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	<title>Mozambico Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 14 Apr 2026 23:02:22 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mozambico Archives - InsideOver</title>
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		<title>Mozambico: Coral North, il progetto Eni in Mozambico che preoccupa l&#8217;ONU e le Ong</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/mozambico-coral-north-il-progetto-eni-in-mozambico-che-preoccupa-lonu-e-le-ong.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 23:02:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260413201731824_f6c8f1fbef4400e5aed32673cdaebf72-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo impianto FLNG di Eni a Cabo Delgado è al centro delle critiche degli esperti ONU per violazioni dei diritti umani e impatto climatico. Eni sottolinea l’allineamento agli standard ambientali e sociali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/mozambico-coral-north-il-progetto-eni-in-mozambico-che-preoccupa-lonu-e-le-ong.html">Mozambico: Coral North, il progetto Eni in Mozambico che preoccupa l&#8217;ONU e le Ong</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>«Un impianto galleggiante di liquefazione del gas naturale all&#8217;avanguardia». È così che Eni definisce il suo <strong>progetto Coral North FLNG </strong>— acronimo che sta per <em>Floating Liquefied Natural Gas</em>, cioè “gas naturale liquefatto galleggiante” —,  avviato in acque profonde al largo di Cabo Delgado, a Nord del Mozambico, dove la multinazionale è presente dal 2006. Lo scorso ottobre il colosso italiano dell’energia e i suoi partner hanno raggiunto la Decisione Finale d&#8217;Investimento alla presenza del Presidente del Mozambico Daniel Francisco Chapo e dell&#8217;Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi. Ma Coral North resta un progetto controverso e di recente ha incassato anche il <strong>parere critico delle Nazioni Unite</strong>, come denuncia l’organizzazione BankTrack.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ONU avverte: Coral North rischia di violare diritti umani</strong></h2>



<p>Coral North è il secondo progetto di Eni in Mozambico e il secondo impianto FLNG su larga scala realizzato in acque ultra-profonde a livello mondiale, dopo Coral South, quest’ultimo operativo dal 2022. Con <strong>una capacità di liquefazione di 3,6 milioni di tonnellate all&#8217;anno</strong>, il nuovo impianto porterà la produzione complessiva di GNL del Mozambico a superare i 7 milioni di tonnellate all&#8217;anno, rendendo il Paese il terzo produttore in Africa.&nbsp;</p>



<p>«Con Coral North contribuiremo a soddisfare la crescente domanda mondiale di GNL, raddoppiando sia il contributo del Mozambico alla sicurezza energetica globale, sia i benefici per il Paese e i suoi cittadini in termini di crescita economica e industriale», ha sottolineato Descalzi. Parole che, tuttavia, sembrano essere contraddette da <a href="https://www.ohchr.org/en/press-releases/2026/03/mozambique-un-experts-concerned-african-development-bank-funding-floating">una serie di aspetti critici rilevati da un gruppo di esperti delle Nazioni Unite</a> i quali, commentando il prestito da 150 milioni di dollari concesso dalla Banca africana di sviluppo per lo sviluppo di Coral North, hanno dichiarato che «il progetto rischia di aggravare le violazioni dei diritti umani, contribuire al cambiamento climatico e distogliere scarsi fondi pubblici da investimenti urgentemente necessari nelle energie rinnovabili», peraltro <strong>inasprendo le tensioni esistenti e le dispute in materia di diritti umani</strong> innescate dal settore del gas nella provincia di Cabo Delgado, un’area teatro da ormai otto anni di <strong>un conflitto tra l’esercito di Maputo e gruppi di insorti </strong>– che finora ha causato<strong> oltre 4.000 morti e lo sfollamento di circa un milione di persone</strong> –&nbsp; e interessata da altri progetti estrattivi.</p>



<p><strong>Una lettura che Eni respinge.</strong> Interpellata da InsideOver sulle osservazioni degli esperti ONU, la società ha dichiarato che il progetto Coral North FLNG è sviluppato «nel pieno allineamento ai più rigorosi standard internazionali in materia di tutela ambientale e di rispetto dei diritti umani» e che opera in Mozambico «nel rispetto integrale della normativa vigente, collaborando attivamente con le autorità nazionali e con tutti gli stakeholder di riferimento». Eni ha inoltre ribadito il ruolo del gas naturale nella propria strategia di transizione energetica e negli obiettivi di decarbonizzazione, precisando di non rilasciare commenti su dichiarazioni provenienti da soggetti terzi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>TotalEnergies a processo: da Cabo Delgado alle aule di giustizia francesi</strong></h2>



<p>Ad essere sotto osservazione da parte degli analisti dell’ONU sono anche altre iniziative di questo tipo nel Nord del Paese – Mozambique LNG di TotalEnergies e Rovuma LNG guidato da ExxonMobil e dalla stessa Eni – per le quali<strong> le procedure di consultazione pubblica sono state ritenute inadeguate, </strong>tanto da compromettere la partecipazione locale alle decisioni chiave relative allo sviluppo dei progetti. Nella dichiarazione degli specialisti si sottolineano, dunque, «la perdita di mezzi di sussistenza e sconvolgimenti socio-economici a lungo termine per le comunità che dipendono fortemente dalla pesca, dall&#8217;agricoltura e dalle risorse naturali». Ma gli impatti negativi non si limitano solo a tali aspetti. Esistono infatti criticità profonde – legate a gravi violazioni dei diritti umani e a una preoccupante spirale di violenza – particolarmente manifeste nel caso di TotalEnergies. La major francese è infatti coinvolta in due procedimenti penali in Francia riguardanti vicende accadute proprio in Mozambico: <a href="https://www.lemonde.fr/en/le-monde-africa/article/2025/03/15/french-prosecutors-launch-manslaughter-probe-against-totalenergies-over-mozambique-attack_6739177_124.html">il primo per omicidio colposo e omissione di soccorso a persone in pericolo</a>, <a href="https://www.ecchr.eu/en/press-release/totalenergies-faces-criminal-complaint-for-complicity-in-war-crimes-torture-and-enforced-disappearance-in-mozambique/">il secondo per complicità in crimini di guerra, tortura e sparizione forzata</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Soldi pubblici italiani per Coral North: l&#8217;appello delle Ong alle banche</strong></h2>



<p>Coral North – che potrebbe avere un impatto significativo, finendo per aumentare le emissioni di gas serra, elemento denunciato dall’organizzazione italiana ReCommon già a marzo del 2025 <a href="https://www.recommon.org/fiamme-nascoste-flaring-eni-in-mozambico/">con l’inchiesta “Fiamme nascoste”</a> – si sviluppa dunque <strong>in un contesto già fortemente segnato da eventi tragici e nodi critici sul piano ambientale,</strong> in uno dei paesi più vulnerabili alle catastrofi climatiche. Aspetti che, tuttavia, sembrano non destare preoccupazione negli attori finanziari coinvolti nel sostegno al progetto. BankTrack e i partner della coalizione <strong>“Say No to Gas! In Mozambique”</strong> chiedono invece alle banche di <strong>non finanziare l&#8217;espansione del gas nel Nord del Mozambico e di sospendere le linee di credito per nuovi progetti sui combustibili fossili.</strong> Un appello rivolto anche a istituzioni italiane come SACE – gruppo assicurativo controllato dal Ministero dell&#8217;economia e delle finanze – e Cassa Depositi Prestiti che hanno deciso di confermare il loro sostegno finanziario a Mozambique LNG. UBI Banca, ora controllata da Intesa Sanpaolo, ha finanziato Coral South FLNG. Tutti questi istituti finanziari si contendono il sostegno di Coral North FLNG e Rovuma LNG con capitali pubblici e privati. «Chiediamo loro di ascoltare il monito degli esperti delle Nazioni Unite e non sostenere finanziariamente questi progetti. Progetti che, guardando al contesto domestico, <strong>aggraverebbero la dipendenza italiana dai combustibili fossili,</strong> una scelta miope se guardiamo alle ripercussioni energetiche ed economiche derivanti dalla chiusura dello Stretto di Hormuz in questi giorni» ha ribadito Simone Ogno, campaigner finanza e clima di ReCommon.</p>



<p>Intanto – come ha sottolineato il professor Alessandro Volpi – dall’inizio dell’anno, il titolo Eni ha guadagnato in borsa il 46,4%, vale a dire <strong>un aumento di quasi due miliardi di euro del valore delle partecipazioni dei due primi azionisti privati del colosso</strong>, ovvero i grandi gestori patrimoniali statunitensi BlackRock e Vanguard. A trarre beneficio dalle attività di Eni saranno senz&#8217;altro questi ultimi.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mozambico, torna l&#8217;incubo Isis a Cabo Delgado: 50mila persone in fuga</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/mozambico-torna-lincubo-isis-a-cabo-delgado-50mila-persone-in-fuga.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 05:53:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Total]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1648" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mozambico" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico.webp 1648w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-300x166.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-1024x565.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-768x424.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-1536x848.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-600x331.webp 600w" sizes="(max-width: 1648px) 100vw, 1648px" /></p>
<p>Gli islamisti colpiscono nel Nord del Mozambico con una frequenza quasi quotidiana, spesso in più comunità nello stesso giorno. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1648" height="910" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mozambico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico.webp 1648w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-300x166.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-1024x565.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-768x424.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-1536x848.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/mozambico-600x331.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1648px) 100vw, 1648px" /></p>
<p>Nel <strong>Nord del Mozambico, tra Nampula e Cabo Delgado</strong>, una violenza che sembrava attenuarsi è tornata a travolgere intere comunità. In poche settimane oltre cinquantamila persone sono scappate dai villaggi di Memba, inseguite dalla paura di nuovi assalti e dalla certezza che gli insorti non fanno distinzioni: bruciano case, distruggono scuole, saccheggiano negozi, rapiscono bambini. È una fuga disordinata, fatta di donne e bambini che percorrono chilometri verso l’interno, dove le strutture che li accolgono sono già sovraffollate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno degli insorti e l’assenza dello Stato</h2>



