strong>, i russi stanno ormai creando le condizioni per accerchiamenti successivi, aggirando le principali linee difensive del Donbass. Di fatto, il destino di quel dispositivo difensivo è segnato. Assistiamo a episodi di resa, anche di intere brigate ucraine, che spesso non ricevono più il necessario supporto logistico. A tutto ciò si aggiunge la drammatica carenza di personale: ormai da mesi, se non da anni, si recluta con la violenza, mandando al fronte soldati con pochissimo addestramento. La situazione nel Donbass è compromessa&#8221;.</p>



<p><strong>E sugli altri settori? </strong></p>



<p>&#8220;Se guardiamo al quadro generale, i russi hanno l&#8217;iniziativa su tutti i settori critici del fronte. Leggevo anche di importanti avanzate russe nella regione di <strong>Kharkiv</strong> e nel settore di <strong>Zaporizhzhia</strong>. Quindi, sì, i russi stanno dettando il passo su tutto lo sviluppo del fronte&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Changes on the frontline in Ukraine for July 2026:<br><br>Yellow = Russian advances<br>Light blue = Ukrainian advances<br><br>Russian advances:<br>Donetsk Oblast: ~204.4 km²<br>Zaporizhzhia Oblast: ~65.6 km²<br>Kharkiv Oblast: ~57.9 km²<br>Sumy Oblast: ~52.6 km²<br>Dnipropetrovsk Oblast: ~6.0 km²<br>Luhansk… <a href="https://t.co/Jdg10DuF7e">pic.twitter.com/Jdg10DuF7e</a></p>&mdash; AMK Mapping 🇳🇿 (@AMK_Mapping_) <a href="https://x.com/AMK_Mapping_/status/2084285002804875404?ref_src=twsrc%5Etfw">August 3, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Un altro punto critico è il Mar Nero. Che impatto ha il blocco navale su Odessa?</strong></p>



<p>&#8220;Questo è forse l&#8217;elemento che completa il quadro di estrema difficoltà per gli ucraini. Con il blocco navale di Odessa, colpendo i terminali marittimi e le navi che trasportano il grano, e colpendo i vettori che portano rinforzi e aiuti militari, i russi hanno provocato il tracollo del settore economico più importante dell&#8217;Ucraina. Non parlo solo dei danni fisici al sistema portuale, ma del fatto che le compagnie di assicurazione ora si rifiutano di assicurare le navi. Questo blocco navale indiretto paralizzerà l&#8217;Ucraina probabilmente fino alla fine del conflitto, isolandola di fatto. È come se i russi l&#8217;avessero già conquistata sotto questo profilo&#8221;.</p>



<p><strong>Si è sempre detto e scritto che i russi, nel Mar Nero, hanno perso la loro guerra. </strong></p>



<p>&#8220;Va precisato che la componente navale nel conflitto russo-ucraino non è mai stata troppo rilevante, perché è un conflitto prevalentemente aereo-terrestre. I russi, nei primi momenti della guerra, subirono ingenti danni dalla flotta ucraina e si ritirarono verso Est per evitare altri rischi. Ma ora, con le iniziative su Odessa, si rischia di isolare completamente l&#8217;Ucraina, dando ai russi il controllo anche di quella regione. È una svolta importante&#8221;.</p>



<p><strong>Gli ucraini avevano predisposto itinerari terrestri alternativi, giusto?</strong></p>



<p>&#8220;Sì, avevano studiato percorsi ferroviari che dai porti di Odessa portavano verso la Romania (Costanza) e verso la Polonia, per differenziare i flussi commerciali verso Ovest. Il problema è che questi nuovi itinerari possono trasportare al massimo un sesto del volume commerciale che passava per i porti ucraini. Questo ci dà la dimensione di quanto sia difficile riorientare tutto il flusso logistico e commerciale via terra&#8221;.</p>



<p><strong>Parliamo di difesa aerea. Kiev chiede più sistemi Patriot. Sono la soluzione?</strong></p>



<p>&#8220;Bisogna fare un distinguo. I Patriot sono efficaci come difesa aerea convenzionale, ma contro i <strong>missili ipersonici</strong> russi sono assolutamente inefficaci. È un dato oggettivo. Anche se l&#8217;Ucraina disponesse di migliaia di intercettori – fermo restando che per abbattere un missile ne servono dai 3 ai 5, con costi milionari – il problema non è intercettare il corpo del missile, ma la testata, che viaggiando a velocità ipersoniche non è di fatto intercettabile. Quindi, quando Zelensky dice che i morti di Kiev sarebbero stati evitati con più difese aeree, purtroppo è tutto da dimostrare. Se vengono usati missili ipersonici, non c&#8217;è nulla da fare&#8221;.</p>



<p><strong>La comunicazione strategica occidentale sembra però molto assertiva. Pensi alla campagna ucraina contro le raffinerie russe&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;Esattamente. La narrazione occidentale continua a dipingere l&#8217;Ucraina come vittoriosa. Ma la campagna ucraina contro le raffinerie russe non sta dando i risultati attesi. I 40 giorni di attacchi hanno colpito punti non vitali, che vengono riparati rapidamente. L&#8217;effetto visivo è spettacolare, ma l&#8217;influenza sugli approvvigionamenti energetici delle truppe russe è pari a zero. Si è creato qualche disagio in qualche stazione di servizio, ma non certo effetti strategici&#8221;.</p>



<p><strong>Il ministro ucraino ha detto che questa campagna finirà la guerra entro l&#8217;autunno&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;Mettere sullo stesso piano i danni subiti da Ucraina e Russia è sbagliato. L&#8217;Ucraina è devastata, rischia di diventare un Paese invivibile. La Russia, invece, non ha ricevuto lo stesso livello di danni. Si parla ora di colpire obiettivi civili come i magazzini di <em>Wildberries</em> per provocare malcontento, ma è una strategia di escalation discutibile&#8221;.</p>



<p><strong>Si parla addirittura di colpire in territorio russo i lanciatori di missili balistici. È possibile?</strong></p>



<p>&#8220;Questa ipotesi è già nell&#8217;aria. Se gli Stati Uniti dovessero dare il via libera, sarebbe un&#8217;ulteriore escalation, gettando benzina sul fuoco. Si tratta di un&#8217;idea che circola già dal 2023, dopo il fallimento della controffensiva ucraina. Ma colpire in profondità il territorio russo provocherebbe risposte ancora più devastanti per l&#8217;Ucraina. È un gioco pericoloso&#8221;.</p>



<p><strong>In conclusione, qual è il destino dell&#8217;Ucraina?</strong></p>



<p>&#8220;Zelensky sta accettando il sacrificio dei suoi soldati e della sua popolazione per continuare a essere la pedina occidentale per sconfiggere la Russia. Alla fine, così facendo, dell&#8217;Ucraina però rimarrà ben poco&#8221;.</p>



<p><strong>Ultima domanda: sul fronte tecnologico, cosa ci dice della corsa ai sistemi satellitari come Starlink?</strong></p>



<p>&#8220;La Russia sta sviluppando un proprio sistema di satelliti a bassa quota, colmando un <em>gap</em> che inizialmente aveva. È già operativo in alcune zone del fronte. Questo sistema integrerà l&#8217;osservazione satellitare convenzionale e servirà a sorvegliare i territori conquistati. È interessante notare che anche Elon Musk ha fatto un passo indietro sull&#8217;uso di Starlink per missioni offensive in profondità&#8221;.</p>
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		<title>Dalla sconfitta russa nel Mar Nero una lezione per le marine di tutto il mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dalla-sconfitta-russa-nel-mar-nero-una-lezione-per-le-marine-di-tutto-il-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 04:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1177" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/russia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/russia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/russia-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/russia-1024x628.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/russia-768x471.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/russia-1536x942.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/russia-600x368.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'esperienza bellica del Mar Nero ha dimostrato come sistemi autonomi economici e leggeri possano neutralizzare una marina convenzionale. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1177" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/russia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/russia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/russia-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/russia-1024x628.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/russia-768x471.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/russia-1536x942.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/russia-600x368.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Mar Nero si è imposto come l&#8217;epicentro di uno scontro sistemico in cui le tensioni storico-geografiche si intrecciano con la rapidissima metamorfosi dell&#8217;arte navale contemporanea. Bacino periferico nel trentennio successivo al crollo sovietico, <strong>la regione è tornata a essere lo snodo in cui si ridisegnano non soltanto gli equilibri di sicurezza regionali,</strong> ma gli stessi paradigmi teorici e operativi del potere marittimo globale, imponendosi come osservatorio privilegiato per comprendere il futuro della guerra sul mare. </p>



<p>La configurazione fisica del Mar Nero ne determina da sempre il valore strategico. Con una superficie di circa 436.000 Km2 (1,44 volte l’Italia), il bacino semi-chiuso comunica con il Mediterraneo attraverso gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli, regolati dalla Convenzione di Montreux, e con il Mar d&#8217;Azov tramite lo stretto di Kerč. Sei Stati vi si affacciano: <strong>Ucraina, Russia, Georgia, Turchia, Bulgaria e Romania.</strong> La penisola di Crimea ne costituisce il fulcro baricentrico, e all&#8217;estremità meridionale il porto naturale di <strong>Sebastopoli rappresenta una fortezza navale dalle caratteristiche pressoché ineguagliabili. </strong>L&#8217;insenatura riparata dai venti e i fondali profondi consentono di ospitare unità di grande pescaggio e garantiscono una proiezione immediata verso il Mediterraneo orientale. Per Mosca, come emerge da diverse ricostruzioni di molti colleghi che si occupano di geopolitica marittima, <strong>la base di Sebastopoli costituisce un imperativo geopolitico ancor prima che un&#8217;infrastruttura logistica,</strong> rappresenta l&#8217;ancoraggio indispensabile della presenza russa sui mari caldi.</p>



