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	<title>Tagikistan Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 02 Nov 2025 22:17:13 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Tagikistan Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>I metalli critici e un cuneo tra Russia e Cina: ecco perché Trump convoca gli &#8220;Stan&#8221; dell&#8217;Asia Centrale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-metalli-critici-e-un-cuneo-tra-russia-e-cina-ecco-perche-trump-convoca-gli-stan-dellasia-centrale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Asia Centrale]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="416" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 600w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>I metalli critici e Un cuneo tra Russia e Cina: Trump convoca a Washington gli "Stan" asiatici in cerca di accordi strategici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-metalli-critici-e-un-cuneo-tra-russia-e-cina-ecco-perche-trump-convoca-gli-stan-dellasia-centrale.html">I metalli critici e un cuneo tra Russia e Cina: ecco perché Trump convoca gli &#8220;Stan&#8221; dell&#8217;Asia Centrale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="416" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TRUMP-TOKAYEV-e1762027705368.webp 600w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un summit inedito, nell&#8217;ampiezza e nell&#8217;ambizione, quello in programma per il <strong>6 novembre alla Casa Bianca, dove Donald Trump </strong>ospiterà i presidenti dei 5 Paesi ex sovietici dell&#8217;Asia Centrale: Kazakstan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Attori strategici nel confronto geopolitico contemporaneo per il controllo dell&#8217;Eurasia, in graduale passaggio dalla sfera d&#8217;influenza russa alla crescente presenza cinese ma comunque desiderosi di mantenere <strong>rotte autonome per i propri interessi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il maxi-vertice tra gli Usa e gli &#8220;Stan&#8221;</h2>



<p>E così il kazako Kassym-Jomart Tokayev, il kirghizo Sadir Japarov, il tagiko Emomalī Rahmon, il turkmeno Serdar Berdimuhamedow e l&#8217;uzbeko Shavkat Mirziyoyev avranno l&#8217;occasione di confrontarsi con Trump nel più alto vertice mai convocato nel <strong>formato C5+1, storicamente condotto dalle diplomazie dei cinque Stati asiatici e dal Dipartimento di Stato</strong>.</p>



<p>I grandi spazi euroasiatici interessano profondamente agli Usa. Un piede a terra nella regione può consentire agli Usa di <strong>marcare a uomo la Via della Seta cinese</strong>; apre la strada a supervisionare da vicino l&#8217;Afghanistan, dove i Talebani hanno risposto picche alla richiesta di Trump di riavere sotto il controllo Usa la base di Bagram; garantisce una maggior <strong>forma di coordinamento con autorità decisive</strong> per osservare il superamento delle sanzioni da parte della Russia tramite <a href="https://it.insideover.com/economia/il-boom-delle-cripto-in-russia-ovvero-la-guerra-finanziaria-ibrida-per-eludere-le-sanzioni.html">criptovalute con exchange </a>in Asia centrale o triangolazioni commerciali; può consolidare un percorso già avviato di inserimento nell&#8217;estero vicino degli avversari iniziato con la mediazione tra<a href="https://it.insideover.com/politica/la-mossa-del-cavallo-di-trump-tra-armenia-e-azerbaijan-un-messaggio-alla-russia.html"> Armenia e Azerbaijan e l&#8217;annuncio della <strong>Trump Route for International Peace and Prosperity</strong></a> nel già conteso corridoio di Zangezur. </p>



<p>Infine, apre a grandi accordi commerciali. I leader dell&#8217;Asia Centrale avrebbero preferito, inizialmente, mostrare le loro ricchezze di persona a The Donald, sul modello di quanto fatto dai Paesi del Golfo. &#8220;Da mesi, funzionari kazaki e uzbeki cercano di convincere Donald Trump a diventare <strong>il primo presidente degli Stati Uniti a  <a href="https://eurasianet.org/uzbekistan-vies-for-trump-visit-as-us-president-seems-to-float-kazakhstan-trip">visitare l&#8217;Asia centrale</a></strong><a href="https://eurasianet.org/uzbekistan-vies-for-trump-visit-as-us-president-seems-to-float-kazakhstan-trip">&#8220;, </a>nota <em><a href="https://www.intellinews.com/what-central-asia-wants-out-of-the-upcoming-washington-summit-409009/?source=kazakhstan">Bne Intellinews,</a></em> che aggiunge il fatto che &#8220;Trump apparentemente vuole il vantaggio di giocare in casa, continuando a impegnarsi per garantire agli Stati Uniti un ampio accesso alle abbondanti risorse minerarie critiche dell&#8217;Asia centrale e a controllare <a href="https://eurasianet.org/us-losing-ground-to-china-in-competition-over-central-asias-critical-minerals">l&#8217;influenza</a>  di Russia e Cina  nella regione&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Asia centrale, una miniera &#8220;geopolitica&#8221;</h2>



<p><strong>Il Central Asian Bureau for Analytical Reporting (Cabar)</strong> segnala che &#8220;l&#8217;Asia centrale&nbsp; <a href="https://www.academia.edu/94863578/Central_Asia_is_a_missing_link_in_analyses_of_critical_materials_for_the_global_clean_energy_transition?uc-sb-sw=50126783">vanta</a>&nbsp;una quota significativa dei minerali essenziali del mondo, con il 38,6% del minerale di manganese, il 30,07% di cromo, il 20% di piombo, il 12,6% di zinco e l&#8217;8,7% di titanio&#8221;, a cui si aggiunge il potenziale kazako sulle <strong>terre rare. </strong></p>



<p><strong><a href="https://cabar.asia/en/central-asia-s-critical-raw-materials-the-next-frontier-in-global-power-rivalry">Parliamo di prodotti decisivi per molte filiere,</a> dalla difesa alle nuove tecnologie</strong>, su cui Washington ha messo gli occhi nel quadro di una contesa globale con la Cina che si è sostanziata con la ricerca di <strong>profondi e continui accordi</strong> come quelli conclusi per l&#8217;accesso alle filiere o la cooperazione con <strong>Ucraina, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, <a href="https://it.insideover.com/economia/australia-cambogia-malesia-thailandia-giappone-trump-doriente-e-gli-accordi-commerciali-tra-dazi-e-metalli-critici.html">Australia, Malesia, Thailandia, Cambogia e Giappone</a></strong> dall&#8217;inizio del Trump 2.0. I Paesi centroasiatici seguiranno? Trump ci spera e <a href="https://trendsresearch.org/insight/eu-central-asia-cooperation-on-critical-minerals-within-a-global-geopolitical-race/?srsltid=AfmBOoq4CDYiKKAfwzT6XvN0GxU96vTL6luP2ldsuKHvJUaKEkzqeXq5">secondo Trends Research and Advisory </a>il Paese chiave da corteggiare è il Kazakstan, uno dei più rilevanti sul piano strategico della regione e, soprattutto, il più vasto e ricco di risorse minerarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un do ut des strategico</h2>



<p>Ai Paesi centroasiatici gli Usa possono offrire risorse economico-finanziarie e copertura politica per progetti congiunti, oltre che una <strong>nuova alternativa di investimento e partnership</strong> capaci di farli uscire dal dualismo russo-cinese e consentire loro di trattare accordi e cooperazioni con i due riluttanti alleati nel pieno del potere contrattuale.</p>



<p>Per Trump e gli Usa si tratta invece di <strong>consolidare la strategia geoeconomica di rilancio dell&#8217;influenza americana</strong> e di potenziare gli accordi mirati con cui la superpotenza vuole tutelare i suoi approvvigionamenti critici e, dunque, la sua capacità di competere proprio con Cina e Russia su scala globale. Poterlo fare direttamente dal cortile di casa dell&#8217;Eurasia profonda aggiungerebbe un ulteriore, ghiotto dividendo a questo investimento politico. Il summit della Casa Bianca si avvicina dunque con grandi aspettative e potenziali cambi di scenario all&#8217;orizzonte.</p>



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		<title>Le acque dell&#8217;Amu Darya e la diga di Rogun, venti di guerra tra Tajikistan e Uzbekistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-acque-dellamu-darya-e-la-diga-di-rogun-venti-di-guerra-tra-tajikistan-e-uzbekistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 07:05:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Asia Centrale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="792" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Elicottero%20italinao%20sorvola%20la%20diga%20di%20Mosul%20DSC_0678.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Elicottero%20italinao%20sorvola%20la%20diga%20di%20Mosul%20DSC_0678.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Elicottero%20italinao%20sorvola%20la%20diga%20di%20Mosul%20DSC_0678-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Elicottero%20italinao%20sorvola%20la%20diga%20di%20Mosul%20DSC_0678-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Elicottero%20italinao%20sorvola%20la%20diga%20di%20Mosul%20DSC_0678-1024x676.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La diga di Rogun al centro di una delicata contesa tra Dushanbe e Tashkent, segno di come l'acqua sia sempre più al centro dei conflitti.</p>
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<p>In Asia centrale per uno storico conflitto latente risolto dopo anni di trattative, <strong>quello tra Uzbekistan e Kirghizistan</strong>, un altro se ne potrebbe riaccendere. Questa volta tra il <strong>Tajikistan</strong> e, ancora una volta, l&#8217;<strong>Uzbekistan</strong>. In comune queste tensioni hanno, come in molti altri conflitti, <strong>le dispute per la gestione delle risorse</strong>. Ma in questo angolo di spazio post-sovietico, le risorse in questione non riguardano il gas, il petrolio o le terre rare.<strong> Al contrario, qui gli scontri hanno luogo per la risorsa principale per ogni civiltà umana: l&#8217;acqua</strong>. Da queste parti lo spettro di prolungate crisi idriche appare come un problema esistenziale e di difficile risoluzione. E le recenti tensioni tra tagiki e uzbeki lo dimostrano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La diga di Rogun</h2>



<p>Per la verità non è solo l&#8217;Asia centrale a scontrarsi per le risorse idriche. La situazione tra Tajikistan e Uzbekistan assomiglia da vicino a quella tra <strong>Egitto ed Etiopia</strong>. Al posto del Nilo, qui c&#8217;è il fiume <strong>Amu Darya</strong>. E al posto della cosiddetta &#8220;diga della rinascita&#8221; fortemente voluta dagli etiopi, c&#8217;è<strong> la diga di Rogun</strong>, struttura che da decenni rappresenta il sogno nazionale del Tajikistan. A lavori ultimati, si tratterebbe della diga più alta al mondo. Un&#8217;opera imponente capace di ridisegnare la geografia della regione e non solo. All&#8217;interno delle ampie vasche in costruzione, verrebbero convogliate le acque del <strong>fiume Vakhsh</strong>. L&#8217;invaso così conterrebbe, secondo i progetti approvati dal governo tagiko, un quantitativo d&#8217;acqua totale in grado di<strong> produrre 13.3 miliardi di kilowattora di elettricità all’anno.</strong></p>



