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	<title>Paesi Baltici Archives - InsideOver</title>
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	<title>Paesi Baltici Archives - InsideOver</title>
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		<title>La NATO nel Baltico cambia le regole: ora più libertà di abbattere eventuali minacce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 04:56:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="916" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/EGVA_-_Eurofighter_EF-2000_Typhoon_-_Italian_Air_Force_-_MM7288_36-42_43028917635.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/EGVA_-_Eurofighter_EF-2000_Typhoon_-_Italian_Air_Force_-_MM7288_36-42_43028917635.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/EGVA_-_Eurofighter_EF-2000_Typhoon_-_Italian_Air_Force_-_MM7288_36-42_43028917635-600x429.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/EGVA_-_Eurofighter_EF-2000_Typhoon_-_Italian_Air_Force_-_MM7288_36-42_43028917635-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/EGVA_-_Eurofighter_EF-2000_Typhoon_-_Italian_Air_Force_-_MM7288_36-42_43028917635-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/EGVA_-_Eurofighter_EF-2000_Typhoon_-_Italian_Air_Force_-_MM7288_36-42_43028917635-768x550.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La NATO a fronte delle maggiori intrusioni di droni espande le regole di ingaggio per la missione di Air Policing nel Baltico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-nato-nel-baltico-cambia-le-regole-ora-piu-liberta-di-abbattere-eventuali-minacce.html">La NATO nel Baltico cambia le regole: ora più libertà di abbattere eventuali minacce</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="916" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/EGVA_-_Eurofighter_EF-2000_Typhoon_-_Italian_Air_Force_-_MM7288_36-42_43028917635.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/EGVA_-_Eurofighter_EF-2000_Typhoon_-_Italian_Air_Force_-_MM7288_36-42_43028917635.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/EGVA_-_Eurofighter_EF-2000_Typhoon_-_Italian_Air_Force_-_MM7288_36-42_43028917635-600x429.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/EGVA_-_Eurofighter_EF-2000_Typhoon_-_Italian_Air_Force_-_MM7288_36-42_43028917635-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/EGVA_-_Eurofighter_EF-2000_Typhoon_-_Italian_Air_Force_-_MM7288_36-42_43028917635-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/EGVA_-_Eurofighter_EF-2000_Typhoon_-_Italian_Air_Force_-_MM7288_36-42_43028917635-768x550.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La <strong>NATO </strong>ha concordato di potenziare la sua missione di <strong>Air Policing</strong> nei Paesi Baltici trasformandola in una missione di difesa aerea. In questo modo si conferisce ai piloti un mandato più ampio, che include la possibilità di abbattere “oggetti che rappresentano una minaccia”, ha dichiarato mercoledì il presidente lituano <strong>Gitanas Nauseda</strong> come riportato da <em><a href="https://www.reuters.com/world/europe/nato-upgrades-baltic-air-policing-mission-air-defence-2026-07-08/">Reuters</a></em>. “L&#8217;attuale missione di Air Policing è concepita per tempi di pace, quando i caccia reagiscono agli incidenti effettuando scorte. In questo modo dimostriamo di prendere atto degli incidenti. È una forma di deterrenza”, ha detto Nauseda ai giornalisti presenti al vertice NATO di Ankara, “tuttavia, la situazione odierna non è caratterizzata da un contesto di totale pace”. La missione potenziata garantirà “maggiore flessibilità e una risposta più rapida alle minacce aeree”, ha scritto su X il ministro degli Esteri estone <strong>Margus Tsahkna</strong>.</p>



<p>Lo <a href="https://ac.nato.int/missions/air-policing/baltics">scopo </a>dell&#8217;Air Policing della NATO è salvaguardare l&#8217;integrità e la sicurezza dello spazio aereo dei Paesi dell&#8217;Alleanza o di quei partner che lo richiedono. Le forze aeree alleate raggiungono questo obiettivo monitorando costantemente tutto il traffico aereo in Europa e nelle aree limitrofe, il che consente loro di rilevare qualsiasi attività insolita e di rispondervi, compresa l&#8217;intercettazione di velivoli potenzialmente ostili. Inoltre, le forze di Air Policing della NATO forniscono assistenza agli aeromobili civili in difficoltà, ad esempio quando questi perdono il contatto con il controllo del traffico aereo. </p>



<p><strong>Istituita nel 1961</strong> durante la Guerra Fredda, <strong>l&#8217;Air Policing della NATO è da decenni parte integrante del sistema integrato di difesa aerea e missilistica dell&#8217;Alleanza. </strong>Operativa 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per tutto l&#8217;anno, l&#8217;Air Policing della NATO rappresenta una costante in un contesto di sicurezza in rapida evoluzione, conferendo alla NATO la capacità di proteggere i propri cieli in tempo di pace. I paesi membri della NATO forniscono i velivoli e le risorse necessari per la sorveglianza dello spazio aereo agendo individualmente o in gruppi multinazionali sotto la direzione del <strong>SACEUR </strong>(Supreme Allied Commander Europe), il comando supremo alleato in Europa, per quei Paesi privi delle necessarie capacità aeree come appunto i tre Paesi Baltici, la Romania, la Slovenia, l&#8217;Albania, il Montenegro e l&#8217;Islanda. Attualmente, la NATO coordina <a href="https://www.nato.int/en/what-we-do/deterrence-and-defence/nato-air-policing">cinque missioni</a> regionali di Air Policing: dopo quella nei Baltici, l&#8217;Alleanza fornisce difesa aerea al fianco est in Romania, in Islanda, nei Balcani e nel Benelux.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Italia impegnata dal 2013</h2>



<p>La missione nel Baltico è <strong>cominciata nel 2004</strong>, quando Estonia, Lettonia e Lituania sono entrate a far parte dell&#8217;Alleanza, e i caccia dei Paesi che forniscono protezione aerea sono basati a Siauliai in Lituania, a cui si è aggiunta la base di Amari in Estonia nel 2014 dopo gli eventi che hanno destabilizzato Crimea e Donbass. Dal 2024, anche la base aerea di Lielvarde, in Lettonia, è in grado di ospitare velivoli NATO impegnati in questa attività. </p>