<p>La polarizzazione del bacino riflette la frattura aperta dal conflitto russo-ucraino. Romania e Bulgaria, membri della NATO, rafforzano il fianco orientale dell&#8217;Alleanza attraverso il potenziamento delle difese integrate; la Turchia, pur legata all&#8217;Alleanza Atlantica, conserva una postura ambigua, bilanciando l&#8217;applicazione restrittiva della Convenzione di Montreux con un ruolo di mediazione autonoma tra Mosca e Kiev, come sottolineano le analisi del <em>Centro Studi Machiavelli</em> dedicate alla costruzione di corridoi marittimi atlantici tra Baltico e Mar Nero. <strong>La Federazione Russa considera il bacino un santuario strategico inalienabile e uno scudo contro l&#8217;espansione occidentale;</strong> l&#8217;Ucraina, privata di ampi tratti costieri, combatte per preservare l&#8217;accesso al mare e la propria sovranità economica; la Georgia, infine, vive in una condizione di vulnerabilità permanente, aggravata dalla presenza militare russa nelle regioni separatiste di Abkhazia e Ossezia del Sud e da fragilità politiche interne.</p>



<p>Oltre alla dimensione militare, <strong>il Mar Nero costituisce lo snodo di una vasta rete di interconnessione transcontinentale. </strong>Il bacino apre la via all&#8217;Asia centrale attraverso il sistema di canali russi che collega il Mar d&#8217;Azov al Mar Caspio, integrando così il Mediterraneo con il cuore eurasiatico. La regione è attraversata da infrastrutture energetiche di rilievo sistemico, <strong>dal gasdotto TurkStream agli oleodotti che veicolano il greggio caucasico</strong>, e da una fitta rete di cavi sottomarini per le telecomunicazioni. Le fertili pianure che la circondano costituiscono inoltre uno dei principali granai del pianeta: il controllo delle rotte commerciali condiziona pertanto, come rilevato dal <em>Corriere della Sera</em> nella cronaca del blocco russo alle esportazioni cerealicole ucraine e della successiva riapertura forzata dei corridoi, la sicurezza alimentare globale e i prezzi delle materie prime agricole sui mercati internazionali.</p>



<p>All&#8217;apertura delle ostilità, nel febbraio 2022, il rapporto di forze navali appariva radicalmente squilibrato. La Flotta russa del Mar Nero disponeva di incrociatori lanciamissili, fregate moderne, corvette e sommergibili della classe Kilo capaci di colpire con missili da crociera a lungo raggio, oltre a una consistente componente anfibia. La Marina ucraina, al contrario, aveva perduto gran parte del proprio naviglio nell&#8217;annessione della Crimea del 2014, ed era stata costretta ad autoaffondare la propria unità ammiraglia, la fregata Hetman Sahaidačnyj, per sottrarla alla cattura, come documentato dal <em>Wilson Center</em>. <strong>Da allora l&#8217;equilibrio si è progressivamente capovolto: secondo una stima di <em>Business Insider</em> ripresa dal <em>Center for Maritime Strategy</em>, quasi la metà della componente navale russa nel Mar Nero risulta oggi danneggiata o distrutta,</strong> un risultato ottenuto da un Paese privo, all&#8217;origine, di una marina convenzionale.</p>



<p><strong>Il teatro del Mar Nero si è così trasformato nel laboratorio primario di una profonda rivoluzione dottrinale nella guerra nava</strong>le. L&#8217;evento inaugurale resta l&#8217;affondamento, nell&#8217;aprile 2022, dell&#8217;incrociatore Moskva, ammiraglia della flotta russa, colpito da missili antinave lanciati da terra. A questa perdita è seguita una campagna sistematica di logoramento condotta attraverso droni marittimi di superficie, tra cui le unità denominate Sea Baby e Magura V5, capaci, secondo la ricostruzione di David Kirichenko per il <em>Center for International Maritime Security</em>, di operare a distanze superiori ai mille chilometri dal luogo di controllo/partenza e di trasportare carichi esplosivi crescenti. </p>



<p>Tra il gennaio e il maggio 2025 questi vettori hanno raggiunto un salto qualitativo ulteriore, abbattendo elicotteri Mi-8 e, una volta armati con missili Sidewinder, due caccia Su-30, un risultato che l&#8217;analista navale H. I. Sutton, citato nello stesso articolo, ha definito: “… <em>una riscrittura delle regole della guerra sul mare</em>”. L&#8217;ex comandante in capo ucraino <strong>Valerij Zalužnyj </strong>ha più volte osservato, in dichiarazioni riprese da Kirichenko, che la natura stessa della guerra contemporanea si è ormai allontanata dai modelli su cui la NATO continua a fare affidamento.</p>



<p>La Marina russa ha reagito costruendo attorno a Sebastopoli un sistema di difesa multilivello, con zone di rilevamento a lungo, medio e corto raggio, come ammesso dallo stesso comandante della Marina ucraina <strong>Oleksij Neižpapa;</strong> una risposta che, tuttavia, non ha impedito il ripiegamento delle unità maggiori russe verso i porti più remoti di Novorossijsk e Feodosia. Parallelamente, Kiev ha colpito ripetutamente il Ponte di Kerč, le raffinerie, i depositi di carburante e le infrastrutture portuali russe, mentre, secondo la testimonianza raccolta da Mark Temnycky per il <em>Center for Maritime Strategy</em>, l&#8217;impiego di mine navali trasportate dagli stessi droni ha condotto all&#8217;affondamento di ulteriori unità, tra cui una nave da sbarco di classe Ropucha e la motovedetta Sergej Kotov.</p>



<p>Questa combinazione di sistemi economici, leggeri e rapidamente replicabili ha permesso a un Paese privo di flotta convenzionale di praticare ciò che la letteratura strategica definisce <em>sea denial</em> asimmetrico: non il controllo del mare, ma la negazione del suo uso sicuro all&#8217;avversario. Rudraksh Pathak, in un&#8217;analisi pubblicata da <em>CIMSEC</em>, ha ricondotto questo fenomeno a una rilettura contemporanea della teorica ottocentesca della Jeune École, sostenendo che la minaccia più seria per le unità maggiori non sia più la marina avversaria in quanto tale, bensì <strong>la massa di sistemi autonomi a basso costo capace di esaurire le difese di bordo.</strong> Pathak descrive questo squilibrio come una autentica trappola dell&#8217;intercettore: ogni unità di superficie è costretta a impiegare missili da difesa aerea dal valore di milioni di dollari contro bersagli che ne costano poche decine di migliaia, un&#8217;asimmetria di costo che, secondo l&#8217;autore, nessuna marina tradizionale può sostenere indefinitamente. </p>



<p>Analoga lettura offre il ricercatore Dmitry Gorenburg, del <em>Center for Naval Analyses</em>, citato da Kirichenko, secondo cui <strong>l&#8217;asimmetria tra il costo dei droni e quello delle navi renderà in prospettiva sempre più fragile il vantaggio storicamente detenuto dalle grandi marine.</strong> <strong>Le medesime lezioni stanno già orientando i programmi di riarmo internazionale</strong>: Taiwan ha varato il drone di superficie Endeavour Manta, esplicitamente ispirato all&#8217;esperienza ucraina e destinato alla difesa dello stretto di Formosa; la NATO ha avviato nel Baltico la Task Force X per la sorveglianza subacquea; il Dipartimento della Difesa statunitense persegue, con l&#8217;iniziativa Replicator, la produzione massiva di sistemi autonomi a basso costo, secondo quanto ricostruito dallo stesso Pathak.</p>



