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	<title>Ucraina Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 01 Nov 2026 06:06:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ucraina Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Russia, il mercato del petrolio tra luci e ombre sotto la pressione della guerra in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2026 06:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-Ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-Ucraina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-Ucraina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-Ucraina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-Ucraina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-Ucraina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-Ucraina-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La partita del petrolio è una delle principali sfide collaterali per la Russia impegnata da oltre quattro anni e mezzo nella guerra in Ucraina</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-ucraina.html">Russia, il mercato del petrolio tra luci e ombre sotto la pressione della guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-Ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-Ucraina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-Ucraina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-Ucraina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-Ucraina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-Ucraina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-Ucraina-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>partita del petrolio</strong> è una delle principali sfide collaterali per la Russia impegnata da oltre quattro anni e mezzo nella <strong>guerra in Ucraina</strong> e questa risorsa, assieme al gas naturale, è una fonte fondamentale di entrate per la macchina bellica del Cremlino e per l&#8217;intera economia di Mosca. Messa sotto pressione l&#8217;industria della raffinazione a causa degli <strong>attacchi mirati ucraini</strong> che nell&#8217;ultimo anno e mezzo avrebbero, secondo l&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia,<a href="https://www.iea.org/commentaries/russian-refining-sector-struggles-amid-intensifying-ukrainian-attacks"> contribuito a ridurre a giugno del 30 per cento</a> rispetto alla capacità massima (3,8 milioni di barili di prodotti al giorno su 6,5 potenzialmente disponibili) il rendimento del sistema di raffinazione di Mosca, la Russia ha dovuto anche affrontare la necessità di <strong>dover piazzare nei mercati internazionali il proprio greggio</strong> in un contesto reso estremamente mutevole dal clima sanzionatorio sempre più impattante da parte dei Paesi occidentali, <a href="https://www.penningtonslaw.com/insights/eus-21st-sanctions-package-key-impacts-for-banking-energy-and-shipping/">soprattutto per i provvedimenti europei contro la &#8220;flotta ombra&#8221;, e</a> da nuove dinamiche di mercato plasmate dall&#8217;esplosione della <strong>guerra in Iran (<em>Martina Besana ha parlato in una puntata di InsideWeek degli scenari energetici della crisi globale e degli impatti per tutti noi<em>. InsideWeek aiuta a pensare globalmente ciò che tocca la vita di tutti noi.<strong> </strong></em><a href="https://a8x7c9.mailupclient.com/frontend/LandingPage.aspx?idList=1&amp;idLP=3&amp;guid=CACD7F73-2EFC-45CE-9600-913CC7D5CA99"><strong><em>Clicca qui per abbonarti!</em></strong></a></em></strong>)<strong>.</strong> </p>



<p>Il quadro è dunque assai complesso e dal punto di vista di Mosca <strong>notizie di vario tipo si alternano, </strong>in un contesto che dopo esser stato condizionato negli anni scorsi soprattutto dal gas naturale vede ora il petrolio, con le sue pesanti oscillazioni di prezzo su scala globale connesse all&#8217;altalena di forniture e disponibilità nel 2026, a modificare la geografia del bilancio russo: a ottobre Reuters prevede che la Russia avrà incassato 12 miliardi di dollari dalla vendita di prodotti petroliferi e gasieri, <a href="https://www.themoscowtimes.com/2026/10/15/russias-oil-and-gas-revenues-forecast-to-rise-10-year-on-year-in-october-to-12bln-a93992">un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno</a>, dopo che però<a href="https://mezha.net/eng/news/mezha-2f2ea6479edbd7ea7e159048_russia-s_budget_deficit/"> nel periodo gennaio-settembre la contrazione complessiva è stata del 17% a <strong>64,4 miliardi di dollari</strong></a> (si ridurrebbe al -14% se fossero confermati i dati di ottobre) in un quadro in cui per l&#8217;aumento del deficit federale la Russia ha dovuto provvedere, nella sua previsione di bilancio, a un nuovo<a href="https://www.ukrinform.net/rubric-economy/4178808-new-taxes-in-russia-fuel-tensions-between-kremlin-and-big-business-intelligence.html"> aumento delle imposte</a> che alzano il costo della guerra e della nuova dinamica economica per la popolazione e il sistema produttivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;altalena dell&#8217;economia energetica russa</h2>



<p>L&#8217;altalena per la Russia prosegue: <a href="https://kse.ua/en/news/russian-oil-tracker-september-2026-russias-oil-and-oil-products-exports-fall-to-lowest-level-since-2018-as-higher-prices-add-only-0-3-billion-to-export-revenue/">la Kyiv School of Economics,</a> attenta a analizzare l&#8217;andamento del flusso di greggio del Paese nemico, in uno studio ha scritto che ad agosto &#8220;le esportazioni totali di petrolio greggio e prodotti petroliferi russi sono diminuite di 410.000 barili al giorno rispetto a luglio e di 840.000 barili al giorno rispetto all&#8217;anno precedente, raggiungendo i 6,4 milioni di barili al giorno, il livello più basso dal 2018&#8221;. </p>



<p>Dati di altra provenienza contribuiscono a costruire un quadro in evoluzione: se a settembre Centre for Research in Energy and Clean Air, complessivamente, mostrava un calo del 6% complessivo delle vendite di prodotti energetici in termini quantiativi rispetto al mese precedente ma una stabilizzazione dei ricavi, nell&#8217;ultimo mese è emerso che, d&#8217;altro canto, a essere <strong>in crescita è il valore degli introiti dalla vendita di mero petrolio greggio,</strong> che ha raggiunto a inizio ottobre il valore record di <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-06/russia-s-oil-export-boom-undercut-by-payouts-diesel-sales-ban">2,58 miliardi di dollari a settimana secondo le stime di Bloomberg</a>, dato record dall&#8217;inizio dell&#8217;attacco all&#8217;Ucraina poi ritoccato al rialzo a 2,76 miliardi di dollari nella settimana conclusasi il 25 ottobre, <a href="https://www.intellinews.com/russia-s-weekly-seaborne-crude-export-value-hits-wartime-high-of-2-76bn-480016/?source=asia">con <em>IntelliNews</em> che ricorda </a>che &#8220;Cina e India rimangono di gran lunga i maggiori acquirenti, sebbene molti carichi recenti indichino solo una destinazione intermedia – come Suez, Port Sudan o Singapore – finché le petroliere non si trovano già in una fase avanzata del tragitto&#8221;. </p>



<p>Tale prospettiva è stata favorita anche dall&#8217;aumento del prezzo del greggio <strong><a href="https://it.tradingeconomics.com/commodity/urals-oil">Urals, il benchmark russo, che da fine agosto ha guadagnato circa un quarto del suo valore</a></strong>,<strong> </strong>e questo sicuramente ha contribuito a mantenere in linea di galleggiamento le entrate russe,<a href="https://legrandcontinent.eu/it/2026/10/07/economia-russa-i-proventi-delle-esportazioni-di-petrolio-greggio-raggiungono-il-livello-piu-alto-dal-2022/"> seppure <em>Le Grand Continent</em></a> abbia giustamente precisato che il valore record di entrate dal greggio è l&#8217;altra faccia della medaglia della minor capacità russa di esportare prodotti raffinati a causa degli attacchi strategici ucraini, sostituiti con l&#8217;oro nero destinato alla lavorazione sui mercati di destinazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo della diversificazione tra petrolio e raffinati</h2>



<p><strong>In tal senso, anche se la vendita di prodotti raffinati siano di recente rimbalzate,</strong> la quota complessiva secondo i dati Vortexa <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-08/russia-s-oil-product-exports-rise-even-as-diesel-shipments-slump">analizzati da Bloomberg si è attestata a 1,17 milioni di barili al giorno a settembre,</a> ancora lontano da valori ben più alti nel corso della guerra, che a marzo 2023 toccavano i 3 milioni di barili al giorno e si sono attestati sopra i due milioni di barili al giorno per tutti i mesi dall&#8217;inizio della guerra in Ucraina (eccetto ottobre-novembre 2025), fino a maggio, quando ha iniziato a intensificarsi l&#8217;effetto dei raid ucraini divenuto dirompente in estate. La Russia ha pagato direttamente le conseguenze di tali attacchi tramite costi di ricostruzione e riparazione, <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-07-03/russia-hikes-june-subsidies-to-refiners-as-fuel-shortages-bite">sussidi alle raffinerie</a> per riprendere l&#8217;attività, <a href="https://caspianpost.com/energy/russia-to-extend-diesel-export-ban-despite-resuming-us-shipments">controlli all&#8217;export </a>e razionamenti dei carburanti in diverse aree del Paese. </p>



<p>Per Mosca, dunque, il quadro è complesso: l&#8217;impatto sull&#8217;accesso a diversi mercati in campo petrolifero connesso all&#8217;estensione delle sanzioni europee, i problemi alla <strong>capacità di raffinazione</strong> e i minori ricavi sono un indubbio fattore di tensione. Parimenti, la Russia non ha visto <strong>collassare il suo settore del greggio e sta cercando strumenti di diversificazione,</strong> in cui si inseriscono anche le prospettive aperte dal temporaneo stop imposto dall&#8217;amministrazione Usa di Donald Trump alle ultime, draconiane, sanzioni contro Mosca in cambio di una quota di export di diesel russo agli Usa. All&#8217;ombra del negoziato russo-americano si è <a href="https://www.kyivpost.com/post/88564">consumato un netto rallentamento degli attacchi ucraini alle raffinerie</a> giustificato anche dalle pressioni Usa per il tentativo di Trump di imputare proprio a tali raid, e non solo al preminente impatto dell&#8217;attacco americano all&#8217;Iran, il problema dell&#8217;impennata generalizzata dei prezzi energetici globali, oltre che dalla volontà di cristallizzare una situazione energetica che ha visto gli Usa espandere la loro capacità di<a href="https://it.insideover.com/energia/il-caos-globale-fa-bene-agli-usa-cosi-trump-vuole-sfruttare-il-boom-petrolifero-delle-americhe.html" type="post" id="533052"> presenza nei mercati energetici globali, non solo occidentali, anche sulla scorta delle difficoltà russe.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari per la Russia</h2>



<p>La presente analisi ha mostrato studi e dati <strong>provenienti da fonti diverse e non necessariamente sovrapponibili,</strong> e del resto l&#8217;ampiezza del tema e il moltiplicarsi delle chiavi di lettura impone attenzione e incrocio tra le fonti, ma molti dati incrociati contribuiscono a delineare un quadro con capisaldi precisi: il tema petrolifero è più dinamico e in evoluzione rispetto al consolidato gioco geopolitico e geoeconomico del gas naturale per la Federazione Russa, e nel quadro di una disruption globale ciò apre prospettive di incertezza sui volumi ma può garantire una copertura in termini economici nelle fasi di più alto prezzo; nel complesso, il 2026 è stato finora un anno di difficoltà per la Russia per la capacità di usare come forma di finanziamento dello Stato il suo immenso comparto petrolifero, ma la resilienza, come dimostrano le stime sull&#8217;export di greggio all&#8217;estero in queste settimane, non manca. </p>



<p>Il vero collo di bottiglia è sui prodotti raffinati ad alto valore aggiunto, a testimonianza del fatto che la &#8220;sanzione&#8221; più dura a Mosca l&#8217;hanno imposta i <strong>droni ucraini, senza però far crollare, finora, la capacità di Mosca di stare sul mercato.</strong> Resta il dilemma di quanto a lungo potrà durare una situazione in cui la Russia alza il costo interno della guerra per la cittadinanza e l&#8217;economia mentre il settore energetico resta sull&#8217;ottovolante. Come per Kiev, anche per Mosca la vera questione sta nella capacità di sopportare tensioni e resistere al logoramento. La percezione è che i prossimi mesi e il 2027 in arrivo saranno cruciali per capire  le risposte a tali dilemmi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Russia Hikes June Subsidies to Refiners as Fuel Shortages Bite, Bloomberg, 3 luglio 2026 &#8211; <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-07-03/russia-hikes-june-subsidies-to-refiners-as-fuel-shortages-bite">https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-07-03/russia-hikes-june-subsidies-to-refiners-as-fuel-shortages-bite</a></li>



<li>&#8220;EU’s 21st sanctions package: key impacts for banking, energy and shipping&#8221;, Pennington&#8217;s Law, 24 luglio 2026 &#8211; <a href="https://www.penningtonslaw.com/insights/eus-21st-sanctions-package-key-impacts-for-banking-energy-and-shipping/">https://www.penningtonslaw.com/insights/eus-21st-sanctions-package-key-impacts-for-banking-energy-and-shipping/</a></li>



<li>&#8220;Russian refining sector struggles amid intensifying Ukrainian attacks&#8221; &#8211; International Energy Agency &#8211; Commentary, 17 settembre 2026 &#8211; <a href="https://www.iea.org/commentaries/russian-refining-sector-struggles-amid-intensifying-ukrainian-attacks">https://www.iea.org/commentaries/russian-refining-sector-struggles-amid-intensifying-ukrainian-attacks</a></li>



<li>&#8220;Russian Oil Tracker – September 2026: Russia’s Oil and Oil Products Exports Fall to Lowest Level Since 2018, as Higher Prices Add Only $0.3 Billion to Export Revenue&#8221;, Kyiv School of Economics, 5 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://kse.ua/en/news/russian-oil-tracker-september-2026-russias-oil-and-oil-products-exports-fall-to-lowest-level-since-2018-as-higher-prices-add-only-0-3-billion-to-export-revenue/">https://kse.ua/en/news/russian-oil-tracker-september-2026-russias-oil-and-oil-products-exports-fall-to-lowest-level-since-2018-as-higher-prices-add-only-0-3-billion-to-export-revenue/</a></li>



