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	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
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	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Francia e Regno Unito coordinano il loro deterrente nucleare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/francia-e-regno-unito-coordinano-il-loro-deterrente-nucleare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 23:32:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="909" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1280px-HMS_Vanguard_S28.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1280px-HMS_Vanguard_S28.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1280px-HMS_Vanguard_S28-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1280px-HMS_Vanguard_S28-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1280px-HMS_Vanguard_S28-1024x727.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Francia e Regno Unito hanno stabilito di allineare i propri arsenali nucleari: si apre la deterrenza condivisa, che non sarà solo per la NATO</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/francia-e-regno-unito-coordinano-il-loro-deterrente-nucleare.html">Francia e Regno Unito coordinano il loro deterrente nucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="909" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1280px-HMS_Vanguard_S28.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1280px-HMS_Vanguard_S28.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1280px-HMS_Vanguard_S28-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1280px-HMS_Vanguard_S28-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/1280px-HMS_Vanguard_S28-1024x727.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><strong>Regno Unito</strong> e <strong>Francia </strong>si sono impegnate pubblicamente, per la prima volta nella storia, a coordinare i loro <strong>deterrenti nucleari</strong> in risposta a minacce estreme, segnando una nuova fase nella loro strategia nucleare, in quella della NATO e potenzialmente gettando le basi per la prima deterrenza nucleare dell&#8217;Unione Europea. </p>



<p>La dichiarazione congiunta, firmata durante la visita di Stato del presidente <strong>Emmanuel Macron</strong> a Londra, afferma che Regno Unito e Francia manterranno arsenali nucleari sovrani, ma sono ora pronti ad allinearli in caso di grave crisi. Si afferma inequivocabilmente che “qualsiasi minaccia estrema all&#8217;Europa indurrebbe una risposta da entrambe le nazioni”. Entrambi i Paesi hanno sottolineato più volte il mantenimento dell&#8217;indipendenza del proprio arsenale, ma l&#8217;accordo rappresenta <strong>una pietra miliare verso una deterrenza nucleare totalmente europea, slegata dagli Stati Uniti</strong>, originatasi per via della preoccupazione data dalla retorica nucleare della Russia e dalla diffusa instabilità nella regione euro-atlantica. Formalizzando il coordinamento al massimo livello di deterrenza, Londra e Parigi mirano a scoraggiare gli avversari attraverso un fronte nucleare unito, dimostrando al contempo l’<strong>autonomia strategica europea</strong> nel quadro della NATO.</p>



<p>Nei governi di <a href="https://www.france24.com/en/europe/20250710-france-uk-sign-historic-deal-to-coordinate-nuclear-deterrence-for-first-time">entrambe le parti</a> del Canale della Manica non si nasconde l&#8217;entusiasmo per questa decisione congiunta: il Segretario alla Difesa britannico John Healey, ad esempio, <a href="https://ukdefencejournal.org.uk/uk-and-france-pledge-nuclear-coordination-to-defend-europe/">ha affermato</a> che la nuova posizione sottolinea una determinazione condivisa: &#8220;Questa partnership rafforza la nostra leadership in Europa e invia un chiaro segnale ai nostri avversari: siamo più forti, insieme&#8221;. Nel Parlamento britannico, però, non tutti sono d&#8217;accordo con la decisione dell&#8217;esecutivo: giovedì scorso il deputato conservatore James Cartlidge in un intervento alla Camera dei Comuni <a href="https://ukdefencejournal.org.uk/commons-clash-over-uk-france-nuclear-coordination/?no_cache=1">ha criticato</a> il governo Starmer per non aver riferito in parlamento e per aver preso una decisione che rappresenta un “profondo paradosso” in quanto Londra non ha ancora accesso al fondo per il riarmo europeo. Cartlidge ha anche sollevato la questione delle armi nucleari tattiche: “Regno Unito e Francia prenderanno ora in considerazione la cooperazione sulle opzioni di lancio di armi nucleari tattiche attraverso il nostro complesso condiviso di armamenti?”. </p>



