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	<title>Slovacchia Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 23 May 2026 16:45:34 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Slovacchia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dall&#8217;Azerbaigian alla Slovacchia, col permesso dell&#8217;Ucraina: la sfida di portare il gas dal Caspio al cuore del&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dallazerbaigian-alla-slovacchia-col-permesso-dellucraina-la-sfida-di-portare-il-gas-dal-caspio-al-cuore-deleuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 16:45:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="980" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia.jpg 980w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia-768x505.jpg 768w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="980" height="645" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia.jpg 980w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/gasdotto-in-Slovacchia-768x505.jpg 768w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></p>
<p>La Slovacchia non sta semplicemente negoziando un nuovo contratto energetico con l’Azerbaigian. Sta tentando di ridefinire il proprio posizionamento strategico dentro una Europa che, dopo la crisi ucraina e la progressiva erosione del transito russo, ha scoperto quanto la sicurezza energetica sia tornata a essere una questione di <strong>potenza geopolitica</strong>, infrastrutture e sovranità industriale. Le dichiarazioni del vicepremier slovacco <strong>Tomáš Taraba </strong>sull’ipotesi di una fornitura decennale da Baku non possono essere interpretate come un semplice annuncio commerciale. Il nodo centrale riguarda infatti la possibilità concreta di trasportare il gas azero fino al cuore dell’Europa centrale attraverso <strong>una rete di interconnessioni oggi sottoposta a enormi pressioni politiche, regolatorie e logistiche. </strong>La Slovacchia arriva a questo passaggio storico in una posizione particolarmente delicata. Per decenni Bratislava ha costruito parte della propria rilevanza economica sul ruolo di piattaforma di transito del gas russo diretto verso l’Europa occidentale. La guerra in Ucraina e il progressivo disaccoppiamento energetico tra Bruxelles e Mosca hanno però incrinato quel modello, lasciando il Paese con infrastrutture gigantesche ma con flussi molto ridotti rispetto al passato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il corridoio azero e i limiti della diversificazione europea</h2>



<p>La strategia slovacca si inserisce dentro il più ampio progetto europeo di diversificazione energetica. L’Azerbaigian è diventato negli ultimi anni uno dei partner privilegiati dell’Unione Europea grazie al <strong>Southern Gas Corridor</strong>, il sistema di condotte che collega il bacino del Caspio ai mercati europei passando attraverso Caucaso, Turchia e Balcani. Tuttavia esiste una differenza sostanziale tra annunciare una diversificazione e renderla realmente operativa. Il gas azero arriva oggi soprattutto nell’Europa sudorientale e in Italia attraverso TANAP e TAP. <strong>Portare volumi significativi fino alla Slovacchia richiede invece una catena molto più complessa di accordi commerciali,</strong> capacità infrastrutturali e coordinamento tra operatori energetici nazionali. È qui che emerge il vero problema geopolitico. Bratislava non è terminale naturale del corridoio meridionale e non possiede una connessione diretta con il Caspio. Per trasformare un’intesa politica in forniture stabili servono capacità prenotate lungo le reti balcaniche, interoperabilità tecnica tra sistemi differenti e soprattutto prezzi competitivi rispetto al gas liquefatto o ai residui flussi russi ancora presenti nel mercato europeo. Il rischio è che la diversificazione resti più politica che fisica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bratislava tra Bruxelles e Mosca</h2>



<p>Il governo guidato da <strong>Robert Fico </strong>ha assunto negli ultimi mesi una posizione sempre più critica verso il <em>phase-out </em>accelerato del gas russo promosso dalla Commissione europea. Bratislava sostiene che i costi della transizione energetica siano distribuiti in modo diseguale e che l’Europa centrale stia pagando un prezzo molto più elevato rispetto ai grandi Paesi occidentali. Dietro questa tensione esiste una realtà strutturale. L’economia slovacca resta fortemente dipendente dal gas naturale, soprattutto per il comparto industriale e per i consumi civili. La riduzione improvvisa delle forniture russe ha quindi aperto un problema di competitività economica, stabilità sociale e sostenibilità finanziaria. In questo quadro il gas azero assume una doppia funzione. <strong>Da un lato rappresenta una possibile alternativa strategica a Mosca. Dall’altro costituisce una leva negoziale con Bruxelles,</strong> utile per dimostrare che la Slovacchia non rifiuta la diversificazione energetica, ma pretende che essa sia tecnicamente realizzabile e finanziariamente sostenibile. La posizione slovacca riflette una contraddizione sempre più evidente dentro l’Unione europea: gli obiettivi geopolitici comunitari avanzano più rapidamente delle infrastrutture necessarie per sostenerli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dell’Ucraina nella nuova architettura energetica</h2>



<p>La variabile più sensibile resta però quella ucraina. Sul piano tecnico la rete di transito dell’Ucraina continua a essere una delle più estese ed efficienti del continente. Sul piano politico, invece, ogni ipotesi di utilizzo di quel corridoio dopo l’invasione russa è diventata estremamente problematica. Negli ultimi mesi sono circolate ipotesi relative a meccanismi di swap o <strong>all’utilizzo della rete ucraina per il trasporto di gas formalmente non russo</strong>, compresi eventuali volumi provenienti dall’Azerbaigian. Una soluzione del genere consentirebbe di sfruttare infrastrutture già esistenti e ridurre i costi logistici. Tuttavia aprirebbe interrogativi enormi sulla tracciabilità delle molecole, sulla gestione dei pagamenti di transito e sul rischio di vantaggi indiretti per Mosca. Paradossalmente, la soluzione più efficiente sotto il profilo infrastrutturale potrebbe rivelarsi la più fragile sul piano diplomatico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Baku vuole consolidare il proprio peso strategico</h2>



<p><strong>Anche l’Azerbaigian ha interessi molto chiari. </strong>Baku sta cercando di trasformarsi in un pilastro della sicurezza energetica europea approfittando del vuoto lasciato dal progressivo ridimensionamento russo. Per riuscirci, però, ha bisogno di aumentare la produzione e soprattutto di ottenere contratti di lungo periodo in grado di giustificare nuovi investimenti infrastrutturali. La <strong>Slovacchia rappresenta quindi un partner prezioso perché offre domanda stabile,</strong> posizione geografica centrale e valore politico dentro il dibattito energetico europeo. La convergenza tra Bratislava e Baku nasce da questa complementarità strategica: l’Azerbaigian cerca mercati affidabili, la Slovacchia cerca sicurezza energetica senza shock economici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova Europa dell’energia frammentata</h2>



<p>Il dossier slovacco dimostra che l’Europa sta entrando in una fase completamente nuova. Il vecchio sistema energetico continentale si basava su pochi grandi corridoi, contratti stabili e forniture relativamente prevedibili. <strong>Il nuovo modello appare invece più frammentato, più costoso e molto più esposto alla competizione geopolitica.</strong> La sicurezza energetica non dipende più soltanto dalla disponibilità di gas, ma dalla capacità di coordinare reti, regolazione, finanza pubblica e diplomazia. In questo senso la Slovacchia è diventata uno dei laboratori più importanti della nuova geopolitica europea dell’energia. Il vero test non sarà la firma di un memorandum con SOCAR o l’annuncio di un accordo decennale. La prova decisiva arriverà soltanto quando il gas azero riuscirà davvero a raggiungere Bratislava con continuità, costi sostenibili e origine verificabile. È lì che si misurerà la credibilità della nuova architettura energetica europea.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il gas, l&#8217;Ucraina, l&#8217;eredità della storia: Magyar-Fico tra alta tensione e convergenze</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-gas-lucraina-leredita-della-storia-magyar-fico-tra-alta-tensione-e-convergenze.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:18:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Il-gas-lUcraina-leredita-della-storia-Magyar-Fico-tra-alta-tensione-e-convergenze.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Il-gas-lUcraina-leredita-della-storia-Magyar-Fico-tra-alta-tensione-e-convergenze.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Il-gas-lUcraina-leredita-della-storia-Magyar-Fico-tra-alta-tensione-e-convergenze-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Il-gas-lUcraina-leredita-della-storia-Magyar-Fico-tra-alta-tensione-e-convergenze-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Il-gas-lUcraina-leredita-della-storia-Magyar-Fico-tra-alta-tensione-e-convergenze-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Il-gas-lUcraina-leredita-della-storia-Magyar-Fico-tra-alta-tensione-e-convergenze-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Il-gas-lUcraina-leredita-della-storia-Magyar-Fico-tra-alta-tensione-e-convergenze-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Peter Magyar oltre Viktor Orban anche nei rapporti col &#8220;vicino di casa&#8221; Robert Fico, primo ministro di una Slovacchia che è stata spesso accostato all&#8217;uscente premier ungherese come parte di un asse sovranista, euroscettico e russofilo, sabotatore dell&#8217;integrazione comunitaria. Fico da sinistra, Orban da destra incarnano due forme diverse di critica all&#8217;Ue che, nella narrazione, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-gas-lucraina-leredita-della-storia-magyar-fico-tra-alta-tensione-e-convergenze.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-gas-lucraina-leredita-della-storia-magyar-fico-tra-alta-tensione-e-convergenze.html">Il gas, l&#8217;Ucraina, l&#8217;eredità della storia: Magyar-Fico tra alta tensione e convergenze</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Peter Magyar</strong> oltre <strong>Viktor Orban</strong> anche nei rapporti col &#8220;vicino di casa&#8221; <strong>Robert Fico, primo ministro di una Slovacchia</strong> che è stata spesso accostato all&#8217;uscente premier ungherese come parte di un asse sovranista, euroscettico e russofilo, sabotatore dell&#8217;integrazione comunitaria. Fico da sinistra, Orban da destra incarnano due forme diverse di critica all&#8217;Ue che, nella narrazione, il leader di Tisza, formazione di Magyar appartenente al <strong>Partito Popolare Europeo,</strong> dovrebbe superare. Ma tra Ungheria e Slovacchia la relazione è troppo articolata e complessa per essere rubricata a semplice rapporto tra leader. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida sul gas tra Slovacchia, Ungheria e Ucraina</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/bentornata-mitteleuropa-magyar-riparte-da-varsavia-e-vienna-per-rilanciare-lungheria.html" type="post" id="513241">Il nascituro governo Magyar sta, paradossalmente, risolvendo un problema a Fico</a> spingendo per la convergenza con l&#8217;Ucraina sul ripristino dei flussi petroliferi russi verso l&#8217;Europa attraverso l&#8217;oleodotto <strong>Druzhba</strong> ma sta superando Orban a destra in termini di nazionalismo sul fronte del contrasto alla legislazione slovacca che regolarizza le proprietà nate con la cacciata della popolazione ungherese dopo la fine della Seconda guerra mondiale. </p>