<p>L&#8217;esperienza bellica del Mar Nero ha dunque inaugurato, a tutti gli effetti, l&#8217;era del <em>sea denial</em> asimmetrico, dimostrando come sistemi autonomi economici, leggeri e impiegati in massa possano neutralizzare le <em>capital ship</em>s tradizionali e compromettere la libertà d&#8217;azione di una grande marina convenzionale. <strong>Le lezioni maturate in questo bacino stanno imponendo agli stati maggiori delle principali marine mondiali una revisione radicale delle dottrine operative</strong>, dei criteri di progettazione delle unità di superficie e degli schemi di difesa di punto. Il Mar Nero si conferma pertanto non soltanto uno snodo geografico cruciale per la stabilità euroasiatica, ma il campo sperimentale in cui si va delineando l&#8217;architettura della guerra marittima del ventunesimo secolo, con implicazioni che travalicano ampiamente i confini regionali per investire la postura strategica nei teatri operativi dell&#8217;Indo-Pacifico e dell&#8217;Artico-Boreale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/dalla-sconfitta-russa-nel-mar-nero-una-lezione-per-le-marine-di-tutto-il-mondo.html">Dalla sconfitta russa nel Mar Nero una lezione per le marine di tutto il mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Loomer e Biletsky, l&#8217;influencer trumpiana e il capo del battaglione Azov: un incontro interessante</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/loomer-e-biletsky-linfluencer-trumpiana-e-il-capo-del-battaglione-azov-un-incontro-interessante.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 04:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1536x1016.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-600x397.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dietro la pagliacciata di Loomer, resta l'influenza - pressoché assoluta - di Biletsky sulla galassia dell'estrema destra ucraina.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/loomer-e-biletsky-linfluencer-trumpiana-e-il-capo-del-battaglione-azov-un-incontro-interessante.html">Loomer e Biletsky, l&#8217;influencer trumpiana e il capo del battaglione Azov: un incontro interessante</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1536x1016.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-600x397.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima di diventare il volto della <a href="https://it.insideover.com/luoghi/ucraina" type="link" id="https://it.insideover.com/luoghi/ucraina">resistenza ucraina</a> agli occhi di molti media occidentali, <strong>Andriy Biletsky</strong>, fondatore del Battaglione Azov, era meglio conosciuto negli ambienti dell&#8217;estrema destra con un soprannome impegnativo: il &#8220;Fuhrer bianco&#8221; (<em>Bilyi Führer</em>). Dopo tre anni in cui sui quotidiani occidentali il suo nome è stato affiancato a descrizioni sobrie &#8211; un &#8220;combattente neutrale&#8221;, un comandante carismatico della nuova generazione o persino un &#8220;tecnocrate militare&#8221; &#8211; qualche giorno fa ha trovato un&#8217;intervistatrice che a malapena riusciva a contenere il suo entusiasmo. Si tratta di <strong>Laura Loomer</strong>, influencer trumpiana, la cui <a href="https://www.youtube.com/watch?v=hJA-KfGlMeQ" type="link" id="https://www.youtube.com/watch?v=hJA-KfGlMeQ">chiacchierata</a> lunga un&#8217;ora e mezza, a Kyiv, con il comandante azoviano presenta diversi motivi di interesse. Per lo meno se vogliamo capire cosa si muove nel mondo della destra Maga, ma anche all&#8217;interno della destra istituzionale in Ucraina.</p>



<p>Fino a poco tempo fa Loomer parlava del presidente ucraino Zelensky come un &#8220;giustificatore della jihad&#8221; e accusava l&#8217;Ucraina di dare spazio agli estremisti. Durante il suo recente viaggio nel Paese, però, ha fatto una <strong>giravolta notevole</strong> e dopo aver intervistato Zelensky ha rivisto le sue critiche agli aiuti militari statunitensi, immettendo nella sua rivalutazione dell&#8217;Ucraina il fatto che si tratterebbe di una nazione <strong>antropologicamente pura</strong> e conservatrice. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dagli ultras ad Azov</h2>



<p>Se Loomer è una figura culturalmente ridicola nel mondo Maga, e dall&#8217;impatto non così grande come spesso si dice nella galassia destrorsa, Biletsky è invece una figura chiave della<strong> scena ultranazionalista e militare </strong>di Kyiv. La sua storia politica ha radici nella città di <strong>Kharkiv</strong>, nell&#8217;Est dell&#8217;Ucraina. Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni 2000, le sue prime azioni sul campo non riguardavano la resistenza contro la Russia, ma violenti scontri di strada contro le comunità di migranti vietnamiti e aggressioni a gruppi ultranazionalisti rivali. Una traiettoria che passa dal mondo degli <strong>ultras del calcio</strong>, per portarlo a diventare la punta di diamante della scena nazionalista radicale e suprematista caucasica del suo Paese.</p>



<p>Fino all&#8217;ambito militare e paramilitare. Anche lì, un&#8217;ascesa repentina: quando nel 2005 i principali partiti nazionalisti dell&#8217;Ovest, come il Partito Social-Nazionale di <strong>Andriy Parubiy</strong>, iniziarono ad avvicinarsi alle forze liberali e filo-occidentali, Biletsky se ne distaccò violentemente, accusandoli di essersi venduti l&#8217;anima. Nel 2014 è il responsabile della nascita della cosiddetta Famiglia Azov, un vasto ed efficiente ecosistema che comprende movimenti civili, formazioni paramilitari giovanili (come <em>Centuria</em>) e brigate di prima linea. Meno di dieci anni più tardi, questo gruppo paramilitare d&#8217;élite sarà assorbito dall&#8217;esercito ucraino insieme ad altre formazioni minori ma simili, e prenderà il nome di <strong>Terza Brigata d&#8217;Assalto</strong>, portandosi dietro anche un bel po&#8217; dell&#8217;iconografia nazistoide dei un tempo. Gli alleati europei vedono e non vedono, la stampa pure.</p>



<p>Nel settembre del 2025 Biletstky è promosso al grado di brigadiere generale dell&#8217;esercito ucraino: un traguardo notevole per un uomo che non ha mai ricevuto una formazione militare formale. Così ottiene un potere enorme, sul campo e sui social, senza passare dal voto. <strong>Oggi Biletsky viene indicato dagli osservatori della politica come uno dei personaggi con l&#8217;aspirazione di governare l&#8217;Ucraina, </strong>nell&#8217;eventuale post-Zelensky: col pugno di ferro, immaginiamo, in un mondo di reduci induriti. Nei sondaggi, però, non ha mai fatto il botto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La visione politica di Biletsky</h2>



<p>Eppure è indubbiamente un <strong>comunicatore sofisticato</strong>, considerato il contesto. Si prenda la parte dell&#8217;intervista con Loomer, verso il minuto diciotto, in cui lei, dopo avergli portato solidarietà per le accuse &#8220;ingiuste&#8221; di nazismo &#8211; purtroppo succede anche a Trump, dice, nonostante sia l&#8217;alleato numero uno di Israele &#8211; tenta di provocarlo più volte con l&#8217;argomento <strong>dell&#8217;immigrazione</strong>: ciò che le piace dell&#8217;Ucraina è che non ci sono letteralmente musulmani in giro, a differenza degli Stati Uniti. La propagandista di Trump dice a Biletsky: vedi, da noi, negli Stati Uniti, il Primo emendamento, quello sulla libertà d&#8217;espressione, finisce col proteggere i nostri nemici interni, come gli islamisti, mentre i Dem stanno eleggendo sindaci musulmani e marxisti che ci porteranno alla sottomissione. In Ucraina, nota con ammirazione, ci sono leggi contro l&#8217;antisemitismo più dure che in America e di nazisti non se ne vedono (<em>fact-checking: sì, è vero che in Ucraina hanno un presidente ebreo il movimento pro-Palestina è inesistente, ma nei villaggi ucraini, nelle festività pasquali, compare la figura del &#8220;moskho&#8221;, l&#8217;ebreo infido, barbuto e vecchio che viene preso simbolicamente a legnate: tradizione che esportata in Canada e Stati Uniti dalla diaspora ha provocato dello scandalo</em>).</p>



<p>A differenza del classico nazionalismo dell&#8217;Ucraina occidentale, storicamente legato alla difesa della lingua ucraina e alla tradizione cattolica o ortodossa, <strong>Biletsky s&#8217;è costruito una visione politica basata per lo più sul classico razzismo biologico</strong>: la lingua parlata non conta quanto il colore della pelle. Nelle sue prime manifestazioni ideologiche non a caso rifiutava apertamente l&#8217;Occidente liberal-democratico e in via di mescolamento: si opponeva alla Nato per i bombardamenti sulla Serbia negli anni Novanta, criticava l&#8217;Unione Europea per le politiche d&#8217;accoglienza ed esaltava il paganesimo rispetto alla religione tradizionale.</p>



<p>Non a caso nell&#8217;intervista con Loomer si svincola dalle provocazioni con un ragionamento che suona più o meno così: in Ucraina non esiste violenza nazista perché, in effetti, l&#8217;immigrazione è molto bassa. E lascia intendere che anche la scarsa xenofobia &#8211; più che lo scarso antisemitismo &#8211; sarebbe dovuta proprio a questo fattore.</p>



<p>Insomma, Biletsky si dice d&#8217;accordo con l&#8217;ospite, ma non si lascia prendere la mano. E non si lascia trascinare neppure un attimo nelle guerre culturali di tipo statunitense. Non segue Loomer nel dare addosso ai Democratici o al <em>woke</em>. Forse il tema non gli interessa; forse immagina che non lo aiuterebbe con un possibile successore di Trump spostato più a sinistra; di sicuro non lo trova importante in quella conversazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;Ucraina come simbolo della &#8220;purezza etnica&#8221;</strong></h2>



<p>Molti influencer trumpiani diventano anti-israeliani perché antisemiti. <strong>Altri diventano filoucraini perché islamofobi.</strong> Questo argomento di Loomer è diffuso anche in ambienti del neofascismo italiano che ho intervistato: l&#8217;Ucraina sarebbe l&#8217;Europa di un tempo, omogenea e intonsa rispetto alle orde islamiche, mentre la Russia sarebbe il meticciato che avanza, l&#8217;Eurasia minacciosa, come mi spiegava un teorico di Casapound. Peccato che questo ragionamento non tenga conto del nuovo capo dell’agenzia che si occupa di attività di intelligence all’estero, <a href="https://kyivindependent.com/ukraines-top-security-official-set-to-become-head-of-foreign-intelligence-service-source-says/">appena nominato</a> da Zelensky, <strong>Rustem Umerov:</strong> un musulmano tataro che parla arabo e turco.</p>



