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	<title>Libia Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 25 Oct 2026 16:19:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Libia Archives - InsideOver</title>
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		<title>La Siria riallaccia i rapporti con la Libia ma sceglie di parlare con la famiglia Haftar</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-siria-riallaccia-i-rapporti-con-la-libia-e-soprattutto-con-haftar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-600x384.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1024x655.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-768x491.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1536x982.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministro degli Esteri siriano ha visitato l'11 ottobre Bengasi ma non Tripoli, segno della crescita di influenza di Saddam Haftar</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-riallaccia-i-rapporti-con-la-libia-e-soprattutto-con-haftar.html">La Siria riallaccia i rapporti con la Libia ma sceglie di parlare con la famiglia Haftar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-600x384.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1024x655.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-768x491.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1536x982.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alcuni anni fa era convinzione comune che la mattina del 20 ottobre 2011, poco prima di essere scovato in un canale di scolo vicino Sirte, <strong>Muammar Gheddafi avesse acceso il proprio telefono satellitare per chiamare Bashar Al Assad</strong>, all&#8217;epoca ben saldo alla guida della Siria. Sarebbe stata proprio quella chiamata a rendere rintracciabile il rais mentre i ribelli espugnavano la sua città natale, nonché la sua ultima roccaforte. A distanza di anni, non è ancora possibile riconoscere con precisione se quell&#8217;aneddoto sia reale o da aggiungere alla lista di leggende che aleggiano su quella giornata molto particolare. <strong>Ad ogni modo, da allora in poi Libia e Siria hanno preso strade politicamente diverse</strong>. Per anni non c&#8217;è più stata alcuna ambasciata siriana a Tripoli e i rapporti sono stati ridotti al minimo. La situazione adesso sta cambiando, con il ministro degli Esteri siriano, <strong>Asaad Hassan Al Shaibani</strong> recatosi per ben due volte in Libia nel giro di poco più di un mese. <a href="https://lana.gov.ly/post.php?id=364610&amp;lang=en&amp;utm_">La prima volta, il 30 agosto, il titolare della diplomazia del governo di Al Shaara è atterrato a Tripoli</a>. L&#8217;11 ottobre invece, il rappresentante di Damasco è stato a <strong>Bengasi</strong>. Ed è qui forse che si è tenuto l&#8217;incontro più significativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rapporti con Bengasi </h2>



<p>Nel caldo di una Tripoli di fine agosto, Al Shaibani ha presenziato alla cerimonia di alzabandiera lì dove l&#8217;ambasciata siriana è tornata a essere operativa dopo 14 anni. Il vessillo, rispetto all&#8217;ultima volta in cui l&#8217;edificio ha ospitato la missione diplomatica di Damasco, è diverso: non c&#8217;è più la bandiera con le due stelle verdi al centro corrispondente all&#8217;era della famiglia Assad, adesso le stelle al centro sono tre e la banda rossa è stata sostituita da quella verde. <strong>L&#8217;incontro tenuto dal ministro degli Esteri nella capitale libica, ha avuto quindi una funzione soprattutto cerimoniale.</strong> Quasi un atto dovuto, considerando la pressione della Turchia alle spalle di entrambi i governi: Ankara, principale sponsor sia del premier libico Abdul Hamid Ddeiba che del presidente siriano Al Shaara, teneva a far incontrare le due parti.</p>



<p>La presenza a Tripoli di Al Shaibani può senza dubbio considerarsi storica, ma non ha sorpreso analisti e osservatori. Il vero stupore ha invece riguardato quanto accaduto l&#8217;11 ottobre, giorno in cui il ministro degli Esteri siriano è atterrato a Bengasi. Qui ha sede il quartier generale del <em>Libyan National Army</em> (Lna), la &#8220;creatura militare&#8221; del generale<strong> </strong>con cui il generale <strong>Khalifa Haftar </strong>riesce a controllare l&#8217;intera parte orientale della Libia e parte del Fezzan. Il generale per la verità, durante la visita di Al Shaibani, non si è visto. A farsi immortalare assieme al ministro siriano è stato, al suo posto, il primogenito <strong>Saddam Haftar.</strong> Cioè colui che, progressivamente, sta sostituendo il padre al vertice dell&#8217;Lna e quindi di questo angolo di Libia. </p>



<p>L&#8217;incontro tra i due è stato descritto dai media locali come &#8220;produttivo&#8221;, grazie al quale entrambe le parti avrebbero concluso diversi contratti sia di ordine militare che economico. Finito il vertice, <strong>l&#8217;aereo con Al Shaibani al bordo non è andato in direzione di Tripoli ma, al contrario, ha preso la via di Damasco.</strong> La visita cioè, non ha riguardato Al Ddeibah e gli altri rappresentanti del governo libico internazionalmente riconosciuto. <strong>L&#8217;unico interesse del rappresentante di Al Shaara quindi era quello di parlare con Haftar</strong>. Un segnale politico non da poco in una Libia ancora molto divisa.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">📌 Syrian Foreign Minister Asaad al-Shaibani arrived in Benghazi on an official visit and met Saddam Khalifa Haftar, deputy commander of the Libyan National Army, alongside Syrian General Intelligence chief Abdul Qader Tahan. <br><br>📌 The visit follows Syria&#39;s reopening of its… <a href="https://t.co/RtO1MZYM59">pic.twitter.com/RtO1MZYM59</a></p>&mdash; Levant24 (@Levant_24_) <a href="https://x.com/Levant_24_/status/2109279965669720423?ref_src=twsrc%5Etfw">October 11, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I segnali dell&#8217;ascesa di Saddam Haftar</h2>



<p>Solitamente, quando si giunge in Libia per una visita diplomatica, sono due le &#8220;tappe obbligate&#8221;: <strong>quella a Tripoli</strong>, per parlare con il governo riconosciuto, e <strong>quella a Bengasi </strong>per incontrare chi militarmente controlla quasi due terzi del Paese. Alcune volte capita che si va a Tripoli senza passare da Bengasi, raramente però capita il contrario. Negli ultimi tempi però, le cose da questo punto di vista si stanno come capovolgendo. L&#8217;episodio legato ad Al Shaibaini non è che l&#8217;ultimo esempio:<strong>sempre più missioni diplomatiche fanno tappa in Cirenaica e non sorvolano nemmeno la Tripolitania</strong>. Una circostanza vista come dimostrazione della sempre<strong>maggiore ascesa di Saddam Haftar</strong>, personalità con cui oramai tutte le diplomazie internazionali si raffrontano da mesi. Al rampollo del generale la comunità internazionale, pur non riconoscendolo ufficialmente, gli sta attribuendo sempre più credito.</p>



<p>Lo si è visto anche <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-la-guerra-dei-parlamenti-e-la-scalata-al-potere-di-saddam-haftar.html">in occasione della recente sostituzione al vertice del parlamento di Tobruck</a>, il braccio politico degli Haftar, di Aguila Saleh con Al-Salhin Al Obeidi. Quest&#8217;ultimo è visto come un fedelissimo di Saddam Haftar, la cui influenza abbraccia quindi buona parte delle istituzioni politiche dell&#8217;Est della Libia. L&#8217;obiettivo del primogenito del generale forse potrebbe non essere quello di &#8220;limitarsi&#8221; ala sostituzione di un padre avanti negli anni. Il suo attivismo interno e il credito diplomatico nei suoi confronti, potrebbero averlo convinto a puntare oramai a diventare il<strong>futuro uomo forte della Libia. </strong></p>



<p>Fonti: </p>



<p> <a href="https://npasyria.com/en/142547/1">https://npasyria.com/en/142547/</a></p>



<p><a href="https://www.arabnews.com/middle-east/al-shaibani-meets-libyan-officials-amid-concerns-for-missing-syrians-3005813?utm_source=chatgpt.com">https://www.arabnews.com/middle-east/al-shaibani-meets-libyan-officials-amid-concerns-for-missing-syrians-3005813?</a></p>



<p><a href="https://lana.gov.ly/post.php?id=364610&amp;lang=en&amp;utm_">https://lana.gov.ly/post.php?id=364610&amp;lang=en&amp;utm_</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-siria-riallaccia-i-rapporti-con-la-libia-e-soprattutto-con-haftar.html">La Siria riallaccia i rapporti con la Libia ma sceglie di parlare con la famiglia Haftar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Libia, la guerra dei Parlamenti e la scalata al potere di Saddam Haftar</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/libia-la-guerra-dei-parlamenti-e-la-scalata-al-potere-di-saddam-haftar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 04:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dietro la rimozione di Aguila Saleh quale presidente del parlamento, vi sono le ambizioni di Saddam Haftar di centralizzare il potere nelle sue mani </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-la-guerra-dei-parlamenti-e-la-scalata-al-potere-di-saddam-haftar.html">Libia, la guerra dei Parlamenti e la scalata al potere di Saddam Haftar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Parlare di Parlamento con pieno mandato appare, giusto per usare un eufemismo, molto fantasioso. Eppure, quell&#8217;assemblea nata con il voto del 2014 e insediatasi poi a <strong>Tobruck</strong> per via della guerra che imperversava a Bengasi, ad oggi appare uno dei pochi appigli istituzionali a cui la Libia può aggrapparsi per provare a disegnare una qualche forma di Stato. E costituisce, soprattutto, uno dei pochi enti in grado di essere internazionalmente riconosciuti. Per questo le due votazioni svoltesi nelle ultime 48 ore potrebbero incidere e non poco sul futuro del Paese nordafricano. </p>



