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	<title>Slovenia Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 30 Jul 2025 10:01:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Slovenia Archives - InsideOver</title>
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		<title>La Slovenia sanziona i ministri di Israele per &#8220;incitamento al genocidio&#8221;. Noi, invece&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-slovenia-sanziona-i-ministri-di-israele-per-incitamento-al-genocidio-noi-invece.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 12:37:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="467" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/israele.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/israele-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/israele-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p> Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir dichiarati "personae non gratae" per incitamento al genocidio. Italia ed Europa, intanto...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-slovenia-sanziona-i-ministri-di-israele-per-incitamento-al-genocidio-noi-invece.html">La Slovenia sanziona i ministri di Israele per &#8220;incitamento al genocidio&#8221;. Noi, invece&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="467" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/israele.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/israele-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/israele-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nel balbettio desolante dell’Unione Europea, che fatica a trovare una linea comune sulla mattanza a Gaza, la Slovenia ha compiuto un passo che nell&#8217;Italia meloniana <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-sanzioni-contro-francesca-albanese-e-un-silenzio-che-pesa-sul-quirinale.html">fatichiamo a immaginarci</a>: dichiarare <em>personae non gratae</em> i ministri israeliani <strong>Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir</strong>, quelli paragonati da molti pacifisti di Tel Aviv al vecchio Ku Klu Klan. L&#8217;accusa? Incitamento al genocidio. Tramite parole, azioni e dichiarazioni pubbliche. Un gesto, quello sloveno, che arriva da un governo di centrosinistra, europeista e convinto pro-Ucraina, e che rompe con la prudenza &#8211; o sarebbe meglio dire la complicità &#8211; della maggior parte delle capitali occidentali.</p>



<p>&#8220;Non è una posizione forte, ma semplicemente umana e rispettosa del diritto internazionale&#8221;, spiega a <em>InsideOver</em> l’europarlamentare sloveno <strong>Matjaž Nemec</strong>, del gruppo <a href="https://www.europarl.europa.eu/meps/it/233862/MATJAZ_NEMEC/home">Socialisti e Democratici</a> &#8211; lo stesso del Pd italiano. &#8220;Slovenia ha aspettato che l’Ue trovasse un approccio comune, ma in assenza di questo è nostro dovere morale e legale agire per prevenire un genocidio&#8221;.</p>



<p>Nemec ricorda che Paesi come <strong>Regno Unito, Canada, Norvegia e Nuova Zelanda</strong> avevano già adottato simili misure. Se la Commissione Europea, guidata dalla liberal-nazionalista <strong>Kaja Kallas</strong>, una filoisraeliana appiattita su Washington, ha preferito concentrarsi su pacchetti umanitari per Gaza che di fatto hanno solo peggiorato la situazione, servendo nel contempo a rimandare sanzioni più dure, la Slovenia ha scelto la via della condanna diretta.</p>



<p>Questa scelta trova terreno fertile in una <strong>memoria collettiva</strong> segnata da guerre e persecuzioni. &#8220;Gli sloveni ricordano vividamente le scene delle guerre balcaniche e il <strong>massacro di Srebrenica</strong>&#8220;, dice Nemec. &#8220;Molte famiglie hanno perso cari nei campi di concentramento nazisti. Siamo una piccola nazione che ha sognato l’indipendenza per secoli e solo 34 anni fa l’ha ottenuta: comprendiamo la lotta degli oppressi&#8221;.</p>



<p><strong>Non è solo un’élite politica a sostenere questa posizione</strong>: secondo Nemec, &#8220;la grande maggioranza degli sloveni condivide i valori di pace, antimilitarismo e umanità, valori che oggi vediamo calpestati a Gaza mentre l’Occidente guarda altrove&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eredità dei non allineati</h2>



<p><strong>La Slovenia non è nuova a prese di posizione controcorrente</strong>: mesi fa, la presidente <strong>Nataša Pirc Musar</strong> &#8211; non una riottosa no-global, ma una giurista moderata, filo-Bruxelles e filo-Kyiv &#8211; aveva già invocato il boicottaggio dell’Eurovision, dichiarando che sia Israele che la Russia hanno violato la Carta delle Nazioni Unite con le loro guerre, rispettivamente contro Gaza e l&#8217;Ucraina, ma sottolineando che Israele lo ha fatto su una scala molto maggiore. Qualche settimana fa Musar ha pure difeso a spada tratta <strong>Francesca Albanese</strong>, relatrice Onu sanzionata dagli Stati Uniti per le sue critiche all’occupazione israeliana. Ricordiamoci: tutto questo sarebbe stato considerato inaccettabile da gran parte della stampa progressista italiana ed europea due anni fa. Eppure la Slovenia ha un posizionamento internazionale atlantista e <strong>una popolazione arabo-musulmana inferiore a quella italiana.</strong></p>



<p>Perché da quelle parti si riesce a condannare le sanzioni contro Albanese e a invocarle contro i ministri del Ku Klux Klan israeliano, mentre il Quirinale non lo fa? Probabile un calcolo di realismo politico da parte di Sergio Mattarella: prendere certe posizioni scontenterebbe Donald Trump, e di ritorno la nostra presidente del Consiglio, e non sarebbe nell&#8217;interesse nazionale di un&#8217;Italia in balia delle correnti.</p>



<p>C’è però un contrasto evidente tra la Slovenia e altri Paesi dell’Est europeo. In molti di essi, la causa palestinese è ancora vista, talvolta, attraverso <strong>la lente della Guerra Fredda</strong>, quando l&#8217;Urss sosteneva apertamente l&#8217;Olp. Nemec respinge però questa lettura per la Slovenia: &#8220;La Yugoslavia fu parte del Movimento dei Non Allineati, e questo ci ha permesso di vedere il mondo non in bianco e nero, ma come un’aspirazione alla pace. Colonialismo, oppressione e occupazione sono contrari alla nostra storia e ai nostri valori&#8221;.</p>



<p><strong>La contraddizione è invece più evidente in Ungheria</strong>. Budapest ha bloccato ogni tentativo di sanzionare Israele pur avendo una lunga storia di antisemitismo istituzionale e campagne contro il finanziere e mecenate ebreo<strong> George Soros</strong>. &#8220;Il governo populista ungherese vede l’ordine internazionale come una minaccia e segue la linea di Trump, ma credo che questo segnerà la sua rovina, come è già successo ad altri regimi simili&#8221;, osserva Nemec.</p>