<li>&#8220;Russia’s Oil-Export Boom Undercut by Payouts, Diesel Sales Ban&#8221;, Bloomberg, 6 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-06/russia-s-oil-export-boom-undercut-by-payouts-diesel-sales-ban">https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-06/russia-s-oil-export-boom-undercut-by-payouts-diesel-sales-ban</a></li>



<li>Economia russa: i proventi delle esportazioni di petrolio greggio raggiungono il livello più alto dal 2022, Le Grand Continent, 7 ottobre 2022 &#8211; <a href="https://legrandcontinent.eu/it/2026/10/07/economia-russa-i-proventi-delle-esportazioni-di-petrolio-greggio-raggiungono-il-livello-piu-alto-dal-2022/">https://legrandcontinent.eu/it/2026/10/07/economia-russa-i-proventi-delle-esportazioni-di-petrolio-greggio-raggiungono-il-livello-piu-alto-dal-2022/</a></li>



<li>&#8220;Russia’s Oil Product Exports Rise Even as Diesel Shipments Slump&#8221;, Bloomberg, 8 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-08/russia-s-oil-product-exports-rise-even-as-diesel-shipments-slump">https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-08/russia-s-oil-product-exports-rise-even-as-diesel-shipments-slump</a></li>



<li>Russia’s Oil and Gas Revenues Forecast to Rise 10% Year-on-Year in October to $12Bln&#8221;, The Moscow Times, 15 ottobre 2026 &#8211;<a href=" https://www.themoscowtimes.com/2026/10/15/russias-oil-and-gas-revenues-forecast-to-rise-10-year-on-year-in-october-to-12bln-a93992"> https://www.themoscowtimes.com/2026/10/15/russias-oil-and-gas-revenues-forecast-to-rise-10-year-on-year-in-october-to-12bln-a93992</a></li>



<li>&#8220;September 2026 — Monthly analysis of Russian fossil fuel exports and sanctions&#8221; &#8211; CREA (Centre for Research on Energy and Clean Air), 16 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://energyandcleanair.org/september-2026-monthly-analysis-of-russian-fossil-fuel-exports-and-sanctions/">https://energyandcleanair.org/september-2026-monthly-analysis-of-russian-fossil-fuel-exports-and-sanctions/</a></li>



<li>Russia’s budget deficit for nine months exceeded the annual plan by 37%, Mezha, 19 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://mezha.net/eng/news/mezha-2f2ea6479edbd7ea7e159048_russia-s_budget_deficit/">https://mezha.net/eng/news/mezha-2f2ea6479edbd7ea7e159048_russia-s_budget_deficit/</a></li>



<li>New taxes in Russia fuel tensions between Kremlin and big business, Ukinform, 29 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.ukrinform.net/rubric-economy/4178808-new-taxes-in-russia-fuel-tensions-between-kremlin-and-big-business-intelligence.html">https://www.ukrinform.net/rubric-economy/4178808-new-taxes-in-russia-fuel-tensions-between-kremlin-and-big-business-intelligence.html</a></li>



<li>Russia&#8217;s weekly seaborne crude export value hits wartime high of $2.76bn, IntelliNews, 29 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.intellinews.com/russia-s-weekly-seaborne-crude-export-value-hits-wartime-high-of-2-76bn-480016/?source=asia">https://www.intellinews.com/russia-s-weekly-seaborne-crude-export-value-hits-wartime-high-of-2-76bn-480016/?source=asia</a></li>



<li>Russia Eases Fuel Rations in 15 Regions After Kyiv Halts Refinery Attacks, Kyiv Post, 29 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.kyivpost.com/post/88564">https://www.kyivpost.com/post/88564</a></li>



<li>Prezzo Urals &#8211;<a href=" https://it.tradingeconomics.com/commodity/urals-oil"> https://it.tradingeconomics.com/commodity/urals-oil</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/russia-il-mercato-del-petrolio-tra-luci-e-ombre-sotto-la-pressione-della-guerra-in-ucraina.html">Russia, il mercato del petrolio tra luci e ombre sotto la pressione della guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ucraina. La tregua a Oleshky dimostra che la pace è possibile</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucraina-la-tregua-a-oleshky-dimostra-che-la-pace-e-possibile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 18:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Oleshky]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=534211</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1133" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030191058173_4edcd1fbe0d72593680069ce0b483a0e-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina. La tregua a Oleshky dimostra che la pace è possibile" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030191058173_4edcd1fbe0d72593680069ce0b483a0e-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030191058173_4edcd1fbe0d72593680069ce0b483a0e-copia-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030191058173_4edcd1fbe0d72593680069ce0b483a0e-copia-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030191058173_4edcd1fbe0d72593680069ce0b483a0e-copia-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030191058173_4edcd1fbe0d72593680069ce0b483a0e-copia-1536x906.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030191058173_4edcd1fbe0d72593680069ce0b483a0e-copia-600x354.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo Strana, la tregua sarebbe un primo passo, simbolico ma anche no, nel tentativo di raggiungere un'intesa, protagonisti Putin e Trump, per chiudere il conflitto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-la-tregua-a-oleshky-dimostra-che-la-pace-e-possibile.html">Ucraina. La tregua a Oleshky dimostra che la pace è possibile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1133" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030191058173_4edcd1fbe0d72593680069ce0b483a0e-copia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina. La tregua a Oleshky dimostra che la pace è possibile" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030191058173_4edcd1fbe0d72593680069ce0b483a0e-copia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030191058173_4edcd1fbe0d72593680069ce0b483a0e-copia-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030191058173_4edcd1fbe0d72593680069ce0b483a0e-copia-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030191058173_4edcd1fbe0d72593680069ce0b483a0e-copia-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030191058173_4edcd1fbe0d72593680069ce0b483a0e-copia-1536x906.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030191058173_4edcd1fbe0d72593680069ce0b483a0e-copia-600x354.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tregua a Oleshky non ha suscitato soltanto la gioia dei residenti ucraini, ha provocato anche le critiche di alcuni militari di Kiev e di altri osservatori, secondo i quali il cessate il fuoco favorirebbe Mosca. È quanto<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.bild.de%2Fpolitik%2Fausland-und-internationales%2Foleschky-ukrainischer-soldat-warnt-vor-russischem-grossangriff-auf-cherson-6ae33aef17b020aa62e901c4&amp;data=05%7C02%7C%7C3d891ff379e0458a2e0708df36acdd26%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C639289788202711443%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=0CaB97A4oPG7pOz%2BSGXtmlpi0gPLgEYGvNDpAWm3q7A%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;si legge su Bild</a>, quotidiano tedesco vicino ai falchi occidentali, secondo cui, durante la tregua, “l’esercito russo può preparare un’offensiva su larga scala su Kherson [che si trova sulla sponda occidentale del Dnepr], usando il cessate il fuoco a Oleshky per trasferire attrezzature, munizioni e militari”.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.bild.de/politik/ausland-und-internationales/oleschky-ukrainischer-soldat-warnt-vor-russischem-grossangriff-auf-cherson-6ae33aef17b020aa62e901c4"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-B-copia-1024x541.jpg" alt="Bereiten die Russen heimlich Großangriff auf Cherson vor?" class="wp-image-84176"/></a></figure>



<p>Una lettura condivisa da altri media occidentali, che, più che soffermarsi sulla gioia dei civili, insistono sui rischi dell’intesa. La&nbsp;<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.bbc.com%2Fnews%2Farticles%2Fck1l393pyrylo&amp;data=05%7C02%7C%7C3d891ff379e0458a2e0708df36acdd26%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C639289788202750236%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=Wp8MMioJepP2a0f3ZaHa0SyAfxCCs1qmZA4M%2BCctRoo%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BBC scrive</a>&nbsp;che &#8220;i russi stanno usando la ‘ben pubblicizzata operazione umanitaria’ per rafforzare le loro posizioni in vista di un nuovo e imminente assalto a Kherson”. Insomma, la tregua sarebbe vantaggiosa per la Russia e penalizzante per l’Ucraina.</p>



<p>Il quotidiano ucraino<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fctrana.one%2Fnews%2F514461-pochemu-peremirie-v-oleshkakh-stalo-predmetom-kritiki.html&amp;data=05%7C02%7C%7C3d891ff379e0458a2e0708df36acdd26%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C639289788202777113%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=PT9eg7x9sPzh%2BK6V5moEfJeb1xCG%2FqzpGXQGZo8sJbI%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;Strana</a>, tuttavia, ricostruisce la vicenda e i passaggi che hanno portato alla tregua, offrendo una lettura assai diversa da quella proposta dai media occidentali. Secondo il giornale, infatti, l’iniziativa per il cessate il fuoco sarebbe partita proprio da Kiev, nel tentativo di affrontare la crisi umanitaria che da mesi investe Oleshky, sulla riva del Dnepr controllata dai russi. Una richiesta che ritenevano che sarebbe stata rifiutata da Mosca, così da alimentare la propaganda volta a disumanizzare l’antagonista.</p>



<p>Una vicenda che si trascina dalla scorsa primavera, da quando diversi media ucraini avevano iniziato a denunciare le condizioni della popolazione rimasta in città, accusando Mosca di impedirne l’evacuazione per poter utilizzare i civili come scudi umani. La Russia, dal canto suo, aveva sostenuto l’evacuazione era resa impossibile dai bombardamenti ucraini e delle mine disseminate all’intorno. Una dialettica nella quale s’inseriva la variabile tregua, con Kiev che la sollecitava e i russi che ricacciavano la palla nel campo avverso.</p>



<p>Tale ricostruzione, però, cambia la prospettiva: se la proposta è partita da Kiev, la tregua non può essere liquidata come una mossa concepita da Mosca per preparare un’offensiva.</p>



<p>La vicenda si inserisce in un quadro diplomatico più ampio. Secondo Strana, la tregua sarebbe un primo passo, simbolico ma anche no, nel tentativo di raggiungere un&#8217;intesa, protagonisti Putin e Trump, per chiudere il conflitto. Tanto che questa iniziativa distensiva è giunta insieme all’altro passo distensivo, molto più dirompente, del presidente americano: la revoca delle&nbsp;<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.reuters.com%2Fbusiness%2Fenergy%2Ftanker-carrying-40000-t-russian-diesel-heads-new-york-after-putin-trump-deal-2026-10-23%2F&amp;data=05%7C02%7C%7C3d891ff379e0458a2e0708df36acdd26%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C639289788202801560%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=JkZJ7z33y8WnetJn12cLK681kjgk7H1ACP1xPEMb1g4%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sanzioni sul diesel russo</a>.</p>



<p>A spazzare via l’idea che si sia trattato di un astuta mossa strategica di Putin, il fatto che a sollecitare questa tregua è stato anche papa Leone XIV; e non attraverso un pubblico appello, ma in una conversazione telefonica con lo zar. Ne&nbsp;<a href="https://emea01.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.piccolenote.it%2Fmondo%2Fucraina-annunciato-il-cessate-il-fuoco-a-oleshky&amp;data=05%7C02%7C%7C3d891ff379e0458a2e0708df36acdd26%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C639289788202826094%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=ar5XsdB5U4wbRB7E0iIA%2BYFbKkKvEKCKhXhlEc0dhFI%3D&amp;reserved=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbiamo scritto su queste pagine</a>, aggiungendo: “Coraggioso il Pontefice che ha oltrepassato la linea rossa imposta dai fautori della guerra a oltranza”. Si tratta di quella direttiva non scritta che da tempo scoraggia i leader europei dall&#8217;intrattenere contatti con l’inquilino del Cremlino, costata cara anche al presidente finlandese&nbsp;<strong>Alexander Stubb</strong>&nbsp;e al premier norvegese&nbsp;<strong>Jonas Gahr Støre che, in costanza della tregua, hanno chiamato Putin stabilendo una linea diretta con lo zar e suscitando l’ira</strong><strong>funesta del partito della guerra</strong>. Iniziative che riaffermano la necessità del dialogo per porre fine a un conflitto che altri vogliono che prosegua fino all’ultimo ucraino.</p>



<p>Ma la tregua di Oleshy ha un significato che va ben oltre la sua dimensione locale. Perché ha dimostrato tre cose che &#8220;il partito della guerra&#8221; preferirebbe non vedere riconosciute.</p>



<p>Il primo punto è che il cessate il fuoco può essere rispettato. In una guerra nella quale ogni richiesta di tregua viene interpretata come un espediente tattico dell’avversario, “l’intesa di Oleshky mostra che è possibile concordare una sospensione delle ostilità e mantenerla”.</p>



<p>Il secondo elemento è la reazione della popolazione. Il cessate il fuoco ha suscitato un’ondata di emozioni positive non soltanto tra i residenti della regione, ma in tutta l’Ucraina. Ha alimentato la speranza che la guerra possa finire e, soprattutto, ha fatto emergere quanto il popolo ucraino voglia la pace, in netto contrasto con le fumisterie delle narrazioni occidentali.</p>



<p>Il terzo elemento, forse il più importante, è che quanto accaduto a Oleshky fa vedere che Mosca e Kiev possono negoziare e dare attuazione agli accordi raggiunti. A dimostrarlo non c&#8217;è soltanto quanto avvenuto. Strana richiama anche il filmato che immortala il caloroso saluto tra il Commissario per i diritti umani ucraino Dmytro Lubinets e la sua omologa russa Yana Lantratova. Un&#8217;immagine che contraddice la tesi, ripetuta da tempo, secondo cui Kiev e Mosca non potranno mai raggiungere un&#8217;intesa e sarebbero condannate a combattere fino al collasso di una delle due (cioè l’Ucraina).</p>



