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	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
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	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il gruppo d&#8217;attacco della portaerei Prince of Wales è salpato per l&#8217;Indo-Pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-gruppo-dattacco-della-portaerei-prince-of-wales-e-salpato-per-lindo-pacifico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 04:52:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[prince of wales]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Navy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="876" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Portaeerei-Prince-of-Wales-La-Presse-e1569086750674.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="HMS Prince of Wales" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Portaeerei-Prince-of-Wales-La-Presse-e1569086750674.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Portaeerei-Prince-of-Wales-La-Presse-e1569086750674-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Portaeerei-Prince-of-Wales-La-Presse-e1569086750674-768x350.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Portaeerei-Prince-of-Wales-La-Presse-e1569086750674-1024x467.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il gruppo d'attacco della portaerei britannica "Prince of Wales" è partito per una missione di 8 mesi in Indo-Pacifico</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-gruppo-dattacco-della-portaerei-prince-of-wales-e-salpato-per-lindo-pacifico.html">Il gruppo d&#8217;attacco della portaerei Prince of Wales è salpato per l&#8217;Indo-Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="876" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Portaeerei-Prince-of-Wales-La-Presse-e1569086750674.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="HMS Prince of Wales" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Portaeerei-Prince-of-Wales-La-Presse-e1569086750674.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Portaeerei-Prince-of-Wales-La-Presse-e1569086750674-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Portaeerei-Prince-of-Wales-La-Presse-e1569086750674-768x350.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Portaeerei-Prince-of-Wales-La-Presse-e1569086750674-1024x467.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Martedì 22 aprile il Carrier Strike Group (CSG) 25 della portaerei “<strong>Prince of Wales</strong>” della Royal Navy” è partito per una lunga missione diretta verso l&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>. La nave, gemella della “Queen Elizabeth”, ha lasciato il porto di Portsmouth insieme al cacciatorpediniere della classe Type 45 “Dauntless”, alla rifornitrice di squadra norvegese “Maud” e alla fregata norvegese “Roald Amundsen”. La fregata della Royal Navy “Richmond” e la fregata canadese “Ville de Québec” partiranno da Plymouth, mentre la petroliera ausiliaria “Tidespring” si unirà al gruppo navale nel Canale della Manica ed è noto che sarà presente anche un SSN della classe Astute.</p>



<p>L&#8217;operazione, denominata “<strong>Highmast</strong>”, porterà il CSG britannico a restare in mare per <strong>8 mesi</strong> col dispiegamento iniziale di circa 2.500 militari, composti da 2.100 britannici, 200 norvegesi e un numero simile di canadesi e spagnoli. Il numero salirà a oltre 4.500 unità per le esercitazioni chiave man mano che la forza raggiungerà l&#8217;Indo-Pacifico e il Carrier Strike Group lavorerà immediatamente per la <strong>NATO </strong>con la sua prima esercitazione al largo della Francia per testarne le difese aeree. Il gruppo navale si sposterà quindi nel <strong>Mediterraneo </strong>per collaborare con una forza di portaerei a guida italiana, prima di dirigersi a Est di Suez attraverso il Mar Rosso e da lì navigare verso l&#8217;<strong>Australia</strong> e il <strong>Giappone </strong>toccando complessivamente 40 Paesi lungo il suo tragitto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il culmine in Giappone</h2>



<p>Sul “Prince of Wales” sono stati imbarcati <strong>24 caccia F-35B</strong> della Royal Air Force, nonché elicotteri antisom Merlin Mk2, elicotteri Merlin Mk4 “Commando” e tutta una serie di droni (T-150 Malloy e Puma). </p>



<p>Secondo i piani, il CSG 25 verrà inizialmente posto sotto il comando NATO per l&#8217;esercitazione <strong>Neptune Strike</strong>, che metterà alla prova la capacità dell&#8217;alleanza di utilizzare capacità di attacco marittimo di alto livello, inclusi diversi gruppi d&#8217;attacco anfibi e portaerei successivamente il gruppo d&#8217;attacco, quando arriverà nell&#8217;Oceano Indiano, condurrà esercitazioni e visite portuali con partner come Stati Uniti, India, Singapore e Malesia, prima di unirsi alle forze di 19 nazioni per l&#8217;esercitazione <strong>Talisman Sabre</strong> in Australia, addestrandosi a fianco delle Forze di Autodifesa giapponesi ed effettuando una visita in India. </p>