<p>Dopo una breve pausa, gli insorti sono riapparsi a Memba il 10 novembre. Da allora colpiscono con una frequenza quasi quotidiana, spesso in più comunità nello stesso giorno. Danni materiali enormi, paura diffusa e l’idea, confermata dal governatore <strong>Eduardo Abdula</strong>, che non si tratti di una migrazione spontanea ma di un’espulsione forzata: famiglie cacciate dalle loro terre. E mentre si raccolgono i primi cinquanta mila sfollati, altre migliaia potrebbero arrivare.</p>



<p>La situazione sanitaria precipita. Il colera, già presente con centinaia di casi, trova terreno fertile tra rifugi precari, mancanza di acqua e piogge imminenti. È un’emergenza che rischia di trasformarsi in una catastrofe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cabo Delgado: una guerra di otto anni</h2>



<p>Il dramma di Nampula si somma alla crisi storica di <strong>Cabo Delgado, dove da otto anni gli insorti affiliati allo Stato Islamico agiscono con brutalità</strong>: decapitazioni, sequestri, assalti alle città. A settembre il gruppo ha lanciato una nuova offensiva nella sua ex roccaforte di Mocimboa da Praia, provocando altri novantatremila sfollati. Gli analisti di ACLED stimano che l’undici per cento delle azioni violente globali dell’IS nel 2025 sia avvenuto proprio in Mozambico. Il Paese è diventato uno dei poli africani dell’estremismo jihadista.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tagli agli aiuti e vuoti pericolosi</h2>



<p>A complicare tutto, i tagli ai programmi di assistenza degli Stati Uniti. Lo smantellamento dell’USAID deciso a gennaio ha cancellato o ridotto drasticamente iniziative dedicate alla prevenzione dell’estremismo, soprattutto in aree dove i giovani, senza opportunità, finiscono reclutati dagli insorti. Ex funzionari dell’Agenzia lo dicono apertamente: <strong>la fine dei programmi ha creato uno spazio che i gruppi jihadisti hanno riempito con facilità.</strong></p>



<p>Anche gli aiuti delle Nazioni Unite sono insufficienti: i fondi arrivati coprono appena un quinto di quanto richiesto per il 2025. Il Programma alimentare mondiale ha dovuto ridurre gli assistiti da un milione a poco più di trecentomila persone, lasciando indietro centinaia di migliaia di sfollati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il paradosso delle risorse: gas e instabilità</h2>



<p>Il cuore del paradosso mozambicano è tutto qui: a pochi chilometri dalla crisi umanitaria si trovano giacimenti di gas naturale tra i più promettenti dell’Africa. Colossi come TotalEnergies ed ExxonMobil hanno investito miliardi nel progetto di Afungi, vicino a Palma. <strong>Ma lo sviluppo è continuamente frenato dall’instabilità.</strong> Il solo attacco del 2021 ha costretto a sospendere i lavori e a evacuare tecnici e operai. Ora <a href="https://it.insideover.com/guerra/massacri-in-mozambico-total-denunciata-in-francia.html">TotalEnergies</a> lascia intendere che potrebbe revocare la “forza maggiore”, ma la ripresa dipende dal ritorno della sicurezza. E quando la sicurezza è così fragile, ogni decisione diventa un azzardo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione</h2>



<p>Il Nord del Mozambico non è solo teatro di una crisi locale. È un crocevia dove estremismo, povertà, fragilità istituzionale e interessi energetici globali si sovrappongono. Le fughe di massa, i villaggi incendiati e le scuole distrutte sono il sintomo più evidente di <strong>uno Stato che non riesce a controllare una parte del proprio territorio.</strong> Finché la comunità internazionale non investirà con continuità nella stabilizzazione – e non solo nelle emergenze – questa crisi continuerà a ripresentarsi, ogni volta più devastante della precedente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/mozambico-torna-lincubo-isis-a-cabo-delgado-50mila-persone-in-fuga.html">Mozambico, torna l&#8217;incubo Isis a Cabo Delgado: 50mila persone in fuga</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Africa: dalla Libia al Mozambico, dal petrolio al gas, Eni esplora nuove fonti per l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/africa-dalla-libia-al-mozambico-dal-petrolio-al-gas-eni-esplora-nuove-fonti-per-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 04:31:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="594" height="351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi.jpg 594w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi-300x177.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px" /></p>
<p>La holding energetica investe in Libia e In Mozambico per lavorare petrolio e gas naturale da fornire all'Italia e non solo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/africa-dalla-libia-al-mozambico-dal-petrolio-al-gas-eni-esplora-nuove-fonti-per-leuropa.html">Africa: dalla Libia al Mozambico, dal petrolio al gas, Eni esplora nuove fonti per l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="594" height="351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi.jpg 594w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/04/idrocarburi-300x177.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px" /></p>
<p>Lo sviluppo del futuro prossimo&nbsp; passerà da quali pedine si muoveranno sullo scacchiere energetico mondiale, e l’Italia vuole sedere al tavolo dei giocatori. <strong>Eni </strong>è pronta a investire in Africa muovendosi lungo due fronti: <strong>le trivellazioni petrolifere al largo delle coste libiche e il progetto mozambicano del <a href="https://www.eni.com/it-IT/azioni/attivita-mondo/mozambico/coral-north.html">Coral North</a> per l’estrazione di gas naturale</strong>. Il disegno è chiaro: valorizzare la presenza di Roma nel continente africano da Nord (<a href="https://it.insideover.com/politica/lattacco-hacker-contro-l-eni-e-l-italia-in-libia.html">Libia</a>) a Sud (<a href="https://it.insideover.com/energia/mozambico-le-multinazionali-il-denaro-italiano-e-il-gas-insanguinato-di-cabo-delgado.html">Mozambico</a>) per assicurare approvvigionamenti energetici in grado di alimentare l’economia del nostro Paese e non solo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’espansione nel Mediterraneo</h2>



<p>L’Ente Nazionale degli Idrocarburi ha ripreso le attività di perforazione nelle acque nordoccidentali della Libia, dopo cinque anni di pausa per via della pandemia. La <a href="https://it.insideover.com/energia/il-nuovo-asse-energetico-tra-algeria-e-libia-un-assist-alleni-e-allitalia.html">National Oil Company</a>, holding energetica libica, ha confermato che i lavori iniziati nel 2020 saranno presto terminati e potranno esserci <strong>nuove opportunità di produzione del greggio tali per cui sarà possibile riempire i due milioni di barili al giorno entro il 2028</strong>. L’Italia, grazie a questo partenariato, ha la possibilità di affacciarsi alla finestra del Mediterraneo come attore strategico in grado di rafforzare la sicurezza energetica nazionale, tramite forniture vicine e continue, e di ricostituire il tessuto economico-produttivo di un’area geografica e geopolitica che, nell’ultimo decennio, è stato lacerato da conflitti di varia natura.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Tripoli ha recentemente firmato <strong>accordi di cooperazione non solo con l’Italia, ma anche con colossi occidentali dell’oro nero come la britannica BP</strong> per l’esplorazione dei giacimenti petroliferi di Messla e Sarir, entrambi situati in Cirenaica. Altre partnership sono state attivate con l’inglese Shell e la statunitense Exxon, a riprova di come in Libia la situazione politica stia andando sempre più stabilizzandosi e l’economia stia tornando ad attirare capitali esteri.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gas dell&#8217;Africa sud-orientale</h2>



<p>A migliaia di chilometri di distanza, Eni si adopera per le estrazioni di gas naturale lungo le coste del Mozambico. La società italiana e altre aziende internazionali operanti nel settore energetico — tra cui la cinese CNPC, la coreana Kogas e l XRG controllata dall’emiratina ADNOC — hanno ufficializzato&nbsp; il progetto <strong>Coral North nel Bacino di Rovuma</strong> dal valore multimiliardario che potrebbe ridefinire l’ossatura dell’infrastruttura energetica del Paese africano.&nbsp;</p>



<p>L’investimento rappresenta l’evoluzione del programma <a href="https://www.eni.com/it-IT/azioni/attivita-mondo/mozambico/coral-south.html">Coral South</a>, il quale&nbsp; ha dato forma alla prima unità galleggiante di liquefazione del gas divenuta funzionante nel 2022. Il nuovo progetto comporterebbe la costruzione di una<strong> seconda struttura di liquefazione in acque ultra-profonde dando modo di raggiungere i sette milioni di tonnellate di gas naturale entro il 2028</strong>. Una stima di questo tipo proietta inevitabilmente tra i principali esportatori di gas liquefatto dopo Nigeria e Algeria.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Eni coltiva, dunque, l’ambizione di fungere da ponte tra le sponde di due continenti che grazie alle iniziative in campo energetico potrebbero ridurre le loro distanze. Non solo, la holding italiana darebbe un contributo notevole alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento per l’Europa, sempre più alla ricerca di nuovi mercati energetici dato il contesto geopolitico precario. </p>