<p>Loomer vuole &#8220;vendere&#8221; la causa ucraina a un certo pubblico antimusulmano e razzista, con un ragionamento speculare a quello della destra che vede la Russia come esempio di purezza etnica, senza conoscerne affatto le innumerevoli minoranze (ereditate dall&#8217;Urss). Diversi commentatori hanno sostenuto che il suo appoggio fosse il segnale di una svolta di Trump verso posizioni più favorevoli a Kyiv. I fatti sembrano dire il contrario: <strong>dopo l&#8217;intervento di Loomer, Trump ha ridimensionato la promessa di consentire all&#8217;Ucraina di produrre sistemi Patriot,</strong> respinto una richiesta ucraina di 300 missili Pac-3 e rallentato l&#8217;erogazione di 400 milioni di dollari di aiuti militari già approvati dal Congresso.</p>



<p>Oggi, dietro la pagliacciata di Loomer, resta l&#8217;influenza &#8211; pressoché assoluta &#8211; di Biletsky sulla galassia dell&#8217;estrema destra ucraina, mentre l&#8217;atteggiamento statunitense resta ambiguo e inaffidabile.</p>



<p></p>
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		<title>Wildberries Strategy: perché gli ucraini colpiscono l&#8217;Amazon russo (e che cosa sperano di ottenere)</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/wildberries-strategy-perche-gli-ucraini-colpiscono-lamazon-russo-e-che-cosa-sperano-di-ottenere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 12:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wildberries" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strategia è nota: portare la guerra nelle case dei russi e minare l'economia russa. Ma di quanto tempo ha bisogno per funzionare?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/wildberries-strategy-perche-gli-ucraini-colpiscono-lamazon-russo-e-che-cosa-sperano-di-ottenere.html">Wildberries Strategy: perché gli ucraini colpiscono l&#8217;Amazon russo (e che cosa sperano di ottenere)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wildberries" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Wildberries, comunemente ribattezzata l&#8217;Amazon russo, è stata fondata nel 2004 in un piccolo appartamento della periferia di Mosca da <strong>Tatyana Kim</strong>, oggi la donna più ricca di Russia, quando aveva solo 28 anni ed era in congedo di maternità. Oggi l&#8217;azienda ha 50 mila dipendenti, 200 magazzini, processa circa 20 milioni di ordini al giorno e mette in contatto con i clienti circa 200 mila esercizi commerciali. Insieme con l&#8217;altra piattaforma Ozon, intermedia beni e servizi per un valore equivalente a circa l’8,5% del Prodotto interno lordo russo e danno lavoro, direttamente o indirettamente, a 4 milioni di posti di lavoro, oltre il 5% degli occupati russi.<br><br>Un&#8217;ascesa impetuosa che ha beneficiato, a suo tempo, della clausura da Covid ma ha anche fasi difficili. Tuttora presente negli Emirati Arabi Uniti e in Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakhstan, Kirgizystan, Uzbekistan e Tagikistan, ha scontato l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina con il ritiro da Francia, Germania, Israele, Italia, Polonia, Moldavia, Slovacchia, Spagna, Turchia e Usa. <strong>Non è mancata la saga familiare,</strong> con un&#8217;aspra e a tratti violenta separazione (con causa ovviamente milionaria) della Kim dal marito, sontuosamente liquidato.</p>



<p><strong>Oggi, però, Wildberries è nota soprattutto per essere diventata uno dei bersagli preferiti dei droni ucraini.</strong> Nel giro di nemmeno tre settimane gli ordigni hanno colpito una dozzina dei magazzini e centri logistici più grandi dell&#8217;azienda: l&#8217;ultimo poche ore fa a Novosemeykino, nella regione di Samara, in linea d&#8217;aria a circa 900 chilometri dal confine ucraino. La &#8220;Wildberries strategy&#8221; degli ucraini ha provocato danni ingenti: circa 2 miliardi in perdite dirette di materiali e vendite, con il più il timore che si scateni un&#8217;ondata di chiusure e fallimenti tra i piccoli esercizi che usano Wildberries come intermediario per le vendite.</p>



<p>Tutto questo ha ovviamente destato un grande clamore. Prima di tutto in Russia, dove Wildberries è un&#8217;istituzione. Ma anche all&#8217;estero, soprattutto nelle frange più filo-ucraine, che vedono svolte decisive a ogni angolo e già parlano di &#8220;crollo&#8221; di Wildberries e possibile crisi finale dell&#8217;economia russa. La realtà, come sempre, è assai più sfumata. <strong>I colpi ucraini, per quanto importanti e ben diretti, hanno ridotto le attività di Wildberries del 10%</strong>: un po&#8217; presto per parlare di crollo, anche se ovviamente gli ucraini non smetteranno di colpire e la Kim dovrà prendere provvedimenti complicati e costosi (anche nel rapporto con i clienti) come, a quanto pare, cercare nuovi magazzini in Kazakstan o, come già annunciato, cercare di rifondere produttori e negozianti che hanno perso le loro merci.</p>



<p>I problemi del retail? Reali, e infatti gli esponenti dei piccoli negozianti chiedono a gran voce agevolazioni fiscali. Ma in media i negozianti realizzano 7.500 dollari l&#8217;anno tramite Wildberries, che non è un&#8217;enormità. Altro argomento: la <em>Vneshtorgbank</em>, una delle più grandi banche di Russia, il cui capitale è detenuto al 60,9% dal Governo russo, <strong>ha rilevato una quota del 5% di Wildberries. </strong>L&#8217;idea era di portare un&#8217;azienda tanto importante più vicina al potere, ovviamente. In cambio, la banca avrebbe messo a disposizione di Wildberries le strutture (sportelli, bancomat&#8230;) con cui interagiscono 80 milioni di clienti. Colpire Wildberries significa minacciare la Vneshtorgbank? Sì, l&#8217;investimento è stato importante ma non così tanto da incrinare la solidità della banca.</p>



<p>Come sempre, l&#8217;eccesso di tifo e l&#8217;indubbia spettacolarità delle incursioni ucraine portano a distorcere la realtà. Anche se, altrettanto naturalmente, la &#8220;Wildberries strategy&#8221; ha un suo razionale. La &#8220;scusa&#8221; ufficiale per colpire quella che i russi definiscono una struttura civile è che Wildberries contribuiva allo sforzo bellico russo con la sezione <strong>&#8220;Tutto per l&#8217;Operazione militare speciale&#8221;</strong>, circa 200 mila prodotti (dalle torce elettriche ai giubbotti antiproiettile) spesso acquistati da individui o organizzazioni per i soldati al fronte. Dopo i primi attacchi la sezione è stata chiusa ma, comunque, pensare che la Russia sostenga la sua guerra comprando su Wildberries è una stupidaggine assoluta.</p>



<p>Lo scopo degli ucraini è sempre quello indicato da <strong>Volodymyr Zelensky:</strong> portare la guerra nella case dei russi, distruggere (cosa ormai avvenuta) <strong>la finzione putiniana che si possa fare una guerra senza che la popolazione ne sia affetta.</strong> All&#8217;effetto psicologico generale si aggiunge, come nel caso dei bombardamenti su raffinerie e depositi di petrolio, la pressione esercitata sull&#8217;economia che, nel caso della Russia, in questo 2026 è sottoposta a tensioni (in estrema sintesi: calo degli introiti e aumento delle spese) che negli anni precedenti erano state assorbite dallo sviluppo dell&#8217;industria bellica, <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-quattro-anni-di-guerra-putin-fa-i-conti-per-cominciare-piu-censura-e-piu-tasse.html">come avevamo già raccontato qui.</a> I depositi di Wildberries, come le già citate raffinerie, sono un bersaglio ideale: sono tanti (come dicevamo, 200 in Russia), ed è quindi impossibile proteggerli tutti; sono grossi, ed è quindi impossibile mancarli; e sono immobili. </p>



<p>La strategia ucraina produce indubbi risultati. Dal punto di vista psicologico come da quello economico. Però c&#8217;è un problema: di quanto tempo ha bisogno per ottenere il proprio scopo, quello di una sollevazione dei russi contro il Cremlino o di un crollo dell&#8217;economia russa? Un mese? Un anno? Cinque anni? <strong>Poche settimane fa la grande stampa occidentale parlava di paralisi dei carburanti in Russia e di crisi irreversibile. Adesso non se ne parla più. </strong>Mentre invece è l&#8217;Ucraina, ora, a razionare il diesel. Poche settimane fa la &#8220;flotta ombra&#8221; russa sembrava allo sbando per i bombardamenti ucraini sul Mare di Azov. Ora non se ne parla più, anche perché i russi hanno cominciato a picchiare duro sulle navi diretta in Ucraina e sui porti ucraini del Mar Nero, tanto che il ministro degli Esteri ucraino <strong>Andrij Sybiha </strong>ha chiesto una riunione d&#8217;urgenza del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu. </p>