<p><strong>Storia, memoria, presente, geopolitica, tutto assieme: l&#8217;Est Europa</strong> produce più storia di quanta ne riesca a digerire e nelle piccole patrie sorte meno di quarant&#8217;anni fa sullo stesso territorio fisico dei vecchi Stati comunisti ma su nuovi presupposti politici e identitari capire quanto anche il passato sia presente e quanto la realtà sia da intendere come un continuum è fondamentale. <strong>Vale per la Slovacchia di Fico</strong> (e varrà anche per la Bulgaria dove si appresta a governare <strong>Rumen Radev)</strong> così come per l&#8217;Ungheria, di Orban o Magyar. Ma andiamo con ordine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Magyar risolve una grana a Fico?</h2>



<p>Magyar ha spinto per condizionare lo sblocco del <strong>fondo da 90 miliardi di euro</strong> promesso dalla Commissione Europea all&#8217;Ucraina alla decisione del governo di <strong>Volodymyr Zelensky</strong> di riaprire i flussi attraverso l&#8217;oleodotto <strong>Druzhba chiuso a gennaio</strong>, un anno dopo la violenta (sul piano politico) disputa sul gas tra Slovacchia e Ucraina del 2025 seguita allo stop ai flussi via tubo dell&#8217;oro blu di Mosca. </p>



<p>Bratislava dipende pressoché interamente nell&#8217;approvvigionamento della sua raffineria Slovnaft dall&#8217;approvvigionamento di petrolio russo e ha dovuto entrare in stato d&#8217;emergenza per lo stress infrastrutturale e il gap di forniture. Fico ha minacciato lo stop all&#8217;appoggio all&#8217;adesione europea dell&#8217;Ucraina e l&#8217;interruzione dei flussi elettrici verso il Paese sotto attacco dalla Federazione Russa, che<strong> richiede in caso di blackout </strong>e caduta della rete un appoggio extra dallo Stato centroeuropeo. L&#8217;Ungheria di Orban ha condizionato l&#8217;appoggio al prestito di 90 miliardi di euro alla riattivazione dei flussi attraverso Druzhba, e <strong>Magyar ha fatto sua questa linea, mentre sia Budapest che Bratislava hanno bloccato finora il 20esimo pacchetto di sanzioni a Mosca.</strong> Ebbene, Magyar ha risolto un problema politico indubbio a Fico usando la leva europeista verso Kiev, che nella giornata di martedì 21 aprile ha <strong>ristabilito i flussi attraverso Druzhba</strong>. Un nuovo inizio tra Budapest e Bratislava nonostante la fine dell&#8217;era Orban? Ancora presto per dirlo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eredità dei decreti Benes</h2>



<p>Resta, come detto, il nodo storico. <strong>Direzione &#8211; Socialdemocrazia</strong>, il partito nazionalista di sinistra di Fico, ha promulgato delle leggi che criminalizzano la contestazione delle leggi con cui, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, nella Cecoslovacchia ristabilita nella sua integrità territoriale fu imposta l&#8217;espropriazione delle terre dei cittadini di etnia tedesca (i famosi &#8220;Tedeschi dei Sudeti&#8221; che spinsero Adolf Hitler a premere su Praga prima degli Accordi di Monaco del 1938) e ungherese. Bratislava si costituì come<strong> Stato-fantoccio del Terzo Reich </strong>dopo il collasso della Cecoslovacchia, l&#8217;Ungheria ebbe alcuni settoriali guadagni territoriali ma i cosiddetti &#8220;Decreti Benes&#8221; promulgati dal presidente cecoslovacco Eduard Benes affermarono che i cittadini delle etnie dei due Paesi dell&#8217;Asse dovessero espiare una vera e propria &#8220;colpa collettiva&#8221; per l&#8217;atteggiamento dei rispettivi regimi. </p>



<p>&#8220;In Slovacchia, la questione era rimasta in gran parte sopita per decenni, ma è riemersa alla fine del 2025 dopo che il principale partito di opposizione, Slovacchia Progressista, ha portato alla luce casi recenti in cui, a quanto pare, ungheresi di etnia ungherese avevano perso terre sulla base di una legislazione risalente agli anni &#8217;40&#8221;, <a href="https://www.euractiv.com/news/orban-fico-alliance-ends-with-renewed-slovak-hungarian-friction/">nota &#8220;Euractiv&#8221;</a>, che sottolinea come ciò abbia spinto Fico e i suoi a <strong>promulgare la nuova legislazione restrittiva.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eterno ritorno del nazionalismo</h2>



<p>La fondazione di studi politici <a href="https://cz.boell.org/en/2026/02/25/benes-decrees-persistent-ghosts-bratislava-and-budapest">Heinrich Boll Stiftung (Hbs) commenta </a>che &#8220;alcune disposizioni continuano a essere invocate nelle controversie fondiarie in corso. Questi casi riguardano prevalentemente ungheresi di etnia ungherese che cercano di rivendicare proprietà ancestrali, ma si vedono respingere le loro richieste&#8221;. Orban ha protestato con l&#8217;alleato Fico. Troppo timidamente, secondo Magyar, che ora dopo aver <strong>risolto nella sostanza un problema che Orban non era riuscito a chiudere </strong>si trova a condizionare i nuovi rapporti con la Slovacchia sulla base di una rivendicazione nazionalista mai strutturata con tale veemenza del suo predecessore. <strong>Ma anche la Slovacchia andrà al voto nel 2027,</strong> e la &#8220;carta ungherese&#8221; potrebbe essere un&#8217;arma politica per Fico secondo la Hbs. Nel circolo vizioso dei nazionalismi e della memoria contrastata si plasma la politica di un&#8217;Europa centro-orientale eterna frontiera. In cui la geopolitica plasma la storia e la storia plasma la geopolitica, in un rapporto di correlazione biunivoca non conosciuto da altre parti d&#8217;Europa.</p>



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		<title>Ungheria e Slovacchia alla guerra del petrolio con l&#8217;Ucraina mentre Bruxelles ride sotto i baffi</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/ungheria-e-slovacchia-alla-guerra-del-petrolio-con-lucraina-mentre-bruxelles-ride-sotto-i-baffi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 05:55:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ungheria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ungheria.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ungheria-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ungheria-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ungheria-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ungheria-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ungheria-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Gli ucraini bombardano l'oleodotto Druzhba, che porta il petrolio russo a Ungheria e Slovacchia. La Ue non interviene.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/ungheria-e-slovacchia-alla-guerra-del-petrolio-con-lucraina-mentre-bruxelles-ride-sotto-i-baffi.html">Ungheria e Slovacchia alla guerra del petrolio con l&#8217;Ucraina mentre Bruxelles ride sotto i baffi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Le avvisaglie erano state chiare e altrettanto chiaramente ignorate. E adesso la crisi non solo è conclamata ma si sta pericolosamente allargando, aprendo nuove crepe nel tessuto già slabbrato della&#8217;Unione Europea. Ci riferiamo <strong>allo scontro tra Ucraina da una parte e Ungheria e Slovacchia dall&#8217;altro, con al centro l&#8217;oleodotto russo <em>Druzhba</em> (Amicizia)</strong>, che sia nel tratto Nord sia nel tratto Sud corre in parte sul territorio ucraino. Ungheria e Slovacchia, si sa, sono i signor No dell&#8217;Unione Europea, soprattutto per quanto riguarda la futura ammissione dell&#8217;Ucraina. Che per parte sua, non ha perso tempo nel cercare la rivincita. </p>



<p>Verso la fine del 2025 <strong>Viktor Orban</strong> ha ottenuto da Donald Trump un&#8217;esenzione dalle sanzioni contro il petrolio russo, pur accettando di acquistare 600 milioni l&#8217;anno di GNL americano. Il petrolio russo, ovviamente meno costoso, arriva in Ungheria attraverso l&#8217;oleodotto Druzhba di cui sopra. Situazione più o meno analoga in Slovacchia: il Paese guidato da Robert Fico dipende ancora molto dalle forniture di Mosca, tanto che <strong>circa tre quarti del gas e del petrolio che consuma arrivano dalla Russia. </strong></p>



<p>Quale sia il parere degli ucraini in proposito è noto: nessun rapporto con la Russia. Se unito, come si diceva, allo scetticismo di Orban e Fico per il futuro europeo di Kiev, il dissenso politico si trasforma facilmente in aperto rancore. Tanto che gli ucraini, che quanto a sabotaggio di gasdotti e oleodotti hanno ormai maturato una tradizione, <strong>hanno bombardato il Druzhba almeno tre volte quest&#8217;anno</strong>: in agosto e settembre 2025 e nel gennaio scorso. L&#8217;Ucraina agisce così potendo approfittare dello status di Paese intoccabile agli occhi della Ue, che deve in qualche modo ripagare gli enormi sacrifici, in termini di vite e di strutture, che gli ucraini fanno, come si dice di continuo, &#8220;combattendo per noi&#8221;. <strong>Così l&#8217;ultimo bombardamento all&#8217;oleodotto è stato attribuito, dalle fonti Ue, a un attacco di droni russi </strong>(come si era detto, a suo tempo, per il sabotaggio del Nord Stream) e di fronte alle proteste ungheresi e slovacche le stesse fonti hanno replicato che non c&#8217;è da essere in allarme per Ungheria e Slovacchia, considerando invece che questa crisi dimostra &#8220;quanto ancora l&#8217;Europa dipenda dalle forniture russe&#8221; (sic!).</p>



<p>Come si diceva, il ruolo di bastian contrari che Ungheria e Slovacchia si sono assunte nei confronti di Bruxelles (che palesemente ride sotto i baffi) non le aiuta in questa circostanza. Come non aiuta Orban il continuo <em>endorsement </em>degli Usa di Donald Trump, non più amatissimi dagli europei: nella recentissima visita a Budapest, <strong>il segretario di Stato Marco Rubio si è profuso in apprezzamenti per il premier magiaro</strong>, con frasi come &#8220;Il successo di Orban è il nostro successo&#8221;, &#8220;Stiamo entrando nell&#8217;età dell&#8217;oro per le relazioni tra i nostri Paesi&#8221; e anche &#8220;<strong>Finché sarai il primo ministro e il leader di questo Paese</strong>, è nel nostro interesse nazionale che l’Ungheria abbia successo&#8221;, con un&#8217;implicita minaccia nei confronti di chi pensasse a sostituire Orban.</p>



