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	<title>Ruanda Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 23 Jul 2026 08:18:00 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ruanda Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Così il Ruanda usa l&#8217;intelligenza artificiale nella sanità e apre una strada all&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/il-ruanda-usa-l-intelligenza-artificiale-nella-sanita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_202602161607057_c2886c91fd7bdf1bc3ade037dd6671bc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_202602161607057_c2886c91fd7bdf1bc3ade037dd6671bc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_202602161607057_c2886c91fd7bdf1bc3ade037dd6671bc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_202602161607057_c2886c91fd7bdf1bc3ade037dd6671bc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_202602161607057_c2886c91fd7bdf1bc3ade037dd6671bc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_202602161607057_c2886c91fd7bdf1bc3ade037dd6671bc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_202602161607057_c2886c91fd7bdf1bc3ade037dd6671bc-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Grazie a un'azienda locale, i sistemi sanitari ruandesi potranno usufruire dell'intelligenza artificiale in lingua kinyarwanda, la più diffusa nel Paese</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/il-ruanda-usa-l-intelligenza-artificiale-nella-sanita.html">Così il Ruanda usa l&#8217;intelligenza artificiale nella sanità e apre una strada all&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_202602161607057_c2886c91fd7bdf1bc3ade037dd6671bc.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_202602161607057_c2886c91fd7bdf1bc3ade037dd6671bc.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_202602161607057_c2886c91fd7bdf1bc3ade037dd6671bc-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_202602161607057_c2886c91fd7bdf1bc3ade037dd6671bc-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_202602161607057_c2886c91fd7bdf1bc3ade037dd6671bc-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_202602161607057_c2886c91fd7bdf1bc3ade037dd6671bc-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_202602161607057_c2886c91fd7bdf1bc3ade037dd6671bc-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno dei problemi più noti legati all&#8217;intelligenza artificiale, riguarda l&#8217;uso della <strong>lingua</strong>. Buona parte dei sistemi è stata sviluppata in inglese e diversi governi hanno posto nei mesi scorsi la questione dell&#8217;utilizzo di diversi dispositivi, indispensabili oramai nella vita quotidiana. unicamente nella lingua inglese.<strong> Vale per il settore dell&#8217;istruzione, così come per quello della sanità</strong>. Con l&#8217;intelligenza artificiale che si riscopre avere una barriera quasi invalicabile. Dall&#8217;Europa all&#8217;Asia, adesso si sta correndo ai ripari con lo sviluppo di sistemi in grado di operare con le lingue locali. <strong>E anche l&#8217;Africa sta cercando di mettersi al pari, grazie a un progetto che si sta portando avanti all&#8217;interno del sistema sanitario ruandese</strong>. Kigali, da tempo diventata un fondamentale punto di riferimento per la sanità africana,<strong> sta provando a implementare l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale nel sistema sanitario</strong> e a promuovere modelli in grado di interagire nelle lingue locali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un sistema tutto ruandese </h2>



<p>Il comparto sanitario del Ruanda, nonostante molti progressi soffre di un problema cronico legato alle condizioni sociali ed economiche del Paese: <strong>fuori dalla capitale Kigali infatti, non tutte le strutture hanno sufficienti strumenti e sufficienti attrezzature. </strong>Per superare questo ostacolo, le autorità sanitarie locali hanno pensato di promuovere l&#8217;uso di strumenti di supporto decisionale basati sull&#8217;intelligenza artificiale. In tal modo, sarà possibile nel corso dei prossimi anni far pervenire anche nella periferia del Paese africano dati diagnostici e informazioni vitali per il paziente in tempi molto più ristretti. Ma, per l&#8217;appunto, c&#8217;è il problema della lingua. La repubblica ruandese riconosce tre lingue ufficiali: <strong>l&#8217;inglese, il francese</strong> (quest&#8217;ultimo come eredità coloniale e oggi, per la verità, sempre meno diffuso) <strong>e il kinyarwanda</strong>. Le prime due lingue sono parlate soprattutto a livello istituzionale e scolastico, la terza è invece quella più usata dalla popolazione specialmente nelle aree non urbane. Lì dove cioè il governo vuole promuovere i sistemi basati sull&#8217;intelligenza artificiale all&#8217;interno delle strutture sanitarie. </p>



<p>Per questo motivo Kigali da tempo ha iniziato una collaborazione proprio con un&#8217;azienda ruandese per scavalcare la barriera linguistica. La startup in questione si chiama,<a href="https://www.africarivista.it/ruanda-la-nuova-frontiera-della-sanita-parla-kinyarwanda/310340/?srsltid=AfmBOor-PGFGodMrMTjQkGZ3mQfAJuU5hpBe2chHy-mKcNStqLvF1gOS"> così come sottolineato su AfricaRivista</a>, <strong>Digital Umuganda</strong>. Situata all&#8217;interno del quartiere degli affari di Kigali, la società è da tempo impegnata nello sviluppo di modelli di intelligenza artificiale in lingua kinyarwanda. <strong>Un modo per dotare la sanità ruandese di strumenti di Ia in grado di essere utilizzati dalla popolazione locale</strong>. Tutto questo è stato possibile grazie a<strong>un imponente lavoro di raccolta di dati vocali nell&#8217;idioma più parlato nel Paese</strong>. Un progetto che potrebbe essere soltanto il primo nella regione e fungere da apripista per altri analoghi progetti in altre lingue africane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza dell&#8217;intelligenza artificiale nella sanità africana</h2>



<p>Proprio la raccolta dati e l&#8217;implementazione di sistemi capaci di interagire nelle lingue locali africane, potrebbe rappresentare il vero elemento in grado di far compiere il salto di qualità alla sanità del continente. Anche in <strong>Senegal</strong>, ad esempio, il governo sta puntando molto sull&#8217;uso di strumenti legati all&#8217;intelligenza artificiale. Un circolo virtuoso che sta richiamando le attenzioni di molte &#8220;big tech&#8221; per lo sviluppo di sistemi con lingue africane. La stessa Digital Umuganda ha lavorato nei mesi scorsi con il progetto<em> Common Voice</em> di <strong>Mozilla</strong> per creare un grande database per le lingue locali del continente. <strong>Google</strong> si appresta invece a lanciare <em>Waxal</em>, termine quest&#8217;ultimo piuttosto indicativo: vuol dire infatti &#8220;parlare&#8221; in lingua <strong>wolof</strong>, la più diffusa in Senegal. Waxal sarà un database aperto per promuovere lo sviluppo di tecnologie vocali in 21 lingue africane. In poche parole, si può dire che su input della sanità ruandese l&#8217;Africa sta trovando la strada per superare il proprio isolamento tecnologico.   </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/il-ruanda-usa-l-intelligenza-artificiale-nella-sanita.html">Così il Ruanda usa l&#8217;intelligenza artificiale nella sanità e apre una strada all&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Usa, la sfida alla Cina passa per l&#8217;Africa e&#8230;il Congo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/usa-la-sfida-alla-cina-passa-per-lafrica-e-il-congo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 12:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cobalto]]></category>
		<category><![CDATA[Materie prime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="918" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Usa-la-sfida-alla-Cina-passa-per-lAfrica-e.il-Congo-e1765028130657.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Usa-la-sfida-alla-Cina-passa-per-lAfrica-e.il-Congo-e1765028130657.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Usa-la-sfida-alla-Cina-passa-per-lAfrica-e.il-Congo-e1765028130657.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Usa-la-sfida-alla-Cina-passa-per-lAfrica-e.il-Congo-e1765028130657.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Usa-la-sfida-alla-Cina-passa-per-lAfrica-e.il-Congo-e1765028130657.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Usa-la-sfida-alla-Cina-passa-per-lAfrica-e.il-Congo-e1765028130657.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Usa-la-sfida-alla-Cina-passa-per-lAfrica-e.il-Congo-e1765028130657.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Usa, la sfida alla Cina passa per l'Africa e...il Congo. Gli scenari dopo gli accordi di Washington mediati da Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-la-sfida-alla-cina-passa-per-lafrica-e-il-congo.html">Usa, la sfida alla Cina passa per l&#8217;Africa e&#8230;il Congo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="918" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Usa-la-sfida-alla-Cina-passa-per-lAfrica-e.il-Congo-e1765028130657.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Usa-la-sfida-alla-Cina-passa-per-lAfrica-e.il-Congo-e1765028130657.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Usa-la-sfida-alla-Cina-passa-per-lAfrica-e.il-Congo-e1765028130657.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Usa-la-sfida-alla-Cina-passa-per-lAfrica-e.il-Congo-e1765028130657.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Usa-la-sfida-alla-Cina-passa-per-lAfrica-e.il-Congo-e1765028130657.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Usa-la-sfida-alla-Cina-passa-per-lAfrica-e.il-Congo-e1765028130657.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Usa-la-sfida-alla-Cina-passa-per-lAfrica-e.il-Congo-e1765028130657.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Washington mette nel mirino le <strong>ricche riserve di metalli critici e minerali strategici</strong> della <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong> e il presidente americano <strong>Donald Trump</strong> prosegue nella sua diplomazia di &#8220;pacifismo minerario&#8221;. Giovedì, alla Casa Bianca, Trump ha ospitato il presidente congolese<strong> Felix Tshisekedi </strong>e l&#8217;omologo ruandese <strong>Paul Kagame</strong> per la firma di un accordo di pace tra Kinshasa e Kigali. </p>



