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	<title>Strisca di Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 08 Oct 2026 16:52:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Strisca di Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Gaza. L&#8217;8 ottobre, il 9 ottobre, il 10 ottobre&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-l8-ottobre-il-9-ottobre-il-10-ottobre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 16:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1254" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza. L&#039;8 ottobre, il 9 ottobre, il 10 ottobre..." decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-600x392.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"[...] Se c'è una caratteristica che definisce la guerra che Israele ha scatenato contro la Striscia di Gaza, è la sfrenata sete di vendetta, una sete folle e sproporzionata. Cos'erano le uccisioni e la devastazione se non una campagna sottesa di vendetta?"</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-l8-ottobre-il-9-ottobre-il-10-ottobre.html">Gaza. L&#8217;8 ottobre, il 9 ottobre, il 10 ottobre&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1254" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza. L&#039;8 ottobre, il 9 ottobre, il 10 ottobre..." decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-1536x1003.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008175650367_f624f1d84f70c0e6930af12c020efdb5-600x392.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Novembre 2023, New York: un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=fhRJu05ldJo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornalista chiede</a> in modo provocatorio a un uomo che stava manifestando per la pace a Gaza: &#8220;Che pensa del 7 ottobre?&#8221;’. La risposta dell&#8217;interpellato: &#8220;Mi chiede cosa penso del 7 ottobre? E lei che pensa dell’8 ottobre? Che pensa del 9 ottobre? Che pensa del 10 ottobre? Che pensa dell’11 ottobre?…&#8221; Così via fino al 2 novembre, quando il giornalista ha battuto in ritirata. Senza rispondere, ovviamente, ché difficilmente chi pretende compassione &#8211; legittima &#8211; per le vittime del 7 ottobre ne prova per quelle palestinesi, incomparabilmente più numerose.</p>



<p>Va ricordato come Netanyahu, <a href="https://www.foxcarolina.com/video/2026/09/25/netanyahu-compares-oct-7-attacks-sixteen-911s/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intervistato su Fox News</a>, si lanciò in un ardito paragone tra le vittime dell&#8217;11 settembre e quelle del 7 ottobre: in termini percentuali &#8211; rispetto alla popolazione &#8211; è come se in Israele quel giorno si fossero registrati sedici 11 settembre, ha chiosato Bibi.</p>



<p>A Gaza ad oggi si contano 74mila vittime su una popolazione di 2,2 milioni di persone, circa il 3,36% del totale. Significa che circa 1 persona su 30 a Gaza ha perso la vita, significa 3.220 volte l&#8217;11 settembre.</p>



<p>Nel calcolo non sono ricomprese le vittime non ancora identificate, quelle che giacciono sotto le macerie o tutte quelle che sono state vaporizzate dalle alte temperature provocate dalle esplosioni (vedi <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2024-12-17/ty-article-magazine/.premium/israeli-attacks-on-the-south-gaza-humanitarian-zone-have-killed-scores-of-palestinians/00000193-d0f9-d4b3-adb3-f8fd6c5a0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>: &#8220;Persone semplicemente vaporizzate etc&#8230;). Né sono rendicontate le ancora più innumerevoli vittime indirette &#8211; fame, malattie, stenti &#8211; causate dalle durissime restrizioni imposte alla popolazione della Striscia e dalla distruzione del sistema sanitario e delle infrastrutture; né sono calcolate le vittime della Cisgiordania. Se si sommano alle 74mila vittime ufficiali le centinaia di migliaia di vittime suddette avremmo a che fare con decine di migliaia di 11 settembre.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2024-12-17/ty-article-magazine/.premium/israeli-attacks-on-the-south-gaza-humanitarian-zone-have-killed-scores-of-palestinians/00000193-d0f9-d4b3-adb3-f8fd6c5a0000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-H-21-1024x479.jpg" alt="Current section Israel News 'People Simply Vaporized': Israeli Attacks on the South Gaza Humanitarian Zone Have Killed Scores of Palestinians" class="wp-image-83893"/></a></figure>



<p>Se abbiamo ripreso il paragone di Netanyahu tra l&#8217;11 settembre e il 7 ottobre è anche per ricordare un vecchio articolo di Barbara Spinelli, purtroppo scomparsa ieri, che rigettava il paragone tra il Terrore islamista e l&#8217;estremismo palestinese.</p>



<p>Citiamo un brano di un suo articolo pubblicato sulla Stampa del 28 ottobre del 2001, ripreso dal mensile <a href="https://www.30giorni.it/in_breve_id_numero_24_id_arg_32125_l1.htm#73782" target="_blank" rel="noreferrer noopener">30Giorni</a> diretto da Giulio Andreotti: &#8220;Israele non può ignorare le radici di un risentimento che coinvolge almeno un miliardo di uomini fedeli all’islam. E non può mettere sullo stesso piano l’aggressione sofferta dagli americani e le aggressioni che Israele subisce dagli estremisti palestinesi&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ci sono territori che esso occupa abusivamente e colonie che vi tiene insediate da trentacinque anni, facendo scorrere molto sangue. Gli americani non stanno conducendo una simile guerra coloniale contro gli Stati legati al terrore. Eppure l’equiparazione fatta da Sharon tra Bin Laden e Arafat non suscita serio sdegno tra gli ebrei, né in patria né in diaspora&#8221;.</p>



<p>&#8220;[…] In Israele stesso c’è chi sospetta che il popolo d’Israele, per rigenerarsi, voglia strappare nuovi dolori dai giorni futuri, sognando una specie di secondo Olocausto. Tanto più urgenti sono il risveglio e la vigilanza di chi non vuole avere a che fare con simile tentazione apocalittica, e ha davvero cura dello Stato ebraico&#8221;.</p>



<p>Probabile che dopo il 7 ottobre la Spinelli abbia moderato tale posizione, data l&#8217;entità della strage, ma, nella condanna per l&#8217;ingiustificabile attacco di Hamas, è rimasta ferma nel condannare anche la risposta sproporzionata e il <a href="https://www.facebook.com/groups/2630211550569533/posts/4697870503803617/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">genocidio</a> &#8211; così nei suoi scritti &#8211; dei palestinesi.</p>



<p>Ma quel che ci interessava rilevare è quell&#8217;accenno a quanti, nel 2001, sognavano una sorta di nuovo Olocausto che avrebbe rigenerato Israele. Non è difficile immaginare a chi si riferisse e a cosa si volesse intendere con quella rigenerazione: la Grande Israele, dal mare al fiume Giordano (peraltro lo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Likud" target="_blank" rel="noreferrer noopener">slogan del Likud</a>).</p>



<p>Quella vigilanza, invocata dalla Spinelli, che pure esisteva al tempo e aveva una sua forza, è mano a mano regredita, si è erosa, ed è stata spazzata via il 7 ottobre, spesso paragonato a un nuovo Olocausto (paragone <a href="https://www.timesofisrael.com/yad-vashem-chief-rejects-comparison-between-hamas-atrocities-holocaust/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rigettato dallo Yad Vashem</a>), a proposito di quel sogno apocalittico, allora di una minoranza.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/yad-vashem-chief-rejects-comparison-between-hamas-atrocities-holocaust/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-TOI-copia-4-1024x417.jpg" alt="Yad Vashem chief rejects comparison between Hamas atrocities, Holocaust" class="wp-image-83895"/></a></figure>



<p>E, soprattutto, tale vigilanza è stata incenerita dall&#8217;8 ottobre, quando iniziò a prepararsi la vendetta contro Hamas e i palestinesi tutti. Ne scrive su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-10-08/ty-article-opinion/.premium/the-gentle-israeli-intellectual-who-advocated-genocide-by-popular-demand/000001a1-17fb-dbd6-a5a5-9fff39530000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz </a>Gideon Levy commentando un&#8217;intervista dell&#8217;intellettuale israeliano Benny Ziffer. Nel corso di tale intervista, Ziffer interrompe il cronista per portare la discussione a &#8220;un livello più globale, a qualcosa di spirituale&#8221;, spiegando che gli ebrei sono incapaci di vendicarsi.</p>



<p>&#8220;Cosa avresti voluto vedere?&#8221; ha chiesto il moderatore un po&#8217; sorpreso. &#8220;Vendicare ciò che è successo. Vendetta&#8230; c&#8217;è la sensazione, che condivido anch&#8217;io, che non ci siamo vendicati a sufficienza&#8221;. &#8220;Che aspetto ha la vendetta?&#8221; ha domandato il moderatore. &#8220;Chiedetelo alla gente per strada. Non vogliono che Gaza esista&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ziffer voleva dire qualcosa di globale e spirituale&#8221;, è il commento di Levy, &#8220;ma ha pronunciato una frase genocida. Cancellare Gaza significa uccidere i restanti 2,1 milioni di persone sopravvissute alla guerra. Non c&#8217;è bisogno di parlare del genocidio, perché è quello che vuole la gente comune. Un genocidio democratico. Un genocidio popolare. Un genocidio tramite referendum&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] Se c&#8217;è una caratteristica che definisce la guerra che Israele ha scatenato contro la Striscia di Gaza, è la sfrenata sete di vendetta, una sete folle e sproporzionata. Cos&#8217;erano le uccisioni e la devastazione se non una campagna sottesa di vendetta?&#8221;.</p>