<p>Infine, resta la domanda se la scelta slovena possa creare tensioni a Bruxelles. &#8220;È l’assenza di unità nel proteggere i bambini che muoiono in fila per il cibo a dover creare attriti in Europa, non la nostra azione&#8221;, risponde l’eurodeputato, che si ribella ai calcoli geopolitici. &#8220;Spero che altri Paesi seguano l’esempio e che l’Ue ritrovi l’unità. Temo che la sua attuale posizione verrà condannata dalla Storia&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-slovenia-sanziona-i-ministri-di-israele-per-incitamento-al-genocidio-noi-invece.html">La Slovenia sanziona i ministri di Israele per &#8220;incitamento al genocidio&#8221;. Noi, invece&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Foibe e non solo: l&#8217;onda lunga dei massacri in Jugoslavia prima e dopo Tito</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/le-foibe-e-gli-altri-massacri-tutti-i-crimini-di-tito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 11:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[foibe]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1844" height="1213" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827.jpg 1844w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-1536x1010.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1844px) 100vw, 1844px" /></p>
<p>Josip Broz, detto Tito, è stato uno dei leader più controversi tra quelli che hanno segnato la storia del Novecento. Nato nel 1892 da madre slovena e padre croato, Tito si distinse come voce più autorevole della resistenza jugoslava all&#8217;occupazione italo-tedesca della Jugsolavia tra il 1941 e il 1945, fu indubbiamente un leader politico sagace &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/le-foibe-e-gli-altri-massacri-tutti-i-crimini-di-tito.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1844" height="1213" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827.jpg 1844w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209214600241_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_2827-1536x1010.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1844px) 100vw, 1844px" /></p><p>Josip Broz, detto Tito, è stato uno dei leader più controversi tra quelli che hanno segnato la storia del Novecento. Nato nel 1892 da madre slovena e padre croato, Tito si distinse come voce più autorevole della resistenza jugoslava all&#8217;occupazione italo-tedesca della Jugsolavia tra il 1941 e il 1945, fu indubbiamente un leader politico sagace e seppe tenere unito il mosaico etnico-politico del Paese fino alla morte avvenuta nel 1980, dopo cui iniziò la disgregazione del Paese. Fu leader ben accolto nei salotti internazionali dopo la rottura con Stalin nel 1948, ricevette molte decorazioni tra cui la <strong>Legione d&#8217;Onore francese </strong>e divenne un uomo simbolo dei <strong>Paesi non allineati tra i due blocchi della Guerra Fredda</strong>.</p>
<p>Ciò che spesso non si ricorda, però, è il fatto che al pari di altre leader di potenze comuniste come<a href="https://it.insideover.com/storia/il-volto-oscuro-di-lenin-le-ombre-dietro-la-rivoluzione.html"> </a><strong><a href="https://it.insideover.com/storia/il-volto-oscuro-di-lenin-le-ombre-dietro-la-rivoluzione.html" target="_blank" rel="noopener">Lenin</a> </strong>e <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/storia/lolocausto-dimenticato-di-stalin-holodomor-la-grande-carestia-ucraina.html">Stalin</a> </strong>in Unione Sovietica e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-mao-zedong.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mao Zedong </strong></a>in Cina Tito costruì la sua ascesa su una serie di operazioni di repressione degli oppositori, su politiche di pulizia etnica e su <strong>massacri sistemici</strong>. Grazie a un crescente impegno civico, politico e storico in Italia è emersa con forza la memoria<a href="https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/tutte-quelle-verit-infoibate-sulle-stragi-volute-tito-1921752.html"> della <strong>tragedia delle foibe contro gli esuli del territorio giuliano-dalmata </strong>reclamato da Belgrado</a>. Ma purtroppo &#8211; smentendo una fuorviante retorica riduzionista sulla tragedia istriano-dalmata &#8211; gli eccidi delle foibe non rappresentano che una piccola parte dei massacri legati al consolidamento del potere titino, che si inserirono in un quadro che vide la <strong>terra jugoslava martoriata da massacri avviati, dopo l&#8217;invasione italo-tedesca del 1941, dal regime nazista e dal suo alleato fascista.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/le-foibe-e-gli-altri-massacri-tutti-i-crimini-di-tito.html">Foibe e non solo: l&#8217;onda lunga dei massacri in Jugoslavia prima e dopo Tito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Marina italiana si proietta tra Ionio e Adriatico in nome della sicurezza subacquea</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-marina-italiana-si-proietta-tra-ionio-e-adriatico-in-nome-della-sicurezza-subacquea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 13:11:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cavi sottomarini]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Ionio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1271" height="863" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/c46ba853-9bd5-4031-a86f-23a19e240352.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/c46ba853-9bd5-4031-a86f-23a19e240352.jpg 1271w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/c46ba853-9bd5-4031-a86f-23a19e240352-600x407.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/c46ba853-9bd5-4031-a86f-23a19e240352-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/c46ba853-9bd5-4031-a86f-23a19e240352-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/c46ba853-9bd5-4031-a86f-23a19e240352-768x521.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1271px) 100vw, 1271px" /></p>
<p>L&#8217;Italia assumerà la leadership della sicurezza sottomarina nella regione del Mar Adriatico e Mar Ionio? Il recente summiti dell&#8217;Iniziativa Adriatico-Ionica (Adrion) forum di coordinamento intergovernativo che unisce Italia, Albania, Croazia, Grecia, Montenegro e Slovenia, ha aperto la strada a questa prospettiva. Nel quadro del &#8220;Trans-Regional Seapower Symposium&#8221; di Venezia, uno dei più importanti forum di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-marina-italiana-si-proietta-tra-ionio-e-adriatico-in-nome-della-sicurezza-subacquea.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1271" height="863" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/c46ba853-9bd5-4031-a86f-23a19e240352.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/c46ba853-9bd5-4031-a86f-23a19e240352.jpg 1271w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/c46ba853-9bd5-4031-a86f-23a19e240352-600x407.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/c46ba853-9bd5-4031-a86f-23a19e240352-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/c46ba853-9bd5-4031-a86f-23a19e240352-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/c46ba853-9bd5-4031-a86f-23a19e240352-768x521.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1271px) 100vw, 1271px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Italia assumerà la leadership</strong> della sicurezza sottomarina nella regione del <strong>Mar Adriatico e Mar Ionio</strong>? Il recente summiti dell&#8217;<strong>Iniziativa Adriatico-Ionica</strong> (Adrion) forum di coordinamento intergovernativo che unisce Italia, Albania, Croazia, Grecia, Montenegro e Slovenia, ha aperto la strada a questa prospettiva. Nel quadro del &#8220;Trans-Regional Seapower Symposium&#8221; di Venezia, uno dei più importanti forum di discussione sulla geopolitica marittima, nella giornata del 7 ottobre si è svolta una riunione dei Ministri della Difesa dell&#8217;Iniziativa dedicata proprio al tema della sicurezza delle infrastrutture sottomarine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il peso geopolitico dell&#8217;area ionio-adriatica</h2>



<p>A coordinare i lavori <strong>Guido Crosetto, ministro della Difesa del governo Meloni,</strong> che ha sottolineato come Adrion è &#8220;un’iniziativa rilevante: permette infatti di confrontarsi e migliorare la cooperazione delle Marine dei Paesi della regione Adriatico-ionica. Quest’area è sempre più strategica per il ruolo centrale che riveste sia sul piano della sicurezza che degli approvvigionamenti energetici&#8221;. </p>



<p>Dal cavo <a href="https://www.esteri.it/en/sala_stampa/archivionotizie/approfondimenti/2023/12/sparkle-al-via-greenmed-il-cavo-sottomarino-nelladriatico-che-colleghera-litalia-con-i-balcani-e-i-paesi-del-mediterraneo-centro-orientale/"><strong>GreenMed</strong> </a>progettato dall&#8217;<strong>italiana <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/africa-mediterraneo-oceano-indiano-litalia-al-centro-del-grande-gioco-mondiale-dei-cavi-sottomarini.html">Sparkle</a> e destinato a connettere Roma e i Balcani via Adriatico</strong> alla <strong>Trans-Adriatic Pipeline (Tap)</strong> che porta il gas dall&#8217;Azerbaijan all&#8217;Italia e in prospettiva<a href="https://ecodellojonio.it/articoli/attualita/2022/04/il-mar-jonio-al-centro-degli-approvvigionamenti-energetici-con-il-gasdotto-eastmed-poseidon"> al tratto <strong>Igi-Poseidon del gasdotto EastMed</strong> </a>con al centro la Grecia la regione è destinata ad arricchirsi di opere di alto interesse strategico. E l&#8217;ambito ionico-adriatico appare una regione dove la pertinenza italiana può e deve essere prioritaria per recuperare al coordinamento e l&#8217;influenza di Roma quell&#8217;<strong>estero vicino spesso trascurato. Nello Ionio, poi, passano molti cavi sottomarini</strong> che connettono il traffico dati sulla dorsale Est-Ovest del Mediterraneo, acquisendo una funzione centrale per l&#8217;<strong>Unione Europea, l&#8217;Alleanza Atlantica e gli Stati Uniti</strong> che hanno nella Sicilia (il cosiddetto Sicily Hub) uno snodo cruciale per le loro comunicazioni.</p>



<p>Date queste premesse, data la prospettiva di sviluppo dell&#8217;ambito adriatico-ionico, data la salienza che la regione assume anche nel quadro di altre iniziative macroregionali (come l&#8217;Iniziativa dei Tre Mari polacca) e, soprattutto, vista la <strong>nuova postura delle forze armate italiane sul </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/minaccia-ai-cavi-sottomarini-non-solo-mar-rosso-il-nuovo-dominio-da-tenere-docchio.html"><strong>dominio sottomarino</strong> </a>appare palese che l&#8217;area possa essere un banco di prova per la nuova strategia di Roma per <strong>sviluppare competenze operative nei fondali marini. </strong>Una strategia che passa anche per la capacità di elaborazione delle forze armate contro ogni possibile minaccia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una sfida attuale</h2>



<p>Dal caso del <strong>Nord Stream, fatto esplodere da un&#8217;operazione polacco-ucraina</strong> volta a recidere i legami energetici tra il loro &#8220;alleato&#8221; tedesco e la Russia, al danneggiamento dei cavi sottomarini del Mar Rosso da parte degli Houthi la cronaca recente degli ultimi due anni ci ricorda del ruolo geopolitico delle profondità marine. E che nel proprio cortile di casa l&#8217;Italia voglia svolgere un ruolo di coordinamento per testare le linee operative in cui si inserisce il nuovo <strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6b3VyMh_66Y">Polo Nazionale della dimensione Subacquea (Pns)</a></strong> è comprensibile.</p>



