<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/luoghi/regno-unito-73/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/regno-unito-73</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 01 May 2025 04:09:18 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/regno-unito-73</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Yemen, le sfide di una guerra che nessuno ha il coraggio di chiamare guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-le-sfide-di-una-guerra-che-nessuno-ha-il-coraggio-di-chiamare-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2025 04:09:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=467631</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-1536x1019.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Le operazioni americane e ora anche inglesi contro gli Houthi sono una vera guerra. E ora gli esperti discutono dell'attacco via terra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-le-sfide-di-una-guerra-che-nessuno-ha-il-coraggio-di-chiamare-guerra.html">Yemen, le sfide di una guerra che nessuno ha il coraggio di chiamare guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-1536x1019.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella sera tra il 29 e il 30 aprile il <strong>Regno Unito </strong>si è unito alla seconda fase di bombardamenti sullo Yemen inaugurata il 15 marzo 2025 con il varo dell&#8217;operazione <strong>Rough Rider</strong> da parte della United States Air Force. Gli attacchi sugli Houthi iniziano a essere decisamente estesi, tanto che prima dell&#8217;appoggio ufficiale di Londra a Washington gli <strong>Stati Uniti in 40 giorni avevano già compiuto 800 missioni</strong> contro di loro, un numero quasi pari alle 931 ufficialmente condotte tra il gennaio 2024, quando Joe Biden e il premier britannico Rishi Sunak vararono l&#8217;operazione <strong>Poseidon Archer</strong>, e il 17 gennaio 2025, data dell&#8217;ultimo raid della prima fase.</p>



<p>I nuovi attacchi sono ben più pervasivi di quelli condotti in risposta alle mosse degli Houthi per interdire il traffico marittimo nel Mar Rosso dopo l&#8217;inizio della <strong>guerra israeliana a Gaza</strong>. Per fare un paragone, gli attacchi del 2024-2025 hanno causato complessivamente 130 vittime, da marzo a oggi invece siamo a quota <strong>500-600 morti</strong>. <a href="https://tg24.sky.it/mondo/2025/04/30/uk-yemen-houthi">Come riportato su <em>Sky Insider</em></a>, molte delle incursioni americane &#8220;hanno causato gravi perdite tra la popolazione civile, come <a href="https://www.reuters.com/world/us-military-strikes-yemens-ras-isa-fuel-port-2025-04-17/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’attacco al terminal di Ras Isa del 17 aprile, in cui sono morte 80 persone,</a> o il raid che ha colpito nella giornata di lunedì  un centro di detenzione che ospitava migranti africani nel governatorato di Saada , uccidendo almeno 68 rifugiati. Londra ha sinora sostenuto queste operazioni con il contributo informativo e l’appoggio delle aerocisterne ai velivoli americani, ma è la prima volta che si arriva all’impegno diretto nel Trump-bis&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quella in Yemen è una guerra. E va chiamata così</h2>



<p>Difficile parlare di raid mirati, di operazione antiterrorismo o di manovre di contenimento di un attore ostile. &#8220;La domanda è: se questa non è una guerra, come la vogliamo chiamare?&#8221;, dichiara a <em>InsideOver</em> l&#8217;analista militare <strong>Leonardo Lanzara, studioso di scenari relativi alla guerra aerea e navale</strong> e attento osservatore delle dinamiche strategiche nel Mar Rosso. </p>



<p>Lanzara, spesso ospite di affermati canali di approfondimento strategico-militare come <strong>Parabellum</strong>, riassume con noi gli elementi principali del conflitto che ha visto per ora &#8220;40 giorni di bombardamenti (finora), vittime, infrastrutture colpite, intense operazioni aeronavali, portaerei che virano stretto per evitare i missili nemici (e nel farlo perdono un caccia F/A-18 caduto dal ponte), partecipazione di velivoli israeliani e britannici&#8221;, ultimi ad aggiungersi in una campagna intensa.</p>



<p>Per Lanzara è da notare il fatto che &#8220;tutto questo avviene senza che nessuno muova alcuna obiezione o pronunci la parola “guerra!&#8221;. <strong>Cosa dovrebbe avere di diverso lo Yemen dal caso, per esempio, di Gaza, dove i raid sono quotidiani?</strong> &#8220;Per essere chiari, non siamo di fronte a un raid aereo dagli scopi limitati o ad un attacco chirurgico per eliminare qualche asset isolato: è una campagna di bombardamenti vera e propria che va avanti su base giornaliera, mentre gli Houthi rispondono con lanci di missili e droni&#8221;, sottolinea Lanzara, secondo cui per intensità &#8220;siamo ai livelli del 2018-19 quando gli USA attaccavano dall’aria lo Stato Islamico in Siria&#8221;. </p>