<p>La commemorazione del 7 ottobre, la sua risonanza globale, impone all&#8217;umanità una commemorazione analoga del genocidio palestinese. Sul punto, riprendiamo quanto ha scritto Assaf David su <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-08-07/ty-article-magazine/.premium/jewish-jihad-has-taken-hold-this-scholar-hopes-gaza-war-will-be-israels-isis-moment/00000198-8581-dfd7-a5df-bdeb8b010000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>: &#8220;Un amico mi ha scritto tempo fa: &#8216;Un giorno verrà eretto lo Yad Vashem di Gaza&#8217; – un riferimento al memoriale e museo dell&#8217;Olocausto di Gerusalemme. Quando ho letto questa cosa, mi sono detto: &#8216;Voglio far parte della schiera che erigerà lo Yad Vashem di Gaza&#8217;&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-l8-ottobre-il-9-ottobre-il-10-ottobre.html">Gaza. L&#8217;8 ottobre, il 9 ottobre, il 10 ottobre&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gaza, matrimoni precoci e spose bambine in aumento del 123%: l&#8217;altro dramma della guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/gaza-matrimoni-precoci-e-spose-bambine-in-aumento-del-123-laltro-dramma-della-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giorgia di gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 20:59:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Due-donne-palestinsi-si-stringono-dopo-aver-perso-parte-della-loro-famiglia-in-un-attacco-issraeliano-a-Gaza-City.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Due-donne-palestinsi-si-stringono-dopo-aver-perso-parte-della-loro-famiglia-in-un-attacco-issraeliano-a-Gaza-City.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Due-donne-palestinsi-si-stringono-dopo-aver-perso-parte-della-loro-famiglia-in-un-attacco-issraeliano-a-Gaza-City-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Due-donne-palestinsi-si-stringono-dopo-aver-perso-parte-della-loro-famiglia-in-un-attacco-issraeliano-a-Gaza-City-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Due-donne-palestinsi-si-stringono-dopo-aver-perso-parte-della-loro-famiglia-in-un-attacco-issraeliano-a-Gaza-City-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Due-donne-palestinsi-si-stringono-dopo-aver-perso-parte-della-loro-famiglia-in-un-attacco-issraeliano-a-Gaza-City-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Due-donne-palestinsi-si-stringono-dopo-aver-perso-parte-della-loro-famiglia-in-un-attacco-issraeliano-a-Gaza-City-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Gaza i matrimoni precoci e forzati tornano a crescere. Il collasso delle reti di protezione trasforma il matrimonio in sopravvivenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/gaza-matrimoni-precoci-e-spose-bambine-in-aumento-del-123-laltro-dramma-della-guerra.html">Gaza, matrimoni precoci e spose bambine in aumento del 123%: l&#8217;altro dramma della guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Due-donne-palestinsi-si-stringono-dopo-aver-perso-parte-della-loro-famiglia-in-un-attacco-issraeliano-a-Gaza-City.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Due-donne-palestinsi-si-stringono-dopo-aver-perso-parte-della-loro-famiglia-in-un-attacco-issraeliano-a-Gaza-City.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Due-donne-palestinsi-si-stringono-dopo-aver-perso-parte-della-loro-famiglia-in-un-attacco-issraeliano-a-Gaza-City-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Due-donne-palestinsi-si-stringono-dopo-aver-perso-parte-della-loro-famiglia-in-un-attacco-issraeliano-a-Gaza-City-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Due-donne-palestinsi-si-stringono-dopo-aver-perso-parte-della-loro-famiglia-in-un-attacco-issraeliano-a-Gaza-City-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Due-donne-palestinsi-si-stringono-dopo-aver-perso-parte-della-loro-famiglia-in-un-attacco-issraeliano-a-Gaza-City-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Due-donne-palestinsi-si-stringono-dopo-aver-perso-parte-della-loro-famiglia-in-un-attacco-issraeliano-a-Gaza-City-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima dello scoppio del conflitto nell’ottobre 2023, nella Striscia di Gaza si registrava un progresso costante nella riduzione dei matrimoni precoci. Secondo le analisi del <strong>Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA)</strong>, il tasso di ragazze sposate prima dei 18 anni era passato dal 26% all&#8217;11% tra il 2009 e il 2022, rivelando un netto miglioramento delle condizioni di vita di donne e giovani donne. Anche il Bureau Centrale di Statistica Palestinese registra un trend simile, seppure riporti <a href="https://apnews.com/article/israel-palestinians-hamas-war-poverty-early-marriage-takeaways-ba4f8b0020d9c0d3d5283c8552044ee2">dati meno soddisfacenti</a> che identificano le donne minorenni sposate al 17,8% nel 2022.</p>



<p>Tuttavia, la guerra e le conseguenze umanitarie che ne derivano hanno invertito questa conquista sociale, segnalando un <strong>aumento del fenomeno del 123% secondo i rapporti UNFPA</strong>,&nbsp;<a href="https://www.bbc.com/news/articles/c94gm7dp40y0o?xtor=AL-71-%5Bpartner%5D-%5Bbbc.news.twitter%5D-%5Bheadline%5D-%5Bnews%5D-%5Bbizdev%5D-%5Bisapi%5D&amp;at_campaign_type=owned&amp;at_campaign=Social_Flow&amp;at_link_id=A336897C-B70C-11F1-A84E-8B7B141E670B&amp;at_medium=social&amp;at_format=link&amp;at_bbc_team=editorial&amp;at_link_origin=BBCNews&amp;at_ptr_name=twitter&amp;at_link_type=web_link">menzionati dalla BBC</a>&nbsp;in un report pubblicato il 23 settembre che richiama l’attenzione sull’età delle spose, compresa <strong>tra i 12 e i 17 anni</strong>. Il dato, relativo ai casi segnalati, potrebbe inoltre non restituire l&#8217;entità reale del fenomeno, considerando che molti matrimoni non vengono formalmente registrati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando sposarsi diventa sopravvi</strong>vere</h2>



<p>Il drastico aumento di matrimoni precoci o forzati riflette le condizioni di povertà estrema e di fragilità sociale. Fattori che contribuiscono a creare una realtà in cui le vittime, come in molti conflitti contemporanei, sono principalmente civili, donne e bambini. Il costo della vita nella Striscia è iperinflazionato e il <strong>prezzo del <em>mahr</em> (dote matrimoniale) è stato abbattuto dalla guerra</strong>, portando le famiglie ad accettare cifre irrisorie pur di far sposare le figlie e racimolare pochi shekel. In alcune testimonianze raccolte, l’unione in matrimonio <strong>viene percepita come un trasferimento di responsabilità economica</strong> della ragazza al coniuge. Ciò comporta un sollievo economico per la famiglia, che si ritroverà con una bocca in meno da sfamare: con il matrimonio, la coppia viene registrata come nuovo nucleo familiare dalle agenzie umanitarie e quindi creditore di nuove razioni alimentari e di una tenda in cui vivere. </p>



<p>In un contesto segnato da povertà, assenza di strutture igienico-sanitarie private e scuole sovraffollate, il singolo individuo diventa minaccia ed <strong>il timore si trasforma in esigenza di protezione</strong>, la cui massima espressione si riflette proprio nei matrimoni combinati tendenzialmente stipulati dai padri con l’intento di affidare le figlie alle cure di un protettore, un marito. In altri casi segnalati dai report, invece, <strong>l’unione avviene per conservare l’onore della giovane vittima di stupro</strong>, e la figlia viene data in sposa proprio al suo aggressore nel tentativo di evitare scandali e di preservare la dignità della famiglia. Una circostanza ambigua, ma più prossima alla nostra tradizione di quanto vorremmo credere: è giusto ricordare che il matrimonio riparatore, in Italia, è stato abolito solamente nel 1981. Eppure, anche sotto le bombe ed i palazzi che crollano, preservare la dignità femminile tramite il controllo della donna sembra equivalere ad una priorità che trascende le dinamiche belliche.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Non mancano le testimonianze in cui viene raccontato che, quando un caso di violenza sessuale viene scoperto nei rifugi scolastici, per fare un esempio, “il giorno dopo si assiste a matrimoni e festeggiamenti all&#8217;interno della scuola&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una figlia in cambio di cibo o di un riparo</strong></h2>



<p>Il documento di UNFPA <em>I want to feel safe again</em>, pubblicato il 17 settembre 2026, raccoglie le <strong>testimonianze di 230 donne attraverso 16 focus group condotti tra dicembre 2025 e gennaio 2026</strong> nei campi di sfollamento di Gaza City e Khan Younis. Tra i vari casi, viene riportato un episodio straziante ma emblematico della realtà vissuta da alcune famiglie. La testimonianza racconta di una ragazza di 14 anni, data in sposa dal padre <strong>in cambio di due pacchi di farina</strong> che sarebbe serviti per sfamare gli altri figli. Un evento al limite della comprensione umana, si potrebbe pensare, eppure altre sei ragazze partecipanti all’inchiesta hanno raccontato episodi analoghi. Allo stesso modo, si racconta di come <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0277539525000305">donne divorziate o madri sole </a>abbiano acconsentito a sposare le figlie minorenni ai figli di uomini che offrivano loro una tenda, o semplicemente un luogo “sicuro”.</p>



<p>La logica dello sgravio economico si fa ancora più spietata quando a decidere del destino delle adolescenti non sono i genitori, ma i parenti estesi chiamati a farsi carico di chi ha perso tutto. Le adolescenti rimaste orfane a causa degli attacchi israeliani rappresentano uno dei gruppi più vulnerabili ed esposti allo sfruttamento e ai matrimoni forzati: senza la protezione dei genitori, spesso la loro tutela passa nelle mani del maschio più prossimo della famiglia, che di solito percepisce la ragazza come un ulteriore ed insostenibile peso economico. Anche in questo caso, può capitare che la giovane venga data in moglie per alleggerire il peso finanziario che altrimenti comporterebbe.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Senza casa, senza privacy, senza protezione</strong></h2>



<p><strong>La questione securitaria si intreccia inevitabilmente con i continui ordini di evacuazione</strong> che hanno costretto la popolazione di Gaza a sfollamenti ripetuti, spezzando le reti tradizionali di protezione comunitaria e costringendo i civili alla separazione con il proprio nucleo famigliare. Talvolta, le donne sono costrette a vivere in contesti sconosciuti e in prossimità di estranei. In particolare<strong>, i campi di sfollamento a Gaza City e Khan Younis, che da soli ospitano oltre 1,1 milioni di sfollati, di cui più di 580.000 sono donne e ragazze</strong>, sono caratterizzati da un sovraffollamento estremo e da rifugi di fortuna, del tutto privi di porte o serrature e quindi inadatti a garantire privacy o protezione. I bagni sono spesso condivisi e costituiscono uno dei luoghi in cui il rischio di aggressione è maggiore, così come i punti di raccolta dell’acqua in cui gli uomini approfittano della calca data dalla competizione per la risorsa per palpeggiare o aggredire le donne.&nbsp;</p>



<p>A Gaza il sistema sanitario è collassato, le scuole sono state distrutte o convertite in rifugi e l’apparato giudiziario è stato compromesso. In questo scenario, <strong>la possibilità di denunciare gli abusi è stata drasticamente ridotta</strong> e gli aggressori rimangono pressoché impuniti, consapevoli che nessuno andrà mai a prenderli.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p>https://apnews.com/article/israel-palestinians-hamas-war-poverty-early-marriage-takeaways-ba4f8b0020d9c0d3d5283c8552044ee2</p>