<p>E mentre Kiev aspetta che la sua strategia produca il vero risultato sperato, ovvero portare Putin a sedere seriamente al tavolo delle trattative di pace, <strong>Mosca prosegue imperterrita nella sua strategia di occupazione territoriale,</strong> che invece i risultati li produce subito, giorno per giorno. Di questo la grande stampa occidentale non parla ma gli analisti militari più seri sì, tanto da scrivere (come fa AMK Mapping suX) che &#8220;negli ultimi giorni, la situazione per l&#8217;Ucraina al fronte si è rapidamente deteriorata in modo senza precedenti, non visto dall&#8217;inizio del 2025&#8221;. Il che, tra l&#8217;altro, contribuisce a spiegare anche i recenti e clamorosi avvicendamenti al vertice del ministero della Difesa (via il ragazzo prodigio <strong>Mychajlo Fedorov </strong>e dentro il generale <strong>Jevheni Jmara)</strong> e delle forze armate (via il comandante <strong>Oleksandr Syrsky</strong>, dentro il nuovo comandante <strong>Mychajlo Drapatyj</strong>). </p>



<p>In questa situazione servirebbe come il pane un mediatore vero e autorevole. Ma&#8230; Trump? Sarebbe il ruolo dell&#8217;Europa, che però ha deciso che la guerra deve proseguire fino alla vittoria ucraina. Auguri.</p>



<p>     </p>
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		<title>La guerra dei nodi: Mosca punta sulla logistica per trasformare il vantaggio militare in leva strategica</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-dei-nodi-mosca-punta-sulla-logistica-per-trasformare-il-vantaggio-militare-in-leva-strategica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 05:08:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1085" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mosca inizia a perdere la pazienza con Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Russia è avanti sul piano operativo. Ma il passaggio dalla superiorità militare alla vittoria politica resta incerto.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1085" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mosca inizia a perdere la pazienza con Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260211190915826_fc2e3fe3d11409e46c092988431ed221-e1770833856646.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel luglio 2026 la guerra russo-ucraina mostra una trasformazione significativa: il centro della competizione non è soltanto il controllo del territorio, ma la capacità di governare i <strong>nodi strategici</strong> che permettono a uno Stato di combattere. La Russia dispone oggi di un <strong>vantaggio operativo crescente</strong>, costruito attraverso tre elementi convergenti: <strong>iniziativa sul fronte terrestre, pressione sulle infrastrutture logistiche e capacità di colpire la profondità economica ucraina.</strong> Definire Mosca “vincente” richiede però una distinzione fondamentale. Il vantaggio operativo indica la capacità di imporre il ritmo dello scontro, scegliere gli obiettivi e costringere l’avversario a reagire. La vittoria strategica implica invece la trasformazione di questo vantaggio in un risultato politico stabile. È il passaggio più difficile e ancora aperto. <strong>La Russia sembra oggi più efficace nell’imporre problemi all’Ucraina;</strong> resta da capire se riuscirà a convertirli in una modifica definitiva degli equilibri negoziali.</p>



<p><strong>La nuova guerra dell’attrito: colpire la rete prima del fronte</strong></p>



<p>Le guerre contemporanee non si vincono soltanto distruggendo forze nemiche, ma riducendo la capacità dell’avversario di alimentarle. Per questo la logistica è diventata il principale terreno della competizione. La strategia russa punta sempre più sulla <strong>interdizione sistemica</strong>: porti, ferrovie, depositi energetici e infrastrutture industriali vengono trattati come nodi di una rete unica. L’obiettivo non è necessariamente paralizzare completamente l’Ucraina, ma <strong>aumentare il costo della sua resistenza.</strong> Questa impostazione riflette una logica tipica delle guerre di attrito: non serve ottenere un collasso immediato, ma creare una situazione nella quale ogni operazione militare richiede più risorse, più tempo e maggiore dipendenza dagli alleati. Il vantaggio russo nasce proprio da questa capacità di trasformare la pressione militare in <strong>vincolo economico e strategico</strong>.</p>



<p><strong>Il Mar Nero come leva economica e militare</strong></p>



<p>Uno dei principali teatri della nuova fase del conflitto è il <strong>Mar Nero</strong>, dove il controllo dei flussi commerciali assume un valore militare. I porti di Odessa, Chornomorsk e Pivdennyi rappresentano il collegamento dell’Ucraina con i mercati globali. La loro vulnerabilità non riguarda soltanto le esportazioni agricole, ma l’intero sistema economico nazionale: entrate fiscali, capacità valutaria, relazioni commerciali e sostenibilità finanziaria dello Stato. <strong>La pressione russa sugli scali marittimi mira a produrre un effetto cumulativo. </strong>Anche senza un blocco navale permanente, il semplice aumento del rischio può modificare le decisioni degli operatori privati. Assicurazioni più costose, sospensione degli scali e deviazione dei traffici verso altri porti riducono l’efficienza del sistema. La logica è quindi quella della <strong>coercizione economica indiretta</strong>: non eliminare completamente il commercio ucraino, ma renderlo più lento, costoso e dipendente da infrastrutture alternative.</p>



<p><strong>La ferrovia ucraina sotto pressione: il bersaglio invisibile della guerra</strong></p>



<p>Se il mare rappresenta la connessione con l’economia globale, la ferrovia costituisce la spina dorsale della guerra terrestre. La rete ferroviaria ucraina trasporta uomini, mezzi, carburante, munizioni e merci civili. Per questo <strong>gli attacchi russi contro locomotive, nodi di smistamento, sottostazioni elettriche e infrastrutture di supporto hanno un valore superiore al semplice danno materiale. </strong>Il punto centrale non è soltanto quante locomotive vengono distrutte, ma il rapporto tra capacità di riparazione e ritmo degli attacchi. Una rete può continuare formalmente a funzionare, ma perdere progressivamente <strong>elasticità operativa</strong>. Questo significa meno velocità negli spostamenti, maggiore difficoltà nel sostenere il fronte e aumento dei costi logistici. L’Ucraina ha dimostrato una notevole capacità di adattamento attraverso riparazioni rapide, dispersione delle strutture e sostegno occidentale. Tuttavia, ogni soluzione alternativa richiede capitale, tempo e risorse.</p>



<p><strong>Mosca e Kyiv: due strategie asimmetriche</strong></p>



<p>La Russia dispone di una maggiore capacità di esercitare pressione convenzionale grazie a superiorità nella massa di fuoco, produzione industriale e profondità territoriale. L’Ucraina, invece, compensa attraverso innovazione tecnologica, attacchi a distanza, droni e capacità di colpire infrastrutture russe. La sua strategia mira a rendere più costoso lo sforzo bellico di Mosca, soprattutto nel settore energetico e logistico. Il confronto resta quindi asimmetrico. <strong>La Russia cerca di imporre un costo crescente alla capacità ucraina di combattere. L’Ucraina cerca di dimostrare che anche il sistema russo può essere vulnerabile. </strong>La domanda decisiva non è chi riesca a colpire l’altro, ma quale sistema riesca a sostenere più a lungo la pressione.</p>



<p><strong>Le rotte alternative impediscono il collasso ma aumentano la dipendenza</strong></p>



<p>Uno degli elementi che impedisce di parlare di isolamento totale dell’Ucraina è la presenza di corridoi alternativi verso l’Europa. I porti danubiani, la Romania, la Polonia e le reti ferroviarie occidentali garantiscono continuità commerciale e militare. Tuttavia, queste infrastrutture non hanno la stessa capacità del sistema marittimo originario. <strong>Il trasferimento dei flussi verso percorsi alternativi aumenta costi, tempi e complessità amministrative. </strong>L’Ucraina continua quindi a ricevere sostegno, ma attraverso una rete più fragile. È questo il risultato più importante della strategia russa: non necessariamente interrompere ogni collegamento, ma rendere ogni collegamento più oneroso.</p>



<p><strong>La variabile decisiva resta politica</strong></p>



<p>Il quadro del luglio 2026 mostra una Russia avanti sul piano operativo. Mosca mantiene l’iniziativa terrestre, esercita pressione sulle infrastrutture e riesce a imporre una guerra sempre più centrata sulla capacità industriale e logistica. Ma il passaggio dalla superiorità militare alla vittoria politica resta incerto. Tre fattori determineranno l’evoluzione del conflitto: la capacità russa di mantenere nel tempo la pressione, la resilienza ucraina sostenuta dagli alleati e la volontà politica occidentale di continuare il supporto. <strong>La guerra dei nodi </strong>dimostra una realtà fondamentale dei conflitti moderni: non sempre vince chi conquista più rapidamente territorio, ma chi riesce a controllare le reti che permettono all’avversario di continuare a combattere. Nel luglio 2026 Mosca sembra avere il vantaggio in questa battaglia invisibile. La questione aperta è se quel vantaggio resterà operativo o diventerà finalmente strategico.</p>
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		<title>La chimica come arma: gas e altre sostanze nelle guerre del nostro tempo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-chimica-come-arma-gas-e-altre-sostanze-nelle-guerre-del-nostro-tempo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Beccaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 05:31:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[chimica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="armi chimiche" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le armi chimiche, sebbene impiegate fin dalla Prima guerra mondiale, rischiano di essere le armi del futuro. Ecco perché.  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="armi chimiche" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/armi-chimiche-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un aspetto dei conflitti degli ultimi anni che viene spesso ignorato, o comunque non particolarmente messo in evidenza, riguarda <strong>l’impiego di sostanze chimiche di vario genere. </strong>Ciò non deve sorprendere perché, benché queste ultime siano comparse con una certa costanza in confitti recenti e anche vicini a noi, in realtà il loro impiego è comunque limitato se paragonato a quello di altre armi. Tuttavia è un aspetto che deve essere affrontato.</p>



