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	<title>Striscia di Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Striscia di Gaza Archives - InsideOver</title>
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		<title>Lo studio contro la cancellazione: il professor Simonetta e il progetto per i ragazzi di Gaza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 15:18:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Gaza.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Gaza-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Gaza-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Gaza-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Gaza-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p> Una serie di borse di studio per i ragazzi di Gaza. Un professore, l'Università di Milano e il coraggio di crederci.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lo-studio-contro-la-cancellazione-il-professor-simonetta-e-il-progetto-per-i-ragazzi-di-gaza.html">Lo studio contro la cancellazione: il professor Simonetta e il progetto per i ragazzi di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Gaza.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Gaza-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Gaza-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Gaza-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Gaza-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Quando il professor <strong>Stefano Simonett</strong>a parla, la sua voce non cerca mai l’enfasi. Non ne ha bisogno. È una voce che si è fatta carico dell’attesa, della responsabilità, del peso di decisioni che raramente spettano a chi insegna Filosofia medievale. Una voce che parla del valore del lavoro di squadra, dei colleghi che hanno lottato con lui, <strong>delle persone che hanno creduto in un progetto arduo e dall’esito incerto.</strong> Ed è proprio dalla sua voce che parte questa storia: da un professore, da un’Università pubblica, da una squadra di persone che hanno lavorato assieme, dal diritto allo studio come ultimo argine contro la distruzione.</p>



<p>Ci incontriamo online. Non per scelta, ma per necessità. Il professor Simonetta è in costante movimento: tra riunioni istituzionali, viaggi ad Amman, telefonate quotidiane con ragazzi e ragazze che fino a poche settimane fa vivevano sotto i droni. <strong>Gaza non è sullo sfondo di questa conversazione: è dentro ogni frase, anche quando non viene nominata.</strong> Stefano Simonetta è prorettore al Diritto allo studio all’Università degli Studi di Milano. Ma prima ancora – e forse soprattutto – è qualcuno che da oltre dieci anni lavora con studenti detenuti, costruendo percorsi di formazione dentro il carcere. È lì che matura una convinzione semplice e radicale: l’istruzione non è un privilegio, ma una forma di giustizia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/simonetti-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-499054" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/simonetti-768x1024.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/simonetti-225x300.jpg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/simonetti-600x800.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/simonetti.jpg 960w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">660 candidati per dieci borse di studio</h2>



<p>Quando, nella primavera del 2025, nasce il bando per le borse di studio destinate a studenti e studentesse palestinesi, Simonetta capisce immediatamente che non si tratta di un’iniziativa simbolica. O almeno, non deve esserlo. Più di cinquemila domande arrivano dai territori palestinesi, la stragrande maggioranza da Gaza. Cinquemila richieste di futuro. <strong>Alla Statale arrivano seicentosessanta candidature per dieci borse iniziali.</strong> Leggere quei dossier non è come valutare un curriculum accademico. È un esercizio di responsabilità morale.</p>



<p>«Avremmo voluto prenderli tutti», dice. Invece bisogna scegliere. I migliori, i più giovani, chi viene da Gaza, cercando una parità di genere possibile dentro una tragedia che non conosce equilibrio. <strong>Le borse diventano ventuno, poi trentuno. Ogni borsa costa dodicimila euro l’anno</strong>. Molti di quei ragazzi studieranno Medicina: sei anni di investimento, di fiducia, di tempo lungo. Altri invece scelgono Farmacia, Scienze Infermieristiche, Odontoiatria. Tutto ciò che può “riempire i vuoti lasciati da chi è stato ucciso a Gaza nel tentativo di aiutare”. Non sono fondi ministeriali. Sono soldi messi dagli atenei. Scelte politiche, nel senso più pieno del termine.</p>



<p>Ma assegnare una borsa non significa salvare qualcuno. Il vero nodo è farli arrivare. Ed è qui che il racconto si fa più fragile, più teso. <strong>Perché uscire da Gaza non è un atto amministrativo: è una trattativa permanente con l’imprevedibile.</strong> Le autorità italiane lavorano, ma lentamente e non potrebbe essere altrimenti. Non per mancanza di volontà, ma per via della burocrazia Israeliana. Le risposte spesso sono evasive, l’attesa estenuante. L’estate passa così, tra rinvii, promesse, silenzi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Quando sarà vero ve lo dirò&#8221;</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="769" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/photo_2025-10-18-11.26.10-1024x769.jpeg" alt="" class="wp-image-499076" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/photo_2025-10-18-11.26.10-1024x769.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/photo_2025-10-18-11.26.10-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/photo_2025-10-18-11.26.10-768x577.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/photo_2025-10-18-11.26.10-600x450.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/photo_2025-10-18-11.26.10.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>In quei mesi Simonetta scrive ai ragazzi ogni giorno. Messaggi brevi, sobri. Non promette ciò che non può mantenere. «Quando sarà vero, ve lo dirò». Sa che una parola sbagliata può far crollare tutto. <strong>“Durante i mesi di attesa avevo appeso in studio una mappa di Gaza</strong>: mi facevo dire dai ragazzi dove si trovavano e segnavo il punto dove erano le loro tende. Era un modo per sentirli più vicini, per seguire i loro movimenti, per capire da dove sarebbero potuti uscire. Anche ora che sono arrivati, la mappa è ancora al suo posto”.</p>



<p>Simonetta mi racconta di una studentessa che, durante i mesi di attesa, gli aveva chiesto cosa significasse davvero la parola “hope”. Non voleva una traduzione ma un senso: “Ci ho pensato per ore, non volevo dirle qualcosa di stupido o scontato”. Alla fine le aveva risposto parlando di colori, di una speranza che può tornare verde, come un semaforo che dia il via libera. Non è retorica ma un linguaggio minimo per un dolore massimo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/IMAGE-2025-11-27-12_32_08-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-499078" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/IMAGE-2025-11-27-12_32_08-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/IMAGE-2025-11-27-12_32_08-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/IMAGE-2025-11-27-12_32_08-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/IMAGE-2025-11-27-12_32_08-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/IMAGE-2025-11-27-12_32_08.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Quando il via libera per l’uscita da Gaza arriva, è il momento del viaggio. Simonetta vorrebbe andare a Gaza, compiere il viaggio con i “suoi ragazzi” ma è impossibile. Ma ha promesso loro che sarebbe andato a prenderli e dunque parte per il solo luogo che può raggiungere: <strong>la Giordania</strong>. L’esercito israeliano intanto ha convocato i ragazzi e le ragazze: devono presentarsi alle due di notte con uno zaino, un telefono, un caricatore. Nessun accompagnatore. Lasciare Gaza significa lasciare la famiglia senza sapere quando – e se – ci si rivedrà. E affrontare anche il terrore di<br>essere costretti a tornare indietro a metà strada.</p>



<p>I viaggi verso il confine durano venti, ventidue, ventisette ore. Un tempo infinito per coprire un tratto di strada che in condizioni normali non richiederebbe più di quattro o cinque ore. <strong>Gli autobus dove viaggiano i ragazzi sono scortati da Croce Rossa e Mezzaluna Rossa</strong> ma anche questo non è garanzia di sicurezza: vengono colpiti infatti e si corre il serio rischio di doversi fermare, di dover tornare indietro.<br>Simonetta attende ad Amman: vuole essere la prima persona che vedono fuori dalla Striscia. Quando i ragazzi e le ragazze scendono dall’autobus sono stremati. Piangono. Lui piange. «È stato come il giorno in cui è nato mio figlio», racconta. Non ha salvato delle vite, dice. Ma non ha mai lasciato loro la mano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La conquista del tempo</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/IMAGE-2025-11-27-12_32_12-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-499082" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/IMAGE-2025-11-27-12_32_12-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/IMAGE-2025-11-27-12_32_12-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/IMAGE-2025-11-27-12_32_12-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/IMAGE-2025-11-27-12_32_12-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/IMAGE-2025-11-27-12_32_12.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Oggi quei ragazzi vivono a Milano, in una residenza vicino all’università. Hanno stanze, buoni pasto, assistenza sanitaria, corsi di italiano, supporto psicologico. Ma soprattutto hanno tempo. Tempo per studiare. Tempo per respirare. Tempo per non essere un simbolo. «Non vogliamo essere eroi», gli hanno detto. E lui li ha protetti. Dalla stampa, dagli eventi, dalle bandiere sotto le finestre, <strong>“ho fatto da padre, ho fatto da madre”, dice.</strong> Li ha accompagnati in silenzio nelle aule, nei corridoi, nella normalità. Qualcuno ha già dato tre esami in due mesi.</p>



<p>Parla di questi ragazzi con orgoglio, si commuove. Mi racconta però che <strong>anche una volta arrivati a Milano non tutto è stato facile.</strong> C’è stato aiuto concreto, molti studenti hanno organizzato una vera e propria “catena di aiuti” e hanno procurato<br>ai ragazzi e alla ragazze ciò che poteva servire loro: abiti, oggetti personali. Però c’è stata anche indifferenza, a volte vero e proprio fastidio persino da parte di chi parlava di Palestina ogni giorno. La dissonanza tra l’attivismo e la realtà concreta dell’accoglienza è emersa con forza. Ma Simonetta non polemizza. Registra. Continua. Dialoga.</p>



<p>Se c’è un appello, dice, non è ideologico. È semplice: investire in scuole, università, formazione. <strong>Perché lo Stato di Palestina esiste già, ed è in questi ragazzi.</strong> La scuola è ciò che spaventa davvero i fanatici. Perché è un luogo di mescolanza, di pensiero critico, di futuro. Quando parliamo di cosa serve ancora, la risposta non è materiale. Serve tempo condiviso. Una “banca del tempo”. Persone che offrano competenze, passeggiate, conversazioni, saperi. Senza tornaconto personale. E poi anche fondi che garantiscano all’Università la possibilità di continuare questo progetto.</p>



<p>La guerra a Gaza ha distrutto quasi tutto ma non il coraggio, non la speranza di questi ragazzi. <strong>Garantire loro l’istruzione però è una forma di disobbedienza radicale alla logica della cancellazione. </strong>Certo, non risolve il conflitto e non cancella il dolore ma fornisce una possibilità concreta di ritorno, di ricostruzione. E mentre Stefano Simonetta parla, è chiaro che questa non è una storia conclusa. È un processo. Un’arca fragile ma reale che naviga in mezzo a una tempesta, carica però di ciò che conta davvero: persone, studio, futuro.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il genocidio di Gaza e la visita di Papa Leone XIV in Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/il-genocidio-di-gaza-e-la-visita-di-papa-leone-xiv-in-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 15:11:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1316" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il genocidio di Gaza e la visita di Papa Leone XIV in Libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-1024x702.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-1536x1053.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-600x411.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il punto è che la visita deve aver irritato non poco Israele, perché, mentre la tappa turca era motivata dalla ricorrenza nicena - che ricollega Leone XIV direttamente a Benedetto XVI, il quale indisse l'Anno delle Fede che nel Credo ha il suo Simbolo - quella in Libano non ha altro scopo se non quello di portare un messaggio di speranza e di pace in una regione così flagellata dalla guerra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-genocidio-di-gaza-e-la-visita-di-papa-leone-xiv-in-libano.html">Il genocidio di Gaza e la visita di Papa Leone XIV in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1316" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il genocidio di Gaza e la visita di Papa Leone XIV in Libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-1024x702.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-1536x1053.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/PAPA-LEONE-ERDOGAN-FOTO-600x411.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>&#8220;Il cessate il fuoco [a Gaza] rischia di creare la pericolosa illusione che la vita nella Striscia di Gaza stia tornando alla normalità.</strong> Ma, sebbene le autorità e le forze armate di Israele abbiano ridotto la portata degli attacchi e consentito l’ingresso di una limitata quantità di aiuti umanitari, il mondo non deve lasciarsi ingannare: il genocidio non è finito”. Così<a href="https://www.amnesty.it/il-genocidio-israeliano-nella-striscia-di-gaza-continua/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;Agnès Callamard</a>, segretaria generale di Amnesty International.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.amnesty.it/il-genocidio-israeliano-nella-striscia-di-gaza-continua/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-A-4-1024x469.jpg" alt="Il genocidio israeliano nella Striscia di Gaza continua" class="wp-image-79474"/></a></figure>



<p>&#8220;A oggi&#8221;, ha aggiunto, &#8220;<strong>non c’è nessun segnale che Israele stia prendendo provvedimenti reali per invertire l’impatto mortale</strong> dei suoi crimini e non c&#8217;è nessuna prova di un cambiamento delle sue intenzioni. Le autorità israeliane stanno continuando a portare avanti le loro spietate politiche, restringendo l’accesso agli aiuti umanitari e ai servizi essenziali e imponendo deliberatamente condizioni di vita intese a distruggere fisicamente la popolazione palestinese”.</p>



<p>Dichiarazioni riportate in un comunicato di Amnesty nel quale si legge: &#8220;Pur in presenza di alcuni miglioramenti più che modesti, Israele continua a limitare di molto<strong>&nbsp;l’ingresso delle forniture e il ripristino di servizi essenziali</strong> per la sopravvivenza della popolazione civile, ad esempio vietando l’ingresso di attrezzature e materiali che servono a riparare infrastrutture necessarie per la vita umana e per rimuovere ordigni inesplosi, macerie contaminate e rifiuti, causando rischi potenzialmente irreversibili per la salute pubblica e per l’ambiente&#8221;.</p>