<p>Il ministro della Difesa <strong>Maria Eagle</strong> ha respinto qualsiasi insinuazione che il governo stesse perseguendo capacità nucleari tattiche quando ha risposto al deputato che “questo governo non considera tattico alcun uso di armi nucleari di alcun tipo” e ha tenuto a sottolineare che “in questo accordo non proponiamo lo sviluppo di nuovi tipi di armi nucleari. Si tratta di coordinare le opzioni che abbiamo insieme per rafforzare l&#8217;Europa e il Nord Atlantico”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La dottrina nucleare di Francia e Regno Unito</h2>



<p><strong>Il Regno Unito e la Francia sono le uniche potenze nucleari europee e due dei tre Stati dotati di armi nucleari indipendenti della NATO</strong>, insieme agli Stati Uniti. Sebbene entrambe le nazioni contribuiscano separatamente al deterrente atomico dell&#8217;Alleanza, la dichiarazione di messa a sistema dei due arsenali va oltre, sollevando la prospettiva di un <strong>processo decisionale integrato</strong> in scenari che comportano minacce esistenziali.</p>



<p>Londra e Parigi hanno da tempo <strong>ridimensionato il loro deterrente nucleare</strong>, che prima poteva contare su diversi sistemi di consegna, per affidarsi principalmente ai sottomarini lanciamissili balistici (SSBN) e ai missili da crociera aviolanciati. Il Regno Unito, in particolare, si affida esclusivamente agli <strong>SSBN </strong>avendo abbandonato i bombardieri strategici da lungo tempo, mentre per quanto riguarda il nucleare tattico solo da poco sta valutando di poter ritornare al <em>nuclear sharing</em> dell&#8217;Alleanza Atlantica, che vede però gli ordigni sotto la diretta dipendenza statunitense. </p>



<p>La Francia, oltre ad affidarsi agli SSBN, utilizza anche <strong>vettori da crociera</strong> aviolanciati (il missile ASMP – <em>Air Sol Moyenne Portée</em>), avendo chiuso i silo di vettori balistici basati a terra presso la base di Plateau d&#8217;Albion nel 1998. Si ritiene che la Francia abbia circa <strong>60 vettori ASMP</strong> e ha in servizio attivo 4 SSBN della <strong>classe Le Triomphant</strong> ciascuno dotato di 16 tubi di lancio verticali per missili balistici, mentre il Regno Unito ha in servizio 4 SSBN della <strong>classe Vanguard</strong> ciascuno dotato di 16 tubi di lancio verticali per missili balistici. La deterrenza francese, come quella britannica, contribuisce all&#8217;architettura di deterrenza complessiva della NATO.</p>



<p>Nonostante il rifiuto di Parigi di partecipare ai meccanismi di deterrenza condivisi all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza – la Francia non è membro del Gruppo di Pianificazione Nucleare della NATO –, riconosce di contribuire alla sua sicurezza grazie a questa capacità indipendente. Questo è stato espresso in seno alla NATO fin dal 1974, quando il Comunicato di Ottawa indicava che “due dei membri europei possiedono forze nucleari in grado di svolgere un ruolo deterrente autonomo, contribuendo al rafforzamento complessivo della deterrenza dell&#8217;Alleanza”. </p>



<p>La <strong>dottrina nucleare francese</strong> si fonda su due pilastri: è difensiva e deve prevenire qualsiasi attacco agli interessi vitali del Paese. La deterrenza nucleare francese è nata con l&#8217;obiettivo di garantire la sopravvivenza della nazione di fronte alla minaccia di un avversario di gran lunga superiore in termini di potenza militare convenzionale come era l&#8217;Unione Sovietica con l&#8217;intento di arrecare il maggior danno possibile non tanto all&#8217;intero sistema Paese (<em>countervalue</em>) e nemmeno contro tutte le forze strategiche avversarie (<em>counterforce</em>) ma di bersagliare i centri vitali politico/militari/industriali sovietici. Con la fine della Guerra Fredda, la Francia ha sviluppato il suo arsenale attorno al concetto di “stretta sufficienza”, ovvero lo sviluppo solo di un volume minimo di armi, considerato sufficientemente credibile da causare in modo affidabile danni inaccettabili a un avversario. </p>