<p>La poco o punta voglia di Bruxelles di aiutare Ungheria e Slovacchia non ha però loro impedito di reagire. Il primo provvedimento, preso finché gli ucraini non provvederanno a riparare il Druzhba (o a riavviarlo, perché secondo Fico il guasto è già stato sistemato), è stato di <strong>bloccare le riesportazioni verso l&#8217;Ucraina di carburanti e diesel, destinati ora solo al mercato interno. </strong>Tenendosi per future eventuali polemiche l&#8217;arma più potente, ovvero lo stop alle forniture di energia elettrica. <strong>Da Ungheria e Slovacchia, infatti, arriva ora quasi il 70% della corrente consumata degli ucraini,</strong> che ogni giorno fanno i conti con le distruzioni inflitte dai russi alle loro infrastrutture. </p>



<p>Come sempre avviene, c&#8217;è chi fa i conti di quanto potrebbe guadagnare da questa crisi. Ci riferiamo alla Croazia, che non ha mai digerito le posizioni ungheresi in termini di importazione di petrolio. Per lungo tempo <strong>JANAF (Jadranski Naftovod, ovvero Oleodotto Adriatico)</strong>, l&#8217;azienda para-statale che si occupa della distribuzione del greggio, ha trattato con l&#8217;ungherese MOL (<strong>Magyar Olaj- és Gázipari Nyrt</strong>, Compagnia ungherese del petrolio e del gas s.r.l.) per aumentare le forniture, scontrandosi con la pesante concorrenza del petrolio russo attraverso il famoso Druzhba. Con l&#8217;oleodotto russo sabotato dagli ucraini, le parti ovviamente si invertono e la JANAF fa la voce grossa. </p>



<p>Per completare l&#8217;opera, il 12 aprile si vota in Ungheria, con Viktor Orban nei panni dell&#8217;inseguitore (stando almeno <strong>ai sondaggi, che in ottobre-novembre lo davano in ritardo anche di sette-otto punti)</strong> rispetto ai rivali del partito Tisza. Inevitabile che il Governo ungherese accusi Kiev (e non sarebbe la prima volta) di ingerenze nelle sua faccende interne, cercando di mettere l&#8217;opposizione alla berlina per intelligenza con il nemico.</p>



<p>Non resta che aspettare l&#8217;evoluzione degli eventi. Ma lo strappo, questa volta, pare difficile da rammendare. E se Orban riuscisse a conservare il potere, il veto all&#8217;ingresso dell&#8217;Ucraina nella Ue, più volte minacciato, diventerà una certezza. </p>



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		<title>Orban, Fico, Babis: il ritorno (parziale) di Visegrad nel nome della convenienza economica</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/orban-fico-babis-il-ritorno-parziale-di-visegrad-nel-nome-della-convenienza-economica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 05:18:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban-fico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="visegrad" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban-fico.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban-fico-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban-fico-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban-fico-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban-fico-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban-fico-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p> Viktor Orban non si nasconde più e lavora a un “blocco scettico” dentro l’Ue con la Slovacchia di Fico e la Repubblica Ceca di Andrej Babis.</p>
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<p><strong>Viktor Orban</strong> non si nasconde più. Mentre Bruxelles cerca un’unità strategica sul conflitto ucraino, il premier ungherese <strong>lavora alla formazione di un “blocco scettico” dentro l’Unione</strong>, in compagnia della <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-contro-slovacchia-gas-contro-elettricita-il-braccio-di-ferro-fico-zelensky.html">Slovacchia di Robert Fic</a></strong>o e della <strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/babis-trionfa-in-repubblica-ceca-praga-svolta-sul-sentiero-euroscettico.html">Repubblica Ceca di Andrej Babis. </a></strong>Tre Paesi, tre economie interconnesse e un comune denominatore politico: l’opposizione alla linea di guerra permanente contro Mosca e alla subordinazione dell’Europa alle priorità atlantiche.</p>



<p>Secondo quanto rivelato da fonti interne a Budapest, il progetto mira a creare un fronte alternativo alle decisioni del Consiglio europeo, un coordinamento informale in grado di rallentare o bloccare nuovi finanziamenti a Kiev e di ridiscutere il regime delle sanzioni contro la Russia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno del Visegrad, ma con un’anima diversa</h2>



<p>Il nuovo asse <strong>rievoca la memoria del gruppo di Visegrad</strong>, nato negli anni Novanta per integrare i Paesi dell’Est nella costruzione europea, ma trasformato da Orban e dai suoi alleati in una piattaforma di sovranismo continentale. Dopo la spaccatura con la Polonia, oggi governata dal filo-ucraino <strong>Donald Tusk</strong>, la formula di Visegrad si restringe a tre membri. Orban, Fico e Babis intendono riattivare quella collaborazione nata durante la crisi migratoria del 2015, quando il fronte dell’Est riuscì a bloccare l’imposizione delle quote di rifugiati.</p>



<p>La differenza è che allora si trattava di una battaglia di frontiere, oggi di una battaglia di visione: il futuro dell’Unione come comunità politica o come semplice proiezione militare dell’Alleanza Atlantica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo ucraino e la frattura strategica europea</h2>



<p>Sul piano politico, l’obiettivo è chiaro: congelare l’espansione del sostegno militare a Kiev e difendere i rapporti energetici con Mosca. Fico ha già dichiarato che la Slovacchia non parteciperà a nessun fondo europeo per armare l’Ucraina e ha criticato le sanzioni definendole “autolesioniste”. Bratislava, come Budapest, resta dipendente dalle forniture russe e si prepara a fronteggiare le nuove sanzioni statunitensi contro Rosneft e Lukoil.</p>



<p>Orban, più abile nel linguaggio diplomatico, parla di “autonomia strategica” europea, ma il senso è lo stesso: <strong>preservare i flussi energetici e difendere la sovranità decisionale dei singoli Stati.</strong> L’idea di un’Europa che decide in base alle sue priorità, e non a quelle di Washington, riemerge come un’eresia utile, in grado di attrarre anche settori moderati stanchi del conflitto a oltranza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Europa divisa fra moralismo e pragmatismo</h2>



<p>La reazione di Bruxelles è di crescente preoccupazione. Ogni rallentamento del consenso all’Ucraina mina la credibilità del blocco europeo e alimenta il sospetto di una faglia Est-Ovest destinata a diventare permanente. <strong>L’opinione pubblica occidentale mostra segni di stanchezza</strong>: l’inflazione energetica, la crisi agricola, la pressione sui bilanci statali rendono difficile sostenere ancora una guerra senza orizzonte politico. In questo clima, la posizione di Orban trova spazi di consenso anche fuori dall’Est, specie fra chi vede nel conflitto ucraino un vicolo cieco geopolitico e un peso economico insostenibile.</p>



<p>La strategia ungherese è duplice: contenere Bruxelles sul fronte politico e ampliare l’influenza nel Parlamento europeo. L’adesione del partito slovacco Smer ai “Patrioti per l’Europa” — gruppo di destra nazionalista fondato proprio da Orban e Marine Le Pen — segnerebbe un salto di qualità: unire sovranisti di provenienza diversa sotto un’unica bandiera anti-federalista.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova geoeconomia dell’Est</h2>



<p>Dietro le dispute ideologiche, si nasconde un interesse economico concreto. Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca condividono catene industriali integrate, in particolare nel settore automobilistico, che <strong>dipendono da forniture energetiche stabili e a basso costo.</strong> Le sanzioni a Mosca hanno alzato i prezzi e ridotto la competitività di queste economie, spingendole verso una posizione più “realista”. Per Orban, dunque, difendere il gas russo non è solo una scelta politica, ma un’esigenza industriale.</p>



<p>In questo contesto, il tentativo di creare un asse alternativo rappresenta un atto di difesa economica e geopolitica insieme: <strong>frenare la deriva sanzionatoria per preservare la base produttiva</strong> e riaffermare il principio che l’Europa non può essere ridotta a campo di battaglia economico fra Stati Uniti e Russia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’Unione sempre più fragile</h2>



<p>Il rischio per l’Unione è duplice: da un lato l’indebolimento della coesione interna, dall’altro <strong>la crescente politicizzazione delle scelte economiche</strong>. La nascita di un blocco anti-ucraino non significherebbe un ritorno al bipolarismo, ma la fine del consenso automatico che ha caratterizzato Bruxelles dal 2022. E con esso, l’inizio di una stagione in cui la politica estera europea dovrà fare i conti con gli interessi reali, non con le posture morali.</p>



<p>Orban, Fico e Babis non fondano un’alleanza ideologica, ma un patto di convenienza che riflette la stanchezza di un continente in guerra per procura. E che, nel vuoto di visione delle istituzioni europee, rischia di diventare la nuova bussola dell’Est.</p>
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		<title>Anche in Slovacchia: salta la terza raffineria in tre giorni, continua la guerra dell&#8217;energia all&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/anche-in-slovacchia-salta-la-terza-raffineria-in-tre-giorni-continua-la-guerra-dellenergia-alleuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 10:12:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="355" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/slovacchia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Slovacchia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/slovacchia.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/slovacchia-300x178.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Anche a Bratislava, in Slovacchia, esplosione in una raffineria collegata al petrolio russo, proprio mentre gli Usa varano sanzioni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/anche-in-slovacchia-salta-la-terza-raffineria-in-tre-giorni-continua-la-guerra-dellenergia-alleuropa.html">Anche in Slovacchia: salta la terza raffineria in tre giorni, continua la guerra dell&#8217;energia all&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="355" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/slovacchia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Slovacchia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/slovacchia.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/slovacchia-300x178.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Abbiamo <a href="https://it.insideover.com/politica/romania-e-ungheria-esplosioni-nelle-raffinerie-del-petrolio-russo-come-il-nord-stream-attentati-contro-leuropa.html">raccontato ieri</a> delle esplosioni nelle raffinerie di <strong>Ploiesti</strong>, in Romania, e <strong>Szazhalombatta</strong>, in Ungheria, che hanno una caratteristica comune: sono collegate al petrolio russo. La prima perché di proprietà dell&#8217;azienda privata russa <strong>Lukoil</strong>: la seconda perché alimentata dal petrolio russo attraverso l&#8217;oleodotto Druzhba. Non abbiamo fatto quasi in tempo a pubblicare l&#8217;articolo che, nella notte, c&#8217;è stata una terza esplosione: <strong>in Slovacchia, a Bratislava</strong>, in una raffineria della stessa compagnia ungherese (la MOL) colpita a Szazhalombatta, anche questa alimentata dl petrolio russo del Druzhba.</p>