<p>L&#8217;<strong>Air Policing rafforzata (Enhanced)</strong> sul fianco orientale della NATO è cominciata nel 2014 e nel 2022 <a href="https://it.insideover.com/difesa/a-difesa-del-fronte-est-laeronautica-militare-in-romania-per-lair-policing-nato.html">siamo stati nella base aerea rumena nei pressi di Costanza</a> per testimoniare l&#8217;attività svolta in quest&#8217;ambito dalla nostra <strong>Aeronautica Militare</strong>. Con l&#8217;avvio del conflitto in Ucraina, in quel settore si era da subito attivata L&#8217;EVA (<em>Enhanced Vigilance Activity</em>) ovvero il pattugliamento pressoché costante dei cieli rumeni invece di rispondere alle potenziali minacce esclusivamente in QRA (<em>Quick Reaction Alert)</em>, ovvero decollando in <em>scramble</em>.</p>



<p>L’Italia ha iniziato a partecipare alle missioni di Air Policing a partire dal 2013 e la nostra Aeronautica Militare ha effettuato Air Policing in <a href="https://it.insideover.com/guerra/f-35-italiani-intercettano-aerei-russi-nei-cieli-di-islanda.html">Islanda</a>, in <a href="https://www.difesa.it/smd/news-italia/nato-baltic-air-policing-il-contingente-italiano-arriva-in-lituania/55276.html">Lituania</a> e in Estonia oltre che in Romania, ed effettua il servizio di sorveglianza dello spazio aereo dall’Italia a favore di alcune nazioni limitrofe, come Slovenia e Montenegro.</p>



<p>Tornando ai Baltici, la NATO nell&#8217;ambito dell&#8217;attività militare “<strong>Eastern Sentry</strong>”, avviata nel settembre 2025, sta schierando ulteriori risorse – tra cui altri caccia, aerei da sorveglianza, velivoli per il rifornimento in volo e da trasporto, nonché sistemi di difesa aerea – a integrazione delle attività Air Policing lungo il suo fianco orientale. Attualmente, i caccia della missione <em>Baltic Air Policing </em>vengono fatti decollare per intercettare e identificare ogni aereo militare russo in volo sulle acque internazionali adiacenti ai tre Stati baltici, dall&#8217;exclave russa di Kaliningrad fino al Golfo di Finlandia e al confine con la Russia vera e propria, e il rateo dei voli dei velivoli russi è aumentato dall&#8217;inizio del conflitto in Ucraina, facendo registrare anche alcuni casi di elevata tensione come in occasione dello sconfinamento nello spazio aereo estone o in quello svedese, sull&#8217;isola di <strong>Gotland</strong>.</p>



<p>Il “Fronte del Baltico”, insieme a quello “del Mar Nero” o meridionale, è quello più caldo dal punto di vista del confronto tra NATO e Russia: nel Mar Baltico, ad esempio, si sono registrati numerosi casi di taglio di cavi di comunicazione sottomarini mentre in Romania sono avvenuti sconfinamenti di UAV (<em>Unmanned Air Vehicle)</em> kamikaze russi e di USV ucraini deviati dall&#8217;EW (<em>Electronic Warfare</em>) russa. </p>



<p>L&#8217;ampliamento delle regole di ingaggio per i piloti che partecipano alla <em>Baltic Air Policing</em> è conseguenza dell&#8217;inasprimento delle intrusioni di droni, anche ucraini, nello spazio aereo NATO in quel settore geografico e la possibilità di abbattere le minacce in volo è la sua naturale conseguenza. Sebbene non siano state comunicate pubblicamente le regole di ingaggio, riteniamo con un alto grado di certezza che la possibilità di usare le armi in caso di intrusione sia devoluta al pilota solo per quanto riguarda gli UAV e <strong>non in caso di velivoli intrusori pilotati</strong>, per evitare un rapido allargamento del conflitto in atto in Ucraina.</p>



<p></p>
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		<title>Dal Baltico ai Balcani: la pandemia racconta l&#8217;Europa che non c&#8217;è</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/dal-baltico-ai-balcani-la-pandemia-racconta-leuropa-che-non-ce.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2021 15:29:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/romania-covid-la-presse.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/romania-covid-la-presse.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/romania-covid-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/romania-covid-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/romania-covid-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/romania-covid-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/romania-covid-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se non vi erano più dubbi sulla doppia velocità dell’Europa, la recrudescenza dei contagi da Covid-19 in queste settimane mostra che di velocità ve ne sono perfino di più di due. Dai Paesi baltici, passando per l’Europa orientale, emerge una fotografia sanitaria che urla arretratezza, approssimazione e instabilità politica. Qui il vento benefico dell’Europa che, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/dal-baltico-ai-balcani-la-pandemia-racconta-leuropa-che-non-ce.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/dal-baltico-ai-balcani-la-pandemia-racconta-leuropa-che-non-ce.html">Dal Baltico ai Balcani: la pandemia racconta l&#8217;Europa che non c&#8217;è</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/romania-covid-la-presse.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/romania-covid-la-presse.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/romania-covid-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/romania-covid-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/romania-covid-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/romania-covid-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/romania-covid-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Se non vi erano più dubbi sulla doppia velocità dell’Europa, la recrudescenza dei contagi da <strong>Covid-19</strong> in queste settimane mostra che di velocità ve ne sono perfino di più di due. Dai Paesi baltici, passando per l’Europa orientale, emerge una fotografia sanitaria che urla arretratezza, approssimazione e instabilità politica. Qui il vento benefico dell’Europa che, pur sgangherata, sta godendo di una lunga tregua, non arriva e non genera miglioramenti. Clamoroso il caso della <a href="https://it.insideover.com/societa/romania-anello-debole-deuropa.html"><strong>Romania </strong></a>che, nel marzo del 2020 si era confermata anello debole d’Europa, ove il personale medico si è trovato a combattere il coronavirus perfino senza dispositivi di protezione individuale.</p>
<h2>La situazione in Romania: una catastrofe</h2>
<p><a href="https://covid19.who.int/region/euro/country/ro"><strong>Un morto ogni cinque minuti</strong></a>: questi sono i tassi di mortalità della pandemia nel Paese. Lo scorso 19 ottobre Bucarest ha segnato un record funesto con 17.158 i contagi in un giorno, con numerosi casi di re-infezioni. L&#8217;ampia circolazione del coronavirus in Romania è dovuta anche al fatto che solo il 35% della popolazione adulta è completamente vaccinata, contro il 74% dell&#8217;intera Unione europea. Gli ospedali sono sotto pressione, costretti a trasferire alcuni malati in Ungheria.</p>
