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	<title>Macedonia del Nord Archives - InsideOver</title>
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	<title>Macedonia del Nord Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il Tap anima il grande gioco del gas tra la Grecia e i Balcani</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-tap-anima-il-grande-gioco-del-gas-tra-la-grecia-e-i-balcani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2021 11:58:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Tap]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1365" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Valvola_Terminale-di-ricezione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Valvola_Terminale-di-ricezione.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Valvola_Terminale-di-ricezione-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Valvola_Terminale-di-ricezione-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Valvola_Terminale-di-ricezione-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Valvola_Terminale-di-ricezione-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Il completamento e l&#8217;avvio delle attività del Tap che ha completato la nuova rotta da 3.400 km che porta il gas azero pescato nel Mar Caspio fino alle sponde adriatiche italiane ha, come succede nel caso di grandi opere del genere, prodotto rilevanti conseguenze geopolitiche. I Balcani hanno, gradualmente, sostituito l&#8217;area del Mediterraneo orientale come principale area di salienza della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-tap-anima-il-grande-gioco-del-gas-tra-la-grecia-e-i-balcani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-tap-anima-il-grande-gioco-del-gas-tra-la-grecia-e-i-balcani.html">Il Tap anima il grande gioco del gas tra la Grecia e i Balcani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1365" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Valvola_Terminale-di-ricezione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Valvola_Terminale-di-ricezione.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Valvola_Terminale-di-ricezione-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Valvola_Terminale-di-ricezione-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Valvola_Terminale-di-ricezione-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Valvola_Terminale-di-ricezione-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><p>Il completamento e l&#8217;avvio delle attività del <strong>Tap </strong>che ha completato la nuova rotta da 3.400 km che porta il gas azero pescato nel <strong>Mar Caspio </strong>fino alle sponde adriatiche italiane ha, come succede nel caso di grandi opere del genere, prodotto rilevanti conseguenze geopolitiche. I Balcani hanno, gradualmente, sostituito l&#8217;area del <strong>Mediterraneo orientale</strong> come principale area di salienza della competizione strategico-politica per la definizione delle nuove rotte dell&#8217;oro blu.</p>
<p>Nel mondo delle alleanze a geometria variabile, anche nel contesto della partita euromediterranea del gas che anima i Balcani entrano aspettative convergenti ma di diversa provenienza. Ha un ruolo sicuramente la volontà dei piccoli e medi Paesi della regione di conquistarsi un posto al sole come hub energetici,<a href="https://it.insideover.com/economia/serbia-e-bulgaria-costruiscono-il-nuovo-hub-energetico-dei-balcani.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> come dimostra l&#8217;attivismo di <strong>Serbia e Bulgaria</strong>;</a> gioca un&#8217;influenza rilevante la <em>path dependecy </em>legata, strutturalmente, alle opportunità che un nuovo gasdotto come Tap, a cascata, genera per i territori che attraversa e per i Paesi limitrofi; vi si insinuano le aspettative degli Stati Uniti, desiderosi di completare l&#8217;assalto al dominio energetico russo riguardante le esportazioni verso l&#8217;Europa; completano il quadro le dinamiche industriali di gruppi strategici come <strong>Snam</strong>, attivissima nella costruzione delle reti energetiche del futuro, che portano Paesi come l&#8217;Italia, per correlazione diretta, a interessarsi della questione.</p>
<p>Un Paese sta assumendo, in quest&#8217;ottica, il ruolo di perno balcanico e mediterraneo della nuova partita del gas, la <strong>Grecia</strong>. Di fronte alla possibilità di rallentamenti sul percorso di EastMed, <a href="https://it.finance.yahoo.com/notizie/igi-poseidon-edison-depa-firma-140814850.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sempre soggetto alla rivalità geostrategica tra il fronte greco-israeliano-cipriota e la Turchia</a>, Atene non vuole mancare di partecipare alla nuova partita balcanica aperta dal Tap, che la attraversa dalla cittadina di Kipoi, in Tracia, fino al confine albanese passando per <strong>Salonicco</strong>. Il Tap e il suo rivale/complementare <strong>TurkStream </strong>produrranno negli anni a venire una corsa all&#8217;ammodernamento infrastrutturale della regione a cui la Grecia vuole partecipare inserendo nella partita il terminale di stoccaggio e rigassificazione (Fsru) del gas naturale liquefatto di Alexandroupolis, a quaranta chilometri dal confine turco, in via di progettazione.</p>
<p><a href="https://www.naturalgasworld.com/gastrade-86975">Il piano Fsru prevede</a> la costruzione di un terminal di rigassificazione capace di stoccare 170mila metri cubi di gas naturale a circa 17 km dalle coste della città e di creare in seguito una struttura di distribuzione che, attraverso una conduttura di 28 km, connetta Alexandropoulis alle reti greche ed europee.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-313138" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/tap-tanap-IO-1024x484.png" alt="" width="1024" height="484" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/tap-tanap-IO-1024x484.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/tap-tanap-IO-300x142.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/tap-tanap-IO-768x363.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/tap-tanap-IO-1536x726.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/tap-tanap-IO-2048x967.png 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il prospettato avvio del progetto ha animato il contesto energetico greco. Notizia recente è la firma di un accordo tra i due players greco e macedone dell’energia,<strong> Damco Energy Sa e Ad Esm, </strong>per una collaborazione volta ad estendere a Skopje la possibilità di sfruttare il terminal di Aleandroupolis. <a href="https://balkangreenenergynews.com/north-macedonia-securing-gas-electricity-supply-amid-coal-phaseout/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alla presenza del premier macedone Zoran Zaev, Skopje </a>è stata teatro della conclusione dell&#8217;accordo tra i due gruppi per avviare congiuntamente la società Electricity Generation Alexandroupolis SA, che Ad parteciperà al 25%. Questo progetto apre la possibilità di leggere la partita in forma sistemica: Damco presto entrerà col 10% del capitale in <strong>Senfluga, </strong>il consorzio guidato al 60% da Snam che controlla il 66% del capitale dell&#8217;operatore greco Desfa, centrale per la sua gestione del terminal di Revithoussa e al cui interno partecipano due altri attori fondamentali, la belga Fluxys e la spagnola Enagas. Azionisti che, assieme alla società italiana specializzata in rete gas, ritroviamo in Tap, per una quota che complessivamente supera la maggioranza assoluta: <strong>Sap </strong>detiene il 20%, Fluxys il 16%, Enagas il 16%.</p>
<p>Non dimentichiamo, poi, che il terminal greco di gas naturale è partecipato al 20% dalla compagnia bulgara <strong>Bulgartranzgas, </strong>attivissima nel creare nuove sinergie energetiche tra Mar Nero e Balcani.</p>
