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	<title>Stati Uniti Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 Oct 2026 13:15:32 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Stati Uniti Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Nasa vuole riportare in aria un Blackbird, l&#8217;aereo spia più veloce di tutti i tempi</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-nasa-vuole-riportare-in-aria-blackbird-laereo-spia-piu-veloce-di-tutti-i-tempi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 04:52:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aerei spia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1440" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg.webp 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-600x338.webp 600w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Esiste la possibilità che il Blackbird 844 sparito dagli schermi possa riapparire in una veste sostanzialmente diversa o “rielaborata”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-nasa-vuole-riportare-in-aria-blackbird-laereo-spia-piu-veloce-di-tutti-i-tempi.html">La Nasa vuole riportare in aria un Blackbird, l&#8217;aereo spia più veloce di tutti i tempi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1440" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg.webp 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-600x338.webp 600w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Un <strong>SR-71 Blackbird sparito</strong> dagli occhi dei satelliti e un’<strong>informazione “classificata”</strong> che il capo della NASA avrebbe anticipato rivolgendosi ai suoi uditori in modo enigmatico, postando l’immagine di quello che per molti potrebbe essere un nuovo aereo sperimentale che ricorda il design dell’uccello nero, l’aereo spia più veloce della storia. Da queste due informazioni, la domanda che sta togliendo il sonno a tutti gli appassionati di aeronautica: il Blackbird sta per riprendere il volo?</p>



<p>Forse vi sarà capitato di vedere <em>Mayday</em> nelle ultime settimane. Una favola sulla <strong>Guerra Fredda</strong> disponibile sulla piattaforma Apple TV, in cui un aereo spia americano viene abbattuto nelle profondità più remote del territorio sovietico e un&#8217;ex spia del KGB decide di concedere il suo bislacco e rocambolesco aiuto al pilota sopravvissuto in virtù del suo amore per Top Gun, il cult movie degli anni Ottanta. Ebbene, l’aereo protagonista di questo nuovo film sarebbe proprio un SR-71 Blackbird, l’<strong>Uccello nero della CIA </strong>prima e della NASA poi, che è stato sviluppato dalla <em>Skunk Works</em>, la segretissima divisione di ricerca e sviluppo della Lockheed, e ha visto per anni i piloti migliori indossare tute di volo gialle simili a quelle degli astronauti, per compiere missioni di fotoricognizione altamente classificate, sorvolando territori altamente ostili a una velocità mai vista prima.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Le tute dei piloti degli SR-71 Blackbird: astronauti spia <a href="https://t.co/T2emxGr3ud">pic.twitter.com/T2emxGr3ud</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://x.com/DBinTweet/status/2108168879365365896?ref_src=twsrc%5Etfw">October 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Chi non ha mai visto la sagoma dell’SR-71 Blackbird, scoprirà che la sua forma iconica, caratterizzata da un profilo allungato simile a quello di una spada con piccole ali a freccia, dove compaiono gondole motore affusolate, culminante in derive inclinate, è praticamente unica nel suo genere; non meno della sua <strong>capacità di superare la velocità di Mach 3</strong> per compiere <strong>missioni di ricognizione nei cieli di Unione Sovietica</strong>, <strong>Cina</strong>, <strong>Cuba</strong> e <strong>Corea del Nord</strong>, decollando dalle piste in condizioni decisamente particolari: in fase di rullaggio questo velivolo pionieristico perdeva carburante dalle giunture, dato che i suoi serbatoi in titanio erano specificamente progettati per “<em>autosigillarsi</em>” soltanto quando il forte calore d’attrito raggiunto in fase di volo ad alta velocità faceva “<em>dilatare</em>” l’intera struttura.</p>



<p>È proprio delle scorse settimane la notizia che uno di questi aerei – tra gli ultimi rimasti – è sparito dalla sua posizione, una piattaforma di cemento presso l’Armstrong Flight Research Center della NASA che si trova presso la <strong>base aerea Edwards</strong>. Sparito in quelle che le riviste di aeronautica avevano inizialmente definito come “<em>circostanze sospette</em>”. L’esemplare in questione, <strong>numero di coda 844</strong>, precedentemente segnato come 61-7980 e in servizio presso l’US Air Force, è di fatto l&#8217;ultimo dei 32 Blackbird prodotti, e l’<strong>ultimo a volare nel 1999</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I piani della Nasa</h2>



<p>Secondo <em>Aviation Week</em>, le immagini satellitari dimostrano che l’<strong>esemplare 844 </strong>non viene avvistato dal 17 maggio, e alcuni associano la sparizione all’ipotesi che la NASA intenda riportarlo in volo, o voglia quantomeno “<em>sfruttarlo come base di riferimento o addirittura come fonte di componenti per una nuova cellula</em>”. Verso la fine dello scorso decennio, la Lockheed Martin e la sua divisione di ricerca e sviluppo nota per il logo della puzzola con lo sguardo beffardo che incrocia le braccia al motto di “<strong>Be quick, be quiet, be on time</strong>”, ovvero “<em>Sii veloce, sii silenzioso, sii puntuale</em>”, avevano lanciato l’idea di un successore per il leggendario aereo spia, aprendo alla possibilità di un <strong>SR-72</strong>. Lasciando tutto alla nostra fantasia.</p>



<p>Una fantasia che ci riconduce alla scena iniziale di <strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=IJAIX8PUPAI">Top Gun: Maverick</a></strong>, in cui il veterano Pete Mitchell raggiungeva una velocità di <em>Mach 10</em>, pari a circa 12.350 km/h, a bordo di un <strong>velivolo sperimentale ipersonico denominato “Darkstar”</strong>. Considerato da alcuni un chiaro riferimento all’SR-72. Attualmente non è chiaro a che punto siano le ambizioni di Lockheed in merito, dato che dopo averne parlato a lungo, l’azienda ha taciuto, lasciando ipotizzare che il programma sarebbe rimasto sulla carta, o fosse proseguito in massima segretezza. Ed è qui che tornano d’interesse le parole dell’<strong>amministratore Jared Isaacman</strong> e della NASA, l’ultima ad operare sul Blackbird, che in passato ha lavorato anche ad altri velivoli sperimentali capaci di volare a regime supersonico e ipersonico e, ovviamente, navette spaziali.</p>



<p>Isaacman ha dichiarato che i piani della NASA, che sta “<em>ricostituendo una flotta di velivoli sperimentali della serie X</em>”, potrebbero comprendere lo sviluppo di un nuovo velivolo sperimentale capace di volare ad alta quota e ad alta velocità, utilizzando come sfondo la sagoma di un aereo che ha subito richiamato alla mente proprio il celebre SR-71 Blackbird. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">SR-71 Blackbird numero 844, l&#39;ultimo esemplare a volare nel 1999. <a href="https://t.co/CFqUNfyKJc">pic.twitter.com/CFqUNfyKJc</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://x.com/DBinTweet/status/2107170638821503275?ref_src=twsrc%5Etfw">October 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Aggiungendo in un secondo momento, dopo i <strong>primi rumors</strong>, la domanda: “<em>Siete sicuri che sia un Blackbird?</em>”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un velivolo senza equipaggio?</h2>



<p>Alle domande ricevute nel merito, la NASA ha risposto sempre in maniera evasiva, ripercorrendo la storia recente del velivolo. “<em>Rimettere in servizio un Blackbird per test ad alta velocità – un ambito tornato in primo piano nell’aeronautica militare dopo decenni di abbandono – si tratterebbe di un’impresa estremamente complessa. Gli SR-71 sono stati ritirati dal servizio da tempo (…) Sebbene il Pentagono possa tecnicamente recuperarne alcuni attualmente in regime di ‘prestito’, ripristinarne anche solo uno rappresenterebbe una sfida enorme, dato che l’intero ecosistema di supporto che un tempo li sosteneva è scomparso da decenni. Tuttavia, disporre di un jet capace di superare Mach 3 per i test costituirebbe una risorsa fondamentale in questa nuova era di esplorazione del volo ad alta velocità</em>”.</p>



<p>L’attenzione è poi stata rivolta alla possibilità di un nuovo velivolo che potrebbe trarre ispirazione dal Blackbird: “<em>D’altra parte, è certamente possibile costruire un nuovo velivolo sperimentale che superi l’SR-71 in termini di quota e velocità, pur basandosi sul suo ‘DNA’. Un simile velivolo potrebbe sfruttare materiali, avionica, sistemi di controllo del volo e motori di ben sette decenni più moderni rispetto al suo predecessore. È possibile che esistano già dimostratori tecnologici di questa categoria nell’ambito dei programmi classificati; la NASA potrebbe acquisirne uno una volta che il Pentagono ne avrà declassificato l’esistenza</em>”. <br><br>Aggiungendo infine: “Indipendentemente dalle modalità di acquisizione di un velivolo così particolare, un elemento distintivo fondamentale potrebbe essere la presenza di un pilota umano a bordo, sebbene non si possa escludere l’opzione di un velivolo senza equipaggio”. “<em>La NASA vanta una lunga tradizione nello spingersi oltre i confini dell’aviazione sperimentale e continuiamo a esplorare opportunità per valorizzare questa eredità</em>”. E sembra puntare a “v<em>olare più in alto, più lontano e più velocemente di quanto abbia fatto negli ultimi decenni</em>”. “<em>Riconosciamo l’interesse suscitato dall’SR-71 e dalla sua straordinaria storia presso la NASA, ma al momento non abbiamo ulteriori informazioni da condividere riguardo a questo velivolo”</em>. </p>



<p>A fronte di tutto questo, esiste una piccola possibilità che l’esemplare 844 sparito dagli schermi possa riapparire in una veste sostanzialmente diversa o “<em>rielaborata</em>”. Ma è presto per dirlo, e la NASA sembra voler giocare, nei limiti della classificazione delle informazioni <strong>top-secret</strong>, con l’interesse che ha raccolto per questa mossa.</p>



<p>Gli SR-71 Blackbird sono stati dismessi a causa della complessità della loro gestione e per via dell’onerosa manutenzione. Alla fine della Guerra Fredda, la temporanea diminuzione delle minacce globali e l’avvento dei satelliti avevano reso superflua una flotta di aerei spia supersonici e, solo <strong>dopo gli attentati dell’11 settembre</strong>, si ipotizzò di <strong>rimettere in servizio un Blackbird</strong> a supporto della “<strong>Guerra globale al terrorismo</strong>”; la spesa prevista, che si aggirava tra i 40 e i 45 milioni di dollari, raffreddò gli animi. Ora, i tempi e le minacce sono cambiati.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;America sta perdendo la guerra contro il morbillo? La crisi sanitaria che spacca gli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/lamerica-sta-perdendo-la-guerra-contro-il-morbillo-la-crisi-sanitaria-che-spacca-gli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 14:51:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[morbillo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-1398649946-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-1398649946-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-1398649946-612x612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-1398649946-612x612-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Il morbillo torna a circolare nei Paesi occidentali: gli Usa attendono la verifica OMS e rischiano di perdere lo status di "eliminazione".</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-1398649946-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-1398649946-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-1398649946-612x612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/istockphoto-1398649946-612x612-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p><em>Morbilli</em>, diminutivo di <em>morbus</em>, ossia «malattia». Questa affezione esantematica, diffusa prevalentemente tra i bambini in età scolare, ha falcidiato intere generazioni. Almeno fino a quando <strong>Maurice Ralph Hilleman</strong>, originario di Miles City, nel Montana, una cittadina isolata delle alte pianure, contribuì allo sviluppo di una versione migliorata del vaccino, autorizzata nel 1968. Hilleman contribuì inoltre allo sviluppo del <strong>vaccino trivalente MPR</strong> (morbillo, parotite e rosolia), autorizzato negli Stati Uniti nel 1971.</p>



<p>Il dottor Hilleman ha creato otto dei quattordici vaccini più comunemente utilizzati. Si stima che <strong>il suo solo vaccino contro il morbillo prevenga un milione di morti ogni anno in tutto il mondo</strong>. &#8220;Tra gli scienziati è una leggenda. Ma per il grande pubblico è il segreto meglio custodito del mondo&#8221;, ha affermato <strong>Anthony S. Fauci</strong>. &#8220;Credo, senza esagerare, che come individuo abbia avuto un impatto più positivo sulla salute del mondo di qualsiasi altro scienziato, di qualsiasi altro vaccinologo, nella storia&#8221;.</p>



<p>Eppure, perfino nell’evoluto mondo occidentale il morbillo sta tornando come <strong>emergenza epidemica</strong>. Soprattutto negli Stati Uniti. Secondo i dati dei <a href="https://www.cdc.gov/measles/data-research/index.html">Centers for Disease Control and Prevention </a>(CDC), aggiornati al 24 settembre 2026, dall’inizio dell’anno sono stati registrati 3.659 casi confermati, di cui 3.642 segnalati in 47 giurisdizioni e 17 riguardanti visitatori internazionali. Particolarmente significativa è l’incidenza dei <strong>focolai epidemici</strong>: nel 2026 ne sono stati segnalati 40, mentre il 95% dei contagi confermati, pari a 3.478 casi, risulta associato a un focolaio. Di questi, 2.094 sono riconducibili a focolai iniziati nell’anno in corso e 1.384 a quelli avviati nel 2025. I numeri del 2026 hanno già superato quelli dell’intero 2025, quando erano stati registrati 2.289 casi confermati, distribuiti in 45 giurisdizioni, oltre a 26 casi tra i visitatori internazionali. Lo scorso anno erano stati segnalati 48 focolai, ai quali era associato il 90% dei contagi. Nel 2024, invece, i focolai erano stati 16, con 285 casi complessivi, il 69% dei quali collegato a un focolaio.</p>