<p>Il presidente <strong>Klaus Iohannis</strong> ha annunciato che le scuole saranno chiuse per due settimane a partire da lunedì 25 ottobre, mentre ci sarà anche un coprifuoco notturno per le persone che non sono state vaccinate. L’uso della mascherina sarà obbligatorio ovunque. &#8220;Vediamo la nuova ondata della pandemia in pieno svolgimento &#8211; ha detto Iohannis &#8211; È una vera catastrofe&#8221;.</p>
<p>Diverse restrizioni sono attualmente in vigore a Bucarest, poiché le autorità cercano di limitare la diffusione del virus. Indossare la mascherina è obbligatorio negli spazi pubblici affollati come mercati, fiere, stazioni di trasporto pubblico, aree commerciali e luoghi di lavoro, secondo una decisione del Comitato per le situazioni di emergenza della capitale. Cinema, ristoranti ed eventi privati ​​come battesimi o matrimoni possono essere organizzati a metà capienza, ma solo per chi è completamente vaccinato o è guarito dal contagio. I bar e i club della capitale sono chiusi.</p>
<h2>Il record di non vaccinati in Bulgaria</h2>
<p>Il Paese ha <strong>il <a href="https://tradingeconomics.com/bulgaria/coronavirus-vaccination-rate">tasso di vaccinazione più basso di qualsiasi membro dell&#8217;Unione europea</a></strong>, con circa un quarto degli adulti completamente vaccinati. Martedì ha riportato un numero record di nuovi casi giornalieri e 200 decessi.</p>
<p>La Bulgaria ha iniziato a richiedere ai residenti il green pass per ristoranti, cinema ed entrare nei centri commerciali a partire da giovedì, mentre il suo governo lotta contro la sfiducia nel vaccino. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, nelle ultime due settimane la Bulgaria ha avuto uno dei tassi di mortalità più alti di qualsiasi paese dell&#8217;Unione europea. Dei decessi per coronavirus nelle ultime 24 ore, il 94 per cento era tra i non vaccinati. Sebbene i vaccini siano ampiamente disponibili, molti bulgari hanno rifiutato le dosi a causa della disinformazione dilagante e della sfiducia nelle autorità. Gli sforzi per la salute pubblica sono stati ostacolati anche da mesi di <strong>instabilità politica</strong>, che ha lasciato i partiti riluttanti nell’introdurre misure severe come, ad esempio, l’obbligo vaccinale.</p>
<h2>Le repubbliche baltiche</h2>
<p>La <strong>Lituania</strong> ha registrato 972 casi ogni 100.000 abitanti nelle scorse due settimane, seguita da Lettonia (864 casi) ed Estonia (859 casi). All&#8217;inizio di questo mese, gli operatori sanitari di due dei tre più grandi ospedali della capitale lituana Vilnius hanno smesso di accettare casi non urgenti a causa dell&#8217;ondata di pazienti con grave coronavirus. Tuttavia, più del 70% della popolazione adulta qui è completamente vaccinata anche se  ancora un terzo della popolazione al di sopra dei 75 anni non è vaccinata. Il 6 ottobre il governo di Vilnius ha annunciato di voler valutare la possibilità di prevedere un pagamento di 100 euro agli anziani che decidono di immunizzarsi contro il Covid. Il Paese, che ha sfondato quota 600 contagi quotidiani per milione di abitanti, è quello con più casi di Covid con media mobile a 7 giorni, nel periodo compreso fra il 23 settembre e il 6 ottobre.</p>
<p>La <strong>Lettonia</strong>, da parte sua, ha annunciato lunedì che il governo reimposterà un blocco di quattro settimane dal 21 ottobre al 15 novembre, compreso il coprifuoco tra le 20:00 e le 5:00 e la chiusura dei negozi non essenziali. La decisione arriva in mezzo a una crescente pressione sul sistema sanitario, con alcuni ospedali che riportano un tasso di occupazione dell&#8217;80%. Dichiarato, la scorsa settimana, lo <strong>stato di emergenza</strong> per tre mesi, insieme a un più ampio controllo delle restrizioni legate al Covid. Il Paese baltico, ad oggi, possiede solo il 51% di immunizzati con doppia dose, uno tra i più bassi tassi di vaccinazione in Europa.</p>
<p>In <strong>Estonia</strong>, nel frattempo, il governo di coalizione sembra discutere potenziali nuove misure per affrontare l&#8217;ondata di nuovi casi. Fra questi una corsa a rotta di collo verso il <strong>potenziamento delle terze dosi</strong>: il numero di queste somministrate finora è di 12.000, ha dichiarato giovedì il ministro della Salute e del Lavoro Tanel Kiik in una conferenza stampa del governo. Le terze dosi del vaccino contro il coronavirus sono ora disponibili per operatori sanitari, insegnanti, assistenti sociali e persone di almeno 65 anni se sono trascorsi più di sei mesi dal completamento del processo di vaccinazione. Tuttavia, le persone che somministrano le terze dosi, negli hub vaccinali come nelle farmacie, non sono in grado di verificare se la persona che riceve la terza iniezione appartiene a uno di questi gruppi, secondo quanto riportato giovedì dal quotidiano <a href="https://www.postimees.ee/7366516/tohustusdoosi-saab-usalduse-alusel"><em>Posttimees</em></a>.</p>
<h2>Il caso serbo</h2>
<p>La Serbia renderà obbligatorio un &#8220;<a href="https://www.euractiv.com/section/politics/short_news/serbian-pm-covid-passes-to-be-used-in-hospitality/">pass sanitario</a>&#8221; COVID-19 per l&#8217;accesso a ristoranti, caffè e bar la sera, ha affermato mercoledì il primo ministro <strong>Ana Brnabic</strong>, mentre il Paese lotta con un numero costantemente elevato di infezioni da coronavirus. Con una popolazione di 6,7 milioni, il paese registra 6.000 casi al giorno, ma finora solo circa la metà della popolazione serba è stata completamente vaccinata nonostante il Paese si fosse candidato, nei mesi scorsi, a meta da <a href="https://it.insideover.com/societa/dal-vaccino-russo-a-quello-cinese-in-serbia-e-record-di-dosi-disponibili.html">turismo vaccinale</a>.</p>
<p>Secondo la premier la situazione è catastrofica, combinazione di una campagna vaccinale che procede molto a rilento e una popolazione restia all’osservanza delle misure di prevenzione. Qui con la prima dose, è stato vaccinato il 54,6%, con la seconda appena il 52,5%, mentre quasi il 15% ha ricevuto la terza dose. Nelle terapie intensive oltre il 90% dei pazienti non è vaccinato, e a contrarre la malattia sono ora anche tanti giovani.</p>
<h2>Cosa è andato storto?</h2>
