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	<title>Somaliland Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 16 Jun 2026 13:44:15 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Somaliland Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>A Gerusalemme apre l&#8217;ambasciata del Somaliland: Israele punta sul Corno d&#8217;Africa e sul Mar Rosso</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/a-gerusalemme-apre-lambasciata-del-somaliland-israele-punta-sul-corno-dafrica-e-sul-mar-rosso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 13:44:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>il presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, e il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar hanno inaugurato l'ambasciata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/a-gerusalemme-apre-lambasciata-del-somaliland-israele-punta-sul-corno-dafrica-e-sul-mar-rosso.html">A Gerusalemme apre l&#8217;ambasciata del Somaliland: Israele punta sul Corno d&#8217;Africa e sul Mar Rosso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616110550910_73d35f9b0b98d77aa9f055e3e1ed4ce5-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di lunedì 15 giugno il <strong>presidente del <a href="https://it.insideover.com/difesa/somaliland-riconosciuto-da-israele-il-micro-stato-che-ridisegna-gli-equilibri-tra-mar-rosso-e-golfo-di-aden.html#google_vignette">Somaliland, </a>Abdirahman Mohamed Abdullahi</strong>, e il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa&#8217;ar, hanno inaugurato l&#8217;ambasciata del piccolo Stato del Corno d&#8217;Africa secessionista dalla Somalia, riconosciuto dal governo di Benjamin Netanyahu nel dicembre 2025. La mossa, che corona una serie d&#8217;incontri condotti da Abdullahi con le autorità israeliane, a partire dal presidente Isaac Herzog, mostra l&#8217;ampiezza delle ambizioni israeliane per la regione del Corno d&#8217;Africa e del Mar Rosso ove Tel Aviv ha una solida proiezione politica, diplomatica e, in prospettiva, militare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;asse Israele-Somaliland </h2>



<p>Il Somaliland è andato direttamente alla porta principale, <strong>aprendo l&#8217;ambasciata a Gerusalemme riconosciuta solo da pochi Stati, tra cui gli Usa, capitale di Israele. </strong>Ora a questi si aggiunge una repubblica che si è staccata di fatto dalla Somalia nel 1991 e ha goduto da allora di una solida stabilità interna, contrapposta al caos del Paese-madre, senza però mai ricevere alcun riconoscimento internazionale come Stato sovrano. Per il Paese che controlla il territorio dell&#8217;ex Somalia britannica la sponda israeliana è stata decisiva, e questo si inserisce in una partita a più livelli per la proiezione regionale. Mentre su altri teatri, dal Libano all&#8217;Iran, la strategia israeliana cozza con i vincoli imposti dal negoziato guidato dagli Usa e dal sovraccarico di impegni militari, nel Corno d&#8217;Africa c&#8217;è una strategia tutta da costruire per amplificare la potenza dello Stato Ebraico. E il Somaliland non entra causalmente nell&#8217;equazione. Tutt&#8217;altro.</p>



<p>Inserirsi nella regione vorrebbe dire avere una sponda sul Golfo di Aden, a pochi passi dallo Yemen ove rimangono forti gli Houthi, nemici di Israele, che hanno in passato usato la leva militare per interdire i traffici marittimi nello stretto di Bab el-Mandeb, porta tra Oceano Indiano e Mar Rosso, da cui è dipendente il 10% del commercio globale. Tel Aviv e Hargeisa possono fare sponda per consegnare a Israele una <strong>posizione più rilevante in loco</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli obiettivi di Israele</h2>



<p><a href="https://fmes-france.org/the-red-sea-power-game-israels-recognition-of-somaliland-and-the-contest-for-influence-in-the-horn-of-africa/">La Fondazione Mediterranea di Studi Strategici (Fmes),</a> centro studi francese, ha parlato di un &#8220;pivot to Africa&#8221; del governo di Benjamin Netanyahu, sottolineando come un inserimento in Somaliland consentirebbe alle forze armate israeliane di &#8220;raccogliere informazioni in tempo reale, condurre sorveglianza con droni e rispondere rapidamente agli attacchi missilistici o con droni degli Houthi&#8221;. Inoltre, <strong>si potrebbe marcare a uomo la Turchia, stanziata in Somalia</strong>, e contribuire a un rafforzamento del partenariato con gli Emirati Arabi Uniti, che non riconoscono il Somaliland ma ne controllano il porto principale, Berbera. Aprendo ulteriormente la prospettiva, si potrebbe parlare di un quadrilatero esteso all&#8217;Etiopia, che teme le turbolenze della Somalia e mira a fare di Berbera il suo punto d&#8217;accesso al mare per non dipendere dalle intemperanze dell&#8217;Eritrea.</p>