<p>In una prima votazione, i deputati libici hanno introdotto una riforma che<strong> limita a un anno la durata del mandato del presidente della Camera</strong>.<a href="https://www.africanews.com/amp/2026/10/07/libyas-eastern-based-parliament-removes-speaker-amid-growing-discontent/">Questo atto, a detta della maggior parte dei parlamentari, ha automaticamente fatto decadere dall&#8217;incarico lo storico presidente <strong>Aguila Saleh</strong>.</a> Così, il giorno successivo, la Camera di Tobruck non ha perso tempo nell&#8217;eleggere il successore: si tratta di <strong>Al-Salhin Al Obeidi</strong>, un rappresentante di Tobruck ma soprattutto una persona considerata vicina a <strong>Saddam Haftar.</strong> Un nome quest&#8217;ultimo che evoca quello della famiglia più forte dell&#8217;Est della Libia, il cui capostipite <strong>Khalifa Haftar</strong> è a capo del <em>Libyan National Army</em>. Ossia il sedicente esercito che controlla da oramai dieci anni buona parte della Cirenaica e del Fezzan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza della Camera di Tobruck</h2>



<p>La mano della famiglia Haftar sembra quindi ormai proiettata verso il <strong>controllo del Parlamento</strong>. Ma prima di approfondire questo aspetto, appare utile capire come mai questa camera eletta 12 anni fa appare così importante nel frastagliato quadro politico libico.<strong>Nel 2012 la Libia ha organizzato le prime elezioni dell&#8217;era post Gheddafi</strong> e i risultati sono stati ampiamente favorevoli ai partiti ricollegabili all&#8217;Islam politico. Una sorte che ha accomunato Tripoli con Tunisi e Il Cairo negli anni immediatamente successivi alle primavere arabe. Anche per questo motivo sono subito sorte da più parti, sia all&#8217;interno che all&#8217;estero, le pressioni per arrivare quanto prima all&#8217;elezione di un nuovo Parlamento. Del resto, la camera uscita dal voto del 2012 doveva servire soprattutto da costituente, in attesa delle prime &#8220;vere&#8221; elezioni. Si è così stabilito, anche con l&#8217;obiettivo di ridurre le storiche rivalità tra Tripolitania e Cirenaica, di piazzare la sede definitiva del governo a Tripoli e quella del parlamento a Bengasi e andare al voto.</p>



<p><strong>Non tutto è però filato liscio</strong>: a Bengasi, lì dove si doveva insediare il Parlamento, gruppi islamisti hanno preso il sopravvento e i venti di guerra spirano anche a Tripoli. Il risultato è che al voto è andato soltanto il 18% degli elettori e i parlamentari eletti nel 2012 <strong>hanno rifiutato di dare riconoscimento politico e legale alla nuova assemblea</strong>. Soltanto nel 2015, con gli accordi sottoscritti dalle parti a <strong>Skhirat</strong>, è stata trovata <strong>la più classica delle soluzioni di compromesso</strong>: mantenimento in vita di entrambi i Parlamenti, con l&#8217;assemblea del 2012 trasformata in una sorta di &#8220;Camera Alta&#8221; libica e quella del 2014 diventata ufficialmente Camera dei Rappresentanti. Concepita come misura temporanea, i due Parlamenti sono ancora esistenti e, come sottolineato in precedenza, hanno una loro specifica importanza politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ascesa di Saddam Haftar</h2>



<p>Nel 2014 a entrare in gioco è proprio <strong>Aguila Saleh,</strong> avvocato lontano dalla politica nell&#8217;era Gheddafi, che il 5 agosto 2014 è stato eletto presidente della Camera. Una volta insediata a Tobruck per l&#8217;indisponibilità di Bengasi, l&#8217;assemblea è progressivamente stata identificata con l&#8217;Est del Paese e contrapposta quindi al governo con sede a Tripoli. E questo per via delle avanzate in Cirenaica di Haftar, il quale ha fatto della Camera il proprio <strong>braccio politico</strong>. Saleh in tal senso è emerso come una <strong>figura di garanzia</strong>: da un lato ha in qualche modo assicurato una certa autonomia del Parlamento, dall&#8217;altro non ha mancato di avvicinarsi ad Haftar. A dimostrarlo è il conferimento nel 2018 del titolo di &#8220;maresciallo di Libia&#8221; al generale che da poco aveva riconquistato Bengasi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇱🇾 After a decade in power, Libyan HoR Speaker Agila Saleh faces an immediate vote on his removal. <br><br>With Saddam Haftar consolidating power, and Khalifa Haftar backing a U.S.-led political initiative, eastern Libya’s coalition is fracturing over Saleh&#39;s obstruction:…</p>&mdash; The Geopolitical Desk (@thegeopoldesk) <a href="https://x.com/thegeopoldesk/status/2107431910804762916?ref_src=twsrc%5Etfw">October 6, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Oggi però il clima è cambiato. Khalifa Haftar è anziano e, a detta di molti, anche molto malato. Dalla sua roccaforte di Bengasi, <strong>sta progressivamente pianificando la successione ai figli.</strong> Soprattutto a uno di questi figli, quel<strong> Saddam Haftar </strong>in grado negli ultimi mesi di prendere sempre più spazio e piede e di occupare i vuoti progressivamente lasciati dal padre. <strong>I rapporti tra Aguila Saleh e Khalifa Haftar sono stati perlopiù improntati su un preciso gioco delle parti</strong>: il primo ha recitato il ruolo politico e istituzionale di rappresentante del Parlamento, il secondo invece quello di capo militare. La distinzione, seppur di facciata, è stata utile a entrambi: Saleh si è potuto ritagliare un ruolo nazionale e ha trasformato Tobruck in una specie di &#8220;co capitale&#8221; dell&#8217;Est, il generale dal canto suo ha potuto rivendicare una legittimazione politica del suo &#8220;mandato&#8221; militare. Con Saddam sempre più ai vertici, la situazione è drasticamente cambiata: <strong>nessun gioco delle parti e nessun ruolo</strong>, il primogenito di Khalifa aspira a diventare <strong>l&#8217;unico vero uomo forte dell&#8217;Est della Libia</strong>. Così come sottolineato da <strong>Emadeddin Badi</strong>, analista del think tank londinese <em>Chatham House</em>, Aguila Saleh <em>&#8220;è l&#8217;ultima vittima delle mire di Saddam Haftar e della sua volontà di centralizzare il processo decisionale&#8221;</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Saddam come figura di garanzia</h2>



<p>Muoversi con così tanta disinvoltura in Libia può non risultare, alla lunga, molto prudente. In un contesto già fortemente spaccato, <strong>la rottura di ogni minimo equilibrio rischia di tramutarsi in nuove tensioni</strong>. Saddam però dalla sua ha forse un certo grado di incoscienza dettato dalla volontà di uscire il prima possibile dall&#8217;ombra del padre, in un momento in cui l&#8217;anziano genitore è costretto a guardare più alla propria eredità che alle proprie mire espansionistiche. </p>



<p>Non è da escludere tuttavia che il primogenito del generale sia<strong>motivato anche da alcune rassicurazioni ricevute da più parti.</strong> Fonti diplomatiche parlano di come, tutto sommato, agli <strong>Stati Uniti </strong>il nome di Saddam Haftar risulti benvisto: l&#8217;idea di affidarsi a un interlocutore forte infatti, in quel di Washington sembra alimentare la speranza di poter riunificare il Paese.<strong> Il figlio del generale potrebbe andare bene anche alla Turchia</strong>, altro Paese con un ruolo importante sia nell&#8217;Est che nell&#8217;Ovest della Libia. E infine, potrebbe piacere anche alla <strong>Russia</strong>, forte dei rapporti già stretti con il padre per la tutela dei propri interessi in Cirenaica. Vi è quindi al momento una convergenza interna ed internazionale in grado per adesso di assecondare le ambizioni del giovane Haftar. Ambizioni che dovranno comunque misurarsi con la realtà.</p>



<p>Fonti:</p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/amp/news/2026/10/7/libyas-parliament-removes-speaker-aguila-saleh-after-12-years">https://www.aljazeera.com/amp/news/2026/10/7/libyas-parliament-removes-speaker-aguila-saleh-after-12-years</a></p>