<p><strong>Paolo Mauri</strong>, presente alla presentazione del Pns su nave &#8220;Cavour&#8221; a Civitavecchia nel mese di maggio per <em>InsideOver</em>,<a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/leccellenza-italiana-sui-fondali-marini.html"> ha ricordato su queste colonne che </a>&#8220;l’Italia, al momento, è l’<strong>unico Paese</strong> che ha fatto la scelta di mettere a sistema tutti gli attori marittimi interessati alla subacquea per sviluppare tecnologia. Il Polo è quindi un inedito modello di hub tecnologico (proposto anche in ambito Nato) e un’incisiva espressione di “sistema-Paese”, per la tutela dei vitali interessi nazionali, correlati al mondo sommerso&#8221;. E ora potrà <strong>coordinare di fatto la supervisione operativa sugli asset strategici</strong> che trasportano energia e dati vitali per la nostra economia e la sicurezza nazionale dei Paesi dell&#8217;area adriatico-ionica in una zona che si può e si deve integrare su molti fronti. Dalle infrastrutture ai commerci, dall&#8217;energia alle telecomunicazioni la linea italiana su <a href="https://ec.europa.eu/regional_policy/policy/cooperation/macro-regional-strategies/adriatic-ionian_en">Adrion può <strong>anche sdoganare la centralità dell&#8217;area per l&#8217;agenda europea</strong> </a>di domani. E rimettere, gradualmente, il Mediterraneo al centro dell&#8217;agenda geopolitica dell&#8217;Italia partendo dai fondamentali. Ovvero da ciò che c&#8217;è alle porte di casa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-marina-italiana-si-proietta-tra-ionio-e-adriatico-in-nome-della-sicurezza-subacquea.html">La Marina italiana si proietta tra Ionio e Adriatico in nome della sicurezza subacquea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Un dovere morale&#8221;: anche la Slovenia riconosce la Palestina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/un-dovere-morale-anche-la-slovenia-riconosce-la-palestina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2024 17:25:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="806" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531095123444_427653df1c0c9ca969779e5d6d2371f9-e1717176356233.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531095123444_427653df1c0c9ca969779e5d6d2371f9-e1717176356233.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531095123444_427653df1c0c9ca969779e5d6d2371f9-e1717176356233-600x252.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531095123444_427653df1c0c9ca969779e5d6d2371f9-e1717176356233-300x126.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531095123444_427653df1c0c9ca969779e5d6d2371f9-e1717176356233-1024x430.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531095123444_427653df1c0c9ca969779e5d6d2371f9-e1717176356233-768x322.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531095123444_427653df1c0c9ca969779e5d6d2371f9-e1717176356233-1536x645.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Un dovere morale&#8221;: il governo del primo ministro sloveno Robert Golob (nella foto) ha definito così, tramite il ministro degli Esteri Tanja Fajon, la necessità di riconoscere la statualità della Palestina che sarà messa ai voti martedì all&#8217;Assemblea Nazionale di Lubiana. Golob, leader del Movimento Libertà che guida il Paese dal 2022, segue a ruota &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/un-dovere-morale-anche-la-slovenia-riconosce-la-palestina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-dovere-morale-anche-la-slovenia-riconosce-la-palestina.html">&#8220;Un dovere morale&#8221;: anche la Slovenia riconosce la Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="806" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531095123444_427653df1c0c9ca969779e5d6d2371f9-e1717176356233.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531095123444_427653df1c0c9ca969779e5d6d2371f9-e1717176356233.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531095123444_427653df1c0c9ca969779e5d6d2371f9-e1717176356233-600x252.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531095123444_427653df1c0c9ca969779e5d6d2371f9-e1717176356233-300x126.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531095123444_427653df1c0c9ca969779e5d6d2371f9-e1717176356233-1024x430.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531095123444_427653df1c0c9ca969779e5d6d2371f9-e1717176356233-768x322.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240531095123444_427653df1c0c9ca969779e5d6d2371f9-e1717176356233-1536x645.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Un dovere morale&#8221;: il governo del primo ministro sloveno <strong>Robert Golob</strong> (nella foto) ha definito così, tramite il ministro degli Esteri <strong><a href="https://www.aljazeera.com/news/2024/5/28/slovenias-moral-duty-whats-behind-the-push-to-recognise-palestine">Tanja Fajon,</a></strong> la necessità di riconoscere la statualità della Palestina che sarà messa ai voti martedì all&#8217;Assemblea Nazionale di Lubiana. Golob, leader del Movimento Libertà che guida il Paese dal 2022, segue a ruota<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pedro-sanchez.html"> <strong>Pedro Sanchez</strong></a> e la decisione della <a href="https://it.insideover.com/politica/lannuncio-di-sanchez-la-spagna-riconosce-ufficialmente-la-palestina-assieme-a-irlanda-e-norvegia.html">Spagna di riconoscere, assieme a Irlanda e Norvegia, lo Stato palestinese.</a> Il castello che domina la capitale slovena Lubiana, già di proprietà degli Asburgo, è stato a tal proposito illuminato col tricolore palestinese.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Slovenia has declared its recognition of Palestine as an independent state. It drew swift condemnation from Israel while the Palestinian Authority has welcomed the decision, hailing it as a &quot;brave and wise step.&quot; Slovenia&#39;s parliament has yet to approve the government&#39;s decision. <a href="https://t.co/GMVuAu0G0d">pic.twitter.com/GMVuAu0G0d</a></p>&mdash; WatchTower 环球瞭望台 (@WatchTowerGW) <a href="https://twitter.com/WatchTowerGW/status/1796387387121267076?ref_src=twsrc%5Etfw">May 31, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La notizia è importante per una serie di motivi, che prescindono la piccola dimensione politica ed economica del Paese, comunque membro attivo di Unione Europea e Nato. Si <strong>parte dal timing della mossa</strong>: la Slovenia riconosce la Palestina <strong>poco dopo il massacro israeliano a Rafah</strong> mettendo in campo motivazioni morali prima ancora che politiche e lo fa in una fase che la vede esposta a livello internazionale. <strong>Lubiana è infatti per quest&#8217;anno e il prossimo membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite</strong>. <a href="https://it.insideover.com/guerra/schiaffo-dellonu-a-netanyahu-si-alla-risoluzione-sul-cessate-il-fuoco-usa-astenuti.html">Ha votato più volte</a> per il cessate il fuoco a Gaza e presto potrebbe trovarsi a votare il parere dell&#8217;organo supremo del Palazzo di Vetro sulla sentenza della <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-corte-di-giustizia-internazionale-lancia-lultimatum-a-israele-fermare-loffensiva-su-rafah.html"><strong>Corte Internazionale di Giustizia</strong> che impone a Tel Aviv di fermare l&#8217;avanzata su Rafah.</a></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/all-eyes-on-rafah-quel-messaggio-virale-che-risveglia-le-coscienze.html">&#8220;All Eyes on Rafah&#8221;, l&#8217;appello che smuove le coscienze</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lo-psicodramma-di-scholz-sulla-crisi-di-gaza.html">Il problema tedesco: il cortocircuito di Scholz su Gaza</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>In secondo luogo, la Slovenia <strong>va in controtendenza</strong> con un trend che vedeva i Paesi dell&#8217;Est Europa, formalmente gli unici nell&#8217;Ue a riconoscer la Palestina prima della guerra a Gaza, più freddi rispetto a quelli occidentali sulla questione della Palestina. <strong>Governi come quelli di Ungheria e Repubblica Ceca</strong> sono tra i più fedeli alleati di Israele. Lubiana segna una cesura e corre verso il riconoscimento della statualità, rendendo meno netta una faglia che si stava ampliando.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇵🇸🇸🇮 Statement by Palestinian Presidency welcoming Slovenia’s decision to recognise the State of Palestine 👇🏼 <a href="https://t.co/weBtQ9EErg">pic.twitter.com/weBtQ9EErg</a></p>&mdash; State of Palestine (@Palestine_UN) <a href="https://twitter.com/Palestine_UN/status/1796260744427905360?ref_src=twsrc%5Etfw">May 30, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Infine, va ricordato che Golob guida un governo il cui partito di punta, Movimento Libertà, <strong>fa parte del gruppo Renew Europe</strong> e questo amplia <strong>lo spettro di formazioni europee</strong> alla guida di Paesi che hanno riconosciuto la Palestina. Il movimento liberale del partito di Emmanuel Macron, Renaissance, è <strong>in lizza per giocare da pivot tra popolari e socialisti</strong> e nella sua galassia convivono formazioni con diversi orientamenti sulla Palestina. </p>