<p>https://www.bbc.com/news/articles/c94gm7dp40y0o</p>



<p>https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0277539525000305</p>



<p>UNFPA,&nbsp;<em>I Want to Feel Safe Again: The Drivers of Gender-Based Violence in Gaza</em>, September 2026.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/gaza-matrimoni-precoci-e-spose-bambine-in-aumento-del-123-laltro-dramma-della-guerra.html">Gaza, matrimoni precoci e spose bambine in aumento del 123%: l&#8217;altro dramma della guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>NAZA: filmmaker e docenti israeliani a difesa del docu-film sui crimini di Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/naza-filmmaker-e-docenti-israeliani-a-difesa-del-docu-film-sui-crimini-di-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 04:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="AZA: filmmaker e docenti israeliani a difesa del docu-film sui crimini di Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mille filmmaker israeliani hanno firmato un appello in difesa dei due registi, Yuval Abraham e Rachel Szor, affermando la necessità che il film sia visto e sia oggetto di pubblica riflessione. Non solo: 14 docenti di diritto internazionale israeliani, prendendo spunto dal film, hanno chiesto un’indagine indipendente per far luce sui crimini di guerra commessi a Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/naza-filmmaker-e-docenti-israeliani-a-difesa-del-docu-film-sui-crimini-di-gaza.html">NAZA: filmmaker e docenti israeliani a difesa del docu-film sui crimini di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="AZA: filmmaker e docenti israeliani a difesa del docu-film sui crimini di Gaza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916194351996_5ba7a994f168fd6b6e79da8ce7435152-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il docu-film NAZA, che denuncia i crimini di guerra commessi contro i palestinesi, ha suscitato reazioni furibonde in Israele. Ma, al contrario di altre pubbliche denunce, alcune voci si sono levate a difesa. Voci flebili, che a stento riescono a superare il clamore delle accuse di tradimento &#8211; con annessa minaccia di revocare la cittadinanza ai registi &#8211; ma non possono e non devono essere ignorate dal resto del mondo.</p>



<p>Diversi cronisti, soprattutto di Haaretz, hanno difeso l&#8217;opera, ma molto più significativo il fatto che mille filmmaker israeliani hanno firmato un appello in difesa dei due registi, Yuval Abraham e Rachel Szor, affermando la necessità che il film sia visto e sia oggetto di pubblica riflessione. Non solo: 14 <a href="https://www.haaretz.com/gaza/2026-09-15/ty-article/.premium/israeli-law-scholars-call-for-independent-probe-into-suspected-gaza-war-crimes/000001a0-a466-d9a4-a3a7-bf76fea50000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">docenti di diritto internazionale </a><a href="https://www.haaretz.com/gaza/2026-09-15/ty-article/.premium/israeli-law-scholars-call-for-independent-probe-into-suspected-gaza-war-crimes/000001a0-a466-d9a4-a3a7-bf76fea50000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">israeliani</a>, prendendo spunto dal film, hanno chiesto un’indagine indipendente per far luce sui crimini di guerra commessi a Gaza.</p>



<p>Voci minoritarie all&#8217;interno di Israele, certo, ma significative. E non solo perché testimonia che non tutta la società israeliana è consegnata al genocidio, ma anche perché il dissenso in Israele costa caro. La minaccia di revocare la cittadinanza ai due registi riecheggia quanto accadde a Hamdan Ballal, co-regista di<em>&nbsp;No Other Land</em>, malmenato prima dai coloni e poi dai soldati dell&#8217;IDF, infine persino arrestato. Un clima che a Tel Aviv si respira da tempo e che ha fatto sì che si creasse una coltre di autocensura: non dire, per non rischiare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La solidarietà coraggiosa dei registi israeliani</strong></h2>



<p>Dopo il grosso clamore suscitato da NAZA, insignito del Premio Speciale della Giuria alla Mostra del cinema di Venezia, il putiferio in Israele non si è fatto attendere (vedi articolo di Roberto Vivaldelli <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/revocategli-la-cittadinanza-israele-vuole-zittire-i-registi-di-naza-il-documentario-premiato-a-venezia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">su InsideOver</a>). I registi sono stati apertamente minacciati da Netanyahu e da altri esponenti del suo governo. Ma a loro si è aggiunto anche Gadi Eisenkot, la punta di diamante delle opposizioni, che alle prossime elezioni contende a Bibi la poltrona più alta della Knesset.</p>



<p>Un clima di intimidazione rischiarato da una luce: “Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una campagna senza precedenti di incitamento e istigazione contro i creatori del film, e la distanza tra ciò e l&#8217;incitamento alla violenza e la minaccia fisica alle loro vite si sta riducendo. Noi, registi, invitiamo tutti coloro che stanno ancora lottando per la libertà di espressione e creazione a unirsi nell&#8217;esprimere sostegno e solidarietà con Rachel Szor e Yuval Abraham”. Così recita la petizione firmata da un migliaio di registi e filmmaker israeliani, tra cui Ari Folman, Shlomi Elkabetz, Ran Tal e Michal Aviad.</p>



<p>I firmatari della petizione denunciano che sui media e nella società israeliana “non ha quasi avuto luogo” un dibattito serio sul genocidio di Gaza e sulle sue conseguenze. “Il ruolo centrale dell&#8217;arte e del giornalismo &#8211; continua l&#8217;appello &#8211; è quello di essere lo specchio della società, anche quando la realtà riflessa è difficile” da accettare.</p>



<p>Criticare film, e le opere d’arte in generale, “è legittimo in una società che cerca di essere sana e funzionale”, si legge ancora <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/haaretz-today/2026-09-14/ty-article/.highlight/israelis-unite-against-a-new-enemy-naza-a-film-no-one-has-seen/000001a0-a0f5-d219-a3ed-bdff05350000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sul documento</a>. Peccato, commenta <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/haaretz-today/2026-09-14/ty-article/.highlight/israelis-unite-against-a-new-enemy-naza-a-film-no-one-has-seen/000001a0-a0f5-d219-a3ed-bdff05350000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, che quelli che hanno condannato Naza in Israele lo abbiano fatto di default, senza averlo visto. “La partecipazione di colleghi e scrittori rispettati a questa tendenza è un chiaro segno del deterioramento del dibattito pubblico all&#8217;interno di Israele&#8221;, conclude il comunicato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>E gli accademici chiedono un&#8217;indagine</strong></h2>



<p>A prendere posizione non sono stati soltanto i registi. Martedì scorso, 14 professori di diritto internazionale di diverse università israeliane, tra cui esperti di diritto dei conflitti armati, &#8220;hanno chiesto un’indagine indipendente sulle possibili violazioni del diritto internazionale e sui conseguenti crimini di guerra commessi a Gaza, compresa la condotta dei vertici politici e militari&#8221;.</p>



<p>Gli studiosi hanno precisato di non aver visto NAZA, esattamente come i vertici dell’IDF. Ma hanno sottolineato che le accuse emerse nel corso della guerra — dall’incitamento alla distruzione di infrastrutture senza che ci fosse una necessità militare, ai danni sproporzionati ai civili, fino a impedire o far ritardare l&#8217;arrivo degli aiuti umanitari — richiedono comunque un’indagine professionale e obiettiva. Liquidare in blocco queste accuse senza accertarle, hanno aggiunto, e intimidire chi le solleva è incompatibile con il rispetto dello Stato di diritto.</p>



<p>A rendere ancora più urgente la richiesta di un’indagine sono anche i recenti ritrovamenti di centinaia di cadaveri sotto le macerie degli edifici distrutti nella Striscia (per l’Alto commissario Onu per i diritti umani Volker Türk, sono soltanto della punta dell’iceberg&#8230;). Urge un’indagine indipendente, prima che le macerie, e con esse i poveri resti dei morti di Gaza, vengano spazzate via senza essere esaminate (ne abbiamo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-israele-sta-cancellando-le-prove-del-genocidio.html#google_vignette" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scritto qui)</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il 28 settembre&nbsp;NAZA&nbsp;esce nelle sale italiane</strong></h2>



<p>È la prima volta, dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione di Gaza, che così tanti registi israeliani rivendicano il diritto alla parola e alla critica, com&#8217;è la prima volta che tanti accademici chiedono un&#8217;indagine sulle accuse mosse dal mondo e dalla Corte internazionale di giustizia. Dissensi importanti, dunque. Voci minoritarie che si levano sulla scia di quanto Rachel Szor e Yuval Abraham, già co-registi di <em>No Other Land</em>, hanno impresso sulla pellicola tanto ostracizzata in Israele.</p>



<p>NAZA vuole mostrare al mondo i meccanismi usati a Gaza per far strage di palestinesi. E si basa sulle testimonianze di 24 protagonisti dei fatti, tra ufficiali dell’intelligence e soldati israeliani, i quali hanno parlato protetti dall’anonimato (per ovvie ragioni). Il governo israeliano, e il suo ministro della Cultura Miki Zohar, si sono ripromessi di non dare spazio al film, di non permettere che venga proiettato.</p>



