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	<title>Malta Archives - InsideOver</title>
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	<title>Malta Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il boom economico di Malta. Tra luci e (molte) ombre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Valle]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118171242514_1a4b28b5c44f183c9fee138c5f0ff29b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="malta" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118171242514_1a4b28b5c44f183c9fee138c5f0ff29b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118171242514_1a4b28b5c44f183c9fee138c5f0ff29b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118171242514_1a4b28b5c44f183c9fee138c5f0ff29b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118171242514_1a4b28b5c44f183c9fee138c5f0ff29b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118171242514_1a4b28b5c44f183c9fee138c5f0ff29b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118171242514_1a4b28b5c44f183c9fee138c5f0ff29b-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Incastonata al centro del Mediterraneo, la repubblica di Malta, il più piccolo Stato membro dell’Unione Europea, sta vivendo un periodo particolarmente positivo. Il tasso d’inflazione è uno dei più bassi della zona euro (7,2 per cento contro una media continentale dell’11 per cento) e il debito pubblico resta di gran lunga inferiore agli altri Paesi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-boom-economico-di-malta-tra-luci-e-molte-ombre.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118171242514_1a4b28b5c44f183c9fee138c5f0ff29b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="malta" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118171242514_1a4b28b5c44f183c9fee138c5f0ff29b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118171242514_1a4b28b5c44f183c9fee138c5f0ff29b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118171242514_1a4b28b5c44f183c9fee138c5f0ff29b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118171242514_1a4b28b5c44f183c9fee138c5f0ff29b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118171242514_1a4b28b5c44f183c9fee138c5f0ff29b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230118171242514_1a4b28b5c44f183c9fee138c5f0ff29b-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Incastonata al centro del Mediterraneo, la repubblica di <strong>Malta</strong>, il più piccolo Stato membro dell’Unione Europea, sta vivendo un periodo particolarmente positivo. Il tasso d’inflazione è uno dei più bassi della zona euro (7,2 per cento contro una media continentale dell’11 per cento) e il debito pubblico resta di gran lunga inferiore agli altri Paesi UE. Ecco perché, malgrado la crisi in atto, i prezzi dell’energia sono, per volontà governativa, fissati sulle tariffe del 2014. Una scelta coraggiosa per un arcipelago costretto ad importare petrolio, gas ed elettricità (dall’Italia) e, viste le proporzioni lillipuziane (316 chilometri quadrati e 520 mila abitanti), impossibilitato a sviluppare le rinnovabili.</p>



<p>Ciò nonostante, l’<strong>economia maltese</strong> continua a crescere e il Pil del secondo trimestre 2022 è risultato di 4.110 milioni di euro, con un aumento del 14,7%, pari a 526,6 milioni, a confronto dello stesso trimestre 2021. A trainare sono ristorazione e ricettività, servizi finanziari e tecnologici (comprese le criptovalute), gioco e scommesse on line, settori che rappresentano il 77% del Pil e l’80% dell’occupazione. Il tutto agevolato da oltre vent’anni da un regime fiscale estremamente benevolo appositamente varato per attrarre gli <strong>investimenti dall’estero</strong>. Il sistema attuale prevede infatti che le società di proprietà straniera ricevano un rimborso di 6/7 dell&#8217;aliquota fiscale del 35%, il che significa che l&#8217;aliquota fiscale effettiva pagata è solo del 5%.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La concorrenza sleale di Malta</h2>



<p>Un vero e proprio bengodi che infastidisce non poco l’Unione Europea che da tempo fa pressione sul governo di La Valletta per una <strong>radicale revisione</strong> dell’attuale sistema di imputazione — ispirato alla <em>common law </em>britannica — e chiede l’applicazione di un nuovo regime fiscale per le società consono ai parametri europei. Una questione annosa che i ministri maltesi hanno cercato di glissare sinchè, messi alle strette da una spazientita Bruxelles, hanno promesso che entro il 2025 la piccola repubblica attuerà un’importante revisione del sistema in vigore. In quale direzione non è dato saperlo poiché, come annunciato dal ministro delle Finanze Clyde Caruana, tutto è stato rimandato a un “processo di consultazione pubblica”.</p>



<p>Insomma i maltesi non hanno fretta e intanto si godono il loro successo e i tanti quattrini. Tanto più che a lavorare che ci pensano sempre più gli <strong>stranieri</strong>, ormai il 27,9 % della forza lavoro dell’arcipelago con punte del 58,6 % nel settore del gioco, del 48,9 in quello della ricettività e ristorazione e del 44,6 in quello delle costruzioni.</p>



<p>Ci sono poi i visitatori “speciali” che oltre a preferire il sole di Malta vogliono anche l’agognato “<strong>passaporto d’oro</strong>”, ovvero una concessione della cittadinanza — e dunque il biglietto d’ingresso nell’area Schengen— in cambio di investimenti. Una formula ingegnosa ideata nel 2014 dall’allora primo ministro laburista Joseph Muscat che prevede una tassa iniziale di 650 mila euro, l’acquisizione di una proprietà d’almeno 350 mila euro e un ulteriore investimento sul territorio di 150 mila euro. Per le casse maltesi un volume d’affari stimato attorno ai tre miliardi l’anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scontro con l&#8217;UE</h2>



<p>Nel tempo della ghiotta possibilità, concessa annualmente a 1.800 fortunati, ne ha approfittato una folla di facoltosi arabi, cinesi ed ex sovietici. Con crescente irritazione, ancora una volta, della Commissione Europea, che nel 2020 ha aperto una<strong> procedura d’infrazione</strong> contro Malta e Cipro (altra “porta” verso l’Unione). Ma il governo laburista ha fatto spallucce. L’unica concessione a Bruxelles (e a Washington) è scattata nel marzo del 2020 quando La Valletta ha sospeso ”fino a prossimo avviso”  per i cittadini russi e bielorussi il fruttuoso programma. Ma gli eurocrati non demordono e lo scorso ottobre la Commissione ha ufficialmente deferito la mini repubblica alla Corte di Giustizia Europea, accusandola di violare l’articolo 4 del Trattato della UE.</p>



<p>A sua volta il governo maltese ha risposto che invece lo schema dei “passaporti d’oro” non violerebbe alcun articolo. In sostanza, per la politica locale il sistema scelto per conferire la cittadinanza rimane un <strong>affare interno</strong> e rivendica il suo pieno diritto a vendere cittadinanza e passaporti a chiunque accetti le sue onerose condizioni. E sempre secondo il governo, le procedure, ufficialmente volte a contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, per l’assegnazione dei documenti sarebbero addirittura riconosciuti come modello per gli altri Stati nella lotta alla criminalità. Alla luce di questi aspetti, Malta continuerà quindi per la propria strada, aspettando che la Corte di Giustizia dell’UE decida. Poi, eventualmente, si vedrà.</p>



<p>La diatriba dunque è destinata a continuare. Piaccia o meno all’Europa i “passaporti d’oro” sono una <strong>risorsa preziosa</strong> per l’economia dell’arcipelago e, soprattutto, un <em>benefit</em> prezioso per l’opaca politica isolana. Come raccontava la giornalista Daphne Caruana Galizia, assassinata con un’autobomba nell’ottobre 2017 mentre indagava proprio sulla “vendita” dei documenti.</p>
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		<title>Il mistero della Xelo, la petroliera affondata in Tunisia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-mistero-della-xelo-la-petroliera-affondata-in-tunisia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 May 2022 05:21:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[petroliere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430171653242_ed17f60ab9e552760757e2b1e39ce2aa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430171653242_ed17f60ab9e552760757e2b1e39ce2aa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430171653242_ed17f60ab9e552760757e2b1e39ce2aa-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430171653242_ed17f60ab9e552760757e2b1e39ce2aa-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430171653242_ed17f60ab9e552760757e2b1e39ce2aa-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430171653242_ed17f60ab9e552760757e2b1e39ce2aa-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430171653242_ed17f60ab9e552760757e2b1e39ce2aa-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Qualcosa non quadra nella strana storia della Xelo, la petroliera affondata al largo di Gabes, nella Tunisia meridionale. Da semplice incidente marittimo per il maltempo, a potenziale disastro ambientale, fino al sospetto traffico di carburante clandestino con annesso intrigo internazionale che tocca Libia, Malta, Tunisia, Italia, Turchia, Camerun e Guinea Equatoriale. Ma andiamo per ordine. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-mistero-della-xelo-la-petroliera-affondata-in-tunisia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-mistero-della-xelo-la-petroliera-affondata-in-tunisia.html">Il mistero della Xelo, la petroliera affondata in Tunisia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430171653242_ed17f60ab9e552760757e2b1e39ce2aa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430171653242_ed17f60ab9e552760757e2b1e39ce2aa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430171653242_ed17f60ab9e552760757e2b1e39ce2aa-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430171653242_ed17f60ab9e552760757e2b1e39ce2aa-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430171653242_ed17f60ab9e552760757e2b1e39ce2aa-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430171653242_ed17f60ab9e552760757e2b1e39ce2aa-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220430171653242_ed17f60ab9e552760757e2b1e39ce2aa-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Qualcosa non quadra nella strana storia della <strong>Xelo</strong>, la petroliera affondata al largo di Gabes, nella <strong>Tunisia</strong> meridionale. Da semplice incidente marittimo per il maltempo, a potenziale disastro ambientale, fino al sospetto traffico di carburante clandestino con annesso intrigo internazionale che tocca Libia, Malta, Tunisia, Italia, Turchia, Camerun e Guinea Equatoriale. Ma andiamo per ordine.</p>