<p>Il Fianna Fail, primo partito per seggi nella coalizione irlandese, <strong>ha sostenuto il premier Simon Harris, del Fine Gael popolare</strong>, nel sostegno alla statualità palestinese. Ma nel gruppo liberale esistono sensibilità diverse, come quella della nostra Italia Viva di Matteo Renzi, nettamente pro-Israele. <strong>Per la prima volta un governo di Renew Europe </strong>si intesta il riconoscimento e non si può dire che siano solo gli esecutivi socialisti (Spagna), di sinistra (Norvegia) o pressati dai movimenti progressisti radicali all&#8217;opposizione (Irlanda, dove sul governo incombe la sinistra nazionalista del Sinn Fein) a <strong>sostenere la Palestina</strong>. Specie se da Lubiana ricordano che la questione, da politica, è diventata morale. Dunque richiamando l&#8217;Europa a mostrare, con forza, <strong>quei valori di attenzione all&#8217;umanità, alla pace e alla democrazia di cui può andare orgogliosa solo quando li mette in atto.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/un-dovere-morale-anche-la-slovenia-riconosce-la-palestina.html">&#8220;Un dovere morale&#8221;: anche la Slovenia riconosce la Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La &#8220;stretta&#8221; europea: caccia alle spie russe in tutta l&#8217;Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-stretta-europea-caccia-alle-spie-russe-in-tutta-lue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 17:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230203180852835_f42d23db013adbc40373352e1d06b534-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230203180852835_f42d23db013adbc40373352e1d06b534-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230203180852835_f42d23db013adbc40373352e1d06b534-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230203180852835_f42d23db013adbc40373352e1d06b534-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230203180852835_f42d23db013adbc40373352e1d06b534-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230203180852835_f42d23db013adbc40373352e1d06b534-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230203180852835_f42d23db013adbc40373352e1d06b534-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Unione Europea e i Paesi membri stanno imponendo un giro di vite alla rete di spie russe presenti sul loro territorio. Ne abbiamo parlato di recente su queste colonne, sottolineando il caso della Germania, Paese-chiave dell&#8217;Ue che negli ultimi mesi ha scoperto &#8220;talpe&#8221; russe ai vertici dell&#8217;intelligence e nei gangli del Ministero dell&#8217;Economia. Ma la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-stretta-europea-caccia-alle-spie-russe-in-tutta-lue.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-stretta-europea-caccia-alle-spie-russe-in-tutta-lue.html">La &#8220;stretta&#8221; europea: caccia alle spie russe in tutta l&#8217;Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230203180852835_f42d23db013adbc40373352e1d06b534-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230203180852835_f42d23db013adbc40373352e1d06b534-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230203180852835_f42d23db013adbc40373352e1d06b534-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230203180852835_f42d23db013adbc40373352e1d06b534-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230203180852835_f42d23db013adbc40373352e1d06b534-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230203180852835_f42d23db013adbc40373352e1d06b534-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230203180852835_f42d23db013adbc40373352e1d06b534-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Unione Europea e i Paesi membri stanno imponendo un <strong>giro di vite</strong> alla rete di <strong>spie russe</strong> presenti sul loro territorio. Ne abbiamo parlato di recente su queste colonne, sottolineando il caso della <strong>Germania</strong>, Paese-chiave dell&#8217;Ue che negli ultimi mesi <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-talpe-germania-spie-russe.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha scoperto &#8220;talpe&#8221; russe ai vertici dell&#8217;intelligence e nei gangli del Ministero dell&#8217;Economia.</a> Ma la sfida è a tutto campo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dove opera il controspionaggio anti-russo</h2>



<p>Capofila della stretta contro le spie russe è sicuramente l&#8217;<strong>Estonia</strong>, Paese in cui da anni sono in corso processi e condanne penali per spionaggio a favore dalla Russia, soprattutto dopo la scoperta del &#8220;capo&#8221; delle talpe di Mosca, Deniss Metsavas, soldato semplice identificato nel 2018. In <strong>Italia</strong> l&#8217;infiltrazione di più alto livello è stata rivelata nel marzo 2021, <a href="https://it.insideover.com/politica/qualcuno-guadagnera-dal-caso-walter-biot-e-non-sara-litalia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quando il capitano di Marina <strong>Walter Biot </strong>è stato arrestato </a>in un parcheggio di Roma, colto in flagrante mentre cedeva dietro compenso (5mila euro) informazioni segrete a funzionari dell&#8217;ambasciata russa. Il processo contro Biot per spionaggio è attualmente in corso nella Capitale. Dopo la guerra in Ucraina, molti altri Paesi hanno accelerato il contrasto a Mosca.</p>



<p>Richard Moore, direttore del servizio segreto britannico di intelligence (MI6), ha affermato all&#8217;Aspen Security Forum di luglio che a quella data metà di tutte le spie russe che operano in Europa sotto copertura diplomatica erano state espulse. E nel frattempo si intensificava la caccia agli infiltrati.</p>



<p>A Stoccolma, capitale della Svezia, a dicembre è stato comunicato che il mese precedente nel quartiere residenziale di Kil è stata arrestata una coppia di cittadini accusata di <strong>spiare per Mosca.</strong> Le spie russe scoperte in Svezia dall&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina e accusate di aver trafugato documenti riservati per passarli al <a href="https://it.insideover.com/guerra/cose-il-gru-il-servizio-segreto-russo-che-compie-omicidi-e-sabotaggi-in-europa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gru</a>, l&#8217;intelligence militare di Mosca, salirebbero così a quattro. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Caccia ai &#8220;brasiliani&#8221;</h2>



<p>Fuori dal perimetro Ue, ma saldamente in quello Nato, è invece la Norvegia. Stato in cui poche settimane fa è stato fermato un presunto cittadino brasiliano, José Assis Giammaria, che si ritiene sia in realtà il russo Mikhail Valeryevich Mikushin, 44 anni, ufficiale del Gru. Il 28 ottobre è stato <a href="https://www.nrk.no/tromsogfinnmark/pst-meiner-brasiliansk-borgar-er-russisk-agent-1.16151782?fwdnav=6713993224362695">arrestato mentre si recava al lavoro al<strong>l&#8217;Università di Tromsø</strong></a>, ed è stato identificato come un colonnello <a href="https://www.nrk.no/norge/pst-sikter-spionmistenkt-i-tromso_-mener-de-har-hans-russiske-identitet-1.16156368">del servizio russo dal portale Bellingcat.</a></p>



<p>La rete dei &#8220;brasiliani&#8221; sdoganata da Mosca appare pervasiva e ramificata. Ma sempre più sensibile al controspionaggio europeo.</p>



<p>In precedenza, a giugno, il controspionaggio olandese aveva fermato alla frontiera del Paese Sergey Vladimirovich Cherkasov, 36 anni, funzionario del Gru che tentava di accreditarsi all&#8217;Aja presso la <strong>Corte Penale Internazionale </strong>con la falsa identità del cittadino brasiliano Viktor Muller Ferreira, 33 anni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Slovenia, l&#8217;ultima frontiera</h2>



<p>Ora, secondo quanto rivelato da <strong>Guido Olimpio e Andrea Marinelli</strong> sul <em>Corriere della Sera</em>, l&#8217;ultimo fronte dell&#8217;infiltrazione russa nel Vecchio Continente è la Slovenia. Paese &#8220;cerniera&#8221; da cui le spie possono raggiungere Vienna, sede dell&#8217;Opec, la Germania e l&#8217;Italia. </p>



