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	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
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	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Le bombe nucleari tattiche tornano in Regno Unito</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-bombe-nucleari-tattiche-tornano-in-regno-unito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 04:46:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia F-35]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Air Force (Raf)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="799" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c.jpg 799w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Dopo quasi due decadi, le bombe nucleari tattiche USA tornano nel Regno Unito per il nuclear sharing della NATO</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-bombe-nucleari-tattiche-tornano-in-regno-unito.html">Le bombe nucleari tattiche tornano in Regno Unito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="799" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c.jpg 799w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/29130009756_cb65cc9dc6_c-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Le <strong>bombe nucleari tattiche</strong> statunitensi sono tornate su suolo britannico per la prima volta dopo almeno il 2008. </p>



<p>Secondo diverse fonti OSINT, le bombe nucleari a caduta libera <strong>tipo B61-12</strong> sono state trasferite la scorsa settimana dagli Stati Uniti alla base aerea della Royal Air Force (RAF) di <strong>Lakenheath</strong>, nel Suffolk. <a href="https://ukdefencejournal.org.uk/us-nukes-deployed-to-england-for-first-time-in-over-a-decade/">Si ritiene</a> che le armi siano state trasportate dal Centro Armi Nucleari dell&#8217;U.S. Air Force situato presso la base aerea di Kirtland, nel Nuovo Messico, a un deposito di sicurezza di recente costruzione nel Regno Unito. </p>



<p>Le prime indicazioni del ritorno della missione nucleare tattica nel Regno Unito in accordo col meccanismo <em><strong>nuclear sharing</strong></em> della <strong>NATO</strong>, ci sono giunte <a href="https://fas.org/publication/increasing-evidence-that-the-us-air-forces-nuclear-mission-may-be-returning-to-uk-soil/">a marzo 2023</a>, quando un&#8217;analisi dei bilanci del Pentagono ha mostrato un incremento delle spese per il deterrente nucleare tattico condiviso menzionando che “la NATO sta completando un programma di investimenti infrastrutturali della durata di tredici anni, del valore di 384 milioni di dollari, presso siti di stoccaggio in Belgio, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Turchia per potenziare le misure di sicurezza, i sistemi di comunicazione e le strutture”. Il riferimento esplicito al Regno Unito non era stato incluso nei documenti di bilancio dell&#8217;anno precedente, ed è stato rimosso nei documenti di del 2024 insieme a quello delle altre nazioni che utilizzano il nucleare tattico USA. I documenti sottolineano la necessità di “costruire un dormitorio da 144 posti letto per ospitare l&#8217;aumento del personale a seguito della potenziale Missione di Sicurezza”. Per giustificare la nuova costruzione, i documenti affermano: “Con l&#8217;afflusso di aviatori dovuto all&#8217;arrivo della potenziale missione e alla sistemazione dei due Gruppi di F-35, si registra una significativa carenza di alloggi disponibili presso la Royal Air Force base di Lakenheath”. Secondo quanto specificato a quel tempo, l&#8217;inizio dei lavori di costruzione della struttura era previsto per giugno 2024 e la conclusione per febbraio 2026, pertanto è ragionevole pensare che se le bombe nucleari tattiche sono già arrivate la prima aliquota di nuove infrastrutture è stata già terminata. </p>



<p>Nel 2008, le bombe erano state rimosse dalla base di Lakenheath, che ospitava 4000 militari e oltre 1500 civili britannici e statunitensi. Attualmente, presso l&#8217;aeroporto militare ha sede il 48° Fighter Wing dell&#8217;U.S. Air Force, l&#8217;unica unità in Europa a impiegare sia l&#8217;<strong>F-15E</strong> Eagle sia l&#8217;<strong>F-35A</strong> Lighting II. Come sappiamo, l&#8217;F-35A, <a href="https://breakingdefense.com/2024/03/exclusive-f-35a-officially-certified-to-carry-nuclear-bomb/">è abilitato</a> all&#8217;impiego dell&#8217;ultima variante della bomba termonucleare B61-12, permettendo così a quei Paesi che fanno parte del <em>nuclear sharing</em> della NATO, che hanno in servizio il velivolo, di poter avere una piattaforma moderna e all&#8217;avanguardia per effettuare il bombardamento tattico. Secondo la rivista di Difesa Janes, la B61-12 ha una potenza della testata scalabile, e può arrivare a un massimo di 340 kilotoni. </p>