<p>In un solo colpo, <strong>il Tajikistan vedrebbe risolti i suoi problemi di erogazione di energia elettrica.</strong> Oggi infatti il Paese centroasiatico deve importare grandi quantità di energia per soddisfare il suo fabbisogno, con grandi costi e gravi disservizi. Con la produzione elettrica della diga di Rogun, non solo il Tajikistan è destinato a diventare autosufficiente, ma avrebbe una quantità di energia in eccesso da rivendere ai vicini. Una circostanza quest&#8217;ultima in grado di dare un forte input economico all&#8217;intero territorio, tra i più poveri della regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;incubo uzbeko </h2>



<p> Ma se da parte tagika la diga costituisce un sogno, capace anche di sfruttare a pieno l&#8217;enorme capacità idrica del Paese che detiene circa il 60% delle riserve d&#8217;acqua del centro Asia, <strong>lungo la sponda uzbeka invece si fanno i conti con gli spettri di un forte indebolimento dell&#8217;economia. </strong>L&#8217;Uzbekistan ha nell&#8217;agricoltura uno dei punti di forza, in particolar modo questo vale per le coltivazioni di <strong>mais e soprattutto cotone</strong>. Ma l&#8217;agricoltura, a sua volta<strong>, è fortemente dipendente dalla portata d&#8217;acqua dell&#8217;Amu Darya</strong>. Ossia uno dei fiumi destinato a essere condizionato (in negativo) dalla diga di Rogun. </p>



<p>Il governo di Tasket ha fatto presente, anche in sede internazionale, il timore di andare incontro al disastro economico e sociale se tutte le turbine della diga tagika dovessero, tra non molto, entrare in funzione. La questione non è nuova, già durante l&#8217;era del primo presidente uzbeko, <strong>Islom Karimov</strong>, si è arrivati a <strong>minacciare interventi militari contro il Tajikistan</strong>. Del resto, il progetto della diga di Rogun risale già all&#8217;era sovietica e preoccupa gli uzbeki dal primo giorno di indipendenza dall&#8217;Urss. Oggi però la questione è tornata a galla per via della<strong> prosecuzione dei lavori attorno la diga.</strong> L&#8217;attuale presidente, <strong>Shavkat Mirziyoyev</strong>, non ha minacciato la forza ma ha lasciato intuire di non rassegnarsi all&#8217;idea di vedere inaugurata per intero l&#8217;opera di Rogun. E adesso, lungo i confini dei due Paesi, la tensione è destinata a crescere. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa potrebbe accadere in futuro </h2>



<p>Nelle settimane scorse inoltre, la diga è tornata al centro dei riflettori per via della notizia del possibile sostegno della <strong>Banca Mondiale</strong> al Tajikistan per finanziare la fine dei lavori. Parte dell&#8217;opera è stata completata, seppur dopo anni di cantieri mai risolti e uno sforzo economico per il Tajikistan di notevoli dimensioni. Gli operai sono a lavoro e tra le aziende impegnate nei lavori di Rogun vi è anche un importante marchio italiano. <strong>Mancano però fondi per l&#8217;ultimazione degli sforzi</strong> e l&#8217;attivazione quindi di tutte le turbine.</p>



<p>L&#8217;interessamento da parte della Banca Mondiale potrebbe essere visto come l&#8217;ultimo tassello del sogno per i tagiki. Ma, al tempo stesso, suona come il possibile avveramento di un incubo per gli uzbeki. In campo poi, non ci sono soltanto i due contendenti. Al contrario, sono diversi gli spettatori interessati alla diga. A partire dalla <strong>Cina</strong>, la quale vede nell&#8217;opera un pezzo del mosaico della Nuova via della Seta. Non a caso, la diga è stata finanziata anche dalla Banca Asiatica di Investimento per le Infrastrutture.</p>
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		<title>Le repubbliche della tensione</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/le-repubbliche-della-tensione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-1.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Gli "-stan" dell'Asia centrale ex sovietica sono crocevia del terrorismo internazionale dell'Isis-Khorasan</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-1.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il recente e sanguinoso <strong>attentato di Mosca</strong>, paragonabile alle stragi del teatro Dubrovka del 2002 e di Beslan nel 2004, ha riacceso i riflettori sull&#8217;Isis e su una regione del globo particolare: l&#8217;<strong>Asia centrale</strong>. </p>



<p>I primi quattro terroristi arrestati dalle forze di sicurezza di Mosca, sono infatti originari del <strong>Tagikistan</strong>, una delle repubbliche nate dalla dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica che confina con l&#8217;Afghanistan, la Cina, l&#8217;Uzbekistan e il Kirghizistan nonché non molto lontana dal Pakistan settentrionale. </p>



<p>In questa parte del mondo i confini sono effettivi solo sulle mappe, e la geografia fatta di alte montagne in un territorio dal clima ostile, quindi scarsamente popolato, facilità il passaggio clandestino di persone tra uno Stato e l&#8217;altro. Lo sanno bene gli americani, che non hanno sconfitto i talebani anche perché potevano trovare rifugio in “<strong>santuari</strong>” in Pakistan, e lo sanno bene i russi che al tempo della guerra dell&#8217;Urss in Afghanistan non sono riusciti a debellare la resistenza che si rifugiava sulle montagne e nelle aspre vallate del Paese. </p>



<p>Oggi, in questa regione, la presenza del terrorismo islamico non è più catalizzata da al-Qaeda, bensì da un altro gruppo affiliato all&#8217;Isis che prende il nome di <strong>Isis-Khorasan</strong>, o per meglio dire Iskp (<em>Islamic State Khorasan Province</em>). Avverso agli stessi talebani, e combattuto dall&#8217;Iran, l&#8217;Iskp si è macchiato di diversi attentati negli ultimi anni tra cui quello all&#8217;aeroporto di Kabul ad agosto 2021 che ha causato più di 170 morti tra la popolazione afghana, in un momento in cui le forze della coalizione occidentale stavano abbandonando il Paese. All’inizio del 2022 le forze combattenti dell’Iskp sono state stimate in circa 3mila militanti, in parte a causa del rilascio o della fuga dei prigionieri dalle prigioni afghane a seguito della caotica e frettolosa ritirata occidentale. Oltre a combattere i talebani l’Iskp ha lanciato una serie di attacchi in Pakistan e Iran tra il luglio 2023 e il gennaio 2024, quando nel quarto anniversario della morte del comandante iraniano Qassem Soleimani, ha attaccato la folla vicino alla sua tomba nella città di Kerman. </p>



<p>Proprio l&#8217;Is ha rivendicato l&#8217;attacco a Mosca su diversi canali, tra cui la sua rivista ufficiale, e sebbene i terroristi avrebbero potuto facilmente passare il confine russo attraverso l&#8217;Asia centrale praticamente inosservati, per potersi muovere liberamente in Russia e stabilire una centrale operativa era necessario entrarci legalmente, quindi è spiegato il loro ingresso dalla Turchia. </p>



<p>Gli “-stan” sono crocevia del terrorismo dello Stato Islamico, e lo sa bene anche Pechino che proprio in funzione di questa minaccia ha tenuto <a href="https://it.insideover.com/politica/nonostante-le-esercitazioni-quella-tra-russia-e-cina-non-e-unalleanza.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le prime esercitazioni congiunte con Mosca nel 2021</a> svoltesi in Cina per “il mantenimento della sicurezza e della stabilità nella regione asiatica con un’operazione militare congiunta per combattere forze terroristiche”. L&#8217;allora ministro della Difesa cinese Wei Fenghe aveva dichiarato, proprio da Dushanbe, che si augurava che nella lotta congiunta contro il terrorismo, le due parti potessero raggiungere un comune indirizzo, rafforzare la cooperazione e coordinare le azioni, salvaguardando risolutamente gli interessi fondamentali di Cina e Russia. </p>



<p>La guerra in Ucraina era ancora lontana, e soprattutto Mosca pensava che si potesse risolvere in poco tempo (da qui la denominazione “operazione militare speciale”), pertanto negli “-stan” aleggiava ancora la presenza della potenza militare russa, la cui nomea si è sgretolata proprio nei due anni di conflitto e ha portato a sommovimenti in tutta la periferia russa compresa l&#8217;Asia centrale che ha visto il rinascere di <a href="https://www.rainews.it/articoli/2022/09/scontri-tra-kirghizistan-e-tagikistan-governo-di-bishkek-24-morti-e-136mila-sfollati-b8d6cb7f-c692-49cc-8824-204f11309f70.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scontri di confine</a> tra Tagikistan e Kirghizistan. </p>



<p>La situazione in Ucraina ha quindi palesato i più oscuri timori russi: già prima del conflitto il Cremlino temeva infatti che l’ondata talebana che ha sopraffatto inesorabilmente le forze nazionali di sicurezza afghane (Ansf), potesse seriamente minacciare la stabilità della sua sfera di influenza per via dello scarso controllo del territorio e della recrudescenza dell&#8217;Iskp. L&#8217;“estero vicino” russo, rappresentato da quei Paesi un tempo sotto la dominazione sovietica, ha sempre svolto un ruolo cruciale nella sicurezza interna della Federazione. </p>



<p>Parallelamente la <strong>Cina </strong>guarda con particolare attenzione a quella regione centro-asiatica, sia perché come sappiamo è diventata <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-portera-il-nuovo-grande-gioco-per-lasia-centrale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sede dell&#8217;espansione economica</a> cinese attraverso il solito meccanismo della costruzione di infrastrutture, sia perché confina con lo <strong>Xinjiang</strong>, una sua provincia a maggioranza musulmana attraversata da tempo da tumulti separatisti che Pechino sta reprimendo col pugno di ferro aumentando la propria presenza militare e cercando di assimilare gli uiguri (di etnia turcomanna) nella cultura cinese. Pechino sta cercando di <a href="https://www.difesaonline.it/geopolitica/analisi/le-deviazioni-horror-del-potere" target="_blank" rel="noreferrer noopener">normalizzare quella popolazione autoctona</a> e di etnia affine a quelle degli “-stan” oltre che con i campi di rieducazione, anche con incentivi al fine di creare opportunità economiche agli abitanti dello Xinjiang e per renderla accattivante dal punto di vista dell&#8217;immigrazione dalle regioni orientali (di etnia Han). </p>