<p>La missione, che a quanto pare culminerà in Giappone, è in linea con il partenariato per il Global Combat Air Programme (GCAP), che come sappiamo vede il Regno Unito, Giappone e l&#8217;Italia partecipare in modo paritario per sviluppare un caccia di sesta generazione. </p>



<p>Il gruppo d&#8217;attacco, come detto, attraverserà il Mar Rosso durante il suo viaggio verso l&#8217;Indo-Pacifico ma non è chiaro se parteciperà alle operazioni di attacco statunitensi in corso contro gli Houthi in Yemen.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sulle rotte di nave &#8220;Cavour&#8221;</h2>



<p>Questo dispiegamento segue quello effettuato dalla portaerei “<strong>Queen Elizabeth</strong>”, che ha guidato il Carrier Strike Group del 2021 in un viaggio di 55000 miglia nautiche dall&#8217;Atlantico orientale al Giappone e ritorno. Durante quella missione, le forze britanniche hanno interagito con oltre 40 nazioni, sottolineando l&#8217;importanza di mantenere una presenza navale globale, e soprattutto l&#8217;impegno di Londra in quella regione di globo che sta diventando sempre più turbolenta. </p>



<p>La missione di quest&#8217;anno, però, ha un sapore diverso proprio perché la portaerei “Prince of Wales” si eserciterà con le forze italiane e quelle nipponiche a sottolineare l&#8217;intesa industriale/politica trinazionale. Soprattutto la Royal Navy ripercorre quasi esattamente la missione svolta da nave “<a href="https://it.insideover.com/difesa/diplomazia-navale-in-azione-la-marina-militare-nellindo-pacifico.html">Cavour</a>” l&#8217;anno scorso, quando il suo CSG ha raggiunto il Giappone toccando diversi Paesi mediorientali e asiatici e passando anche per l&#8217;Australia, dove ha avuto parte attiva nell&#8217;esercitazione <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/con-laeronautica-e-la-marina-litalia-si-affaccia-anche-sullindo-pacifico.html">Pitch Black</a></strong> a cui ha partecipato anche l&#8217;Aeronautica Militare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due portaerei, un identico difetto</h2>



<p>Le due portaerei britanniche sembrano però <strong>nate sotto una cattiva stella</strong>: entrambe, in periodi diversi, hanno sofferto di problemi all&#8217;albero dell&#8217;elica che le hanno costrette in porto per lunghi e costosi lavori di messa a punto. </p>



<p>A fine agosto 2022, il giunto di accoppiamento esterno sull&#8217;albero dell&#8217;elica di dritta del “Prince of Wales” si era spaccato, causando gravi danni all&#8217;albero e all&#8217;elica, e danni minori al timone. A quanto pare, il problema di fondo non era il giunto, ma l&#8217;<strong>albero dell&#8217;elica disallineato</strong> ovvero un difetto presente sin dalla costruzione della nave. Lo stesso difetto è stato riscontrato anche <a href="https://ukdefencejournal.org.uk/british-carrier-unable-to-deploy-due-to-mechnical-issue/">anche sul “Queen Elizabeth”</a> che ha febbraio del 2024 ha dovuto rinunciare a partecipare all&#8217;esercitazione NATO Steadfast Defender. </p>