<p><a href="https://www.africanews.com/amp/2026/10/07/libyas-eastern-based-parliament-removes-speaker-amid-growing-discontent">https://www.africanews.com/amp/2026/10/07/libyas-eastern-based-parliament-removes-speaker-amid-growing-discontent</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-la-guerra-dei-parlamenti-e-la-scalata-al-potere-di-saddam-haftar.html">Libia, la guerra dei Parlamenti e la scalata al potere di Saddam Haftar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nuova crisi in Libia: il blocco del petrolio che fa tremare il Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/nuova-crisi-in-libia-il-blocco-del-petrolio-che-fa-tremare-il-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:38:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile libica]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Proteste dei lavoratori che hanno portato alla blocco delle attività petrolifere e si profila rischia un calo di import per Italia ed Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/nuova-crisi-in-libia-il-blocco-del-petrolio-che-fa-tremare-il-mediterraneo.html">Nuova crisi in Libia: il blocco del petrolio che fa tremare il Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1366" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061217015889_798a1be70ef1052d2569d8977ded9371-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Il mondo è sempre più scosso da crisi energetiche che si manifestano a più latitudini e dopo l’<a href="https://it.insideover.com/politica/stop-al-petrolio-russo-in-sei-mesi-chi-rischia-di-piu-con-lo-stop-ue.html">Est europeo</a> e <a href="https://it.insideover.com/guerra/wall-street-journal-trump-ha-rifiutato-la-proposta-delliran.html">Hormuz</a>, eccone potenzialmente un’altra nella sponda meridionale del Mediterraneo: la <strong>Libia</strong>. <a href="https://libyaobserver.ly/inbrief/refining-unit-zawiya-refinery-halted-due-closure-sharara-pipeline-valve">Secondo la stampa locale</a>, il personale della <strong>Petroleum Facilities Guard</strong> (PFG) &#8211; corpo incaricato della sorveglianza e della tutela degli impianti petroliferi libici &#8211; e un gruppo armato hanno chiuso una valvola dell’<strong>oleodotto Sharara</strong>, un’infrastruttura tra le più importanti del Paese per il trasporto di greggio, che conduce alla <strong>raffineria di Zawiya</strong>. La <strong>National Oil Corporation</strong> (NOC), compagnia statale degli idrocarburi, ha dichiarato che se lo stop ai flussi di petrolio dovessero persistere, la fiamma innescata alla raffineria rischia di divampare in un incendio di più vaste dimensioni, capace di bruciare l’approvvigionamento nell’area mediterranea.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I fatti e il perché dello stop</h2>



<p>Da inizio settembre i dipendenti della <em>Petroleum Facilities Guard </em>incrociano le braccia e scendono in piazza per chiedere paghe più consistenti nonché maggiori risorse e strumenti per gestire le infrastrutture dell’oro nero. La protesta, però, non riguarda soltanto le condizioni di lavoro, ma anche la governance della loro organizzazione: <strong>la PFG è un apparato dipendente dal ministero della Difesa e ciò che agognano i lavoratori è il passaggio sotto l’egida della National Oil Corporation</strong>. Il fatto di divenire una propaggine della società pubblica permetterebbe al personale della PNG di beneficiare dei finanziamenti destinati alla filiera dell’oro nero e, indirettamente, questo garantirebbe loro un miglioramento delle condizioni economiche e di operatività lavorativa.</p>



<p>A seguito degli impegni disattesi da parte dell’esecutivo, i lavoratori hanno preso la decisione di passare all’azione chiudendo la valvola 7 dell’oleodotto che trasporta il greggio dal giacimento di Sharara fino a Ovest di tripoli, a Zawiya. L’operazione è stata svolta con il supporto di un gruppo armato non identificato, uno dei numerosi di cui purtroppo pullula la Libia dopo essere diventata terreno fertile per milizie terroristiche nell’era post-guerra del 2011.</p>



<p><strong>Il mancato afflusso ha comportato la sospensione di attività di raffinazione e la chiusura di alcuni comparti</strong>. A fronte di tale scenario, si è innescato un calo produttivo di oltre 900 mila barili, corrispondente a una perdita ingente in termini di ricavi monetari. I dipendenti della PFG sembrano voler tenere il punto anche se qualche segnale a loro favorevole parrebbe stagliarsi all&#8217;orizzonte dopo che<a href="https://www.alwasat.ly/news/478926?utm_source=chatgpt.com"> il Governo ha annunciato l’approvazione di un decreto </a>volto a equiparare i loro stipendi a quelli delle Forze Armate, implicando <em>de facto</em> un incremento.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La NOC auspica che i volumi produttivi tornino il prima possibile a quelli dell&#8217;estate, ma se lo stallo dovesse perdurare, non è escluso il rischio di venir meno agli impegni assunti con i partner commerciali.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo focolaio nel cuore del Mediterraneo</h2>



<p>La Libia è uno dei principali produttori di petrolio nel continente africano e il Vecchio Continente è il principale acquirente dei barili provenienti da Tripoli, mentre la raffineria di Zawiya è un centro nevralgico per la lavorazione del greggio in Tripolitania.</p>



<p><strong>L’Italia è un Paese importatore di barili di greggio e di derivati petroliferi come benzina e gasolio provenienti dalla Libia</strong>, tanto che nel primo trimestre del 2025 ne è stato il primo acquirente con un interscambio commerciale superiore a <a href="https://www.ice.it/it/sites/default/files/inline-files/Interscambio%20GEN-MAR%202025.pdf?utm">2 miliardi di euro</a>. Nello stesso anno, le importazioni di greggio libico sono state pari al <a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/447590.pdf?utm">24,3 %</a>, ovvero la percentuale più elevata sul totale delle importazioni.&nbsp;</p>



<p>Ove la sospensione delle attività di Zawya fosse continuativa, i contraccolpi per il nostro Paese e per il settore petrolifero nel Mediteranei si sentirebbero. Una prospettiva che rischia di rendere l&#8217;approvvigionamento energetico più fragile di quanto già sia con conseguente vulnerabilità del Vecchio Continente, già alle prese con le crisi che si manifestano a Est.</p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream.&nbsp;<em>&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p>Armed group shutdown keeps Libya&#8217;s largest Zawiya largest refinery disrupted, Turkiye Today, 26 settembre 2026 &#8211; <a href="https://www.turkiyetoday.com/business/armed-group-shutdown-keeps-libyas-largest-zawiya-refinery-disrupted-3228998">https://www.turkiyetoday.com/business/armed-group-shutdown-keeps-libyas-largest-zawiya-refinery-disrupted-3228998</a>;</p>



<p>Refining Unit at Zawiya Refinery halted due to closure of Sharara pipeline valve, The Libya Observer, 26 settembre 2026 &#8211; <a href="https://libyaobserver.ly/inbrief/refining-unit-zawiya-refinery-halted-due-closure-sharara-pipeline-valv">https://libyaobserver.ly/inbrief/refining-unit-zawiya-refinery-halted-due-closure-sharara-pipeline-valv</a>e;</p>



<p>Dbeibah decide di equiparare gli stipendi delle guardie degli impianti petroliferi a quelli del personale militare, Al Wast, 27 settembre 2026 &#8211; <a href="https://www.alwasat.ly/news/478926">https://www.alwasat.ly/news/478926</a></p>



<p></p>



<p></p>



<p><br><br></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/nuova-crisi-in-libia-il-blocco-del-petrolio-che-fa-tremare-il-mediterraneo.html">Nuova crisi in Libia: il blocco del petrolio che fa tremare il Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Xi vola da Al Sisi: Egitto e Nord Africa, la nuova proiezione della Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/xi-vola-da-al-sisi-egitto-e-nord-africa-la-nuova-proiezione-della-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 07:37:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="867" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260906091859372_4b3b4990b5ecacefe4cb1a26f1b6a588-e1788698274613.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260906091859372_4b3b4990b5ecacefe4cb1a26f1b6a588-e1788698274613.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260906091859372_4b3b4990b5ecacefe4cb1a26f1b6a588-e1788698274613-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260906091859372_4b3b4990b5ecacefe4cb1a26f1b6a588-e1788698274613-1024x462.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260906091859372_4b3b4990b5ecacefe4cb1a26f1b6a588-e1788698274613-768x347.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260906091859372_4b3b4990b5ecacefe4cb1a26f1b6a588-e1788698274613-1536x694.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260906091859372_4b3b4990b5ecacefe4cb1a26f1b6a588-e1788698274613-600x271.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La visita di Xi Jinping al Cairo dopo oltre dieci anni segna l'offensiva diplomatica cinese nel Mediterraneo e in Medio Oriente</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/xi-vola-da-al-sisi-egitto-e-nord-africa-la-nuova-proiezione-della-cina.html">Xi vola da Al Sisi: Egitto e Nord Africa, la nuova proiezione della Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="867" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260906091859372_4b3b4990b5ecacefe4cb1a26f1b6a588-e1788698274613.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260906091859372_4b3b4990b5ecacefe4cb1a26f1b6a588-e1788698274613.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260906091859372_4b3b4990b5ecacefe4cb1a26f1b6a588-e1788698274613-300x135.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260906091859372_4b3b4990b5ecacefe4cb1a26f1b6a588-e1788698274613-1024x462.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260906091859372_4b3b4990b5ecacefe4cb1a26f1b6a588-e1788698274613-768x347.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260906091859372_4b3b4990b5ecacefe4cb1a26f1b6a588-e1788698274613-1536x694.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260906091859372_4b3b4990b5ecacefe4cb1a26f1b6a588-e1788698274613-600x271.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente egiziano <strong>Abdel-Fattah al Sisi</strong> <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/2/chinas-xi-visits-egypts-el-sisi-why-it-matters" type="link" id="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/2/chinas-xi-visits-egypts-el-sisi-why-it-matters">ha incontrato al Cairo</a> il leader cinese <strong>Xi Jinping</strong>, ricevendolo al palazzo presidenziale Ittihadiya, luogo dei principali faccia a faccia istituzionali. Questa visita, che arriva dopo oltre 10 anni, assume un ruolo particolarmente importante in un momento in cui si stanno ridisegnando gli equilibri geopolitici nordafricani e mediorientali. <strong>Xi Jinping è stato accolto con i massimi onori previsti dal protocollo egiziano</strong> e la stampa locale ha raccontato nei minimi particolari tutte le fasi di questo meeting, compresa la visita di Xi con la moglie al nuovo grande museo egizio della capitale. <strong>Pechino ha scatenato un&#8217;offensiva diplomatica e politica ad ampio raggio in tutta l&#8217;area mediterranea</strong>, che si inserisce nel quadro dell&#8217;accordo appena firmato per il circuito bancario con gli istituti della Libia con l&#8217;obiettivo di arrivare a una lenta, ma inesorabile dedollarizzazione delle transazioni e puntando allo yuan come valuta di riferimento. Il Cairo è uno degli alleati più forti e fedeli a Washington, sia a livello militare che a livello geopolitico. L&#8217;aiuto degli Stati Uniti è stato fondamentale anche per l&#8217;ottenimento di ingenti prestiti sia dalla Banca mondiale, che dal Fondo Monetario Internazionale, soldi che sono stati determinanti per puntellare la traballante economia egiziana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cina, un partner privilegiato </h2>