<p>Il <em>nuclear sharing</em> della NATO è condiviso da <strong>Germania</strong>, <strong>Belgio</strong>, <strong>Olanda</strong>, <strong>Italia </strong>e <strong>Turchia </strong>che utilizzano per il momento piattaforme di sgancio diverse per le B61. La Germania, infatti, in attesa delle consegne dei primi F-35A recentemente ordinati, usa ancora il Panavia <strong>Tornado</strong>, mentre Belgio, Turchia e Olanda l&#8217;<strong>F-16</strong>. Anche l&#8217;Italia ha in servizio per la missione nucleare il Tornado in attesa che i nostri F-35A, insieme a quelli di Belgio e Olanda, vengano certificati per la missione nucleare. </p>



<p>Il <strong>numero delle bombe nucleari</strong> B61 già presenti nelle basi aeree europee non è noto, ma si stima che vi siano 15 B61-3/4 a Kleine Brogel, in Belgio, altrettante a Büchel in Germania, a Volkel, in Olanda e a Ghedi in Italia; infine 20 ad Aviano, presso la base aerea congiunta italo-statunitense dove ha sede il 31° Fighter Wing dell&#8217;U.S. Air Force utilizzante gli F-16 e altrettante a Incirlik, in Turchia, altra base aerea gestita in coppia con gli Stati Uniti. </p>



<p>Il <em>nuclear sharing</em> NATO viene gestito dall&#8217;Alleanza con un meccanismo cosiddetto “<strong>a doppia chiave</strong>” tra Stati Uniti, unici detentori del deterrente nucleare tattico condiviso, e il Paese ospitante: sostanzialmente, l&#8217;utilizzo in combattimento delle bombe nucleari viene stabilito congiuntamente tra gli USA e il Paese che ospita le atomiche e mette a disposizione la piattaforma di sgancio, e nessuno dei due può decidere in autonomia. </p>



<p>Il Regno Unito, benché tornato nella famiglia del <em>nuclear sharing</em> NATO, ha però un problema: non dispone di un aereo in grado di sganciare le B61 in servizio nella RAF. I suoi F-35 sono tutti infatti nella versione B, ovvero quella a decollo corto e atterraggio verticale, per essere utilizzati anche sulle due portaerei classe Queen Elizabeth, che non hanno la possibilità della missione nucleare (al pari della versione C), e lo stesso vale per gli Eurofighter Typhoon. Per questo Londra ha recentemente deciso di <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/regno-unito-vuole-f-35a-ruolo-nucleare-c-problema-2501192.html">acquistare 12 F-35A</a></strong> al posto di 12 F-35B dell&#8217;ordine già in corso di evasione. Non è chiaro quando arriveranno i primi velivoli, in quanto né il Regno Uniti né gli Stati Uniti si sono espressi in merito, quindi si ritiene che le prime bombe nucleari tattiche saranno a disposizione degli F-35A ed F-15E statunitensi che normalmente sono di base a Lakenheath. </p>



<p>Come nota finale, la <strong>Polonia </strong>da tempo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-polonia-apre-alle-armi-nucleari-usa-ma-la-nato-per-ora-dice-no.html">ha richiesto</a> agli USA di poter far parte del <em>nuclear sharing</em> della NATO, ma sino a oggi Washington ha sempre rifiutato in considerazione del possibile aumento dell&#8217;escalation in Europa con la Russia, sebbene recentemente proprio Mosca ha dispiegato in <strong>Bielorussia </strong>una serie di armi nucleari non strategiche rappresentate da missili balistici a corto raggio e bombe a caduta libera, utilizzati e operati dalle forze della Federazione Russa.</p>
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		<title>Carlo III e Camilla, dopo tanto tempo la prima volta in Italia da monarchi del Regno Unito</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/carlo-iii-e-camilla-dopo-tanto-tempo-la-prima-volta-in-italia-da-monarchi-del-regno-unito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 14:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/carlo-III.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carlo III" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/carlo-III.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/carlo-III-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/carlo-III-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/carlo-III-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Dopo diciassette visite da principe, Carlo III arriva in Italia per la prima volta da re. Il programma fittissimo della visita. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/carlo-III.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carlo III" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/carlo-III.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/carlo-III-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/carlo-III-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/carlo-III-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Questo è il primo viaggio nel nostro Paese di Sua Maestà Re Carlo III e della regina consorte Camilla. Ma nella sua lunga vita da principe, il sovrano era già venuto in Italia, per visite ufficiali o private, ben diciassette altre volte. Non c’è dubbio: l’Italia è nel suo cuore da sempre. Forse da quando sentiva l’amata nonna, la Regina Madre, mamma di Elisabetta II, che gli raccontava delle sue villeggiature da bambina in Liguria, in particolare a Bordighera. <strong>Lei ci si recò la prima volta nel 1910 e soggiornò con la madre a Villa Poggio Ponente, di proprietà della nonna materna</strong>, mentre i nonni paterni risiedevano nella splendida Villa Ethelinda, progettata dal noto architetto Charles Garnier, più tardi venduta alla Regina Margherita. Nel 1909 durante un soggiorno in Liguria, la giovanissima Elizabeth mercanteggiò l’acquisto di due angeli antichi, che pagò tre lire. Li conservò con affetto per tutta la vita e li sistemò in un angolo della sua camera da letto a Clarence House, quella che oggi è proprio la dimora privata di re Carlo.</p>