<p>A cosa si deve questa recrudescenza della malattia, che sembrava essere relegata in un cantuccio della storia? Il <strong>calo dei tassi di vaccinazione MMR</strong> tra i bambini dell&#8217;asilo, ora al di sotto della soglia del 95% di immunità di gregge, crea le condizioni per la <strong>persistenza endemica</strong>. Gli esperti avvertono che l&#8217;assunto a lungo sostenuto di poter contenere rapidamente i focolai di morbillo è ora messo a dura prova, costringendo le agenzie a stabilire priorità di intervento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il costo di un&#8217;epidemia</h2>



<p>Secondo il CDC, un&#8217;elevata copertura vaccinale contro morbillo, parotite e rosolia (MMR) nelle comunità è importante perché una singola persona affetta da morbillo può trasmetterlo al 90% delle persone non vaccinate che la circondano, semplicemente stando nella stessa stanza. Grazie all&#8217;elevata copertura vaccinale MMR registrata in passato, gli Stati Uniti hanno raggiunto lo status di <strong>Paese eradicato dal morbillo nel 2000</strong>. Purtroppo, i focolai sono aumentati dall&#8217;inizio della<strong> pandemia di COVID-19</strong>, a fronte di un calo dei tassi di vaccinazione e ora Washington rischia di perdere questo status. Per gran parte del quarto di secolo trascorso dalla dichiarazione di eradicazione, le epidemie sono state relativamente piccole e rapidamente contenute. La recrudescenza del 2025 e del 2026 ha cambiato le cose: ciascuna delle principali crisi – in <strong>Texas</strong>, <strong>Utah</strong>, <strong>Carolina del Sud</strong> e <strong>Pennsylvania</strong> – sembra essere più estesa e prolungata di qualsiasi altra nell&#8217;era post-eradicazione.</p>



<p><a href="https://www.astho.org/communications/blog/2026/the-cost-of-measles/">L&#8217; Association of State and Territorial Health Officials</a> stima che il costo medio della risposta a un&#8217;epidemia di morbillo superi i 750.000 dollari, senza contare i costi sociali più ampi come la perdita di produttività e il tempo impiegato dagli operatori sanitari. Un esempio numerico su tutti: un dipartimento sanitario di una contea del Michigan ha ricevuto 100.000 dollari in fondi di emergenza per il tracciamento dei contatti questa primavera e li aveva &#8220;già quasi interamente utilizzati e assegnati&#8221; entro aprile.</p>



<p>L&#8217;Organizzazione Panamericana della Sanità (PAHO) ha dichiarato, in un aggiornamento del 2 marzo scorso, che la sua Commissione regionale di verifica esaminerà la situazione relativa al morbillo negli Stati Uniti e in Messico il prossimo novembre. La revisione riguarda tutti gli Stati membri, con particolare attenzione a quelli con focolai attivi e a quelli che soddisfano i criteri di trasmissione di 12 mesi. Il Canada ha perso il suo status di paese libero dal morbillo nel novembre 2025.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Robert Kennedy</h2>



<p>La nomina di <strong>Robert F. Kennedy Jr.</strong> alla Salute non è altro rispetto a quanto sta accadendo. Sebbene il calo vaccinale sia precedente al 2025, va ricordato che Kennedy ha guidato la <strong>Children&#8217;s Health Defense</strong>, organizzazione nota per le sue campagne contro le politiche vaccinali. Il 17 settembre 2026 è intervenuto nuovamente a una conferenza dell&#8217;organizzazione, sostenendo le iniziative dell&#8217;amministrazione per modificare le raccomandazioni sui vaccini.</p>



<p>Il 5 dicembre 2025 Trump ha ordinato una <strong>revisione del calendario vaccinale pediatrico </strong>statunitense, chiedendo di confrontarlo con quello di altri Paesi sviluppati. Il 5 gennaio 2026 i CDC hanno infatti annunciato una nuova impostazione delle raccomandazioni, distinguendo tra vaccinazioni universali, vaccinazioni destinate a particolari gruppi e vaccinazioni subordinate a una decisione condivisa tra medico e paziente. L&#8217;amministrazione ha motivato l&#8217;intervento con l&#8217;obiettivo dichiarato di aumentare la fiducia nelle istituzioni sanitarie, garantire maggiore trasparenza e preservare la libertà di scelta delle famiglie.</p>



<p>Nel marzo 2026, tuttavia, un giudice federale ha bloccato parti sostanziali della revisione, accogliendo le contestazioni di organizzazioni mediche che ne mettevano in discussione la legittimità e segnalavano possibili conseguenze negative sulla copertura vaccinale. L&#8217;11 agosto scorso, un nuovo ordine esecutivo del presidente <strong>Donald Trump</strong> ha chiesto di ridurre ulteriormente le vaccinazioni pediatriche raccomandate universalmente. L&#8217;ordine esecutivo prevede di promuovere la <strong>somministrazione separata dei vaccini </strong>contro morbillo, parotite e rosolia, una volta disponibili i singoli prodotti sul mercato statunitense. Chiede inoltre di distanziare, per quanto possibile, le diverse vaccinazioni pediatriche. Numerose le obiezioni degli esperti di sanità pubblica, secondo i quali moltiplicare gli appuntamenti potrebbe rendere più difficile completare il ciclo vaccinale.</p>



<p>Un altro episodio controverso risale al marzo 2025, quando Kennedy, nel pieno dell&#8217;epidemia di merluzzo in Texas, ha richiamato l&#8217;attenzione su trattamenti comprendenti <strong><a href="https://www.factcheck.org/2025/03/rfk-jr-misleads-on-vitamin-a-unsupported-therapies-for-measles/">vitamina A</a></strong>, olio di fegato di merluzzo, budesonide e claritromicina. Le sue dichiarazioni hanno sollevato contestazioni da parte di esperti di malattie infettive.</p>



<p>L&#8217;<strong>Organizzazione mondiale della sanità </strong>considera eliminato il morbillo quando non si registra trasmissione endemica del virus per almeno 12 mesi, in presenza di un adeguato sistema di sorveglianza. La perdita dello status è legata al ripristino della trasmissione endemica, generalmente documentata per almeno 12 mesi consecutivi. Il <strong>Canada</strong> ha perso il suo status lo scorso anno. Il <strong>Regno Unito</strong> una prima volta nel 2018, lo ha recuperato nel 2021 e lo ha perso nuovamente sulla base dei dati del 2024. Gli Stati Uniti potrebbero essere i prossimi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/lamerica-sta-perdendo-la-guerra-contro-il-morbillo-la-crisi-sanitaria-che-spacca-gli-stati-uniti.html">L&#8217;America sta perdendo la guerra contro il morbillo? La crisi sanitaria che spacca gli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Lukoil, la vendita degli asset fuori dalla Russia. Gli Usa prima sanzionano, poi comprano</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/lukoil-la-vendita-degli-asset-fuori-dalla-russia-gli-usa-prima-sanzionano-poi-comprano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 12:54:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Lukoil]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=530488</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Se il consorzio di Boehly sfiderà Carlyle, ci sarà per Lukoil un "derby" americano con influssi geopolitici e sistemici non secondari. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/lukoil-la-vendita-degli-asset-fuori-dalla-russia-gli-usa-prima-sanzionano-poi-comprano.html">Lukoil, la vendita degli asset fuori dalla Russia. Gli Usa prima sanzionano, poi comprano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il finanziere americano <strong>Todd Boehly, </strong>fresco di vendita delle <a href="https://www.gazzetta.it/Calciomercato/23-09-2026/chelsea-dopo-4-anni-finisce-l-era-boehly-aneddoti-misteri-e-mercato.shtml">quote possedute nel club calcistico inglese del Chelsea</a> di cui è stato presidente e azionista di peso per quattro anni, sarebbe pronto a portare in campo un&#8217;offerta per acquistare gli asset esteri di Lukoil, il colosso energetico di Mosca che ha messo sul mercato le sue partecipazioni fuori dalla Federazione Russa dopo che, a fine 2025, Washington aveva ampliato le sanzioni nei suoi confronti, e sfiderebbe l&#8217;intesa raggiunta per <a href="https://it.insideover.com/energia/dal-colosso-russo-al-fondo-usa-lukoil-vende-a-carlyle-i-suoi-asset-allestero.html" type="post" id="504011">un loro trasferimento a Carlyle</a>.</p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/152aa77b-977f-4607-8a09-77291f85d2a0?syn-25a6b1a6=1">Lo riporta in esclusiva il Financial Times</a>, sottolineando come al fianco di Boehly, 53enne finanziere a capo del conglomerato Eldridge Groupe con sede a Miami, si starebbe schierando nientemeno che il <strong>governo statunitense, tramite la Us International Development Finance Corporation </strong>(Dfc), agenzia che opera in appoggio a strategie di sviluppo e partenariati pubblico-privati e che, dopo il <strong>ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca,</strong> ha visto un <a href="https://www.dfc.gov/media/press-releases/dfc-secures-expanded-authorities-fy26-ndaa-signed-law">potenziamento delle sue capacità rispetto alla precedente </a>proiezione orientata soprattutto ai Paesi a basso reddito e in via di sviluppo, a cui potrebbe andare il 15% delle quote. E non finisce qui: a Boehly e all&#8217;amministrazione (che hanno rifiutato di commentare) si sommerebbero anche attori mediorientali Tahnoon bin Zayed al-Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, stratega dell&#8217;intelligence di Abu Dhabi e figura di peso nell&#8217;establishment della monarchia del Golfo, e la<strong><a href="https://syrianobserver.com/society/how-syrian-billionaires-leveraged-the-trump-brand-to-reshape-washingtons-syria-policy.html">Ucc dei fratelli Ramz e Moataz al-Khayyat</a>, finanzieri di origine siriana e di cittadinanza qatariota.</strong></p>



<p>Un&#8217;offerta ufficiale non sarebbe ancora stata presentata ma secondo il Ft la concorrenza a Carlyle appare concreta e potenziale, in una manovra che mirerebbe a condizionare il futuro delle attività di produzione, raffinazione <a href="https://www.novinite.com/articles/240728/US+Billionaire+Targets+Lukoil%27s+%2420+Billion+Foreign+Assets">e distribuzione di petrolio e derivati da circa <strong>20 miliardi di dollari di valore complessivo del colosso di Mosca</strong></a>, colpito <a href="https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0290">nell&#8217;ottobre 2025 dalle sanzioni dell&#8217;Office for Foreign Asset Control (Ofac) del Dipartimento del Tesoro Usa</a> e che a fine gennaio <a href="https://www.spglobal.com/energy/en/news-research/latest-news/crude-oil/012926-lukoil-agrees-to-sell-most-international-assets-to-carlyle">aveva firmato un memorandum d&#8217;intesa con Carlyle.</a> Fino al <a href="https://seenews.com/news/us-extends-sanctions-waiver-for-lukoil-retail-stations-outside-russia-1293083">29 ottobre, ai sensi di una deroga</a> promossa dall&#8217;Ofac, struttura che gestisce la proiezione sanzionatoria di Washington sempre più legata a un vero e proprio ruolo geopolitico, Lukoil avrà margine di manovra dalle più dure di queste sanzioni per le sue catene di rifornimento e per la sua sezione bulgara, che gestisce la grande raffineria Neftohim Burgas, una delle maggiori dell&#8217;Est Europa.</p>



<p>Lukoil si era già ritirata da mercati strategici <a href="https://oilprice.com/Energy/Crude-Oil/How-Chevrons-New-Deals-Could-Transform-Iraqs-Production-Outlook.html">come l&#8217;Iraq</a>, e ora il dibattito sui suoi asset all&#8217;estero si trova in una situazione complessa. Da un lato, <strong>il governo Usa sta pressando per la vendita</strong> e proprio un private equity americano come Carlyle era sceso in campo. L&#8217;amministrazione <a href="https://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?id=407473">Usa di Donald Trump, ricordava Staffetta Quotidiana nei giorni scorsi, non ha ancora dato l&#8217;assenso definitivo</a> al trasferimento, che resta una faccenda trasversale tra le priorità della società russa e quelle degli Usa. <strong>Se fosse confermata la discesa in campo della Dfc al fianco del consorzio di Boehly</strong>, si creerebbe una situazione complessa, con una struttura dello Stato americano in campo come sanzionatrice di Lukoil e pressante per la vendita delle partecipazioni fuori dalla Russia e un&#8217;altra in attività come possibile partner di una cordata attiva per discutere del trasferimento dei suoi asset all&#8217;estero. <strong>Una manovra che si presa a una lettura strategica</strong> a tutto campo. Innanzitutto, facendo pensare a quanto la pressione sanzionatoria americana resti uno strumento operativo sul piano geoeconomico tutt&#8217;altro che secondario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza delle sanzioni per gli Usa</h2>



<p>L&#8217;uso &#8220;geopolitico&#8221; del diritto e delle sanzioni come strumento di pressione su Paesi rivali e su settori economici sempre più strategici come quello energetico, che per la Russia è in particolar modo di vitale importanza, si sta manifestando a tutto campo dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. L&#8217;amministrazione Trump, in tal senso, intende plasmare nuove <strong>proiezioni strategiche nei mercati energetici</strong> e fare del controllo di approvvigionamenti e rotte un punto chiave della sua strategia di politica estera. Ridurre il perimetro d&#8217;azione di un colosso russo come Lukoil a favore di operatori attivi nel mercato Usa sarebbe un risultato indubbiamente positivo a prescindere. <strong>Farlo con una quota di capitale detenuta da un soggetto governativo a stelle e strisce</strong> rafforzerebbe quella dottrina <a href="https://it.insideover.com/economia/il-capitalismo-nazionalista-di-trump-e-bessent-e-il-sogno-di-un-fondo-sovrano-usa.html" type="post" id="482889">del &#8220;<strong>capitalismo nazionalista</strong>&#8221; </a>plasmata dalla seconda amministrazione di The Donald che ha portato a un crescente intervento diretto dei fondi Usa nei settori critici.</p>



