<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Stati Uniti Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/luoghi/stati-uniti-63/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/stati-uniti-63</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Jun 2026 04:50:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Stati Uniti Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/stati-uniti-63</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il calo di Bitcoin, o della maturità delle criptovalute</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-calo-di-bitcoin-o-della-maturita-delle-criptovalute.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 04:50:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=519342</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/bitcoin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bitcoin" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/bitcoin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/bitcoin-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/bitcoin-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/bitcoin-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/bitcoin-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/bitcoin-600x386.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Bitcoin sta attraversando una fase di ridefinizione, in cui da asset “da detenere a tutti i costi” sta diventando anche asset “da gestire”. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-calo-di-bitcoin-o-della-maturita-delle-criptovalute.html">Il calo di Bitcoin, o della maturità delle criptovalute</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/bitcoin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bitcoin" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/bitcoin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/bitcoin-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/bitcoin-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/bitcoin-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/bitcoin-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/bitcoin-600x386.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre l’attenzione dei mercati è spesso catturata da inflazione, tassi o tensioni geopolitiche, basta una mossa apparentemente piccola nel mondo delle criptovalute per ricordarci <strong>quanto Bitcoin resti un termometro sensibile e influente della fiducia globale. </strong>Il suo prezzo tende infatti a salire o scendere in base a quanto gli investitori si sentono fiduciosi oppure preoccupati rispetto al contesto economico e finanziario. Bitcoin non è legato direttamente a un’economia nazionale (come l’euro o il dollaro), né a utili aziendali (come le azioni). <strong>Il suo valore dipende quindi in gran parte dalla fiducia, </strong>cioè dalla convinzione che altre persone continueranno a considerarlo un bene prezioso nel tempo. Per questo motivo, Bitcoin reagisce spesso in modo molto sensibile a ciò che accade nel mondo: tensioni geopolitiche, cambiamenti nei tassi d’interesse, o anche decisioni di grandi operatori. </p>



<p>E questo è proprio quello che è accaduto questa settimana, quando Strategy, una società quotata e tra i più grandi detentori aziendali di Bitcoin, ha venduto una piccola parte delle sue riserve. Parliamo di numeri che, presi singolarmente, sembrano quasi marginali: <a href="https://assets.contentstack.io/v3/assets/bltf8d808d9b8cebd37/blt01aedf36c9f1b5b3/6a1cdb95487e7818fe49dd85/form-8-k_06-01-2026.pdf">tra il 26 e il 31 maggio l’azienda ha infatti venduto 32 Bitcoin per un controvalore di circa 2,5 milioni di dollari</a>, a un prezzo medio di 77.135 dollari per moneta. Eppure, la reazione del mercato è stata immediata e significativa. </p>



<p>Per capire perché questa notizia ha avuto un impatto così forte, bisogna però partire da un elemento chiave: non è tanto la quantità venduta a contare, quanto il segnale che questa scelta manda. Strategy, infatti, ha fatto della strategia del “<a href="https://x.com/saylor/status/1886046076316041641?s=20">non vendere mai</a>” uno dei pilastri della propria identità negli ultimi anni. L’azienda acquistava infatti Bitcoin con l’idea di tenerli in portafoglio a lungo termine, accumulandoli come una sorta di riserva di valore digitale. Il fatto che abbia deciso di vendere, per la seconda volta nella sua storia, <a href="https://www.websim.it/etf/notizie-etf/cripto/strategy-vende-bitcoin-e-la-prima-volta-dal-2022/">dopo un’operazione simile nel dicembre 2022</a>, rappresenta quindi una svolta simbolica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le reazioni del mercato</h2>



<p>Il mercato ha reagito rapidamente con le azioni della società che sono scese del 5,85% nel giorno della notizia, mentre <a href="https://x.com/BullTheoryio/status/2061427127283781652">il prezzo di Bitcoin è calato di circa il 2%.</a> Per chi non è esperto, può sembrare sorprendente che la vendita di appena 32 monete possa influenzare così tanto il mercato, ma nei mercati finanziari contano tanto i fatti quanto le aspettative. Perciò quando un attore considerato “di lungo periodo” cambia comportamento, gli investitori iniziano a chiedersi se quel cambiamento sia l’inizio di qualcosa di più grande. La decisione di Strategy non è però arrivata dal nulla. <a href="https://finance.yahoo.com/video/has-michael-saylor-changed-strategys-bitcoin-playbook-154511273.html">L’azienda ha infatti dichiarato di voler abbandonare la rigidità della strategia “mai vendere”</a> e passare a una gestione più attiva del proprio bilancio, cioè del modo in cui gestisce le proprie risorse finanziarie. In termini semplici, questo significa che potrebbe vendere Bitcoin in futuro se questo dovesse migliorare la propria posizione finanziaria complessiva, ad esempio generando o sostenendo il valore per gli azionisti. </p>



<p>Accanto alla vendita di Bitcoin, Strategy ha <a href="https://www.gurufocus.com/news/8893627/strategy-mstr-adjusts-liquidity-strategy-with-bitcoin-sale?mobile=true">anche venduto quasi 802.000 azioni ordinarie</a>, raccogliendo circa 128,3 milioni di dollari. Si tratta di un elemento che aiuta anche meglio a contestualizzare l’operazione, segnalando che la società sta effettivamente cercando nuove modalità per finanziare le proprie attività e rafforzare la propria struttura finanziaria, invece di affidarsi solo alla crescita del valore del Bitcoin.<br></p>



<p>Tutto questo avviene però in un momento delicato per il mercato crypto. Il prezzo di Bitcoin risulta ancora oltre il 42% al di sotto dei massimi storici superiori ai 126.000 dollari, mentre gli ETF che replicano il prezzo del Bitcoin <a href="https://cryptonomist.ch/2026/03/02/etf-bitcoin-deflussi-2/">hanno registrato una lunga serie di deflussi</a>. Inoltre, il contesto globale, segnato da incertezze geopolitiche, continua a pesare sul sentiment degli investitori. È chiaro, dunque, che dopo l’annuncio della vendita dei 32 Bitcoin, molti osservatori si sono chiesti se potesse essere l’inizio di un effetto domino e se altre aziende con grandi riserve di criptovalute avrebbero iniziato a vendere a loro volta. Negli ultimi anni è anche nata una nuova categoria di società, le cosiddette “bitcoin treasury company”, che accumulano criptovalute in bilancio come parte centrale della loro strategia finanziaria, con il rischio che la scelta di Strategy si propagasse al resto del settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un asset come tutti gli altri?</h2>



<p>Ma mentre l’azienda vendeva, altri facevano esattamente il contrario. Nello stesso periodo, due società del settore, cioè <a href="https://www.cointribune.com/en/bitmine-buys-237-million-in-ether-its-biggest-purchase-in-2026/">BitMine Immersion Technologies</a> (focalizzata su Ethereum) e <a href="https://news.bitcoin.com/it/strive-acquista-1109-bitcoin-portando-il-proprio-portafoglio-a-16500-btc/">Strive</a> (legata a Bitcoin), hanno infatti acquistato asset digitali per oltre 300 milioni di dollari complessivi. Una cifra enorme se confrontata con i 2,5 milioni venduti da Strategy che ridimensiona il rischio di “contagio”. Inoltre, in un post molto circolato su X, Adam Livingston (analista molto seguito nell’ecosistema Bitcoin) ha <a href="https://x.com/AdamBLiv/status/2061490902191767803">interpretato la vendita di Strategy in modo controintuitivo</a>, e cioè non come un segnale di debolezza, ma come una dimostrazione di forza. Il fatto che un attore così rilevante venda una quantità minima di Bitcoin non significa infatti che stia cambiando idea sull’asset, bensì che lo considera ormai uno strumento finanziario a tutti gli effetti, da utilizzare in modo flessibile. La vendita, pur essendo minima, è come se rompesse un tabù, ma allo stesso tempo normalizzasse Bitcoin. </p>



<p>Quest’ultimo potrebbe iniziare a diventare quindi non più solo un bene da accumulare e custodire, quasi ideologico, ma un asset operativo che rientra nella logica delle decisioni aziendali concrete: vendere, comprare, ribilanciare. Dopo questa vendita di Strategy, forse Bitcoin potrebbe iniziare a smettere gradualmente di essere solo una scommessa sul futuro per diventare… una leva gestionale nel presente. Questa evoluzione potrebbe rendere il mercato più maturo perché un asset che può essere sia accumulato sia utilizzato è, paradossalmente, più integrato nel sistema finanziario rispetto a uno che può solo essere detenuto.</p>



<p>Ma questa potenziale normalizzazione ha anche un lato più sottile. Se Bitcoin entra pienamente nella logica finanziaria tradizionale, allora sarà sempre più influenzato da quelle stesse dinamiche, tra le quali l’esigenza di liquidità, la gestione del debito, la distribuzione di dividendi, e così via. Queste dinamiche potrebbero però “sporcare” il valore strategico di Bitcoin, che per i puristi, è di fatto un nuovo oro digitale da tesaurizzare anziché utilizzare per le operazioni operative quotidiane. D’altronde, vale la pena sottolineare un dato che aiuta a mettere tutto in prospettiva: i 32 Bitcoin venduti rappresentano circa lo 0,004% delle riserve complessive della società. </p>



<p>In termini pratici, è una quantità quasi irrilevante dal punto di vista finanziario, nonostante il suo peso comunicativo sia stato enorme, dimostrando ancora una volta che oltre la dimostrazione di forza rimane il tema cruciale della custodia a lungo termine; una questione esplicitata anche da figure chiave della finanza tradizionale. <a href="https://www.blockchaincenter.net/trending/kevin-warsh-bitcoin-new-gold/">Kevin Warsh, indicato alla guida della Federal Reserve, ha ad esempio definito Bitcoin il “nuovo oro”</a> soprattutto per le generazioni più giovani, cioè per chi ha meno di 40 anni. </p>



<p><br>La vendita di 32 Bitcoin da parte di Strategy (ricordiamolo, lo 0,004% delle sue riserve) non è dunque rilevante per l’impatto diretto sui numeri ma lo è perché avviene in un momento in cui Bitcoin sta attraversando una fase di ridefinizione, in cui da asset “da detenere a tutti i costi” sta diventando anche asset “da gestire”. Ed è proprio questa ambivalenza, più di ogni altra cosa, a raccontare a che punto, controverso e ricco di nuovi sviluppi, siamo arrivati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-calo-di-bitcoin-o-della-maturita-delle-criptovalute.html">Il calo di Bitcoin, o della maturità delle criptovalute</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’ottavo fronte negli Usa: così l&#8217;Aipac finanzia in incognito i candidati pro-Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/lottavo-fronte-negli-usa-cosi-laipac-finanzia-in-incognito-i-candidati-pro-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 08:39:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=519118</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601231024790_0344ac69f71d57c1ed853dad77ea541c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601231024790_0344ac69f71d57c1ed853dad77ea541c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601231024790_0344ac69f71d57c1ed853dad77ea541c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601231024790_0344ac69f71d57c1ed853dad77ea541c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601231024790_0344ac69f71d57c1ed853dad77ea541c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601231024790_0344ac69f71d57c1ed853dad77ea541c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601231024790_0344ac69f71d57c1ed853dad77ea541c-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele combatte la sua "ottava guerra" invisibile negli Stati Uniti attraverso finanziamenti elettorali anonimi e opachi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/lottavo-fronte-negli-usa-cosi-laipac-finanzia-in-incognito-i-candidati-pro-israele.html">L’ottavo fronte negli Usa: così l&#8217;Aipac finanzia in incognito i candidati pro-Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601231024790_0344ac69f71d57c1ed853dad77ea541c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601231024790_0344ac69f71d57c1ed853dad77ea541c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601231024790_0344ac69f71d57c1ed853dad77ea541c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601231024790_0344ac69f71d57c1ed853dad77ea541c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601231024790_0344ac69f71d57c1ed853dad77ea541c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601231024790_0344ac69f71d57c1ed853dad77ea541c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601231024790_0344ac69f71d57c1ed853dad77ea541c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nessuna guerra è mai solo quella che si vede. I missili, le trincee, i comunicati dei generali: tutto questo esiste, certo. Ma esiste anche un’altra guerra, invisibile, fatta di denaro, di influenze, di messaggi che viaggiano attraverso canali pensati per non essere intercettati. È la guerra che Israele combatte negli Stati Uniti, il suo «ottavo fronte», <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/dallacquisto-di-tiktok-agli-influencer-a-libro-paga-israele-e-la-guerra-della-propaganda-negli-usa.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/dallacquisto-di-tiktok-agli-influencer-a-libro-paga-israele-e-la-guerra-della-propaganda-negli-usa.html">come l’ha definito il giornalista investigativo Max Blumenthal</a><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/dallacquisto-di-tiktok-agli-influencer-a-libro-paga-israele-e-la-guerra-della-propaganda-negli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Un fronte che <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-e-la-guerra-nel-cuore-dellimpero.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/israele-e-la-guerra-nel-cuore-dellimpero.html"><em>InsideOver</em> ha raccontato in più occasioni</a>, dalle operazioni di propaganda alla morsa della <em>Israel Lobby</em> sul Congresso. Oggi quel fronte si è spostato nelle pieghe oscure del finanziamento elettorale. E l’arma scelta è l’anonimato. Motivo? <strong>Vista la crescente impopolarità di Israele negli Usa</strong> &#8211; <a href="https://www.pewresearch.org/short-reads/2026/04/07/negative-views-of-israel-netanyahu-continue-to-rise-among-americans-especially-young-people/" type="link" id="https://www.pewresearch.org/short-reads/2026/04/07/negative-views-of-israel-netanyahu-continue-to-rise-among-americans-especially-young-people/">come dimostrano i sondaggi</a> &#8211; i candidati che ricevono finanziamenti dalla <em>Israel Lobby</em> (vedi AIPAC) rischiano di essere presi di mira dagli avversari.</p>



