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Dossier / Politica

Azerbaigian, Siria, Israele: la strategia della Turchia tra Medio Oriente e Caucaso

La recente visita del presidente siriano Ahmad al-Sharaa in Azerbaijan per incontrare il leader di Baku Ilham Aliyev e l'annuncio dell'avvio di colloqui tra funzionari di Damasco ed esponenti israeliani proprio nel Paese caucasico sono due importanti notizie che vanno nella direzione della ridefinizione degli equilibri mediorientali e, soprattutto, mostrano la volontà di marcare il territorio da parte di una sempre più ambiziosa e dinamica Turchia.

Politica

“Meloni fa bene a non unirsi ai ‘volenterosi’, Turchia mediatrice credibile”: parla l’ambasciatore Marsili

Scioglimento del PKK: La fine della lotta armata del PKK in Turchia, dopo 30 anni e oltre 30.000 morti, potrebbe risolvere un conflitto cruciale, favorendo l’integrazione dei curdi e la stabilità interna.Ruolo politico dei curdi: I curdi, circa 15-18 milioni, votano prevalentemente per il partito curdo (13% dei voti), sostenendo l’opposizione contro Erdogan nelle elezioni locali, pur con una minoranza conservatrice a favore del presidente.Turchia come mediatrice: Istanbul ospita il vertice russo-ucraino grazie alla credibilità della Turchia, che mantiene relazioni con Mosca e fornisce supporto militare a Kiev senza applicare sanzioni alla Russia.Critica alla diplomazia europea: La “coalizione dei volenterosi” (Macron, Starmer, Germania, Polonia) e le sanzioni europee riducono la credibilità dell’Europa come mediatrice, mentre gli USA di Trump sono il vero attore negoziale.Scelta di Meloni: Meloni ha agito saggiamente evitando la coalizione, sostenendo l’Ucraina ma rafforzando il dialogo con Washington, garantendo all’Italia una posizione più affidabile e strategica.

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