<p>Per il Somaliland &#8220;il riconoscimento diplomatico da parte di Israele fornisce il livello politico che completa gli investimenti di capitale degli Emirati Arabi Uniti e la ricerca da parte dell&#8217;Etiopia di un accesso marittimo&#8221;, aggiunge la Fmes. Le prospettive sistemiche parlano, dunque, di grandi manovre tra diplomazia e politica dove Somaliland e Israele si sono reciprocamente utili. E Tel Aviv ottiene nuovi spazi di proiezione per competere in un grande gioco tra Medio Oriente, Mar Rosso e Africa<a href="https://www.timesofisrael.com/visiting-somaliland-president-opens-embassy-in-jerusalem/"> sempre più articolato e spericolato.</a></p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/a-gerusalemme-apre-lambasciata-del-somaliland-israele-punta-sul-corno-dafrica-e-sul-mar-rosso.html">A Gerusalemme apre l&#8217;ambasciata del Somaliland: Israele punta sul Corno d&#8217;Africa e sul Mar Rosso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Israele si prepara per una base in Somaliland, la Turchia schiera i caccia in Somalia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/israele-si-prepara-per-una-base-in-somaliland-la-turchia-schiera-i-caccia-in-somalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 16:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia F-16]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1099" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Israele-si-prepara-per-una-base-in-Somaliland-la-Turchia-schiera-i-caccia-in-Somalia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Israele-si-prepara-per-una-base-in-Somaliland-la-Turchia-schiera-i-caccia-in-Somalia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Israele-si-prepara-per-una-base-in-Somaliland-la-Turchia-schiera-i-caccia-in-Somalia-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Israele-si-prepara-per-una-base-in-Somaliland-la-Turchia-schiera-i-caccia-in-Somalia-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Israele-si-prepara-per-una-base-in-Somaliland-la-Turchia-schiera-i-caccia-in-Somalia-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Israele-si-prepara-per-una-base-in-Somaliland-la-Turchia-schiera-i-caccia-in-Somalia-1536x879.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Israele-si-prepara-per-una-base-in-Somaliland-la-Turchia-schiera-i-caccia-in-Somalia-600x343.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele non si ferma nel suo rapporto con il Somaliland e dopo aver riconosciuto l&#8217;indipendenza dello Stato secessionista dalla Somalia spinge per concretizzare il progetto di una base militare nel Corno d&#8217;Africa. Una prospettiva che, se attuata, cambierebbe notevolmente i paradigmi geostrategici e consoliderebbe la proiezione regionale di Tel Aviv, oltre che il braccio di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/israele-si-prepara-per-una-base-in-somaliland-la-turchia-schiera-i-caccia-in-somalia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1099" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Israele-si-prepara-per-una-base-in-Somaliland-la-Turchia-schiera-i-caccia-in-Somalia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Israele-si-prepara-per-una-base-in-Somaliland-la-Turchia-schiera-i-caccia-in-Somalia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Israele-si-prepara-per-una-base-in-Somaliland-la-Turchia-schiera-i-caccia-in-Somalia-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Israele-si-prepara-per-una-base-in-Somaliland-la-Turchia-schiera-i-caccia-in-Somalia-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Israele-si-prepara-per-una-base-in-Somaliland-la-Turchia-schiera-i-caccia-in-Somalia-768x440.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Israele-si-prepara-per-una-base-in-Somaliland-la-Turchia-schiera-i-caccia-in-Somalia-1536x879.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Israele-si-prepara-per-una-base-in-Somaliland-la-Turchia-schiera-i-caccia-in-Somalia-600x343.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Israele</strong> non si ferma nel suo rapporto con il <strong>Somaliland</strong> e dopo aver riconosciuto l&#8217;indipendenza dello Stato secessionista dalla <strong>Somalia</strong> spinge per <strong>concretizzare il progetto di una base militare</strong> nel Corno d&#8217;Africa. Una prospettiva che, se attuata, cambierebbe notevolmente i paradigmi geostrategici e consoliderebbe la proiezione regionale di Tel Aviv, oltre che il braccio di ferro condotto in campo regionale al fianco degli Emirati Arabi Uniti contro il maggior spauracchio dello Stato Ebraico, la Turchia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;apertura del Somaliland a Israele</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/israele-riconosce-il-somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.html">Il governo di Hargheisa</a> guidato dal presidente <strong>Abdirahman Mohamed Abdullahi</strong> ha aperto la strada all&#8217;accordo con Tel Aviv, accogliendo in visita Gideon Sa&#8217;ar, ministro degli Esteri israeliano, il 6 gennaio scorso. <a href="https://www.timesofisrael.com/somaliland-official-confirms-talks-with-israel-on-hosting-a-military-base/">Dal Somaliland il Times of Israel ha raccolto voci </a>che parlano di una discussione su una base militare che &#8220;è sul tavolo e in fase di discussione&#8221;. </p>



<p><a href="https://www.iiss.org/online-analysis/military-balance/2026/01/extended-reach-diplomatic-recognition-paves-the-way-for-idf-basing-in-somaliland/">L&#8217;International Institute for Strategic Studies (Iiss) ha scritto che, in particolar modo, </a>&#8220;la possibilità di operare<strong> dall&#8217;aeroporto internazionale di Berbera, sul Golfo di Aden</strong>, potrebbe essere vantaggiosa per Israele, consentendo all&#8217;Aeronautica Militare Israeliana (Iaf) di ampliare la gamma di missioni condotte nella regione e i mezzi impiegati&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché a Israele una base in Somaliland torna comoda</h2>