<p>Carlo e Camilla sono dunque in Italia per quattro giorni, tra Roma e Ravenna, con una fittissima agenda di colloqui privati e visite pubbliche e in particolare per il banchetto ufficiale, che terrà in loro onore domani, mercoledì 9 aprile, <strong>il presidente della Repubblica Mattarella al Quirinale</strong>, anche per festeggiare i vent’anni di matrimonio della coppia reale. Lui, per fortuna, apparso già fin dall’arrivo in aereo a Ciampino in ottima forma, lei raggiante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La stilista di Camilla</h2>



<p>In attesa di vedere quale abito sfoggerà durante l’evento di gala la regina Camilla, possiamo dire che il suo stile notoriamente sobrio si è distinto come sempre in queste prime ore a Roma. Per lei, un abito semplice blu elettrico, quasi in abbinamento con la cravatta del marito. Un tono cielo acceso o, per meglio definirlo, <strong>Royal Blue</strong>, il colore un po’ simbolo della dinastia britannica. La silhouette dell’abito è quella che da sempre disegna per lei la stilista <strong>Fiona Clare</strong>, che la veste da trent’anni. Quello stesso vestito, infatti, ma in versione bianco panna, Camilla lo aveva scelto in un’altra occasione italiana, nel 2017, in visita ancora da principi a Firenze, alla Cattedrale Santa Maria del Fiore e poi da Mattarella a Roma.</p>



<p>Ma torniamo appena poco più indietro nella storia delle visite dei reali britannici nel nostro Paese e dei look più indimenticabili delle regine. Certo, tutte le donne italiane avrebbero desiderato copiare <strong>lo splendido e solare stile della Regina Elisabetta II</strong>, quando venne in visita di Stato la prima volta in Italia nel 1961. Sull’auto ufficiale salutò la folla di Firenze con un soprabito quasi a ruota in croccante taffetà di seta giallo dorato, una spilla appuntata sulla spalla sinistra e l’immancabile cappellino con applicazioni di fiori di mimosa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;infelicità di Diana</h2>