<p>La <strong>Repubblica Popolare cinese</strong> si sta proponendo come <strong>partner privilegiato in alcune aree critiche come la sicurezza del commercio marittimo</strong>, nuovi accordi sull&#8217;agroalimentare, i trasporti interni, le infrastrutture, l&#8217;intelligenza artificiale ed anche la manifattura. La Cina sta cercando di usare l&#8217;incertezza globale dovuta ai conflitti per rafforzare la sua posizione, non soltanto nel continente asiatico, ma anche nel Mediterraneo, che non era mai stato una zona di influenza cinese. <strong>L&#8217;Egitto esercita un ruolo determinante in Libia</strong>, dove appoggia il governo di Tobruk con armi e sostegno politico, nella guerra civile sudanese, dove il comandante dei governativi ogni settimana vola al Cairo per prendere ordini dal presidente al Sisi, generale di grande esperienza. <strong>Ma il Cairo è stato fondamentale anche a Gaza, agendo come grande mediatore, avendo la fiducia sia di Israele che dei palestinesi.</strong></p>



<p>Pechino ha chiesto ai Paesi della regione di <strong>contrastare le interferenze straniere e di puntare su un nuovo sistema di sicurezza</strong> per il Medioriente, una mossa di grande valenza tattica che vuole imporre Pechino come leader del Sud globale. Il Dragone non nasconde il suo interesse ad accrescere il peso in Egitto e sul Canale di Suez, vitale via di navigazione fra Asia ed Europa. Il Cairo ha accresciuto il suo interscambio con la Cina, <strong>passando dai 4 miliardi di dollari del 2007 agli oltre 10 del 2013 fino a raggiungere i 17 miliardi nel 2025. </strong>Nel 2014 i due governi avevano già sottoscritto un accordo tecnico che concedeva al Cairo una linea di credito non rimborsabile pari a 124 milioni di dollari dalla Banca centrale cinese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esercitazioni congiunte</h2>



<p>Meno di un mese fa, le due nazioni hanno <strong>organizzato una serie di esercitazioni militari congiunte</strong>, dove sono stati utilizzati J-16 cinesi e Rafale francesi, coordinando operazioni molto specifiche. Ma <strong>il leader cinese ha confermato anche l&#8217;interesse per la cosiddetta zona economica del Canale di Suez</strong>, dove negli anni Pechino ha investito più di 4 miliardi di dollari, mentre sono stati addirittura 10 i miliardi che Pechino ha messo nel progetto per la nuova capitale amministrativa e per il comparto ferroviario nel delta del Nilo. Un ventaglio particolarmente ampio quello degli investimenti cinesi che punta ad incrinare il dominio statunitense in questa area determinante. Pechino investe nel continente africano dall&#8217;inizio del nuovo millennio e il FOCAC, il forum fra la Cina ed i paesi africani, è da anni uno dei più frequentati. Molte nazioni sono però ostaggio dei cinesi che grazie alla trappola del debito hanno preso il controllo di tante economie continentali come lo Zambia, l&#8217;Angola, ma anche di stati chiave come Etiopia e Kenya che hanno ceduto le loro principali infrastrutture ad aziende asiatiche. Uno schema quasi infallibile che ha funzionato dall&#8217;Asia al Sudamerica e soprattutto in Africa e che potrebbe ripetersi anche in un quadrato geopolitico determinante come il Medio Oriente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/xi-vola-da-al-sisi-egitto-e-nord-africa-la-nuova-proiezione-della-cina.html">Xi vola da Al Sisi: Egitto e Nord Africa, la nuova proiezione della Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Commercio, industria, yuan e finanza: perché la Cina torna a puntare sulla Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/commercio-industria-yuan-e-finanza-perche-la-cina-torna-a-puntare-sulla-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 05:14:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[porti]]></category>
		<category><![CDATA[Yuan]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=524315</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062217164391_88edb0bbc3c6f71fdaf84de13d62b493.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062217164391_88edb0bbc3c6f71fdaf84de13d62b493.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062217164391_88edb0bbc3c6f71fdaf84de13d62b493-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062217164391_88edb0bbc3c6f71fdaf84de13d62b493-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062217164391_88edb0bbc3c6f71fdaf84de13d62b493-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062217164391_88edb0bbc3c6f71fdaf84de13d62b493-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062217164391_88edb0bbc3c6f71fdaf84de13d62b493-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con due nuovi accordi, la Cina rafforza la sua presenza in Libia puntando su infrastrutture, finanza e yuan.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/commercio-industria-yuan-e-finanza-perche-la-cina-torna-a-puntare-sulla-libia.html">Commercio, industria, yuan e finanza: perché la Cina torna a puntare sulla Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062217164391_88edb0bbc3c6f71fdaf84de13d62b493.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062217164391_88edb0bbc3c6f71fdaf84de13d62b493.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062217164391_88edb0bbc3c6f71fdaf84de13d62b493-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062217164391_88edb0bbc3c6f71fdaf84de13d62b493-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062217164391_88edb0bbc3c6f71fdaf84de13d62b493-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062217164391_88edb0bbc3c6f71fdaf84de13d62b493-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026062217164391_88edb0bbc3c6f71fdaf84de13d62b493-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima la fumata bianca tra l&#8217;<strong>Agenzia Nazionale per lo Sviluppo (Nda)</strong> del governo Haftar e <strong>13 aziende cinesi</strong> per la creazione della <strong>Zona Industriale di Magroun</strong>. Poi l&#8217;accordo, ancora più rilevante, tra la <strong>Banca Centrale Libica </strong>e la <strong>Banca Popolare Cinese</strong> per collegare le banche commerciali libiche al sistema di pagamento e regolamento cinese. </p>



<p>Questo doppio <em>deal</em> consente a Pechino di rafforzare la propria presenza in un Paese strategico, <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-produzione-di-petrolio-record-ma-la-stabilita-e-un-traguardo-ancora-lontano.html#google_vignette">ancora carico di tensioni e di fatto diviso</a> in due tra il <strong>Governo di Unità Nazionale</strong> di Tripoli, riconosciuto dall&#8217;Onu e appoggiato dalla Turchia, e quello del generale <strong>Khalifa Haftar</strong>, tra Tobruk e Cirenaica. </p>



<p>La <strong>strategia cinese</strong>, in ogni caso, è molto <strong>pragmatica </strong>visto che cerca di mantenere rapporti con ogni parte in causa. Con le ultime intese, il Dragone ha infatti cercato di coinvolgere entrambe le realtà. Già, perché l&#8217;accordo commerciale è stato firmato con la Nda, che dipende dalle autorità della Libia orientale, ma alla cerimonia era presente anche <strong>Naji Mohammed Issa</strong>, governatore della Banca Centrale di Libia, proprio per dare al progetto una <strong>legittimazione nazionale</strong> e rassicurare gli investitori sulla gestione finanziaria.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://x.com/hashtag/BREAKING?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#BREAKING</a> <br>Libyan Army Deputy Commander Lieutenant General Saddam Haftar attends the launch of the “Al-Maqrun Industrial Zone” with 13 Chinese firms signing agreements to develop a 1,000-hectare industrial hub in Libya<a href="https://t.co/PzK4AXb3CT">https://t.co/PzK4AXb3CT</a> <a href="https://t.co/yfObXqC2bL">pic.twitter.com/yfObXqC2bL</a></p>&mdash; Libya Review (@LibyaReview) <a href="https://x.com/LibyaReview/status/2079614183822258488?ref_src=twsrc%5Etfw">July 21, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I nuovi accordi della Cina in Libia</h2>



<p>Partiamo dall&#8217;accordo commerciale. Nella Zona industriale di Magroun, estesa su 1.000 ettari e situata a un&#8217;ora e mezza a Sud di <strong>Bengasi</strong>, sulla strada costiera, dovrebbe sorgere un <strong>centro regionale per l&#8217;industria</strong>, gli <strong>investimenti </strong>e la produzione. Quest&#8217;area si trova inoltre vicino al nuovo aeroporto di Tika, in fase di costruzione a Bengasi, e vicino alla Zona franca di Elmreisa (Efz). Detto altrimenti, la posizione del polo di Magroun, unita alla sua vicinanza ai porti e agli aeroporti africani, nelle intenzioni cinesi dovrebbe conferire all&#8217;intero progetto rilevanti vantaggi strategici e di investimento in primis per il <strong>commercio di transito</strong>. </p>



<p>&#8220;Oggi, dalla città di Bengasi, annunciamo l&#8217;avvio di una nuova fase di cooperazione industriale e partenariato di investimento tra Cina e Libia. La Libia sta compiendo ogni sforzo per la ricostruzione, lo sviluppo delle industrie locali e la riduzione della dipendenza dai prodotti stranieri&#8221;, ha rivelato un anonimo rappresentante delle 13 aziende cinesi coinvolte nel piano a <em>Libya Herald</em>. Ancora nebbia fitta sull&#8217;identità delle entità asiatiche coinvolte. </p>