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		<title>Mozambico: le multinazionali, il denaro italiano e il gas insanguinato di Cabo Delgado</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/mozambico-le-multinazionali-il-denaro-italiano-e-il-gas-insanguinato-di-cabo-delgado.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2025 12:42:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cabo Delgado, le multinazionali europee e il gas insanguinato del Mozambico: storia di una convergenza tra energia e violenza.</p>
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<p>Negli ultimi giorni il Mozambico è tornato sotto i riflettori internazionali per le nuove accuse di crimini di guerra rivolte all’esercito locale e per il presunto coinvolgimento della multinazionale francese <strong>TotalEnergies</strong>. Il tema è delicato perché, oltre ai risvolti umanitari ed economici, tocca direttamente anche l’Italia. <strong>Saipem</strong>, <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-mossa-di-draghi-su-sace-resta-in-mano-a-cdp.html">Cassa Depositi e Prestiti (CDP)</a></strong> e <strong>SACE</strong> sono infatti tra i protagonisti del finanziamento del maxi-progetto gasiero <strong>Mozambique LNG</strong>, situato nella martoriata provincia di <strong>Cabo Delgado</strong>. Ma facciamo un passo indietro per capire meglio la situazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un conflitto dimenticato</strong></h3>



<p>Dal 2017, Cabo Delgado è teatro di un conflitto devastante tra le forze governative e un&#8217;insurrezione jihadista legata allo Stato Islamico. Gli scontri hanno causato oltre&nbsp;<strong>4.000 morti e 800.000 sfollati</strong>, ma per anni la comunità internazionale ha ignorato la crisi, salvo risvegliarsi solo quando i combattimenti hanno minacciato gli investimenti miliardari delle multinazionali del gas.</p>



<p>Uno di questi investimenti è proprio il giacimento <strong>Mozambique LNG</strong>, un progetto che vede <strong>TotalEnergies</strong> come principale attore, affiancata da aziende italiane come <strong>Saipem</strong> per la costruzione dell’infrastruttura. Un’opera faraonica che avrebbe dovuto trasformare il Mozambico in un hub energetico globale ma che, nei fatti, ha solo esacerbato le tensioni. Nel 2021, di fronte all&#8217;escalation della violenza jihadista, <strong>TotalEnergies ha sospeso i lavori</strong>, dichiarando di voler proteggere i suoi dipendenti. Tuttavia, un&#8217;inchiesta recente rivela una verità molto più inquietante: l’azienda sapeva da tempo delle <strong>atrocità commesse dall’esercito mozambicano</strong> nel tentativo di difendere l’impianto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il massacro dei container</strong></h3>



<p>Uno dei momenti più tragici della guerra in Cabo Delgado è stato il cosiddetto <strong>&#8220;massacro dei container&#8221;</strong>, avvenuto nell’estate del 2021. Secondo un&#8217;inchiesta pubblicata da <strong>Le Monde</strong>, i militari mozambicani incaricati di proteggere l’area intorno all’impianto, avrebbero massacrato <strong>decine di civili inermi</strong>, accusandoli di essere simpatizzanti dei jihadisti. Le testimonianze raccolte nel video di <strong>Le Monde</strong> e negli articoli del <strong>Financial Times</strong> e di <strong>Politico</strong> raccontano scene di violenza indicibile: uomini rinchiusi in container metallici sotto il sole cocente, lasciati morire per asfissia e disidratazione. Una vera e propria esecuzione, consumatasi a pochi passi dalle infrastrutture di <strong>TotalEnergies</strong>.</p>



<p>E qui emerge un aspetto cruciale:&nbsp;<strong>la multinazionale francese sapeva</strong>. Grazie a una richiesta di accesso agli atti presentata dall&#8217;organizzazione&nbsp;<strong>ReCommon</strong>, è emerso che già prima dell’estate del 2021&nbsp;<strong>TotalEnergies era a conoscenza delle violenze commesse dai militari mozambicani</strong>. Nonostante ciò, l’azienda non ha preso provvedimenti né denunciato le violazioni, rimanendo in attesa di un miglioramento delle condizioni di sicurezza per riavviare i lavori.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;Italia continua a finanziare il progetto</strong></h3>



<p>Mentre la comunità internazionale inizia a interrogarsi sulle responsabilità delle multinazionali, il governo italiano sembra andare in tutt&#8217;altra direzione. Di recente, infatti, durante un’interpellanza urgente alla Camera, è stato confermato che <strong>SACE (l’agenzia pubblica di assicurazione all’export) ha garantito finanziamenti per 950 milioni di euro</strong> destinati alle operazioni di <strong>Saipem</strong> nel progetto Mozambique LNG. Una parte significativa di questi fondi – circa <strong>650 milioni di euro</strong> – proviene direttamente da <strong>Cassa Depositi e Prestiti</strong>, ovvero denaro pubblico. Questo significa che l’Italia sta continuando a sostenere economicamente un progetto che, oltre a essere problematico dal punto di vista ambientale, è direttamente legato a <strong>violazioni dei diritti umani</strong>.</p>



<p>L’ipocrisia politica è evidente: da un lato si parla di transizione ecologica e di energie rinnovabili, dall’altro si investono miliardi in giacimenti fossili situati in zone di guerra. <strong>TotalEnergies, Saipem, SACE e il Governo italiano non possono fingere di non sapere cosa sta succedendo a Cabo Delgado.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il Piano Mattei e il riciclo di vecchie iniziative</strong></h3>



<p>Il coinvolgimento italiano in Mozambico non si limita al gas. Un altro aspetto interessante riguarda il <strong>Piano Mattei</strong>, la strategia di politica estera lanciata dal governo Meloni per rafforzare i legami con l&#8217;Africa. Tra i progetti presentati come innovativi c’è il <strong>CAAM (Centro Agroalimentare di Marracuene)</strong>, un’iniziativa che, in realtà, <strong>era già stata avviata dalla cooperazione italiana nel 2021</strong>. L’impressione è che il Governo stia semplicemente riciclando vecchi progetti, spacciandoli per nuovi, mentre la vera priorità rimane quella di garantire l’accesso alle risorse naturali africane per le aziende italiane.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><b>Le contraddizioni della politica italiana</b></h3>



<p>Il caso di Cabo Delgado è emblematico: da un lato mostra il cinismo delle multinazionali che, in nome del profitto, chiudono gli occhi davanti alle violazioni dei diritti umani; dall’altro evidenzia le contraddizioni della politica italiana, che parla di transizione ecologica ma continua a finanziare progetti fossili in zone di guerra.</p>



<p>La domanda è:&nbsp;<strong>quanto a lungo si potrà ignorare questa realtà?</strong>&nbsp;Le inchieste giornalistiche hanno acceso i riflettori sulla vicenda, ma spetta all’opinione pubblica e alla comunità internazionale pretendere responsabilità da chi investe in questi progetti. Perché dietro ogni barile di gas estratto a Cabo Delgado, c’è il sangue di una popolazione che continua a pagare il prezzo più alto.</p>
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		<title>Mozambico: i prestiti, il ministro corrotto e ora un debito che azzoppa il Paese</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/mozambico-i-prestiti-il-ministro-corrotto-e-ora-un-debito-che-azzoppa-il-paese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 15:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012114125987_230caf1f3b37647ace1419b8eb0df9a7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mozambico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012114125987_230caf1f3b37647ace1419b8eb0df9a7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012114125987_230caf1f3b37647ace1419b8eb0df9a7-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012114125987_230caf1f3b37647ace1419b8eb0df9a7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012114125987_230caf1f3b37647ace1419b8eb0df9a7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012114125987_230caf1f3b37647ace1419b8eb0df9a7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012114125987_230caf1f3b37647ace1419b8eb0df9a7-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scandalo del "debito nascosto" del Mozambico rappresenta una delle pagine più oscure della recente storia economica africana.</p>
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<p>Lo scandalo del <strong>&#8220;debito nascosto&#8221; del Mozambico</strong> rappresenta una delle pagine più oscure della recente storia economica e politica del continente africano. Un intreccio di corruzione sistemica, incompetenza istituzionale e avidità internazionale ha portato<strong> un Paese già fragile economicamente </strong>sull&#8217;orlo del collasso, evidenziando i pericoli delle dinamiche finanziarie opache che coinvolgono governi e istituzioni globali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;origine dello scandalo</strong></h3>



<p>Tra il 2013 e il 2014, <strong>il Mozambico, s</strong>otto l’amministrazione dell’allora Ministro delle Finanze Manuel Chang, contrasse prestiti per un valore di circa 2 miliardi di dollari da importanti istituti di credito internazionali, tra cui <em><a href="https://it.insideover.com/economia/terremoto-in-credit-suisse-perche-il-colosso-elvetico-traballa.html">Credit Suisse</a></em> e VTB Capital. Questi fondi dovevano essere destinati a progetti ambiziosi come la creazione di una flotta per la pesca del tonno e il potenziamento della sicurezza marittima, infrastrutture che avrebbero potuto rafforzare l&#8217;economia nazionale e migliorare le condizioni di vita dei cittadini.</p>



<p>Tuttavia, fin dall&#8217;inizio, <strong>l&#8217;intero schema si rivelò viziato da gravi irregolarità.</strong> I prestiti furono garantiti segretamente, senza l&#8217;approvazione del Parlamento mozambicano, violando la legislazione nazionale e aggirando qualsiasi controllo democratico. Ben presto emerse che una parte significativa dei fondi – circa 500 milioni di dollari – era stata deviata per tangenti e spese illecite, con l’approvazione e il coinvolgimento di funzionari di alto livello, tra cui lo stesso Manuel Chang.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le conseguenze economiche e sociali</strong></h3>



<p>Il fallimento dei progetti finanziati con questi prestiti e la scoperta dello scandalo portarono a un devastante effetto domino. Gli investitori internazionali, scoperti i contorni della vicenda, reagirono ritirando il loro supporto al Mozambico. Organizzazioni come il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale sospesero i loro programmi di assistenza finanziaria, <strong>privando il Paese di un sostegno cruciale.</strong> Questo isolamento economico, combinato con un debito pubblico gonfiato del 12% del PIL, causò un crollo della valuta nazionale e un aumento vertiginoso dei prezzi dei beni di prima necessità, peggiorando le già difficili condizioni di vita della popolazione. Il debito nascosto divenne una palla al piede per le finanze pubbliche del Mozambico, compromettendo la capacità del Governo di investire in settori chiave come l&#8217;istruzione, la sanità e le infrastrutture. La crisi alimentò proteste popolari e una diffusa sfiducia nelle istituzioni, approfondendo il divario tra il Governo e i cittadini.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il processo e il verdetto contro Manuel Chang</strong></h3>



