Da Gaza alla Siria, dallo Yemen al Libano, il Medio Oriente è di nuovo la regione dei conflitti
Gaza, Libano, Siria e Yemen: oramai tutte le tregue siglate in inverno sono già scadute e hanno lasciato spazio a nuove guerre.
Gaza, Libano, Siria e Yemen: oramai tutte le tregue siglate in inverno sono già scadute e hanno lasciato spazio a nuove guerre.
Questi ultimi anni, pure segnati da un calo delle morti di bambini sotto i 5 anni, sono stati terribili per i minori coinvolti nei conflitti.
In occasione della conferenza sulla Siria, Damasco incasserà 5,8 miliardi di euro di aiuti economici, di cui 2,5 dall'Unione europea.
Spari, raid, scontri e accuse reciproche: la frontiera siro-libanese nelle ultime ore è diventata teatro dell’ennesimo fronte di tensione in medio oriente. E, forse, era solo questione di tempo. La linea di confine in questione separa un Libano in crisi,...
Una testimonianza-appello da chi ha visto e subito in prima persona le violenze dei jihadisti richiamati da Al Jolani contro gli alawiti.
Cellule dormienti che, alla prima occasione o al primo input, hanno dato immediato segnale di risveglio. È questo, in poche parole, quello che sta accadendo in Siria. Le cellule in questione sono i gruppi fedeli al passato regime di Bashar...
La Siria è nel pieno della tempesta dopo lo scoppio dei violentissimi scontri nel Nord-Ovest e Abu Mohammad al-Jolani, da circa un mese presidente ad interim del Paese, prova a reagire al rischio di disgregazione del Paese con una storica...
Il Segretario di Stato Usa Marco Rubio condanna fermamente il massacro di 745 civili alawiti da parte degli islamisti fedeli ad al-Jolani.
Cambio di regime e plauso europeo: Dopo la caduta di Bashar al-Assad a fine 2024, l’UE e i leader occidentali hanno accolto con favore l’ascesa di Ahmed al-Sharaa (Abu Muhammad al-Julani), ex leader jihadista di Hayat Tahrir al-Sham, celebrando la fine di un “tiranno” alleato di Putin.Sospensione delle sanzioni: Il 25 febbraio 2025, l’UE ha sospeso sanzioni economiche contro la Siria per favorire dialogo, ripresa economica e ricostruzione, rimuovendo restrizioni su energia, trasporti e cinque entità, tra cui Syrian Arab Airlines.Visite diplomatiche: Leader come Jean-Noël Barrot (Francia) e Annalena Baerbock (Germania) hanno visitato Al-Julani a Damasco a gennaio 2025, nonostante il suo passato in al-Qaeda e il suo rifiuto di stringere la mano alla ministra tedesca.Massacri alawiti: Dal giovedì scorso, le forze di Al-Julani hanno ucciso 340 civili alawiti in esecuzioni sommarie a Latakia, con saccheggi e violenze documentate dal Syrian Observatory for Human Rights, mentre il governo reprime attacchi dei “resti” del regime Assad.Silenzio dell’Occidente: I leader europei, che avevano lodato Al-Julani, tacciono di fronte a queste atrocità, sollevando dubbi sulla loro coerenza nel sostenere un ex terrorista responsabile di massacri.
Nelle ultime ore la costa Nord-Ovest della Siria è stata sconvolta da scontri militari fra forze di governo e fazioni alauite pro-Assad.
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