Skip to content
Guerra

Siria: caduto Assad, gli Stati Uniti chiudono tre basi e dimezzano le truppe

Caduta di Assad e ascesa di al-Sharaa: Dopo la caduta di Bashar al-Assad l'8 dicembre 2024, Ahmed al-Sharaa, ex leader di Hayat Tahrir al-Sham, è diventato presidente transitorio della Siria, segnando un cambiamento significativo nel panorama politico del paese.Riduzione della presenza USA: Gli Stati Uniti hanno chiuso tre basi militari nel nord-est della Siria (Mission Support Site Green Village, M.S.S. Euphrates e una struttura minore) e ridotto le truppe da 2.000 a 1.400, con piani per ulteriori tagli e un possibile ritiro completo, come voluto dal presidente Trump.Integrazione delle forze curde: Le Forze Democratiche Siriane (SDF), a guida curda, hanno accettato di integrare le loro istituzioni civili e militari, inclusi i giacimenti di petrolio e gas, nel nuovo governo siriano entro fine anno, segnando un passo verso l’unificazione nazionale.Accordo mediato dagli USA: Il 10 marzo 2025, gli Stati Uniti hanno facilitato un accordo tra il comandante SDF Mazloum Abdi e al-Sharaa, portando il 12 aprile alla cessione della diga di Tishreen e di un quartiere curdo ad Aleppo al governo di Damasco.Contesto strategico e tensioni: La presenza USA, inizialmente volta a contrastare l’ISIS e le milizie sostenute dall’Iran, si è ridimensionata dopo la caduta di Assad, mentre le SDF e l’Esercito Nazionale Siriano (sostenuto dalla Turchia) hanno intensificato gli scontri per il controllo territoriale, complicando il processo di unificazione.

Guerra

Siria, prosegue la caccia all’alawita sotto lo sguardo benevolo dell’Unione Europea

In Siria proseguono le violenze settarie contro gli alawiti, minoranza religiosa dell’ex presidente Bashar al-Assad, nel silenzio della stampa e delle cancellerie occidentali, con la complicità del regime di Ahmed Husayn al-Sharaa (Abu Muhammad al-Jolani), leader jihadista di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), accolto favorevolmente dall’Ue.Dopo le esecuzioni sommarie del 6 marzo 2025, con oltre 1000 morti, le violenze contro gli alawiti continuano senza sosta, estendendosi da zone costiere a Damasco, con presunti membri del General Security Service coinvolti, nonostante le promesse di al-Sharaa di fermarle.Nella provincia di Tartous, a maggioranza alawita, quattro persone, tra cui un ragazzo di 12 anni, sono state uccise lunedì scorso da assalitori non identificati, con testimoni che accusano forze governative mascherate, mentre le autorità locali promettono giustizia.La nuova dichiarazione costituzionale del 13 marzo 2025, approvata da al-Sharaa, concentra il potere nell’esecutivo, compromettendo l’indipendenza giudiziaria e i diritti fondamentali, suscitando critiche da Human Rights Watch per il rischio di un regime autoritario.L’Ue e i leader occidentali, come i ministri degli Esteri di Francia e Germania, tacciono di fronte a violenze e autoritarismo, avallando di fatto un regime oppressivo che abbandona il popolo siriano e le sue minoranze a un destino di ingiustizia.

Newsletter
Notizie e approndimenti direttamente nella tua inbox

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.