<p>Tel Aviv<a href="https://it.insideover.com/guerra/ucciso-il-numero-due-degli-houthi-la-mano-di-israele-dietro-leliminazione.html"> ha spesso messo nel mirino gli<strong> Houthi dello Yemen</strong> che ne occupano la capitale Sana&#8217;a,</a> colpiti con attacchi a lungo raggio compiuti da caccia sostenuti da aerocisterne. Ma, nota l&#8217;Iiss, &#8220;Berbera dista solo 550 chilometri da Sana&#8217;a, mentre l&#8217;attuale base in Israele dista almeno 1.800 chilometri, con una riduzione del 70% della distanza&#8221;.<strong> </strong></p>



<p><strong>La base di Berbera sarebbe strategica anche perché già interessata dagli investimenti emiratini,</strong> che l&#8217;Iiss ha ricollegato a una possibile <strong>procedura di adattamento dell&#8217;hub</strong> per ospitare un maggior<a href="https://defensemirror.com/news/40965"> quantitativo di dispositivi militari, munizioni</a>, carburante e altri asset strategici, finora sfruttati da Abu Dhabi nel quadro del ponte aereo <a href="https://it.insideover.com/guerra/laccusa-del-sudan-emirati-arabi-uniti-complici-del-genocidio-in-darfur.html">per rifornire le Forze di Supporto Rapido impegnate nella guerra civile in Sudan.</a> Lo scenario operativo aprirebbe dunque la strada a uno schieramento degli F-15, F-16 e F-35 di Tel Aviv sul Golfo di Aden, spostando radicalmente gli equilibri di potere nell&#8217;area. Il Somaliland percepisce l&#8217;avvicinamento a <strong>Israele come una forma di tutela della sua autonomia, </strong>ma chiaramente il balzo in avanti di una base militare di Tel Aviv non sarà da compiere a cuor leggero.</p>



<p>Per Hargheisa, che in 35 anni di sostanziale autonomia è riuscita a costruire un esperimento democratico virtuoso e un sistema ben più stabile di quello facente riferimento al governo di Mogadiscio, entrare nella condizione di <strong>protettorato militare israeliano (ed economico emiratino)</strong> potrebbe risultare destabilizzante, creando le condizioni per identificare il Somaliland come una scheggia impazzita nella regione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;alt della Turchia e gli F-16 in Somalia</h2>



<p>Chi vuole prevenire lo schieramento israeliano nell&#8217;area, e sta mandando messaggi chiari,<a href="https://it.insideover.com/politica/israele-emirati-da-un-lato-turchia-dallaltro-sfida-senza-limiti-tra-medio-oriente-mar-rosso-africa.html"> è la <strong>Turchia prima patrona della Somalia</strong></a> e rivale dell&#8217;asse Abu Dhabi-Tel Aviv, che vede come una minaccia nella partita a scacchi regionale con i Paesi rivali proprio l&#8217;avanzamento in quello che ritiene essere un suo cortile di casa. Mercoledì 28 gennaio, non a caso,<strong><a href="https://www.dawan.africa/news/turkey-deploys-fighter-jets-to-somalia-to-boost-al-shabaab-fight"> tre caccia F-16</a></strong> e due elicotteri d&#8217;attacco turchi sono giunti a Mogadiscio per sostenere le operazioni somale contro i jihadisti di Al-Shabaab. </p>



<p>La mossa mira a <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-somalia-al-centro-del-grande-gioco-africano-di-erdogan.html">rafforzare il governo centrale somalo, </a></strong>ma anche a mandare un messaggio chiaro a chiunque voglia mettere piede nel Corno d&#8217;Africa circa le effettive mire turche e la volontà di difendere uno spazio di proiezione strategica. <strong>Ankara segnala che la sua presenza è reale,</strong> non ipotetica. E che difficilmente un avanzamento di Tel Aviv nell&#8217;area avverrà indisturbato. Parliamo dell&#8217;ennesima tappa di una rivalità senza limiti che dalla Siria al Sudan, da Cipro alla Somalia, va sommando scenari di scontro. E pone la Turchia e Israele, sostenuta da Abu Dhabi, su una rotta di collisione che può in prospettiva aprire la strada a un confronto ben più muscolare dell&#8217;attuale braccio di ferro.</p>