<p>L&#8217;arresto e la successiva estradizione di Manuel Chang negli Stati Uniti segnarono un punto di svolta nella vicenda. Nel 2023, Chang è stato dichiarato colpevole da un tribunale di New York per aver accettato tangenti di 7 milioni di dollari in cambio della sua complicità nell’autorizzare i prestiti fraudolenti. <strong>Venerdì scorso, il tribunale lo ha condannato a otto anni e mezzo di carcere,</strong> riconoscendo tuttavia il tempo già scontato in custodia in Sudafrica e negli Stati Uniti. Ciò significa che, salvo sorprese, Chang sarà libero tra circa due anni e mezzo e verrà deportato in Mozambico. Durante il processo, l&#8217;ex ministro ha espresso rimorso, affermando di aver creduto inizialmente nella bontà dei progetti finanziati. Tuttavia, le sue scuse suonano tardive e insufficienti di fronte ai danni irreparabili causati al Paese e ai milioni di mozambicani che hanno pagato il prezzo più alto per la sua negligenza e disonestà.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una lezione per il futuro</strong></h3>



<p>Il caso del Mozambico offre lezioni cruciali non solo per il Paese, ma per l&#8217;intera comunità internazionale. Da un lato, evidenzia la necessità di una maggiore trasparenza e accountability nei processi di concessione dei prestiti internazionali. Le banche coinvolte, infatti, non possono essere considerate immuni da responsabilità: il loro ruolo nel facilitare operazioni discutibili deve essere indagato a fondo e sanzionato adeguatamente.</p>



<p>Dall&#8217;altro, il caso sottolinea l&#8217;urgenza di rafforzare le istituzioni democratiche e i meccanismi di controllo nei <strong>Paesi in via di sviluppo.</strong> Solo con governi responsabili e una società civile vigile è possibile prevenire scandali simili e garantire che le risorse siano utilizzate per il bene comune.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h3>



<p>Lo scandalo del debito nascosto rimane un monito potente sulle conseguenze della corruzione e della mancanza di trasparenza. Per il Mozambico, ricostruire la fiducia internazionale e riparare i danni economici richiederà anni, se non decenni. Tuttavia, il verdetto contro Manuel Chang rappresenta un primo passo verso la giustizia e la speranza che, in futuro, episodi di tale gravità possano essere evitati.</p>
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		<title>Ti difendo e poi ti colonizzo: le mani del Ruanda sul gas del Mozambico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/ti-difendo-e-poi-ti-colonizzo-le-mani-del-ruanda-sul-gas-del-mozambico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 13:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Gnl]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Ruanda gioca da potenza regionale in Africa e dal 2021 si è installato militarmente in Mozambico. Le mani sui giacimenti dl gas.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ti-difendo-e-poi-ti-colonizzo-le-mani-del-ruanda-sul-gas-del-mozambico.html">Ti difendo e poi ti colonizzo: le mani del Ruanda sul gas del Mozambico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240905161829209_6d326e0ffa985306c76dde4aa3a32491-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;intervento militare del <strong><a href="https://it.insideover.com/ong_posts/mozambico-terroristi-uccidono-11-cristiani-in-un-attentato-nella-provincia-di-cabo-delgado">Ruanda a Cabo Delgado</a></strong>, nel Nord del Mozambico, rappresenta un caso esemplare di geopolitica e di gestione delle risorse strategiche in Africa. Dal luglio 2021, le Forze di Difesa del Ruanda (RDF) hanno operato in Mozambico con l&#8217;obiettivo di stabilizzare una regione-chiave per gli interessi energetici globali, proteggendo in particolare i giacimenti di <a href="https://it.insideover.com/schede/energia/che-cose-il-gas-naturale-liquefatto-gnl.html">gas naturale liquefatto </a>(GNL) della multinazionale francese TotalEnergies. Questo intervento, frutto di un accordo bilaterale tra <strong>Kigali e Maputo,</strong> ha comportato ingenti spese per il Ruanda, stimabili in centinaia di milioni di dollari, e ha permesso di mettere in sicurezza i cantieri della TotalEnergies, bloccati dal 2021 a causa delle incursioni jihadiste.</p>



<p>Il presidente ruandese <strong>Paul Kagame</strong> ha saputo capitalizzare il successo militare per espandere l&#8217;influenza economica del suo paese in Mozambico. Le aziende ruandesi, molte delle quali legate al Fronte Patriottico Ruandese (RPF), <a href="https://it.insideover.com/politica/ruanda-un-voto-finto-e-la-dittatura-vera-di-kagame-che-piace-tanto-alleuropa.html">il partito al potere, stanno ora investendo in vari settori dell&#8217;economia mozambicana. </a>La holding Crystal Ventures Ltd (CVL), di proprietà dell&#8217;RPF, ha esteso le sue operazioni in attività minerarie, edilizia, servizi di sicurezza e produzione di beni di consumo, dimostrando una capacità di penetrazione economica che solleva non poche preoccupazioni sulla concorrenza locale. Crystal Ventures, infatti, è spesso accusata di soffocare la crescita del settore privato in Ruanda, e c&#8217;è il timore che possa replicare questo modello in Mozambico.</p>



<p>La collaborazione tra TotalEnergies e le aziende ruandesi è evidente in progetti come la ristrutturazione del villaggio nella penisola di Afungi e la costruzione di un impianto solare a<strong> Cabo Delgado, prevista per fine 2024</strong>. Tuttavia, la mancanza di trasparenza sugli accordi tra i Governi di Maputo e Kigali alimenta speculazioni su concessioni e contratti che potrebbero legare i flussi di reddito del GNL agli <a href="https://it.insideover.com/politica/si-rischia-una-nuova-guerra-tra-congo-e-ruanda.html">interessi ruandesi</a> per decenni. Difficile non sottolineare le ambiguità negli accordi di sicurezza tra i due Paesi, che sollevano interrogativi sulla reale portata delle ipoteche economiche e politiche imposte dal Ruanda.</p>



<p>L&#8217;aumento del contingente ruandese a Cabo Delgado, passato da mille a 4.500 unità, e la sostituzione delle forze della Comunità per lo Sviluppo dell&#8217;Africa Meridionale (SADC) sottolineano l&#8217;impegno di Kigali a lungo termine. Il Ruanda, privo di significative risorse naturali proprie, vede nel gas mozambicano un&#8217;opportunità strategica per rafforzare la propria economia e l&#8217;influenza regionale. L&#8217;operazione in Mozambico rappresenta dunque un tassello cruciale nella strategia geopolitica di Kagame, che punta a consolidare la presenza ruandese in Africa Australe attraverso un mix di interventi militari e investimenti economici mirati.</p>



<p>In sintesi, la presenza militare e economica del Ruanda in Mozambico è destinata a perdurare, con implicazioni significative per la geopolitica regionale e per le dinamiche di sviluppo economico del Mozambico. L&#8217;abilità del Ruanda nel capitalizzare la sua azione militare per ottenere vantaggi economici pone interrogativi sulla sostenibilità e sull&#8217;equità di tali operazioni, lasciando aperte molte domande sulla trasparenza e sugli effetti a lungo termine di questa alleanza strategica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ti-difendo-e-poi-ti-colonizzo-le-mani-del-ruanda-sul-gas-del-mozambico.html">Ti difendo e poi ti colonizzo: le mani del Ruanda sul gas del Mozambico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Mozambico, l&#8217;inferno nascosto in un paradiso</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/ambiente/mozambico-linferno-nascosto-in-un-paradiso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Bastianelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2024 07:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-1-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-1-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-1-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-1-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-1-1536x1153.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sei anni dopo l&#8217;inizio del conflitto in Mozambico, numerosi attacchi terroristici di matrice islamica hanno causato, secondo una valutazione delle autorità mozambicane, quasi 1 milione di sfollati interni nella provincia di Cabo Delgado e più di 4.000 morti (secondo i dati di The Armed Conflict Location &#38; Event Data Project).&#160; Secondo l&#8217;Ufficio delle Nazioni Unite &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/ambiente/mozambico-linferno-nascosto-in-un-paradiso.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/ambiente/mozambico-linferno-nascosto-in-un-paradiso.html">Mozambico, l&#8217;inferno nascosto in un paradiso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-1-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-1-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-1-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-1-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/001_DSF6080-1-1536x1153.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div
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                    Mozambico, l&#8217;inferno nascosto in un paradiso
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                        Sei anni dopo l&#8217;inizio del conflitto in Mozambico, numerosi attacchi terroristici di matrice islamica hanno causato, secondo una valutazione delle autorità mozambicane, quasi 1 milione di sfollati interni nella provincia di Cabo Delgado e più di 4.000 morti (secondo i&#8230;
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<p>Sei anni dopo l&#8217;inizio del conflitto in <strong>Mozambico</strong>, numerosi attacchi terroristici di matrice islamica hanno causato, secondo una valutazione delle autorità mozambicane, quasi 1 milione di sfollati interni nella provincia di Cabo Delgado e più di 4.000 morti (secondo i dati di <a href="https://acleddata.com/">The Armed Conflict Location &amp; Event Data Project</a>).&nbsp; Secondo l&#8217;Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, ad agosto 2023 più di 570.000 persone erano ritornate nei loro distretti di origine, mentre il numero di sfollati interni era di circa 670.000 persone.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/007_DSF5686-1.jpg" alt="" class="wp-image-421638" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/007_DSF5686-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/007_DSF5686-1-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/007_DSF5686-1-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/007_DSF5686-1-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/007_DSF5686-1-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/007_DSF5686-1-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Veduta aerea dell&#8217;isola di Tavari, una delle piccole isole che compongono l&#8217;arcipelago di Quirimbas, nella provincia di Cabo Delgado. Uno straordinario contesto di biodiversità che si apre sin paesaggi marini caratterizzati da foreste tropicali, canali di mangrovie, distese di sabbia bianchissima fiancheggiate da palme, dichiarato Riserva della Biosfera dall&#8217;UNESCO nel 2018. Tavari, Mozambico 2023.</figcaption></figure>