<p>Il caso esplode nel <strong>Michigan</strong>, dove la deputata <strong>Haley Stevens</strong> è in corsa per un seggio al Senato in una combattuta competizione a tre. Il suo rivale, <strong>Abdul El‑Sayed</strong>, sostenuto da <strong>Bernie Sanders</strong>, <a href="https://www.washingtonexaminer.com/news/campaigns/congressional/4586575/aipac-antisemitism-focal-point-michigan-democratic-primary-debate/" type="link" id="https://www.washingtonexaminer.com/news/campaigns/congressional/4586575/aipac-antisemitism-focal-point-michigan-democratic-primary-debate/">ha fatto della questione un punto centrale della campagna</a>: «Sono l’unico candidato su questo palco che non ha chiesto il sostegno dell’AIPAC», ha dichiarato durante un dibattito<a href="https://www.washingtonexaminer.com/news/campaigns/congressional/4586575/aipac-antisemitism-focal-point-michigan-democratic-primary-debate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. «Non credo che i nostri soldi, quelli che paghiamo ogni aprile, debbano andare a bombardare bambini quando a casa nostra ci sono bambini che non possono permettersi cose essenziali». </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Michigan e il buco nero del finanziamento</h2>



<p>Secondo un’inchiesta del <em>Detroit News</em>, <a href="https://www.haaretz.com/us-news/2026-05-31/ty-article/aipac-is-funneling-pro-israel-money-to-candidates-and-covering-its-tracks/0000019e-7d2b-d618-a9be-7defe3800000" type="link" id="https://www.haaretz.com/us-news/2026-05-31/ty-article/aipac-is-funneling-pro-israel-money-to-candidates-and-covering-its-tracks/0000019e-7d2b-d618-a9be-7defe3800000">ripresa dal quotidiano israeliano <em>Haaretz</em></a>, l’<em>American Israel Public Affairs Committee </em>(AIPAC) <strong>avrebbe raccolto diversi milioni di dollari per Stevens</strong> attraverso una pagina di <em>fundraising</em> ospitata sul proprio sito. I fondi vengono convogliati tramite una società chiamata <strong>Democracy Engine</strong>, che fornisce i portali per i donatori<a href="https://www.newsbreak.com/the-forward-2082432/4679612297489-aipac-is-funneling-pro-israel-money-to-candidates-and-covering-its-tracks" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. La piattaforma permette all’AIPAC di raccogliere i dati dei contribuenti e di comunicarli al candidato, sottolineando il proprio ruolo — ma senza lasciare tracce nei registri pubblici della <em>Federal Election Commission<a href="https://www.presstv.ir/Detail/2026/06/01/769623/AIPAC-United-States-candidates-Israel" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</em></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Michigan Senate candidate Abdul El-Sayed is now polling ahead of rivals Haley Stevens and Mallory McMorrow. He tells The New Arab why he won’t take AIPAC money, why “we can have nice things,” and how he plans to turn public funds toward schools, health care and infrastructure at… <a href="https://t.co/mPr2MA0zHG">pic.twitter.com/mPr2MA0zHG</a></p>&mdash; The New Arab (@The_NewArab) <a href="https://x.com/The_NewArab/status/2061341983797367168?ref_src=twsrc%5Etfw">June 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Non è un’iniziativa isolata. L’AIPAC ha inviato email ai propri sostenitori già nell’estate e nell’autunno del 2025, indirizzandoli a link personalizzati su un sito chiamato&nbsp;<strong><em>Pro-Israel Network</em></strong>, dove potevano donare a Stevens, a Laura Fine (Illinois) e ad Angie Craig (Minnesota)<a href="https://archive.is/OD7qr" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. «Usa il link qui sotto per contribuire a uno, due o a tutti e tre i candidati filo-israeliani», scriveva una direttrice dell’organizzazione<a href="https://www.newsbreak.com/the-forward-2082432/4679612297489-aipac-is-funneling-pro-israel-money-to-candidates-and-covering-its-tracks" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. L’effetto è lo stesso: <strong>i soldi arrivano ai politici prescelti, ma il nome dell’AIPAC scompare</strong>.</p>



<p>L’organizzazione, dal canto suo, respinge ogni critica. Su X ha definito «oltraggiosa l’ossessione nel tracciare come singoli cittadini americani sostengono i candidati di loro scelta», paragonando i propri portali ad <em><strong>ActBlue</strong></em>, il processore di pagamenti usato dalla maggior parte delle campagne democratiche. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L’ottavo fronte: la guerra silenziosa per l’opinione pubblica americana</h2>



<p>Per capire perché l’AIPAC sia costretto a nascondersi, come già accennato precedentemente, bisogna guardare ai numeri. Solo il 13% degli elettori democratici ha un’opinione positiva di Israele<a href="https://www.presstv.ir/Detail/2026/06/01/769623/AIPAC-United-States-candidates-Israel" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>; secondo un sondaggio del <em>Pew Research Center</em>, <strong>sei americani su dieci</strong> hanno un’opinione sfavorevole del Paese, e tra i democratici la percentuale sale all’80%<a href="https://sandhillsexpress.com/abc_national/support-from-proisrael-group-aipac-becomes-a-dividing-line-in-democratic-races-abcid105b6889/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Dopo il 7 ottobre 2023, la simpatia per Israele è crollata, mentre quella per i palestinesi è salita<a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/dallacquisto-di-tiktok-agli-influencer-a-libro-paga-israele-e-la-guerra-della-propaganda-negli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Per la prima volta dal 1998, la maggioranza degli elettori statunitensi si schiera con i palestinesi, <a href="https://news.gallup.com/poll/702440/israelis-no-longer-ahead-americans-middle-east-sympathies.aspx" type="link" id="https://news.gallup.com/poll/702440/israelis-no-longer-ahead-americans-middle-east-sympathies.aspx">afferma anche <em>Gallup</em></a>.</p>



<p>È un <strong>cambiamento epocale</strong>, che il governo di <strong>Benjamin Netanyahu</strong> e la lobby filo-israeliana hanno cercato di arginare con ogni mezzo. «Israele non è in una guerra su sette fronti, ma su otto», scrivevamo su <em>InsideOver</em>: «l’ottavo fronte sono gli Stati Uniti, ed è una guerra ibrida, principalmente focalizzata sulla propaganda»<a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/dallacquisto-di-tiktok-agli-influencer-a-libro-paga-israele-e-la-guerra-della-propaganda-negli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Un fronte che la lobby combatte attraverso acquisizioni mediatiche, campagne di influencer e, appunto, finanziamenti politici opachi<a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/dallacquisto-di-tiktok-agli-influencer-a-libro-paga-israele-e-la-guerra-della-propaganda-negli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>Proprio perché il marchio dell’AIPAC è diventato «tossico» in molte primarie democratiche, l’organizzazione ha affinato le sue tecniche. Oltre ai portali anonimi, ha creato comitati d’azione politica (PAC) con nomi generici che non fanno alcun riferimento a Israele: l’<em>United Democracy Project,</em> <em>Elect Chicago Women</em>, <em>Affordable Chicago Now,</em> il <em>Center for Democratic Priorities</em> — quest’ultimo comparso dal nulla in Michigan con una spesa di <strong>5,3 milioni di dollari</strong> a sostegno di Stevens, senza alcuna menzione di Israele<a href="https://www.wlns.com/your-local-election-hq/a-mystery-group-is-pouring-5-3m-into-michigans-senate-race/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Questi gruppi non devono rivelare i propri finanziatori fino a dopo le primarie, creando una zona grigia perfetta per il denaro «opaco» che arriva ai candidati, <strong>con buona pace della trasparenza</strong>.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><a href="https://apnews.com/article/aipac-israel-democratic-party-spending-dark-money-illinois-new-jersey-564cfdd46e0119501939452018be846a" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/lottavo-fronte-negli-usa-cosi-laipac-finanzia-in-incognito-i-candidati-pro-israele.html">L’ottavo fronte negli Usa: così l&#8217;Aipac finanzia in incognito i candidati pro-Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Zona di sicurezza economica di Luzon: perché un pezzo di Filippine diventa territorio Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-zona-di-sicurezza-economica-di-luzon-perche-un-pezzo-di-filippine-diventa-territorio-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 09:27:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=518866</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1404" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094804329_e777d4f476f01f366ead9df71ae9116c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094804329_e777d4f476f01f366ead9df71ae9116c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094804329_e777d4f476f01f366ead9df71ae9116c-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094804329_e777d4f476f01f366ead9df71ae9116c-1024x749.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094804329_e777d4f476f01f366ead9df71ae9116c-768x562.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094804329_e777d4f476f01f366ead9df71ae9116c-1536x1123.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094804329_e777d4f476f01f366ead9df71ae9116c-600x439.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Accordo, intesa, fumata bianca: gli Stati Uniti costruiranno una zona di produzione ad alta tecnologia nelle Filippine. Si tratta di un progetto collegato alla cosiddetta Pax Silica, la coalizione annunciata lo scorso dicembre dall&#8217;amministrazione Trump – e composta da oltre una dozzina di Paesi partner – con l&#8217;obiettivo di ridurre il predominio della Cina sulle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-zona-di-sicurezza-economica-di-luzon-perche-un-pezzo-di-filippine-diventa-territorio-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-zona-di-sicurezza-economica-di-luzon-perche-un-pezzo-di-filippine-diventa-territorio-usa.html">La Zona di sicurezza economica di Luzon: perché un pezzo di Filippine diventa territorio Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1404" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094804329_e777d4f476f01f366ead9df71ae9116c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094804329_e777d4f476f01f366ead9df71ae9116c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094804329_e777d4f476f01f366ead9df71ae9116c-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094804329_e777d4f476f01f366ead9df71ae9116c-1024x749.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094804329_e777d4f476f01f366ead9df71ae9116c-768x562.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094804329_e777d4f476f01f366ead9df71ae9116c-1536x1123.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094804329_e777d4f476f01f366ead9df71ae9116c-600x439.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Accordo, intesa, fumata bianca: gli <strong>Stati Uniti</strong> costruiranno una zona di produzione ad alta tecnologia nelle <strong>Filippine</strong>. Si tratta di un progetto collegato alla cosiddetta <strong>Pax Silica</strong>, la coalizione annunciata lo scorso dicembre <a href="https://it.insideover.com/politica/donald-trump-narcisismo-e-geopolitica.html">dall&#8217;amministrazione Trump</a> – e composta da oltre una dozzina di Paesi partner – con l&#8217;obiettivo di ridurre il predominio della <strong>Cina </strong>sulle catene di approvvigionamento globali di semiconduttori, minerali critici e infrastrutture di intelligenza artificiale (IA).</p>