<p>La ragione della spirale in cui sono cadute queste nazioni è un crogiuolo di fattori politici, sociologici e forse solo in ultima istanza, sanitari: l’approvvigionamento non è più un problema anche grazie alla rete europea. Questi Paesi pagano ancora l’instabilità politica ingeneratasi alla fine della Guerra Fredda che si ripercuote sui partiti, sulla <em>rule of law</em>, nei sistemi sanitari. A questo si aggiunge una profonda <strong>sfiducia dei cittadini</strong> sia nel sistema Europa che nel proprio sistema Paese, rifiutando gli appelli al vaccino. Del resto, la politica locale non ha cavalcato l’onda del resto del Mondo, dove i leader, più o meno uniformemente, si sono vaccinati in pubblico e tempestivamente. Su questa sfiducia i <strong>nuovi populismi</strong> soffiano in malafede come dimostra la sterzata illiberale che sta riportando in auge la Cortina di Ferro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/dal-baltico-ai-balcani-la-pandemia-racconta-leuropa-che-non-ce.html">Dal Baltico ai Balcani: la pandemia racconta l&#8217;Europa che non c&#8217;è</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ultimo piano di Lukashenko: mandare in tilt l&#8217;asse Polonia-Baltici-Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lultimo-piano-di-lukashenko-mandare-in-tilt-lasse-polonia-baltici-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 22:09:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1436" height="742" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bielorussia, a Minsk raduno pro-governativo con Lukashenko" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521.jpg 1436w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521-1024x529.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521-768x397.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1436px) 100vw, 1436px" /></p>
<p>L&#8217;asse Polonia-Baltici ha giocato un ruolo di primo piano nella manipolazione dei disordini post-elettorali in Bielorussia sin dai primordi. L&#8217;aspettativa era, ed è, di provocare un cambio di regime e riportare in vita la Confederazione polacco-lituana, creando un corridoio esteso dal mar Baltico al mar Nero, complementare al progetto dell&#8217;Intermarium e funzionale al disaccoppiamento definitivo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lultimo-piano-di-lukashenko-mandare-in-tilt-lasse-polonia-baltici-ucraina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lultimo-piano-di-lukashenko-mandare-in-tilt-lasse-polonia-baltici-ucraina.html">L&#8217;ultimo piano di Lukashenko: mandare in tilt l&#8217;asse Polonia-Baltici-Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1436" height="742" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bielorussia, a Minsk raduno pro-governativo con Lukashenko" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521.jpg 1436w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521-1024x529.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Bielorussia-a-Minsk-raduno-con-Lukashenko-La-Presse-e1597680189521-768x397.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1436px) 100vw, 1436px" /></p><p>L&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-dei-baltici-e-della-polonia-per-risolvere-la-crisi-in-bielorussia.html">asse Polonia-Baltici</a> ha giocato un ruolo di primo piano nella manipolazione <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-bielorussia-la-vittoria-di-lukashenko-oscurata-dagli-scontri.html">dei disordini post-elettorali</a> in Bielorussia sin dai primordi. L&#8217;aspettativa era, ed è, di provocare un cambio di regime e<a href="https://it.insideover.com/politica/come-succede-se-cade-lukashenko.html"> riportare in vita la Confederazione polacco-lituana</a>, creando un corridoio esteso dal mar Baltico al mar Nero, complementare al<a href="https://it.insideover.com/politica/un-mini-piano-marshall-per-leuropa-centro-orientale.html"> progetto dell&#8217;Intermarium</a> e funzionale al <a href="https://it.insideover.com/economia/il-piano-dei-baltici-sganciarsi-dallenergia-russa.html">disaccoppiamento</a> definitivo tra Europa orientale e Russia.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-aleksandr-lukashenko.html">Aleksandr Lukashenko</a>, prima che l&#8217;insurrezione scoppiasse e assumesse i caratteri di un<a href="https://it.insideover.com/politica/lombra-di-una-nuova-maidan-sulla-bielorussia.html"> tentativo maldestro di rivoluzione colorata</a>, aveva benedetto il disegno del duo Varsavia-Vilnius attraverso l&#8217;apertura di tavoli negoziali inerenti l&#8217;<a href="https://www.insideover.com/politics/e40-the-waterway-that-could-change-eastern-europes-destiny-forever.html">adesione di Minsk all&#8217;E40</a>, un ambizioso corridoio fluviale in via di costruzione, progettato per amalgamare le economie di Baltici, Polonia, Bielorussia e Ucraina.</p>
<p>L&#8217;aver voluto partecipare in un primo momento a quei piani egemonici potrebbe rivelarsi fondamentale per ricucire i rapporti con il Cremlino, perché Lukashenko ha illustrato a Vladimir Putin come fermarne l&#8217;avanzamento: <strong>boicottare il porto di Klaipeda</strong>, dal quale dipende gran parte della sostenibilità della rete di cooperazione polacco-baltico-ucraina.</p>
<h2>Il piano ambizioso: sostituire Klaipeda</h2>
<p>Il primo accenno alla possibilità di un boicottaggio<a href="https://jamestown.org/program/lukashenka-threatens-to-shut-belarusian-baltic-transit-routes-who-will-suffer-most/"> risale al 28 agosto</a>, giorno in cui Lukashenko aveva minacciato di redirezionare l&#8217;intero flusso dei beni stranieri in entrata in territorio bielorusso dal porto di Klaipeda (Lituania) ai porti di Ust-Luga e Primorsk, nell&#8217;oblast di Leningrado (Russia), se l&#8217;Unione Europea avesse imposto un regime sanzionatorio contro il Paese.</p>
<p>La minaccia non ha sortito l&#8217;effetto di deterrenza sperato – in sede europea <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-dellue-per-minsk.html">stanno proseguendo i lavori</a> per l&#8217;introduzione di sanzioni, rallentati dal <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-cipro-blocca-le-sanzioni-europee-alla-bielorussia.html">boicottaggio di Cipro</a> – e nei primi giorni di settembre Lukashenko ha incaricato le prime aziende bielorusse, fra le quali il conglomerato statale della petrolchimica <strong>Belneftekhim</strong>, di adoperarsi per cambiare in tempi brevi il punto di smistamento delle merci ordinate all&#8217;estero: non più Klaipeda, ma i porti russi sul mar Baltico, preferibilmente quelli siti nell&#8217;oblast di Leningrado.</p>
