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	<title>Kurdistan turco Archives - InsideOver</title>
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	<title>Kurdistan turco Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Öcalan scioglie il Pkk: la Turchia e i militanti curdi alla prova del futuro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ocalan-scioglie-il-pkk-la-turchia-e-i-militanti-curdi-alla-prova-del-futuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 09:34:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Abdullah Ocalan (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La decisione di "Apo" Ocalan passa ora alla prova delle manovre politiche di Erdogan e della volontà politica delle formazioni curde. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ocalan-scioglie-il-pkk-la-turchia-e-i-militanti-curdi-alla-prova-del-futuro.html">Öcalan scioglie il Pkk: la Turchia e i militanti curdi alla prova del futuro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Abdullah Ocalan (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;<em>Tutti i gruppi devono abbandonare le armi e il Pkk deve sciogliersi</em>&#8220;. Con questa dichiarazione, in poche ore, <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdullah-ocalan.html">Abdullah Öcalan</a></strong> ha ribaltato decenni di storia turca e curda. In una conferenza stampa gremita a Istanbul, è stato letto il messaggio del leader storico del Pkk da parte dei rappresentanti del partito filo-curdo Dem, terza forza politica in Turchia. Detenuto dal 1999 nel carcere di massima sicurezza di <strong>Imrali</strong>, ha potuto comunicare nuovamente dopo un decennio di isolamento, interrotto solo di recente grazie a incontri con deputati del Dem dopo aver perso ogni contatto con l’esterno dal 2015, quando fallì il processo di pace avviato due anni prima tra il Pkk e Ankara.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://static.euronews.com/articles/stories/09/08/33/72/1920x1080_cmsv2_cd68cf27-b03d-588b-804f-a691035f9edd-9083372.jpg" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sciogliere il Pkk: la decisione era nell&#8217;aria?</h2>



<p>La decisione, tuttavia, era nell’aria da mesi: non erano passate nemmeno 48 ore dall’<a href="https://it.insideover.com/politica/ocalan-apre-alla-fine-della-lotta-armata-dopo-lattentato-ad-ankara.html">attentato contro la Turkish Aerospace Industries Inc</a>. lo scorso ottobre, quando Öcalan tornò a parlare, paventando l’ipotesi della fine alla lotta armata. In quei giorni qualcosa già covava sotto la cenere, quando il <strong>partito filo curdo Dem</strong>, ex Hdp, aveva ricevuto giorni prima una proposta da parte del leader del partito di ultradestra turco Mhp, <strong>Devlet Bahceli</strong>, alleato del presidente. Bahceli aveva optato per un vero colpo di scena, invitando Öcalan a tenere un discorso in Parlamento: un insospettabile, da sempre fautore della tolleranza zero nei confronti dei curdi. A sorprendere l’opinione pubblica è stato proprio il ruolo della destra nazionalista turca nella riapertura del dialogo. Bahçeli, infatti, ha avanzato l’idea di uno scioglimento del Pkk in cambio di una calmierazione del regime carcerario di Öcalan. Tale iniziativa, sostenuta anche dal Dem e dallo stesso presidente turco, è stata definita dal capo di Stato una “<em>opportunità storica</em>”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://staticfanpage.akamaized.net/socialmediafanpage/wp-content/uploads/2013/07/ocalan_processo_pace_turchia.jpg" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le ripercussioni interne alla Turchia</h2>



<p>Una mossa che avrà profonde ripercussioni sia sulla politica interna della Turchia che sulle sue relazioni internazionali, soprattutto alla luce dei tumulti attuali. Sul piano interno, la decisione potrebbe aprire la strada a un <strong>nuovo processo di pace</strong> tra il Governo turco e la popolazione curda, riducendo le tensioni nelle province sudorientali della Turchia, da decenni teatro di scontri tra forze governative e miliziani del Pkk. Tuttavia, il successo di questo processo dipenderà dalla capacità del Governo turco di adottare misure concrete per il riconoscimento dei diritti culturali e politici dei curdi di Turchia. Presumibilmente il primo passo sarebbe restituire ai sindaci del Dem il governo delle province in cui sono stati eletti, ma poi rimossi con accuse di terrorismo. Ma senza riforme tangibili, il rischio è che la smobilitazione del PKK lasci spazio alla frammentazione e alla nascita di nuove fazioni armate. </p>



<p>Dal punto di vista politico, il presidente Erdoğan potrebbe sfruttare questa svolta per <strong>rafforzare la propria immagine</strong> di leader capace di intestarsi la fine di un conflitto decennale, guadagnando consensi in vista delle prossime elezioni. Sul Presidente turco, infatti, aleggia il sospetto della ricerca spasmodica del sostegno parlamentare del Dem, attualmente all’opposizione, per poter modificare la Costituzione e garantirsi un nuovo mandato alle elezioni del 2028. Tuttavia, questa strategia potrebbe alienare una parte dell&#8217;elettorato nazionalista turco, contrario a qualsiasi partita a scacchi con il Pkk, mettendo a rischio gli equilibri politici interni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://bresciaanticapitalista.com/wp-content/uploads/2024/10/img_1628.jpeg?w=1024" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come potrebbero cambiare le relazioni estere di Ankara</h2>



<p>Nel frattempo, il mondo politico internazionale osserva con attenzione. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha definito la mossa di Öcalan un “barlume di speranza”, mentre il ministero degli Esteri tedesco l’ha considerata una svolta storica. Anche l’ex premier italiano <strong>Massimo D’Alema</strong>, ricordando il passaggio di Öcalan in Italia nel 1998, ha sottolineato come questa decisione potrebbe aprire un percorso di riconciliazione tra Turchia e comunità curda. Sul piano internazionale, la fine del Pkk potrebbe <strong>ridisegnare le alleanze</strong> e le dinamiche di potere in Medio Oriente, soprattutto in <strong>Siria</strong>, dove le Forze Democratiche Siriane (SDF), alleate degli Stati Uniti e considerate un&#8217;estensione del Pkk, potrebbero subire ripercussioni. La Turchia potrebbe usare questo sviluppo come leva per aumentare la pressione sulle SDF e per rafforzare la propria posizione nei negoziati con Washington e Mosca. Sull’annuncio del leader del Pkk si è immediatamente espresso il comandante militare delle Sdf <strong>Mazloum Abdi</strong>, che ha accolto favorevolmente l&#8217;appello &#8220;storico&#8221; al disarmo, ma con un “ma”. &#8220;<em>Consideriamo positiva questa iniziativa perché c&#8217;è bisogno di pace</em>&#8220;, ha dichiarato in un videomessaggio, sottolineando che l&#8217;annuncio avrà conseguenze positive nella regione ma aggiungendo che l&#8217;appello riguarda solo il Pkk e che non si riferisce alla Siria.</p>