<p>Più di tutto, è da quella regione che passano le nuove vie della <em><strong>Belt and Road Initiative</strong></em> dirette in Europa, e se non è sicura, al pari degli “-stan” limitrofi, il progetto è destinato a fallire. Con una Russia “distratta” dalla guerra in Ucraina, l&#8217;Asia centrale rischia seriamente di diventare nuovamente instabile dal punto di vista del terrorismo islamico, sostituendo l&#8217;Iskp alla nota al-Qaeda, e per questo la Cina, considerando anche la provenienza degli attentatori di Mosca, cercherà di avere un&#8217;impronta più profonda in quella regione per evitare che il contagio si estenda dall&#8217;Afghanistan e dal Pakistan allo Xinjiang.</p>
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		<title>Samarcanda e l&#8217;Asia sono tornati al centro del mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/samarcanda-e-lasia-centrale-sono-tornati-al-centro-del-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Sep 2022 10:40:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Asia Centrale]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco)]]></category>
		<category><![CDATA[Shanghai]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1234" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-2048x1316.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Samarcanda esce dal mito e torna nella storia grazie al ventiduesimo summit dell&#8217;Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco). La città dell&#8217;Uzbekistan, antico cuore del mondo euroasiatico assieme alla sua regione nei tempi compresi tra l&#8217;impresa orientale di Alessandro Magno, nel IV secolo avanti Cristo, e l&#8217;epopea imperiale di Timur Beg (Tamerlano), che tra Trecento e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/samarcanda-e-lasia-centrale-sono-tornati-al-centro-del-mondo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1234" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/AYNFypTIfIwVIdR8zDnS_ANSA-2048x1316.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Samarcanda </strong>esce dal mito e torna nella storia grazie al ventiduesimo summit dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-lorganizzazione-per-la-cooperazione-di-shangai.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco)</strong></a>. La città dell&#8217;Uzbekistan, antico cuore del mondo euroasiatico assieme alla sua regione nei tempi compresi tra l&#8217;impresa orientale di <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/alessandro-magno-oggi-luzbekistan-crocevia-storia-2023581.html" target="_blank" rel="noopener">Alessandro Magno, nel IV secolo avanti Cristo</a></strong>, e l&#8217;epopea imperiale di Timur Beg (Tamerlano), che tra Trecento e Quattrocento ne fece la capitale dei suoi domini, antico polmone commerciale della storica <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/vie-seta-e-baricentro-storia-mondiale-1938123.html" target="_blank" rel="noopener">Via della Seta</a></strong>, è stata teatro della due giorni in cui il principale gruppo di potenze in dialogo dell&#8217;Asia ha potuto confrontarsi attivamente per la prima volta<a href="https://it.insideover.com/guerra/una-ferita-aperta-nel-cuore-delleuropa-limpatto-di-sei-mesi-di-guerra-in-ucraina.html"> dall&#8217;inizio della <strong>guerra in Ucraina in avanti</strong>.</a></p>
<p>A Samarcanda padrone di casa è l&#8217;<strong>Uzbekistan</strong>, rampante potenza centroasiatica che tra nuovi scenari energetici, attrazione di investimenti, bilanciamenti tra Mosca e Pechino e sguardo privilegiato sul turbolento Afghanistan tornato in mano ai talebani si è costruito un osservatorio privilegiato; ma etnicamente e culturalmente su di essa può rivendicare un&#8217;affiliazione culturale anche il vicino <strong>Tagikistan, che nella capitale Dusanbe </strong>aveva ospitato il summit del 2021. La Cina è attratta dal fascino di Samarcanda per il richiamo alla Via della Seta e non a caso <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-vero-senso-del-viaggio-in-asia-centrale-di-xi-jinping.html" target="_blank" rel="noopener">Xi Jinping</a>, </strong>prima di giungere al summit, ha visitato il <strong>Kazakistan, altro Paese membro della Sco </strong>e in cui nel 2013 fu annunciata, per la prima volta, quella che adesso è la <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Belt and Road Initiative</strong>.</a> India e Pakistan, partecipi del penultimo allargamento della Sco compiuto tra il 2015 e il 2017, un tempo mete agognate di Alessandro e Tamerlano, si proiettano oggi nel cuore geostrategico dell&#8217;Eurasia; l&#8217;<strong>Iran</strong>, che alla Sco sta entrando a far parte, nella città che fu Babele dei commerci e delle relazioni umane firmando il memorandum di adesione a Samarcanda rompe di fronte al mondo il percepito <strong>isolamento internazionale</strong>. E lo fa in una città legata, in passato, anche alla <strong>Persia sasanide di cui fu una delle perle più fiorenti.</strong> E oltre<a href="https://it.insideover.com/politica/il-gelo-dietro-alle-strette-di-mano-cosa-succede-tra-xi-e-putin.html" target="_blank" rel="noopener"> all&#8217;incontro tra Vladimir Putin e Xi Jinping</a> il summit di Samarcanda passerà alla storia per più di un motivo.</p>
<p>La Sco si scopre sempre meno &#8220;<strong>euroasiatica</strong>&#8221; e sempre più prettamente asiatica. L&#8217;accelerazione della procedura di ingresso di Paesi come la Bielorussia non inganni: la guerra nell&#8217;Est dell&#8217;Europa scatenata da Mosca e le nuove dinamiche geostrategiche e economiche, trainate da settori come l&#8217;energia e le infrastrutture, spostano a Est un baricentro che già diversi indicatori, dalla demografia al Pil, allontanavano dal tradizionale perno tra i due continenti, la Russia.</p>
<p>A Est guarda, per completare il suo irradiamento geostrategico, anche la <strong>Turchia di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noopener">Recep Tayyip Erdogan</a>, </strong>presente a Samarcanda per accelerare il processo di ingresso come membro osservatore nella Sco. La profondità strategica della Turchia si abbevera di richiami alla storia e all&#8217;antichità delle stirpi turche: e il <i>Büyük Timur İmparatorluğu, </i>l&#8217;Impero timuride fondato da Tamerlano e esistito tra il 1368 e il 1501 avente Samarcanda come capitale, è nella retorica nazionalista ritenuto uno dei sedici &#8220;<strong>Grandi Imperi&#8221; </strong>turchi avvicendatisi nella storia, in un&#8217;epopea nata col Grande Impero Unno nel 220 a.C. e conclusosi con la fine dell&#8217;Impero ottomano nel 1922. Samarcanda fu dominata dall&#8217;Impero degli Unni Bianchi (390-577) e poi da una serie di dinastie turche: il Kaghanato Kazaro (651-983), il Khanato Karakanide (840-1212), l&#8217;Impero selgiuchide (1040-1157) e quello corasimo (1097-1231), il Khanato dell&#8217;Orda d&#8217;Oro (1236-1502) e, da ultimo, quello timuride. <strong>Sette imperi su sedici hanno avuto in Samarcanda la loro &#8220;perla&#8221;</strong> e questo è tanto da rendere la Turchia attenta al richiamo della città dalle cupole turchesi per la legittimazione della sua proiezione in Asia Centrale, in quello che per secoli è stato sintomaticamente definito proprio come &#8220;Turkestan&#8221;.</p>
<p>Il portato storico della simbologia si fonde dunque a ben più cogenti interessi pragmatici nel giustificare la missione della Sco: creare ponti, prospettive securitarie, cooperazione strategica e comunione di intenti nelle regioni dell&#8217;Asia centrale e profonda di comune pertinenza. “Samarcan è una nobile cittade, e sonvi cristiani e saracini”, scriveva <strong>Marco Polo ne <em>Il Milione, </em></strong>ricordando come già nel Duecento il centro dell&#8217;Asia profonda fosse un crocevia di popoli e storie. “Potenza di una città sognata: ci arrivi e ti stupisci che esista davvero”<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/fascino-eterno-samarcanda-1932108.html" target="_blank" rel="noopener">, scrive <strong>Franco Cardini </strong>in <em>Samarcanda – Un sogno color turchese </em>(Il Mulino, 2016),</a> in cui l’arte e i monumenti, ricorda Cardini, mostrano le cure e le attenzioni dedicate da Timur alla sua capitale che avrebbero dovuto nella sua ottica farne “la sua Baghdad, la sua Pechino, la sua Costantinopoli”. Samarcanda non è più solo il grande oltre, ma un <strong>pivot strategico, </strong>cuore pulsante di un Paese che si trova a essere, una volta di più crocevia. E epicentro geografico di una comunità che prova a immaginare un&#8217;altra via alla sicurezza e alla cooperazione nel caos del mondo globalizzato. In cui il <strong>fascino eterno di Samarcanda </strong>continua a attrarre leader e osservatori con il suo portato di storie e incontri umani.</p>
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		<title>Perché si parla di crisi tra Kirghizistan e Tajikistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/perche-si-parla-di-crisi-tra-kirghizistan-e-tajikistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 14:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Asia Centrale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220916160431586_ddd57dbf5edcd54acb69dd76f0f9fbb8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220916160431586_ddd57dbf5edcd54acb69dd76f0f9fbb8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220916160431586_ddd57dbf5edcd54acb69dd76f0f9fbb8-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220916160431586_ddd57dbf5edcd54acb69dd76f0f9fbb8-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220916160431586_ddd57dbf5edcd54acb69dd76f0f9fbb8-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220916160431586_ddd57dbf5edcd54acb69dd76f0f9fbb8-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220916160431586_ddd57dbf5edcd54acb69dd76f0f9fbb8-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I nuovi scontri sono iniziati all&#8217;alba di questo venerdì. Le mai definitivamente demarcate linee di confine tra Kirghizistan e Tagikistan sono diventate, ancora una volta, teatro di aspri scontri tra i soldati dei due Paesi. Questa volta però sembra esserci stato qualcosa in più dei &#8220;tradizionali&#8221; scambi di colpi d&#8217;arma da fuoco che da anni, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-si-parla-di-crisi-tra-kirghizistan-e-tajikistan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220916160431586_ddd57dbf5edcd54acb69dd76f0f9fbb8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220916160431586_ddd57dbf5edcd54acb69dd76f0f9fbb8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220916160431586_ddd57dbf5edcd54acb69dd76f0f9fbb8-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220916160431586_ddd57dbf5edcd54acb69dd76f0f9fbb8-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220916160431586_ddd57dbf5edcd54acb69dd76f0f9fbb8-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220916160431586_ddd57dbf5edcd54acb69dd76f0f9fbb8-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220916160431586_ddd57dbf5edcd54acb69dd76f0f9fbb8-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I nuovi <strong>scontri</strong> sono iniziati all&#8217;alba di questo venerdì. Le mai definitivamente demarcate linee di confine tra <strong>Kirghizistan</strong> e <strong>Tagikistan</strong> sono diventate, ancora una volta, teatro di aspri scontri tra i soldati dei due Paesi. Questa volta però sembra esserci stato qualcosa in più dei &#8220;tradizionali&#8221; scambi di colpi d&#8217;arma da fuoco che da anni, di tanto in tanto, movimentano questo angolo centroasiatico. Nel corso della mattinata infatti sono apparsi <a href="https://twitter.com/sotiridi/status/1570696876244213761">video di carri armati tagiki</a> a ridosso delle frontiere e soldati kirghisi con armi pesanti al seguito. Poi un annuncio comune, da parte sia del presidente kirghiso che di quello tagiko, con il quale è stato ordinato l&#8217;immediato ritiro delle truppe dal confine. L&#8217;esclation al momento sembra scongiurata. Ma non mancano i punti interrogativi.</p>