<p>Le riparazioni sul “Prince of Wales” sono costate circa 25 milioni di sterline e un lungo periodo di fermo in cantiere, ma a quanto sembra ora la portaerei è stata messa a punto. <a href="https://www.naval-technology.com/news/whats-going-wrong-with-the-uks-queen-elizabeth-class-carriers/?cf-view">Dati raccolti</a> dal parlamento del Regno Unito sui giorni di permanenza in mare e di riparazione hanno rivelato però, a maggio 2023, che il “Prince of Wales” aveva trascorso quasi il 33% del suo tempo di servizio nella Royal Navy in riparazione mentre il tempo trascorso in mare era il 21,3%. Entrata in servizio nel dicembre 2019, la nave ha dovuto affrontare problemi costanti, come un grave allagamento nella sala macchine a seguito della rottura di un condotto principale antincendio che ha causato danni significativi ai quadri elettrici a ottobre 2020.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-gruppo-dattacco-della-portaerei-prince-of-wales-e-salpato-per-lindo-pacifico.html">Il gruppo d&#8217;attacco della portaerei Prince of Wales è salpato per l&#8217;Indo-Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Niente dazi Usa per un po’ di libertà sui social. Starmer innesta la retromarcia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/niente-dazi-usa-per-un-po-di-liberta-sui-social-starmer-innesta-la-retromarcia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 09:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra dei dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="873" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729233640493_3e45c7058bcd774cdb76b1578efb9bd5-e1736675692391.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729233640493_3e45c7058bcd774cdb76b1578efb9bd5-e1736675692391.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729233640493_3e45c7058bcd774cdb76b1578efb9bd5-e1736675692391-600x273.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729233640493_3e45c7058bcd774cdb76b1578efb9bd5-e1736675692391-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729233640493_3e45c7058bcd774cdb76b1578efb9bd5-e1736675692391-1024x466.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729233640493_3e45c7058bcd774cdb76b1578efb9bd5-e1736675692391-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729233640493_3e45c7058bcd774cdb76b1578efb9bd5-e1736675692391-1536x698.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Londra sarebbero disposti a riformare una legge che puzza di censura per il free speech sui social per evitare i dazi di Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/niente-dazi-usa-per-un-po-di-liberta-sui-social-starmer-innesta-la-retromarcia.html">Niente dazi Usa per un po’ di libertà sui social. Starmer innesta la retromarcia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="873" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729233640493_3e45c7058bcd774cdb76b1578efb9bd5-e1736675692391.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729233640493_3e45c7058bcd774cdb76b1578efb9bd5-e1736675692391.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729233640493_3e45c7058bcd774cdb76b1578efb9bd5-e1736675692391-600x273.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729233640493_3e45c7058bcd774cdb76b1578efb9bd5-e1736675692391-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729233640493_3e45c7058bcd774cdb76b1578efb9bd5-e1736675692391-1024x466.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729233640493_3e45c7058bcd774cdb76b1578efb9bd5-e1736675692391-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240729233640493_3e45c7058bcd774cdb76b1578efb9bd5-e1736675692391-1536x698.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La paura dei dazi fa novanta e nella <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-dei-dazi-usa-per-lacciaio-europeo.html">guerra commerciale di Donald Trump</a> al Vecchio Continente, gli inglesi si giocano le fiche più preziose nella delicata partita a poker che sta ridefinendo gli equilibri mondiali. <a href="https://www.telegraph.co.uk/us/politics/2025/02/09/uk-willing-rework-online-harms-bill-avoid-trump-tariffs/">Secondo autorevoli fonti della stampa britannica</a>, il governo di <strong>Keir Starmer </strong>sarebbe disposto a riformare alcuni aspetti del controverso <em>Online Safety Act</em>, la legge finalizzata a regolamentare i contenuti online, ma che secondo i detrattori altro non sarebbe che una mannaia censoria da abbattere contro <strong>elementi perfettamente legali ma ritenuti “nocivi” dalle autorità pubbliche</strong>. Il provvedimento, di conseguenza, pone Londra e Washington su latitudini politiche molto distanti &#8211; l’America di Trump ambisce a diventare l’avamposto della libertà d’espressione &#8211; e a Downing Street una revisione della misura potrebbe tornare utile nella negoziazione sulle tariffe doganali. </p>



<p>L’<em>Online Safety Act </em>è stato approvato nel 2023, presentando come pilastro fondante la <strong>tutela dei minori</strong> nelle interazioni via social per evitare la visione di contenuti inappropriati per la loro tenera età, specie se questi riguardano la pornografia, l’autolesionismo e il cyberbullismo. Non a caso, l’ex ministra per la Scienza, l’Innovazione e la Tecnologia, <strong>Michelle Donelan</strong>, aveva commentato: “Al centro di questo disegno di legge c&#8217;è la protezione dei bambini. Vorrei ringraziare i sostenitori, i parlamentari, i sopravvissuti agli abusi e le organizzazioni benefiche che hanno lavorato instancabilmente, non solo per portare questa legge al traguardo, ma per garantire che renderà il Regno Unito il posto più sicuro al mondo in cui stare online&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le origini durante la pandemia</h2>