<p>Nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 aprile, il comandante della nave &#8211; apparentemente battente bandiera della Guinea Equatoriale &#8211; lancia il <strong>Mayday</strong>: le condizioni meteo sono difficili ma non proibitive, c’è un forte vento di Grecale che soffia in direzione sud-ovest, e la nave si inabissa su un fondale di 15 metri, a circa 3 miglia nautiche dalla costa nordafricana. Il ministero dei Trasporti tunisino riferisce che a bordo vi sono ben <strong>750 mila litri</strong> di diesel. E scatta subito l’allarme. Il governo aziona il piano nazionale di protezione ambientale e chiede aiuto alla <strong>Difesa italiana</strong>, che manda sul posto il <a href="https://www.difesa.it/SMD_/Eventi/Pagine/Pattugliatore_VEGA_nei_pressi_del_luogo_di_affondamento_della_nave_cargo_Xelo.aspx">pattugliatore Vega</a> con a bordo il team operativo subacquei del <strong>Comsubin</strong>. Dopo quattro giorni, il ministero dell’Ambiente fa sapere che la stiva era <strong>vuota</strong> e che non c’è nessuna catastrofe ecologica. Falso allarme, dunque, ma che cosa ha indotto le autorità tunisine all&#8217;errore (se di errore effettivamente si tratta)?</p>
<h2>I dubbi nella rotta</h2>
<p>Il sito web tunisino <a href="https://www.businessnews.com.tn/Plusieurs+interrogations+autour+du+naufrage+du+navire+XELO%0D%0A%0D%0A,544,118404,3"><em>Business news</em></a> ha provato a mettere insieme i dati dell’Automatic Vessel Identification System (Ais), il sistema di <strong>tracciamento</strong> a corto raggio anti-collisione. La petroliera lascia <strong>Malta</strong> il 29 marzo 2022, impostando come rotta Damietta, in <strong>Egitto</strong>, dove però non arriva mai. La Xelo attracca invece a Sfax, in <strong>Tunisia</strong>, il 2 aprile alle 9:44. Due giorni dopo, il 4 aprile, la nave lascia il porto tunisino alle 10:38, facendo poi perdere le sue tracce. L’ultima posizione risale all’8 aprile sempre davanti a Sfax.</p>
<p>Poi il trasponder viene staccato. Il giornalista di <em>Radio Radicale</em> <strong>Sergio Scandurra</strong> ha ricostruito su Twitter <a href="https://twitter.com/scandura/status/1515264240277458948/photo/2">la rotta</a> tracciabile della Xelo, smentendo di fatto che la petroliera si sia recata in Egitto. L’<em><a href="https://www.agenzianova.com/news/libia-lombra-del-contrabbando-dietro-la-petroliera-xelo-affondata-in-tunisia/">Agenzia Nova</a> </em>riferisce che l’autorità portuale di Damietta ha ufficialmente negato che la Xelo abbia attraccato nello scalo egiziano. C’è dunque un buco temporale di diversi giorni prima dell’affondamento: perché? L’ipotesi più plausibile è che la nave abbia smesso di segnalare la propria posizine per compiere un <strong>allibo</strong> di nafta clandestina libica in mare.</p>
<h2>La bandiera illegale</h2>
<p>Come <a href="https://twitter.com/scandura/status/1515272833672253443">rivelato</a> da Scandurra, la Xelo presenta delle difformità relative alla <strong>bandiera</strong> e al nome dell’imbarcazione. Sul sito web di tracciamento delle navi <em>Marinetraffic</em>, infatti, si chiama Liman e batte bandiera del Camerun, mentre su <em>Vesselfinder</em> si chiama Xelo con bandiera della Guinea Equadoriale. Eppure, la scheda della nave sul sito web dell’Organizzazione marittima internazionale (Imo) presenta come bandiera attuale quella del <strong>Camerun</strong>.</p>
<p>Costruita nel 1977, fino alla metà dello scorso anno la petroliera navigava con il vessillo della Russia e risulta oggi di proprietà della Star Energy Inc di Istanbul, <strong>Turchia</strong>. Sul caso è intervenuto anche il vicepresidente della Guinea Equatoriale, Teodoro Ngwama Obiang Mang, il quale ha <a href="https://www.voaafrique.com/a/la-guin%C3%A9e-%C3%A9quatoriale-suspend-395-navires-ill%C3%A9gaux-/6539306.html">ritirato</a> la licenza a 395 navi battenti “illegalmente” il vessillo del suo Paese. “Abbiamo lanciato un piano per risolvere il problema ed evitarlo in futuro. La bandiera della Guinea Equatoriale non può essere un simbolo di frode internazionale”, ha affermato il vicepresidente.</p>
<h2>Traffico di carburante</h2>
<p>Secondo <strong>Emadeddin Badi</strong>, analista libico del Global Initiative Against Transnational Organized Crime, organizzazione internazionale non governativa con sede a Ginevra, ci sono “forti sospetti” che la petroliera Xelo fosse coinvolta nel <strong>contrabbando</strong> di carburante tra la Libia e Malta. “I dati marittimi indicano che la storia ufficiale è discutibile, convalidando la teoria del contrabbando”, scrive Badi su <a href="https://twitter.com/emad_badi/status/1516528358896640003">Twitter</a>, ipotizzando un possibile coinvolgimento dei contrabbandieri attivi lunga la costa occidentale libica legati al trafficante <strong>Ben Khalifa</strong>.</p>
<p>Intanto l’equipaggio è finito in carcere su <a href="https://www.agenzianova.com/a/626a61a0020af1.66582798/3892600/2022-04-27/tunisia-petroliera-xelo-affondata-l-equipaggio-finisce-in-carcere/linked">ordine</a> del gip di Gabes, secondo quanto riferito dal portavoce del Tribunale di primo grado, Mohamed Al Karay, senza fornire tante spiegazioni. Il caso ha creato profondo imbarazzo in Tunisia, scatenando una vera e propria faida tra ministeri, ma anche in <strong>Europa</strong>: in quel tratto di mare, infatti, dovrebbe essere attiva una certa una missione aeronavale incaricata di monitorare (con pochi mezzi a disposizione) l’embargo Onu sulla armi in Libia e impedire il traffico illegale di idrocarburi.</p>
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		<title>Il giallo della Sar maltese: così i migranti diventano una responsabilità dell&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/dove-e-perche-i-migranti-muoiono-nel-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2022 06:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1121" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-300x175.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-1024x598.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-768x449.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-1536x897.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-2048x1196.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I dati di Frontex hanno certificato oltre al numero delle persone sbarcate in Europa lungo la rotta del Mediterraneo centrale nel 2021, anche il dato, più freddo e crudele, delle vittime. Nell&#8217;anno da poco passato, sono morte 1.518 persone. Buona parte di queste sono annegate in una specifica porzione del Mediterraneo. Si tratta di un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/dove-e-perche-i-migranti-muoiono-nel-mediterraneo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/dove-e-perche-i-migranti-muoiono-nel-mediterraneo.html">Il giallo della Sar maltese: così i migranti diventano una responsabilità dell&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1121" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-300x175.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-1024x598.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-768x449.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-1536x897.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220121143917342_1a412e7d0f082acb76873d7ea05a7b39-2048x1196.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I dati di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-frontex.html">Frontex</a> hanno certificato oltre al <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/anche-frontex-certifica-laumento-sbarchi-migranti-italia-2001601.html">numero delle persone sbarcate in Europa lungo la rotta del Mediterraneo centrale nel 2021</a>, anche il dato, più freddo e crudele, delle vittime. Nell&#8217;anno da poco passato, sono morte 1.518 persone. Buona parte di queste sono annegate in una specifica porzione del <strong>Mediterraneo</strong>. Si tratta di un triangolo poco più a sud di <strong>Lampedusa</strong>, uno specchio d&#8217;acqua diventato, a causa delle normative internazionali, mare di nessuno. Dove quindi i soccorsi appaiono più difficili da organizzare e da mettere in piedi.</p>
<h2>L&#8217;area Sar di Malta</h2>
<p>Ma come mai un piccolo specchio d&#8217;acqua può trasformarsi nel luogo più pericoloso del Mediterraneo? Questo angolo del canale di Sicilia in realtà un padrone ce l&#8217;avrebbe. Si trova a pochi chilometri dalle punte meridionali dell&#8217;isola di Lampedusa e secondo le carte internazionali qui ad esercitare la sua giurisdizione dovrebbe essere il governo de La Valletta. Questo perché l&#8217;area è compresa nella zona <strong>Sar</strong> (<em>Search and Rescue</em>) maltese. Ma a ben guardare una cartina geografica si intuisce subito che qualcosa non torna. Lampedusa è piuttosto lontana da Malta. Eppure l&#8217;area di competenza dell&#8217;arcipelago per i soccorsi si spinge fin qui. Il motivo è molto semplice. Le aree Sar sono state istituite con il trattato di <strong>Amburgo</strong> del 1979, nel quale è stato stabilito che ogni Paese deve tracciare proprie zone di competenza dove poter garantire il soccorso alle navi e a ogni mezzo marittimo in difficoltà. Malta, nel tracciare la propria area Sar,<a href="https://it.insideover.com/politica/perche-per-litalia-e-cosi-importante-un-agenda-su-malta.html"> ha ricalcato la <em>Flight information Region</em> (<strong>Fir</strong>) ereditata dai britannici</a> quando Londra possedeva l&#8217;arcipelago. La Fir è una zona di controllo del traffico aereo stabilita nel 1944.</p>