<p>https://twitter.com/sotiridi/status/1570696876244213761</p>
<h2>Cosa sta accadendo tra Kirghizistan e Tajikistan</h2>
<p>A ben guardare anche gli ultimi video, lo scontro sta assumendo le sembianze di una guerra di <strong>confine</strong>. Nulla di nuovo da queste parti. Le linee di frontiera degli Stati sorti nel 1991 ricalcano quelle delle ex repubbliche sovietiche. E quando Mosca ha tracciato i confini, ha fatto in modo di evitare la creazione di forti entità locali, slegando quindi alcuni territori da repubbliche a cui storicamente avrebbero dovuto appartenere. Il caso più eclatante, in virtù anche dei nuovi recenti scontri, è quello del <strong>Nagorno-Karabakh</strong>. Un territorio a maggioranza armena assegnato però all&#8217;Azerbaijan, circostanza che dopo la disgregazione dell&#8217;Urss ha creato le ben note tensioni.</p>
<p>Nel cuore dello spazio centroasiatico c&#8217;è una situazione non così dissimile che ha il proprio perno a sud della<strong> valle di Fergana</strong>. Qui convergono i confini di tre repubbliche ex sovietiche: <strong>Kirghizistan</strong>, <strong>Uzbekistan</strong> e <strong>Tagikistan</strong>. Un intreccio originato non solo da scelte politiche dello scorso secolo, ma anche dalla geografia del territorio composta di rilievi e catene montuose non in grado di far delimitare in modo netto e chiaro le <strong>frontiere</strong>. Il sud del Kirghizistan è in maggioranza uzbeka e già di per sé questa circostanza non ha mancato di originare contrasti in passato. Il problema però sta soprattutto nelle <strong>enclavi</strong>. All&#8217;interno del territorio kirghiso ce ne sono ben sei: quattro sono uzbeke e due tagike. A complicare ulteriormente il quadro è la composizione etnica delle enclavi. C&#8217;è ad esempio quella di <strong>Sokh</strong> che appartiene all&#8217;Uzbekistan ma è abitata in maggioranza da tagiki. In poche parole, è possibile trovare territori interni al Kirghizistan, ma amministrati dall&#8217;Uzbekistan e dove la popolazione è tagika.</p>
<p>Un intreccio a cui nessuno ha mai dato una soluzione politica. Si è così passati alle armi. Lo scorso anno kirghisi e tagiki ad aprile hanno rischiato seriamente di entrare in guerra dopo che uno scambio di colpi molto serrato tra i soldati dei due eserciti ha provocato diversi morti. Tutto poi è rientrato dopo colloqui diplomatici. Pochi giorni fa un nuovo (e quasi inaspettato) round degli scontri, anche in quel caso domati in poche ore. Adesso invece sta andando in scena quello che assomiglia molto al preludio di un&#8217;escalation. I tagiki hanno mostrato in un video l&#8217;ingresso di propri soldati in un villaggio kirghiso, lì dove hanno appeso la bandiera tagika sul tetto di una scuola. Sui social circolano altri video dove i carri tagiki si accalcano lungo i confini.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">‼️Kyrgyz media claim that the Tajik military seized a school building in the village of Dostuk in Batken district and raised their country’s flag over it.<a href="https://twitter.com/hashtag/Kyrgyzstan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Kyrgyzstan</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Tajikistan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Tajikistan</a> <a href="https://t.co/7tlI4XblIE">pic.twitter.com/7tlI4XblIE</a></p>
<p>&mdash; 𝚅𝙰𝙹𝚁𝙰: 𝚃𝚑𝚎 𝚂𝚝𝚛𝚊𝚝𝚎𝚐𝚒𝚌 𝙵𝚘𝚛𝚞𝚖™ (@VajraForum) <a href="https://twitter.com/VajraForum/status/1570716234605547520?ref_src=twsrc%5Etfw">September 16, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Dal canto loro i kirghisi, i quali hanno denunciato un raid sulla città di <strong>Batken</strong>, hanno iniziato a usare lanciarazzi contro postazioni oltre confine. Amministratori locali delle regioni coinvolte hanno provato a metterci una pezza. Poi l&#8217;annuncio quasi insperato: &#8220;Via le truppe dal confine&#8221;. Un ordine emanato sia da<strong> Sadir Japarov</strong>, presidente del Kirghizistan, che da <strong>Emomali Rahmon</strong>, presidente del Tajikistan.</p>
<h2>Gli scontri proprio durante il forum di Samarcanda</h2>
<p>Sui motivi per cui questi confini fanno così gola alle parti in causa negli anni sono state lanciate molte ipotesi. La prima riguarda il controllo dei <strong>corsi d&#8217;acqua</strong>: nella zona, contrassegnata da territori aridi, sono pochi e quei pochi ovviamente sono potenziali motivi del contendere. C&#8217;è poi un&#8217;altra ipotesi, questa volta più ufficiosa che ufficiale. Entrambi i Paesi hanno interesse a controllare il <strong>contrabbando</strong>, foriero di soldi e prestigio, che passa da queste parti. Non bisogna infatti dimenticare come l&#8217;<strong>Afghanistan</strong>, da cui esce l&#8217;80% dell&#8217;oppio necessario a produrre l&#8217;eroina, non è così lontano e le vie della droga spesso solcano i sentieri dell&#8217;Asia centrale.</p>
<p>Ad ogni modo, non sfugge la tempistica con cui si è generata la nuova prova di forza tra Kirghizistan e Tagikistan. Poco più a nord dell&#8217;area degli scontri infatti, era in corso nella città uzbeka di Samarcanda la riunione dello <em>Shanghai Cooperation Organization</em> (<strong>Sco</strong>). Qui<a href="https://it.insideover.com/politica/il-gelo-dietro-alle-strette-di-mano-cosa-succede-tra-xi-e-putin.html?utm_source=facebook&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=newsfeed_io?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect&amp;_ga=2.121589576.1724385712.1655359120-932924004.1648462170"> si sono incontrati Vladimir Putin e Xi Jinping</a>, con <a href="https://it.insideover.com/politica/liran-nellorganizzazione-di-shanghai-e-la-russia-si-sposta-sempre-piu-a-est.html?utm_source=facebook&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=newsfeed_io?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect&amp;_ga=2.121589576.1724385712.1655359120-932924004.1648462170">la presenza ovviamente poi di tutti i leader della regione</a>. Attaccare nelle ore del summit ha dato maggiore eco al rumore degli spari. &#8220;Se fossi il presidente dell&#8217;Uzbekistan &#8211; ha scritto non a caso <strong>Kadyr Toktogul</strong>, ex ambasciatore kirghiso negli Usa &#8211; sarei arrabbiato con il mio collega tagiko per aver rovinato il partito SCO a Samarcanda, a cui hanno partecipato più di una dozzina di capi di stato e di governo&#8221;.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">If I were the President of Uzbekistan, I’d be pissed at my Tajik colleague for spoiling the SCO party in Samarkand, Uzbekistan, attended by more than a dozen heads of state and government. <a href="https://t.co/CqJWUi0SS6">https://t.co/CqJWUi0SS6</a></p>
<p>&mdash; Kadyr M. Toktogul (@KadyrToktogulov) <a href="https://twitter.com/KadyrToktogulov/status/1570664997310861315?ref_src=twsrc%5Etfw">September 16, 2022</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Dal canto loro fonti tagike hanno invece accusato la controparte di <strong>provocazioni</strong> e di aver quindi generato tensioni durante la riunione di Samarcanda. Di certo, chiunque ha premuto per primo il grilletto era consapevole di poter sfruttare lo Sco per avere maggiore incidenza politica e mediatica.</p>
<h2>La nuova breccia tra gli alleati di Mosca</h2>
<p>Gli scontri tra Kirghizistan e Tagikistan hanno destato ovviamente maggiori perplessità al <strong>Cremlino</strong>. Entrambi i Paesi sono alleati di Mosca ed entrambi fanno parte dello <strong>Csto</strong>, l&#8217;organizzazione di difesa capeggiata dalla Russia. Un gruppo chiamato nelle ultime ore in causa a proposito delle nuove tensioni tra Armenia e Azerbaijan e che oggi più che mai appare zoppicante al suo interno. Per la diplomazia russa, gli scontri odierni sono l&#8217;ulteriore testimonianza della propria <strong>vulnerabilità</strong> attuale nelle aree dove si concentra la propria influenza e dove si concentrano i propri maggiori interessi. Un grattacapo in più a poche ore dalla sconfitta subita in Ucraina nella controffensiva di Izyum.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-si-parla-di-crisi-tra-kirghizistan-e-tajikistan.html">Perché si parla di crisi tra Kirghizistan e Tajikistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Russia e Tagikistan avranno un meccanismo di difesa aerea unico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russia-e-tagikistan-avranno-un-meccanismo-di-difesa-aerea-unico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2021 06:29:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA25512009-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA25512009-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA25512009-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA25512009-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA25512009-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA25512009-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA25512009-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Cremlino ha approvato un accordo tra Russia e Tagikistan sulla creazione di un sistema di difesa aerea unificato. Il decreto corrispondente, come riporta la Tass, è stato pubblicato lunedì sul portale ufficiale del governo russo. L&#8217;accordo tra la Federazione Russa e la Repubblica del Tagikistan sulla creazione del sistema di difesa aerea regionale unito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-tagikistan-avranno-un-meccanismo-di-difesa-aerea-unico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-tagikistan-avranno-un-meccanismo-di-difesa-aerea-unico.html">Russia e Tagikistan avranno un meccanismo di difesa aerea unico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA25512009-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA25512009-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA25512009-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA25512009-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA25512009-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA25512009-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Agenzia_Fotogramma_IPA25512009-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il Cremlino ha approvato un accordo tra <strong>Russia</strong> e <strong>Tagikistan</strong> sulla creazione di un sistema di difesa aerea unificato. Il decreto corrispondente, come riporta la <a href="https://tass.ru/armiya-i-opk/12929487" target="_blank" rel="noopener"><em>Tass</em></a>, è stato pubblicato lunedì sul portale ufficiale del governo russo.</p>