<p>Accordo un po&#8217; asimmetrico, dato che la presenza militare del Ruanda in Congo non è stata mai ufficialmente confermata da Kagame, avviene tramite il <em>proxy</em> del movimento M23 nel Nord Kivu e non è stata discussa alla presenza dei rappresentanti ribelli, ma la sostanza è stato il corollario del patto: <strong>Washington ha concluso con la Repubblica Democratica del Congo</strong> un patto minerario bilaterale che porterà le compagnie a stelle e strisce nel cuore dell&#8217;Africa, pronte a sfruttare l&#8217;apertura <strong>delle miniere congolesi</strong> per fini di approvvigionamento sistemico e per contribuire a <strong>gestire la grande sfida </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/geoeconomia-del-congo-un-paese-al-centro-del-mondo-suo-malgrado.html"><strong>geoeconomica tra Usa e Cina</strong>, che passa anche per un Paese al centro del mondo (suo malgrado)</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il partenariato Usa-Congo</h2>



<p>Il partenariato riconosce esplicitamente &#8220;l&#8217;interesse degli Stati Uniti nel creare catene di approvvigionamento sicure, affidabili e durevoli per i minerali essenziali, salvaguardando la propria sicurezza nazionale, sostenendo la reindustrializzazione e mantenendo la competitività in settori strategici,<strong> tra cui la difesa, l&#8217;energia, le tecnologie avanzate e l&#8217;industria automobilistica&#8221;</strong> e &#8220;il corridoio Sakania-Lobito come un progetto infrastrutturale strategico per le Parti che collega la Repubblica Democratica del Congo all&#8217;Oceano Atlantico&#8221;, come via maestra per portare i minerali critici verso gli Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Corsa al Corridoio di Lobito</h2>



<p>Il Congo indicherà le risorse strategiche aperte agli Stati Uniti, fornirà agli operatori americani la prelazione sugli investimenti e aprirà <a href="https://nation.africa/kenya/news/africa/us-follows-up-on-congo-rwanda-peace-deal-with-plan-to-secure-minerals-5288668">all&#8217;ingresso di capitali d&#8217;oltre Atlantico sul suo territorio.</a> Gli Usa apriranno la strada piazzando <strong>1,8 miliardi di dollari sul progetto del <a href="https://it.insideover.com/politica/corridoio-di-lobito-lautostrada-che-porta-i-minerali-dellafrica-in-occidente.html">Corridoio di Lobito</a></strong> per portare alla connettività dal &#8220;cuore di tenebra&#8221; dell&#8217;Africa profonda all&#8217;Oceano Atlantico. <strong>Si tratta di un ambizioso progetto da parte americana</strong> per controbilanciare la presenza cinese negli approvvigionamenti di materie prime strategiche come cobalto, oro, manganese e altri metalli critici per i settori chiave dell&#8217;economia e della sicurezza nazionale, le cui filiere sono dominate da Pechino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa alle forniture</h2>



<p>L&#8217;anno scorso una ricerca dello<a href="https://ssi.armywarcollege.edu/SSI-Media/Recent-Publications/Article/3938204/china-in-the-democratic-republic-of-the-congo-a-new-dynamic-in-critical-mineral/"> <strong>Strategic Studies Institute dello US Army War College</strong> </a>segnalava la profonda penetrazione cinese in Congo, indicando in particolare il <strong>cobalto, centrale in molte lavorazioni per la Difesa</strong>, come risorsa dominata dagli investimenti della Repubblica Popolare:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Dall&#8217;inizio degli anni 2000, la Cina ha investito oltre 155 miliardi di dollari nell&#8217;Africa subsahariana, creando nuovi mercati per le imprese edili cinesi e rendendo la Cina una valida alternativa ai finanziamenti occidentali nel campo delle infrastrutture commerciali e di sviluppo. Sebbene la Cina abbia investito capitali in diverse nazioni ricche di minerali, la Repubblica Democratica del Congo (RDC) si distingue per il suo ruolo vitale nel mercato del cobalto […] Anche nella raffinazione del cobalto, la posizione delle imprese statali cinesi è dominante: le loro raffinerie rappresentano tra il 60 e il 90 percento dell&#8217;offerta globale. La Rdc è essenziale per la posizione della Cina nel mercato globale: il 67,5 percento del cobalto raffinato della Cina proviene dalla nazione africana</p>
</blockquote>



<p>Questo basta a dimostrare la salienza della sfida con Pechino che anima la competizione strategica degli Usa. <strong>Una corsa, quella americana,</strong> che alimenta <a href="https://it.insideover.com/economia/ansia-da-sicurezza-nazionale-anche-byd-e-alibaba-per-il-pentagono-sono-una-minaccia.html">l&#8217;ansia da sicurezza nazionale</a> e un approccio difensivo verso la Cina sul fronte interno e una spinta a cercare partnership e accordi su quello globale. Dall&#8217;Ucraina al Kazakistan, passando per l&#8217;Africa, gli Usa cercano ovunque accordi sui minerali critici per ridisegnare le prospettive strategiche di fornitura e gli scenari industriali. <strong>Spesso anticipando la realtà: nonostante i proclami pacifisti e gli accordi,</strong> nelle ore successive all&#8217;annuncio di Washington in Congo le truppe regolari si sono scontrare con <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/12/5/fighting-flares-in-dr-congo-within-hours-of-trumps-peace-deal-ceremony">M23 nel Kivu.</a> E questo basta a mostrare lo iato tra aspettative e realtà che anima molte strategie Usa.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-la-sfida-alla-cina-passa-per-lafrica-e-il-congo.html">Usa, la sfida alla Cina passa per l&#8217;Africa e&#8230;il Congo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Massacri in Mozambico, Total denunciata in Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/massacri-in-mozambico-total-denunciata-in-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 15:13:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Total]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TOTAL-MOZAMBICO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TOTAL-MOZAMBICO.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TOTAL-MOZAMBICO-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TOTAL-MOZAMBICO-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TOTAL-MOZAMBICO-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>TotalEnergies è sotto attacco nel suo Paese d&#8217;origine, la Francia, dopo che&#160; il Centro europeo per i diritti costituzionali e umani (Ecchr) ha presentato una denuncia alla Procura nazionale antiterrorismo francese (Pnat) per complicità in crimini di guerra, tortura e sparizione forzata nel quadro dell&#8217;attivit.à del colosso transalpino in Mozambico, Paese ove nel 2021 l&#8217;insorgenza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/massacri-in-mozambico-total-denunciata-in-francia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/massacri-in-mozambico-total-denunciata-in-francia.html">Massacri in Mozambico, Total denunciata in Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TOTAL-MOZAMBICO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TOTAL-MOZAMBICO.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TOTAL-MOZAMBICO-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TOTAL-MOZAMBICO-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/TOTAL-MOZAMBICO-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>TotalEnergies è sotto attacco nel suo Paese d&#8217;origine, la Francia, dopo che&nbsp; il Centro europeo per i diritti costituzionali e umani (Ecchr) ha presentato una denuncia alla Procura nazionale antiterrorismo francese (Pnat) per complicità in crimini di guerra, tortura e sparizione forzata nel quadro dell&#8217;attivit.à del colosso transalpino in Mozambico, Paese ove nel 2021 l&#8217;insorgenza dello Stato Islamico a Cabo Delgado spinse il governo di Maputo a intervenire con la mano pesante della repressione e in cui TotalEnergies è accusata di aver permesso che nei suoi stabilimenti avvenissero veri e propri massacri di civili, spesso in fuga dalle orde ribelli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le violenze in Mozambico</h2>



<p>Nel marzo-aprile 2021 l&#8217;assalto dell&#8217;Isis mozambicano a <strong>Palma, città della provincia settentrionale di <a href="https://it.insideover.com/energia/mozambico-le-multinazionali-il-denaro-italiano-e-il-gas-insanguinato-di-cabo-delgado.html">Cabo Delgado,</a> al confine con la Tanzania</strong>, provocò un vero e proprio shock in Mozambico e spinse Total a sospendere le sue operazioni in loco, minacciando il ritiro dai grandi progetti di <strong>estrazione del gas naturale che sono vitali per l’economia di Maputo</strong>. Dal 2019, infatti, Total aveva in campo un enorme investimento per realizzare impianti di estrazione del gas naturale e un terminal di esportazione del <strong>gas naturale liquefatto (Gnl) nella penisola di Afungi, </strong>nella provincia di Cabo Delgado. Come ha scritto <em>Politico.eu, </em>il piano “insieme allo sviluppo di un secondo giacimento di gas da parte di ExxonMobil, era considerato il <a href="https://www.afdb.org/sites/default/files/documents/projects-and-operations/mozambique_-_mozambique_lng_area_1_-_psn_compressed.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">più grande investimento privato</a> mai realizzato in Africa, con un costo totale di 50 miliardi di dollari”, ma è rimasto fermo dall’attacco dell’Isis, sostenuto da volontari somali di Al-Shabaab, a Cabo Delgado.</p>