<p>Nelle sale italiane, invece, NAZA uscirà il 28 settembre. Andare a vederlo è una buona occasione per celebrare il diritto all’informazione e per uscire dall’oblio della propaganda. Ma anzitutto, per quanti in questi anni sono stati distratti, è un&#8217;occasione per guardare in faccia gli indicibili orrori di Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/naza-filmmaker-e-docenti-israeliani-a-difesa-del-docu-film-sui-crimini-di-gaza.html">NAZA: filmmaker e docenti israeliani a difesa del docu-film sui crimini di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gaza: la morte arriva dal cielo e dal profondo della terra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-la-morte-arriva-dal-cielo-e-dal-profondo-della-terra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 14:34:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728162025379_14d637586524dd6855c630c4f491d334.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza: la morte arriva dal cielo e dal profondo della terra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728162025379_14d637586524dd6855c630c4f491d334.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728162025379_14d637586524dd6855c630c4f491d334-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728162025379_14d637586524dd6855c630c4f491d334-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728162025379_14d637586524dd6855c630c4f491d334-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728162025379_14d637586524dd6855c630c4f491d334-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728162025379_14d637586524dd6855c630c4f491d334-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Oggi la 'guerra' è finita. Questa non è più un'aggressione; è un genocidio. Non c'è altra parola che possa descrivere la portata della violenza che vedo davanti ai miei occhi" - da “The Eyes of Gaza: A Diary of Resilience”</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-la-morte-arriva-dal-cielo-e-dal-profondo-della-terra.html">Gaza: la morte arriva dal cielo e dal profondo della terra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728162025379_14d637586524dd6855c630c4f491d334.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza: la morte arriva dal cielo e dal profondo della terra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728162025379_14d637586524dd6855c630c4f491d334.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728162025379_14d637586524dd6855c630c4f491d334-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728162025379_14d637586524dd6855c630c4f491d334-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728162025379_14d637586524dd6855c630c4f491d334-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728162025379_14d637586524dd6855c630c4f491d334-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728162025379_14d637586524dd6855c630c4f491d334-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco lo scorso ottobre, 282 bambini e ragazzi sotto i 18 anni sono stati uccisi, una media di un bambino al giorno&#8221;. Così Ilana Hammerman su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-07-27/ty-article-opinion/.premium/minimizing-harm-to-civilians-the-genocide-continues/0000019f-9fc1-df92-a7ff-bfc3b6480000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>. Una parte rilevante dei 1.191 palestinesi uccisi in questo lasso di tempo, nel quale si sono registrati anche 3.853 feriti. Solo un aspetto del genocidio in corso, che molti di più muoiono di stenti e malattie a causa delle condizioni in cui sono costretti i sopravvissuti, ristretti nel 30% del territorio originale della Striscia.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-07-27/ty-article-opinion/.premium/minimizing-harm-to-civilians-the-genocide-continues/0000019f-9fc1-df92-a7ff-bfc3b6480000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-H-TITOLO-copia-1024x445.jpg" alt="Minimizing Harm to Civilians? The Genocide Continues" class="wp-image-83020"/></a></figure>



<p>Per chi segue quanto si consuma a Gaza si tratta di cose note. Più interessante, nell&#8217;articolo della Hammerman, le citazioni. La prima è quella di Plestia Alaqad, ventiduenne di Gaza, che il 18 ottobre 2023, solo tre settimane dall&#8217;inizio della guerra, scriveva sul suo diario: &#8220;Oggi la &#8216;guerra&#8217; è finita. Questa non è più un&#8217;aggressione; è un genocidio. Non c&#8217;è altra parola che possa descrivere la portata della violenza che vedo davanti ai miei occhi&#8221; (il diario del giovane palestinese è stato pubblicato negli Stati Uniti da Little, Brown and Company e nel Regno Unito da Pan Macmillan con il titolo <em>The Eyes of Gaza: A Diary of Resilience</em>).</p>



<p>La seconda citazione è un post del dottor Said Muhammad Al-Kahlout, che racconta il monitoraggio invasivo da parte di Israele: &#8220;I cieli sono pieni di occhi che seguono ciò che gli aerei stanno registrando, e gli aerei sono vicini e possono contare la dentiera nella bocca di un vecchio sfollato&#8221;. Nel post racconta appunto di un anziano emaciato sul quale la morte è piovuta da quel cielo affollato di occhi. Ucciso senza una ragione, come tanti a Gaza, e la sua morte diventerà un numero perso tra le tante notizie che scorrono veloci nei telegiornali.</p>



<p>Ma forse la parte più interessante della nota è quella in cui la Hammerman si confronta con l&#8217;ossessiva narrazione israeliana, che vede l&#8217;IDF impegnato a &#8220;ridurre al minimo i danni alle vite civili e alle infrastrutture&#8221;.</p>



<p>Così la cronista di Haaretz: &#8220;Fin dall&#8217;inizio, l&#8217;attacco a Gaza è stato una guerra di annientamento sistematica, una risposta sproporzionata e frenetica al barbaro attacco di Hamas del 7 ottobre. Una guerra che fin dal primo giorno non ha fatto distinzione tra combattenti e civili, né tra le infrastrutture militari di Hamas e quelle civili di Gaza&#8221;.</p>



<p>&#8220;Nei pesanti bombardamenti sulle aree residenziali densamente popolate, effettuati senza nessun distinguo, decine di migliaia di donne, bambini e anziani sono stati uccisi, feriti e resi permanentemente invalidi, e sono stati distrutti ospedali, istituti scolastici, strade, reti idriche ed elettriche, così come l&#8217;agricoltura&#8221;.</p>



<p>&#8220;E l&#8217;opera di distruzione continua ancora oggi, non solo attraverso i bombardamenti aerei e con i droni, ma anche condannando la stragrande maggioranza della popolazione a condizioni di vita disumane. Oltre l&#8217;80% degli abitanti di Gaza è stato costretto ad abbandonare le proprie comunità e le loro case sono state distrutte&#8221;.</p>



<p>&#8220;Vivono in tende sovraffollate, roventi d&#8217;estate e allagate d&#8217;inverno dall&#8217;acqua piovana, con i liquami che scorrono tra le tende e si accumulano in pozzanghere. Sono esposti a un&#8217;infestazione di topi, ratti e pulci, e a malattie infettive che, in assenza di cure adeguate, si traducono in una condanna a morte, in particolare per i bambini e gli anziani&#8221;.</p>



<p>&#8220;Si tratta, dunque, di genocidio. Lo Stato di Israele ha inflitto e continua a infliggere un olocausto alla Striscia di Gaza. Non c&#8217;è altra parola per descriverlo oggi, quando le dimensioni delle uccisioni e della devastazione sono evidenti a tutti. &#8216;Pochi minuti fa ho visto il video di un ragazzo di 15 anni caduto in una delle tante fosse di liquami sparse intorno alle nostre tende. Era già morto quando è stato portato in ospedale'&#8221;.</p>



<p>&#8220;&#8216;Prima di lui, un altro ragazzo stava giocando con un oggetto sospetto che è esploso uccidendolo. Poi un altro ragazzo è passato accanto ai blocchi di cemento gialli [che delimitano la parte della Striscia occupata da Israele] e i soldati dell&#8217;occupazione gli hanno sparato. Un proiettile ha colpito una tenda dove si trovava una ragazza e l&#8217;ha uccisa&#8217;&#8221;.</p>



<p>&#8220;&#8216;Dei bambini sono caduti da un rimorchio e sono rimasti schiacciati sotto le ruote. Altri bambini sono morti di malnutrizione e altri non sono stati curati. Ci sono bambini che non morti in attesa di ricevere qualche cura&#8230; A Gaza la morte incombe sui nostri figli da ogni parte, persino dalle viscere della terra. Qualcuno sente? Qualcuno vede?'&#8221; (I due post citati sono stati pubblicati su Facebook da Tamar Goldschmidt e Aya Kaniuk, che rilanciano messaggi provenienti da Gaza).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-la-morte-arriva-dal-cielo-e-dal-profondo-della-terra.html">Gaza: la morte arriva dal cielo e dal profondo della terra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gaza e Cisgiordania: la violenza &#8220;necessaria&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-e-cisgiordania-la-violenza-necessaria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 12:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Deir Yassin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza e Cisgiordania: la violenza &quot;necessaria&quot;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ben-Gurion spiegò che non esiste una pulizia etnica efficace senza massacri come quello avvenuto a Deir Yassin nel 1948. Rivolgendosi ai suoi critici alla Knesset, disse che se volevano sia 'l'intera Terra d'Israele' sia 'uno Stato ebraico', erano necessari altri massacri".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-e-cisgiordania-la-violenza-necessaria.html">Gaza e Cisgiordania: la violenza &#8220;necessaria&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza e Cisgiordania: la violenza &quot;necessaria&quot;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Per dirla in breve, sotto ogni punto di vista tranne uno [&#8230;], la vittoria sionista sui palestinesi è totale. Il potere politico, militare ed economico è interamente nelle nostre mani. Così come il controllo sulla terra, sull&#8217;acqua e sulle altre risorse naturali. In tutta la Terra d&#8217;Israele, gli ebrei sono più forti e più ricchi dei palestinesi, con un ampio margine. Abbiamo vinto. C&#8217;è solo un aspetto in cui non li abbiamo sconfitti: la demografia&#8221;. Così un dolente articolo di Hagai El-Ad su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-04-01/ty-article-opinion/.premium/the-strategy-behind-the-west-bank-pogroms-deir-yassin/0000019d-443c-d5be-afff-e5fc4f020000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-04-01/ty-article-opinion/.premium/the-strategy-behind-the-west-bank-pogroms-deir-yassin/0000019d-443c-d5be-afff-e5fc4f020000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-H-2-copia-1024x386.jpg" alt="The Strategy Behind the West Bank Pogroms: Deir Yassin" class="wp-image-81329"/></a></figure>



<p>&#8220;[&#8230;] Metà delle persone che vivono qui, tra il Mar Mediterraneo e il fiume Giordano, sono palestinesi. Questo è l&#8217;unico parametro per cui la lotta tra noi e loro non si è conclusa con la loro sconfitta, ma con la parità: parità non nel potere politico, non nei diritti, non nella terra e non economicamente. Ma parità numerica, sì. In questo siamo bloccati&#8221;.</p>



<p>Tutto ciò che abbiamo fatto e tutto ciò che facciamo a livello politico, amministrativo, militare, &#8220;si concentra per lo più su questo divario e su cosa si può fare per colmarlo&#8221;. Il divario potrebbe essere colmato riconoscendo pari diritti e dignità ai palestinesi, ma è fuori discussione, oppure &#8220;attraverso il trasferimento della popolazione: espulsioni e pulizia etnica. Ciò permetterebbe alla demografia di allinearsi al resto degli indicatori&#8221; e &#8220;ci libererebbe anche dalla macchia dell&#8217;apartheid, che comporta un certo disagio, nonostante non ne paghiamo le conseguenze a livello internazionale&#8221;.</p>