<p>L&#8217;accordo tra la Federazione Russa e la Repubblica del Tagikistan sulla creazione del sistema di difesa aerea regionale unito era stato firmato a a Dushanbe il 27 aprile 2021. I dettagli non sono stati resi noti, ma è ragionevole pensare che la Russia condividerà il suo sistema di comando, controllo e comunicazione (C3) in ambito della difesa aerea col Tagikistan, di fatto estendendo di parecchie centinaia di chilometri il suo raggio d&#8217;azione. Un comando unificato significa un unico dispositivo di allarme e reazione aerea, che si manifesta sia nella componente aerea (caccia intercettori), sia nella componente missilistica basata a terra, che può contare – da parte russa – su diversi sistemi mobili come gli S-350, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato.html" target="_blank" rel="noopener">S-400</a> e i nuovissimi <a href="https://it.insideover.com/guerra/test-sistema-s-500-bersaglio-colpito-distanza-record.html" target="_blank" rel="noopener">S-500</a> che sono recentemente <a href="https://tass.com/defense/1348691" target="_blank" rel="noopener">entrati in servizio</a> in un primo reggimento che è stato schierato in difesa di Mosca.</p>
<p>Si implementa quindi la collaborazione militare tra Russia e Tagikistan. Recentemente le truppe tagike e russe hanno svolto esercitazioni bilaterali presso il campo di addestramento di Momirak a 15/20 km dal confine tagiko-afghano, nel quadro dei nuovi accordi di sicurezza destinati a contrastare la possibile <strong>minaccia terroristica e insurrezionale</strong> che potrebbe generarsi col ritorno del regime dei talebani in Afghanistan. Mosca, infatti, nelle settimane precedenti la caduta di Kabul, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritiro-precipitoso-delloccidente-dallafghanistan-preoccupa-la-russia.html" target="_blank" rel="noopener">aveva espresso preoccupazione</a> in merito al “precipitoso” ritiro occidentale: “Oggi è impellente lavorare congiuntamente per neutralizzare le minacce provenienti dal territorio del vicino Afghanistan. Il ritiro precipitoso delle truppe straniere da lì ha provocato un rapido degrado della situazione, un aumento e un’impennata dell’attività terroristica. Questa situazione richiede l’adozione di misure appropriate. Tale lavoro è già in corso” erano state le parole, lo scorso luglio, del ministro della Difesa della Federazione Russa <strong>Sergei Shoigu</strong> annunciando una serie di future esercitazioni militari con il Tagikistan e l’Uzbekistan.</p>
<h2>Le manovre congiunte</h2>
<p>Quella serie di manovre bilaterali russo-tagike hanno coinvolto un migliaio di soldati, veicoli da combattimento, carri armati, artiglieria e vari tipi di armamenti avanzati, secondo i dati del ministero della Difesa di Dushanbe.</p>
<p>Come riportato in precedenza, le unità della base militare russa 201 di stanza in Tagikistan e le truppe tagike hanno svolto operazioni presso il poligono di Momirak simulando attività di contrasto a bande armate fuorilegge infiltrate. Come aveva affermato il vice comandante del distretto militare centrale russo, il generale Yevgeny Poplavsky, l&#8217;addestramento congiunto ha avuto lo scopo di prevenire le minacce che potrebbero sorgere al di fuori del Tagikistan o della Russia.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-308272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/asia-centrale-cartina--1024x723.png" alt="" width="1024" height="723" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/asia-centrale-cartina--1024x723.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/asia-centrale-cartina--300x212.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/asia-centrale-cartina--768x542.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/asia-centrale-cartina--1536x1085.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/asia-centrale-cartina--2048x1446.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il 18 ottobre 2021, il “blocco di sicurezza” rappresentato dai Paesi dell&#8217;Asia Centrale ex-sovietica ha dato il via alle esercitazioni Echelon 2021 e Search 2021, nonché alle manovre Interaction 2021 presso il campo di addestramento di Kharbmaidon in Tagikistan, come parte dell&#8217;esercitazione operativa e strategica della Combat Brotherhood 2021 della Csto (<em>Collective Security Treaty Organization</em>). In totale oltre 4mila soldati provenienti da Russia, Bielorussia, Armenia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan e più di 500 mezzi sono stati impiegati in operazioni congiunte per contrastare un attacco simulato di terroristi.</p>
<p>Mosca quindi guarda attentamente alla sua sfera di influenza in <strong>Asia Centrale</strong>, anche in considerazione della maggiore penetrazione di un suo “alleato” un po&#8217; scomodo: la <strong>Cina</strong>.</p>
<h2>L&#8217;intrusione cinese</h2>
<p>Pechino, recentemente, ha stabilito un piano col Tagikistan per <a href="https://it.insideover.com/politica/accordo-tra-cina-e-tagikistan-per-una-base-militare-al-confine-con-lafghanistan.html" target="_blank" rel="noopener">aprire una nuova base militare congiunta</a> al confine afghano: lo scorso 27 ottobre Dushanbe ha dato il nulla osta per la nuova installazione, la seconda cinese in territorio tagiko. Per la Cina, la sicurezza ai suoi confini occidentali è cruciale e fa parte dei suoi interessi principali in Asia Centrale, pertanto espandere la sua presenza in Tagikistan è lo strumento più rapido ed efficace che possiede in questo momento per preparare il contrasto a possibili attività terroristiche e insurrezionali provenienti dall&#8217;Afghanistan. A questo proposito Pechino cerca cooperazione con gli altri attori dell&#8217;area, <em>in primis</em> la Russia: questa estate i due Paesi hanno tenuto <a href="https://it.insideover.com/politica/nonostante-le-esercitazioni-quella-tra-russia-e-cina-non-e-unalleanza.html" target="_blank" rel="noopener">un’esercitazione congiunta</a> in Cina – la prima con questa caratteristica – con lo scopo di approfondire i meccanismi congiunti delle proprie forze armate per l’attività di antiterrorismo e <em>counter-insurgency</em>.</p>
<p>Nonostante questo, però, il Cremlino vede con fastidio l&#8217;intrusione cinese in quegli Stati che hanno fatto parte dell&#8217;Unione Sovietica, e la stipula di un meccanismo di difesa aerea unico – non congiunto – è un chiaro segnale lanciato dal Cremlino per ribadire la sua volontà di restare l&#8217;<strong>attore principale</strong> nella gestione di quell&#8217;immensa aerea geografica, che rappresenta per la Russia la sua porta meridionale verso “i mari caldi” e, per questioni etnico/religiose, potrebbe facilmente destabilizzarsi e causare un “effetto domino” che porterebbe instabilità interna, esattamente come avvenne per la Cecenia, che infiammò il Caucaso (e non solo) per quasi un decennio.</p>
<p>Bisogna anche considerare che Mosca si ritrova “alleata” di Pechino – <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-come-si-sta-sviluppando-la-strana-amicizia-tra-russia-e-cina.html" target="_blank" rel="noopener">se pur non si possa parlare di vera e propria alleanza</a> – per cause del tutto contingenti: la crescente ostilità occidentale l&#8217;ha spinta nelle spire del Dragone. Un&#8217;amicizia “innaturale”, ma che sta dando i suoi frutti: il volume degli scambi tra Russia e Cina, ad esempio, è aumentato del 29,8% su base annua. Non bisogna quindi dimenticare che alla base di questa amicizia c’è solo la comune visione di politica estera che <a href="https://it.insideover.com/politica/quando-la-russia-voleva-entrare-nella-nato.html" target="_blank" rel="noopener">rifiuta il ruolo egemonico statunitense</a> e “occidentale” e la rivendicazione del diritto di essere portatori di valori propri, se pur differenti. Culturalmente, sebbene i due Paesi condividano un lungo confine (spesso conteso e oggi molto delicato), non hanno nulla in comune: perfino la parentesi marxista è stata declinata in modo diverso, con divergenze talmente profonde da portare a un vero e proprio gelo, con qualche calda cannonata qualche decennio fa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-tagikistan-avranno-un-meccanismo-di-difesa-aerea-unico.html">Russia e Tagikistan avranno un meccanismo di difesa aerea unico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Accordo tra Cina e Tagikistan per una base militare al confine con l&#8217;Afghanistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/accordo-tra-cina-e-tagikistan-per-una-base-militare-al-confine-con-lafghanistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Nov 2021 07:09:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=334806</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="653" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Esercito-cinese-scaled-e1625379802203.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Esercito-cinese-scaled-e1625379802203.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Esercito-cinese-scaled-e1625379802203-300x102.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Esercito-cinese-scaled-e1625379802203-1024x348.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Esercito-cinese-scaled-e1625379802203-768x261.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Esercito-cinese-scaled-e1625379802203-1536x522.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Esercito-cinese-scaled-e1625379802203-2048x696.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Tagikistan ha approvato un piano per stabilire una nuova base militare con finanziamenti cinesi. Sembra che le autorità tagike si siano offerte di cedere il controllo a Pechino di una infrastruttura militare di confine posta all&#8217;interno del Paese. Tutto ciò sembrerebbe riflettere la volontà della Cina di affrontare la nuova situazione di sicurezza che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/accordo-tra-cina-e-tagikistan-per-una-base-militare-al-confine-con-lafghanistan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/accordo-tra-cina-e-tagikistan-per-una-base-militare-al-confine-con-lafghanistan.html">Accordo tra Cina e Tagikistan per una base militare al confine con l&#8217;Afghanistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="653" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Esercito-cinese-scaled-e1625379802203.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Esercito-cinese-scaled-e1625379802203.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Esercito-cinese-scaled-e1625379802203-300x102.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Esercito-cinese-scaled-e1625379802203-1024x348.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Esercito-cinese-scaled-e1625379802203-768x261.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Esercito-cinese-scaled-e1625379802203-1536x522.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Esercito-cinese-scaled-e1625379802203-2048x696.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>Tagikistan</strong> ha approvato un piano per stabilire una nuova base militare con <strong>finanziamenti cinesi</strong>. Sembra che le autorità tagike si siano offerte di cedere il controllo a Pechino di una infrastruttura militare di confine posta all&#8217;interno del Paese. Tutto ciò sembrerebbe riflettere la volontà della Cina di affrontare la nuova situazione di sicurezza che si sta venendo a creare in <strong>Afghanistan</strong> a seguito dell&#8217;acquisizione del potere da parte dei talebani. Anche Pechino, così come Mosca e Washington, teme che <strong>al-Qaeda</strong>, <strong>Stato Islamico</strong> e altre organizzazioni terroristiche possano sfruttare l&#8217;attuale situazione di incertezza e fondamentale debolezza di Kabul per intensificare le loro attività nel Paese così come nella regione geografica che lo circonda e in altre parti del mondo.</p>