<p>In secondo luogo, la presenza di Tahnoon nel consorzio aprirebbe a una riflessione sul ruolo degli <a href="https://it.insideover.com/energia/opec-clamoroso-strappo-degli-emirati-via-dall1-maggio.html" type="post" id="515169"><strong>Emirati Arabi Uniti nel nuovo mondo dell&#8217;energia</strong> stravolto negli ultimi anni</a> dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente. Abu Dhabi è uscita pochi mesi fa dall&#8217;Opec, dando un duro colpo al cartello mondiale del greggio e alla sua ramificazione estesa alla Russia e a altri produttori, l&#8217;Opec+. <strong>Gli Emirati Arabi Uniti </strong>come partner di una ristrutturazione globale delle dinamiche di potenza energetiche cara alla strategia Usa? Non è uno scenario da escludere.</p>



<p>L&#8217;affare Lukoil, se confermato, rafforzerebbe questo legame anche nel campo energetico, consolidando la partnership americano-emiratina a tutto campo.</p>



<p>Terzo punto da sottolineare è l&#8217;ampliamento della volontà americana di ridurre la proiezione della Russia tramite i diversi scenari a disposizione. Trump vuole col Paese di Vladimir Putin trovare un modus vivendi, ma non manca di contenerne le attività ove possibile. In Venezuela ha sottratto un alleato a Mosca, nel Caucaso ha mediato la pace tra Armenia e Azerbaijan al fine di insediare l&#8217;influenza statunitense in un&#8217;area sensibile per la Russia, in Kazakistan e Asia centrale persegue accordi commerciali e sulle terre rare. </p>



<p>Se il consorzio di Boehly sfiderà Carlyle, ci sarà per gli asset esteri di Lukoil un &#8220;derby&#8221; americano con influssi geopolitici e sistemici non secondari. Effetto, peraltro, del peso delle conseguenze indotte dalla <strong>sanzioni internazionali Usa come fattore di ridefinizione dei cambiamenti del mercato, </strong>un dato che gli operatori economici stanno conoscendo su altri fronti in questi giorni a causa del sostanziale stop ai voli verso l&#8217;Iran indotto da molte compagnie proprio a causa del rafforzamento dell&#8217;Operazione Economic Outcast.</p>



<p>Infine, un curioso incrocio di destini potrebbe riguardare Bohely, che nel 2022 ha acquistato una partecipazione nel Chelsea che stava venendo ceduto da uno storico magnate dell&#8217;energia russa, Roman Abramovich, e poco dopo la vendita delle quote della squadra di Stamford Bridge potrebbe rilanciarsi proprio con un affare riguardante una major della Federazione Russa, nel quadro di una più ampia partita tra finanza, energia e geopolitica che in tanti deal oramai siamo abituati a vedere intrecciate. E il caso Lukoil offre potenzialmente un esempio chiaro di tale intreccio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.ft.com/content/152aa77b-977f-4607-8a09-77291f85d2a0?syn-25a6b1a6=1">https://www.ft.com/content/152aa77b-977f-4607-8a09-77291f85d2a0?syn-25a6b1a6=1</a></li>



<li><a href="https://www.dfc.gov/media/press-releases/dfc-secures-expanded-authorities-fy26-ndaa-signed-law">https://www.dfc.gov/media/press-releases/dfc-secures-expanded-authorities-fy26-ndaa-signed-law</a></li>



<li><a href="https://www.novinite.com/articles/240728/US+Billionaire+Targets+Lukoil%27s+%2420+Billion+Foreign+Assets">https://www.novinite.com/articles/240728/US+Billionaire+Targets+Lukoil%27s+%2420+Billion+Foreign+Assets</a></li>



<li><a href="https://syrianobserver.com/society/how-syrian-billionaires-leveraged-the-trump-brand-to-reshape-washingtons-syria-policy.html">https://syrianobserver.com/society/how-syrian-billionaires-leveraged-the-trump-brand-to-reshape-washingtons-syria-policy.html</a></li>



<li><a href="https://www.gazzetta.it/Calciomercato/23-09-2026/chelsea-dopo-4-anni-finisce-l-era-boehly-aneddoti-misteri-e-mercato.shtml">https://www.gazzetta.it/Calciomercato/23-09-2026/chelsea-dopo-4-anni-finisce-l-era-boehly-aneddoti-misteri-e-mercato.shtml</a></li>



<li><a href="https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0290">https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0290</a></li>



<li><a href="https://seenews.com/news/us-extends-sanctions-waiver-for-lukoil-retail-stations-outside-russia-1293083">https://seenews.com/news/us-extends-sanctions-waiver-for-lukoil-retail-stations-outside-russia-1293083</a></li>



<li><a href="https://www.spglobal.com/energy/en/news-research/latest-news/crude-oil/012926-lukoil-agrees-to-sell-most-international-assets-to-carlyle">https://www.spglobal.com/energy/en/news-research/latest-news/crude-oil/012926-lukoil-agrees-to-sell-most-international-assets-to-carlyle</a></li>



<li><a href="https://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?id=407473">https://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?id=407473</a></li>



<li><a href="https://oilprice.com/Energy/Crude-Oil/How-Chevrons-New-Deals-Could-Transform-Iraqs-Production-Outlook.html">https://oilprice.com/Energy/Crude-Oil/How-Chevrons-New-Deals-Could-Transform-Iraqs-Production-Outlook.html</a></li>



<li><a href="https://www.cnbc.com/2026/08/27/uae-spy-sheikh-trump-family-crypto-bank.html">https://www.cnbc.com/2026/08/27/uae-spy-sheikh-trump-family-crypto-bank.html</a></li>
</ul>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/lukoil-la-vendita-degli-asset-fuori-dalla-russia-gli-usa-prima-sanzionano-poi-comprano.html">Lukoil, la vendita degli asset fuori dalla Russia. Gli Usa prima sanzionano, poi comprano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Yemen, il dietrofront di Trump: sì ai raid contro gli Houthi, poi lo stop last minute</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-il-dietrofront-di-trump-si-ai-raid-contro-gli-houthi-poi-lo-stop-last-minute.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:58:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=530245</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-1024x556.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-1536x834.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-600x326.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump ha fatto marcia indietro a poche ore dall'operazione, mentre l'escalation tra Riyad e gli Houthi continua sul terreno</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-il-dietrofront-di-trump-si-ai-raid-contro-gli-houthi-poi-lo-stop-last-minute.html">Yemen, il dietrofront di Trump: sì ai raid contro gli Houthi, poi lo stop last minute</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-1024x556.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-1536x834.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_202609211147260_3b131f1ae2c45d293753149e4e864bdf-e1789984084259-600x326.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti, <strong>Donald Trump</strong>, ha soppesato la richiesta saudita di un intervento militare diretto contro gli Houthi in Yemen, salvo poi fare marcia indietro proprio nelle ore in cui l&#8217;operazione sembrava ormai imminente. Ovvero il weekend appena trascorso. Lo rivela <a href="https://www.nytimes.com/2026/09/20/us/politics/trump-yemen-houthis-red-sea-iran.html?eafs_enabled=false">un&#8217;inchiesta del New York Times</a> firmata da Helene Cooper, Eric Schmitt, Jonathan Swan e Maggie Haberman, secondo cui giovedì scorso il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha telefonato personalmente all&#8217;inquilino della Casa Bianca per sollecitare un sostegno militare di Washington contro <em>Ansar Allah</em>, il movimento politico-militare-religioso yemenita conosciuto in Occidente come <em>Houthi</em> &#8211; dal nome della famiglia che lo ha fondato e che tuttora lo guida. </p>



<p>Negli ultimi mesi il gruppo sciita ha riaperto il fronte con la petromonarchia del Golfo, che dal 2015 bombarda lo Yemen nel tentativo di arginarne l&#8217;inesorabile avanzata: oggi gli Houthi controllano il nord-ovest del Paese e quasi tutta la costa del Mar Rosso, oltre alla capitale <em>Sana&#8217;a </em>e ai governatorati di Saada, Hajjah, Amran, Dhamar, Ibb, e gran parte di quello di Hodeidah. E sta provocando dei seri grattacapi al Regno di bin Salman. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ripensamento di Trump</h2>



<p>Secondo il retroscena del <em>New York Times</em>, a seguito di un incontro con i suoi consiglieri &#8211; la maggior parte dei quali scettica o apertamente contraria a un coinvolgimento diretto &#8211; Trump aveva inizialmente escluso l&#8217;opzione di un coinvolgimento diretto di Washington contro gli Houthi. Tuttavia, la telefonata del principe ereditario bin Salman lo aveva convinto a cambiare idea, ordinando al Pentagono di preparare i raid. Ma entro la giornata di domenica The Donald ha nuovamente cambiato idea, spiazzando la monarchia saudita: niente strike americani contro gli Houthi, almeno per ora, secondo funzionari dell&#8217;amministrazione Usa che hanno parlato a condizione di anonimato con il maggiore quotidiano Usa. </p>



<p>Il dietrofront del presidente Usa è arrivato quando i comandi militari del Pentagono avevano già approvato le liste degli obiettivi e le truppe <strong>stavano caricando le bombe sui velivoli designati per la missione</strong>, secondo due fonti a conoscenza dell&#8217;operazione.<a href="https://www.foxnews.com/video/6405330005112" type="link" id="https://www.foxnews.com/video/6405330005112"> In una telefonata con <em>Fox News</em></a>, Trump ha dichiarato di trovarsi ancora in «modalità decisionale» rispetto alla guerra in Iran, sottolineando che gli Stati Uniti restano in «costante contatto» con gli Houthi, i quali finora avrebbero rispettato l&#8217;impegno a non colpire navi americane.</p>



<p>Per Trump rimane da affrontare un dilemma: se è vero, da un lato, che gli Houthi non hanno attaccato le navi statunitensi, rispettando gli accordi presi con Washington, lo stesso non si può dire nei confronti dell&#8217;Arabia Saudita, verso cui Washington ha <strong>un obbligo di difesa in base agli accordi bilaterali</strong>. Riyad, dal canto suo, non ha esitato a far valere la propria leva negoziale: a maggio aveva di fatto bloccato il piano americano di scortare le petroliere nello Stretto di Hormuz, negando l&#8217;uso dello spazio aereo e delle basi saudite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rappresaglia saudita continua</h2>



<p>Nel frattempo, sul terreno l&#8217;escalation non si è fermata. Domenica l&#8217;aviazione saudita <a href="https://news.antiwar.com/2026/09/20/saudi-airstrikes-hit-yemen-after-ansar-allah-attack-on-riyadh/" type="link" id="https://news.antiwar.com/2026/09/20/saudi-airstrikes-hit-yemen-after-ansar-allah-attack-on-riyadh/">ha proseguito i bombardamenti su diverse aree dello Yemen</a>, un giorno dopo che <em>Ansar Allah</em> aveva lanciato per la prima volta da luglio <strong>un attacco missilistico e con droni contro Riyad</strong>, in risposta ai raid sull&#8217;aeroporto internazionale di Sana&#8217;a che avevano riacceso il conflitto.</p>



<p><strong>Anis al-Asbahi</strong>, portavoce del ministero della Sanità del governo degli Houthi, ha riferito che i raid sauditi di domenica hanno colpito torri di comunicazione nella provincia settentrionale di al-Jawf, uccidendo quattro lavoratori civili e ferendone altri tre &#8211; versione confermata anche dall&#8217;agenzia yemenita Saba. </p>



<p>Il portavoce delle forze armate yemenite legate ad <em>Ansar Allah</em>, Yahya Saree, ha parlato di 28 raid sauditi nelle ultime 24 ore su Taiz, al-Jawf e Marib, <strong>portando a 760 il totale degli attacchi dall&#8217;inizio dell&#8217;escalation</strong>. Secondo <em>Saree</em>, i bombardamenti sono stati condotti con caccia F-15 di produzione statunitense e Typhoon europei; Washington fornirebbe già supporto di intelligence e targeting a Riyad, con circa 200 consiglieri militari americani impegnati sul campo in questo ruolo.</p>



<p>Per ora, tuttavia, Trump ha ribadito che il cessate il fuoco tra Washington e gli Houthi, in vigore dal maggio 2025, resta valido. Un&#8217;eventuale escalation da parte degli Stati Uniti rischierebbe di provocare una rappresaglia che, secondo molti osservatori, potrebbe tradursi nella chiusura totale dello stretto di <strong>Bab al-Mandab</strong>, aggravando ulteriormente la crisi economica globale già innescata dalla Guerra nel Golfo tra Stati Uniti e Iran. </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Helene Cooper, Eric Schmitt, Jonathan Swan e Maggie Haberman, «Trump Gets Caught in a Dilemma Over a Saudi Plea for Military Help», The New York Times, 20 settembre 2026</em></strong>, <a href="https://www.nytimes.com/2026/09/20/us/politics/trump-yemen-houthis-red-sea-iran.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.nytimes.com/2026/09/20/us/politics/trump-yemen-houthis-red-sea-iran.html</a>.</p>



<p><strong><em>Trey Yingst, «Trump in ‘deciding mode’ on Iran, says ‘very big things’ are coming», Fox News, 20 settembre 2026, video, 5:04, </em></strong><a href="https://www.foxnews.com/video/6405330005112" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.foxnews.com/video/6405330005112</a>.</p>