<p>Inoltre, la fine della lotta armata potrebbe migliorare i <strong>rapporti tra la Turchia e gli Stati Uniti</strong>, riducendo le tensioni legate al sostegno americano ai gruppi curdi in Siria e facilitando una maggiore cooperazione nella lotta contro il terrorismo. Anche le relazioni con l&#8217;<strong>Unione Europea</strong> potrebbero beneficiare di questa svolta: difficile però che Bruxelles, in questa fase di crisi profonda aggravata anche da numerosi attentati terroristici di matrice islamista- possa rilanciare i negoziati dormienti per l’<strong>adesione turca</strong>, spesso ostacolati dalle questioni legate ai diritti umani e alla repressione della minoranza curda: ma la scelta potrebbe tuttavia condurre comunque a un riallineamento importante.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://static01.nyt.com/images/2011/01/02/world/atwarpkkocalan.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il dubbio sui miliziani del Pkk</h2>



<p>Ma se Apo è ancora a Imrali, il quartier generale del Pkk resta sulle montagne di <strong>Qandil</strong>, nel Kurdistan iracheno. Queste vette rappresentano da anni il rifugio strategico del Pkk, grazie alla loro conformazione impervia che rende complessi gli interventi militari turchi. Situata oltre i confini della Turchia, questa roccaforte garantisce al gruppo una relativa protezione, approfittando dell’autonomia della regione curda irachena e della difficoltà di Baghdad nel contrastarne la presenza. La posizione, <strong>al crocevia tra Iran, Siria e Iraq</strong>, permette inoltre al Pkk di mantenere contatti con altre fazioni curde, facilitando il movimento di uomini e risorse. Sebbene Ankara abbia più volte condotto operazioni contro le basi del gruppo, il contesto geopolitico e le resistenze locali rendono un’offensiva su larga scala un’opzione complicata, consolidando così Qandil come cuore operativo della militanza curda. Lo Stato Maggiore raccoglierà l’appello del suo leader?</p>
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		<title>Quel petrolio &#8220;invisibile&#8221; che dal Kurdistan passa per l&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/quel-petrolio-invisibile-che-dal-kurdistan-passa-per-liran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 12:58:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711195448339_98c303426db4f6e0a788e7f9eaa0e241.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711195448339_98c303426db4f6e0a788e7f9eaa0e241.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711195448339_98c303426db4f6e0a788e7f9eaa0e241-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711195448339_98c303426db4f6e0a788e7f9eaa0e241-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711195448339_98c303426db4f6e0a788e7f9eaa0e241-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711195448339_98c303426db4f6e0a788e7f9eaa0e241-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711195448339_98c303426db4f6e0a788e7f9eaa0e241-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il commercio illegale di petrolio dal Kurdistan iracheno all&#8217;Iran e alla Turchia sta emergendo come una questione geopolitica cruciale che coinvolge interessi regionali e internazionali. Le esportazioni clandestine di oltre 200.000 barili di petrolio al giorno attraverso centinaia di petroliere stanno prosperando, mettendo in evidenza le lacune nella governance regionale e le sfide per il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/quel-petrolio-invisibile-che-dal-kurdistan-passa-per-liran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/quel-petrolio-invisibile-che-dal-kurdistan-passa-per-liran.html">Quel petrolio &#8220;invisibile&#8221; che dal Kurdistan passa per l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711195448339_98c303426db4f6e0a788e7f9eaa0e241.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711195448339_98c303426db4f6e0a788e7f9eaa0e241.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711195448339_98c303426db4f6e0a788e7f9eaa0e241-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711195448339_98c303426db4f6e0a788e7f9eaa0e241-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711195448339_98c303426db4f6e0a788e7f9eaa0e241-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711195448339_98c303426db4f6e0a788e7f9eaa0e241-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240711195448339_98c303426db4f6e0a788e7f9eaa0e241-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il commercio illegale di petrolio dal<strong> Kurdistan iracheno all&#8217;Iran e alla Turchia</strong> sta emergendo come una questione geopolitica cruciale che coinvolge interessi regionali e internazionali.<strong> Le esportazioni clandestine di oltre 200.000 barili di petrolio al giorno</strong> attraverso centinaia di petroliere stanno prosperando, mettendo in evidenza le lacune nella governance regionale e le sfide per il governo federale iracheno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un commercio fiorente</h2>



<p>Secondo un&#8217;inchiesta di Reuters, le esportazioni illegali di petrolio dalla regione semi-autonoma del Kurdistan all&#8217;Iran hanno visto una crescita esponenziale dopo la chiusura dell&#8217;oleodotto<strong> Iraq-Turchia </strong>nel marzo 2023. La chiusura è stata il risultato di una sentenza di un tribunale internazionale che ha favorito il governo federale iracheno, lasciando l&#8217;oleodotto in un limbo legale e finanziario. Da allora, il petrolio curdo ha trovato nuove rotte clandestine verso l&#8217;Iran e, in misura minore, verso la Turchia, generando un giro d&#8217;affari di circa <strong>200 milioni di dollari al mese.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"> Implicazioni Economiche e Politiche</h2>



<p>L&#8217;entità delle esportazioni non ufficiali è stata una delle ragioni per cui l&#8217;Iraq non è riuscito a rispettare i<strong> tagli di produzione</strong> concordati con l&#8217;OPEC, secondo funzionari iracheni. L&#8217;Iraq ha promesso di ridurre la produzione quest&#8217;anno per compensare l&#8217;eccesso di produzione, ma la mancanza di controllo sulle esportazioni curde ha complicato questi sforzi. La situazione rappresenta un dilemma per il governo centrale di Baghdad, che da un lato deve affrontare le pressioni dell&#8217;OPEC e dall&#8217;altro non può permettersi di alienare il governo regionale del Kurdistan (KRG), che dipende dalle entrate petrolifere per pagare i propri dipendenti pubblici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"> Reazioni internazionali</h2>



<p>La questione ha attirato l&#8217;attenzione degli Stati Uniti, preoccupati che il commercio possa violare le sanzioni economiche imposte all&#8217;Iran. Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-liran-si-prende-la-siria.html"> le sanzioni contro l&#8217;Iran rimangono in vigore </a></strong>e che gli Stati Uniti stanno monitorando attentamente il commercio per garantire il rispetto delle sanzioni. Tuttavia, la complessità della situazione politica e la mancanza di trasparenza rendono difficile un&#8217;azione immediata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un labirinto di interessi</strong></h2>



<p>Il commercio di petrolio contrabbandato beneficia le élite politiche locali, in particolare i membri dei due principali partiti curdi,<strong> il Partito Democratico del Kurdistan (KDP) e l&#8217;Unione Patriottica del Kurdistan (PUK).</strong> Questo labirinto di interessi politici ed economici ha complicato gli sforzi per riaprire l&#8217;oleodotto ufficiale e ha ridotto la priorità diplomatica della questione.</p>