<p>Lanzara nota che <strong>l&#8217;arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump ha amplificato la portata dei raid</strong>. Prima l&#8217;obiettivo era &#8220;proteggere il traffico mercantile internazionale minacciato dagli Houthi; gli obiettivi di allora erano i siti di lancio di missili e droni più qualche deposito di armi. Ma con l’arrivo dell’amministrazione Trump la lista degli obiettivi attaccati si è ampliata: porti, infrastrutture e leadership Houthi, con raid giornalieri sempre più intensi che, purtroppo, hanno anche causato diverse vittime e danni collaterali&#8221;, come i casi di Ras Isa e Saada insegnano. Per l&#8217;analista uqesto non significa &#8220;giustificare o appoggiare gli Houthi, che sono un gruppo assolutamente criticabile e deprecabile sotto mille aspetti&#8221; ma piuttosto far notare  &#8220;il fatto singolare che non si riesca a pronunciare la parola “guerra” nemmeno in presenza delle azioni sopra elencate le quali attengono, evidentemente, ad azioni belliche&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Guerra agli Houthi, pressione sull&#8217;Iran mentre si tratta</h2>



<p>Se da un lato è vero che gli Houthi non sono un’entità statuale riconosciuta, dall&#8217;altro Lanzara fa notare che &#8220;all’inizio del millennio fu dichiarata la “guerra al terrorismo” contro Al-Qaeda e simili quindi, nel caso degli Houthi, non credo ci si può appellare a questioni giuridiche. La verità è che non solo “dichiarare guerra” è diventato un atto inconsueto nel nostro tempo, ma anche pronunciare la parola “guerra” è ormai un tabù, anche in presenza di bombe, morti e distruzione&#8221;. <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-linutile-brutale-illegittima-guerra-contro-lo-yemen.html"><strong>Davide Malacaria</strong> ha fatto notare su <em>InsideOver</em> il fatto che un </a>altro elemento chiaro della natura bellica dell&#8217;azione contro gli Houthi sia il fatto che gli Usa starebbero concordando con i Paesi arabi e il governo yemenita un&#8217;offensiva di terra contro gli Houthi a due anni dalla <strong>formale tregua nella guerra civile</strong> iniziata nel 2014.</p>



<p>Lanzara nota che se questa ipotesi dovesse verificarsi &#8220;americani e occidentali in generale non metteranno i &#8220;boots on the ground&#8221; per evitare d’impantanarsi in un’altra campagna terrestre lunga e sanguinosa. Molto più semplice e meno costoso andare avanti con attacchi dall&#8217;aria, magari tenendo i Carrier Strike Group un po&#8217; più lontani dalla costa per evitare problemi: in fondo, agli Houthi basta un solo colpo fortunato per<strong> danneggiare o affondare una nave da guerra!&#8221;</strong>. Per l&#8217;analista &#8220;il massimo che posso immaginare è un&#8217;azione terrestre o anfibia americana, limitatissima a poche aree chiave vicine al mare, facili da difendere, da rifornire e da evacuare&#8221;, mentre &#8220;la campagna aerea in corso, lo strumento militare americano sempre più ampio schierato nella regione e i bombardieri stealth B-2 schierati a Guam sono <strong>anche un modo per tenere una certa pressione sull&#8217;Iran</strong>, con il quale si cerca un accordo sul nucleare&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;L&#8217;operazione aeronavale ha un costo accettabile per gli Usa&#8221;</h2>



<p>Parlando con <em>InsideOver</em>, il <strong>generale<a href="https://it.insideover.com/guerra/il-generale-capitini-lora-della-verita-per-leuropa-al-crocevia-tra-gaza-e-lucraina.html"> Paolo Capitini</a></strong> nota che un intervento diretto americano nel conflitto è difficile dato che &#8220;l&#8217;idea di un massiccio sbarco Marines in Yemen per condurre una (lunga) campagna terrestre in ambiente desertico mi sembra un tantino fuori dalle direttive trumpiane di disimpegnarsi ovunque fosse possibile&#8221;, e che &#8220;azioni mirate e temporanee anche di terra potrebbero essere possibili anche se esporrebbero ad alti rischi di insuccesso (cattura di prigionieri, recupero salme, perdita di mezzi e materiali) che potrebbero poi costringere la Casa Bianca a un&#8217;azione che non vorrebbe portare avanti&#8221;. </p>



<p>Per l&#8217;ex militare degli Alpini <strong>&#8220;di questa eventualità sarebbe felicissimo Netanyahu</strong> che ha bisogno come il pane di mantenere una guerra aperta fuori d&#8217;Israele&#8221;, mentre &#8220;per ora l&#8217;opzione aeronavale è quella che ha un rapporto costo (elevato) &#8211; efficacia (bassa) tutto sommato accettabile&#8221; per gli Usa. Anche a costo dell&#8217;asimmetria nella definizione dell&#8217;operazione come un vero conflitto e non come una somma di operazioni mirate.</p>



<p>In sostanza dunque,<strong> la guerra si fa ma è tabù dichiararla tale</strong>. E anche questo è un <strong>segno dei tempi che corrono.</strong> Dove anche una campagna di bombardamenti brutali può essere edulcorata dalle parole. Vale per Gaza come per lo Yemen. Ma il risultato è comune: le persone continuano a morire. E la sicurezza globale ne esce danneggiata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-le-sfide-di-una-guerra-che-nessuno-ha-il-coraggio-di-chiamare-guerra.html">Yemen, le sfide di una guerra che nessuno ha il coraggio di chiamare guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 59/136 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-09-25 10:31:16 by W3 Total Cache
-->