<p>Tutti, verosimilmente, siamo d’accordo nell&#8217;introdurre misure finalizzate a proteggere i più piccoli dai pericoli che si annidano nei meandri della rete, ma non è tutto oro quello che luccica, secondo i critici del testo di legge. L’<em>Online Safety Act</em> ha cominciato a farsi largo nella testa dei legislatori di Westminster durante<strong> la diffusione del Covid-19</strong> per limitare la narrazione alternativa su restrizioni e terapie che all’epoca inondava i social network, rappresentando un ostacolo all’attuazione dello politiche governative per la gestione dell’emergenza sanitaria. Passata la tempesta pandemica, si è pensato di <strong>stringere la presa delle autorità pubbliche sul controllo delle informazioni online</strong>, applicando un meccanismo volto a rimuovere contenuti “dannosi” seppur legali e mancanti del timbro di ufficialità del mainstream. La discussione a riguardo ha suscitato una levata di scudi da parte di cittadini e di quel mondo associativo che si batte per <strong>la libertà di parola</strong> tanto che l’esecutivo di Sua Maestà &#8211; all’epoca guidato dal conservatore <strong>Rishi Sunak</strong> &#8211; è stato costretto al dietrofront. </p>



<p>Il diavolo, però, si nasconde nei dettagli ed ecco che al momento dell’approvazione, l’Act presentava dei cavilli secondo i quali le piattaforme del web devono <strong>applicare dei filtri per distinguere i contenuti innocui da quelli diversamente innocui</strong> (non specificando però in che modo), senza per forza bannare quest’ultimi. Il provvedimento prevede multe salate per le aziende di <em>information and communications technology</em> che non eliminano elementi esplicitamente illegali, ma per l’<em>Electronic Founder Foundation</em> &#8211; organizzazione non profit per la salvaguardia dei diritti digitali e della libertà di parola &#8211; i colossi dell’Internet potrebbero sentirsi sollecitati a censurare informazioni attendibili ma scomode, pur di non incappare in eventuali sanzioni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump, Vance e l&#8217;ideologia woke</h2>



<p>Dall’altra parte dell’Atlantico, numerosi tribunali statunitensi hanno stabilito che le entità governative non possono imporre alle aziende operanti nel mondo social a comportarsi da agenti della psicopolizia di orwelliana memoria. Tale filosofia, dal 20 gennaio, permea lo Studio Ovale della Casa Bianca ed è motivo di <a href="https://it.insideover.com/politica/e-confronto-scontro-con-trump-ma-leuropa-e-ormai-ridotta-a-un-teatro-dellassurdo.html">attrito tra America ed Europa</a>, come ha rivelato il discorso in cui il vicepresidente <a href="https://it.insideover.com/politica/sulleuropa-piombano-la-tempesta-perfetta-vance-e-i-fiumi-di-retorica-di-macron.html">J.D. Vance, in occasione della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco,</a> ha accusato le élite del Vecchio Continente di stare distruggendo la democrazia attraverso programmi censori. Londra non fa eccezione e proprio l’efficacia dell’<em>Online Safety Act</em> parrebbe lo specchio che riflette, agli occhi di Trump e del suo entourage, il Regno Unito come un luogo distopico in cui l’ortodossia woke sembra farla da padrone. </p>



<p>Se a tutto questo si aggiunge che la bilancia commerciale tra i due Paesi registra un surplus a favore delle esportazioni britanniche, la voglia di Trump di colpire con i dazi Londra è tanta, al punto che ha già annunciato <strong>tariffe del 25% sulle importazioni di metalli</strong>. Starmer ha già fatto trapelare la sua volontà di dialogo con Washington per allentare la morsa protezionistica e, così, i suoi consiglieri gli avrebbero suggerito di portare a un eventuale tavolo negoziale il controverso <em>Act</em>. Cosa potrà mai avere a che fare la regolamentazione dei social con la guerra commerciale? La risposta è semplice: <strong>Elon Musk</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dei social network</h2>



<p>Il proprietario di X potrebbe essere il magnate delle Big Tech più colpito dalle multe sui contenuti digitali ora che la sua piattaforma ha assunto le sembianze di un’oasi in cui coltivare piantagioni di <em>free speech</em>. Un impegno di Downing Street a cambiare la legge potrebbe rasserenare l’animo di Musk &#8211; già scontratosi in passato con Starmer per l’insabbiamento della vicenda degli <a href="https://it.insideover.com/criminalita/uk-la-vera-storia-dei-violentatori-pakistani-che-il-governo-non-ha-voluto-indagare.html">stupri perpetrati dalle gang di pakistani</a> &#8211; che, a sua volta, potrebbe mormorare all’orecchio di Trump di manifestare maggiore clemenza nei confronti della Gran Bretagna.&nbsp;</p>