<p>Quindi questo nuovo progetto greco-macedone,<a href="https://formiche.net/2021/04/alexandroupolis-gas-balcani/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> nota <em>Formiche,</em></a> &#8220;ha il pregio di supportare e integrare le altre infrastrutture chiave del gas esistenti o pianificati nella regione come l’<strong>interconnector Grecia-Bulgaria</strong> (Igb), l’interconnector Grecia-Macedonia del Nord, TAP, l’interconnector Bulgaria-Serbia (Ibs) e il terminale Gnl di <strong>Revithoussa</strong>&#8220;. Destinati ad essere uniti in un polo &#8220;di sistema&#8221; in cui, per la prima volta, Paesi produttori, Paesi di transito e industrie strategiche di taglia europea si muovono per creare degli hub in cui non è solo il gas di un singolo Paese, la Russia (che comunque non manca di esser presente via TurkStream) ad essere commercializzato. La prospettiva è quella di una crescita delle interconnessioni e delle opportunità di fornitura offerte al continente europeo, su cui anche attori esterni come gli <strong>Stati Uniti </strong>e, in prospettiva, il Qatar potranno mettere gli occhi sfruttando il rinnovato dinamismo greco sul Gnl. Valorizzando <strong>Atene </strong>come attore resiliente e resistente nella partita euro-mediterranea e balcanica del gas: <a href="https://it.insideover.com/ambiente/sviluppo-e-ecologia-cosi-il-tap-preserva-i-simboli-della-puglia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ponte di transito per Tap</a>, porta del Gnl e oggetto di attenti investimenti dalle principali compagnie, la Grecia si unirebbe a Bulgaria e Serbia come protagonista regionale. In attesa di capire se con EastMed il nuovo ruolo geopolitico di Atene sarà definitivamente consacrato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-tap-anima-il-grande-gioco-del-gas-tra-la-grecia-e-i-balcani.html">Il Tap anima il grande gioco del gas tra la Grecia e i Balcani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La rivoluzione di Biden per i Balcani occidentali</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-rivoluzione-di-biden-per-i-balcani-occidentali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2021 15:47:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11003361_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="biden balcani occidentali" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11003361_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11003361_large-300x204.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11003361_large-1024x697.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11003361_large-768x523.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11003361_large-1536x1045.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11003361_large-2048x1394.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Joe Biden ha foggiato il proprio curriculum tra Balcani e spazio postsovietico, contribuendo in maniera significativa all&#8217;elaborazione di una politica per la Jugoslavia ai tempi dell&#8217;amministrazione Clinton, ed è un profondo conoscitore delle dinamiche che hanno luogo da Tirana a Minsk. Non sorprende, alla luce della formazione e della weltanschauung del nuovo inquilino della Casa Bianca, che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-rivoluzione-di-biden-per-i-balcani-occidentali.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-rivoluzione-di-biden-per-i-balcani-occidentali.html">La rivoluzione di Biden per i Balcani occidentali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1307" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11003361_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="biden balcani occidentali" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11003361_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11003361_large-300x204.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11003361_large-1024x697.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11003361_large-768x523.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11003361_large-1536x1045.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11003361_large-2048x1394.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Joe Biden</a> ha foggiato il proprio curriculum tra Balcani e spazio postsovietico, <a href="https://it.insideover.com/politica/tutte-le-guerre-di-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">contribuendo</a> in maniera significativa all&#8217;elaborazione di una politica per la <strong>Jugoslavia</strong> ai tempi dell&#8217;amministrazione Clinton, ed è un profondo conoscitore delle dinamiche che hanno luogo da Tirana a Minsk. <span style="font-size: 1rem;">Non sorprende, alla luce della formazione e della <em>weltanschauung</em> del nuovo inquilino della Casa Bianca, che lo scettro del Dipartimento di Stato sia andato ad<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/ecco-chi-e-antony-blinken.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Antony Blinken</a>, cultore dell&#8217;Europa postcomunista e <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-nella-visione-di-antony-blinken.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">autore del piano d&#8217;azione</a> per l&#8217;Ucraina ai tempi di Euromaidan.</span></p>
<p>La squadra di Biden, in sostanza, non soltanto dedicherà maggiore attenzione al teatro balcanico rispetto all&#8217;amministrazione Trump, inquadrandolo nell&#8217;ottica del confronto con la <strong>Russia</strong> (e con la <strong>Cina</strong>), ma adotterà un approccio radicalmente differente: europeismo in luogo dell&#8217;unilateralismo competitivo, ritorno ai vecchi schemi anziché predilezione per l&#8217;innovazione.</p>
<h2>L&#8217;Ue è pronta ad allargarsi?</h2>
<p>Cambiano le presidenze e variano gli strumenti, ma gli obiettivi restano immutati. Nel caso in questione si tratta del possibile approccio che Biden potrebbe adottare nei confronti dell&#8217;<strong>Unione europea</strong>: <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-e-la-rottura-atlantica.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">competizione antagonistica</a> con l&#8217;asse franco-tedesco, allo stesso modo di Trump, ma fine del supporto all&#8217;euroscetticismo a favore dei processi di allargamento nei Balcani occidentali e <a href="https://it.insideover.com/politica/lucraina-vuole-accelerare-lingresso-nella-nato-e-nellue.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nell&#8217;Est inoltrato</a> in funzione di contenimento antirusso e antiserbo.</p>
<p>Sembrano lontani tempi in cui <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Emmanuel Macron</a>, andando contro ai voleri dell&#8217;alleato tedesco, <a href="https://it.insideover.com/politica/le-ragioni-francesi-del-no-ad-albania-e-macedonia-del-nord-nellue.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">poneva il veto</a> sulla prosecuzione dei negoziati d&#8217;adesione di <strong>Albania</strong> e <strong>Macedonia del Nord</strong>. Oggi, a quasi due mesi dall&#8217;insediamento ufficiale di Biden alla Casa Bianca, l&#8217;accoglimento sembra aver preso posto della diffidenza e tutto sembra essere pronto per il tanto atteso momento dell&#8217;allargamento dell&#8217;Ue – a otto anni dall&#8217;ultimo ingresso, quello di Zagabria.</p>
<p>Il 5 marzo, invero, nove stati membri <a href="https://www.euractiv.com/section/enlargement/news/bring-western-balkans-back-on-the-agenda-urge-nine-eu-member-states/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">hanno inoltrato </a>una lettera aperta all&#8217;indirizzo di <strong>Josep Borrell</strong>, l&#8217;Alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, avente come oggetto la ripresa delle trattative con Tirana e Skopje. Il documento, reso pubblico soltanto alcuni giorni dopo l&#8217;invio, reca la firma dei ministri degli esteri di <strong>Irlanda</strong> e gran parte di Mitteleuropa (<strong>Austria</strong>, <strong>Germania</strong>, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia) e Balcani (Croazia, Grecia, <strong>Romania</strong>) e fa appello a Borrell affinché venga dato &#8220;uno sguardo strategico ai Balcani occidentali&#8221; durante il prossimo vertice dei capi della diplomazia del 27, programmato per il mese di aprile.</p>
<p>I firmatari dichiarano, all&#8217;unanimità, che i Paesi della regione sono pronti all&#8217;ingresso perché &#8220;molto è cambiato&#8221; da agosto di due anni or sono – data dell&#8217;ultima discussione ufficiale in merito all&#8217;allargamento – ad oggi. Le nazioni più prossime all&#8217;entrata, per ragioni di longevità del tavolo negoziale e stato di avanzamento delle riforme, sono l&#8217;<strong>Albania</strong> e la <strong>Macedonia del</strong> <strong>Nord</strong>. Su quest&#8217;ultima grava l&#8217;incognita <strong>Bulgaria</strong> e su entrambe aleggiano simultaneamente lo spettro del &#8220;<em>no</em>&#8221; francese – l&#8217;opinione pubblica d&#8217;Oltralpe vede con scetticismo il libero movimento di albanesi e nordmacedoni e Macron, alla ricerca di un secondo mandato, terrà conto di ciò nei propri calcoli – e il fattore Biden.</p>