<p>Il piano di Lukashenko ha le carte in regola per destabilizzare il panorama commerciale regionale: Klaipeda ha di recente acquisito lo status di <a href="https://it.insideover.com/politica/lasse-baltici-polonia-ununione-dentro-lunione-europea.html">terminale più importante dell&#8217;area baltica</a>, surclassando Danzica, poiché scelto da Stati Uniti e Polonia quale sito in cui inviare i carichi di gas naturale liquefatto provenienti da oltreoceano e destinati a soddisfare la domanda energetica dell&#8217;Europa centro-orientale.</p>
<p>Nel caso specifico della Bielorussia, Klaipeda viene utilizzata come centro di smistamento primario per i beni strategici da e verso Minsk. È a Klaipeda che, a inizio giugno,<a href="https://www.reuters.com/article/us-belarus-oil-lithuania-idUSKBN23C330"> era giunto il primo carico</a> di petrolio statunitense destinato al mercato bielorusso, all&#8217;apice del <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-di-trump-per-dividere-minsk-e-mosca-petrolio-a-prezzi-stracciati.html">braccio di ferro energetico</a> con il Cremlino. Ed è da Klaipeda che partono le merci bielorusse destinate al mercato mondiale, in particolare prodotti petroliferi e cloruro di potassio.</p>
<p>La scelta di appaltarsi in maniera esponenziale al porto lituano è stata dettata da due ragioni geostrategiche egualmente importanti: la maggiore vicinanza rispetto ai porti russi, quindi risparmio di tempo e riduzione dei costi di trasporto, e la strumentalità-chiave all&#8217;interno dell&#8217;agenda di Lukashenko mirante alla diversificazione dell&#8217;economia nazionale.</p>
<p>Redirezionare il flusso commerciale da Klaipeda ai porti russi sul Baltico, però, non sarebbe sufficiente a riportare la qualità dei rapporti con il Cremlino ai livelli pre-crisi. Per questo motivo, durante l&#8217;incontro di Sochi con Putin, Lukashenko<a href="https://www.agenzianova.com/a/5f6daa5306e733.54148229/3114931/2020-09-25/bielorussia-lukashenko-interessati-a-costruire-porto-marittimo-in-russia"> ha lanciato un&#8217;ulteriore offerta</a>:<strong> costruire un nuovo porto</strong> nel Baltico, da utilizzare come terminale per l&#8217;import-export russo-bielorusso.</p>
<p>Il presidente bielorusso, per rendere l&#8217;offerta realmente allettante, avrebbe anche proposto una soluzione per il finanziamento: <strong>interamente a carico di Minsk</strong>, che recupererebbe i fondi attraverso il risparmio sul bilancio statale permesso dalla centrale nucleare di Astraviec e attingendo dal prestito da un miliardo e 500 milioni di dollari annunciato durante il vertice di Sochi.</p>
<h2>Come cambierebbe il panorama regionale</h2>
<p>Il boicottaggio di Klaipeda, con o senza la costruzione di un nuovo ed improbabile porto nell&#8217;oblast di Leningrado, avrebbe dei risvolti profondi nella regione e colpirebbe in maniera dura l&#8217;agenda egemonica del duo Varsavia-Vilnius. Il motivo non è da ricercare solamente nella perdita dei clienti bielorussi che usufruiscono dei servizi di questo importante hub regionale, ma anche nelle possibili ripercussioni sull&#8217;Ucraina.</p>
<p>Klaipeda, infatti, rappresenta un punto di smistamento <strong>vitale</strong> per Kiev, essendo il luogo dal quale, nel 2019, è entrata una parte significativa dei 25 miliardi di dollari di importazioni dall&#8217;Ue di prodotti nucleari, macchinari e veicoli, prodotti chimici, polimerici e farmaceutici, materiale grezzo e beni di consumo alimentare. Ed è via terra e su rotaia, con destinazione Klaipeda, che l&#8217;anno scorso Kiev ha spedito nei territori dell&#8217;Ue una quota considerevole dei 20 miliardi e 800 milioni di esportazioni, in particolare metalli ferrosi, cibo, macchinari, oli, semi, legname, prodotti chimici ed energetici.</p>
<p>Non è una coincidenza che, il 28 agosto, il primo ente a replicare alle minacce di Lukashenko indirizzate a Klaipeda sia stato il Ministero delle Infrastrutture ucraino, il quale ha citato espressamente il timore di una chiusura delle tratte ferroviarie transnazionali che collegano Kiev al porto lituano e che passano, inevitabilmente, dal territorio bielorusso. La principale rotta, quella di cui Kiev teme la sospensione nel caso di un boicottaggio su larga scala, è quella del cosiddetto &#8220;Treno vichingo&#8221; (<em>Viking Train</em>), inaugurata nel 2003 e collegata, per tramite dell&#8217;incrocio con altre tratte, ai mari Mediterraneo e Caspio.</p>
<p>Nel caso in cui Lukashenko dovesse giocare la carta della tratta vichinga l&#8217;Ucraina vedrebbe ridotta quasi a zero la possibilità di proseguire i traffici di beni con la Lituania, che nel dopo-Euromaidan si è trasformata rapidamente in uno dei principali partner commerciali del Paese. Per questo motivo la presidenza Zelensky ha sviluppato un piano di contingenza l&#8217;anno scorso, basato sul potenziamento di quattro rotte ferroviarie alternative che aggirano la Bielorussia.</p>
<p>La più importante di queste tratte è sicuramente la <span style="font-size: 1rem;">Nizhnodniprovsk-Vuzol–Sławków–Danzica, che attraversa la Polonia ed è collegata con la rotta di trasporto internazionale transcaspica (<em>Trans-Caspian International Transport Route</em>), la quale è a sua volta connessa alla Nuova Via della Seta. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">L&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/come-e-perche-sta-aumentando-il-peso-della-polonia-nella-nato.html">aumento della presenza militare statunitense in Polonia</a> potrebbe leggersi anche in questo contesto di competizione commerciale. La Nizhnodniprovsk-Danzica, infatti, passa da Kaliningrad per circa 65 chilometri, perciò è esposta ad<strong> azioni di sabotaggio</strong> da parte russa e/o bielorussa. Una Polonia trasformata in uno stato-caserma, abitato da soldati statunitensi, potrebbe fungere da deterrente e scoraggiare rappresaglie, continuando a garantire all&#8217;Ucraina un proprio<strong> spazio vitale</strong>. </span></p>
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		<title>L&#8217;Aeronautica Militare torna nei cieli del Baltico</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/laeronautica-militare-torna-nei-cieli-del-baltico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2020 14:47:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia Typhoon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1237" height="603" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Eurofighter-Typhoon-Aeronautica-italiana-La-Presse-e1599835608556.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Eurofighter Typhoon La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Eurofighter-Typhoon-Aeronautica-italiana-La-Presse-e1599835608556.jpg 1237w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Eurofighter-Typhoon-Aeronautica-italiana-La-Presse-e1599835608556-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Eurofighter-Typhoon-Aeronautica-italiana-La-Presse-e1599835608556-1024x499.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Eurofighter-Typhoon-Aeronautica-italiana-La-Presse-e1599835608556-768x374.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1237px) 100vw, 1237px" /></p>