<p><strong>L’impiego di armi chimiche di varia natura è un tratto distintivo delle guerre moderne</strong> a partire dalla Prima guerra mondiale, poi sono state impiegate dagli italiani e da altre potenze europee nelle colonie, dagli americani in Vietnam con l’Agente arancione, ovvero un defogliante, dall’Iraq di Saddam Hussein contro i curdi negli anni Ottanta, dal regime di Assad durante la guerra civile in Siria e poi ancora, specialmente le bombe al cloro, dall&#8217;ISIS. Negli ultimi anni si ha la certezza dell’impiego da parte di Israele di defoglianti ed erbicidi in Siria e Libano per tenere sgombro il terreno di fronte alle posizioni occupate. Ovviamente tali sostanze hanno poi ripercussioni da valutare su terreni che le popolazioni locali utilizzavano, almeno in alcune circostanze, per la locale produzione agricola.</p>



<p>L’impiego di tale tipologia di arma è anche stato registrato, e non solo ora, anche in Ucraina dove, probabilmente, stiamo assistendo a un interessante sviluppo. <strong>Sia la Russia sia l’Ucraina hanno sperimentato in modi, tempi e quantità diverse queste sostanze,</strong> per esempio Kiev pubblicizzò un paio di anni fa il &#8220;drone drago&#8221; ovvero un FPV equipaggiato con una miscela di termite spruzzata come metallo fuso ad altissime temperature per incendiare filari di alberi, vegetazione e fortificazioni nemiche ed esporre così il nemico. Chi scrive dubita della reale efficacia di tale strumento, ma è una testimonianza dell’impiego di queste armi. Comunque è un altro uso che risulta molto più interessante e foriero di impieghi futuri, infatti <strong>ci sono ormai vari riscontri dell’impiego di droni che utilizzano munizionamento basato su gas non letali </strong>come, per esempio, varie tipologie di gas lacrimogeni o simili. La tattica più utilizzata è quella di impiegare delle bombe a mano appositamente costruite per forze di polizia e di sicurezza agganciandole sotto un drone commerciale con un dispositivo di sgancio che quando viene aperto sgancia la spoletta, attiva l’ordigno che quindi diffonde la sostanza in prossimità del nemico che si intende colpire.</p>



<p> La granata maggiormente impiegata, ma non l’unica, è la K-51 di produzione ancora sovietica che presumibilmente contiene l’agente irritante denominato clorobenziliden malononitrile. Quando viene attivata, la granata rilascia l’agente riempiendo in pochi secondi un’ampia stanza rendendo le persone al suo interno inabili se sono prive di dispositivi di protezione. Oltre a queste <strong>sono state impiegate anche versioni più moderne, più artigianali</strong> (sono stati documentati casi di munizioni chimiche improvvisate, in cui, ad esempio, uno spray per autodifesa è stato fissato con del nastro adesivo a una granata esplosiva modificata, oppure munizioni improvvisate contenenti ammoniaca o altri agenti irritanti sono state modificate per essere sganciate da un drone) o con altri scopi (come per esempio le flash-bang).</p>



<p>L’impiego di tali armi è particolarmente interessante perché prevede che il drone voli sulla trincea nemica o all’interno dell’edificio occupato dal nemico e sganci l’ordigno. A quel punto se le truppe presenti non hanno protezioni adeguate saranno costrette a uscire diventando facile bersaglio per gli attaccanti che possono poi occupare la posizione. Tali munizioni non sono quindi pensate per uccidere gli occupanti di una determinata posizione, bensì per costringerli semplicemente a uscire allo scoperto e abbandonare la stessa oppure renderli incapaci di reagire all’attacco.</p>



<p>A fronte di questa situazione serve svolgere qualche riflessione aggiuntiva. La prima riflessione è che, sebbene ci siano riscontri da entrambe le parti del fronte dell’impiego di tale munizionamento, <strong>in realtà è la Russia ad avere dimostrato una maggiore continuità di impiego. Secondo il Ministero della Difesa Ucraino, fonte certamente non super partes, i russi avrebbero impiegato questa tipologia di arma chimica circa 13.300 volte durante il conflitto</strong>. Inoltre, il fatto che vengano utilizzate, come detto in precedenza, granate risalenti alla Guerra fredda ma anche di produzione moderna, sottolinea che Mosca ritiene questo strumento utile e impiegabile sui campi di battaglia moderni. Questi due aspetti non devono sorprendere particolarmente per due ragioni. Primo, come si è messo in luce, queste granate servono per liberare una postazione dai difensori, di conseguenza è l’attaccante, ovvero i russi, che necessitano maggiormente di utilizzare tale arma che è efficace senza essere mortale (si tratta solo di forme diverse di gas lacrimogeni) e senza arrecare danni agli edifici. Secondo, le guerre di oggi e molto probabilmente del prossimo futuro saranno principalmente combattute in ambito urbano, che è esattamente la situazione tattica più favorevole all’impiego di gas di qualunque derivazione. Infatti, fin dalla Prima guerra mondiale, <strong>il problema principale nell’impiego di tali armi erano le condizioni meteorologiche </strong>(vento, umidità e simili) che impattavano in modo significativo sulla loro efficacia: basta che il vento cambi direzione e chi usa il gas si trova investito dalla sua stessa sostanza. In ambienti chiusi come appunto gli edifici di una città, invece, il gas rimane più concentrato e non si disperde mantenendo la sua efficacia.</p>



<p>Una seconda riflessione riguarda gli utilizzi futuri. Perché se, come appena detto, con l’urbanizzazione dei conflitti queste armi potrebbero essere maggiormente impiegate, non va nemmeno dimenticato che milizie come ISIS e gruppi terroristici hanno già impiegato rudimentali armi chimiche, principalmente cloro, e con un più facile accesso a queste tecnologie tali scenari sono sicuramente da prendere in considerazione.</p>
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		<title>Un martedì da leoni: Zelensky e Netanyahu da Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/un-martedi-da-leoni-zelensky-e-netanyahu-da-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 15:43:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ZELENSKY-TRUMP-NETANYAHU.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un martedì da leoni: Zelensky e Netanyahu da Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ZELENSKY-TRUMP-NETANYAHU.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ZELENSKY-TRUMP-NETANYAHU-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ZELENSKY-TRUMP-NETANYAHU-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ZELENSKY-TRUMP-NETANYAHU-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ZELENSKY-TRUMP-NETANYAHU-1536x768.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ZELENSKY-TRUMP-NETANYAHU-600x300.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Domani Trump sarà sotto un fuoco incrociato dei due guerrieri- guerrafondai, Netanyahu, che è un po' come il primo motore immobile delle guerre infinite, e Zelensky, uno dei tanti fantocci usati allo scopo. Ambedue cercheranno di convincere Trump a ingaggiarsi di più nelle loro guerre, con il presidente preso in mezzo al fuoco incrociato.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ZELENSKY-TRUMP-NETANYAHU.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un martedì da leoni: Zelensky e Netanyahu da Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ZELENSKY-TRUMP-NETANYAHU.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ZELENSKY-TRUMP-NETANYAHU-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ZELENSKY-TRUMP-NETANYAHU-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ZELENSKY-TRUMP-NETANYAHU-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ZELENSKY-TRUMP-NETANYAHU-1536x768.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/ZELENSKY-TRUMP-NETANYAHU-600x300.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non solo Netanyahu, domani Trump incontrerà anche il presidente ucraino Zelensky, ambedue in America per partecipare ai funerali del senatore Lindsey Graham, che i neocon avevano scelto come corifeo della guerra ucraina e dell&#8217;espansionismo israeliano.</p>



<p>I due incontri alla Casa Bianca evidenziano in maniera icastica quel che abbiamo sempre scritto: le due conflittualità sono due facce della stessa medaglia, incendi divampati sulla linea di faglia che divide l&#8217;Oriente dall&#8217;Occidente per logorare, contenere e marginalizzare gli antagonisti globali dell&#8217;Impero.</p>



<p>A segnalare il legame profondo tra i due conflitti, l&#8217;attacco a un mercantile iraniano nel Mar Caspio rivendicato da Zelensky: la nave, asserisce, trasportava rifornimenti militari iraniani in Russia.</p>



<p>Davvero difficile credere che Teheran, che si sta confrontando con la potenza militare americana, si privi di armi necessarie alla propria difesa per inviarle a Mosca, ma è inutile smentire certa propaganda di bassa lega. Quel che interessa è il segnale, che è stato inviato forte e chiaro in un momentum preciso, cioè prima dell&#8217;incontro Zelensky-Trump.</p>



<p>Così domani Trump sarà sotto un fuoco incrociato dei due guerrieri- guerrafondai, Netanyahu, che è un po&#8217; come il primo motore immobile delle guerre infinite, e Zelensky, uno dei tanti fantocci usati allo scopo. Ambedue cercheranno di convincere Trump a ingaggiarsi di più nelle loro guerre, con il presidente preso in mezzo al fuoco incrociato.</p>



<p>Ad oggi Trump ha mutato atteggiamento verso Zelensky ma, nonostante l&#8217;insolita benevolenza verso il fantoccio ucraino, non ha fatto molto per aiutarlo, anche se ha lasciato mano libera agli sponsor della sua guerra, che negli ultimi mesi hanno spinto Kiev a colpire le risorse energetiche russe in terra e in mare, a intensificare l&#8217;attacco ai civili (autobus etc) e, più di recente, a bersagliare l&#8217;Amazon russa (Wildberries) che, ha differenza <a href="https://www.propublica.org/article/how-amazon-and-silicon-valley-seduced-the-pentagon" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dell&#8217;omologa occidentale,</a> non ha nulla a che fare con l&#8217;apparato militare di Mosca.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.propublica.org/article/how-amazon-and-silicon-valley-seduced-the-pentagon"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-P-2-1024x555.jpg" alt="How Amazon and Silicon Valley Seduced the Pentagon" class="wp-image-82997"/></a></figure>