<p>Anche <strong>il Regno Unito persegue la stessa dottrina</strong> di impiego: le armi nucleari sono esclusivamente per scopi difensivi, da impiegarsi solo in caso di estrema minaccia esistenziale, anche per difendere gli alleati della NATO. Parimenti, Londra mantiene il minimo numero di armi per essere efficaci e credibili, ovvero per esprimere una deterrenza. La Royal Navy, per questo, mantiene sempre un SSBN in mare, in pattugliamento, mentre uno è in cantiere, uno è in addestramento, e uno in prontezza operativa, e Parigi procede allo stesso modo.</p>



<p>Il presidente Macron ha precedentemente affermato che avvierà un dialogo strategico per <strong>estendere la protezione offerta dall&#8217;arsenale nucleare francese</strong> ai suoi partner europei, ma non è chiaro come verrà esteso l&#8217;ombrello atomico, ed ora che Parigi e Londra hanno unito il loro arsenale, se pur in mondo indipendente, la stessa domanda si pone anche per il Regno Unito. I due Paesi metteranno a disposizione i propri arsenali anche per la difesa dell&#8217;UE? C&#8217;è da augurarselo visto il vento che soffia a Washington, ma questo significherà quasi sicuramente che il contribuente europeo dovrà sobbarcarsi i costi di gestione di tali arsenali. </p>



<p>Sappiamo, ad esempio, che <strong>la Francia spende circa 5,6 miliardi di euro all&#8217;anno per il mantenimento del suo arsenale di 290 armi nucleari </strong>lanciate da sottomarini e cacciabombardieri, il quarto più grande al mondo. La Gran Bretagna, che descrive il suo programma nucleare come “operativamente indipendente”, in realtà <strong>si rifornisce di tecnologia missilistica dagli Stati Uniti</strong> (gli SLBM tipo Trident) e dipende da loro per il supporto all&#8217;acquisizione e alla manutenzione. Siamo quindi sicuri che alla Casa Bianca piaccia questo coordinamento degli arsenali? Perché in caso contrario potrebbero decidere di “chiudere i rubinetti” dei missili a Londra.</p>
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		<item>
		<title>Shell-Bp, l&#8217;incognita sul &#8220;matrimonio&#8221; tra i due colossi britannici del petrolio</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/shell-bp-lincognita-sul-matrimonio-tra-i-due-colossi-britannici-del-petrolio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2025 13:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[BP]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250627102012370_5e3c58a93863f5fd3f914b00fc03c8df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250627102012370_5e3c58a93863f5fd3f914b00fc03c8df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250627102012370_5e3c58a93863f5fd3f914b00fc03c8df-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250627102012370_5e3c58a93863f5fd3f914b00fc03c8df-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250627102012370_5e3c58a93863f5fd3f914b00fc03c8df-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250627102012370_5e3c58a93863f5fd3f914b00fc03c8df-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250627102012370_5e3c58a93863f5fd3f914b00fc03c8df-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una smentita è una notizia data due volte? Forse, anche se nel caso del presunto affare per la scalata di Bp da parte di Shell si tratta nel breve periodo della garanzia di un rinvio. Due giorni fa il Wall Street Journal ha dato la notizia che Shell aveva intenzione di rilevare per circa 60 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/shell-bp-lincognita-sul-matrimonio-tra-i-due-colossi-britannici-del-petrolio.html">[...]</a></p>
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<p>Una smentita è una notizia data due volte? Forse, anche se nel caso del presunto affare per la <strong>scalata di Bp da parte di Shell</strong> si tratta nel breve periodo della garanzia di un rinvio. Due giorni fa il <em>Wall Street Journal</em> ha dato la notizia che Shell aveva intenzione di rilevare per <strong>circa 60 miliardi di sterline (oltre 70 miliardi di euro)</strong> la rivale, ex British Petroleum, creando a Londra un maxi-conglomerato del greggio e dell&#8217;energia verticalmente integrato capace di rivaleggiare a pieno titolo con i colossi pubblici e privati del settore. </p>