<p><strong><em>DeCamp, Dave. “Saudi Airstrikes Hit Yemen After Ansar Allah Attack on Riyadh.” Antiwar.com, 20 settembre 2026. </em></strong><a href="https://news.antiwar.com/2026/09/20/saudi-airstrikes-hit-yemen-after-ansar-allah-attack-on-riyadh/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://news.antiwar.com/2026/09/20/saudi-airstrikes-hit-yemen-after-ansar-allah-attack-on-riyadh/</a>.</p>



<p></p>



<p><br> </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-il-dietrofront-di-trump-si-ai-raid-contro-gli-houthi-poi-lo-stop-last-minute.html">Yemen, il dietrofront di Trump: sì ai raid contro gli Houthi, poi lo stop last minute</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Aipac, negli Usa la macchina da guerra pro-Israele: 67 milioni di dollari per orientare il voto Midterm</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/aipac-negli-usa-la-macchina-da-guerra-pro-israele-67-milioni-di-dollari-per-orientare-il-voto-midterm.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 04:40:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920141717822_85451b61a810734197503405f0024f7e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920141717822_85451b61a810734197503405f0024f7e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920141717822_85451b61a810734197503405f0024f7e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920141717822_85451b61a810734197503405f0024f7e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920141717822_85451b61a810734197503405f0024f7e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920141717822_85451b61a810734197503405f0024f7e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920141717822_85451b61a810734197503405f0024f7e-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Aipac ha già speso 67,2 milioni di dollari per le midterm 2026, puntando su spot senza menzionare Is</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/aipac-negli-usa-la-macchina-da-guerra-pro-israele-67-milioni-di-dollari-per-orientare-il-voto-midterm.html">Aipac, negli Usa la macchina da guerra pro-Israele: 67 milioni di dollari per orientare il voto Midterm</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920141717822_85451b61a810734197503405f0024f7e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920141717822_85451b61a810734197503405f0024f7e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920141717822_85451b61a810734197503405f0024f7e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920141717822_85451b61a810734197503405f0024f7e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920141717822_85451b61a810734197503405f0024f7e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920141717822_85451b61a810734197503405f0024f7e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920141717822_85451b61a810734197503405f0024f7e-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In vista delle attesissime elezioni di midterm del prossimo 3 novembre, l&#8217;<strong>American Israel Public Affairs Committee (Aipac)</strong> intende svolgere un ruolo da assoluta protagonista. La potentissima organizzazione pro-Israele, una delle più influenti e ricche della <em>Israel Lobby</em> negli Usa, <a href="https://truthout.org/articles/aipacs-network-has-already-spent-67-2-million-to-shape-the-midterm-elections/" type="link" id="https://truthout.org/articles/aipacs-network-has-already-spent-67-2-million-to-shape-the-midterm-elections/">secondo un&#8217;analisi pubblicata da <em>Truthout</em></a>, avrebbe già investito <strong>67,2 milioni di dollari</strong> nel ciclo elettorale in corso, più del doppio rispetto ai 29,3 milioni spesi nel biennio 2021-2022. Una cifra che racconta come l&#8217;organizzazione cerchi di influenzare, in particolare, le primarie democratiche, colpendo in maniera aggressiva i candidati progressisti critici verso Israele. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una macchina da soldi con tre bracci operativi</strong></h2>



<p>Il sistema di finanziamento di Aipac si articola su più livelli: il comitato d&#8217;azione politica, che contribuisce direttamente alle campagne; lo <em>United Democracy Project (Udp)</em>, il super Pac che <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/25/is-aipacs-political-standing-declining-in-the-us" type="link" id="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/25/is-aipacs-political-standing-declining-in-the-us">secondo <em>Al Jazeera</em> ha raccolto circa 104 milioni di dollari nel ciclo 2026</a>, 87 milioni in più rispetto al 2024; e <em>Democratic Majority for Israel</em> (Dmfi) Pac, focalizzato solo sulla sfida interna ai democratici. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Mike Rogers says he would support Israel &quot;unconditionally&quot; in the United States Senate: <a href="https://t.co/4SDW9FkHXW">pic.twitter.com/4SDW9FkHXW</a></p>&mdash; AIPAC Tracker (@TrackAIPAC) <a href="https://x.com/TrackAIPAC/status/2101367736018301079?ref_src=twsrc%5Etfw">September 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Una caratteristica ricorrente, sottolineata sia da <em>Truthout</em> <a href="https://www.abc.net.au/news/2026-08-09/aipac-us-pro-israel-lobby-spends-big-before-midterms/107002678" type="link" id="https://www.abc.net.au/news/2026-08-09/aipac-us-pro-israel-lobby-spends-big-before-midterms/107002678">sia da un&#8217;inchiesta dell&#8217;<em>Abc</em></a>, è che le pubblicità finanziate da questi comitati <strong>evitano accuratamente di menzionare Israele</strong>. Una vera e propria strategia forse dovuta al fatto che la politica israeliana è sempre meno popolare negli Stati Uniti, <a href="https://www.pewresearch.org/global/2026/09/15/views-of-the-u-s-providing-military-assistance-to-israel-and-humanitarian-aid-to-gaza/" type="link" id="https://www.pewresearch.org/global/2026/09/15/views-of-the-u-s-providing-military-assistance-to-israel-and-humanitarian-aid-to-gaza/">secondo tutti i maggiori sondaggi</a>. Come ha raccontato l&#8217;ex deputato <strong>Jamaal Bowman</strong>, infatti, la strategia della Lobby punta invece su questioni interne, sanità, ambiente, al fine di erodere il consenso ai candidati sgraditi senza esporre agli elettori il vero movente della campagna. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso Michigan: la sconfitta più costosa</h2>



<p>Qualche indicazione sulla buona riuscita di quest&#8217;operazione la abbiamo già. Il banco di prova più significativo di questo ciclo elettorale, infatti, è stato il <strong>Michigan</strong>, stato con la più alta percentuale di <strong>elettori arabo-americani del Paese</strong>. Nello Stato dei Grandi Laghi la Lobby i suoi affiliati hanno investito oltre <strong>30 milioni di dollari</strong> —-la cifra più alta mai spesa su una singola corsa &#8211; per sostenere la deputata moderata Haley Stevens contro il progressista <strong>Abdul El-Sayed</strong>, epidemiologo e noto critico della politica israeliana a Gaza. Nonostante la imponente mole di risorse investite, El-Sayed ha vinto le primarie, battendo la deputata schierata con l&#8217;Aipac.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I grandi donatori: da Wall Street alla Silicon Valley</strong></h2>



<p>Dietro la macchina elettorale dell&#8217;Aipac si muove un ristretto numero di miliardari pro-Israele. Tra i nomi principali figurano <strong>Paul Singer</strong>, fondatore del fondo Elliott Management, che avrebbe destinato oltre 52 milioni di dollari alle elezioni di midterm in corso; <strong>Marc Rowan</strong>, Ceo di Apollo Global Management e figura centrale nelle politiche dell&#8217;amministrazione Trump verso il mondo universitario; l&#8217;imprenditore dell&#8217;intrattenimento <strong>Haim Saban</strong>; l&#8217;ex Ceo di WhatsApp Jan Koum; e <strong>Robert Kraft</strong>, proprietario dei <em>New England Patriots</em>, tra i principali finanziatori della <em>Friends of the Idf</em>. A questi si aggiungono eredi di grandi patrimoni familiari, come Stacy Schusterman (Samson Energy) e Deborah Simon, della famiglia proprietaria degli Indiana Pacers. Oltre al magnate dei media <strong>Larry Ellison</strong> a suo figlio, David, Amministratore delegato di <em>Paramount Skydance Corporation</em>. Quest&#8217;ultimo, nell&#8217;ottobre 2023, dopo gli attacchi di Hamas, ha donato 1 milione di dollari ad <em>American Friends of Magen David</em> <em>Adom</em>, l’organizzazione che sostiene il servizio di ambulanze e pronto soccorso israeliano; inoltre, secondo fonti citate dal Jerusalem Post, Ellison avrebbe stanziato somme significative allo Stato di Israele e all’Idf.</p>



<p>La sfida delle midterm si preannuncia dunque come un test decisivo per la capacità dell&#8217;Aipac e di tutta la lobby pro-Israele di continuare a orientare, con il peso del proprio portafoglio, gli equilibri del Congresso americano.</p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Derek Seidman, “AIPAC’s Network Has Already Spent $67.2 Million to Shape the Midterm Elections,” Truthout, 16 settembre 2026</em></strong>, <a href="https://truthout.org/articles/aipacs-network-has-already-spent-67-2-million-to-shape-the-midterm-elections/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://truthout.org/articles/aipacs-network-has-already-spent-67-2-million-to-shape-the-midterm-elections/</a>.</p>



<p><strong><em>Brad Ryan, “AIPAC, the US Pro-Israel Lobby, Spends Big but Faces Backlash Ahead of Midterm Elections,” ABC News, 9 agosto 2026, </em></strong><a href="https://www.abc.net.au/news/2026-08-09/aipac-us-pro-israel-lobby-spends-big-before-midterms/107002678" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.abc.net.au/news/2026-08-09/aipac-us-pro-israel-lobby-spends-big-before-midterms/107002678</a>.</p>



<p><strong><em>Al Jazeera Staff, “Is AIPAC’s Political Standing Declining in the US?,” Al Jazeera, 25 agosto 2026, </em></strong><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/25/is-aipacs-political-standing-declining-in-the-us" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.aljazeera.com/news/2026/8/25/is-aipacs-political-standing-declining-in-the-us</a>.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/aipac-negli-usa-la-macchina-da-guerra-pro-israele-67-milioni-di-dollari-per-orientare-il-voto-midterm.html">Aipac, negli Usa la macchina da guerra pro-Israele: 67 milioni di dollari per orientare il voto Midterm</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;L&#8217;IA militare non riduce le vittime civili&#8221;: le conclusioni della Commissione Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lia-militare-non-riduce-le-vittime-civili-le-conclusioni-della-commissione-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 07:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=530104</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920080113577_f15e767d49df25207bf5e7d03ee62dc9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920080113577_f15e767d49df25207bf5e7d03ee62dc9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920080113577_f15e767d49df25207bf5e7d03ee62dc9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920080113577_f15e767d49df25207bf5e7d03ee62dc9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920080113577_f15e767d49df25207bf5e7d03ee62dc9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920080113577_f15e767d49df25207bf5e7d03ee62dc9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920080113577_f15e767d49df25207bf5e7d03ee62dc9-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'intelligenza artificiale non riduce le vittime civili in guerra, ma le moltiplica: lo dimostra un'audizione al Congresso USA.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lia-militare-non-riduce-le-vittime-civili-le-conclusioni-della-commissione-usa.html">&#8220;L&#8217;IA militare non riduce le vittime civili&#8221;: le conclusioni della Commissione Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920080113577_f15e767d49df25207bf5e7d03ee62dc9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920080113577_f15e767d49df25207bf5e7d03ee62dc9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920080113577_f15e767d49df25207bf5e7d03ee62dc9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920080113577_f15e767d49df25207bf5e7d03ee62dc9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920080113577_f15e767d49df25207bf5e7d03ee62dc9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920080113577_f15e767d49df25207bf5e7d03ee62dc9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260920080113577_f15e767d49df25207bf5e7d03ee62dc9-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale aiuta gli eserciti a non colpire in maniera deliberata i civili nei teatri di guerra? Purtroppo no. Anzi. <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/4/tech-giant-palantir-posts-otherworldly-growth-despite-criticism-over-gaza" type="link" id="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/4/tech-giant-palantir-posts-otherworldly-growth-despite-criticism-over-gaza">Secondo <em>Open Intel</em></a>, piattaforma che monitora il coinvolgimento di aziende private nel genocidio a Gaza, Palantir, l&#8217;azienda fondata da <strong>Alex Karp</strong> e <strong>Peter Thiel,</strong> avrebbe reclutato sistematicamente ex membri dell&#8217;Unità 8200, il corpo di intelligence dei segnali dell&#8217;esercito israeliano specializzato in <strong>cyberwarfare e sorveglianza elettronica</strong>. Il software dell&#8217;azienda, secondo la stessa fonte, integrerebbe comunicazioni intercettate, immagini satellitari e altri set di dati per generare liste di obiettivi militari destinate alle forze israeliane.</p>



<p>Ma a indagare a fondo su quest&#8217;aspetto dell&#8217;intelligenza artificiale nei conflitti moderni è stata, mercoledì scorso, nella sala 2255 del Rayburn House Office Building a Washington, la <strong>Tom Lantos Human Rights Commission (TLHRC)</strong>, che ha riunito esperti di Diritto internazionale, ricercatori ed ex funzionari dell&#8217;intelligence per una audizione dal titolo eloquente: <em>Artificial Intelligence in the Military Domain: Implications for Human Rights</em>. Ad aprire i lavori è stato il co-presidente della Commissione, il deputato democratico <strong>James P. McGovern</strong>, il quale ha ricordato la tesi più usata da chi promuove l&#8217;adozione militare dell&#8217;IA senza vincoli: la tecnologia dell&#8217;IA, secondo costoro, <strong>ridurrebbe le vittime civili migliorando la precisione degli attacchi</strong>. Ma è vero? La risposta degli esperti non lascia spazio a dubbi: assolutamente no.</p>



<p><strong>Steven Feldstein</strong>, senior fellow del <em>Carnegie Endowment for International Peace</em>, ha osservato che se da più parti si parla di sistemi di «targeting accurati al 90%», il <strong>dato reale potrebbe aggirarsi piuttosto intorno al 50%</strong>. Una bella differenza, che diventa ancora più preoccupante se si considera &#8211; come ha spiegato lo stesso Feldstein &#8211; che anche a fronte di una maggiore precisione, l&#8217;ampliamento esponenziale del numero di obiettivi colpiti può tradursi in un numero assoluto di vittime civili più alto, non più basso. Gaza, Iran, Yemen: i casi sul tavolo</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gaza, Iran, Yemen: i casi sul tavolo<br></h2>