<p>Che straordinaria combinazione! Ma non basta. Tutto questo è avvenuto proprio mentre Donald Trump annunciava sanzioni contro le compagnie petrolifere russe Rosneft e Lukoil. L&#8217;intento ufficiale di Trump è di premere sulla Russia per convincerla ad accettare un cessate il fuoco in Ucraina <strong>prima</strong> dell&#8217;inizio di un negoziato. Se ciò avvenisse, la tregua si stabilizzerebbe sulla linea del cessate il fuoco, che è quanto appunto auspicano i Paesi Ue e l&#8217;Ucraina stessa, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-piano-europeo-in-12-punti-per-la-pace-in-ucraina-cessate-il-fuoco-sulla-linea-del-fronte-e-kiev-nellue.html">come già spiegato in queste pagine</a>. Cosa che la Russia non vuole accettare, perché mai come ora <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-russi-sono-entrati-a-pokrovsk-il-donbass-sta-per-cadere-e-ora-zelensky-vuole-andare-a-budapest.html#google_vignette">è stata vicina a occupare il resto della regione di Donetsk,</a> cosa che le permetterebbe di realizzare l&#8217;obiettivo tanto spesso dichiarato: annettere l&#8217;intero Donbass. Ed è quindi probabile che queste sanzioni ottengano di accelerare le operazioni militari russe, invece che rallentarle.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero intento delle sanzioni Usa</h2>



<p>Ma il punto non è questo. Come spiega bene Andrea Muratore in un altro articolo, il <strong>vero intento delle sanzioni contro il petrolio russo è produrre un vantaggio economico per il petrolio Usa.</strong> E infatti subito dopo l&#8217;annuncio di Trump il prezzo del Brent è salito del 4%. Quel che più interessa noi, però, è che la strategia americana prevede la &#8220;punizione&#8221; per l&#8217;Europa, almeno per quella che non è di stretta affiliazione filo-Usa. Per molti anni gli Usa ci hanno fatto capire quanto fossero ostili al Nord Stream e ancor più al Nord Stream 2 che, attingendo alle riserve russe e trasferendole in Europa passando sotto il Mar Baltico, cioè sottraendole alle influenze dei Paesi di transito fedeli a Washington come i Baltici, la Polonia e l&#8217;Ucraina, di fatto regalavano all&#8217;Europa un&#8217;autonomia energetica senza pari. <strong>A questo è servito far saltare il Nord Stream</strong>, con un&#8217;operazione cui hanno partecipato, in un modo o nell&#8217;altro, i grandi beneficiari del ridisegno energetico europeo: i Paesi del Nord (Norvegia, Danimarca, Svezia), la Polonia, l&#8217;Ucraina, il Regno Unito e ovviamente gli Usa. Emblematico il famoso tweet di Radoslaw Sikorski, ministro degli Esteri polacco: &#8220;Grazie Usa!&#8221;. </p>



<p><strong>Il giro di vite dell&#8217;attentato al Nord Stream ha cambiato tutto,</strong> suggellando il vassallaggio europeo. Oggi paghiamo l&#8217;energia 3,5 volte più di quanto la paghino consumatori e aziende Usa, con le conseguenze che è facile immaginare a livello di concorrenza e di export. Ora si tratta solo di finire il lavoro. Le esplosioni nelle tre raffinerie di cui sopra (due in Ungheria e Slovacchia, i Paesi per definizione &#8220;ribelli&#8221; nella Ue, e una in Romania, Paese che ha dovuto taroccare le elezioni presidenziali per soffocare il dissenso), oltre ai bombardamenti ucraini sul tratto dell&#8217;oleodotto Druzhba che porta verso l&#8217;Ungheria e la Repubblica slovacca (ma non sul tratto del Druzhba che porta in Polonia), parlano chiaro. E spiegano ancora una volta che <strong>la &#8220;guerra&#8221; degli Usa contro la Russia è il cavallo di Troia per una &#8220;guerra&#8221; contro l&#8217;Europa</strong> e la sua autonomia economica, quindi anche politica. Il risultato? La Von der Leyen che va supplice a trattare sui dazi nel golf club di Trump in Scozia. E che, ovviamente, non ottiene nulla.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/anche-in-slovacchia-salta-la-terza-raffineria-in-tre-giorni-continua-la-guerra-dellenergia-alleuropa.html">Anche in Slovacchia: salta la terza raffineria in tre giorni, continua la guerra dell&#8217;energia all&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Socialista? No, censore. Espellendo Fico il Pse mostra il suo vero volto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/socialista-no-censore-espellendo-fico-il-pse-mostra-il-suo-vero-volto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 12:25:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=490528</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/fico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Slovacchia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/fico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/fico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/fico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/fico-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> Il Partito socialista europeo ha deciso di espellere Smer, il partito del premier slovacco Robert Fico. Una lunga incompatibilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/socialista-no-censore-espellendo-fico-il-pse-mostra-il-suo-vero-volto.html">Socialista? No, censore. Espellendo Fico il Pse mostra il suo vero volto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/fico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Slovacchia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/fico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/fico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/fico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/fico-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Venerdì 17 non è stato un giorno sfortunato, per il presidente slovacco <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/gas-e-pace-fico-vola-da-putin-si-allarga-il-fronte-del-dialogo-ue-russia.html">Robert Fico </a></strong>(si legge “fizo”, n.d.a.). La decisione del Partito Socialista Europeo, sigla che riunisce le forze di sinistra moderata del continente, di espellere il suo, che di nome fa Smer (“Direzione”), a guardar bene si rivela un’operazione-verità. Perché effettivamente, fra la famiglia che si auto qualifica ancora come “socialista” e il partito da lui fondato nel 1999, e con il quale è al suo quarto anche se non consecutivo mandato, l’incompatibilità si era fatta palese. A dare la spinta finale a una china già da parecchio avviata alla separazione, è stata <strong>la recente riforma della Costituzione in cui si stabilisce che “la Repubblica slovacca riconosce solo il sesso biologico di un uomo e di una donna”</strong>, e che “i genitori di un bambino sono la madre e il padre; la madre del bambino è una donna e il padre del bambino è un uomo”. E difatti Fico, dal suo punto di vista, ha avuto buon gioco a rivendicarla e farne motivo di vanto: “Se la mia espulsione”, ha dichiarato, “è dovuta alla consacrazione nella nostra Costituzione dei generi maschile e femminile, allora sono orgoglioso di questa esclusione”.</p>



<p>Ma c’è un’altra causa che ha portato il Pse e il suo segretario generale <strong>Giacomo Fillibeck</strong> ad annunciare la cacciata degli slovacchi, durante il congresso di Amsterdam dei giorni scorsi: la politica di amicizia della Slovacchia verso la Russia. Covava da tempo, ma attendeva di essere suggellata da una motivazione più smaccatamente scandalosa, agli occhi dei socialisti d’Europa, come il ripudio costituzionale delle idee lgbtq+. <strong>Il posizionamento filo-russo del piccolo Stato centro-europeo non è una novità.</strong> L’avvicinamento a Vladimir Putin cominciò fin dal suo primo governo, nel 2006. Per tutta una serie di ragioni: dall’“afasia comunitaria” dell’Ue,<strong> come scriveva <em>Limes</em> in un articolo del 2009,</strong> alla dipendenza energetica dal gas russo, per arrivare alla questione che già allora si profilava all’orizzonte: il terreno di sfida fra Est e Ovest rappresentato dall’Ucraina.</p>



<p>Con la guerra scoppiata nel 2022, e specialmente dopo il cambio di linea del presidente americano Trump, Fico ha accelerato il passo in direzione Cremlino, opponendosi ai ripetuti pacchetti di sanzioni di Bruxelles e recandosi lo scorso maggio a Mosca per l’ottantesimo della vittoria sui nazisti (di cui, per la verità, la Slovacchia di monsignor Tiso era alleata). Non solo: unico fra i leader europei, ha presenziato anche alla parata militare di quest’anno della Repubblica Popolare Cinese, gradito ospite di <strong>Xi Jinping.</strong>   </p>



<p>Neppure erano bastate, almeno sino all’altro giorno, le plurime sospensioni che lo Smer ha più di una volta subìto dal Pse. Tutte dovute alla scelta di una coalizione, come si dice, “rossobruna” con il partito di destra radicale Sns. <strong>La prima fu proprio nel 2006, e Fico e i suoi furono riammessi due anni dopo</strong>, previo invio di una lettera, cofirmata anche dal capo del Sns, in cui si ribadiva il rispetto dei valori europei, dei diritti umani e delle minoranze etniche. <strong>Seconda sospensione nell’ottobre 2023</strong>, sempre per l’alleanza con il Sns. Quell’anno Fico, che era uscito dimissionario dalla crisi seguita all’omicidio nel 2018 del giornalista <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/J%C3%A1n_Kuciak">Ján Kuciak</a>, si riprese il governo e la rivincita sull’ex compagno di partito <strong>Peter Pellegrini</strong>, autore di una scissione che ha portato alla creazione di Hlas, forza di segno più filo-europeista. </p>



<p>Dopo tale rottura, l’indirizzo trasversale di Smer è andato facendosi sempre più netto, combinando un tendenziale anti-liberismo in economia con un programma conservatore sui temi etici. Così, una tassa sulle transazioni finanziarie fra imprese si accompagna alla condanna dell’utero in affitto, l’ostilità agli immigrati di fede musulmana alla critica agli Stati Uniti, che con l’ex presidente Biden avrebbero, per interposta Ucraina, creato le condizioni di una guerra per procura contro la Russia. <strong>Il tutto coronato da una legge che ha obbligato le Ong internazionali a rendere trasparenti i propri finanziatori.</strong> La strategia di fondo si spiega con la composizione sociale dell’elettorato di Fico, che non è urbano come quello, in media, degli altri socialdemocratici europei, <strong>ma è radicato in un territorio prevalentemente rurale, fortemente cattolico, e ancorato a valori tradizionali. </strong>Giusto o sbagliato, è un indirizzo politico che ha la sua ragion d’essere specifica, e che non a caso, almeno finora, ha pagato.</p>



<p>Alla fine, i censori del Partito Socialista Europeo sono stati, dal canto loro, coerenti. Nella loro piattaforma, leggibile sul sito in versione italiana alla pagina “le nostre priorità”, tolto un primo punto su “alloggi accessibili e dignitosi per tutti” (<em>deo gratias</em>), il secondo chiarisce immediatamente, e col punto esclamativo, <strong>ciò che sta più a cuore ai compagni della sinistra <em>liberal</em>: “dalla parte dell’Ucraina!”.</strong> Quello successivo non poteva che professare “l’uguaglianza di genere”, e poi, va da sé, il “Green Deal”, un’“Europa digitale inclusiva” e la “lotta al fascismo e all’estrema destra”. A stupire non è perché oggi abbiano messo alla porta la sinistra sovranista e conservatrice di Fico, ma perché non lo abbiano fatto prima. </p>