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		<title>La Somalia minaccia l&#8217;uso della forza per risolvere la grana Somaliland</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-somalia-minaccia-luso-della-forza-per-risolvere-la-grana-somaliland.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 06:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-riconoscimento-dellindipendenza-del-Somaliland-da-parte-di-Israele-ha-aperto-unimportante-breccia-nella-politica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-riconoscimento-dellindipendenza-del-Somaliland-da-parte-di-Israele-ha-aperto-unimportante-breccia-nella-politica.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-riconoscimento-dellindipendenza-del-Somaliland-da-parte-di-Israele-ha-aperto-unimportante-breccia-nella-politica-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-riconoscimento-dellindipendenza-del-Somaliland-da-parte-di-Israele-ha-aperto-unimportante-breccia-nella-politica-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-riconoscimento-dellindipendenza-del-Somaliland-da-parte-di-Israele-ha-aperto-unimportante-breccia-nella-politica-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-riconoscimento-dellindipendenza-del-Somaliland-da-parte-di-Israele-ha-aperto-unimportante-breccia-nella-politica-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-riconoscimento-dellindipendenza-del-Somaliland-da-parte-di-Israele-ha-aperto-unimportante-breccia-nella-politica-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il riconoscimento dell'indipendenza del Somaliland da parte di Israele ha aperto un'importante breccia nella politica della Somalia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-somalia-minaccia-luso-della-forza-per-risolvere-la-grana-somaliland.html">La Somalia minaccia l&#8217;uso della forza per risolvere la grana Somaliland</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-riconoscimento-dellindipendenza-del-Somaliland-da-parte-di-Israele-ha-aperto-unimportante-breccia-nella-politica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-riconoscimento-dellindipendenza-del-Somaliland-da-parte-di-Israele-ha-aperto-unimportante-breccia-nella-politica.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-riconoscimento-dellindipendenza-del-Somaliland-da-parte-di-Israele-ha-aperto-unimportante-breccia-nella-politica-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-riconoscimento-dellindipendenza-del-Somaliland-da-parte-di-Israele-ha-aperto-unimportante-breccia-nella-politica-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-riconoscimento-dellindipendenza-del-Somaliland-da-parte-di-Israele-ha-aperto-unimportante-breccia-nella-politica-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-riconoscimento-dellindipendenza-del-Somaliland-da-parte-di-Israele-ha-aperto-unimportante-breccia-nella-politica-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Il-riconoscimento-dellindipendenza-del-Somaliland-da-parte-di-Israele-ha-aperto-unimportante-breccia-nella-politica-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il riconoscimento dell&#8217;indipendenza del <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-riconosce-il-somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.html"><strong>Somaliland</strong> da parte di <strong>Israele</strong> </a>ha aperto un&#8217;importante breccia nella politica del Corno d&#8217;Africa e cambiato la percezione della <strong>Somalia </strong>circa i rapporti con un territorio <em>de facto</em> secessionista da trentacinque anni, ma che ora entra nel grande gioco delle potenze tra area del Mar Rosso e Medio Oriente. E sentendosi sul collo il fiato di Tel Aviv, Mogadiscio intende reagire a quella che ritiene essere una pesante violazione della sua sovranità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole chiare del presidente Mohamud</h2>



<p>Il presidente somalo <strong>Hassan Sheikh Mohamud </strong>lo ha ben manifestato in una recente intervista a Al-Arabiya, in cui ha ipotizzato l&#8217;uso della forza militare come scenario possibile per la nuova recrudescenza del separatismo del Somaliland, che con l&#8217;appoggio di Israele rischia di porre &#8220;una minaccia esistenziale alla sovranità e alla sicurezza nazionale&#8221; del suo Paese.</p>



<p>Un monito importante, a un media vicino al governo dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> e giunto dopo la visita in Turchia alla corte del patrono <strong>Recep Tayyip  Erdogan, </strong> che ha ribadito l&#8217;appoggio al Paese del Corno d&#8217;Africa e il sostegno alla sua integrità territoriale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">MILITARY FORCE ON TABLE FOR SOMALIA OVER ISRAEL&#39;S SOMALILAND RECOGNITION<br><br>&quot; <a href="https://twitter.com/HassanSMohamud?ref_src=twsrc%5Etfw">@HassanSMohamud</a> to <a href="https://twitter.com/AlArabiya_Eng?ref_src=twsrc%5Etfw">@AlArabiya_Eng</a>: Will act to &quot;restore territories to national unity&quot;<br><br>No plan detailed &#8211; <a href="https://twitter.com/hashtag/Somalia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Somalia</a> has no presence there, relies on US support and other International community, also… <a href="https://t.co/Tv0Cb4ML9y">pic.twitter.com/Tv0Cb4ML9y</a></p>&mdash; Mariam Robly | مريم روبلى (@RoblyXNews24) <a href="https://twitter.com/RoblyXNews24/status/2007410059760857420?ref_src=twsrc%5Etfw">January 3, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">E la Somalia picchia duro su Al-Shabaab</h2>



<p>&#8220;Il cosiddetto Somaliland è un&#8217;altra regione della Somalia&#8221;, ha detto Mohamud, aggiungendo che &#8220;forse&#8221; potrebbe utilizzare la forza per lottare contro le minacce alla sicurezza nazionale, sottolineando che <strong>il secessionismo dell&#8217;ex Somalia britannica fa solo il gioco dei gruppi terroristi come Al-Shabaab</strong>. Inoltre, in caso di arrivo delle truppe saudite in Somaliland per operare in una base esterna, questo per Mohamud potrebbe accelerare nuovi attacchi terroristici perché &#8220;Al-Shabaab si presenta come un gruppo contro gli stranieri&#8221;.</p>



<p><strong>Non è un caso che nel breve periodo la risposta di Mogadiscio sia stata un&#8217;intensificazione della pressione sui jihadisti,</strong> condotta anche col sostegno militare degli Stati Uniti. Nella giornata di ieri, 12 membri di Al-Shabaab sono stati <a href="https://t.co/eFy7XHPXoe">uccisi in un&#8217;operazione nel Basso Giuba</a>, 24 erano stati eliminati nei giorni precedenti, gli attacchi dei droni Usa hanno colpito diversi alti papaveri del gruppo e la Somalia ha rivendicato questi risultati come monito contro gli avversari secessionisti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari conflittuali</h2>