<p>Il secondo deal riguarda invece il fronte finanziario. La Banca Centrale Libica ha infatti annunciato che il suo governatore ha raggiunto un accordo con il suo omologo cinese per integrare le <strong>banche commerciali libiche</strong> nell&#8217;infrastruttura di pagamento transfrontaliera cinese, una mossa emblematica per dare inizio a una più profonda <strong>partnership finanziaria</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623145636613_ffff78cb61b34e63ac8e62eaaa7f5c28-1024x707.jpg" alt="" class="wp-image-521244" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623145636613_ffff78cb61b34e63ac8e62eaaa7f5c28-1024x707.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623145636613_ffff78cb61b34e63ac8e62eaaa7f5c28-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623145636613_ffff78cb61b34e63ac8e62eaaa7f5c28-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623145636613_ffff78cb61b34e63ac8e62eaaa7f5c28-1536x1061.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623145636613_ffff78cb61b34e63ac8e62eaaa7f5c28-600x414.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623145636613_ffff78cb61b34e63ac8e62eaaa7f5c28.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia di Pechino</h2>



<p>Il fulcro dell&#8217;accordo, si legge nel comunicato ufficiale diffuso dalla Banca Centrale di Libia, è la prevista adesione della Libia al <strong>Sistema di Pagamento Interbancario Transfrontaliero</strong>, noto come Cips, una rete di regolamento denominata in <strong>yuan </strong>lanciata dalla Banca Popolare Cinese nel 2015. A cosa serve questa rete? Funge da infrastruttura che consente alle banche di inviare e ricevere pagamenti direttamente denominati in yuan, riducendo la dipendenza dal dollaro statunitense ed eliminando la necessità di elaborare le transazioni tramite banche intermediarie. </p>



<p>Per completare il quadro è utile ricordare che a maggio, a Bengasi, nella Libia orientale, è stato inaugurato un <strong>collegamento marittimo</strong> diretto con la Cina, con l’arrivo della nave cargo Guo Yun Hai, prima unità lungo il nuovo corridoio commerciale operato dal gruppo cinese <strong>Cosco Shipping</strong>. Alla cerimonia erano presenti il direttore generale del Fondo per lo sviluppo e la ricostruzione della Libia, Belgassem Haftar, il nuovo ambasciatore cinese accreditato in Libia, Ma Xiwei Liang, e il sindaco di Bengasi. Haftar, figura chiave nella gestione dei programmi infrastrutturali nelle aree sotto controllo dell’Est del Paese (e figlio di Khalifa Haftar) ha definito l&#8217;iniziativa una tappa strategica per il rilancio della città come hub commerciale e logistico.</p>



<p>La Cina, dal canto suo, sta evidentemente cercando di collegare, attivare, rianimare più hub e punti di transito <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/medio-oriente-e-nord-africa-il-laboratorio-hi-tech-della-cina.html">possibili in Nord Africa</a> così da limitare i danni &#8211; anche e soprattutto in vista del futuro &#8211; derivanti da tensioni e blocchi <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html">tra gli Stretti di Hormuz e di Bab el Mandeb</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="700" height="465" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haftar.jpg" alt="Libia" class="wp-image-469623" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haftar.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haftar-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haftar-300x199.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">Khalifa Haftar.</figcaption></figure>
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		<title>Il Pakistan scommette sulla Libia per uscire dalla periferia diplomatica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-pakistan-scommette-sulla-libia-per-uscire-dalla-periferia-diplomatica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 12:49:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Maghreb]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/libia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/libia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/libia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/libia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/libia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/libia-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/libia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Da seguire il tentativo di Islamabad di accrescere il proprio peso internazionale in uno dei dossier più complicati del Mediterraneo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/libia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/libia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/libia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/libia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/libia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/libia-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/libia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una mediazione discreta nel cuore del Mediterraneo instabile. Il Pakistan ha iniziato a muoversi silenziosamente tra i due poli rivali della Libia, quello occidentale e quello orientale. Se questa iniziativa dovesse consolidarsi, non sarebbe un semplice gesto diplomatico, ma <strong>il tentativo di Islamabad di accrescere il proprio peso internazionale </strong>in uno dei dossier più complicati del Mediterraneo allargato.</p>



<p>La Libia resta, dal 2011, il simbolo di un intervento occidentale rimasto senza seguito politico. La caduta di <strong>Muhammar Gheddafi</strong>, sostenuta dall’intervento dell’Alleanza Atlantica, non ha prodotto uno Stato stabile, ma una lunga frammentazione: governi concorrenti, milizie, rendite petrolifere contese, interferenze straniere, traffici illegali e una sovranità nazionale ridotta a terreno di competizione.</p>



<p>In questo vuoto si inserisce ora il Pakistan. Islamabad non possiede la forza economica della Cina, la proiezione militare della Turchia o l’influenza storica delle potenze europee. Ma proprio questa minore esposizione può diventare un vantaggio: <strong>il Pakistan può presentarsi come mediatore meno compromesso,</strong> meno direttamente coinvolto nella partita del petrolio, delle basi, dei porti e delle rotte migratorie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parlare alla Libia per parlare al mondo arabo e all’Occidente</h2>



<p>La Libia non è soltanto un Paese diviso. È una piattaforma geopolitica decisiva: affacciata sul Mediterraneo, vicina all’Italia e all’Europa meridionale, collegata al Sahel, dotata di riserve energetiche importanti e attraversata da rotte migratorie e traffici transnazionali.</p>



<p><strong>Chi riesce a incidere sulla crisi libica acquista visibilità su più tavoli:</strong> quello africano, quello arabo, quello mediterraneo e quello occidentale. Per il Pakistan, una mediazione efficace significherebbe uscire dall’immagine di Paese definito quasi esclusivamente dal confronto con l’India, dalla questione afghana e dal peso interno dell’esercito.</p>



<p>C’è anche una lettura più ampia. Gli Stati Uniti seguono da mesi il dossier libico nel tentativo di favorire una soluzione diplomatica. <strong>Se Islamabad riuscisse a rendersi utile, potrebbe rafforzare il proprio rapporto con Washington </strong>e presentarsi come interlocutore necessario anche fuori dall’Asia meridionale. In sostanza: non più soltanto un problema da gestire, ma una risorsa diplomatica da utilizzare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo militare: una pace senza disarmo non regge</h2>



<p>Ogni mediazione in Libia deve però fare i conti con la realtà del terreno. Il Paese non è diviso solo tra amministrazioni rivali, ma tra apparati armati, milizie, reti tribali, interessi locali e sponsor stranieri. La pace, quindi, non nasce soltanto da un accordo politico, ma <strong>dalla capacità di ridurre l’autonomia delle forze armate parallele.</strong> Il punto centrale resta il controllo delle armi e delle catene di comando. Finché ogni fazione potrà contare su proprie milizie, proprie entrate, propri alleati e propri canali di finanziamento, ogni intesa resterà provvisoria. La Libia ha già conosciuto troppe tregue diventate pause tattiche e troppi accordi trasformati in cornici vuote.</p>



<p>La mediazione pakistana potrà avere un senso solo se riuscirà a toccare tre questioni: riconoscimento politico tra Est e Ovest, distribuzione delle entrate petrolifere e contenimento delle strutture militari locali. Senza questi passaggi, il rischio è quello di aggiungere un nuovo tavolo diplomatico a una crisi che resta irrisolta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Petrolio, ricostruzione e rendite contese</h2>



<p>La Libia è debole come Stato, ma ricca di risorse. Il petrolio rimane il cuore della partita. Ogni soluzione passa da una domanda essenziale: <strong>chi controlla le entrate energetiche e come vengono redistribuite?</strong> Uno scenario positivo permetterebbe di stabilizzare la produzione, favorire investimenti, riaprire cantieri di ricostruzione, rafforzare porti, strade, ospedali e servizi pubblici. In questo caso la Libia tornerebbe a essere un attore economico utile per il Mediterraneo, non soltanto una fonte di crisi.</p>



<p>Uno scenario negativo, invece, vedrebbe il fallimento della mediazione o la nascita di accordi fragili. Le fazioni continuerebbero a usare petrolio e infrastrutture come strumenti di pressione, gli investitori resterebbero prudenti, l’Europa sarebbe esposta a instabilità migratoria e il Sahel continuerebbe a risentire della frammentazione libica.</p>



<p>Per Islamabad, un successo potrebbe aprire spazi economici e politici: cooperazione tecnica, rapporti energetici, presenza di imprese, maggiore legittimità nei Paesi arabi. Ma il vero guadagno sarebbe strategico: dimostrare che il Pakistan può agire da mediatore in un conflitto complesso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una prova difficile per una diplomazia ambiziosa</h2>



<p>Il limite pakistano è evidente: Islamabad può facilitare un dialogo, ma non dispone da sola degli strumenti per imporre il rispetto di un accordo. Senza il coinvolgimento di Stati Uniti, attori arabi, africani ed europei, la sua azione rischia di restare utile ma non decisiva. Eppure la mossa conta. <strong>Il Pakistan mostra di non voler restare soltanto oggetto delle strategie altrui. </strong>Vuole diventare soggetto diplomatico, ponte tra mondi diversi, attore capace di trasformare una crisi lontana in occasione di prestigio.</p>



<p>La Libia, ancora una volta, diventa lo specchio del disordine internazionale. Ma questa volta, a bussare alla porta, non è una potenza occidentale tradizionale. È il Pakistan, che cerca nel caos libico una via per contare di più.</p>