<p>I civili stanno pagando il prezzo più alto, poiché gruppi di ribelli armati chiamati Ahlu Sunna Wal Jammah (ASWJ), dal 2021 noti anche come autoproclamato Stato Islamico nella regione, hanno massacrato villaggi e compiuto stragi in città di tutta la provincia durante una serie di attacchi.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/017_DSF5858.jpg" alt="" class="wp-image-421666" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/017_DSF5858.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/017_DSF5858-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/017_DSF5858-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/017_DSF5858-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/017_DSF5858-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/017_DSF5858-1536x1153.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">I resti della casa di Imadi Kibiana, 65 anni, bruciata e distrutta dagli estremisti islamici di Ahlu Sunna Wal Jammah (ASWJ). Durante il terzo attacco all&#8217;isola di Matemo, perpetrato dal gruppo, affiliato all&#8217;ISIS, Imadi e la sua famiglia sono fuggiti nella foresta per 7 giorni e al loro ritorno hanno perso tutti i loro effetti personali. Matemo, Mozambico 2023</figcaption></figure>



<p>Nella città di Pemba vive la maggior parte degli sfollati. Fatima Buane, 16 anni, ha lo sguardo di chi ha visto l’orrore con i propri occhi. Suo padre è stato decapitato dai terroristi e lei è fuggita dal distretto di Macomia nel 2020. Non vede la madre da più di 3 anni, perché rimasta nel luogo di origine. Come lei tante altre ragazze hanno storie simili alle spalle. E insieme partecipano alle attività di &#8220;emancipazione femminile” nell’ambito del progetto CUIDA (dalla parola portoghese &#8220;cuidar&#8221;, che significa prendersi cura). Un progetto finanziato dall&#8217;Unione Europea e dall&#8217;Ambasciata dei Paesi Bassi e implementato dalla Fondazione AVSI in partnership con l’UNICEF, con lo scopo di rafforzare il meccanismo inclusivo di prevenzione e risposta per i bambini colpiti dal conflitto nei distretti di Pemba, Ibo, Quissanga e Montepuez, nella provincia di Cabo Delgado.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1441" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/006_DSF5255.jpg" alt="" class="wp-image-421632" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/006_DSF5255.jpg 1441w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/006_DSF5255-600x799.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/006_DSF5255-225x300.jpg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/006_DSF5255-769x1024.jpg 769w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/006_DSF5255-768x1023.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/006_DSF5255-1153x1536.jpg 1153w" sizes="auto, (max-width: 1441px) 100vw, 1441px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mbasso Jamal, ritratta nella sua casa nel quartiere di Paquitequete, dove dal 2022 ospita suo nipote Assumane Momade, un quindicenne fuggito da Mocimboa da Praia dopo l&#8217;inizio degli attentati terroristici che si verificano in Mozambico dalla fine del 2017. Jamal e Assumane studiano spesso insieme, aiutandosi a vicenda con le faccende domestiche. Pemba, Mozambico 2023.</figcaption></figure>



<p>In una realtà socio- economica estremamente povera dove quasi l&#8217;80% della popolazione vive con meno di due dollari statunitensi al giorno &#8211; secondo il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite-, la ricchezza del Mozambico giace sotto terra ed è questo l&#8217;obiettivo dei gruppi terroristici. Le ferite del Paese affondano le loro radici in un passato coloniale durato oltre 200 anni e conclusosi nel 1975 con l’indipendenza dai portoghesi, periodo che coincide anche con il commercio degli schiavi e una successiva guerra civile terminata nel 1992, che causò oltre 1 milione di morti. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1441" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/020_DSF6972.jpg" alt="" class="wp-image-421645" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/020_DSF6972.jpg 1441w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/020_DSF6972-600x799.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/020_DSF6972-225x300.jpg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/020_DSF6972-769x1024.jpg 769w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/020_DSF6972-768x1023.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/020_DSF6972-1153x1536.jpg 1153w" sizes="auto, (max-width: 1441px) 100vw, 1441px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un pescatore fa stretching durante una battuta di pesca nell&#8217;Oceano Indiano il 2 dicembre 2023. Con i pescherecci datati utilizzati per la pesca artigianale, i pescatori devono esercitare uno sforzo fisico immenso tirando manualmente le funi collegate alle reti da pesca. Murrébuè, Mozambico</figcaption></figure>



<p>Dalla fine della guerra civile post-coloniale, la regione settentrionale del Mozambico è rimasta indietro nello sviluppo economico e nell&#8217;attività commerciale rispetto a quella del sud. Il settore della pesca svolge un ruolo importante nell’economia locale, contribuendo negli ultimi anni al 40% circa delle entrate in valuta estera, ma la pesca illegale rappresenta una minaccia per la biodiversità della costa. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/008_DSF7027.jpg" alt="" class="wp-image-421639" style="width:1222px;height:auto" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/008_DSF7027.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/008_DSF7027-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/008_DSF7027-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/008_DSF7027-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/008_DSF7027-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/008_DSF7027-1536x1153.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;equipaggio di Saide Mário, un pescatore locale, attende l&#8217;arrivo dei clienti dalla spiaggia di Murrébuè, secondo l&#8217;usanza locale di imbarcarsi per negoziare e acquistare direttamente il pesce appena pescato. Secondo il Ministro del Mare del Mozambico, il settore della pesca svolge un ruolo fondamentale nell&#8217;economia del Mozambico e il 92% della produzione ittica nazionale deriva dalla pesca artigianale. Murrébuè, Mozambico 2023.</figcaption></figure>
</div>


<p>Attraverso fondi dell’African Development Bank, il partner governativo Pro Azul sta cercando di sostenere il settore della pesca artigianale, che rappresenta il 95% del pescato in Mozambico, mentre UNHCR e Fondazione AVSI, stanno organizzando programmi di formazione per sensibilizzare i pescatori sulle pratiche di pesca sostenibile, il rispetto dei diritti umani e dei diritti dei bambini.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/030_DSF6844.jpg" alt="" class="wp-image-421641" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/030_DSF6844.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/030_DSF6844-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/030_DSF6844-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/030_DSF6844-1024x769.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/030_DSF6844-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/030_DSF6844-1536x1153.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un giovane pescatore è colto mentre dorme su una barca nell&#8217;Oceano Indiano il 2 dicembre 2023. L&#8217;UNHCR e la Fondazione AVSI stanno organizzando programmi di formazione per sensibilizzare i pescatori sulle pratiche di pesca sostenibili, sul rispetto dei diritti umani e dei diritti dei bambini, ma c&#8217;è ancora molta strada da fare. Murrébuè, Mozambico.</figcaption></figure>



<p>Il Mozambico è uno dei paesi più poveri al mondo e allo stesso tempo è tra i primi dieci punti critici minacciati da vari rischi naturali come siccità, inondazioni e cicloni. La frequenza e l&#8217;intensità delle catastrofi stanno aumentando di anno in anno a causa della crisi climatica globale. La comunità umanitaria in Mozambico stima che un totale di 2.250.000 persone abbiano bisogno di assistenza umanitaria e protezione. Attraverso progetti di recupero scolastico, alfabetizzazione, sostegno psico-sociale e psicologico, attività ricreative e programmi di formazione professionale, le ONG cercano di migliorare il benessere dei minori e creare un contesto sicuro per il futuro delle nuove generazioni del Mozambico.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1441" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/016_DSF5244.jpg" alt="" class="wp-image-421644" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/016_DSF5244.jpg 1441w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/016_DSF5244-600x799.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/016_DSF5244-225x300.jpg 225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/016_DSF5244-769x1024.jpg 769w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/016_DSF5244-768x1023.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/016_DSF5244-1153x1536.jpg 1153w" sizes="auto, (max-width: 1441px) 100vw, 1441px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il quindicenne Assumane Momade, ritratto nella casa della zia che lo ospita nel quartiere di Paquitequete. Costretto a fuggire da Mocímboa da Praia a causa di attacchi terroristici islamici che dal 2017 hanno causato quasi un milione di sfollati interni e 5. 000 morti nel paese. Assumane ha partecipato al programma di educazione alternativa e alle attività di alfabetizzazione e di calcolo attuate dalla Fondazione AVSI in collaborazione con l&#8217;UNICEF. Sogna di diventare un insegnante da grande. Pemba, Mozambico 2023.</figcaption></figure>



<p>Assumane Momade ne è un esempio. Traumatizzato dalla violenza a cui ha assistito, è stato costretto a fuggire da Mocímboa da Praia in seguito agli attacchi terroristici. I suoi genitori sono rimasti nella loro città per non perdere quel poco che avevano e ora Assumane vive con gli zii nel quartiere Paquitequete, a Pemba. Dopo aver perso quasi due anni di scuola, ha partecipato a progetti di recupero scolastico e attività di alfabetizzazione. Da grande sogna di diventare un insegnante, per trasmettere agli altri bambini quello che ha imparato a scuola. E contribuire a un futuro diverso per il Mozambico. </p>