<p>Mohamud lo ha detto: &#8220;Stiamo vincendo la guerra contro il terrorismo&#8221;, ha dichiarato nell&#8217;intervista, ipotizzando la possibile convergenza tra le cause del Somaliland e quelle di Al-Shabaab nel minare l&#8217;unità del Paese. Una retorica simile a quella del governo yemenita che legge le aspirazioni dei<a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-i-ribelli-filo-emiratini-vogliono-la-secessione-ma-larabia-saudita-continua-a-bombardare.html"> secessionisti del Sud e </a>quelle islamiste degli Houthi, rivali tra loro, come convergenti.</p>



<p>Le forze armate somale hanno ricevuto da anni un <strong>importante addestramento da parte della Turchia</strong>, che sicuramente sarà osservatrice interessata. Al fianco di Mogadiscio Ankara e i sauditi sono nettamente schierati. Il Somaliland punta su Israele e conta anche sull&#8217;apertura di credito, silenziosa ma concreta, degli Emirati Arabi Uniti. Le due Somalie, così simili ai territori della colonizzazione italiana e britannica, si guardano in cagnesco. E nel quadro della partita a scacchi tra Ankara <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-emirati-da-un-lato-turchia-dallaltro-sfida-senza-limiti-tra-medio-oriente-mar-rosso-africa.html">da un lato e il duo Tel Aviv/Abu Dhabi</a> dall&#8217;altro il Corno d&#8217;Africa può riservare scintille. Le inequivocabili dichiarazioni del presidente somalo parlano chiaro.</p>



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		<title>Israele riconosce il Somaliland per avere una sua base africana</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/israele-riconosce-il-somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2025 16:41:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Rosso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1319" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-1536x1055.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-600x412.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con una mossa a sorpresa oggi Israele è diventato il primo Stato al mondo a riconoscere ufficialmente l&#8217;indipendenza del Somaliland, Stato de facto secessionista nelle aree della Somalia un tempo controllate dal Regno Unito. Tel Aviv ha riconosciuto le autorità di Hargheisa, capitale di un Paese che dal 1991 vive in sostanziale indipendenza e con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-riconosce-il-somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1319" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-1536x1055.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Israele-riconosce-il-Somaliland-per-avere-una-sua-base-africana-600x412.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con una mossa a sorpresa oggi <strong>Israele è diventato il primo Stato al mondo</strong> a riconoscere ufficialmente l&#8217;indipendenza del <strong>Somaliland,</strong> Stato <em>de facto</em> secessionista nelle aree della Somalia un tempo controllate dal Regno Unito. Tel Aviv ha riconosciuto le autorità di Hargheisa, capitale di un Paese che dal 1991 vive in sostanziale indipendenza e con una maggiore stabilità interna rispetto al Paese nel caos del Corno d&#8217;Africa. Il richiamo della dichiarazione bilaterale di instaurazione delle relazioni diplomatiche è allo &#8220;spirito degli Accordi di Abramo&#8221; mediati nel 2019 dal presidente Usa Donald Trump.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Somaliland riconosciuto da Israele</h2>



<p><strong>Da tempo Israele aveva accelerato l&#8217;avvicinamento al Somaliland,</strong> che nel grande gioco tra Corno d&#8217;Africa, Golfo di Aden (su cui si affaccia) e Mar Rosso è stato attenzionato anche dall&#8217;Etiopia, che nel 2024<a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/accordo-tra-somaliland-ed-etiopia-quali-implicazioni-170609"> ha ottenuto l&#8217;accesso al mare con il diritto allo sfruttamento del porto di Berbera</a> ed è l&#8217;unico Paese assieme a Taiwan ad aver mandato dei diplomatici ad Hargheisa. <strong>Tel Aviv balza in avanti, e non è un caso</strong> visto il contesto geopolitico di riferimento. Il Somaliland è strategico per avere un affaccio sulla porta meridionale del Mar Rosso.</p>



<p>Il presidente del Somaliland <strong>Abdirahman Mohamed Abdullahi</strong> ha aperto a diverse possibili concessioni in cambio del riconoscimento. Tra queste si include, secondo diversi report,<a href="https://raxanreeb.com/breaking-somaliland-approves-palestinian-resettlement-proposal-sources/"> la possibilità di ricevere piccoli gruppi di palestinesi sfollati o trasferiti da Gaza</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida geopolitica di Israele sul Somaliland</h2>



<p><a href="https://en.majalla.com/node/325996/politics/israel-fast-tracks-plans-army-base-yemens-coast">Al Majalla</a> ha sottolineato come Tel Aviv stesse lavorando da tempo all&#8217;idea di una base in Africa o alle porte dell&#8217;Oceano Indiano per poter monitorare i flussi di armi dirette agli Houthi yemeniti o avviare importanti operazioni di intelligence: &#8220;Israele vuole una base militare e di intelligence per aumentare la sua profondità strategica nel Corno d&#8217;Africa, che gli consenta di monitorare e distruggere le spedizioni di armi marittime iraniane agli Houthi&#8221;, proiettando <strong>la potenza israeliana nell&#8217;Oceano Indiano</strong> e modificando sensibilmente gli equilibri di potere sul piano militare e politico. </p>



<p><strong>Il riconoscimento israeliano del Somaliland è prodromico a un piano di questo tipo? Non è ancora certo</strong> ma indubbiamente plausibile, così come è possibile che Tel Aviv miri a <strong>muoversi per controbilanciare l&#8217;influenza sul Corno d&#8217;Africa della Turchia,</strong> che proprio sulla Somalia ha da tempo un importante affaccio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il braccio di ferro con la Turchia</h2>