<p></p>
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		<title>Saddam Haftar vola da Marco Rubio: perché gli Usa tentano la riunificazione della Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/saddam-haftar-vola-da-marco-rubio-perche-gli-usa-tentano-la-riunificazione-della-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 04:39:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-600x384.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1024x655.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-768x491.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1536x982.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Usa provano ad accelerare sul dossier libico e ad avviare un percorso di riunificazione, ma il percorso è tutt'altro che facile</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/saddam-haftar-vola-da-marco-rubio-perche-gli-usa-tentano-la-riunificazione-della-libia.html">Saddam Haftar vola da Marco Rubio: perché gli Usa tentano la riunificazione della Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1228" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-600x384.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1024x655.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-768x491.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-1536x982.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La visita non è stata propriamente &#8220;segreta&#8221;. Anzi, una volta all&#8217;interno dell&#8217;ufficio del Segretario di Stato Usa, <strong>Marco Rubio,</strong> <strong>Saddam Haftar si è anche fatto ritrarre in una foto con il capo della diplomazia statunitense</strong>. Circostanza niente affatto di routine, né tantomeno figlia delle fredde procedure di protocollo. Perché il figlio del generale<a href="https://it.insideover.com/guerra/lavanzata-di-haftar-e-un-problema-per-litalia.html">Khalifa Haftar</a>, uomo forte dell&#8217;Est della Libia, non rappresenta un governo. O, almeno, non quello riconosciuto dagli Stati Uniti. A Washington si è pensato di lanciare un preciso segnale: l&#8217;amministrazione Usa non solo si sta occupando del dossier libico, <strong>ma ha anche intenzione di accelerare sul processo di riunificazione del Paese.</strong> Tanto da tenere un dialogo aperto con gli Haftar, da oltre un decennio a capo di un potere parallelo a quello ufficiale stanziato a Tripoli. </p>



<p>Per gli Usa i motivi per tornare a lavorare attivamente sulla Libia sono del resto molteplici:<strong>dalla possibilità di mettere le mani sul greggio libico</strong>, all&#8217;importanza di rimettere definitivament<strong>e ordine in quell&#8217;area turbolenta e strategica del Mediterraneo</strong>, passando poi per la necessità di <strong>contenere l&#8217;influenza russa ben presente proprio nelle aree orientali. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Non basta una foto con uno degli Haftar </h2>



<p>La strategia degli Usa appare abbastanza chiara: <strong>mettere d&#8217;accordo Tripoli con Bengasi</strong>, il premier &#8220;ufficiale&#8221; <strong>Abdel Hamid Ddeibah </strong>con il generale Haftar, per ricomporre la principale frattura che attraversa la spina dorsale del Paese. <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/a-che-punto-e-la-guerra-in-libia.html">Una faglia che spacca a metà la Libia dal 2014 (tre anni dopo la deposizione e l&#8217;uccisione di Gheddafi)</a>, da quando cioè, subito dopo il voto organizzato quell&#8217;anno, sono stati creati due poli di potere contrapposti. Il problema però è che attorno alla spaccatura principale, <strong>esistono varie altre micro lesioni che fanno della Libia un mosaico piuttosto frammentato</strong>. Per ogni tassello rimesso in equilibrio, un altro rischia di staccarsi irrimediabilmente. Se tra Tripoli e Bengasi si instaura un dialogo, a Misurata potrebbero non prenderla bene. E se a Misurata viene trovato un accordo, a rivendicare un proprio spazio sono le milizie di Zintan oppure del Fezzan. Gruppi armati, chi più e chi meno, capaci di <strong>mettere pressione</strong> ai vari potentati principali e di far naufragare i vari percorsi di avvicinamento tra est ed ovest del Paese.</p>



<p>Prima degli Usa, in tanti hanno provato a far stringere la mano tra i principali rappresentanti della Tripolitania e della Cirenaica. In alcuni casi, come avvenuto a Palermo nel 2018, ci si è anche riusciti. Ma ogni pacca sulla spalla è stata poi svuotata di significato dagli eventi sviluppatisi sul campo.<strong> Washington sta in qualche modo arrivando in &#8220;ritardo&#8221; sul dossier libico</strong>. Non sa o finge di non sapere che invitare Saddam Haftar a Bengasi, non solo non basta a raggiungere un accordo ma potrebbe anche innescare gelosie interne alle stesse forze dell&#8217;est del Paese o all&#8217;interno della stessa famiglia Haftar. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">🇱🇾🇺🇸 | Haftar–Rubio : Washington accélère son pari sur l’unification libyenne<br><br>Saddam Haftar, commandant adjoint de la LNA, a été reçu lundi par Marco Rubio à Washington, en présence de Massad Boulos. L’entretien a porté sur l’unification des institutions militaires, économiques… <a href="https://t.co/piF5qnojNv">pic.twitter.com/piF5qnojNv</a></p>&mdash; Arab Intelligence (@Arab_Intel) <a href="https://x.com/Arab_Intel/status/2072000047487828366?ref_src=twsrc%5Etfw">June 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Anche il Pakistan in ballo </h2>



<p>Chi conosce un po&#8217; meglio la situazione sul campo, nelle ultime settimane ha lanciato un chiaro suggerimento: far intervenire nella mediazione un Paese mediorientale o che, almeno, può avere del credito in Libia. Per questo da giorni si sta registrando un interessamento del <strong>Pakistan</strong> nelle trattative. Islamabad è stata la grande protagonista degli accordi tra Usa e Iran di giugno, adesso l&#8217;acquisita credibilità in ambito diplomatico potrebbe far gioco tra Tripoli e Bengasi. Su <em>Reuters</em>, fonti pakistane hanno confermato un intenso lavoro di dialogo tra il governo stanziato a Tripoli e l&#8217;esercito della famiglia Haftar. Proprio con il generale, il Pakistan ha chiuso un accordo per la vendita di armi dal valore di almeno 4 miliardi di Dollari nei mesi scorsi. Il tutto grazie alla spinta arrivata dall&#8217;Arabia Saudita, Paese con cui Islamabad è adesso legato da un accordo di mutua difesa. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">EXCLUSIVE: Pakistan mediating Libya unity push as rival camps seek deal, Pakistani sources say <a href="https://t.co/nWpkwc7XIO">https://t.co/nWpkwc7XIO</a> <a href="https://t.co/nWpkwc7XIO">https://t.co/nWpkwc7XIO</a></p>&mdash; Reuters World (@ReutersWorld) <a href="https://x.com/ReutersWorld/status/2074156516546916614?ref_src=twsrc%5Etfw">July 6, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Il governo pakistano può far valere la sua esperienza diplomatica, il suo rapporto con <strong>Riad</strong> e con gli Haftar, nonché la relazione con la <strong>Turchia</strong>. Ankara rappresenta infatti il principale alleato di Tripoli, ma oramai da tempo intrattiene costanti rapporti anche con le autorità dell&#8217;Est. A tutto questo, occorre poi ovviamente aggiungere i legami con Washington dopo il sopra citato ruolo nel raggiungimento di un accordo tra Usa e Iran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La difficile transizione verso uno Stato mai esistito </h2>



<p>L&#8217;amministrazione Trump vorrebbe chiudere la partita e costituire uno Stato riunificato, in modo da vedere stabilizzato un attore chiave per l&#8217;approvvigionamento energetico in medio oriente. E, contestualmente, vedere ridimensionata l&#8217;influenza russa visto che negli ultimi dieci anni Mosca ha stretto importanti relazioni con Haftar. La Casa Bianca a guida del tycoon rischia però, ancora una volta, di <strong>doversi scontrare con la cruda realtà</strong>: al pari di come non è stato possibile risolvere il conflitto in Ucraina nel giro di 24 ore, allo stesso modo di come sembra alquanto difficile giungere a una pace in medio oriente, <strong>assistere alla riunificazione della Libia in tempi breve appare quasi come utopia</strong>. </p>



<p>Dalla caduta di Gheddafi i libici non hanno più uno Stato. In realtà, i libici non lo hanno avuto nemmeno prima, visto che la &#8220;jammairiya&#8221; gheddafiana altro non era che un Paese senza un vero governo e con le decisioni rimesse in capo a una sola persona. <strong>La Libia non ha mai conosciuto un vero Stato e oggi ridimensionare il peso delle singole tribù o dei singoli gruppo all&#8217;interno della società non è semplice</strong>. Ci vorranno forse ancora molti anni per sanare le tante fratture interne.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/saddam-haftar-vola-da-marco-rubio-perche-gli-usa-tentano-la-riunificazione-della-libia.html">Saddam Haftar vola da Marco Rubio: perché gli Usa tentano la riunificazione della Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dall&#8217;Africa all&#8217;America Latina, Eni si fa ponte per soddisfare il bisogno di energia</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/dallafrica-allamerica-latina-eni-si-fa-ponte-per-soddisfare-il-bisogno-di-energia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 04:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La holding italiana ha siglato accordi commerciali per l'estrazione di gas in Africa e in Sud America per favorire le esportazioni di energia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/dallafrica-allamerica-latina-eni-si-fa-ponte-per-soddisfare-il-bisogno-di-energia.html">Dall&#8217;Africa all&#8217;America Latina, Eni si fa ponte per soddisfare il bisogno di energia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/OVERCOME_20251208180152450_abb1e8d8ac2b05a91be3a69170e206bb-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da tempo l’Italia nutre l’ambizione di divenire un attore di primo piano nel mercato energetico e l’<strong>Ente Nazionale Idrocarburi</strong>, non a caso, <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-tra-africa-e-asia-cosi-il-gigante-energetico-italiano-ridefinisce-il-mercato-globale-del-gas.html#google_vignette">stringe accordi commerciali in più continenti</a>. Il colosso dell’energia sarà protagonista della <strong>produzione di gas naturale al largo delle coste della Libia</strong>, mentre in Argentina darà forma a una partnership per l’<strong>estrazione di oro blu </strong>nel più vasto giacimento di fonti fossili del Paese. </p>