<p>A dicembre, segnalano i due giornalisti, due arresti hanno interessato il controspionaggio sloveno, che ha fermato una coppia residente nella placida provincia del Paese con identità brasiliana: &#8220;Lui diceva di chiamarsi Ludwig Gisch, lei Maria Rosa Mayer Munos. Erano arrivati alcuni anni fa dall’Argentina con due figli e si erano stabiliti sul territorio sloveno, a Crnuce, per svolgere attività economiche multiple: una galleria d’arte, organizzazioni di eventi, una società che si occupa di tecnologia, vendita di case. Era lo schermo dietro il quale — secondo l’accusa — hanno celato la missione primaria: spiare&#8221;. La stretta continua e il coordinamento d&#8217;<strong>intelligence tra agenzie</strong> sembra dare i propri frutti. Non è difficile vedere dietro l&#8217;ondata di fermi e arresti la mano di una cooperazione più stretta sulle informazioni e i modus operandi delle spie russe. Propiziata anche dalle informazioni dei servizi dell&#8217;<strong>Anglosfera.</strong> In un certo senso le prove tecniche di &#8220;intelligence comune&#8221; europea stanno avendo luogo all&#8217;ombra della crisi ucraina, con la caccia alle sempre più braccate barbe finte di Mosca in giro per l&#8217;Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-stretta-europea-caccia-alle-spie-russe-in-tutta-lue.html">La &#8220;stretta&#8221; europea: caccia alle spie russe in tutta l&#8217;Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Croazia e la Slovenia rilanciano la caccia al gas dell&#8217;Adriatico</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-croazia-e-la-slovenia-rilanciano-la-caccia-al-gas-delladriatico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2022 09:36:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Mare Adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni alla Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Guerra aperta per la diversificazione energetica in Europa: il rischio di uno shock delle forniture dalla Russia, inaugurato dal decoupling totale delle repubbliche del Baltico, ha aperto la partita del gas in Europa. Oltre alla corsa al Gnl proveniente da Paesi come Usa e Qatar e allo studio di nuove infrastrutture energetiche, infatti, è sul gas presente nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/la-croazia-e-la-slovenia-rilanciano-la-caccia-al-gas-delladriatico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-croazia-e-la-slovenia-rilanciano-la-caccia-al-gas-delladriatico.html">La Croazia e la Slovenia rilanciano la caccia al gas dell&#8217;Adriatico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-2048x1152.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220405113027432_629d54bf1f6ff1bbdfa49edd94375927-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Guerra aperta </strong>per la diversificazione energetica in Europa: il rischio di uno shock delle forniture dalla Russia, inaugurato dal decoupling totale delle repubbliche del Baltico, ha aperto la partita del gas in Europa. Oltre alla corsa al Gnl proveniente da Paesi come Usa e Qatar e allo studio di<a href="https://it.insideover.com/energia/le-vie-delleuropa-per-uscire-dalla-crisi-del-gas.html" target="_blank" rel="noopener"> <strong>nuove infrastrutture energetiche, </strong></a>infatti, è sul gas presente nel territorio e nei mari d&#8217;Europa che la partita si concentra. E questo, come noto, impatta da vicino il sistema-Paese Italia.</p>
<h2>La battaglia del gas</h2>
<p>Roma ha di recente, col <strong>decreto Energia</strong>, che prevede un aumento di 2 miliardi di metri cubi l&#8217;anno, dettato la linea per aumentare l&#8217;output nazionale. Parliamo di gas da estrarre in prevalenza nel giacimento Argo Cassiopea, nel canale di Sicilia, ma per l&#8217;analista geopolitico <strong>Gianni Bessi </strong>&#8220;siamo molto al di sotto della potenzialità dei nostri giacimenti e non solo se ci limitiamo a considerare quelli dell&#8217;Adriatico, soprattutto nella zona a nord di Goro (oltre 40 miliardi di metri cubi stimati)&#8221;, ha scritto su <a href="https://www.ilmessaggero.it/economia/news/gas_pozzi_adriatico_regalo_croazia-6607877.html"><em>Il Messaggero </em></a>il consigliere regionale dell&#8217;Emilia-Romagna del Partito Democratico.</p>
<p>&#8220;La scelta italiana per sostituire il gas russo oggi punta alla diversificazione degli acquisti, chiedendo quantitativi più elevati ad Algeria, Libia, Egitto, Congo, Mozambico, Qatar e Azerbaijan&#8221;, sottolinea Bessi, che fa dunque notare come il <strong>governo Draghi </strong>abbia per ora tralasciato la volontà di accelerare con decisione sulla riconqusita del gas dell&#8217;Adriatico. Su cui invece si stanno tuffando con forza i Paesi della sponda Est di un mare su cui l&#8217;Italia potrebbe e dovrebbe avere un&#8217;influenza cruciale e su cui si trova invece ad essere marginale.</p>
<h2>La grande strategia della Croazia</h2>
<p>Prendiamo l&#8217;esempio della <strong>Croazia, </strong>nazione che ha scelto con decisione di rilanciare la partita delle trivellazioni in Adriatico per potenziare la sua autonomia energetica. Zagabria l&#8217;anno scorso ha estratto, secondo i dati dell&#8217;Agenzia nazionale per gli idrocarburi, 780 milioni di metri cubi di gas naturale dall&#8217;offshore energetico adriatico; quest&#8217;anno, invece, mira a estrarre ulteriori <strong>285 milioni </strong>di metri cubi ulteriori, superando il tetto del miliardo di metri cubi di estrazione e passando da coprire il 30% a soddisfare il 40% della domanda nazionale con fonti proprie.</p>
<p>&#8220;Dall’Adriatico settentrionale, dove si trovano i pozzi più ricchi di gas, potrebbero arrivare nuove quantità di questo bene energetico che soddisferebbero i fabbisogni croati&#8221;,<a href="https://lavoce.hr/attualita/croazia-aumenta-la-produzione-di-gas-la-slovenia-pensa-al-gas-algerino" target="_blank" rel="noopener"> nota in un&#8217;analisi <em>La Voce del Popolo, </em></a>testata in lingua italiana delle regioni croate dell&#8217;Istria e del Quarnaro. E la questione più importante è che dal fronte adriatico guadagnerà in termini di contratti e appalti anche l&#8217;<strong>italiana Edison, </strong>&#8220;castrata&#8221; assieme ad altri attori sul fronte dell&#8217;offshore nazionale. A partire dal 2019, anno dello stop alle trivelle italiane imposto dal governo Conte I, l&#8217;Italia ha assistito all’accelerazione della <strong>Croazia </strong>per garantirsi l’esclusiva su pozzi e giacimenti adriatici posizionati di fronte alle coste dell’<strong>Emilia-Romagna</strong>. Anche <strong>Albania, Montenegro</strong> e <strong>Bosnia </strong>vogliono partecipare alla gara e hanno avviato progetti di ricerca, gare per le concessioni, esplorazioni che ora completeranno la caccia al gas adriatico, conclusa sul fronte sud dalla Grecia che ha anticipato l&#8217;Italia <a href="https://www.quotidianodipuglia.it/regione/trivelle_mare_puglia_petrolio_permessi_multinazionali_moratoria_scaduta-6231251.html" target="_blank" rel="noopener">nello sfruttamento del <strong>giacimento Fortuna Prospect </strong>sul confine marittimo tra la Puglia e Corfù.</a></p>
<p>Riprendere la corsa al gas naturale italiano dell&#8217;Adriatico è, per Bessi, vitale. E il Pitesai, il documento sulla gestione dell&#8217;energia nazionale recentemente firmato dal governo Draghi, può fermare estrazioni come quella nel &#8220;Campo Giulia oltre 15 chilometri al largo da Rivazzurra (Rimini) per il quale esiste già la struttura monotubolare e la perforazione del pozzo è completata&#8221;, da mezzo miliardo di metri cubi di gas; altri progetti rilanciabili sono &#8220;Benedetta, sempre al largo oltre i 10 chilometri dalla riviera con oltre 1 miliardo di metri cubi stimati di gas, senza poi contare le strutture Ada, a 20 km ad Est di Chioggia di cui si stimano oltre 2 miliardi di metri cubi&#8221;. Numeri importanti ma che vanno messi a sistema con l&#8217;<strong>effettiva volontà di Roma </strong>di proseguire su una strategia di diversificazione <a href="https://it.insideover.com/energia/lagenda-energetica-dellitalia-alla-prova-della-tempesta-ducraina.html" target="_blank" rel="noopener">che, assieme ai nuovi gasdotti e al Gnl, può rendere il Paese un hub del gas nel Mediterraneo.</a></p>
<h2>In campo anche la Slovenia</h2>
<p>Anche un attore dal profilo marittimo limitato come la Slovenia sta guardando all&#8217;Adriatico. L&#8217;<span class="hilg1">Adriatico</span> settentrionale &#8220;<strong>ha un ruolo importante da svolgere</strong>&#8221; nella diversificazione energetica. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri sloveno, <strong>Anze Logar</strong>, in occasione dell&#8217;incontro con gli omologhi di Italia e Croazia, <strong>Luigi Di Maio e Gordan Grlic Radman</strong>, nella città croata di Zapresic avvenuto nella giornata del 4 aprile. Secondo quanto riferisce una nota del ministero di Lubiana citata da <em>Agenzia Nova</em> nel corso dell&#8217;incontro è stata esaminata la cooperazione dei tre Paesi <strong>nei settori della connettività, dell&#8217;economia blu e della protezione ambientale</strong>. Ma la Slovenia, come la Croazia, ha ben in mente la diversificazione energetica tra i suoi obiettivi.</p>