<p>Il piano per Mozambique LNG, la joint venture per l&#8217;estrazione di gas guidata da Total, fu contrastato dall&#8217;Isis, desideroso di provocare il collasso economico del Paese africano colpendo le regioni produttive sul piano energetico. L&#8217;assalto a Palma portò dunque grande apprensione a Total, e fu il campanello d&#8217;allarme che portò alla vigorosa controffensiva del Mozambico, sostenuto dai combattivi militanti <a href="https://www.mod.gov.rw/news-detail/mozambique-defence-minister-receives-the-incoming-rwanda-security-forces-joint-task-force-commander">del <strong>Ruanda</strong></a><strong> e da truppe fornite da Tanzania, Sudafrica, Botswana e Lesotho nel quadro della missione della Comunità per lo Sviluppo dell&#8217;Africa Australe (Sadc).</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le accuse a Total</h2>



<p>Ebbene, secondo l’Ecchr nel quadro della controffensiva si verificarono massacri che la Total non avrebbe in alcun modo impedito proprio in prossimità dei suoi siti. <a href="https://www.politico.eu/article/totalenergies-mozambique-patrick-pouyanne-atrocites-afungi-palma-cabo-delgado-al-shabab-isis/">Nella sua inchiesta per <em>Politico.eu, </em>in particolare Alex Perry ha denunciato</a> che le truppe della Joint Task Force, l&#8217;unità dell&#8217;esercito mozambicano che forniva protezione ai lavori di Total, avrebbero trattenuto in condizioni brutali dentro dei container, picchiato, abusato e ucciso decine di civili che erano scappati dal fuoco incrociato con i jihadisti, accusandoli di essere sostenitori occulti dell&#8217;Isis. Almeno 97 civili sarebbero morti, ma per alcune scuse sarebbero il doppio. L&#8217;accusa degli attivisti è che Total sapesse ciò che stava accadendo, e Ecchr fa anche riferimento al caso <strong>di un’altra </strong><a href="https://www.lemonde.fr/en/le-monde-africa/article/2025/03/15/french-prosecutors-launch-manslaughter-probe-against-totalenergies-over-mozambique-attack_6739177_124.html"><strong>indagine aperta dalla Procura di Nanterre riguardo l’operato di Total in Mozambico</strong></a><strong>.</strong></p>



<p><strong>Sostanzialmente, l’azienda di Courbevoie </strong>è accusata di aver chiuso un occhio sull’operato dei militari mozambicani che proteggevano i suoi asset con l’obiettivo di ottenere una rapida e sbrigativa fine del problema Isis nella regione. <a href="https://ca.news.yahoo.com/total-faces-war-crimes-allegations-100215717.html">Total nega ogni responsabilità</a> e bisognerà capire se la procura francese darà seguito alla denuncia, che però riapre <strong>una ferita mai sanata nella recente storia africana. Quella di Cabo Delgado </strong>è stata, e continua a essere, una guerra insurrezionale brutale su ogni fronte. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una guerra devastante per i civili</h2>



<p>Da un lato, l’insorgenza dell’Isis guidato in loco dal comandante Abu Yasir Hassan si è <strong>nutrito tanto del fanatismo religioso quanto del distacco dallo Stato centrale </strong>degli abitanti di Cabo Delgado, provincia povera e dimenticata del Mozambico, e ha <strong>provocato violenti massacri</strong>, <a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/11/10/isil-linked-attackers-behead-50-people-in-northern-mozambique">decapitazioni di massa</a> e <a href="https://www.theguardian.com/world/2021/mar/16/isis-linked-militants-beheading-children-in-mozambique-says-aid-group">uccisioni di bambini</a> comprese. Dall’altro, il ristabilimento dell’autorità legittima è stato spesso accompagnato da violenze di <strong>rango non secondario, in un brutale semplificazionismo </strong>che ha spinto i militari mozambicani e i loro alleati a accanirsi su avversari e civili senza distinzione, con una foga sospetta se non si pensasse alla volontà di ristabilire quanto prima lo status quo e, dunque, gli affari energetici. In totale, almeno 6mila i morti accertati nell&#8217;insorgenza dal 2017 a oggi.</p>



<p> La denuncia a Total arriva proprio mentre il gruppo energetico francese si sta <a href="https://www.lemonde.fr/en/environment/article/2025/03/15/trump-administration-backs-totalenergies-controversial-gas-megaproject-in-mozambique_6739164_114.html">preparando a far ripartire il progetto</a>, sostenuta da un corposo prestito di 4,7 miliardi di dollari <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-10-25/totalenergies-makes-call-to-end-force-majeure-at-mozambique-lng">della Export-Import Bank degli Usa</a> nonostante il parere contrario della società civile di molti Paesi. <strong>Si apre un mosaico complesso, tra ricordi di violenze mai sanate e una giustizia che tarda a emergere</strong>. Ma un dato di fatto è chiaro: a Cabo Delgado i civili sono o oggetto di dinamiche violente o una componente sullo sfondo, in un grande gioco di affari e sangue che appare sempre più difficile comprendere appieno.</p>



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		<title>I Mondiali di ciclismo in Ruanda, tra boicottaggi mancati e speranze di riscatto per l&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/i-mondiali-di-ciclismo-in-ruanda-tra-boicottaggi-mancati-e-speranze-di-riscatto-per-lafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 12:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Soft power]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G1ZNaCYWUAIYKdw.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G1ZNaCYWUAIYKdw.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G1ZNaCYWUAIYKdw-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G1ZNaCYWUAIYKdw-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G1ZNaCYWUAIYKdw-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G1ZNaCYWUAIYKdw-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G1ZNaCYWUAIYKdw-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I mondiali di ciclismo tra le strade di Kigali e sotto gli occhi compiaciuti di Kagame: ma a guardare le gare, ci sarà anche l'intera Africa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/i-mondiali-di-ciclismo-in-ruanda-tra-boicottaggi-mancati-e-speranze-di-riscatto-per-lafrica.html">I Mondiali di ciclismo in Ruanda, tra boicottaggi mancati e speranze di riscatto per l&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G1ZNaCYWUAIYKdw.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G1ZNaCYWUAIYKdw.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G1ZNaCYWUAIYKdw-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G1ZNaCYWUAIYKdw-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G1ZNaCYWUAIYKdw-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G1ZNaCYWUAIYKdw-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/G1ZNaCYWUAIYKdw-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla fine,<a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/mondiali-di-ciclismo-nel-ruanda-che-fa-la-guerra-in-congo-anche-no-grazie.html"> nonostante polemiche e annunci di boicottaggio</a>, i <strong>mondiali di ciclismo in Ruanda sono iniziati</strong>. Per il Paese, si tratta del primo grande evento internazionale ospitato nel proprio territorio. Ma, a ben vedere, il discorso è possibile estenderlo a livello continentale:<strong> è la prima volta infatti che il torneo iridato viene organizzato in Africa</strong>. Ed è forse questo a generare una<strong> profonda dicotomia</strong> legata alla corsa iridata. Per molti, non a torto, l&#8217;evento è <strong>a uso e consumo della propaganda di Paul Kagame</strong>, presidente e padre padrone del Ruanda. Tuttavia, proprio in quanto organizzato in terra africana, <strong>il mondiale non può non appartenere anche a un pezzo di Africa</strong> che spera nel riscatto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Kigali 🇷🇼, you&#39;re amazing!<br><br>What an atmosphere to kick off the 2025 UCI Road World Championships 🤩<br><br>📸 SWpix  <a href="https://twitter.com/hashtag/Kigali2025?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Kigali2025</a> <a href="https://t.co/k8lYhW8l68">pic.twitter.com/k8lYhW8l68</a></p>&mdash; UCI (@UCI_cycling) <a href="https://twitter.com/UCI_cycling/status/1969847266425901382?ref_src=twsrc%5Etfw">September 21, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Le critiche dei mesi scorsi </h2>