<p>Un piano di allargamento degli investimenti italiani a più latitudini con lo scopo di garantire approvvigionamenti energetici sicuri all’Italia e <a href="https://it.insideover.com/energia/africa-dalla-libia-al-mozambico-dal-petrolio-al-gas-eni-esplora-nuove-fonti-per-leuropa.html">in più aree del mondo</a>, oltre che a gettare le basi per un <strong>dialogo multipolare</strong> in una fase storica che per molti osservatori porta in grembo l’embrione della futura era post-globalizzata.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le esportazioni da Tripoli verso Roma</h2>



<p>Al largo delle coste della Tripolitania si trova il giacimento di Bahr Essalem, che dopo decenni sta esaurendo il suo potenziale a causa della diminuzione della pressione naturale che si verifica man mano che il gas viene estratto. Se si vogliono mantenere gli stessi volumi di produzione, è necessaria l’<strong>installazione di impianti di compressione</strong> ed è su questo orizzonte che si staglia l’accordo tra Eni e la National Oil Corporation libica. Le due società si impegneranno nella realizzazione del progetto di compressione denominato Sabratha, che prevede l&#8217;installazione di un modulo di compressione in grado di produrre circa 12,45 milioni di metri cubi di gas al giorno per arrivare entro un anno a circa 800 milioni di metri cubi di gas. Il <strong>surplus produttivo andrà a soddisfare il fabbisogno energetico richiesto dalle abitazioni e attività libiche ma sarà anche esportato verso l’Italia attraverso il  gasdotto GreenStream</strong>.</p>



<p>L’iniziativa Sabratha è la terza iniziativa offshore in cui Eni ha investito dopo la messa in cantiere del Recupero del Gas di Bouri e dello Structures A&amp;E il cui valore complessivo ammonta a circa 10 miliardi di euro. L’obiettivo è valorizzare e <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-insieme-con-il-qatar-torna-nella-libia-di-haftar.html">sfruttare gli asset energetici di cui è ricca la Libia</a> vista la grande vicinanza con l’Italia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Argentina alla volta delle esportazioni&nbsp;</h2>



<p>Ai confini del mondo si fanno degli affari in una delle aree più ricche di risorse naturali:<strong> la regione argentina di Vaca Muerta</strong>. Eni ha comprato il 32% delle quote di tre giacimenti di gas &#8211; Meseta Buena Esperanza, Aguada Villanueva e Las Tacanas &#8211; mentre il resto delle azioni andrà alla <strong>società di investimenti XRG di Abu Dhabi e dalla YPF</strong>, azienda controllata a maggioranza dal Governo di Buenos Aires, la quale deterrà la maggioranza delle azioni. L’accordo commerciale prevede l’estrazione di gas naturale liquefatto che sarà successivamente lavorato tramite due navi galleggianti al largo delle coste della regione di Rio Negro.&nbsp;</p>



<p>L’esecutivo guidato da Javier Milei ha puntato al coinvolgimento di due società estere per attirare nuovi capitali stranieri affinché contribuissero alla produzione di oro blu per fare dell’<strong>Argentina un’economia esportatrice di risorse energetiche</strong>. I soldi ottenuti dalla vendita di GNL potranno essere utilizzati per ripagare il debito estero e le importazioni di macchinari industriali, componenti elettronici e farmaci di cui Buenos Aires ha bisogno. La calamita per attirare investimenti stranieri è il <em><a href="https://www.afip.gob.ar/rigi/incentivos/default.asp">Régimen de Incentivo para Grandes Inversiones</a></em>, il quadro di incentivi promosso dal presidente Milei volto a garantire delle <strong>esenzioni fiscali e doganali valide fino a 30 anni</strong>. </p>



<p>Eni ambisce a divenire ponte tra le nazioni del mondo assicurando una diversificazione delle fonti di approvvigionamento in un contesto globale dove il soddisfacimento dei fabbisogni energetici diventa centrale per la crescita di qualsiasi Paese.&nbsp;</p>



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		<title>Esclusivo &#8211; Parla il ministro libico Trabelsi: &#8220;Parliamo anche con Haftar ma Tripoli deve essere la capitale&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/esclusivo-parla-il-ministro-libico-trabelsi-parliamo-anche-con-haftar-ma-tripoli-deve-essere-la-capitale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 15:12:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-1024x589.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-768x442.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-1536x883.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-600x345.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Tunisi si è tenuto il secondo round del mini-meeting 4+4 tra rappresentanti dei due governi libici, sostenuto da ONU e Italia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/esclusivo-parla-il-ministro-libico-trabelsi-parliamo-anche-con-haftar-ma-tripoli-deve-essere-la-capitale.html">Esclusivo &#8211; Parla il ministro libico Trabelsi: &#8220;Parliamo anche con Haftar ma Tripoli deve essere la capitale&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1104" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-1024x589.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-768x442.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-1536x883.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514161624969_7901ccaa1600032e360378397a342bf9-e1778768231463-600x345.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><br>A Tunisi è andato in scena il secondo round del cosiddetto <strong>mini-meeting 4+4 dedicato alla Libia</strong>. Questo vertice, così chiamato per la presenza di 4 rappresentanti del governo orientale e 4 di quello occidentale, è sostenuto dalle Nazioni Unite e dalla missione onusiana nel Paese arabo per superare lo stallo elettorale e provare ad iniziare una lunga e complessa <em>road-map </em>che porti alla riunificazione della Libia. Nella nazione affacciata sul Mediterraneo da ormai oltre un decennio agiscono due governi, il primo nella capitale Tripoli chiamato <strong>Governo di Unità Nazionale (GNU)</strong> ed il secondo, tecnicamente suddiviso fra <strong>Tobruch</strong> e <strong>Bengasi</strong>, denominato <strong>Governo di Stabilità Nazionale (GNS)</strong>. Il primo è riconosciuto dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea, il secondo ha un riconoscimento internazionale piuttosto limitato, ma ha l’appoggio militare della Russia e quello politico di Egitto, Emirati Arabi Uniti, e anche la Francia che ha giocato su entrambi i tavoli. L’esecutivo di Tobruch è in realtà un governo fantoccio, controllato dal <strong>feldmaresciallo Khalifa Haftar</strong> e dalla sua famiglia, un signore della guerra dotato di un esercito privato. La situazione libica resta molto difficile e le milizie sono i veri padroni dello stato.</p>



<p>La stessa capitale <strong>Tripoli è controllata da gruppi paramilitari alleati del debole governo del GNU</strong> che deve continuamente venire a patti con questi miliziani per restare al potere. Sul terreno Haftar ha provato più volte a riunificare la Libia con la forza e oggi controlla <strong>circa il 70% dell’intero territorio nazionale</strong>. In questo complicato scenario la via diplomatica cerca faticosamente di trovare una soluzione pacifica e questo vertice punta proprio a questo. Il primo incontro si era tenuto a Roma, sotto l’egida del governo italiano, che continua ad avere un ruolo determinante nel cercare di raggiungere la riunificazione. <strong>Imad Mustafa Trabelsi è il ministro dell’Interno del governo di Tripoli</strong> ed allo stesso tempo è il capo di una milizia della cittadina di Zintan, una delle più potenti ed influenti in Tripolitania.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole (in esclusiva) del ministro Trabelsi</h2>



<p>«L’incontro di Tunisi arriva in un momento particolarmente delicato, ma il nostro governo lo sostiene con convinzione ed i nostri inviati vogliono fare il bene del popolo libico. <strong>Voglio ringraziare le Nazioni Unite e l’Italia per l’impegno profuso nell’organizzazione di questi meeting. </strong>Quello che viene chiamato Alto Consiglio di Stato, che ha sede in Cirenaica e che non rappresenta la Libia, ha fortemente criticato questa operazione delle Nazioni Unite, perché sono degli islamisti che vogliono trasformare la nostra grande nazione in un campo di battaglia. La delegazione ha però elementi di alto livello anche da Est come <strong>Abdelrahman Al-Abbar, </strong>che è stato ministro delle giustizia e procuratore generale o Al-Shaibani Abu Hmoud che ha prestato servizio come ambasciatore in Francia. Il GNU ha inviato Walid Al-Lafi, nostro ministro per la Comunicazione e l’ex presidente della Banca Centrale Mustafa Al-Manna, tutti uomini con il senso dello stato e che conoscono l’importanza di mantenere aperta una trattativa».</p>



<p>Il ministro Trabelsi rimane però scettico sulla possibilità che le decisioni di questo meeting possano davvero essere recepite in <strong>Cirenaica</strong>. «Il primo passo sarebbe la ricostituzione del consiglio dell’Alta Commissione Elettorale Nazionale che gente come il presidente dell’Alto Consiglio di Stato di Tobruch Aguila Saleh ha sempre boicottato. Saleh è l’uomo del Cairo, ma è al servizio di Khalifa Haftar ed il suo clan come tutti. Servono piccoli passi e l’unificazione delle istituzioni appare al momento fuori delle portata di questo comitato. <strong>Tripoli vuole ascoltare tutti, compresa la società civile, ma questa è la capitale e qui deve essere espresso il governo unitario della Libia</strong>».</p>



