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	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
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	<title>Regno Unito Archives - InsideOver</title>
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		<title>Intifada in facoltà: la rivolta pro-Palestina dei campus europei</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/intifada-in-facolta-la-rivolta-pro-palestina-dei-campus-europei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2024 09:22:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1271" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051716345442_8867f699a230621d17b357b89924dc95.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051716345442_8867f699a230621d17b357b89924dc95.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051716345442_8867f699a230621d17b357b89924dc95-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051716345442_8867f699a230621d17b357b89924dc95-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051716345442_8867f699a230621d17b357b89924dc95-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051716345442_8867f699a230621d17b357b89924dc95-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024051716345442_8867f699a230621d17b357b89924dc95-1536x1017.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sempre più numerosi, in Europa i campus che si sono schierati contro le operazioni militari di Israele e per la Palestina. Una mappa.</p>
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<p>Da settimane le università di tutti gli Stati Uniti sono teatro di enormi proteste. Gli studenti hanno occupato i campus per chiedere il cessate il fuoco a Gaza e l’interruzione delle partnership universitarie con gli istituti israeliani e i forti rapporti che queste hanno con le lobby americane delle armi. <strong>L’eco di queste proteste è arrivato fino in Europa</strong>. Nella maggior parte delle città universitarie europee il clima pro-palestinese si sta alimentando vertiginosamente. Da Amsterdam, passando per Madrid fino ad arrivare a Roma, <strong>gli studenti europei chiedono a gran voce un’inversione di rotta</strong> e la condanna per la brutalità delle azioni belliche israeliane a Gaza. Da decenni non si registravano proteste così sentite ed estese in tutta la regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Nord a Sud, universitari con Gaza</h2>



<p>Gli <strong>atenei</strong> <strong>italiani</strong> sono stati occupati da Nord a Sud. Con lo slogan “Intifada universitaria”, i comitati studenteschi contro la guerra si sono riuniti in numerose città come Milano, Torino, Napoli, Bologna, Pisa, ma in prima fila c’è la Sapienza di Roma dove è stata allestita una tendopoli e gli slogan pro-palestinesi sono ovunque. </p>



<p>In <strong>Olanda</strong> le proteste sono iniziate il 6 maggio e da lì si sono diffuse a macchia d’olio arrivando fino a Maastricht, Nimega, Eindhoven, Utrecht, Groninga e Leida. Le università olandesi hanno raggruppato decine di migliaia di persone in marce, occupazioni di locali e tendopoli diramandosi tra le strade delle città, oltre i campus universitari. Ad Amsterdam è stato occupato un edificio universitario dove dai balconi fuoriuscivano bandiere palestinesi seguiti da cori che recitavano “Ogni volta che mentono, un bambino muore a Gaza”, riferendosi alle università. La città è stata teatro di forti scontri con la polizia che più volte ha caricato la folla e ha effettuato decine di arresti.</p>



<p>In <strong>Germania</strong> la prima grande manifestazione avvenuta ha avuto luogo all&#8217;Università Humboldt di Berlino il 3 maggio dove la polizia ha fatto 37 arresti ed è riuscita ad allontanare oltre 200 studenti. In Germania le<strong> manifestazioni in sostegno alla Palestina sono vietate</strong> e ogni forma di critica verso Israele viene considerata antisemita. Sin dall’inizio della guerra la violenza della polizia nei confronti dei manifestanti è stata degna di nota. Adesso si è acceso un dibattito dopo che alcuni accademici hanno pubblicato un documento a sostegno del diritto degli studenti di manifestare pacificamente, anche occupando i campus. La lettera ha provocato durissime critiche soprattuto da parte di alcuni giornali che hanno descritto gli accademici come sostenitori di Hamas e accusati di antisemitismo. Anche i politici si sono schierati contro gli accademici e gli studenti che dicono avere “odio contro Israele e gli ebrei”.&nbsp;</p>



<p>All’Università di <strong>Vienna</strong> invece gli studenti non sono nemmeno riusciti a montare le prime tende che la polizia li ha evacuati nel giro di poco tempo. La stessa presidente dell’associazione studentesca Nora Hasan si è scagliata contro gli studenti accusando alcuni di loro di antisemitismo. La politica austriaca, come in Germania, non tollera nessuna forma di protesta contro Israele e ritiene il movimento pro-palestinese non in linea con i principi austriaci. </p>