<h2>Cos&#8217;è cambiato da due anni a questa parte?</h2>
<p>Nella lettera aperta a Borrell si afferma che &#8220;molto è cambiato&#8221; negli ultimi due anni. In effetti, è vero: due anni or sono alla Casa Bianca v&#8217;era un euroscettico, favorevole ad una politica basata sul <em>divide et impera</em> in Europa e ad un unilateralismo competitivo ma comunque improntato alla stabilizzazione – <a href="https://it.insideover.com/politica/serbia-e-kosovo-verso-la-pace.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come palesato</a> dagli accordi di normalizzazione parziale tra Pristina e Belgrado –, oggi si trova invece Biden.</p>
<p>Le parole d’ordine della presidenza Trump erano state &#8220;pacificazione&#8221; nei Balcani occidentali e “contenimento” (della <strong>Cina</strong>) nei Balcani orientali, come dimostrato il <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-teatro-di-scontro-fra-stati-uniti-e-cina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">caso della centrale nucleare</a> di Cernavoda. Biden, diversamente dal predecessore, potrebbe sacrificare la pacificazione sull’altare dell’internazionalismo liberale di cui è paladino ma, similmente a lui, potrebbe e dovrebbe proseguire lo scontro egemonico con Pechino e<a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-strategia-della-romania-per-dominare-il-mar-nero.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> approfondire </a>l&#8217;impronta americana a Bucarest.</p>
<p>Perché la lettera del 5 marzo potrebbe essere la manifestazione dell&#8217;<strong>effetto Biden</strong> è spiegabile attraverso i trascorsi politici del presidente – il supporto al fronte antiserbo durante le guerre jugoslave – e le sue simpatie verso le comunità albanese, kosovara e bosgnacca (<strong>non</strong> serbo-bosniaca); comunità che, tra l&#8217;altro, in occasione delle presidenziali di novembre<a href="https://it.insideover.com/politica/come-cambia-la-politica-estera-americana-nei-balcani-con-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> si erano mobilitate</a> in massa per il Partito Democratico.</p>
<p>L&#8217;allora candidato democratico, per vincere il supporto di soprascritte diaspore, aveva scritto e rivolto loro due lettere aperte – “La visione di Joe Biden per le relazioni dell’America con la Bosnia ed Erzegovina” e “La visione di Joe Biden per le relazioni degli Stati Uniti con l’Albania e il Kosovo” –, rammentandogli di essere un “amico comprovato”, aver “fermato la campagna brutale di genocidio di <strong>Slobodan Milosevic</strong>” e promettendogli “lo sviluppo congiunto di una strategia per ancorare i Balcani occidentali alle istituzioni euroatlantiche”, ossia Ue e <strong>Nato</strong>.</p>
<p>Curiosamente, ma non sorprendentemente, il recupero dal dimenticatoio del fascicolo Balcani giunge a pochi mesi di distanza dal cambio ai vertici della Casa Bianca, nonché dalla scrittura di quelle due lettere aperte esplicative e magniloquenti, e, siccome nel mondo della politica nulla è frutto del caso, ciò non può che avere un&#8217;unica chiave di lettura: è l&#8217;effetto Biden.</p>
<h2>Cosa potrebbe fare Biden?</h2>
<p>Il contenuto delle lettere è il punto di partenza ideale per capire che tipo di politica estera adotterà Biden nei Balcani. Mentre Trump ha focalizzato gli sforzi sul contenimento della Cina e sul<a href="https://it.insideover.com/politica/come-e-perche-sta-aumentando-il-peso-della-polonia-nella-nato.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> rafforzamento</a> della periferia orientale dell’Alleanza Atlantica, dedicando meno attenzione alle cosiddette “autocrazie” che Biden<a href="https://it.insideover.com/politica/joe-biden-e-il-futuro-della-rivoluzione-populista.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> ha promesso</a> di combattere, l’ex vicepresidente di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-barack-obama.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Barack Obama</a> sposterebbe il focus sulla difesa degli interessi di Tirana (e Pristina), sul dialogo preferenziale con le forze politiche ritenute democratiche e sul contrasto alle agende regionali di Mosca, Pechino e (forse) Ankara.</p>
<p>In breve, Biden, anche alla luce dei suoi <a href="https://it.insideover.com/politica/tutte-le-guerre-di-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">trascorsi politici</a> e delle sue convinzioni ideologiche, potrebbe aumentare le pressioni su Belgrado e Banja Luka in chiave antirussa per ricambiare il supporto elettorale ricevuto. Concretamente parlando, la nuova presidenza potrebbe rafforzare in maniera concomitante e simultanea la Nato tanto ad Est che a Sud-Est, ossia nei Balcani; un fatto, però, che potrebbe produrre degli effetti perversi, vanificando gli sforzi di Trump di allontanare Belgrado da Mosca e riaccendendo le animosità interetniche.</p>
<p>Ultimo, ma non meno importante, è possibile e probabile che Biden tenterà di ridurre l’influenza russa sull’Entità serba di Bosnia (<em>Republika Srpska</em>) nell’unica maniera possibile: <a href="https://it.insideover.com/politica/la-bosnia-e-il-nuovo-teatro-di-scontro-tra-occidente-e-russia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il superamento degli accordi di Dayton </a>e la riscrittura della costituzione. A questo proposito è fondamentale ricordare un intervento dello scorso agosto di <strong>Eric George Nelson</strong>, il nuovo ambasciatore degli Stati Uniti a Sarajevo, inerente la possibilità di riformare la costituzione bosniaca e i soprascritti accordi quale modo per far uscire il Paese dallo stallo geopolitico e permetterne l’accesso all’Alleanza Atlantica.</p>
<p>Qualsiasi cosa intenderà fare Biden nei Balcani, in particolare quelli occidentali, potrà godere dell’importante lascito proveniente dal predecessore e di un passato recente dal quale attingere; la rete di alleanze politiche e di appoggi sotterranei costruita da Washington durante l’era Clinton, infatti, è ancora in piedi ed è in attesa di essere riattivata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-rivoluzione-di-biden-per-i-balcani-occidentali.html">La rivoluzione di Biden per i Balcani occidentali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Lo scisma ortodosso rischia di travolgere la Serbia</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/lo-scisma-ortodosso-rischia-di-travolgere-la-serbia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 13:48:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa ortodossa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="984" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Porteste-Chiesa-ortodossa-in-Serbia-La-Presse-scaled-e1600955307831.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste Chiesa ortodossa in Serbia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Porteste-Chiesa-ortodossa-in-Serbia-La-Presse-scaled-e1600955307831.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Porteste-Chiesa-ortodossa-in-Serbia-La-Presse-scaled-e1600955307831-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Porteste-Chiesa-ortodossa-in-Serbia-La-Presse-scaled-e1600955307831-1024x525.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Porteste-Chiesa-ortodossa-in-Serbia-La-Presse-scaled-e1600955307831-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Porteste-Chiesa-ortodossa-in-Serbia-La-Presse-scaled-e1600955307831-1536x787.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Porteste-Chiesa-ortodossa-in-Serbia-La-Presse-scaled-e1600955307831-2048x1050.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Russia non è l&#8217;unico Paese che sta venendo colpito dallo scisma intra-ortodosso; le richieste di autocefalia indirizzate al patriarcato di Costantinopoli si sono allargate dall&#8217;Ucraina ai Balcani e, adesso, nel mirino dell&#8217;agenda geo-religiosa dell&#8217;asse Washington-Bruxelles per la cristianità orientale è finita la chiesa ortodossa serba. La richiesta a Bartolomeo Bartolomeo I, patriarca ecumenico di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/lo-scisma-ortodosso-rischia-di-travolgere-la-serbia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/lo-scisma-ortodosso-rischia-di-travolgere-la-serbia.html">Lo scisma ortodosso rischia di travolgere la Serbia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="984" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Porteste-Chiesa-ortodossa-in-Serbia-La-Presse-scaled-e1600955307831.