<p>È difficile che questi risultati siano apprezzati dal “partito della guerra”, forte in Ucraina, ma soprattutto in Europa e in America (allignando tra liberal democratici e neocon repubblicani). Insomma, la tregua dimostra che le parti possono accordarsi; riaccende la speranza di chi, dopo anni di guerra, desidera soprattutto tornare a vivere in pace e mostra che persino i rappresentanti dei due Paesi in guerra possono incontrarsi e collaborare. Viene così meno uno dei presupposti della guerra a oltranza: “L&#8217;idea che non esista nessuna alternativa al proseguimento delle ostilità”.</p>



<p>È per questo che la tregua di Oleshky è diventata bersaglio di tante critiche. Eppure, nonostante le polemiche e l&#8217;indignazione dei fautori della guerra, continua a reggere. Il che dimostra che “il partito della guerra, per quanto influente, non è onnipotente”, conclude Strana. E che esistono spazi per negoziare e accordi che possono essere rispettati, alimentando la speranza di una pace più ampia e duratura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-la-tregua-a-oleshky-dimostra-che-la-pace-e-possibile.html">Ucraina. La tregua a Oleshky dimostra che la pace è possibile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Oleshky, la tregua ha funzionato, i civili sono in salvo. E adesso aspettiamo i negoziati &#8220;veri&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/oleshky-la-tregua-ha-funzionato-i-civili-sono-in-salvo-e-adesso-aspettiamo-i-negoziati-veri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 17:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1186" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-1024x633.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-1536x949.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-600x371.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tregua, intitolata a Melania Trump, ha permesso l'arrivo a Oleshky l'arrivo di un convoglio umanitario e l'evacuazione dei civili. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/oleshky-la-tregua-ha-funzionato-i-civili-sono-in-salvo-e-adesso-aspettiamo-i-negoziati-veri.html">Oleshky, la tregua ha funzionato, i civili sono in salvo. E adesso aspettiamo i negoziati &#8220;veri&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1186" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-1024x633.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-1536x949.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/oleshky-600x371.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La tregua per Oleshky, scatta alle 3 del mattino del 27 ottobre, regge. Il convoglio umanitario russo ha raggiunto la città, gli aiuti sono distribuiti, i civili prima intrappolati nella città sono in corso di evacuazione. E&#8217; un segnale positivo. Ma è anche un credibile segnale di speranza, l&#8217;indizio che qualcosa nell&#8217;ormai sanguinosissima guerra tra Russia e Ucraina sta cambiando? Non v&#8217;è dubbio che il cessate il fuoco mediato da <strong>Melania Trump </strong>(ma forte è il sospetto che la spinta decisiva sia arrivata dalla telefonata di <strong>Leone XIV</strong> a <strong>Vladimir Putin</strong>) sia un buon risultato, considerata la situazione della città ucraina occupata dai russi fin dal 2022, ma tutt&#8217;intorno la guerra infuria come prima: Kiev, Khar&#8217;kiv e altre città ucraine vengono bombardate senza pietà, anche in queste ore; e gli attacchi dei droni ucraini a medio e largo raggio continuano a colpire le raffinerie russe, ultimo esempio quello di ieri, con gli incendi nel grande impianto di Novokuibyševsk, nell&#8217;oblast di Samara. Dunque?</p>



<p>La nota politicamente più interessante dell&#8217;odierna operazione sta tutta in un&#8217;immagine: quella che ha visto il difensore civico ucraino <strong>Dmitry Lubinets </strong>e la sua collega russa <strong>Yana Lantratova</strong> arrivare a Oleshky insieme, sullo stesso autobus. Il resto, da qui in avanti, è tutto da costruire, anche se il Cremlino già nei giorni scorsi diceva che il &#8220;modello Oleshky&#8221;&nbsp;potrebbe essere ripetuto altrove.</p>



<p>Si tratta di un&#8217;affermazione-proposta almeno in parte interessata. Oleshky, che come si diceva fu occupata dai russi nei primi giorni dell&#8217;invasione del 2022, si trova sullo sponda Est del fiume Dnepr, nella parte meridionale della regione di Kherson, proprio di fronte alla città di Kherson, tuttora controllata dagli ucraini. Di fatto, quindi, d<strong>a più di quattro anni si trova sulla linea del fronte, presa nel fuoco incrociato dei due eserciti </strong>che a lungo, prima che il fronte in quell&#8217;area si stabilizzasse, hanno cercato di insediarsi sulla riva &#8220;nemica&#8221;. In più nella primavera del 2023 la città è stata investita dalla distruzione della diga di Nova Kakhovka, fatta saltare con gli esplosivi. <strong>Una vicenda che ricorda molto quella dell&#8217;attentato contro il gasdotto Nord Stream del settembre 2022. </strong>Nell&#8217;uno come nell&#8217;altro caso l&#8217;indice fu subito puntato contro la Russia, salvo arrivare a conclusioni meno affrettate una volta esaminati con più calma i fatti. Il crollo della diga liberò 18 miliardi di metri cubi d&#8217;acqua del Dnepr, investendo territori allora occupati dai russi (Oleshky appunto compresa), danneggiando il canale di rifornimento idrico della Crimea occupata dai russi, mettendo a rischio i sistemi di raffreddamento della centrale nucleare di Zaporizhzhya occupata dai russi.</p>



<p>Le vicende della guerra hanno quindi massacrato Oleshky, che <strong>dai 24 mila abitanti del 2022 si è ridotta ad averne poco più di 1.500,</strong> minacciati ogni giorno dalle armi di aria e di terra, privi ormai di rifornimenti e di assistenza sanitaria, spesso costretti a mettere in gioco la vita uscendo dalla città per un po&#8217; di pane o qualche patata. Le leggi di guerra e la Convezione di Ginevra parlano chiaro: &#8220;La Potenza occupante ha il dovere di assicurare, nella piena misura dei suoi mezzi, il vettovagliamento della popolazione con viveri e medicinali; in particolare, essa dovrà importare viveri, medicinali e altri articoli indispensabili, qualora le risorse del territorio occupato fossero insufficienti&#8221; (<strong>Convenzione di Ginevra, art.55</strong>). Ma le bombe che cadevano su Oleshki erano ucraine, come i droni che la sorvolavano e la colpivano, ovviamente per colpire le truppe dell&#8217;invasore. </p>



<p>Come sempre in questi casi a farne le spese sono stati i civili. Che ora vengono evacuati e sono chiamati a scegliere tra Ucraina e Russia. Il primo ministro ucraino <strong>Serhii Koretskyi </strong>ha comunicato che 527 abitanti di Oleshky arriveranno in Ucraina secondo il percorso concordato al momento di stipulare la tregua: prima in Russia, da lì in Bielorussia per via aerea e il resto in autobus. A quanto pare la maggioranza dei civili superstiti ha scelto la Russia ma le cifre reali potranno essere stabilite con certezza solo quando l&#8217;operazione sarà conclusa.</p>



<p>La tregua per Oleshky scade il primo novembre. Il negoziato Russia-Usa-Ucraina dovrebbe ripartire ad Abu Dhabi poco dopo, anche se non prima che il 4 novembre la Russia abbia celebrato la sua Giornata dell&#8217;Unità nazionale. <strong>Il Cremlino ha già detto no alla partecipazione dell&#8217;Unione Europea</strong>, considerata invece interlocutore indispensabile dall&#8217;Ucraina. La Ue, peraltro, che già litiga sul nome della persona che dovrebbe rappresentarla, aveva pensato di inviare negli Emirati una figura di secondo piano come <strong>Björn Seibert,</strong> capo di gabinetto della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Le premesse non sono delle migliori.</p>



<p><strong>Riferimenti</strong></p>



<p>Per la Convenzione di Ginevra: https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/1951/300_302_297/it</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/oleshky-la-tregua-ha-funzionato-i-civili-sono-in-salvo-e-adesso-aspettiamo-i-negoziati-veri.html">Oleshky, la tregua ha funzionato, i civili sono in salvo. E adesso aspettiamo i negoziati &#8220;veri&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Pace in Ucraina? L’Europa si mette di traverso. Pentagono, Norvegia e Finlandia irritano i falchi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/pace-in-ucraina-leuropa-si-mette-di-traverso-pentagono-norvegia-e-finlandia-irritano-i-falchi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 10:13:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=534111</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1098" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030102711766_2df2a1376647b6877105e79573b94231-e1793352491141.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pentagono Europa Finlandia Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030102711766_2df2a1376647b6877105e79573b94231-e1793352491141.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030102711766_2df2a1376647b6877105e79573b94231-e1793352491141-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030102711766_2df2a1376647b6877105e79573b94231-e1793352491141-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030102711766_2df2a1376647b6877105e79573b94231-e1793352491141-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030102711766_2df2a1376647b6877105e79573b94231-e1793352491141-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030102711766_2df2a1376647b6877105e79573b94231-e1793352491141-600x343.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalle pressioni di Washington sui Baltici alla rabbia contro Stubb e Støre: nel Vecchio Continente la linea dominante resta quella dell’isolamento di Mosca, anche quando la guerra entra nel quinto anno</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/pace-in-ucraina-leuropa-si-mette-di-traverso-pentagono-norvegia-e-finlandia-irritano-i-falchi.html">Pace in Ucraina? L’Europa si mette di traverso. Pentagono, Norvegia e Finlandia irritano i falchi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1098" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030102711766_2df2a1376647b6877105e79573b94231-e1793352491141.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pentagono Europa Finlandia Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030102711766_2df2a1376647b6877105e79573b94231-e1793352491141.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030102711766_2df2a1376647b6877105e79573b94231-e1793352491141-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030102711766_2df2a1376647b6877105e79573b94231-e1793352491141-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030102711766_2df2a1376647b6877105e79573b94231-e1793352491141-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030102711766_2df2a1376647b6877105e79573b94231-e1793352491141-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261030102711766_2df2a1376647b6877105e79573b94231-e1793352491141-600x343.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ormai è acclarato: l’Europa non solo non fa nulla per favorire un’iniziativa diplomatica seria che possa porre fine alla <strong>guerra in Ucraina </strong>(del resto non ha nominato alcun mediatore autorevole in oltre 4 anni), ma si mette di traverso a qualsiasi iniziativa diplomatica di altri. <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-trappola-baltica-quando-la-russofobia-detta-la-linea-europea.html" type="link" id="https://it.insideover.com/difesa/la-trappola-baltica-quando-la-russofobia-detta-la-linea-europea.html">Schiacciata sulle posizioni dei Paesi Baltici e della Germania</a>, la gran parte dei governi del continente tratta ogni apertura come un tradimento e come una resa. Due episodi di questi giorni lo dimostrano in maniera palese meglio di qualunque analisi. <strong>L&#8217;Europa non vuole la pace</strong>. È un tema a cui teniamo particolare e di cui parliamo spesso nella nostra Newsletter settimanale, <em>InsideWeek</em>, <a href="https://a8x7c9.mailupclient.com/frontend/LandingPage.aspx?idList=1&amp;idLP=3&amp;guid=CACD7F73-2EFC-45CE-9600-913CC7D5CA99" type="link" id="https://a8x7c9.mailupclient.com/frontend/LandingPage.aspx?idList=1&amp;idLP=3&amp;guid=CACD7F73-2EFC-45CE-9600-913CC7D5CA99">che puoi avere gratuitamente con un click</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le pressioni del Pentagono che irritano l&#8217;Europa</strong></h2>



<p>Il primo riguarda le pressioni dell’amministrazione americana sugli alleati. <a href="https://www.reuters.com/business/finance/pentagon-tells-europeans-cool-their-rhetoric-russia-sources-say-2026-10-30/" type="link" id="https://www.reuters.com/business/finance/pentagon-tells-europeans-cool-their-rhetoric-russia-sources-say-2026-10-30/">Secondo quanto riportato dall&#8217;agenzia <em>Reuters</em></a>, nelle ultime settimane alcuni funzionari del Pentagono hanno chiesto a diversi Paesi Nato di <strong>abbassare i toni sulla minaccia rappresentata dalla Russia</strong>. Motivo? Secondo il Pentagono, le dichiarazioni di leader e funzionari europei stanno minando la sicurezza del continente. L’agenzia cita quattro fonti informate, che hanno parlato a condizione di anonimato. Tra i destinatari dei messaggi, consegnati nel corso di incontri bilaterali, ci sono <strong>Lituania, Lettonia ed Estonia</strong>, Paesi che tradizionalmente sono più fedeli allo Stato profondo di Washington che a Bruxelles.</p>



<p>Tra le uscite che avrebbero attirato l’attenzione di Washington ci sono i commenti di leader europei secondo cui la Russia sarebbe «con le spalle al muro» e costretta a misure sempre più disperate mentre la sua offensiva rallenta. Uno dei funzionari citati dall’agenzia ha spiegato che a portare il messaggio è stato, tra gli altri, <strong>Elbridge Colby</strong>, capo della politica del Pentagono e figura chiave della revisione in corso sulla presenza di truppe americane in Europa. Colby, che è un «realista», avrebbe detto a un funzionario baltico che non devono esserci «provocazioni» nei confronti dei russi, citando come esempio proprio chi parla di una Russia «braccata come un topo». Il riferimento, non confermato, potrebbe riguardare il premier estone <strong>Kristen Michal</strong>, che <strong>a fine settembre aveva definito Putin un «topo in trappola»</strong>, sostenendo che il leader del Cremlino fosse ormai ridotto al sabotaggio in Europa.</p>



<p>E com&#8217;è è stato accolto l&#8217;invito &#8211; di buon senso &#8211; di Colby a essere più misurati e a non alimentare, continuamente, una retorica bellicista che nuove all&#8217;iniziativa diplomatica messa in campo dall&#8217;amministrazione Trump? Come riporta Reuters, alcuni funzionari europei avrebbero «espresso sorpresa per il consiglio» del funzionario del Pentagono «sostenendo che le loro valutazioni della minaccia russa erano già misurate». </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Finlandia e Norvegia parlano con Putin. E l&#8217;Europa rosica</strong></h2>



