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Proteste Chiesa ortodossa in Serbia (La Presse)
Religioni

Lo scisma ortodosso rischia di travolgere la Serbia

La Russia non è l’unico Paese che sta venendo colpito dallo scisma intra-ortodosso; le richieste di autocefalia indirizzate al patriarcato di Costantinopoli si sono allargate dall’Ucraina ai Balcani e, adesso, nel mirino dell’agenda geo-religiosa dell’asse Washington-Bruxelles per la cristianità orientale...

Politica

Montenegro, la matrioszka delle battaglie

Gli Occhi della Guerra sono in Montenegro, a Podgorica dove domenica 16 ottobre vanno in scena le elezioni parlamentari. Da una parte c'è Milo Djukanovic, lo storico leader del paese al potere da più di 27 anni, e dall'altra ci sono diverse coalizioni dell’opposizione unite in svariate formazioni politiche per cercare di abbattere la leadership del DSP, il Democratic Party of Socialists of Montenegro. Il Montenrego è un piccolo Paese e queste elezioni sono lontane dai riflettori dei media. Forse perché non ci si rende conto che sull'altra sponda dell'Adriatico l'ennesimo braccio di ferro tra la Russia e l'Occidente. Per questo con Daniele Bellocchio e Gabriele Orlini siamo andati a vedere che aria si respira in questa piccola terra il cui destino, così trascurato dai media, può avere effetti importanti anche da noi.

Politica

Fantasmi del passato nel futuro del Montenegro

Chiamatela pure Podgorica, l'attuale capitale del Montenegro, ma esplorandola, andando alla ricerca della sua intimità, delle sue paure, della sua solitudine, della sua sofferenza, ecco allora che scoprirete come la più importante città del piccolo Stato balcanico, che si appresta a trovarsi, tra 24 ore, ad affrontare le elezioni parlamentari e una sfida politica tra Nato e Russia, sia oggi, nella sua anima recondita e orgogliosa, revanscista e nostalgia, non l'attuale Podgorica ma, piuttosto, la vecchia Titograd: la città di Tito. Nel '46 la futura capitale del Montenegro venne ricostruita ex novo e l'ideologia celebrò il ''Maresciallo'' senza domande e concessioni al dubbio. Settant'anni sono passati e nel 2016 la stessa città è in un faccia a faccia pugilistico con il proprio contingente; ci sono le elezioni e pure i partiti, le divisioni e le domande e, con queste, i dubbi: molti, troppi. Ed è così che la Podgorica di adesso setaccia il proprio passato, alla ricerca, in una memoria ingombrante e dolorosa, di un appiglio lenitivo per affrontare un domani all'apparenza orfano di risposte e soluzioni e con incognite foriere di ogni timore. Reportage di Daniele Bellocchio e Gabriele Orlini

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