<p>Nei <strong>Paesi del Nord Europa</strong> la situazione rimane la stessa. I campus vengono occupati e le manifestazioni continuano. In <strong>Svezia</strong> il governo di destra critica fortemente tutte le forme di protesta e ci sono stati numerosi arresti, tra cui quello dell’attivista Greta Thunberg a Malmo che protestava contro la partecipazione di Israele all’Eurovision che si è tenuto proprio in Svezia. L’aria si sta facendo molto tesa tanto che decine di ricercatori dell’Università di Lund hanno pubblicato un articolo in cui denunciano le autorità di ritorno al fascismo. A <strong>Copenaghen</strong> gli studenti sono accampati fuori dall’università dal 6 maggio. Pure ad Helsinki l’università è stata occupata.&nbsp;</p>



<p>Anche in un paese come la <strong>Svizzera</strong>, spesso lontano dai movimenti di protesta, è arrivato il movimento studentesco globale per la Palestina e i campus di Friburgo, Basilea e Berna si stanno mobilitando. Dal 7 maggio un edificio dell’università di Ginevra è stato occupato. A Losanna l’occupazione è durata ben quattro giorni e a Zurigo è partita il 14 maggio.&nbsp;</p>



<p>In <strong>Spagna</strong> e in <strong>Irlanda</strong>, gli unici paesi dell’Ue che sostengono la creazione di uno stato palestinese, le manifestazioni si sono svolte senza scontri o limitazioni. In Spagna sono sorti accampamenti nei campus di Barcellona, Madrid, Pamplona, Siviglia, Bilbao e Valencia. In Irlanda la prestigiosa università Trinity College. </p>



<p>Diversa la situazione in <strong>Regno Unito</strong> dove il governo di destra del conservatore <strong>Rishi Sunak</strong> chiede ai campus universitari più polso duro contro quello che lui definisce antisemitismo. I rettori hanno però sottolineato la libertà accademica e di espressione. La rettrice Sally Mapstone, dell&#8217;Università di St Andrews in Scozia, ha affermato che lo smantellamento degli accampamenti non è una misura necessaria. Le università coinvolte sono almeno undici tra Newcastle, Leeds, Lancaster, Cambridge, Oxford, Edimburgo e Goldsmiths a Londra. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Stop collaborazioni: cosa chiedono gli studenti</strong></h2>



<p>Quel che accomuna tutti questi movimenti studenteschi è la<strong> volontà di recedere dai numerosi e diffusi accordi di collaborazione che le università hanno stipulato nel tempo con Israele</strong>. Alla Sapienza di Roma ad esempio si chiede alla rettrice <strong>Antonella Polimeni</strong> di ritirare la presenza dell’università da una fondazione che viene finanziata da Leonardo, la quale fornisce una grandissima mole di armi a Israele.&nbsp;</p>



<p>In alcuni di questi Paesi sono stati raggiunti i risultati sperati come in Irlanda, dove la direzione dell<strong>&#8216;università di Dublino ha promesso di porre fine ai suoi impegni finanziari con Israele</strong>, in particolare agli investimenti in aziende con sede nei territori occupati. In Spagna molti atenei hanno promesso di <strong>rivedere o sospendere alcuni accordi di collaborazione con centri di ricerca e università israeliane</strong> che non hanno mostrato un fermo impegno per la pace e il rispetto del diritto internazionale umanitario. Anche in <strong>Norvegia</strong>, dove il governo ha da subito condannato i bombardamenti su Gaza, cinque università hanno deciso di sospendere tutte le collaborazioni in corso con le università israeliane, in articolare l’università di Bergen.&nbsp;</p>



<p>In altri Paesi invece i <strong>dialoghi</strong> diventano sempre più <strong>difficili</strong> e le operazioni della polizia più insistenti.&nbsp;</p>