<p><strong>Deborah Brown</strong>, vicedirettrice per tecnologia e diritti umani di <em>Human Rights Watch</em>, ha parlato di alcuni casi concreti: a Gaza come in Iran, l&#8217;evidenza empirica <strong>non sosterrebbe affatto la tesi di una riduzione del danno ai civili</strong>, vista l&#8217;elevata quota di vittime registrata. <strong>Amanda Klasing</strong> di <em>Amnesty International USA</em> ha aggiunto un elemento fondamentale: anche ammettendo tassi di accuratezza elevati &#8211; come il 90% rivendicato da Israele per il sistema <em>Lavender</em> utilizzato a Gaza &#8211; il dato perde di significato quando il principio di proporzionalità viene comunque violato, per esempio quando una bomba da 900 chili viene sganciata su un edificio residenziale.</p>



<p>Dubbi, inoltre, da parte dei presenti in commissione, sul possibile ruolo dell&#8217;IA nell&#8217;attacco del 28 febbraio scorso contro una scuola elementare femminile a <strong>Minab</strong>, in Iran, costato la vita a oltre 170 persone. Interpellato in precedenza sul presunto coinvolgimento della sua azienda in quell&#8217;episodio, Shyam Sankar di <strong>Palantir</strong> &#8211; il cui sistema Maven Smart System viene utilizzato dal Pentagono per l&#8217;identificazione di obiettivi e la scelta delle armi da impiegare &#8211;  aveva difeso l&#8217;operato della tecnologia militare. Secondo quanto riportato, Palantir ha contribuito a colpire <strong>13mila obiettivi nei primi 38 giorni del conflitto con l&#8217;Iran</strong>.</p>



<p>A tal proposito, <a href="https://news.antiwar.com/2026/09/17/un-report-reasonable-grounds-to-believe-us-committed-war-crimes-in-iran/" type="link" id="https://news.antiwar.com/2026/09/17/un-report-reasonable-grounds-to-believe-us-committed-war-crimes-in-iran/">secondo una missione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite</a> gli Stati Uniti avrebbero preso di mira in modo deliberato l&#8217;edificio scolastico, escludendo che si sia trattato di un impatto accidentale o del danno collaterale di un attacco a una struttura militare iraniana adiacente. <strong>Gli investigatori ritengono che esistano fondati motivi per qualificare l’attacco come crimine di guerra</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il controllo umano è davvero tale?</h2>



<p>Uno dei momenti più forti dell’audizione è arrivato da <strong>Anna Mysyshyn</strong>, ricercatrice ucraina esperta di governance dell’intelligenza artificiale. Secondo l&#8217;esperta, il fatto di premere un pulsante di approvazione <strong>non basta per dire che c’è un vero controllo umano</strong>.</p>



<p>Mysyshyn ha sollevato un dubbio concreto: un singolo operatore, chiamato a controllare più sistemi basati sull’IA allo stesso tempo, <strong>riesce davvero a accorgersi in tempo di una raccomandazione sbagliata e a fermarla prima che faccia danni?</strong> Per questo ha chiesto una formazione più seria per chi lavora su targeting e intelligence.Il problema non è teorico. La nuova strategia del Pentagono per il 2026 vuole rendere le forze armate americane una forza “AI-first”: cioè, riorganizzare metodi di lavoro e concetti operativi intorno all’intelligenza artificiale già disponibile. </p>



<p>L’obiettivo, già presente nella strategia del 2023, è avere «catene di uccisione» più rapide, precise e resistenti. Ma, secondo i testimoni ascoltati, questa accelerazione rischia di lasciare ancora meno tempo all’essere umano per intervenire e correggere un errore. La conclusione è amara e inquietante: le evidenze raccolte dimostrano che gli eserciti utilizzano l&#8217;intelligenza artificiale soprattutto per colpire con maggiore efficienza, non per proteggere i civili.</p>



<p><strong><em>Fonti: </em></strong></p>



<p><strong><em>Tom Lantos Human Rights Commission, “Artificial Intelligence in the Military Domain: Implications for Human Rights,” hearing, 16 settembre 2026</em></strong>, <a href="https://humanrightscommission.house.gov/events/hearings/artificial-intelligence-military-domain-implications-human-rights" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://humanrightscommission.house.gov/events/hearings/artificial-intelligence-military-domain-implications-human-rights</a>.</p>



<p><strong><em>“This Isn’t Sci-Fi, AI Is Already Killing People,” Responsible Statecraft, 18 settembre 2026,</em></strong> <a href="https://responsiblestatecraft.org/ai-palantir-weapons/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://responsiblestatecraft.org/ai-palantir-weapons/</a>.</p>



<p><strong><em>Kyle Anzalone, “UN Report: Reasonable Grounds to Believe US Committed War Crimes in Iran,” Antiwar.com, 17 settembre 2026,</em></strong> <a href="https://news.antiwar.com/2026/09/17/un-report-reasonable-grounds-to-believe-us-committed-war-crimes-in-iran/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://news.antiwar.com/2026/09/17/un-report-reasonable-grounds-to-believe-us-committed-war-crimes-in-iran/</a>.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lia-militare-non-riduce-le-vittime-civili-le-conclusioni-della-commissione-usa.html">&#8220;L&#8217;IA militare non riduce le vittime civili&#8221;: le conclusioni della Commissione Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tre volte Hiroshima: Trump prepara 40.000 bombe per Netanyahu, maxi-vendita da 2,8 miliardi di dollari</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tre-volte-hiroshima-trump-prepara-40-000-bombe-per-netanyahu-maxi-vendita-da-28-miliardi-di-dollari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 10:11:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529730</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1027" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916104532434_7c814661091eaac0e30e8d1e549fafe4-e1789548392254.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916104532434_7c814661091eaac0e30e8d1e549fafe4-e1789548392254.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916104532434_7c814661091eaac0e30e8d1e549fafe4-e1789548392254-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916104532434_7c814661091eaac0e30e8d1e549fafe4-e1789548392254-1024x548.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916104532434_7c814661091eaac0e30e8d1e549fafe4-e1789548392254-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916104532434_7c814661091eaac0e30e8d1e549fafe4-e1789548392254-1536x822.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916104532434_7c814661091eaac0e30e8d1e549fafe4-e1789548392254-600x321.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti starebbero preparando per Israele una maxi-fornitura di armamenti da 2,8 miliardi di dollari — 40.000 bombe da 900 kg tra MK-84, BLU-117 e testate I-2000</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tre-volte-hiroshima-trump-prepara-40-000-bombe-per-netanyahu-maxi-vendita-da-28-miliardi-di-dollari.html">Tre volte Hiroshima: Trump prepara 40.000 bombe per Netanyahu, maxi-vendita da 2,8 miliardi di dollari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1027" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916104532434_7c814661091eaac0e30e8d1e549fafe4-e1789548392254.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916104532434_7c814661091eaac0e30e8d1e549fafe4-e1789548392254.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916104532434_7c814661091eaac0e30e8d1e549fafe4-e1789548392254-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916104532434_7c814661091eaac0e30e8d1e549fafe4-e1789548392254-1024x548.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916104532434_7c814661091eaac0e30e8d1e549fafe4-e1789548392254-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916104532434_7c814661091eaac0e30e8d1e549fafe4-e1789548392254-1536x822.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916104532434_7c814661091eaac0e30e8d1e549fafe4-e1789548392254-600x321.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Nuove armi e bombe Usa per Netanyahu dagli Stati Uniti</strong>. L&#8217;amministrazione Usa avrebbe dato il via libera alla più grande vendita di bombe da 2.000 libbre &#8211; circa 900 kg &#8211; a Israele degli ultimi anni, per un valore complessivo di <strong>2,8 miliardi di dollari</strong>. <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/09/15/trump-preparing-send-massive-shipment-2000-pound-bombs-israel/" type="link" id="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/09/15/trump-preparing-send-massive-shipment-2000-pound-bombs-israel/">Lo riporta il&nbsp;<em>Washington Post</em></a>, citando un funzionario Usa a conoscenza del dossier. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa contiene il pacchetto per Israele</h2>



<p>Il maxi-pacchetto di armamenti da 2,8 miliardi di dollari che l’amministrazione Trump sta preparando per Israele sarebbe finanziato tramite il programma statunitense di <em>Foreign Military Financing</em>: fondi pubblici messi a disposizione di Israele per acquistare armamenti prodotti negli Stati Uniti. Al 16 settembre 2026, tuttavia, l’operazione risulta ancora in fase di proposta e consultazione con il Congresso, e potrebbe subire variazioni.</p>



<p>Secondo quanto riferito dal <em>Washington Post</em>, il pacchetto comprenderebbe 40.000 bombe da 900 kg — circa 907 chilogrammi —: 20.000 MK-84 e 20.000 BLU-117. In aggiunta, <a href="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-908724" type="link" id="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-908724">includerebbe 20.000 testate penetranti I-2000, progettate per colpire strutture fortificate o sotterranee</a>. Le MK-84 sono bombe convenzionali pesanti, entrate in servizio durante la guerra del Vietnam e <strong>diventate una delle munizioni non guidate più impiegate dagli Stati Uniti</strong>. Per massa, carica esplosiva e potere di frammentazione sono considerate ordigni particolarmente distruttivi. Se dotate di kit di guida, possono essere indirizzate con maggiore precisione sul bersaglio. Potenzialmente, sono persino in grado di perforare cemento armato o altre strutture. Bombe <a href="https://www.aa.com.tr/en/world/absence-of-craters-in-gaza-hospital-attack-suggests-use-of-proximity-fuse-ammunition-specialist/3025513" type="link" id="https://www.aa.com.tr/en/world/absence-of-craters-in-gaza-hospital-attack-suggests-use-of-proximity-fuse-ammunition-specialist/3025513">impiegate in maniera massiccia da Israele a Gaza e in Libano</a>.</p>



<p>L&#8217;operazione è già stata notificata in via informale alle commissioni competenti del Congresso, e la Casa Bianca sta ora facendo pressione sui vertici delle commissioni Esteri di Senato e Camera affinché diano il via libera formale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una tempistica sospetta</h2>



<p>La tempistica è interessante. Il maxi-pacchetto proposto arriva, infatti, in un momento di attrito &#8211; perlomeno da ciò che traspare pubblicamente &#8211; tra Washington e il governo israeliano: dagli attacchi dei coloni israeliani in Cisgiordania alle operazioni militari in Libano e Siria, fino al rifiuto israeliano del piano di pace per Gaza proposto da Trump, che prevede il disarmo di Hamas in cambio del ritiro delle forze israeliane. </p>



<p>Per <strong>Brian Finucane</strong>, senior adviser dell&#8217;<em>International Crisis Group</em> citato dal <em>Washington Post</em>, il tempismo dell&#8217;operazione appare piuttosto singolare: se l&#8217;obiettivo dell&#8217;amministrazione fosse davvero quello di stemperare la tensione in Medio Oriente, la tempistica di questa vendita risulterebbe in netta controtendenza e appare, più che altro, un chiaro segnale di fiducia nei confronti di Tel Aviv, dopo le tensioni delle ultime settimane.</p>



<p>Durissimo <strong>Tucker Carlson</strong>, che &#8211; da conservatore &#8211; torna ad attaccare l&#8217;amministrazione Trump: «Quanto è grande questa spedizione? Equivale a 40.000 tonnellate di bombe. Per dare un’idea, il più grande raid aereo americano della Seconda guerra mondiale fu l’attacco dell’Ottava Air Force su Berlino nel marzo 1945. Complessivamente, i 2.023 aerei alleati coinvolti sganciarono circa 3.000 tonnellate di bombe. È il 7,5 per cento di ciò che Trump sta inviando a Israele. Nello stesso mese, marzo 1945, le US Army Air Forces iniziarono il raid di bombardamento più distruttivo della storia umana, l’operazione Meetinghouse su Tokyo. Furono uccisi più di 100.000 civili giapponesi. Alla fine di quell’operazione, gli Stati Uniti avevano sganciato 1.600 tonnellate di bombe. È il quattro per cento di ciò che Trump sta inviando a Israele. La Seconda guerra mondiale finì cinque mesi dopo, quando gli Stati Uniti sganciarono una bomba atomica sulla città di Hiroshima. La spedizione che Trump sta inviando a Israele equivale a più di tre volte il potere distruttivo di quell’esplosione nucleare» ha sottolineato in un lungo post su X. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">According to an informed federal official, in the coming months the Trump administration plans to send a total of 40,000 Mark 84 and Blu-117 bombs to the government of Israel. Each bomb weighs 2,000 pounds. This appears to be the largest transfer of conventional explosive…</p>&mdash; Tucker Carlson (@TuckerCarlson) <a href="https://x.com/TuckerCarlson/status/2099906095905165701?ref_src=twsrc%5Etfw">September 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>«<strong>Non c’è precedente per ciò che sta facendo l’amministrazione Trump. Né c’è una giustificazione</strong>» ha aggiunto Carlson. «Il governo di Israele non sta combattendo la Seconda guerra mondiale, e neanche una guerra. È impegnato in scontri periodici con una forza guerrigliera in Libano, e sta lavorando per sterminare una popolazione civile disarmata a Gaza. Nessuno dei due fronti richiede moderne bombe da 2.000 libbre». </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Israel-controlled Trump administration is providing these munitions to a genocidal regime as IDF veterans reveal on camera, in the new documentary Naza, how they called in airstrikes on neighborhoods in Gaza, slaughtering hundreds of civilians purely for the sake of killing <a href="https://t.co/vSUxhxN358">https://t.co/vSUxhxN358</a></p>&mdash; Max Blumenthal (@MaxBlumenthal) <a href="https://x.com/MaxBlumenthal/status/2099935291922428170?ref_src=twsrc%5Etfw">September 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Per il giornalista <strong>Max Blumenthal</strong>, è l&#8217;ennesima prova che l&#8217;amministrazione Usa è soggiogata da Tel Aviv: ««L’amministrazione Trump controllata da Israele sta fornendo queste munizioni a un regime genocida, mentre veterani dell’IDF rivelano in video, nel nuovo documentario Naza, come hanno richiesto attacchi aerei su quartieri di Gaza, <strong>massacrando centinaia di civili puramente per il gusto di uccidere</strong>». </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un fiume di armi e di bombe per Netanyahu da Trump</h2>