<p>Il piano prevede la creazione di un <strong>polo industriale hi-tech</strong> in un&#8217;area di 4.000 acri dell&#8217;isola di <strong>Luzon</strong>, in quella che è già stata soprannominata <strong>Zona di Sicurezza Economica di Luzon</strong>. Per il dipartimento di Stato degli Usa, l&#8217;hub garantirà l&#8217;approvvigionamento di materie prime vitali e alimenterà i flussi statunitensi e globali degli ambiti sopra elencati. </p>



<p>Molti media hanno presentato il progetto <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-gli-usa-vogliono-preparare-le-filippine-alla-guerra.html">come una cooperazione tra alleati</a>. In realtà la situazione potrebbe essere un po&#8217; diversa. Il <em>Wall Street Journal</em>, per esempio, ha scritto qualche giorno fa che l&#8217;accordo avrebbe offerto alle aziende statunitensi l&#8217;accesso a preziose risorse e che, soprattutto, il polo sarebbe sorto su una zona direttamente <strong>ceduta </strong>dalle Filippine agli Stati Uniti, con tanto di <strong>immunità diplomatica</strong> e altre garanzie degne di un&#8217;ambasciata Usa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="740" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094818645_91fa0bf2e6898df1756705cd4a000cfa-1024x740.jpg" alt="" class="wp-image-518868" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094818645_91fa0bf2e6898df1756705cd4a000cfa-1024x740.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094818645_91fa0bf2e6898df1756705cd4a000cfa-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094818645_91fa0bf2e6898df1756705cd4a000cfa-768x555.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094818645_91fa0bf2e6898df1756705cd4a000cfa-1536x1110.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094818645_91fa0bf2e6898df1756705cd4a000cfa-600x433.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260530094818645_91fa0bf2e6898df1756705cd4a000cfa.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un hub Usa nel cuore delle Filippine</h2>



<p>In un primo momento è stato spiegato che gli Stati Uniti avrebbero occupato il sito a titolo gratuito amministrandolo come zona economica speciale, a fronte di un <strong>contratto di locazione biennale</strong> rinnovabile per 99 anni. Come detto, il centro avrebbe poi goduto di immunità diplomatica e operato secondo il <strong>diritto comune statunitense</strong>. </p>



<p>In seguito, il governo filippino è sceso in campo per smentire l&#8217;indiscrezione, o meglio, per chiarirla. Durante la visita del sottosegretario di Stato americano per la Crescita economica, l&#8217;energia e l&#8217;ambiente, <strong>Jacob Helberg</strong>, a New Clark City, per l&#8217;inaugurazione del citato progetto – rientrante, tra l&#8217;altro, nel <strong>Corridoio Economico di Luzon</strong>, un corridoio che garantisce l&#8217;accesso alla baia di Subic, un importante porto commerciale di Luzon – <strong>Joshua Bingcang</strong>, presidente e amministratore delegato della <em>Bases Conversion and Development Authority </em>(Bcda), ha fatto sapere che Manila ha respinto le proposte statunitensi che avrebbero collocato il progetto al di fuori della giurisdizione locale.</p>



<p><strong>&#8220;È stata una loro richiesta ma non l&#8217;abbiamo accettata. Non verrà concesso alcun trattamento speciale agli Stati Uniti&#8221;,</strong> ha chiarito l&#8217;alto funzionario, specificando che affermato che il progetto rientrerebbe invece nell&#8217;ambito della legge sulle zone economiche speciali, la stessa che disciplina gli incentivi agli investimenti e le operazioni in queste aree speciali, nonché della legge Bcda che sovrintende alla conversione e allo sviluppo delle ex basi militari statunitensi in centri di investimento e commerciali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527170843138_3a49480e18b2ed8ad430ad1585c66bd2-1024x683.jpg" alt="Iran-Usa. Guerra aperta o accordo minimale?" class="wp-image-518588" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527170843138_3a49480e18b2ed8ad430ad1585c66bd2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527170843138_3a49480e18b2ed8ad430ad1585c66bd2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527170843138_3a49480e18b2ed8ad430ad1585c66bd2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527170843138_3a49480e18b2ed8ad430ad1585c66bd2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527170843138_3a49480e18b2ed8ad430ad1585c66bd2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527170843138_3a49480e18b2ed8ad430ad1585c66bd2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">A cosa puntano gli Usa</h2>



<p>Il sottosegretario al Commercio delle Filippine, <strong>Ceferino Rodolfo</strong>, anch&#8217;egli presente a Clark insieme a Bingcang ed Helberg, ha ribadito che il quadro normativo proposto si sarebbe basato sulle leggi filippine. Sarà davvero così? Qualche dubbio emerge ascoltando le dichiarazioni rilasciate ai giornalisti dallo stesso Helberg.</p>



<p>Quando, infatti, gli è stato chiesto se Washington avrebbe continuato a insistere per l&#8217;immunità diplomatica e per le disposizioni che consentissero all&#8217;hub di operare su suolo straniero nel rispetto delle leggi statunitensi, l&#8217;inviato di Trump ha risposto che &#8220;non intende anticipare tali discussioni&#8221;. &#8220;Avremo conversazioni più dettagliate sul modo tecnico migliore per garantire la tutela degli investitori a lungo termine, assicurandoci al contempo che il nostro approccio sia valido anche per le Filippine&#8221;, ha replicato, sottolineando che entrambe le parti hanno a disposizione <strong>due anni di tempo</strong> per negoziare e definire i termini del progetto, che, a suo dire, dovrà garantire &#8220;durabilità e certezza&#8221; agli investitori che pianificano operazioni a lungo termine ad alta intensità di capitale. </p>



<p>Il quotidiano malese <em>Strait Times</em> ha scritto un articolo molto interessante nel quale si legge che, sulla base di un documento governativo, Manila offrirebbe un periodo di grazia di due anni senza canone di locazione come &#8220;contributo in natura&#8221; a Washington, a sostegno della cooperazione bilaterale <a href="https://it.insideover.com/politica/le-filippine-il-nuovo-ariete-usa-in-asia.html">in materia di sicurezza economica tra i due Paesi</a>. Bingcang ha tuttavia più volte ripetuto che &#8220;non ci sarà alcun trattamento speciale&#8221; per gli Usa. In ogni caso, il progetto segnala che l&#8217;alleanza tra Stati Uniti e Filippine si sta espandendo oltre la tradizionale <strong>cooperazione militare</strong>, abbracciando la <strong>politica industriale</strong> e la <strong>produzione avanzata</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The United States and the Philippines are friends and allies. The United States trusts the Philippines with vital supply chains inputs, and the Philippines is potentially looking at step change in job creation and economic growth. The only ones “rising up” are… <a href="https://t.co/lK6uzg4KoC">https://t.co/lK6uzg4KoC</a></p>&mdash; Under Secretary of State Jacob S. Helberg (@UnderSecE) <a href="https://x.com/UnderSecE/status/2059031367577469136?ref_src=twsrc%5Etfw">May 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-zona-di-sicurezza-economica-di-luzon-perche-un-pezzo-di-filippine-diventa-territorio-usa.html">La Zona di sicurezza economica di Luzon: perché un pezzo di Filippine diventa territorio Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La lettera di Sachs a Merz: &#8220;Lei può fermare la catastrofe. Il tempo della diplomazia è adesso&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-lettera-di-sachs-a-merz-lei-puo-fermare-la-catastrofe-il-tempo-della-diplomazia-e-adesso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 10:20:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=518658</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1053" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sachs Merz Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-768x421.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-1536x842.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-600x329.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'economista Jeffrey Sachs, in una lettera aperta a Merz, avverte che solo la Germania può evitare la catastrofe di una guerra Europa-Russia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-lettera-di-sachs-a-merz-lei-puo-fermare-la-catastrofe-il-tempo-della-diplomazia-e-adesso.html">La lettera di Sachs a Merz: &#8220;Lei può fermare la catastrofe. Il tempo della diplomazia è adesso&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1053" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sachs Merz Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-768x421.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-1536x842.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-600x329.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Nessun altro leader europeo – né a Parigi, né a Varsavia, né a Roma – ha il peso della Germania o il potere che lei possiede per prevenire questa catastrofe». Così <strong>Jeffrey Sachs</strong>, celebre economista della Columbia University, si rivolge al cancelliere tedesco Friedrich Merz in una <a href="https://www.berliner-zeitung.de/article/eskalation-in-ukraine-europa-und-russland-schlittern-in-offenen-krieg-10038764" type="link" id="https://www.berliner-zeitung.de/article/eskalation-in-ukraine-europa-und-russland-schlittern-in-offenen-krieg-10038764">lettera aperta pubblicata sulla <em>Berliner Zeitung</em></a> che suona come un ultimatum alla vigilia di quella che molti analisti descrivono come <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-trappola-baltica-quando-la-russofobia-detta-la-linea-europea.html" type="link" id="https://it.insideover.com/difesa/la-trappola-baltica-quando-la-russofobia-detta-la-linea-europea.html">la fase più pericolosa del conflitto ucraino</a>. </p>



<p>A sei mesi dalla sua precedente missiva, Sachs non usa mezzi termini: <strong>Europa e Russia stanno «scivolando verso una guerra aperta»</strong>. E il bersaglio delle sue critiche è chiaro. Merz, che nel gennaio 2026 aveva chiesto con Meloni e Macron la «ripresa delle relazioni con la Russia», non avrebbe compiuto «un solo tentativo di dialogo sostanziale con Putin». Né il suo ministro degli Esteri avrebbe cercato un confronto reale con Lavrov. «Secondo i documenti pubblici – scrive Sachs – la risposta è no. Nemmeno una volta».</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;allarme: attacchi su Mosca e Kiev, il rischio di un incidente baltico</h2>



<p>Lo scenario descritto dall&#8217;economista è decisamente a tinte fosche. I <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c5ye480kxpmo#:~:text=At%20least%20three%20people%20were,regional%20governor%20Andrei%20Vorobiev%20said." type="link" id="https://www.bbc.com/news/articles/c5ye480kxpmo#:~:text=At%20least%20three%20people%20were,regional%20governor%20Andrei%20Vorobiev%20said.">recenti attacchi ucraini con droni a lungo raggio hanno colpito «nel cuore di Mosca, anche obiettivi civili»</a>. Le <a href="https://www.reuters.com/business/energy/energy-infrastructure-damaged-missile-attack-russias-belgorod-region-local-2026-05-25/" type="link" id="https://www.reuters.com/business/energy/energy-infrastructure-damaged-missile-attack-russias-belgorod-region-local-2026-05-25/">incursioni russe su Kiev si sono intensificate</a>. Ma il vero pericolo, sottolinea Sachs, è rappresentato dai droni ucraini che «<a href="https://it.insideover.com/difesa/limpianto-di-rezekne-i-droni-fuori-rotta-e-il-rischio-nel-baltico-quando-la-guerra-ucraina-sfiora-la-nato.html" type="link" id="https://it.insideover.com/difesa/limpianto-di-rezekne-i-droni-fuori-rotta-e-il-rischio-nel-baltico-quando-la-guerra-ucraina-sfiora-la-nato.html">hanno violato lo spazio aereo dei Paesi baltici</a>», rischiando di innescare l&#8217;articolo 5 della Nato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528094306469_46a3357cb7ee483010579fc658d6781e-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-518660" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528094306469_46a3357cb7ee483010579fc658d6781e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528094306469_46a3357cb7ee483010579fc658d6781e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528094306469_46a3357cb7ee483010579fc658d6781e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528094306469_46a3357cb7ee483010579fc658d6781e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528094306469_46a3357cb7ee483010579fc658d6781e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528094306469_46a3357cb7ee483010579fc658d6781e.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il professore Jeffrey Sachs della Columbia University durante la presentazione del bilancio di sostenibilità&#8217; 2017 &#8216;L&#8217;ecosistema e la sua unitarietà&#8217;: una sfida per il futuro sostenibile&#8217; , Bologna, 4 giugno 2018. ANSA/GIORGIO BENVENUTI</figcaption></figure>