<p>Riportando sulle mappe nautiche l&#8217;estensione della Fir, La Valletta si è ritrovata con un&#8217;area Sar più grande di cento volte il suo territorio. Dal banco libico, la zona di competenza maltese si allarga ad ovest andando a lambire le stesse coste lampedusane. Questo ha creato non pochi problemi nell&#8217;era delle rotte migratorie del Mediterraneo centrale. Malta infatti non ha i mezzi e né la possibilità per poter controllare una Sar così estesa. Impossibile quindi giungere da La Valletta in tempo per soccorrere un natante che è in procinto di agganciare Lampedusa. E così il lavoro o deve farlo l&#8217;Italia, i cui mezzi però soprattutto nelle fasi più critiche dell&#8217;emergenza immigrazione sono spesso impegnati nelle proprie aree Sar, oppure non lo fa nessuno. Si è creato così quindi un triangolo di mare gestito da nessuno, una zona non schermata dai soccorsi in cui anche nel 2021 si è registrato il più alto numero di decessi.</p>
<h2>La strategia di La Valletta</h2>
<p>A Malta per la verità non hanno mai considerato l&#8217;eccessiva estensione della propria area Sar come un problema. Anzi, al contrario ha rappresentato dei vantaggi in termini politici. In primo luogo, La Valletta ha potuto sfruttare la grandezza della zona di competenza dei soccorsi per chiedere all&#8217;Italia di subentrare al suo posto in diverse occasioni. Vista l&#8217;impossibilità dei mezzi maltesi di raggiungere la zona a sud di Lampedusa, secondo il ragionamento delle autorità locali, allora è legittimo chiedere a Roma di fare il lavoro. Quando un natante è vicino le isole Pelagie ma ancora in area maltese, sono quindi le motovedette italiane ad allertarsi. In secondo luogo, per La Valletta avere un&#8217;area Sar così estesa vuol dire poter far sentire in modo importante la propria <strong>influenza</strong> in una zona così strategica del Mediterraneo.</p>
<p>Se da un lato è vero che la competenza nelle aree Sar riguarda esclusivamente il coordinamento dei soccorsi, dall&#8217;altro è altrettanto vero che poter rivendicare una propria pertinenza in determinate aree è essenziale anche per lo sfruttamento delle <strong>risorse economiche</strong>. Sotto il Mediterraneo ci sono giacimenti di gas, passano gasdotti e infrastrutture di comunicazione, per un piccolo Paese come Malta arrivare a lambire zone così vaste lungo il mare nostrum con la propria area Sar risulta quindi più che mai fondamentale. C&#8217;è poi un discorso economico non indifferente. Il passaggio delle rotte aeree nelle zone Fir, come sottolineato in un articolo di Andrea Palladino su <em>Domani</em>, comporta a favore delle casse di Malta il pagamento di royalties. In generale quindi, esistono dei buchi neri nel Mediterraneo che comportano maggiori rischi per la sicurezza di tutti i natanti e maggiori oneri, come sempre poi da diversi anni a questa parte, per l&#8217;Italia. All&#8217;orizzonte non sembrano esserci le condizioni politiche per rimettere in discussione i confini e la situazione è destinata a rimanere uguale per ancora tanti anni. Anche perché se a nord Malta si affida all&#8217;Italia, a sud invece si affida ai libici. Nel 2009 e ancora nel 2020 tra La Valletta e Tripoli sono stati stilati dei memorandum che comportano la collaborazione della Guardia Costiera libica con quella dell&#8217;arcipelago.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/dove-e-perche-i-migranti-muoiono-nel-mediterraneo.html">Il giallo della Sar maltese: così i migranti diventano una responsabilità dell&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché per l&#8217;Italia è così importante un&#8217;agenda su Malta</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-per-litalia-e-cosi-importante-un-agenda-su-malta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 15:20:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1178" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/1978228_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La Valletta, Malta" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/1978228_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/1978228_large-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/1978228_large-1024x628.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/1978228_large-768x471.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/1978228_large-1536x942.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/1978228_large-2048x1256.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il suo territorio si trova a 80 km dalla Sicilia e fino al 1934 la lingua ufficiale era l&#8217;italiano. Per questo e per altri motivi Malta, più volte, anche in ambito geopolitico, viene associata all&#8217;Italia. Una potenziale piccola testa di ponte per il nostro Paese nel Mediterraneo che però, specialmente negli ultimi anni, si è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-per-litalia-e-cosi-importante-un-agenda-su-malta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-per-litalia-e-cosi-importante-un-agenda-su-malta.html">Perché per l&#8217;Italia è così importante un&#8217;agenda su Malta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1178" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/1978228_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La Valletta, Malta" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/1978228_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/1978228_large-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/1978228_large-1024x628.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/1978228_large-768x471.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/1978228_large-1536x942.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/1978228_large-2048x1256.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il suo territorio si trova a 80 km dalla Sicilia e fino al 1934 la lingua ufficiale era l&#8217;italiano. Per questo e per altri motivi <strong>Malta</strong>, più volte, anche in ambito geopolitico, viene associata all&#8217;Italia. Una potenziale piccola testa di ponte per il nostro Paese nel <strong>Mediterraneo</strong> che però, specialmente negli ultimi anni, si è rivelata ricca di insidie per Roma. Le dispute sui <strong>confini marittimi</strong> e l&#8217;<strong>immigrazione</strong> sono i due temi più caldi che da anni tengono le relazioni bilaterali lungo una linea di latente ambiguità.</p>
<h2>Le discordie tra Roma e La Valletta</h2>
<p>Per la verità le questioni legate ai confini e quelle relative all&#8217;immigrazione sono due facce della stessa medaglia. Più volte le autorità italiane hanno lamentato una scarsa collaborazione di Malta in tema di soccorso delle imbarcazioni salpate dal nord Africa. Dal canto suo, La Valletta ha sempre risposto di non poter intervenire in modo continuo sia per le sue ridotte dimensioni territoriali e sia per una difficile gestione di un&#8217;estesa area di propria competenza. Ed è qui che si arriva al <strong>nodo</strong> centrale della discordia: quando nel 1979 con la convenzione di Amburgo sono state istituite le aree <strong>Sar</strong> (<em>Search and Rescue</em>) Malta non ha fatto altro che ricalcare nella mappa i confini della <em>Flight information Region</em> (<strong>Fir</strong>). Si tratta di una zona di controllo del traffico aereo decretata dai britannici quando detenevano il possesso dell&#8217;arcipelago, divenuto indipendente nel 1964. Ancora oggi secondo le autorità maltesi, la propria area Sar deve coincidere con l&#8217;ex area Fir. In tal modo però la zona di competenza di La Valletta<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/quegli-sbarchi-dirottati-malta-verso-litalia-1867192.html"> è estesa cento volte rispetto al proprio territorio.</a> Vuol dire quindi che Malta non può avere i mezzi e le risorse per gestire una zona così vasta. Da qui la &#8220;delega&#8221; sui salvataggi in mare spesso e volentieri affidata all&#8217;Italia.</p>
<p>Quella della Sar è solo una delle tematiche relative ai confini marittimi. C&#8217;è infatti anche la questione della <strong>piattaforma continentale</strong> e dello sfruttamento delle risorse in essa contenute. Una querelle che negli anni ha portato ai ferri corti soprattutto Malta e Libia, ma che vede ancora oggi anche l&#8217;Italia ben protagonista. Nel 2012 ad esempio l&#8217;allora ministro italiano per lo sviluppo economico<strong> Corrado Passera</strong>, ha decretato unilateralmente l&#8217;estensione della giurisdizione di Roma in un&#8217;area della piattaforma rivendicata da Malta. Un episodio che ha generato ulteriori <strong>tensioni</strong> tra le due sponde del Mediterraneo. La questione non è mai stata del tutto risolta, né tanto meno chiarita. Ed appare come un neo ben evidente nel novero complessivo delle relazioni bilaterali tra i due Paesi.</p>
<h2>Cosa l&#8217;Italia può fare a Malta</h2>
<p>Al di là dei punti di debolezza, le <strong>potenzialità</strong> italiane nel dossier riguardante il rapporto con Malta sono enormi. Basti pensare che nel giorno dell&#8217;indipendenza del 1964, l&#8217;allora presidente del consiglio<strong> Aldo Moro</strong> ha letto in diretta televisiva un messaggio di congratulazioni diretto ai cittadini maltesi. Il governo di Roma è stato il primo ad allacciare diretti rapporti con quello di La Valletta, già nel 1967 si è pervenuti alla stesura di quattro specifici accordi che regolavano le relazioni tra le due parti. Per l&#8217;Italia sembrava aprirsi, con l&#8217;indipendenza di Malta, la possibilità di agganciare nel Mediterraneo un importante alleato posto in una zona strategica. Un quadro confermato pochi anni più tardi dall&#8217;accordo sulla <a href="https://www.jstor.org/stable/42735585">neutralità maltese</a>, siglato nel 1980: con quel documento, l&#8217;Italia si è impegnata a garantire il rispetto della neutralità di La Valletta nell&#8217;ambito della guerra fredda in cambio dell&#8217;impegno di Malta a non possedere basi militari straniere nel proprio territorio.</p>
<p>Le dispute territoriali hanno pesato non poco sullo spirito che ha portato alla firma di quel documento. Anche perché La Valletta, da membro del <strong>Commonwealth</strong>, non ha mai rinunciato all&#8217;appartenere alla sfera di influenza politica della Gran Bretagna. Tuttavia l&#8217;Italia può ancora oggi guardare con un certo ottimismo alle relazioni con Malta. In primis richiamando proprio al ruolo avuto dal Bel Paese negli anni dell&#8217;indipendenza. In secondo luogo partendo dalle ampie convergenze culturali e storiche che legano le due sponde del Mediterraneo: fino agli anni &#8217;30 buona parte degli abitanti dell&#8217;isola si proclamavano italo-maltesi, la lingua maltese è molto vicina a quella siciliana e la storia parla di secolari legami tra le due popolazioni. C&#8217;è poi un altro elemento a cui l&#8217;Italia può appigliarsi ed è quello riguardante i comuni dossier da dover gestire, a partire da quello relativo alla <strong>stabilità</strong> e alla <strong>sicurezza</strong> del Mediterraneo.</p>