<p>Dall&#8217;inizio del secondo mandato di Trump, Washington ha destinato a Israele un flusso ingente di risorse militari, tra stanziamenti pubblici e vendite di armi autorizzate, per un totale di circa <strong>18,9 miliardi di dollari</strong>: 3,8 miliardi di aiuto diretto per l&#8217;esercizio fiscale 2025 (3,3 miliardi di <em>Foreign Military Financing</em> e 500 milioni per la difesa antimissile), a cui si sommano <strong>8,4 miliardi di vendite militari notificate</strong> al Congresso nel febbraio 2025 e 6,67 miliardi approvati a fine gennaio 2026 per elicotteri Apache, veicoli blindati JLTV e supporto ai mezzi Namer. A questa cifra potrebbe presto ora aggiungersi il nuovo pacchetto da 2,8 miliardi di dollari per 40.000 bombe da 2.000 libbre. </p>



<p>La vendita avviene in un momento in cui l&#8217;opinione pubblica statunitense nei confronti di Israele sta peggiorando sensibilmente. <a href="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/us-public-opinion-increasingly-negative-toward-israel-polls-show/4008793" type="link" id="https://www.aa.com.tr/en/middle-east/us-public-opinion-increasingly-negative-toward-israel-polls-show/4008793">Un sondaggio del <em>Pew Research Center</em></a> di luglio mostra che negli ultimi anni gli americani sono diventati più critici sia verso il popolo israeliano che verso il suo governo, mentre il giudizio su palestinesi, Autorità Palestinese e Hamas è rimasto sostanzialmente stabile. Il calo di consenso verso Israele attraversa trasversalmente entrambi i partiti, tutte le fasce d&#8217;età e la maggior parte dei gruppi religiosi. I numeri: nel 2026 il 42% degli americani ha un&#8217;opinione sfavorevole del popolo israeliano (era il 28% nel 2019), mentre il consenso verso il governo israeliano è sceso al 32% dal 41% dello stesso anno.</p>



<p><strong><em>Fonti: </em></strong></p>



<p><strong><em>John Hudson, “Trump’s Planned Sale of Controversial Bombs to Israel Is Largest in Years,” Washington Post, 15 settembre 2026, </em></strong><a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/09/15/trump-preparing-send-massive-shipment-2000-pound-bombs-israel/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/09/15/trump-preparing-send-massive-shipment-2000-pound-bombs-israel/</a>.</p>



<p><strong><em>Goldie Katz, “US Preparing for $2.8 Billion Arms Sale to Israel, Including over 40,000 Bombs – Report,” Jerusalem Post, 16 settembre 2026,</em></strong> <a href="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-908724" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-908724</a>.</p>



<p><strong><em>Jeremy M. Sharp, U.S. Foreign Aid to Israel: Overview and Developments since October 7, 2023, CRS Report RL33222 (Washington, DC: Congressional Research Service, aggiornato il 28 maggio 2025),</em></strong> <a href="https://www.congress.gov/crs-product/RL33222" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.congress.gov/crs-product/RL33222</a>.</p>



<p></p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tre-volte-hiroshima-trump-prepara-40-000-bombe-per-netanyahu-maxi-vendita-da-28-miliardi-di-dollari.html">Tre volte Hiroshima: Trump prepara 40.000 bombe per Netanyahu, maxi-vendita da 2,8 miliardi di dollari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La Grande Frenata dell’AI? Ma quale etica, è solo strategia: di mercato, geopolitica e ideologica</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/la-grande-frenata-dellai-ma-quale-etica-e-solo-strategia-di-mercato-geopolitica-e-ideologica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 04:46:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529701</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1194" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Dario-Amodei.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Intelligenza artificiale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Dario-Amodei.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Dario-Amodei-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Dario-Amodei-1024x637.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Dario-Amodei-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Dario-Amodei-1536x955.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Dario-Amodei-600x373.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cosa attira più attenzione e benevolenza di profetizzare la fine del mondo presentandosi poi come i salvatori? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-grande-frenata-dellai-ma-quale-etica-e-solo-strategia-di-mercato-geopolitica-e-ideologica.html">La Grande Frenata dell’AI? Ma quale etica, è solo strategia: di mercato, geopolitica e ideologica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1194" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Dario-Amodei.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Intelligenza artificiale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Dario-Amodei.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Dario-Amodei-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Dario-Amodei-1024x637.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Dario-Amodei-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Dario-Amodei-1536x955.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Dario-Amodei-600x373.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Rallentare il ritmo con cui l’intelligenza artificiale sta accelerando verso l’<em>armageddon</em>: è la proposta messa nera su bianco dal ceo di Anthropic, <strong>Dario Amodei</strong>, e condivisa dai leader di altri due colossi del settore, Sam Altman di OpenAi e Elon Musk di x.Ai. E non è casuale che sia proprio Anthropic al centro del clamore suscitato dalle dimissioni di un suo ricercatore, <strong>Jacob Coxon</strong> («si sta giocando d’azzardo con la vita umana») e dalle dichiarazioni di Evan Hubinger, responsabile dell’Alignment Stress-Testing dell’azienda («c’è oltre il 10% di probabilità che l’Ai provochi l’estinzione dell’umanità entro dieci anni»). Perché dietro mosse e affermazioni così allarmistiche c’è una <strong>strategia a tridente</strong>: di mercato, geopolitica, e ideologica. L’appello etico serve a dare una copertura alla prima, a rafforzare la seconda, e a legittimare la terza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bolla</h2>



<p>Sul piatto c’è sicuramente, anzitutto, <strong>l’interesse economico</strong>. L’AI di fabbricazione americana sta bruciando capitale a una velocità vertiginosa. <strong>La bolla sta gonfiando.</strong> OpenAI ha chiuso il 2025 con circa 13 miliardi di dollari di ricavi contro 34 miliardi di costi, 19 dei quali destinati alla ricerca. Anthropic, che prepara una <strong>quotazione a Wall Street</strong> con una valutazione potenziale fino a 2 mila miliardi di dollari, ha registrato un utile operativo di 818 milioni solo adesso, nel secondo trimestre del 2026. Proprio per questo, però, il mercato le chiede di dimostrare che il pozzo delle perdite non è senza fondo. Nel frattempo <strong>Microsoft, Alphabet, Meta, Amazon, Oracle e xAI</strong> finanziano una corsa agli armamenti fatta di chip, data center, reti elettriche e debito. Tra passività accumulate e investimenti futuri, il conto potrebbe avvicinarsi a 1300 miliardi di dollari entro il 2027.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oligopolio</h2>



<p>È una macchina che non può permettersi di fermarsi. E proprio qui sta il <strong>paradosso.</strong> Nei software di frontiera com’è l’intelligenza artificiale generativa, il tempo costa. Un modello diventa vecchio appena il concorrente ne presenta uno migliore. L’addestramento richiede <strong>quantità enormi di calcolo</strong>. E i ricavi sono ancora incerti. Una parte dell’intero sistema è curiosamente circolare: i produttori di chip finanziano i laboratori, i laboratori comprano <em>cloud</em>, il <em>cloud</em> alimenta nuovi investimenti, e gli stessi investitori scommettono sulla crescita futura del settore. <strong>Tutti corrono</strong> perché nessuno può essere il primo a smettere. È il <strong>dilemma del prigioniero</strong> su scala industriale: se tutti rallentano, forse guadagnano tempo; se rallenti soltanto tu, perdi quote di mercato. Una moratoria, allora, avrebbe un vantaggio non trascurabile per chi si trova già sulla cima: <strong>congelerebbe la classifica.</strong> Non è un dettaglio. Un’inchiesta del <em>Guardian</em> ha sottolineato come regole particolarmente onerose possano rafforzare la rendita di posizione di oligopolisti come Anthropic, OpenAI o x.Ai, rendendo molto più difficile la vita alle <em>startup</em> e ai progetti <em>open source</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sfida cinese</h2>



<p>Impellente è poi il confronto con il <strong>rivale tecnologico degli Stati Uniti: la Cina</strong>. Più povera di capitali ma più ricca di informatici, ingegneri ed esperti. Il modello cinese <strong>DeepSeek </strong>ha mostrato che prestazioni competitive possono essere ottenute con un impiego di calcolo più efficiente rispetto ai giganteschi sistemi americani. La reazione del mercato è stata brutale: <strong>Nvidia</strong> ha perso circa 600 miliardi di dollari di capitalizzazione in una sola seduta. In sostanza, quei comunisti dei cinesi – fra parentesi, bersaglio polemico sia di Amodei di Anthropic che del duo Thiel-Karp di Palantir &#8211;  dimostrano che si può <strong>ottenere di più spendendo meno</strong>. Anche perché, nel loro ecosistema finanziario e giuridico, contano sull’onnipresenza di un’entità che in genere agli imprenditori americani dà l’orticaria<strong>: lo Stato</strong>. È significativo ma non sorprendente, allora, che i tecno-oligarchi siano ora presi da un’irresistibile <strong>voglia di statalismo.</strong> OpenAI ha chiesto esplicitamente al Dipartimento dell’Energia «approcci innovativi» per ridurre il rischio d’impresa. Tradotto: energia a condizioni favorevoli, incentivi fiscali, infrastrutture, autorizzazioni più rapide e protezioni legali. <strong>Aiuti di Stato,</strong> insomma. È l’incendiario che scopre all’improvviso di aver bisogno dei pompieri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aiuti di Stato</h2>



<p>Il passaggio più interessante riguarda la richiesta di <strong>maggiori regolamentazioni e controlli</strong> da parte della pubblica amministrazione. E su questo è Anthropic, guarda caso, a fare da avanguardia. In un documento pubblicato il 12 settembre dal titolo <strong><em>We Must Pace the Frontier</em></strong>, Amodei segnala il pericolo che i bot blocchino i server dell’intera Internet, con danni per centinaia di miliardi. E cala l’asso nella manica: propone <strong>valutatori terzi</strong> da inserire stabilmente addirittura nelle sedi aziendali, con tanto di badge e scrivania, con accesso ai cantieri digitali e diritto-dovere di esaminare e rendere noti problemi e incidenti. Tralasciando la questione di chi, in ultima analisi, visto il <strong>lobbismo imperante a Washington</strong>, controlli i controllori, è estremamente indicativo che i privati facciano domanda di supervisione statale. Significa che intendono munirsi di uno scudo che li renda meno attaccabili davanti a un giudice, e soprattutto cementi <strong>l’intreccio con l’apparato dello Stato</strong>, che a sua volta significa agevolazioni, commesse ecc.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Guerra fredda</h2>



<p>Ma è anche un passo, quello di Anthropic, che butta la palla nel campo del governo, allegando alla proposta l’apertura di <strong>negoziati con Pechino</strong> riguardo il «limite di velocità» dell’auto-potenziamento algoritmico. Per parte sua, la Repubblica Popolare, dalle colonne del <em>Global Times</em>, ha già liquidato l’eventualità come una <strong>tattica da «guerra fredda».</strong> India e Paesi del Sud globale respingono quello che appare come un cartello americanocentrico dell’AI, paragonandolo a un recinto discriminatorio. <strong>L’Europa,</strong> vaso di coccio fra i vasi di ferro, balbetta. A ogni buon conto <strong>Donald Trump,</strong> a cui Amodei ha in pratica girato il cerino in mano, si è affrettato a bocciare ogni ipotesi in tal senso. Così come è spiegabilissima la reazione della filo-trumpiana <strong>Palantir, </strong>molto espostasi sul fronte della battaglia per agguantare contratti pubblici e dominare il dibattito d’idee. Il co-fondatore <strong>Joe Lonsdale,</strong> con un tweet, ha sfoggiato sicurezza nel ribattere agli avversari di Anthropic: «Andrà tutto bene, la situazione è sotto controllo»</p>