<p>Mogadiscio <a href="https://greydynamics.com/somalia-key-anchor-of-turkiyes-africa-strategy/">è pienamente nella zona d&#8217;influenza turca</a>, sul territorio somalo l&#8217;intelligence di Ankara si muove liberamente per monitorare in profondità le minacce jihadiste e securitarie e aprire la strada alla proiezione militare e strategica, certificata dal 2017 dalla presenza nella capitale somala della base Camp TURKSOM, la più grande mai operata da Ankara all&#8217;estero.</p>



<p><a href="https://hornreview.org/2025/12/22/turkey-as-a-new-protectorate-oil-gas-and-fishing-pacts/">Horn Review </a>ha sottolineato la pervasività dell&#8217;influenza turca, spiegando che &#8220;a totalità dell&#8217;influenza, dal comando per la sicurezza e il controllo delle infrastrutture ai diritti proprietari sulla futura ricchezza di risorse, va oltre la semplice alleanza&#8221; e che &#8220;la situazione rivela un<strong> criterio di influenza moderna in cui le acute esigenze di sicurezza, investimenti e supporto istituzionale</strong> di uno Stato delicato sono soddisfatte da un partner che in cambio si assicura sistematicamente <strong>leve di comando sulla sua economia, sul suo patrimonio naturale e sul suo apparato difensivo&#8221;.</strong> Sarà lo stesso per Israele e Somaliland? Si aprirà una partita a scacchi e un nuovo fronte <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-contro-netanyahu-la-turchia-rompe-i-rapporti-diplomatici-con-israele.html">nella grande rivalità tra Tel Aviv e Ankara<strong>, dopo la Siria e Cipro?</strong> </a>Tutto lascia presagire che ciò sia possibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Mar Rosso e il Golfo di Aden, epicentro di crisi</h2>



<p>Israele preparava questa mossa da tempo, e ha valutato delle priorità strategiche ben precise (la proiezione regionale e il duello con Ankara) per giustificarla. Resta però un problema: il Paese che in casa propria si oppone fermamente alla statualità palestinese e<a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/report-israeli-official-warns-somaliland-recognition-undermines-stance-on-palestinian-statehood/"> rivendica un&#8217;occupazione pressoché totale della Terra Santa ora legittima</a>, per primo, l&#8217;amputazione territoriale della Somalia. </p>



<p>Del resto, altrove, la scelta di Tel Aviv era stata favorevole a processi di occupazione come quello operato dal Marocco nel <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-marocco-il-compromesso-di-sanchez-su-commercio-immigrazione-e-sahara.html">Sahara Occidentale, riconosciuto integralmente sotto la sovranità di Rabat</a>.</strong> La realtà dei fatti parla di un contesto regionale sempre più frammentato. Sul Mar Rosso e il Golfo di Aden ora insistono il Sudan nel pieno della guerra civile, lo Yemen con lo scontro tra i rivali del fronte anti-Houthi in corso e il Somaliland &#8220;prenotato&#8221; come alleato da Tel Aviv in funzione anti-Iran, anti-Houthi e anti-turca. Per un&#8217;arteria strategica per i flussi globali di merci, parliamo di una serie di patate bollenti tutt&#8217;altro che secondarie nel quadro di un sistema geopolitico in evoluzione verso un caos crescente su scala globale.</p>
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		<title>Il Somaliland e l&#8217;assedio delle grandi potenze</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-somaliland-e-lassedio-delle-grandi-potenze.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Umbrello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2025 15:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=464850</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411134003607_614fb3d7ebed839d786fc363c1082f27.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411134003607_614fb3d7ebed839d786fc363c1082f27.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411134003607_614fb3d7ebed839d786fc363c1082f27-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411134003607_614fb3d7ebed839d786fc363c1082f27-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411134003607_614fb3d7ebed839d786fc363c1082f27-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411134003607_614fb3d7ebed839d786fc363c1082f27-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250411134003607_614fb3d7ebed839d786fc363c1082f27-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell&#8217;estremo nord della Somalia si estende una regione dove l&#8217;asfalto si deteriora sotto il sole cocente e i confini sussistono unicamente nella concezione di chi li traccia da una prospettiva remota: il Somaliland. Non corrisponde a uno Stato nel senso convenzionale, privo di rappresentanza alle Nazioni Unite e di riconoscimento formale nei consessi internazionali, ma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-somaliland-e-lassedio-delle-grandi-potenze.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-somaliland-e-lassedio-delle-grandi-potenze.html">Il Somaliland e l&#8217;assedio delle grandi potenze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Nell&#8217;estremo nord della Somalia si estende una regione dove l&#8217;asfalto si deteriora sotto il sole cocente e i confini sussistono unicamente nella concezione di chi li traccia da una prospettiva remota: il Somaliland. <strong>Non corrisponde a uno Stato</strong> nel senso convenzionale, privo di rappresentanza alle Nazioni Unite e di riconoscimento formale nei consessi internazionali, ma forma una realtà più dinamica di molte repubbliche ufficialmente riconosciute e, forse proprio per tale ragione, intrinsecamente più esposta.</p>



