<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Kurdistan Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/luoghi/kurdistan/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.insideover.com/luoghi/kurdistan</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Mar 2026 14:15:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Kurdistan Archives - InsideOver</title>
	<link>https://www.insideover.com/luoghi/kurdistan</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Esclusiva InsideOver – Intervista a Mustafa Hijri, leader del PDKI curdo: &#8220;Abbiamo aperto canali con gli Usa&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/esclusiva-insideover-intervista-a-mustafa-hijri-leader-del-pdki-curdo-abbiamo-aperto-canali-con-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 14:15:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=508317</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1168" height="785" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mustafa Hijri" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 1168w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 600w" sizes="(max-width: 1168px) 100vw, 1168px" /></p>
<p>I circa dieci milioni di curdi che vivono in Iran rappresentano un quarto del totale di questo antico popolo senza patria, diviso appunto fra Iran, Iraq, Turchia, Siria e Armenia. I curdi iraniani sono sempre rimasti ai margini della vita politica di’ Teheran, anche se avevano partecipato alle proteste per abbattere lo Shah nel 1979. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/esclusiva-insideover-intervista-a-mustafa-hijri-leader-del-pdki-curdo-abbiamo-aperto-canali-con-gli-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/esclusiva-insideover-intervista-a-mustafa-hijri-leader-del-pdki-curdo-abbiamo-aperto-canali-con-gli-usa.html">Esclusiva InsideOver – Intervista a Mustafa Hijri, leader del PDKI curdo: &#8220;Abbiamo aperto canali con gli Usa&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1168" height="785" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mustafa Hijri" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 1168w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-08-alle-15.13.24-e1772979242787.jpg 600w" sizes="(max-width: 1168px) 100vw, 1168px" /></p>
<p>I <strong>circa dieci milioni di curdi</strong> che vivono in Iran rappresentano un quarto del totale di questo antico popolo senza patria, diviso appunto fra Iran, Iraq, Turchia, Siria e Armenia. I curdi iraniani sono sempre rimasti ai margini della vita politica di’ Teheran, anche se avevano partecipato alle proteste per abbattere lo Shah nel 1979. Oggi i curdi che vivono lungo il confine con l’Iraq, la regione del Rojhelat, sono suddivisi in almeno cinque partiti politici diversi e raramente riescono a trovare un accordo fra di loro. Il più famoso è indubbiamente il <strong>Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (PDKI)</strong>,  mentre le altre sigle sono il <strong>Partito per la Via libera in Kurdistan (PJAK)</strong>, il P<strong>artito per la Libertà del Kurdistan (PAK)</strong>, l’Organizzazione Khabat per il Kurdistan iraniano ed infine il <strong>Partito Komala del Kurdistan</strong>. A fine febbraio una riunione di questi partiti e movimenti ha faticosamente dato vita ala Kurdistan Alliance, un accordo nato per fare fronte comune contro gli attacchi del regime di Teheran che ha giurato di sterminare i curdi se si schiereranno con gli Stati Uniti ed Israele. Ma questi cinque entità politiche possono essere suddivise in re principali correnti. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">“Federalism is the best form of governance for a state,” says KDP-İ leader Mustafa Hijri (Iranian Kurdish Leader), emphasizing that it remains their main demand.<br> <a href="https://t.co/fV0pT2w8Zf">pic.twitter.com/fV0pT2w8Zf</a></p>&mdash; Diyar Kurda (@diyarkurda) <a href="https://twitter.com/diyarkurda/status/2029641399319003582?ref_src=twsrc%5Etfw">March 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole di Mustafa Hijri, raggiunto da InsideOver</h2>