<p>&#8220;L&#8217;<span class="hilg1">Adriatico</span> settentrionale ha un ruolo importante da svolgere nella diversificazione del petrolio e del gas naturale&#8221;, ha dichiarato Logar. Di Maio, in occasione del <strong>Trilaterale dell&#8217;Alto Adriatico, </strong>ha a sua volta parlato di gas. Ma di gas russo, non dell&#8217;Adriatico, parlando della possibilità di sanzionare l&#8217;oro blu proveniente dalla Russia.  Nessuna novità sulle trivelle offshore che il governo in cui era Ministro dello Sviluppo Economico, nel 2019, ha contribuito a fermare e che ora andrebbero fatte ripartire per difendere l&#8217;autonomia energetica nazionale. Mentre il tempo stringe e la possibilità di costruire l&#8217;autonomia energetica nazionale si ridimensiona, i Paesi dell&#8217;estero vicino dell&#8217;Italia agiscono. E questo è indicativo sulle necessità del nostro sistema Paese in ambito di consolidamento dell&#8217;interesse nazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-croazia-e-la-slovenia-rilanciano-la-caccia-al-gas-delladriatico.html">La Croazia e la Slovenia rilanciano la caccia al gas dell&#8217;Adriatico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dalla Slovenia alla Croazia: il Covid &#8220;assedia&#8221; l&#8217;Italia da Est</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/dalla-slovenia-alla-croazia-il-covid-assedia-litalia-da-est.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2021 12:44:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=335769</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/slovenia-covid-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/slovenia-covid-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/slovenia-covid-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/slovenia-covid-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/slovenia-covid-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/slovenia-covid-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/slovenia-covid-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le terapie intensive sono piene al 92%. Nei prossimi giorni sono attesi nuovi contagi di Sars-CoV-2, e quindi ulteriore pressione sul sistema sanitario nazionale. La Slovenia è in ginocchio, proprio come la maggior parte dei Paesi dell&#8217;Est Europa, dalla Romania alla Bulgaria passando per la Russia. Impossibile fare finta di niente di fronte a numeri &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/dalla-slovenia-alla-croazia-il-covid-assedia-litalia-da-est.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/dalla-slovenia-alla-croazia-il-covid-assedia-litalia-da-est.html">Dalla Slovenia alla Croazia: il Covid &#8220;assedia&#8221; l&#8217;Italia da Est</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/slovenia-covid-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/slovenia-covid-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/slovenia-covid-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/slovenia-covid-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/slovenia-covid-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/slovenia-covid-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/slovenia-covid-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le terapie intensive sono piene al 92%. Nei prossimi giorni sono attesi nuovi contagi di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Sars-CoV-2</a>, e quindi ulteriore pressione sul sistema sanitario nazionale. La <strong>Slovenia</strong> è in ginocchio, proprio come la maggior parte dei Paesi dell&#8217;Est Europa, dalla Romania alla Bulgaria passando per la Russia. Impossibile fare finta di niente di fronte a numeri del genere. Il ministro della Sanità sloveno, Janez Poklukar, ha confermato che era stata presa in considerazione perfino l&#8217;opzione di un lockdown, ma alla fine il governo di Lubiana ha scelto di affidarsi a &#8220;semplici&#8221; <strong>misure restrittive</strong>. Dallo scorso 8 novembre per accedere ai luoghi pubblici vale il <strong>criterio PTC</strong> (guarito, vaccinato, testato), richiesto in tutta la Slovenia a partire dai 12 anni: oltre a esibire il <strong>Green pass</strong> dovrà essere mostrato anche un documento d&#8217;identità.</p>
<p>Bar e ristoranti potranno essere aperti dalle 5 alle 22 solo con il servizio ai tavoli e mantenendo la dovuta <strong>distanza</strong>. Tra gli altri provvedimenti, bollino rosso ad <strong>assembramenti</strong> ed <strong>eventi pubblici</strong>, matrimoni e celebrazioni. Per quanto riguarda l&#8217;uso delle mascherine, non potranno più essere utilizzate quelle di stoffa ma solo quelle chirurgiche e le Ffp2. Chiusi i night club e le discoteche. Per poter assistere a eventi culturali, cerimonie religiose e competizioni sportive gli spettatori dovranno indossare la mascherina, si dovrà rispettare il criterio PTC e l&#8217;alternanza dei posti. Il governo sloveno non ha reintrodotto la didattica a distanza, ma a partire dal 15 novembre gli studenti dovranno effettuare a scuola il <strong>test per il Covid-19</strong> tre volte la settimana. I test rapidi e gli autotest saranno nuovamente finanziati dal bilancio statale, quando sono necessari sul posto di lavoro, nelle scuole e nelle università.</p>
<h2>Nord-est sotto assedio</h2>
<p>Il ministro Poklukar ha inoltre dichiarato che l&#8217;unica misura efficace per combattere la pandemia è la <strong>vaccinazione</strong>. Il messaggio non deve tuttavia esser arrivato forte e chiaro ai cittadini sloveni, visto che soltanto <a href="https://ourworldindata.org/covid-vaccinations">il 54% di loro ha terminato il ciclo vaccinale</a>, mentre il 3,5% è in attesa di ricevere la seconda dose. La coperta è troppo corta, e i bollettini parlano di oltre 4mila nuovi casi al giorno e di una situazione da monitorare con la massima attenzione. A Lubiana, ad esempio, l&#8217;<strong>incidenza di test positivi</strong> è pari al <strong>42%</strong>. Tutto questo, ha sottolineato il <a href="https://www.corriere.it/esteri/21_novembre_11/virus-dilaga-slovenia-l-italia-assediata-est-027d114a-42d1-11ec-84b2-370e2b694419.shtml?fbclid=IwAR2k9wDNrwC2LGxR1AkUwi2oT6hetBGT38t_lz_NWsYhRo-ujBVmPY9JDzM"><i>Corsera</i></a>, potrebbe aver contribuito ad alimentare l&#8217;<strong>escalation dei contagi</strong> registrata a Trieste, dove si registrano 471 casi a settimana per 100mila abitanti.</p>
<p>Senza ombra di dubbio gli assembramenti e i <strong>cortei contro il Green Pass</strong> hanno agevolato l&#8217;impennata delle infezioni, ma la vicinanza con la Slovenia ha ulteriormente facilitato la corsa del virus. Anche perché i casi stanno aumentando pure in Alto Adige e Veneto. Da questo punto di vista, lo scenario epidemiologico presente nel Nord-Est Italia sembrerebbe essere influenzato dai <strong>flussi in entrata</strong> di persone provenienti dall&#8217;<strong>Est Europa</strong>. La Slovenia, non a caso, è la porta d&#8217;accesso balcanica al nostro Paese. Peccato che le stesse nazioni balcaniche contino una bassissima copertura vaccinale tra i propri cittadini.</p>
<h2>La &#8220;minaccia&#8221; croata e quella austriaca</h2>
<p>Se la Slovenia naviga in acque agitate, <strong>Austria</strong> e <strong>Croazia</strong> non sono da meno. <a href="https://it.insideover.com/scienza/perche-il-lockdown-per-i-non-vaccinati-dellaustria-potrebbe-non-funzionare.html">Analizzata nel dettaglio la situazione austriaca</a>, a Zagabria è stato vaccinato poco più del 50% della popolazione. I casi quotidiani hanno superato la soglia delle 7mila infezioni quotidiane su una popolazione – dettaglio non rilevante – di quasi 4 milioni di persone. Il 5 novembre l&#8217;Unità di crisi del governo croato contro il coronavirus ha approvato nuove misure restrittive, tra cui l&#8217;obbligo del Green pass per gli assembramenti nei luoghi al chiuso e il divieto di assembramento per più di 50 persone.</p>
<p>L&#8217;obbligo vale anche per gli spettatori delle competizioni sportive, mentre tutti gli eventi non potranno durare oltre la mezzanotte con poche eccezioni. La permanenza nei luoghi al chiuso prevede anche l&#8217;obbligo dell&#8217;uso di mascherina. A partire dall&#8217;8 novembre gli allievi delle scuole primarie torneranno a fare didattica in presenza dopo gli ultimi giorni di lezioni condotte online.</p>