<p>Sappiamo che il nulla osta del parlamento tagiko per la costruzione della base è arrivato lo scorso 27 ottobre, e che questa fa parte di un accordo più ampio tra il Ministero degli Interni di Dushanbe e il Ministero della Pubblica Sicurezza cinese. La struttura sarebbe situata nel villaggio di Vakhon nella provincia autonoma di Gorno-Badakhshan, secondo quanto riporta <a href="https://www.rferl.org/a/tajikistan-approves-chinese-base/31532078.html" target="_blank" rel="noopener"><em>Radio Free Europe/Radio Liberty</em></a>, posto in posizione strategica nel “corridoio del Wakhan” dell&#8217;Afghanistan, incuneato tra Tagikistan, Cina e Pakistan.</p>
<p>Fonti tagike affermano che per la costruzione della base si dovrebbero spendere circa <strong>10 milioni di dollari</strong>, ma non è chiaro quanto sarà pagato dal governo cinese. Le autorità di Dushanbe hanno poi affermato che, almeno ufficialmente, le truppe cinesi non saranno ospitate in modo permanente, pertanto la base si prevede che sarà occupata da elementi del gruppo di reazione rapida del Tagikistan, un&#8217;unità di forze speciali alle dipendenze del Ministero degli Interni, insieme ad altre forze regolari.</p>
<p>L&#8217;esatta funzione della nuova base è ancora sconosciuta, anche se il governo tagiko ha affermato che svolgerà compiti di polizia incentrati sulla lotta alla criminalità organizzata e che la struttura avrà “attrezzature speciali per il sistema informativo dell&#8217;Interpol” installate dalla Cina.</p>
<p>Pechino <a href="https://www.rferl.org/a/tajikistan-china-war-on-terror-afghan/31509466.html" target="_blank" rel="noopener">gestisce già una base militare in Tagikistan</a> nella regione di <strong>Murghab</strong>, anch&#8217;essa a ridosso del confine afghano vicino al “corridoio del Wakhan”. Si ritiene che la struttura sia in funzione da almeno cinque anni ed è stata oggetto di lavori di ingrandimento che ne sottolineano l&#8217;importanza: i dettagli sul sito militare cinese, come il finanziamento e la proprietà, non sono chiari, così come l&#8217;esatta natura delle operazioni che prendono il via da quell&#8217;avamposto situato lungo il confine.</p>
<p>La popolazione locale, però, riporta avvistamenti regolari di droni militari che decollano dalla corta pista presente nella base e la presenza di apparecchiature di sorveglianza</p>
<p>Sia il governo cinese che quello tagiko hanno <strong>ufficialmente negato</strong> l&#8217;esistenza della struttura e sono noti pochi dettagli sulla sua proprietà e sul suo funzionamento. Sappiamo che a luglio di quest&#8217;anno c&#8217;è stata la proposta di trasferire la proprietà della base alla Cina da parte del presidente tagiko Emomali Rahmon, ma non è noto l&#8217;esito di quell&#8217;offerta.</p>
<p>Per la Cina, la sicurezza ai suoi confini occidentali è cruciale e fa parte dei suoi interessi principali in Asia Centrale, pertanto espandere la sua presenza in Tagikistan è lo strumento più rapido ed efficace che possiede in questo momento per preparare il contrasto a possibili attività terroristiche e insurrezionali. A questo proposito Pechino cerca cooperazione con gli altri attori dell&#8217;Asia Centrale, <em>in primis</em> la <strong>Russia</strong>: questa estate i due Paesi hanno tenuto <a href="https://it.insideover.com/politica/nonostante-le-esercitazioni-quella-tra-russia-e-cina-non-e-unalleanza.html" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;esercitazione congiunta</a> in Cina – la prima con questa caratteristica – con lo scopo di approfondire i meccanismi congiunti delle proprie forze armate per l&#8217;attività di <strong>antiterrorismo</strong> e <strong><em>counter-insurgency</em></strong>.</p>
<p>D&#8217;altronde per anni la Cina ha lanciato l&#8217;allarme sul fatto che gli <strong>estremisti uiguri</strong> potrebbero utilizzare l&#8217;Afghanistan come base di partenza per attacchi contro obiettivi cinesi nella regione o nella provincia occidentale dello Xinjiang.</p>
<p>Mentre la portata della minaccia rappresentata dai militanti uiguri è dubbia, con molti analisti che affermano che i miliziani manchino di coordinamento e del numero per lanciare attacchi, la prospettiva che le minacce terroristiche si diffondano in e dall&#8217;Afghanistan sono una preoccupazione centrale per i politici cinesi al pari di quelli russi o statunitensi.</p>
<p>Mosca, ad esempio, già durante il precipitoso ritiro statunitense e della Nato dall&#8217;Afghanistan <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritiro-precipitoso-delloccidente-dallafghanistan-preoccupa-la-russia.html" target="_blank" rel="noopener">aveva espresso i suoi timori</a> che si potesse assistere a una concomitante rinascita dell&#8217;attività terroristica non solo interna, ma anche nelle regioni limitrofe, con particolare attenzione alle repubbliche dell&#8217;<strong>Asia Centrale ex sovietica</strong> che fanno parte della sua <strong>sfera di influenza</strong> e che, se dovessero incappare in scenari “ceceni” potrebbero innescare un effetto domino del jihadismo in quasi tutto l&#8217;estero vicino di Mosca.</p>
<p>Washington, <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/allarme-dellintelligence-usa-lis-khorasan-pronto-a-colpire-entro-sei-mesi.html" target="_blank" rel="noopener">proprio qualche giorno fa</a> – ma in modo del tutto slegato alla notizia della base tagika &#8211; ha lanciato l&#8217;allarme sulla possibilità che l&#8217;<strong>Iskp</strong>, lo Stato Islamico della provincia di Khorasan, possa essere in grado di tornare a colpire gli Usa entro sei mesi. Diventa importante quindi stabilire un “cordone sanitario” intorno all&#8217;Afghanistan per evitare che si assista alla rinascita del terrorismo islamico. Una fascia di sicurezza che, però, nella volontà di Mosca e di Pechino, deve escludere la presenza statunitense per tenere lontana Washington dall&#8217;Asia Centrale. Mercoledì 27 il ministro degli Esteri russo <strong>Sergej Lavrov</strong> ha rilasciato una dichiarazione in cui si invitavano i Paesi confinanti con l’Afghanistan a non ospitare le forze militari degli Stati Uniti o della Nato. Secondo Mosca gli Stati Uniti stanno cercando di instaurarsi nel vicinato afghano con il pretesto di combattere contro i gruppi terroristici, stabilendo basi.</p>
<p>Tornando alla notizia principale, avere rapporti più stretti col Tagikistan per la Cina significa anche mettere al sicuro “le spalle” in funzione del contrasto all&#8217;<strong>India</strong> nel Kashmir. Nuova Delhi, in questo rinnovato contesto di instabilità, potrebbe cercare di cooperare efficacemente con Dushanbe per dare scacco matto alle sfide alla sicurezza provenienti dall&#8217;Afghanistan. La cooperazione tra i due Paesi, <a href="https://economictimes.indiatimes.com/news/india/afghan-crisis-and-the-importance-of-india-tajikistan-cooperation/articleshow/86815412.cms" target="_blank" rel="noopener">come riportano gli analisti indiani</a>, è necessaria in questo frangente perché entrambi condividono una visione comune sulla sicurezza e sulla stabilità nel Paese ora governato dai talebani. Del resto India e Tagikistan hanno cooperato in passato per opporsi ai talebani sin da quando presero il potere <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-civile-in-afghanistan.html" target="_blank" rel="noopener">a metà degli anni &#8217;90</a>, e Nuova Delhi ha sostenuto l&#8217;ex governo di Kabul proprio in funzione di contrasto al <strong>Pakistan</strong> e alla Cina. Ora, coi talebani al potere, la scacchiera si è ribaltata e l&#8217;India rischia di essere esclusa se non riuscirà a intessere legami più profondi coi Paesi della regione.</p>
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		<title>La resistenza nel Panjshir e il “piccolo grande gioco” per l&#8217;Afghanistan dei talebani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-resistenza-nel-panjshir-e-il-piccolo-grande-gioco-per-lafghanistan-dei-talebani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Sep 2021 07:37:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Panjsher-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il mausoleo di Massoud nella valle del Panjshir" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Panjsher-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Panjsher-2-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Panjsher-2-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Panjsher-2-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ultima resistenza ai talebani si è delineata, quasi da subito, nella valle del Panjshir, i cui abitanti, storicamente, si sono sempre opposti in armi sia agli “studenti di Dio”, sia alle forze di invasione sovietiche. La valle è stata la culla, infatti, di Ahmad Shah Massoud, il “Leone del Panjshir” che prima è stato uno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-resistenza-nel-panjshir-e-il-piccolo-grande-gioco-per-lafghanistan-dei-talebani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-resistenza-nel-panjshir-e-il-piccolo-grande-gioco-per-lafghanistan-dei-talebani.html">La resistenza nel Panjshir e il “piccolo grande gioco” per l&#8217;Afghanistan dei talebani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Panjsher-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il mausoleo di Massoud nella valle del Panjshir" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Panjsher-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Panjsher-2-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Panjsher-2-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Panjsher-2-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;ultima resistenza ai talebani si è delineata, quasi da subito, nella valle del <strong>Panjshir</strong>, i cui abitanti, storicamente, si sono sempre opposti in armi sia agli “studenti di Dio”, sia alle forze di invasione sovietiche. La valle è stata la culla, infatti, di <a href="https://it.insideover.com/schede/storia-2/la-vita-di-ahmad-shah-massoud-il-leone-del-panjshir.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ahmad Shah Massoud</strong></a>, il “Leone del Panjshir” che prima è stato uno dei capi della guerriglia contro l&#8217;Armata Rossa e poi ha strenuamente combattuto i talebani, sino alla sua morte avvenuta il 9 settembre del 2001. Nella valle vivono afghani di etnia tagika: fattore da tenere in considerazione per la disamina che stiamo per effettuare.</p>
