Speranze di pace: il maxi-scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina visto da vicino
La regione di Chernihiv, dove ci troviamo, segna il punto più a nord dell’Ucraina, confinante per metà con la Russia…
La Russia di Vladimir Putin è ormai a tutti gli effetti una superpotenza che ha in mano il destino di molti Paese e sfida Cina e Stati Uniti per un nuovo mondo di stampo multipolare. Dalla caduta dell’Unione sovietica, molti credevano che Mosca avrebbe perso la sua importanza. Ma in questi ultimi anni, il Cremlino è risorto dalle sue ceneri riuscendo a ricostruirsi come potenza decisiva nello scacchiere mondiale.
Ma la Russia non è solo Putin né è solo potenza militare o energetica. C’è anche un’altra Russia che abbiamo descritto in questi anni. Ed è quella più profonda e anche rurale. Abbiamo raccontato la vita nel Kuzbass, dove sorge un enorme bacino carbonifero sfruttato senza rispettare l’ambiente né la salute della popolazione locale. Una realtà terribile che è dimostrato un dato chiarissimo: la vita degli abitanti è di quattro anni inferiore alla media nazionale. Un’industrializzazione a tappe forzate che ha colpito anche il popolo Šori di Keremovo, costretti ad abbandonare le loro terre ancestrali.
A questa Russia fragile e nascosta, si contrappone l’immagine superpotenza che attrae le attenzioni di movimenti politici e governi di tutto il mondo, non solo dell’Europa. Il vento dell’Est spira sul nostro continente e sono in molti a voler ripristinare i legami con la Russia dopo anni di tensioni fra Nato e Mosca. Ma le guerre in Siria e in Ucraina hanno incrinato le relazioni con l’Occidente. E molti governi occidentali vivono un profondo senso di russo-fobia.
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