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	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
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	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tony Blair, massacratore di iracheni, &#8220;maestro di Leadership&#8221;? Ma per favore&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/tony-blair-massacratore-di-iracheni-maestro-di-leadership-ma-per-favore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 07:02:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070916285614_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070916285614_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070916285614_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070916285614_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070916285614_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070916285614_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070916285614_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ex primo ministro britannico Tony Blair torna in libreria con un saggio sulla leadership: ma ci si dimentica il suo disastro in Iraq.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/tony-blair-massacratore-di-iracheni-maestro-di-leadership-ma-per-favore.html">Tony Blair, massacratore di iracheni, &#8220;maestro di Leadership&#8221;? Ma per favore&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070916285614_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070916285614_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070916285614_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070916285614_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070916285614_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070916285614_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070916285614_5bf5a5bd7ab8b35dfe6fe8d72ac53a04-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È passato più di un quarto di secolo da quando Sir Anthony Charles Lynton Blair KG, meglio conosciuto come <strong>Tony Blair</strong>, divenne, nel maggio del 1997, Primo ministro del Regno Unito. La sua elezione, dopo 18 anni ininterrotti di governo conservatore, venne vista come una boccata d’aria fresca da quella <em>working class</em> britannica che non aveva mai digerito il neoliberismo della “Lady di ferro” Margaret Tatcher. Dopodiché, sul fronte economico-sociale, il giovane Tony Blair sposò la “terza via” e trasformò il <em>Labour</em> in un partito più di centro che di sinistra, tradendo molte delle promesse fatte a quella stessa classe lavoratrice. Lasciata Downing Street nel 2007, Blair si dedicò a diverse attività: inviato speciale per il Quartetto sul Medio Oriente (2007-2015), ha fondato nel 2016 la sua organizzazione “filantropica”, la <em>Tony Blair Institute for Global Change</em>, prima di diventare consulente per diversi Governi e leader mondiali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo libro dell’ex premier</h2>



<p>L’ex premier, a 71 anni, ha ora deciso di pubblicare il suo nuovo libro <em>Leadership, l’arte di governare</em>, primo volume pubblicato dalla Silvio Berlusconi Editore, la nuova casa editrice fondata da Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e della Mondadori. La stampa lo esalta, <a href="https://www.theguardian.com/politics/article/2024/sep/01/tony-blair-on-leadership-book-interview-starmer-ai-trump">a cominciare dal <em>Guardian</em></a>, che ha dedicato un lungo articolo al saggio in cui vengono dispensati consigli sull’arte di governare. <strong>Tony Blair riflette sulle fasi della leadership</strong>: nella prima, a suo dire, i leader sono ricettivi perché consapevoli della loro inesperienza. Nella seconda, credono di sapere tutto, diventano arroganti e meno disposti ad ascoltare, il che li rende vulnerabili. La maturità, nella terza fase, arriva con la consapevolezza che la loro esperienza non è completa, portandoli a riscoprire l&#8217;umiltà e a imparare di nuovo. In Italia, il quotidiano <em>La Repubblica</em>, che nel titolo lo definisce “maestro di leadership”, ricorda come sia l’unico laburista della storia a essere stato eletto tre volte consecutive a <strong>Downing Street</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Caro Blair, cosa puoi dirci dell’Iraq?</h2>



<p>Fin qui, tutto bene. O quasi. Davvero si può imparare qualcosa da un leader che, nel 2003, insieme all’allora presidente americano George W. Bush, promosse sulla base di false informazioni date in pasto ai media e all’opinione pubblica l’invasione dell’Iraq di <strong>Saddam Hussein</strong>? È giusto ricordare qualche numero. Secondo alcune fonti, tra cui il progetto <em><a href="https://www.iraqbodycount.org/">Iraq Body Count</a></em>, il numero di vittime civili irachene è stimato tra 150.000 e 200.000. Ma secondo altri studi, come quello della <em><a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(06)69491-9/abstract?iseop=true">rivista Lancet</a></em> e altre fonti accademiche, il numero totale di morti, inclusi combattenti e civili, <a href="https://www.washingtonpost.com/world/2023/05/15/war-on-terror-911-deaths-afghanistan-iraq/">potrebbe superare il milione</a>. </p>