<p>Il secondo caso è ancora più significativo ed emblematico. <a href="https://www.independent.co.uk/news/world/europe/putin-norway-finland-zelensky-russia-ukraine-war-b3074581.html" type="link" id="https://www.independent.co.uk/news/world/europe/putin-norway-finland-zelensky-russia-ukraine-war-b3074581.html">Come ricostruito dall’<em>Independent</em></a>, il presidente finlandese <strong>Alexander Stubb</strong> e il premier norvegese <strong>Jonas Gahr Støre</strong> hanno avuto, martedì scorso, un colloquio telefonico di circa 90 minuti con il leader russo, <strong>Vladimir Putin</strong>,  rompendo il tabù &#8211; piuttosto demenziale &#8211; di evitare i contatti con il presidente russo. Un’iniziativa che i due hanno collegato ai negoziati previsti il mese prossimo ad Abu Dhabi tra funzionari russi, ucraini e americani, i primi dal mese di febbraio.</p>



<p>Non si è trattato di un’iniziativa clandestina né ostile a Kiev. Tutt&#8217;altro. Stubb e Støre hanno poi parlato con <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, e il ministro degli Esteri ucraino <strong>Andrii Sybiha</strong> ha confermato che la telefonata era stata coordinata con Kiev, definendola «l’approccio giusto» e dicendo di accogliere con favore «un sostegno così attivo ai nostri sforzi diplomatici e al processo di pace». Stubb ha spiegato la logica dell’iniziativa, perfettamente comprensibile: «Siamo Paesi confinanti con la Russia. L’esito di questa guerra avrà un impatto diretto sulla nostra sicurezza e su quella europea. Per porre fine alla guerra servono discussioni dirette». Støre ha aggiunto di aver sottolineato con Stubb l’importanza della de-escalation, ribadendo al contempo il forte sostegno all’Ucraina. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Alas, prime minister Støre tells Norwegian newspaper VG that FT’s sources lied about Putin reading him and Stubb a history lecture during the phone call. He is asking FT to issue a correction. <br><br>The story did sound like a typical psy-ops product the warmongering community has… <a href="https://t.co/pJTNCuH3Gb">https://t.co/pJTNCuH3Gb</a></p>&mdash; Leonid Ragozin (@leonidragozin) <a href="https://x.com/leonidragozin/status/2115726441354498270?ref_src=twsrc%5Etfw">October 29, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Eppure la reazione dei partner europei è stata, <a href="https://www.independent.co.uk/news/world/europe/putin-norway-finland-zelensky-russia-ukraine-war-b3074581.html" type="link" id="https://www.independent.co.uk/news/world/europe/putin-norway-finland-zelensky-russia-ukraine-war-b3074581.html">secondo l’<em>Independent</em></a>, tutt&#8217;altro che positiva. Soprattutto da parte dei soliti Paesi nordici e Baltici. La premier danese <strong>Mette Frederiksen </strong>ha dichiarato di non vedere alcun segnale che la Russia voglia la pace e che l’Europa dovrebbe «restare unita piuttosto che muoversi in solitaria». Il primo ministro svedese <strong>Ulf Kristersson</strong> ha lamentato che altri leader non fossero stati informati e ha detto al quotidiano <em>Dn</em> di avere «aspettative molto basse» per questo tipo di colloqui, aggiungendo che, a suo giudizio, «tutti vogliono la pace, tranne Putin». Il polacco <strong>Donald Tusk</strong> ha riferito di aver detto a Stubb e Støre che in contatti simili servono «assoluta cautela e vigilanza». È la fotografia di una strategia autolesionista che, a forza di escludere ogni interlocuzione con Mosca, ha finito per escludere l’Europa stessa dal tavolo in cui si decide il futuro del Continente. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dei media e del Financial Times</h2>



<p>Naturalmente, anche i grandi media ci hanno messo del loro per denigrare l&#8217;iniziativa diplomatica di Finlandia e Norvegia, Paesi che non possono essere etichettati come «filo-russi» (anzi) ma che, giustamente, fanno i conti con la <em>realpolitik</em> e con la geografia. Il <em>Financial Times</em> ha scritto, citando tre fonti anonime, che la telefonata con Putin avrebbe dovuto durare meno di mezz’ora e che si sarebbe trascinata per 90 minuti, con il leader russo impegnato per la maggior parte del tempo in una lezione sulla storia degli slavi nel Medioevo e con l’ipotesi di un cessate il fuoco immediato appena sfiorata. Stubb e Støre, sempre secondo le fonti anonime, avrebbero scelto di non interrompere il monologo per capire quanto Mosca fosse seria.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Financial Times claimed that Putin spent most of the 90-minute phone call lecturing the Norwegian Prime Minister about medieval Slavic history. The Norwegian Prime Minister (and the Russian side) claims this is fake news and has demanded that Financial Times correct its… <a href="https://t.co/iKDGdtwykv">pic.twitter.com/iKDGdtwykv</a></p>&mdash; Glenn Diesen (@Glenn_Diesen) <a href="https://x.com/Glenn_Diesen/status/2116041448160195042?ref_src=twsrc%5Etfw">October 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Il problema è che, secondo i diretti interessati, si tratta di una bufala, forse diffusa da qualcuno ad arte per inquinare i pozzi. Il primo ministro norvegese e la parte russa hanno infatti smentito questo retroscena e hanno chiesto al <em>Financial Times</em> di correggere il resoconto. Il quotidiano, naturalmente, non lo ha fatto. Il risultato è che la versione a fonti anonime ha fatto il giro del continente in poche ore, mentre le smentite dei due diretti interessati, che erano al telefono, sono state ignorate. </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Slodkowski, Antoni, Gram Slattery e Andrius Sytas. “Pentagon Tells Europeans to Cool Their Rhetoric on Russia, Sources Say.” Reuters, 30 ottobre 2026.</em></strong> <a href="https://www.reuters.com/business/finance/pentagon-tells-europeans-cool-their-rhetoric-russia-sources-say-2026-10-30/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.reuters.com/business/finance/pentagon-tells-europeans-cool-their-rhetoric-russia-sources-say-2026-10-30/</a>.</p>



<p><strong><em>The Independent. “Europe Furious after Finland and Norway Break Convention by Speaking Directly to Putin.” The Independent, 28 ottobre 2026.</em></strong> <a href="https://www.independent.co.uk/news/world/europe/putin-norway-finland-zelensky-russia-ukraine-war-b3074581.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.independent.co.uk/news/world/europe/putin-norway-finland-zelensky-russia-ukraine-war-b3074581.html</a>.</p>



<p><strong><em>Schmalz, Alexander. “Pentagon drängt Europa zu leiseren Tönen gegenüber Russland – Nato-Partner irritiert.” Berliner Zeitung, 30 ottobre 2026. </em></strong><a href="https://www.berliner-zeitung.de/article/pentagon-nato-russland-rhetorik-usa-10545402" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.berliner-zeitung.de/article/pentagon-nato-russland-rhetorik-usa-10545402</a>.<br></p>



<p><br></p>



<p><br></p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/pace-in-ucraina-leuropa-si-mette-di-traverso-pentagono-norvegia-e-finlandia-irritano-i-falchi.html">Pace in Ucraina? L’Europa si mette di traverso. Pentagono, Norvegia e Finlandia irritano i falchi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ucraina, la pace mancata del 2023: l’inchiesta del Financial Times sul canale segreto con Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-la-pace-mancata-del-2023-linchiesta-del-financial-times-sul-canale-segreto-con-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 08:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=533668</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1117" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026095224490_f70fdfe828c81c18938a4a140fe34c14-e1793004807553.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Putin Kiev" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026095224490_f70fdfe828c81c18938a4a140fe34c14-e1793004807553.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026095224490_f70fdfe828c81c18938a4a140fe34c14-e1793004807553-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026095224490_f70fdfe828c81c18938a4a140fe34c14-e1793004807553-1024x596.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026095224490_f70fdfe828c81c18938a4a140fe34c14-e1793004807553-768x447.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026095224490_f70fdfe828c81c18938a4a140fe34c14-e1793004807553-1536x894.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026095224490_f70fdfe828c81c18938a4a140fe34c14-e1793004807553-600x349.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo un’inchiesta del Financial Times, nel 2022-2023 un canale riservato con Putin avrebbe potuto portare a una pace più favorevole per Kiev, ma Ucraina e Stati Uniti lasciarono cadere l’occasione, e oggi Zelensky si dice pronto a congelare il fronte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-la-pace-mancata-del-2023-linchiesta-del-financial-times-sul-canale-segreto-con-putin.html">Ucraina, la pace mancata del 2023: l’inchiesta del Financial Times sul canale segreto con Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1117" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026095224490_f70fdfe828c81c18938a4a140fe34c14-e1793004807553.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Putin Kiev" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026095224490_f70fdfe828c81c18938a4a140fe34c14-e1793004807553.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026095224490_f70fdfe828c81c18938a4a140fe34c14-e1793004807553-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026095224490_f70fdfe828c81c18938a4a140fe34c14-e1793004807553-1024x596.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026095224490_f70fdfe828c81c18938a4a140fe34c14-e1793004807553-768x447.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026095224490_f70fdfe828c81c18938a4a140fe34c14-e1793004807553-1536x894.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026095224490_f70fdfe828c81c18938a4a140fe34c14-e1793004807553-600x349.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un esempio di «<em>diplomazia back-channel</em>» che avrebbe potuto porre fine alla guerra in Ucraina. È il <a href="https://www.ft.com/content/dcb57f30-bbfe-418d-9e52-5df3074d1764?syn-25a6b1a6=1" type="link" id="https://www.ft.com/content/dcb57f30-bbfe-418d-9e52-5df3074d1764?syn-25a6b1a6=1">cuore dell&#8217;inchiesta di Max Seddon, capo dell’ufficio di Mosca del <em>Financial Times</em></a>, che ricostruisce una storia rimasta rimasta sin qui inedita e sconosciuta al grande pubblico: quella di un canale informale con il Cremlino che, secondo i suoi protagonisti, avrebbe potuto portare a una pace a condizioni molto più favorevoli per Kiev di quelle che oggi sono sul tavolo. </p>



<p>Il racconto di Seddon parte da una telefonata, intercorsa nella notte del 3 marzo 2022: a riceverla è <strong>Richard Conn</strong>, avvocato di Weston, nel Connecticut. Dall’altro capo della linea criptata c’è un uomo d’affari russo con entrature al Cremlino, agitatissimo, che gli dice senza giri di parole che Mosca si sente minacciata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli uomini del canale</strong> segreto Mosca-Washington</h2>



<p>Conn, ex socio di un grande studio legale internazionale e profondo conoscitore del mondo russo, aveva proposto già nel 2021 a <strong>Eric Green</strong>, il responsabile del dossier russo al Consiglio di sicurezza nazionale americano, di coinvolgere ex espatriati statunitensi con buoni contatti a Mosca al fine di esplorare ed esaminare possibili soluzioni che la diplomazia ufficiale non avrebbe mai considerato. Una più funzionale <em>back-channel diplomacy</em> che avrebbe potuto portare a dei risultati concreti. Con i russi &#8211; vedi crisi dei missili di Cuba &#8211; ha già funzionato in passato. Nel settembre 2022 quest&#8217;idea trova un alleato in <strong>Bob Foresman</strong>, banchiere d’investimento ossessionato dal timore di una guerra nucleare. Foresman conosce l’uomo giusto: <strong>Matthias Warnig</strong>, ex ufficiale della Stasi, già al vertice di Nord Stream e tra i pochissimi occidentali ad avere accesso diretto a Vladimir Putin, che chiama «il mio amico».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">FT reported that peace plan was accepted by Putin as  basis for Istanbul-like peace deal with no joining NATO, but it was rejected by Zelensky &amp; Biden administration:<br><br>&quot;Putin agreed with their proposal on the front line, Warnig said. He said that he could not allow Ukraine to… <a href="https://t.co/SJXzx8Kn2b">pic.twitter.com/SJXzx8Kn2b</a></p>&mdash; Ivan Katchanovski (@I_Katchanovski) <a href="https://x.com/I_Katchanovski/status/2114340844744376560?ref_src=twsrc%5Etfw">October 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il 4 ottobre 2022, all’hotel dell’aeroporto di Zurigo, i tre si incontrano. Warnig descrive un Putin isolato dopo il Covid e preoccupato per la piega della guerra. In quei giorni gli Stati Uniti stanno ragionando seriamente sul rischio di un’escalation atomica, e Joe Biden parla apertamente di «Armageddon». Tra Putin e Biden scende il gelo e i contatti sono praticamente inesistenti. E quando due grandi potenze non si parlano, la situazione rischia di precipitare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il messaggio della Casa Bianca</strong></h2>



<p>Dopo l&#8217;incontro di Zurigo, secondo il racconto del <em>Financial Times</em>, è lo stesso Green a chiamare Conn su Signal con alcuni messaggi della Casa Bianca da far arrivare a Putin tramite Warnig: <strong>nessun cambio di regime, nessuna volontà di distruggere la Russia</strong>, nessuna minaccia esistenziale. Conn li memorizza e li consegna a Warnig in un golf club della Foresta Nera.</p>