<p>“I palestinesi restano bloccati in meno della metà del territorio della Striscia di Gaza, nelle aree che hanno meno possibilità di sostenere la vita umana&#8221;, ha proseguito la Callamard, &#8220;mentre gli aiuti umanitari sono ancora molto limitati. Ancora oggi, nonostante i ripetuti moniti di organismi internazionali, tre serie di ordini giuridicamente vincolanti della Corte internazionale di giustizia, due pareri consultivi della medesima Corte e gli obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario e dal diritto internazionale dei diritti umani in quanto potenza occupante e soggetto coinvolto in un conflitto armato, <strong>Israele continua deliberatamente a non fornire né a consentire la fornitura di quanto necessario alla popolazione civile della Striscia di Gaza</strong>”.</p>



<p>E ha concluso: “<strong>Il cessate il fuoco non deve diventare una cortina fumogena dietro la quale Israele continua a portare avanti il genocidio</strong>. La costante condotta israeliana, che comprende il diniego deliberato e illegale di aiuti salvavita ai palestinesi, molti dei quali feriti, malnutriti e a rischio di contrarre gravi malattie, continua a minacciare la loro sopravvivenza. La comunità internazionale non può permettersi di essere compiacente: <strong>gli Stati devono tenere alta la pressione su Israele</strong> affinché consenta il pieno accesso agli aiuti umanitari, annulli il blocco illegale e ponga fine al genocidio in corso. Le aziende devono immediatamente sospendere ogni operazione che contribuisca o sia direttamente collegata al genocidio”, ha concluso la Callamard.</p>



<p>Nel frattempo, l&#8217;IDF e i coloni continuano a imperversare altrove, perseverando nell&#8217;espansionismo pregresso. Ieri i bombardamenti massivi contro il Libano e l&#8217;attacco contro la Siria, che si aggiungono alle diuturne aggressioni contro la Cisgiordania (intensificate dopo il cosiddetto cessate il fuoco di Gaza), che negli ultimi giorni registra attacchi massivi ai campi profughi di Jenin, Tulkarem e Nur Shams, che hanno provocato la fuga in massa di oltre 30mila residenti.</p>



<p>Ciò avviene mentre, in parallelo, la Commissione per gli Affari esteri e la Difesa di Israele hanno redatto un disegno di legge che renderebbe più facile per gli ebrei acquistare terreni in Cisgiordania, proposta ora al vaglio del parlamento.</p>



<p>Di ieri, appunto l&#8217;attacco alla Siria meridionale, che ha fatto <a href="https://www.france24.com/en/middle-east/20251128-several-syrians-killed-six-idf-soldiers-wounded-in-israeli-army-operation-in-southern-syria" target="_blank" rel="noreferrer noopener">strame di dieci vite</a>, tra cui donne e bambini. Nell&#8217;attacco sono rimasti feriti, anche in modo grave, sei soldati, vulnus che probabilmente porterà Israele a incrementare le operazioni militari contro lo Stato confinante, aggredito senza nessuna provocazione, anzi con il presidente del post Assad che aveva espresso pubblicamente la propria volontà di un appeasement con il bellicoso vicino.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.france24.com/en/middle-east/20251128-several-syrians-killed-six-idf-soldiers-wounded-in-israeli-army-operation-in-southern-syria"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-FR-1024x563.jpg" alt="Damascus calls deadly Israeli operation in southern Syria a ‘war crime’" class="wp-image-79476"/></a></figure>



<p>E di ieri anche l&#8217;attacco al Libano, il più massivo dal cessate il fuoco siglato esattamente un anno prima e che Israele ha violato circa 10mila volte, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/2024_Israel%E2%80%93Lebanon_ceasefire_agreement" target="_blank" rel="noreferrer noopener">denunciato dall&#8217;Unifil</a>, la missione Onu che in teoria dovrebbe vigilare sulla tregua. Un bizzarro modo di celebrare l&#8217;anniversario.</p>



<p>A ciò va aggiunta, a margine, una considerazione: di fatto l&#8217;attacco di ieri appare anche un monito indiretto a <a href="https://it.insideover.com/religioni/pace-unita-diplomazia-parte-dalla-turchia-il-viaggio-di-leone-xiv-in-medio-oriente.html">papa Leone XIV</a> che si appresta ad approdare nel Paese dei cedri dopo aver visitato la Turchia in occasione dei 1700 anni dall&#8217;adozione del Credo da parte della Chiesa nel Concilio di Nicea. Il primo viaggio del Papa dalla sua elezione.</p>



<p>Forse può apparire azzardato accennare alla possibilità che l&#8217;attacco abbia tale scopo, ma non c&#8217;è altro modo per spiegare l&#8217;irragionevole escalation alla vigilia della visita del Papa, avvenimento che, al contrario, avrebbe dovuto indurre Tel Aviv a trattenere le pistole nelle fondine.</p>



<p>Il punto è che la visita deve aver irritato non poco Israele, perché, mentre la tappa turca era motivata dalla ricorrenza nicena &#8211; che ricollega Leone XIV direttamente a Benedetto XVI, il quale indisse l&#8217;Anno delle Fede che nel Credo ha il suo <a href="https://www.exsurgatdeus.org/2023/04/12/tutto-il-denzinger-sentenza-per-sentenza-1-i-simboli-della-fede/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Simbolo</a> &#8211; quella in Libano non ha altro scopo se non quello di portare un messaggio di speranza e di pace in una regione così flagellata dalla guerra.</p>



<p>Una pace altra da quella immaginata da Israele, che la pretende per sé negandola ai propri vicini a suon di bombe. Di fatto, a essere bombardato non è stato solo il Libano, ma anche, in modalità simbolica appunto, il messaggio di pace inscritto nella visita papale.</p>



<p>D&#8217;altronde, la stessa parola &#8220;pace&#8221; è ormai considerata con ostilità dal partito della guerra globale, che vede Israele accompagnarsi ai neocon-liberal Usa e ai &#8220;volenterosi&#8221; europei, ambiti consegnati al Credo delle guerre infinite dove tale parola è bandita per essere sostituita dalla parola &#8220;sicurezza&#8221;, che attualmente vede declinazioni alquanto inquietanti.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PN-INS-1024x249.jpg" alt="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard" class="wp-image-79277"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-genocidio-di-gaza-e-la-visita-di-papa-leone-xiv-in-libano.html">Il genocidio di Gaza e la visita di Papa Leone XIV in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gaza: l&#8217;ingegneria della fame</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-lingegneria-della-fame.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 17:01:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Carestia]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FAME.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza: l&#039;ingegneria della fame" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FAME.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FAME-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FAME-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FAME-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FAME-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FAME-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> tale studio "dimostra che la fame a Gaza non è una conseguenza indesiderata della guerra, ma un risultato deliberatamente progettato, reso possibile da tecnologie avanzate e una pianificazione sistematica".</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FAME.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza: l&#039;ingegneria della fame" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FAME.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FAME-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FAME-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FAME-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FAME-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/GAZA-FAME-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo l&#8217;entrata in vigore della tregua, 10 ottobre, Israele ha violato il cessate il fuoco almeno &#8220;282 volte&#8221;, uccidendo 242 persone e ferendone altre 622. Né si arrestano le violenze in Cisgiordania, dove gli squadristi israeliani attaccano impunemente i civili che cercano di raccogliere le olive. Ieri, per la prima volta, gli Stati Uniti hanno rotto il silenzio sulle violenze dei coloni: il Capo del Dipartimento di Stato Marco Rubio ha dichiarato che potrebbero mettere in discussione il cessate il fuoco.</p>



<p>Una querula, quanto tragicamente tardiva, protesta pigolata, che in Israele è stata accolta con l&#8217;ovvia indifferenza del caso, come altrettanta indifferenza gli States dimostrano per le violazioni della tregua a Gaza, sulle quali non hanno finora detto nulla.</p>



<p>A Tel Aviv tutto è permesso purché il cosiddetto cessate il fuoco non sia messo in discussione seriamente, ne va dell&#8217;immagine di Trump e dei rapporti tra Stati Uniti e Paesi arabi.</p>



<p>E, a quanto pare, i diuturni bombardamenti su Gaza e le incursioni in Cisgiordania non hanno raggiunto questo livello critico. Ciò solo e soltanto perché Hamas, nonostante tutto, continua a ottemperare agli accordi senza reagire, che è quello che vorrebbe Tel Aviv per riprendere le ostilità in grande stile, come chiedono i messianici al governo e come vorrebbe Netanyahu, che morde il freno.</p>



<p>Insomma, il calcolo statunitense è tutto fondato sulla capacità di sopportazione di Hamas e, soprattutto, del popolo palestinese, mentre le pressioni su Israele, che pure sono esercitate, si limitano a un indulgente consiglio a non esagerare (cioè a non tornare ai ritmi precedenti alla cosiddetta tregua, che hanno visto in media cento morti al giorno).</p>



<p>Tutto ciò mentre ai gazawi continuano a essere negati beni essenziali per la sopravvivenza, con la fame che ancora attanaglia la Striscia, ma anche l&#8217;indispensabile acqua, ormai avvelenata da <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/11/8/gazas-water-turns-deadly-as-israels-genocide-leaves-toxic-aftermath" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scorie e liquami</a>.</p>



<p>Proprio sulla fame che ha imperversato e imperversa a Gaza, un documentato studio pubblicato su Springer Nature, una casa editrice accademica anglo-tedesca, dal titolo &#8220;<a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s41055-025-00189-7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;ingegneria della fame a Gaza</a>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s41055-025-00189-7"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-I-1-1024x548.jpg" alt="The Engineering of Starvation in Gaza" class="wp-image-79167"/></a></figure>



<p>Nell&#8217;abstract della pubblicazione si riferisce che tale studio &#8220;dimostra che la fame a Gaza non è una conseguenza indesiderata della guerra, ma un risultato deliberatamente progettato, reso possibile da tecnologie avanzate e una pianificazione sistematica&#8221;.</p>



<p>Lo studio rileva che &#8220;sistemi di puntamento assistiti dall&#8217;intelligenza artificiale, attacchi di droni di precisione e sorveglianza sono stati impiegati per smantellare le infrastrutture alimentari a ogni livello, dai terreni agricoli alla pesca fino a panifici, mulini e magazzini, paralizzando l&#8217;intera filiera alimentare di Gaza&#8221;.</p>



<p>&#8220;Gli aiuti umanitari sono ostacolati dalla sorveglianza biometrica, dal targeting dei convogli e dai ripetuti attacchi contro organizzazioni affidabili come l&#8217;Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l&#8217;occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA), mentre controverse fondazioni allineate allo Stato [israeliano] vengono scientemente rafforzate&#8221;.</p>



<p>&#8220;La distruzione di acqua, energia e altre risorse vitali ha innescato il collasso del nesso cibo-acqua-energia di Gaza, paralizzando tutti i meccanismi di sopravvivenza. Ancora più critico, il deliberato attacco e l&#8217;esecuzione di civili mentre facevano la fila per il pane o si appressavano alla distribuzione degli aiuti rivela una strategia calcolata per trasformare la fame in un&#8217;arma, trasformando la ricerca degli alimenti in un rischio letale&#8221;.</p>



<p>Fin qui il catalogo degli orrori, anche se parziale, che tanto ci sarebbe da aggiungere. Resta da riferire sugli sviluppi del cosiddetto cessate il fuoco a Gaza, che tale non è, che gli Usa vorrebbero stabilizzare.</p>



<p>A tale scopo hanno presentato un prospetto al Consiglio di Sicurezza Onu nel quale si dettagliano gli sviluppi proposti: lo stanziamento di una forza di stabilizzazione internazionale arabo-islamica, l&#8217;instaurazione di una governance tecnocratica palestinese supervisionata da un bizzarro Board of peace (composto da più o meno eminenti figure internazionali, ma a trazione Usa), oltre a prevedere il ritiro delle forze israeliane dall&#8217;area di Gaza attualmente occupata, il disarmo di Hamas e un nebuloso orizzonte per un possibile, quanto aletorio, Stato palestinese.</p>



<p>La bozza ha il favore di alcuni Paesi arabi, ma ha trovato ostacoli in Russia e Cina che hanno obiettato su diversi punti, tra i quali anzitutto la tempistica non ben specificata del ritiro israeliano, la necessità di coinvolgere da subito l&#8217;Autorità nazionale palestinese nell&#8217;amministrazione della Striscia che prefiguri la nascita dello Stato palestinese. Infine, si chiede di abolire il cosiddetto Board of peace, organismo peraltro davvero bizzarro il cui ruolo precipuo sembra essere solo quello di garantire affari alle imprese occidentali, arabe e israeliane che intendono investire su Gaza.</p>



<p>Cina e Russia possono opporre il veto alla risoluzione Usa, ma a quel punto gli States potrebbero rivolgersi alla solita coalizione di volenterosi, sempre pronta all&#8217;occorrenza, per metterlo in pratica al fuori dei vincoli e del controllo dell&#8217;Onu, come riferisce <a href="https://www.timesofisrael.com/us-proposal-at-un-for-gaza-stabilization-force-faces-pusback-from-russia-china-and-arabs/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a> che dettaglia la querelle. Possibile, ma difficile date le resistenze israeliane, un compromesso.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/us-proposal-at-un-for-gaza-stabilization-force-faces-pusback-from-russia-china-and-arabs/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-TOI-13-1024x591.jpg" alt="US proposal at UN for Gaza stabilization force faces pushback from Russia, China and Arabs" class="wp-image-79169"/></a></figure>