<p>A chiudere il cortocircuito ideologico, per finire, c’è da osservare un fatto. Tranne che per il salario minimo (che preso da solo, e senza una legislazione anti-precarietà, resterebbe comunque insufficiente) e messa pure in conto una congerie di frasi fatte e genericamente “sociali” (“le banche e i governi devono agire per proteggere i più vulnerabili”) che avvicinano il <strong>Pse a una specie di Codacons </strong>(“vogliamo rendere i consumatori europei consapevoli della logica che si cela dietro al dynamic pricing e dei suoi pericoli”), <strong>di socialista, questo partito che si definisce socialista, non ha niente.</strong> A parte non citare mai lo storico contraltare economico e filosofico, il capitalismo, i presunti socialisti non offrono una proposta che sia una che come obiettivo di lungo periodo si ponga un riequilibrio strutturale dei rapporti di potere a favore dei più poveri. <strong>Al massimo, prevedono una modulazione fiscale più progressiva o mirata.</strong> </p>



<p>Per carità: non che non si sappia, che a partire dalla famosa “terza via” di Blair, Clinton (e D’Alema) negli anni Novanta, ciò che comunemente si intende per sinistra in Europa non è che una Ong in formato elezioni, con abbondante innaffiata di politicamente corretto. Ma almeno che si togliessero quel nome abusivo e si denominassero per quello che sono: <em>liberali</em>, seppur variante sinistra. O la coerenza vale solo su Fico?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/socialista-no-censore-espellendo-fico-il-pse-mostra-il-suo-vero-volto.html">Socialista? No, censore. Espellendo Fico il Pse mostra il suo vero volto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ue appoggia la Slovacchia sul gas: Fico è il vincitore del Consiglio Europeo</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/lue-appoggia-la-slovacchia-sul-gas-fico-e-il-vincitore-del-consiglio-europeo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 22:20:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306231909516_f2c674ae4f387046a7bcf7b83fed76bb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306231909516_f2c674ae4f387046a7bcf7b83fed76bb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306231909516_f2c674ae4f387046a7bcf7b83fed76bb-600x408.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306231909516_f2c674ae4f387046a7bcf7b83fed76bb-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306231909516_f2c674ae4f387046a7bcf7b83fed76bb-1024x696.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306231909516_f2c674ae4f387046a7bcf7b83fed76bb-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306231909516_f2c674ae4f387046a7bcf7b83fed76bb-1536x1044.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Consiglio Europeo di giovedì sera ha avuto un vincitore in Robert Fico, il primo ministro slovacco che è riuscito a muoversi attivamente tra le diplomazie d&#8217;Europa e a portare a casa un risultato importante: nelle conclusioni del summit emergenziale, assieme a piani di riarmo e sostegno alla pace in Ucraina &#8220;attraverso la forza&#8221; i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/lue-appoggia-la-slovacchia-sul-gas-fico-e-il-vincitore-del-consiglio-europeo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/lue-appoggia-la-slovacchia-sul-gas-fico-e-il-vincitore-del-consiglio-europeo.html">L&#8217;Ue appoggia la Slovacchia sul gas: Fico è il vincitore del Consiglio Europeo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306231909516_f2c674ae4f387046a7bcf7b83fed76bb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306231909516_f2c674ae4f387046a7bcf7b83fed76bb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306231909516_f2c674ae4f387046a7bcf7b83fed76bb-600x408.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306231909516_f2c674ae4f387046a7bcf7b83fed76bb-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306231909516_f2c674ae4f387046a7bcf7b83fed76bb-1024x696.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306231909516_f2c674ae4f387046a7bcf7b83fed76bb-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250306231909516_f2c674ae4f387046a7bcf7b83fed76bb-1536x1044.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/leuropa-scende-in-campo-bruxelles-blinda-lucraina-e-lancia-la-corsa-al-riarmo.html">Consiglio Europeo</a></strong> di giovedì sera ha avuto un <strong>vincitore in Robert Fico,</strong> il primo ministro slovacco che è riuscito a muoversi attivamente tra le diplomazie d&#8217;Europa e a portare a casa un risultato importante: nelle conclusioni del summit emergenziale, assieme a piani di riarmo e sostegno alla pace in Ucraina &#8220;attraverso la forza&#8221; i Ventisette hanno trovato modo di prendere posizione per andare incontro alle rivendicazioni di Bratislava.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il colpaccio di Fico</h2>



<p>Il punto 12 del comunicato finale, nel passaggio riguardante l&#8217;Ucraina, cita espressamente che &#8220;il Consiglio europeo invita la Commissione, la Slovacchia e l&#8217;Ucraina a intensificare gli sforzi per trovare soluzioni praticabili alla questione del <strong>transito del gas, tenendo conto nel contempo delle preoccupazioni sollevate dalla Slovacchia</strong>&#8220;. Un risultato non secondario in un clima che vede le istituzioni europee nettamente schierate dalla parte di Kiev. Sostanzialmente, Fico ha fatto mettere nero su bianco all&#8217;Europa che <strong>è possibile pensare al ritorno del gas russo via tubo nel Vecchio Continente</strong> nella forma più diretta a tre mesi dallo stop del flusso<a href="https://it.insideover.com/energia/tra-usa-e-russia-la-guerra-del-gas-ha-un-solo-sconfitto-leuropa.html"> attraverso la conduttura passante per l&#8217;Ucraina</a>. </p>



<p>Lo stop al transito via Ucraina è stato decretato dopo la rottura dell&#8217;accordo tra Kiev e Gazprom, che era rimasto attivo per ben tre anni durante l&#8217;invasione russa. Ciò aveva causato ferme rimostranze da parte di Fico, che aveva criticato il governo di Volodymyr Zelensky per un atteggiamento ritenuto ricattatorio e dannoso verso le capacità di resistenza dell&#8217;economia slovacca. Il 22 dicembre Fico si era recato a Mosca da Vladimir Putin cercando, invano, una mediazione in extremis. Zelensky aveva chiuso a ogni trattativa in tal senso. <a href="https://tg24.sky.it/mondo/2025/01/01/fico-mediatore-ucraina-russia">Come scritto su Sky Insider,</a> &#8220;Fico ha denunciato le chiusure di Kiev al transito di gas come una minaccia alla sicurezza economica slovacca e minacciato di rispondere <strong>tagliando le forniture di energia elettrica all’Ucraina, </strong>mentre Zelensky ha accusato il leader populista di sinistra di esser legato da accordi equivoci con Mosca&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gas russo ripassa dalla finestra</h2>



<p>L&#8217;Ue, sostanzialmente, sta dicendo alla Slovacchia che può avere il sostegno comunitario nella ricerca di soluzioni per il transito di gas (russo!) via Ucraina verso l&#8217;Europa. Tutto questo mentre si <strong>impegna l&#8217;Europa ad armarsi</strong> per alzare la deterrenza verso Mosca, che Fico contesta senza però porre veti come l&#8217;omologo ungherese Viktor Orban. Il gioco delle parti è chiaro: Orban, poliziotto cattivo, gioca a viso aperto. Fico media, incassa lo stop a politiche radicalmente filo-ucraine e conquista la menzione speciale della Slovacchia come Paese da garantire nel suo sviluppo e nella sua tenuta economica. </p>



<p>Del resto, <a href="https://www.themoscowtimes.com/2025/02/06/slovakia-now-receiving-russian-gas-via-turkey-after-ukraine-halted-flows-a87890">nota il Moscow Times,</a> Bratislava non aveva perso tempo e, sul gas russo, si era già mossa: &#8220;la Slovacchia riceve ora gas russo attraverso la Turchia dopo che l&#8217;Ucraina ha interrotto le consegne attraverso il suo territorio&#8221;, nota la testata anglofona di Mosca, ricordando che &#8220;il gasdotto TurkStream corre per 930 chilometri (580 miglia) sotto il Mar Nero dalla città turistica russa di Anapa a Kiyikoy nella Turchia nordoccidentale. Si collega poi ai gasdotti in superficie che riforniscono Ungheria e Slovacchia attraverso i Balcani&#8221;. <strong>Difficile biasimare Fico in un&#8217;Europa che sta comprando, altrove, gas naturale liquefatto</strong> da Mosca a ritmi record. E la mediazione del premier slovacco mostra la pluralità delle anime dell&#8217;Europa. E anche una certa sua schizofrenia che i leader più acuti politicamente non mancano di far emergere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/lue-appoggia-la-slovacchia-sul-gas-fico-e-il-vincitore-del-consiglio-europeo.html">L&#8217;Ue appoggia la Slovacchia sul gas: Fico è il vincitore del Consiglio Europeo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dalla Serbia alla Slovacchia, cosa c&#8217;è dietro le proteste</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dalla-serbia-alla-slovacchia-cosa-ce-dietro-le-proteste.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 08:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Crisi in Slovacchia – Il premier Robert Fico è sotto pressione dopo proteste di massa contro le sue posizioni critiche verso UE e NATO. Dichiarazioni di membri del suo governo su un possibile ritiro dalla UE hanno alimentato tensioni interne e scontri politici. Fico accusa le Ong di destabilizzare il Paese.</p>
<p>Tensioni in Georgia – Manifestazioni di massa a Tbilisi contro una legge che obbliga le Ong finanziate dall'estero a registrarsi come "organizzazioni al servizio di una potenza straniera". Il governo ha represso le proteste, espellendo manifestanti stranieri e congelando i negoziati con l’UE.</p>
<p>Accuse di ingerenze straniere – In tutti e tre i Paesi, i governi denunciano il ruolo delle Ong occidentali nel fomentare il malcontento. Serbia, Slovacchia e Georgia hanno avviato misure contro attivisti stranieri e finanziamenti esteri alle organizzazioni locali.</p>
<p>Equilibrio geopolitico incerto – Serbia, Slovacchia e Georgia cercano di bilanciare rapporti con UE e NATO senza spezzare i legami con Russia e altri partner. Le proteste riflettono divisioni interne tra fazioni filo-occidentali e nazionaliste, influenzando il futuro politico dei tre Paesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-serbia-alla-slovacchia-cosa-ce-dietro-le-proteste.html">Dalla Serbia alla Slovacchia, cosa c&#8217;è dietro le proteste</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Georgia, Slovacchia, Serbia</strong>: tre Paesi con contesti diversi, i cui Governi vengono spesso etichettati, non sempre in modo accurato, come &#8220;filo-russi&#8221;. Eppure, nelle ultime settimane, condividono un elemento comune: un&#8217;ondata di proteste contro le rispettive leadership e le accuse di &#8220;ingerenze straniere&#8221; verso le Ong occidentali che soffierebbero sul fuoco del malcontento per aizzare nuove &#8220;Rivoluzioni colorate&#8221; stile EuroMaidan.</p>