<p>La prima di queste raduna le  forze conservatrici legate alla storia della Repubblica di <strong>Mahabad</strong> del 1946 ed il movimento politico di riferimento è il <strong>Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (PDKI)</strong>. La seconda si ispira al pensiero marxista fondendolo con una specie di nazionalismo ed è rappresentata dal Partito Komalai. La terza corrente è quella neo-rivoluzionaria, la più vicina al PKK turco e rappresentata dal Partito PJAK. Mustafa Hijri è il leader del PDKI ed ha speso la sua vita per la causa del suo popolo. «La situazione è molto difficile, soprattutto per i civili. I bombardamenti di Israele e Stati Uniti sono una grave minaccia per tutti noi es in molti hanno già abbandonato le proprie case cercando rifugio altrove. Abbattere questo regime sanguinario è necessario e per questo motivo voglio fare un appello ai soldati e al personale di sicurezza affinché abbandonino le loro posizioni e ritirino subito ogni tipo  di supporto alle forze armate del regime. Le defezioni da questo esercito di assassini saranno motivo d’orgoglio per tutti». </p>



<p>Donald Trump ha contattato telefonicamente i leader curdi per spingerli ad un intervento diretto nella guerra. «Il presidente statunitense ha detto che sarebbe magnifico se i curdi attaccassero da terra prendendo il controllo dell’Iran, ma noi vogliamo soltanto essere indipendenti nelle nostre province. Il regime degli Ayatollah ha inviato i Pasdaran per massacrarci e noi ci difenderemo, ma l’Iran è un paese molto grande e complicato. <strong>Ormai da diversi giorni abbiamo aperto hub canale di comunicazione con gli Stati Uniti</strong>, che sono determinati ad estirpare il regime islamico che ha tenuto prigioniero il popolo iraniano ed ha perseguitato le minoranze. Tutti hanno sofferto n questi 47 anni, ma i curdi sono stati quelli che hanno ricevuto il trattamento peggiore. Anche adesso il regime minaccia di distruggerci se appoggeremo l’operazione di Tel Aviv e Washington, ma si sono dimenticati che noi siamo un popolo orgoglioso e coraggioso». </p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Vogliamo liberarci degli Ayatollah&#8221;</h2>



<p>Alcuni leader curdi come <strong>Baba Sheikh Hosseini</strong> che guida l’Organizzazione Khabat per il Kurdistan iraniano si è sbilanciato di più dicendo che il suo braccio armato è pronto a combattere per liberare l’Iran, ma <strong>Mustafa Hijri</strong> si dimostra più cauto. «Ogni partito o formazione politica ha sempre avuto un gruppo combattente che spesso si è scontrato con le altre fazioni.  Adesso dobbiamo trovare un coordinamento politico, ma allo stesso tempo anche militare e non è così semplice. La guerra sta rendendo le comunicazioni particolarmente complicate e non possiamo riunirci nei nostri “santuari” sui monti Zagros perché i criminali Guardiani della Rivoluzione danno la caccia ai curdi e da giorni cercano di eliminare tutti i leader e gli esponenti politici per bloccare le nostre azioni. Questa è la volta che ci libereremo di questi assassini ed il popolo curdo come sempre è pronto a dare il suo contributo». </p>