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		<title>“Quando il mondo dorme si generano i mostri”. Francesca Albanese racconta la Palestina</title>
		<link>https://it.insideover.com/letteratura/quando-il-mondo-dorme-si-generano-i-mostri-francesca-albanese-racconta-la-palestina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 07:06:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[francesca albanese]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-600x337.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando il mondo dorme: Francesca Albanese nel suo ultimo libro racconta il genocidio in corso a Gaza e la storia della Palestina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/quando-il-mondo-dorme-si-generano-i-mostri-francesca-albanese-racconta-la-palestina.html">“Quando il mondo dorme si generano i mostri”. Francesca Albanese racconta la Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1024x575.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-recensione-600x337.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>“È quando il mondo dorme che si generano i mostri. Di mostri ne abbiamo già parecchi, tra noi. Prima di tutto, la nostra indifferenza.” </strong>Leggiamo questa frase nelle ultime pagine di <a href="https://www.rizzolilibri.it/libri/quando-il-mondo-dorme/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Quando il mondo dorme </em>(Rizzoli), il libro di Francesca Albanese </a>pubblicato all’inizio dell’estate 2025. Una frase tanto semplice quanto dura, emblematica, brutale. Quali sono i “mostri” che sono qui, tra noi, e noi non vediamo? Cosa succede quando il mondo – il nostro mondo basato su regole, diritti, culture e civiltà – sembra davvero “dormire”, ignorare, girarsi dall’altra parte, di fronte a uno degli atti più abominevoli della storiografia recente? È davvero possibile trovare un antidoto per la nostra collettiva “indifferenza”?</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/persone/francesca-albanese" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Francesca Albanese</a> non avrebbe bisogno di presentazioni: giurista, studiosa, docente, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato, nelle ultime settimane è finita al centro di un vortice, diventando <strong>la prima alta rappresentante Onu a essere attaccata e sanzionata direttamente da un Paese – gli Stati Uniti – a causa della sua denuncia del genocidio in corso a Gaza</strong>, a opera dello Stato di Israele. Una denuncia che Francesca Albanese porta avanti coraggiosamente, non certamente da ora, ma da lunghi mesi, e che, assieme al suo lavoro di ricerca, getta una luce su una situazione drammatica, dove fino a questo momento a regnare sono state violenza, caos e impunità.</p>



<p>Questi sono alcuni dei tanti e difficili temi sviluppati all’interno di <em>Quando il mondo dorme. </em>Un libro che racconta la Palestina e la vita dei palestinesi, dentro e fuori Gaza, nella Cisgiordania occupata dai coloni israeliani, nei raid quotidiani, nelle case distrutte, nei volti sfigurati di migliaia di bambini e bambine, che vivono segregati, come topi chiusi in una trappola, ben prima degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. Una situazione che la <strong>Corte Penale Internazionale aveva classificato come ‘a rischio di genocidio’ già nel gennaio del 2024</strong>, e che oggi è giunta a un punto di non ritorno, superando i 60mila morti certi, di cui oltre 18mila bambini. Morti non solo per gli spari, ma anche per <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/gaza-senza-medicine-cibo-e-acqua-potabile-loms-e-il-rischio-pandemia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fame, sete, infezioni non curate in mancanza di medicinali.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Volti, voci e storie dalla Palestina</strong></h2>



<p>Un libro che ad ogni pagina è come un pugno nello stomaco, una ferita che lacera riga per riga, nella consapevolezza che non si tratta di racconti di fantasia, ma della pura realtà, e della banalità del male, in ogni storia raccontata. Nei nove capitoli non si parla infatti solo della sistematica violazione del diritto internazionale a Gaza, in atto da decenni, ma si narrano le storie dei sopravvissuti, così come di quelli che non ce l’hanno fatta, subendo il massacro in prima persona. Sono le storie di <strong>Hind Rajab, di soli 6 anni, morta mentre era al telefono con gli operatori sanitari per chiedere aiuto</strong>, circondata dai cadaveri dei suoi familiari, implorando “Il carro armato è accanto a me. Si sta muovendo. Verrai a prendermi? Ho tanta paura”, per poi essere trovata, nella macchina coi suoi familiari, come corpo morto, in <strong>un abitacolo crivellato dal oltre 300 proiettili delle forze armate israeliane.</strong></p>



<p>C’è poi la storia del chirurgo <strong>Ghassan, arrivato da Londra per rendersi utile a Gaza</strong>, e la storia opposta di Malak, una giovane artista palestinese, che ha deciso invece di lasciare la sua terra, per raccontarne la dolorosa storia, attraverso l’arte, a Londra. C’è la storia di Abu-Hassan e i suoi <em>alternative tours </em>a Gerusalemme Est, che smontano la retorica storia raccontata dalle guide turistiche israeliane per la Città Santa. E tante altre storie, come quella dello studioso di genocidio Alon, di <strong>Mohammed El-Kurd, oggi scrittore e tra i giornalisti palestinesi più noti e competenti</strong>, che Francesca Albanese ha conosciuto quando era solo un bambino che rubava i gelsi da un cortile; ma anche le storie di George, Ingrid, Eyal, Gabor, e tanti altri bambini e bambine, ragazzini senza volto, che raccontano l’infanzia rubata in Palestina, la quotidianità di una vita fatta di privazioni, di ingiustizia, macerie, ma anche di speranza per la pace.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-480746" style="width:636px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Francesca-Albanese-Quando-il-mondo-dorme-Genocidio-a-Gaza-e-storie-dalla-Palestina-Libro-Rizzoli-2025.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p><strong><em>“Mi ricordo uno scambio tra due bambine che discutevano con delicatezza. Una diceva: «È vero che la chiusura e l’assedio sono terribili per tutti, ma almeno tu, con la leucemia, sei potuta andare in Cisgiordania e hai visto le montagne! Io le montagne non le ho mai viste».”</em></strong> Dal capitolo <em>Hind. Cos&#8217;è l&#8217;infanzia in Palestina?</em> in <em>Quando il mondo dorme </em>(Rizzoli, giugno 2025) Francesca Albanese</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una lettura dolorosa ma necessaria</strong></h2>



<p><em>Quando il mondo dorme, </em>pur nella semplice brutalità di alcune vicende, <strong>evidenzia poi l’importanza del diritto internazionale</strong>, come principio fondamentale alla base della nostra società civile, ma anche quanto queste vicende non siano solo una mera questione politica e giuridica, da manuali e report, <strong>ma una questione prima di tutto umana:</strong> quei volti, quelle donne, madri, padri e figli soli, quelle persone uccise in fila per il pane, quelle bambine invalide, non sono solo immagini, ma persone in carne ed ossa, che vedono e sentono come noi, che provano gioia, dolore, rabbia, amore e che hanno diritto di vivere nella loro terra.</p>



<p><strong>È ancora possibile accettare, nel 2025, che un genocidio così brutale sia perpetrato, con gli strumenti più tecnologicamente avanzati mai visti e soprattutto, con la nostra complicità?</strong> Uno dei tanti interrogativi che risuonano, proprio ora che la parola “genocidio”, ripetuta con coraggio da Francesca Albanese in molte occasioni, è giunta sulla bocca di tutti, anche dei più “improbabili”, e di coloro che fino ad ora hanno distolto il proprio sguardo, e adesso denunciano in colpevole ritardo.</p>



<p>In questo libro Francesca Albanese, pur mettendosi in pericolo, rivelando dettagli della sua vita privata, si mette a nudo, raccontando le sue esperienze in Palestina come donna, moglie, madre, ancor prima che studiosa e ricercatrice per l’Onu, rendendo semplice un tema, che semplice non è. Un tema quello delle privazioni subite dal popolo palestinese che reporter, giornalisti, studiosi ed esperti di diritto internazionale conoscono da decenni, ma che è ancora fin troppo sconosciuto ai più. Ecco perché, nonostante il suo peso, <em>Quando il mondo dorme </em>è <strong>una lettura necessaria, per creare, almeno a livello individuale, una maggiore consapevolezza</strong> e una base per la pace futura.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese.jpg" alt="" class="wp-image-463903" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/albanese-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Francesca Albanese</em></figcaption></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/quando-il-mondo-dorme-si-generano-i-mostri-francesca-albanese-racconta-la-palestina.html">“Quando il mondo dorme si generano i mostri”. Francesca Albanese racconta la Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La spinta per chiudere la guerra di Gaza rafforzata dal confronto che Teheran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-spinta-per-chiudere-la-guerra-di-gaza-rafforzata-dal-confronto-che-teheran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2025 13:55:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GAZA-FOTO-2806.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La spinta per chiudere la guerra di Gaza rafforzata dal confronto che Teheran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GAZA-FOTO-2806.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GAZA-FOTO-2806-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GAZA-FOTO-2806-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GAZA-FOTO-2806-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GAZA-FOTO-2806-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GAZA-FOTO-2806-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>il giorno in cui chiudeva la guerra iraniana, Trump firmava un accordo commerciale con la Cina, ponendo fine, almeno per ora, al braccio di ferro avviato con Pechino all'inizio della sua presidenza (avendo interrotto, va ricordato, le continue provocazioni militari su Taiwan della precedente presidenza; non è poco).</p>
<p>Inoltre, nello stesso giorno, imponeva la firma di un accordo di pace tra Repubblica democratica del Congo e Ruanda, siglato a Washington, che dovrebbe porre fine a una guerra ultradecennale che ha visto Kigali sponsorizzare a più riprese bande di tagliagole inviate nel Paese confinante allo scopo di consentire alle multinazionali americane di depredarne le immani risorse minerarie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-spinta-per-chiudere-la-guerra-di-gaza-rafforzata-dal-confronto-che-teheran.html">La spinta per chiudere la guerra di Gaza rafforzata dal confronto che Teheran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GAZA-FOTO-2806.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La spinta per chiudere la guerra di Gaza rafforzata dal confronto che Teheran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GAZA-FOTO-2806.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GAZA-FOTO-2806-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GAZA-FOTO-2806-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GAZA-FOTO-2806-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GAZA-FOTO-2806-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/GAZA-FOTO-2806-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump ribadisce che la carneficina di Gaza finirà <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-hunger-games-di-gaza-2.html">&#8220;entro una settimana&#8221;. </a>Possibile che, come in altre circostanze, la tempistica indicata dal presidente Usa sia troppo ristretta rispetto alla realtà, ma la sollecitazione serve a urgere Netanyahu a muoversi in tal senso. E sembra avere una certa efficacia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Netanyahu pronto alla pace?</h2>



<p>I media israeliani informano che Netanyahu si sta confrontando con i suoi collaboratori sulla questione. Sul punto, le dichiarazioni di Aryeh Deri, membro del gabinetto di sicurezza di Netanyahu: &#8220;Ora più che mai sono state create le condizioni per porre fine alla guerra a Gaza&#8221;.</p>



<p>Le ha riportate il <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2025/06/26/gaza-war-iran-ceasefire/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Washington Post</a>, commentandole con le osservazioni di &nbsp;Shira Efron, dell&#8217;<em>Israel Policy Forum</em>, secondo la quale la vittoria nella guerra contro l&#8217;Iran ha conferito nuova popolarità al premier israeliano, &#8220;un capitale politico necessario per poter accettare un cessate il fuoco a Gaza&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.washingtonpost.com/world/2025/06/26/gaza-war-iran-ceasefire/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-WP-2-1024x305.jpg" alt="Ceasefire in Iran gives rise to new calls for a deal to end Gaza war" class="wp-image-77122"/></a></figure>



<p>Commenti che si intersecano con quanto riferisce il <a href="https://www.timesofisrael.com/gaza-offensive-will-soon-reach-the-lines-set-by-the-government-says-idf-chief/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a>: &#8220;Gli analisti politici di Channel 12 hanno affermato che ci sono indizi che Netanyahu potrebbe essere pronto per la prima volta a prendere in considerazione la possibilità di porre fine alla guerra di Gaza&#8221;.</p>



<p>I segnali non arrivano solo dalla politica. Questo il titolo dell&#8217;articolo del Timesofisrael citato: &#8220;L&#8217;offensiva di Gaza raggiungerà presto i limiti stabiliti dal governo, afferma il capo delle IDF&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/gaza-offensive-will-soon-reach-the-lines-set-by-the-government-says-idf-chief/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-TOI-5-1024x398.jpg" alt="Gaza offensive will soon ‘reach the lines’ set by the government, says IDF chief" class="wp-image-77123"/></a></figure>



<p>Nella nota, le dichiarazioni del Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir, il quale ha affermato che l&#8217;esercito ha raggiunto i suoi obiettivi grazie alla campagna vittoriosa contro l&#8217;Iran. Sempre il media israeliano riferisce che &nbsp;&#8220;Zamir ha recentemente annullato i piani per la chiamata d&#8217;emergenza di una brigata di riservisti. L&#8217;analista [militare di Canale 12 Nir Dvori] ha affermato si trattava di un segnale per i vertici politici, che indicava come le truppe siano esauste dopo 20 mesi di guerra&#8221;, un tragico eufemismo per definire il genocidio di Gaza.</p>