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste Chiesa ortodossa in Serbia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Porteste-Chiesa-ortodossa-in-Serbia-La-Presse-scaled-e1600955307831.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Porteste-Chiesa-ortodossa-in-Serbia-La-Presse-scaled-e1600955307831-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Porteste-Chiesa-ortodossa-in-Serbia-La-Presse-scaled-e1600955307831-1024x525.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Porteste-Chiesa-ortodossa-in-Serbia-La-Presse-scaled-e1600955307831-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Porteste-Chiesa-ortodossa-in-Serbia-La-Presse-scaled-e1600955307831-1536x787.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Porteste-Chiesa-ortodossa-in-Serbia-La-Presse-scaled-e1600955307831-2048x1050.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La Russia non è l&#8217;unico Paese che sta venendo colpito dallo<a href="https://it.insideover.com/religioni/come-la-frammentazione-dellortodossia-riscrive-nuovi-equilibri-di-potere.html"> scisma intra-ortodosso</a>; le richieste di autocefalia indirizzate al patriarcato di Costantinopoli <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-chiesa-ortodossa-in-frantumi.html">si sono allargate dall&#8217;Ucraina ai Balcani</a> e, adesso, nel mirino dell&#8217;agenda geo-religiosa dell&#8217;asse Washington-Bruxelles per la cristianità orientale è finita la chiesa ortodossa serba.</p>
<h2>La richiesta a Bartolomeo</h2>
<p>Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli e <em>primus inter pares</em> della cristianità ortodossa, il 21 e il 22 settembre <a href="https://balkaninsight.com/2020/09/23/north-macedonia-leaders-renew-campaign-for-churchs-independence/">ha ricevuto due lettere</a> provenienti da Skopje, la capitale della Macedonia del Nord.</p>
<p>Le missive sono state scritte, rispettivamente, dal presidente Stevo Pendarovski e dal primo ministro Zoran Zaev e hanno avuto come oggetto lo stesso tema: la<strong> concessione di autocefalia alla Chiesa ortodossa macedone</strong>, il cui status è disputato sin dal 1967, anno in cui la gerarchia ecclesiastica nazionale ha proclamato in via unilaterale l&#8217;indipendenza da Belgrado, ma senza ottenere il riconoscimento da Costantinopoli.</p>
<p>Dal 1967 al 2020, però, sono cambiate molte cose: il clima internazionale è radicalmente diverso, i Balcani sono fuoriusciti quasi completamente dalla sfera d&#8217;influenza russa, e il patriarcato di Costantinopoli è più vicino che mai all&#8217;asse occidentale, come ha dimostrato l&#8217;11 ottobre 2018 in occasione del Santo Sinodo in cui alla neonata chiesa ortodossa ucraina è stato concesso il tomo di autocefalia, segnando l&#8217;inizio dello scisma.</p>
<p>Pendarovski e Zaev, nella piena consapevolezza che il processo di occidentalizzazione a cui ha aderito la repubblica balcanica nel dopo-Iugoslavia, consacrato dalla<a href="https://it.insideover.com/politica/macedonia-nato-febbraio.html"> recente entrata nell&#8217;Alleanza Atlantica</a>, passa anche dall&#8217;emancipazione dall&#8217;influenza culturale e religiosa esercitata sui fedeli ortodossi da Belgrado (e quindi da Mosca) per mezzo dell&#8217;istituzione-chiesa.</p>
<p>Nella missiva di Zaev si può leggere che &#8220;chiediamo di essere liberi, a livello ecclesiastico, all&#8217;interno dei confini del nostro Paese&#8221;, un riferimento al fatto che  la proclamazione unilaterale di indipendenza della chiesa ortodossa macedone continui ad avere, <em>de facto</em>, un valore nullo. La lettera si conclude con toni ottimistici, perché Zaev è convinto che Bartolomeo arriverà a concedere il tomo di autocefalia &#8220;con una benedizione e per mezzo di una decisione scritta&#8221;.</p>
<h2>Cosa succederà?</h2>
<p>Zaev aveva chiesto a Bartolomeo di analizzare il dossier macedone una prima volta nel 2018, all&#8217;indomani dell&#8217;apertura dello scisma, ma all&#8217;epoca aveva ricevuto un netto e categorico rifiuto: la richiesta di Skopje non poteva essere accolta perché ritenuta non comparabile a quella ucraina, la disputa sullo status di autonomia e/o eventuale autocefalia andava risolta con Belgrado.</p>
<p>La posizione della chiesa ortodossa serba, però, è la stessa dagli anni &#8217;60 ed è inamovibile: autonomia all&#8217;interno della giurisdizione di Belgrado, ma nessuna autocefalia. La concessione di quest&#8217;ultima, infatti, implicherebbe indipendenza e, quindi, un possibile <strong>effetto domino in Montenegro</strong>, dove esistono due chiese ortodosse <span style="font-size: 1rem;">in concorrenza tra loro. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">La prima, quella a cui aderisce la stragrande maggioranza della popolazione e che risponde a Belgrado, è stata recentemente protagonista di una</span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://it.insideover.com/politica/montenegro-e-guerra-alla-chiesa-ortodossa-serba.html"> lunga stagione di mobilitazione popolare</a><span style="font-size: 1rem;"> contro l’agenda anticlericale dell’autocrate Milo Dukanovic. La seconda, non riconosciuta e con uno scarso seguito popolare, è nata nel 1993 ed è stata storicamente </span><strong style="font-size: 1rem;">filogovernativa</strong><span style="font-size: 1rem;"> e antiserba; ed è proprio quest’ultima che sta tentando di approfittare dello scisma per ottenere riconoscimento da Costantinopoli.</span></p>
<p>Come ricorda<em> Balkan Insight</em>, però, la differenza tra Macedonia del Nord e Montenegro è sostanziale: &#8220;La chiesa serba continua ad avere il comando del terreno in Montenegro, mentre in Macedonia del Nord la chiesa ortodossa macedone è di gran lunga la comunità religiosa più grande e gode del più assoluto supporto della politica&#8221;.</p>
<p>In breve: mentre la chiesa macedone gode di un vasto grado di <strong>autonomia effettiva</strong>, con o senza il riconoscimento di Costantinopoli e Belgrado, la chiesa montenegrina alternativa continua ad avere un seguito popolare scarso e non potrebbe esistere senza il sostegno della classe politica filo-occidentale, di cui è espressione e della quale difende gli interessi, ragion per cui il tomo di autocefalia sarebbe più utile a quest&#8217;ultima, poiché le conferirebbe un&#8217;aura di legittimità e autorità che non possiede.</p>
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		<title>L&#8217;Europa in piena crisi vuole allargarsi a Est</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/leuropa-in-piena-crisi-vuole-allargarsi-a-est.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 15:33:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1245" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Macedonia-del-Nord-proteste-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Macedonia del Nord proteste" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Macedonia-del-Nord-proteste-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Macedonia-del-Nord-proteste-La-Presse-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Macedonia-del-Nord-proteste-La-Presse-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Macedonia-del-Nord-proteste-La-Presse-1024x664.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Unione Europea, segnata dalla pandemia di coronavirus che sta flagellando diversi Stati membri, torna ad aprire la porta d&#8217;ingresso ad Albania e Macedonia del Nord. I colloqui d&#8217;accesso delle due nazioni balcaniche avevano subito una brusca interruzione nel mese di ottobre quando alcuni Paesi, capeggiati dalla Francia del presidente Emmanuel Macron e dall&#8217;Olanda del premier &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/leuropa-in-piena-crisi-vuole-allargarsi-a-est.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1245" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Macedonia-del-Nord-proteste-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Macedonia del Nord proteste" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Macedonia-del-Nord-proteste-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Macedonia-del-Nord-proteste-La-Presse-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Macedonia-del-Nord-proteste-La-Presse-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Macedonia-del-Nord-proteste-La-Presse-1024x664.