<h2>Perché l&#8217;Italia deve puntare su Malta</h2>
<p>Non è semplice portare avanti un&#8217;agenda maltese per Roma. La Valletta sta affrontando una difficile situazione interna: dopo la morte della giornalista <strong>Dafne Galizia</strong>, sono saltate fuori numerose inchieste sulla corruzione e sugli intrecci criminali internazionali che interessano l&#8217;arcipelago. Tuttavia la piccola Repubblica è situata nel cuore del Mediterraneo e una politica che guardi al <strong>mare nostrum</strong> non può fare a meno dal puntare su Malta. La Valletta potrebbe essere compresa nel cosiddetto &#8220;G5 del Mediterraneo&#8221;, ossia un asse che comprenda anche Italia, Spagna, Grecia e Cipro per la gestione del fenomeno migratorio. Così come passano proprio da Malta anche alcuni punti riguardanti il dossier libico. Circostanze che dovranno spingere l&#8217;Italia a potenziare i rapporti con l&#8217;isola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-per-litalia-e-cosi-importante-un-agenda-su-malta.html">Perché per l&#8217;Italia è così importante un&#8217;agenda su Malta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ecco come Malta affronta il problema immigrazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/ecco-come-malta-affronta-il-problema-immigrazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2020 06:06:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1064" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mar-Mediterraneo-nave-militare-migranti-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Operazione Mare Sicuro, soccorso migranti al largo delle coste libiche" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mar-Mediterraneo-nave-militare-migranti-La-Presse.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mar-Mediterraneo-nave-militare-migranti-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mar-Mediterraneo-nave-militare-migranti-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mar-Mediterraneo-nave-militare-migranti-La-Presse-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Che il fenomeno migratorio in questo 2020 abbia assunto una portata dai tratti preoccupanti a causa degli imponenti numeri è un dato di fatto. Dall’inizio del nuovo anno ad oggi in Italia sono arrivati più di 23mila migranti e il dato è ancora destinato a crescere in maniera vertiginosa. Ma se la nazione italiana con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/ecco-come-malta-affronta-il-problema-immigrazione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/ecco-come-malta-affronta-il-problema-immigrazione.html">Ecco come Malta affronta il problema immigrazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1064" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mar-Mediterraneo-nave-militare-migranti-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Operazione Mare Sicuro, soccorso migranti al largo delle coste libiche" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mar-Mediterraneo-nave-militare-migranti-La-Presse.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mar-Mediterraneo-nave-militare-migranti-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mar-Mediterraneo-nave-militare-migranti-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Mar-Mediterraneo-nave-militare-migranti-La-Presse-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><p>Che il fenomeno migratorio in questo 2020 abbia assunto una portata dai tratti preoccupanti a causa degli imponenti numeri è un dato di fatto. <a href="https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2020-09/cruscotto_giornaliero_30-09-2020.pdf">Dall’inizio del nuovo anno ad oggi in Italia sono arrivati più di 23mila migranti </a>e il dato è ancora destinato a crescere in maniera vertiginosa. Ma se la nazione italiana con il governo giallorosso alla guida ha “sposato” la politica dell’<strong>accoglienza</strong>, appare ancora poco chiara la strategia del governo maltese. Perché proprio Malta? Perché si tratta della nazione che, assieme a quella italiana, si trova spesso coinvolta a gestire il fenomeno degli arrivi di <strong>migranti</strong> che seguono la rotta del Mediterraneo i quali, più delle volte, finiscono poi per approdare in Italia.</p>
<h2>L’attività di “interdizione” esercitata da Malta</h2>
<p>Ci sono diversi fatti di cronaca in cui si parla di barconi e barchini diretti verso Malta e poi, all&#8217;improvviso il cambio di rotta verso l’Italia. Perché accade questo? La risposta è semplice, il governo maltese ha intrapreso la via dell’attività di <strong>interdizione</strong>. In sostanza, la Guardia Costiera maltese nel momento in cui ravvisa la presenza delle imbarcazioni con a bordo i  migranti, si mobilita immediatamente per raggiungerle e persuaderle per l’appunto per un cambiamento di rotta: o per tornare indietro o per raggiungere l’Italia.  Ovviamente indietro non torna nessuno e l’alternativa è quella di raggiungere le coste italiane. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/cordone-navi-scoraggiare-partenze-ecco-litalia-pu-arginare-i-1890626.html">Una strategia spiegata</a> su <em>La Verità</em>  dall’ex capo di Stato Maggiore del Comando Nato per il Sud Europa, Fabio Mini, assieme all’ex capo di Stato maggiore delle forze Nato in Afghanistan, Vincenzo Santo e all’ex capo di Stato Maggiore della Marina  Ferdinando Sanfelice di Montefeltro. Si tratta secondo i tre generali di uno strumento alternativo al<strong> blocco navale</strong>. <a href="https://it.insideover.com/schede/migrazioni/il-blocco-navale-in-albania-del-1997-spiegato.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect&amp;_ga=2.88952216.2004074987.1601364791-1328063152.1574669451">Quest’ultimo non è più attuabile rispetto al passato</a>, per via delle leggi e degli accordi che sono subentrati nel frattempo. Malta in questo caso punta su un’attività di persuasione per invitare i mezzi a non oltrepassare un certo limite.</p>
<h2>La “strage di Pasquetta”</h2>
<p>Non sempre l’attività di persuasione posta in essere da Malta ha avuto buoni risultati. Senza andare molto indietro nel tempo, lo scorso mese di aprile è accaduto un incidente, sul quale ancora ci sono molti dubbi,costato la vita a 12 persone. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/migranti-arrivo-e-malta-isola-litalia-1870764.html">Quel drammatico episodio identificato come la “strage di pasquetta”  </a>ha segnato profondamente la storia dei viaggi della speranza nel centro del Mediterraneo. Il drammatico fatto è venuto alla luce lo scorso 12 aprile a <strong>Pozzallo</strong>. Lì sono giunti 101 migranti che hanno fornito un drammatico racconto. Le persone ascoltate dalle autorità italiane hanno dichiarato di essere state raggiunte in prossimità di Malta da una motovedetta militare maltese che ha corrisposto loro viveri e anche un motore nuovo per l’imbarcazione. Da qui, il mezzo con a bordo i migranti, è stato  accompagnato più in avanti per raggiungere le coste siciliane. I militari avrebbero detto agli extracomunitari <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/quegli-sbarchi-dirottati-malta-verso-litalia-1867192.html">che era meglio non entrare a Malta</a> a causa dell’epidemia da coronavirus.</p>
<p>I migranti arrivati nel porto ragusano avrebbero anche raccontato  che assieme a loro ci sarebbe stato un altro gommone per il quale La Valletta avrebbe omesso di prestare soccorso. L’omissione sarebbe stata la causa della morte di 12 persone in mare e il ritorno nelle carceri libiche di 51 superstiti. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta che si è chiusa con l’archiviazione delle imputazioni a carico del premier maltese e del capo delle Forze armate.</p>
<h2>Quegli accordi con la Libia</h2>
<p>Sul fronte migratorio Malta si è mossa anche sotto il profilo politico. Già lo scorso 11 aprile, in piena pandemia, il governo di La Valletta ha dato il via libera a un provvedimento con il quale è stato vietato l&#8217;ingresso alle imbarcazioni con migranti a bordo, con riferimento soprattutto alle navi delle <strong>Ong</strong>. Subito dopo però, Malta si è mossa anche a livello internazionale e in primis con la Libia. Il 28 maggio scorso, in particolare, <a href="https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2020/05/29/libia-malta-firmano-un-protocollo-dintesa-rafforzare-le-relazioni/">La Valletta ha raggiunto un accordo con Tripoli per la gestione dei flussi migratori</a>. L&#8217;intesa è stata siglata alla presenza nella capitale libica sia del premier libico <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Fayez Al Sarraj</a> che dell&#8217;omologo maltese, <strong>Robert Abela</strong>. Si tratta di un vero e proprio <strong>protocollo</strong> volto alla collaborazione tra le due parti per riportare i migranti in Libia prima ancora di raggiungere le acque maltesi. Un&#8217;intesa che prevederebbe, tra le altre cose, un intenso scambio di informazioni tra le Guardie costiere di Tripoli e La Valletta. Per questo accordo il governo maltese si è mostrato vicino a quello libico nel giudizio negativo sulla <a href="https://it.insideover.com/politica/le-ultime-novita-sulla-missione-irini-la-germania-invia-la-fregata-amburgo.html">missione Irini</a>, l&#8217;operazione navale voluta dall&#8217;Ue per il contrasto del contrabbando di armi verso il nord Africa.</p>
<p>L&#8217;intesa non è stata ben digerita soprattutto dall&#8217;<strong>Oim</strong> e dall&#8217;<strong>Unhcr</strong>, preoccupati del fatto che la Libia non è considerata porto sicuro. Ma dal canto suo il ministro degli Esteri maltese <strong>Evarist Bartolo</strong> già a giugno, nel corso di un dibattito parlamentare,<a href="https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2020/06/23/malta-1-700-sbarchi-2-000-persone-riportate-libia-4-mesi/"> ha rivendicato il successo dell&#8217;accordo</a> parlando di almeno duemila migranti intenzionati a raggiungere Malta fermati dai libici. Complessivamente, anche La Valletta ha registrato un incremento nel numero di sbarchi tuttavia secondo le autorità locali il fenomeno è stato contenuto proprio in virtù degli accordi con Tripoli.</p>