<p>Il 27 gennaio, gli studenti delle Università di Belgrado, in <strong>Serbia</strong>, hanno bloccato per 24 ore il nodo stradale di <strong>Autokomanda</strong>, portando con sé tende, cibo e cartelli. A sostenerli sono arrivati anche agricoltori e motociclisti, preoccupati per i precedenti tentativi di automobilisti di forzare i blocchi studenteschi. Da oltre due mesi, gli studenti hanno paralizzato le università serbe per denunciare la corruzione del Governo, ritenuta responsabile, al loro dire, del crollo di una copertura alla stazione ferroviaria di <strong>Novi Sad</strong> il 1° novembre 2024, che ha causato <strong>15 morti</strong>. Le manifestazioni si susseguono quotidianamente e hanno raccolto decine di migliaia di sostenitori, con proteste anche nelle comunità serbe all’estero. Il 17 gennaio, <strong>oltre 50.000 persone</strong> si sono radunate davanti alla sede della TV pubblica <strong>RTS</strong>, accusandola di faziosità filogovernativa. In segno di solidarietà, alcuni dipendenti dell’emittente hanno esposto uno striscione a favore degli studenti.</p>



<p>La mobilitazione ha coinvolto anche scuole e imprese: il <strong>68% delle scuole superiori</strong> e il <strong>48% delle scuole primarie</strong> hanno sospeso le lezioni il 24 gennaio, mentre più di <strong>200 aziende</strong>, tra cui <strong>Cineplex</strong> e <strong>Laguna Bookstore</strong>, hanno chiuso. Anche teatri, musei e locali notturni hanno aderito, privando i giovani di alternative per la serata e amplificando il messaggio di protesta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Serbia sprofonda nell&#8217;incertezza</h2>



<p>La pressione della piazza ha portato alle <strong>dimissioni del primo ministro serbo Milos Vucevic</strong>, che ha annunciato la sua decisione per &#8220;evitare di complicare ulteriormente la situazione&#8221; e per &#8220;non alimentare ulteriormente le tensioni nella società&#8221;. La sua uscita di scena segue settimane di proteste e la crescente richiesta di responsabilità per il disastro di Novi Sad. Più di una dozzina di persone sono state incriminate per il crollo, tra cui l’ex ministro dei Trasporti <strong>Goran Vesic</strong>, che si era dimesso pochi giorni dopo la tragedia. Il presidente <strong>Aleksandar Vučić</strong>, in un discorso televisivo, ha dichiarato che deciderà entro dieci giorni se indire <strong>elezioni parlamentari anticipate</strong> o formare un nuovo Governo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Accuse di ingerenze</h2>



<p>Gli studenti chiedono giustizia per le vittime di Novi Sad, la pubblicazione di documenti riservati sull’incidente e il perseguimento dei responsabili, ma la loro battaglia si allarga alla denuncia della &#8220;corruzione&#8221; e del&#8221; clientelismo&#8221; nel Governo serbo. Vučić ha reagito definendo le proteste un tentativo occidentale di fomentare una &#8220;rivoluzione colorata&#8221; in Serbia, paragonandole agli eventi di <strong>Maidan</strong> in Ucraina nel 2014.</p>



<p>A conferma di questa linea, il <a href="https://europeanwesternbalkans.com/2025/01/22/foreign-civic-activists-interrogated-and-banned-from-serbia-for-representing-a-security-risk/">Governo ha avviato la sua guerra contro le Ong straniere</a>: tra il <strong>21 e il 22 gennaio</strong>, <strong>14 attivisti stranieri</strong> provenienti da <strong>UE e Balcani occidentali</strong> sono stati interrogati dalla polizia e <strong>espulsi</strong> con l’accusa di essere un “rischio per la sicurezza nazionale”. Tra di loro vi erano partecipanti a una conferenza accademica organizzata da <strong>NGO Academy</strong>, sostenuta dall’<strong>ERSTE Foundation</strong> e dall’<strong>Università di Vienna</strong>.</p>



<p>Più o meno motivate, le accuse del presidente serbo non sono del tutto campate per aria. Anche nel recente, diverse ONG hanno avuto un ruolo nelle mobilitazioni serbe. Tra le organizzazioni attive nel Paese ci sono il <strong>Centro per i Diritti Umani di Belgrado</strong> (sostenuta dall&#8217;Open Society Foundation di George Soros), il <strong>Comitato Helsinki per i Diritti Umani in Serbia</strong> e gruppi ambientalisti come <strong>Ne Damo Jadar</strong>, coinvolti nelle proteste contro progetti minerari. Al momento, tuttavia, non ci sono prove</p>



<p><strong>Vučić</strong> viene spesso dipinto dalla stampa occidentale come un alleato del leader russo Vladimir Putin. Non è così. La Serbia, infatti, ha cercato sin qui di mantenere un equilibrio tra l&#8217;integrazione europea e i legami storici con Mosca, sviluppando una partnership strategica con la Russia, specialmente in settori come l&#8217;energia, la difesa e gli investimenti economici ma mantenendo una <strong>politica estera bilanciata</strong>, evitando di allinearsi completamente a ciò che sostiene il Cremlino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giovani divisi</h2>



<p>I giovani sono divisi: <strong>Demostat</strong>&nbsp;ha pubblicato nel 2021 un&#8217;analisi che evidenziava come i giovani serbi siano divisi tra chi guarda all&#8217;Europa come modello e chi mantiene un forte attaccamento all&#8217;identità nazionale e ai legami con la Russia, mentre un sondaggio del&nbsp;<strong>Belgrade Centre for Security Policy (BCSP)</strong>&nbsp;del 2020 rilevava che molti giovani serbi sono critici verso la classe politica e desiderano maggiore trasparenza e riforme. </p>



<p>Le proteste in Serbia ricordano, per dinamiche e impatto, la <strong>rivolta scoppiata in Tunisia nel 2010</strong>, innescata da un evento all&#8217;apparenza minore ma con conseguenze epocali. Il 17 dicembre di quell&#8217;anno, Mohamed Bouazizi, un giovane venditore ambulante, si diede fuoco dopo essere stato maltrattato dalla polizia e ignorato dalle autorità locali. Il suo gesto disperato scatenò un&#8217;ondata di rabbia che portò alla caduta del regime tunisino, dimostrando come un singolo episodio possa trasformarsi in una rivoluzione contro un sistema &#8220;corrotto&#8221; e oppressivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso della Slovacchia</h2>



<p>Anche in <strong>Slovacchia</strong>, decine di migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro la politica del premier <strong>Robert Fico.</strong> Venerdì A Bratislava, i manifestanti hanno scandito slogan contro il primo ministro Robert Fico. Durante la protesta, gli organizzatori hanno chiesto per la prima volta ufficialmente le sue dimissioni.</p>



<p>Le manifestazioni sotto il nome di “Slovensko je Európa” (La Slovacchia è Europa) sono iniziate dopo l’incontro di dicembre tra Fico e il <strong>presidente russo Vladimir Putin</strong> e a seguito delle dichiarazioni di <strong>Tibor Gašpar</strong>, vicepresidente del Parlamento e membro del partito di Fico (Smer-SD), che ha aperto alla possibilità di un futuro ritiro della Slovacchia dall’Unione Europea.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇸🇰 <a href="https://twitter.com/hashtag/Slovakia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Slovakia</a>: Tens of thousands of Slovakians took to the streets over the weekend to protest against PM Robert Fico’s increasing alignment with <a href="https://twitter.com/hashtag/Russia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Russia</a>. As many as 60,000 reportedly took part in the capital city of Bratislava, which took place in the wake of Fico holding a rare… <a href="https://t.co/HJSKKxyBed">pic.twitter.com/HJSKKxyBed</a></p>&mdash; POPULAR FRONT (@PopularFront_) <a href="https://twitter.com/PopularFront_/status/1884154361304973439?ref_src=twsrc%5Etfw">January 28, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>&#8220;Smer non ha come obiettivo prioritario l’uscita dall’UE o dalla NATO. Tuttavia, entrambe le organizzazioni stanno cambiando nel tempo e dobbiamo tenere aperta la possibilità di considerare anche soluzioni radicali, se necessario&#8221;, ha affermato Gašpar in un’intervista alla televisione pubblica STVR. Queste dichiarazioni hanno scatenato forti reazioni politiche. Il partito <strong>Hlas-SD</strong>, partner di governo, ha respinto categoricamente qualsiasi discussione su un possibile addio all’UE o alla NATO.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tensioni sull&#8217;orientamento del Paese</h2>



<p>&#8220;Hlas sostiene una politica estera sovrana, con gli interessi della <strong>Slovacchia</strong> al primo posto, ma esclude qualsiasi ipotesi di uscita dall’Unione Europea o dalla NATO&#8221;, si legge in un comunicato del partito. Anche il presidente della Repubblica, <strong>Peter Pellegrini</strong>, ha ribadito l’impegno della Slovacchia nelle alleanze occidentali, citando il memorandum firmato nel settembre scorso dai tre principali rappresentanti istituzionali.</p>



<p>Nel frattempo, l&#8217;ufficio della presidenza ha annunciato che la prossima settimana si terrà un vertice politico con i leader dei partiti di governo e di opposizione per discutere l’orientamento geopolitico della Slovacchia. L’incontro sarà cruciale per capire se la <strong>Slovacchia manterrà la sua posizione consolidata all’interno dell’UE e della NATO</strong> o se le tensioni interne porteranno a un cambiamento nella politica estera del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scintille con Zelensky per il gas</h2>



<p>Il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelenskyj</strong> ha criticato il primo ministro slovacco <strong>Robert Fico</strong>, accusandolo di <strong>preferire la Russia agli Stati Uniti</strong> e ad altri partner occidentali per l’approvvigionamento energetico. </p>



<p>Dal canto suo,<strong> Fico</strong> ha dichiarato che la Slovacchia <strong>intende continuare ad acquistare gas russo</strong> e ha chiesto all’Ucraina di garantirne il transito attraverso il suo territorio. Il premier slovacco ha inoltre minacciato di <strong>bloccare il sostegno finanziario dell&#8217;UE a Kiev</strong>, ribadendo la sua posizione critica nei confronti dell’Ucraina. Ha definito il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelenskyj</strong> un <strong>&#8220;nemico&#8221;</strong>, accusandolo di usare l’ipotesi di un transito del gas dall&#8217;Azerbaigian come un pretesto per evitare ritorsioni. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇸🇰🇺🇦🚨‼️ “Zelensky runs around Europe, only begging and blackmailing, asking others for money. It&#39;s time to put an end to this”<br><br>— Fico, the Slovak Prime Minister <a href="https://t.co/ddrMB4MeTe">pic.twitter.com/ddrMB4MeTe</a></p>&mdash; Lord Bebo (@MyLordBebo) <a href="https://twitter.com/MyLordBebo/status/1878127890795057409?ref_src=twsrc%5Etfw">January 11, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Dal 1° gennaio, l’Ucraina ha <strong>interrotto il transito del gas russo</strong> attraverso i gasdotti sovietici, dopo aver rifiutato di rinnovare l’accordo con Gazprom, in vigore da decenni. La <strong>Slovacchia</strong>, fortemente dipendente dal gas russo a basso costo, ha cercato per mesi di convincere Kiev a prorogare l&#8217;intesa, avvertendo che il mancato rinnovo avrebbe provocato un aumento dei prezzi dell’energia sia a livello nazionale che nell’UE.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le accuse alle Ong</h2>