<p>Insomma, il commercio illegale di petrolio dal Kurdistan all&#8217;Iran rappresenta una sfida significativa per la stabilità economica e politica della regione. La mancanza di controllo centralizzato e la dipendenza economica dalle esportazioni di petrolio rendono difficile per il governo iracheno affrontare efficacemente la situazione senza rischiare ulteriori tensioni interne. La comunità internazionale, e in particolare gli Stati Uniti, dovranno monitorare attentamente gli sviluppi per garantire che le sanzioni contro l&#8217;Iran siano rispettate e che la stabilità regionale sia mantenuta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/quel-petrolio-invisibile-che-dal-kurdistan-passa-per-liran.html">Quel petrolio &#8220;invisibile&#8221; che dal Kurdistan passa per l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ankara e Teheran, vicini diffidenti che minacciano la stabilità regionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ankara-e-teheran-vicini-diffidenti-che-minacciano-la-stabilita-regionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331114333635_f1b7543fba11ea789aa6625c12ca8e0b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331114333635_f1b7543fba11ea789aa6625c12ca8e0b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331114333635_f1b7543fba11ea789aa6625c12ca8e0b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331114333635_f1b7543fba11ea789aa6625c12ca8e0b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331114333635_f1b7543fba11ea789aa6625c12ca8e0b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331114333635_f1b7543fba11ea789aa6625c12ca8e0b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331114333635_f1b7543fba11ea789aa6625c12ca8e0b-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per decenni, i legami di natura economica tra Turchia e Iran hanno sorretto la loro relazione altrimenti competitiva in molteplici ambiti. Lo scambio commerciale e l&#8217;approvvigionamento energetico in particolare hanno favorito in passato cicli di dialogo e cooperazione, ma di recente l&#8217;intersezione di interessi strategici ha scoraggiato l&#8217;import-export e ha aggravato tensioni geopolitiche esplosive tra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ankara-e-teheran-vicini-diffidenti-che-minacciano-la-stabilita-regionale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ankara-e-teheran-vicini-diffidenti-che-minacciano-la-stabilita-regionale.html">Ankara e Teheran, vicini diffidenti che minacciano la stabilità regionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331114333635_f1b7543fba11ea789aa6625c12ca8e0b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331114333635_f1b7543fba11ea789aa6625c12ca8e0b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331114333635_f1b7543fba11ea789aa6625c12ca8e0b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331114333635_f1b7543fba11ea789aa6625c12ca8e0b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331114333635_f1b7543fba11ea789aa6625c12ca8e0b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331114333635_f1b7543fba11ea789aa6625c12ca8e0b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331114333635_f1b7543fba11ea789aa6625c12ca8e0b-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per decenni, i legami di natura economica tra Turchia e Iran hanno sorretto la loro relazione altrimenti competitiva in molteplici ambiti. Lo scambio commerciale e l&#8217;approvvigionamento energetico in particolare hanno favorito in passato cicli di dialogo e cooperazione, ma di recente l&#8217;intersezione di interessi strategici ha scoraggiato l&#8217;import-export e ha aggravato tensioni geopolitiche esplosive tra i due vicini, a discapito della stabilità regionale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La contrazione commerciale</h2>



<p>Lo <strong>scambio commerciale</strong> turco-persiano e la cooperazione economica sono, dal 1979, la più importante piattaforma su cui si basano relazioni bilaterali altrimenti molto tese. Questo rapporto, che ha conosciuto in passato periodi particolarmente virtuosi, si è incrinato negli ultimi anni. In particolare, il volume commerciale tra i due Paesi è sceso precipitosamente tra il <a href="https://mei.edu/publications/erdogan-tehran-turkey-and-iran-have-plenty-mistrust-overcome" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2017 e il 2020</a>. Dietro lo scudo delle <strong>sanzioni americane all&#8217;Iran</strong>, Ankara ha progressivamente ridotto gli import di greggio e gas naturale (prima voci di scambio tra i due) per ridurre la <strong>dipendenza energetica</strong> dalla Repubblica Islamica, ritenuta sia pericolosa che troppo costosa. La pandemia da Covid-19 ha certamente avuto un impatto negativo sul commercio, e anche se la chiusura del confine e il blocco del commercio internazionale via terra non avrebbero dovuto impattare la vendita di risorse energetiche, lo scambio si è ridotto di molto. Nel 2020, mentre il volume di scambio del primo semestre dell&#8217;anno registrava una diminuzione del <a href="https://www.fdd.org/analysis/2022/10/07/deeper-ties-between-iran-and-turkey/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">73%</a> rispetto allo stesso periodo nel 2017, i presidenti dei due Paesi <a href="https://it.insideover.com/politica/il-sodalizio-tra-turchia-e-iran-e-sempre-piu-forte.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si sono impegnati</a> ad aumentare lo scambio commerciale fino a $30 miliardi annui. Quando nell&#8217;aprile 2020 i curdi hanno <a href="https://www.rudaw.net/english/middleeast/turkey/01042020" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fatto esplodere</a> un tratto turco del gasdotto iraniano, Teheran aveva subito proposto di collaborare per la riparazione. La Turchia ha declinato l&#8217;offerta, preferendo aumentare l&#8217;import energetico dagli Stati Uniti. Tolto il gas naturale dal bilancio, per la prima volta la Turchia si è trovata in una condizione di <a href="https://oec.world/en/profile/bilateral-country/tur/partner/irn#:~:text=Turkey-Iran%20In%202020%2C%20Turkey%20exported%20%242.14B%20to%20Iran.,from%20%24266M%20in%201995%20to%20%242.14B%20in%202020" target="_blank" rel="noreferrer noopener">surplus commerciale</a> con l&#8217;Iran. Ad oggi i maggiori acquirenti di combustibili fossili iraniani rimangono Iraq e Turchia, ma il calibro di quest&#8217;ultima come acquirente è comunque <a href="https://www.asmeascholars.org/index.php?option=com_dailyplanetblog&amp;view=entry&amp;year=2020&amp;month=06&amp;day=25&amp;id=20:the-future-of-iranian-natural-gas-exports-to-turkey" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ridimensionato</a> rispetto a cinque anni fa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;opposizione in Siria</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033120104996_0f18735c3987565d500ae62781b2807e-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-390806" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033120104996_0f18735c3987565d500ae62781b2807e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033120104996_0f18735c3987565d500ae62781b2807e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033120104996_0f18735c3987565d500ae62781b2807e-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033120104996_0f18735c3987565d500ae62781b2807e-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033120104996_0f18735c3987565d500ae62781b2807e-2048x1367.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_2023033120104996_0f18735c3987565d500ae62781b2807e-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">08/05/2022, Teheran (Iran). Il presidente iraniano Ebrahim Raisi incontra il presidente siriano Bashar al Assad (EPA/IRANIAN PRESIDENT OFFICE HANDOUT) </figcaption></figure>