<p>E poi c&#8217;è l&#8217;attacco a una <strong>scuola maschile a Luhansk</strong>, definito «orribile», che avrebbe eroso «ogni residuo di moderazione». Il 25 maggio, ricorda Sachs, Lavrov ha comunicato ufficialmente agli Stati Uniti che le forze russe condurranno «attacchi sistematici e continui» contro le infrastrutture di Kiev, consigliando l&#8217;evacuazione del personale diplomatico. <strong>«La diplomazia – scrive – è più urgente che mai»</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accusa di Sachs contro Berlino</h2>



<p>Il cuore della lettera di <strong>Jeffrey Sachs</strong> è un atto d’accusa in sei punti contro la politica estera tedesca dopo la riunificazione, senza risparmiare nessuno. Sachs <a href="https://it.insideover.com/politica/le-paure-russe-erano-reali-come-londra-sapeva-e-ignoro-il-prezzo-dellallargamento-nato.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/le-paure-russe-erano-reali-come-londra-sapeva-e-ignoro-il-prezzo-dellallargamento-nato.html">denuncia il tradimento delle promesse del 1990 a Gorbaciov</a> (Nato «non un passo a Est»), violate già nel 1993; l’ammissione di <strong>Angela Merkel</strong> che l’invito di Ucraina e Georgia alla Nato nel 2008 fu «una dichiarazione di guerra alla Russia», nonostante il suo cedimento alle pressioni americane; il mancato sostegno tedesco all’accordo del 21 febbraio 2014 garantito da Steinmeier, spazzato via dal colpo di Stato contro Janukovyč; la confessione di Merkel che gli accordi di Minsk II furono solo uno «stratagemma» per riarmare l’Ucraina, minando la credibilità occidentale agli occhi di Mosca; <a href="https://it.insideover.com/politica/germania-e-nord-stream-lafd-chiede-una-commissione-dinchiesta-ora-tocca-al-bundestag-autorizzarla.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/germania-e-nord-stream-lafd-chiede-una-commissione-dinchiesta-ora-tocca-al-bundestag-autorizzarla.html">il silenzio di Berlino sul sabotaggio del Nord Stream</a>; e infine il fallimento dell’accordo di pace di Istanbul nel 2022, <a href="https://it.insideover.com/guerra/negoziati-russia-ucraina-del-2022-confermato-il-sabotaggio-nato.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/negoziati-russia-ucraina-del-2022-confermato-il-sabotaggio-nato.html">sabotato dall’intervento di Boris Johnson su impulso di Washington</a>, con il tragico costo di centinaia di migliaia di vite e dell’intero ordine europeo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">«Autodistruzione economica» e riarmo: l&#8217;avvertimento finale</h2>



<p>L&#8217;economista non risparmia critiche alla politica industriale tedesca. La <strong>fine del gas russo e la dipendenza dal Gnl americano sarebbero «un suicidio industriale».</strong> La chimica, l&#8217;acciaio, il vetro stanno perdendo competitività. E il piano di riarmo da centinaia di miliardi, secondo Sachs, è «un&#8217;allocazione errata di risorse» che toglie fondi all&#8217;intelligenza artificiale, ai semiconduttori e alla digitalizzazione. «Con queste armi – scrive – non si compra quella sicurezza che la diplomazia avrebbe potuto ottenere a una frazione del costo».</p>



<h2 class="wp-block-heading">La ricetta: neutralità ucraina e ritorno all&#8217;Osce</h2>



<p>Sachs conclude con una proposta precisa per un negoziato: <em>cessate il fuoco su una linea di armistizio, neutralità dell&#8217;Ucraina</em> (fuori dalla Nato), <strong>rinuncia all&#8217;uso della forza, ripresa delle relazioni economiche Europa-Russia</strong>, e un ruolo centrale per l&#8217;Osce come forum di sicurezza «indivisibile». «La storia – ammonisce – <strong>ricorderà ciò che lei farà e non farà nelle prossime settimane</strong>. Così come il popolo tedesco, i popoli di Russia, Ucraina e di tutta Europa. È tempo di diplomazia, signor Cancelliere. <strong>Lei ha la scelta</strong>».</p>



<p>La Cancelleria tedesca non ha ancora commentato la lettera. E chissà se mai Friedrich Merz si prenderà la briga di rispondere al professor <strong>Jeffrey Sachs</strong>, uno dei pochi intellettuali occidentali seriamente impegnati nella ricerca della pace, con buona pace dei cialtroni che popolano i salotti televisivi e che lo diffamano costantemente. A Berlino intanto cresce il dibattito su quanto l’attuale governo stia realmente facendo per promuovere la pace e la diplomazia, in un contesto europeo che si fa di mese in mese più pericoloso. Merz e molti altri leader del continente ricordano tragicamente i “sonnambuli” descritti da <strong>Christopher Clark</strong> nel suo fondamentale saggio sulle cause della Prima Guerra Mondiale: uomini convinti di controllare gli eventi, mentre marciano inconsapevoli &#8211; o meno &#8211; verso la catastrofe. </p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><br></p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-lettera-di-sachs-a-merz-lei-puo-fermare-la-catastrofe-il-tempo-della-diplomazia-e-adesso.html">La lettera di Sachs a Merz: &#8220;Lei può fermare la catastrofe. Il tempo della diplomazia è adesso&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nvidia, la &#8220;mano&#8221; di un pacifista israeliano dietro i record del colosso dei chip</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/nvidia-la-mano-di-un-pacifista-israeliano-dietro-i-record-del-colosso-dei-chip.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 07:12:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Nvidia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=518636</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528083602920_8a0116e20ef8cd97bca99b4a676ec691.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528083602920_8a0116e20ef8cd97bca99b4a676ec691.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528083602920_8a0116e20ef8cd97bca99b4a676ec691-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528083602920_8a0116e20ef8cd97bca99b4a676ec691-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528083602920_8a0116e20ef8cd97bca99b4a676ec691-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528083602920_8a0116e20ef8cd97bca99b4a676ec691-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528083602920_8a0116e20ef8cd97bca99b4a676ec691-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Storia di Eyal Waldman, ex soldati diventato imprenditore, pacifista nonostante che Hamas gli abbia ucciso la figlia, e della Mellanox.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/nvidia-la-mano-di-un-pacifista-israeliano-dietro-i-record-del-colosso-dei-chip.html">Nvidia, la &#8220;mano&#8221; di un pacifista israeliano dietro i record del colosso dei chip</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528083602920_8a0116e20ef8cd97bca99b4a676ec691.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528083602920_8a0116e20ef8cd97bca99b4a676ec691.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528083602920_8a0116e20ef8cd97bca99b4a676ec691-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528083602920_8a0116e20ef8cd97bca99b4a676ec691-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528083602920_8a0116e20ef8cd97bca99b4a676ec691-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528083602920_8a0116e20ef8cd97bca99b4a676ec691-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528083602920_8a0116e20ef8cd97bca99b4a676ec691-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Nvidia</strong> è oggi la società più strategica del pianeta e ogni trimestre l&#8217;annuncio dei suoi risultati è diventato un <strong>appuntamento fisso per gli investitori</strong> che attendono dal fondatore <strong>Jensen Huang</strong> conferma sulla possibilità di veder proseguire e strutturarsi la corsa dell&#8217;intelligenza artificiale. Il gruppo di Santa Clara è ampiamente <a href="https://companiesmarketcap.com/nvidia/marketcap/">sopra i 5mila miliardi di dollari di capitalizzazione (più del Pil della Germania)</a> e <strong>ha visto negli ultimi tempi esplodere i risultati di una componente importante</strong> del suo business, quella <strong>radicata in Israele</strong>. C&#8217;è un ruolo importante dello <strong>Stato Ebraico</strong> dietro i chip di Nvidia che da fine 2022 fanno decollare il settore dell&#8217;intelligenza artificiale generativa, e dietro i grandi progetti infrastrutturali tecnologici che alimentano la corsa a una crescente potenza computazionale.</p>



<p>Il nome da tenere d&#8217;occhio è quello di <strong>Mellanox</strong>, azienda israeliana di Yokneam acquisita e incorporata da Nvidia nel 2019, le cui attività sono quasi triplicate nel 2025, toccando 40 miliardi di dollari di ricavi. A inizio 2026, un&#8217;ulteriore accelerazione: 15 miliardi di dollari di ricavi nel trimestre appena riportato da Santa Clara, come gli ultimi il più rigoglioso per Nvidia. Cosa fa Mellanox? Quello che in gergo tecnico è il <strong>networking</strong>, lo sviluppo di tecnologie e processori che consentono di passare dalla potenza di calcolo e archiviazione di singoli chip e schede a consentire collegamenti e dialoghi tra più apparati e interi data center, consentendo sincronizzazione del lavoro e della potenza di calcolo.</p>



<p><strong>Eyal Waldman</strong>, fondatore di Mellanox, in gioventù ufficiale della Brigata Golani nell&#8217;Israel Defense Force e poi ingegnere elettrico per Intel, è una figura importante nel panorama tecnologico israeliano. Ha fondato Mellanox a fine Anni Novanta ed è divenuto poi un volto importante del mondo sociale dello Stato Ebraico, impegnandosi in filantropia e manifestando aperto sostegno per la risoluzione pacifica della questione israelo-palestinese, facendosi fautore della soluzione a due Stati e criticando spesso <strong>Benjamin Netanyahu</strong>. Waldman donò 360mila dollari, nel 2020, a un reparto oncologico di un ospedale di Gaza. La figlia Danielle, per un tragico crocevia del destino, fu uccisa assieme al fidanzato negli attacchi del 7 ottobre, trovandosi tra le 378 persone massacrate da Hamas al festival musicale di Re&#8217;im.</p>



<p>Ebbene, il crocevia attuale è <strong>segno della complessità dei nostri tempi. L&#8217;imprenditore che ha creato un braccio operativo di Mellanox</strong> è ciò che di più distante si possa pensare dall&#8217;attuale leadership israeliana. Parimenti, è innegabile che lo sviluppo tecnologico e innovativo di Israele si basi anche su quei ritrovati legati alla natura <strong>duale dell&#8217;economia nazionale, civile e militare, e dell&#8217;integrazione di competenze tra attori pubblici, start-up, ex ufficiali delle forze armate, università</strong>. Mentre l&#8217;IA si avvia verso l&#8217;inferenza e la creazione di agenti sempre più intelligenti &#8221;&nbsp;l&#8217;attenzione si concentra chiaramente sull&#8217;integrazione di elaborazione, comunicazione e archiviazione. Componenti di comunicazione avanzati e nuovi sistemi di archiviazione sono progettati per affrontare i colli di bottiglia che si verificano man mano che i modelli crescono in dimensioni e generano enormi volumi di dati&#8221;, nota il Jerusalem Post, sottolineando<a href="https://www.jpost.com/consumerism/article-890443"> la centralità di Nvidia e della sua divisione israeliana in questo ruolo.</a></p>