<p>Una prosopopea vanagloriosa che serve a celare ben altro, cioè che dopo la sconfitta subita nel corso della guerra iraniana, con un Paese devastato da missili che hanno inferto duri colpi ai centri nevralgici della sua infrastruttura di intelligence e militare, diventa sempre più insostenibile perseverare nella mattanza dei palestinesi, sia a livello militare, anche perché Hamas ha dimostrato di essere ancora attiva, sia a livello politico, con Israele ormai diventata indifendibile anche dai tanti politici occidentali consegnati all&#8217;hasbara.</p>



<p>Così Netanyahu ha assunto un atteggiamento più conciliante verso le sollecitazioni dell&#8217;alleato d&#8217;oltreoceano, ritenendo che sia meglio chiudere questo capitolo ora che le circostanze sono a lui più favorevoli che rischiare di logorare la posizione di forza conseguita con la vittoria della guerra persa contro l&#8217;Iran con altri mesi di inutili stragi a Gaza.</p>



<p>Se la narrazione di una vittoria totale su Teheran ha tale esito, ben venga. E se accordo sarà, Trump è pronto ad accogliere Netanyahu in America per fargli tributare l&#8217;ennesima standing ovation dal Congresso, con democratici e repubblicani, a parte quale eccezione, pronti a spellarsi le mani in onore del genocida mediorientale.</p>



<p>Così va il mondo. Consapevole dei ristretti ambiti di manovra, Trump ha trovato un modo per chiudere la vicenda, sfidando fin troppo gli ambiti internazionali che premono per la soluzione finale dei palestinesi e l&#8217;incenerimento dell&#8217;Iran usando della sanguinaria determinazione del premier israeliano. Non è un caso che ieri Putin, parlando del suo omologo americano, l&#8217;abbia definito un &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=24NGkjOJSoY" target="_blank" rel="noreferrer noopener">uomo coraggioso</a>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le iniziative di de-escalation di Trump e il senso del limite</h2>



<p>Nel frattempo, il giorno in cui chiudeva la guerra iraniana, Trump firmava un accordo commerciale con la Cina, ponendo fine, almeno per ora, al braccio di ferro avviato con Pechino all&#8217;inizio della sua presidenza (avendo interrotto, va ricordato, le continue provocazioni militari su Taiwan della precedente presidenza; non è poco).</p>



<p>Inoltre, nello stesso giorno, imponeva <a href="https://www.youtube.com/watch?v=UzjX-Lm0cnQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la firma di un accordo di pace</a> tra Repubblica democratica del Congo e Ruanda, siglato a Washington, che dovrebbe porre fine a una guerra ultradecennale che ha visto Kigali sponsorizzare a più riprese bande di tagliagole inviate nel Paese confinante allo scopo di consentire alle multinazionali americane di depredarne le immani risorse minerarie.</p>



<p>La predazione andrà avanti, ovviamente, ma l&#8217;accordo dovrebbe almeno garantire che avvenga in maniera meno sanguinaria, risparmiando le inutili stragi che hanno consentito alle aziende Hig Tech di incassare dividendi stellari e ai cittadini occidentali di possedere computer, telefonini et similia a prezzi accessibili.</p>



<p>Quanto all&#8217;Iran, la cessazione delle ostilità sembra dover perdurare, in particolare perché Israele sta assecondando la narrazione dell&#8217;amministrazione Usa sulla completa eliminazione del pericolo &#8211; inesistente &#8211; del nucleare iraniano. Le spinte per riaprire le ostilità, che pure persistono (facendo leva sulla persistenza del pericolo inesistente), appaiono al momento velleitarie.</p>



<p>Né Israele vuole riaprire quel capitolo, avendo realizzato quanto fossero infondati i report della sua intelligence che riferivano di un Paese ormai indifeso e sull&#8217;orlo del collasso a causa dei raid dalla sua aviazione dello scorso settembre e quanto fosse inadeguato il suo apparato militare e difensivo, sopraffatto dalla resilienza di Teheran.</p>



<p>La vittoriosa sconfitta subita ad opera dell&#8217;Iran ha imposto un limite alle pulsioni espansionistiche israeliane, che le recenti vittorie contro Hezbollah e in Siria avevano alimentato al parossismo.</p>



<p>Non è solo uno scacco militare, perché tocca un livello esistenziale proprio di certo ambito ebraico &#8211; più potente di quello alieno da tali fumisterie &#8211; e dei circoli liberal-neocon a cui si accompagna, che hanno in comune l&#8217;assenza del senso della realtà e dei limiti che essa pone.</p>



<p>La dura realtà si è imposta e ha posto un limite alla dilagante follia. Da vedere se il rinnovato senso del limite si imporrà anche a Gaza (e nella Cisgiordania, in cui continua lo stillicidio seriale di coloni ed esercito contro la popolazione indifesa). Questa la scommessa di Trump, la speranza di tanti, in Palestina e nel mondo.</p>



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		<title>Israele e gli Hunger Games di Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-e-gli-hunger-games-di-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 16:46:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele e gli Hunger Games di Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>gli indicibili orrori della Striscia proseguono senza soluzione di continuità. Di oggi la novità della sospensione degli aiuti nel Nord, decisa per l'asserito furto di un camion da parte di Hamas.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele e gli Hunger Games di Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250626182751280_bc1ba1daaf9d2828c307103bdebb7191-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Trump ha posto fine alla guerra tra Israele e Iran con un solo post. Può fare lo stesso per Gaza&#8221;. Titola così l&#8217;editoriale di <a href="https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2025-06-26/ty-article-opinion/trump-ended-the-israel-iran-war-with-a-single-post-he-can-do-the-same-for-gaza/00000197-a8be-d6b3-abf7-e8ffa8860000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a> del 26 giugno. Purtroppo così non è. Israele può essere fermata solo con la forza (o bloccando le armi, ma evidentemente né Trump né la Ue possono o vogliono). Una forza che l&#8217;Iran ha dimostrato di avere, martellando Israele come mai era accaduto nella sua storia, mentre i palestinesi non ne hanno.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2025-06-26/ty-article-opinion/trump-ended-the-israel-iran-war-with-a-single-post-he-can-do-the-same-for-gaza/00000197-a8be-d6b3-abf7-e8ffa8860000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-HAARETZ-11-1024x286.jpg" alt="Editorial | Trump Ended the Israel-Iran War With a Single Post. He Can Do the Same for Gaza" class="wp-image-77085"/></a></figure>



<p>Vero che negli ultimi giorni Hamas ha portato a segno attacchi più incisivi dei mesi pregressi, paragonabili a quelli dei primi giorni dell&#8217;invasione, in particolare quello di ieri che ha causato la morte di sette soldati, ma ciò non basta a intaccare la determinazione del governo israeliano.</p>



<p>In secondo luogo, Israele non finirà la guerra se non potrà dichiarare di aver vinto, cioè di aver conseguito gli obiettivi prefissati. Nel caso iraniano l&#8217;obiettivo dichiarato era quello di eliminare la minaccia nucleare (in realtà, era tutt&#8217;altro: devastare il Paese e promuovere un regime-change), obiettivo che può dire di aver conseguito (anche se non è vero). A Gaza è tutt&#8217;altro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il genocidio continua</h2>



<p>Nel caso di Gaza, infatti, Netanyahu, al di là degli obiettivi reali, cioè restare al potere e realizzare la Grande Israele attraverso l&#8217;annessione di Gaza e della Cisgiordania, ha dichiarato pubblicamente che intende eliminare Hamas.</p>



<p>Sabotando via via i tentativi di risoluzione diplomatica e tenendo la barra ferma sulla soluzione militare, tale obiettivo resta sfuggente, come dimostra l&#8217;attacco portato ieri da Hamas, consentendogli di portare avanti la soluzione finale della questione palestinese e di restare al potere.</p>



<p>Così, mancando la leva della forza e mancando una vera opposizione interna a Netanyahu, con i partiti antagonisti ridotti a fare l&#8217;opposizione di sua Maestà, e soprattutto potendo contare sul sostegno di tanta parte dei poteri forti d&#8217;Occidente (liberal &#8211; neocon Usa e l&#8217;establishment della Ue) non si vede luce per il genocidio in atto.</p>



<p>C&#8217;è chi dice che la tregua conseguita con l&#8217;Iran possa portare nuovo slancio ai negoziati, c&#8217;è chi dice il contrario, né si hanno notizie su sviluppi in tal senso. Ieri Trump ha <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/06/25/trump-stiamo-facendo-molti-progressi-a-gaza_bab8dbf8-febf-4a17-958a-6e437c58c2cb.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarato</a>: &#8220;Stiamo facendo molti progressi a Gaza, siamo vicini&#8221;. Parole che riecheggiano affermazioni già fatte, per cui vanno prese con la relatività del caso.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/06/25/trump-stiamo-facendo-molti-progressi-a-gaza_bab8dbf8-febf-4a17-958a-6e437c58c2cb.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-ANSA-1-1024x189.jpg" alt="Trump, 'stiamo facendo molti progressi a Gaza'" class="wp-image-77086"/></a></figure>



<p>E però è pur vero che Israele è uscita malconcia dal conflitto con l&#8217;Iran e Trump ne è uscito più forte, come dimostra l&#8217;acquiescenza con cui è stato accolto al vertice di Bruxelles, con il segretario della Nato Mark Rutte che si è esibito in uno squallido esercizio di pronazione, chiamandolo &#8220;paparino&#8221;. Ma ripetiamo che non ci sono novità reali, se non la reiterazione della disponibilità di Hamas a un accordo che ponga un termine duraturo allo sterminio (che poi è il discrimine: Netanyahu finora non ha aperto se non a tregue temporali).</p>



<p>Dal canto suo Steve Witkoff ha dichiarato che ci sono &#8220;grandi annunci in arrivo&#8221; relativamente agli Accordi di Abramo &#8211; che prevedono la normalizzazione dei rapporti tra Paesi arabi e Israele &#8211; ai quali, secondo le anticipazioni, dovrebbero aderire altri Paesi oltre gli attuali Emirati Arabi, Bahrein, Sudan e Marocco. Secondo le indiscrezioni potrebbe aderire la Siria &#8211; nulla di nuovo, con al Qaeda al potere &#8211; e si dice il Libano, ma ci permettiamo di dubitare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hunger Games a Gaza</h2>



<p>Se sono queste le novità in arrivo, non sembra che possano avere ricadute su Gaza, a meno di accordi sottobanco. Così gli indicibili orrori della Striscia proseguono senza soluzione di continuità. Di oggi la novità della sospensione degli aiuti nel Nord, decisa per l&#8217;asserito furto di <em>un camion</em> da parte di Hamas.</p>



<p>Notizia circolata ieri e che ha spinto Bezalel Smotrich a minacciare di far cadere il governo se Netanyahu non avesse preso provvedimenti. E il premier ha subito provveduto, sospendendo la distribuzione degli aiuti fino a quando l&#8217;esercito non troverà un modo per evitare l&#8217;asserita ingerenza di Hamas. Decisione in linea con le pulsioni genocide in atto.</p>



<p>In realtà, è più che probabile che sia una notizia manipolata ad arte per bloccare gli aiuti, dal momento che sappiamo per certo che in passato tali furti sono stati perpetrati delle milizie dell&#8217;Isis finanziate da Israele che scorrazzano nella Striscia in funzione anti-Hamas, mentre quest&#8217;ultima ha piuttosto giustiziato i responsabili di tali furti (vedi <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/hamas-led-groups-execute-four-looting-aid-trucks-amid-some-gaza-dissent-2025-05-26/">Reuters</a>). Tant&#8217;è.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/hamas-led-groups-execute-four-looting-aid-trucks-amid-some-gaza-dissent-2025-05-26/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-REUTERS-1-1024x478.jpg" alt="Hamas-led groups execute four for looting aid trucks amid some Gaza dissent" class="wp-image-77087"/></a></figure>



<p>Allo stesso tempo continuano le stragi dei poveretti che cercano di arrivare agli aiuti. <a href="https://www.972mag.com/hunger-games-israel-gaza-food-aid/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Così il media +972</a>: &#8220;Decine di migliaia di persone si affollano nei punti di distribuzione, a volte con giorni di anticipo, e molti tornano a casa a mani vuote&#8221;.</p>



<p>&#8220;Civili affamati si radunano in folle enormi, in attesa del permesso di avvicinarsi. In molti casi, le truppe israeliane hanno aperto il fuoco sulle masse – e persino durante la distribuzione – uccidendo decine di persone mentre cercavano di raccogliere qualche chilo di farina o del cibo in scatola da portare a casa in quello che i palestinesi hanno soprannominato &#8216;Hunger Games'&#8221;. Nulla da aggiungere.</p>



<figure class="wp-block-image alignnone"><a href="https://www.972mag.com/hunger-games-israel-gaza-food-aid/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-972-1024x526.jpg" alt="‘The Hunger Games’: Inside Israel’s aid death traps for starving Gazans" class="wp-image-77088"/></a><figcaption class="wp-element-caption">Screenshot</figcaption></figure>



<p>Oltre la fame, la sete. <a href="https://www.unicef.org/press-releases/gazas-taps-running-dry-fuel-crisis-deepens-daily-struggle-families" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L&#8217;Unicef</a> ha lanciato l&#8217;allarme: dal momento che a Gaza non c&#8217;è più elettricità, l&#8217;unico modo per accedere all&#8217;acqua potabile è tramite gli impianti idrici &#8211; quelli ancora utilizzabili, solo il 40% del totale &#8211; che funzionano col carburante; ma il carburante viene introdotto nella Striscia col contagocce, da cui la penuria d&#8217;acqua. Emergenza che, se non risolta, provocherà ulteriori disastri.</p>