<h2>La percezione del fenomeno migratorio a Malta</h2>
<p>“Il problema c&#8217;è, si sa che un problema relativo agli sbarchi esiste, ma nel dibattito pubblico maltese l&#8217;immigrazione non trova molto spazio”: a riportare questa testimonianza è <strong>Dario Morgante</strong>, direttore del <em>Corriere di Malta</em>, l&#8217;unico quotidiano dell&#8217;isola in lingua italiana e riferimento per la nostra comunità presente nel più piccolo Stato del Mediterraneo.</p>
<p>Sentito da <em>InsideOver</em>, Morgante ha confermato le preoccupazioni riguardanti gli approdi di barconi partiti il più delle volte dalla Libia: “Nel primo semestre di questo 2020 – racconta – abbiamo assistito a un vero e proprio boom di sbarchi e questo è stato notato dalla popolazione”. Tuttavia, il tema tra i maltesi è considerato solo in modo marginale: “Non c&#8217;è una grande attenzione su questo fenomeno – ha infatti proseguito il giornalista – Non si sono creati grandi dibattiti, né sui media e né sui social. E questa è una grande differenza rispetto all&#8217;Italia”. Il motivo, sempre secondo Morgante, ha a che fare con le dimensioni dell&#8217;isola: “Qui ad esempio il problema dell&#8217;accoglienza nemmeno si pone – ha ribadito a telefono – Siamo su un territorio molto piccolo, non c&#8217;è molto spazio per accogliere, al di là di ogni considerazione di natura politica o umanitaria il maltese sa di non poter ospitare molti migranti”. E dunque il problema viene considerato più di pertinenza di altri Paesi.</p>
<p>Quanto alla linea del governo, da qui ai prossimi mesi non ci saranno significative variazioni: “Nonostante molte critiche piovute dall&#8217;estero, a partire da Amnesty Internazional – ha dichiarato ancora il direttore del Corriere di Malta – non credo che La Valletta cambierà l&#8217;attuale gestione del fenomeno migratorio”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/ecco-come-malta-affronta-il-problema-immigrazione.html">Ecco come Malta affronta il problema immigrazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La guerra di Putin ai paradisi fiscali europei</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-guerra-di-putin-ai-paradisi-fiscali-europei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2020 15:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[paradisi-fiscali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1455" height="858" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969.jpg 1455w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969-768x453.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1455px) 100vw, 1455px" /></p>
<p>Vladimir Putin è disposto a giocare ogni carta per evitare che la Russia precipiti in una nuova recessione economica in seguito al peggioramento dei fondamentali produttivi dopo la pandemia di Covid-19 e, soprattutto, l&#8217;emorragia del prezzo delle materie prime energetiche, vero e proprio &#8220;forziere&#8221; del Cremlino. Con Gazprom avviata al primo rosso di bilancio dal 2015, il Pil &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-guerra-di-putin-ai-paradisi-fiscali-europei.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-guerra-di-putin-ai-paradisi-fiscali-europei.html">La guerra di Putin ai paradisi fiscali europei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1455" height="858" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vladimir Putin (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969.jpg 1455w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Vladimir-Putin-Federazione-Russa-La-Presse-e1597679751969-768x453.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1455px) 100vw, 1455px" /></p><p><strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vladimir Putin</a> </strong>è disposto a giocare ogni carta per evitare che la Russia precipiti in una nuova recessione economica in seguito al peggioramento dei fondamentali produttivi dopo la pandemia di Covid-19 e, soprattutto, l&#8217;emorragia del <a href="https://it.insideover.com/politica/petrolio-e-guerra-commerciale-fra-russia-arabia-saudita-e-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prezzo delle materie prime energetiche,</a> vero e proprio &#8220;forziere&#8221; del Cremlino.</p>
<p><a href="https://energiaoltre.it/gazprom-precipita-prima-perdita-dal-2015-per-il-gruppo-russo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Con <strong>Gazprom </strong>avviata al primo rosso di bilancio dal 2015,</a> il Pil previsto in <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/fmi-pil-globale-calo-49percento-impatto-catastrofico-sull-occupazione-e-poverta-aumento-ADzSs4Z">picchiata di oltre il 6,5%</a> e una situazione politica interna estremamente complessa, segnata dalla difficolta di Putin di trovare un successore, a cui si aggiungono i recenti scossoni sul fianco sinistro del Paese, in Bielorussia, il Cremlino mira a consolidarsi. E uno degli obiettivi della sua azione sono divenuti, negli ultimi tempi, i <a href="https://it.insideover.com/economia/i-furti-dei-paradisi-fiscali-europei-allerario-italiano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>paradisi fiscali &#8220;occulti&#8221; dell&#8217;Unione Europea</strong>. </a>Accusati di lucrare sugli accordi bilaterali sulla doppia tassazione, che consentono a numerose aziende russe di sfuggire all&#8217;erario nazionale, di per sè tutt&#8217;altro che oppressivo, e di portare i loro utili in lidi a loro più favorevoli.</p>
<p>&#8220;<a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/la-russia-di-putin/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stretto tra il calo del prezzo del petrolio e l&#8217;emergenza Covid-19</a>, Putin vuole frenare la fuga di capitali dalla Russia e fare in modo che gli oligarchi paghino più imposte sugli utili e sui dividendi delle società che vengono aperte nei quattro paesi per ragioni esclusivamente fiscali&#8221;, fa notare <em>Il Sole 24 Ore</em>. Da qui, nelle ultime settimane, la decisione di muovere un&#8217;offensiva diplomatica nei confronti di Olanda, Lussemburgo, Malta e Cipro, Paesi con cui Mosca vuole rinegoziare su basi più paritarie gli accordi bilaterali di tassazione. Accordi, è bene ricordarlo, che a lungo il Cremlino non ha mai veramente contestato: anzi, il semaforo verde alla fuga di capitali è stato uno dei componenti essenziali del <em><strong>do ut des </strong></em>con cui Putin e il suo governo hanno mediato con la classe di oligarchi ridimensionata nel potere politico ma non nelle prospettive economiche nei vent&#8217;anni di presidenza dell&#8217;ex dirigente dei servizi segreti.</p>
<p><strong>Bloomberg </strong>ha stimato che in 25 anni la fuga di capitali dalla Russia possa aver coinvolto asset per 750 miliardi di euro. Risulta ragionevole supporre, considerando flussi non tracciati (criminalità organizzata, traffico d&#8217;armi, riciclaggio) che la cifra ufficiale sia ampiamente stimata al ribasso.</p>
<p>La filiale lussemburghese della <strong>Gazprom Bank </strong>è centro di smistamento di <a href="https://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2019/02/28/news/oligarchi-amici-putin-1.331931" target="_blank" rel="noopener noreferrer">numerosi affari russi rivolti al Vecchio Continente, Italia inclusa,</a> oligarchi di spessore come Dmitry Rybolovlev e Roman Abramovich da tempo hanno diversificato i loro portafogli oltre confine, e<a href="https://it.insideover.com/politica/lo-scandalo-danske-bank-tremare-deutsche-bank.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> casi problematici come quello di <strong>Danske Bank </strong>insegnano</a> quanto complesso sia il tema del <strong>riciclaggio di denaro proveniente dalla Russa</strong>. Con un malcontento sociale montante e la buriana economica in arrivo, Putin ha deciso di reagire. Perchè l&#8217;aumento dal 13% al 15% dell&#8217;aliquota massimale di tassa, prevista in vigore dal 2021, sui redditi oltre i 5 milioni di rubli all’anno (73mila dollari) che spezzerà la flat tax nazionale non basta. Putin, spiega <em>Il Sole, </em>mira a rompere il circolo vizioso che permette a diverse società di strutturare &#8220;appositamente le loro attività in modo da pagare dividendi o interessi offshore e ridurre le loro tasse. Basta un esempio per capire cosa succede: un&#8217;azienda opera in Russia ma è legalmente registrata a Cipro. Quando è il momento di pagare i dividendi, il denaro va alla società cipriota ed è tassato tra il 2% e il 5%. Se gli stessi dividendi fossero pagati in Russia, sarebbero tassati al 15%&#8221;.</p>
<p><strong>Nicosia </strong>ha deciso di adeguarsi alle pressioni della Russia, sua alleata finanziaria, alzando all&#8217;equivalente russo la tassa sui dividendi finanziari, eccezion fatta per categorie particolari come i <strong>fondi pensione</strong>. Ma l&#8217;obiettivo principale restano Lussemburgo e Olanda, con cui il confronto si annuncia lungo e serrato: veri e propri &#8220;buchi neri&#8221; dell&#8217;elusione fiscale, ben strutturate come potenze finanziarie, le Tortuga d&#8217;Europa. Come ha ben avuto modo di scoprire da tempo l&#8217;erario italiano: Putin, che in passato non ha avuto remore dal partecipare al <strong>grande banchetto della globalizzazione, </strong>mira a rimodulare i rapporti finanziari tra Mosca e il resto del mondo. Non dimenticando che tutto ciò che accade è normato da accordi firmati da governi pienamente legittimati: un monito anche per chi, come l&#8217;Italia, subisce da tempo gli appetiti predatori dei paradisi fiscali facendo finta di non poter in alcun modo cambiare le cose.</p>