<p>Le ipotesi di boicottaggio sono iniziate nello scorso mese di gennaio, quando<a href="https://it.insideover.com/guerra/si-riaccende-la-guerra-nel-congo.html"> i miliziani dell&#8217;M23 sono entrati nella città congolese di Goma</a>. Non è un mistero, tra i corridoi diplomatici, che dietro l&#8217;<strong>M23 </strong>vi sia lo zampino di Kagame. I combattenti, in gran parte tutsi, appaiono come la <strong>longa manus militare del Ruanda nella Repubblica Democratica del Congo</strong>. Da qui, l&#8217;idea paventata da molti di disertare i mondiali in Ruanda e fare pressioni per scegliere un&#8217;altra sede. Curiosamente, la questione si è sviluppata lungo un unico filo situato tra passato e presente del Paese africano. </p>



<p>Il ciclismo è infatti lo sport nazionale dell&#8217;ex madre patria, il <strong>Belgio</strong>. Ed è proprio da qui che tifosi e attivisti hanno lanciato diversi appelli all&#8217;Uci, l&#8217;Unione Ciclistica Internazionale, per togliere a Kagame la vetrina del torneo iridato. Non solo, ma proviene dal Belgio anche la società organizzatrice del mondiale, la <strong>Golazo</strong>. Anche sui suoi vertici sono piovute molte pressioni per impedire l&#8217;arrivo dei ciclisti a Kigali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il doppio volto del torneo</h2>



<p>Le critiche mosse a Kagame hanno riguardato il suo ruolo nella guerra congolese, così come il suo autoritarismo all&#8217;interno del Ruanda e la volontà di usare lo sport come mero fine propagandistico. Del resto, <strong>il governo di Kigali sul soft power legato alle competizioni sportive sta investendo molto</strong>. Da anni è possibile notare le scritte<em> &#8220;Visit Rwanda&#8221;</em> sulle maglie di alcune squadre di calcio, mentre nel 2024 Kigali ha ospitato il gran galà della Formula Uno del 2024. Tuttavia, l&#8217;eco del conflitto nel Congo negli ultimi mesi è diminuito e le pressioni sul mondiale ruandese si sono affievolite. Il fantomatico show, in definitiva, è potuto andare avanti.</p>



<p>Ma se è vero che il Ruanda avrà così la vetrina tanto desiderata da Kagame, è anche vero che<strong> il Ruanda non è solo Kagame</strong>. Tra le strade di Kigali scorreranno anche i sogni, tra gli altri, di <strong>Valentine Nzayisenga </strong>e <strong>Diane Ingabire</strong>. Ossia due delle più promettenti giovani speranze del ciclismo locale, a cui il mondo delle due ruote ha regalato emancipazione e riscatto. Per loro, pedalare tra le strade di casa rappresenterà un&#8217;emozione irripetibile. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">UCI Road World Cycling Championships 2025<br><br>▪️ Women Elite &#8211; Individual Time Trial<br><br>The <a href="https://twitter.com/hashtag/Rwanda?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Rwanda</a> National ITT Champ Nirere Xaverine opened <a href="https://twitter.com/hashtag/Kigali2025?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Kigali2025</a>.<br><br>Marlen Reusser 🇨🇭 won ITT clocking 43&#39;09, Nirere finished 27th with 6&#39;58 the best african and Ingabire Diane 35th. <a href="https://t.co/j4kUUJi2SS">pic.twitter.com/j4kUUJi2SS</a></p>&mdash; 𝙁𝙀𝙍𝙒𝘼𝘾𝙔 (@cyclingrwanda) <a href="https://twitter.com/cyclingrwanda/status/1969839157615693871?ref_src=twsrc%5Etfw">September 21, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Sarà della gara anche <strong>Biniam Girmay</strong>, stella eritrea e primo africano a vincere una tappa del Tour de France. Per lui e soprattutto per i suoi tifosi, gareggiare in terra africana avrà un sapore particolare. In poche parole, Kigali 2025 apparterrà senza dubbio a Kagame e alle sue velleità politiche. Al tempo stesso però, <strong>una parte di questo mondiale apparterrà anche all&#8217;intera Africa</strong>. Con il continente che potrà sognare, a distanza di 15 anni dal mondiale di calcio in Sudafrica del 2010, di far passare dallo sport il proprio desiderio di riscatto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/i-mondiali-di-ciclismo-in-ruanda-tra-boicottaggi-mancati-e-speranze-di-riscatto-per-lafrica.html">I Mondiali di ciclismo in Ruanda, tra boicottaggi mancati e speranze di riscatto per l&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ruanda: dalle stragi del 1994 alla rivoluzione della sanità. Ma le sfide da vincere non mancano&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/la-rivoluzione-sanitaria-del-ruanda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 15:05:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240715125830324_0025982f0c031c242c2dbd454f44f96f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ruanda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240715125830324_0025982f0c031c242c2dbd454f44f96f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240715125830324_0025982f0c031c242c2dbd454f44f96f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240715125830324_0025982f0c031c242c2dbd454f44f96f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240715125830324_0025982f0c031c242c2dbd454f44f96f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240715125830324_0025982f0c031c242c2dbd454f44f96f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240715125830324_0025982f0c031c242c2dbd454f44f96f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Kigali sempre più protagonista di un forte sviluppo in ambito sanitario, ma non mancano incognite in chiave futura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/la-rivoluzione-sanitaria-del-ruanda.html">Ruanda: dalle stragi del 1994 alla rivoluzione della sanità. Ma le sfide da vincere non mancano&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240715125830324_0025982f0c031c242c2dbd454f44f96f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ruanda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240715125830324_0025982f0c031c242c2dbd454f44f96f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240715125830324_0025982f0c031c242c2dbd454f44f96f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240715125830324_0025982f0c031c242c2dbd454f44f96f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240715125830324_0025982f0c031c242c2dbd454f44f96f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240715125830324_0025982f0c031c242c2dbd454f44f96f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240715125830324_0025982f0c031c242c2dbd454f44f96f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando si entra a <strong>Kigali</strong>, capitale del Ruanda, sembra di essere improvvisamente arrivati in una grande città del Golfo Persico: grattacieli, interi quartieri nuovi di zecca, un aspetto moderno che contrasta con i panorami urbani più tipici dell&#8217;Africa sub-sahariana. E che subito ricorda come il Ruanda, negli ultimi due decenni specialmente, sia diventato <strong>perno dello sviluppo tecnologico africano</strong>. Non sorprende dunque sapere che il Paese risulta <strong>il più sviluppato dell&#8217;area sub-sahariana a livello sanitario</strong>. Un dato, su tutti, parla abbastanza chiaro:<a href="https://www.saluteinternazionale.info/2018/10/la-strada-del-ruanda-verso-una-copertura-sanitaria-universale/"> l&#8217;87% della popolazione ruandese, secondo le ultime statistiche, è raggiunto dalla copertura sanitaria</a>. Dietro questo risultato, si celano sì aspetti legati allo sviluppo tecnologico. Ma tutto in realtà è partito dai drammi più bui della storia recente recente. Non mancano inoltre, in previsione futura, <strong>incognite e sfide ancora ben lontane dall&#8217;essere vinte. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sistema delle micro assicurazioni</h2>



<p>In Ruanda il prima e il dopo, sul fronte storico e politico, <strong>è rappresentato dal 1994</strong>. L&#8217;anno orribile cioè del genocidio contro i tutsi e gli hutu moderati, in cui nel giro di poche settimane oltre un milione di civili furono trucidati dalle milizie formate da estremisti hutu. Terminato il massacro, la prima esigenza è stata quella di <strong>creare le condizioni per una prima riappacificazione sociale</strong>. Dare a tutti accesso gratuito alle cure mediche è stato visto, in tal senso, come un qualcosa di essenziale. Il tutto, nonostante un&#8217;iniziativa del genere in Africa apparisse quasi inedita. A permettere l&#8217;attuazione del progetto sono stati <strong>gli ingenti fondi per la ricostruzione piovuti dalla comunità internazionale. </strong></p>



<p>Somme garantite per tre anni, poi ridimensionate. Nel 1998, il governo si è reso conto quindi dell&#8217;impossibilità di garantire i servizi con soltanto i fondi internazionali. Fare dietrofront però, al tempo stesso, è stato altrettanto impossibile. Si è così elaborato un esperimento,<a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0277953604006653"> basato sostanzialmente sulle cosiddette &#8220;micro assicurazioni&#8221;</a>. In questa maniera, una platea molto ampia di cittadini <strong>ha potuto permettersi l&#8217;accesso al servizio e pagare una somma per mantenere in piedi il sistema sanitario</strong>. Il governo, dal canto suo, ha iniziato ad attingere da risorse interne e fare fronte così al ridimensionamento dei fondi provenienti dall&#8217;estero. Oggi il sistema assicurativo è gestito da un organo centrale pubblico, il <em>Rwandan Social Security Board</em>, capace di coprire l&#8217;81% della popolazione. Si arriva poi alla cifra sopra citata dell&#8217;87%, grazie a un 6% di cittadini coperti da altri schemi assicurativi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo della tecnologia</h2>