<p>I capi dell&#8217;attuale resistenza al regime dei talebani sono il figlio di Massoud, Ahmad, e <strong>Amrullah Saleh</strong>, ex vice presidente afghano, a capo dei servizi segreti dal 2004 al 2010, e già combattente, insieme al generale Abdul Rashid Dostum, nell&#8217;Alleanza del Nord.</p>
<p>Attualmente la resistenza in Panjshir sembra avere i giorni contati. Lunedì i talebani hanno <a href="https://www.reuters.com/world/india/taliban-claim-control-panjshir-evacuation-flights-await-clearance-2021-09-06/" target="_blank" rel="noopener">rivendicato la vittoria</a> nell&#8217;ultima parte dell&#8217;Afghanistan che ancora resiste al loro dominio, dichiarando che la cattura della valle e completando così la conquista del Paese.</p>
<p>Le immagini sui social network li mostrano davanti al cancello del complesso del governatore provinciale del Panjshir dopo giorni di combattimenti contro il Fronte di Resistenza Nazionale dell&#8217;Afghanistan (Nrfa). La propaganda talebana ha anche mostrato immagini del mausoleo di Ahmad Shah passato sotto loro controllo, mentre sembra che la valle, sostanzialmente, sia stata quasi del tutto conquistata e la resistenza confinata alle cime della montagne, da dove Massoud continua a lanciare il suo guanto di sfida.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=308&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FPaoloMauriReporter%2Fvideos%2F3057696261133303%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="308" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Le notizie che ci arrivano dal Panjshir sono frammentarie e spesso è quasi impossibile che trovino conferma. Possiamo però cercare di ricostruire quanto è accaduto, e sta accadendo, per mettere in luce il “piccolo grande gioco” che si sta delineando nel nuovo Afghanistan talebano.</p>
<p>La resistenza del Nrfa si è organizzata, grossomodo, intorno a due nuclei: i fedeli di Massoud e milizie di “sbandati” dell&#8217;ex esercito regolare afghano (Ana). Queste ultime, arroccatesi nel Panjshir, spesso e volentieri hanno operato in modo del tutto autonomo rispetto alle forze del figlio del “Leone del Panjshir”.</p>
<p>Il <strong>Tagikistan</strong>, che ha un confine lungo circa 1300 chilometri con l&#8217;Afghanistan, sembra avere un qualche tipo di ruolo in questa ultima resistenza. L&#8217;ex presidente Ashraf Ghani, ad esempio, ha preso la via di Dushanbe nella sua fuga da Kabul, ma risulta che anche dei cittadini tagiki abbiano attraversato il confine per unirsi alla lotta contro i talebani. Questa solidarietà sottolinea le <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/will-tajikistan-join-panjshir-valleys-fight-against-taliban-193173" target="_blank" rel="noopener">strette relazioni</a> che esistono a livello locale tra le comunità nel nord dell&#8217;Afghanistan e nel sud del Tagikistan.</p>
<p>La valle del Panjshir, come già accennato, è una regione <strong>etnicamente diversificata</strong> che ospita una vasta popolazione di etnia tagika, pari a circa il 25%. Questa connessione etnica ha stimolato il <strong>sostegno</strong> di parti della società tagika che vogliono aiutare chi vive oltre confine. In una recente lettera aperta indirizzata al presidente del Tagikistan <strong>Emomali Rahmon</strong> di un gruppo di cittadini di Kulob, una città nella parte meridionale del Paese a circa trenta miglia dal confine con l&#8217;Afghanistan, è stato chiesto il permesso di unirsi alle milizie anti-talebane che combattono nella valle del Panshir. Sembra che circa 1800 uomini siano disposti a prendere le armi e contrastare i talebani.</p>
<p>Ufficialmente Dushanbe non sta appoggiando la resistenza, e ha ricordato che chi dovesse combattere in Panjshir commetterà un crimine. Nonostante le dure prese di posizione verso questa iniziativa, il governo tagiko non è intenzionato, per il momento, a concedere riconoscimento internazionale ai talebani: il presidente Rahmon ha infatti detto, in una nota ufficiale, che il Tagikistan non riconoscerà un governo talebano che non includa rappresentanti di gruppi minoritari, riferendosi specificatamente alla minoranza tagika.</p>
<p>Ufficiosamente le cose, però, potrebbero essere molto diverse. Nei giorni scorsi, in particolare in quelli immediatamente successivi alla caduta di Kabul e all&#8217;inizio della resistenza in Panjshir, alcune fonti non confermate hanno segnalato l&#8217;<strong>arrivo di elicotteri</strong> delle forze armate tagike nella valle carichi di rifornimenti. Ora sembra che questi voli clandestini siano terminati, e dietro questa decisione potrebbe esserci lo zampino di Mosca: la <strong>Russia</strong> sembra infatti intenzionata a riconoscere il regime dei talebani – insieme alla <strong>Cina</strong> e al <strong>Pakistan</strong> – pur avendo un atteggiamento molto cauto: il Cremlino teme un possibile <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritiro-precipitoso-delloccidente-dallafghanistan-preoccupa-la-russia.html" target="_blank" rel="noopener">riacutizzarsi del <em>jihad</em> con un possibile “effetto domino”</a> nel suo estero vicino in Asia Centrale, rappresentato proprio dal Tagikistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Turkmenistan e Kazakistan.</p>
<p>Mosca pertanto, per cercare di non irritare i talebani e poter avere maggiore influenza nel nuovo Afghanistan proprio in funzione al contrasto al terrorismo e ai movimenti insurrezionali, potrebbe aver intimato a Dushanbe di cessare il sostegno alla resistenza in Pajshir. Il Tagikistan <a href="https://asiaplustj.info/en/news/tajikistan/politics/20210824/tajikistan-denies-reports-on-sending-weapons-for-anti-taliban-army-in-panjshir-as-unfounded" target="_blank" rel="noopener">nega fermamente</a> di aver inviato aiuti, e anche lo stesso Fronte di Resistenza smentisce la fornitura di armi e munizioni, nel frattempo, però, si segnala che Amrullah Saleh <a href="https://www.news18.com/news/world/amrullah-saleh-has-fled-to-tajikistan-with-panjshir-commanders-amid-taliban-push-report-4162781.html" target="_blank" rel="noopener">possa aver trovato rifugio proprio nel Paese</a>, da dove potrebbe continuare a organizzare la, sempre più sola, resistenza.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">The <a href="https://twitter.com/hashtag/Pakistani?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Pakistani</a> military are assisting the <a href="https://twitter.com/hashtag/Taliban?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Taliban</a> offensive in <a href="https://twitter.com/hashtag/Panjshir?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Panjshir</a>  &#8211; Including 27 helicopters full of Pakistani Special Forces, backed up by Pakistani <a href="https://twitter.com/hashtag/drone?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#drone</a> strikes. CENTCOM source tell <a href="https://twitter.com/FoxNews?ref_src=twsrc%5Etfw">@FoxNews</a>.</p>
<p>&mdash; Benjamin Hall (@BenjaminHallFNC) <a href="https://twitter.com/BenjaminHallFNC/status/1435174157164105729?ref_src=twsrc%5Etfw">September 7, 2021</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Sul fronte opposto, quello talebano, il contrasto ai “ribelli” di Massoud e Saleh è stato aiutato dal Pakistan. Sappiamo che sabato scorso, il capo dell&#8217;intelligence pakistana (l&#8217;<strong>Isi</strong>), il generale <strong>Faiz Hameed</strong>, è volato a Kabul. Non è chiaro quale sia il motivo della visita, ma fonti pakistane hanno detto ad <a href="https://english.alarabiya.net/News/world/2021/09/07/Pakistan-gave-military-aid-to-Taliban-in-fight-against-Panjshir-resistance-Report" target="_blank" rel="noopener"><em>al-Arabiya</em></a> che Hameed potrebbe aiutare i talebani a riorganizzare l&#8217;esercito afghano. Sempre il network emiratino afferma che Islamabad abbia fornito supporto diretti ai talebani nella loro offensiva in Panjshir. In particolare, come afferma anche <a href="https://www.news18.com/news/world/exclusive-pakistan-helping-taliban-in-fight-against-panjshir-resistance-airdrops-special-forces-4168295.html" target="_blank" rel="noopener"><em>Cnn-News18</em></a>, le forze speciali talebane avrebbero usufruito di elicotteri e droni pakistani.</p>
<p>Si sta delineando un fronte internazionale, un nuovo piccolo “grande gioco”, che ha il suo cuore – per il momento – nel Panjshir. Anche l&#8217;<strong>Iran</strong>, infatti, che negli ultimi anni ha <a href="https://it.insideover.com/politica/lamicizia-impossibile-che-lega-liran-ai-talebani.html" target="_blank" rel="noopener">cinicamente supportato i talebani</a> in chiave anti-Usa, ora sta sollevando proteste proprio per quanto riguarda il coinvolgimento del Pakistan: dapprima per il blocco della valle ribelle, chiedendo negoziati, poi, ha condannato apertamente il supporto di Islamabad per bocca del portavoce del Ministero degli Affari Esteri, <strong>Saeed Khatibzadeh</strong>, che ha <a href="https://timesofindia.indiatimes.com/world/south-asia/iran-slams-pakistans-role-in-panjshir-valley-wants-probe/articleshow/85992104.cms" target="_blank" rel="noopener">affermato</a> che “condanniamo gli attacchi con la massima fermezza… e l&#8217;ingerenza straniera…. deve essere indagata”.</p>