<p>Il leader curdo aggiunge: «<strong>Sappiamo bene che l’indipendenza rimane un sogno, ma vogliamo autonomia e libertà di essere noi stessi</strong>, con la nostra storia e cultura che da secoli vengono calpestate e attaccate. In passato sono state infrante molte promesse fatte ai curdi e speriamo che i nostri fratelli siriani non finiscano nelle mani dei turchi che vogliono cancellarci dal mondo, ma che noi aiuteremo in ogni modo possibile»<br><br><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/esclusiva-insideover-intervista-a-mustafa-hijri-leader-del-pdki-curdo-abbiamo-aperto-canali-con-gli-usa.html">Esclusiva InsideOver – Intervista a Mustafa Hijri, leader del PDKI curdo: &#8220;Abbiamo aperto canali con gli Usa&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Iran, Usa e Israele accarezzano l&#8217;ipotesi curda: il piano per spaccare il Paese</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-e-israele-accarezzano-lipotesi-curda-il-piano-per-spaccare-il-paese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 11:47:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=507789</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-1024x758.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-600x444.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Usare i curdi come leva per spezzare l&#8217;unità iraniana e accelerare il collasso della Repubblica Islamica? Stati Uniti e Israele iniziano a pensarci. La notizia che la Cia e il Mossad sarebbero all&#8217;opera per armare le fazioni curde iraniane si rincorre sui media internazionale. E segue quella secondo cui Donald Trump, presidente Usa, avrebbe parlato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-e-israele-accarezzano-lipotesi-curda-il-piano-per-spaccare-il-paese.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-e-israele-accarezzano-lipotesi-curda-il-piano-per-spaccare-il-paese.html">Iran, Usa e Israele accarezzano l&#8217;ipotesi curda: il piano per spaccare il Paese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-1024x758.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/PDKI_fighters-600x444.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Usare i curdi come leva per spezzare l&#8217;unità iraniana e accelerare il collasso della <strong>Repubblica Islamica? Stati Uniti e Israele</strong> iniziano a pensarci. La notizia che la Cia e il Mossad sarebbero all&#8217;opera per armare le fazioni curde iraniane si rincorre sui media internazionale. E segue quella secondo cui Donald Trump, presidente Usa, <a href="https://www.axios.com/2026/03/02/trump-iran-war-kurds-iraq" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avrebbe parlato personalmente con i leader curdi</a> iraniani, compreso Mustafa Hijri, presidente del Partito Democratico del Kurdistan Iraniano. Un uno-due che alza l&#8217;asticella del conflitto scatenato il 28 febbraio e apre alla possibilità che un fronte interno corroda Teheran dopo l&#8217;attacco di <strong>decapitazione ai suoi vertici politici e militari.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Usa e Israele puntano sui curdi per colpire l&#8217;Iran</h2>



<p>Axios ha confermato, inoltre, che Trump avrebbe parlato con due stretti alleati degli Usa:<strong> Masoud Barzani e Bafel Talabani,</strong> capi delle due maggiori fazioni del Kurdistan iracheno, alleate di Washington dai tempi della loro resistenza contro Saddam Hussein. Il secondo è figlio di Jalel Talabani, presidente dell&#8217;Iran dal 2005 al 2014, primo capo di Stato eletto dopo la caduta del Rais. Entrambi sostengono i compatrioti curdi entro il confine iraniano.</p>



<p>Sulla scia delle proteste di fine 2025 e inizio 2026, le fazioni curde hanno formato un centro di coordinamento unitario, la Coalizione delle forze politiche del Kurdistan iraniano, con l&#8217;obiettivo di garantire capacità d&#8217;azione ai loro uomini e alla loro azione politica nel contesto della sfida alle autorità centrali di Teheran che <strong>continua dal 2016.</strong> Sostenuti in passato dall&#8217;Arabia Saudita e ora da Usa e Israele, più volte i gruppi curdi hanno subito attacchi in patria e nei loro santuari oltre confine in Iraq, come accadde nel 2022.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La coalizione anti-Iran dei curdi</h2>