<p>A dicembre Netanyahu disse che di fronte a un&#8217;epoca di impetuosa corsa tecnologica <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-ruolo-decisivo-di-israele-per-linnovazione-tecnologica-globale.html">Tel Aviv era ben messa</a>: “Possiamo guidare questo processo e diventare non una potenza secondaria, ma una potenza primaria”. <strong>Difficile dargli torto, in tempi così prometeici dove l&#8217;IA si afferma come rivoluzione globale</strong> anche grazie alla ricerca <em>made in Israel</em> e sono anche algoritmi israeliani a determinare come agiranno, penseranno e interagiranno le unità computazionali che fanno correre i data center e le schede grafiche decisive per la corsa alla nuova frontiera. <strong>La creatura di Waldman, pacifista e fautore del dialogo,</strong> ora è un cardine di Nvidia e della saldatura tra apparati tecnologici e securitari per fare dell&#8217;IA uno strumento di leadership del campo occidentale, con Usa e Israele in testa. Si cammina su un crinale sottile in cui i numeri parlano di una continua espansione della divisione israeliana di Nvidia, che serve a far pensare come attore collettivo data center e apparati tecnologici. In un certo senso, un pezzo di Israele è in ogni messaggio mandato sulle piattaforme di IA che tanti di noi utilizzano quotidianamente. E la più grande vittoria di Netanyahu e del sistema di Tel Aviv è stato far sì che nessuno si accorgesse di una realtà ineludibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/nvidia-la-mano-di-un-pacifista-israeliano-dietro-i-record-del-colosso-dei-chip.html">Nvidia, la &#8220;mano&#8221; di un pacifista israeliano dietro i record del colosso dei chip</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caccia austriaci contro aerei spia americani: un &#8220;errore&#8221; sulla rotta dei mezzi Usa verso il Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/caccia-austriaci-contro-aerei-spia-americani-un-errore-sulla-rotta-dei-mezzi-usa-verso-il-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 04:59:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aerei spia]]></category>
		<category><![CDATA[Austria]]></category>
		<category><![CDATA[Forze Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Forze speciali americane]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=518466</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1860" height="832" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/U-28_Nellis_AFB_take_off_8442336_Cropped-e1779814102139.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/U-28_Nellis_AFB_take_off_8442336_Cropped-e1779814102139.jpg 1860w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/U-28_Nellis_AFB_take_off_8442336_Cropped-e1779814102139-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/U-28_Nellis_AFB_take_off_8442336_Cropped-e1779814102139-1024x458.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/U-28_Nellis_AFB_take_off_8442336_Cropped-e1779814102139-768x344.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/U-28_Nellis_AFB_take_off_8442336_Cropped-e1779814102139-1536x687.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/U-28_Nellis_AFB_take_off_8442336_Cropped-e1779814102139-600x268.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1860px) 100vw, 1860px" /></p>
<p>Ma per quale ragione un simile aereo dovrebbe “violare”, seppure per poco tempo, uno spazio aereo non autorizzato? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/caccia-austriaci-contro-aerei-spia-americani-un-errore-sulla-rotta-dei-mezzi-usa-verso-il-medio-oriente.html">Caccia austriaci contro aerei spia americani: un &#8220;errore&#8221; sulla rotta dei mezzi Usa verso il Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1860" height="832" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/U-28_Nellis_AFB_take_off_8442336_Cropped-e1779814102139.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/U-28_Nellis_AFB_take_off_8442336_Cropped-e1779814102139.jpg 1860w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/U-28_Nellis_AFB_take_off_8442336_Cropped-e1779814102139-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/U-28_Nellis_AFB_take_off_8442336_Cropped-e1779814102139-1024x458.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/U-28_Nellis_AFB_take_off_8442336_Cropped-e1779814102139-768x344.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/U-28_Nellis_AFB_take_off_8442336_Cropped-e1779814102139-1536x687.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/U-28_Nellis_AFB_take_off_8442336_Cropped-e1779814102139-600x268.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1860px) 100vw, 1860px" /></p>
<p>Nelle scorse settimane l’<strong>Austria </strong>ha fatto decollare i suoi caccia per intercettare quelli che si sono rivelati essere due velivoli militari statunitensi privi dell’autorizzazione necessaria per attraversare lo spazio aereo austriaco. Gli Eurofighter della <em>Luftstreitkräfte</em> si sono trovati di fronte per <strong>due giorni consecutivi</strong> quello che al riconoscimento visivo si è dimostrato essere un U-28A Draco, un piccolo <strong>aereo spia</strong> operato dal <strong>Comando delle Operazioni Speciali</strong> dell’<strong>Aeronautica Militare</strong> <strong>statunitense</strong>. Ma per quale ragione un simile aereo dovrebbe “violare”, seppure per poco tempo, uno spazio aereo non autorizzato? E soprattutto, perché se ne è parlato così poco?</p>



<p>Secondo quanto riportato in seguito dal Ministero della Difesa di Vienna, il 10 e l’11 maggio due velivoli a turboelica <strong>U-28A </strong>dell’Aeronautica Militare statunitense, assegnati al Comando delle Operazioni Speciali dell’Usaf per svolgere <strong>missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione</strong> (ISR), hanno attivato le procedure di “<strong>intercettazione di priorità A</strong>”, la risposta di massima priorità per la forza di allerta rapida, che ha coinvolto i caccia intercettori Eurofighter.</p>



<p>L’<strong>U-28A “Draco”</strong> è una versione militarizzata del Pilatus PC-12M, modificato per trasportare diversi pacchetti di sensori, tra cui apparecchiature elettro-ottiche e di <strong>intelligence dei segnali</strong>, a seconda della configurazione. La maggior parte di questi velivoli è dotata di una torretta sensori con telecamere elettro-ottiche e a infrarossi, nonché di sistemi <strong>SIGINT</strong> per <strong>geolocalizzare e monitorare le comunicazioni ostili</strong> e altre sorgenti di emissione, mentre alcune versioni sarebbero dotate di un radar ad apertura sintetica e addirittura di una telecamera video ad alta definizione multispettrale, che consente al velivolo di operare ad altitudini elevate per mantenere la massima distanza dal bersaglio. Il Draco è dotato anche di una suite di comunicazioni e condivisione dati che gli permette di trasmettere le informazioni raccolte ai centri di comando per ulteriori analisi o direttamente al personale a terra, il tutto in tempo quasi reale. Tutte capacità che rendono questa piattaforma un aereo spia di piccole dimensioni che può dare il supporto necessario alle forze speciali a terra o svolgere missioni analoghe a quelle affidate a piattaforme più grandi e più note, e per questo rendono interessante la sua <strong>presenza “non annunciata”</strong> e in un caso non “autorizzata” nei cieli austriaci e, a quanto pare, nei cieli svizzeri.</p>



<p>Secondo gli analisti di <em>The War Zone</em>, se si dà “<strong>uno sguardo alla mappa</strong>” e allo storico delle rotte affrontate dall’US Air Force, si può notare come le “<em>forze armate statunitensi sorvolino regolarmente l’Austria e la Svizzera quando effettuano rotte dalla Germania all’Italia o al Medio Oriente</em>”. Ciò avviene per “evitare lunghi transiti sulla Francia“, e, secondo alcuni, potrebbe essere collegato alla necessità di spostare nuovi asset verso il teatro mediorientale, dove l’<strong>Operazione Epic Fury</strong> è attualmente in stand-by, senza usare gli spazi aerei dei Paesi della <strong>NATO </strong>che non intendono dare il proprio consenso e un supporto – anche solo logistico – agli Stati Uniti. Secondo quanto riportato da <em>Defense News</em>, un funzionario del Comando Europeo degli Stati Uniti ha fatto riferimento al volo del 10 maggio parlando di un “<em>errore amministrativo nella documentazione per l’autorizzazione al sorvolo che è stato corretto</em>“. Rassicurando che gli Stati Uniti “<em>continuano a collaborare strettamente con le autorità austriache su qualsiasi questione relativa ai sorvoli e si attengono pienamente alle leggi e alle procedure austriache</em>“.</p>



<p>Il verificarsi di un secondo errore, a distanza di appena 24 ore, ha lasciato ipotizzare che gli aerei spia potessero <strong>cercare “qualcosa”</strong>, ma l’opinione più comune è che gli aerei del Comando delle Operazioni Speciali dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti siano davvero<strong>“diretti” verso il teatro mediorientale</strong> come ulteriore asset da schierare – se necessario – nella campagna contro l’Iran. Specie se considerate le capacità di operare da piccoli aeroporti e basi operative avanzate con infrastrutture limitate che hanno questi piccoli aerei spia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/caccia-austriaci-contro-aerei-spia-americani-un-errore-sulla-rotta-dei-mezzi-usa-verso-il-medio-oriente.html">Caccia austriaci contro aerei spia americani: un &#8220;errore&#8221; sulla rotta dei mezzi Usa verso il Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Milan riparte da zero: la crisi ciclica di un modello di business scollegato dal successo sportivo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economy/il-milan-riparte-da-zero-la-crisi-ciclica-di-un-modello-di-business-scollegato-dal-successo-sportivo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 04:59:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=518551</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1359" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Milan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-1024x725.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-1536x1087.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-600x425.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Milan del fondo statunitense RedBird si trova nuovamente in fase di rivoluzione societaria, dopo l'ennesimo fallimento sportivo. Alla base dei problemi rossoneri c'è soprattutto una società più interessata al lato mediatico che a quello tecnico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economy/il-milan-riparte-da-zero-la-crisi-ciclica-di-un-modello-di-business-scollegato-dal-successo-sportivo.html">Il Milan riparte da zero: la crisi ciclica di un modello di business scollegato dal successo sportivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1359" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Milan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-1024x725.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-1536x1087.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-600x425.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quarto anno dell&#8217;era Cardinale al Milan, terza rivoluzione societaria. <strong>Il disastro del finale di stagione</strong>, che ha visto il club rossonero scivolare fuori dalla zona Champions League, ha subito sortito pesanti conseguenze per il management: esonerato l&#8217;allenatore <strong>Massimiliano Allegri</strong>, ma licenziati anche il direttore tecnico Geoffrey Moncada, il direttore sportivo Igli Tare e l&#8217;amministratore delegato <strong>Giorgio Furlani</strong>.</p>



<p>E potrebbe non essere finita qui, perché a luglio potrebbero essere ceduti sia <strong>Adrien Rabiot</strong>, centrocampista pupillo di Allegri, che <strong>Rafael Leão</strong>. Secondo la <em>Gazzetta dello Sport</em>, anche il regista ed ex Pallone d&#8217;Oro <strong>Luka Modrić</strong> potrebbe andarsene: il mese prossimo disputerà il Mondiale con la Croazia, ma, all&#8217;alba dei 41 anni, potrebbe decidere di ritirarsi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨🔴⚫️ AC Milan have sacked all key figures at the club after missing UCL qualification.<br><br>❌ Massimiliano Allegri<br>❌ CEO Giorgio Furlani<br>❌ Director Igli Tare<br>❌ Head of Scouting Geoffrey Moncada <a href="https://t.co/OPYrzn7sj4">pic.twitter.com/OPYrzn7sj4</a></p>&mdash; Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) <a href="https://x.com/FabrizioRomano/status/2058947675890843660?ref_src=twsrc%5Etfw">May 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un fallimentare dejà vu</h2>



<p>Meno di un anno fa, dopo aver chiuso all&#8217;ottavo posto in Serie A, restando fuori da tutte le coppe europee,<strong> il Milan varava un nuovo progetto tecnico</strong>, assumendo l&#8217;ex Lazio Igli Tare come ds e facendo tornare in panchina Allegri. A dispetto dell&#8217;età e di una stagione precedente da comprimario al Real Madrid, Modrić era stato individuato come nuovo pilastro della squadra, e infatti in rossonero ha giocato praticamente tutte le partite in cui è stato a disposizione, senza venire quasi mai sostituito.</p>



<p>Ma per i tifosi del Milan, questa situazione sa di già visto. Il fondo statunitense <strong>RedBird Capital</strong>, guidato da Gerry Cardinale, ha rilevato la proprietà del club nell&#8217;estate del 2022, poco dopo la conquista del 19° Scudetto della storia rossonera, riconfermando l&#8217;organigramma che aveva conquistato il titolo. Un anno dopo, venivano allontanati <strong>Paolo Maldini</strong> e <strong>Frederic Massara</strong>, rispettivamente direttore tecnico e direttore sportivo, da molti ritenuti gli artefici principali dello scudetto. L&#8217;ex attaccante Zlatan Ibrahimović assumeva invece un ruolo di consulenza.</p>



<p>Al termine di una stagione senza trofei, però, l&#8217;allenatore Stefano Pioli veniva sollevato dal suo incarico e sostituito col portoghese <strong>Paulo Fonseca</strong>, un profilo che era sembrato fin da subito un ripiego, vista le difficoltà ad accordarsi con nomi più graditi ai tifosi, quali Antonio Conte e Roberto De Zerbi. Nonostante oltre <strong>70 milioni di euro spesi in nuovi giocatori</strong>, il Milan visse una stagione travagliata: Fonseca venne esonerato dopo 18 partite e sostituito con il connazionale <strong>Sergio Conceição</strong>, che però si rivelò incapace di fare cambiare rotta alla squadra.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">I tifosi dell’<a href="https://x.com/hashtag/ACMilan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ACMilan</a> hanno esposto uno striscione contro Gerry <a href="https://x.com/hashtag/Cardinale?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Cardinale</a> anche fuori da Casa <a href="https://x.com/hashtag/Milan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Milan</a>. La security è intervenuta prontamente per togliere immediatamente lo striscione e provare a “cancellare” la contestazione (comunque pacifica va sottolineato) verso il Patron <a href="https://t.co/eOrUqLRwxY">pic.twitter.com/eOrUqLRwxY</a></p>&mdash; Nicolò Schira (@NicoSchira) <a href="https://x.com/NicoSchira/status/2058884666027811217?ref_src=twsrc%5Etfw">May 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un club che naviga a vista</h2>