<p>Il primo settembre l&#8217;Italia ha assunto il comando della missione Nato Baltic Air Policing dopo l&#8217;avvicendamento con il contingente spagnolo, e lo scorso 8 settembre la task force “Baltic Thunder” ha raggiunto la piena capacità operativa del servizio di decollo su allarme (chiamato scramble in gergo aeronautico) con i piloti pronti a decollare in tempi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/laeronautica-militare-torna-nei-cieli-del-baltico.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1237" height="603" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Eurofighter-Typhoon-Aeronautica-italiana-La-Presse-e1599835608556.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Eurofighter Typhoon La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Eurofighter-Typhoon-Aeronautica-italiana-La-Presse-e1599835608556.jpg 1237w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Eurofighter-Typhoon-Aeronautica-italiana-La-Presse-e1599835608556-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Eurofighter-Typhoon-Aeronautica-italiana-La-Presse-e1599835608556-1024x499.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Eurofighter-Typhoon-Aeronautica-italiana-La-Presse-e1599835608556-768x374.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1237px) 100vw, 1237px" /></p><p>Il primo settembre l&#8217;I<strong>talia</strong> ha assunto il comando della missione <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Nato</strong></a> <strong>Baltic Air Policing</strong> dopo l&#8217;avvicendamento con il contingente spagnolo, e lo scorso <strong>8 settembre</strong> la <a href="http://www.aeronautica.difesa.it/vetrine/Pagine/Baltic-Air-Policing.aspx?fbclid=IwAR0_Z9k1wROfIzd8CXHT0WC92e8RO2W71EMo0y6W1IBQ4rQDe5jqQZohcj8" target="_blank" rel="noopener noreferrer">task force <strong>“Baltic Thunder”</strong></a> ha raggiunto la piena capacità operativa del servizio di decollo su allarme (chiamato <em>scramble</em> in gergo aeronautico) con i piloti pronti a decollare in tempi estremamente rapidi dall&#8217;attivazione.</p>
<p>L&#8217;Air Policing (Ap) è una capacità di cui si è dotata la Nato a partire dalla metà degli anni cinquanta e consiste nell&#8217;integrazione, in un unico sistema di difesa aerea e missilistico, dei rispettivi e analoghi sistemi nazionali messi a disposizione dai Paesi membri. L&#8217;attività di Air Policing è condotta in tempo di pace e consiste nella continua sorveglianza e identificazione di tutte le violazioni all&#8217;integrità dello spazio aereo dell&#8217;Alleanza Atlantica alle quali si fa fronte prendendo le appropriate azioni utili a contrastarle, come ad esempio lo <em>scramble</em>.</p>
<p>La nostra <strong>Aeronautica Militare</strong> effettua missioni di questo tipo nei confronti della Slovenia in modo permanentemente e dell’Albania, in alternanza con la Grecia. Nel 2014, in occasione del vertice del Galles, la Nato ha deciso un potenziamento di tali attività – la cosiddetta enhanced Air Policing – a favore dei Paesi membri del fianco orientale, che, nel caso di quelli Baltici, sono entrati a far parte dell&#8217;Alleanza nel 2004 non disponendo di capacità di difesa aerea sufficienti per affrontare un&#8217;eventuale minaccia avversaria. Le basi usate dalla missione sono quella di <strong>Zokniai/Šiauliai</strong> in Lituania e quella di <strong>Ämari</strong> in Estonia.</p>
<p>L&#8217;Italia quest&#8217;anno partecipa con quattro <strong>Eurofighter Typhoon</strong> che vengono prelevati, a rotazione, dal Quarto Stormo di Grosseto, dal 36esimo di Gioia del Colle e dal 37esimo di Trapani. I caccia italiani, che si trovano nella base lituana, sono inseriti integralmente nel dispositivo tattico dell’Alleanza Atlantica, assicurano l&#8217;attività di Quick Reaction Alert (Qra) 24 ore su 24 e sono coadiuvati dai velivoli tedeschi presenti ad Ämari.</p>
<p>Questa è la terza volta, da quando è stata istituita, che l&#8217;Italia partecipa alla Baltic Air Policing: la prima volta, con la missione <strong>&#8220;Frontiera Baltica&#8221;</strong>, è stata nel <strong>2015</strong> quando il primo gennaio quattro Typhoon affiancati da tecnici e specialisti (in tutto circa 100 militari), con il contributo di altri reparti dell&#8217;Am ed interforze, sono stati rischierati sempre sulla base lituana. In quella occasione erano stati distaccati controllori della Difesa aerea italiani presso il Centro di Riporto e Controllo (Crc) lituano di Karmelava, al fine di fornire addestramento, assistenza e supervisione ai colleghi baltici. La missione terminò il 27 agosto dello stesso anno con al suo attivo numerosi decolli su allarme effettuati dai nostri piloti per intercettare velivoli russi di vario tipo (dai caccia agli aerei di trasporto e pattugliamento) che si erano avvicinati allo spazio aereo delle Repubbliche Baltiche.</p>
<p>I nostri Typhoon sono tornati nel Baltico <a href="http://www.aeronautica.difesa.it/comunicazione/notizie/Pagine/20180110_Baltic-Eagle_continua-la-missione-dell-Aeronautica-Militare-italiana-nei-Paesi-Baltici.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anche nel 2018</a>, con la missione &#8220;<strong>Baltic Eagle&#8221;</strong> cominciata il 10 gennaio questa volta dislocati sulla base estone. Sono stati sempre quattro i velivoli coinvolti, provenienti dal 36esimo e dal Quarto Stormo. La missione terminò il <a href="https://www.difesa.it/OperazioniMilitari/op_intern_corso/Baltic_Eagle_Estonia/Pagine/default.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">3 maggio</a>.</p>
<p>L&#8217;Aeronautica Militare ha effettuato missioni di Air Policing anche in <strong>Islanda</strong>: la prima volta nel 2013 con la missione &#8220;Cieli Ghiacciati&#8221; sino a quella più recente che ha visto l&#8217;impiego dei <a href="https://it.insideover.com/guerra/f-35-italiani.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovissimi cacciabombardieri stealth F-35A</a> . La missione <a href="http://www.aeronautica.difesa.it/vetrine/Pagine/Northern-Lightning-2-.aspx#:~:text=Northern%20Lightning%20II&amp;text=Gli%20F%2D35A%20del%2032,durata%20di%20circa%20due%20mesi." target="_blank" rel="noopener noreferrer">Northern Lightning II</a> è la seconda effettuata nel Paese nordico caratterizzato da ghiacciai e vulcani, che ha impiegato i nostri F-35A: <a href="https://it.insideover.com/guerra/f-35-italiani-nei-cieli-dislanda-ecco-loperazione-northern-lightning.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">già nel 2019</a> erano stati dislocati a Keflavik per il medesimo scopo.</p>