<p> Il 26 ottobre, a Francoforte, Warnig riferisce la risposta del presidente russo: Putin dice di non avere altra scelta che proseguire le operazioni militari, <strong>ma si dice aperto a negoziare, indicando le trattative di Istanbul come base di partenza</strong> e chiedendo un contatto di alto livello tra Jake Sullivan e Yuri Ushakov. Alla domanda di Conn sul rischio nucleare, Warnig risponde che la minaccia è rientrata. Almeno per il momento. Tant&#8217;è vero che, il giorno seguente, Putin dichiara pubblicamente che usare l’arma atomica non avrebbe alcun senso politico né militare per la Russia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il piano che c’era</strong> (e poteva funzionare) </h2>



<p>Il team che vuole portare avanti l&#8217;operazione diplomatica si allarga con l’ucraino <strong>Alexander Rodnyansky</strong>, produttore cinematografico che aveva contribuito a organizzare i colloqui di Istanbul. Nel gennaio 2023, a Gran Canaria, si abbozza una proposta: la Russia si sarebbe ritirata da gran parte dei territori annessi nell’autunno 2022, la linea di confine sarebbe tornata a quella precedente all’invasione, con Crimea e un «ponte di terra» riconosciuti a Mosca, mentre l’Ucraina avrebbe ottenuto protezione dai Paesi Nato e Mosca avrebbe aperto, nel frattempo, un negoziato separato sulle garanzie di sicurezza con Washington. Warnig porta il documento a Putin, che lo esamina riga per riga. Il presidente russo, riferisce Warnig, accetta la linea del fronte e ribadisce il no all’ingresso di Kiev nella Nato, ma si dice disponibile sull’adesione all’Ue e su un assetto di sicurezza simile a quello discusso a Istanbul. </p>



<p>A Kiev, però, il clima è opposto. Dopo alcuni successi sul campo, <strong>Volodymyr Zelensky</strong> e <strong>Andriy Yermak</strong> &#8211; forse consigliati male dagli inglesi, in particolare &#8211; <strong>non vollero concedere nulla sui confini</strong>, convinti di poter ottenere molto senza cedere territorio. Rodnyansky, che riteneva necessaria una pressione americana su Kiev, racconta di averli visti ragionare come se l’esercito russo potesse dissolversi da un momento all’altro. Il canale <em>back-door</em> si spegne definitivamente nel febbraio 2023: Putin riferisce che Sullivan avrebbe detto a Ushakov che Washington non aveva autorizzato l’iniziativa. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le &#8220;verità indiscusse&#8221; che vacillano</strong></h2>



<p>L&#8217;inchiesta di Max Seddon è importante e significativa per diversi motivi. Come sottolinea il politologo ucraino <strong>Volodymyr Ishchenko</strong> espone come fallaci alcune «verità indiscusse» che hanno dominato la discussione sulla guerra in Ucraina.</p>



<p>Ad esempio, nota l&#8217;esperto, «l’idea che Putin abbia bluffato sulle minacce di attacchi nucleari. Oppure che tutte le negoziazioni e le proposte di compromesso siano state una farsa, perché Putin non avrebbe mai accettato nulla se non la capitolazione dell’Ucraina. Oppure “l’imperialismo russo” come spiegazione primaria della guerra. In una posizione più debole dopo le dolorose battute d’arresto dell’autunno 2022, Putin tracciò le sue linee rosse, che sono, sorpresa sorpresa, la neutralità dell’Ucraina e la Crimea». </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This investigation of the failed back-channel attempt in 2022-2023 to reach a peaceful settlement on terms highly favorable to Ukraine exposes as flawed some of the “unquestioned truths” in the discussion of the war.<br><br>For example, the idea that Putin has been bluffing about… <a href="https://t.co/sj1f8cT14z">https://t.co/sj1f8cT14z</a></p>&mdash; Volodymyr Ishchenko (@Volod_Ishchenko) <a href="https://x.com/Volod_Ishchenko/status/2114435315989660123?ref_src=twsrc%5Etfw">October 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nel 2025, sottolinea, «al culmine dei progressi accelerati della Russia, si accontentò dei “termini di Anchorage”, che sono sostanzialmente le richieste di Istanbul più territorio, usato come punizione e come mezzo per spingere alla loro accettazione. Sono ancora lontanissimi da qualsiasi cosa si possa definire capitolazione dell’Ucraina, eliminazione della sua identità separata, distruzione dello Stato ucraino indipendente, e così via. La terza &#8211; conclude &#8211; è che l’«imperialismo russo» sia la chiave principale per spiegare il conflitto. Se le richieste di Mosca ruotano attorno a neutralità e confini, e non alla cancellazione dell’Ucraina, la spiegazione monocausale perde forza».</p>



<p>Il quadro, però, è cambiato, e non a favore di Kiev. Nel 2023 sul tavolo c’era un piano che prevedeva il ritorno alla linea di confine precedente all’invasione. Oggi Volodymyr Zelensky, <a href="https://www.foxnews.com/world/ukraines-zelenskyy-open-freezing-front-lines-ceasefire-russia" type="link" id="https://www.foxnews.com/world/ukraines-zelenskyy-open-freezing-front-lines-ceasefire-russia">in un’intervista a <em>Fox News</em></a>, ha dichiarato che l’Ucraina <strong>è</strong> <strong>pronta a congelare il conflitto lungo l’attuale linea del fronte</strong> e ad aprire un negoziato con Mosca. Solo in una seconda fase, ha spiegato, Kiev punterà a ottenere garanzie di sicurezza da Stati Uniti ed Europa.</p>



<p>Il confronto è impietoso. Quella finestra diplomatica si è aperta e richiusa mentre le diplomazie ufficiali stavano a guardare, e a distanza di tre anni l’Ucraina si trova a negoziare con meno territorio, meno uomini e meno margine di manovra. </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Max Seddon, “The Putin Whisperers,” Financial Times, 24 ottobre 2026, </em></strong><a href="https://www.ft.com/content/dcb57f30-bbfe-418d-9e52-5df3074d1764.%5B" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.ft.com/content/dcb57f30-bbfe-418d-9e52-5df3074d1764.[</a>](<a href="https://archive.li/2026.10.25-005320/https://www.ft.com/content/dcb57f30-bbfe-418d-9e52-5df3074d1764" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://archive.li/2026.10.25-005320/https://www.ft.com/content/dcb57f30-bbfe-418d-9e52-5df3074d1764</a>)</p>



<p><strong><em>Norman, Greg. “Ukraine’s Zelenskyy Open to Freezing Front Lines in Ceasefire with Russia.” Fox News, 21 ottobre 2026. </em><a href="https://www.foxnews.com/world/ukraines-zelenskyy-open-freezing-front-lines-ceasefire-russia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https</a></strong><a href="https://www.foxnews.com/world/ukraines-zelenskyy-open-freezing-front-lines-ceasefire-russia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">://www.foxnews.com/world/ukraines-zelenskyy-open-freezing-front-lines-ceasefire-russia</a>.<br></p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-la-pace-mancata-del-2023-linchiesta-del-financial-times-sul-canale-segreto-con-putin.html">Ucraina, la pace mancata del 2023: l’inchiesta del Financial Times sul canale segreto con Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ucraina, è tregua per Oleshky. La diplomazia umanitaria di Melania Trump, il gesto coraggioso del Papa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucraina-e-tregua-per-oleshky-la-diplomazia-umanitaria-di-melania-trump-il-gesto-coraggioso-del-papa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 06:12:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024202245769_33d784249e8e83adf6fdfc9726d12d0b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina. Annunciato il cessate il fuoco a Oleshky" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024202245769_33d784249e8e83adf6fdfc9726d12d0b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024202245769_33d784249e8e83adf6fdfc9726d12d0b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024202245769_33d784249e8e83adf6fdfc9726d12d0b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024202245769_33d784249e8e83adf6fdfc9726d12d0b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024202245769_33d784249e8e83adf6fdfc9726d12d0b-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024202245769_33d784249e8e83adf6fdfc9726d12d0b-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Decisivo è stato Papa Leone XIV che, subito dopo l'intervento al polmone, ha preso il telefono per chiamare Putin con il quale ha parlato in particolare della situazione di Oleshky e chiesto un cessate il fuoco, incassando l'apertura dello zar.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-e-tregua-per-oleshky-la-diplomazia-umanitaria-di-melania-trump-il-gesto-coraggioso-del-papa.html">Ucraina, è tregua per Oleshky. La diplomazia umanitaria di Melania Trump, il gesto coraggioso del Papa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024202245769_33d784249e8e83adf6fdfc9726d12d0b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina. Annunciato il cessate il fuoco a Oleshky" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024202245769_33d784249e8e83adf6fdfc9726d12d0b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024202245769_33d784249e8e83adf6fdfc9726d12d0b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024202245769_33d784249e8e83adf6fdfc9726d12d0b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024202245769_33d784249e8e83adf6fdfc9726d12d0b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024202245769_33d784249e8e83adf6fdfc9726d12d0b-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024202245769_33d784249e8e83adf6fdfc9726d12d0b-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Diverse turbolenze caratterizzano questa fase della guerra ucraina, che potrebbe essere, imprevisti permettendo, quella terminale. Nonostante le resistenze, le pressioni degli Stati Uniti sull&#8217;Ucraina sembra che stiano ottenendo dei risultati. D&#8217;altronde l&#8217;interruzione/rallentamento di Starlink non poteva essere ignorata dalle forze ucraine, che da una <a href="https://ctrana.one/news/514194-ukraina-bolshe-nedeli-ne-atakuet-rossijskie-npz-na-fone-sporov-vokruh-starlink.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settimana</a>, a stare a quanto informa <a href="https://ctrana.one/news/514194-ukraina-bolshe-nedeli-ne-atakuet-rossijskie-npz-na-fone-sporov-vokruh-starlink.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana</a>, hanno interrotto gli attacchi alle raffinerie russe, continuando però ad attaccare in profondità il territorio russo grazie <a href="https://ctrana.one/news/514196-tsru-podderzhivaet-ukrainskie-udary-po-rossii-.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">all&#8217;aiuto della CIA</a>, guidata dal falco John Ratcliffe.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://ctrana.one/news/514194-ukraina-bolshe-nedeli-ne-atakuet-rossijskie-npz-na-fone-sporov-vokruh-starlink.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/ZI-S-copia-1024x615.jpg" alt="Ukraine hasn't struck oil refineries in Russia for over a week. Does this affect the Ukrainian Armed Forces' Starlink operations?" class="wp-image-84111"/></a></figure>



<p>Stanotte la rete satellitare è stata ripristinata, ma l&#8217;avvertimento americano allo scomodo partner è arrivato forte e chiaro. Le raffinerie russe dovrebbero rimanere esenti da attacchi futuri. E Kiev dovrà essere conseguente al suo impegno a sedersi al tavolo dei negoziati, fissati per metà novembre ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi.</p>



<p>La scelta di tenere un incontro che l&#8217;amministrazione Usa ritiene tanto importante per la sua immagine e i suoi interessi negli Emirati <strong>fa sperare che, nel frattempo, il Medio Oriente sia esentato da una nuova guerra iraniana, </strong>la cui ripresa dipende dalla capacità di Trump di resistere alle pressioni e di porre un freno alla sua allucinata vena narcisistica. Il summit emiratino si dovrebbe tenere in forma trilaterale, presenti le delegazioni ucraine, russe e statunitensi, essendo giustamente tagliata fuori l&#8217;Europa perché finora ha sabotato in tutti i modi le spinte distensive. Dovrebbe rientrare in futuro, anche perché la pace, se si farà, dovrà prevedere garanzie di sicurezza per Kiev, ma anche un&#8217;architettura di sicurezza per l&#8217;intero Vecchio Continente, altrimenti tutto sarà vanificato.</p>



<p>A conferire al momento un anelito di speranza <strong>quanto sta avvenendo a Oleshky,</strong> cittadina ucraina conquistata dai russi, dove la popolazione versa in una condizione disastrosa (secondo i russi a causa dei bombardamenti ucraini, per questi ultimi perché i russi tengono prigionieri i cittadini). La Casa Bianca ha annunciato che il 29 ottobre entrerà in vigore un cessate il fuoco che consentirà alla popolazione di evacuare, chi per l&#8217;Ucraina chi per la Russia. <strong>Un&#8217;intesa minima, ma di notevole impatto simbolico </strong>per quanto riguarda le possibilità di un accordo più ampio. Stabilito anche un meccanismo di controllo dell&#8217;evacuazione, con un media americano che vigilerà e documenterà quanto avverrà.</p>



<p>Ciò dovrebbe impedire quanto accadeva in Siria durante l&#8217;intervento russo a sostegno di Damasco, quando le evacuazioni dei civili concordate con le milizie islamiche venivano puntualmente bersagliate dai jihadisti per poi incolpare i russi di aver violato in maniera disumana i patti (quella guerra l&#8217;abbiamo seguita da <a href="https://www.piccolenote.it/postille/sacrifici-umani-per-la-siria" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vicino</a>&#8230;).</p>



<p>Il merito della riuscita di questo accordo è stato ascritto giustamente a <strong>Melania Trump,</strong> che da tempo si occupa di questioni umanitarie riguardanti il conflitto ucraino tenendosi in contatto con i duellanti. <strong>Ma decisivo è stato Papa Leone XIV </strong>che, subito dopo l&#8217;intervento al polmone, ha preso il telefono per chiamare Putin con il quale ha parlato in particolare della situazione di Oleshky e chiesto un cessate il fuoco, incassando l&#8217;apertura dello zar. Coraggioso il Papa, che ha oltrepassato la linea rossa imposta dai fautori della guerra ucraina, una direttiva che ha imposto ai leader europei di non mettersi in contatto in alcun modo con Putin, cosa che non avviene appunto, da tempo.</p>