<p>Le rivoluzioni continue denotano una cronica incapacità progettuale da parte della società rossonera, e non fanno che accrescere le voci che vorrebbero che Cardinale cedesse il controllo del club a un nuovo proprietario. Uno degli esempi più discussi dei problemi del Milan è quello che riguarda <strong>il mai chiarito ruolo di Ibrahimović</strong>: ufficialmente è solo un consulente e un intermediario tra RedBird e la dirigenza milanista, ma secondo vari insider avrebbe molta più influenza sulle decisioni di quanto non si direbbe.</p>



<p>Davanti a un management completamente azzerato, l&#8217;ex centravanti svedese <strong>è l&#8217;unica figura rimasta al suo posto</strong>, e anzi potrebbe ottenere ancora più libertà d&#8217;azione, in attesa che vengano definiti i nuovi ruoli dirigenziali. L&#8217;importanza di Ibrahimović nel Milan, però, più che tecnica è mediatica. In un club glorioso ma da tempo in declino, soprattutto in Europa, e senza più una chiara identità sportiva, lo svedese rappresenta da solo <strong>un brand di fama globale con più di 63 milioni di follower</strong> su Instagram. È inoltre estremamente popolare negli Stati Uniti, Paese in cui ha sede RedBird, grazie alla sua esperienza da giocatore nei Los Angeles Galaxy.</p>



<p>Il problema del Milan sembra essere essenzialmente questo: la proprietà ha idee chiare sul fronte dei media, ma non su quello sportivo. Si prediligono giocatori che costano poco, e spesso non si riesce a raggiungere il primo obiettivo di mercato, così bisogna ripiegare su uno secondario. Non si riesce a valorizzare i talenti presenti in squadra, e anzi spesso si corre il rischio di svalutarli. È successo con Theo Hernández e Leão, e potrebbe accadere pure con <strong>Ardon Jashari</strong>, talento svizzero-albanese pagato 36 milioni di euro la scorsa estate ma poi relegato al ruolo di riserva. </p>



<p>Attirare <strong>l&#8217;interesse del pubblico statunitense</strong>, sfruttando l&#8217;onda del Mondiale di questa estate, sembra essere la priorità di RedBird. Lo dimostra non solo il caso Ibrahimović, ma anche quello di <strong>Christian Pulisic</strong>, stella della Nazionale americana, in rossonero dall&#8217;estate del 2023. Il suo apporto in queste stagioni è stato sicuramente positivo, ma nel 2026 non ha segnato neppure un gol, pur riuscendo a mantenere un ruolo da titolare nella squadra. Diventa allora necessario chiedersi cosa ne sarà del Milan, dopo che la Coppa del Mondo sarà terminata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economy/il-milan-riparte-da-zero-la-crisi-ciclica-di-un-modello-di-business-scollegato-dal-successo-sportivo.html">Il Milan riparte da zero: la crisi ciclica di un modello di business scollegato dal successo sportivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Munizioni all’Ucraina, si dimezza la coalizione: da 18 a 9 Paesi, il flop piano europeo per Kiev</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/munizioni-allucraina-si-dimezza-la-coalizione-da-18-a-9-paesi-il-flop-piano-europeo-per-kiev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 13:58:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=518511</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527140405282_61003b80511ba6138c1e1c4d45532753.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina munizioni guerra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527140405282_61003b80511ba6138c1e1c4d45532753.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527140405282_61003b80511ba6138c1e1c4d45532753-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527140405282_61003b80511ba6138c1e1c4d45532753-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527140405282_61003b80511ba6138c1e1c4d45532753-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527140405282_61003b80511ba6138c1e1c4d45532753-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527140405282_61003b80511ba6138c1e1c4d45532753-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'iniziativa della coalizione a guida ceca per fornire milioni di proiettili d'artiglieria all'Ucraina si è dimezzata, passando da 18 a 9 paesi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/munizioni-allucraina-si-dimezza-la-coalizione-da-18-a-9-paesi-il-flop-piano-europeo-per-kiev.html">Munizioni all’Ucraina, si dimezza la coalizione: da 18 a 9 Paesi, il flop piano europeo per Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527140405282_61003b80511ba6138c1e1c4d45532753.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina munizioni guerra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527140405282_61003b80511ba6138c1e1c4d45532753.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527140405282_61003b80511ba6138c1e1c4d45532753-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527140405282_61003b80511ba6138c1e1c4d45532753-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527140405282_61003b80511ba6138c1e1c4d45532753-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527140405282_61003b80511ba6138c1e1c4d45532753-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260527140405282_61003b80511ba6138c1e1c4d45532753-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;entusiasmo degli albori si è spento. La coalizione a guida ceca nata con grande slancio nel 2024 per fornire milioni di proiettili d&#8217;artiglieria all&#8217;Ucraina si è letteralmente dimezzata: da 18 paesi partecipanti a soli 9. A suonare la campana del flop è il presidente ceco <strong>Petr Pavel</strong>, ex comandante Nato, che <a href="https://www.ft.com/content/f5dd7bd9-6da8-438b-bf80-1f942b91333d" type="link" id="https://www.ft.com/content/f5dd7bd9-6da8-438b-bf80-1f942b91333d">in un&#8217;intervista al <em>Financial Times</em> ha confermato il trend negativo</a>.</p>



<p>Praga aveva orchestrato la fornitura di oltre 4 milioni di munizioni di grosso calibro a Kiev, un contributo fondamentale per tamponare le esauste scorte ucraine e sostenere la difesa contro l&#8217;invasione russa. L&#8217;iniziativa, secondo Pavel, ha coperto fino al 50% di tutti i proiettili di grosso calibro destinati agli ucraini. «In questo senso – ha dichiarato – non può essere sostituita facilmente da nient&#8217;altro».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Munizioni, il flop europeo</h2>



<p>La svolta politica a Praga ha fatto la differenza. Da quando <strong>Andrej Babiš</strong> è <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/destre-unite-in-repubblica-ceca-babis-salda-la-coalizione-populista.html" type="link" id="https://it.insideover.com/nazionalismi/destre-unite-in-repubblica-ceca-babis-salda-la-coalizione-populista.html">tornato alla guida del governo a dicembre</a>, con la promessa di non far pagare ai cittadini cechi le armi per l&#8217;Ucraina, la coalizione ha iniziato a perdere pezzi. E non solo: Babiš ha minacciato di fermare del tutto l&#8217;iniziativa, contestandone la presunta mancanza di trasparenza sull&#8217;utilizzo dei fondi.</p>



<p>«Non abbiamo soldi – ha dichiarato seccamente Babiš al FT – quindi riceviamo fondi da altri paesi e poi consegniamo le munizioni». L&#8217;ufficio di Pavel non ha voluto identificare i nove paesi che hanno abbandonato la nave, ma fonti militari occidentali riferiscono che <strong>Germania e alcuni paesi nordici restano a bordo</strong>. Il problema, spiega un funzionario, è che «alcuni paesi ora trovano strano pagare per qualcosa che non è nemmeno adeguatamente sostenuto dai politici al potere del paese capofila».</p>



<p>Scaricare tutte le colpe su Praga, infatti, sarebbe troppo facile. Come afferma <strong>Michal Strnad, </strong>proprietario e amministratore delegato di Csg, «alcuni dei paesi donatori hanno sostanzialmente affermato di non essere più interessati a finanziare l&#8217;iniziativa, quindi acquistano direttamente da noi o da altri fornitori». L&#8217;iniziativa, ha chiarito, «non è morta, è ancora attiva, ma procede a rilento».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Follow the Money</h2>



<p>Chi doveva speculare, nel frattempo, lo ha fatto. Alla fine di gennaio, il Ceo Michal Strnad ha assistito dalla prima fila al debutto in Borsa della sua azienda. <a href="https://www.ft.com/content/9796dc0a-6d51-4ce4-b67a-0c63ca3adf8e?accessToken=zwAAAZ5ownjjkdOXltwKbVFM5NO2egxjyjrfjg.MEQCH2f8qT8hKennBlkYjVdx5PJqPAeUn8odwF7N4Z3VLMoCIQD8Sasf46zt5q_c3IZkeNHMFB81x1B6dnDbDBFQe5bEsg&amp;sharetype=gift&amp;token=6fcc13d5-f013-44c1-aa42-22626dc2bfdf&amp;syn-25a6b1a6=1" type="link" id="https://www.ft.com/content/9796dc0a-6d51-4ce4-b67a-0c63ca3adf8e?accessToken=zwAAAZ5ownjjkdOXltwKbVFM5NO2egxjyjrfjg.MEQCH2f8qT8hKennBlkYjVdx5PJqPAeUn8odwF7N4Z3VLMoCIQD8Sasf46zt5q_c3IZkeNHMFB81x1B6dnDbDBFQe5bEsg&amp;sharetype=gift&amp;token=6fcc13d5-f013-44c1-aa42-22626dc2bfdf&amp;syn-25a6b1a6=1">Il successo è stato ben oltre le aspettative</a>: <strong>le azioni sono salite del 28% nella prima giornata di contrattazioni alla Borsa di Amsterdam</strong>, toccando un picco di 32,85 euro, ben al di sopra del prezzo d&#8217;offerta di 25 euro. Al termine del primo giorno, la valutazione ha sfiorato i 33 miliardi di euro, con la società che ha collocato il 15,2% delle sue azioni.</p>



<p>L&#8217;operazione ha attirato l&#8217;attenzione dei grandi fondi internazionali: <strong>Artisan Partners, BlackRock</strong> e la società <strong>Al-Rayyan Holding</strong>, una controllata del fondo sovrano del <strong>Qatar</strong> (QIA), hanno sottoscritto come investitori &#8220;cornerstone&#8221; un totale di 900 milioni di euro. </p>



<p>l conflitto in Ucraina ha rappresentato un punto di svolta epocale per CSG. L&#8217;azienda è diventata un fornitore cruciale per l&#8217;esercito di Kiev e per gli alleati Nato, consegnando oltre <strong>2 milioni di proiettili di grosso calibro</strong><a href="https://www.money.it/fa-miliardi-con-la-guerra-ma-il-titolo-crolla-cosa-sta-succedendo-al-gigante-europeo-delle-armi" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Grazie a questo, i suoi ricavi sono esplosi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">E la Germania vuole stanziare nuove risorse per Kiev</h2>



<p>Nel frattempo, l’Unione Europea ha appena erogato all’Ucraina nuovi prestiti per la cifra record di 90 miliardi di euro. Una cifra record, sebbene il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul abbia già un’iniezione aggiuntiva della stessa portata. <a href="https://www.berliner-zeitung.de/article/ukraine-kredite-ohne-ende-wadephul-fordert-mehr-milliarden-10038137" type="link" id="https://www.berliner-zeitung.de/article/ukraine-kredite-ohne-ende-wadephul-fordert-mehr-milliarden-10038137">A riferirlo è la <em>Berliner Zeitung</em></a>, che definisce la situazione «un’escalation finanziaria della guerra».</p>



<p>Inizialmente, i fondi UE avrebbero dovuto coprire i bisogni di Kiev fino al 2027. Eppure, nei corridoi della diplomazia europea si parlava già di una “finanziamento lacuna” <strong>fino a 45 miliardi</strong>. «È chiaro: servono ulteriori risorse», ha dichiarato Wadephul giovedì al vertice NATO di Helsingborg, in Svezia. La sua proposta è radicale: i partner NATO europei e il Canada dovrebbero mobilitare altri <strong>90 miliardi, portando il totale a 180 miliardi</strong>.</p>



<p>Secondo l’esponente Cdu, questi nuovi aiuti potrebbero essere compensati con i prestiti UE, ma il giornalista Eric Bonse, esperto di questioni europee, ricorda alla <em>Berliner Zeitung</em> che «nel diritto comunitario non esiste alcuna base per questo meccanismo». L’allarme arriva mentre <strong>l’Ucraina affronta una crisi di liquidità acuta</strong>. Secondo rapporti citati dal giornale tedesco, le casse statali sarebbero state in grado di <strong>coprire le spese solo fino a giugno</strong>. I nuovi prestiti dovevano garantire due terzi del bilancio e della difesa per il 2024 e il 2025, ma ora si teme che non basteranno.</p>