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		<title>Malta apre le porte alla Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/malta-apre-le-porte-alla-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 14:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1178" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1978228.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1978228.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1978228-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1978228-768x471.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1978228-1024x628.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli scontri diplomatici sull&#8217;immigrazione, il clamore mediatico scaturito dall&#8217;uccisione di una giornalista e un sistema fiscale talmente favorevole da essere considerato uno dei più &#8220;attraenti&#8221; dell&#8217;Unione europea. Sono questi i temi principali che emergono quando parliamo di Malta, la piccola isola localizzata nel cuore del Mar Mediterraneo di appena 316 chilometri quadrati. Per intenderci: un centinaio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/malta-apre-le-porte-alla-cina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/malta-apre-le-porte-alla-cina.html">Malta apre le porte alla Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1178" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1978228.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1978228.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1978228-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1978228-768x471.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1978228-1024x628.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Gli <a href="https://it.insideover.com/politica/malta-italia-migranti.html">scontri diplomatici sull&#8217;immigrazione</a>, il clamore mediatico scaturito <a href="https://it.insideover.com/politica/quelle-nuvole-nere-che-si-addensano-su-malta.html">dall&#8217;uccisione di una giornalista</a> e un sistema fiscale talmente favorevole da essere considerato uno dei più &#8220;attraenti&#8221; dell&#8217;Unione europea. Sono questi i temi principali che emergono quando parliamo di <strong>Malta</strong>, la piccola isola localizzata nel cuore del Mar Mediterraneo di appena 316 chilometri quadrati. Per intenderci: un centinaio scarsi in più della nostra Isola d&#8217;Elba.</p>
<p>Difficilmente La Valletta è finita al centro di intrighi geopolitici globali o ha assunto un&#8217;importanza tale da essere considerata fondamentale per una qualche ragione. In realtà, dietro al velo di apparente normalità, lo Stato più piccolo dell&#8217;Ue si è trasformato in un <strong>hub strategico</strong> fondamentale per alcune nazioni straniere.</p>
<p>La <strong>posizione</strong> di Malta, a pochi passi dalle coste africane ma neppure così distante dal continente europeo, ha attirato le attenzioni della Turchia di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyp Erdogan</a>, del governo libico del <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-il-lato-oscuro-del-generale-haftar-quello-che-in-pochi-sanno.html">generale Khalifa Haftar</a> e, <em>last but not least</em>, della Cina di Xi Jinping. È così che il (mezzo) vuoto lasciato da Bruxelles all&#8217;interno di un suo Paese membro si è presto riempito di un nuovo contenuto.</p>
<h2>I legami tra La Valletta e Pechino</h2>
<p>In particolare vale la pena accendere i riflettori su un attore che negli ultimi anni ha inondato Malta di investimenti: la <strong>Cina</strong>. Come ha sottolineato <em>L&#8217;Espresso</em>, Pechino è in ottimi rapporti con il governo guidato da<strong> Robert Abela</strong>, che da poco ha sostituito Joseph Muscat. Anzi: è proprio grazie a Muscat che il legame tra La Valletta e Pechino si è rafforzato sempre di più.</p>
<p>Nel più classico del do ut des (i cinesi lo chiamerebbero rapporto win-win), il Dragone ha ottenuto importanti via libera per operare anche all&#8217;interno di settori strategici come le <strong>telecomunicazioni</strong> e l&#8217;<strong>energia</strong>. Giusto per citare gli affari più importanti stretti tra La Valletta e il gigante asiatico, nel 2014 la Shanghai Electric ha acquistato il 33% di Enemalta, cioè l&#8217;ex monopolista pubblico dell&#8217;elettricità dell&#8217;isola, per una cifra pari a 100 milioni di euro. Altri 150 milioni, invece, sono stati impiegati per una centrale.</p>
<p>Non è finita qui, perché <strong>Huawei</strong> ha fatto breccia nel cuore di Malta, diventando di fatto vero e proprio partner del governo maltese. Oltre al 5G, che verrà sperimentato dalla multinazionale di Shenzen, le parti hanno siglato un ricco contratto per l&#8217;installazione di un sistema di videosorveglianza con riconoscimenti facciale nelle aree più importanti dell&#8217;isola.</p>
<h2>La strategia del Dragone</h2>
<p>La burocrazia di Malta fa comodo anche a moltissimi uomini d&#8217;affari cinesi (e non solo). Già, perché una volta ottenuto il <strong>passaporto maltese</strong> è possibile transitare liberamente tanto in Unione europea quanto negli Stati Uniti. Ricordiamo che nel 2014 La Valletta annunciava il piano cash for passport: alla lettera, contanti in cambio del passaporto.</p>
<p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/malta-chiesto-stop-vendita-passaporti-1776174.html">Scendendo nel dettaglio</a>, chiunque desideri un passaporto maltese deve pagare un costo minimo di un milione di euro, tra i 650mila euro richiesti per depositare la domanda, i 150mila richiesti, per almeno cinque anni, da investire in bond o azioni maltesi, i 350mila euro per acquistare una casa e via dicendo. Oggi, nonostante qualche polemica, la situazione non è cambiata più di tanto.</p>
<p>Tornando all&#8217;ambito geopolitico, la Cina ha semplicemente intuito il potenziale strategico di un&#8217;isola fin troppo trascurata dall&#8217;Unione europea. Malta è un <strong>avamposto</strong> perfetto per il governo cinese che, grazie alle sue legittime operazioni commerciali e diplomatiche con La Valletta, ha trovato una nuova strada, oltre alla pista balcanica, per avvicinarsi ulteriormente all&#8217;Europa.</p>
<p>Considerando poi la posizione geografica dell&#8217;isola, ovvero in mezzo al Mediterraneo, questo Paese potrebbe essere sfruttato da Pechino anche per migliorare i collegamenti della <strong>Via della Seta Marittima</strong>. Nel frattempo la Cina <a href="https://www.maltatoday.com.mt/environment/townscapes/101786/plans_for_chinese_embassy_on_19000_sqm_site_presented_#.XtdvG1UzYdU">ha annunciato</a> la costruzione di una nuova ambasciata da 20mila metri quadrati a Pembroke.</p>
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		<title>Mifsud, è giallo: spuntano nuovi conti in banca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mifsud-giallo-nuovi-conti-in-banca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2020 16:44:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joseph Mifsud (Screenshot da YouTube)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Joseph Mifsud continua ad essere un &#8220;fantasma&#8221;, la cui sorte è avvolte in una coltre di mistero ancora oggi non svelata. Del professore maltese della Link Campus, coinvolto nel Russiagate, non si hanno notizie dal 31 ottobre 2017. Dopo quel giorno, di lui si sono perse quasi tutte le tracce e questo nonostante sia ricercato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/mifsud-giallo-nuovi-conti-in-banca.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joseph Mifsud (Screenshot da YouTube)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p><strong>Joseph Mifsud</strong> continua ad essere un &#8220;fantasma&#8221;, la cui sorte è avvolte in una coltre di mistero ancora oggi non svelata. Del professore maltese della Link Campus, coinvolto nel Russiagate, non si hanno notizie dal 31 ottobre 2017. Dopo quel giorno, di lui si sono perse quasi tutte le tracce e questo nonostante sia ricercato da inquirenti ed investigatori tanto in Italia quanto, soprattutto, negli Stati Uniti. Sarebbe stato proprio lui infatti a rivelare ad un collaboratore di Donald Trump, George Papadopoulos, l’esistenza di alcune mail compromettenti su Hillary Clinton in mano ai russi. Era il 2016, era da poco iniziata la campagna elettorale per le presidenziali di quell&#8217;anno ed una rivelazione del genere non poteva non avere importanti effetti. Quelle mail però non esistevano e, da allora, il mistero su Joseph Mifsud e sulla sua sorte si è fatto sempre più fitto.</p>
<h2>Il tweet di George Papadopoulos di dicembre</h2>
<p>Come detto, il professore maltese è ricercato anche in Italia per alcune inchieste che lo coinvolgono direttamente. In particolare, su di lui nei mesi scorsi è scattata un’indagine da parte della procura di <strong>Agrigento</strong> in merito il caso delle cosiddette &#8220;spese pazze&#8221; presso il Polo Universitario della città siciliana. Joseph Mifsud infatti, dal 2010 al 2014 è stato presidente dell’ente universitario agrigentino ed avrebbe, <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/mifsud-indagato-spese-pazze-sicilia-1796406.html">secondo le accuse</a> mosse da alcuni ex componenti del consiglio di amministrazione, sperperato diverse somme per usi anche personali determinando gravi danni economici. Il 19 dicembre scorso su <a href="https://it.insideover.com/politica/all80-mifsud-e-morto.html"><em>InsideOver</em></a> è stata riportata la notizia secondo cui, proprio all&#8217;interno della procura di Agrigento, viene data molto alta la possibilità che Mifsud sia morto: &#8220;All’80% il professore è morto&#8221;, aveva dichiarato infatti una fonte della stessa procura.</p>
<p>L’indiscrezione ha varcato l’oceano tanto che anche la stampa Usa è tornata ad occuparsi del caso. Sul tema, tra le altre, è intervenuta anche la <a href="https://saraacarter.com/italian-prosecutors-believe-that-joseph-mifsud-the-man-who-started-russiagate-is-dead/">giornalista della <em>Fox</em> Sarah Carter</a>, la quale ha ripercorso anche la storia del professore maltese in Italia. Gli echi dell’articolo sono rimbalzati anche tra le orecchie dello stesso <strong>George Papadopoulos</strong>, il quale il 21 dicembre scorso ha lanciato un tweet dal proprio canale social in cui si è fatto esplicito riferimento alla vicenda: &#8220;Joseph Mifusd – si legge nel post – Non sta dormendo con i pesci. Seguiranno aggiornamenti&#8221;. Sembrava il preludio a possibili novità circa il destino del professore, con magari nuove notizie sulla sua sorte visto che il collaboratore di Trump si è detto ancora ben sicuro del suo essere ancora in vita. Tuttavia, da allora, è calato nuovamente il silenzio.</p>