<p>La notizia del cessate il fuoco gli sarà di conforto, temperando in parte il dolore per l&#8217;attentato avvenuto in Giordania contro i fedeli della chiesa greco-ortodossa di San Giorgio, nel villaggio di Hammoud, che si trova nel governatorato di Karak: sette i morti e 34 i feriti. Attentato strano, dal momento che la Giordania è un Paese tranquillo, alieno da violenze settarie. Si spera nell&#8217;episodio isolato.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-e-tregua-per-oleshky-la-diplomazia-umanitaria-di-melania-trump-il-gesto-coraggioso-del-papa.html">Ucraina, è tregua per Oleshky. La diplomazia umanitaria di Melania Trump, il gesto coraggioso del Papa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Melania Trump e Oleshky: uno spiraglio di pace che cambia il ruolo della First Lady</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/melania-trump-e-oleshky-uno-spiraglio-di-pace-che-cambia-il-ruolo-della-first-lady.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 06:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=533560</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1284" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024204804887_4ce07903e4ed917bc1a6aac4f861ad53.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024204804887_4ce07903e4ed917bc1a6aac4f861ad53.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024204804887_4ce07903e4ed917bc1a6aac4f861ad53-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024204804887_4ce07903e4ed917bc1a6aac4f861ad53-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024204804887_4ce07903e4ed917bc1a6aac4f861ad53-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024204804887_4ce07903e4ed917bc1a6aac4f861ad53-1536x1027.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024204804887_4ce07903e4ed917bc1a6aac4f861ad53-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per Melania Trump, Oleshky potrebbe segnare il passaggio da un impegno umanitario personale a un ruolo diplomatico più riconoscibile.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/melania-trump-e-oleshky-uno-spiraglio-di-pace-che-cambia-il-ruolo-della-first-lady.html">Melania Trump e Oleshky: uno spiraglio di pace che cambia il ruolo della First Lady</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La diplomazia internazionale non passa necessariamente attraverso i canali tradizionali del potere. A volte, quando le trattative ufficiali si arenano e le posizioni politiche sembrano inconciliabili, sono iniziative meno convenzionali a creare le condizioni per un primo risultato concreto. È quanto emerge <strong>dall’intervento di Melania Trump nella guerra tra Russia e Ucraina. </strong>Il 23 ottobre, la Casa Bianca ha annunciato che la First Lady americana ha contribuito a ottenere un accordo per un cessate il fuoco temporaneo nella città ucraina di <strong>Oleshky, </strong>nella regione di Kherson, sotto controllo russo dall’inizio dell’invasione del 2022.</p>



<p>L’intesa, confermata sia da Mosca sia da Kiev, dovrebbe consentire l’ingresso di aiuti umanitari e l’evacuazione dei civili attraverso corridoi sicuri. Si tratta di una tregua geograficamente circoscritta, non di una sospensione generale delle ostilità. Il suo significato, tuttavia, potrebbe andare oltre la dimensione strettamente umanitaria. Per la prima volta, infatti, Melania Trump viene presentata ufficialmente dalla Casa Bianca come protagonista di una mediazione diretta tra le parti di uno dei conflitti più complessi dello scenario internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da First Lady a interlocutrice diplomatica</h2>



<p>Secondo il comunicato ufficiale della Casa Bianca, Melania Trump e un suo rappresentante hanno lavorato direttamente con le leadership russe e ucraine per definire le condizioni della tregua, comprese le procedure operative, le tempistiche e le modalità di evacuazione. <strong>La First Lady avrebbe assunto il ruolo formale di Exclusive Intermediary,</strong> contribuendo al coordinamento tra le due parti. Non si tratterebbe, dunque, di un semplice appello umanitario né di un’iniziativa limitata alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica. <strong>La Casa Bianca attribuisce a Melania un coinvolgimento operativo nel processo negoziale, </strong>sebbene non siano stati resi pubblici tutti i dettagli delle interlocuzioni diplomatiche.</p>



<p>Il Cremlino, attraverso il portavoce <strong>Dmitry Peskov,</strong> ha riconosciuto il contributo della First Lady alla preparazione dell’operazione umanitaria. Anche il commissario ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubinets, ha ringraziato Melania e il suo team per il coordinamento tra i negoziatori russi e ucraini. Un riconoscimento proveniente da entrambe le parti che conferisce all’iniziativa un peso politico significativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un percorso diplomatico già avviato.</h2>



<p>Negli ultimi mesi Melania Trump aveva infatti lavorato al ricongiungimento di bambini russi e ucraini separati dalle rispettive famiglie durante la guerra. Secondo la Casa Bianca, quel canale di comunicazione aveva già contribuito a <strong>sei operazioni di ricongiungimento, riguardanti complessivamente 34 minori. </strong>È proprio attraverso queste interlocuzioni, costruite attorno a questioni umanitarie, che sarebbe stato possibile affrontare anche l’emergenza di Oleshky.</p>



<p>La continuità tra le due iniziative suggerisce una strategia precisa: utilizzare questioni sulle quali le parti possono trovare un interesse comune per mantenere aperti canali di comunicazione altrimenti difficili da percorrere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oleshky, una città sull’orlo della catastrofe</h2>



<p>La situazione umanitaria di Oleshky rende particolarmente urgente l’attuazione dell’accordo. Prima della guerra la città contava circa 24.000 abitanti. <strong>Secondo le stime riportate dalla Casa Bianca, oggi ne rimarrebbero tra 1.700 e 2.000, prevalentemente anziani, oltre a una cinquantina di bambini.</strong> La popolazione vive in condizioni estremamente precarie, con accesso limitato all’elettricità, carenza di medicinali, acqua potabile e generi alimentari. Le strade minate e le continue operazioni militari rendono particolarmente difficile l’arrivo dei soccorsi. A peggiorare ulteriormente la situazione è stata <strong>la distruzione della diga di Kakhovka,</strong> che ha provocato l’allagamento di gran parte del territorio cittadino.</p>



<p>La Casa Bianca ha indicato il 29 ottobre come data di avvio della tregua localizzata, mentre <strong>le comunicazioni militari russe e le dichiarazioni ucraine hanno fatto riferimento al 27 ottobre per l’inizio delle operazioni.</strong> La differenza nelle tempistiche evidenzia la complessità dell’intervento: il cessate il fuoco deve essere accompagnato da attività di sminamento, garanzie di sicurezza, consegna degli aiuti e organizzazione dei trasferimenti. Il successo diplomatico annunciato dovrà quindi essere misurato soprattutto sulla concreta capacità di proteggere e assistere i civili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo del Vaticano e la convergenza delle iniziative</h2>



<p>La vicenda presenta un ulteriore elemento di interesse geopolitico: il coinvolgimento di <strong>Papa Leone XIV. </strong>Il 16 ottobre, durante una conversazione telefonica con <strong>Vladimir Putin,</strong> il Pontefice aveva espresso profonda preoccupazione per la situazione umanitaria di Oleshky, chiedendo espressamente una tregua per consentire l’ingresso di alimenti e medicinali e l’evacuazione volontaria della popolazione.Il Papa aveva successivamente affrontato la questione anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.</p>



<p>La coincidenza degli obiettivi tra l’iniziativa vaticana e quella della First Lady americana non deve essere interpretata automaticamente <strong>come prova di un coordinamento diretto tra Washington e Santa Sede. </strong>Rivela però un dato politicamente rilevante: di fronte a una crisi umanitaria circoscritta, interlocutori diversi sono riusciti a esercitare pressioni convergenti sulle parti in conflitto.</p>



<p><strong>Davyd Arakhamia,</strong> figura di riferimento della maggioranza parlamentare ucraina, ha esplicitamente riconosciuto sia il ruolo del Pontefice sia quello di Melania Trump nel percorso che ha portato all’accordo. L’episodio dimostra come la diplomazia umanitaria possa creare uno spazio di collaborazione anche in assenza di un’intesa politica complessiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una diplomazia complementare a quella di Donald Trump</h2>



<p>L’elemento forse più interessante riguarda il rapporto tra l’iniziativa di Melania Trump e la strategia internazionale del presidente americano. <strong>Donald Trump </strong>continua a perseguire una soluzione negoziale alla guerra attraverso interlocuzioni dirette, pressioni politiche e tentativi di riavvicinamento tra Mosca e Kiev. Il confronto rimane però condizionato da questioni fondamentali ancora irrisolte: il controllo dei territori occupati, le garanzie di sicurezza richieste dall’Ucraina e le condizioni poste dalla Russia per un accordo duraturo.</p>



<p><strong>La First Lady sembra operare su un piano diverso.</strong> Il suo coinvolgimento non richiede alle parti di modificare immediatamente le rispettive posizioni territoriali o militari. Al contrario, si concentra su obiettivi limitati e verificabili, rispetto ai quali può emergere una convergenza di interessi. Questo approccio potrebbe rappresentare uno strumento complementare alla diplomazia presidenziale. In un conflitto nel quale ogni concessione politica rischia di essere interpretata come una sconfitta, gli accordi umanitari consentono ai governi di cooperare senza rinunciare formalmente alle proprie rivendicazioni.</p>



<p>Non significa che una tregua locale possa essere automaticamente trasformata in un negoziato di pace. Significa, tuttavia, che la cooperazione su questioni circoscritte può contribuire a costruire rapporti di fiducia e procedure di coordinamento potenzialmente utili anche in futuro. In questo contesto, la posizione istituzionale di Melania Trump presenta una caratteristica particolare.</p>



<p>La First Lady non è titolare di un mandato diplomatico paragonabile a quello del Segretario di Stato e non dispone di poteri autonomi nella definizione della politica estera americana. La sua influenza deriva piuttosto dalla vicinanza al presidente, dalla visibilità internazionale e dalla possibilità di intrattenere relazioni informali con interlocutori politici e istituzionali. Proprio questa flessibilità potrebbe costituire uno dei punti di forza della sua iniziativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo modello per il ruolo della First Lady?</h2>



<p>Nella storia americana, le First Lady hanno spesso esercitato una forma di influenza politica e internazionale, pur senza ricoprire incarichi governativi elettivi. <strong>Eleanor Roosevelt </strong>trasformò la propria posizione in una piattaforma per la difesa dei diritti umani, contribuendo successivamente alla nascita della Dichiarazione universale del 1948. <strong>Rosalynn Carter </strong>si distinse per il suo impegno nella salute mentale e nelle missioni internazionali. <strong>Laura Bush </strong>fece dell’istruzione e della condizione femminile temi centrali della propria attività pubblica.</p>



<p>Melania Trump sembra delineare un percorso differente, concentrato su risultati umanitari direttamente collegati a crisi internazionali in corso. Se l’operazione di Oleshky sarà attuata con successo, il suo ruolo potrebbe acquisire una rilevanza che supera la tradizionale dimensione rappresentativa della First Lady. <strong>Resta da comprendere se si tratti di un intervento eccezionale, </strong>favorito dalle circostanze, oppure dell’inizio di una presenza più continuativa nei processi diplomatici.</p>



<p>La distinzione è importante. Un risultato umanitario, per quanto significativo, non equivale ancora alla costruzione di una funzione diplomatica stabile. Eppure, la possibilità che la moglie del presidente americano contribuisca a creare spazi di negoziato tra due Paesi in guerra rappresenta un’evoluzione degna di attenzione.</p>



<p>La tregua di Oleshky non mette fine alla guerra in Ucraina. Non modifica gli equilibri militari e non risolve le profonde divergenze tra Mosca e Kiev. Potrebbe però dimostrare che, anche nei conflitti più polarizzati, <strong>esistono margini per accordi limitati</strong> quando gli obiettivi vengono definiti con precisione e sostenuti da interlocutori accettabili per entrambe le parti.</p>



<p>Il coinvolgimento di Melania Trump, il contributo del Vaticano e il riconoscimento dell’iniziativa da parte russa e ucraina mostrano come la diplomazia possa svilupparsi attraverso percorsi paralleli a quelli ufficiali. Naturalmente, la credibilità dell’operazione dipenderà dalla sua effettiva realizzazione. La sicurezza dei corridoi umanitari, il libero movimento dei civili e l’accesso agli aiuti saranno i veri criteri con cui valutare il risultato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma la vicenda solleva già una questione più ampia</h2>



<p>In una fase storica caratterizzata dalla crescente difficoltà della diplomazia multilaterale, anche figure prive di un tradizionale incarico negoziale possono contribuire, in circostanze specifiche, a facilitare il dialogo internazionale. <strong>Per Melania Trump, Oleshky potrebbe segnare il passaggio da un impegno umanitario prevalentemente personale a un ruolo diplomatico più riconoscibile. </strong>Per la guerra in Ucraina, resta un risultato limitato, ma potenzialmente importante. Perché talvolta, prima ancora di trovare un accordo sulla pace, occorre dimostrare che le parti sono ancora capaci di accordarsi su qualcosa.</p>
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		<title>L&#8217;Ue cerca soldi per l&#8217;Ucraina: Bruxelles bussa a Londra e Ottawa per racimolare fondi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lue-cerca-soldi-per-lucraina-bruxelles-bussa-a-londra-e-ottawa-per-racimolare-fondi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 09:51:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1030" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-1024x549.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-768x412.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-1536x824.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-600x322.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un buco da 70 miliardi per il 2027 e un disimpegno americano sempre più evidente: l’Europa, da sola, non ce la fa. E guarda ai partner extra-Ue per tenere a galla l’Ucraina</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lue-cerca-soldi-per-lucraina-bruxelles-bussa-a-londra-e-ottawa-per-racimolare-fondi.html">L&#8217;Ue cerca soldi per l&#8217;Ucraina: Bruxelles bussa a Londra e Ottawa per racimolare fondi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1030" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-1024x549.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-768x412.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-1536x824.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261022105544172_4520b0f0e474b4bc85a74d85ec470c8b-e1792659370472-600x322.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>70 miliardi di euro aggiuntivi. Il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong> è stato chiaro: al Consiglio europeo ha chiesto altri fondi  per sostenere lo sforzo bellico, altrimenti il Vecchio Continente rischia di essere inondato da 20 milioni di profughi ucraini. Una richiesta che ha spiazzato le cancellerie europee, tanto è vero che, <a href="https://www.politico.eu/article/eu-to-press-canada-and-uk-for-more-ukraine-funding/" type="link" id="https://www.politico.eu/article/eu-to-press-canada-and-uk-for-more-ukraine-funding/">secondo quanto rivelato in esclusiva da <em>Politico</em></a>, Bruxelles è andata subito a bussare alla porta di Regno Unito e Canada affinché aumentino il loro sostegno finanziario all’Ucraina, nel tentativo di colmare quel «buco» da 70 miliardi di euro che Kiev dovrà affrontare a breve. Le occasioni non mancano: <strong>il vertice Ue-Canada del 29 e 30 ottobre e quello Ue-Regno Unito del 20 novembre </strong>offriranno a Bruxelles la possibilità di sollevare la questione. Segnale che, da sola, e a fronte di un crescente disimpegno Usa, con buona pace di tante roboanti dichiarazioni dei leader europei, l&#8217;Ue non può sostenere Kiev.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il peso della guerra in Ucraina sulle spalle dell&#8217;Europa</strong></h2>