<h2 class="wp-block-heading">Messia nerd</h2>



<p>Affari ed egemonia culturale sono terreni in cui i concorrenti <strong>giocano tutti contro tutti</strong>. Ma non si tratta solo di marketing: il “Palantir Manifesto” firmato da Alex Karp, le conferenze sull’Anticristo di <strong>Peter Thiel,</strong> i saggi scritti da Amodei, le intemerate politiche di Musk, le uscite visionarie di Altman rivelano che, ad animare questi <em>nerd</em> padroni dell’IA, non è la sola motivazione del profitto, ma è ancor più la convinzione <em>in buona fede</em> di essere <strong>investiti di una missione salvifica</strong>, messianica. Quasi religiosa. Non per niente, alla presentazione dell’enciclica <em>Magnifica Humanitas </em>di <strong>papa Leone XIV</strong> faceva capolino un rappresentante di Anthropic, unica impresa ammessa alla cerimonia. A vincere, difatti, è chi sa <strong>influenzare la pubblica opinione</strong> e muoversi strategicamente sul piano politico e dell’immaginario. E cosa attira più attenzione e benevolenza di <strong>profetizzare la fine del mondo</strong> presentandosi come salvatori, con la faccia tosta tipica di chi invece è responsabile e profittatore della <strong>nuova bomba atomica</strong>?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-grande-frenata-dellai-ma-quale-etica-e-solo-strategia-di-mercato-geopolitica-e-ideologica.html">La Grande Frenata dell’AI? Ma quale etica, è solo strategia: di mercato, geopolitica e ideologica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Germania: arrivano i Tomahawk per colpire in profondità</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/germania-arrivano-i-tomahawk-per-colpire-in-profondita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 04:46:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Bundeswehr]]></category>
		<category><![CDATA[Tomahawk]]></category>
		<category><![CDATA[Typhon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/960px-US_Army_Typhon_TEL.webp-2269708789.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/960px-US_Army_Typhon_TEL.webp-2269708789.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/960px-US_Army_Typhon_TEL.webp-2269708789-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/960px-US_Army_Typhon_TEL.webp-2269708789-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/960px-US_Army_Typhon_TEL.webp-2269708789-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/960px-US_Army_Typhon_TEL.webp-2269708789-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Il piano tedesco di acquisizione dei vettori Tomahawk e dei relativi lanciatori terrestri del sistema Typhon statunitense vale 3,4 miliardi di euro</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/germania-arrivano-i-tomahawk-per-colpire-in-profondita.html">Germania: arrivano i Tomahawk per colpire in profondità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/960px-US_Army_Typhon_TEL.webp-2269708789.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/960px-US_Army_Typhon_TEL.webp-2269708789.jpg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/960px-US_Army_Typhon_TEL.webp-2269708789-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/960px-US_Army_Typhon_TEL.webp-2269708789-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/960px-US_Army_Typhon_TEL.webp-2269708789-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/960px-US_Army_Typhon_TEL.webp-2269708789-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>A margine del vertice NATO di Ankara dello <a href="https://www.defensenews.com/global/europe/2026/07/09/germany-to-buy-us-tomahawks-in-shift-toward-own-long-range-capability/">scorso luglio</a> è emersa la notizia che la <strong>Germania</strong> avrebbe acquistato missili da crociera <strong>Tomahawk </strong>e il sistema di lancio terrestre <strong>Typhon </strong>per diversificare la propria capacità di attacco in profondità e colmare una lacuna missilistica che perdurava dai tempi della Guerra Fredda.</p>



<p>Le prime notizie parlavano di un impegno finanziario di circa un miliardo di euro per 400 missili da crociera e relativi sistemi di lancio, ma recentemente il quotidiano <em><a href="https://www.politico.eu/article/germany-tomahawk-missile-typhon-launcher-plan/">Politico </a></em>ha rivelato che la cifra si aggira intorno ai <strong>3,4 miliardi di euro</strong>. Questa cifra rappresenta l&#8217;attuale stima del Ministero della Difesa tedesco riguardo al fabbisogno finanziario complessivo per l&#8217;acquisto e si prevede che tale importo confluirà nella preparazione del bilancio tedesco per il 2027, attualmente in fase di definizione. Secondo quanto riferito, l&#8217;accordo per i missili e per i sistemi Typhon <strong>vedrebbero una qualche forma di partecipazione dell&#8217;industria tedesca nella costruzione</strong>, pur mantenendo le condizioni di proprietà dei brevetti e di accesso a tecnologia sensibile in mano agli Stati Uniti.</p>



<p>A luglio le prime notizie diffuse in merito all&#8217;acquisto dei vettori Tomahawk riportavano che la Germania fosse interessata alla versione <strong>Block VB</strong>, dotato di un collegamento dati bidirezionale che consente di ricevere correzioni di rotta e altri aggiornamenti per l&#8217;acquisizione del bersaglio, nonché di essere completamente riassegnato a nuovi obiettivi durante il volo. Questa sottovariante è equipaggiata con una testata multieffetto che la rende idonea a colpire una gamma più ampia di bersagli terrestri e ha una gittata superiore alle 1000 miglia (1800 km), a seconda della configurazione specifica. </p>



<p>Il Typhon è un sistema di lancio mobile, sviluppato dagli Stati Uniti per l&#8217;U.S. Army, che è in grado di utilizzare i missili da crociera Tomahawk e i vettori da difesa aerea SM-6; inoltre essi sono destinati a essere armati con armi ipersoniche in fase di sviluppo, come il Dark Eagle, e potenzialmente con altri sistemi, quali il missile ipersonico <em>Operational Fires </em>(OpFires) e il missile balistico a corto raggio <em>Precision Strike Missile </em>(PrSM).</p>



<p>La possibilità di avere negli arsenali questo tipo particolare di lanciatore si è aperta con la fine del <strong>Trattato INF</strong> (<em>Intermediate-range Nuclear Forces</em>) che proibiva a Stati Uniti e Russia (un tempo URSS) non solo lo schieramento ma anche il semplice possesso nelle proprie forze armate di vettori e lanciatori terrestri di missili da crociera e balistici a raggio medio e intermedio. Un trattato, siglato nel 1987 ed entrato in vigore l&#8217;anno successico, che ha rafforzato la stabilità militare e politica nel continente europeo. La fine dell&#8217;accordo, <strong>determinata dapprima dalla ricusazione USA nel 2019 e poi russa nel 2025,</strong> ha permesso nuovamente lo schieramento in Europa di questo tipo particolare di sistemi missilistici e la loro fabbricazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto ELSA</h2>



<p>Gli Stati Uniti avevano originariamente previsto di dispiegare a rotazione in Germania un reparto di Typhon: sotto l&#8217;amministrazione Biden, la <strong>2MDTF (2nd Multi-Domain Task Force)</strong> avrebbe dovuto avviare “schieramenti episodici” in Germania nel 2026, seguiti da uno “stazionamento a lungo termine” di vari tipi di missili a lungo raggio. A maggio di quest&#8217;anno, a seguito della crisi diplomatica tra Berlino e Washington, il Pentagono ha annunciato l&#8217;abbandono di questo piano, molto probabilmente anche per spronare la Germania a procedere alla richiesta di acquisto del sistema. Richiesta già avanzata dal governo tedesco <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-germania-vuole-il-sistema-di-lancio-per-missili-da-crociera-typhon.html">a luglio 2025</a> quando il ministro della Difesa tedesco, <strong>Boris Pistorius,</strong> aveva affermato davanti alle telecamere durante un suo viaggio a Washington che la <em>Bundeswehr </em>avrebbe potuto vedere arrivare il sistema di lancio di missili da crociera Typhon.</p>



<p>Per la Germania, tuttavia, <strong>l&#8217;acquisizione dei missili Tomahawk è da considerarsi una soluzione temporanea,</strong> in attesa che diventino disponibili armi a lungo raggio sviluppate a livello nazionale ed europeo. In un&#8217;ottica di lungo periodo, la Germania partecipa all&#8217;iniziativa <strong>ELSA (European Long-Range Strike Approach)</strong>. Un progetto, guidato dalla Francia e che coinvolge anche Italia, Polonia, Svezia e Regno Unito, che mira a sviluppare una nuova capacità di attacco a lungo raggio, potenzialmente sotto forma di missile da crociera, missile balistico o una combinazione di entrambi. <strong>L&#8217;obiettivo di ELSA è realizzare un missile con una gittata compresa tra i 1000 e i 2000 km,</strong> la cui entrata in servizio sarebbe prevista per gli anni &#8217;30. Parallelamente, Germania e Regno Unito hanno annunciato l&#8217;intenzione di sviluppare congiuntamente un&#8217;arma per attacchi di precisione in profondità con una gittata superiore ai 2000 km, tuttavia questo progetto è ancora in una fase iniziale e non è stato definito alcun quadro industriale di riferimento.</p>



<p>Va comunque osservato che la Germania – come l&#8217;Italia – ha capacità di attacco a lungo raggio che utilizzano velivoli da bombardamento armati di missili da crociera, ma l&#8217;acquisizione di un sistema terrestre di lancio per vettori da attacco terrestre di precisione <strong>consente di sgravare l&#8217;aviazione dai pericolosi compiti di attacco in profondità</strong> e inoltre permette una maggiore dispersione della componente di deterrenza per via della mobilità del sistema di lancio Typhon. In linea generale, quindi, la capacità di deterrenza tedesca migliorerà con l&#8217;arrivo dei Typhon armati di Tomahawk. Per quanto riguarda il missile da crociera, risulterebbe esserci stato l&#8217;interesse tedesco anche per l&#8217;acquisizione della sua versione navale da imbarcare sulle future fregate di classe Type 127, ma tale programma è stato successivamente cancellato.</p>



<p>Ancora una volta Berlino procede ad acquistare “dallo scaffale” (<em>off-the-shelf</em>) un sistema di fabbricazione statunitense per le sue forze armate, ma questa volta <a href="https://it.insideover.com/difesa/germania-capacita-operativa-iniziale-per-i-missili-arrow-3.html">non sono biasimabili</a> per non aver scelto nel Vecchio Continente: attualmente non esiste niente di analogo fabbricato in Europa e, come abbiamo visto, le prime costruzioni europee saranno pronte da un decennio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/germania-arrivano-i-tomahawk-per-colpire-in-profondita.html">Germania: arrivano i Tomahawk per colpire in profondità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Pressioni americane da fuori, spinte autonomiste da dentro: le tante fragilità del Regno Unito</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/pressioni-americane-da-fuori-spinte-autonomiste-da-dentro-le-tante-fragilita-del-regno-unito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:52:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reform UK]]></category>
		<category><![CDATA[Sinn Fein]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1381" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260915095644303_cf337e5ede999644ebd3fb40de6ed5be.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260915095644303_cf337e5ede999644ebd3fb40de6ed5be.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260915095644303_cf337e5ede999644ebd3fb40de6ed5be-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260915095644303_cf337e5ede999644ebd3fb40de6ed5be-1024x737.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260915095644303_cf337e5ede999644ebd3fb40de6ed5be-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260915095644303_cf337e5ede999644ebd3fb40de6ed5be-1536x1105.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260915095644303_cf337e5ede999644ebd3fb40de6ed5be-600x432.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pressioni americane e argentine, nazionalismo e autonomismo: le tante faglie del Regno Unito. Gli scenari interni e esterni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/pressioni-americane-da-fuori-spinte-autonomiste-da-dentro-le-tante-fragilita-del-regno-unito.html">Pressioni americane da fuori, spinte autonomiste da dentro: le tante fragilità del Regno Unito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1381" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260915095644303_cf337e5ede999644ebd3fb40de6ed5be.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260915095644303_cf337e5ede999644ebd3fb40de6ed5be.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260915095644303_cf337e5ede999644ebd3fb40de6ed5be-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260915095644303_cf337e5ede999644ebd3fb40de6ed5be-1024x737.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260915095644303_cf337e5ede999644ebd3fb40de6ed5be-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260915095644303_cf337e5ede999644ebd3fb40de6ed5be-1536x1105.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260915095644303_cf337e5ede999644ebd3fb40de6ed5be-600x432.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono settimane difficili per il <strong>Regno Unito</strong> guidato dal <strong>nuovo primo ministro Andy Burnham</strong>, succeduto a luglio a <strong>Keir Starmer</strong> ed entrato in campo con l&#8217;impegno di governare in <a href="https://it.insideover.com/politica/andy-burnham-si-insedia-alla-guida-del-labour-governero-per-la-gran-bretagna-dimenticata.html" type="post" id="523580">nome di una parte di Paese da lui ritenuta &#8220;dimenticata&#8221;</a>, oggi chiamato a dover gestire il combinato disposto tra <strong>pressioni internazionali e spinte al decentramento interno</strong> che hanno posto negli ultimi giorni all&#8217;ordine delle discussioni il tema della stessa capacità di tenuta dello Stato britannico nei prossimi decenni. Riavvolgendo il nastro si possono sommare diversi fatti. Hanno fatto scalpore le parole del <strong>presidente statunitense Donald Trump</strong> nella recente visita in <strong>Irlanda</strong>, dove ha sterzato rispetto a una posizione consolidata degli Usa e aperto, a parole, a un giudizio positivo sulla riunificazione dell&#8217;isola celtica, che hanno preceduto di poco <a href="https://www.yahoo.com/news/politics/articles/uk-breakup-push-escalates-amid-004119391.html?guccounter=1&amp;guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuZ29vZ2xlLmNvbS8&amp;guce_referrer_sig=AQAAAFVrFvrUwcolhNXdHikVMCqrnx9eM_NZTBzsBuBKIamS7nweXyid43oOa81tdCV3GSFwSUe5VNqCs5Xk41jjhCmkzv2W3D7F-xUkGIaOWzs-gZqPKBDFYSZpEYfQXg4tqBhiqVNOebPUaKySG-QgSse8XN0trKdUgaL7PvrZSsxc">la <strong>dichiarazione congiunta di Cardiff</strong> da parte dei leader di Galles, Scozia e Irlanda del Nord. </a></p>



<p>Lunedì, infatti, Rhun ap Iorwerth, First Minister gallese, e i colleghi di Edimburgo, John Swinney, e Belfast, Michelle O&#8217;Neill, assieme a Mary Lou McDonald, capa della sezione di Dublino del Sinn Fein, l&#8217;organizzazione nazionalista, cattolica e di sinistra pro-riunificazione irlandese, hanno firmato un memorandum che apre alla comune rivendicazione di <a href="https://www.theguardian.com/politics/2026/sep/14/westminster-first-ministers-uk-celtic-nations-wales-northern-ireland-scotland">possibili, futuri referendum per l&#8217;indipendenza</a> e, soprattutto, alla <strong>spinta per pesanti cambiamenti istituzionali</strong> nello Stato di Sua Maestà. Come ha <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/sep/15/tuesday-briefing-how-to-understand-wales-scotland-and-northern-irelands-joint-call-for-change">commentato il Guardian</a>, queste dichiarazioni &#8220;fanno parte di un dialogo transnazionale in cui il decentramento è il progetto determinante del primo ministro britannico, ancora relativamente nuovo&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Devolution e indipendentismo, nazionalismo e decentramento</h2>