<p>Oggi <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-06-26/ty-article-magazine/.premium/title/00000197-6464-db73-aff7-7d6c5af30001" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a> ha pubblicato le storie di alcuni degli oltre 17mila bambini uccisi a Gaza, numero da prendere come stima perché si tratta solo dei morti accertati, che sono solo una parte del totale, ai quali peraltro vanno sommati quelli assassinati tramite malattie e stenti indotti dalle disumane restrizioni. Nulla da aggiungere anche in questo caso.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-06-26/ty-article-magazine/.premium/title/00000197-6464-db73-aff7-7d6c5af30001"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A5-HAREETZ-1024x545.jpg" alt="Israel's War in Gaza Has Killed Over 17,000 Children. These Are the Stories of 28 of Them" class="wp-image-77089"/></a></figure>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-e-gli-hunger-games-di-gaza.html">Israele e gli Hunger Games di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Anche l&#8217;esercito di Israele lo ammette: l’80% delle ultime vittime a Gaza sono civili</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/anche-lesercito-di-israele-lo-ammette-l80-delle-ultime-vittime-a-gaza-sono-civili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Umbrello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 16:29:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=470425</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250519145713791_3a7008a90ab70fe82bfeb5f17bfc7581.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250519145713791_3a7008a90ab70fe82bfeb5f17bfc7581.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250519145713791_3a7008a90ab70fe82bfeb5f17bfc7581-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250519145713791_3a7008a90ab70fe82bfeb5f17bfc7581-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250519145713791_3a7008a90ab70fe82bfeb5f17bfc7581-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250519145713791_3a7008a90ab70fe82bfeb5f17bfc7581-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250519145713791_3a7008a90ab70fe82bfeb5f17bfc7581-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le IDF confermano 2.280 civili morti a Gaza contro 500 miliziani da quando è stato interrotto il cessate il fuoco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/anche-lesercito-di-israele-lo-ammette-l80-delle-ultime-vittime-a-gaza-sono-civili.html">Anche l&#8217;esercito di Israele lo ammette: l’80% delle ultime vittime a Gaza sono civili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250519145713791_3a7008a90ab70fe82bfeb5f17bfc7581.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250519145713791_3a7008a90ab70fe82bfeb5f17bfc7581.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250519145713791_3a7008a90ab70fe82bfeb5f17bfc7581-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250519145713791_3a7008a90ab70fe82bfeb5f17bfc7581-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250519145713791_3a7008a90ab70fe82bfeb5f17bfc7581-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250519145713791_3a7008a90ab70fe82bfeb5f17bfc7581-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250519145713791_3a7008a90ab70fe82bfeb5f17bfc7581-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due mesi sono trascorsi dalla fine del cessate il fuoco del 18 marzo. Da allora, l’IDF ha condotto centinaia di attacchi sulla Striscia di Gaza. Sebbene la recrudescenza delle violenze non costituisca una novità, un elemento inedito affiora dai dati recentemente forniti dall’esercito israeliano, secondo cui <strong>oltre l’80% delle vittime non partecipava ad azioni belliche</strong>. Si tratta di civili. <br><br>La cifra è stata <a href="https://www.ha-makom.co.il/1058990-2/">diffusa </a>dall’ufficio del portavoce militare in risposta a una richiesta della rivista ebraica Hamakom. Le stime ufficiali indicano che, <strong>su 2.780 decessi registrati fino al 13 maggio, soltanto 500 individui sono stati classificati come combattenti. </strong>I rimanenti 2.280 non presentavano legami con Hamas o altri gruppi armati. Estranei a qualsiasi scontro diretto, fuori da ogni conflitto armato, se non quello che si abbatte sulle case, sulle scuole, sugli ospedali, sulla vita quotidiana. Donne, bambini, uomini qualunque.</p>



<p>Il numero complessivo dei morti è stato elaborato partendo dai dati del ministero della Salute di Gaza. Numeri che, in passato, lo stesso esercito israeliano aveva <a href="https://www.mekomit.co.il/%D7%94%D7%A6%D7%91%D7%90-%D7%91%D7%93%D7%A7-%D7%95%D7%9E%D7%A6%D7%90-%D7%A9%D7%93%D7%99%D7%95%D7%95%D7%97%D7%99-%D7%94%D7%94%D7%A8%D7%95%D7%92%D7%99%D7%9D-%D7%91%D7%9E%D7%A9%D7%A8%D7%93-%D7%94%D7%91/">considerato affidabili</a>. Secondo quei dati, per ogni combattente palestinese ucciso, sono stati colpiti 4,5 civili. Una proporzione che mette Israele in fondo a ogni scala comparativa. <strong>Nella guerra tra Russia e Ucraina il rapporto è stimato in 1 a 2,8</strong>. Durante i bombardamenti statunitensi sull’ISIS in Siria, si parlava di 1 a 2,5.</p>



<p>Nel settembre 2024, Benjamin Netanyahu <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/netanyahu-lashes-foreign-press-for-false-reporting-regarding-gaza-humanitarian-situation/">sosteneva con insistenza</a> che il rapporto tra vittime civili e combattenti si attestasse a &#8220;1 a 1&#8221;, descrivendolo come &#8220;il più basso nella storia della guerra urbana moderna&#8221;.<strong> Le sue affermazioni contrastavano nettamente con i dati già diffusi in quel periodo</strong>, che indicavano invece 2,7 civili uccisi per ogni miliziano. Secondo le rilevazioni dell&#8217;Euro-Med Human Rights Monitor, la realtà appare ancora più drammatica, con <strong>14 civili eliminati per ogni presunto combattente neutralizzato</strong>. Le proporzioni superano di gran lunga quelle registrate in precedenti operazioni militari. Già durante Margine Protettivo nel 2014, le stime delle Nazioni Unite riportavano tre vittime civili per ogni combattente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La moltiplicazione dei combattenti di Hamas</h2>



<p>Le statistiche rese note oggi contraddicono mesi di incertezza. Ogni qual volta la stampa locale ha interrogato le IDF riguardo al totale delle vittime degli attacchi, la risposta fornita è sempre stata che l&#8217;esercito non stava eseguendo alcuna attività di monitoraggio in merito. Per l&#8217;intera durata del conflitto,<strong> le IDF hanno divulgato unicamente il numero dei combattenti deceduti</strong>, riconoscendo di non disporre di strumenti per accertarne o stimarne la quantità esatta. Siffatta mancanza ha consentito l&#8217;insinuarsi di dubbi sulla veridicità delle informazioni palestinesi, per poi fondare proprio su quei dati il computo ufficiale.</p>



<p>L&#8217;informativa diffusa dall&#8217;IDF ha aderito a una logica specifica, volta a sostenere un elevato numero di combattenti avversari eliminati, incrementando le cifre allo scopo di accreditare l&#8217;efficacia dell&#8217;offensiva. Un elemento sorprendente concerne i dati numerici. Stime dello stesso esercito indicano che Hamas annoverava circa 25.000 combattenti attivi al 7 ottobre 2023. In quella data, stando a un rapporto IDF di febbraio, circa 3.000 uomini hanno varcato i confini israeliani. Tra questi, 1.609 sono<a href="https://www.mako.co.il/news-military/2024_q1/Article-bb644614196ed81026.htm"> stati uccisi</a> sul campo. Il 22 ottobre, a due settimane dall&#8217;inizio dei bombardamenti, Channel 14 <a href="https://special.now14.co.il/article/%D7%A6%D7%94%D7%9C-%D7%97%D7%99%D7%A1%D7%9C-%D7%91%D7%9B%D7%99%D7%A8-%D7%91%D7%9E%D7%A2%D7%A8%D7%9A-%D7%94%D7%A8%D7%A7%D7%98%D7%99-%D7%91%D7%A2%D7%96%D7%94-%D7%9E%D7%A2%D7%9C-4600-%D7%9E%D7%97/">riportava </a>l&#8217;uccisione di 4.600 &#8220;terroristi&#8221;. Il 4 novembre, Ynet <a href="https://www.ynet.co.il/news/article/r1tobe47t">pubblicava </a>un&#8217;intervista con un alto funzionario secondo cui le perdite complessive nella Striscia avevano raggiunto le 20.000 unità, &#8220;in gran parte terroristi&#8221;.</p>



<p>Attualmente, i dati più recenti forniti dall&#8217;esercito israeliano <a href="https://www.ha-makom.co.il/1057860-2/">indicano </a>oltre 45.000 combattenti uccisi o neutralizzati. La modalità con cui sia possibile <strong>eliminare due volte le stesse persone</strong>, considerando i 25.000 iniziali stimati nel 2023, non ha ricevuto chiarimenti. La spiegazione, verosimilmente, risiede <strong>nel tentativo di costruire una narrazione funzionale.</strong> Analizzando i dati divulgati, l&#8217;unica conclusione logica è che, pur considerando probabili nuove reclute nell&#8217;ala armata di Hamas, l&#8217;esercito israeliano si sia trasformato ironicamente in un efficace strumento di reclutamento per Hamas. Nell&#8217;arco di un anno, l&#8217;ala armata dell&#8217;organizzazione avrebbe registrato una crescita superiore persino alla capacità teorica di rimpiazzo di un gruppo armato in condizioni di assedio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il senso della guerra</h2>



<p>La questione centrale, però risiede altrove. Il diritto internazionale non definisce percentuali né fissa soglie precise, ma enuncia un principio fondamentale: ogni operazione militare deve mantenere una proporzionalità rispetto agli obiettivi strategici perseguibili. <strong>Quando i danni inflitti alla popolazione civile superano tale misura, l&#8217;azione bellica perde ogni legittimità giuridica.</strong> La semplice presenza di obiettivi militari in zone ad alta densità abitativa non esonera dalle responsabilità previste dalle convenzioni di guerra. Parimenti, il diritto alla difesa tanto invocato da Israele non può trasformarsi in una copertura per misure che si traducono in una punizione collettiva verso l&#8217;intera popolazione civile palestinese.</p>



<p>Dal marzo scorso, quando i raid sono ripresi, <strong>la Striscia è rimasta chiusa a ogni tipo di aiuto.</strong> È il blocco più lungo mai registrato. Secondo le Nazioni Unite, la popolazione affronta carenze diffuse di cibo, medicinali, ripari, acqua potabile. Il Programma Alimentare Mondiale ha rilevato un aumento del 1.400% dei prezzi dei generi alimentari rispetto al periodo del cessate il fuoco. Nessuno entra. Nessuno esce. Chi resta, sopravvive come può.</p>



<p>Le IDF, ora, sono costrette a fare i conti con ciò che hanno prodotto. <strong>Non è più una disputa su cifre, ma sul senso della guerra.</strong> Riguarda la legittimità di una strategia che colpisce senza distinzione, successivamente preclude l&#8217;accesso e infine nega i dati.&nbsp;La guerra a Gaza non si combatte solo con i droni e con le bombe, ma con le parole e con le omissioni. E questa volta, per la prima volta, le parole sono arrivate da Tel Aviv.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/anche-lesercito-di-israele-lo-ammette-l80-delle-ultime-vittime-a-gaza-sono-civili.html">Anche l&#8217;esercito di Israele lo ammette: l’80% delle ultime vittime a Gaza sono civili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Mark Perlmutter: &#8220;Sotto le macerie di Gaza ci sono dieci volte più morti di quelli dichiarati&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/mark-perlmutter-sotto-le-macerie-di-gaza-ci-sono-dieci-volte-piu-morti-di-quelli-dichiarati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 08:53:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Hamas-Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Israele-Hamas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1102" height="521" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/perlmutter-e1743497688951.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/perlmutter-e1743497688951.jpg 1102w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/perlmutter-e1743497688951-600x284.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/perlmutter-e1743497688951-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/perlmutter-e1743497688951-1024x484.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/perlmutter-e1743497688951-768x363.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1102px) 100vw, 1102px" /></p>
<p>Siamo tornati a intervistare il chirurgo ortopedico americano che è tornato a Gaza circa tre settimane fa con Humanity Auxilium.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mark-perlmutter-sotto-le-macerie-di-gaza-ci-sono-dieci-volte-piu-morti-di-quelli-dichiarati.html">Mark Perlmutter: &#8220;Sotto le macerie di Gaza ci sono dieci volte più morti di quelli dichiarati&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1102" height="521" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/perlmutter-e1743497688951.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/perlmutter-e1743497688951.jpg 1102w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/perlmutter-e1743497688951-600x284.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/perlmutter-e1743497688951-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/perlmutter-e1743497688951-1024x484.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/perlmutter-e1743497688951-768x363.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1102px) 100vw, 1102px" /></p>
<p>“<em>Dottore se vuole possiamo sentirci tra una ventina di minuti</em>”.<br>“<em>Dammi una mezzora, Francesca. Ho bisogno di dare il buongiorno a mia moglie in Nord Carolina</em>”. </p>