<p>&#8220;La coalizione curda iraniana di gruppi stanziati al confine tra Iran e Iraq, nella regione semi-autonoma del Kurdistan iracheno, si è addestrata a organizzare un attacco del genere nella speranza di indebolire l&#8217;esercito del Paese, mentre Stati Uniti e Israele bombardano obiettivi iraniani con bombe e missili&#8221;,<a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/us-in-talks-with-kurds-on-potential-military-operation-in-iran-sources/"> nota il <em>Times of Israel</em>, aggiungendo</a> che &#8220;l&#8217;obiettivo sarebbe quello di creare spazio per la rivolta degli iraniani contrari al regime islamico, ora che la <strong>Guida Suprema Ali Khamenei <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-conferma-khamenei-e-stato-ucciso-per-la-repubblica-islamica-arriva-lora-della-verita.html">e altri alti funzionari sono stati uccisi&#8221;.</a></strong>  Nelle ultime giornate di guerra, si sono intensificate le operazioni aeree e missilistiche contro località dell&#8217;Iran occidentale come Paveh e Sanandaj. Questo potrebbe servire a aprire il fronte a possibili operazioni di terra dei militanti curdi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">WATCH THIS SPACE: U.S. and Israeli airstrikes have been heavily targeting Iranian military sites in Kurdish-populated border regions, including border posts, bases, police stations, and Basij facilities in cities like Paveh and Sanandaj. <br><br>The strikes could open the door for… <a href="https://t.co/sUAIM54zQd">pic.twitter.com/sUAIM54zQd</a></p>&mdash; WAR (@warsurv) <a href="https://twitter.com/warsurv/status/2029130340787429690?ref_src=twsrc%5Etfw">March 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La manovra avviene a testimonianza del fatto che a predominare sia la <strong>strategia israeliana</strong> più che quella americana: Washington mira a indebolire e ridimensionare la proiezione iraniana, Tel Aviv ha sul terreno il vecchio <strong>progetto di sfascio dell&#8217;Iran</strong> tramite guerra civile e secessionismi su cui peraltro anche <strong>Benjamin Netanyahu</strong> ha puntato all&#8217;inizio della <strong>Terza guerra del Golfo</strong>. Teheran, per bocca del presidente del Supremo consiglio di sicurezza nazionale <strong>Ali Larijani,</strong> ha promesso fuoco e fiamme contro i ribelli curdi, e i Guardiani della Rivoluzione hanno <strong>duramente colpito i campi dei curdi</strong> con droni e missili. </p>



<p>Ora l&#8217;Iran si trova di fronte al rischio di dover combattere una campagna parallela a quella contro Washington e Tel Aviv, <strong>la cui decisione di armare la coalizione curda</strong> apre la strada al progetto di collasso interno del Paese tramite la spinta al separatismo etnico. Va sottolineato che la coalizione curda guidata dal partito di Hijri e sostenuta da Barzani, Talabani e dalle autorità curdo-irachene di Erbil contiene anche formazioni dal profilo ambiguo come il <strong>Partito della Vita Libera del Kurdistan (Pjak)</strong>, formazione affiliata al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) turco e ritenuto organizzazione terroristica non solo dall&#8217;Iran ma anche dalla Turchia e dagli Stati Uniti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo dei combattenti curdi e la strategia anti-Iran</h2>



<p><a href="https://www.forbes.com/sites/guneyyildiz/2026/03/03/cia-arms-irans-kurds-for-regime-change---why-is-the-opposition-against-them/">Forbes nota che &#8220;la</a> Cia sta ora lavorando per armare una coalizione con la cui spina dorsale le è ancora legalmente proibito intrattenere rapporti&#8221;, aggiungendo che se da un lato &#8220;il processo di pace in Turchia ha minato la logica strategica alla base della designazione del Pjak&#8221;, dall&#8217;altro &#8220;<a href="https://www.forbes.com/sites/guneyyildiz/2026/03/01/irans-leadership-decapitated---turkey-will-define-what-comes-next/">il calcolo di Ankara nella crisi iraniana</a> è plasmato da timori contrastanti&#8221;, con un timore del <strong>caos generalizzato</strong> che si somma a una valutazione ambivalente verso i curdi. </p>



<p>La Turchia non vuole un salto nel buio regionale né la formazione di un&#8217;autorità statuale curda dopo la soppressione dell&#8217;autonomia del Rojava siriano, anche perché le capacità combattenti del Pjak, principale formazione militante e più radicale del campo curdo-iraniano sono apprezzabili, come ricorda Forbes:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p> Nel 2011, il PJAK <a href="https://ctc.westpoint.edu/iranian-kurdish-militias-terrorist-insurgents-ethno-freedom-fighters-or-knights-on-the-regional-chessboard/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sventò una massiccia offensiva delle Guardie della Rivoluzione islamica</a> sui Monti Zagros, una performance che costrinse Teheran a un cessate il fuoco di fatto piuttosto che rischiare ulteriori perdite.</p>
</blockquote>