<p>La questione siriana rimane il primo oggetto del contendere tra i due Paesi. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è uno dei <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-ad-idlib-situazione-ancora-tesa-trattative-tra-russia-e-turchia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">principali </a><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-ad-idlib-situazione-ancora-tesa-trattative-tra-russia-e-turchia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sostenitori</a> dell’opposizione </strong>politica e armata contro il regime di Bashar al Assad, che invece la <strong>Repubblica Islamica <a href="https://it.insideover.com/guerra/nella-battaglia-di-idlib-spuntano-le-milizie-iraniane.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">supporta</a></strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/nella-battaglia-di-idlib-spuntano-le-milizie-iraniane.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> apertamente</a>. L&#8217;estate scorsa, le <a href="https://www.aljazeera.com/news/2022/7/19/turkeys-erdogan-holds-talks-with-iranian-leaders-ahead-of-summit" target="_blank" rel="noreferrer noopener">forti obiezioni</a> del leader supremo Ayatollah Ali Khamenei contro una nuova campagna di incursioni militari nel nord della Siria non hanno frenato <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-turchia-ha-avviato-la-nuova-operazione-anti-curda-in-siria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bombardamenti turchi</a> sulle posizioni curde siriane nel novembre 2022. </p>



<p>Per Ankara la questione siriana è di primaria importanza: le ripercussioni della guerra all&#8217;ISIS e del conflitto civile hanno posto una sfida diretta non solo alla <strong>sicurezza nazionale turca</strong>, ma anche all&#8217;integrità territoriale del Paese a causa della presenza di gruppi armati affiliati con il Partito dei lavoratori curdi (<strong>PKK</strong>). Inoltre, la presenza di più di <a href="https://www.unhcr.org/tr/en/refugees-and-asylum-seekers-in-turkey">3 milioni e mezzo</a> di rifugiati siriani in Turchia si somma ora alla crisi umanitaria creata dal terremoto del 6 febbraio scorso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La penetrazione israeliana nel Caucaso</h2>



<p>Il <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/ancora-disgelo-si-ricuce-lo-strano-asse-tra-israele-e-turchia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riavvicinamento</a> turco ad Israele</strong> di inizio 2022 (in parte <a href="https://www.washingtoninstitute.org/policy-analysis/irans-efforts-undermine-turkish-israeli-rapprochement-are-backfiring" target="_blank" rel="noreferrer noopener">causato</a> dalle policy iraniane) aveva già destato non poche preoccupazioni a Teheran. Oggi, a queste si aggiungono le inquietudini causate da una crescente <a href="https://www.jpost.com/international/article-733785">presenza israeliana</a> nella regione del <strong>Caucaso</strong>. Nel Sud del Caucaso, dove lo status quo è volto a favore di Turchia e Azerbaijan (e Israele) in seguito al secondo conflitto del Nagorno-Karabakh, Iran e Turchia competono per il predominio economico e geopolitico. Come diretta conseguenza dello scontro tra Azerbaijan e Armenia nel 2020, l&#8217;Iran ha sempre meno controllo sul proprio confine settentrionale, mentre la Turchia ha guadagnato un <a href="https://www.aa.com.tr/en/economy/zangezur-corridor-to-provide-new-link-between-turkey-azerbaijan/2260088" target="_blank" rel="noreferrer noopener">corridoio</a> che connette l&#8217;Azerbaijan a discapito degli interessi regionali iraniani. Malgrado il <a href="https://nordicmonitor.com/2023/03/26020/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fastidio esplicito</a> del ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir Abdollahian, Tel Aviv non ha nascosto le <a href="https://www.mei.edu/publications/azerbaijan-and-israels-encirclement-iran">sue intenzioni</a> di usare l’alleanza Turchia-Baku come <a href="https://www.iranintl.com/en/202303057139">base</a> per attacchi in Iran, nonostante la <a href="https://www.iranintl.com/en/202303109470">smentita</a> azera. </p>



<p>“Vediamo nella presenza del regime sionista una minaccia alla pace e alla stabilità nella regione&#8221; <a href="https://nordicmonitor.com/2023/03/26020/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha avvertito</a> il ministro Abdollahian in una conferenza stampa con la controparte turca lo scorso 8 marzo. Agli occhi del presidente Ebrahim Raisi, la presenza israeliana in Azerbaijan è un tassello del più grande disegno di <strong>accerchiamento dell&#8217;Iran</strong> da parte dell’Occidente. Questa visione è aggravata dal sospetto che circonda l&#8217;<a href="https://www.rferl.org/a/one-person-shot-dead-azerbaijan-embassy-iran/32241998.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aggressione</a> all’ambasciata azera di Teheran di fine gennaio 2023. Il <strong>&#8220;corridoio Zangezur&#8221;</strong> che connetterebbe l&#8217;exclave azera del Nakhichevan con la Turchia tramite il sud dell&#8217;Armenia è fortemente osteggiato dall&#8217;Iran, che <a href="https://www.alphainstitute.it/2022/06/03/il-corridoio-di-zangezur-lo-snodo-commerciale-europeo-verso-lasia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non accetta</a> di essere bypassato né di modificare l&#8217;assetto territoriale e geopolitico della regione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo curdo </h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="652" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201311797_f66a8de526727c0b46c8d09e20b7338a-1024x652.jpg" alt="" class="wp-image-390807" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201311797_f66a8de526727c0b46c8d09e20b7338a-1024x652.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201311797_f66a8de526727c0b46c8d09e20b7338a-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201311797_f66a8de526727c0b46c8d09e20b7338a-768x489.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201311797_f66a8de526727c0b46c8d09e20b7338a-1536x979.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201311797_f66a8de526727c0b46c8d09e20b7338a-2048x1305.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201311797_f66a8de526727c0b46c8d09e20b7338a-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">11/01/2016 Istanbul (Turchia). Il presidente Erdogan partecipa al funerale di un soldato turco caduto in uno scontro a fuoco tra il Kurdistan Workers&#8217; Party (PKK) e le forze armate turche nel sud-est del Paese (EPA/TURKISH PRESIDENT PRESS OFFICE)</figcaption></figure>