<p>&#8220;Da anni ormai, i sionisti liberali amano presentare Israele come un paese di fronte a un dilemma, costretto a scegliere tra uno stato &#8216;ebraico e democratico&#8217; in una parte della Terra d&#8217;Israele e uno stato binazionale nella Grande Israele. Pertanto, la terza opzione – la pulizia etnica – viene negata, sia come parte della storia sionista, nella forma della Nakba del 1948, sia come opzione ancora praticabile per il presente e il futuro. In quest&#8217;ottica, vengono spesso citate le parole di David Ben-Gurion alla Knesset nell&#8217;aprile del 1949: &#8216;Quando ci siamo trovati di fronte alla scelta tra l&#8217;intera Terra d&#8217;Israele senza uno Stato ebraico o uno Stato ebraico senza l&#8217;intera Terra d&#8217;Israele, abbiamo scelto uno Stato ebraico senza l&#8217;intera Terra d&#8217;Israele'&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ma la verità è che, in un passaggio raramente citato dello stesso discorso&#8221;, Ben Gurion spiegò perfettamente il problema, toccando un diverso argomento: Deir Yassin (dove si consumò il massacro simbolo della Nakba): &#8220;&#8216;Uno Stato ebraico senza Deir Yassin in tutto il Paese non può che essere una dittatura della minoranza&#8217;. In parole povere, Ben-Gurion spiegò che non esiste una pulizia etnica efficace senza massacri come quello avvenuto a Deir Yassin nel 1948. Rivolgendosi ai suoi critici alla Knesset, disse che se volevano sia &#8216;l&#8217;intera Terra d&#8217;Israele&#8217; sia &#8216;uno Stato ebraico&#8217;, erano necessari altri massacri&#8221;.</p>



<p>Dobbiamo attuare la &#8216;Deir Yassin in tutto il paese&#8217; per espellere la popolazione palestinese da sempre più parti della Terra d&#8217;Israele: &#8216;Uno stato ebraico nella realtà attuale, anche solo nella parte occidentale della Terra d&#8217;Israele, senza la Deir Yassin, è impossibile se vuole essere democratico, poiché il numero degli arabi nella parte occidentale della Terra d&#8217;Israele è maggiore del numero degli ebrei&#8217;. Pertanto, i confini dello Stato di Israele non sono una questione puramente militare o politica, ma soprattutto demografica&#8221;.</p>



<p>&#8220;E oggi? Nonostante le distrazioni, in fondo tutti sappiamo che nessuna delle violente azioni regionali compiute da Israele negli ultimi anni&#8221;, guerra in Libano, Iran etc, &#8220;risolverà il problema fondamentale di cui parlava Ben-Gurion 77 anni fa&#8221;; né le iniziative diplomatiche in stile Accordi di Abramo &#8220;cambieranno l&#8217;equilibrio demografico nella parte occidentale della Terra d&#8217;Israele. Né la pace regionale né le guerre regionali indurranno un solo palestinese ad abbandonare la propria patria&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ma le guerre possono – eccome! – essere un momento che &#8216;facilita&#8217; l&#8217;espulsione dei palestinesi, come abbiamo fatto nel 1948 e (in misura molto minore) nel 1967. E con la scusa della guerra iniziata due anni e mezzo fa, Israele sta scegliendo ancora una volta l&#8217;opzione che conosciamo [&#8230;] quella che abbiamo usato in passato e che non abbiamo mai rinnegato: Deir Yassin&#8221;.</p>



<p>&#8220;Questa è la strategia che si cela dietro i pogrom e le ripetute uccisioni di palestinesi in alcune zone della Cisgiordania; come disse Ben-Gurion, la pulizia etnica reclama massacri. La stessa logica si cela dietro l&#8217;espulsione di decine di migliaia di palestinesi dalle loro case nei campi profughi in Cisgiordania, così come dietro la distruzione della Striscia di Gaza e l&#8217;espulsione della popolazione palestinese da metà del suo territorio&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] Sia in Cisgiordania che a Gaza, &#8216;ciò che è stato reso possibile&#8217; in questa fase non è la riduzione del numero degli &#8216;arabi nella parte occidentale della Terra d&#8217;Israele&#8217;, bensì &#8216;solo&#8217; l&#8217;esodo dalle loro case e la loro concentrazione in aree sempre più ristrette [&#8230;]. Nel frattempo, consolidiamo il controllo su territori sempre più vasti, distruggendo intere comunità e città palestinesi. La speranza è che su una popolazione che è stata sfollata una o più volte, e a cui sono state distrutte le abitazioni e le fonti di sostentamento, sia più facile perpetrare una pulizia etnica quando le circostanze lo consentiranno&#8221;.</p>



<p>&#8220;Non si tratta del dilemma tra uno stato democratico (per gli ebrei) in una parte del territorio e uno stato binazionale nella &#8216;Grande Terra d&#8217;Israele&#8217;. E certamente non esiste nessun dilemma israeliano riguardante l&#8217;uguaglianza per tutti gli abitanti del territorio. L&#8217;unica questione è come gestire l&#8217;irrisolta questione demografica, lungo lo spettro tra apartheid e pulizia etnica: più si promuove quest&#8217;ultima, attraverso la violenza omicida, più si riduce il disagio legato alla prima&#8221;.</p>



<p>&#8220;Questa è la realtà legata a Deir Yassin: una storia negata ma onnipresente; un massacro che tutti conoscono ma i cui segreti restano sepolti negli archivi di Stato; un luogo che abbiamo cancellato ma che è comunque qui, a Gerusalemme&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] Ecco quel fastidioso &#8216;piccolo dettaglio&#8217; menzionato nel primo paragrafo, quell&#8217;elemento in più aggiunto alla questione demografica irrisolta: la narrazione. Il fatto che non siamo giunti in una &#8216;terra vuota&#8217;, che c&#8217;è una memoria storica di questa terra come patria di un altro popolo, il pieno riconoscimento della violenza, dello spargimento di sangue e dei massacri che i nostri antenati hanno commesso, che noi consumiamo e che imponiamo ai nostri figli affinché vivano a &#8216;Deir Yassin in tutto il paese'&#8221;.</p>



<p>_____________</p>



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		<title>Assolto Khan, il procuratore dell&#8217;ICC che ha sfidato Netanyahu: ma le aggressioni Usa ai giudici non si fermano</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/assolto-khan-il-procuratore-dellicc-che-ha-sfidato-netanyahu-ma-le-aggressioni-usa-ai-giudici-non-si-fermano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Penale Internazionale (Icc)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1046" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322231014705_55af99eb79f694a42a6fc243607f6ea9-e1774217458826.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Karim Khan sanzioni Icc Netanyahu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322231014705_55af99eb79f694a42a6fc243607f6ea9-e1774217458826.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322231014705_55af99eb79f694a42a6fc243607f6ea9-e1774217458826.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322231014705_55af99eb79f694a42a6fc243607f6ea9-e1774217458826.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322231014705_55af99eb79f694a42a6fc243607f6ea9-e1774217458826.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322231014705_55af99eb79f694a42a6fc243607f6ea9-e1774217458826.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322231014705_55af99eb79f694a42a6fc243607f6ea9-e1774217458826.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Karim Khan, procuratore Icc che aveva emesso il mandato d’arresto contro Netanyahu, è stato prosciolto da ogni accusa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/assolto-khan-il-procuratore-dellicc-che-ha-sfidato-netanyahu-ma-le-aggressioni-usa-ai-giudici-non-si-fermano.html">Assolto Khan, il procuratore dell&#8217;ICC che ha sfidato Netanyahu: ma le aggressioni Usa ai giudici non si fermano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1046" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322231014705_55af99eb79f694a42a6fc243607f6ea9-e1774217458826.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Karim Khan sanzioni Icc Netanyahu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322231014705_55af99eb79f694a42a6fc243607f6ea9-e1774217458826.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322231014705_55af99eb79f694a42a6fc243607f6ea9-e1774217458826.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322231014705_55af99eb79f694a42a6fc243607f6ea9-e1774217458826.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322231014705_55af99eb79f694a42a6fc243607f6ea9-e1774217458826.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322231014705_55af99eb79f694a42a6fc243607f6ea9-e1774217458826.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260322231014705_55af99eb79f694a42a6fc243607f6ea9-e1774217458826.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo un’esclusiva di <em>Middle East Eye</em>, <strong>Karim Khan</strong>, procuratore capo della Corte Penale Internazionale (Icc), noto per aver spiccato un mandato d&#8217;arresto con il premier israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, <a href="https://www.middleeasteye.net/news/judges-clear-icc-prosecutor-karim-khan-sexual-misconduct">è stato prosciolto da ogni accusa di cattiva condotta sessuale</a>. Un panel di tre giudici, nominato dal Bureau dell’Assemblea degli Stati Parte (Asp), ha esaminato il rapporto di 150 pagine dell’Un <em>Office of Internal Oversight Services</em> (Oios) e oltre 5.000 pagine di prove. La conclusione unanime, consegnata il 9 marzo 2026, è chiara: «I fatti accertati dall’Oios non stabiliscono alcun cattiva condotta o violazione del dovere». </p>



<h2 class="wp-block-heading">Accuse contro Khan mentre indagava su Netanyahu</h2>



<p>Khan, che ha sempre negato ogni accusa, era in congedo volontario da maggio 2025. Le <strong>accuse erano emerse in parallelo con la richiesta di mandati di arresto contro Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant per crimini di guerra a Gaza</strong>. Le accuse contro Khan erano giunte proprio mentre la sua Procura faceva importanti progressi sull&#8217;indagine riguardante il genocidio a Gaza, dopo mesi di minacce e pressioni di ogni tipo. Nel maggio 2024 l’allora ministro degli Esteri britannico <strong>David Cameron</strong> nel governo Sunak minacciò Khan al telefono: qualora fossero stati spiccati i mandati, il Regno Unito avrebbe tagliato i fondi e abbandonato la Corte. Khan lo ha confermato in un documento ufficiale presentato alla Camera d’Appello dell’Icc.</p>



<p>Da febbraio 2025 l’amministrazione Trump <strong>ha imposto sanzioni finanziarie e divieti di visto a Khan</strong>, ai suoi due vice-procuratori, a sei giudici Icc, <a href="https://it.insideover.com/guerra/francesca-albanese-la-relatrice-onu-strangolata-dalle-sanzioni-di-trump.html">alla relatrice speciale Onu sulla Palestina Francesca Albanese</a> e a tre ONG palestinesi. Washington minaccia persino sanzioni contro l’intera Corte, definita dagli ufficiali ICC uno “scenario da giorno del giudizio”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giudici nel mirino delle sanzioni </h2>