<p>La resistenza in Panjshir ha scoperto ulteriormente le carte degli interessi internazionali che passano per l&#8217;Afghanistan e che non riguardano solo l&#8217;accesso alle sue <a href="https://it.insideover.com/energia/litio-terre-rare-ma-non-solo-ecco-le-ricchezze-dellafghanistan.html" target="_blank" rel="noopener">preziose risorse minerarie</a>, ma<span style="font-size: 1rem;"> anche il controllo di un Paese geograficamente posto in una posizione strategica nel cuore dell&#8217;Asia Centrale, in un momento in cui le potenze globali stanno lottando nuovamente per ottenere l&#8217;egemonia economico/commerciale.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-resistenza-nel-panjshir-e-il-piccolo-grande-gioco-per-lafghanistan-dei-talebani.html">La resistenza nel Panjshir e il “piccolo grande gioco” per l&#8217;Afghanistan dei talebani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Russia, Uzbekistan e Tagikistan: esercitazione militare congiunta al confine con l&#8217;Afghanistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/russia-uzbekistan-e-tagikistan-esercitazione-militare-congiunta-al-confine-con-lafghanistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Piergallini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Aug 2021 18:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=gallery&#038;p=328246</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/13448256_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/13448256_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/13448256_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/13448256_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/13448256_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/13448256_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/13448256_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Circa 2.500 truppe russe, tagiche e uzbeche con oltre 500 veicoli militari hanno concluso martedì le loro esercitazioni destinate a simulare una risposta comune a potenziali minacce alla sicurezza provenienti dall'Afghanistan. Per i tre Paesi si è trattato di un passaggio molto delicato, un banco di prova per testare la tenuta dell'Asia centrale, il cortile di casa di Mosca. Dietro alle operazioni i timori che il caos afghano possa in qualche modo tracimare oltre confine. Le preoccupazioni derivano soprattutto dal rischio di una nuova guerra civile nel Paese dopo il frettoloso ritiro dell'esercito americano. I timori sono legati soprattutto a un possibile collasso del governo di Kabul per opera dei Talebani che nelle ultime settimane hanno conquistato diversi centri nevralgici in tutto il Paese. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/russia-uzbekistan-e-tagikistan-esercitazione-militare-congiunta-al-confine-con-lafghanistan.html">Russia, Uzbekistan e Tagikistan: esercitazione militare congiunta al confine con l&#8217;Afghanistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il ritiro “precipitoso” dell&#8217;Occidente dall&#8217;Afghanistan preoccupa la Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-ritiro-precipitoso-delloccidente-dallafghanistan-preoccupa-la-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2021 14:52:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Afghanistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1327" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/afghansintan-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/afghansintan-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/afghansintan-la-presse-300x207.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/afghansintan-la-presse-1024x708.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/afghansintan-la-presse-768x531.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/afghansintan-la-presse-1536x1061.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Oggi è impellente lavorare congiuntamente per neutralizzare le minacce provenienti dal territorio del vicino Afghanistan. Il ritiro precipitoso delle truppe straniere da lì ha provocato un rapido degrado della situazione, un aumento e un&#8217;impennata dell&#8217;attività terroristica. Questa situazione richiede l&#8217;adozione di misure appropriate. Tale lavoro è già in corso”. Così si è espresso mercoledì in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritiro-precipitoso-delloccidente-dallafghanistan-preoccupa-la-russia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritiro-precipitoso-delloccidente-dallafghanistan-preoccupa-la-russia.html">Il ritiro “precipitoso” dell&#8217;Occidente dall&#8217;Afghanistan preoccupa la Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1327" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/afghansintan-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/afghansintan-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/afghansintan-la-presse-300x207.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/afghansintan-la-presse-1024x708.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/afghansintan-la-presse-768x531.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/afghansintan-la-presse-1536x1061.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>“Oggi è impellente lavorare congiuntamente per neutralizzare le minacce provenienti dal territorio del vicino <strong>Afghanistan</strong>. Il ritiro precipitoso delle truppe straniere da lì ha provocato un rapido degrado della situazione, un aumento e un&#8217;impennata dell&#8217;attività terroristica. Questa situazione richiede l&#8217;adozione di misure appropriate. Tale lavoro è già in corso”. Così si è espresso mercoledì in una dichiarazione alla <a href="https://tass.ru/armiya-i-opk/12001601" target="_blank" rel="noopener"><em>Tass</em> </a>il ministro della Difesa della Federazione Russa <strong>Sergei Shoigu</strong> annunciando una serie di future esercitazioni militari con il <strong>Tagikistan</strong> e l&#8217;<strong>Uzbekistan</strong>.</p>
<p>“In generale, se parliamo della nostra cooperazione, si sta sviluppando con successo. Stiamo conducendo un ampio complesso di manovre con il Tagikistan, associate alle minacce che sorgono. Più in là prevediamo esercitazioni con i nostri colleghi uzbeki, quindi triple &#8211; Russia, Uzbekistan , Tagikistan. Si spera che le terremo nei tempi previsti e con l&#8217;effetto previsto” ha aggiunto ancora Shoigu.</p>
<p>Shoigu ha osservato che “sorgono molti tipi diversi di rischi e minacce alla sicurezza” ma “tuttavia, dobbiamo, sia all&#8217;interno della <strong>Csto</strong> (Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva n.d.r.) sia all&#8217;interno dell&#8217;Organizzazione per la Cooperazione di <strong>Shanghai</strong>, non solo discutere questioni, ma anche prendere decisioni e misure appropriate per garantire la sicurezza dei confini e dei territori dei paesi del Trattato”, ha affermato il ministro, rilevando che sono in corso di valutazione provvedimenti per garantire la sicurezza del confine tagiko-afghano.</p>
<p>Shoigu ha inoltre precisato che l&#8217;incontro con il ministro della Difesa del Tagikistan offre l&#8217;occasione per discutere di questioni di sicurezza nella regione dell&#8217;Asia Centrale. “Questo è qualcosa che oggi non solo preoccupa noi e che riguarda non solo le nostre relazioni bilaterali, ma anche le relazioni di tutti gli Stati di confine. Abbiamo qualcosa di cui discutere in termini di cooperazione tecnico-militare” ha concluso il ministro.</p>
<p>Per cercare quindi di prevenire le possibili future minacce di tipo terroristico – date quasi per certe dal Cremlino – <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-in-afghanistan-e-una-guerra-persa-intervista-a-claudio-bertolotti-del-cemiss.html" target="_blank" rel="noopener">derivanti dal ritiro degli Usa e della Nato dall&#8217;Afghanistan</a>, il Cremlino rinsalda i suoi legami coi Paesi del suo “<strong>estero vicino</strong>” (<em>near abroad</em>). Non solo esercitazioni militari congiunte, che da quanto affermato si terranno in Tagikistan, ma anche maggiore cooperazione militare: sono state infatti organizzate ulteriori consegne gratuite di armi e attrezzature russe per equipaggiare l&#8217;esercito tagiko e Mosca, parallelamente, ne continua l&#8217;attività di formazione per metterlo in grado di svolgere attività di contrasto al terrorismo. Il ministro Shoigu ha infatti precisato che operatori tagiki vengono formati sia nelle università militari sia presso la 201esima base militare russa in Tagikistan per stabilire i piani atti a respingere congiuntamente la possibile penetrazione di militanti appartenenti al fondamentalismo islamico.</p>
<p>Per quanto riguarda le esercitazioni congiunte, Shoigu ha affermato durante una riunione ministeriale tenutasi a <strong>Dushanbe</strong>, che i militari di Russia, Tagikistan e Uzbekistan, durante le esercitazioni che si terranno in Asia Centrale la prossima settimana, elaboreranno piani per distruggere le formazioni di banditi, condurre ricognizioni aeree e proteggere i siti sensibili.</p>
<p>Sempre in quest&#8217;ottica a settembre, presso il campo di addestramento di Donguzsky nella regione di Orenburg, è prevista l&#8217;<strong>apertura di un comando militare</strong> antiterrorismo congiunto.</p>
<p>Esercitazioni simili, ma con la partecipazione di soldati dei Paesi del Csto, si terranno in autunno in Kirghizistan e Tagikistan, mentre in futuro, per rispondere congiuntamente alle possibili minacce terroristiche, la Russia si propone di coinvolgere contingenti militari delle forze collettive di reazione rapida (Crrf) dell&#8217;Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva insieme a unità di altri <strong>Paesi amici</strong>.</p>
<p>In precedenza, il servizio stampa del distretto militare centrale ha riferito che oltre <strong>1500 soldati</strong> di Russia, Tagikistan e Uzbekistan prenderanno parte alle esercitazioni presso il campo di addestramento di Harb-Maidon, a 20 chilometri dall&#8217;Afghanistan, che si terranno da 5 al 10 agosto.</p>
<p>Il Cremlino teme quindi che l&#8217;<strong>ondata talebana</strong> che sta sopraffacendo inesorabilmente le forze nazionali di sicurezza afghane (Ansf), possa seriamente minacciare la stabilità della sua sfera di influenza, quel “estero vicino” rappresentato da quei Paesi un tempo sotto la dominazione sovietica che hanno sempre svolto un ruolo cruciale nella sicurezza interna della Russia. In questo caso l&#8217;attenzione viene rivolta quindi verso le repubbliche dell&#8217;Asia Centrale ex sovietica, sia per questioni geografiche di vicinanza all&#8217;Afghanistan, sia perché si teme che l&#8217;estremismo islamico possa attecchire nell&#8217;<em>humus</em> culturale locale.</p>
<p>Del resto l&#8217;esperienza in <strong>Cecenia</strong> è ancora ben viva nella mente dei russi, e questa volta il Cremlino non si vuole farsi trovare impreparato e dover combattere una guerra sanguinosa e lunga come è stata quella cecena.</p>
<p>Csto e Organizzazione per la Cooperazione di Shangai sono strumenti giuridici che permettono a Mosca di avere una certa forma di controllo del suo vicinato, sebbene non si tratti di alleanze altamente altamente vincolanti e “ferree” come fu il Patto di Varsavia o il Comecon: fondamentalmente si tratta di organizzazioni per la cooperazione nell&#8217;ambito della sicurezza (principalmente per la lotta ai separatismi) miranti al benessere economico e alla stabilità degli Stati che ne fanno parte.</p>
<p>Un Afghanistan tornato sotto il tallone talebano potrebbe quindi minare questa stabilità aprendo un nuovo fronte, oltre quello europeo, per la Russia spingendola ulteriormente <strong>nelle braccia della Cina</strong>: il 28 luglio, il consigliere di Stato cinese e ministro della Difesa <strong>Wei Fenghe</strong> ha avuto colloqui con Shoigu proprio a Dushanbe, dove, tra le altre cose, sono stati discussi i termini per la continuazione del rafforzamento della cooperazione strategica a tutto tondo nelle relazioni sino-russe. Wei ha sottolineato che nell&#8217;affrontare le mutevoli situazioni in Afghanistan e in Asia Centrale, e nella lotta congiunta contro il terrorismo, le due parti dovrebbero raggiungere un comune indirizzo, rafforzare la cooperazione e coordinare le azioni, salvaguardando risolutamente gli interessi fondamentali di Cina e Russia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritiro-precipitoso-delloccidente-dallafghanistan-preoccupa-la-russia.html">Il ritiro “precipitoso” dell&#8217;Occidente dall&#8217;Afghanistan preoccupa la Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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