<p>Shell ha però, per ora, negato esplicitamente l&#8217;affare e, secondo le regole di mercato britanniche, non potrà presentare un&#8217;offerta concreta prima dei prossimi sei mesi. La partita a scacchi del mercato mondiale dell&#8217;energia sembra però essersi animata attorno a Londra, dopo mesi in cui il direttore generale della Bp, Murray Auchincloss, ha lavorato pancia a terra per <strong>tagliare i costi e ottimizzare le sinergie</strong> interne di un gruppo che in termini di produzione di barili di petrolio equivalente rivaleggia con Shell ma è stato penalizzato negli anni da investimenti non ripagati, indebitamento e scarse economie di scala. </p>



<p>Questo aveva fatto emergere l&#8217;ipotesi di una fusione con Shell e un&#8217;unione tra due delle &#8220;<a href="https://it.insideover.com/energia/il-sogno-africano-di-mattei-loleodotto-della-liberta-per-sfidare-le-sette-sorelle.html">Sette Sorelle</a>&#8221; come successo in passato negli Usa con la nascita di ExxonMobil. L&#8217;amministratore delegato della Shell, <strong>Wael Sawan</strong>, ha nicchiato e parlando col <em>Financial Times </em>a maggio ha dichiarato che la compagnia della conchiglia gialla avrebbe preferito proseguire la campagna di riacquisto di azioni proprie che nell&#8217;ultimo triennio ha portato il gruppo di Londra a riportare in pancia almeno 36 miliardi di dollari di emissioni.</p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/755b4ddd-23d9-4f30-aafb-32c9c36e92c6">Il Ft nota che ad oggi </a>la fusione avrebbe una ratio industriale: per Shell &#8220;un accordo con BP potrebbe teoricamente rivelarsi una svolta per Shell, creando un gigante energetico con una capacità di pompaggio di quasi 5 milioni di barili di petrolio e gas al giorno, più di ExxonMobil o Chevron, titolare inoltre di un quarto del mercato mondiale del gas naturale liquefatto&#8221;. Insomma, un grande colosso capace di manovrare in una partita globale per il petrolio sempre più complessa e articolata, tra <strong>nuove frontiere produttive</strong>, l&#8217;incombere della transizione green che non spiazza la domanda di greggio, le tensioni geopolitiche e la necessità di governare una logistica complessa con economie di scala integrate.</p>



<p>Si nota che in questo contesto la partita prima che industriale appare di taglio finanziario. La sfida per un&#8217;eventuale fusione Shell-Bp sarebbe legata a far convivere i capitali, soprattutto americani, che nei due gruppi hanno posizioni predominanti. &#8220;Storicamente, i premi di acquisizione nelle principali acquisizioni nel settore petrolifero si sono attestati tra il 25 e il 40%, il che suggerisce un significativo potenziale di rialzo per gli azionisti di Bp&#8221;, nota Discovery Alert. </p>



<p>Tra questi azionisti, solo la banca Usa Morgan Stanley e il fondo Fisher Asset Management appaiono tra i primi dieci in entrambi i gruppi, mentre <a href="https://finance.yahoo.com/quote/SHEL/holders/?guccounter=1&amp;guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuZ29vZ2xlLmNvbS8&amp;guce_referrer_sig=AQAAAEkVmG5CzBpE2dqxDwX6KI-Q3K-_w8DRnMaRFFJOUCdUEfMuBbxmx8EnU-TeRT1YPhkt6SZPDPH3FlGJeY-QPLcBLXHlS3rkO_Xy8tEpev8oQNUYPwC5fc94qIsCPSZ_aMwUbHw7Wr6ucXZkcnr9Qr6CA5I8bUbYISo-uB1hRB1i">nel capitale di Shell</a> i segnalano fondi come Wellington e Eagle Capital ma anche istituzioni finanziarie di peso come Bank of America, mentre due dei fondi più grandi e in cerca di rendimenti del pianeta, BlackRock e State Street,<a href="https://finance.yahoo.com/quote/BP/holders/"> sono nel capitale di Bp assieme a Nomura e Goldman Sachs</a>. Diversi investitori vogliono dire <strong>diverse aspettative: la solida Shell è disposta a rischiare per la più incerta Bp</strong> e a sobbarcarsi i costi di un&#8217;integrazione? E gli azionisti dell&#8217;ex British Petroleum preferiscono la fusione o la stabilizzazione dei conti e il ritorno a lauti dividendi? Anche nell&#8217;energia la finanza ha logiche che superano quelle industriali. Ma dall&#8217;equilibrio tra queste partite si capirà se in futuro il deal potrà riaprirsi o si sarà trattato solo di una voce d&#8217;inizio estate.</p>