<p>Quella guerra, voluta in primo luogo da Bush e Blair, causò anche un&#8217;enorme crisi umanitaria, con milioni di iracheni costretti a lasciare le loro case. Si stima che circa <strong>4,7 milioni di persone</strong> siano state sfollate internamente o abbiano cercato rifugio all&#8217;estero durante e dopo il conflitto. Senza contare un altro aspetto gravissimo: la destabilizzazione dell&#8217;Iraq dopo l&#8217;invasione del 2003 di angloamericani e alleati creò un contesto favorevole alla nascita e alla crescita dei terroristi dell&#8217;ISIS-Daesh. Il crollo del regime di Saddam Hussein portò infatti a un vuoto di potere, esacerbato da tensioni settarie tra sunniti, sciiti e curdi, in cui l&#8217;estremismo jihadista proliferò. Insomma, un disastro sotto ogni punto di vista.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rapporto che inchioda l’ex Primo ministro</h2>



<p>Non è una questione di opinioni. C’è un rapporto che inchioda Tony Blair alle sue responsabilità. La <strong>Commissione Chilcot</strong>, ufficialmente nota come <em>Iraq Inquiry</em>, ha<a href="https://www.gov.uk/government/publications/the-report-of-the-iraq-inquiry"> pubblicato il suo rapporto nel 2016</a>, esaminando il coinvolgimento del Regno Unito nella guerra in Iraq del 2003. Il dossier ha infatti stabilito che Blair decise di invadere l’Iraq prima che fosse stata esaurientemente esplorata la possibilità di una risoluzione diplomatica, dopo che gli Stati Uniti accusarono <strong>Saddam Hussein</strong> di essere in possesso di quelle armi di distruzioni di massa che, come sappiamo, non esistevano. Peccato che, come ha stabilito lo stesso rapporto, le informazioni di intelligence, usate per giustificare la guerra, fossero &#8220;imprecise e non giustificate&#8221;, cosa di cui Tony Blair era perfettamente a conoscenza.</p>