<p>La corrente partita dagli Stati Uniti ha raggiunto l’Europa e non sembra ancora pronta a fermarsi. Al contrario sembra che stia nascendo un n<strong>uovo senso di consapevolezza</strong> e una nuova ma anche antica insofferenza nei confronti delle interferenze occidentali nelle guerre in Medio Oriente e dell’illimitato e cieco sostegno a Israele.&nbsp;</p>
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		<title>Regno Unito e Polonia: una nuova &#8220;relazione speciale&#8221;?</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/regno-unito-e-polonia-una-nuova-relazione-speciale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2023 09:52:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYR8ORUG4GW_GqUYmVFX_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYR8ORUG4GW_GqUYmVFX_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYR8ORUG4GW_GqUYmVFX_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYR8ORUG4GW_GqUYmVFX_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYR8ORUG4GW_GqUYmVFX_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYR8ORUG4GW_GqUYmVFX_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/AYR8ORUG4GW_GqUYmVFX_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quello di Regno Unito e Polonia verso l&#8217;attuale, solida alleanza è stato un viaggio piuttosto accidentato. Anche se non c&#8217;è mai stata una guerra tra&#160;Polonia e Regno Unito, le relazioni bilaterali tra i due paesi nel secolo scorso sono state piuttosto altalenanti. Recentemente, la Brexit ha complicato ancora di più le relazioni polacco-britanniche, ma&#160;l&#8217;aggressione russa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/regno-unito-e-polonia-una-nuova-relazione-speciale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/regno-unito-e-polonia-una-nuova-relazione-speciale.html">Regno Unito e Polonia: una nuova &#8220;relazione speciale&#8221;?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Quello di Regno Unito e Polonia verso l&#8217;attuale, solida alleanza è stato un viaggio piuttosto accidentato. Anche se non c&#8217;è mai stata una guerra tra&nbsp;<strong>Polonia e Regno Unito</strong>, le relazioni bilaterali tra i due paesi nel secolo scorso sono state piuttosto altalenanti. Recentemente, la Brexit ha complicato ancora di più le relazioni polacco-britanniche, ma&nbsp;<strong><a href="https://www.insideover.com/war/the-role-of-us-intelligence-in-the-ukraine-war.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;aggressione russa all&#8217;Ucraina nel 2022</a></strong>&nbsp;le ha sollevate e le ha portate a un livello completamente nuovo: la cooperazione strategica. Finché le questioni di sicurezza saranno una priorità, le relazioni anglo-polacche rimarranno forti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Potenze terrestri e marittime</strong></h2>



<p>Il premio Nobel e poeta, Czesław Miłosz ha scritto nel suo libro &#8220;Family Europe&#8221; alcune parole sulla Confederazione polacco-lituana, una monarchia elettorale istituita come tale nel 1569. Lo stato comune polacco-lituano collegava comunità, nazioni e terre tra <a href="https://it.insideover.com/politica/russofobia-il-motore-della-politica-polacca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il&nbsp;<strong>Baltico e il Mar Nero</strong></a><strong>,&nbsp;</strong>essendo all&#8217;epoca la più grande potenza terrestre dell&#8217;Europa e la porta per i collegamenti continentali con l&#8217;Asia. Nello stesso momento storico, nell&#8217;altra parte d&#8217;Europa, un&#8217;altra grande potenza emerse, il Regno Unito. Uno era dalla forza della terra, l&#8217;altro dalla forza del mare.</p>



<p>La parola<strong>&nbsp;Commonwealth</strong>&nbsp;usata da Czesław Miłosz per descrivere lo stato polacco-lituano non è altro che un calco della soluzione britannica, il cui inizio fu l&#8217;unione di Inghilterra e Scozia nel 1707 – storicamente un po &#8216;più tardi, ma molto più conosciuta nel mondo. Nel suo libro il poeta di origine lituana ha anche scritto sul tipo di visione del mondo, al tempo in cui la regina Elisabetta I governava a Londra; un&#8217;immaginazione in cui &#8220;gli alberi delle navi veloci che inseguivano i galeoni spagnoli al largo della Giamaica e delle Barbados provenivano per lo più dal mio paese&#8221;. Questo &#8220;<strong>mio paese&#8221; per il poeta era esattamente la Confederazione polacco-lituana – per&nbsp;</strong>il mondo di quei tempi, ricco di foreste, legno e colture, che commerciava praticamente con il mondo intero in quel momento, specialmente gli inglesi e gli olandesi. Se la prima &#8220;globalizzazione&#8221; del 17 ° secolo era basata sull&#8217;invenzione di navi moderne &#8211; caravelle &#8211; non sarebbe potuto accadere senza il Commonwealth dell&#8217;Europa centrale, che ha fornito tutte le materie prime necessarie per la loro costruzione.</p>