<p>A luglio i nostri caccia hanno dovuto effettuare un decollo in <em>scramble</em> per <a href="https://it.insideover.com/guerra/f-35-italiani-intercettano-aerei-russi-nei-cieli-di-islanda.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">intercettare tre pattugliatori marittimi Tu-142 russi “Bear F”</a> scortati da Mig 31: una “prima” per i nostri F-35 che prima di quell&#8217;episodio non avevano mai avuto occasione di incontrarsi coi giganteschi quadriturboelica di Tupolev.</p>
<p>Il Baltico, insieme al <strong>Mar Nero</strong> e alla frontiera settentrionale della Nato che corre nel mare antistante la <strong>Norvegia</strong>, è uno dei fronti caldi dell&#8217;Europa dove si incrociano, in aria e per mare, le forze armate dell&#8217;Alleanza Atlantica e della Russia in una riedizione di quanto avveniva durante la <strong>Guerra Fredda</strong>. I voli di pattugliamento effettuati da entrambe le parti, infatti, sono diventati negli ultimi anni sempre più frequenti, quasi quotidiani, con velivoli, come i <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-bombardieri-usa-in-europa-mai-cosi-attivi-in-esercitazioni.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bombardieri strategici B-52H</a>, che effettuano rischieramenti nel Vecchio Continente per effettuare prove di forza e “mostrare la bandiera” o addirittura come<a href="https://it.insideover.com/guerra/ancora-una-prova-di-forza-usa-i-bombardieri-anche-nel-baltico.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> il B-1B che lo scorso maggio</a> ha raggiunto il Mar Baltico decollando dalla sua base di Ellesworth (Sud Dakota) con un volo senza scalo.</p>
<p>Siamo pertanto sicuri che, visto l&#8217;attuale livello di tensione e di attività aerea nell&#8217;area, i nostri Typhoon effettueranno più di un decollo su allarme per identificare e scortare i velivoli russi che cercano di avvicinarsi allo spazio aereo Nato per sondarne le capacità di reazione, esattamente come avveniva durante la Guerra Fredda.</p>
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		<item>
		<title>Il piano dei Baltici e della Polonia per risolvere la crisi in Bielorussia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-piano-dei-baltici-e-della-polonia-per-risolvere-la-crisi-in-bielorussia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2020 06:02:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1397" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8374461.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8374461.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8374461-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8374461-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8374461-1024x745.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I disordini post-elettorali continuano a dilaniare la Bielorussia e sono diventati una questione di dominio internazionale e di estremo interesse per l&#8217;Occidente. L&#8217;Unione Europea è pronta ad introdurre un pacchetto di sanzioni per via del modo in cui Aleksandr Lukashenko sta gestendo le proteste, e si discuterà dell&#8217;argomento in una video-conferenza tra i ministri degli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-dei-baltici-e-della-polonia-per-risolvere-la-crisi-in-bielorussia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-dei-baltici-e-della-polonia-per-risolvere-la-crisi-in-bielorussia.html">Il piano dei Baltici e della Polonia per risolvere la crisi in Bielorussia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1397" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8374461.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8374461.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8374461-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8374461-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8374461-1024x745.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I<a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-bielorussia-la-vittoria-di-lukashenko-oscurata-dagli-scontri.html"> disordini post-elettorali</a> continuano a dilaniare la Bielorussia e sono diventati una questione di dominio internazionale e di estremo interesse per l&#8217;Occidente. L&#8217;Unione Europea è pronta ad introdurre un pacchetto di <strong>sanzioni</strong> per via del modo in cui Aleksandr Lukashenko sta gestendo le proteste, e si discuterà dell&#8217;argomento in una video-conferenza tra i ministri degli esteri dei 27 programmata per il 14 agosto, e anche l&#8217;amministrazione Trump<a href="https://tass.com/world/1189069"> starebbe valutando</a> l&#8217;adozione di simili misure.</p>
<p>I Paesi Baltici e la Polonia hanno assunto l&#8217;iniziativa in sede europea sin dall&#8217;inizio degli scontri, sono le menti dietro il video-incontro del 14 ed è in Lituania che ha trovato rifugio <strong>Svetlana Tikhanovskaya</strong>, e l&#8217;ultima azione in ordine di tempo è l&#8217;elaborazione di un piano per la de-escalation dalla cui accettazione o meno dipenderà l&#8217;introduzione delle sanzioni europee contro Minsk.</p>
<h2>In che cosa consiste il piano</h2>
<p>Il piano d&#8217;azione <a href="https://tass.com/world/1188889">è stato presentato</a> il 12 agosto ad una conferenza stampa dal presidente della Lituania, <strong>Gitanas Nauseda</strong>, e prevede una de-escalation graduale, divisa in tre tappe. La vera peculiarità del piano è che è stato sviluppato in maniera congiunta da Lituania, Lettonia e Polonia; un fatto che segnala il ruolo da <strong>protagonista</strong> che sta giocando l&#8217;asse Varsavia-Vilnius, al quale il blocco occidentale sembra aver delegato il dossier Lukashenko nella consapevolezza che il contenimento ad Est della Russia passa per i piani egemonici di questi due Paesi nella regione.</p>