<p><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/balcanizzare-liran-il-giornale-di-miriam-adelson-svela-il-piano-di-trump-e-netanyahu-in-iran.html#google_vignette">Come ha ricordato <strong>Roberto Vivaldelli, il sostegno</strong></a> all&#8217;ipotesi di secessione e rivolta curda è arrivato anche da <a href="https://www.israelhayom.com/2026/03/03/us-iran-regime-change-opposition-irgc/"><em>Israel Hayom</em></a>, quotidiano di proprietà della miliardaria del settore del gioco d&#8217;azzardo <strong>Miriam Adelson</strong>, tra le più potenti lobbyste filo-israeliane e le maggiori donatrici di Trump negli Usa. Torna in scena il vecchio piano di ricomposizione del Medio Oriente tramite le faglie etniche. E per i curdi riemerge l&#8217;antico dilemma: <strong>le loro ambizioni nazionali sono sempre derivata prima e strumento di grandi competizioni geostrategiche</strong> e manovre esterne. Con il rischio di trovarsi a fare da &#8220;fanteria&#8221; di potenze straniere senza poter dettare la propria strategia autonomamente. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-e-israele-accarezzano-lipotesi-curda-il-piano-per-spaccare-il-paese.html">Iran, Usa e Israele accarezzano l&#8217;ipotesi curda: il piano per spaccare il Paese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>At Last, a Bright Future for the Kurds</title>
		<link>https://it.insideover.com/economy/at-last-a-bright-future-for-the-kurds.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alasdair Lane]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2019 09:03:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=211762</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9661591.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9661591.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9661591-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9661591-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9661591-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>To the victor belong the spoils &#8211; so goes the old adage. Iraq’s Kurdish community would surely disagree. Instrumental in the military victory over the Islamic State (IS), Kurdistan has fared poorly since the caliphate’s destruction. An abortive independence referendum, spiralling economic fortunes, and international abandonment followed their triumph over extremism &#8211; but now, tentatively, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economy/at-last-a-bright-future-for-the-kurds.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economy/at-last-a-bright-future-for-the-kurds.html">At Last, a Bright Future for the Kurds</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9661591.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9661591.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9661591-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9661591-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9661591-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>To the victor belong the spoils &#8211; so goes the old adage. Iraq’s Kurdish community would surely disagree. Instrumental in the military victory over the Islamic State (IS), Kurdistan has fared poorly since the caliphate’s destruction. An abortive independence referendum, spiralling economic fortunes, and international abandonment followed their triumph over extremism &#8211; but now, tentatively, things seem to be looking up for the fiercely proud Middle Eastern region.</p>
<p>At the cost of 2,000 military lives &#8211; and countless more civilians &#8211; the Kurds fought back IS’ brutal three-year onslaught, clearing the group of Iraq’s borders in 2017. Baghdad-controlled Iraqi forces had largely melted away in the face of the extremists’ assault, leaving Kurdistan’s military &#8211; the Peshmerga &#8211; to pick up the pieces. A feeling of betrayal entrenched itself among the Kurds, which &#8211; coupled with the elation of victory &#8211; breathed fresh life into shelved independence plans.</p>
<p>A referendum on secession, held in September 2017, passed with a staggering 93% support. But it proved a hasty and ill-thought-out move by the Kurds. Iraq’s federal government had not endorsed the vote and was swift to reject its legitimacy. An international flight ban was imposed on Kurdistan’s main airports, and budgetary support for regional authorities severed. As the crisis deepened, Baghdad dispatched troops to the oil-rich city of Kirkuk, which had been under Peshmerga protection since the fall of IS.</p>
<p>Amid the escalation, Kurdistan’s foreign allies turned their backs on the region. The US expressed support for a “unified, stable and a federal Iraq”, and Turkey &#8211; the Kurds’ foremost regional partner &#8211; branded the referendum a “grave mistake”. The situation soon became untenable for Kurdish president Masoud Barzani, who promptly annulled the vote and resigned from office.</p>