<p>Fico ha denunciato un presunto <strong>tentativo orchestrato di destabilizzazione del governo</strong>, accusando ONG vicine all’opposizione di pianificare una <strong>sorta di &#8220;Maidan slovacco&#8221; </strong>con il sostegno di forze straniere.</p>



<p>Durante una conferenza stampa di mercoledì, Fico ha citato un <strong>rapporto dei servizi segreti slovacchi (SIS)</strong>, che indicherebbe la presenza di esperti in Slovacchia coinvolti in proteste in Georgia e in Ucraina. Ha anche suggerito che il finanziamento provenga dagli Stati Uniti. &#8220;Potete ridere quanto volete, ma è la verità&#8221;, ha dichiarato il premier. </p>



<p>Le ONG che stanno organizzando le proteste hanno confermato l’esistenza di un&#8217;email strategica per le manifestazioni, redatta con l’aiuto di ChatGPT, che menziona tra le opzioni la non-violenta occupazione di edifici pubblici. <strong>Tibor Gašpar</strong>, ex capo della polizia e ora vicepresidente del Parlamento per il partito di Fico (Smer-SD), ha avvertito che la situazione potrebbe degenerare con un evento scatenante, simile a quanto avvenuto nel 2018, dopo l’omicidio del giornalista Ján Kuciak. Secondo Fico, uno scenario del genere potrebbe coinvolgere scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, soprattutto in caso di occupazione di edifici governativi.</p>



<p>Non è un mistero che vi siano numerosi ONG filo-occidentali e direttamente sovvenzionate dal Dipartimento di Stato e dall&#8217;USAID (Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale) in Slovacchia. Nel 2022, il precedente governo filo-Ue, tramite l&#8217;allora ministro degli Affari Esteri ed Europei della Slovacchia, <strong>Ivan Korčok</strong>, e l&#8217;amministratrice dell&#8217;<strong>USAID</strong>, <strong>Samantha Power</strong>, <a href="https://slovakaid.sk/en/slovakia-signs-a-new-memorandum-on-cooperation-with-usaid/">firmarono firmato un Memorandum d&#8217;Intesa</a> per la cooperazione allo sviluppo tra Slovacchia e Stati Uniti. </p>



<p>La Slovacchia aveva già firmato un primo memorandum con gli USA nel <strong>2018</strong>, diventando il <strong>primo paese dell&#8217;Europa centrale e sudorientale</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dell&#8217;occidente nelle proteste in Georgia</h2>



<p>In Georgia, il ruolo delle ONG è stato centrale nel corso delle proteste del 2024. Secondo recenti stime, quasi il 90% delle <strong>ONG in Georgia è finanziato dall&#8217;estero</strong>, senza ricevere alcun sostegno economico a livello nazionale, secondo quanto riportato da <em>The Nation</em>. Con le prospettive elettorali dell&#8217;United National Movement (UNM) in calo, la società civile e la rete di circa 10.000 ONG sono <strong>diventate i centri di opposizione de facto</strong>. A differenza del settore non profit negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa, che si basa su filantropia domestica e volontari, il sistema georgiano dipende quasi esclusivamente da fondi stranieri. </p>



<p>Dal 15 aprile 2024, <strong>decine di migliaia di manifestanti</strong>, per lo più giovani, hanno paralizzato la capitale della Georgia, <strong>Tbilisi</strong>, per protestare contro quello che definiscono un allontanamento del governo dall’Unione Europea. Oltre l&#8217;80% dei georgiani sostiene l’integrazione con l’UE, e il disegno di legge che ha scatenato le proteste è stato visto come un ostacolo a questo percorso.</p>



<p>La legge contestata impone alle ONG e ai gruppi della società civile che <strong>ricevono più del 20% dei finanziamenti dall&#8217;estero</strong> di registrarsi come &#8220;organizzazioni al servizio di una potenza straniera&#8221;. <span style="font-size: 1rem;">Nonostante le pressioni, il </span>14 maggio il parlamento georgiano ha approvato la legge<span style="font-size: 1rem;"> con </span>84 voti a favore e 30 contrari<span style="font-size: 1rem;">, portando a un’escalation delle proteste. L&#8217;allora presidente della Georgia, </span>Salome Zourabichvili<span style="font-size: 1rem;">, ha posto il </span>veto<span style="font-size: 1rem;"> alla legge, ma il partito di governo ha la maggioranza per superarlo.</span></p>



<p>Le manifestazioni sono cresciute, con richieste sempre più esplicite di <strong>dimissioni del governo</strong> e riferimenti alle rivoluzioni popolari in Ucraina e Georgia nei primi anni 2000. <strong>Politici stranieri</strong>, tra cui ministri degli Esteri baltici e il presidente della commissione esteri del parlamento tedesco, hanno partecipato alle proteste. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il passaggio di potere e la sospensione dei colloqui con l&#8217;Ue</h2>



<p>Alla fine del 2024,  <strong>Mikheil Kavelashvili</strong>, ex calciatore, ha prestato giuramento come nuovo capo di Stato, mentre migliaia di manifestanti hanno continuato a protestare per il 32° giorno consecutivo contro di lui e il governo di Georgian Dream. L’ex presidente <strong>Salomé Zourabichvili</strong>, il cui mandato è scaduto ieri, ha lasciato la residenza presidenziale ma non riconosce la legittimità del suo successore. Nel suo discorso inaugurale, Kavelashvili ha dichiarato di voler essere &#8220;il presidente di tutti, indipendentemente dalle opinioni su di me&#8221;, invitando il paese a unirsi attorno a valori comuni. Ha anche sottolineato l&#8217;importanza di tradizioni, identità nazionale, famiglia e fede.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162924679_fdc323009e1c844ecf28cb2ba94e1b30-1024x787.jpg" alt="" class="wp-image-454358" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162924679_fdc323009e1c844ecf28cb2ba94e1b30-1024x787.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162924679_fdc323009e1c844ecf28cb2ba94e1b30-600x461.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162924679_fdc323009e1c844ecf28cb2ba94e1b30-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162924679_fdc323009e1c844ecf28cb2ba94e1b30-768x590.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162924679_fdc323009e1c844ecf28cb2ba94e1b30-1536x1180.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162924679_fdc323009e1c844ecf28cb2ba94e1b30.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A riprova dell&#8217;attività straniera nel Paese, all&#8217;inizio del mese, la Georgia ha deciso di espellere <strong>25 cittadini stranieri arrestati</strong> durante le proteste scoppiate il 28 novembre 2024, dopo la sospensione dei negoziati per l&#8217;adesione all&#8217;Unione Europea.</p>



<p>In un contesto geopolitico sempre più complesse, le proteste in Georgia, Slovacchia e Serbia evidenziano non solo profonde divisioni interne, ma anche il ruolo sempre più rilevante delle <strong>ingerenze straniere</strong> e della cosiddetta &#8220;società civile&#8221; nel plasmare gli equilibri di potere, ponendo interrogativi sul futuro questi Paesi sospesi tra Oriente e Occidente. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-serbia-alla-slovacchia-cosa-ce-dietro-le-proteste.html">Dalla Serbia alla Slovacchia, cosa c&#8217;è dietro le proteste</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ucraina contro Slovacchia, gas contro elettricità: il braccio di ferro Fico-Zelensky</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucraina-contro-slovacchia-gas-contro-elettricita-il-braccio-di-ferro-fico-zelensky.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Dec 2024 16:34:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241231095859909_c2995880abf0dbf7e82f677762b9bba5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241231095859909_c2995880abf0dbf7e82f677762b9bba5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241231095859909_c2995880abf0dbf7e82f677762b9bba5-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241231095859909_c2995880abf0dbf7e82f677762b9bba5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241231095859909_c2995880abf0dbf7e82f677762b9bba5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241231095859909_c2995880abf0dbf7e82f677762b9bba5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241231095859909_c2995880abf0dbf7e82f677762b9bba5-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un acuto scontro divide in queste ultime settimane il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro slovacco Robert Fico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-contro-slovacchia-gas-contro-elettricita-il-braccio-di-ferro-fico-zelensky.html">Ucraina contro Slovacchia, gas contro elettricità: il braccio di ferro Fico-Zelensky</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241231095859909_c2995880abf0dbf7e82f677762b9bba5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241231095859909_c2995880abf0dbf7e82f677762b9bba5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241231095859909_c2995880abf0dbf7e82f677762b9bba5-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241231095859909_c2995880abf0dbf7e82f677762b9bba5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241231095859909_c2995880abf0dbf7e82f677762b9bba5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241231095859909_c2995880abf0dbf7e82f677762b9bba5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241231095859909_c2995880abf0dbf7e82f677762b9bba5-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un <strong>acuto scontro</strong> divide in queste ultime settimane il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong> e il primo ministro slovacco <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/gas-e-pace-fico-vola-da-putin-si-allarga-il-fronte-del-dialogo-ue-russia.html">Robert Fico </a></strong>all&#8217;ombra di una <strong>situazione geopolitica assai complessa</strong> in Est Europa. Mentre va a scadenza l&#8217;accordo sulle forniture di gas russo all&#8217;Europa orientale garantito dagli accordi di transito via Ucraina, che Kiev non intende rinnovare, tra i due leader c&#8217;è stato un aspro scambio di opinioni a latere del recente Consiglio Europeo di Bruxelles, a cui ha fatto seguito la visita di Fico in Russia da Vladimir Putin.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il triangolo Fico-Putin-Zelensky</h2>



<p>Si è creato, in quest&#8217;ottica, uno strano triangolo: a Mosca, Putin ha garantito la sua apertura a proseguire in futuro le forniture alla Slovacchia e ha <strong>addirittura proposto il leader socialdemocratico di Bratislava</strong> e il suo Paese come <strong>mediatori</strong>; Zelensky respinge le proposte di Fico sul gas e accusa il collega di essere un <em>proxy </em>di Mosca, paventando addirittura una sua collusione o corruzione personale con fondi russi; Fico, infine, <strong>spinge per una soluzione pacifica</strong> del conflitto e al contempo non manca di mettere pressione, <strong>ipotizzando uno stop alle forniture elettriche all&#8217;Ucraina</strong> se il gas nelle prossime settimane sarà bloccato.</p>