<p>Il giudice francese <strong>Nicolas Guillou</strong>, che ha partecipato all’emissione del mandato d’arresto contro Netanyahu, è un&#8217;altra vittima delle sanzioni di Washington. Queste ultime lo hanno ridotto a una situazione kafkiana: carte di credito bloccate (Visa e Mastercard sono sistemi americani), impossibilità di ordinare su Amazon o prenotare <em>Airbnb</em>, transazioni annullate. «È come tornare a un mondo pre-digitale», ha dichiarato Guillou. «<strong>Sono sulla lista nera di terroristi e trafficanti di droga</strong>. Se i giudici hanno paura di giudicare, non c’è più democrazia: agiremo solo per paura». Il video della sua denuncia, diffuso su X, sta facendo il giro del mondo, con milioni di visualizzazioni.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">French judge Nicolas Gouyou, who issued an arrest warrant for Netanyahu at the ICC:<br><br>• Visa and Mastercard have blocked all my cards<br>• I cannot make any purchases<br>• I am a judge, yet treated like a criminal<br>• Judges, lawyers, and politicians are being intimidated<br>• A… <a href="https://t.co/vJdVGfa8X9">pic.twitter.com/vJdVGfa8X9</a></p>&mdash; Ramy Abdu| رامي عبده (@RamAbdu) <a href="https://twitter.com/RamAbdu/status/2035746617966338160?ref_src=twsrc%5Etfw">March 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Situazione identica per la giudice canadese <strong>Kimberly Prost</strong>, sanzionata per aver autorizzato l’indagine sui crimini in Afghanistan (inclusi quelli Usa). Nel dicembre 2025 <a href="https://www.irishtimes.com/world/us/2025/12/12/its-surreal-us-sanctions-lock-international-criminal-court-judge-out-of-daily-life/">ha raccontato all’<em>Irish Times</em></a>: «Alexa era morta. Non rispondeva più». Impossibile usare carte di credito, inviare bonifici, ordinare Uber, prenotare hotel o comprare dollari. «<strong>Sono piccole seccature, ma tutte insieme paralizzano la vita. Lo scopo è chiaro: interferire direttamente con l’indipendenza della magistratura e dell’Icc</strong>».</p>



<p>Infine, il caso già menzionato della relatrice speciale Onu sui Territori Palestinesi Occupati, <strong>Francesca Albanese</strong>. Gli Usa l’hanno sanzionata nel luglio 2025 proprio per il suo sostegno all’indagine Icc e per le sue denunce pubbliche sulle violazioni israeliane. Washington l’ha accusata di «attività malevole» e di aver «assistito materialmente» la Corte. Anche la sua famiglia ha dovuto fare causa all’amministrazione Trump. Nemmeno Banca Etica, come ha raccontato lei stessa e come riportato da <em>Il Fatto Quotidiano</em>, l&#8217;ha potuta aiutare. </p>



<p>Insomma, il messaggio è oltremodo chiaro. Mentre Khan viene prosciolto, le sanzioni americane continuano a trasformare la vita quotidiana di giudici e funzionari in un incubo, mandando un messaggio eloquente: chi osa indagare Usa e Israele rischia conseguenze piuttosto gravi. <strong>La domanda rimane: fino a quando l’Europa e il resto del mondo lasceranno che sia Washington a decidere chi può (e chi non può) fare il proprio lavoro?</strong></p>



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			</item>
		<item>
		<title>Gaza come laboratorio della guerra urbana moderna</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-come-laboratorio-della-guerra-urbana-moderna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 09:57:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il conflitto nella Striscia di Gaza ci consente di capire gli scenari conflittuali futuri dell'urban warfare.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260126212251440_950aed58e639ddb0b77dbaf775c01539-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In questi giorni si è tornato a parlare di <strong>Israele</strong> e <strong>Gaza</strong> a seguito del recente passaggio alla fase due del piano di pace proposto dal presidente americano Trump, che <a href="https://it.insideover.com/guerra/lo-stralunato-tragico-board-of-peace-di-gaza.html">prevede la creazione del Board of Peace</a> che dovrebbe non solo supervisionare la pace in Medio Oriente ma addirittura superare l’ONU. Tuttavia il cessate il fuoco a Gaza, concordato a ottobre, è in stallo da mesi, con Israele e Hamas che si scambiano reciproche accuse per le ripetute esplosioni di violenza in cui sono stati uccisi diversi soldati israeliani e centinaia di palestinesi (le violazioni di Israele sono decine anche sul confine Nord in Libano). Ciò testimonia come già la prima fase della tregua arranchi e quindi <strong>si fatica a capire come quella successiva possa affrontare questioni a lungo termine molto più complesse </strong>tra cui il disarmo di Hamas, il controllo della sicurezza a Gaza e l’eventuale ritiro israeliano. </p>



<p>Questo aspetto però consente di valutare con più attenzione il conflitto nella Striscia di Gaza per capire cosa ci possa insegnare riguardo gli scenari conflittuali futuri. Infatti, un elemento particolarmente rilevante, e istruttivo, delle operazioni contro Hamas <strong>è lo specifico campo di battaglia in cui si sono svolte, ovvero quello urbano</strong>. Quest’ultimo è un tipolo di scenario che si presenta particolarmente complesso per varie ragioni e che oggi è uno dei più frequenti e probabili. Infatti, ormai da diverso tempo vari <a href="https://www.amazon.it/Out-Mountains-Coming-Urban-Guerrilla/dp/0190230967">esperti</a> e analisti concordano sul fatto che sia in atto un’urbanizzazione dei conflitti che deriva da vari elementi. Primo fra tutti una <a href="https://desapublications.un.org/publications/world-urbanization-prospects-2025-summary-results">tendenza</a> ormai consolidata che vede <strong>la popolazione mondiale spostarsi progressivamente all’interno di città.</strong> Secondariamente, da un punto di vista militare combattere oggi in città ha un’utilità intrinseca. Se è vero che combattimenti urbani esistono da sempre, è altrettanto vero che la loro incidenza e frequenza è aumentata sensibilmente negli ultimi decenni e una ragione potrebbe essere legata allo sviluppo militare.</p>



<p>Infatti, come individuato dall’esperto americano <a href="https://www.amazon.it/Military-Power-Explaining-Victory-Defeat/dp/0691128022">Stephen Biddle</a>, il moderno modo di combattere nasce con la Prima guerra mondiale e si caratterizza, tra le altre cose, per un <strong>incremento costante della potenza di fuoco in termini di volume</strong>, di precisione e di gittata (da questo punto di vista i moderni missili supersonici sono solo l’ultima evoluzione in tal senso). Ciò ha avuto come conseguenza diretta la necessità per i soldati sul campo (che siano di eserciti avanzati o milizie come Hamas) di disperdersi per evitare di essere facili obiettivi e al contempo creare o sfruttare strutture in grado di proteggerli dagli occhi (ovvero l’intelligence e gli strumenti di puntamento) e dal fuoco del nemico. <strong>In questo senso lo spazio urbano offre uno scenario più che ottimale</strong>, poiché con gli edifici e le strutture sotterranee è un ambiente ricco di possibili strutture di difesa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Difesa e attacco nel contesto urbano</h2>



<p>Questo aspetto porta a un’ulteriore riflessione che può essere inserita in un insieme di <a href="https://mwi.westpoint.edu/the-eight-rules-of-urban-warfare-and-why-we-must-work-to-change-them/">caratteristiche tipiche</a> dei combattimenti urbani, indipendentemente da periodo storico, tecnologia impiegata e attori coinvolti (eserciti statuali o milizie di vario tipo). Infatti, il campo di battaglia urbano presenta elementi comuni che si ripetono costantemente (senza scavare troppo nella storia possiamo riferirci agli esempi più recenti di Gaza e ai numerosissimi scontri urbani che costellano la guerra in Ucraina). <strong>Lo scenario urbano facilita il difensore</strong> (il che non significa che egli vinca sempre, anzi, ma che il costo dell’operazione per l’attaccante aumenta significativamente) per via dei limiti nell’intelligence e della possibilità di trasformare ogni edificio in un bunker prima menzionati.</p>



<p>L’attaccante, per sorprendere il difensore, usa esplosivi per aprire nuove vie di accesso agli edifici (<a href="https://cmea-agmc.ca/en/mouse-holing-ortona">mouse holing</a>) e <strong>colpisce i punti più elevati per eliminare la capacità del nemico di osservare il campo di battaglia</strong>. Malgrado il combattimento sia relativamente statico, l’impiego del sottosuolo permette di creare le condizioni di una sorta di guerra di manovra come Hamas ha realizzato con la creazione della propria rete di tunnel. In ambiente urbano per entrambi i contendenti è impossibile concentrare le proprie forze perché la presenza stessa degli edifici, e degli spazi a loro interni, costringe a frazionarsi.</p>



<p>Ulteriore elemento comune <strong>è il ruolo centrale giocato dalla fanteria supportata da un’ampia potenza di fuoco (carri, artiglieria e asset aerei)</strong>. Il soldato sul campo è in questo genere di operazioni fondamentale e ciò spiega bene sia ciò che vediamo in Ucraina sia l’esperienza israeliana. Non è infatti un caso che un report della <a href="https://main.knesset.gov.il/EN/activity/mmm/soldier%20suicides%20and%20suicide%20attempts%20(Introduction%20and%20Abstract).pdf">Knesset</a> di ottobre mostrasse come un significativo numero di soldati israeliani, 12.300, fosse stato inserito nel programma di riabilitazione psicologica a seguito della diagnosi di <em>post traumatic stress disorder</em> (PTSD) che li aveva individuati. Al contempo il report ha contato 54 suicidi di militari dall’inizio dell’offensiva, ottobre 2023, di cui ben 21 avvenuti nell’anno solare 2025.</p>



<p>La ragione di tale situazione potrebbe essere cercata, almeno in parte, proprio nel tipo di campo di battaglia. Infatti, come ricordato prima, <strong>l’impiego di truppe a terra in numero sostenuto è cruciale se si opera in città</strong>, inoltre il soldato impiegato in uno spazio urbano può trovarsi spesso isolato,&nbsp; combatte a stretto contatto con il nemico con campi di tiro, e quindi tempi di reazione, brevi, vede in ogni angolo, finestra, porta, tombino una possibile minaccia che nasconde un nemico o un cecchino o una trappola esplosiva. Tutti questi elementi non fanno quindi che aumentare lo stress del soldato impiegato sul campo spiegando, almeno in parte, i dati prima menzionati.</p>