<p>Che questa connessione, leggendaria da un lato, e molto concreta dall&#8217;altro, serva come una descrizione adeguata delle relazioni polacco-britanniche. Quando la&nbsp;<strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/letteratura/cos-i-vichinghi-hanno-cambiato-leuropa-2127032.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">battaglia di Hastings nel 1066</a>&nbsp;</strong>ebbe luogo sulla costa sud-orientale dell&#8217;Inghilterra, Boleslao II il Temerario, terzo re di Polonia della dinastia Piast, governò nella prima capitale polacca, Gniezno; quando la Magna Carta inglese fu presentata nel 1215, il primo privilegio di immunità polacca per la Chiesa fu concesso dai duchi della dinastia Piast: il clero ottenne una notevole indipendenza dall&#8217;autorità statale. Sviluppati in seguito diversi tipi di carte delle libertà, ad esempio la statua di Kalisz o gli statuti di Nieszawa &#8211; il segno distintivo dell&#8217;ordine legislativo del Commonwealth polacco-lituano &#8211; avevano lo stesso valore fondamentale, come il British&nbsp;<strong>Habeas Corpus Act</strong>&nbsp;del 1679: garantire la libertà dell&#8217;individuo.</p>



<p>Sembra che l&#8217;intuizione di Czesław Miłosz – sebbene non esplicitamente espressa – lavori alla conclusione che fino a un certo punto, la storia sul fiume Vistola può essere vista come un&#8217;immagine speculare di quella del Tamigi. Il legame tra queste due è il valore più caro ad entrambe le nazioni: la libertà.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ombre sulla Manica</strong></h2>



<p>Anche se le relazioni anglo-polacche sono lunghe e ricche di storia, gli ultimi 100 anni sono stati cruciali. Dopo la spartizione della Polonia nel 18 ° secolo, a causa della quale il paese scomparve dalle mappe per 123 anni, la Gran Bretagna era insieme ai suoi alleati Francia e successivamente gli Stati Uniti, cruciale per garantire l&#8217;indipendenza polacca alla fine della&nbsp;<strong>prima guerra mondiale.&nbsp;</strong>Ma durante la Conferenza di pace di Parigi alla fine della prima guerra mondiale, la delegazione britannica guidata da David Lloyd George si oppose alle concessioni territoriali della Francia e degli Stati Uniti verso la Polonia come eccessive e potenzialmente provocatorie. Lloyd George fu influente nel rendere la città di Danzica una città-stato autonoma piuttosto che un territorio polacco. Un altro importante punto di disaccordo era il punto dei confini orientali polacchi. Durante la&nbsp;<strong>guerra polacco-sovietica (gli anni 1920),</strong>&nbsp;il sostegno del governo britannico era con la Polonia, ma la pace era di gran lunga l&#8217;opzione preferita che portò Lord Curzon a disegnare la Linea Curzon artificiale come parte di un tentativo di pace mediata. L&#8217;accordo non fu adottato e la cosiddetta Linea Curzon divenne uno dei disaccordi più cruciali tra il leader polacco Józef Piłsudski e le sue controparti, non solo nel Regno Unito.</p>



<p>Con l&#8217;ascesa del partito nazista in Germania nel 1930, gli inglesi e i polacchi cominciarono a vedere più di un argomento nello sviluppo di relazioni amichevoli. Il 31 marzo 1939, l&#8217;Impero britannico fece anche una garanzia di indipendenza alla Polonia, e il 25 agosto fu firmata<strong> un&#8217;alleanza militare anglo-polacca </strong>che però non funzionò per difendere la Polonia dalla Germania.</p>



<p>Proprio quell&#8217;evento fu uno dei due fenomeni, che pesano pesantemente sulla valutazione delle relazioni polacco-britanniche durante la seconda guerra mondiale. La mancanza di aiuti per la Polonia adeguati alle precedenti dichiarazioni di fronte all&#8217;aggressione della&nbsp;<strong>Germania nazista</strong>&nbsp;nel settembre 1939 offuscò le relazioni bilaterali per molti anni. Il secondo era legato al trasferimento della Polonia alla sfera di influenza sovietica e alla sottrazione dalla Polonia di parte delle terre orientali situate al di fuori della suddetta Linea Curzon dopo la seconda guerra mondiale. Alcune altre controversie furono causate dal fatto che le forze polacche non furono invitate alla parata della vittoria, che si svolse a Londra l&#8217;8 giugno 1946, dopo la sconfitta del Terzo Reich. Rappresentanti di decine di paesi di tutto il mondo hanno sfilato per le strade della capitale britannica ma non c&#8217;erano polacchi tra loro anche se le forze armate polacche in Occidente erano il quarto più grande esercito alleato nella lotta contro le truppe di Hitler. Da parte polacca, le relazioni bilaterali furono anche oscurate dalla questione della diminuzione dei meriti dei crittografi polacchi che riuscirono a decifrare il cifrario della macchina Enigma poco prima della guerra. Il crittografo britannico Sir&nbsp;<strong>Alan Turing</strong>&nbsp;si basava sui risultati dei matematici polacchi, per i quali lui stesso ringraziava gli interessati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Combattenti per la libertà</strong></h2>