<p>Senza contare la totale mancanza di lungimiranza e pianificazione: la Commissione ha infatti criticato Blair e il suo Governo per non aver pianificato adeguatamente le conseguenze del conflitto, in particolare la gestione post-bellica dell&#8217;Iraq, che ha portato a un lungo periodo di instabilità, morte e violenza. Insomma, Tony Blair è stato tutto fuorché un leader lungimirante e ha promosso una guerra costata la vita a centinaia di migliaia di persone. Ma nell’Occidente dei doppi standard, anche un politico come Tony Blair può diventare “maestro di leadership”. Semmai, come cantava <strong>Bob Dylan</strong> nel 1963, è uno dei <em>Masters of War</em>, uno dei tanti <em>Signori della guerra</em> della storia recente.</p>
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		<title>UK-Ruanda: la chiamano sicurezza ma è una deportazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/uk-ruanda-la-chiamano-sicurezza-ma-e-una-deportazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 May 2024 10:13:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Conservatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240502125410100_2e772c7e6a16a98df8d5a05797d97740.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240502125410100_2e772c7e6a16a98df8d5a05797d97740.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240502125410100_2e772c7e6a16a98df8d5a05797d97740-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240502125410100_2e772c7e6a16a98df8d5a05797d97740-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240502125410100_2e772c7e6a16a98df8d5a05797d97740-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240502125410100_2e772c7e6a16a98df8d5a05797d97740-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240502125410100_2e772c7e6a16a98df8d5a05797d97740-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il parlamento britannico, dopo due anni di discussioni, revisioni, battaglie tra la maggioranza, l’opposizione e le organizzazioni per il rispetto e la difesa dei diritti umani, martedì 22 aprile  ha approvato il disegno di legge che consente all’esecutivo del premier Sunak di inviare i richiedenti asilo, sbarcati in Inghilterra con piccole imbarcazioni di fortuna, in Ruanda, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/uk-ruanda-la-chiamano-sicurezza-ma-e-una-deportazione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240502125410100_2e772c7e6a16a98df8d5a05797d97740.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240502125410100_2e772c7e6a16a98df8d5a05797d97740.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240502125410100_2e772c7e6a16a98df8d5a05797d97740-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240502125410100_2e772c7e6a16a98df8d5a05797d97740-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240502125410100_2e772c7e6a16a98df8d5a05797d97740-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240502125410100_2e772c7e6a16a98df8d5a05797d97740-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240502125410100_2e772c7e6a16a98df8d5a05797d97740-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il parlamento britannico, dopo due anni di discussioni, revisioni<strong>, battaglie tra la maggioranza,</strong> l’opposizione e le organizzazioni per il rispetto e la difesa dei diritti umani, martedì 22 aprile  ha approvato il disegno di legge che consente all’esecutivo del <strong><a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-scure-di-sunak-sullimmigrazione-nella-manica-verso-il-bando-totale-a-chi-giunge-nel-regno-unito.html">premier Sunak </a></strong>di inviare i richiedenti asilo, sbarcati in Inghilterra con piccole imbarcazioni di fortuna, in Ruanda, affinché le loro richieste siano prese in considerazione dalla nazione della Regione dei Grandi Laghi. Il ministro degli Interni James Cleverly, come riferito dalla CNN, ha affermato in un video pubblicato su X che “il <strong>Safety Rwanda Bill </strong>è stato approvato in Parlamento e diventerà legge entro pochi giorni”. Si è arrivati quindi al termine di un processo legislativo e giudiziario che ha sollevato indignazione a livello planetario. Tutti le principali testate internazionali e le organizzazioni a <strong>difesa dei diritti umani hanno mostrato ed espresso profondo sconcerto </strong>per la decisione presa dal governo di Downing Street, ma per capire esattamente come e a cosa si è arrivati, è bene ripercorrere le tappe di una delle leggi più discusse e controverse degli ultimi tempi.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="UK removes first failed asylum seeker to Rwanda via voluntary scheme" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/JGAZSlwzmTE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_JGAZSlwzmTE");</script>
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<p>Innanzitutto il Safety Rwanda Bill, stando a quanto dichiarato dal governo del Regno Unito prevede che ogni richiedente asilo entrato nel Regno Unito &#8220;illegalmente&#8221; dopo il 1° gennaio 2022, potrebbe essere inviato in Ruanda. Le loro richieste di asilo verrebbero quindi processate a Kigali, anziché in Gran Bretagna e qualora ottenessero il nulla osta dal governo ruandese, gli immigrati potrebbero ottenere lo status di rifugiato e essere autorizzati a rimanere nel paese dell&#8217;Africa centro orientale. In caso di bocciatura delle loro pratica potrebbero fare <strong>domanda per stabilirsi in Ruanda </strong>per altri motivi, o cercare asilo in un altro &#8220;paese terzo sicuro&#8221;, ma nessun richiedente asilo potrebbe fare domanda per tornare nel Regno Unito. <strong>I ministri del gabinetto di Sunak affermano che il piano vuol fare da deterrente e scongiurare le partenze su piccole imbarcazioni verso il Regno Unito</strong> attraverso il Canale della Manica. La legge, però è bene ricordare, che era stata bocciata nel novembre del 2023 dalla Corte Suprema che aveva definito il programma illegale dal momento che rifugiati, dopo essere atterrati in Ruanda, rischierebbero di essere rispediti nei loro paesi d&#8217;origine, dove potrebbero subire gravissime conseguenze e la loro vita sarebbe a rischio. E stando a quanto dichiarato dalla Corte, questo aspetto violerebbe la Convenzione europea dei diritti umani e il Regno Unito ne è firmatario. I giudici hanno inoltre fatto sapere alla stampa che nel 2021 il governo britannico stesso aveva criticato il <strong><a href="https://it.insideover.com/migrazioni/migranti-dal-regno-unito-al-ruanda-cosa-ce-dietro-la-scelta-di-johnson.html">Ruanda per &#8220;uccisioni extragiudiziari, morti in custodia</a></strong>, sparizioni forzate e tortura&#8221; e hanno anche ricordato un incidente del 2018, quando la polizia ruandese ha aperto il fuoco sui rifugiati in protesta, uccidendo 11 persone.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="First migrants bound for Rwanda detained in Home Office raids" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/7n_dVDb3AdE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_7n_dVDb3AdE");</script>
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<p>A quel punto il governo britannico ha presentato una legge per chiarire che il Ruanda è un Paese sicuro e ha&nbsp; firmato un nuovo trattato sulla migrazione con il Ruanda, che stando a quanto fatto sapere dal ministro dell&#8217;Interno<strong> James Cleverly, </strong>garantisce che chiunque venga inviato a Kigali non può essere rimandato nel proprio paese d&#8217;origine e il premier britannico ha fatto sapere che tra 10, 12 settimane inizieranno i primi voli da Londra verso l’Africa.&nbsp;</p>