<p>Con queste parole, torno a intervistare il dottor <strong>Mark Perlmutter</strong> dopo mesi. <a href="https://it.insideover.com/guerra/mark-perlmutter-vi-spiego-perche-i-morti-a-gaza-sono-molto-oltre-i-100-mila.html#google_vignette">Con Insideover lo avevamo raggiunto lo scorso ottobre</a> per raccontarci della sua precedente esperienza a Gaza. Tre settimane fa ci è tornato. Sorride quando gli raccontiamo che qualche giorno fa, quando improvvisamente non ci ha più risposto al telefono, eravamo in pensiero per lui. Ha il volto stropicciato come una preziosa camicia di lino e ci racconta di aver finalmente dormito otto ore. Adesso è “al sicuro” in Giordania, in attesa di tornare a casa. &#8220;<em>Le navi da guerra mi hanno tenuto sveglio tutte le notti, elicotteri. Il suono di F-16 o F-35 che volano sopra è sconcertante. I miei amici palestinesi mi dicono che l&#8217;unico vantaggio per loro è che ormai è come rumore bianco</em>&#8220;.</p>



<p>Il dottore ci racconta che ogni sera, quando scattava l’Iftar, la rottura del digiuno nel mese di <strong>Ramadan</strong>, l&#8217;attività dei droni aumentava, in modo che l&#8217;efficacia di una bomba di 500 o 2.000 libbre possa colpire maggiori raggruppamenti di persone. Ma i rumori per lui non sono stati in queste settimane la cosa più inquietante: ci racconta di essere stato molto più nervoso guidando dall&#8217;ospedale al punto di uscita, passando per Israele e la Cisgiordania. Si è sentito più minacciato da Tel Aviv a causa della sua posizione sui social media di quanto sia accaduto con i bombardamenti dell&#8217;Idf. Ha avuto paura di essere preso di mira personalmente. Una sua ossessione, forse, confessa, ma dopo aver saputo che si possono rintracciare i segnali telefonici anche quando il telefono è spento la paura aumenta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Gli chiedo di raccontarmi dell’attacco nel quale lui stesso ha rischiato la vita, il 25 marzo scorso. Un attacco aereo israeliano ha colpito il <strong>Nasser Medical Complex</strong>: l’esercito israeliano ha confermato di aver colpito un &#8220;<em>terrorista chiave dell&#8217;organizzazione terroristica Hamas che operava all&#8217;interno</em>&#8221; dell&#8217;ospedale, ma non ha condiviso l&#8217;identità dell&#8217;obiettivo. Secondo quanto riportato dalla <em>TV Al-Aqsa</em>, affiliata ad Hamas, Ismail Barhoum, membro dell&#8217;ufficio politico di Hamas, e suo nipote Ibrahim sono stati uccisi nell&#8217;attacco al complesso medico Nasser a Khan Younis. “<em>Penso che volessero distruggere l&#8217;ospedale, o non avrebbero usato il drone</em>”, dichiara il dottore. “<em>Vi è una lunga storia di attacchi agli ospedali, una storia molto lunga. Credo che fosse il 2022, hanno attaccato un ospedale in Libano e ucciso più persone, un ospedale pediatrico, per essere precisi. Non gli importava che uccidessero bambini. Non c&#8217;è motivo di attaccare quell&#8217;ospedale, era una dichiarazione politica</em>”.</p>



<p>Il dottore insiste sui programmi Ia in dotazione alle forze di Tel Aviv: <strong>Lavender</strong> e un altro chiamato <em><strong>Where’s Daddy</strong></em>. Mentre &#8220;Lavender&#8221; identifica i presunti militanti di Hamas e della Jihad islamica palestinese e le loro case, &#8220;Where&#8217;s Daddy&#8221; segue questi obiettivi e informa le forze israeliane quando tornano a casa, come descritto in un rapporto che cita sei ufficiali dell&#8217;intelligence israeliana che hanno utilizzato sistemi di Intelligenza artificiale per le operazioni a Gaza. Secondo le fonti, il sistema &#8220;Lavender&#8221; è noto anche per identificare talvolta obiettivi con legami tenui o inesistenti con gruppi militanti, aggiungendo che ha commesso &#8220;errori&#8221; in circa il 10% dei casi. “<em>Una contraddizione con la Torah e una contraddizione con la storia di come sono stati trattati in Europa negli anni Trenta e Quaranta. Lezioni non apprese, temo. Il drone è entrato attraverso una finestra appositamente per uccidere, il che è una violazione della Prima Convenzione di Ginevra, che è stata scritta specificamente dall&#8217;Europa occidentale e dagli Stati Uniti e ratificata da Israele nel 1950. Le successive Seconda, Terza e Quarta Convenzioni di Ginevra sono state ugualmente ratificate da Israele in quel momento, nel qual caso hanno riconosciuto che è illegale, internazionalmente illegale, bombardare un ospedale</em>”.</p>



<p>Questa volta il dottor Perlmutter è giunto a Gaza con un&#8217;organizzazione &#8220;straordinaria&#8221; chiamata <strong><a href="https://www.humanityauxilium.com/">Humanity Auxilium</a></strong> e non attraverso il <strong>COGAT</strong> (<em>Coordinator of Government Activities in the Territories</em>). Ha sede a Calgary, in Canada: la scelta è venuta dal fatto che l’organizzazione ha collaborato con l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. “<em>Volevo aumentare le mie possibilità di entrare. Ho una voce abbastanza forte su Instagram e sui social media</em>”, ribadisce Perlmutter, che ha temuto di essere respinto. “<em>Ho pensato che passando attraverso l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità direttamente e attraverso un gruppo estremamente ben collegato, altamente organizzato ed eccezionalmente professionale avrei avuto più possibilità. Mi hanno trattato benissimo. Tornerò con loro ogni singola volta</em>&#8220;.</p>



<p><strong>Dottore, stiamo ancora discutendo del numero delle vittime</strong>.</p>



<p>“<em>Proprio così. Questo è un grande problema e una grande bugia sui nostri media. I media stanno coprendo questo aspetto: per essere onesti, stanno ottenendo i loro numeri dall&#8217;Autorità palestinese, che è pesantemente controllata dalle Idf. L&#8217;Autorità palestinese è una fazione politica contraria ad Hamas, e il ministro della Salute rilascerà solo statistiche su corpi la cui identità è stata confermata. Permettetemi di fare un esempio. Ero ad Haiti il giorno del terremoto. Sono arrivato lì letteralmente sei ore dopo il terremoto, e il numero dei morti era nelle decine di migliaia. Poi è stato 80.000 la settimana successiva. Era 160.000 la settimana successiva. E ancora 300.000 la settimana successiva. Il conteggio è cresciuto in modo esponenziale, e non perché sono stati trovati altri corpi per strada. I corpi sono stati trovati sotto le macerie. In questo caso, ci sono 100 milioni di tonnellate di macerie. Ho guidato per ore attraverso Gaza, andando da un ospedale all&#8217;altro. Ho camminato per i quartieri. Ho visto moschee. Non c&#8217;è quasi un edificio in piedi, e non ci sono strutture di legno</em>”.</p>



<p>Restano solo acciaio e cemento. Sotto i milioni e milioni di tonnellate di calcestruzzo e cemento armato che si sono sgretolati al suolo, c&#8217;è probabilmente <strong>10 volte il numero dei corpi</strong>, più della metà dei quali saranno bambini. Quindi i numeri che il Ministro della Salute palestinese, che parla ancora di 50.000, sono “sciocchezza totale”. Nessuno ha fatto alcun scavo. Infatti, anche il giornale di Herat in Israele riporta storie di soldati israeliani comandati a guidare i loro bulldozer da 70 tonnellate sopra le macerie mentre sentivano urla sotto di loro. Alcuni di quegli autisti di bulldozer si sono suicidati. E ancora, aggiunge all’orrore il dottore, “<em>Ci sono state fosse comuni. Ho ascoltato la testimonianza di un testimone che guardava fuori dalla finestra e sentiva le urla dei bambini mentre un bulldozer li spingeva vivi in una fossa comune. Le loro identità non sono mai note. I loro corpi sono stati immediatamente investiti da un bulldozer. Non possono essere identificati e non saranno mai inclusi in tali statistiche. Quindi il numero di morti riferiti dall&#8217;autorità palestinese, il ministro della Salute, rispetto al numero che sono realmente morti è astronomicamente diverso</em>”.</p>



<p>Quando gli chiedo di fare questa <strong>estrapolazione matematica</strong> su Gaza, il dottore ricorre a un esempio: &#8220;<em>L&#8217;intera striscia di Gaza è grande quanto Nagasaki. Abbiamo lanciato l&#8217;equivalente di entrambe le bombe atomiche che sono cadute su Hiroshima e Nagasaki, distruggendo. Ora è probabilmente l&#8217;equivalente di quattro bombe atomiche. E pensiamo che solo 50.000 persone sono morte? Che stro**ate sono?</em>&#8220;. Ricordo al dottore la nostra scelta di partire da un conteggio differente. Perlmutter mi ricorda che <em><strong>Lancet </strong></em>sospettava un numero di circa 200.000 vittime. Ma anche quell&#8217;ipotesi è superata: si tratta di uno studio di sei mesi fa sulla base di dati che erano vecchi di nove mesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cibo è un lusso, i medicinali ancor di più</h2>



<p>Perlmutter ci descrive lo stato dell&#8217;<strong>economia a Gaza</strong>, se così vogliamo chiamarla ancora. &#8220;<em>Se potessi fare una fotografia della situazione attuale, data la recente escalation di violenza posso dire che non è mai stato un cessate il fuoco. L&#8217;attuale situazione umanitaria a Gaza è una cosa orribile. Gli aiuti non sono stati ammessi. C&#8217;è una vera carestia. Ora, si può camminare nei mercati e si può vedere il cibo, ma quando la benzina costa 90 dollari al litro, quando un pomodoro è il prezzo di un reddito giornaliero, quando una lattina di tonno è il reddito di una settimana, il livello della carestia è immisurabile. Prenderanno solo nuovi shekel. La gente deve comprare le cose sulla loro carta di visto, che è la carta di credito preminente nella zona. C&#8217;è un supplemento del 30% però: se compri qualcosa che costa 100 shekel, ottieni solo 70 shekel di cibo. C&#8217;è una tassa del 30% sull&#8217;utilizzo del credito. Questo non lascia soldi per i farmaci, anche se fossero accessibili. Facciamo interventi chirurgici e la gente non può nemmeno comprare un Tylenol per coprire i dolori del giorno dopo</em>&#8220;.</p>



<p>Se il cibo è un lusso, le attrezzature mediche ancora di più. Fili da sutura scaduti nel 2015. Niente sapone e acqua per lavare le mani di chi opera e le parti di chi deve essere operato. Niente antibiotici in un ospedale. Piastre metalliche e viti raffazzonate: nella nostra scorsa intervista il dottore ci racconto di essersi rifornito in una ferramenta prima di partire. &#8220;<em>Utilizziamo esclusivamente punte da trapano per praticare un foro nelle ossa in modo che possiamo quindi inserire una vite, a volte con una piastra, a volte solo attraverso la linea di frattura. Ma avevamo un numero limitato di viti e a volte non avevamo perni, solo un filo liscio che abbiamo usato per fissare le fratture nei bambini. Ed io lascerei punte di trapano nei bambini perché non avevamo nessun altro dispositivo di fissaggio, una punta di trapano riutilizzabile, proprio come si avrebbe a casa. Non è neanche lontanamente forte. Non è l&#8217;ideale. Se facessi queste cose nel mio Paese, perderei la mia licenza medica</em>&#8220;. Ci sono <strong>tre ospedali rimanenti su trentacinque</strong>, tutti scarsamente attrezzati e nessuno dei quali sarà funzionale qualora dovessero subire attacchi.</p>



<p><strong>In questa nuova fase, quali sono i bisogni medici più urgenti e le sfide che gli operatori sanitari devono affrontare sul campo? C&#8217;è qualcosa di diverso rispetto al periodo precedente o che state affrontando?</strong><br>“<em>È sempre lo stesso. È una situazione che va avanti ininterrottamente da un anno. Non solo stanno bloccando completamente tutti gli aiuti medici, il che è di nuovo contro il diritto internazionale, contro il diritto americano, americano e britannico e contro il diritto italiano, perché l&#8217;Italia non è libera in questo. L&#8217;Italia ha fornito fino al 20% delle bombe e delle armi che sono cadute sui bambini palestinesi. Quindi lo stesso sangue che era sui miei copriscarpe, sui miei camici, lo stesso sangue che proveniva dalle arterie dei bambini che mi hanno colpito in faccia, è sulle mani degli italiani, di tutti i contribuenti italiani, così come è sulle mani degli americani e degli inglesi e dei francesi e soprattutto dei tedeschi e degli americani. Quel sangue appartiene al mondo occidentale perché lo stiamo favorendo. Il crimine più grande che si sta commettendo, a mio avviso, è la distruzione deliberata del sistema sanitario, eliminando il fornitore di assistenza sanitaria</em>”.</p>



<p>Poi ci fa l’esempio di due colleghi. A uno è stato detto che, poiché sua moglie è dentista per le Nazioni Unite, doveva abbandonare l&#8217;ospedale Al-Aqsa e la sua casa e andare a Molossi, altrimenti sarebbe stato preso di mira lui. Gli sono stati dati cinque minuti per lasciare la sua casa. Ha preso i suoi certificati medici, così come sua moglie, i loro figli, i loro beni di valore, e ora vivono in una tenda da 20 persone insieme a 50 persone con un solo bagno. Si tratta di un affermato chirurgo ortopedico di formazione britannica, capo del dipartimento di uno dei tre ospedali rimasti. E questo è successo nel giro di una settimana. Per 11 mesi, il primario di ortopedia del Nassar Medical Complex è stato imprigionato dall&#8217;IDF. È stato portato via dal pronto soccorso. È stato imprigionato. Ogni volta che chiedeva di parlare con un avvocato, veniva picchiato. Con il denaro lasciato a casa è riuscito a far evacuare la famiglia in Egitto. Poi, si è sentito libero di resistere di più: gli hanno rotto tutte le dita con martelli e morse, pinze, dicendo: “<em>Ti romperò il prossimo se non ammetti che sei di Hamas e che ti stai prendendo cura dei soldati di Hamas</em>”, cosa che lui non ha mai fatto.</p>