<p>Dal 15 novembre, infine, il Green pass non sarà più obbligatorio solo per i dipendenti del settore sanitario e per quelli impiegati nelle strutture dei servizi sociali, ma il suo utilizzo sarà esteso anche nelle scuole e per i dipendenti statali e delle pubbliche amministrazioni. In attesa di capire come si evolverà la pandemia, l&#8217;<strong>Italia</strong> è circondata da Paesi dove il virus è tornato a circolare a velocità folle.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/dalla-slovenia-alla-croazia-il-covid-assedia-litalia-da-est.html">Dalla Slovenia alla Croazia: il Covid &#8220;assedia&#8221; l&#8217;Italia da Est</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il nuovo governo sloveno sarà guidato dai sovranisti locali</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-governo-sloveno-sara-guidato-dai-sovranisti-locali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2020 15:27:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[sovranismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marjan Sarec (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec-1024x727.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Slovenia svolta a destra ed archivia la breve esperienza dell&#8217;esecutivo di centrosinistra guidato dall&#8217;ormai ex premier Marjan Šarec. Il Partito Democratico Sloveno, schierato su posizioni di destra radicale e guidato dal leader populista ed ex primo ministro (per due mandati) Janez Jansa, si appresta a governare il Paese. Le elezioni parlamentari del giugno 2018, infatti, avevano dato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-governo-sloveno-sara-guidato-dai-sovranisti-locali.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marjan Sarec (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec-1024x727.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La Slovenia <strong>svolta a destra</strong> ed archivia la breve esperienza dell&#8217;esecutivo di centrosinistra guidato dall&#8217;ormai ex premier Marjan Šarec. Il <strong>Partito Democratico Sloveno</strong>, schierato su posizioni di destra radicale e guidato dal leader populista ed ex primo ministro (per due mandati) <strong>Janez Jansa</strong>, si appresta a governare il Paese. <span style="font-size: 1rem;">Le elezioni parlamentari del giugno 2018, infatti, avevano dato vita ad un Parlamento instabile e frazionato: al primo posto si era piazzato il Partito Democratico Sloveno con il 24 per cento dei suffragi e 25 seggi sui 90 della Camera mentre in seconda posizione, con appena il 12 per cento dei suffragi, era giunta la lista Marjan Šarec, di ispirazione progressista e guidata dal carismatico amministratore locale ed ex comico. Quest&#8217;ultimo, dopo lunghe trattative, era riuscito a formare un esecutivo di minoranza ( 43 seggi totali e supporto esterno di una lista progressista) con il sostegno di altri quattro partiti di centrosinistra, riuscendo in questo modo ad escludere il Partito Democratico. Questa fase è però durata poco ed alcuni contrasti sulla sanità hanno determinato la caduta del </span>governo<span style="font-size: 1rem;">.</span></p>
<h2>Una nuova fase</h2>
<p>Il Presidente della Repubblica ha così deciso di nominare Janez Jansa come Primo Ministro in attesa del voto di conferma parlamentare che dovrebbe avere luogo a breve. Il Partito Democratico Sloveno dovrebbe <a href="https://www.reuters.com/article/us-slovenia-government/slovenia-president-names-center-right-janez-jansa-as-pm-candidate-idUSKCN20K20B">governare</a> con l&#8217;appoggio del Partito del Centro Moderno (centro-sinistra), lo schieramento conservatore Nuova Slovenia ed il movimento dei pensionati Desus e dovrebbe poter contare sul voto di almeno 48 parlamentari sebbene un deputato del Partito del Cento Moderno ha già annunciato che non voterà per il nuovo esecutivo. Jansa, che è uno stretto alleato di Viktor Orban, si presenta con un<strong> programma politico innovativo</strong>: dall&#8217;introduzione della coscrizione obbligatoria all&#8217;aumento delle pensioni, dalla decentralizzazione dell&#8217;organizzazione dello Stato alla presentazione di una serie di proposte politiche conservatrici in ambito sociale e che ricalcano quelle dell&#8217;alleato Orban. La nomina di Jansa costituisce una nuova vittoria per il fronte sovranista europeo che potrà così contare, in questo modo, sulla presenza di un alleato in più. Il contributo della Slovenia alla determinazione delle politiche europee non è ovviamente consistente ma, passo dopo passo, i sovranisti del Vecchio Continente sperano di allargare, sempre di più, la propria presa politica sulle istituzioni europee e sulle legislature nazionale. Bisogna però aggiungere che l&#8217;esecutivo Jansa vede la presenza anche di una forza di centrosinistra e che pertanto l&#8217;azione di governo sarà probabilmente segnata dalla presenza di compromessi e da un&#8217;attenuazione degli elementi più spiccatamente sovranisti.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Il mutamento politico avvenuto a Lubiana è destinato ad<strong> influire negativamente</strong> sulle relazioni tra Italia e Slovenia: Roma, infatti, è schierata su posizioni diametralmente opposte a quelle di Jansa e di Orban ma condivide, in ogni caso, una porzione di frontiera con Lubiana. C&#8217;è il rischio che la dialettica tra le parti possa degenerare, nel prossimo futuro, con una certa facilità e che ciò possa generare contraccolpi negativi sulle relazioni bilaterali e sugli interscambi transfrontalieri. Quanto accaduto in Slovenia, in parole povere, contribuisce ad isolare ulteriormente l&#8217;Italia sullo scacchiere regionale e porterà, probabilmente, a conseguenze diplomatiche dirette piuttosto negative.</p>
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		<title>Tre Mari, quel piano Usa per l&#8217;Europa che mette in pericolo l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tre-mari-europa-usa-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 05:55:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tre Mari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="906" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2237302-e1560102044544.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2237302-e1560102044544.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2237302-e1560102044544-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2237302-e1560102044544-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2237302-e1560102044544-1024x483.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anche in questo caso l&#8217;Italia non c&#8217;era, se non per l&#8217;ambasciatore Paolo Trichilo presente al vertice dei Tre Mari che si è tenuto a Lubiana. Un vertice di fondamentale importanza, specialmente perché a molti ancora risulta poco chiaro il rischio che l&#8217;Italia può correre dall&#8217;esclusione internazionale su diversi fronti. E questo incontro, trattando anche di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tre-mari-europa-usa-italia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="906" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2237302-e1560102044544.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2237302-e1560102044544.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2237302-e1560102044544-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2237302-e1560102044544-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_2237302-e1560102044544-1024x483.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Anche in questo caso l&#8217;Italia non c&#8217;era, se non per l&#8217;ambasciatore Paolo Trichilo presente al vertice dei Tre Mari che si è tenuto a Lubiana. Un vertice di fondamentale importanza, specialmente perché a molti ancora risulta poco chiaro il rischio che l&#8217;Italia può correre dall&#8217;esclusione internazionale su diversi fronti. E questo incontro, trattando anche di Adriatico, non può non destare allarme nel nostro governo e in generale per la strategia italiana in Europa e nel Mediterraneo.</p>
<p>Per capire l&#8217;importanza dell&#8217;iniziativa basta capire il significato del nome, Tre Mari, che indica l&#8217;unione strategica di Baltico, Nero e Adriatico. Un piano che può avere un&#8217;importanza capitale, che vede non solo il forte interesse della Polonia, da sempre desiderosa di riconnettersi all&#8217;Europa orientale e a tutta l&#8217;area dei Balcani, ma anche (e soprattutto) degli Stati Uniti. Che in questo contesto sanno perfettamente di poter creare una cintura che da un lato tenga fuori la Russia dall&#8217;Europa dell&#8217;Est e dall&#8217;altro lato si incunei nell&#8217;area di influenza economia e politica tedesca. Quel mondo dell&#8217;Europa di Mezzo piace a Washington e piace anche allo stesso Donald Trump e ai suoi strateghi, che possono utilizzare <strong>Visegrad</strong> e il Trimarium come mezzo per dividere fisicamente Ue e Russia, colpire gli interessi tedeschi e fare in modo che si crei una sorta di cintura che colleghi i due mari del fronte orientale della Nato: Mar Nero e Mar Baltico. Quest&#8217;ultimo diventato in questi giorni bollente per le esercitazioni Baltops dell&#8217;Alleanza atlantica.</p>
<p>Da queste premesse, si può comprendere il motivo per cui i Tre Mari rappresenta un iniziativa fin troppo sottovalutata in Europa ma soprattutto in Italia, un Paese che troppo spesso dimentica il ruolo che può avere l&#8217;Est Europa, in particolare i Balcani, sulla sua strategia continentale. Giusto concentrarsi sull&#8217;Europa centro-occidentale e sul Mediterraneo, ma attenzione a sottovalutare un fonte a noi vicino in cui si connettono il gas russo, gli interessi energetici nell&#8217;Adriatico, il rapporto con i vicini balcanici e la politica di Germania e Stati Uniti, partner imprescindibili di Roma. E nella sfida per l&#8217;Europa orientale, Washington pare abbia inserito proprio l&#8217;Adriatico fra i primi posti nella sua agenda strategica: a partire dal gas, che lo unisce, fisicamente e ideologicamente, fino ai mari del Nord.</p>