<p>I numeri raccontano la dimensione dello sforzo europeo nel sostenere l&#8217;Ucraina nella guerra contro Mosca. <strong>Ursula von der Leyen </strong>ha ricordato, nei giorni scorsi, che l’Ue e i suoi Stati membri forniscono l<strong>’80 per cento degli aiuti esterni a Kiev</strong>, aggiungendo che «abbiamo urgente bisogno che altri partner si facciano avanti». Il presidente del Consiglio europeo <strong>António Costa</strong> ha ribadito davanti all’Europarlamento che i partner internazionali devono «intensificare» il loro sostegno finanziario. Secondo <em>Politico</em>, l’Unione e i suoi membri hanno versato oltre <strong>231 miliardi di euro dall’inizio dell’invasione russa</strong>, tra aiuti militari, sostegno al bilancio, garanzie, accoglienza dei profughi e proventi degli asset russi congelati.</p>



<p>L’Ue ha già approvato un <strong>prestito da 90 miliardi per il 2026 e il 2027</strong>, pensato per coprire circa due terzi del fabbisogno ucraino. Bruxelles contava che altri partner, tra cui Canada, Giappone, Corea del Sud, Australia e Norvegia, mettessero sul piatto ulteriori 45 miliardi. Ma gran parte di quel denaro, scrive <em>Politico</em>, non è mai stato stanziato o tarda ad arrivare: molti governi non hanno ancora formalizzato o erogato gli impegni su cui l&#8217;Europa faceva affidamento. <strong>E Bruxelles rimane con il cerino in mano</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un conto salato</strong></h2>



<p>A far lievitare i costi per il 2027 della guerra contribuiscono essenzialmente tre fattori: l’intensificarsi dell’offensiva russa prima dell&#8217;inverno, <strong>i costi aggiuntivi legati alla crisi globale provocata dalla guerra nel Golfo scatenata da Stati Uniti e Israele</strong>, e il crescente &#8211; e già menzionato &#8211; disimpegno statunitense, che sembra aver di fatto scaricato Zelensky. Il risultato, osserva <em>Politico</em>, è che all’Europa e agli altri alleati tocca farsi carico di una parte sempre maggiore del costo necessario a tenere in piedi Kiev.</p>



<p>I funzionari europei citati da <em>Politico</em> sottolineano che è una critica rivolta ai due partner extra-Ue, che restano tra i più convinti sostenitori di Kiev: il punto, insistono, è che i bisogni sono cresciuti. E i costi anche. Londra rivendica un impegno complessivo di <strong>25 miliardi di sterline</strong>. Ottawa, dal canto suo, ha ribadito di essere «un sostenitore incrollabile» dell’Ucraina, con quasi <strong>26 miliardi di dollari canadesi tra aiuti militari, finanziari, di sviluppo e umanitari</strong>. Il quadro che emerge è quello di un’Unione europea che, dopo aver puntato tutto &#8211; almeno a parole &#8211; sul sostegno a Kiev, deve fare i conti con i propri limiti. </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Zoya Sheftalovich e Gerardo Fortuna, “EU to Press Canada and UK for More Ukraine Funding,” POLITICO, 21 ottobre 2026, consultato il 22 ottobre 2026,</em></strong> <a href="https://www.politico.eu/article/eu-to-press-canada-and-uk-for-more-ukraine-funding/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.politico.eu/article/eu-to-press-canada-and-uk-for-more-ukraine-funding/</a>.</p>



<p><strong><em>Olha Romanska e Anastasia Prots, “Zelenskyy Calls on EU to Provide Ukraine with at Least €70bn in Additional Defence Funding in 2027,” Ukrainska Pravda, 16 ottobre 2026, </em></strong><a href="https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/10/16/8058383/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/10/16/8058383/</a>.<br></p>



<p><br></p>
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		<title>La prima volta sul fronte ucraino: soldato ferito ed evacuato dalla prima linea con un drone</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-prima-volta-sul-fronte-ucraino-soldato-ferito-ed-evacuato-dalla-prima-linea-con-un-drone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 05:05:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1828" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50.jpeg 1828w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-300x178.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-1024x606.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-768x455.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-1536x909.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-600x355.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1828px) 100vw, 1828px" /></p>
<p>Un drone che solleva un ferito da terra e lo porta distante dalla linea di contatto col nemico; è l’immagine tratta da un video diffuso dalla 92ª Brigata d’assalto separata dell’Esercito ucraino</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-prima-volta-sul-fronte-ucraino-soldato-ferito-ed-evacuato-dalla-prima-linea-con-un-drone.html">La prima volta sul fronte ucraino: soldato ferito ed evacuato dalla prima linea con un drone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1828" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50.jpeg 1828w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-300x178.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-1024x606.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-768x455.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-1536x909.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-21-alle-17.54.50-600x355.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1828px) 100vw, 1828px" /></p>
<p>Un drone che solleva un ferito da terra e lo porta distante dalla linea di contatto col nemico. È l’immagine tratta da un video diffuso dalla <strong>92ª Brigata d’assalto separata dell’Esercito ucraino</strong> lo scorso 19 ottobre, quando è avvenuta quella che è stata riportata come la prima evacuazione documentata di un soldato ferito al fronte attraverso un <strong>UAV</strong>, <em>Unmanned Aerial Vehicle</em>. Dopo anni di studi e programmi per lo sviluppo di piattaforme conducibili da remoto per condurre missioni di evacuazione o <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-trucco-degli-inglesi-per-trasportare-le-forze-speciali.html">esfiltrare il personale</a>, si tratta della prima operazione di questo tipo in assoluto. Perché, ancora una volta, è la guerra in Ucraina a mettere in pratica la teoria.</p>



<p>L’operazione – definita storica dai responsabili delle forze armate di Kiev – apre nuove prospettive per il recupero dei feriti nelle aree del fronte inaccessibili ai mezzi tradizionali, in particolare gli elicotteri e i mezzi corazzati per il trasporto truppe, abilitando questo tipo di <strong>droni a sei rotori </strong>modificati per trasportare un essere umano al posto del consueto carico di munizioni e rifornimenti. Un&#8217;operazione che prevede, in ogni caso, la possibilità per l&#8217;operatore ferito di agganciarsi o la presenza di commilitoni che possano ovviare al problema per garantire al pilota di droni che il <em>carico</em> sia <strong>assicurato all’imbracatura</strong>. Nel video diffuso dalle Forze terrestri ucraine, un soldato riportato come ferito viene ripreso da una delle telecamere del drone mentre si assicura con delle cinghie prima di essere sollevato in aria dall’esacottero che lo ha trasferito verso un punto di evacuazione prestabilito.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Ukraine’s 92nd Assault Brigade has carried out the world’s first battlefield evacuation of a wounded soldier by aerial drone.<br><br>A heavy-lift Ayudag 6 transported the soldier, who sustained severe leg injuries, 15 kilometers back to the rear area. He is expected to survive. <a href="https://t.co/mm9zH8hgb9">pic.twitter.com/mm9zH8hgb9</a></p>&mdash; OSINTtechnical (@Osinttechnical) <a href="https://x.com/Osinttechnical/status/2112188905260978352?ref_src=twsrc%5Etfw">October 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Questa insolita missione è stata condotta in una data e in un settore sconosciuti dove opera la&nbsp;<a href="https://92sabr.army/en/">92ª&nbsp;Brigata&nbsp;d&#8217;assalto&nbsp;separata</a> dell’Esercito ucraino, unità intitolata al <strong>Koshovyi Otaman Ivan Sirko</strong>, comandante di un manipolo di cosacchi che ottennero 60 importanti vittorie contro l’Impero ottomano, dando origine a innumerevoli miti e leggende legati al suo nome, che in seguito all’invasione russa ha preso parte alla difesa e alla controffensiva di Kharkiv, arginando l’avanzata russa lungo la direttrice di Bachmut. Il drone impiegato potrebbe appartenere al 429º Reggimento separato che opera con i sistemi a pilotaggio remoto “Achilles”, ed essere dislocato lungo le direttrici di Pokrovsk e Dobropillia, nella regione di Donetsk. <br><br>La necessità di ricorrere a una soluzione tanto insolita sarebbe stata determinata dalle particolari condizioni operative dell’area in cui si trovava il soldato ferito: l’intensa attività dei droni nemici e <strong>la presenza di terreni minati avevano reso impossibile procedere con un’evacuazione attraverso mezzi terrestri</strong>, compresi i <strong>veicoli robotici cingolati</strong> che le forze armate di Kiev stanno impiegando regolarmente per recuperare i feriti dalle posizioni più esposte al fuoco nemico. L’utilizzo di un esacottero modificato con un’elevata capacità di carico ha permesso di superare gli ostacoli presenti sul terreno, evitando di esporre altri militari ai rischi di una missione di recupero condotta in un’area sottoposta alla costante sorveglianza dei sistemi senza pilota avversari. Il soldato è stato trasferito in un luogo sicuro e successivamente affidato alle cure del personale medico. Secondo le informazioni diffuse dall’Esercito ucraino, è attualmente ricoverato e la sua vita non sarebbe più in pericolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’evoluzione delle evacuazioni sul campo di battaglia</h2>



<p>L’episodio costituisce un ulteriore esempio di come <strong>la guerra in Ucraina stia accelerando lo sviluppo di nuove applicazioni militari </strong>per i sistemi senza pilota, imponendo soluzioni che fino a pochi anni fa erano relegate allo stato sperimentale. La crescente diffusione dei droni da ricognizione e attacco ha infatti reso particolarmente rischiose le tradizionali operazioni di evacuazione sanitaria, soprattutto nelle aree prossime alla linea di contatto dove elicotteri, ambulanze, veicoli blindati e squadre di soccorso possono essere facilmente individuati e presi di mira con conseguenze disastrose. Per rispondere a difficoltà come queste, e raggiungere posizioni avanzate nelle prime linee disseminate di ostacoli e campi minati, <strong>le forze armate ucraine hanno progressivamente introdotto veicoli terrestri senza equipaggio </strong>destinati al trasporto di munizioni, viveri e materiali, adattandoli anche al recupero dei feriti. Si tratta degli <strong>UGV</strong>, <em>Unmanned Ground Vehicles</em>, che si muovono su cingoli o su ruote, e possono raggiungere posizioni particolarmente pericolose senza mettere a rischio gli equipaggi dei veicoli di soccorso.</p>