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;Unione Europea, segnata dalla pandemia di coronavirus che sta flagellando diversi Stati membri, torna ad aprire la porta d&#8217;ingresso ad <strong>Albania </strong>e <strong>Macedonia del Nord</strong>. I colloqui d&#8217;accesso delle due nazioni balcaniche avevano subito una brusca interruzione nel mese di ottobre quando alcuni Paesi, capeggiati dalla Francia del presidente Emmanuel Macron e dall&#8217;Olanda del premier Mark Rutte, avevano imposto un deciso <strong>stop alle trattative</strong>. Parigi ed Amsterdam avevano preteso un maggiore impegno da parte di Tirana e Skopje per quanto concerne la lotta alla corruzione ed avevano espresso preoccupazione per l&#8217;ammissione di nuovi membri nell&#8217;Unione in una fase delicata e segnata dalla Brexit. Parigi ha <a href="https://www.reuters.com/article/us-eu-balkans/eu-moves-to-start-membership-talks-with-albania-north-macedonia-idUSKBN21A1AA">preteso</a>, prima di dare luce verde ai colloqui preliminari, che la Commissione Europea riformasse le modalità di accesso dei nuovi Stati membri. La Commissione avrà meno voce in capitolo durante il processo e sarà dato maggiore spazio ai pareri dei Paesi che già fanno parte dell&#8217;Unione Europea.</p>
<h2>Un processo lento</h2>
<p><strong>L&#8217;apertura di Bruxelles</strong> ad Albania e Macedonia del Nord non è destinata a produrre effetti immediati: la decisione dovrà  essere prima<a href="https://www.euractiv.com/section/enlargement/news/eu-moves-to-start-membership-talks-with-north-macedonia-albania/"> approvata</a> dal Consiglio degli Affari Generali nella giornata del 24 marzo mentre il giorno dopo saranno i Capi di Stato o di governo degli Stati a dare il loro assenso. Questi due passaggi dovrebbero ridursi ad una mera formalità e la luce verde dovrebbe essere garantita. Le fasi successive potrebbero invece causare una dilatazione delle tempistiche: la <strong>Commissione europea</strong> dovrà preparare una bozza di struttura delle negoziazioni e quest&#8217;ultima dovrà ricevere l&#8217;approvazione del Consiglio Europeo, che potrà esprimersi senza dover rispettare una precisa scadenza temporale. C&#8217;è il rischio che l&#8217;intera procedura possa arenarsi e che l&#8217;apertura a Tirana e Skopje possa ridursi ad una mera operazione volta a mostrare la capacità di reazione e di compattezza di Bruxelles anche in momenti di grave crisi. Una vera e propria operazione cosmetica fatte sulla pelle di due nazioni dalle tendenze europeiste.</p>
<h2>Ma l&#8217;Europa ci sarà ancora?</h2>
<p>Non è chiaro se l&#8217;Unione Europea sarà ancora in piedi una volta superata la pandemia di Covid-19. La capacità di Bruxelles di <strong>coordinare</strong> le politiche sanitarie e di fornire supporto economico agli Stati Membri in difficoltà si rivelerà vitale per il futuro dell&#8217;Unione. La stessa sopravvivenza del Trattato di Schengen pare a rischio. Dato che le basi dell&#8217;Unione mostrano crepe pericolose sembra difficile che Bruxelles possa accogliere nuovi membri in futuro.</p>
<p>Albania e Macedonia del Nord potrebbero così restare per molto tempo ai cancelli di partenza in attesa di un segnale che non arriva mai. <a href="https://balkaninsight.com/2020/03/02/commission-reports-raise-eu-hopes-in-albania-north-macedonia/">Gli esecutivi</a> delle due nazioni, peraltro, hanno profuso particolare impegno, secondo la Commissione Europea, nel migliorare la propria situazione. Per quanto riguarda Tirana sono stati lodati i progressi fatti nella riforma del sistema giudiziario e nella lotta alla corruzione mentre Skopje ha ricevuto i complimenti per aver rafforzato l&#8217;indipendenza del settore giudiziario.<strong> La frustrazione</strong> delle aspirazioni europeiste di Abania e Macedonia del Nord potrebbe dunque destabilizzare i due Paesi, con gravi conseguenze in politica interna ed impedire a Bruxelles di estendere e consolidare la propria influenza sui Balcani meridionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/leuropa-in-piena-crisi-vuole-allargarsi-a-est.html">L&#8217;Europa in piena crisi vuole allargarsi a Est</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nuovi spiragli di ingresso dei Balcani nell&#8217;Unione europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-nuovi-spiragli-di-ingresso-nellunione-europea-dei-balcani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2020 14:12:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=255176</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1164" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Balcani-La-Presse-e1577119564152.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Balcani area balcanica" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Balcani-La-Presse-e1577119564152.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Balcani-La-Presse-e1577119564152-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Balcani-La-Presse-e1577119564152-768x465.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Balcani-La-Presse-e1577119564152-1024x621.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo che l&#8217;anno scorso il processo di adesione all&#8217;Unione europea per Albania e Macedonia del Nord venne fermato soprattutto per le volontà del presidente francese Emmanuel Macron, il 2020 potrebbe segnare un punto di svolta per Skopje e Tirana. Come riportato da Ekathimerini, nella giornata di venerdì il presidente del consiglio europeo Charles Michel si sarebbe confrontato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-nuovi-spiragli-di-ingresso-nellunione-europea-dei-balcani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-nuovi-spiragli-di-ingresso-nellunione-europea-dei-balcani.html">Nuovi spiragli di ingresso dei Balcani nell&#8217;Unione europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1164" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Balcani-La-Presse-e1577119564152.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Balcani area balcanica" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Balcani-La-Presse-e1577119564152.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Balcani-La-Presse-e1577119564152-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Balcani-La-Presse-e1577119564152-768x465.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Bandiere-Balcani-La-Presse-e1577119564152-1024x621.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo che l&#8217;anno scorso il processo di adesione all&#8217;Unione europea per Albania e Macedonia del Nord venne fermato soprattutto per le volontà del presidente francese Emmanuel Macron, il 2020 potrebbe segnare un punto di svolta per Skopje e Tirana. Come riportato da <a href="http://www.ekathimerini.com/248860/article/ekathimerini/news/eu-plans-intensive-talks-on-future-enlargement-procedure"><em>Ekathimerini,</em> </a>nella giornata di venerdì il presidente del consiglio europeo <strong>Charles Michel</strong> si sarebbe confrontato con <strong>Edi Rama</strong>, presidente dell&#8217;Albania, nella capitale del Paese. A seguito del confronto, lo stesso Michel avrebbe ribadito le volontà dell&#8217;Europa di accogliere Tirana al suo interno, sottolineando i grandi sforzi compiuti negli ultimi anni dalla popolazione albanese. Analogo discorso è stato quindi esteso anche alla vicina Macedonia del Nord durante l&#8217;incontro avvenuto lo stesso giorno a Skopje, Paese che lo scorso anno ha visto bloccata l&#8217;adesione con le stesse motivazioni &#8211; o meglio, paure &#8211; addotte per l&#8217;Albania.</p>
<h3>&#8220;Il futuro dei Balcani occidentali dovrebbe essere l&#8217;Europa&#8221;</h3>
<p>La frase pronunciata dal presidente del Consiglio europeo ha un duplice interpretazione. Mentre da un lato sottolinea la necessità &#8211; che discende anche da questioni geografiche &#8211; dell&#8217;Europa di inglobare all&#8217;interno del mercato comune anche i Paesi dei Balcani occidentali, dall&#8217;altro evidenzia le paure di Bruxelles di perdere dei possibili partner di collaborazione internazionale. Negli ultimi anni infatti gli investimenti russi e cinesi soprattutto nei Paesi dell&#8217;ex-Jugoslavia si sono fatti molto più ingenti, collaudando una collaborazione internazionale che, se protratta nel tempo, allontanerebbe definitivamente i Balcani dalla sfera di influenza europea. Lo scenario diventerebbe al tempo stesso anche pericoloso per una questione legata alla posizione centrale dei Balcani nella geografia dell&#8217;Europa, con la costruzione di un enclave interna all&#8217;Europa sotto il controllo di Mosca e di Pechino.</p>