<p>His legacy was one of power vacuum and economic crisis. Nearly nine-in-ten Kurdish households were bringing in less than $850 per month, data from 2018 showed, with some 20% of young people out of work. Tumbling oil prices and Baghdad’s punitive financial measures ripped through the impoverished and war weary nation.</p>
<p>A change of government in both Baghdad and Erbil has marked a shift in fortunes for the Kurds, however. The recent appointment of Adil Abdul-Mahdi, Iraq’s prime minister, has eased tensions between the neighbours. He is a long-standing friend of Kurdistan, and has already negotiated a new budget for the region. Peshmerga troops are now entitled to a salary, and Kurdish civil servants &#8211; all 1.2 million of them &#8211; have started to receive their first full pay packet in years.</p>
<p>Nechirvan Barzani, Kurdistan’s new president, looks to be a unifying force in the region’s fractured politically landscape. Power-sharing negotiations between the leading Kurdish parties have resumed, with Barzani winning the backing of two key players &#8211; the KDP and Goran &#8211; in recent weeks.</p>
<p>International flights have been restored and the economy is on the rise. The exodus of foreign investors has tailed off, with global businesses once again taking an interest in the oil-rich province. Almost $4 billion was injected into the Kurdish economy by foreign companies in 2018, figures show, a five-fold increase on the year before &#8211; and “we expect the investment to grow [even] more in the coming months,” said Sarbast Khidr of the region’s investment board.</p>
<p>As state coffers are replenished, authorities are keen to reinvigorate public spending projects. Over 60% of investment schemes in education, health, transport and public services have now resumed, reports suggest. In Erbil, a huge road infrastructure project has been revived, with work recommencing on a major section of the city’s main highway. The region’s oil and gas industry is also recovering well, with aspirations to begin supplying other areas of Iraq by next year &#8211; and then Europe, via Turkey, by 2022.</p>
<p>The resurgent Kurds are not without their challenges, however. A steady increase in IS activity in and around Kirkuk has been observed in recent months. Just last week, three civilians were reportedly murdered by the Islamist militants &#8211; a reminder that the broken caliphate still poses a deadly threat. And then there’s the issue of IS prisoners. Kurdish officials say they hold more than 5,000 fighters &#8211; captured during the war &#8211; and warn that they can’t detain them indefinitely.</p>
<p>International tribunals should be established, the regional government has said, allowing suspects to be tried and sentenced in their own countries. Western nations have responded coldly to such suggestions though &#8211; most want nothing more to do with terror-minded former citizens. “We&#8217;re not looking at that right now,” said a decisive James Jeffrey, the USA’s special representative on IS.</p>
<p>Kurdistan is also wrestling with endemic political corruption. While lower than in Iraq as a whole, levels of malfeasance are “relatively high compared to other countries in the region,” according to the Anti-Corruption Resource Centre. In the last year alone, 198 corruption cases have been submitted to courts by the region’s ‘Integrity Commission’. But progress is slow, says the commission’s boss Ahmad Anwar. He has just 13 officials looking into 800,000 public sector employees. “Without necessary investigators, the commission is like a university without teachers,” he said.</p>
<p>The Peshmerga’s political integration also hinders democratic progress, experts warn. The KDP and PUK &#8211; major political parties &#8211; both control units within the Kurdish military &#8211; and though there have been moves to break these ties, reform is slow.</p>
<p>But Kurdistan has faced off greater challenges in recent years. A potent mix of war, economic collapse and international abandonment might’ve destroyed another state, but the Kurds have proven themselves a resilient people. Dreams of independence have been shelved for now &#8211; and perhaps indefinitely &#8211; but the grit and determination displayed in the fight against IS has won the region powerful backers. The path ahead may be rocky, but the Kurds’ potential is clear to see.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economy/at-last-a-bright-future-for-the-kurds.html">At Last, a Bright Future for the Kurds</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 56/262 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-27 06:27:55 by W3 Total Cache
-->