<p>Il nord dell&#8217;Iraq – in particolare l&#8217;area contesa di <strong>Sinjar</strong> – rimane oggetto di grande rivalità geopolitica tra Iran e Turchia. Nel distretto di Sinjar, rilevante per la posizione strategica di frontiera ma anche per la ricchezza di risorse minerarie e l&#8217;abbondanza di falde acquifere che rendono i terreni coltivabili, Teheran <a href="https://jamestown.org/program/iranian-backed-iraqi-militias-deter-turkish-intervention-in-sinjar/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cementa</a> la sua presenza militare attraverso <strong>milizie sciite</strong>, mentre Ankara cerca di estromettere il <strong>PKK </strong>(che riconosce come organizzazione terrorista, come anche  Stati Uniti e Unione Europea) e i contingenti supportati dall&#8217;Iran. </p>



<p>Le policy turche in Iraq sono focalizzate sulla presenza di basi del PKK nella porosa area di confine siro-irachena. Lo scorso aprile, Ankara ha lanciato l&#8217;<strong>operazione <a href="https://www.voanews.com/a/turkey-launches-new-offensive-against-pkk-rebels-in-northern-iraq/6536148.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Claw-Lock</a></strong> per stanare i combattenti nel kurdistan iracheno; il governo di Baghdad <a href="https://www.rudaw.net/english/middleeast/iraq/21112022" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha condannato</a> duramente le operazioni turche oltre il confine, ma non si è attivato per affrontare la presenza terrorista nel nord e venire incontro ad Ankara.</p>



<p>Anche per Teheran la relazione con la popolazione curda è conflittuale. Diversi gruppi <strong>curdi iraniani </strong>hanno riparato nel nord iracheno da cui organizzano attacchi contro la Repubblica Islamica, attacchi ai quali i Pasdaran rispondono <a href="https://www.aljazeera.com/news/2022/11/21/iran-attacks-positions-in-northern-iraq-targeting-kurdish-groupso">regolarmente</a> con aggressioni oltre il confine. In seguito alle ultime incursioni, a novembre 2022 il governo iracheno ha convocato gli ambasciatori di Turchia e Iran <a href="https://english.alarabiya.net/News/middle-east/2022/11/24/Iraq-summons-Iran-Turkey-amid-border-tensions" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ammonendo</a>: &#8220;questi attacchi <strong>esulano</strong> dagli sforzi per <strong>contrastare il terrorismo </strong>a livello regionale&#8221;. </p>



<p>Pragmaticamente, il governo di Ankara teme la commistione tra i miliziani del PKK e i leader iraniani nel Kurdistan iracheno. Più diplomaticamente, Erdogan si augura che gli ayatollah sfruttino il loro ascendente per influenzare un <strong>governo filo-iraniano a Baghdad</strong> e gestire dall&#8217;interno il problema turco del PKK sia in Siria che in Iraq.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I riverberi del conflitto ucraino</h2>



<p>Un ulteriore fronte di contrapposizione si è aperto come conseguenza dell&#8217;aggressione russa in Ucraina. La Turchia, membro allineato del Patto Atlantico si trova opposta all&#8217;asse tra Teheran e Mosca, in cui la prima fornisce expertise ed equipaggiamento militare alla seconda. Va sottolineato comunque il tentativo di <a href="https://it.insideover.com/politica/nuovi-incontri-usa-russia-in-turchia-perche-istanbul-e-la-capitale-della-diplomazia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mediazione</a> della Turchia: Erdogan si è impegnato <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-lavora-nellombra-putin-disposto-a-tornare-ai-negoziati.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">su più tavoli</a> per mantenere buone relazioni con il Cremlino, ritagliando per il Paese il nuovo ruolo di facilitatore diplomatico. Il presidente turco ha messo a disposizione le proprie strutture e il sostegno dell&#8217; intelligence turca per il dialogo tra gli alleati Nato e i partner russi, e si è destreggiato in prima persona al telefono con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Proponendo il Paese come territorio neutrale, Erdogan ha segnalato la preferenza per la partecipazione e l&#8217;impegno diplomatico piuttosto che militare, diversamente da Teheran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il processo di Astana come opportunità détente</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201804739_67617870a8dc5a91eda1ba190c7941c1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-390809" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201804739_67617870a8dc5a91eda1ba190c7941c1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201804739_67617870a8dc5a91eda1ba190c7941c1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201804739_67617870a8dc5a91eda1ba190c7941c1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201804739_67617870a8dc5a91eda1ba190c7941c1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201804739_67617870a8dc5a91eda1ba190c7941c1-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230331201804739_67617870a8dc5a91eda1ba190c7941c1-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">19/07/2022. Il presidente russo Vladimir Putin, il presidente iraniano Ebrahim Raisi e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan posano per una foto in occasione di un meeting trilaterale (EPA/SERGEI SAVOSTYANOV / KREMLIN)</figcaption></figure>



<p>Il vertice di Astana ospitato e guidato da Mosca potrebbe rappresentare la più promettente opportunità per appianare le divergenze tra Iran e Turchia. A cominciare da un compromesso sulla questione siriana, il processo di Astana potrebbe sedare le tensioni tra i due vicini al punto da far loro preferire la continuazione e il rafforzamento dei rapporti commerciali piuttosto che una contrapposizione conflittuale che potrebbe potenzialmente sfociare in scontro aperto data la centralità dei punti di contesa tra i due.    L&#8217;inclusione della Repubblica Islamica, supporter principale del presidente Bashar al-Assad, nei negoziati patrocinati da Putin potrebbe essere la chiave per innescare un processo di intesa che sconvolgerebbe in positivo gli scenari analizzati, dall&#8217;Iraq all&#8217;Azerbaijan. I presupposti ci sono: in accordo con l&#8217;Iran, Ankara potrebbe infine ristabilire la relazione con Damasco, favorendo così il rientro dei rifugiati siriani e la rimozione della minaccia terrorista; Teheran vedrebbe la sua posizione finalmente normalizzata e potrebbe adottare una postura meno aggressiva. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ankara-e-teheran-vicini-diffidenti-che-minacciano-la-stabilita-regionale.html">Ankara e Teheran, vicini diffidenti che minacciano la stabilità regionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La cintura di fuoco del Kurdistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-cintura-di-fuoco-del-kurdistan-dossier-confini-di-fuoco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 13:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan iracheno]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121912163071_faee0ca9f663247f5927729fb4d85538-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121912163071_faee0ca9f663247f5927729fb4d85538-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121912163071_faee0ca9f663247f5927729fb4d85538-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121912163071_faee0ca9f663247f5927729fb4d85538-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121912163071_faee0ca9f663247f5927729fb4d85538-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121912163071_faee0ca9f663247f5927729fb4d85538-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121912163071_faee0ca9f663247f5927729fb4d85538-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da decenni i curdi non riescono a formare uno stato unitario, complice la divisione in vari paesi e le tensione dell'intero Medio Oriente. Un caso in cui è difficile trovare una continuità lungo i confini</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cintura-di-fuoco-del-kurdistan-dossier-confini-di-fuoco.html">La cintura di fuoco del Kurdistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121912163071_faee0ca9f663247f5927729fb4d85538-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121912163071_faee0ca9f663247f5927729fb4d85538-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121912163071_faee0ca9f663247f5927729fb4d85538-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121912163071_faee0ca9f663247f5927729fb4d85538-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121912163071_faee0ca9f663247f5927729fb4d85538-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121912163071_faee0ca9f663247f5927729fb4d85538-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_2022121912163071_faee0ca9f663247f5927729fb4d85538-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quasi trentacinque milioni (c’è chi azzarda anche 45) di persone divise in un territorio compreso fra <strong>Iran</strong>, <strong>Iraq</strong>, <strong>Turchia</strong> e <strong>Siria</strong>: i curdi costituiscono il 20% della popolazione in Iraq e Turchia ed il 10% in Siria e Iran. Il popolo curdo, nonostante le sue dimensioni e un carattere così fortemente identitario, non è mai riuscito ad ottenere la nascita ed il riconoscimento di un Kurdistan libero. La ragione è da rintracciarsi non solo nel gioco delle grandi potenze, intervenuto a seguito del disfacimento dell’impero ottomano, bensì nella volontà delle grandi nazioni mediorientali che mai acconsentirono alla nascita di uno stato talmente esteso al centro del Medio Oriente.</p>