<p>A complicare il quadro, uno scandalo di corruzione sempre più ampio e grave. Il quotidiano di Berlino ricorda come <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-la-caduta-di-yermak-il-cerchio-magico-di-zelensky-traballa.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/ucraina-la-caduta-di-yermak-il-cerchio-magico-di-zelensky-traballa.html">il capo dell’ufficio presidenziale <strong>Andrij Jermak</strong></a> sia stato costretto alle dimissioni dopo perquisizioni, mentre il magnate <strong>Timur Mindich</strong>, ex socio di Zelenskyj, sia fuggito all’estero. Al centro delle indagini ci sono <strong>appalti gonfiati per oltre 100 milioni di dollari</strong> e un’azienda di droni, Fire Point LLC, che avrebbe incassato un miliardo di dollari con contratti sospetti. </p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>



<p><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/munizioni-allucraina-si-dimezza-la-coalizione-da-18-a-9-paesi-il-flop-piano-europeo-per-kiev.html">Munizioni all’Ucraina, si dimezza la coalizione: da 18 a 9 Paesi, il flop piano europeo per Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cittadino israeliano gestiva biolab illegale a Las Vegas, archiviate le accuse federali. Polemiche negli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/giudiziaria/cittadino-israeliano-gestiva-biolab-illegale-a-las-vegas-archiviate-le-accuse-federali-polemiche-negli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 09:16:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=518503</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-navlakha-33443698.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Las Vegas biolab" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-navlakha-33443698.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-navlakha-33443698-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-navlakha-33443698-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-navlakha-33443698-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-navlakha-33443698-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-navlakha-33443698-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cittadino israeliano gestiva un biolab illegale a Las Vegas: accusate archiviate ma scoppia la polemica negli Usa</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/cittadino-israeliano-gestiva-biolab-illegale-a-las-vegas-archiviate-le-accuse-federali-polemiche-negli-usa.html">Cittadino israeliano gestiva biolab illegale a Las Vegas, archiviate le accuse federali. Polemiche negli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-navlakha-33443698.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Las Vegas biolab" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-navlakha-33443698.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-navlakha-33443698-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-navlakha-33443698-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-navlakha-33443698-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-navlakha-33443698-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/pexels-navlakha-33443698-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una notizia di cronaca sconcertante, che sta facendo molto discutere il mondo dei media indipendenti (e non). Si tratta della svolta clamorosa nel caso del <strong>laboratorio biologico illegale</strong> scoperto in una casa vacanze di <strong>Las Vegas</strong> lo scorso gennaio. Ori Solomon, il property manager arrestato per la gestione dell’immobile che ospitava quello che gli inquirenti hanno definito un «biolab non autorizzato», non dovrà più rispondere delle accuse a livello federale.</p>



<p><a href="https://www.ktnv.com/news/crime/federal-charges-for-property-manager-connected-to-las-vegas-illegal-biolab-dropped" type="link" id="https://www.ktnv.com/news/crime/federal-charges-for-property-manager-connected-to-las-vegas-illegal-biolab-dropped">Secondo quanto appreso da KTNV</a>, i capi d’imputazione federali nei confronti di Solomon <strong>sono stati archiviati <em>senza pregiudizio</em></strong>, cioè con possibilità di essere riproposti in futuro. Tuttavia, il manager deve ancora affrontare un’accusa penale nella contea di Clark per smaltimento illegale di rifiuti pericolosi. Un netto ridimensionamento dell&#8217;impianto accusatorio iniziale. L’inchiesta era esplosa dopo che le autorità locali e federali avevano <strong>fatto irruzione in un’abitazione in affitto a breve termine vicino all’incrocio tra Washington Avenue e Hollywood Boulevard</strong>. All’interno, gli agenti avevano recuperato <strong>materiali biologici sospetti e attrezzature da laboratorio</strong>: kit di test, vaccini, campioni di influenza. Le immagini riprese da un drone mostrarono una vasta operazione di perquisizione, con decine di operatori in tute protettive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il misterioso biolab trovato a Las Vegas</h2>



<p>L’elemento che aveva aggravato la posizione di Solomon era stato il ritrovamento, il 31 gennaio 2026, di num<strong>erose armi da fuoco nella sua residenza</strong>. Solomon, riportano i media americani, è cittadino israeliano e come tale non ha il diritto di possedere armi. I pubblici ministeri avevano sostenuto che le armi sequestrate – di cui non è stato reso noto il numero esatto – violassero palesemente le condizioni del suo status migratorio.</p>



<p>A gettare ulteriore ombra sull’intera vicenda è la figura del proprietario dell’immobile dove è stato scoperto il laboratorio: <strong>Jia Bei Zhu</strong>, <a href="https://www.ktnv.com/news/crime/man-with-ties-to-las-vegas-biolab-found-guilty-for-operating-separate-california-lab" type="link" id="https://www.ktnv.com/news/crime/man-with-ties-to-las-vegas-biolab-found-guilty-for-operating-separate-california-lab">recentemente giudicato colpevole</a> per aver venduto fraudolentemente oltre un <strong>milione di test COVID per quasi 4 milioni di dollari</strong> attraverso la sua azienda Universal Meditech Inc., con sede a Fresno, in California. Mentre gli investigatori continuano a esaminare i possibili collegamenti tra Zhu e le presunte attività illecite nel biolab, Solomon resta libero ma con un’accusa penale pendente a livello locale. La prossima udienza è fissata per il 4 giugno dinanzi al tribunale di Las Vegas Justice Court.</p>



<p>Il caso ha acceso un vivace dibattito negli Stati Uniti. «Quindi le autorità federali stanno archiviando le accuse contro il cittadino israeliano sorpreso a Las Vegas con un biolab illegale, dopo essere stato sorpreso a LA con un biolab illegale» ha commentato su X il giornalista di DropSite News, <strong>Ryan Grim. </strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">So the feds are dropping charges against the Israeli citizen caught in Las Vegas with an illegal biolab, after he was caught in LA with an illegal biolab <a href="https://t.co/4KAU8mbNNB">https://t.co/4KAU8mbNNB</a></p>&mdash; Ryan Grim (@ryangrim) <a href="https://twitter.com/ryangrim/status/2059363442062926290?ref_src=twsrc%5Etfw">May 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><br>«Simile a quando il funzionario israeliano del cyber Tom Alexandrovich – dopo un incontro con la NSA e altri agenti statunitensi – fu arrestato a Las Vegas per aver cercato di organizzare incontri con ragazze minorenni. Fu poi bizzarramente rilasciato senza restrizioni, tornò a passo di danza in Israele, e non fece mai ritorno» ha commentato il giornalista <strong>Glenn Greenwald</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Similar to when Israeli cyber official Tom Alexandrovich &#8212; after meeting with NSA and other US agents &#8212; was arrested in Las Vegas for trying to arrange hook-ups with underage girls.<br><br>He was then bizarrely released with no restrictions, waltzed back to Israel, never returned. <a href="https://t.co/KQe20GU5YF">https://t.co/KQe20GU5YF</a></p>&mdash; Glenn Greenwald (@ggreenwald) <a href="https://twitter.com/ggreenwald/status/2059367203057619307?ref_src=twsrc%5Etfw">May 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Correction here: The Vegas biolab had &quot;human samples,&quot; flu vaccines, and testing kits <br><br>It was a nearby Reedly CA lab that had HIV and Dengue fever samples present. Investigators believe the two labs are connected</p>&mdash; Saagar Enjeti (@esaagar) <a href="https://twitter.com/esaagar/status/2059384497410297856?ref_src=twsrc%5Etfw">May 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;indagine sui biolab annunciata da Tulsi Gabbard</h2>



<p>La notizia emerge dopo che, nelle scorse settimane, <a href="https://it.insideover.com/politica/intelligence-usa-si-dimette-anche-tulsi-gabbard-ora-i-guerrafondai-non-hanno-piu-ostacoli.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/intelligence-usa-si-dimette-anche-tulsi-gabbard-ora-i-guerrafondai-non-hanno-piu-ostacoli.html">la (dimissionaria) direttrice dell’Intelligence nazionale statunitense</a>, <strong>Tulsi Gabbard</strong>, ha annunciato una «revisione senza precedenti» su oltre<strong> 120 biolab finanziati dai contribuenti americani</strong> in più di trenta paesi, di cui almeno <strong>40 situati in Ucraina</strong>. </p>



<p>L’indagine, <a href="https://nypost.com/2026/05/11/us-news/dni-tulsi-gabbard-probes-us-funding-to-more-than-120-biolabs-abroad/" type="link" id="https://nypost.com/2026/05/11/us-news/dni-tulsi-gabbard-probes-us-funding-to-more-than-120-biolabs-abroad/">riportata dal <em>New York Post</em> e confermata da più fonti americane</a>, mira a fare chiarezza su ubicazione esatta, agenti patogeni custoditi e tipologia di ricerche condotte nei centri sostenuti dagli Usa. Il provvedimento segue un ordine esecutivo del presidente Donald Trump volto a limitare all’estero le cosiddette ricerche <em>gain-of-function</em> – quelle che aumentano la trasmissibilità o virulenza di un microbo.</p>



<p>«La pandemia Covid-19 ha esposto i rischi globali legati alla ricerca su agenti patogeni», ha dichiarato Gabbard, accusando i precedenti amministratori americani di «mancanza di trasparenza» sul sostegno a laboratori stranieri. «Vogliamo identificare ricerche pericolose che, se supervisionate male, potrebbero minacciare la salute pubblica». </p>



<p>La maggior parte dei centri in Ucraina è legata al <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://media.defense.gov/2022/Mar/11/2002954612/-1/-1/0/FACT-SHEET-THE-DEPARTMENT-OF-DEFENSE'S-COOPERATIVE-THREAT-REDUCTION-PROGRAM-BIOLOGICAL-THREAT-REDUCTION-PROGRAM-ACTIVITIES-IN-UKRAINE.PDF" type="link" id="chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://media.defense.gov/2022/Mar/11/2002954612/-1/-1/0/FACT-SHEET-THE-DEPARTMENT-OF-DEFENSE'S-COOPERATIVE-THREAT-REDUCTION-PROGRAM-BIOLOGICAL-THREAT-REDUCTION-PROGRAM-ACTIVITIES-IN-UKRAINE.PDF"><em>Cooperative Threat Reduction Program</em> del Pentagono</a>, nato dopo il crollo dell’Urss per mettere in sicurezza materiali biologici e chimici sensibili e potenziare la sorveglianza epidemiologica. Sia Washington che Kiev hanno ammesso l’esistenza di questi laboratori, ma ribadito la loro natura civile: ricerca sanitaria, monitoraggio malattie, cooperazione per la biosicurezza. Una narrazione che Mosca ha ripetutamente messo in discussione, accusando Kiev e Washington di <strong>svolgere attività militari negli stessi laboratori</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo della sicurezza</h2>



<p>Tema centrale di questa vicenda <strong>rimane quello relativo alla sicurezza di queste strutture</strong> perlopiù sconosciute al grande pubblico. Non solo nei biolab illegali come quello rinvenuto a Las Vegas ma anche in quelli autorizzati. <a href="https://theintercept.com/2022/11/01/biosafety-lab-accident-chikungunya-virus/" type="link" id="https://theintercept.com/2022/11/01/biosafety-lab-accident-chikungunya-virus/">Un’inchiesta condotta da <em>The Intercept</em> nel 2022</a>, basata su oltre 5.500 pagine di documenti del National Institutes of Health ottenuti attraverso il <em>Freedom of Information Act</em>, ha portato alla luce una realtà inquietante: negli ultimi 20 anni, <strong>centinaia di incidenti di laboratorio</strong> – alcuni dei quali con virus letali – sono avvenuti proprio nei centri di ricerca più avanzati degli Stati Uniti, spesso senza adeguata trasparenza. </p>