<p>Il dottore Perlmutter racconta di aver visto quelle dita rotte. Ha visto le unghie mancanti. Gli hanno mostrato una foto ravvicinata di sua moglie che entrava in casa, il che significa che hanno delle spie a terra. Gli è stato detto: “<em>La rapiremo e la porteremo qui davanti a voi e la violenteremo in gruppo davanti a voi da parte di tutti i soldati qui presenti, se non ammetterete di essere di Hamas</em>”. E poi, quando non ha voluto ammettere di essere Hamas, gli è stata mostrata la vista della finestra della camera da letto dei suoi figli da un drone. &#8220;<em>Si tratta quindi di un abuso psicologico, per il quale, quando tornerò a casa, il mio compito principale sarà quello di trovargli uno psichiatra con cui parlare</em>&#8220;. Si tratta di un uomo di eccezionale talento che forniva ortopedia pediatrica a una popolazione bisognosa. &#8220;Gelatina emotiva&#8221; lo ha definito Permutter. &#8220;<em>Questa è probabilmente la ventesima volta che sento la storia degli abusi sugli operatori sanitari. Si tenga presente che la scorsa settimana, ancora oggi, sono 350 gli operatori sanitari ancora in ostaggio</em>&#8220;.</p>



<p>Perdiamo il collegamento con il dottor Perlmutter. Ci auguriamo che anche questa volta sia tutto ok. Intanto, da queste colonne lo ringraziamo, ancora una volta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mark-perlmutter-sotto-le-macerie-di-gaza-ci-sono-dieci-volte-piu-morti-di-quelli-dichiarati.html">Mark Perlmutter: &#8220;Sotto le macerie di Gaza ci sono dieci volte più morti di quelli dichiarati&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I palestinesi e Trump: in bilico tra tregua e proposte indecenti</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-palestinesi-e-trump-in-bilico-tra-tregua-e-proposte-indecenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 12:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012710092333_e6c8f09159ed1e8aa2ace40ae58cf5af-e1737979301217.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012710092333_e6c8f09159ed1e8aa2ace40ae58cf5af-e1737979301217.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012710092333_e6c8f09159ed1e8aa2ace40ae58cf5af-e1737979301217-600x315.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012710092333_e6c8f09159ed1e8aa2ace40ae58cf5af-e1737979301217-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012710092333_e6c8f09159ed1e8aa2ace40ae58cf5af-e1737979301217-1024x538.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012710092333_e6c8f09159ed1e8aa2ace40ae58cf5af-e1737979301217-768x403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012710092333_e6c8f09159ed1e8aa2ace40ae58cf5af-e1737979301217-1536x806.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dichiarazioni controverse di Trump: Donald Trump ha proposto il trasferimento di oltre un milione di palestinesi dalla Striscia di Gaza verso Paesi vicini, suscitando polemiche per la natura forzata del piano.</p>
<p>Reazioni di Giordania ed Egitto: Entrambi i Paesi hanno respinto l’idea, definendola inaccettabile e contraria alla stabilità regionale.</p>
<p>Tregua fragile: Mentre Hamas e Israele hanno concordato una tregua di sei settimane con uno scambio di ostaggi e prigionieri, la situazione rimane tesa a causa delle azioni militari israeliane in Cisgiordania.</p>
<p>Concessioni di Trump a Israele: Trump ha revocato sanzioni contro israeliani accusati di violenze nei territori occupati e autorizzato la ripresa della fornitura di bombe a Israele, alimentando ulteriori tensioni.</p>
<p>Crisi umanitaria: Israele ha ordinato all’Unrwa di cessare le operazioni a Gerusalemme, compromettendo il supporto a milioni di rifugiati palestinesi in una situazione già critica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-palestinesi-e-trump-in-bilico-tra-tregua-e-proposte-indecenti.html">I palestinesi e Trump: in bilico tra tregua e proposte indecenti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012710092333_e6c8f09159ed1e8aa2ace40ae58cf5af-e1737979301217.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012710092333_e6c8f09159ed1e8aa2ace40ae58cf5af-e1737979301217.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012710092333_e6c8f09159ed1e8aa2ace40ae58cf5af-e1737979301217-600x315.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012710092333_e6c8f09159ed1e8aa2ace40ae58cf5af-e1737979301217-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012710092333_e6c8f09159ed1e8aa2ace40ae58cf5af-e1737979301217-1024x538.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012710092333_e6c8f09159ed1e8aa2ace40ae58cf5af-e1737979301217-768x403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012710092333_e6c8f09159ed1e8aa2ace40ae58cf5af-e1737979301217-1536x806.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le recenti dichiarazioni del presidente statunitense <strong>Donald Trump </strong>sul futuro dei palestinesi stanno generando un acceso dibattito. E non poteva essere altrimenti. Dopo aver esercitato forti pressioni su Israele tramite il suo inviato in Medio Oriente, <strong>Steve Witkoff</strong>, affinché il governo di Tel Aviv <a href="https://it.insideover.com/guerra/tregua-a-gaza-trump-decisivo-ma-biden-prova-a-prendersi-i-meriti.html">accettasse un accordo su tregua e ostaggi prima della cerimonia</a> di insediamento del 20 gennaio, Trump ha ottenuto un successo diplomatico che ha segnato un deciso cambio di passo rispetto all’inerzia dell’amministrazione Biden. L’ex Segretario di Stato <strong>Antony Blinken</strong>, infatti, non era riuscito a far rispettare le “linee rosse” dichiarate a parole nei confronti di Netanyahu, lasciando margini di manovra a Israele. Ora, però, si apre una fase altrettanto complessa, soprattutto per i palestinesi. E le dichiarazioni di Trump non fanno ben sperare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa ha detto Trump sui palestinesi</h2>



<p>Il tycoon <a href="https://edition.cnn.com/2025/01/25/politics/trump-gaza-strip-jordan-egypt/index.html">ha annunciato una proposta controversa</a> che prevede il <strong>trasferimento di oltre un milione di palestinesi</strong> dalla Striscia di Gaza verso i Paesi vicini, come <strong>Giordania</strong> ed <strong>Egitto</strong>. Durante un colloquio con i giornalisti a bordo dell&#8217;Air Force One, Trump ha rivelato di aver discusso l&#8217;idea con il re Abdullah II di Giordania e di voler affrontare l&#8217;argomento anche con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">One thing is true: it was Biden, not Trump, that partnered with Israel to destroy Gaza and make it unlivable. Israel&#39;s open intent was to force ethnic cleansing (&quot;Nakba 2.0&quot;), which is why Blinken even lobbied Egypt and Jordan to absorb Palestinian refugees, as Trump is doing… <a href="https://t.co/h0uSjjd0C1">https://t.co/h0uSjjd0C1</a></p>&mdash; Aaron Maté (@aaronjmate) <a href="https://twitter.com/aaronjmate/status/1883543733481681229?ref_src=twsrc%5Etfw">January 26, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il presidente Usa ha sottolineato di aver telefonato al re di Giordania, chiedendogli se il suo Paese fosse disposto ad accogliere più palestinesi. &#8220;Gli ho detto che mi piacerebbe che prendessero in carico di più, perché la <strong>situazione nella Striscia di Gaza è un disastro</strong>, un vero disastro,&#8221; ha spiegato, descrivendo l&#8217;area come &#8220;un sito di demolizione.&#8221; Secondo l&#8217;inquilino della Casa Bianca, il piano prevedrebbe la costruzione di abitazioni temporanee o permanenti in Paesi arabi vicini, per permettere ai palestinesi di &#8220;vivere in pace per una volta&#8221;. La <strong>Giordania</strong>, tuttavia, ospita già oltre <strong>2,39 milioni di rifugiati palestinesi</strong> registrati secondo l&#8217;UNRWA, l&#8217;Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati Palestinesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giordania ed Egitto respingono l&#8217;idea dell&#8217;amministrazione Usa</h2>



<p>L&#8217;agenzia di stampa statale giordana <em>Petra</em> ha confermato la conversazione tra Trump e il re Abdullah, ma non ha menzionato alcuna discussione sul <strong>trasferimento dei palestinesi</strong>. Anzi, la posizione della Giordania appare chiara: il ministro degli Esteri, <strong>Ayman Safadi</strong>, ha ribadito che &#8220;la Giordania è per i giordani e la Palestina è per i palestinesi,&#8221; sottolineando che il Paese si oppone fermamente a ogni forma di spostamento forzato.</p>



<p>Anche l&#8217;<strong>Egitto</strong> ha respinto l&#8217;idea. In un comunicato ufficiale, il Ministero degli Esteri egiziano ha dichiarato: &#8220;Rifiutiamo ogni forma di <strong>trasferimento forzato dei palestinesi</strong> dalla loro terra, poiché tali azioni minacciano la stabilità, rischiano di estendere ulteriormente il conflitto nella regione e compromettono le opportunità di pace e coesistenza&#8221;. </p>



<p>La proposta di Trump ha sollevato numerose polemiche. Il <strong>trasferimento forzato di popolazioni</strong> è considerato una grave <strong>violazione del diritto internazionale umanitario</strong> e rischia di aggravare una crisi già profonda. Una proposta di &#8220;pulizia etnica&#8221; che purtroppo non stupisce, poiché l&#8217;attuale inquilino della Casa Bianca non ha mai mostrato un reale interesse per una soluzione equa al conflitto, ma piuttosto ha cercato di promuovere una strategia che favorisse il più possibile Israele. Gli <strong>Accordi di Abramo</strong> del 2020, pur prevedendo formalmente la creazione di uno Stato palestinese, delineavano infatti uno scenario in cui questo Stato sarebbe stato subordinato a Israele, privo di autonomia reale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Migliaia di palestinesi tornano al nord di Gaza</h2>



<p>Nel frattempo, una buona notizia c&#8217;è. Il <strong>Qatar</strong> ha annunciato di aver mediato un <strong>accordo tra Israele e Hamas</strong> che consente ai palestinesi, sfollati con la forza dal nord di Gaza, di tornare nelle loro abitazioni &#8211; o in quel che ne rimane &#8211; attraverso il <strong>Corridoio di Netzarim</strong>, controllato da Israele.  Secondo i termini dell&#8217;accordo, Hamas rilascerà entro venerdì una donna israeliana civile, Arbel Yehoud, e altri due ostaggi. In cambio, Tel Aviv permetterà ai palestinesi di viaggiare verso il nord della Striscia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="605" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250127095624380_3a522551c6f676e4c11c87ea1a3d0d7b-1024x605.jpg" alt="" class="wp-image-453981" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250127095624380_3a522551c6f676e4c11c87ea1a3d0d7b-1024x605.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250127095624380_3a522551c6f676e4c11c87ea1a3d0d7b-600x354.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250127095624380_3a522551c6f676e4c11c87ea1a3d0d7b-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250127095624380_3a522551c6f676e4c11c87ea1a3d0d7b-768x454.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250127095624380_3a522551c6f676e4c11c87ea1a3d0d7b-1536x907.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250127095624380_3a522551c6f676e4c11c87ea1a3d0d7b.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Migliaia di palestinesi hanno atteso per giorni l’autorizzazione per attraversare il <strong>Corridoio di Netzarim</strong>, ma i soldati israeliani hanno continuato nei giorni scorsi bloccarli, provocando accuse di violazione della tregua da parte di Hamas. Domenica scorsa, le tensioni sono esplose quando le truppe israeliane <strong>hanno aperto il fuoco su una folla di palestinesi</strong> che sperava di tornare al nord, uccidendo almeno due persone e ferendone nove. Ora, con l’annuncio dell’accordo, decine di migliaia di palestinesi sfollati stanno finalmente attraversando il corridoio per tornare ai propri luoghi d’origine nel nord della Striscia di Gaza.</p>



<p>Un <a href="https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2025/1/27/live-israel-set-to-let-palestinians-return-to-north-gaza">uomo intervistato da<em> Al Jazeera</em></a> mentre tornava alla sua città natale, <strong>Beit Hanoun</strong>, ha definito il momento &#8220;indimenticabile&#8221; e &#8220;un misto di lutto e gioia&#8221;. &#8220;Sto tornando a casa sapendo che è stata rasa al suolo. Piango i miei cari che ho perso, ma stiamo dicendo al mondo intero: rimarremo fedeli alla nostra terra, al nostro Paese,&#8221; ha detto, parlando dalla strada costiera di al-Rashid. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le concessioni di Trump a Israele</h2>



<p>C&#8217;è un altro fattore che rischia di minare l&#8217;accordo su tregua e ostaggi mediato da Trump e Qatar. Nei giorni successivi all’entrata in vigore della fragile tregua nella <strong>Striscia di Gaza</strong>, le forze militari israeliane hanno dato il via a un’importante operazione nella <strong>Cisgiordania occupata</strong>, mentre alcuni coloni ebrei hanno attaccato due città palestinesi, aumentando il livello di tensione nei territori. </p>