<p>Ovviamente, così come accennato all&#8217;inizio, quando si parla dello sviluppo della sanità in Ruanda è impossibile non fare riferimento allo sviluppo tecnologico su tutti i vari fronti che sta vivendo il Paese. Il presidente <strong>Paul Kagame</strong> ha puntato molto, a partire dall&#8217;inizio del XXI secolo, sugli investimenti stranieri soprattutto sulla tecnologia. Sul sistema sanitario questo ha inciso dotando la capitale di diversi istituti all&#8217;avanguardia. Proprio a Kigali,<a href="https://www.jeuneafrique.com/dossiers/intelligence-artificielle-lebauche-dune-revolution-made-in-africa/"> così come sottolineato da <em>Jeune Afrique</em></a>, sono stati sviluppati autentici <strong>corridoi aerei per permettere la consegna di materiale sanitario tramite i droni.</strong> Circostanza peraltro di difficile realizzazione in Europa per via delle rigide norme in materia di gestione dello spazio aereo. </p>



<p>Nei mesi scorsi invece, sempre a Kigali sono stati formati diversi <strong>medici esperti in chirurgia mini invasiva e interventi robotici.</strong> Il Ruanda, in generale, sta diventando riferimento ed esempio per lo sviluppo di una sanità innovativa anche nel cuore dell&#8217;Africa. C&#8217;è già chi parla, come il professore francese <strong>Thierry Berthier</strong> sempre su Jeune Afrique, di Ruanda come &#8220;<em>startup nation</em>&#8220;. Circostanza che ben si sposa quindi con lo sviluppo delle tecnologie in ambito sanitario. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le incognite future</h2>



<p><strong>Non è tutto oro quello che luccica</strong>: un detto spesso rimarcato quando si parla di &#8220;miracoli economici&#8221; o di inaspettati progressi tecnologici. L&#8217;espressione in questione vale anche per il Ruanda: Kigali sta compiendo grossi sforzi e indubbiamente la situazione è migliore che da altre parti ma, al tempo stesso,<strong> non mancano le incognite</strong>. A partire dal fatto che, se da un lato è vero che l&#8217;87% della popolazione è coperta dal servizio sanitario, è altrettanto vero che<strong> chi abita fuori da Kigali spesso deve far fronte a servizi non ancora ben sviluppati</strong>. Lontano dalle cliniche della capitale ospitate in moderni edifici, l&#8217;assistenza sanitaria rispecchia l&#8217;arretratezza economica delle campagne ruandesi.</p>



<p><strong>C&#8217;è poi un&#8217;incognita di ordine politico</strong>: Kagame ha spesso richiamato gli investitori internazionali (anche in ambito sanitario) puntando sulla stabilità politica del Paese. In realtà, il suo appare sempre più come un potere autoritario, in grado sì di stabilizzare il Ruanda post 1994 ma, al tempo stesso, non in grado di creare una democrazia o un sistema che dia garanzie di tenuta futura. Inoltre, il suo governo ha rischiato un certo isolamento internazionale<a href="https://it.insideover.com/guerra/si-riaccende-la-guerra-nel-congo.html"> dopo i recenti fatti che hanno riguardato lo scontro con la Repubblica Democratica del Congo e il sostegno dei ribelli M23. </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/la-rivoluzione-sanitaria-del-ruanda.html">Ruanda: dalle stragi del 1994 alla rivoluzione della sanità. Ma le sfide da vincere non mancano&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Qatar e Ruanda, l&#8217;intesa parte dal calcio e arriva al turismo. A dispetto di morti e sfollati</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/qatar-e-ruanda-lintesa-parte-dal-calcio-e-arriva-al-turismo-a-dispetto-di-morti-e-sfollati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2025 15:47:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ruanda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La squadra parigina, di proprietà del Qatar, pubblicizza il turismo in Ruanda a dispetto della guerra in Congo. E l'obiettivo è... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/qatar-e-ruanda-lintesa-parte-dal-calcio-e-arriva-al-turismo-a-dispetto-di-morti-e-sfollati.html">Qatar e Ruanda, l&#8217;intesa parte dal calcio e arriva al turismo. A dispetto di morti e sfollati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ruanda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ruanda-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È stato prolungato fino al 2028 l&#8217;accordo commerciale tra il Paris Saint-Germain &#8211; una delle squadre più importanti del calcio europeo &#8211; e il Ruanda. Il 16 aprile il club francese <a href="https://en.psg.fr/teams/club/content/paris-saint-germain-and-visit-rwanda-renew-groundbreaking-partnership-through-2028" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha comunicato</a> il rinnovo della partnership stipulata originariamente nel 2019 e che porta nelle casse dei parigini 15 milioni di euro a stagione. In cambio, i giocatori del PSG devono indossare sulle proprie divise <strong>il logo di Visit Rwanda</strong>, la campagna dell&#8217;ente del turismo di Kigali.</p>



<p>Il rinnovo era nell&#8217;aria, nonostante le molte critiche. Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno le discussioni attorno al ruolo del Ruanda nel sostegno <a href="https://it.insideover.com/politica/ruanda-e-congo-si-combattono-ma-intanto-cercano-di-sponsorizzare-psg-e-milan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alla milizia ribelle M23</a> si sono fatte molto insistenti: il gruppo è accusato di numerosi crimini contro l&#8217;umanità nella regione del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, e la stessa ONU <a href="https://news.un.org/en/story/2025/02/1160406" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha condannato</a> il supporto ruandese ai ribelli. Qualche mese fa, <strong>la caduta di Goma aveva conquistato le prime pagine dei media di tutto il mondo</strong>, mentre ora la questione sembra scivolata nel dimenticatoio. Ma a fine marzo <em>Al Jazeera</em> <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/3/24/mapping-the-human-toll-of-the-conflict-in-dr-congo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riportava</a> che il conflitto ha causato almeno 7 milioni di rifugiati e che in questi ultimi mesi ci sarebbero stati oltre 7.000 morti.</p>



<p>La presa di Goma da parte del M23 ha però portato finalmente l&#8217;attenzione anche del mondo del calcio sui discutibili legami tra alcuni club europei di primo piano e il progetto di Visit Rwanda. L&#8217;ente turistico di Kigali non sponsorizza solo il PSG, infatti, ma <strong>anche l&#8217;Arsenal</strong> (che nei prossimi giorni sfiderà la squadra francese nelle semifinali di Champions League) <strong>e il Bayern Monaco</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo sport è solo una facciata</h2>



<p>Le violenze nella RD Congo hanno fatto discutere in Germania, con gli ultras della squadra bavarese che a fine febbraio hanno esposto uno striscione <a href="https://x.com/NormanIshimwe/status/1894373377772490840" target="_blank" rel="noreferrer noopener">che recitava</a>: &#8220;Visit Rwanda: quelli che guardano dall&#8217;altra parte tradiscono i valori del Bayern&#8221;. A gennaio alcuni tifosi del PSG hanno lanciato <a href="https://www.change.org/p/stop-au-partenariat-de-la-honte-psg-x-visit-rwanda" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una petizione online</a> per chiedere al club di interrompere la sua collaborazione con il governo di Kigali, e il 6 aprile <a href="https://www.lequipe.fr/Football/Actualites/-stop-au-partenariat-de-la-honte-quatre-deputes-la-france-insoumise-demandent-l-arret-de-l-accord-entre-le-psg-et-visit-rwanda/1551281" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si è tenuta</a> <strong>una protesta fuori dallo stadio Parco dei Principi</strong>, alla quale hanno partecipato anche alcuni deputati del partito di sinistra La France Insoumise.</p>



<p>Ma le questioni etiche ed economiche del calcio c&#8217;entrano in maniera molto relativa con questo accordo. La vera ragione della partnersip tra il club francese e il discusso Paese governato da Paul Kagame si trova a Doha: <strong>il governo qatariota possiede il PSG e, al tempo stesso, è un fondamentale alleato strategico del Ruanda</strong>. Da diversi anni i due Paesi collaborano proprio a un ambizioso progetto per il turismo ruandese, con la compagnia aerea statale Qatar Airways (altro sponsor del PSG) che ha investito molto sia nell&#8217;ampliamento dell&#8217;aeroporto internazionale di Kigali che nel <a href="https://african.business/2025/01/trade-investment/qatar-airways-and-rwandair-closing-in-on-deal-says-kagame" target="_blank" rel="noreferrer noopener">potenziamento di RwandAir</a>.</p>