<p>Anche se le relazioni polacco-britanniche possono essere considerate sinusoidali nel corso dell&#8217;ultimo secolo, una cosa è chiara: la storia del mondo procede al suo ritmo, indipendentemente dai dissensi personali o anche da interessi specifici. Un evento può cambiare tutto. Un esempio di ciò sarebbe qualsiasi tentativo di conquista imperiale dell&#8217;Europa. Storicamente parlando, ha sempre fatto combattere fianco a fianco i due paesi contro questo pericolo. Un tale momento di svolta è stato senza dubbio il momento dell&#8217;aggressione russa contro l&#8217;Ucraina il 24 febbraio 2022.</p>



<p>È difficile dire che questo sia stato l&#8217;inizio di una nuova apertura tra Londra e Varsavia, poiché risale a molto prima, quando la&nbsp;<strong>Polonia è entrata nell&#8217;Unione europea&nbsp;</strong>nel 2004 o anche quando Margaret Thatcher ha fortemente sostenuto la lotta polacca contro il comunismo nel 1980. Tuttavia, l&#8217;aggressione russa contro l&#8217;Ucraina ha reso le relazioni tra Londra e Varsavia più forti che mai. Tale cooperazione strategica al giorno d&#8217;oggi si è basata su valori comuni (libertà), economia, cooperazione militare e la diaspora polacca, che è una delle più grandi minoranze nazionali nel Regno Unito. Dal punto di vista politico, la comunità polacca in Gran Bretagna è molto importante: 800mila cittadini polacchi vivono in quasi ogni angolo del Regno Unito. In Polonia, quasi tutti conoscono qualcuno che ci è andato.</p>



<p>Ma anche questo, l&#8217;alleanza anglo-polacca deriva principalmente da un comune – e secolare – senso della&nbsp;<strong>minaccia russa,&nbsp;</strong>dalla conoscenza dell&#8217;imperialismo russo e dall&#8217;attaccamento ideologico alla libertà. La Polonia, come nessun altro paese al mondo, ha imparato cosa sono il<strong>&nbsp;colonialismo e l&#8217;imperialismo russi</strong>, che sono ampiamente riportati oggi dai media, per prendere Bucza o Irpień come esempi.</p>



<p>D&#8217;altra parte, dopo aver lasciato l&#8217;UE, il Regno Unito ha voluto dimostrare molte volte che, sì, ha lasciato le strutture politiche dell&#8217;UE, ma è ancora coinvolto negli affari europei, vuole costruire relazioni con i suoi alleati, ma in un modo diverso. La guerra in Ucraina ha dato al Regno Unito l&#8217;opportunità di dimostrare questo impegno. La Gran Bretagna deve dimostrare che non si è avvicinata alla &#8220;piccola Inghilterra&#8221; del mondo e attraverso il suo coinvolgimento in Ucraina, lo dimostra. Per la Polonia, l&#8217;attrattiva della Gran Bretagna deriva anche dal fatto che è un partner credibile e allo stesso tempo significativo in termini di sicurezza. Ci sono molti paesi che hanno una visione simile della Russia, che capiscono che ciò che sta accadendo in Ucraina non è un episodio, ma un altro elemento di una catena di eventi iniziata in Georgia nel 2008, o anche in Cecenia – come gli Stati baltici – ma purtroppo hanno <strong>poca importanza militare. </strong>Il Regno Unito è ancora uno dei membri più importanti della NATO.</p>



<p>La permanenza degli interessi e delle cose, rispetto all&#8217;impermanenza delle persone, è sorprendente.</p>
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