<p>Dal primo conflitto mondiale a oggi, le popolazioni e le regioni curde all’interno di Turchia, Iran, Siria e Iraq sono rimaste al centro dei tumulti geopolitici contemporanei, dalla <em>war on terror</em> post-11 settembre fino alle <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-si-infiamma-anche-il-kurdistan.html">proteste in Iran</a> delle ultime settimane. Tuttavia, sarebbe un errore considerare il mondo curdo come un’amalgama omogenea: ognuna delle quattro regioni, infatti, gode di condizioni geopolitiche differenti e di diversi gradi di autonomia. Sebbene condividano un&#8217;identità etnica comune e siano prevalentemente musulmani sunniti, i curdi non hanno rappresentanti transfrontalieri, politiche comuni o un&#8217;unità di difesa militare congiunta. Ciò li espone a un ulteriore rischio di attacco da parte degli stati della regione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="753" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente-1024x753.png" alt="" class="wp-image-235302" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente-1024x753.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente-300x221.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente-768x565.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/mappa-curdi-medio-oriente.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il Kurdistan turco</h2>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/terrorismo/istanbul-a-chi-giova-un-attentato-proprio-adesso.html">L’attentato a Istanbul</a></strong> di alcune settimane fa è l’espressione paradigmatica del problematico rapporto tra Ankara e il mondo curdo. Se da un lato il governo centrale alterna da decenni il metodo del bastone e carota, i curdi di Turchia vivono una schizofrenia tra rivendicazioni, angherie e predominanza della voce del loro braccio armato, la cui storia spesso offusca le richieste pacifiche dal basso. Dal canto suo, negli ultimi venti anni Erdogan ha affrontato la questione curda soprattutto con un occhio alle proprie esigenze politiche. Del resto, la designazione del <strong>Pkk </strong>come organizzazione terroristica e <a href="https://it.insideover.com/politica/tutte-le-richieste-di-erdogan-alla-nato.html">il tira e molla nella NATO </a>per costringere i Paesi scandinavi a trattare il rimpatrio di cittadini curdi, è la prova di come le cose vadano ulteriormente complicandosi.</p>



<p>Eppure, il rapporto tra Erdogan e il mondo curdo non era affatto cominciato in maniera burrascosa. Anzi, erano in molti a pensare che il mondo curdo avrebbe guadagnato molto dall’ascesa del sultano. I passi del Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp) per normalizzare l&#8217;identità curda, introducendo pacchetti di riforme negli stessi anni in cui tentava di aderire all&#8217;Unione europea, hanno aiutato Erdogan nel conquistare il cuore dei curdi. Sebbene le riforme dell&#8217;Akp facessero parte del processo di adesione all&#8217;Ue e fossero anche progettate per minare l&#8217;influenza dell&#8217;esercito sulla politica, questi passi hanno indirettamente migliorato lo status e le condizioni della popolazione curda della Turchia. Per molti curdi, l&#8217;Akp risultava più inclusivo di altri partiti di opposizione che non accennavano ad alcun tipo di riforma. Quando il processo di pace è iniziato nel gennaio 2013, molti curdi credevano che Erdogan e Abdullah Öcalan, avrebbero raggiunto un accordo e, dunque, una tregua.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="712" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219123115766_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1346652-1024x712.jpg" alt="" class="wp-image-378132" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219123115766_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1346652-1024x712.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219123115766_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1346652-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219123115766_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1346652-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219123115766_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1346652-1536x1068.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219123115766_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1346652-2048x1423.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219123115766_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1346652-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Un dimostrante curdo con una bandiera che raffigura il laeder del Pkk Abdullah Ocalan (Foto: EPA/WAEL HAMZEH)</figcaption></figure>



<p>Tuttavia, i negoziati alla fine non sono riusciti a produrre una pace sostenibile tra le parti. Ciò è dovuto alla decisione del Partito democratico popolare filo-curdo (Hdp) di candidarsi alle elezioni del giugno 2015 come partito unico invece che come candidati indipendenti. L&#8217;Hdp ha sostenuto che il processo di pace avrebbe avuto successo solo se l&#8217;Akp avesse considerato l&#8217;Hdp come un attore politico legittimo e avesse tollerato i suoi interessi politici. Alla fine, l&#8217;Hdp è riuscito a superare la soglia del 10% per la rappresentanza elettorale in parlamento, conquistando 80 seggi. Il successo dell&#8217;Hdp ha cambiato la composizione del parlamento e l&#8217;Akp ha perso la maggioranza per la prima volta da quando è salito al potere nel 2002. Dopo la battuta d&#8217;arresto elettorale dell&#8217;Akp, nell&#8217;estate del 2015 sono ricominciati gli scontri tra le forze di sicurezza turche e il Pkk.</p>



<p><strong>Le elezioni del 2023 si avvicinano</strong>, con tutto il carico che queste portano. L&#8217;evidente attrito tra i due riferimenti politici dei curdi di Turchia, Abdullah Öcalan e Selahattin Demirtaş, forniscono sia possibilità che ostacoli per Erdogan. I negoziati segreti con Öcalan potrebbero facilitare le divisioni all&#8217;interno del movimento curdo, privando alcuni elettori curdi del loro sostegno all&#8217;opposizione nelle elezioni del prossimo anno. Alcuni curdi, specialmente quelli che vivono nel sud-est della Turchia, potrebbero boicottare le elezioni se Öcalan li invitasse a farlo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Kurdistan iraniano</h2>