<p>Sempre su <a href="https://it.insideover.com/politica/mifsud-temeva-per-la-propria-vita.html"><em>InsideOver</em></a> a gennaio è stato il suo avvocato, <strong>Stephan Roh</strong>, a parlare e nell&#8217;intervista ha dichiarato, tra le altre cose, di non sapere dove si trovi Mifusd, di non avere da tempo contatti diretti con lui e soprattutto che, nelle ultime volte in cui lo ha incontrato, il professore maltese gli ha espresso il proprio timore per la sua incolumità. Queste sono state di fatto le ultime notizia sulla vicenda. Nessun nuovo aggiornamento è giunto da Papadopoulos, nessuna novità da oltreoceano e nemmeno dalla Sicilia, dove i magistrati agrigentini continuano con le loro indagini.</p>
<h2>I tre conti in banca di Mifsud</h2>
<p>Sebbene sia scomparso ufficialmente il 31 ottobre 2017, il professore ha lasciato alcune tracce di sé nei mesi successivi, fino all&#8217;autunno del 2018. Come riporta Gioacchino Schicchi su <em>La Sicilia</em>, grazie alle indagini sulle &#8220;spese pazze&#8221;, sono stati trovati tre conti a lui intestati. Secondo quanto riferito dall&#8217;attuale presidente del Cupa, che oggi si chiama Ecua, <strong>Giovanni Di Maida</strong>, proprio grazie all&#8217;attività condotta dai legali dell’università agrigentina si sarebbero trovate tracce di Joseph Mifsud.</p>
<p>Il docente, aveva aperto, almeno due anni fa, quando era già scomparso, due conti in altrettante banche, una a Roma e una in Sardegna, e, sempre a quanto dice il Consorzio, una sorta di fondo deposito. Proprio nel terzo sarebbero depositato alcune migliaia di euro. L&#8217;enigmatico docente aveva dunque più conti in banca a lui intestati e anche diversi smartphone,<a href="https://it.insideover.com/politica/il-dipartimento-di-giustizia-usa-ha-due-telefoni-di-mifsud.html"> due dei quali in possesso</a> del Dipartimento di Giustizia Usa: come mai?</p>
<h2>Tutte le tappe del &#8220;fuggiasco Mifsud&#8221;, in Italia fino a marzo 2019</h2>
<p>Come ci ha confermato il suo avvocato <strong>Stephan Roh</strong>, in realtà il professore era in Italia almeno fino al marzo 2019. &#8220;Non so perché la Procura di Agrigento pensi che Joseph Mifsud sia morto ma posso dire di avere avuto contatti diretti con lui fino alla primavera scorsa (2019)”. Poi, aggiunge l’avvocato svizzero, &#8220;i contatti sono stati indiretti, attraverso sua figlia. Nell’ultimo periodo era spaventato e temeva per la sua vita&#8221; ammette Roh, che non è in grado di dirci se il suo assistito sia ancora in vita o meno. Ma facciamo un passo indietro, al 2018. Un&#8217;indagine del <em>Foglio</em> dello scorso 26 ottobre ha aggiunto ulteriori tasselli e rivelato che Mifsud si sarebbe nascosto ai <strong>Parioli</strong>, in un appartamento in via Cimarosa. Nel periodo luglio-ottobre 2018 il professore maltese ha girato per l’Italia come se nulla fosse facendo base a Roma: Ostia, Orbetello, lago di Bracciano, San Gimignano e anche il parco dei mostri di Bomarzo sono i luoghi visitati dall&#8217;uomo chiave del Russiagate in quel lasso di tempo.</p>
<p>Nella trascrizione consegnata dall&#8217;<a href="https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/11/09/esclusiva-adnkronos-russiagate-ecco-verita-sulla-spy-story_kzWF34eWHAshPQMbhZuRtO.html"><em>Adnkronos </em></a>dall&#8217;avvocato Roh, si è appreso poi che Joseph Mifsud ha soggiornato per un periodo nelle Marche, a Esanatoglia, vicino a Matelica in provincia di Macerata, piccola cittadina nella quale il professore maltese si è nascosto o “venne fatto nascondere” a partire dal 31 ottobre del 2017. Successivamente, La Verità ha ricostruito tutte le tappe dell&#8217;ex direttore della London Academy of Diplomacy da lì in avanti. A Esanatoglia, Mifsud sarebbe arrivato subito dopo l&#8217;intervista rilasciata a Repubblica.</p>
<p>Dopo otto settimane, Mifsud lascia le <strong>Marche</strong> e si sposta a Malta, a trovare gli anziani genitori. Da La Valletta, il docente si sposta prima nel sud della Francia per qualche giorno, poi, a maggio 2018, a Zurigo, dove incontra il suo avvocato Stephan Roh per registrare la deposizione finita poi nelle mani del procuratore John Durham. <em>La Verità</em>, grazie ai movimenti della sua carta di credito, ha ricostruito le tappe del docente tra luglio e ottobre 2018. Nel mese di luglio, Joseph Mifsud si sposta in Toscana, prima soggiornando in un campeggio ad Albinia, in provincia di Grosseto, per poi recarsi, il 4 luglio sulla Roma Nord-Firenze Sud. Successivamente transita per Torrimpietra (Fiumicino) e procede verso la Sabina.</p>
<p>Il 16 luglio torna a Roma, mentre il 19 è sull&#8217;autostrada per Magliano de&#8217; Marsi, in provincia dell&#8217;Aquila. il 21 arriva a San Gimignano, prima di passare rapidamente per Siena, Cecina, Bracciano e Trevignano Romano. Il 28 luglio è sulla Roma Nord-Orvieto. A quel punto, per circa un mese, scompare completamente dai radar, e il 24 agosto torna a Roma. Nel mese di settembre si muove tra il Lazio e l&#8217;Abruzzo. Il 19 e il 22 settembre è a Roma, e il 29 di nuovo a Fiumicino. Nella medesima data viene registrata la sua presenza presso la Vecchia Pineta di Ostia. A ottobre il docente si reca a Bomarzo, per visitare il Sacro Bosco. Da lì scompare di nuovo nel nulla. È all’80% morto come credono i procuratori di Agrigento o il misterioso docente maltese si nasconde da qualche parte? Il mistero continua&#8230;</p>
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		<title>Malta ha un nuovo premier, ma i nodi rimangono irrisolti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/malta-ha-un-nuovo-premier-ma-i-nodi-rimangono-irrisolti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2020 13:19:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="972" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Robert-Abela-primo-ministro-Malta-La-Presse-e1580822360206.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Malta premier" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Robert-Abela-primo-ministro-Malta-La-Presse-e1580822360206.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Robert-Abela-primo-ministro-Malta-La-Presse-e1580822360206-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Robert-Abela-primo-ministro-Malta-La-Presse-e1580822360206-768x389.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Robert-Abela-primo-ministro-Malta-La-Presse-e1580822360206-1024x519.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Malta è cambiato il governo, c&#8217;è adesso un nuovo primo ministro che dallo scorso 13 gennaio ha ufficialmente sostituito l&#8217;uscente Joseph Muscat. Tuttavia, il contesto politico interno al piccolo ma strategico Stato situato nel cuore del Mediterraneo, appare invariato. E questo nonostante gli echi del caso di Dafne Caruana Galizia nei mesi scorsi avevano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/malta-ha-un-nuovo-premier-ma-i-nodi-rimangono-irrisolti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="972" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Robert-Abela-primo-ministro-Malta-La-Presse-e1580822360206.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Malta premier" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Robert-Abela-primo-ministro-Malta-La-Presse-e1580822360206.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Robert-Abela-primo-ministro-Malta-La-Presse-e1580822360206-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Robert-Abela-primo-ministro-Malta-La-Presse-e1580822360206-768x389.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Robert-Abela-primo-ministro-Malta-La-Presse-e1580822360206-1024x519.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A <strong>Malta</strong> è cambiato il governo, c&#8217;è adesso un nuovo primo ministro che dallo scorso 13 gennaio ha ufficialmente sostituito l&#8217;uscente Joseph Muscat. Tuttavia, il contesto politico interno al piccolo ma strategico Stato situato nel cuore del Mediterraneo, appare invariato. E questo nonostante gli echi del caso di <strong>Dafne Caruana Galizia</strong> nei mesi scorsi avevano attivato una società civile che, nelle piazze e sui social, si è riunita per protestare contro la corruzione. Il nuovo premier è Robert Abela, figlio dell&#8217;ex presidente della Repubblica George Abela. A lui è affidato il non facile compito di ridare un minimo di credibilità alla classe politica maltese e, in primo luogo, al suo Partito Laburista.</p>
<h2>Come si è arrivati alla nomina di Robert Abela</h2>
<p>Tutto parte dagli sviluppi della vicenda su Dafne Caruana Galizia, la giornalista maltese uccisa il 16 ottobre 2017 da un ordigno piazzato sotto la propria auto. Dopo due anni di stallo nelle indagini,<a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-come-si-e-arrivati-alluccisione-di-dafne-galizia.html"> le prime svolte sono arrivate nello scorso mese di novembre</a>. L&#8217;arresto di un tassista e le sue confessioni, hanno fatto finalmente vedere uno spiraglio di verità sul barbaro omicidio della cronista che, negli ultimi anni, aveva denunciato diversi casi di corruzione ad alti livelli. Melvin Theuma, questo il nome del tassista, ha confessato di aver fatto da intermediario tra mandanti ed esecutori dell&#8217;agguato. Questi ultimi sono i fratelli Alfred e George Degiorgio e Vince Muscat. Ma il nome più importante fatto da Theuma è quello di Yorgen Fenech, uomo d&#8217;affari con le mani all&#8217;interno di tutti i settori più importanti dell&#8217;economia maltese. A sua volta, lo stesso Fenech ha fatto un nome politicamente più pesante: quello di <strong>Keith Schembri</strong>, capo di gabinetto e braccio destro da anni del premier Joseph Muscat. L&#8217;omicidio della giornalista dunque, sarebbe maturato da ambienti vicini e collegati direttamente al governo.</p>
<p>Da qui le pressioni dei manifestanti scesi in piazza affinché fosse azzerata la classe politica maltese. Tuttavia, il terremoto si è poi rivelato una lieve scossa di assestamento. L&#8217;unico cambiamento infatti, ha riguardato l&#8217;avvicendamento tutto interno al Partito Laburista, la formazione che ha la maggioranza in parlamento. A Malta il meccanismo è molto simile a quello dell&#8217;ex madrepatria inglese: chi è leader del partito di maggioranza diventa anche primo ministro. E così, dopo l&#8217;ondata di proteste successive alle rivelazioni sul caso di Dafne Caruana Galizia, il segretario del Labour <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/muscat-leader-tempo-18-gennaio-malta-avr-altro-premier-1792492.html">Joseph Muscat ha annunciato di dimettersi da capo del partito</a> e dunque anche da premier il 12 gennaio. In quella giornata, la formazione al governo ha scelto il suo successore, <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2020/01/12/news/l_avvocato_robert_abela_eletto_primo_ministro_di_malta-245545638/">eleggendo per l&#8217;appunto Robert Abela</a>. Il giorno dopo quest&#8217;ultimo ha già giurato quale nuovo primo ministro. Ma non si vede alcun cambiamento all&#8217;orizzonte, al contrario a prevalere, come scritto da molti quotidiani locali, è la continuità.</p>
