Repubblica Dominicana, le nostre risorse restano qui. La svolta del presidente Abinader
La Repubblica Dominicana seguirà la linea tracciata da Messico, Perù e Zimbabwe nel tenersi le risorse e scongiurare influenze esterne?
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Le truppe ucraine avanzano verso Bakhmut, Trump rischia di non poter più commentare pubblicamente i suoi processi, la crisi idrica provoca un nuovo scontro in America Centrale, i talebani arrestano operatori umanitari e il capo dell'Iaea esprime profonda preoccupazione per la cooperazione sul nucleare tra Kim e Putin.
In Repubblica Dominicana e, più precisamente, nel Pueblo Viejo di Cotuì, nel 2012, è stata aperta quella che oggi è la miniera più grande del mondo e prima in assoluto in termini di estrazione. Questo però ha un costo, non solo di milioni di dollari, ma anche di migliaia di vite umane. Sono circa 1600 le famiglie che vivono in tre piccole comunità – Naranco, la Pignita, e la Laguna – disposte sulle rive dei due fiumi Maguaca e Jagal, e che pagano il prezzo del terribile inquinamento prodotto dalla miniera.
Dal 2012 l'impresa mineraria canadese Barrick Gold ha iniziato a scavare, trivellare,ed estrarre l'oro in quella che per decenni era stata proprietà della Repubblica Dominicana. In quegli anni l'impresa Rosario Dominicana ha trovato il metallo prezioso nel sottosuolo del Pueblo Viejo di Cotuì, riuscendo a dare lavoro a migliaia di dominicani. Purtroppo, però, questa azienda non ha a disposizione le sofisticate attrezzature e, soprattutto, i milioni di dollari necessari per continuare il lavoro estrattivo. Chiude. Nel 2006 viene indetta una gara d'appalto per far "ripartire"la miniera, e proprio Barrick Gold sbaraglia tutti gli avversari, accaparrandosi quella che oggi hanno reso la miniera più importante del mondo. Per il Pueblo Viejo di Cotuì comincia la tragedia.Reportage di Maurizio Faraboni, montaggio di Bobomatto
“La invito a smettere di andare avanti e indietro per la valle facendo fotografie e interviste alla gente. Stia ben attento che potremmo chiedere il suo arresto”. Così terminava la telefonata tra me e il signor Jorge Esteva responsabile delle...
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