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                                    Matteo Bastianelli
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/ambiente/mozambico-linferno-nascosto-in-un-paradiso.html">Mozambico, l&#8217;inferno nascosto in un paradiso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Niger si prepara allo scontro, Haftar attacca il Ciad, il Mozambico elimina il leader Isis: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-niger-si-prepara-allo-scontro-haftar-attacca-il-ciad-il-mozambico-elimina-il-leader-isis-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Aug 2023 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Niger]]></category>
		<category><![CDATA[Drusi]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra civile libica]]></category>
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		<category><![CDATA[Stato Islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1051" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-600x328.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-1024x560.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-1536x841.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-2048x1121.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Niger chiama alle armi Mali e Burkina Faso contro l'Ecowas, Pechino accusa Washington per la vendita di armi a Taiwan, i drusi siriani scendono in strada per chiedere le dimissioni di Assad. Ecco le notizie del giorno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-niger-si-prepara-allo-scontro-haftar-attacca-il-ciad-il-mozambico-elimina-il-leader-isis-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Il Niger si prepara allo scontro, Haftar attacca il Ciad, il Mozambico elimina il leader Isis: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1051" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-600x328.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-1024x560.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-1536x841.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230825182619953_6c4a74faaf179f705ba45b5d9c8ca3d5-scaled-e1692981465201-2048x1121.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre sale la tensione con la Comunità economica dei Paesi dell&#8217;Africa occidentale, la giunta nigerina si attiva con gli Stati vicini per essere sicura di non rimanere sola; il governo di Pechino accusa Washington di aver violato i comunicati congiunti sino-americani con la nuova vendita di armi a Taiwan. Il generale libico Khalifa Haftar lancia una maxi operazione nel sud del Paese per metterlo in sicurezza, i drusi siriani tornano (dopo dieci anni) a chiedere le dimissioni del presidente Bashar al-Assad e in Mozambico le forze governative eliminano il capo del gruppo Stato Islamico che ha causato un milione di sfollati nel Paese: <strong>ecco le cinque notizie del giorno. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">I golpisti in Niger chiamano Mali e Burkina Faso contro l&#8217;Ecowas</h2>



<p>&nbsp;Il leader del golpe in Niger, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-colpo-di-stato-gli-arresti-e-lombra-della-wagner-cosa-succede-in-niger.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abdourahamane Tchiani,</a> ha autorizzato le forze armate del Mali e del Burkina Faso a intervenire sul territorio nazionale nigerino in caso di <strong>attacco armato</strong>. La dichiarazione segue l&#8217;incontro di ieri a Niamey in cui i ministri degli Esteri dei tre Paesi alleati hanno discusso l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/la-reazione-europea-al-golpe-in-niger-e-lincubo-di-una-nuova-libia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approfondimento della cooperazione</a> sulla <strong>sicurezza</strong> e su altri ambiti condivisi. Da settimane la Comunità economica dei&nbsp;Paesi&nbsp;dell&#8217;Africa occidentale (Ecowas)è impegnata a negoziare con i leader del golpe per reinsediare il presidente Mohamed Bazoum, ma ha avvisato di essere pronta a <strong>inviare truppe</strong> in Niger per ripristinare l&#8217;ordine costituito nel caso in cui gli sforzi diplomatici fallissero. In un comunicato, i ministri di Mali e Burkina Faso hanno reiterato la loro opposizione ad un intervento armato contro la popolazione del Niger, avvisando che verrebbe considerato una dichiarazione di guerra. L&#8217;<strong>Unione africana</strong>,&nbsp;i&nbsp;cui&nbsp;delegati&nbsp;avevano&nbsp;informalmente espresso reticenza per un&nbsp;intervento armato, ha&nbsp;infine &#8220;preso atto&#8221;&nbsp;della decisione Ecowas&nbsp;in un comunicato, senza opporvisi&nbsp;in modo ufficiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le armi statunitensi a Taiwan violano i comunicati congiunti sino-americani</h2>



<p>&#8220;Le <strong>vendite di&nbsp;armamenti</strong>&nbsp;degli&nbsp;Stati&nbsp;Uniti&nbsp;a Taiwan costituiscono una grave violazione&nbsp;del&nbsp;principio di&nbsp;una sola Cina e dei&nbsp;tre comunicati&nbsp;congiunti&nbsp;Usa-Cina, specie quello&nbsp;del&nbsp;17 agosto 1982&#8243;. Sono queste le parole con cui il portavoce&nbsp;del&nbsp;ministro degli&nbsp;Esteri&nbsp;della Cina, Wang Webin, ha commentato la decisione&nbsp;dell&#8217;amministrazione&nbsp;americana di&nbsp;autorizzare una <strong>nuova fornitura</strong> di&nbsp;armamenti&nbsp;a Taiwan per circa <strong>500 milioni&nbsp;</strong>di&nbsp;dollari. &#8220;Queste vendite violano gravemente&nbsp;il diritto&nbsp;internazionale e le regole che governano le relazioni&nbsp;internazionali, e minacciano la sovranità e gli&nbsp;interessi&nbsp;di&nbsp;sicurezza&nbsp;cinesi&#8221;, ha aggiunto. Wang ha precisato che le forniture di&nbsp;armi&nbsp;statunitensi&nbsp;peggiorano l<strong>&#8216;instabilità dello Stretto di&nbsp;Taiwan</strong>, e ha ripetuto che&nbsp;l&#8217;isola è &#8220;una parte&nbsp;inalienabile&nbsp;del&nbsp;territorio&nbsp;della Cina&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il generale Haftar lancia una nuova operazione lungo il confine col Ciad</h2>



<p>Il portavoce dell&#8217;autoproclamato<strong> Esercito nazionale libico</strong> (Lna) ha annunciato con un post su Facebook il lancio di un&#8217;operazione militare su larga scala al confine con il Ciad – operazione che ha definito come &#8220;ampia, precisa e mirata al confine meridionale per <strong>proteggere le frontiere</strong> dello Stato, le sue capacità e la sicurezza dei suoi cittadini&#8221;. Il portavoce delle forze del generale Khalifa Haftar ha poi aggiunto: &#8220;Non permetteremo che il nostro Paese sia una base d&#8217;appoggio per qualsiasi gruppo o formazione armata che rappresenti una minaccia per i nostri vicini o lanci qualsiasi azione illegale&#8221;, e ha assicurato che l&#8217;operazione non violerà &#8220;il <strong>principio di non ingerenza</strong> negli affari interni dei paesi amici, fraterni e vicini e nei loro problemi politici&#8221;. Infine, il portavoce ha concluso che l&#8217;operazione militare &#8220;via terra e via aerea non si fermerà finchè non saranno raggiunti gli obiettivi fissati dal Comando generale&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I drusi siriani ritornano a chiedere le dimissioni di Assad</h2>



<p>Migliaia di siriani si sono raccolti per le strade della città a <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-anche-i-drusi-scendono-in-strada-contro-damasco.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">maggioranza drusa</a> di Sweida, nel sud-est del Paese, per il quinto giorno consecutivo per protestare contro il peggioramento delle <strong>condizioni economiche</strong> e invocando le <strong>dimissioni del presidente</strong> siriano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bashar al-Assad</a>. I locali si sono riuniti nella piazza principale della città a partire dalla settimana scorsa, quando hanno assistito ad un improvviso aumento del prezzo del carburante. Importanti leader religiosi drusi, <strong>precedentemente filogovernativi</strong>, si sono incontrati per la prima volta dall&#8217;inizio delle proteste riconoscendo ai manifestanti il diritto di opporsi alle politiche del governo di Damasco, ma evitando di appoggiare apertamente le diffuse chiamate a dimettersi rivolte al presidente Assad. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Eliminato il leader dello Stato Islamico in Mozambico</h2>