<p>Ma che Paese è il Ruanda? Il Ruanda, uno degli stati più sovrappopolati del continente africano, conosciuto per il genocidio del 1994 e per essere divenuto negli ultimi anni una nazione all’avanguardia nell’Africa centrale, tanto da essere stato ribattezzato la Svizzera d’Africa, è in tutto e per tutto una dittatura con al potere un solo uomo: Paul Kagame. L’ex leader del <strong>Fronte Patriottico Ruandese, </strong>dopo aver preso il potere, ha instaurato un’autocrazia retta sulla paura, la delazione e la repressione di ogni dissenso. “<em>Ma questo dittatore non è un paria, come Vladimir Putin in Russia o Bashar al-Assad in Siria. Si tratta invece di uno degli amici migliori e più affidabili dell&#8217;Occidente”,</em> scrive il New York Times e se si pensa che è stato invitato a parlare ad <strong>Harvard, a Yale,</strong> è stato elogiato dall’ex segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, la più grande casa automobilistica europea, la Volkswagen, gestisce uno stabilimento di assemblaggio in Ruanda, nel 2025 Kigali ospiterà i mondiali di ciclismo e i donatori occidentali finanziano&nbsp;ben il 70% del bilancio nazionale del Ruanda; ecco che le parole del quotidiano statunitense appaiono estremamente e drammaticamente cristalline. <strong>Il dietro le quinte del Paese delle Mille Colline</strong> però è molto spettrale. In politica interna Kagame infatti, da quando ha preso il potere nel 1994, ha sempre manipolato le elezioni arrivando a ottenere quasi il 99% dei voti nel 2017, ha messo a tacere la stampa, ha sedato ogni forma di dissenso arrivando a incarcerare persino degli youtuber, molti dei suoi oppositori sono&nbsp;<a href="https://edition.cnn.com/2019/07/27/africa/rwanda-opposition-disappearances-intl/index.html">scomparsi</a>&nbsp;, in alcuni casi assassinati, secondo le Nazioni Unite il gruppo militare di cui era alla guida durante la guerra degli anni ’90 si è macchiato dell’uccisione di decine di migliaia di Hutu e attraverso eserciti ombra da lui sostenuti ha invaso due volte la Repubblica Democratica del Congo.</p>



<p>Che dire quindi se non che il Ruanda, al di là dei legami economici, dei rapporti di realpolitik, e degli interessi di palazzo, non è bel un Paese in cui essere deportati. Soprattutto se ad essere deportati sono coloro che hanno messo a rischio la propria vita tra le correnti del Canale della Manica, per fuggire da dittature e regimi analoghi a quello ruandese.</p>
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