<p>A partire dalla fine degli anni Ottanta, Hargeisa, capitale della regione settentrionale della Somalia precedentemente nota come Somaliland britannico, e i suoi residenti hanno sopportato l&#8217;eredità tossica di un capitolo storico intriso di sangue, sabbia e silenzi. Tutto ebbe inizio nel 1981, quando gli abitanti del nord, una regione che aveva scelto di unirsi alla Somalia italiana nel 1960 dopo decenni di amministrazione britannica ma che si trovava a subire una crescente emarginazione economica, politica e sociale sotto il regime dittatoriale di Mohammed Siad Barre, si ribellarono. Il regime di Siad Barre, salito al potere con un colpo di stato nel 1969 e noto per la sua centralizzazione del potere, la repressione del dissenso e le politiche discriminatorie a favore dei clan del sud, reagì alla ribellione del Movimento Nazionale Somalo (SNM), un gruppo di opposizione armata composto principalmente da membri del clan Isaaq, con una brutalità inaudita. La reazione governativa si trasformò in una pianificata campagna di violenza contro la popolazione civile Isaaq tra il 1987 e il 1989, culminando nel genocidio degli Isaaq, un crimine che causò la morte di decine di migliaia, se non centinaia di migliaia, di persone e la distruzione di città come Hargeisa, che fu pesantemente bombardata dalle forze governative. Eppure, in mezzo a quelle macerie, con Hargeisa ridotta in gran parte a rovine, <strong>nacque un&#8217;idea tenace della creazione di uno Stato nuovo e libero</strong>, il Somaliland, con una sua capitale, le sue istituzioni e le sue elezioni, come risposta al sanguinario regime di Siad Barre e al desiderio di autodeterminazione dopo anni di oppressione e violenza.</p>



<p>Oggi il Somaliland non è solo un popolo che lotta per vedere riconosciuta la propria autonomia, ma una comunità intrappolata in una partita più grande di lei, schiacciata tra le ambizioni delle potenze regionali e i giochi di potere mondiali. L’ultimo capitolo di questa storia si è scritto a gennaio 2024, quando l’Etiopia, desiderosa di <a href="https://sofrep.com/news/could-resource-wars-over-water-become-frequent-in-the-future/">uno sbocco marittimo</a> dopo aver perso l&#8217;accesso al Mar Rosso, ha sottoscritto un memorandum d&#8217;intesa con Hargeisa, ottenendo in cambio un corridoio commerciale verso il porto di Berbera. Una stretta di mano che ha generato ripercussioni importanti a livello governativo.</p>



<p>A Mogadiscio, il governo federale ha interpretato quell&#8217;accordo come un tradimento, un affronto all&#8217;unità somala, oltre che un precedente pericoloso per la sua integrità territoriale. Al Cairo, il patto è stato letto come una diretta provocazione da parte di Addis Abeba, in piena crisi diplomatica per la diga del GERD (Grande Diga Etiope del Rinascimento) sono tutt&#8217;altro che risolte. Di conseguenza, mentre l&#8217;Etiopia cerca uno sbocco marittimo e un futuro di crescita, Egitto e Somalia hanno stretto un&#8217;alleanza militare. Verso la metà del 2024, soldati egiziani hanno fatto il loro ingresso nel Corno d&#8217;Africa, ufficialmente per attività di &#8220;addestramento&#8221;, ma con la sottintesa intenzione di esercitare pressione sulla situazione. L&#8217;ultima mossa in una guerra che si combatte già, anche se in punta di piedi, a colpi di presenza militare, accordi sottobanco e pressioni strategiche.</p>



<p>In questo labirinto diplomatico complesso, <strong>gli attori coinvolti aumentano progressivamente</strong>. La Turchia, adottando una strategia diplomatica discreta e perseguendo le proprie ambizioni post-ottomane, si è proposta come mediatore tra Addis Abeba e Mogadiscio, ospitando i contendenti ad Ankara lo scorso dicembre. Tuttavia, al di sotto della calma apparente dei negoziati, le tensioni rimangono latenti. Qualora il Sudan dovesse precipitare ulteriormente nel caos, come molti temono, il Somaliland potrebbe innescare una reazione a catena regionale di più ampie proporzioni.</p>



<p>E poi c’è Israele. Secondo fonti vicine all’intelligence regionale, <strong>Tel Aviv ha siglato accordi riservati con Hargeisa per la fornitura di sistemi di sorveglianza avanzati</strong>, gli stessi impiegati nei Territori palestinesi occupati, e programmi di addestramento per le forze locali. L’obiettivo? Trasformare il Somaliland in una piattaforma operativa contro l’Iran, un occhio elettronico puntato sullo stretto di Bab el-Mandeb. E forse qualcosa di più, come una futura <a href="https://allisrael.com/israel-seeks-to-establish-military-base-in-somaliland-to-counter-houthi-threat-from-yemen">base militare</a> da cui far decollare i jet F-35 in missioni che potrebbero, un giorno, lambire i reattori nucleari iraniani di Bouchehr, passando silenziosamente sul Mar Rosso, senza chiedere permesso ai vicini arabi.</p>