<p>Il Capo di Stato maggiore delle forze armate del Mozambico, Joaquim Rivas Mangrasse, ha annunciato oggi l&#8217;eliminazione di Bonomade Machude Omar, noto anche come Ibn Omar o Abu Suraka, ritenuto il leader del gruppo<strong> Stato Islamico</strong> nel Paese. &#8220;Bonomade Machude Omar è stato ucciso insieme ad altri elementi del <strong>gruppo terroristico</strong> che sono ancora in via di identificazione&#8221;, segnala il capo delle forze armate in un comunicato stampa. &#8220;Dall&#8217;indagine condotta e tuttora in corso è emerso, con prove concrete, che il principale leader che <strong>dirige le operazioni</strong> del terrorismo in Mozambico, Bonomade Machude è stato messo fuori combattimento&#8221;, ha segnalato il generale nella nota. Secondo l&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unchr), il conflitto nel nord del Mozambico ha provocato lo sfollamento di <strong>un milione di persone</strong> e causato circa 4.000 morti.</p>
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		<title>Turco, la nuova lingua delle ex colonie portoghesi in Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/turco-la-nuova-lingua-delle-ex-colonie-portoghesi-in-africa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 14:20:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="784" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Recep-Tayyip-Erdogan-dialogo-La-Presse-e1611616923487.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia, Recep Tayyip Erdogan dialogo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Recep-Tayyip-Erdogan-dialogo-La-Presse-e1611616923487.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Recep-Tayyip-Erdogan-dialogo-La-Presse-e1611616923487-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Recep-Tayyip-Erdogan-dialogo-La-Presse-e1611616923487-1024x573.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Recep-Tayyip-Erdogan-dialogo-La-Presse-e1611616923487-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Recep-Tayyip-Erdogan-dialogo-La-Presse-e1611616923487-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Gli ottomani hanno fatto (nuovamente) ingresso nel continente nero, dove hanno costruito e/o stanno costruendo avamposti dai porti arabi contermini al Mediterraneo al Sahel e dalle terre insanguinate del corno d&#8217;Africa al Capo di Buona Speranza, e ivi sono giunti con un obiettivo preciso: restare e, possibilmente, prosperare ed espandersi a spese altrui, o meglio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/turco-la-nuova-lingua-delle-ex-colonie-portoghesi-in-africa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="784" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Recep-Tayyip-Erdogan-dialogo-La-Presse-e1611616923487.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia, Recep Tayyip Erdogan dialogo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Recep-Tayyip-Erdogan-dialogo-La-Presse-e1611616923487.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Recep-Tayyip-Erdogan-dialogo-La-Presse-e1611616923487-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Recep-Tayyip-Erdogan-dialogo-La-Presse-e1611616923487-1024x573.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Recep-Tayyip-Erdogan-dialogo-La-Presse-e1611616923487-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Recep-Tayyip-Erdogan-dialogo-La-Presse-e1611616923487-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Gli ottomani <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritorno-degli-ottomani-in-africa.html">hanno fatto (nuovamente) ingresso nel continente nero</a>, dove hanno costruito e/o stanno costruendo avamposti dai porti arabi contermini al Mediterraneo al Sahel e dalle terre insanguinate del corno d&#8217;Africa al Capo di Buona Speranza, e ivi sono giunti con un obiettivo preciso: restare e, possibilmente, prosperare ed espandersi a spese altrui, o meglio a spese di potenze logore, sfibrate e senili come <strong>Italia</strong> e <strong>Portogallo</strong>.</p>
<p>Relativamente poche le nazioni dell&#8217;Africa subsahariana che non sono state interessate dal nuovo <em>pivot</em> geostrategico dell&#8217;agenda estera della presidenza Erdogan, che, studiata meticolosamente e implementata con altrettanta cura, ha permesso alla <strong>Turchia</strong> di rivaleggiare alla pari con l&#8217;Italia tra <strong>Libia</strong> e <strong>Somalia</strong>, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-turchia-alla-conquista-di-sahel-e-africa-occidentale.html">di fare ingresso in quell&#8217;area ad accesso limitato nota come Françafrique</a>, di sbarcare nell&#8217;estremo capo meridionale del continente e di allargarsi nello spazio ex coloniale portoghese.</p>
<h2>I turchi in Angola</h2>
<p>L&#8217;<strong>Angola</strong><a href="https://www.mfa.gov.tr/relations-between-turkey-and-angola.en.mfa"> riveste un ruolo centrale</a> all&#8217;interno della Politica di iniziativa africana della Turchia, che, lanciata nel 1998, con lo scorrere del tempo ha condotto allo stabilimento di consigli per gli affari con 45 Paesi africani su 54, ad aprire ambasciate in 42 e a siglare accordi di cooperazione bilaterale con più di 35. Non deve sorprendere, dunque, che qui Ankara abbia formato un consiglio per gli affari nel 2011, il <span style="font-size: 1rem;">Turkey-Angola Business Council, i</span><span style="font-size: 1rem;">naugurato un&#8217;ambasciata nel 2010 e introdotto una Commissione economica congiunta nel 2017, sullo sfondo di un aumento consistente dei contatti diplomatici e delle bilaterali di alto livello tra i rispettivi esponenti di governo.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="justify">Gli <em>instrumenta regni</em> impiegati dalla Turchia vengono cesellati a seconda di luogo e circostanza, magari prediligendo la militarizzazione dello strumento umanitario all&#8217;esportazione dell&#8217;islam anatolico in un contesto a maggioranza cristiana, e l&#8217;Angola ne è la prova corroborante. Qui, difatti, Ankara ha ottenuto degli spazi di manovra consistenti senza bisogno di costruire moschee e/o centri culturali, ma facendo principalmente leva su:</p>
<ul>
<li style="text-align: left;"><a href="https://www.aa.com.tr/en/turkey/angolan-foreign-minister-to-visit-turkey-for-talks/1450261">Commercio; </a>il volume dell&#8217;interscambio bilaterale va aumentando su base annua. Il valore dei beni reciprocamente scambiati è aumentato da 188 milioni di dollari (2017) a 212 milioni (2019), sebbene fonti turche ritengano che suddette cifre andrebbero riviste al rialzo perché una parte del commercio con l&#8217;Angola avviene a mezzo di nazioni terze ed intermediarie.</li>
<li style="text-align: left;">Cooperazione umanitaria; l&#8217;influente TIKA (<em>Turkish Cooperation and Coordination Agency</em>) è ivi presente in innumerevoli settori, dallo sviluppo all&#8217;archeologia, e i grandi privati turchi, <a href="https://www.hurriyetdailynews.com/turkish-firm-to-launch-mega-housing-project-in-angola-143845">come il Gruppo Onsan</a>, sono impegnati nella realizzazione di rilevanti progetti di edilizia. Attualmente, gli operai dell&#8217;Onsan stanno ultimando la costruzione di un maxi-complesso sociale per 10mila persone (valore 520 milioni di dollari) ed un mastodontico <em>residence</em> per le forze armate angolane (valore 2 miliardi e 800 milioni di dollari) concepito per fare da tetto ad almeno 40mila soldati.</li>
<li style="text-align: left;">Diplomazia universitaria; nel lontano 1992 ha avuto inizio l&#8217;erogazione di borse di studio destinate a studenti angolani.</li>
</ul>
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<div class="entry clearfix">
<h2 class="entry-content notopmargin"><span style="font-family: 'TT Travels', sans-serif; font-size: 1.8rem;">I turchi in Mozambico</span></h2>
<p>Il <strong>Mozambico</strong>, allo stesso modo dell&#8217;Angola, si configura come un luogo di rilevanza nodale nell&#8217;ambito della Politica di iniziativa africana della Turchia. Il momento di svolta <a href="https://www.mfa.gov.tr/relations-between-turkey-and-mozambique.en.mfa">è stato rappresentato dall&#8217;apertura dell&#8217;ambasciata turca a Maputo</a>, il 15 marzo 2011, che ha dato il via ad un decennio di profittevole collaborazione.</p>
<p>L&#8217;evento più elevato del decennio in considerazione è stato sicuramente lo sbarco di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a> a Maputo, avvenuto il 23 gennaio 2017. Una visita dalla valenza storica, perché nessun presidente turco era mai stato nel Paese africano, organizzata in simultanea con un imponente forum per gli affari – partecipato da 150 imprenditori turchi e da 650 mozambicani –, e conclusasi con la firma di sei accordi di cooperazione bilaterale.</p>
<p>Le cifre relative al coinvolgimento turco in commercio e investimenti fungono da complemento ideale e necessario al fine della comprensione del quadro generale: quasi duecento milioni di dollari ivi investiti da Ankara nell&#8217;ultimo decennio e volume dei traffici commerciali in espansione costante (115 milioni di dollari nel 2016, divenuti 153 milioni nel 2019). Anche qui, infine, la Turchia ha iniziato ad erogare borse di studio dal lontano 1992.</p>
<p>Più di recente, <a href="https://www.dailysabah.com/politics/diplomacy/turkey-ready-to-cooperate-with-mozambique-against-terrorism">per via dell&#8217;aumento delle attività dell&#8217;internazionale jihadista in Mozambico</a>, la Turchia ha offerto la propria disponibilità in materia di lotta al terrorismo e alluso molto sottilmente alla possibilità di giocare un ruolo all&#8217;interno della comunità musulmana della nazione.</p>
</div>
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<h2>La parte restante dell&#8217;Africa lusofona</h2>
<p>La presenza della Turchia nella parte restante dello spazio ex coloniale portoghese è meno radicata, ma questo non significa che non vi sia un interesse a superare la situazione. La diplomazia anatolica, ad esempio, <a href="https://www.mfa.gov.tr/relations-between-turkey-and-cape-verde.en.mfa">è impegnata nella formulazione di un piano d&#8217;azione per Capo Verde</a>, con il quale l&#8217;interscambio è fermo a meno di dieci milioni di dollari (2019) e dove mancano un&#8217;ambasciata e contatti di alto livello, e sta palesando ambizioni espansioniste sulla <strong>Guinea Bissau</strong> – ove è presente per tramite della Tika, ha siglato un accordo di cooperazione in tema di sicurezza nel 2014, ha inviato aiuti umanitari durante la pandemia e lo scorso settembre, <a href="https://www.aa.com.tr/en/africa/turkey-guinea-bissau-sign-education-agreements/1969057">nel corso di una visita di Mevlut Cavusoglu</a>, ha concordato i termini per il prossimo sbarco nel Paese dell&#8217;influente <strong>Fondazione Maarif</strong>.</p>
<p>Altrettanto rilevante è l&#8217;attenzione che la Sublime Porta sta dedicando alla piccola<strong> Guinea Equatoriale</strong>, <a href="https://www.mfa.gov.tr/relations-between-turkey-and-equatorial-guinea.en.mfa">che sta venendo attratta nell&#8217;orbita turca</a> a mezzo di diplomazia universitaria (borse di studio), commercio (quasi 24 milioni di dollari di import-export nel 2019), cooperazione allo sviluppo e corteggiamento sotto forma di organizzazione di grandi eventi. In quest&#8217;ultima ottica vanno letti l&#8217;allestimento a Malabo del vertice del <span style="text-align: justify; font-size: 1rem;">Turkey-Africa Partnership Summit del 2014 e i frequenti inviti al presidente guineano a visitare la Turchia (tre fra il 2018 e il 2020).</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/turco-la-nuova-lingua-delle-ex-colonie-portoghesi-in-africa.html">Turco, la nuova lingua delle ex colonie portoghesi in Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli jihadisti africani fanno del Mozambico il loro nuovo terreno di conquista</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/gli-jihadisti-africani-fanno-del-mozambico-il-loro-nuovo-terreno-di-conquista.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bellocchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 13:49:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Shaabab]]></category>