<p>Questi accordi hanno l&#8217;obiettivo di <strong>incrementare la presenza qatariota nell&#8217;Africa centrale</strong>, in particolare in un Paese in grande sviluppo come il Ruanda, che mira a diventare una meta turistica di primo piano nel continente. Ma allo stesso tempo il sottosuolo del Paese è ricco di materie prime (stagno, tantalio, tungsteno, oro) e la superficie offre grandi opportunità per lo sviluppo dell&#8217;agricoltura, un settore di cruciale interesse per le strategie geopolitiche del Qatar. Dietro a una semplice sponsorizzazione sportiva, dunque, si gioca una partita ben più importante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/qatar-e-ruanda-lintesa-parte-dal-calcio-e-arriva-al-turismo-a-dispetto-di-morti-e-sfollati.html">Qatar e Ruanda, l&#8217;intesa parte dal calcio e arriva al turismo. A dispetto di morti e sfollati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele si presenta all&#8217;incontro sul genocidio in Ruanda ma gli Stati africani lo cacciano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/israele-si-presenta-allincontro-sul-genocidio-in-ruanda-ma-gli-stati-africani-lo-cacciano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Umbrello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 14:28:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250408150155745_9c5e9d09a9442c6205c53058ea1f9333.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250408150155745_9c5e9d09a9442c6205c53058ea1f9333.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250408150155745_9c5e9d09a9442c6205c53058ea1f9333-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250408150155745_9c5e9d09a9442c6205c53058ea1f9333-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250408150155745_9c5e9d09a9442c6205c53058ea1f9333-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250408150155745_9c5e9d09a9442c6205c53058ea1f9333-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250408150155745_9c5e9d09a9442c6205c53058ea1f9333-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Presenza indesiderata e ambasciatore israeliano allontanato dall'Unione africana durante una commemorazione del genocidio ruandese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-si-presenta-allincontro-sul-genocidio-in-ruanda-ma-gli-stati-africani-lo-cacciano.html">Israele si presenta all&#8217;incontro sul genocidio in Ruanda ma gli Stati africani lo cacciano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250408150155745_9c5e9d09a9442c6205c53058ea1f9333.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250408150155745_9c5e9d09a9442c6205c53058ea1f9333.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250408150155745_9c5e9d09a9442c6205c53058ea1f9333-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250408150155745_9c5e9d09a9442c6205c53058ea1f9333-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250408150155745_9c5e9d09a9442c6205c53058ea1f9333-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250408150155745_9c5e9d09a9442c6205c53058ea1f9333-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250408150155745_9c5e9d09a9442c6205c53058ea1f9333-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lunedì scorso, la Mandela Hall di Addis Abeba, spazio dedicato alla lotta per la libertà e la dignità umana, ha ospitato un acceso braccio di ferro diplomatico. L’ambasciatore israeliano in Etiopia, <strong>Avraham Neguise, è stato allontanato</strong> da un incontro dell’Unione africana dedicato al <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/lorrore-lorrore.html">genocidio ruandese</a>. La sua espulsione, avvenuta nelle stanze che onorano la memoria di ha dedicato la sua vita alla ribellione al dominio, ha accentuato il clima di tensione, riflettendo il malcontento di molte delegazioni africane, che hanno interpretato la sua presenza come una provocazione inopportuna.</p>



<p>La notizia, confermata da fonti dell&#8217;Ua, rappresenta una frattura diplomatica dalle pesanti ricadute. L’atmosfera durante l’episodio, descritta dai diplomatici presenti come &#8220;<em>tesa e quasi irreale</em>&#8220;, ha imposto l’immediata sospensione dei lavori finché l’ambasciatore Neguise non è stato scortato fuori dalla sala. Non è passato inosservato il disappunto espresso dagli stessi vertici dell’Ua, che hanno avviato un’indagine per accertare come sia stato possibile estendere l’invito e, soprattutto, per comprendere i canali che ancora garantiscono a Israele spazi di accesso in contesti dove ormai prevalgono le voci che ne chiedono l’esclusione.</p>



<p>La carica simbolica dell&#8217;episodio è innegabile, poiché una conferenza dedicata al genocidio ruandese del 1994, un massacro in cui, in soli cento giorni, circa 800.000 persone, in maggioranza Tutsi, furono brutalmente uccise da estremisti Hutu, è stata interrotta dalla presenza del rappresentante di uno Stato <strong>accusato da molti in Africa di perpetrare crimini classificati come genocidio</strong> contro i civili palestinesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le contestazioni a Israele</h2>



<p>In Ruanda, prima del genocidio, la popolazione era composta principalmente da Hutu, la maggioranza, e Tutsi, una minoranza con una storia di potere. Le tensioni, aggravate da politiche coloniali e post-indipendenza, culminarono con l&#8217;abbattimento dell&#8217;aereo del presidente Habyarimana, scatenando l&#8217;orrore. Le Interahamwe, milizie estremiste Hutu il cui nome significa &#8220;coloro che attaccano insieme&#8221;, composte da civili radicalizzati armati, <strong>furono protagoniste delle uccisioni di Tutsi e Hutu moderati</strong>. La tardiva e insufficiente risposta internazionale è stata ampiamente criticata. Questo genocidio rappresenta un trauma indelebile nella coscienza continentale.</p>



<p>L&#8217;interruzione di una sua commemorazione per la presenza del rappresentante di uno Stato accusato di analoghi crimini acquista una risonanza drammatica, nella quale la memoria di uno dei più gravi genocidi del XX secolo sembra aver rifiutato la coesistenza con chi è percepito come parte di un&#8217;altra tragedia in corso, evocando spettri di violenza e impunità.</p>



<p><strong>Per Israele, episodi di simile contestazione non sono una novità.</strong> Già nel febbraio 2023, una delegazione israeliana fu <a href="https://www.aljazeera.com/news/2023/2/19/israeli-diplomat-walked-out-au-summit-amid-israel-status-row">allontanata </a>durante la cerimonia inaugurale del vertice annuale dell&#8217;Unione africana. In quell&#8217;occasione, Tel Aviv attribuì la responsabilità dell&#8217;accaduto a Sudafrica e Algeria, denunciando un&#8217;azione di sabotaggio diplomatico. <strong>La memoria diplomatica è duratura,</strong> e la frattura esistente tra Israele e una parte significativa del continente africano affonda le proprie radici in decenni di tensioni, pressioni e dinamiche di alleanze complesse.</p>



<p>Nel 2021, dopo un intenso lobbying diplomatico, Israele ottenne lo status di osservatore presso l&#8217;Ua, un traguardo <strong>celebrato a Tel Aviv come fondamentale vittoria strategica</strong>. Ma questa parentesi di distensione ebbe vita breve. Appena un anno dopo, di fronte alla crescente opposizione degli Stati membri, l&#8217;Unione Africana revocò bruscamente il privilegio.&nbsp;Al centro del contendere rimane, ineludibile, la questione palestinese. Per il continente africano, la causa palestinese non è semplicemente una disputa geopolitica tra Stati,<strong> è diventata una questione identitaria</strong>, un riflesso delle lotte anticoloniali che si proietta nelle cancellerie di Kinshasa, nei dibattiti di Dakar e nei palazzi governativi di Algeri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I parametri dell&#8217;Unione africana</h2>



<p>Numerosi leader africani percepiscono la persistente occupazione dei territori palestinesi e le operazioni militari a Gaza come una contraddizione insanabile con i principi cardine dell&#8217;Unione africana, quali l&#8217;autodeterminazione, la dignità e la resistenza all&#8217;oppressione. La posizione africana supera la logica dei semplici allineamenti politici, radicandosi profondamente nella storia del continente e nelle sue aspirazioni future.</p>



<p><strong>Anche Hamas ha espresso un giudizio netto</strong>, definendo l&#8217;espulsione di Neguise &#8220;<em>una posizione audace</em>&#8221; e sottolineando come essa attesti i valori storici dell&#8217;Ua e la sua coerenza nel sostegno alla causa palestinese. Il movimento ha dichiarato che è <strong>oltraggioso che uno Stato che commette un genocidio a Gaza possa avere accesso a un incontro sul genocidio,</strong> formulando parole dure e taglienti che denotano una chiara richiesta di cessare la concessione a Israele di piattaforme internazionali per quella che definisce una strategia di insabbiamento.</p>



<p>L&#8217;Unione africana, sorta nel 2002 come evoluzione dell&#8217;Organizzazione dell&#8217;Unità Africana, mantiene un carattere fortemente selettivo nel suo assetto istituzionale. L&#8217;accesso allo status di osservatore per Stati extracontinentali rimane vincolato a parametri rigorosi, tra i quali spicca, caso emblematico, quello della Palestina, riconosciuta come osservatore già dal 1973 e tuttora sostenuta da un consenso trasversale. La continuità di questo sostegno rievoca non solo le battaglie contro l&#8217;apartheid, ma soprattutto la consapevolezza che il potere, per essere legittimo, deve radicarsi in un&#8217;etica condivisa.</p>



<p>In tutto ciò, una sfumatura di ambiguità avvolge il concetto stesso di memoria e giustizia. L’evento dedicato al Ruanda, concepito come momento di riflessione collettiva sulle conseguenze dell’indifferenza e della complicità internazionale, ha finito per assumere i tratti di uno spazio di contesa politica. Eppure, in fondo, <strong>nessuna deriva semantica</strong>, ma l’evoluzione inevitabile di una memoria che, anziché ripiegarsi sul cerimoniale, si fa gesto concreto.</p>