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		<title>UK, la vera storia dei violentatori pakistani che il Governo non ha voluto indagare</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/uk-la-vera-storia-dei-violentatori-pakistani-che-il-governo-non-ha-voluto-indagare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 13:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamenti su minore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1036" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-600x324.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-1024x553.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-768x414.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250120212116790_6bf2d3ecda930fab9f2f0cefb0dcb2fe-1536x829.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scandalo è esploso in questi giorni, ma dietro le polemiche c'è uno schema ben congeniato di orrori e violenze a danno di tante ragazze.</p>
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<p>Tutto è iniziato con le auto sportive, i vestiti firmati e i telefoni di ultima generazione, poi sono arrivati l’alcol e la droga e infine gli abusi che hanno traumatizzato generazioni di bambine e adolescenti per decenni. È il film dell’orrore che tutto <a href="https://it.insideover.com/societa/odio-social-e-arresti-nel-regno-unito-il-sottile-confine-tra-sicurezza-e-liberta.html">il <strong>Regno Unito</strong></a> sta guardando in questi giorni e che vede come protagoniste ragazzine di giovane età cadute nella piaga dello <strong>sfruttamento sessuale</strong> ad opera delle cosiddette <strong><em>grooming gangs</em></strong> (bande di adescamento), composte per lo più da predatori di origini pakistane. La vicenda è salita alla ribalta dopo che Jess Phillips, sottosegretario per la “salvaguardia e la violenza contro donne e ragazze”, ha rifiutato la richiesta avanzata dal consiglio cittadino di Oldham &#8211; nei pressi di Manchester &#8211; di condurre un’indagine a livello governativo sullo sfruttamento della prostituzione minorile nel territorio. Il diniego del Governo di Sua Maestà ha suscitato le ire di <strong>Elon Musk</strong> che tramite X ha attaccato frontalmente l’esecutivo accusandolo di nascondere la testa sotto la sabbia per non ammettere che la maggioranza degli adescatori e dei violentatori sia di origini asiatica. </p>



<p>Non è la prima volta che questo scandalo irrompe nel dibattito pubblico poiché <strong>le radici risalgano agli anni Novanta</strong> e nel corso degli anni Duemila qualcuno ha più volte tentato di fare luce sul fenomeno, non riuscendo però a catalizzare l’attenzione delle autorità competenti che, al contrario, sono state promotrici di un silenzio assordante.</p>



<p>Tutto ha avuto inizio nella piccola città di Rotherham di poco più di 100 mila abitanti e collocata nel Nord dell’Inghilterra. Qui i predatori transitavano <strong>davanti alle scuole negli orari di uscita degli studenti con le loro macchine o con dei taxi </strong>se avevano la licenza per guidarli. Per guadagnarsi la fiducia delle ragazzine, gli aguzzini offrivano loro un passaggio fino a casa o a una qualsiasi altra meta che desideravano raggiungere; nei giorni a seguire gli uomini si ripresentavano ma questa volta con dei doni per le future vittime in modo che quest’ultime avessero l&#8217;illusione di essere corteggiate. Le menti delle <em>grooming gang</em> si sono avvalse di ragazzi giovani e di bell’aspetto per plagiare più facilmente le vittime prescelte e far credere loro di vivere una storia romantica proprio mentre si affacciavano all’adolescenza e, dunque, di godere di ammirazione da parte delle coetanee per la frequentazione con uomini più maturi. Ovviamente, purtroppo, lo scopo era un altro: una volta instaurato il rapporto di fiducia, le ragazzine venivano introdotte a soggetti che non avevano mai visto prima e <strong>costrette ad avere con loro rapporti intimi.</strong> Le vittime erano destinate a soddisfare i bisogni di più carnefici, non a caso erano trasportate come pacchi postali da una parte all’altra di Rotherham e anche in altri paesi limitrofi, dando forma a una vera e propria rete di schiave del sesso costrette a conoscere diverse brutture. <strong>La somministrazione di alcol e droghe</strong> era l’elemento finale per stordire le vittime, renderle incapaci di ribellarsi e allo stesso dipendenti da quella condizione di sopruso, dato che gli stupefacenti fungevano da premio di consolazione se “si comportavano bene”.&nbsp;</p>