<p>Un’operazione simile, benché profondamente <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/iran-com-drone-marino-usato-salvare-i-piloti-dellelicottero-2676834.html">diversa nel campo e nei mezzi</a>, si è verificata nelle acque al <strong>largo dell’Oman</strong>, dove l’equipaggio di un <strong>elicottero d’attacco AH-64 Apache</strong> dell’Esercito degli Stati Uniti è stato soccorso ed <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/l-incidente-dell-apache-usa-e-salvataggio-col-drone-marino-2676362.html">esfiltrato da un drone navale</a>&nbsp;che ha raggiunto i due militari e li ha trasportati in acque sicure, dove è sopraggiunto un elicottero di salvataggio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">L’equipaggio dell’elicottero AH-64 Apache USA abbattuto lo scorso giugno al largo dell’Oman venne recuperato da un drone navale Corsair Saronic. Fu la prima azione di questo tipo a mettere alla prova un <a href="https://x.com/hashtag/ASV?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ASV</a> della Task Force 59 della 5ª Flotta statunitense <a href="https://t.co/dPJ5ss0s8t">pic.twitter.com/dPJ5ss0s8t</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://x.com/DBinTweet/status/2112974249510252688?ref_src=twsrc%5Etfw">October 21, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La possibilità di effettuare un’evacuazione via aerea senza impiegare un elicottero con equipaggio potrebbe offrire nuove opportunità, soprattutto quando le condizioni del terreno impediscono qualsiasi movimento attraverso le vie d’accesso disponibili. Rimangono tuttavia diversi limiti tecnici e operativi. <strong>Il trasporto di una persona richiede una capacità di sollevamento considerevole,</strong> sistemi di ancoraggio affidabili e un controllo particolarmente accurato del velivolo. A questi fattori si aggiungono l’autonomia di volo, le condizioni meteorologiche e la vulnerabilità dei droni pesanti alle interferenze elettroniche e al fuoco nemico. La soluzione, inoltre, non può essere considerata universalmente applicabile, soprattutto nel caso di feriti impossibilitati ad assicurarsi autonomamente alla struttura di trasporto che, in questo caso, si ritiene poter essere un modello <a href="https://www.rid.it/shownews/8398/ucraina-prima-evacuazione-medica-via-drone-aereo">AYUDAG-6</a> o di un suo derivato. <br><br>L’operazione condotta dalla 92ª Brigata ucraina rappresenta un caso particolarmente significativo perché, a differenza delle sperimentazioni effettuate con manichini, avrebbe consentito il recupero effettivo di un militare ferito in un ambiente di combattimento. Resta da stabilire se questa soluzione possa essere trasformata in una procedura operativa ripetibile e sufficientemente sicura. Ma il principio dimostrato sul campo è già rilevante: un drone concepito per trasportare carichi pesanti può essere adattato per salvare la vita di un soldato quando nessuno può raggiungerlo senza esporsi al medesimo rischio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-prima-volta-sul-fronte-ucraino-soldato-ferito-ed-evacuato-dalla-prima-linea-con-un-drone.html">La prima volta sul fronte ucraino: soldato ferito ed evacuato dalla prima linea con un drone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il caso Starlink-Ucraina spinge l&#8217;Europa a costruire un&#8217;alternativa ai satelliti americani</title>
		<link>https://it.insideover.com/spazio/il-caso-starlink-ucraina-spinge-leuropa-a-costruire-unalternativa-ai-satelliti-americani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 05:05:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[SpaceX]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=533178</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="330" height="186" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Starlink_Mission_47926144123.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Starlink_Mission_47926144123.jpg 330w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Starlink_Mission_47926144123-300x169.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 330px) 100vw, 330px" /></p>
<p>Ora più che mai l'Europa ha bisogno di comunicazioni satellitari resilienti e di capacità di intelligence indipendenti. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="330" height="186" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Starlink_Mission_47926144123.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Starlink_Mission_47926144123.jpg 330w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Starlink_Mission_47926144123-300x169.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 330px) 100vw, 330px" /></p>
<p>Quanto successo nelle ultime settimane in <strong>Ucraina,</strong> con il sostanziale ridimensionamento dell&#8217;accesso delle forze armate di <strong>Kiev al servizio di comunicazione satellitare </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-fronte-spaziale-della-guerra-in-ucraina-il-ruolo-dei-satelliti.html" type="post" id="385666"><strong>Starlink</strong> gestito da SpaceX </a>e al correlato apparato a uso militare <strong>Starshield</strong>, nel pieno del conflitto e degli attacchi missilistici e dei dronti russi, è una lezione che non poteva passare inosservata in un&#8217;<strong>Europa sempre più attenta a cercare l&#8217;autonomia strategica in campo tecnologico</strong> e militare.</p>



<p>Un graduale rallentamento delle capacità operative spaziali di sostegno alle truppe che fronteggiano l&#8217;invasione russa, dovuto al freno del servizio sviluppato dall&#8217;azienda di <strong>Elon Musk</strong>, su cui si dibatte se l&#8217;ordine <a href="https://www.reuters.com/world/europe/order-limit-starshield-ukraine-came-inside-white-house-sources-say-2026-10-15/">sia arrivato dalla Casa Bianca</a> o <a href="https://www.dw.com/en/elon-musk-ordered-a-slowdown-of-starlink-in-ukraine-report/a-79718899">dall&#8217;uomo più ricco del mondo,</a> è una lezione anche per il Vecchio Continente: <strong>la dipendenza da un&#8217;infrastruttura esterna</strong> o controllata da un attore di valore sistemico superiore come gli Usa può creare una problematica a tutto campo, a maggior ragione quando in gioco ci sono attori privati con un<a href="https://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1177/13540661241260653">profondo inserimento nel sistema militar-industriale-tecnologico come i conglomerati di Musk.</a></p>



<p>Distinguere tra <strong>sistemi privati e interessi strategici degli apparati statuali Usa</strong> è sempre più difficile quando in gioco ci sono questioni critiche come la sicurezza nazionale, l&#8217;assistenza a Paesi alleati o il ruolo che questi sistemi hanno nella conduzione di operazioni militari. <strong>Volodymyr Zelensky e l&#8217;Ucraina</strong> se ne sono resi conto quando l&#8217;amministrazione Trump ha pressato per una riduzione degli attacchi in profondità sulle raffinerie russe, imputandovi un ruolo nell&#8217;impennata mondiale dei prezzi del petrolio e dei prodotti raffinati. <a href="https://betakit.com/ukraines-starlink-cutoff-is-a-blinking-red-light-for-canada/"><em>BetaKit</em> ha posto in campo</a> un dilemma sulla sostenibilità di tale dipendenza per quanto riguarda il Canada. E anche nel contesto europeo il dibattito è aperto.</p>



<p><a href="https://thepublicpurview.com/starlink-starshield-europe-strategic-autonomy-ukraine-war/">Ora più che mai, nota The Public Purview,</a> &#8220;&#8216;l&#8217;Europa ha bisogno di una produzione interna nel settore della difesa più forte, di comunicazioni satellitari resilienti e di capacità di intelligence indipendenti&#8221;, fatto che &#8220;non significa abbandonare la Nato o scontrarsi con Washington&#8221; ma &#8220;garantire che la sicurezza europea non dipenda interamente da decisioni prese altrove&#8221;. <strong>I Paesi dell&#8217;Unione Europea</strong> non sono <strong>finora rimasti immobili</strong> e in tal senso da tempo il <a href="https://defence24.com/industry/starlink-on-the-ukrainian-front-lessons-for-europes-strategic-autonomy">discorso sull&#8217;autonomia strategica</a> è all&#8217;ordine del giorno tra i decisori del Vecchio Continente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Europa alla prova dei fatti</h2>



<p>Da fine 2024 ha preso piede la <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/marco-santarelli-starlink-per-litalia-solo-finche-non-arriva-liris2-europeo.html">messa a terra operativa del sistema europeo <strong>Iris2</strong></a>, che potrà fornire un&#8217;architettura pensata proprio per supplire alla <a href="https://www.lemonde.fr/en/european-union/article/2022/11/18/brussels-gives-green-light-to-satellite-constellation-iris_6004802_156.html">dipendenza da apparati stranieri come la stessa Starlink</a> e che sta <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/iris2-la-sfida-europea-a-starlink-e-musk-parte-troppo-tardi.html">venendo sviluppata da un consorzio formato dalla lussemburghese Ses, dalla spagnola Hispansat e dalla francese Eutelsat </a>denominato SpaceRISE e dal cui impegno, <a href="https://www.euronews.com/2026/10/16/europes-answer-to-starlink-who-is-building-iris-and-what-is-germanys-role">nota Euronews</a>, dovrà emergere una rete che &#8220;si amplierà fino a raggiungere 348 satelliti, di cui 330 in orbita terrestre bassa e 18 in orbita terrestre media&#8221; mentre &#8220;altri 66 satelliti aggiuntivi sono destinati specificamente a rafforzare i servizi di difesa, sicurezza e di emergenza&#8221;. <strong>Creare ridondanza, resilienza e profondità nei collegamenti può essere una scelta</strong> per accelerare l&#8217;autonomia strategica europea nello spazio, anche se dovrà chiaramente in futuro emergere una precisa condotta operativa per ottimizzare i flussi informativi e l&#8217;uso di questa costellazione.</p>



<p>In tal senso, Iris2 non è l&#8217;unico progetto europeo a tutto campo in cui è allo studio un&#8217;alternativa strategica all&#8217;infrastruttura satellitare americana e c&#8217;è in incubazione, potenzialmente, un altro attore che in futuro potrebbe <strong>scendere in campo come campione europeo nello spazio e, dunque, del settore dei satelliti</strong>: parliamo dell&#8217;ipotizzata joint-venture <strong>Project Bromo,</strong> in cui l&#8217;italiana <strong>Leonardo</strong>, la francese <strong>Thales</strong> e la compagnia europea per eccellenza, <strong>Airbus,</strong> intendono far confluire le rispettive divisioni spaziali per <strong>creare un attore in grado di fornire capacità e scala prospettica alle ambizioni del Vecchio Continente.</strong> <a href="https://www.grosswald.org/europe-space-merger-project-bromo-airbus-leonardo-thales-ohb-opposition/">Il 35% sarebbe in mano ad Airbus, il restante 65% spartito equamente tra Leonardo e Thales</a>. </p>



<p>Le tre aziende fanno da tempo pressione su Bruxelles per <strong>rimuovere gli ostacoli che possono contribuire a tale progettualità</strong> e a <a href="https://www.ft.com/content/6f6c698a-e1eb-4ce0-b4b0-6c54cdd67850?syn-25a6b1a6=1">fine settembre il Financial Times scriveva che esse </a>&#8220;sono impegnate in intense trattative con i funzionari antitrust dell&#8217;Ue per negoziare possibili soluzioni che consentano di ottenere l&#8217;approvazione della fusione&#8221;, con il <strong>Ceo di Leonardo </strong><a href="https://www.ft.com/content/61ff0520-ca83-4304-a078-865e15634e9c?syn-25a6b1a6=1"><strong>Lorenzo Mariani</strong></a> che ha auspicato<a href="https://www.industriaitaliana.it/leonardo-mariani-bromo-gcap-difesa-aerospazio-spazio/"> un via libera nel 2027 da parte dell&#8217;Ue</a>, mentre <a href="https://www.politico.eu/article/ursula-von-der-leyen-endorses-european-space-deal-that-is-under-competition-review/">la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha dato un esplicito incoraggiamento all&#8217;affare</a>, che resta ora sotto analisi e scrutinio in attesa di una decisione definitiva. Gli <strong>scenari strategici potenzialmente sdoganabili da questa intesa</strong> andranno valutati a bocce ferme e dopo che si sarà capito se la partnership prenderà piede, ma il fatto che si stia pensando a altre manovre su spazio e satelliti oltre al progetto Iris2 mostra la vivacità del tessuto europeo. <strong>Starlink e Starshield restano eccellenze</strong> e la capacità europea di trovarsi in modo di poter avere una alternativa all&#8217;altezza andrà testata sul campo. E del resto anche l&#8217;Alleanza Atlantica avrebbe di che essere rafforzata da un dinamico consolidarsi delle prospettive comunitarie in campo spaziale e satellitare, che farebbe sentire anche una voce europea diversa da quella americana facendo contare, parallelamente, di più il Vecchio Continente sul piano decisionale. I fatti dimostreranno se si tratta di una prospettiva credibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1177/13540661241260653">https://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1177/13540661241260653</a></li>



<li><a href="https://www.dw.com/en/elon-musk-ordered-a-slowdown-of-starlink-in-ukraine-report/a-79718899">https://www.dw.com/en/elon-musk-ordered-a-slowdown-of-starlink-in-ukraine-report/a-79718899</a></li>



<li><a href="https://www.reuters.com/world/europe/order-limit-starshield-ukraine-came-inside-white-house-sources-say-2026-10-15/">https://www.reuters.com/world/europe/order-limit-starshield-ukraine-came-inside-white-house-sources-say-2026-10-15/</a></li>



<li><a href="https://thepublicpurview.com/starlink-starshield-europe-strategic-autonomy-ukraine-war/">https://thepublicpurview.com/starlink-starshield-europe-strategic-autonomy-ukraine-war/</a></li>



<li><a href="https://betakit.com/ukraines-starlink-cutoff-is-a-blinking-red-light-for-canada/">https://betakit.com/ukraines-starlink-cutoff-is-a-blinking-red-light-for-canada/</a></li>



<li><a href="https://defence24.com/industry/starlink-on-the-ukrainian-front-lessons-for-europes-strategic-autonomy">https://defence24.com/industry/starlink-on-the-ukrainian-front-lessons-for-europes-strategic-autonomy</a></li>



<li><a href="https://www.lemonde.fr/en/european-union/article/2022/11/18/brussels-gives-green-light-to-satellite-constellation-iris_6004802_156.html">https://www.lemonde.fr/en/european-union/article/2022/11/18/brussels-gives-green-light-to-satellite-constellation-iris_6004802_156.html</a></li>



<li><a href="https://www.euronews.com/2026/10/16/europes-answer-to-starlink-who-is-building-iris-and-what-is-germanys-role">https://www.euronews.com/2026/10/16/europes-answer-to-starlink-who-is-building-iris-and-what-is-germanys-role</a></li>



<li><a href="https://www.grosswald.org/europe-space-merger-project-bromo-airbus-leonardo-thales-ohb-opposition/">https://www.grosswald.org/europe-space-merger-project-bromo-airbus-leonardo-thales-ohb-opposition/</a></li>



<li><a href="https://www.ft.com/content/6f6c698a-e1eb-4ce0-b4b0-6c54cdd67850?syn-25a6b1a6=1">https://www.ft.com/content/6f6c698a-e1eb-4ce0-b4b0-6c54cdd67850?syn-25a6b1a6=1</a></li>



<li><a href="https://www.ft.com/content/61ff0520-ca83-4304-a078-865e15634e9c?syn-25a6b1a6=1">https://www.ft.com/content/61ff0520-ca83-4304-a078-865e15634e9c?syn-25a6b1a6=1</a></li>



<li><a href="https://www.politico.eu/article/ursula-von-der-leyen-endorses-european-space-deal-that-is-under-competition-review/">https://www.politico.eu/article/ursula-von-der-leyen-endorses-european-space-deal-that-is-under-competition-review/</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spazio/il-caso-starlink-ucraina-spinge-leuropa-a-costruire-unalternativa-ai-satelliti-americani.html">Il caso Starlink-Ucraina spinge l&#8217;Europa a costruire un&#8217;alternativa ai satelliti americani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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