<p>Staremo a vedere se nelle prossime settimane o mesi i laburisti torneranno sui loro passi riguardo al tanto controverso <em>Act </em>dopo averlo votato con grande entusiasmo insieme ai conservatori. Se così fosse dovrebbero spiegare, però, <strong>in che modo possono barattare la sicurezza delle persone </strong>a cui si sono appellati approvando una legge di cui tanti diffidano per i rischi di repressione, se poi sono pronti a sacrificarla per risparmiare qualche soldino. D’altronde lo sappiamo, <em>business is business</em>. </p>



<p>Inevitabilmente, però, è opportuno fare una riflessione sul ruolo giocato dai social network nelle dinamiche politiche contemporanee dato che questa volta non stiamo assistendo al dibattito consueto sull’uso che viene fatto di questi, ma sulla possibilità che determinino le relazioni commerciali tra due nazioni. Lo scontro a cui stiamo assistendo tra i gruppi di potere che siedono sulle due sponde dell’Atlantico sta andando in scena perché entrambi sono consapevoli di come <strong>le masse oggi sfuggano ai presidi dell’infrastruttura dei media mainstream per rifugiarsi nelle agorà digitali dove finora non troppi filtri al pensiero critico sono stati applicati</strong>. Chi prevarrà non si sa, ma la trama che noi cittadini possiamo tessere attraverso l’ago delle interazioni social e il filo della nostra voce, diventerà un vestito che entrambe le parti cercheranno di indossare, magari per stringerlo o allargarlo, anche quando dovranno discutere di import/export come in questo caso. Siamone consapevoli!&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/niente-dazi-usa-per-un-po-di-liberta-sui-social-starmer-innesta-la-retromarcia.html">Niente dazi Usa per un po’ di libertà sui social. Starmer innesta la retromarcia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;intelligence UK avverte Starmer: la politica green ci consegna alla Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/lintelligence-uk-avverte-starmer-la-politica-green-ci-consegna-alla-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 09:18:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Energia elettrica]]></category>
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		<category><![CDATA[Eolico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="470" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Kentish_Flats_185488383_b48a2c2dcf_o-e1737269442487.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Kentish_Flats_185488383_b48a2c2dcf_o-e1737269442487.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Kentish_Flats_185488383_b48a2c2dcf_o-e1737269442487-300x235.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>L'ex capo MI6 mette in guardia il Regno Unito dall'ingresso cinese nelle energie rinnovabili, principalmente nell'eolico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lintelligence-uk-avverte-starmer-la-politica-green-ci-consegna-alla-cina.html">L&#8217;intelligence UK avverte Starmer: la politica green ci consegna alla Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="470" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Kentish_Flats_185488383_b48a2c2dcf_o-e1737269442487.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Kentish_Flats_185488383_b48a2c2dcf_o-e1737269442487.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/Kentish_Flats_185488383_b48a2c2dcf_o-e1737269442487-300x235.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p><strong>Sir Richard Dearlove</strong> torna a parlare, e lo fa per mettere in guardia il Regno Unito dall&#8217;<strong>ingresso cinese nelle energie rinnovabili, principalmente nell&#8217;eolico</strong>. <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/le-spie-del-regno-unito-come-funziona-lintelligence-di-londra.html">Lo storico direttore dell&#8217;MI6, il servizio segreto esterno di Sua Maestà,</a> in un&#8217;intervista<a href="https://www.thetimes.com/uk/environment/article/labours-net-zero-push-hands-power-to-beijing-hf5fkq8n3"> al <em>The Times</em></a> ha espresso preoccupazione sul fatto che la politica per lo zero netto di emissioni e la decarbonizzazione promossa dal Governo laburista di <strong><a href="https://it.insideover.com/newsletter/briefing-05-i-dolori-del-giovane-starmer-e-del-meno-giovane-bayrou">Keir Starmer</a></strong>, oltre che la sua distensione con la Cina, possano avere <strong>impatti chiari sulla sicurezza nazionale</strong>.</p>



<p>In che modo? Tramite un processo di <strong>crescente dipendenza tecnologica</strong> che si unisce a una possibile cessione del controllo sull&#8217;hardware e la gestione delle reti, potenzialmente in grado di dare alle aziende della Repubblica Popolare il controllo sull&#8217;accensione o lo spegnimento di sistemi sempre più connessi.</p>