<h3>I turchi alle porte hanno messo Bruxelles sulla difensiva</h3>
<p>Nell&#8217;ultimo anno anche la<strong> Turchia</strong> ha cercato di entrare insistentemente nei Balcani, giocando soprattutto sulla storia comune dell&#8217;Impero ottomano e sulla condivisione dei <strong>valori musulmani</strong> con la maggioranza del popolo albanese e con la Bosnia-Erzegovina. È forse stato proprio questo ultimo fattore quello che ha spinto l&#8217;Europa a dare un&#8217;accelerata, mettendo da parte le riserve della Francia, per permettere un ingresso relativamente rapido dei paesi all&#8217;interno della Comunità europea. Persino la <strong>Grecia</strong>, contrariamente a quanto prospettato negli anni precedenti, ha preferito la soluzione, nonostante le diatribe che si sono risolte soltanto da pochi mesi con la Macedonia del Nord per la questione del nome del Paese e con le dispute territoriali con l&#8217;Albania.</p>
<h3>La grande sfida di Bruxelles</h3>
<p>Nonostante le esigenze dell&#8217;Europa di salvaguardare sia la propria sicurezza sia il proprio mercato, alla base dell&#8217;adesione c&#8217;è il rispetto di stringenti canoni anche legati ai bilanci dei Paesi, oltre al grado di salute dell&#8217;apparato pubblico e democratico. Prerogative queste però che non sono state completamente raggiunte e nel 2019 ciò era stato discriminante per appoggiare i dubbi di Macron circa la possibilità che un&#8217;apertura ad Albania e Macedonia si potesse trasformare in una nuova migrazione verso Paesi dall&#8217;economia più avanzata.</p>
<p>Un&#8217;ingresso dei Balcani nell&#8217;Unione europea dovrà quindi essere subordinato ad un ingente piano di investimenti nella regione, come sottolineato dallo stesso Michel durante la conferenza di Skopje con il presidente macedone <strong>Stefan Pendarovski</strong>. L&#8217;idea, tradotta, è quella di evitare la situazione della Romania e dell&#8217;Ungheria di inizio secolo e che si è parzialmente ripetuta anche con l&#8217;ingresso nella Comunità europea della Croazia. Questa, prima ancora della presenza straniera, sarà la sfida più grande che Bruxelles dovrà affrontare per l&#8217;ingresso all&#8217;interno del mercato unico dei Paesi balcanici occidentali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-nuovi-spiragli-di-ingresso-nellunione-europea-dei-balcani.html">Nuovi spiragli di ingresso dei Balcani nell&#8217;Unione europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Macedonia del Nord, bufera sull&#8217;ex premier sponsor dell&#8217;Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macedonia-del-nord-bufera-sullex-premier-sponsor-dellue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2020 11:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Zoran-Zaev-premier-macedonia-La-Presse-e1579949954885.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zoran Zaev (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Zoran-Zaev-premier-macedonia-La-Presse-e1579949954885.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Zoran-Zaev-premier-macedonia-La-Presse-e1579949954885-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Zoran-Zaev-premier-macedonia-La-Presse-e1579949954885-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Zoran-Zaev-premier-macedonia-La-Presse-e1579949954885-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il parlamento della Macedonia del Nord ratificherà il protocollo di adesione alla Nato l&#8217;11 febbraio, il giorno prima del suo scioglimento in vista delle elezioni anticipate del 12 aprile aprile, scoppia la bufera sull&#8217;ex premier socialdemocratico Zoran Zaev, dimessosi dalla carica lo scorso 3 gennaio. Secondo la narrazione ufficiale, la decisione di Zaev sarebbe da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/macedonia-del-nord-bufera-sullex-premier-sponsor-dellue.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Zoran-Zaev-premier-macedonia-La-Presse-e1579949954885.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zoran Zaev (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Zoran-Zaev-premier-macedonia-La-Presse-e1579949954885.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Zoran-Zaev-premier-macedonia-La-Presse-e1579949954885-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Zoran-Zaev-premier-macedonia-La-Presse-e1579949954885-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Zoran-Zaev-premier-macedonia-La-Presse-e1579949954885-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Mentre il parlamento della Macedonia del Nord ratificherà il protocollo di adesione alla Nato l&#8217;11 febbraio, il giorno prima del suo scioglimento in vista delle elezioni anticipate del 12 aprile aprile, scoppia la bufera sull&#8217;ex premier socialdemocratico <strong>Zoran Zaev</strong>, dimessosi dalla carica lo scorso 3 gennaio. Secondo la narrazione ufficiale, la decisione di Zaev<span style="font-size: 1rem;"> sarebbe da ascrivere al rifiuto dell’Ue di fissare una data per </span>l’apertura<span style="font-size: 1rem;"> di negoziati di adesione con la Macedonia. </span></p>
<p>Dietro quelle dimissioni, però, potrebbe esserci dell&#8217;altro. <em>La Verità</em>, infatti, scrive di aver &#8220;preso visione di centinaia di documenti, controllato l&#8217;autenticità dei fatti e assicurato la massima sicurezza alle fonti&#8221; e annuncia la pubblicazione di stralci di &#8220;documenti in mano alla procura macedone che ipotizzerebbero per Zaev reati di corruzione e attività legate al reato di scambio elettorale&#8221;. Secondo<em> La Verità, </em>l&#8217;ex premier socialista e sindaco della città di Strumica, sarebbe stato coinvolto in una &#8220;rete di compravendita di voti&#8221; nella quale faceva parte anche il fratello, Vice Zaev. La Procura macedone avrebbe eseguito delle intercettazioni ambientali senza però mai avviare nei confronti degli indagati alcun processo. Presto, però, da questo punto di vista potrebbero esserci degli ulteriori sviluppi.</p>
<p>Lo stesso ex premier si sarebbe vantato in un video di essere &#8220;sponsorizzato&#8221; dall&#8217;Unione europea. Da primo ministro, ha coltivato un <a href="https://eeas.europa.eu/headquarters/headquarters-homepage/63666/federica-mogherini-met-zoran-zaev-prime-minister-north-macedonia_en">ottimo rapporto</a> con Federica Mogherini, Alto rappresentante dell&#8217;Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza dall&#8217;1 novembre 2014 al 30 novembre 2019.</p>
<h2><span style="font-family: 'TT Travels', sans-serif; font-size: 1.8rem;">Chi è Zaev, protagonista dell&#8217;accordo con la Grecia</span></h2>
<p>Zaev, che è leader del Partito socialdemocratico e che è stato protagonista dello storico accordo con la <strong>Grecia</strong> sul nuovo nome del Paese ex jugoslavo, aveva annunciato il voto anticipato nello scorso ottobre, dopo che il Consiglio europeo aveva rinviato l&#8217;avvio del negoziato di adesione alla Ue con Macedonia del Nord e Albania. Ma chi è Zoran Zaev? Membro del Partito dell&#8217;Unione Democratica Sociale della Macedonia (Sdsm) dal 1996, tra il 2003-2005 è stato membro del Parlamento nell&#8217;Assemblea della Repubblica di Macedonia. Nel 2006 è stato eletto vicepresidente del Comitato Centrale del partito social-democratico; nel 2008 è diventato il presidente ad interim del Partito e dal 2013 ne è il leader indiscusso.</p>
<p>Nel 2005 Zaev divenne sindaco della città di Strumica ma la svolta vera arriva nel febbraio 2015, quando l&#8217;esponente socialdemocratico avvia il progetto &#8220;La verità sulla Macedonia&#8221; pubblicando alcune intercettazioni che inguaiano il governo guidato dal filo-russo Nikola Gruevski e dando vita, il 17 maggio 2015, a una grande manifestazione antigovernativa che ha coinvolto più di 100 mila persona nella capitale, Skopje. Una vera e propria &#8220;rivoluzione colorata&#8221; sponsorizzata, tra gli altri, dall&#8217;Open Society Foundations del finanziere liberal George Soros. Obiettivo: sganciare la Macedonia da Mosca e allargare la sfera di influenza dell&#8217;Ue (e quindi della Nato) nei Balcani. Magnate che, non a caso, sulle colonne del <em><a href="https://www.nytimes.com/2018/06/18/opinion/northern-macedonia-rename-greece.html">New York Times</a> </em>ha successivamente celebrato lo storico accordo con la Grecia e il cambio di nome.</p>