<p>Burnham lavora a un progetto di consolidamento del decentramento del potere su diversi settori strategici per le comunità in Inghilterra, così da dare maggior margine di manovra alle autorità; il leader laburista, <a href="https://www.ft.com/content/72e4bd53-2e4f-420a-aa44-4de486a0ab19?syn-25a6b1a6=1">ha ricordato il <em>Financial Times</em></a>, ha però in mente anche un confronto serrato con i leader di Edimburgo, Belfast e Cardiff su come tale processo possa prendere piede anche nelle tre terre celtiche che assieme all&#8217;Inghilterra formano il Regno Unito. Per <strong>Scozia, Galles e Irlanda del Nord</strong>, del resto, la dichiarazione di Cardiff ha innanzitutto valore politico, per riaffermare una linea comune verso Londra e creare un fronte comune sul piano della conquista di maggiore autonomia. Il rafforzamento dei poteri è l&#8217;obiettivo vicino, il referendum indipendentista l&#8217;aspettativa di arrivo su cui nessuna delle tre nazioni vede <strong>tempi e prospettive certe.</strong></p>



<p>In tal senso, se lo Scottish National Party è in ripresa dopo anni difficili e dopo aver <strong>perso il referendum sull&#8217;indipendenza nel 2024</strong> e il Playd Cymru ha vinto a maggio le elezioni locali in Galles scalzando il Partito Laburista dopo oltre un quarto di secolo, il caso dell&#8217;Irlanda del Nord si salda alla posizione internazionale del Regno Unito, dato che è difficile leggere in forma scissa la presa di posizione dei leader locali a Cardiff e le parole di Trump a Dublino. <strong>Per quanto indipendenti e dettate da motivazioni diverse,</strong> queste prese di posizione hanno avuto un ruolo strategico. </p>



<p>Trump, <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c1wxlx98yqyo">secondo la Bbc,</a> ha detto parole importanti perché &#8221;&nbsp;il dibattito sulla riunificazione irlandese è reale e in corso, e l&#8217;Accordo del Venerdì Santo prevede un percorso politico per realizzarla&#8221; e, del resto, va ricordato che proprio gli Stati Uniti hanno giocato un ruolo (si suggeriscono per approfondire <a href="https://thehill.com/opinion/international/560523-how-irelands-good-friday-agreement-affects-us-uk-relations/">un&#8217;analisi del politologo Brian Atwood per The Hill</a> e una di <a href="https://giwps.georgetown.edu/2021/05/13/the-united-states-role-in-reaffirming-the-good-friday-agreement/">Monica McWilliams per il Georgetown Institute for Women, Peace and Security</a>) nel porre fine, sulla scia della sintonia politica tra Bill Clinton e Tony Blair, al <strong>conflitto tra l&#8217;Irish Republican Army</strong> e le autorità britanniche <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ciclone-nazionalista-sullirlanda-del-nord.html">col patto del 1998</a>, che è anche una filiazione della diplomazia Usa. Le parole di Trump sono il proverbiale <strong>sasso nello stagno</strong> che agiterà non solo l&#8217;ampia comunità irlandese-americana ma anche la politica britannica. <strong>Per ora, c&#8217;è da segnalare la presa di distanza tra Nigel Farage</strong>, leader dei <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ritorno-del-nazionalismo-inglese-dopo-la-brexit-puo-segnare-la-fine-del-regno-unito.html" type="post" id="384700">nazionalisti</a> di Reform Uk, e l&#8217;alleato americano d&#8217;oltre Atlantico,<a href="https://timesofindia.indiatimes.com/world/uk/northern-ireland-is-part-of-uk-nigel-farage-rejects-trumps-call-for-united-ireland/articleshow/134149044.cms"> dato che il leader della destra ha criticato le parole di Trump.</a> Mostrando come sul fronte interno per Burnham la sfida sia tra la <strong>tendenza centrifuga e<a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-05-16/uk-politics-farage-emerges-as-nemesis-for-scotland-wales-nationalists"> l&#8217;arroccamento nazionalista</a> dell&#8217;Inghilterra profonda</strong>, già motore del voto per la Brexit nel 2016 e che i Laburisti mirano a riconquistare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;affare Falkland</h2>



<p>In quest&#8217;ottica, per quanto a-strategiche e probabilmente dettate da un combinato disposto di necessità politiche interne connesse all&#8217;elettorato di origine irlandese e dalla volontà &#8220;punitiva&#8221; contro un Regno Unito che non ha seguito fino in fondo Washington sulle <strong>recenti avventure mediorientali,</strong> e ha una posizione più netta sull&#8217;Ucraina e la Nato, le uscite di The Donald intersecano un clima politico articolato e si sovrappongono a altre vicende che sfidano la leadership di Burnham, prima fra tutte la <strong>questione della sovranità delle<a href="https://it.insideover.com/politica/leterno-ritorno-delle-falkland.html" type="post" id="387217"> Isole Falkland</a></strong> rimessa in discussione dall&#8217;Argentina del presidente di destra e alleato di Trump<a href="https://www.al-monitor.com/originals/2026/09/argentinas-milei-plans-bill-toughen-sanctions-against-firms-operating-falklands">, Javier Milei, nelle scorse settimane.</a> Trump ha di recente <a href="https://www.rionegro.com.ar/politica/malvinas-donald-trump-hablo-de-una-posible-mediacion-y-el-gobierno-de-milei-evalua-su-dialogo-con-reino-unido-4719542/"><strong>ritenuto problematica l&#8217;ipotesi di uno scontro tra Buenos Aires e Londra</strong> </a>per il controllo delle Falkland/Malvinas ma anche sottolineato che non ritiene certa l&#8217;ipotesi che il Regno Unito sia in grado di garantire, in caso di scontro, un&#8217;effettiva difesa dell&#8217;arcipelago nell&#8217;Atlantico meridionale come avvenne nel conflitto del 1982.</p>



<p><a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2026/sep/10/trump-falkland-islands-us-uk-relationship"><strong>L&#8217;amministrazione Trump sta mostrando una cresecente ambiguità</strong> sulla vicenda</a>, e va considerato che in un quadro geopolitico in cui Washington mira a consolidare la presa sul cosiddetto &#8220;<a href="https://it.insideover.com/difesa/priorita-allemisfero-occidentale-e-duro-realismo-con-cina-e-russia-la-nuova-strategia-del-pentagono.html" type="post" id="502884">emisfero occidentale</a>&#8220;, le Americhe dalla Groenlandia all&#8217;Atlantico Meridionale, agli occhi di The Donald il contingente fatto che alla Casa Rosada di Buenos Aires vi sia un governo pienamente allineato a Washington, mentre a Downing Street non succede la stessa cosa, potrebbe far pendere l&#8217;ago della bilancia verso l&#8217;incertezza. <a href="https://www.lavoz.com.ar/politica/milei-evalua-eventual-mediacion-estados-unidos-disputa-malvinas_0_nRUHRB5m2i.html">Secondo il quotidiano La Voz</a>, l&#8217;entourage di Milei ritiene che &#8220;le dichiarazioni di Trump contribuiscono a mantenere la rivendicazione di sovranità dell&#8217;Argentina sulle isole all&#8217;ordine del giorno internazionale&#8221; e in un contesto che vede Buenos Aires aperta a portare sul tavolo del confronto negoziale la sua rivendicazione sulle Falkand la Casa Rosada &#8220;sta analizzando la possibilità che gli Stati Uniti svolgano un ruolo nella disputa diplomatica sulle Isole Falkland&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;incertezza del Regno Unito</h2>



<p><strong>Può però l&#8217;America essere un partner oggi ritenuto credibile su </strong><a href="https://www.lagaceta.com.ar/nota/1153856/politica/milei-planea-reunirse-trump-para-fortalecer-reclamo-malvinas.html"><strong>una vicenda tanto strategica</strong> in</a> un contesto che vede Trump mettere i rapporti ideologici e sistemici odierni di fronte a complesse architetture strategiche e rapporti costruiti in decenni? Possono le idee di Milei trovare riscontro alla luce delle parole di Trump su un altro fronte, quello irlandese? E soprattutto, come gestirà il governo britannico questo sommarsi di tensioni globali e spinte centrifughe, non coordinate ma convergenti temporalmente, in un contesto in cui il ritorno in linea di galleggiamento di un Paese fratturato, indebitato e con una leadership incerta negli ultimi anni è un obiettivo dell&#8217;esecutivo che Starmer nei suoi due anni di governo ha mancato e che Burnham mira a conseguire? <strong>In definitiva, che Regno Unito conosceremo nei prossimi anni?</strong> Dieci anni fa il voto per la Brexit fu salutato dai suoi fautori come una spinta a una maggiore autonomia e forza del Regno Unito. <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/brexit-dieci-anni-dopo-il-referendum-hanno-perso-tutti.html" type="post" id="521188">Dal 2016 al 2026</a>, è il Regno Unito che conosce le maggiori incertezze. E per i prossimi decenni inizia a palesarsi l&#8217;ipotesi, remota ma non più ascrivibile al periodo ipotetico dell&#8217;impossibilità, che si possa arrivare a ritenere messa a repentaglio l&#8217;unità stessa del Regno in sinergia con una radicale ristrutturazione del pivot geopolitico storico rappresentato dal partenariato transatlantico con l&#8217;America. Un cambio epocale che a Londra si farebbe fatica a metabolizzare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.washingtonpost.com/world/2026/09/12/trump-dublin-says-he-would-love-see-irish-reunification/">https://www.washingtonpost.com/world/2026/09/12/trump-dublin-says-he-would-love-see-irish-reunification/</a></li>



<li><a href="https://www.theguardian.com/politics/2026/sep/14/westminster-first-ministers-uk-celtic-nations-wales-northern-ireland-scotland">https://www.theguardian.com/politics/2026/sep/14/westminster-first-ministers-uk-celtic-nations-wales-northern-ireland-scotland</a></li>



<li><a href="https://www.theguardian.com/world/2026/sep/15/tuesday-briefing-how-to-understand-wales-scotland-and-northern-irelands-joint-call-for-change">https://www.theguardian.com/world/2026/sep/15/tuesday-briefing-how-to-understand-wales-scotland-and-northern-irelands-joint-call-for-change</a></li>



<li><a href="https://thehill.com/opinion/international/560523-how-irelands-good-friday-agreement-affects-us-uk-relations/">https://thehill.com/opinion/international/560523-how-irelands-good-friday-agreement-affects-us-uk-relations/</a></li>



<li><a href="https://www.yahoo.com/news/politics/articles/uk-breakup-push-escalates-amid-004119391.html">https://www.yahoo.com/news/politics/articles/uk-breakup-push-escalates-amid-004119391.html</a></li>



<li><a href="https://giwps.georgetown.edu/2021/05/13/the-united-states-role-in-reaffirming-the-good-friday-agreement/">https://giwps.georgetown.edu/2021/05/13/the-united-states-role-in-reaffirming-the-good-friday-agreement/</a></li>



<li><a href="https://www.al-monitor.com/originals/2026/09/argentinas-milei-plans-bill-toughen-sanctions-against-firms-operating-falklands">https://www.al-monitor.com/originals/2026/09/argentinas-milei-plans-bill-toughen-sanctions-against-firms-operating-falklands</a></li>



<li><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-05-16/uk-politics-farage-emerges-as-nemesis-for-scotland-wales-nationalists">https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-05-16/uk-politics-farage-emerges-as-nemesis-for-scotland-wales-nationalists</a></li>



<li><a href="https://timesofindia.indiatimes.com/world/uk/northern-ireland-is-part-of-uk-nigel-farage-rejects-trumps-call-for-united-ireland/articleshow/134149044.cms">https://timesofindia.indiatimes.com/world/uk/northern-ireland-is-part-of-uk-nigel-farage-rejects-trumps-call-for-united-ireland/articleshow/134149044.cms</a></li>



<li><a href="https://www.rionegro.com.ar/politica/malvinas-donald-trump-hablo-de-una-posible-mediacion-y-el-gobierno-de-milei-evalua-su-dialogo-con-reino-unido-4719542/">https://www.rionegro.com.ar/politica/malvinas-donald-trump-hablo-de-una-posible-mediacion-y-el-gobierno-de-milei-evalua-su-dialogo-con-reino-unido-4719542/</a></li>



<li><a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2026/sep/10/trump-falkland-islands-us-uk-relationship">https://www.theguardian.com/commentisfree/2026/sep/10/trump-falkland-islands-us-uk-relationship</a></li>



<li><a href="https://www.lavoz.com.ar/politica/milei-evalua-eventual-mediacion-estados-unidos-disputa-malvinas_0_nRUHRB5m2i.html">https://www.lavoz.com.ar/politica/milei-evalua-eventual-mediacion-estados-unidos-disputa-malvinas_0_nRUHRB5m2i.html</a></li>



<li><a href="https://www.lagaceta.com.ar/nota/1153856/politica/milei-planea-reunirse-trump-para-fortalecer-reclamo-malvinas.html">https://www.lagaceta.com.ar/nota/1153856/politica/milei-planea-reunirse-trump-para-fortalecer-reclamo-malvinas.html</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/pressioni-americane-da-fuori-spinte-autonomiste-da-dentro-le-tante-fragilita-del-regno-unito.html">Pressioni americane da fuori, spinte autonomiste da dentro: le tante fragilità del Regno Unito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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