<p>«Molte persone credono che gli incidenti di laboratorio siano rarissimi e che, se accadono, si verifichino solo nei laboratori esteri gestiti in modo meno efficiente», ha dichiarato a <em>The Intercept</em> Richard Ebright, biologo molecolare della Rutgers University e da lungo tempo sostenitore di standard di biosicurezza più rigorosi. «Questo semplicemente non è vero». Immaginate quello che può accadere in un biolab illegale&#8230;</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><br></p>



<p><br></p>



<p><strong><br><br></strong></p>



<p><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/cittadino-israeliano-gestiva-biolab-illegale-a-las-vegas-archiviate-le-accuse-federali-polemiche-negli-usa.html">Cittadino israeliano gestiva biolab illegale a Las Vegas, archiviate le accuse federali. Polemiche negli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;analisi di Gideon Rose (Foreign Affairs): Iran e Ucraina come Vietnam e Corea, la guerra è roba vecchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lanalisi-di-gideon-rose-foreign-affairs-iran-e-ucraina-come-vietnam-e-corea-la-guerra-e-roba-vecchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 07:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=518437</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1388" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="guerra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-1024x740.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-768x555.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-1536x1110.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-600x434.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La tesi provocatoria di Gideon Rose (Foreign Affairs): le nostre guerre non sono eventi inediti ma repliche di un copione già scritto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lanalisi-di-gideon-rose-foreign-affairs-iran-e-ucraina-come-vietnam-e-corea-la-guerra-e-roba-vecchia.html">L&#8217;analisi di Gideon Rose (Foreign Affairs): Iran e Ucraina come Vietnam e Corea, la guerra è roba vecchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1388" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="guerra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-1024x740.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-768x555.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-1536x1110.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-600x434.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Gideon Rose</strong>, già direttore di <em>Foreign Affairs</em>, non si limita ad analizzare la geopolitica: ne legge le cicatrici. La sua tesi è tanto lucida quanto provocatoria: le guerre che incendiano il 2026 non sono eventi inediti, ma repliche di un copione già scritto. <strong>Per Rose, i leader mondiali sono convinti di guidare la storia, ma in realtà sono prigionieri di strutture belliche</strong> che ne vincolano le scelte. Ignorare questi schemi significa condannarsi a ripetere gli errori dei propri predecessori. Il parallelo più inquietante riguarda l’Iran, che Rose descrive come il &#8220;Vietnam del XXI secolo&#8221;. La traiettoria di <strong>Donald Trump </strong>oggi ricorda quella di <strong>Lyndon Johnson </strong>nel 1963: un presidente trascinato in un conflitto nel tentativo di neutralizzare una minaccia crescente. Dopo i raid del 2025 volti a smantellare il programma nucleare di Teheran, l’attacco congiunto USA-Israele del febbraio 2026 ha inferto colpi durissimi, portando all’uccisione della Guida Suprema Khamenei. Eppure, il regime non è crollato.</p>



<p>Passato nelle mani del figlio Mojtaba, il potere iraniano ha risposto con l&#8217;arma del ricatto energetico, chiudendo lo Stretto di Hormuz e mettendo in ginocchio l’economia globale. <strong>Trump si ritrova così nella medesima trappola che inghiottì Nixon:</strong> erede di un’escalation senza una strategia d&#8217;uscita onorevole. Nonostante la mediazione del Pakistan, il dialogo è un binario morto; i costi umani e politici salgono, mentre il margine di manovra diplomatica si assottiglia ogni giorno di più.</p>



<p>Se l’Iran evoca le giungle del Sud-Est asiatico, <strong>l’Ucraina riflette lo stallo dei ghiacci coreani. Dal 2022 a oggi, il conflitto ha seguito lo schema della Guerra di Corea</strong>: grandi avanzate, ritirate repentine e infine un logorante stallo lungo linee che non si muovono più. Trump ha tentato la prova di forza, minacciando Kiev di tagliare i rifornimenti e offrendo a Mosca il controllo dei territori occupati, ma la realtà del fronte si è dimostrata più ostinata della volontà politica. Secondo Rose, non ci sarà un vincitore assoluto, ma un armistizio che cristallizzerà il confine attuale, t<strong>rasformando l’Ucraina in una nuova Corea divisa da una pace armata e amara.</strong></p>



<p>Il monito di Rose è un richiamo all&#8217;umiltà per chi siede nelle &#8220;war room&#8221;: la storia non è fatta di eventi isolati, ma di strutture profonde. Capire che il Vietnam e la Corea sono ancora tra noi è l&#8217;unico modo per non farsi travolgere dal loro ritorno.</p>



<p>Rose evidenzia inoltre tre elementi trasversali a tutti e quattro i conflitti: la deterrenza nucleare come strumento di pressione senza mai un reale impiego; le tensioni interne alle coalizioni, dove le grandi potenze finiscono per imporre accordi ai partner minori recalcitranti; e la pericolosa illusione dei leader di poter ottenere facilmente obiettivi politici attraverso la forza militare, sottovalutando la resilienza e la determinazione dell&#8217;avversario.</p>



<p>L’analisi di Gideon Rose non è solo una lezione di storia; è un monito sulla fragilità del potere. Quando guardiamo all’Iran e all’Ucraina, non stiamo solo osservando dei conflitti regionali, ma stiamo assistendo al test di sforzo della leadership globale. Le implicazioni che Rose trae da queste crisi scuotono le fondamenta della geopolitica moderna, toccando nervi scoperti come la credibilità americana e la paura atomica.</p>



<p>Il primo grande tema è il fantasma del declino. Come accadde dopo la caduta di Saigon, <strong>oggi si torna a parlare degli Stati Uniti come di un &#8220;impero al tramonto&#8221;.</strong> Rose cita le cronache del <em>New York Times</em>, dove la percezione cinese di un’America a guida Trump appare quella di una potenza in ritirata. Eppure, l’autore ci invita a non correre troppo nel celebrare i funerali dell’egemonia statunitense. La storia è ciclica: <strong>anche dopo il Vietnam l’America sembrò finita, salvo poi rigenerarsi grazie al dinamismo del suo capitalismo e alla resilienza della sua democrazia. </strong>Il messaggio è chiaro: non sottovalutate mai la capacità di un sistema aperto di imparare dai propri errori.</p>



<p>Tuttavia, c’è un’ombra più cupa che si allunga sul futuro: la corsa all’atomo. Rose mette a nudo un paradosso brutale che ogni piccolo Stato sta osservando con terrore. La lezione di questi anni è un tragico sillogismo: l’Ucraina, che rinunciò al nucleare nel 1994, è stata invasa; la Corea del Nord, che lo possiede, è intoccabile; l’Iran, che non lo ha ancora completato, giace sotto le macerie. Questo triangolo di esempi sta riscrivendo le regole della sicurezza mondiale: per molti leader, la bomba non è più un tabù, ma l’unica polizza sulla vita. Un’accelerazione proliferativa che rischia di rendere il mondo un posto infinitamente più instabile nei prossimi decenni.</p>



<p>Sul piano della strategia pura, Rose smonta il mito della &#8220;teoria del folle&#8221; (<em>madman theory</em>). <strong>L’approccio di Trump verso Teheran &#8211; fatto di minacce imprevedibili e colpi di scena &#8211; ricalca quello di Nixon e Kissinger. </strong>Ma Rose avverte: l’imprevedibilità può funzionare come tattica d’apertura, ma fallisce contro nemici determinati. L’Iran, proprio come il Vietnam del Nord, ha capito il punto debole di Washington: la pazienza. Mentre i leader americani sono incatenati ai cicli elettorali e devono rispondere a un’opinione pubblica stanca, i regimi autoritari possono permettersi di aspettare, resistendo finché l&#8217;avversario non decide che il prezzo politico del conflitto è diventato troppo alto.</p>



<p><strong>Per l’Ucraina, la prospettiva è quella di una &#8220;pace fredda&#8221;. </strong>Con milioni di vittime tra morti e feriti &#8211; una tragedia umana che richiama i numeri spaventosi della Corea &#8211; la stanchezza bellica potrebbe imporre un armistizio. Rose suggerisce che un confine congelato, simile al 38° parallelo, potrebbe rivelarsi più solido di quanto pensiamo. Non sarebbe una vittoria gloriosa, ma una stabilità pragmatica nata dall’esaurimento.</p>



<p>Infine, Rose ci svela la faccia più cinica delle alleanze: il momento in cui le grandi potenze impongono la propria volontà ai partner più piccoli. È accaduto a Seul nel 1953 e a Saigon nel 1973. <strong>Lo stesso schema sembra profilarsi all’orizzonte per Kiev e Israele. </strong>Quando gli interessi strategici globali di Washington (o Mosca) divergeranno dalla lotta per la sopravvivenza dei loro alleati, saranno i piccoli a dover ingoiare il rospo di una pace sgradita. Perché alla fine, nella scacchiera della storia, il sacrificio dei pedoni è spesso il prezzo che i re pagano per chiudere la partita.</p>



<p><strong>In questo contesto l’Italia affronta una duplice sfida strategica. </strong>La crisi di Hormuz minaccia il Mediterraneo, arteria vitale per i nostri commerci ed energia: <strong>anche un accordo precario lascerebbe l&#8217;economia italiana esposta a tensioni costanti.</strong> Sul fronte ucraino, l’armistizio &#8220;alla coreana&#8221; congelerebbe una ferita aperta alle porte dell&#8217;Europa. Con il progressivo disimpegno americano dalla NATO, l&#8217;onere della sicurezza &#8211; tra pattugliamenti, deterrenza e ricostruzione &#8211; ricadrà direttamente sull’UE e anche sull’Italia. Senza l’ombrello di Washington, la stabilità del continente diventa una responsabilità diretta e costosa, costringendo il nostro Paese a un inedito protagonismo politico e militare per proteggere i propri interessi nazionali.</p>



<p>L’analisi di Gideon Rose è un antidoto prezioso alla presunzione del presente. Ogni generazione è convinta di vivere tempi senza precedenti, eppure la storia documenta con imbarazzante&nbsp;chiarezza che strutture belliche simili producono quasi sempre gli stessi esiti. Non siamo &#8220;speciali&#8221;: siamo solo i nuovi attori di un copione già scritto.</p>



<p>Le proiezioni di Rose&nbsp;&#8211;&nbsp;un’Ucraina cristallizzata in un armistizio amaro e un Iran che resta una mina nucleare vagante&nbsp;&#8211;&nbsp;non sono semplici ipotesi, ma probabilità radicate nella logica del potere. Per l’Italia e per l’Europa, accettare questa realtà significa abbandonare l’illusione che &#8220;questa volta sia diverso&#8221; e prepararsi a un mondo più crudo. Saremo chiamati a presidiare una &#8220;pace fredda&#8221; alle porte dell&#8217;Est e a navigare l&#8217;instabilità cronica del Mediterraneo&nbsp;allargato&nbsp;con una consapevolezza nuova, investendo in una difesa e in una diplomazia che non possono più permettersi il lusso della delega.</p>



<p>La sfida, in fondo, non è cambiare il corso della storia, ma smettere di ignorarne le regole. Quella di Rose è una chiamata alla maturità strategica: riconoscere i riflessi del passato è l’unico modo per non farsi travolgere dal futuro. I prossimi mesi saranno il nostro banco di prova: è tempo di guardare la realtà dritta negli occhi.</p>



<p><strong>Bibliografia: Gideon Rose, Iran as Vietnam, Ukraine as Korea. <em>Similar Wars End in Similar Ways, Foreign Affairs, May 20, 2026</em></strong></p>



<p><em>Roberto Domini è Ufficiale Ammiraglio della riserva. Ha insegnato a lungo strategia marittima e storia navale all’Istituto di Guerra Marittima di Livorno e all’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia. Presiede il Circolo Fratelli Bonaldi, Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima.</em><a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-anche-il-neocon-kagan-ammette-gli-usa-con-liran-hanno-gia-perso-ma-ancora-non-lo-sanno.html"></a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lanalisi-di-gideon-rose-foreign-affairs-iran-e-ucraina-come-vietnam-e-corea-la-guerra-e-roba-vecchia.html">L&#8217;analisi di Gideon Rose (Foreign Affairs): Iran e Ucraina come Vietnam e Corea, la guerra è roba vecchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 64/441 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-06-05 23:23:40 by W3 Total Cache
-->