<p>In perfetta sincronia, <strong>il Regno Unito, ex potenza coloniale, non resta a guardare.</strong> Londra non dispiega forze militari, ma delinea strategie attraverso investimenti mirati e una diplomazia poco trasparente. Mediante società offshore finanziate con riservatezza, sostiene l&#8217;esplorazione petrolifera nelle acque costiere somale e orchestra manovre per legittimare la secessione del Somaliland all&#8217;interno del Commonwealth, un&#8217;organizzazione intergovernativa di 56 stati indipendenti e sovrani, la maggior parte dei quali con un passato legame storico con l&#8217;Impero Britannico.  Il tutto, mentre promuove la narrazione di una missione &#8220;democratica&#8221;, nascondendo a malapena l&#8217;intenzione di ripristinare antichi legami coloniali.</p>



<p>Così, giorno dopo giorno, il Somaliland scivola nel ruolo di pedina più che di attore protagonista, un territorio su cui si proiettano ambizioni esterne volte a trasformarlo in uno Stato cuscinetto, analogamente al <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/cose-il-rojava.html">Rojava </a>siriano, con l&#8217;obiettivo di indebolire la coesione della Somalia e di contenere l&#8217;espansione dell&#8217;influenza turca, egiziana o iraniana nella regione. Ma  il costo di questa strategia grava interamente sulle spalle degli abitanti di Hargeisa, Berbera e Burao, persone che non aspirano allo scontro ma si ritrovano costantemente al centro della tempesta geopolitica.</p>



<p>Nel frattempo, venti di guerra si propagano anche dallo Yemen. Gli Houthi, gruppo armato sciita sostenuto dall&#8217;Iran, <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-houthi-incendiano-il-mar-rosso-gli-americani-colpiscono-acquedotti-e-ospedali.html">hanno intensificato gli attacchi</a> alle rotte commerciali del Mar Rosso in segno di solidarietà con Hamas. Droni si levano in volo dalla costa yemenita, ma la reazione giunge dal cielo, con la Quinta Flotta statunitense che nel marzo 2025, ha avviato una nuova campagna di bombardamenti con l&#8217;obiettivo dichiarato di smantellare postazioni Houthi con precisione chirurgica, almeno secondo quanto riportato dai comunicati stampa.</p>



<p>Con un interesse geopolitico ben definito, anche <strong>gli Stati Uniti si posizionano attivamente nella contesa per l&#8217;influenza sul territorio</strong> del Somaliland. L&#8217;aspirazione primaria della politica estera del presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, è stata il conseguimento del riconoscimento internazionale per il territorio che ha dichiarato la propria indipendenza nel 1991, senza che ad oggi alcuno stato lo abbia formalmente riconosciuto come sovrano. Inaspettatamente, verso la fine dell&#8217;anno precedente alla sua entrata in carica alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha manifestato l&#8217;intenzione di concedere un riconoscimento ufficiale al Somaliland, designando Washington come la prima capitale straniera a compiere tale passo. Per questa piccola nazione isolata sulla scena internazionale, la prospettiva di una stabile presenza militare statunitense, capace di proteggere lo stato dell&#8217;Africa orientale dalla persistente instabilità somala, rappresenta indubbiamente un&#8217;opportunità estremamente allettante, specialmente in virtù della sua potenziale associazione con il riconoscimento della sovranità da parte di una potenza internazionale di primaria importanza.</p>



<p>Con l&#8217;assenso del Somaliland, l&#8217;amministrazione statunitense potrebbe contemplare l&#8217;utilizzo del paese come sito di trasferimento per i palestinesi allontanati da Gaza, inquadrato in un piano utopistico volto a trasformare Gaza in una località turistica e a dislocarne la popolazione. Ma&nbsp;dal punto di vista di Washington, l&#8217;accordo genererebbe benefici che vanno oltre la semplice creazione di un&#8217;area di reinsediamento per i palestinesi, espropriati per favorire lo sviluppo di residenze di lusso americane e israeliane.&nbsp;&nbsp;La rilevante collocazione geografica del Somaliland sul Mar Rosso lo renderebbe una base operativa privilegiata per interventi nello Yemen e assicurerebbe agli Stati Uniti un inedito e cruciale punto di appoggio nel Corno d&#8217;Africa, in una fase caratterizzata da una rapida espulsione di forze militari straniere dai paesi del continente.</p>



<p>Politici e analisti sembrano dimenticare, però, che la regione non è vuota. Non è in attesa di essere colonizzata dalle ambizioni altrui secondo le logiche di chi ha più potere. È un territorio con una memoria e un orgoglio. Ha vissuto il trauma della pulizia etnica, ha sopportato l’indifferenza della comunità internazionale, e oggi rischia di essere nuovamente inghiottito dalla violenza, questa volta per motivi che nulla hanno a che fare con la sua storia.<br><br><strong>Il Somaliland si trova intrappolato in un pericoloso paradosso</strong>. Quanto più intensamente persegue il riconoscimento internazionale, tanto più diventa vulnerabile allo sfruttamento geopolitico. La sua battaglia per l&#8217;emancipazione rischia amaramente di trasformarlo nello strumento perfetto per calcoli di potere altrui, con costi potenzialmente devastanti per la sua popolazione. Qualora le strategie occidentali dovessero rivelarsi fallimentari, qualora uno solo degli intricati equilibri regionali venisse meno, sarebbe ancora una volta la gente di Hargeisa a sanguinare. In silenzio, come sempre.</p>
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