<p>Da ricordare anche l’occasione in cui re Carlo arrivò in Italia quarant’anni fa, nel 1985, accompagnato dalla principessa del Galles Diana. Lei aveva allora solo 24 anni. <strong>Il suo indimenticabile stile anni Ottanta sfilò per giorni sui nostri rotocalchi</strong>, anche perché il viaggio di quasi venti giorni, che toccò molte città italiane da Nord a Sud, arrivò in un momento di già evidente crisi della coppia. <strong>Si dice che Lady Diana avesse messo nella valigia 32 outfit per ogni occasione</strong>: tailleur, abiti da sera, soprabiti, camicie di seta. Da ricordare il tailleur con gonna ampia scozzese e giacca in shantung verde smeraldo (con décolleté e cappello naturalmente in tinta) con cui fece il giro in gondola a Venezia. E ancora più indimenticabile<strong> l’abito rosa acceso che indossò per la Turandot di Puccini alla Scala di Milano</strong>. Apparve in quell’occasione magra e tirata, forse infelice: sul palco reale, lei che si dice amasse la lirica nella versione un po’ più pop dei Tre Tenori, si sentiva forse quel giorno fuori luogo. <strong>Del resto, ancora giovanissima, era fan della New Wave e aveva tra i più cari amici Elton John.</strong> Il cantante pop-rock che, disperato alla sua morte, le dedicò il brano elogio <em>Candles in the Wind</em>. In testa, quella sera aveva la sua tiara preferita, la Cambridge Lover’s Knot di perle e diamanti e al collo un giro di perle abbinate. Chi è superstizioso può vedere forse in quella passione per le perle, foriere di infelicità matrimoniale e di lacrime, un triste presagio… </p>
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		<item>
		<title>Le giravolte di Boris Johnson sull’Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-giravolte-di-boris-johnson-sullucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 13:27:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Terre rare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250303142711300_ed806a93a3b15819583d326a84d1101e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250303142711300_ed806a93a3b15819583d326a84d1101e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250303142711300_ed806a93a3b15819583d326a84d1101e-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250303142711300_ed806a93a3b15819583d326a84d1101e-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250303142711300_ed806a93a3b15819583d326a84d1101e-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250303142711300_ed806a93a3b15819583d326a84d1101e-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250303142711300_ed806a93a3b15819583d326a84d1101e-1536x1021.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non è più primo ministro, ma in queste settimane si sta dando un gran da fare per darlo a credere. Stiamo parlando di Boris Johnson, ex premier britannico in carica dal 2019 al 2022, divenuto famoso in Patria e al di là della Manica per aver portato a compimento la Brexit e per essere stato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-giravolte-di-boris-johnson-sullucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-giravolte-di-boris-johnson-sullucraina.html">Le giravolte di Boris Johnson sull’Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250303142711300_ed806a93a3b15819583d326a84d1101e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250303142711300_ed806a93a3b15819583d326a84d1101e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250303142711300_ed806a93a3b15819583d326a84d1101e-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250303142711300_ed806a93a3b15819583d326a84d1101e-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250303142711300_ed806a93a3b15819583d326a84d1101e-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250303142711300_ed806a93a3b15819583d326a84d1101e-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250303142711300_ed806a93a3b15819583d326a84d1101e-1536x1021.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non è più primo ministro, ma in queste settimane si sta dando un gran da fare per darlo a credere. Stiamo parlando di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html">Boris Johnson</a>, ex premier britannico in carica dal 2019 al 2022, divenuto famoso in Patria e al di là della Manica per aver portato a compimento la <strong>Brexit</strong> e per essere stato un <strong>irriducibile sostenitore di Kiev</strong> nella guerra contro Mosca. Il conflitto in Ucraina, per l’appunto, è diventata ultimamente la materia preferita da “BoJo” (soprannome con cui è chiamato in gergo giornalistico) e  rispetto alla quale ama dispensare interventi quasi come se ambisse a diventare il primo della classe nonostante non ricopra più nessuna carica pubblica. Recentemente, in occasione della conferenza <em>Yalta European Strategy</em> &#8211; evento organizzato dalla <em>Viktor Pinchuk Foundation</em>, entità filantropica ucraina &#8211; ha elogiato <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-zelensky-ce-laccordo-sui-minerali-tra-stati-uniti-e-ucraina.html">l’accordo abbozzato dagli americani</a> relativamente all’estrazione di <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-sono-le-terre-rare-quante-ne-ha-kiev-e-perche-potrebbero-far-litigare-mosca-e-pechino.html">terre rare</a> e risorse minerarie che popolano il sottosuolo ucraino per valore di centinaia di miliardi di dollari. “Guardo questo documento e vedo cose positive per l’Ucraina” ha commentato l’ex inquilino di Downing Street, aggiungendo anche che tale compromesso contiene <strong>i semi della speranza e del progresso</strong> facendo un parallelismo con il<a href="https://www.difesaonline.it/news-forze-armate/storia/il-lend-lease-act-ovvero-la-dialettica-strategica-delle-potenze-globali-tra"> <em>Lend-Lease Act</em></a> del 1941, la legge firmata da Franklin Delano Roosevelt che permise di stabilire le modalità di rimborso da parte dei Paesi beneficiari degli aiuti statunitensi durante la lotta alle potenze dell’Asse. </p>



<p>Johnson ha asserito che l’accordo è un primo passo per dare forma a un futuro in cui l’Ucraina possa essere libera e sovrana e raggiungere uno stato di pace auspicabilmente duratura. Fermo restando che difficilmente l’accordo proposto dalla Casa Bianca possa vedere la luce a breve dopo l’<a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-la-rissa-alla-casa-bianca-gli-errori-di-zelensky-il-rischio-di-trump.html">alterco andato in scena tra Trump e Zelensky</a> nello Studio Ovale, fa specie vedere Boris Johnson nella veste di pontiere per il processo di pace, se si considera che quando questa era a portata di mano già nel 2022 ne fu uno dei sabotatori.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La pace a ramengo&nbsp;</strong></h2>