<p>La prima fase prevede la fine dell&#8217;utilizzo della forza da parte delle autorità nel contenimento delle proteste. La seconda fase è la liberazione di tutti coloro che sono stati arrestati dal 9 agosto ad oggi, ovvero <a href="https://www.euronews.com/2020/08/11/belarus-protesters-incited-to-change-tact-for-third-night-of-demonstrations">più di 6mila</a> persone, fra le quali <a href="https://112.international/politics/criminal-case-opened-against-ukrainian-volunteers-from-vostok-sos-detained-in-belarus-53849.html">diversi cittadini ucraini</a> accusati di aver preso parte agli scontri dopo aver sconfinato illegalmente nel Paese.</p>
<p>La terza ed ultima tappa è l&#8217;avvio di un dialogo fra il governo e i rappresentanti della società civile all&#8217;interno di una piattaforma di discussione e mediazione, che i proponenti hanno ribattezzato il &#8220;Consiglio Nazionale&#8221;. Si tratterebbe di un organismo &#8220;includente i rappresentanti del governo e della comunità civile&#8221; e avente &#8220;l&#8217;obiettivo di cercare modi per risolvere la crisi&#8221;.</p>
<p>Se Lukashenko decidesse di accettare il piano, Polonia, Lituania e Lettonia invierebbero degli specialisti a Minsk in qualità di <strong>mediatori</strong> tra le parti all&#8217;interno del Consiglio Nazionale, nell&#8217;aspettativa di aumentare sensibilmente le possibilità che venga raggiunto un compromesso capace di porre fine allo stallo e alle violenze.</p>
<p>Secondo Nauseda, adesso che il piano è stato reso pubblico, Lukashenko è a un bivio: l&#8217;accettazione del piano equivarrebbe ad incrementare le probabilità di pacificare il Paese, mentre il suo rigetto potrebbe determinare l&#8217;introduzione di sanzioni da parte dell&#8217;Unione Europea, esacerbando la tensione tanto a livello interno che a livello internazionale.</p>
<h2>Le ragioni dell&#8217;interesse dell&#8217;asse Varsavia-Vilnius</h2>
<p>All’indomani della prima serata di scontri, Lukashenko <a href="https://it.insideover.com/politica/lombra-di-una-nuova-maidan-sulla-bielorussia.html">è apparso in pubblico</a>, invitando l’opposizione ad avviare un dialogo costruttivo per il benessere nazionale e reiterando la convinzione che dietro l’insurrezione vi sia una <strong>mano straniera</strong>.</p>
<p>Secondo quanto denunciato dal presidente, a cavallo fra il 9 e il 10 agosto, le guardie di frontiera avrebbero impedito dei tentativi di superamento illegale del confine da parte di cittadini polacchi, russi e ucraini, intenzionati a “fare una Maidan” in Bielorussia, mentre i servizi segreti avrebbero intercettato comunicazioni tra i manifestanti e l’estero, in particolare da Gran Bretagna, Polonia e Repubblica Ceca.</p>
<p>Inoltre, la stessa notte, nei punti caldi di Minsk <a href="https://it.insideover.com/politica/bielorussia-lopposizione-si-prepara-a-far-cadere-lukashenko.html">sarebbe stata accertata</a> la presenza di molti professionisti del disordine provenienti da Russia e Ucraina, i quali avrebbero svolto due mansioni in particolare: combattere contro la polizia e tentare di trascinare la capitale nel caos per mezzo di azioni di alto livello, come l’appiccamento di incendi nelle aree centrali. Nei giorni successivi è stata poi effettivamente confermata la notizia dell&#8217;arresto di diversi cittadini ucraini, accusati di aver preso parte ai disordini, dei quali Volodymyr Zelensky <a href="https://en.interfax.com.ua/news/general/680873.html">chiede la liberazione</a>.</p>
<p>L&#8217;insieme di questi eventi sembra corroborare le denunce di Lukashenko di una regia europea dell’insurrezione. L’Unione Europea ha iniziato a minacciare il governo di Minsk <strong>di introdurre sanzioni</strong> per via dei brogli e del modo in cui stanno avvenendo affrontati i disordini, mentre Polonia e Lituania stanno fornendo supporto concreto all’opposizione.</p>
<p>L’esecutivo polacco ha assunto e guidato l’iniziativa politica in sede comunitaria, smuovendo gli organi europei e i ministri degli esteri dei 27, e le principali città del Paese hanno iniziato a tingersi simbolicamente dei colori dell’antica bandiera bielorussa, quella sventolata dai manifestanti antigovernativi; mentre in Lituania ha trovato rifugio la Tikhanovskaya, fuggita da Minsk dopo la seconda serata di scontri.</p>
<p>Se esistesse un piano per un cambio di regime in Bielorussia, <a href="https://it.insideover.com/politica/come-succede-se-cade-lukashenko.html">Polonia e Lituania</a> sarebbero gli strumenti ideali ai quali delegare le operazioni e l’esercizio del potere sul futuro protettorato euroamericano. Poiché Minsk non dispone di grandi risorse naturali ed un’eventuale rottura da Mosca darebbe vita ad un’inevitabile recessione per via del rapporto di simbiotica interdipendenza, Varsavia e Vilnius potrebbero offrire l&#8217;apertura dei propri mercati del lavoro ai cittadini bielorussi in fuga, proporre l&#8217;estensione della loro<a href="https://it.insideover.com/politica/la-corsa-della-polonia-verso-legemonia-regionale.html"> rete energetica in divenire </a>dal Baltico all&#8217;entroterra bielorusso e, inoltre, potrebbero approfittare del nuovo clima d’investimento per amalgamare le tre economie.</p>
<p>Quest’ultimo punto è estremamente rilevante, perché da diversi anni le classi dirigenti di Varsavia e Vilnius stanno portando avanti <a href="https://it.insideover.com/politica/lasse-baltici-polonia-ununione-dentro-lunione-europea.html">un’agenda comune</a> tesa alla costruzione di un blocco geopolitico, culturale ed economico intra-europeo, esteso dal Mar Baltico al Mar Nero, iconicamente rappresentato<a href="https://www.insideover.com/politics/e40-the-waterway-that-could-change-eastern-europes-destiny-forever.html"> dall’E40</a>. Mentre la Polonia sta concentrando gli sforzi <a href="https://it.insideover.com/politica/la-corsa-della-polonia-verso-legemonia-regionale.html">sulla sponda meridionale</a>, rappresentata dall’alleanza Visegrad e dall’Ucraina, la Lituania sta invece guidando la<a href="https://it.insideover.com/economia/il-piano-dei-baltici-sganciarsi-dallenergia-russa.html"> fusione dell’area baltica</a>; l’unico ostacolo alla realizzazione del progetto, una <strong>confederazione polacco-lituana 2.0</strong>, è proprio la Bielorussia.</p>
<p>È soltanto avendo il quadro completo della situazione e degli interessi in gioco che si può comprendere il protagonismo di questi giorni dell&#8217;asse Polonia-Baltici; la realizzazione del corridoio regionale dal Baltico al Mar Nero passa inevitabilmente da Minsk.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-dei-baltici-e-della-polonia-per-risolvere-la-crisi-in-bielorussia.html">Il piano dei Baltici e della Polonia per risolvere la crisi in Bielorussia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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