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		<title>Hamas-Israele-Usa, il filo sottile della trattativa in bilico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/hamas-israele-usa-il-filo-sottile-della-trattativa-in-bilico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2025 17:20:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-AIUTI.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il collasso degli aiuti a Gaza: non un caso, una strategia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-AIUTI.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-AIUTI-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-AIUTI-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-AIUTI-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-AIUTI-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-AIUTI-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pace non c&#8217;è ancora ma la trattativa non è saltata. Hamas ha presentato la sua contro proposta al piano statunitense per porre fine al conflitto a Gaza prospettato dall&#8217;inviato speciale statunitense Steve Witkoff, che rappresenta il presidente Donald Trump. L&#8217;organizzazione che controlla la striscia di Gaza ha accettato di negoziare sul tema della liberazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/hamas-israele-usa-il-filo-sottile-della-trattativa-in-bilico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/hamas-israele-usa-il-filo-sottile-della-trattativa-in-bilico.html">Hamas-Israele-Usa, il filo sottile della trattativa in bilico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-AIUTI.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il collasso degli aiuti a Gaza: non un caso, una strategia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-AIUTI.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-AIUTI-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-AIUTI-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-AIUTI-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-AIUTI-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-AIUTI-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pace non c&#8217;è ancora ma la trattativa non è saltata. Hamas ha presentato la sua contro proposta al piano statunitense per porre fine al conflitto a Gaza prospettato dall&#8217;inviato speciale statunitense Steve Witkoff, che rappresenta il presidente Donald Trump.</p>



<p>L&#8217;organizzazione che controlla la striscia di Gaza ha accettato di negoziare sul tema della liberazione degli ostaggi e di consegnare 10 prigionieri rapiti il 7 ottobre 2023 nel corso delle incursioni avvenute sul territorio israeliano, all&#8217;inizio di una guerra che procede da oltre 600 giorni e per cui non si vedono ancora speranze realistiche di fine. Ma prima di definire tramontata <strong>definitivamente la trattativa urge ricordare che non è arrivata una respinta</strong> definitiva della proposta statunitense ma bensì il tentativo di migliorarla anche alla luce dell&#8217;esperienza recente. </p>



<p>L&#8217;insoddisfacente prova della diplomazia nel contesto del naufragio del cessate il fuoco siglato a gennaio in Qatar e rotto unilateralmente da Israele nel marzo scorso ha spinto Hamas a chiedere margini per impedire a Benjamin Netanyahu di ricominciare la guerra in caso di stop temporaneo ai combattimenti.</p>



<p>Ad oggi nulla di fatto ma la situazione è liquida. In quest&#8217;ottica prima di parlare di naufragio totale del tentativo di porre fine alla guerra bisognerebbe essere cauti. Anche perché va considerato il fatto che, se da un lato un vero e proprio negoziato mediato da un attore ufficiale non c&#8217;è più, come dimostrato di recente dalle parole pessimistiche della diplomazia del Qatar, é pur vero che la diplomazia informale dell&#8217;inviato speciale di Trump sta cercando di creare un cuneo tra due attori altrimenti poco propensi a parlarsi. E che Washington sta mostrandosi propensa a cercare di mettere a fattore comune le esigenze delle parti. </p>



<p>Dunque si può ritenere che la proposta in esame e che inizialmente Israele in Netanyahu avevano accettato con entusiasmo, anche perché non conteneva esplicite prese di posizione sulla possibilità che le forze armate di Israele si ritirassero dai corridoi occupati a Gaza, non rappresentasse un&#8217;azione diplomatica ultimativa, della serie &#8221; Prendere o lasciare&#8221;, ma fosse un&#8217;ipotesi di studio migliorabile. Hamass non ha, al contrario di come suggerito da molte letture mediatiche respinto unilateralmente la proposta americana, ma si è presa più giorni per valutarla e formularne una sua versione. Da qua in avanti bisognerà capire dove andranno le negoziazioni. Una trattativa indiretta è tornata a esserci, con gli Usa al centro. Registriamo questo sforzo, un minimo barlume di diplomazia in un&#8217;enorme sequela di tragedie. Da cui può emergere un seme di speranza, se ben coltivato. </p>
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