<p>L&#8217;idea è quella di far dilagare il malcontento tra la popolazione, iniziativa sanguinaria che dovrebbe convincere Putin ad accettare la tregua a condizioni imposte. Memoria corta. Fanno finta di aver dimenticato che nell&#8217;inverno del loro scontento, con Napoleone a Mosca o con i nazisti prossimi ad arrivarci, i russi si sono stretti a coorte e vinto guerre che apparivano perse (questa in realtà, è già vinta, come affermato da John Mearsheimer in una <a href="https://www.presstv.co.uk/Detail/2026/07/25/772983/US-political-scientist-scholar-John-Mearsheimer-Russia-guaranteed-Victory-Ukraine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recente intervista</a>: &#8220;I russi vinceranno questa guerra&#8230; [e] l&#8217;Ucraina ne uscirà come uno Stato residuale e disfunzionale&#8221;).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.presstv.co.uk/Detail/2026/07/25/772983/US-political-scientist-scholar-John-Mearsheimer-Russia-guaranteed-Victory-Ukraine"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/a2-ptv-1024x389.jpg" alt="Mearsheimer: Russia’s victory against Ukraine guaranteed" class="wp-image-82998"/></a></figure>



<p>Ma Zelensky e soci non si accontentano della benevolenza dell&#8217;Imperatore, vogliono di più e domani è occasione propizia per tentare di forzare. Peraltro, c&#8217;è da affondare ancora una volta la possibilità che inizi una nuova fase negoziale, quella evocata dal Segretario di Stato Usa Marco Rubio dopo aver incontrato il suo omologo Sergej Lavrov la settimana scorsa al vertice Asean di Manila: &#8220;Per la pace in Ucraina servono nuove idee&#8221;.</p>



<p>Spiraglio tenue, peraltro aperto da un sostenitore delle guerre infinite (la svolta non è farina del suo sacco, ovviamente), ma certi ambiti si irritano anche solo se si nomina la parola &#8220;pace&#8221;.</p>



<p>Ma il vero mattatore della giornata di domani sarà Netanyahu che, come scrive Liza Rozovsky su <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-07-27/ty-article/.premium/netanyahus-trump-test-gaza-gestures-iran-tensions-and-a-risky-bet/0000019f-a04a-db22-a5df-e55ae6d00000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, dopo le divergenze pregresse deve ricucire con Trump in vista delle elezioni israeliane. Tanto che, per ottenere il sospirato incontro, ottenuto grazie alle pressioni di Aryeh Lightstone (che siede nel fantomatico Board of peace di Gaza voluto da Trump), ha dovuto fare concessioni.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-07-27/ty-article/.premium/netanyahus-trump-test-gaza-gestures-iran-tensions-and-a-risky-bet/0000019f-a04a-db22-a5df-e55ae6d00000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-H-9-1024x382.jpg" alt="Netanyahu's Trump Test: Gaza Gestures, Iran Tensions and a Risky Bet" class="wp-image-82999"/></a></figure>



<p>Ha accettato il ritiro da un&#8217;area del Libano, <a href="https://english.aawsat.com/arab-world/5298695-israel-retains-operational-control-after-withdrawing-zawtar-al-gharbiyeh" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in realtà più che limitata</a>, come preludio a un ritiro più ampio, che mai avverrà se non forzato; e ha finalmente accettato che il governo tecnocratico creato dal Board of peace s&#8217;insedi a Gaza, di fatto nella parte residuale in cui sopravvivono ancora dei palestinesi.</p>



<p>Due passi minimali, peraltro precari e facilmente reversibili, che però sono serviti a Netanyahu per ammorbidire Trump. Significativo quanto riferito da &#8220;Channel 13, Netanyahu avrebbe informato i suoi ministri che gli Stati Uniti vogliono che Israele ritiri le truppe da Siria, Libano e Gaza, e avrebbe detto loro che non accetterà questa richiesta&#8221; (<a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/report-netanyahu-tells-cabinet-us-wants-israel-to-withdraw-troops-in-lebanon-gaza-syria-says-hes-going-to-refuse/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a>).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/report-netanyahu-tells-cabinet-us-wants-israel-to-withdraw-troops-in-lebanon-gaza-syria-says-hes-going-to-refuse/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-TOI-12-1024x335.jpg" alt="Report: Netanyahu tells cabinet US wants Israel to withdraw troops in Lebanon, Gaza, Syria; says he’s going to refuse" class="wp-image-83000"/></a></figure>



<p>Da Trump, come aggiunge la Rozovsky, cercherà di ottenere una nuova escalation contro l&#8217;Iran, con o senza Israele, che Netanyahu forse preferirebbe impegnata nella sola gazificazione di quel che resta della Cisgiordania (ha già dato avvio a una campagna limitata nel territorio palestinese, ma certe limitazioni sono sempre relative).</p>



<p>Per ora tra Iran e Stati Uniti vige una tregua non dichiarata, discendente dalle raccomandazioni dell&#8217;ammiraglio Brad Cooper, che ha consigliato di &#8220;interrompere la campagna di bombardamenti sullo Stretto di Hormuz perché ha raggiunto il limite della sua efficacia&#8221;. Inutile proseguirla, a meno di allargare il raggio di azione.</p>



<p>Raccomadazioni che hanno trovato eco presso diversi consiglieri di Trump e sono state rafforzate da quanto riferito dal Capo degli Stati Maggiori congiunti, generale Dan Caine, che ha avvertito che le scorte di intercettori sono sulla via &#8220;dell&#8217;esaurimento&#8221;.</p>



<p>Il media pakistano Dawn, però, rivendica giustamente che a favorire il precario cessate il fuoco sia stato anche l&#8217;intenso lavorìo diplomatico dei mediatori. Detto questo, è inutile tirare a indovinare se Trump sarà nuovamente ipnotizzato dal mago Netanyahu o darà retta all&#8217;ex comico di Kiev. In attesa, va registrato l&#8217;intensificarsi dei contatti tra Iran e Oman tesi a creare un regime di controllo condiviso dello Stretto di Hormuz che risulti accettabile dagli Usa.</p>



<p>Chiudiamo con una citazione di The Atlantic rilanciata da <a href="https://www.irna.ir/news/86219165/%D8%A2%D8%AA%D9%84%D8%A7%D9%86%D8%AA%DB%8C%DA%A9-%D8%A2%D9%85%D8%B1%DB%8C%DA%A9%D8%A7-%D9%87%D8%B1-%DA%86%D9%87-%D8%B2%D9%88%D8%AF%D8%AA%D8%B1-%D8%A8%D9%BE%D8%B0%DB%8C%D8%B1%D8%AF-%DA%A9%D9%87-%D8%AC%D9%86%DA%AF-%D8%B1%D8%A7-%D8%A8%D9%87-%D8%A7%DB%8C%D8%B1%D8%A7%D9%86-%D8%A8%D8%A7%D8%AE%D8%AA%D9%87" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Irna</a>, l&#8217;agenzia di Stato iraniana: &#8220;La rivista Atlantic ha attaccato i media che sostengono la guerra contro l&#8217;Iran e i guerrafondai degli Stati Uniti, scrivendo: &#8216;Prima accetteremo che gli Stati Uniti hanno perso la guerra contro l&#8217;Iran e che dobbiamo porvi fine, meglio sarà'&#8221;. Importante perché The Atlantic, come evoca il nome, è un media consegnato all&#8217;atlantismo senza limitismo.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
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		<title>Laura Loomer, così l&#8217;influencer di Trump ha ribaltato la linea della Casa Bianca su Kiev</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/laura-loomer-cosi-linfluencer-di-trump-ha-ribaltato-la-linea-della-casa-bianca-su-kiev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Laura Loomer - Credits by Gage Skidmore" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'influencer Maga Laura Loomer è a Kiev e vuole convincere Trump a imprimere una svolta all'amministrazione Usa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Laura Loomer - Credits by Gage Skidmore" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Laura_Loomer_53460281685-e1775480358403.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel <strong>Palazzo Mariyinsky</strong>, residenza cerimoniale del presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, si è consumato un evento destinato a lasciare il segno nelle dinamiche della politica estera americana. <strong>Laura Loomer</strong>, influencer neocon e una delle voci più ascoltate da <strong>Donald Trump</strong>, ha incontrato Zelensky per un&#8217;intervista destinata al suo show su Rumble, <em>Loomer Unleashed</em>. Non sarebbe una notizia, se non fosse che fino a pochi giorni fa Loomer era una delle critiche più feroci dell&#8217;Ucraina e del suo presidente. Ma è importante soprattutto perché, come accennato poc&#8217;anzi, Loomer è ascoltatissima dal presidente Usa ed esercita un&#8217;influenza importante sul tycoon.  </p>



<p>«Un paese pieno di apologeti nazisti», aveva scritto in passato, riprendendo la narrativa usata dalla Russia per giustificare l&#8217;invasione. Zelensky era stato definito «un apologeta jihadista» per aver incontrato il presidente siriano <strong>Ahmed al-Sharaa.</strong></p>