<p>Per l&#8217;Italia, <a href="http://www.limesonline.com/cartaceo/il-trimarium-danneggia-litalia?prv=true">capire l&#8217;essenza del Trimarium è fondamentale</a>. Perché l&#8217;Europa dell&#8217;Est appare un polo sempre più importante nello scacchiere europeo sia per i piani Usa sia per quelli di Berlino. E il fatto di essere esclusi da un grande piano che include un mare che è anche nostro (l&#8217;Adriatico) pone degli interrogativi e deve destare allarme. Da un punto di vista economico, perché se gli Stati Uniti puntano sul lato orientale di questo mare di fatto investono sui nostri diretti concorrenti. Dal punto di vista politico, perché se non siamo più centrali per l&#8217;<strong>Adriatico</strong>, non lo siamo neanche per i Balcani, dove la Germania sta già mettendo le mani avanti come terza potenza dopo Russia e Stati Uniti. Ma significa anche avere dei competitor su un altro fonte: l&#8217;asse con gli Stati Uniti in chiave anti-Ue. Nella sfida di Roma ai vincoli di Bruxelles e all&#8217;asse franco-tedesco, è chiaro che serve l&#8217;appoggio di potenze esterne. E se non possono esserlo Russia e Cina, l&#8217;unica soluzione è quella americana: che però a quanto pare ha altri progetti per l&#8217;Europa a est della vecchia cortina di ferro. E che potrebbe anche far pagare all&#8217;Italia il prezzo dei nostri rapporti naturalmente positivi con la Russia, che non possiamo certamente dimenticare.</p>
<p>E non è un caso che sia stato proprio il gas uno dei temi fondamentali del vertice di <strong>Lubiana</strong>. I 12 Paesi che compongono l&#8217;iniziativa dei Tre Mari infatti, con la benedizione del segretario per l&#8217;Energia Rick Perry, hanno infatti dato il via a una serie di progetti che puntano proprio alla maggiore autonomia dei partner orientali dall&#8217;oro blu di Mosca. Insieme ad alcuni progetti infrastrutturali da leggere anche in chiave Nato, sono infatti stati sbloccati fondi per metanodotti e rigassificatori. Non ultimo quello costruito in Polonia e che riprende le orme di quello croato di Veglia, a poche chilometri da Trieste. Un sistema di porti, ferrovie, autostrade e pipeline che di fatto rappresenta la risposta americana a Mosca (con tutti i limiti geografici) ma anche alla Cina e al suo 17+1, cioè quella piattaforma di dialogo fra Pechino e l&#8217;Europa orientale.</p>
<blockquote><p>Progetti in cui gli Stati Uniti vogliono confermare quello che è sempre stato il mantra della Nato: America dentro, Russia fuori, Germania sotto</p></blockquote>
<p>Una <strong>Germania</strong> che però stata invitata con tutti gli onori dalla Slovenia, segno che i Paesi dell&#8217;area orientale difficilmente possono fare qualcosa senza cercare il sostegno tedesco. E anzi, come sottolineano alcuni, pare che sia stato proprio l&#8217;invito rivolto da Lubiana al presidente Frank-Walter Steinmeier ad aver indispettito la Casa Bianca a tal punto che Trump, ospite nel 2017 in Polonia, non è stato in Slovenia nonostante la coincidenza con le celebrazioni per lo sbarco in Normandia. Detto questo, la Germania sa perfettamente che questa iniziativa rischia di rappresentare un duro colpo per la sua politica verso est, a tal punto che da Berlino qualcuno ha già detto che è pronta a comprare gas liquefatto americano per placare l&#8217;ira di The Donald sul North Stream 2 e che rischia di mettere in discussione i rigassificatori tedeschi del Nord.</p>
<p>E l&#8217;Italia? Assente. Assente sia perché del <strong>Trimarium</strong> non ne fa parte sia perché on ha attuato quella politica verso est che le avrebbe permesso di incunearsi in un&#8217;area a noi molto vicina e soprattutto strategica. Se la Germania viene invitata a partecipare con il presidente della Repubblica e l&#8217;Italia no, qualcosa sicuramente non sta andando per il verso giusto. Perché è un&#8217;iniziativa che dovrebbe essere fatta per escludere Berlino. E invece sta escludendo noi: e soprattutto l&#8217;Adriatico.</p>
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		<title>Nei Balcani vince l&#8217;astensionismo: tengono conservatori e popolari</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/europee-balcani-vince-astensionismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2019 09:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="997" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190526135525_29454851.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190526135525_29454851.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190526135525_29454851-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190526135525_29454851-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190526135525_29454851-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nei Balcani, così come nel resto dell&#8217;Europa dell&#8217;est, a vincere è soprattutto la disaffezione: molto bassa l&#8217;affluenza, con la sola eccezione della Romania in cui a votare va quasi il 50% della popolazione a fronte del 35% del 2014. Per il resto, numeri molto modesti che segnano una certa indifferenza e che riecheggiano anche una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/europee-balcani-vince-astensionismo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="997" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190526135525_29454851.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190526135525_29454851.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190526135525_29454851-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190526135525_29454851-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LAPRESSE_20190526135525_29454851-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nei Balcani, così come nel resto dell&#8217;Europa dell&#8217;est, a vincere è soprattutto la disaffezione: molto bassa l&#8217;affluenza, con la sola eccezione della Romania in cui a votare va quasi il 50% della popolazione a fronte del 35% del 2014. Per il resto, numeri molto modesti che segnano una certa indifferenza e che riecheggiano anche una situazione interna che vede spesso affluenze basse nelle elezioni locali.</p>
<h2>I casi di Slovenia e Croazia</h2>
<p>Alle porte dell&#8217;Italia le urne sono quasi praticamente deserte: in <strong>Slovenia</strong> a votare va soltanto il 28% degli aventi diritto, in <strong>Croazia</strong> il 29%. Nel 2014 in entrambi i paesi l&#8217;affluenza si ferma al 25%, dunque il numero di votanti appare aumentato ma rimane comunque complessivamente molto scarso. Sia a Lubiana che a Zagabria comunque, a prevalere sono i conservatori ed i popolari già al governo nei rispettivi paesi. Nessun importante scossone politico, così come nessun ribaltone: in Croazia, in particolare, il primo partito è l&#8217;<strong>Hdz</strong> dell&#8217;attuale presidente Kolinda Grabar-Kitarović. La formazione cristiano democratica ottiene il 22,7% dei consensi, portando in dote a Strasburgo quattro seggi al Partito Popolare Europeo. Alle sue spalle con il 18.7% si piazzano i socialdemocratici, che ottengono invece tre seggi.</p>
<p>Alla viglia c&#8217;è curiosità invece per il risultato del <strong>Movimento Zivi Zid</strong>, formazione che durante la campagna elettorale annuncia un&#8217;alleanza in Europa con il Movimento Cinque Stelle. La formazione è terza in assoluto avendo ottenuto l&#8217;8% dei consensi, che frutta alla lista un seggio in Europa. In Slovenia vince la coalizione che racchiude popolari e democratici, che complessivamente ottiene il 26% dei consensi e tre seggi al Parlamento europeo che vanno a sommarsi con quelli del Partito popolare europeo. Come nella vicina Croazia, al secondo posto si piazzano i socialdemocratici con il 18%. Terzo il partito del premier in carica <strong>Marjan Sarac</strong>, il quale con la lista che porta il suo nome conquista il 15% dei consensi e due seggi a Strasburgo all&#8217;interno del gruppo dei liberali dell&#8217;Alde.</p>
<h2>Conservatori avanti anche in Romania e Bulgaria</h2>
<p>Il caso rumeno merita una menzione a parte: qui rispetto al 2014, come detto, la popolazione ritorna a votare ed alle urne si reca poco meno del 50% degli aventi diritto. Un risultato importante rispetto al 35% del 2014, pur se trascinato da alcune elezioni locali e da un referendum nazionale sulla giustizia.<br />
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Rispetto al resto dell&#8217;area balcanica e dell&#8217;est Europa, dove grossomodo si confermano i partiti al governo, a Bucarest invece l&#8217;esito delle europee pone non pochi interrogativi sull&#8217;attuale coalizione al governo. Il <strong>partito liberale</strong> è infatti la prima lista, ottenendo il 27.8% dei consensi. Alle sue spalle la formazione dell&#8217;attuale premier, ossia il <strong>partito socialdemocratico</strong>, che ottiene il 24.84% dei voti. Una sconfitta non certo indolore per la lista del centro &#8211; sinistra, che deve anche assistere alle sue spalle all&#8217;avanzata dei liberali dell&#8217;alleanza &#8220;<strong>Coalizione 2020</strong>&#8220;, i quali ottengono il 18%. Complessivamente, i seggi rumeni saranno divisi tra Partito Popolare Europeo, Socialdemocratici ed i liberali dell&#8217;Alde.</p>
<p>In <strong>Bulgaria</strong> invece, dove al contrario del paese confinante si registra un importante decremento dell&#8217;affluenza, la coalizione di governo tiene nonostante un clima politico non certo positivo negli ultimi mesi. La prima lista è l&#8217;alleanza dei conservatori del &#8220;<strong>Greb</strong>&#8221; del premier<strong> Boyko Borissov</strong>. Per la coalizione di governo arriva un 31% dei consensi, a fronte invece del 26% dei Socialisti. Terzo posto per il partito dei turchi di Bulgaria, che ottengono il 12% dei voti e portano tre seggi all&#8217;Alde a Strasburgo. Un seggio va invece ai nazionalisti del <strong>Vmro</strong>, che ottengono il 7.2% delle preferenze: per loro non si esclude un&#8217;alleanza in Europa, tra gli altri, con il partito di Giorgia Meloni e le formazioni sovraniste.</p>
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