<p>I curdi iraniani sono tornati alla ribalta nelle ultime settimane, sulla scia delle proteste che stanno mettendo a ferro e fuoco l’Iran. Tutto nasce dal fatto che la giovane <strong>Mahsa Amini</strong>, simbolo delle proteste antiregime, fosse originaria di Saqqez, capoluogo dello <em>shahrestān</em> di Saqqez, nella provincia iraniana del Kurdistan, porzione nord-occidentale del Paese, dove vivono circa 8 milioni i curdi. Le proteste di questi giorni devono essere apparse un’occasione ghiotta per il regime al fine di intensificare la stretta sui gruppi curdi, anche in Iraq. Nell’area, infatti, Mahsa Amini è stata assurta a eroina etnica ed è proprio qui che sono cominciate le ribellioni. </p>



<p>Le forze di sicurezza, che a metà novembre sembravano aver iniziato a perdere il loro punto d&#8217;appoggio nelle città di Izeh nella provincia di Khuzestan e Malekshahr nella provincia di Esfahan, hanno continuato a sparare contro i manifestanti, uccidendo almeno due ragazzini a Malekshahr e molti altri a Izeh, tra cui un bambino di 10 anni. Il bambino-<strong>Kian Pirfalak</strong>-è diventato subito una nuova icona delle proteste. Gli attacchi sono stati così brutali che la Repubblica islamica ha scelto di non assumersene la responsabilità. A seguire si è infiammata anche a Mahabad, una piccola città a maggioranza curda nella provincia dell&#8217;Azarbaijan occidentale, dove i residenti hanno barricato le strade e si sono mossi in formazioni tattiche per prendere il controllo della città. La Repubblica islamica ha schierato veicoli militari e represso i manifestanti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219141023101_d09562d1a4dc5731f42e6c2c95d90d98-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-378147" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219141023101_d09562d1a4dc5731f42e6c2c95d90d98-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219141023101_d09562d1a4dc5731f42e6c2c95d90d98-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219141023101_d09562d1a4dc5731f42e6c2c95d90d98-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219141023101_d09562d1a4dc5731f42e6c2c95d90d98-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219141023101_d09562d1a4dc5731f42e6c2c95d90d98-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219141023101_d09562d1a4dc5731f42e6c2c95d90d98-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Proteste nel Kurdistan iraniano (Foto: EPA/Gailan Haji)</figcaption></figure>



<p>I curdi in Iran subiscono una <strong>discriminazione istituzionale</strong> che ne pregiudica l&#8217;accesso servizi di base come l&#8217;alloggio, il lavoro e l&#8217;istruzione. La situazione è particolarmente complessa per coloro che diventano operativi, o sono percepiti come tali, nelle attività politiche curde. Le autorità non tollerano qualsiasi attività collegata ai gruppi politici curdi e a coloro che sono coinvolti si aprono le porte degli arresti arbitrari, detenzioni prolungate e abusi fisici.</p>



<p>Questo giustifica, secondo il governo di Teheran, <strong>le incursioni della Repubblica Islamica in Iraq</strong>, considerata la base dei ribelli curdi. Tra questi, il Komala, partito del Kurdistan iraniano e il Kdpi, il Partito democratico del Kurdistan dell’Iran. Le relazioni tra Iran e il Kurdistan iracheno restano suscettibili al quadro internazionale e non solo alle vicende interne: la questione irrisolta di un ritorno all&#8217;accordo nucleare e delle sue possibili conseguenze, la graduale riduzione dell&#8217;impronta militare statunitense in Iraq e del rafforzamento al potere dei conservatori iraniani. La risposta dell&#8217;Iran al referendum curdo iracheno per l&#8217;indipendenza del 2017 e la sua soppressione del rilancio dell&#8217;attività armata da parte dei partiti curdi iraniani che operano dall&#8217;Iraq chiarisce che Teheran non esiterà a intervenire per difendere i suoi interessi di sicurezza negli anni a venire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I curdi in Siria</h2>



<p>I curdi sono il 5% della popolazione siriana, il che ne fa la più grande minoranza etnica del Paese. Sono concentrati prevalentemente nel nord e nel nord-est e, a partire dallo scoppio della guerra civile, la maggior parte delle regioni a maggioranza curda in Siria sono state inglobate nella cosiddetta Amministrazione autonoma della Siria del Nord-Est, meglio conosciuta come <strong>Rojava</strong>.</p>



<p>La condizione dei curdi siriani è vittima triplice delle pressioni esercitate dalla Turchia, dalla guerra civile che insanguina il Paese e dalle vicende legate alle incursioni dello Stato Islamico. I Curdi siriani sono tornati sotto attacco da quando, il 20 novembre scorso, il presidente Erdogan ha lanciato l&#8217;operazione aerea &#8220;<strong>Claw-Sword</strong>&#8221; nel nord-est della Siria come rappresaglia per l&#8217;attacco mortale a Istanbul il 13 novembre. Ankara ha attribuito l&#8217;attacco, che ha provocato sei morti e decine di feriti, all&#8217;Ypg curdo siriano (Unità di protezione del popolo curdo), che ha fortemente negato la responsabilità dell&#8217;attentato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="688" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/Agenzia_Fotogramma_IPA2919801-1024x688.jpg" alt="" class="wp-image-378152" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/Agenzia_Fotogramma_IPA2919801-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/Agenzia_Fotogramma_IPA2919801-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/Agenzia_Fotogramma_IPA2919801-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/Agenzia_Fotogramma_IPA2919801-1536x1033.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/Agenzia_Fotogramma_IPA2919801-2048x1377.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/Agenzia_Fotogramma_IPA2919801-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>I combattenti curdi dell&#8217;YPG a Kobane in Siria (Foto: LAURENCE GEAI/SIPA/1502131750)</figcaption></figure>



<p>Le Forze democratiche siriane (Sdf) dominate dai curdi, un&#8217;alleanza di milizie sostenuta dagli Stati Uniti e dominata dall&#8217;Ypg, accusa la Turchia di usare i bombardamenti come pretesto per lanciare un&#8217;offensiva transfrontaliera a lungo pianificata. Se la Turchia mette in atto le sue minacce, &#8220;saremo costretti ad ampliare la portata di questa guerra&#8221; per includere l&#8217;intera area di confine, ha affermato Mazloum Abdi, comandante in capo delle Sdf. Le Sdf, sostenute dagli Stati Uniti, hanno guidato la lotta contro l’Isis, respingendo lo stato islamico da aree strategiche vitali, inclusa la loro capitale <em>de facto</em> Raqqa. </p>