<p>Il <strong>campo di battaglia urbano rappresenta quindi uno scenario particolarmente complesso</strong>, con caratteristiche uniche ma uguali nei vari esempi storici e quello che in futuro potrebbe diventare lo scenario principale dei conflitti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Iran, Gaza, Russia: momentum di de-escalation</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-gaza-russia-momentum-di-de-escalation.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 16:57:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=501902</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115171728466_ed9eef8c63cc4ec266bfea2f73b9a658.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran, Gaza, Russia: momentum di de-escalation" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115171728466_ed9eef8c63cc4ec266bfea2f73b9a658.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115171728466_ed9eef8c63cc4ec266bfea2f73b9a658-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115171728466_ed9eef8c63cc4ec266bfea2f73b9a658-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115171728466_ed9eef8c63cc4ec266bfea2f73b9a658-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115171728466_ed9eef8c63cc4ec266bfea2f73b9a658-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115171728466_ed9eef8c63cc4ec266bfea2f73b9a658-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per quanto riguarda l'Iran, la riapertura dei suoi cieli ai voli di linea, prima interdetta, invia segnali nella stessa direzione. Questa mossa iraniana, secondo Haaretz, ha avuto come conseguenza la cessazione dello stato di allerta della base Usa in Qatar.</p>
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<p>Dopo giorni di tensione sul fronte iraniano, ieri si è registrato un momentum di de-escalation, coinciso con un rinnovato slancio del negoziato sul fronte ucraino e l&#8217;annuncio della formazione di un governance tecnica per amministrare Gaza, passo formale per avviare la fase due del cosiddetto cessate il fuoco (non farsi illusioni è d&#8217;obbligo, ma prima tale sviluppo non esisteva neanche come orizzonte lontano).</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-le-uccisioni-si-sono-fermate-da-washington-acqua-sul-fuoco-dello-scontro-con-liran.html">Di ieri le parole di Trump</a> sull&#8217;Iran, che tutti hanno inteso come una retromarcia: &#8220;Ci è stato detto che le uccisioni in Iran stanno cessando, stanno cessando, stanno cessando [&#8230;] E non c&#8217;è nessun piano per le esecuzioni, o un&#8217;esecuzione&#8221;.</p>



<p>Il riferimento sulle uccisioni è all&#8217;attenuazione significativa delle manifestazioni violente e della repressione altrettanto violenta di cui abbiamo dato conto ieri, sviluppo che sembra tanto accelerato che oggi non si danno notizie di nuove proteste (se così può definirsi la guerriglia urbana propria dei regime-change), con le autorità iraniane che hanno annunciato l&#8217;arresto dei capi della cosiddetta rivolta e la stabilizzazione del Paese.</p>



<p>Quanto alle esecuzioni, che avrebbero dovuto iniziare oggi, l&#8217;Iran ha rimandato la prima, già annunciata, come segnale che potrebbe non dare seguito a quanto promesso. Gli agenti della Cia e del Mossad arrestati potrebbero essere quindi rilasciati, cosa che più interessa a Israele e Stati Uniti (quanto ai poveretti che sono stati ingannati o alle risorse reclutate in loco è da vedere).</p>



<p>Inoltre, per quanto riguarda gli sviluppi, Trump ha dichiarato: &#8220;Osserveremo e vedremo come procederà il processo, ma abbiamo ricevuto un&#8217;ottima dichiarazione da persone consapevoli di ciò che sta accadendo&#8221;.</p>



<p>Non solo le parole di Trump. Al personale di stanza nella base militare Usa in Qatar era stato dato ordine di evacuare, ma, come scrive il New York Times, &#8220;dopo le dichiarazioni di Trump di mercoledì pomeriggio, il Pentagono era pronto a far rientrare le truppe nella base, secondo un funzionario militare statunitense&#8221;.</p>



<p>Inoltre, continua il Nyt, &#8220;i bombardieri a lungo raggio negli Stati Uniti erano stati messi in stato di allerta per effettuare attacchi secondari se necessario, ma mercoledì pomeriggio tale operazione sembra essere stata sospesa, ha affermato un altro funzionario statunitense&#8221;.</p>



<p>Per quanto riguarda l&#8217;Iran, la riapertura dei suoi cieli ai voli di linea, prima interdetta, invia segnali nella stessa direzione. Questa mossa iraniana, secondo <a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/2026-01-15/ty-article/u-s-tensions-with-iran-remain-high-before-emergency-un-security-council-meeting/0000019b-c08e-d85c-a9fb-f1cfd5010000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>, ha avuto come conseguenza la cessazione dello stato di allerta della base Usa in Qatar.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/2026-01-15/ty-article/u-s-tensions-with-iran-remain-high-before-emergency-un-security-council-meeting/0000019b-c08e-d85c-a9fb-f1cfd5010000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-HA-1024x341.jpg" alt="U.S. to Lower Security Alert at Qatar Air Base After Iran Reopens Its Airspace" class="wp-image-80126"/></a></figure>



<p>Inoltre, di ieri la notizia che, tramite la mediazione russa, Iran e Israele, poco prima dello scoppio delle proteste, si sono reciprocamente rassicurati che nessuno dei due avrebbe sferrato un attacco preventivo contro l&#8217;altro. L&#8217;importanza della notizia non è tanto la mutua rassicurazione, superata dagli sviluppi successivi, quanto che sia <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2026/01/14/israel-iran-russia-secret-messages/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stata resa pubblica ieri</a>, come a ribadire quanto stabilito allora.</p>



<p>Di interesse, sotto questo profilo, anche la <a href="https://www.wam.ae/en/article/by7hcj2-abdullah-bin-zayed-iranian-discuss-bilateral" target="_blank" rel="noreferrer noopener">telefonata di martedì scorso</a> tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e lo sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan, vice-ministro degli Esteri emiratino. Dato il legame strettissimo tra Emirati e Israele, è probabile che la telefonata servisse a comunicare tra nemici regionali per interposta persona.</p>



<p>Fin qui le rassicurazioni sull&#8217;opzione attacco all&#8217;Iran, accompagnate da un rinnovato disinteresse di Trump per l&#8217;intronizzazione dello strano erede dello scià di Persia, Reza Pahlavi, che aveva già <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/dal-genocidio-di-gaza-al-regime-change-iraniano" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rifiutato di incontrare e</a> che ieri ha definito &#8220;simpatico&#8221;, ribadendo, però, che la sua leadership potrebbe &#8220;<a href="https://lespresso.it/c/mondo/2026/01/15/trump-pahlavi-iran-rapporti-stati-uniti/59279" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non essere accettata</a>&#8221; dagli iraniani (sul bizzarro ruolo dello scià rimandiamo all&#8217;articolo di <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/security-aviation/2025-10-03/ty-article-magazine/.premium/the-israeli-influence-operation-in-iran-pushing-to-reinstate-the-shah-monarchy/00000199-9f12-df33-a5dd-9f770d7a0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>: &#8220;L&#8217;operazione di influenza israeliana mirata a insediare Reza Pahlavi come scià dell&#8217;Iran&#8221;).</p>



<p>Da notare, infine, l&#8217;articolo del <a href="https://www.jpost.com/middle-east/article-883496" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jerusalem Post</a> in cui si spiega che Qatar e Arabia Saudita hanno esercitato pressioni per evitare l&#8217;attacco, nel quale si riferisce che &#8220;il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha informato Teheran che gli Stati Uniti non avrebbero attaccato il Paese e ha chiesto alla Repubblica islamica di dar prova di moderazione, come ha riferito giovedì pomeriggio l&#8217;emittente pakistana Dawn, citando l&#8217;ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.jpost.com/middle-east/article-883496"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-JP2-1024x197.jpg" alt="Qatar, Saudi Arabia lead attempts to prevent US strikes on Iran, source tells 'Post'" class="wp-image-80128"/></a></figure>



<p>Insomma, le bombe possono aspettare. Ciò registrato, è presto per concludere che le pistole siano state riposte nelle fondine in via definitiva o se la de-escalation derivi dalla constatazione che le forze statunitensi in loco non sono ancora bastevoli per un attacco a basso rischio e dalla richiesta israeliana di <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/iran-il-regime-change-che-viene-da-lontano" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attendere</a> che le forze delle autorità iraniane siano ancora più logorate (anche se, senza l&#8217;operazione regime-change, non si comprende come possano logorarsi ulteriormente).</p>



<p>E però colpisce che tale distensione sia coincisa con altre. Anzitutto con l&#8217;annuncio che <a href="https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/ucrana-russia-guerra-news-oggi-14-gennaio-2026_7dJ7We30RpdIIG6Ft8LmcQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Witkoff si sarebbe nuovamente recato a Mosca</a> per negoziare con Putin, annuncio condito da una critica alzo zero di Trump a Zelensky, che ha definito il <a href="https://www.reuters.com/world/europe/trump-says-zelenskiy-not-putin-is-holding-up-ukraine-peace-deal-2026-01-15/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vero ostacolo</a> per raggiungere un accordo, che invece la Russia vuole.</p>



<p>Inoltre, ieri si è registrato l&#8217;annuncio della formazione di un governo tecnocratico palestinese pronto a guidare Gaza, annuncio accolto con favore da Hamas (e molto meno da Israele), che però ha chiesto che siano riaperti i valichi per far entrare gli aiuti e che si proceda col ritiro israeliano.</p>



<p>Certo, si tratta di qualcosa di tragicamente aleatorio, mentre a Gaza si continua a morire sotto la stretta dell&#8217;assedio e le bombe delle forze israeliane, mentre in Cisgiordania i palestinesi continuano a subire le violenze arbitrarie dei loro oppressori.</p>



<p>Ma qualcosa si è mosso, di certo tardi e davvero poco, ma resta che Trump ha deragliato dai diktat del padrone israeliano, che ha manovrato perché tutto restasse com&#8217;era a garanzia della realizzazione della Grande Israele, che sta costruendo lentamente ampliando senza eccessivi clamori la zona di Gaza occupata dall&#8217;IDF e, in Cisgiordania, sfollando sempre più palestinesi dalle loro case.</p>