<h2>La &#8220;rivoluzione colorata&#8221; macedone</h2>
<p>Come spiegava Giampaolo Rossi su <a href="http://blog.ilgiornale.it/rossi/2017/04/04/macedonia-di-soros/"><em>IlGiornale.it</em></a>, il 27 Febbraio del 2012 la Open Society di George Soros ha stipulato un accordo con il Governo degli Stati Uniti, di oltre 2,5 milioni di dollari per realizzare in Macedonia il Civil Society Project, il piano di democratizzazione della piccola nazione balcanica attraverso una serie di Ong e associazioni macedoni. Nel 2014, l’accordo è stato ampliato ad altre quattro organizzazioni civili (tutte connesse con la Open Society o finanziate da essa), per un investimento complessivo di<strong> 5 milioni di dollari</strong> da parte dell’Usaid e 500 mila dollari della stessa Fondazione di Soros. In un rapporto redatto da alcuni giornalisti macedoni, si spiega come le organizzazioni che hanno ricevuto i milioni di dollari dal Governo Usa, attraverso l’Open Society, siano tutte emanazioni del partito di sinistra macedone Sdsm (Unione Socialdemocratica Macedonia), ossia il partito dell&#8217;ex premier leader della rivoluzione colorata del 2015-20162016. Ancora una volta, l&#8217;Unione europea, l&#8217;amministrazione di Barack Obama e i &#8220;filantropi&#8221; del soft power hanno puntato sul cavallo sbagliato.</p>
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		<title>Le nuove prospettive della Macedonia del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-nuove-prospettive-della-macedonia-del-nord.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 12:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1290" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Stevo Pendarovski e Sergio Mattarella (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1-1024x688.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Macedonia del Nord è una nazione cruciale nella regione dei Balcani. Il Paese vuole integrarsi pienamente sia nell&#8217;Unione europea che nella Nato (il processo di adesione alla Nato praticamente finalizzato e soggetto alla ratifica degli altri Stati Membri) ed entrare pienamente a far parte delle strutture euro-atlantiche: un compito non facile, anche a causa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-nuove-prospettive-della-macedonia-del-nord.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1290" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Stevo Pendarovski e Sergio Mattarella (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1-1024x688.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p id="tw-target-text" class="tw-data-text tw-text-large tw-ta" dir="ltr"><span lang="it">La Macedonia del Nord è una nazione cruciale nella regione dei Balcani. Il Paese vuole <strong>integrarsi pienamente</strong> sia nell&#8217;Unione europea che nella Nato (il processo di adesione alla Nato praticamente finalizzato e soggetto alla ratifica degli altri Stati Membri) ed entrare pienamente a far parte delle strutture euro-atlantiche: un compito non facile, anche a causa di alcune dinamiche specifiche. La <strong>Grecia</strong>, infatti, ha posto il veto, per decenni, all&#8217;ingresso di Skopje in entrambe le organizzazioni a causa del cosiddetto problema del nome. Atene ha sempre sostenuto che il nome Macedonia implicasse intenzioni irredentiste sull&#8217;omonima regione del nord della Grecia ed ha preteso che Skopje cambiasse ufficialmente il nome del Paese in cambio della caduta del veto. Lunghi e difficili negoziati hanno infine portato all&#8217;implementazione di questo scambio e la Macedonia è divenuta Macedonia del Nord. I problemi</span><span lang="it"> non erano, però, terminati.</span><span lang="it"> Alcuni paesi dell&#8217;Unione Europea, in particolare la Francia, hanno fatto pressioni su Bruxelles per rimandare l&#8217;inizio dei negoziati di adesione e ciò potrebbe creare alcuni problemi politici al Paese. </span></p>
<p class="tw-data-text tw-text-large tw-ta" dir="ltr"><span lang="it">Stevo Pendarovski, eletto presidente della Macedonia del Nord nell&#8217;aprile 2019 e membro dell&#8217;Unione Socialdemocratica, ha deciso di rispondere alle domande di <em>InsideOver</em> sul ​​futuro politico del Paese e della sua integrazione Euroatlantica. Pendarovski ha inoltre commentato lo stato delle relazioni con Atene e Belgrado, il rischio che la Macedonia del Nord (dove una parte sostanziale della popolazione è musulmana) possa essere attaccata da gruppi di estremisti islamici e la perdurante questione del Kosovo.</span></p>
<p dir="ltr"><strong>Dopo la decisione presa dall&#8217;Unione europea di rinviare l&#8217;apertura dei colloqui di adesione della Macedonia del Nord, quali sono le prospettive del rapporto tra Skopje e Bruxelles? Quali saranno i prossimi passi? La Macedonia rimarrà concentrata sull&#8217;obiettivo di aderire?</strong></p>
<p dir="ltr">Ho dichiarato pubblicamente, subito dopo l&#8217;ultimo Consiglio europeo, che non dovremmo abbandonare la prospettiva dell&#8217;integrazione europea e dovremmo continuare a coltivare i partenariati con gli Stati membri dell&#8217;Ue. Come confermato dai leader dei partiti parlamentari della Macedonia settentrionale, l&#8217;integrazione europea gode del consenso nazionale e rimane un obiettivo strategico del nostro Paese. Rimarremo concentrati sull&#8217;integrazione europea, continueremo a portare a termine il nostro programma di riforme interne, poiché abbiamo bisogno delle riforme per i nostri cittadini e continueremo a perorare, a livello internazionale, il caso della nostra integrazione europea: meritiamo di essere membri del Unione europea.</p>
<p dir="ltr"><strong>Pensa che ci sia la possibilità che le elezioni anticipate, previste per aprile 2020, possano portare all&#8217;instabilità politica nel Paese? Pensa che le nazioni straniere possano, in qualche modo, provare a influenzarne i risultati?</strong></p>
<p dir="ltr">Spero sinceramente che avremo elezioni libere, eque e democratiche e che i giorni delle cattive pratiche elettorali e della corruzione elettorale siano alle nostre spalle. Presto saremo membri della Nato e ci impegneremo a diventare membri dell&#8217;Ue, quindi dobbiamo dimostrare che possiamo sostenere i principi e i valori democratici europei e condurre elezioni pacifiche.</p>
<p dir="ltr"><strong>Quali sono le prospettive della Macedonia del Nord per quanto riguarda l&#8217;integrazione nella Nato, dato che il protocollo di adesione dovrebbe venire ratificato dagli altri Stati membri nei prossimi mesi e in che modo l&#8217;esercito migliorerà le sue prestazioni grazie all&#8217;adesione?</strong></p>
<p dir="ltr">Siamo nella fase finale del processo di ratifica, che dovrà essere completato da tutti gli Stati membri della Nato. Questa fase sta procedendo senza intoppi in tutti i Paesi membri  e ci vorranno solo pochi mesi prima che tutti completino le procedure all&#8217;interno delle proprie istituzioni nazionali. Prevediamo di diventare il trentesimo membro della Nato nella primavera del 2020 e di alzare la nostra bandiera presso la sede della Nato a Bruxelles, completando con successo un processo di quasi tre decenni di duro lavoro e riforme che dimostrano il nostro impegno per i valori euro-atlantici.</p>
<p><strong>Qual&#8217;è lo stato delle relazioni tra Skopje e Belgrado e Skopje ed Atene, due vicini con i quali convivere non è sempre facile?</strong></p>
<p>Il rapporto con entrambi è abbastanza importante. Abbiamo migliorato in modo significativo le relazioni con la Grecia in seguito alla firma dell&#8217;accordo di Prespa in quanto ha contribuito a migliorare la comprensione, aumentare la fiducia reciproca e costruire una relazione di partnership. Con la Serbia intratteniamo costantemente ottime relazioni che si sviluppano attraverso lo scambio bilaterale di beni e servizi, il collegamento di imprese e persone. Viaggerò in Serbia verso la fine di questo mese, ospitato dal presidente serbo Vucic. Abbiamo sempre cercato relazioni di buon vicinato, poiché i vicini sono davvero importanti per l&#8217;ambiente regionale generale in cui ci troviamo e nel nostro caso è una regione che ha ambizioni condivise di far parte delle istituzioni europee ed euro-atlantiche.</p>