		<category><![CDATA[Al Sunnah Wal Jammah]]></category>
		<category><![CDATA[ASWJ]]></category>
		<category><![CDATA[Isis]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=313330</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1203" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mozambico isis" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-300x188.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-1024x641.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-768x481.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-1536x962.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-2048x1283.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle ultime ore il Mozambico, Paese dell&#8217;Africa australe bagnato dall&#8217;Oceano Indiano, è salito alla ribalta delle cronache di tutto il mondo per l&#8217;attacco condotto dalla formazione islamista conosciuta come Al Shabaab (lo stesso nome dei qaedisti somali ma nessun legame tra le due formazioni),o Ahlu Sunna Wal Jammah (ASWJ), alla città di Palma, nella provincia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-jihadisti-africani-fanno-del-mozambico-il-loro-nuovo-terreno-di-conquista.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-jihadisti-africani-fanno-del-mozambico-il-loro-nuovo-terreno-di-conquista.html">Gli jihadisti africani fanno del Mozambico il loro nuovo terreno di conquista</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1203" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mozambico isis" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-300x188.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-1024x641.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-768x481.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-1536x962.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/mozambico-isis-2048x1283.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nelle ultime ore il Mozambico, Paese dell&#8217;Africa australe bagnato dall&#8217;Oceano Indiano, è salito alla ribalta delle cronache di tutto il mondo per l&#8217;<a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-56557623">attacco condotto dalla formazione islamista</a> conosciuta come Al Shabaab (lo stesso nome dei qaedisti somali ma nessun legame tra le due formazioni),o Ahlu Sunna Wal Jammah (ASWJ), alla città di Palma, nella provincia settentrionale di Cabo Delgado. Un&#8217;azione eclatante iniziata il 24 marzo e durata per giorni e che ha provocato decine di vittime, ancora non ci sono stime ufficiali da parte del governo, mentre i terroristi <a href="https://ent.siteintelgroup.com/Multimedia/amaq-video-shows-iscap-fighters-congregating-resting-in-palma-after-taking-control-over-city.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dicono di aver ucciso</a> almeno &#8221;55 persone tra membri delle forze armate, cristiani e occidentali&#8221;.</p>
<p>In molti dei cittadini locali si sono dati alla fuga a bordo di piccole imbarcazioni, gli stranieri presenti in città, in quanto impiegati nel settore estrattivo, si sono barricati invece all&#8217;interno dell&#8217;Aamarula Hotel. Gli islamisti ora dicono di aver preso il controllo di Palma, città di 75.000 abitanti e importante sito di estrazione di gas.</p>
<p>Non è stata la sola notizia shockante proveniente dal Mozambico e ad essere riportata dai media di tutto il mondo negli ultimi giorni. Il 16 marzo infatti l&#8217;Ong Save the Children, aveva raccolto e diffuso la testimonianza di donne residenti nel nord del paese che avevano assistito alla <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/lultimo-orrore-dellisis-cos-decapitano-pure-i-bimbi-1931721.html">decapitazione dei propri bambini da parte degli affiliati all&#8217;ISIS</a>.  Due episodi terribili che hanno messo sotto i riflettori un&#8217;insurrezione armata islamista per troppo tempo poco coperta dalla stampa globale ma che dal suo inizio, nel 2017, ad oggi ha provocato la morte di oltre 2mila persone e costretto alla fuga più di 600mila abitanti della zona.</p>
<h2>La sfida jihadista ai francesi di Total</h2>
<p>Secondo analisti ed esperti, all&#8217;origine della sollevazione jihadista nell&#8217;ex colonia portoghese ci sarebbe la condizione di estrema povertà della popolazione, l&#8217;enorme tasso di disoccupazione e soprattutto l&#8217;esclusione delle comunità locali dai proventi derivati dai ricchissimi giacimenti di risorse naturali. A Palma, la città dove si è registrato l&#8217;attacco delle ultime ore c&#8217;è infatti un impianto di gas gestito dalla multinazionale francese Total e secondo le stime, nel nord del Mozambico, è stato scoperto nel 2010 un giacimento di gas naturale che, una volta sfruttato, farebbe del Paese africano<a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/cosa-ce-dietro-lattacco-mozambico-29848"> il secondo produttore mondiale di gas dopo il Qatar</a>. Il progetto estrattivo capitanato dai francesi, ma che vede anche la partecipazione dell&#8217;Eni e dell&#8217;americana ExxonMobil, è un investimento da 150 miliardi di euro e il tutto in uno dei paesi più poveri dell’Africa orientale e dell’intero continente.</p>
<p>L&#8217;estrema povertà della popolazione, la miseria assoluta, il radicalismo delle predicazioni islamiste unito al rancore covato per anni da intere generazioni private di qualsiasi futuro sono i fattori che spiegano il perchè la ribellione degli estremisti islamici sia stata in grado di ottenere consensi tra la popolazione e svilupparsi molto rapidamente. C&#8217;è un altro fattore importante da prendere in considerazione per capire come mai la provincia di Cabo Delgado sia diventata ora una satrapia di Daesh in africa australe: la brutalità e la repressione incontrollata da parte delle forze armate mozambicane.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-TyzNx" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="La ferocia islamista in Mozambico" src="https://datawrapper.dwcdn.net/TyzNx/2/" height="624" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="chart"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",(function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"])for(var e in a.data["datawrapper-height"]){var t=document.getElementById("datawrapper-chart-"+e)||document.querySelector("iframe[src*='"+e+"']");t&&(t.style.height=a.data["datawrapper-height"][e]+"px")}}))}();
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<h2>Gli effetti della repressione governativa</h2>
<p>I soldati dell&#8217;esercito di Maputo stanno commettendo lo stesso errore compiuto dai propri colleghi nigeriani nella lotta contro Boko Haram, ovvero fare della paura e delle barbarie l&#8217;antidoto al terrore. La popolazione è vittima di violenze e <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/orrore-in-mozambico-soldati-mitragliano-una-donna-in-fuga-e-si-filmano.html">InsideOver a settembre aveva già denunciato i soprusi commessi dai regolari</a> che in più occasioni si sono abbandonati a omicidi ai danni di civili, esecuzioni sommarie, stupri e razzie. Fenomeni che hanno aiutato la ribellione islamista ad allargare le proprie fila facendo leva anche sull&#8217;esasperazione e la frustrazione dei cittadini vessati dalle forze governative.</p>
<p>Nelle ultime ore diverse agenzie di contractors, come la Dyck Advisory Group (DAG) e Paramount Group si sono dichiarate pronte a inviare i propri uomini e il Portogallo manderà sessanta militari in supporto alle truppe di Maputo. Una prospettiva, quella della militarizzazione della provincia di Cabo Delgado, che però spaventa perché il rischio è che non porti a una soluzione del problema ma a una sua cronicizzazione come si è registrato in altre zone del continente africano: Somalia, Lago Ciad e Sahel.</p>
<p>Ma se questa è la situazione che si sta vivendo nel nord del Mozambico per comprendere chi sono nel dettaglio gli jihadisti dell&#8217;ASWJ occorre far riferimento al report pubblicato a metà marzo dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti riguardante le nuove formazioni terroristiche operanti in Africa. Il dossier si concentra sulle formazioni presenti in Congo e nel Paese dell&#8217;Africa australe.</p>
<h2>Il processo di radicalizzazione</h2>
<p>&#8221;In Mozambico, l&#8217;ASWJ si è formato quando giovani frustrati, compresi piccoli commercianti locali e pescatori, hanno iniziato a costruire le proprie moschee e case di preghiera nella provincia di Cabo Delgado e hanno iniziato così a sfidare leader religiosi che consideravano troppo vicini alle autorità statali. La polizia da subito ha attuato la repressione e i giovani allora, sempre più radicalizzati, hanno preso le armi, lanciando il loro primo attacco nel 2017&#8221;. È con queste parole che si apre il lavoro di analisi delle nuove formazioni islamiste e riportato dall&#8217;organizzazione <a href="https://www.crisisgroup.org/africa/understanding-new-us-terrorism-designations-africa">Crisis Group </a>e proseguendo nella lettura si scopre che il gruppo si è rafforzato e sofisticato enormemente sotto un punto di vista militare negli ultimi anni ed è passato da attacchi, anche all&#8217;arma bianca, a una vera e propria strategia di guerriglia che ad agosto l&#8217;ha portato a condurre un&#8217;azione eclatante a Mocimba do Praia quando ha preso controllo del porto della città costiera.</p>
<p>Un altro aspetto interessante che emerge dall&#8217;analisi è che il gruppo, sebbene sia legato al franchising dello Stato Islamico, è una realtà però totalmente africana dal momento che secondo funzionari governativi e fonti di sicurezza regionali la maggior parte dei foreign fighters che militano tra le fila degli jihadisti mozambicani proviene dalla Tanzania e Abu Yasir Hassan, che gli Stati Uniti hanno identificato come leader di ASWJ, è anche lui tanzaniano. Un aspetto non secondario perché rivela come il fondamentalismo islamico stia allargandosi in sempre più nei Paesi dell&#8217;Africa infettando i gangli di ampi strati della società civile e religiosa.</p>
<p>In un&#8217;ultima analisi ciò su cui si interrogano analisti ed esperti di sicurezza è come sconfiggere la minaccia jihadista e la risposta è che, così come per Nigeria, Sahel e Corno d&#8217;Africa, l&#8217;intervento militare non è sufficiente se non accompagnato da investimenti mirati a combattere la miseria endemica della regione e l&#8217;assenza dei più basilari servizi statali. Fattori, quest&#8217;ultimi, che sono il carburante con il quale si nutrono in Africa tutte le forze ribelli legate all&#8217;internazionalismo salafita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-jihadisti-africani-fanno-del-mozambico-il-loro-nuovo-terreno-di-conquista.html">Gli jihadisti africani fanno del Mozambico il loro nuovo terreno di conquista</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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