<p>Nel 2014, la professoressa <strong>Alexis Jay</strong> &#8211; incaricata di condurre un’indagine sugli abusi sessuali &#8211; ha pubblicato il rapporto <em>Indipendent Inquiry into Child Sexual Exploitation in Rotherham</em> mediante cui si è affermato che dalla fine degli anni Novanta fino agli anni Dieci di questo millennio, circa <strong>1.400 bambine e adolescenti sono state abusate</strong> a Rotherham, <strong>quasi tutte da esponenti della comunità pakistana, sebbene questa sia il 5% della comunità cittadina.</strong> Nel rapporto della professoressa Jay si può leggere che la maggior parte delle vittime prescelte erano già state attenzionate dai servizi sociali perché provenienti da contesti familiari disfunzionali e affette da problemi di salute mentale, dunque un target ideale per chi era alla ricerca di prede facili da manipolare.</p>



<p>Inoltre, nel documento si legge di <strong>vere e proprie torture psicologiche e di ricatti diabolici perpetrati dagli esponenti delle <em>grooming gangs</em> </strong>per intimidire le ragazze ed evitare che confidassero a qualcuno quanto subito; ecco che allora le vittime venivano cosparse di benzina e minacciate di essere bruciate vive o costrette ad assistere a degli stupri di gruppo facendo loro credere di essere le prossime se avessero parlato.&nbsp;</p>



<p>Nel corso degli anni, il fenomeno si è allargato anche ad altre città come Rochdale, Huddersfield, Telford, Oxford e altre, dove ad andare in scena è sempre stato lo stesso schema di Rotherham, con le stesso archetipo di vittime e gli stessi carnefici. Già in passato, una rappresentante di un’associazione locale per la protezione dei minori aveva denunciato alle forze di polizia circa una cinquantina di casi di bambine abusate, ma <strong>le autorità non vollero saperne niente avanzando anche delle accuse di razzismo</strong> nei confronti della fonte.&nbsp;</p>



<p>Oggi che lo scandalo è esploso in tutto il suo orrore con conseguenti polemiche che hanno travolto il palcoscenico della politica &#8211; il premier <strong>Keir Starmer</strong> è stato accusato dai suoi detrattori di avere ignorato o peggio insabbiato le prove incriminanti per gli adescatori sud-asiatici quando era direttore delle <em>Public Prosecutions</em> -, l’auspicio è che si possa fare piena luce su una questione che ha distrutto molte vite  e che ha aperto una ferita nella società non facilmente rimarginabile. Per fare ciò non ci può essere ideologia politica che tenga.   </p>
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		<title>Il laser anti-aereo di Thales UK è pronto: solo 13 centesimi per abbattere un drone</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-laser-anti-aereo-di-thales-uk-e-pronto-solo-13-centesimi-per-abbattere-un-drone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2024 07:44:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1333" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1.jpg 1333w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1-768x769.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1333px) 100vw, 1333px" /></p>
<p>Thales UK, filiale britannica del conglomerato francese della Difesa, è pronta in estate a testare il sistema d&#8217;arma a energia diretta studiata per colpire con impulsi elettronici gli sciami di droni nemici, preparandosi a consegnarlo nel 2025 alle forze armate britanniche. Lo ha dichiarato di recente il Ceo di Thales UK, Alex Casswell, annunciando l&#8217;avanzamento &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-laser-anti-aereo-di-thales-uk-e-pronto-solo-13-centesimi-per-abbattere-un-drone.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1333" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1.jpg 1333w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240623162737108_db3556adf325b1598b0bc82417fa7507-1-768x769.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1333px) 100vw, 1333px" /></p>
<p><strong>Thales UK</strong>, filiale britannica del conglomerato francese della Difesa, è pronta in estate a testare il sistema d&#8217;arma a <strong>energia diretta</strong> studiata per <strong>colpire con impulsi elettronici</strong> gli sciami di droni nemici, preparandosi a consegnarlo nel 2025 alle forze armate britanniche. Lo ha dichiarato di recente il Ceo di Thales UK, <strong>Alex Casswell</strong>, annunciando l&#8217;avanzamento degli studi sul progetto della <strong>Radio Frequency Directed Energy Weapon (RFDEW)</strong> che l&#8217;azienda sta portando avanti assieme al <strong>Defence Science and Technology Laboratory</strong> del ministero della Difesa di Londra.</p>