<p>La diplomazia oscilla pericolosamente sul filo della crisi, stretta tra le crude logiche geopolitiche e l&#8217;indomita forza degli ideali. In questa coltre di interessi contraddittori, tra omissioni colpevoli e indifferenza verso la tragedia di Gaza, esiste una questione fondamentale che riguarda sia la legittimità di chi parla sia l&#8217;urgenza di chi ha disperato bisogno di ascolto.</p>
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		<title>Ogni ipotesi di pace passa dal Qatar, anche i destini del dialogo tra Ruanda e Congo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ogni-ipotesi-di-pace-passa-dal-qatar-anche-i-destini-del-dialogo-tra-ruanda-e-congo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 16:55:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Congo]]></category>
		<category><![CDATA[M23]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013015070281_9c50402e75c32e0468efe8f3a9201b83.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013015070281_9c50402e75c32e0468efe8f3a9201b83.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013015070281_9c50402e75c32e0468efe8f3a9201b83-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013015070281_9c50402e75c32e0468efe8f3a9201b83-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013015070281_9c50402e75c32e0468efe8f3a9201b83-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013015070281_9c50402e75c32e0468efe8f3a9201b83-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025013015070281_9c50402e75c32e0468efe8f3a9201b83-1536x1026.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Qatar prova a mediare tra due Paesi che stanno giocando una rischiosa partita nel North Kivu, strategica regione del Congo.</p>
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<p>Il Qatar è <strong>crocevia di trattative e mediazioni</strong>. Qui si stanno discutendo eventuali nuovi accordi su Gaza, ma sulle sponde del Golfo si sta parlando anche del <strong>North Kivu</strong>, la regione della Repubblica Democratica del Congo teatro in questi mesi del<strong> conflitto tra l&#8217;esercito regolare e l&#8217;M23</strong>, fazione ribelle che ha conquistato a gennaio il capoluogo Goma. Quella in corso in Congo, però, non è una &#8220;normale&#8221; guerra civile. Si tratta del Paese che in passato ha ospitato la cosiddetta &#8220;guerra mondiale africana&#8221;. Nel North Kivu, in poche parole, si stanno intrecciando molti interessi stranieri. <a href="https://it.insideover.com/politica/niente-sanzioni-al-ruanda-per-i-massacri-in-congo-il-lussemburgo-blocca-lue.html">A partire da quelli del Ruanda</a>, il cui governo viene ritenuto il primo vero alleato dell&#8217;M23. E infatti a Doha, nei giorni scorsi, sono stati due i principali protagonisti delle trattative: <strong>Felix Tshisekedi </strong>da una parte e <strong>Paul Kagame </strong>dall&#8217;altra. Rispettivamente, presidente della Repubblica Democratica del Congo e del Ruanda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;incontro del 18 marzo </h2>



<p>Il vertice tra i due capi di Stato si è tenuto quasi in segreto. Del suo svolgimento si è saputo solo a cose fatte, quando il Governo qatariota ha reso noto di aver ospitato le due delegazioni di alto livello. L&#8217;incontro non ha tuttavia rappresentato una vera sorpresa, visto che nei giorni precedenti Thisekedi e Kagame dovevano vedersi in Angola. Poi tutto era saltato per motivazioni ancora non chiarite. Ad ogni modo, il 18 marzo i due presidenti sono atterrati a <strong>Doha</strong> e lì hanno tenuto il primo faccia a faccia.</p>



<p>Entrambi hanno convenuto che le dispute in corso nel North Kivu dovrebbero essere risolte per via diplomatica, evidenziando il comune interesse a evitare ulteriori scontri. Dichiarazioni di principio propedeutiche per mandare avanti una trattativa, ma non certo risolutive.<strong> Le distanze tra le parti sono rimaste sideral</strong>i: il Congo accusa il Ruanda di voler mettere le mani sulle miniere del North Kivu, Kagame dal canto suo afferma che Thisekedi sta armando la mano delle <strong>Fdlr</strong>, altro movimento attivo nella regione contesa in cui sarebbero infiltrati anche responsabili del genocidio dei tutsi del 1994.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un filo sottilissimo ma essenziale</h2>



<p>L&#8217;incontro in Qatar ha sortito alcuni piccoli ma importanti effetti. L&#8217;M23 infatti, a seguito del vertice tra i presidenti congolese e ruandese, ha accettato una tregua. Come segno di buona volontà, <strong>ha</strong> <strong>promesso di ritirarsi da Walikale</strong>, piccola ma strategica località che segna il punto più occidentale dell&#8217;avanzata del gruppo. Ma è proprio qui che si nascondono le attuali insidie della flebile intesa: report satellitari e testimonianze locali, lo scorso lunedì hanno dimostrato che l&#8217;M23 ha disatteso le promesse di ritiro e i combattenti sono ancora dentro la cittadina. Davanti alle evidenze, il movimento ha accusato l&#8217;esercito congolese di non aver offerto le migliori garanzie per il ritiro dei miliziani.</p>



<p>L&#8217;episodio conferma ad ogni modo come al moment<strong>o ogni accordo appaia debole e retto da un filo molto sottile</strong>. Ma le contrattazioni in Qatar, nonostante un percorso tutto in salita, dovranno in qualche modo andare avanti. Il futuro non solo del Congo, ma di un intero angolo di Africa dipendono proprio da quel filo intessuto sulle rive del Golfo. Evitare un conflitto di larga scala nel North Kivu è l&#8217;unico modo per sperare in un futuro più stabile per una regione tanto strategica quanto, da molto tempo, martoriata.  Anche perché, dietro ai principali contendenti, ci sono altri attori che scalpitano per entrare in gioco. A partire dall&#8217;Uganda, passando poi per altre potenze regionali e non solo. </p>
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		<title>Niente sanzioni al Ruanda per i massacri in Congo: il Lussemburgo blocca l&#8217;Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/niente-sanzioni-al-ruanda-per-i-massacri-in-congo-il-lussemburgo-blocca-lue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 15:23:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Congo]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni]]></category>
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<p>Il veto del Lussemburgo frena l&#8217;adozione delle sanzioni europee al Ruanda, accusato di sostenere la violenta avanzata del movimento ribelle M23 in Congo che da inizio gennaio a oggi ha portato alla caduta delle principali città del Kivu, Goma e Bukavu, e alla morte di oltre 7mila persone, massacrate nei combattimenti e nei massacri compiuti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/niente-sanzioni-al-ruanda-per-i-massacri-in-congo-il-lussemburgo-blocca-lue.html">[...]</a></p>
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<p>Il veto del <strong>Lussemburgo</strong> frena l&#8217;adozione delle sanzioni europee al Ruanda, accusato di sostenere la violenta avanzata del movimento ribelle M23 in Congo che da inizio gennaio a oggi ha portato alla caduta delle principali città del Kivu, <strong>Goma e Bukavu</strong>, e alla morte di oltre 7mila persone, massacrate nei combattimenti e nei massacri compiuti dal gruppo tutsi sostenuto da Kigali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Niente sanzioni Ue al Ruanda, per ora</h2>



<p>Il Ruanda del presidente Paul Kagame schiera circa <strong>4mila truppe in un conflitto che vede il Paese</strong> offrire copertura operativa al M23, che dall&#8217;alleato oltre confine guadagna in sostegno logistico e armamenti. L&#8217;obiettivo di Kigali è consolidare il controllo sulle regioni orientali del Congo per promuovere il <strong>traffico di minerali critici e altri asset strategici</strong> decisivi per diverse industrie di stampo tecnologico occidentali che <a href="https://it.insideover.com/economia/geoeconomia-del-nickel-la-risorsa-piu-instabile.html">rappresentano il tesoro del sottosuolo congolese.</a></p>



<p>In quest&#8217;ottica, dopo lo stop dell&#8217;accordo bilaterale di consultazione militare l&#8217;<strong>Unione Europea</strong> aveva, assieme ai partner del G7, chiesto l&#8217;<strong>immediato cessate il fuoco al Ruanda</strong> prima e iniziato a lavorare a un pacchetto di sanzioni poi. Anche il <strong>Belgio, legato storicamente al Congo e al Ruanda</strong> di cui è stato colonizzatore, ha aperto a sanzionare il regime di Kagame. </p>



<p>Una delle proposte su cui l&#8217;Ue era pronta ad agire era la revisione della partnership bilaterale sui metalli critici: &#8220;Nel febbraio 2024, il blocco ha firmato un <strong>Memorandum d&#8217;intesa (MoU) </strong>con il Ruanda, garantendogli l&#8217;accesso alle materie prime nonostante prove schiaccianti del fatto che il suo alleato africano stesse consapevolmente estraendo e contrabbandando illegalmente minerali dalla Repubblica Democratica del Congo&#8221;, <strong><a href="https://www.brusselstimes.com/eu-affairs/1458822/eu-to-sanction-rwanda-and-review-raw-materials-agreement">nota il <em>Brussels Times</em></a></strong>, aggiungendo che &#8220;il ministro degli Esteri belga Maxime Prévot ha espresso la necessità non solo di condannare la situazione in Congo, ma anche di agire, mettendo in guardia contro il trattamento iniquo dei conflitti in Ucraina e Congo&#8221;.</p>