<p>La contemporaneità tra la decelerazione sull&#8217;Iran e le due accelerazioni &#8211; piano di pace di Gaza e negoziati sull&#8217;Ucraina &#8211; segnalano l&#8217;esistenza di un dialogo globale sottotraccia.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PN-INS-1024x249.jpg" alt="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard" class="wp-image-79277"/></a></figure>
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		<title>Gaza, la tregua è solo sulla carta: Israele bombarda, 420 morti dal cessate il fuoco</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-una-tregua-che-rimane-solo-sulla-carta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 12:36:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260106121503202_e9589221bde73db57e35515088d24dea-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da quando a Gaza è entrato in vigore il cessate il fuoco il 10 ottobre scorso, sono morti almeno 420 palestinesi. La cifra è quella resa pubblica dalle autorità della Striscia, controllate da Hamas e su cui dunque pesa una possibile parzialità. Tuttavia, i raid e i bombardamenti degli ultimi giorni sono oggettivamente riscontrabili. Al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-una-tregua-che-rimane-solo-sulla-carta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-una-tregua-che-rimane-solo-sulla-carta.html">Gaza, la tregua è solo sulla carta: Israele bombarda, 420 morti dal cessate il fuoco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Da quando a Gaza è entrato in vigore<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-roadmap-della-pace-ostaggi-liberi-in-pochi-giorni-israele-lascera-un-terzo-della-striscia-di-gaza-e-pizzaballa-e-onu-approvano.html"> il cessate il fuoco il 10 ottobre scorso</a>, sono morti almeno<strong> 420 palestinesi</strong>. La cifra è quella resa pubblica dalle autorità della Striscia, controllate da Hamas e su cui dunque pesa una possibile parzialità. Tuttavia, i raid e i bombardamenti degli ultimi giorni sono oggettivamente riscontrabili. Al pari del fatto che ogni incursione fa inevitabilmente aumentare il conteggio delle vittime. Al di là dei dati quindi, <strong>sotto il profilo strettamente politico è da registrare che la tregua a Gaza è solo sulla carta</strong>. Non si sta più assistendo ad azioni di largo raggio, ma al tempo stesso non si sta nemmeno osservando l&#8217;esistenza di un vero cessate il fuoco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I raid delle ultime ore </h2>



<p>Esattamente come accadeva prima della firma dell&#8217;accordo di ottobre,<strong> è la parte settentrionale della Striscia a essere particolarmente nel mirino</strong>. Diversi raid negli ultimi giorni hanno riguardato il quartiere dell&#8217;ospedale indonesiano, non lontano da<strong> Gaza City.</strong> Sono stati sparati ordigni dal cielo, con il ronzio dei droni descritto come incessante sui social, così come anche dal mare. L&#8217;area settentrionale della Striscia, è quella che poco prima della tregua ha dato i maggiori grattacapi all&#8217;esercito israeliano: è qui che si nascondono i miliziani di Hamas ed è sempre qui, tra i tunnel sotterranei e i pochi vicoli privi di macerie, che le cellule ricollegabili al movimento islamista provano a riorganizzarsi. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">🚨 ÚLTIMA HORA: La Fuerza Aérea Israelí acaba de lanzar un fuerte bombardeo en Khan Yunis, Gaza.<br><br>Hay 4 terroristas eliminados. <a href="https://t.co/KBohc8G6Fx">pic.twitter.com/KBohc8G6Fx</a></p>&mdash; Isaac (@isaacrrr7) <a href="https://twitter.com/isaacrrr7/status/2008178301433761974?ref_src=twsrc%5Etfw">January 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Per questo, oltre ai bombardamenti, <strong>l&#8217;Idf stessa ha ammesso di aver oltrepassato con i blindati in più di un&#8217;occasione la famosa linea gialla</strong>. Ossia, il tratto di penna sulla mappa che sul campo corrisponde al confine tra le aree controllate da Hamas e quelle dove è ancora presente l&#8217;occupazione dell&#8217;Idf. Oltre che nel nord della Striscia, <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/israeli-forces-kill-three-palestinians-gaza-local-authorities-say-2026-01-04/">nelle ultime 24 ore i raid hanno riguardato anche Khan Younis</a>: qui una bimba di 5 anni, ospitata all&#8217;interno di una tenda per i profughi, rappresenta l&#8217;ultima vittima civile palestinese accertata.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché si parla ancora di tregua</h2>



<p>Ovviamente, come sempre capita in queste occasioni, si assiste a un certo <strong>rimpallo delle responsabilità</strong>. Hamas ha accusato Israele di aver ripetutamente violato la tregua e, anzi, di non averla mai rispettata già dal primo giorno. Dal canto suo, il governo di Tel Aviv ha puntato il dito contro il movimento islamista. Secondo le autorità israeliane, più volte Hamas nel pieno del cessate il fuoco avrebbe volutamente oltrepassato la linea gialla e non avrebbe mai smesso di pianificare attacchi contro i soldati israeliani ancora presenti. </p>



<p>Ad ogni modo,<strong> appare chiaro come a Gaza non si possa parlare di cessazione delle ostilità.</strong> I combattimenti continuano e il numero delle vittime sale. Tuttavia, dichiarare ufficialmente finita la tregua provocherebbe conseguenze ancora più gravi. In primis,<strong> ci sarebbe il rischio di una ripresa delle azioni israeliane su larga scala</strong>. Con lo spettro quindi di <strong>veder peggiorare ulteriormente la già grave crisi umanitaria</strong>. In secondo luogo, c&#8217;è un punto politico non certo marginale: Trump da un lato e i Paesi arabi dall&#8217;altro, hanno fatto da garanti dell&#8217;accordo. Se si dovesse ammettere che a Gaza l&#8217;accordo non regge, <strong>i garanti uscirebbero politicamente ridimensionati.</strong> E, soprattutto, andrebbero incontro a forti critiche. Circostanza che negli Stati Uniti il presidente Trump, nel pieno dell&#8217;anno che porterà al voto di medio termine, vorrebbe evitare. </p>



<p> </p>
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		<title>Gaza: l&#8217;esame di maturità di 27000 ragazzi sotto le bombe</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-lesame-di-maturita-di-27000-ragazzi-sotto-le-bombe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 14:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1814" height="1090" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800.jpg 1814w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-1024x615.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-768x461.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-1536x923.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251017161531545_ece2c5557a74bbbc0d2516902114a82e-e1760710666800-600x361.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1814px) 100vw, 1814px" /></p>
<p>Nella vita di un giovane palestinese ci sono poche date più importanti del tawjihi, il nostro esame di maturità. Non è solo la fine della scuola e l&#8217;ingresso nella vita adulta. È una sorta di vittoria personale sui mille tormenti dell&#8217;occupazione israeliana. Prima del genocidio, a Gaza il tasso di alfabetizzazione era al 97%, ben &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-lesame-di-maturita-di-27000-ragazzi-sotto-le-bombe.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-lesame-di-maturita-di-27000-ragazzi-sotto-le-bombe.html">Gaza: l&#8217;esame di maturità di 27000 ragazzi sotto le bombe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Nella vita di un giovane palestinese ci sono poche date più importanti del tawjihi, il nostro esame di maturità. </p>



<p>Non è solo la fine della scuola e l&#8217;ingresso nella vita adulta. È una sorta di vittoria personale sui mille tormenti dell&#8217;occupazione israeliana. </p>



<p>Prima del genocidio, a Gaza il tasso di alfabetizzazione era al 97%, ben il 90% dei ragazzi frequentava una scuola superiore e uno stellare 45% l&#8217;università (in Italia siamo al 30%). <br><br>Ma il sistema scolastico è stato uno degli obiettivi della furia israeliana, con il 97% delle scuole danneggiate o distrutte e l&#8217;impossibilità ormai per il terzo anno consecutivo di offrire lezioni regolari ai 625.000 allievi del sistema scolastico e ai 90.000 studenti universitari. </p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Il sistema scolastico a Gaza è stato uno degli obiettivi della furia israeliana, con il 97% delle scuole danneggiate o distrutte e l&#39;impossibilità ormai per il terzo anno consecutivo di offrire lezioni regolari ai 625.000 allievi delle scuole e ai 90.000 studenti universitari.… <a href="https://t.co/dnDjwttWQv">pic.twitter.com/dnDjwttWQv</a></p>&mdash; InsideOver (@insideoverita) <a href="https://twitter.com/insideoverita/status/1979198649516077276?ref_src=twsrc%5Etfw">October 17, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>In questi due anni è saltato ovviamente anche l&#8217;esame di maturità, il famoso tawjihi. Ma lo scorso settembre, il ministero dell&#8217;Istruzione e l&#8217;UNDP, l&#8217;agenzia ONU per lo sviluppo umano, sono riuscite a organizzarlo in modalità online. </p>



<p>Ben 27.000 studenti si sono iscritti all&#8217;esame che è durato dieci giorni per dare modo a tutti di sfruttare la poca connessione internet disponibile. </p>



<p>Sotto le bombe e di fronte ai carri armati, i giovani palestinesi di Gaza hanno voluto imporsi ancora una volta su occupazione e genocidio. </p>



<p>Questa settimana finalmente i risultati degli esami. In tanti hanno festeggiato tra le macerie. Sperano che il futuro non li costringa a rinunciare ai loro sogni di diventare medici, giornaliste, docenti, scienziate. Abbiamo raccolto le loro voci. Raccontano di tanta fatica, tanto dolore e un filo di speranza.</p>



<p>Raffaele Oriani è co-autore de libro “<a href="https://www.amazon.it/Hassan-genocidio-giornalista-disegni-salvato/dp/B0DYWM2K2T"><strong>Hassan e il genocidio</strong></a>” scritto insieme al giornalista palestinese Alhassan Selmi e all’illustratrice Marcella Brancaforte.<br></p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="700" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/71Bp3uosdkL._SL1463_-700x1024.jpg" alt="" class="wp-image-490121" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/71Bp3uosdkL._SL1463_-700x1024.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/71Bp3uosdkL._SL1463_-205x300.jpg 205w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/71Bp3uosdkL._SL1463_-768x1124.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/71Bp3uosdkL._SL1463_-600x878.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/71Bp3uosdkL._SL1463_.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>
</div>


<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-lesame-di-maturita-di-27000-ragazzi-sotto-le-bombe.html">Gaza: l&#8217;esame di maturità di 27000 ragazzi sotto le bombe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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