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Guerra

Le ultime parole di Lorenzo Orsetti

"Non trovo più il tuo numero di telefono. A quanto pare sembrerebbe che questo villaggio (Baghouz, Ndr) sia ancora nelle loro mani (dell'Isis, ndr). Mi hanno chiamato ora al volo e tra un'ora parto. Vado a Deir Ezzor. Sembrerebbe che questo villaggio ci sia davvero e che c'è da combattere". Sono queste le ultime parole inviate da Lorenzo Orsetti a Fausto Biloslavo il 2 febbraio scorso, poco prima di partire per la linea del fronte. Una linea del fronte dalla quale non sarebbe più tornato

Guerra

“Ad Aleppo si combatte una guerra totale”

“La cosa peggiore è vivere ogni giorno sotto il tiro ininterrotto dei missili che non cadono solo sull’esercito e sulle milizie ribelli, ma anche sui civili innocenti, sulle scuole, sugli ospedali sulle chiese, sulle moschee, per le strade e sulle abitazioni della gente”. Racconta così, Padre Ibrahim Alsabagh, parroco della chiesa parrocchiale latina di San Francesco d’Assisi, la sua vita nell’inferno di Aleppo. La città siriana che sta attraversando la sua notte più lunga. Quella della guerra di tutti contro tutti. Racconta la notte di Aleppo, Padre Alsabagh, “un istante prima dell’alba”. Come il titolo del suo libro, che raccoglie lettere e impressioni della vita del sacerdote dentro “l’apocalisse” del conflitto siriano

Politica

“Se vincerà Hillary peggiorerà la guerra in Siria”

Il futuro della Siria è legato a doppio filo al risultato delle prossime elezioni presidenziali americane. E se a vincere fosse la Clinton, dovremo aspettarci un ulteriore inasprimento del conflitto. Ne è convinta Randa Kassis, scrittrice e donna politica laica siriana, co-presidente, assieme a Qadri Jamil, della delegazione dell’opposizione laica e democratica siriana ai colloqui di pace di Ginevra. Già membro del Consiglio Nazionale Siriano, da cui è stata esclusa nell’agosto del 2012 per la sua forte presa di posizione contro le milizie islamiste nel Paese, ha fondato il Movimento della società pluralista e presiede AD HOC, un’associazione che promuove la laicità, il modernismo e il pluralismo religioso nel mondo arabo.

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Aleppo, la battaglia casa per casa

Esiste una zona, compresa tra l’ultimo anello della ‘Castillo Road’ e dell’ex grande accademia militare di Aleppo, che meglio esprime cosa vuol dire la guerra per un paese, come la Siria, catapultato improvvisamente nel conflitto oramai da cinque anni.Si tratta del complesso ‘1070’, fino al 2009 una zona della campagna aleppina immediatamente a sud ovest del grande centro urbano della metropoli siriana, in cui sul finire degli anni 2000 il governo di Damasco ha deciso di costruire nuovi alloggi raggruppati all’interno di un più ampio progetto in cui era prevista la nascita di un vero e proprio nuovo quartiere residenziale, ideale per sopperire all’allora crescente pressione demografica su Aleppo, centro in cui fino al 2011 sono affluiti numerosi abitanti provenienti dalla provincia o da altre zone nord della Siria.

Guerra

Quel pericoloso intreccio per Aleppo

La guerra in Siria entra nella sua fase cruciale e gli occhi sono puntati su Aleppo: prendere la seconda città siriana vuol dire avere un peso politico e diplomatico di gran lunga più importante oltre che, per quanto concerne l’esercito di Assad, poter liberare centinaia di uomini e mezzi per destinarli ad altri fronti della Siria. Ma proprio ad Aleppo, lo scenario che si profila è molto diverso rispetto a quanto prospettato dagli analisti appena pochi giorni fa: infatti, a dispetto di quello che si potrebbe pensare, il baricentro della battaglia si sta spostando lontano dal centro cittadino, sia verso sud ovest che verso est. Se a sud di Aleppo Hezbollah ed esercito siriano sarebbero già pronti e schierati per far partire l’attacco contro i militanti di Al Nusra, ad est invece la situazione è molto più delicata: è bene infatti raccontare quanto sta accadendo ad Al Bab.

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L’inferno dei cristiani di Aleppo

Le forze governative continuano ad avanzare sui quartieri orientali di Aleppo, che ormai, per metà, sono tornati sotto il controllo dell’esercito siriano. Migliaia di civili, più di 50mila, hanno lasciato le zone assediate per consegnarsi all’esercito regolare e ai curdi delle Forze democratiche siriane. La battaglia per la riconquista della seconda città siriana per importanza, sembra essere ormai ad una svolta. Una svolta favorevole al governo di Damasco che, secondo il viceministro degli Esteri di Mosca, Mikhail Bogdanov, potrebbe riconquistare Aleppo già entro la fine dell’anno.

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Medici italiani in Siria. Viaggio tra i feriti di guerra

DAMASCO - Il conflitto siriano è un complesso mosaico di interessi economici e geopolitici ma è soprattutto la storia di giovani infermiere donne che medicano giovani soldati uomini che a loro volta si sono sacrificati per difendere il loro avvenire. Mano nella mano, uniti da un solo obiettivo: liberare la Siria dal terrorismo che da più di cinque ha creato il deserto laddove c’era la pace. La guerra ha la capacità e la forza di trasformare l’approccio spirituale che solitamente ogni essere umano intrattiene con l’esistenza. Provate a chiedere ad un bambino di Aleppo, Homs o Damasco cosa vuole fare da grande. Risponderà entusiasta: “il soldato!”. Da quelle parti non esistono le “popstar” perché gli eroi sono diventati i generali dell’esercito premiati da medaglie al valore, feriti o morti sul fronte. Ecco che improvvisamente giovani tra i 18 e 25 anni si sono ritrovati a condurre una vita che molti non avevano nemmeno immaginato. Alcuni di loro si sono lanciati in prima linea a combattere con le armi, altri invece hanno scelto di stare nelle retrovie, negli ospedali di guerra, per curare ogni forma di trauma.Montaggio di Roberto Di Matteo

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Così i soldati di Erdogan stanno massacrando i curdi ad Afrin

Le Forze armate turche continuano la loro avanzata su Afrin nel nord-ovest della Siria contro i curdi siriani. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha lanciato l’operazione "Ramo d’olivo" il 20 gennaio scorso attaccando le forze armate curde delle Unità di protezione del popolo (Ypg). Secondo Erdogan lo Ypg è associato al gruppo del Partito curdo dei lavoratori (Pkk), designato come gruppo terroristico in Turchia. Video di Alessandra Bocchi e Roberto Di Matteo

Guerra

La guerra in Siria vista con gli occhi dei bambini

Sono mezzo milione, secondo i dati diffusi un mese fa dall’Unicef, i bambini che, in Siria, restano intrappolati nelle aree contese tra l’esercito siriano e i ribelli. E sono molti di più quelli che, da quando è iniziato il conflitto, nel marzo del 2011, vivono ogni giorno facendo i conti con la fame, la povertà, le malattie e gli orrori della guerra. Alcuni di loro, quelli che hanno meno di cinque anni, non sanno neppure cosa voglia dire vivere senza il frastuono dei bombardamenti.

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