<p>Dearlove pensa in particolar modo ai <strong>parchi eolici offshore in via di costruzione</strong> nei mari attorno la Gran Bretagna: in 14 su 50 la Cina è presente con consistenti investimenti, in tre casi addirittura con aziende di Stato. Con l&#8217;energia eolica il Regno Unito ha prodotto nel 2024<a href="https://ember-energy.org/latest-insights/uk-renewable-power-set-to-overtake-fossil-fuels-for-first-time/#:~:text=Wind%20is%20set%20to%20generate,30%25%20(85%20TWh)."> il 29% della sua elettricità, una quota appena inferiore a quella del gas naturale (30%) fondamentale nella</a> corsa a un&#8217;economia decarbonizzata. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché l&#8217;ex capo del MI6 tuona contro eolico e solare cinesi</h2>



<p>Dearlove ha contestato la presenza cinese nei giorni <a href="https://it.insideover.com/economia/securenomics-la-ricetta-di-rachel-reeves-per-leconomia-britannica.html">in cui la <strong>Cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves si recava nella Repubblica Popolare</strong>, </a>dichiarandosi &#8220;certo che i cinesi siano assolutamente lieti di contribuire all&#8217;indebolimento della nostra base industriale&#8221;, facendo riferimento al fatto della presenza cinese nelle rinnovabili, con in mente l&#8217;eolico e la dipendenza del Regno Unito dal fotovoltaico di Pechino, che fornisce il 40% dei pannelli usati nel Paese.</p>



<p>Per Dearlove &#8220;ci stiamo affrettando a creare un&#8217;economia a zero emissioni di carbonio dipendente dalle energie rinnovabili, il che alla fine indebolirà la nostra posizione economica&#8221;. L&#8217;ex direttore di Vauxhall Cross ritiene che le aziende cinesi possano &#8220;riprogrammare&#8221; la componentistica delle infrastrutture energetiche che si trova connessa alla rete tramite <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/internet-delle-cose-se-il-mio-frigo-va-in-rete.html"><strong>sensori che sfruttano la tecnologia dell&#8217;Internet of Things</strong>,</a> potendo dunque controllare i flussi di produzione e, potenzialmente, minare la sicurezza energetica nazionale.</p>



<p>Le minacce paventate da Dearlove sono assonanti col contenuto di un importante <a href="https://www.rechargenews.com/wind/china-could-use-wind-power-dominance-to-force-eu-us-rift-over-taiwan-warn-dutch/2-1-1637144"><strong>rapporto pubblicato nel 2024 dal governo olandese</strong></a> sulle <em>wind farm</em> cinesi e la loro <strong>problematicità per la sicurezza nazionale</strong>. In quest&#8217;ultimo dominio, tutto ciò che è racchiuso nel campo delle tecnologie e del loro impatto sulle moderne società in cui viviamo appare ampiamente incluso e, in quest&#8217;ottica, le <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-secolo-dellintelligence.html">agenzie di intelligence</a></strong> sono chiamate a uno sforzo cognitivo maggiore per capire l&#8217;effettività di ulteriori rischi in precisi rapporti economici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sicurezza nazionale batte economia</h2>



<p>Le parole di Dearlove mostrano che c&#8217;è sicuramente una componente dell&#8217;<strong>intelligence di Sua Maestà, a cui il suo ex capo con le sue parole si rivolge,</strong> che è pronta al confronto muscolare con la Cina su questi settori critici. <a href="https://eutoday.net/sir-richard-dearlove-risks-of-relying-on-china/">Anche secondo <em>Eu Today</em></a><em>,</em> &#8220;il dibattito sul coinvolgimento cinese nel settore energetico britannico ha messo in luce una divisione all&#8217;interno dell&#8217;establishment politico&#8221;, e si sottolinea &#8220;l&#8217;approccio di Ed Miliband&#8221;, segretario all&#8217;Energia del governo laburista, che &#8220;è stato caratterizzato da una forte attenzione al raggiungimento di emissioni nette pari a zero. Tuttavia, Dearlove e altri sostengono che questo approccio dà priorità agli obiettivi ambientali rispetto alle considerazioni sulla sicurezza nazionale&#8221;. </p>



<p><strong>L&#8217;ansia da sicurezza nazionale</strong> porta a guardare come minaccioso ogni settore e ogni sfera critica dell&#8217;economia, della politica, delle connessioni che rendono possibile la vita di tutti i giorni. Dearlove segnala che negli apparati britannici c&#8217;è una componente critica di ogni <em>appeasement</em> con la Repubblica Popolare. E chi pensava che la distensione possa correre sulle ali del vento potrebbe esser costretto a ricredersi&#8230;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lintelligence-uk-avverte-starmer-la-politica-green-ci-consegna-alla-cina.html">L&#8217;intelligence UK avverte Starmer: la politica green ci consegna alla Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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