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Nazionalismi

Serbia, anatomia di una protesta

La Serbia si trova da anni in una posizione geopolitica delicata, sospesa tra l’influenza occidentale dell’Unione Europea, di cui è candidata all’adesione dal 2012, e i legami storici con la Russia. Il governo, guidato dal presidente Aleksandar Vučić e dal...

Politica

Serbia, 100 mila persone nelle strade di Belgrado: Vucic pronto a indire elezioni

Massiccia protesta a Belgrado: Oltre 100.000 persone, soprattutto giovani e studenti, hanno manifestato a Belgrado contro il governo di Aleksandar Vučić, chiedendo giustizia per le 15 vittime del disastro di Novi Sad dello scorso novembre, sventolando bandiere serbe e arrivando da tutto il Paese con vari mezzi di trasporto; il bilancio è di 22 arresti, 56 feriti e le dimissioni del premier Miloš Vučević a fine gennaio.Dichiarazioni di Vučić: Dopo la protesta, Vučić si è detto pronto a referendum ed elezioni, accettando il “verdetto del popolo”, riconoscendo la necessità di cambiamenti ma insistendo che i serbi rifiutano una “rivoluzione colorata” e preferiscono il cambiamento tramite voto.Simbolismo e accuse degli studenti: La marcia ha raggiunto Piazza Slavija, dove 15 minuti di silenzio hanno commemorato le vittime, simbolo di corruzione e negligenza governativa; una studentessa ha denunciato attacchi agli studenti, promettendo resistenza contro la repressione.Richieste del movimento: Gli studenti, protagonisti di proteste in tutto il Paese, chiedono trasparenza sui documenti di Novi Sad, processi ai responsabili degli attacchi contro di loro, sospensione delle azioni legali agli arrestati e un aumento del 20% del budget per l’istruzione superiore.Ingerenze straniere secondo Vučić: Il presidente accusa influenze occidentali di orchestrare una “rivoluzione colorata”, puntando il dito contro ONG come il Centro per i Diritti Umani di Belgrado e Ne Damo Jadar, mentre a gennaio 14 attivisti stranieri sono stati espulsi come “rischio per la sicurezza”.

Politica

Dalla Serbia alla Slovacchia, cosa c’è dietro le proteste

Crisi in Slovacchia – Il premier Robert Fico è sotto pressione dopo proteste di massa contro le sue posizioni critiche verso UE e NATO. Dichiarazioni di membri del suo governo su un possibile ritiro dalla UE hanno alimentato tensioni interne e scontri politici. Fico accusa le Ong di destabilizzare il Paese.Tensioni in Georgia – Manifestazioni di massa a Tbilisi contro una legge che obbliga le Ong finanziate dall'estero a registrarsi come "organizzazioni al servizio di una potenza straniera". Il governo ha represso le proteste, espellendo manifestanti stranieri e congelando i negoziati con l’UE.Accuse di ingerenze straniere – In tutti e tre i Paesi, i governi denunciano il ruolo delle Ong occidentali nel fomentare il malcontento. Serbia, Slovacchia e Georgia hanno avviato misure contro attivisti stranieri e finanziamenti esteri alle organizzazioni locali.Equilibrio geopolitico incerto – Serbia, Slovacchia e Georgia cercano di bilanciare rapporti con UE e NATO senza spezzare i legami con Russia e altri partner. Le proteste riflettono divisioni interne tra fazioni filo-occidentali e nazionaliste, influenzando il futuro politico dei tre Paesi.

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