<p>La tregua, che dovrebbe durare almeno sei settimane, prevede il rilascio di decine di ostaggi da parte di Hamas in cambio della liberazione di centinaia di prigionieri palestinesi, molti dei quali saranno trasferiti in Cisgiordania. Tuttavia, l&#8217;operazione di Tel Aviv rischia di compromettere la durata e l’efficacia di questo accordo. A complicare ulteriormente la situazione è l’intervento degli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha deciso di <strong>annullare le sanzioni imposte dall’amministrazione Biden</strong> contro cittadini israeliani accusati di violenze nei territori occupati. E non è l&#8217;unica concessione del presidente Usa al governo israeliano di queste ore, poiché la Casa Bianca ha ordinato al Pentagono di revocare il blocco, imposto dall&#8217;amministrazione Biden, sulla fornitura di bombe da 2.000 libbre (900kg) a Israele, secondo quanto riportato da <em>Axios</em> citando tre funzionari israeliani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Morti e tensioni in Cisgiordania</h2>



<p>La situazione è precipitata nel weekend quando, durante l&#8217;operazione militare israeliana in Cisgiordania, voluta da Netanyanhu per accontentare i &#8220;falchi&#8221; della destra religiosa del suo governo che non hanno affatto digerito la tregua imposta da Trump, <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-01-25/ty-article/.premium/two-year-old-palestinian-killed-by-idf-fire-in-west-bank-army-investigating-incident/00000194-9f51-d083-abfd-dffb533b0000">una bambina palestinese di due anni</a>, <strong>Laila al-Khatib</strong>, è stata uccisa da colpi di arma da fuoco delle forze israeliane nella città occupata di <strong>Jenin</strong>. Laila è stata colpita alla testa mentre si trovava in casa con la madre incinta, che è rimasta lievemente ferita. La nonna ha raccontato che la famiglia stava cenando quando l’abitazione è stata attaccata. </p>



<p>Il ministro della Difesa israeliano, <strong>Israel Katz</strong>, ha descritto l&#8217;operazione a <strong>Jenin</strong> come parte della più ampia lotta di Israele contro l&#8217;Iran e i suoi alleati nella regione, affermando che &#8220;colpiremo i tentacoli del polpo fino a spezzarli&#8221;. I palestinesi vedono queste operazioni e l&#8217;espansione degli insediamenti come un modo per rafforzare il controllo israeliano sul territorio, dove 3 milioni di palestinesi vivono sotto un&#8217;occupazione militare a tempo indeterminato, mentre l&#8217;Autorità Palestinese, sostenuta dall&#8217;Occidente, amministra le città.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tensioni anche in Libano</h2>



<p>Domenica 26 gennaio avrebbe dovuto segnare la <strong>fine della tregua di 60 giorni tra Israele e Libano</strong>, ma il divieto israeliano di ritorno per gli sfollati del sud del Libano è rimasto in vigore. Centinaia di civili libanesi hanno tentato comunque di rientrare nei propri villaggi, provocando una reazione violenta delle truppe israeliane, che hanno aperto il fuoco, causando <strong>22 morti, tra cui donne e un soldato libanese, e 124 feriti</strong>. </p>



<p>Successivamente, nella giornata di lunedì 27 gennaio, gli Stati Uniti hanno confermato un accordo tra Israele e Libano per <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/us-confirms-israel-lebanon-have-agreed-to-extend-deadline-for-israeli-troop-withdrawal-to-feb-18/3463209">estendere il termine per il ritiro delle truppe israeliane</a> al 18 febbraio, concedendo a Tel Aviv più tempo per completare il ritiro oltre i 60 giorni inizialmente previsti. L’intesa prevede anche l’avvio di negoziati per il ritorno dei prigionieri libanesi catturati dopo il 7 ottobre 2023. Gli Stati Uniti, inoltre, hanno annunciato <strong>117 milioni di dollari in assistenza</strong> per sostenere la stabilità e l’attuazione della tregua tra i due Paesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Unrwa fuori da Gaza entro il 30 gennaio</h2>



<p>In questo scenario complesso e altrettanto drammatico di costante instabilità, si aggiunge la decisione di Israele ordinare all&#8217;agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) di <strong>cessare tutte le sue operazioni a Gerusalemme</strong> e di sgomberare le sue sedi entro il 30 gennaio, come riportato in una lettera inviata dall&#8217;inviato israeliano al segretario generale dell&#8217;ONU, <strong>António Guterres</strong>. La decisione di Tel Aviv si basa su una controversa legge israeliana che vieta all&#8217;Unrwa di operare nei territori palestinesi occupati. </p>



<p>L&#8217;agenzia, che fornisce assistenza essenziale a milioni di rifugiati palestinesi, rischia così di vedere <strong>compromessa la sua capacità di supportare una popolazione vulnerabile</strong> già colpita da una <a href="https://it.insideover.com/guerra/dopo-i-99-medici-usa-anche-lancet-conferma-a-gaza-e-strage-sistematica.html">gravissima crisi umanitaria</a>. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-palestinesi-e-trump-in-bilico-tra-tregua-e-proposte-indecenti.html">I palestinesi e Trump: in bilico tra tregua e proposte indecenti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Nell&#8217;inferno di Gaza anche il calcio piange le sue vittime</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nellinferno-di-gaza-anche-il-calcio-piange-le-sue-vittime.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Nov 2024 12:21:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="608" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_202411201813490_02c5b8ef11fa31a9ce8dace2ba70b9fe-e1732358158133.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_202411201813490_02c5b8ef11fa31a9ce8dace2ba70b9fe-e1732358158133.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_202411201813490_02c5b8ef11fa31a9ce8dace2ba70b9fe-e1732358158133-600x190.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_202411201813490_02c5b8ef11fa31a9ce8dace2ba70b9fe-e1732358158133-300x95.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_202411201813490_02c5b8ef11fa31a9ce8dace2ba70b9fe-e1732358158133-1024x324.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_202411201813490_02c5b8ef11fa31a9ce8dace2ba70b9fe-e1732358158133-768x243.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_202411201813490_02c5b8ef11fa31a9ce8dace2ba70b9fe-e1732358158133-1536x486.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell'inferno di Gaza anche il mondo del calcio piange le sue vittime. Ma Israele continua a far parte della Fifa, che fa finta di niente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nellinferno-di-gaza-anche-il-calcio-piange-le-sue-vittime.html">Nell&#8217;inferno di Gaza anche il calcio piange le sue vittime</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="608" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_202411201813490_02c5b8ef11fa31a9ce8dace2ba70b9fe-e1732358158133.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_202411201813490_02c5b8ef11fa31a9ce8dace2ba70b9fe-e1732358158133.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_202411201813490_02c5b8ef11fa31a9ce8dace2ba70b9fe-e1732358158133-600x190.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_202411201813490_02c5b8ef11fa31a9ce8dace2ba70b9fe-e1732358158133-300x95.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_202411201813490_02c5b8ef11fa31a9ce8dace2ba70b9fe-e1732358158133-1024x324.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_202411201813490_02c5b8ef11fa31a9ce8dace2ba70b9fe-e1732358158133-768x243.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_202411201813490_02c5b8ef11fa31a9ce8dace2ba70b9fe-e1732358158133-1536x486.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella notte tra <strong>domenica 17 e lunedì 18 novembre l’esercito israeliano <a href="https://www.aljazeera.com/news/2024/11/17/israel-bombs-residential-building-in-north-gazas-beit-lahiya-killing-50">ha bombardato</a> la cittadina di Beit Lahia</strong>, nella zona settentrionale della Striscia di Gaza, causando 50 morti, di cui 3 bambini. Tra gli altri 47 identificati <a href="https://x.com/leylahamed/status/1858519408739574207">c’erano</a> anche Ramzi Al-Safadi, portiere dell’Al Shams Club, e suo fratello Hassan. Al-Safadi dovrebbe essere il 539° atleta palestinese ucciso dall’inizio della guerra, ma questi numeri sono ovviamente difficili da conteggiare con sicurezza. Ad ogni modo, su 539 sportivi morti nel conflitto, 342 erano calciatori e 91 di essi minorenni, secondo <a href="https://electronicintifada.net/content/palestinian-courage-inspires-me-beyond-belief/49956">quanto segnala</a> Aboubaker Abed, giovane giornalista di Deir al-Balah, nella zona centrale della Striscia.</p>



<p>Nel mezzo della tragedia in corso da oltre un anno in Palestina, questo può sembrare un aspetto marginale, ma racconta bene come<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/amsterdam-il-pogrom-antisemita-i-provocatori-del-maccabi.html"> il mondo del calcio non sia estraneo a ciò che sta avvenendo</a></strong>. Diverse strutture e anche la maggior parte degli stadi della zona di Gaza <a href="https://www.sportspolitika.news/p/gaza-football-stadiums-israel-war">sono stati distrutti</a> dai bombardamenti, e tra di essi si conta anche il Palestine Stadium di Al-Rimal, che era stato ricostruito nel 2019 &#8211; dopo i danneggiamenti causati dagli attacchi israeliani del 2012 &#8211; grazie ai fondi della FIFA. La morte di Al-Safadi è avvenuta quasi in contemporanea con la partita che Israele stava giocando sul campo neutro di Budapest contro il Belgio, valevole per la UEFA Nations League, e due giorni prima che la Palestina scendesse in campo in Cisgiordania contro la Corea del Sud nelle qualificazioni mondiali.</p>



<p>Da un lato il calcio va avanti (quasi) come se niente fosse, ma dall’altro i calciatori sono vittime della guerra come tutte le persone comuni. Fare un elenco esaustivo di questi morti è impossibile, ma pochi esempi rendono bene l’idea della situazione. <strong>Hani Al-Masdar, allenatore della squadra olimpica, <a href="https://www.nytimes.com/athletic/5195851/2024/01/14/gaza-football-hani-al-masdar/">è stato ucciso</a> </strong>a gennaio nel villaggio di Al-Musaddar, vicino Deir al-Balah. Mohammed Barakat, icona del Khan Younis Youth Club e tre volte nazionale palestinese, <a href="https://www.aljazeera.com/sports/2024/3/11/israel-war-on-gaza-bombing-palestine-footballer-mohammed-barakat-killed">è stato ucciso</a> con tutta la sua famiglia a marzo, nel bombardamento della loro casa a Khan Younis. <strong>L’arbitro internazionale Hani Mesmeh <a href="https://x.com/leylahamed/status/1802766558135247286">è morto</a> a giugno, e poco dopo <a href="https://www.reuters.com/sports/soccer/palestinian-player-family-killed-israeli-airstrike-gaza-2024-06-23/">è toccato</a> ad Ahmad Abu al-Atta, difensore dell’Ahly Gaza</strong>, ucciso insieme alla moglie e ai due figli a Gaza City. Lo scorso mese, due giovani calciatori <a href="https://x.com/AbubakerAbedW/status/1845049167942439326">sono rimasti vittime</a> di un bombardamento sul campo profughi di Al-Nusairat.</p>



<p>Le morti dei giocatori sotto gli attacchi israeliani sono parte del dossier che la scorsa primavera la Federcalcio palestinese PFA ha presentato alla FIFA per sostenere la richiesta di una sospensione di Israele dal calcio internazionale. L’accusa della PFA vuole mettere in evidenza come la guerra in corso non sia solamente un problema di politica globale, ma che riguardi anche il mondo del pallone. Fino a questo<strong><a href="https://it.insideover.com/societa/bandire-israele-dal-calcio-mondiale-la-fifa-e-chiamata-a-decidere-e-lesempio-della-russia-pesa.html"> momento la FIFA ha tergiversato</a></strong>, rimandando continuamente la decisione, ma ci si aspetta che una risposta definitiva possa essere data al prossimo congresso straordinario dell’associazione, che si svolgerà l’11 dicembre.</p>



<p>Rinviare ancora la decisione sulle sanzioni verso la Federcalcio di Tel Aviv per la FIFA appare sempre più difficile, anche alla luce delle ultime notizie. L’uccisione degli atleti non è più limitata ormai alla sola Striscia di Gaza, ma si è estesa anche al Libano. Negli scorsi giorni è circolata ampiamente anche in Italia la notizia del ferimento della calciatrice Celine Haidar, rimasta vittima di un bombardamento a Shiyah, nella zona meridionale di Beirut. Sebbene inizialmente <a href="https://www.rainews.it/maratona/2024/11/razzi-contro-la-residenza-di-netanyahu-levin-ultimo-anello-di-azioni-anarchiche-23d33cfb-09c6-4a79-9432-32f309e261b6.html">sia stata diffusa</a> la voce della sua morte, la famiglia e la <strong>Federcalcio libanese <a href="https://www.instagram.com/p/DCkAezYMAMF/?igsh=MTBrajBydWFtb2llOA%3D%3D">hanno chiarito</a> che Haidar è stata trasportata all’ospedale in gravi condizioni</strong>, ma l’operazione è avvenuta con successo ed è ancora viva, sebbene in coma farmacologico. Assile Toufaily, ex-calciatrice del Libano femminile e oggi ricercatrice in Sociologia dello Sport in Francia, <a href="https://x.com/Assile_T10/status/1858829223852445999">ha redatto su X</a> un elenco di almeno 15 figure dello sport del suo Paese uccise da Israele, la maggior parte dei quali provenienti dal mondo del calcio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nellinferno-di-gaza-anche-il-calcio-piange-le-sue-vittime.html">Nell&#8217;inferno di Gaza anche il calcio piange le sue vittime</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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