<p>Il sistema utilizzerà, come detto, la <strong>possibilità di utilizzare come arma gli impulsi elettromagnetici</strong> e sarà montabile su mezzi di combattimento e operativo in ogni contesto. La RFDEW avrà un raggio operativo per i suoi impulsi pari a circa un chilometro di distanza. Operativamente, il suo obiettivo sarà quello di <strong>colpire con le onde radio emesse l&#8217;elettronica nemica</strong> consentendo il danneggiamento o, nel migliore dei casi, l&#8217;abbattimento dei velivoli nemici senza pilota che minacciano le forze sul campo. Ogni colpo, secondo il <a href="https://it.insideover.com/politica/global-britain-o-satellite-americano-la-scelta-dura-di-londra.html">ministero della Difesa</a>, costerà solo l&#8217;equivalente di 13 centesimi di euro, garantendo dunque una capacità di gestione delle risorse molto meno onerosa dell&#8217;intercettazione basata sulla <strong>difesa missilistica.</strong></p>



<p>La lezione di recente appresa dal Regno Unito e dagli alleati nella gestione della crisi geopolitica del Mar Rosso, ove i <strong>droni sono l&#8217;arma preferita assieme ai missili dei ribelli yemeniti Houthi</strong> per interdire il traffico marittimo, ha chiamato i Paesi dell&#8217;Alleanza Atlantica a crescenti sforzi per ottimizzare la tutela in tal senso. Non a caso, ricorda <em>Breaking Defence,</em> &#8220;dall’altra parte dell’Atlantico, gli sforzi della Marina americana per sviluppare soluzioni più convenienti per abbattere droni economici o missili antinave invece di utilizzare munizioni convenzionali costose stanno aumentando allo stesso modo&#8221;.</p>



<p>Dal 2021, a tal proposito, Thales lavora anche alla<a href="https://www.navalnews.com/event-news/dsei-2023/2023/09/uks-new-dew-roadmap-includes-maritime-laser-weapon/"> Laser Direct Energy Weapon (LDEW) funzionale all&#8217;intercettazione specifica <strong>per il dominio navale.</strong></a> E nel frattempo, se il RFDEW sarà realtà, gli stabilimenti Thales di Belfast, capoluogo dell&#8217;Irlanda del Nord, saranno chiamati a uno sforzo operativo sempre <a href="https://www.ft.com/content/3675f8ad-0a9c-45e4-9454-fc1212a1b487">più ampio dopo aver aumentato del 10% nel 2023 la produzione</a> di missili anticarro NLAW e antiaerea tipo Starstreak destinati all&#8217;Ucraina. <strong>Il mondo si riarma e cerca nuove soluzioni operative</strong> per le forze armate. Il Regno Unito dimostra di possedere ancora capacità innovativa e di sviluppo. Aprendo la frontiera su un dominio poco esplorato ma fondamentale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-laser-anti-aereo-di-thales-uk-e-pronto-solo-13-centesimi-per-abbattere-un-drone.html">Il laser anti-aereo di Thales UK è pronto: solo 13 centesimi per abbattere un drone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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