<p>E invece, eccola a Kiev, seduta davanti al presidente ucraino, a chiedere scusa.&nbsp;<em>«Ho detto queste cose sull&#8217;Ucraina e su Zelensky, e non cancellerò i miei post perché ho capito che mi sbagliavo</em>», ha scritto su X. Poche ore prima, un video la ritraeva a bordo dei celebri treni giallo-blu ucraini con una didascalia in russo:&nbsp;<em>«Non sono in Russia perché non sono una propagandista</em>».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fi" dir="ltr">WATCH:<br><br>Laura Loomer Interviews Ukrainian President Volodymyr Zelenskyy <a href="https://x.com/ZelenskyyUa?ref_src=twsrc%5Etfw">@ZelenskyyUa</a> at Mariinsky Palace in Kyiv, Ukraine. 🇺🇦 🇺🇸 <br><br>Enjoy! <a href="https://x.com/APUkraine?ref_src=twsrc%5Etfw">@APUkraine</a> <a href="https://x.com/POTUS?ref_src=twsrc%5Etfw">@POTUS</a> <a href="https://x.com/WhiteHouse?ref_src=twsrc%5Etfw">@WhiteHouse</a> <a href="https://x.com/KremlinRussia_E?ref_src=twsrc%5Etfw">@KremlinRussia_E</a> <a href="https://t.co/6o53trow9X">pic.twitter.com/6o53trow9X</a></p>&mdash; Laura Loomer (@LauraLoomer) <a href="https://x.com/LauraLoomer/status/2080657818466586812?ref_src=twsrc%5Etfw">July 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il cambio di rotta su Kiev</h2>



<p>Cosa abbia provocato questa conversione resta in parte un mistero. Ciò che è certo è che Loomer sta influenzando le scelte di Trump e di tutta l&#8217;amministrazione repubblicana:<em>«Provo un tale senso di colpa per aver minimizzato la lotta degli ucraini per gli ultimi 5 anni. Dicevo spesso che non mi importava. Ripensandoci, non è stato molto bello da dire</em>», ha affermato, prima di sostenere di essere stata vittima della «propaganda russa». <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/linfluencer-che-detta-la-linea-a-trump-laura-loomer-chiede-la-revoca-della-green-card-a-trita-parsi.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/linfluencer-che-detta-la-linea-a-trump-laura-loomer-chiede-la-revoca-della-green-card-a-trita-parsi.html">Una svolta in senso neoconservatrice per una delle voci più convintamente pro-Israele di tutto il mondo-Maga</a>. L&#8217;influencer ha visitato il monastero di <strong>Kiev-Pechersk</strong>, danneggiato da un attacco con droni russi un mese fa.&nbsp;<em>«Putin si presenta come il salvatore della cristianità. Ma se ci tieni così tanto al cristianesimo, perché colpire con i droni il monastero più antico dell&#8217;Ucraina?</em>» ha dichiarato in un video.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Totally agree with you <a href="https://x.com/LauraLoomer?ref_src=twsrc%5Etfw">@LauraLoomer</a>. When &#8211; with <a href="https://x.com/POTUS?ref_src=twsrc%5Etfw">@POTUS</a> help &#8211; this war is put to an end significantly more people around the world will appreciate this help &#8211; because people like you traveled to Ukraine under Russian ballistic missiles strikes and reported your personal… <a href="https://t.co/WGhvA7Olpl">https://t.co/WGhvA7Olpl</a></p>&mdash; Sergiy Kyslytsya 🇺🇦 (@SergiyKyslytsya) <a href="https://x.com/SergiyKyslytsya/status/2080626684064096535?ref_src=twsrc%5Etfw">July 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ha anche mangiato un hamburger al McDonald&#8217;s di Kiev &#8211; il primo aperto dopo la caduta dell&#8217;Unione Sovietica, più volte danneggiato dagli attacchi russi &#8211; posando davanti a edifici distrutti dai missili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra di Trump</h2>



<p>La portata politica di questa conversione è direttamente proporzionale all&#8217;accesso che Loomer ha al presidente americano.&nbsp;<em>«Pochi attivisti senza un ruolo governativo godono dell&#8217;accesso a Trump che ha Loomer</em>», <a href="https://www.ft.com/content/ed9baeee-aabc-458a-a161-a607032d158d?syn-25a6b1a6=1" type="link" id="https://www.ft.com/content/ed9baeee-aabc-458a-a161-a607032d158d?syn-25a6b1a6=1">scrive il&nbsp;<em>Financial Times</em></a>. La sua influenza si estende&nbsp;<em>«dalle politiche al personale</em>». Talmente influente che, lo scorso aprile, dopo un incontro di 30 minuti nello Studio Ovale, in cui Laura Loomer criticò diversi funzionari presentando presunte prove di «infedeltà», <a href="https://www.nytimes.com/2025/04/03/us/politics/trump-meeting-laura-loomer.html?eafs_enabled=false" type="link" id="https://www.nytimes.com/2025/04/03/us/politics/trump-meeting-laura-loomer.html?eafs_enabled=false">il presidente Usa licenziò sei ufficiali del <em>National Security Council</em></a>. Il fatto che abbia abbracciato pubblicamente la causa ucraina potrebbe provocare un effetto domino nell&#8217;elettorato Maga, tradizionalmente scettico verso Kiev. Lo stesso Trump ha dato il suo imprimatur all&#8217;incontro, postando clip dell&#8217;intervista su Truth Social con un lapidario&nbsp;<em>«Very good!!!</em>». </p>



<p>Secondo quanto rivelato da Zelensky nel corso dell&#8217;intervista, il rapporto tra i due capi di stato <strong>è cambiato drasticamente dopo un breve incontro in Vaticano</strong>. Il presidente ucraino ha definito quel momento&nbsp;<em>«un momento storico, perché abbiamo cambiato le relazioni in 15, 20 minuti</em>».</p>



<h2 class="wp-block-heading">La frattura nel Maga</h2>



<p>Il voltafaccia di Loomer potrebbe aprire una crepa nel movimento Maga, da sempre diviso sulla questione ucraina. Il vicepresidente <strong>JD Vance</strong> è stato tra i critici più accesi degli aiuti militari a Kiev, e Loomer stessa era stata una delle voci più influenti di quello scetticismo.</p>



<p>Ora, invece, l&#8217;influencer si dice pronta a sfidare il suo stesso campo.&nbsp;<em>«Non mi importa se le persone nel Partito Repubblicano mi rinnegheranno</em>», ha dichiarato.&nbsp;<em>«Verranno a vedere quanto è malvagia la Russia, mentre continua a finanziare l&#8217;Iran con armi per uccidere i soldati americani</em>». L&#8217;ufficio di Zelensky ha accolto con favore la visita:&nbsp;<em>«Ci vuole coraggio per venire in Ucraina e non lasciarsi scoraggiare dalla propaganda russa o dalle sirene dei raid aerei. Grazie, Laura</em>».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il prossimo capitolo: Zelensky a Washington</h2>



<p>La visita a Kiev di Loomer avviene in un momento cruciale nelle relazioni tra Washington e Kiev. <strong>Il presidente Zelensky, infatti, è atteso a Washington martedì prossimo</strong>. </p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">SCOOP: President Zelensky is expected in Washington, DC next Tuesday, two senior officials tell me. He plans to attend Sen. Lindsey Graham’s funeral. A meeting with President Trump is also being arranged — officials are still finalizing the format, whether a sideline meeting at…</p>&mdash; Misha Komadovsky (@komadovsky) <a href="https://x.com/komadovsky/status/2080478700651401250?ref_src=twsrc%5Etfw">July 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>La visita, che era stata fino a ora tenuta riservata, ha una duplice ragione. Il leader ucraino parteciperà al funerale del senatore <strong>Lindsey Graham</strong>, lo storico senatore neocon della South Carolina, scomparso nei giorni scorsi. Graham era stato uno dei più ferventi sostenitori di Kiev al Congresso, e la sua assenza lascerà un vuoto difficile da colmare nel fronte bipartisan a favore dell&#8217;Ucraina. Un&#8217;assenza che Loomer è pronta a colmare, convincendo il presidente Usa a proseguire la guerra per procura contro la Russia. </p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This unhinged bigot and conspiracy theorist was once banned from Uber for being so extreme.<br><br>She is now granted interviews with heads of state.<br><br>We live in the worst timeline. <a href="https://t.co/rwm18iw4Os">https://t.co/rwm18iw4Os</a></p>&mdash; Mehdi Hasan (@mehdirhasan) <a href="https://x.com/mehdirhasan/status/2080351687093485866?ref_src=twsrc%5Etfw">July 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Secondo quanto trapelato, <strong>un incontro con Donald Trump è in fase di organizzazione</strong>. Fonti vicine alla presidenza americana confermano che i funzionari stanno ancora definendo il formato &#8211; se si tratterà di un colloquio a margine del funerale, di un faccia a faccia privato in un luogo riservato, o di una visita ufficiale alla Casa Bianca. Sintomo che qualcosa, nei rapporti tra Trump e Zelensky, dopo lo scontro nello Studio Ovale dello scorso novembre, è cambiato radicalmente. Anche grazie a Laura Loomer, che oggi guida la fazione pro-Kiev del Maga.</p>



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