<p>&#8220;Dopo il 1° gennaio, prenderemo in considerazione la situazione e la possibilità di misure reciproche contro l&#8217;Ucraina&#8221;, <a href="https://www.politico.eu/article/robert-fico-threaten-cut-ukraine-electricity-supply/">ha proclamato Fico</a> rispondendo all&#8217;affondo di Zelensky e parlando del dossier dei rapporti con l&#8217;Ucraina in un <a href="https://fb.watch/wLvpFzb3UX/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">video</a> pubblicato sul suo profilo Facebook nella giornata di venerdì 27 dicembre, aggiungendo che &#8220;se sarà inevitabile, interromperemo la fornitura di elettricità, di cui l&#8217;Ucraina ha urgente bisogno in caso di guasti alla rete&#8221;. La mossa del capo di Governo slovacco non è arrivata in un momento qualsiasi, ma dopo che la Russia aveva <strong>lanciato un vasto attacco contro la rete elettrica</strong> di Kiev nella giornata di <a href="https://it.insideover.com/religioni/ucraina-nella-guerra-della-fede-anche-il-natale-e-politico.html">Natale</a>, evidenziandone ancor di più la vulnerabilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Slovacchia teme il prosieguo della guerra in Ucraina</h2>



<p>La mossa può apparire cinica e volta a spuntare vantaggi politici, e su questo punto non c&#8217;è dubbio. Ma che Fico sia arrivato a tanto mostra la tensione politica apertasi con Kiev per la questione degli accordi tramontati per il flusso di gas russo via Ucraina, che<strong><a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-americano-per-lucraina-sbarca-in-grecia-un-altro-segno-della-dipendenza-europea.html"> per l&#8217;Europa rappresentavano il 5% delle importazioni di gas </a></strong>ma che per la Slovacchia volevano dire un&#8217;assicurazione contro un boom dei prezzi energetici, già latori di un&#8217;inflazione superiore al 12% dopo la rottura di parte dei flussi di Gazprom nel 2022-2023. </p>



<p>La perdita del<strong><a href="https://tradingeconomics.com/slovakia/exports/russia"> mercato di sbocco russo (export ridotto a poco più di un quinto dal 2021 a oggi)</a></strong> ha al contempo <strong>danneggiato l&#8217;economia slovacca</strong>, e per questo Fico si è da un lato fatto portavoce di un&#8217;idea di pace per l&#8217;Ucraina parlando direttamente con Putin e dall&#8217;altro <strong>ha spinto duramente contro Zelensky</strong>, contestando che il fatto di guidare un Paese invaso non garantisse l&#8217;impunità di ogni mossa del presidente ucraino. In quest&#8217;ottica, <strong>la strada per una mediazione resta complessa</strong> e molti ostacoli restano da sminare prima di pensare anche solo lontanamente a una trattativa a tutto campo per far finire la guerra. Un monito a chi, come il presidente eletto degli Usa Donald Trump, da gennaio proverà a cercare soluzioni di pace: la patata ucraina resta ancora bollente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-contro-slovacchia-gas-contro-elettricita-il-braccio-di-ferro-fico-zelensky.html">Ucraina contro Slovacchia, gas contro elettricità: il braccio di ferro Fico-Zelensky</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gas e pace, Fico vola da Putin: si allarga il fronte del dialogo Ue-Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gas-e-pace-fico-vola-da-putin-si-allarga-il-fronte-del-dialogo-ue-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2024 13:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="969" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024122314234856_e73c50120a55a231b5e56332398e19b9-e1734960275899.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024122314234856_e73c50120a55a231b5e56332398e19b9-e1734960275899.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024122314234856_e73c50120a55a231b5e56332398e19b9-e1734960275899-600x303.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024122314234856_e73c50120a55a231b5e56332398e19b9-e1734960275899-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024122314234856_e73c50120a55a231b5e56332398e19b9-e1734960275899-1024x517.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024122314234856_e73c50120a55a231b5e56332398e19b9-e1734960275899-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024122314234856_e73c50120a55a231b5e56332398e19b9-e1734960275899-1536x775.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’incontro tra Vladimir Putin e il premier slovacco Robert Fico, avvenuto il 22 dicembre 2024 al Cremlino, si inscrive in un quadro geopolitico sempre più complesso. La questione energetica, il nodo del gas russo e i rapporti tra Russia, Slovacchia e Ucraina rappresentano il cuore del dialogo, ma il significato politico di questo incontro va &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gas-e-pace-fico-vola-da-putin-si-allarga-il-fronte-del-dialogo-ue-russia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="969" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024122314234856_e73c50120a55a231b5e56332398e19b9-e1734960275899.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024122314234856_e73c50120a55a231b5e56332398e19b9-e1734960275899.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024122314234856_e73c50120a55a231b5e56332398e19b9-e1734960275899-600x303.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024122314234856_e73c50120a55a231b5e56332398e19b9-e1734960275899-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024122314234856_e73c50120a55a231b5e56332398e19b9-e1734960275899-1024x517.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024122314234856_e73c50120a55a231b5e56332398e19b9-e1734960275899-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_2024122314234856_e73c50120a55a231b5e56332398e19b9-e1734960275899-1536x775.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’incontro tra <strong>Vladimir Putin</strong> e il premier slovacco <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-slovacchia-di-fico-ha-scelto-piu-vicina-a-russia-e-cina-piu-lontana-dalleuropa.html">Robert Fico,</a></strong> avvenuto il 22 dicembre 2024 al Cremlino, si inscrive in un quadro geopolitico sempre più complesso. La questione energetica, il nodo del gas russo e i rapporti tra <strong><a href="https://it.insideover.com/energia/la-vittoria-di-orban-lucraina-lascia-passare-il-petrolio-russo-diretto-allungheria.html">Russia, Slovacchia e Ucraina </a></strong>rappresentano il cuore del dialogo, ma il significato politico di questo incontro va ben oltre le forniture di gas.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un equilibrio fragile: gas e contrasti geopolitici</h2>



<p>La disponibilità di Mosca a continuare il <strong>transito di gas verso l’Europa e la Slovacchia</strong> appare come una mossa volta a consolidare l’immagine della Russia come partner energetico affidabile, nonostante le tensioni legate alla guerra in Ucraina. Tuttavia, la scadenza del contratto di transito con l’Ucraina al 31 dicembre 2024 – e il rifiuto di <strong>Volodymyr Zelensky </strong>di rinnovarlo – pone la Slovacchia di fronte a uno scenario incerto. La dipendenza energetica dal gas russo non è solo una questione economica: è una pedina strategica che Mosca utilizza per mantenere un punto d’appoggio nei rapporti con l’Europa.</p>



<p>Fico, dal canto suo, ha<strong> tentato di difendere gli interessi slovacchi,</strong> sottolineando che un’interruzione del transito comporterebbe un aumento dei costi per Bratislava di 220 milioni di euro. Ma il premier slovacco si è spinto oltre, dichiarando che <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/domenico-quirico-leterno-ritorno-della-guerra-e-delluomo-che-uccide.html">la guerra non può essere risolta militarmente</a></strong> e criticando apertamente le sanzioni contro la Russia. Questa posizione, che segna un cambio di passo rispetto al <strong>sostegno militare fornito da Bratislava a Kiev</strong> fino al 2023, riflette un approccio pragmatico e forse disincantato verso la guerra russo-ucraina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Slovacchia e Russia: una normalizzazione possibile?</h2>



<p>L’intenzione di Fico di “normalizzare” le relazioni con Mosca rappresenta un messaggio forte e, al contempo, controverso. La Slovacchia, membro dell’Unione Europea e della NATO, si trova in una posizione delicata. Da un lato, deve rispondere alle aspettative dei suoi alleati occidentali; dall’altro, è consapevole della propria vulnerabilità energetica e delle implicazioni economiche di una rottura con la Russia.</p>



<p>Il dialogo tra Fico e Putin può essere letto come un tentativo di riequilibrare i rapporti bilaterali, cercando di trarre vantaggio dalla situazione senza però compromettere del tutto l’allineamento con <strong>Bruxelles e Washington</strong>. Questo doppio binario, però, rischia di alienare Bratislava dai suoi partner europei, già scettici rispetto a una possibile apertura nei confronti di Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Unione Europea: impatto limitato o nuovi equilibri?</h2>



<p>Le analisi riportate da Politico, che minimizzano l’impatto della fine del transito del gas sull’UE nel suo complesso, potrebbero non riflettere pienamente le sfide politiche e sociali che questa interruzione comporterà. Per alcuni Paesi dell’Europa centrale e orientale, tra cui la Slovacchia, il gas russo rappresenta ancora una risorsa strategica difficile da sostituire in tempi brevi.</p>



<p>Le alternative – come la creazione di un hub del gas tra Ucraina e Polonia o il rafforzamento delle forniture da altri partner – richiedono investimenti e tempi di implementazione significativi. Nel frattempo, il nodo del gas rischia di acuire le divisioni interne all’UE, tra chi spinge per una maggiore autonomia energetica e chi, come Fico, cerca un compromesso con Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un mosaico geopolitico sempre più complesso</h2>



<p>Il vertice del Cremlino evidenzia, ancora una volta, come l’energia sia uno strumento di pressione geopolitica che Mosca utilizza con maestria. Ma l’incontro tra Putin e Fico non si esaurisce nella dimensione economica: è anche un segnale di resistenza al blocco occidentale e un monito a Kiev. Zelensky, ribadendo il no al rinnovo del contratto di transito, si è esposto a critiche che non arrivano più solo da Mosca, ma anche da partner europei sempre più preoccupati per le conseguenze economiche del conflitto.</p>



<p>Mentre<strong> l’Ungheria e la Turchia </strong>ottengono esenzioni per continuare a collaborare con Gazprombank, e mentre emergono nuove dinamiche nel mercato del gas – con la Russia che guarda sempre più a Oriente – l’Europa si trova di fronte a una sfida cruciale: gestire una crisi energetica che non è solo tecnica, ma profondamente politica.</p>



<p>L’incontro tra Putin e Fico è, dunque, il simbolo di una fase di transizione, in cui gli equilibri di potere, le alleanze e le strategie energetiche dell’Europa e della Russia sono tutte in gioco. Come sempre, però, il tempo sarà il giudice più imparziale delle scelte compiute oggi.</p>
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