<p><strong>Pensa che la Macedonia del Nord sia a rischio di essere attaccata da gruppi terroristici internazionali, estremisti islamici nello specifico e</strong><strong> come agisce il Paese per tenere sotto controllo il radicalismo e prevenire l&#8217;estremismo. Com&#8217;è il rapporto con la minoranza albanese?</strong></p>
<p>Viviamo in un&#8217;epoca in cui le minacce alla sicurezza sono asimmetriche, quella dei gruppi terroristici è una minaccia condivisa da qualsiasi società del mondo. Ciò che tutti possiamo fare è unire le forze nella guerra al terrorismo e riunire le risorse attraverso un sistema di sicurezza collettiva che lavora per proteggere i nostri popoli. Per quanto riguarda le relazioni interetniche nel nostro Paese, direi che abbiamo fatto molta strada dall&#8217;essere una società fragile e divisa da linee di divisione etniche e religiose a una società con un sistema istituzionale per la protezione e la promozione dei diritti delle minoranze, inclusa quella albanese, ed un dialogo stabile e costruttivo su ogni aspetto rilevante delle relazioni tra le comunità. Tuttavia, nonostante la coesione a livello nazionale, ci sono ancora comunità dove dobbiamo lavorare per aumentare la fiducia delle persone nelle istituzioni, nell&#8217;istruzione integrata e nei contatti con gli altri, al fine di sviluppare pienamente una democrazia multietnica funzionale in cui i diritti umani vengano apprezzati allo stesso modo da tutti.</p>
<p><strong>Nuove tensioni tra Kosovo e Serbia possono avere ripercussioni più ampie sulla stabilità dell&#8217;area balcanica e in particolare in Macedonia?</strong></p>
<p>In quanto vicini di entrambi i Paesi, con cui condividiamo un percorso comune, avendo fatto parte della stessa Federazione (la Iugoslavia) e con cui siamo tenuti a condividere un futuro comune, ciò che accade nel dialogo tra  Belgrado e Pristina è abbastanza importante per noi ed è per questo che seguiamo da vicino gli eventi. Vorremmo sostenere e rispettare qualsiasi soluzione che sarà adottata dal Kosovo e dalla Serbia che abbia una garanzia internazionale per l&#8217;integrità territoriale degli altri Paesi della regione e la stabilizzi. Non vorremmo vedere alcuna soluzione che possa compromettere la stabilità, questa è una regione etnicamente fragile che ancora sta guarendo dalle ferite dei conflitti degli anni &#8217;90. Questo è il motivo per cui è importante che qualsiasi soluzione che venga proposta possa contribuire ad una regione più prospera normalizzando la relazione tra Belgrado e Pristina, il che sarebbe vantaggioso per tutti noi che apparteniamo alla stessa regione.</p>
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		<title>La Macedonia del Nord rischia un nuovo periodo di instabilità</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-macedonia-del-nord-rischia-un-nuovo-periodo-di-instabilita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 08:33:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1244" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9666214.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9666214.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9666214-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9666214-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9666214-1024x663.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governo macedone ed i partiti di opposizione hanno concordato lo svolgimento di elezioni legislative anticipate per il 12 aprile del 2020. Tutta colpa di Macron o quasi. Le istituzioni europee, infatti, non sono state in grado di determinare quando la Repubblica di Macedonia del Nord e l&#8217;Albania potranno iniziare i colloqui di accesso all&#8217;Unione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-macedonia-del-nord-rischia-un-nuovo-periodo-di-instabilita.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-macedonia-del-nord-rischia-un-nuovo-periodo-di-instabilita.html">La Macedonia del Nord rischia un nuovo periodo di instabilità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1244" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9666214.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9666214.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9666214-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9666214-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9666214-1024x663.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il governo macedone ed i partiti di opposizione hanno concordato lo svolgimento di <strong>elezioni legislative</strong> anticipate per il <a href="https://www.reuters.com/article/us-north-macedonia-politics/north-macedonian-leaders-agree-to-hold-snap-election-on-april-12-idUSKBN1WZ0OB">12 aprile</a> del 2020. Tutta colpa di Macron o quasi. Le istituzioni europee, infatti, non sono state in grado di determinare quando la Repubblica di Macedonia del Nord e l&#8217;Albania potranno iniziare i colloqui di accesso all&#8217;Unione Europea e ciò ha portato il primo ministro socialdemocratico Zoran Zaev ad anticipare di otto mesi l&#8217;organizzazione delle consultazioni. Il diniego sarebbe stato determinato dalle pressioni esercitate in tal senso dal presidente francese e da altri stati membri: Emmanuel Macron aveva già affermato, in passato, che prima di accogliere nuovi membri l&#8217;UE avrebbe dovuto affrontare un processo di riforme interne. Il rischio, però, è quello di frustrare le aspirazioni della popolazione del Paese e di spingerla, in futuro, tra le braccia di Mosca.</p>
<h2>Gli sviluppi</h2>
<p>Il percorso di Skopje verso <strong>Bruxelles</strong> continua ad essere difficile ed irto di ostacoli. Per decenni, infatti, una controversia diplomatica tra la Repubblica di Macedonia e la Grecia ha impedito alla nazione  di entrare a far parte della Nato e dell&#8217;Unione Europea. <a href="https://www.balcanicaucaso.org/aree/Macedonia-del-Nord/Nord-Macedonia-le-polemiche-in-Grecia-188814">Atene</a>, infatti, riteneva che lo Stato confinante, nato nel 1991 in seguito alla disintegrazione della Yugoslavia, avesse intenzione di annettere la regione della Macedonia greca e pretendeva un cambio di nome da parte di Skopje. Un accordo è stato infine raggiunto, dopo lunghe e difficili trattative, nel 2018 e lo Stato ha assunto il nome di Repubblica di Macedonia del Nord. Ora, però, l&#8217;opposizione di Parigi e di altre nazioni rischia di rivelarsi fatale per le aspirazioni di Skopje e sullo sfondo c&#8217;è la Federazione Russa, pronta ad affrontare gli impeti europeisti della popolazione macedone ed a limitare i danni nella regione balcanica. In quest&#8217;area Mosca può contare sulla Serbia, storico partner con cui le relazioni sono eccellenti e sulla Repubblica Srpska, una delle due entità federative della Bosnia Erzegovina.</p>
<p>Skopje è comunque sul punto di entrare a far parte della Nato, dopo aver firmato il protocollo di accesso nel febbraio del 2019 ed un intervento <a href="https://carnegie.ru/2019/05/14/double-or-quits-russian-approach-to-north-macedonia-and-nato-pub-79123">russo</a> potrebbe solamente smorzare l&#8217;integrazione della Macedonia del Nord nelle strutture euro-atlantiche. Di certo il Cremlino vedrebbe di buon occhio una vittoria, nelle consultazioni di aprile, dei nazionalisti conservatori del <strong>VMRO-DPMNE</strong>, al potere sino al 2017 ed il cui premier, Nicola Gruevski, è stato accusato di autoritarismo dall&#8217;Occidente.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Il processo di progressiva <strong>integrazione nell&#8217;Unione Europea</strong> dovrebbe servire a pacificare in maniera definitiva la regione balcanica, che, ancora oggi, è percorsa da tensioni etniche e tra nazioni diverse, su tutte quelle tra Kosovo e Serbia. Un rallentamento di questo processo rischia, così, di portare nuova instabilità nell&#8217;area e potenzialmente di far riaffiorare scontri e conflitti. Le dinamiche politiche macedoni che hanno visto, nel recente passato, una dura contrapposizione tra Socialdemocratici e conservatori potrebbero tornare ad agitarsi e lo stesso accordo con la Grecia sul cambio di nome potrebbe essere messo in discussione da una vittoria dei nazionalisti. La mossa di Macron potrebbe avere il duplice effetto negativo di togliere ulteriore credibilità alle istituzioni europee e di scatenare tensioni non necessarie in una nazione ormai quasi del tutto pacificata. Il destino di Skopje, dunque, appare sempre più in bilico.</p>
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