<p>Il processo elettorale è bloccato da molti mesi ed è stato al centro della crisi del 2021. L’iscrizione alle liste elettorali resta difficoltoso e votare in alcune aree appare impossibile. «Nelle regioni controllate dal GNU si può votare democraticamente, nel resto del Paese è molto difficile- continua <strong>Imad Mustafa Trabelsi</strong>&#8211; la violenza a Tripoli è cessata quando abbiamo sconfitto delle bande criminali che lavoravano per governi stranieri e adesso lo Stato è tornato al fianco dei cittadini». <br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/esclusivo-parla-il-ministro-libico-trabelsi-parliamo-anche-con-haftar-ma-tripoli-deve-essere-la-capitale.html">Esclusivo &#8211; Parla il ministro libico Trabelsi: &#8220;Parliamo anche con Haftar ma Tripoli deve essere la capitale&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dalla Libia al Sahel: la guerra tra Ucraina e Russia trascina anche l’Africa sulla linea del fronte</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dalla-libia-al-sahel-la-guerra-tra-ucraina-e-russia-trascina-anche-lafrica-sulla-linea-del-fronte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 12:31:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Society]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="799" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia e Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-600x479.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-300x240.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-768x614.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Offrire assistenza militare in cambio di sostegno geopolitico, informazioni strategiche o forniture. Russia e Ucraina si contendono l'Africa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dalla-libia-al-sahel-la-guerra-tra-ucraina-e-russia-trascina-anche-lafrica-sulla-linea-del-fronte.html">Dalla Libia al Sahel: la guerra tra Ucraina e Russia trascina anche l’Africa sulla linea del fronte</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="799" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia e Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-600x479.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-300x240.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/libia-768x614.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>L’attacco alla petroliera russa <em>Artic Metagaz</em>, colpita nel Mediterraneo centrale e successivamente abbandonata tra Malta, Lampedusa e la Cirenaica, rappresenta molto più di un episodio isolato. È il segnale di una trasformazione profonda: la guerra tra Mosca e Kiev non è più confinata all’Europa orientale, ma si sta espandendo lungo le rotte energetiche, commerciali e militari che collegano il <strong>Mediterraneo</strong>, il <strong>Sahel</strong> e il <strong>Mar Rosso</strong>. <a href="https://www.terzogiornale.it/2025/08/12/libia-e-russia-il-legame-pericoloso/">Secondo diverse ricostruzioni, i droni utilizzati contro la nave russa sarebbero partiti dalla Libia occidentale</a>. Se confermata, l’operazione dimostrerebbe che l’Ucraina dispone ormai di una rete logistica e operativa capace di proiettarsi ben oltre il Mar Nero. L’obiettivo strategico appare evidente: colpire la <strong>flotta ombra russa</strong> utilizzata per aggirare le sanzioni energetiche occidentali e ridurre i flussi finanziari con cui il Cremlino sostiene il proprio apparato bellico. La nave trasportava Gnl ed era già sottoposta a sanzioni internazionali. Ma il vero nodo geopolitico riguarda il luogo dell’attacco: <strong>la Libia, oggi diventata il crocevia della competizione globale tra Russia, Ucraina, Turchia, Stati Uniti </strong>e potenze regionali arabe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia africana di Kiev</h2>



<p>Negli ultimi tre anni Kiev ha progressivamente modificato la propria politica estera verso il continente africano. Dopo il voto dell’Assemblea generale Onu del 2022, che registrò numerose astensioni africane sulla condanna della Russia, la leadership ucraina ha compreso come il conflitto si giochi anche sul terreno diplomatico e simbolico. L’Ucraina non vuole più essere percepita soltanto come avamposto dell’Occidente. <a href="https://it.euronews.com/2026/05/07/niger-russia-il-corridoio-segreto-delluranio-passa-dalla-libia-di-haftar">Per questo ha iniziato a costruire relazioni dirette con governi africani e mediorientali, sfruttando soprattutto il proprio know-how militare nel settore dei <strong>droni</strong>, della guerra elettronica e delle operazioni speciali.</a> In Sudan, ad esempio, emissari dell’intelligence ucraina sarebbero intervenuti contro strutture riconducibili al vecchio Gruppo Wagner. Parallelamente Kiev avrebbe ottenuto canali alternativi di approvvigionamento di armamenti sovietici, indispensabili per sostenere lo sforzo bellico sul fronte orientale. Il modello è chiaro: <strong>offrire assistenza tecnica e militare in cambio di sostegno geopolitico, informazioni strategiche o forniture belliche. </strong>È una forma di diplomazia securitaria che trasforma l’esperienza maturata nella guerra contro Mosca in uno strumento di influenza internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Libia come piattaforma militare e logistica</strong></h2>



<p>La Libia rappresenta il perno di questa nuova proiezione strategica. Formalmente il Paese vive una fase di relativa stabilizzazione dopo gli scontri tra Tripoli e Bengasi, ma sul terreno permane una frammentazione profonda. A Est domina il sistema di potere del maresciallo <strong>Khalifa Haftar</strong>, sostenuto da Russia, Emirati Arabi Uniti ed Egitto. A Ovest resiste il Governo di Unità Nazionale di Tripoli, riconosciuto dall’Onu e appoggiato militarmente dalla Turchia. In mezzo si sviluppa un mosaico di milizie, traffici illegali, rotte migratorie e interessi energetici che rende la Libia il principale hub geopolitico africano del Mediterraneo. Le recenti segnalazioni sulla presenza di personale ucraino nell’area di Misurata suggeriscono che Kiev stia tentando di replicare, in senso opposto, la penetrazione che Mosca aveva costruito attraverso Wagner negli anni precedenti. Non più soltanto supporto diplomatico, ma presenza operativa stabile. La Libia consente infatti tre vantaggi decisivi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>controllo delle rotte marittime nel Mediterraneo centrale;</li>



<li>accesso diretto al Sahel;</li>



<li>possibilità di monitorare i flussi energetici e militari tra Africa ed Europa.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Sahel e la guerra per le risorse strategiche</strong></h2>



<p>Dietro la dimensione militare emerge una competizione ancora più importante: quella per le <strong>materie prime strategiche</strong>. Il Niger, dopo il golpe del 2023, è progressivamente entrato nell’orbita russa. La presenza dell’Africa Corps, struttura subentrata a Wagner, <strong>ha consolidato il controllo di Mosca su aree cruciali per l’estrazione dell’uranio. </strong>Secondo diverse fonti regionali, sarebbe operativo un corridoio logistico che collega Niamey alla Cirenaica libica per trasferire “yellowcake” verso la Russia mediante cargo militari. <strong>La base di Al Khadim, nei pressi di Bengasi, sarebbe diventata uno snodo fondamentale di questa rete.</strong> L’uranio del Niger possiede un valore strategico enorme. Serve alla produzione energetica civile, ma soprattutto rappresenta un asset geopolitico centrale nella filiera nucleare globale dominata dal colosso russo Rosatom. Chi controlla le miniere saheliane e le rotte di trasporto controlla una parte decisiva della sicurezza energetica internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Droni, mercenari e guerra ibrida</strong></h2>



<p>La vera novità dello scenario africano è tuttavia l’evoluzione della guerra ibrida. In Libia, Sudan e Sahel si stanno sperimentando modelli operativi già osservati in Ucraina e nel Golfo Persico: utilizzo massiccio di droni, mercenari, intelligence privata e operazioni clandestine. Le forze di Haftar avrebbero recentemente acquisito droni cinesi Feilong-1 e Bayraktar TB2 turchi, mentre diverse inchieste hanno documentato traffici di componenti elettroniche dirette verso la Cirenaica. <strong>L’Africa rischia così di diventare il nuovo laboratorio mondiale della guerra automatizzata a basso costo. </strong>Non è un caso che anche gli Stati Uniti stiano aumentando la propria attenzione verso la regione. Le esercitazioni Flintlock 2026, coordinate dall’US Africa Command con il coinvolgimento di forze libiche, italiane e turche, mostrano come Washington consideri ormai la Libia un teatro strategico prioritario.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nuovo confronto globale passa dall’Africa</strong></h2>



<p>Dietro le operazioni navali, i droni e le basi militari si intravede una trasformazione geopolitica più ampia. La guerra tra Russia e Ucraina sta progressivamente mutando in un conflitto globale per il controllo delle infrastrutture energetiche, delle risorse minerarie e delle rotte strategiche africane. <strong>Mosca punta a consolidare una cintura d’influenza che dal Sahel arrivi al Mediterraneo. </strong>Kiev, sostenuta indirettamente da parte dell’Occidente, tenta invece di sabotare questa espansione costruendo proprie reti di influenza locali. La Libia diventa così il punto di collisione tra due modelli di proiezione geopolitica: quello russo fondato su mercenari, risorse e basi militari; e quello ucraino, basato su droni, intelligence e operazioni asimmetriche. Il rischio è che il continente africano si trasformi definitivamente nel nuovo fronte occulto della guerra euroasiatica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dalla-libia-al-sahel-la-guerra-tra-ucraina-e-russia-trascina-anche-lafrica-sulla-linea-del-fronte.html">Dalla Libia al Sahel: la guerra tra Ucraina e Russia trascina anche l’Africa sulla linea del fronte</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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