<p>Correva l’anno 2022, le ostilità tra Russia e Ucraina erano iniziate da poco più di un mese e mentre sui media scorrevano le immagini cruente e drammatiche dei combattimenti, dietro le quinte la diplomazia lavorava alacremente per un negoziato. A marzo di quell’anno i rappresentanti di Kiev e Mosca avevano messo in piedi <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-pace-sfumata-tra-mosca-e-kiev-la-testimonianza-che-inchioda-loccidente.html">un compromesso che impegnava ambo le parti</a> a fare un passo indietro rispetto alle aspirazioni che avevano acceso la miccia del conflitto</strong>. Da un lato Zelensky si sarebbe impegnato a rinunciare all’entrata del suo Paese nella Nato e ad alleanze militari organiche con potenze occidentali, dall’altro Putin avrebbe ritirato le truppe dal Donbass e chiesto il riconoscimento della sovranità del Cremlino solo sul territorio di Crimea (la penisola annessa alla Federazione russa nel 2014 senza l&#8217;avallo della comunità internazionale).</p>



<p>Tutto era pronto e mancava solo la firma delle controparti, ma qui entrò in gioco lo zampino della perfida Albione. BoJo volò a Kiev, con la benedizione di Joe Biden, per <strong>dissuadere Zelensky dalla sottoscrizione di qualsiasi accordo con Mosca</strong> asserendo che “Putin è un criminale di guerra, va messo sotto pressione” e che il Regno Unito insieme ai partner europei e americani avrebbe continuato a fornire armi e finanziamenti a sostegno della loro causa.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I piani di Boris</strong>&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Dietro all’iniziativa di Johnson nei panni di “sabotatore” della concordia nell’Est Europa, forse si celava un disegno più grande che in questi anni gli appassionati di geopolitica hanno conosciuto come “<a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-sfida-alla-russia-allindia-il-grande-gioco-della-global-britain.html">Global Britain</a>”. Il concetto è stato partorito nei <em>milieu</em> del Partico Conservatore dove, nell’era Post-Brexit, si nutre l’ambizione di rispolverare la tradizione mercantilistica del passato per fare della<strong> Gran Bretagna una potenza geostrategica mondiale</strong> dal momento che si è tolta la camicia di forza di Bruxelles. </p>



<p>Il progetto della Global Britain prevedeva (e prevede) un’<strong>incrinatura delle</strong> <strong>relazioni russo-europee</strong> per potersi presentare agli occhi dell’Unione europea come un partner affidabile, insieme agli Stati Uniti, nella protezione del vecchio Continente dalle mire espansionistiche dell’Orso russo. Non è un caso, che dal 2020 le spese per la difesa, gli armamenti e la sicurezza siano lievitate di parecchio e ci sia stata una graduale integrazione delle iniziative delle Forze Armate e delle agenzie di intelligence. Non solo, l’obiettivo della Global Britain è quello di azzerare l’approvvigionamento energetico dalla Russia mediante il potenziamento di alcuni settori industriali come il nucleare facendo squadra, di conseguenza, con l’alleato a stelle e strisce che durante l’amministrazione Biden aveva tutto l’interesse a vedere chiusi i rubinetti del gas russo per avere gli europei con le spalle al muro e costretti <em>de facto </em>ad acquistare gas naturale made in Usa. </p>



<p>Spesso su queste colonne vi abbiamo parlato che il conflitto in Ucraina era una guerra per procura tra le maggiori potenze militari e che <strong>il motore del conflitto sia stato alimentato da interessi economico-finanziari</strong>. Johnson non ha mai perso occasione per ribadire l’importanza delle forniture di armi e denari a Kiev e, dunque, fa piacere che con il cambio di guardia alla Casa Bianca tra Biden e Trump abbia sposato l’idea che un tentativo di negoziato con il Cremlino vada compiuto a differenza dell&#8217;establishment europeo che vorrebbe armare l’Ucraina fino ai denti nonostante quasi tutti gli analisti geopolitici vedano la Russia vittoriosa sul piano militare. Di contro, se l’ex premier britannico non avesse fatto saltare il banco nella primavera 2022 quest’anno non ricorrerebbe il terzo anniversario dei combattimenti, l’economia europea non sarebbe sull’orlo del baratro e, cosa drammaticamente rilevante, tante vite umane non sarebbero state spezzate. Per tutte queste ragioni, un mea culpa pubblico sarebbe cosa apprezzata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-giravolte-di-boris-johnson-sullucraina.html">Le giravolte di Boris Johnson sull’Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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