<p>Dal <strong>Granducato è arrivato un secco no. Il ministro degli Esteri ed ex premier</strong> lussemburghese Xavier Bettel ha dichiarato che il Paese, per ora, non intende porre un veto assoluto alle sanzioni ma chiederne piuttosto la procrastinazione, sottolineando l&#8217;importanza dei colloqui in atto in Zimbabwe. &#8220;&#8221;Questa settimana si stanno svolgendo ad Harare delle trattative tra i ministri degli esteri africani&#8221;, <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2025/02/25/conflict-in-the-drc-luxembourg-delays-adoption-of-eu-sanctions-against-rwanda">ha detto Bettel,</a> &#8220;e penso che sia importante, prima di voler prendere sanzioni contro il Ruanda, aspettare questo risultato, questi prossimi tre o quattro giorni, <strong>per vedere se stiamo andando nella giusta direzione&#8221;.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accordo della discordia Lussemburgo-Ruanda</h2>



<p>Nonostante le piccole dimensioni il Lussemburgo, sede di importanti istituzioni, è un Paese tutt&#8217;altro che secondario in Europa: membro fondatore di Ue e Nato, è soprattutto un <strong>grande player finanziario</strong>, tra i maggiori in Europa e nel mondo. Nel 2021 Ruanda e Lussemburgo <a href="https://www.minecofin.gov.rw/news-detail/rwanda-and-luxembourg-sign-bilateral-agreement-to-support-the-kigali-international-financial-centre">hanno firmato un accordo bilaterale per sviluppare un centro finanziario a Kigali</a>, che inevitabilmente avrebbe consolidato lo sviluppo di un polo di investimenti rivolto a un trading connesso al mercato minerario. </p>



<p>A giugno 2024 <strong><a href="https://kifc.rw/wp-content/uploads/2024/06/Press-Release.Luxembourg-Rwanda-Project_-Final.pdf">Bettel si è recato in Ruanda </a></strong>per incontrare il ministro delle Finanze Yusuf Murangwa e concordare un piano da 9,3 milioni di euro per potenziare il Kigali International Financial Centre, volto a fare del Ruanda &#8220;un polo finanziario guida in Africa&#8221;. <strong>Difficile non collegare questo dato di fatto</strong> alla freddezza con cui il governo ha accolto le prime proposte di sanzioni europee. </p>



<p>Il dato di fatto è che un solo Paese su ventisette sta bloccando la risposta europea a una guerra nel cui rafforzamento ha pesato molto anche l&#8217;atteggiamento assai lassista del blocco dei Ventisette verso il sostenitore dell&#8217;aggressione. A dicembre, ad esempio,<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-congo-contro-apple-si-e-rifornita-con-minerali-saccheggiati-dalle-milizie.html"> il Congo ha denunciato <strong>le filiali di Apple in Belgio e Francia</strong> accusandole</a> di aver usato i minerali &#8220;insanguinati&#8221; estratti dal M23 e dai gruppi affiliati e <strong>esfiltrati dal Ruanda nelle loro filiere. </strong>Poco dopo è partita la grande offensiva su Goma, con i conseguenti massacri. E ancora oggi una risposta corale europea manca. Il Lussemburgo non è ipocrita: mette solo a nudo la totale incapacità decisionale di un&#8217;Europa che ha nei poteri di veti di piccoli Paesi un freno non indifferente al suo rafforzamento geopolitico. E nel Congo si continua a morire.</p>
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		<title>Congo, cessate il fuoco per blindare le conquiste: le mosse dei ribelli (e del Ruanda)</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/congo-cessate-il-fuoco-per-blindare-le-conquiste-le-mosse-dei-ribelli-e-del-ruanda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 15:26:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Congo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520181950753_9c23e81ad8d6d88f22dbce8a70ebe0a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520181950753_9c23e81ad8d6d88f22dbce8a70ebe0a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520181950753_9c23e81ad8d6d88f22dbce8a70ebe0a5-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520181950753_9c23e81ad8d6d88f22dbce8a70ebe0a5-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520181950753_9c23e81ad8d6d88f22dbce8a70ebe0a5-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520181950753_9c23e81ad8d6d88f22dbce8a70ebe0a5-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520181950753_9c23e81ad8d6d88f22dbce8a70ebe0a5-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La situazione nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) sta precipitando in un contesto che mescola il dramma umanitario con le logiche del grande gioco regionale. Il cessate il fuoco annunciato dai ribelli del M23 arriva dopo la presa di Goma, ma più che un gesto di buona volontà, appare una mossa strategica per consolidare i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/congo-cessate-il-fuoco-per-blindare-le-conquiste-le-mosse-dei-ribelli-e-del-ruanda.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/congo-cessate-il-fuoco-per-blindare-le-conquiste-le-mosse-dei-ribelli-e-del-ruanda.html">Congo, cessate il fuoco per blindare le conquiste: le mosse dei ribelli (e del Ruanda)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520181950753_9c23e81ad8d6d88f22dbce8a70ebe0a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520181950753_9c23e81ad8d6d88f22dbce8a70ebe0a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520181950753_9c23e81ad8d6d88f22dbce8a70ebe0a5-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520181950753_9c23e81ad8d6d88f22dbce8a70ebe0a5-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520181950753_9c23e81ad8d6d88f22dbce8a70ebe0a5-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520181950753_9c23e81ad8d6d88f22dbce8a70ebe0a5-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520181950753_9c23e81ad8d6d88f22dbce8a70ebe0a5-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La situazione nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) sta precipitando in un contesto che mescola il dramma umanitario con le logiche del grande gioco regionale. Il cessate il fuoco annunciato dai <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-flop-dei-mercenari-stranieri-nella-guerra-in-congo.html">ribelli del M23 </a></strong>arriva dopo la presa di Goma, ma più che un gesto di buona volontà, appare una mossa strategica per consolidare i territori conquistati e guadagnare credibilità agli occhi della comunità internazionale.</p>



<p>Dietro la sigla dell&#8217;M23 c’è la lunga ombra del Ruanda, che da decenni mantiene un&#8217;influenza diretta nella regione del Kivu orientale. La presenza di 4.000 soldati ruandesi in territorio congolese, confermata dagli esperti ONU, non è una novità: Kigali ha sempre giustificato le sue operazioni con la necessità di contrastare le milizie hutu legate al genocidio del 1994. In realtà, il controllo su questa <strong>porzione della RDC serve agli interessi economici del Ruanda</strong>, che da anni sfrutta illegalmente le immense <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-congo-contro-apple-si-e-rifornita-con-minerali-saccheggiati-dalle-milizie.html">risorse minerarie della regione.</a> Non a caso, il Congo accusa Kigali di saccheggio, mentre la portavoce del governo ruandese ribalta l’accusa sul Sudafrica, insinuando che Pretoria abbia interessi minerari in gioco.</p>



<p>Sul fronte diplomatico, la crisi ha spinto <strong>la Comunità dell’Africa Orientale (EAC) e la Comunità di Sviluppo dell’Africa Australe (SADC) a convocare un vertice straordinario. </strong>Un tentativo di ricucire i rapporti tra il presidente congolese Tshisekedi e il suo omologo ruandese <a href="https://it.insideover.com/politica/ruanda-un-voto-finto-e-la-dittatura-vera-di-kagame-che-piace-tanto-alleuropa.html">Kagame,</a> ma con scarse probabilità di successo. Il Ruanda ha già chiesto il ritiro della missione della SADC, ritenendola una forza d’intervento ostile più che un corpo di pace. Intanto, in Congo, Kinshasa vieta le manifestazioni per il timore di disordini, mentre gli Stati Uniti riducono il personale della loro ambasciata, segnale di un deterioramento rapido della sicurezza.</p>



<p>Dal punto di vista strategico, l&#8217;M23 si muove con intelligenza. Il messaggio di non voler proseguire su Bukavu è un modo per stemperare le tensioni e ottenere un vantaggio negoziale. Ma è difficile credere che il gruppo si accontenti di quanto già conquistato, considerando le dichiarazioni recenti del leader Corneille Nangaa, che puntava persino a Kinshasa.</p>



<p>Il quadro generale riflette la solita impasse africana: le grandi potenze guardano con attenzione ma senza volontà di intervenire direttamente, mentre gli attori regionali sfruttano il caos per i propri scopi. Nel frattempo, le vittime sono sempre le stesse: i civili congolesi, intrappolati tra un esercito inefficace, ribelli ben armati e una comunità internazionale più preoccupata di non perdere il controllo sulle risorse strategiche che di risolvere il conflitto.</p>
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