<p>Ma la Turchia considera l&#8217;Ypg un gruppo terroristico, vedendolo come il braccio siriano del Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Tra il 2016 e il 2019, la Turchia ha condotto tre importanti operazioni nel nord della Siria contro le milizie e le organizzazioni curde e il presidente turco ha più volte affermato di voler creare una &#8220;zona di sicurezza&#8221; di 30 km lungo il confine meridionale del Paese. Questo “diritto” turco di bombardare il confine è un residuo di un vecchio patto, chiamato &#8220;accordo di Adana&#8221; del 1998, che consentiva ad Ankara di entrare in Siria per inseguire “terroristi” legati al Pkk. Ciò ha eroso la sovranità della Siria, alla quale il regime siriano ha acconsentito perché temeva un&#8217;invasione turca.</p>



<p>I curdi siriani non si fidano nemmeno più degli Stati Uniti. Washington non è intervenuta quando la Turchia ha preso <strong>Afrin</strong> nel 2018 e ancor meno nell&#8217;ottobre 2019, quando ha conquistato Tal Abyad e Ras al-Ain. In ogni occasione, gli ausiliari arabi e turkmeni dell&#8217;esercito turco hanno effettuato une vera pulizia etnica della popolazione curda. L&#8217;Occidente sta fornendo aiuti di emergenza alla regione, ma questo non è sufficiente per un processo di ricostruzione, che non è nell&#8217;agenda dei donatori. Inoltre, gli aiuti umanitari ed economici generano una spudorata corruzione, proprio come in Afghanistan. La popolazione è frustrata dal fatto che gli aiuti vengano dirottati da una minoranza che si autoarricchisce e questo rischia di fungere da carburante per una recrudescenza dello Stato Islamico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="894" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-1024x894.jpg" alt="" class="wp-image-376894" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-1024x894.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-300x262.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-768x671.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-1536x1342.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-2048x1789.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/situazione-siria-nov-2022-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Mappa di Alberto Bellotto</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I curdi in Iraq</h2>



<p>Le vicende dei curdi iracheni sono invece legate non solo ai tumulti della regione, ma suscettibili anche del <strong>rapporto complesso tra Iran e Iraq</strong>: allo scoppio della guerra tra le due nazioni, infatti, le autorità irachene ordinarono le deportazioni di migliaia di curdi in Iran. I deportati erano in maggioranza donne, vecchi e bambini, mentre i maschi venivano arrestati e imprigionati. I curdi costituiscono circa un quinto della popolazione irachena e vivono in maggioranza nelle tre province dell&#8217;Iraq settentrionale che vanno a formare nell&#8217;insieme il Kurdistan iracheno.</p>



<p>Al momento, la situazione dei curdi iracheni li vede stretti in <strong>una morsa a tenaglia da parte di Turchia e Iran</strong>. L’Iraq sta sigillando i suoi confini con la Turchia e l’Iran per contrastare le frequenti violazioni dei due Paesi alla propria sovranità nazionale. Lo ha deciso il neo premier Mohammed Shia’ al-Sudani, che ha ordinato di rafforzare tutte le postazioni nelle aree coinvolte. A questo proposito verranno inviate nuove armi ed equipaggiamenti che contribuiranno al miglioramento del monitoraggio e alla prevenzione degli sconfinamenti. L’unico elemento incerto riguarderà proprio la protezione del Kurdistan iracheno, recentemente preso di mira da Teheran per annientare i gruppi interni di opposizione curdi. I vertici militari di Baghdad non hanno, infatti, nominato la regione tra quelle che subiranno un aggiornamento del cordone di sicurezza. Di contro, però, Erbil può contare su numerosi partner internazionali.</p>



<p>Tra le proteste nel nord-ovest dell&#8217;Iran per la morte di Mahsa Amini, il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane (Irgc) ha attaccato i siti di gruppi curdi iraniani dissidenti di stanza proprio tra i governatorati iracheni di Erbil e Sulaymaniyah. L&#8217;Iran accusa i gruppi ribelli curdi iraniani in esilio di alimentare la recente insurrezione nel nord-ovest del Paese. L&#8217;unificazione del Partito democratico del Kurdistan &#8211; Iran (KDP-I) ​​- e del Partito democratico del Kurdistan iraniano (PDKI) nell&#8217;agosto 2022 ha probabilmente pre-segnalato a Teheran una potenziale escalation di ribelli. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="691" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219145104876_1df9f14a07c75397178371b0b73b22df-1024x691.jpg" alt="" class="wp-image-378158" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219145104876_1df9f14a07c75397178371b0b73b22df-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219145104876_1df9f14a07c75397178371b0b73b22df-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219145104876_1df9f14a07c75397178371b0b73b22df-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219145104876_1df9f14a07c75397178371b0b73b22df-1536x1037.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219145104876_1df9f14a07c75397178371b0b73b22df-2048x1382.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221219145104876_1df9f14a07c75397178371b0b73b22df-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Combattenti Peshmerga nel Kurdistan iracheno (Foto: EPA/GAILAN HAJI)</figcaption></figure>



<p>Gli analisti regionali, in questa fase, vedono l&#8217;Iran e la Turchia alle prese con il tentativo di legittimare la copertura per i loro interventi in Iraq attraverso la partecipazione al prossimo <strong>vertice di Amman sull&#8217;Iraq</strong>. Il 20 dicembre nella capitale giordana, Amman, è previsto un summit che coinvolgerà Iran, Turchia, alcuni Paesi arabi e la Francia. Non è noto se gli Stati del Golfo parteciperanno a questo incontro, in un momento in cui Teheran vorrebbe allontanare l&#8217;Iraq dall&#8217;influenza del Golfo, poiché i Paesi chiave della regione sono impegnati a riorganizzare le loro relazioni con le maggiori potenze mondiali.</p>



<p>I <em>rumors</em> sostengono che l&#8217;Iran stia lavorando dietro le quinte per garantire che il vertice iracheno si svolga senza la partecipazione del Golfo. Questo consentirà a entrambe le potenze regionali non arabe di legittimare i loro interventi nel nord e nell&#8217;est dell&#8217;Iraq contro i curdi e di ampliare la loro invasione territoriale senza timore di alcuna risposta tangibile da parte di Baghdad. L&#8217;Iran potrebbe stare sfruttando la distrazione degli Stati del Golfo circa la revisione del loro impegno con le maggiori potenze, inclusi gli Stati Uniti e la Cina, poiché gli sviluppi di petrolio e gas hanno reso la regione una calamita per le principali nazioni industrializzate. L’obiettivo di Teheran potrebbe, dunque, andare ben oltre il controllo politico dell&#8217;Iraq, cercando di divenire partner con Francia e Turchia nei progetti economici in iracheni. Sulla pelle dei curdi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cintura-di-fuoco-del-kurdistan-dossier-confini-di-fuoco.html">La cintura di fuoco del Kurdistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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