<h2>Sul caso Dafne è calato un nuovo silenzio</h2>
<p>Intanto, sulla vicenda relativa all&#8217;uccisione della giornalista non sono emerse altre novità. Il quadro generale in cui è emerso l&#8217;omicidio appare chiaro: Dafne era arrivata a scoprire alcune truffe poste in essere ai contribuenti maltesi da Fenech, in special modo nella gestione di un&#8217;importante centrale elettrica. Mazzette ma anche scambi di favori a livelli molto alti, con la complicità dello stesso Keith Schembri, potrebbe essere questo lo scenario emerso per coprire il quale si è deciso di assassinare la cronista. Ma su chi ha dato l&#8217;ordine definitivo di attuare l&#8217;agguato e su molti altri dettagli, non sono emerse altre novità. A breve dovrebbe scattare un processo, ma l&#8217;impressione è che il silenzio è tornato ad essere il vero protagonista di queste ultime settimane.</p>
<p>Ed anche a livello politico, al di là dell&#8217;avvicendamento alla guida del governo non ci sono state altre importanti novità che tra novembre e dicembre, quando la gente è scesa in piazza, sembravano essere imminenti. Intanto lo scorso 29 gennaio <a href="https://www.avvenire.it/mondo/pagine/malta-vandali-contro-tomba-daphne-caruana-galizia">ignoti hanno imbrattato la tomba di Dafne</a>, che si è presentata agli occhi dei passanti deturpata dalla presenza di uova e salsa di pomodoro. Un&#8217;azione che ha destato ulteriore commozione tra gli estimatori della giornalista uccisa perché aveva svelato al mondo come la sua isola, specie negli ultimi anni, sia diventata un vero e proprio crocevia di affari illeciti e corruzione.</p>
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		<title>Russiagate, quei progetti di Mifsud finanziati dalla Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russiagate-quei-progetti-di-mifsud-finanziati-dalla-ue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2019 09:22:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joseph Mifsud (Screenshot da YouTube)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Com&#8217;è emerso nelle ultime ore, le spese pazze di Joseph Mifsud, il misterioso docente maltese scomparso nel nulla al centro dello Spygate e della contro-indagine del procuratore Usa John Durham, sono oggetto di un&#8217;indagine della Procura di Agrigento. Il professore è stato presidente del Consorzio Universitario di Agrigento dal 2009 al 2012, e se con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-quei-progetti-di-mifsud-finanziati-dalla-ue.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-quei-progetti-di-mifsud-finanziati-dalla-ue.html">Russiagate, quei progetti di Mifsud finanziati dalla Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joseph Mifsud (Screenshot da YouTube)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Com&#8217;è emerso nelle ultime ore, le spese pazze di <strong>Joseph Mifsud</strong>, il misterioso docente maltese scomparso nel nulla al centro dello Spygate e della contro-indagine del procuratore Usa John Durham, <a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/procura-agrigento-indaga-sulle-spese-pazze-mifsud-1794389.html">sono oggetto</a> di un&#8217;indagine della Procura di Agrigento. Il professore è stato presidente del Consorzio Universitario di Agrigento dal 2009 al 2012, e se con il senno di poi la sua gestione è stata a dir poco controversa, inizialmente la sua figura aveva fatto ben sperare, come <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/mifsud-parla-lex-presidente-provincia-agrigento-dorsi-1780590.html">ha spiegato</a> anche l&#8217;ex presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D&#8217;Orsi in una recente intervista rilasciata a <em>ByoBlu</em>. Mifsud, confessa D&#8217;Orsi, &#8220;aveva dato ad Agrigento una certa speranza. Era una persona brillante, con conoscenze illimitate, e noi volevamo portare la Sicilia nel mondo. Il docente mi fece mettere in contatto con Malta, e stavamo per fare l&#8217;aeroporto grazie a questo. Quella era la parte migliore di lui&#8221;. Nella prima fase, ha sottolineato D&#8217;Orsi, &#8220;Mifsud era una persona che poteva essere stimata; nella seconda parte le dico senza mezzi termini che era un ciarlatano&#8221;.</p>
<p>Nel settembre 2011, il docente maltese, allora presidente del polo universitario, come riporta <a href="http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/progetto-archeomed-firmato-il-contratto-d_avvio.html"><em>Agrigentonotizie.it</em></a> in una notizia risalente a quel periodo, presenta alla stampa un progetto importante, finanziato dall&#8217;Unione europea per circa un milione di euro: si tratta del <em>ArcheoMed: Cultural and Archeological Heritage in the Mediterranean Basin</em>. Un progetto di alto profilo istituzionale, si legge, al quale hanno aderito diverse istituzioni dei Paesi che insistono sul Mediterraneo. &#8220;Grazie alla posizione strategica, ed alla sua naturale propensione verso l’aera del Maghreb, il Polo universitario di Agrigento si è imposto come primo partner all’interno del progetto stesso&#8221;. &#8220;Questo finanziamento che oggi abbiamo ratificato con la firma del contratto – spiegava il presidente dell’ateneo agrigentino Joseph Mifsud &#8211; conferma la crescita costante di questa Istituzione universitaria che non arresta la sua crescita di sviluppo e internazionalizzazione. La posizione privilegiata di primo partner &#8211; osservava &#8211; conferma, ancora una volta, la leadership di <strong>Agrigento</strong> quale centro di eccellenza di iniziative europee che guardano con interesse all’aera geografica che si affaccia sul Mediterraneo&#8221;.</p>
<h2>Quel progetto di Mifsud finanziato dall&#8217;Ue</h2>
<p>Il 19 dicembre 2011, nei locali del Polo Universitario di Agrigento, <a href="https://web.archive.org/web/20191205004955/http://www.uniag.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1351">prende il via</a> la &#8220;due giorni&#8221; di incontri sul progetto Archeomed &#8220;finalizzato alla realizzazione e promozione di una sorta di rete interattiva tra i maggiori siti archeologici del bacino del Mediterraneo&#8221;. &#8220;Il progetto Archeomed costituite uno degli impegni di maggiore prestigio della nostra agenda &#8211; spiegava <strong>Mifsud</strong> &#8211; e si propone di potenziare la capacità attrattiva e di promozione turistico-culturale degli insediamenti archeologici dei Paesi partner anche attraverso la creazione di un network interattivo&#8221;. Partecipano a quelle due prime giornate di incontri: Carmen Gasco Fortea dell&#8217;Associazione Aido (Spagna); Ibrahim Buaemar, della Al Quds university (Palestina); Alhusbani Abdelhakim, Alsaad Ziad e Zgibeh Abdelrahman della Yarmouk University (Giordania); l&#8217;ex ministro <strong>Elisabetta Trenta</strong> della <a href="https://www.difesa.it/Il_Ministro/Documents/TRENTA_CV.pdf">Sudgestaid SrL</a> (Roma); Diego Ciocie della Sudgestaid SrL (Roma).</p>
<p>Incontri a cui partecipa anche Mifsud, il quale sottolinea &#8220;l’importanza che la valorizzazione dei siti archeologici ed il potenziamento dei flussi turistici riveste per lo sviluppo del territorio e per la creazione di nuove opportunità di lavoro: in sintonia anche con i corsi di laurea già operativi presso il Polo agrigentino&#8221;. Da lì in poi, <a href="http://www.uniag.it/download/archeomed/invitoevento.pdf">il progetto prosegue</a>, ma senza il docente maltese perché nel 2013 comincia a sparire e non è più presidente del Polo universitario di Agrigento: al suo posto subentra Maria Immordino.</p>
<p>Se Mifsud fosse davvero una spia russa, come ha dichiarato l&#8217;ex direttore dell&#8217;Fbi <strong>James Comey</strong> e come ha fatto intendere il Procuratore speciale Robert Mueller, un agente al servizio del Cremlino avrebbe preso parte a un progetto finanziato dall&#8217;Unione europea. Il che sarebbe alquanto paradossale per un&#8217;istituzione ossessionata dal tema delle <strong>interferenze russe</strong> e dalle ingerenze di Mosca. Buona parte delle nostre istituzioni sarebbe compromessa. Ma la domanda è: se fosse davvero una spia russa, perché non è mai stato trattato come tale? Perché l&#8217;Fbi non l&#8217;ha arrestato quando ne aveva la possibilità dopo averlo interrogato? L&#8217;altra domanda che sorge spontanea è: come ha gestito Mifsud i fondi dell&#8217;Ue, dato che secondo Giovanni Di Maida, presidente del Cda del polo universitario che ha presentato l&#8217;esposto alla Guardia di Finanza, il docente maltese &#8220;ha lasciato un buco enorme nelle casse del Consorzio e ha creato danni anche all&#8217;organizzazione didattica&#8221;. Di Maida parla di un &#8220;deficit finanziario da 1,5 milioni di euro&#8221;, mentre le spese pazze contestate supererebbero i &#8220;100 mila euro, forse 200 mila euro&#8221;. Mica noccioline.</p>
<h2>Ritrovato passaporto di Joseph Mifsud in Portogallo</h2>
<p>Nel frattempo, come riporta <a href="https://www.buzzfeednews.com/article/albertonardelli/joseph-mifsud-passport"><em>Buzzfeed</em></a>, il passaporto del professore è &#8220;spuntato&#8221; dal nulla in un ufficio oggetti smarriti di un aeroporto del Portogallo. Il documento sarebbe stato trovato dalla polizia portoghese a Madeira il 5 agosto 2017 insieme a un portafoglio, tre mesi prima che il professore maltese sparisse nel nulla. Come spiega <em>Buzzfeed</em>, la polizia portoghese ha spiegato che il passaporto del docente era stato inviato all&#8217;aeroporto dalla cittadina di Câmara de Lobos e che l&#8217;ambasciata maltese è stata informata una volta scaduto il periodo disponibile per andare a reclamare gli oggetti smarriti.</p>
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