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	<title>Kashmir Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 27 Sep 2023 14:58:23 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Kashmir Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Le regioni al confine strette tra Cina e Pakistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/le-regioni-al-confine-strette-tra-cina-e-pakistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/gum_india_2023_016.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/gum_india_2023_016.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/gum_india_2023_016.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È circondato da monti innevati e il suo nome si perde nella leggenda: è il Kashmir</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/le-regioni-al-confine-strette-tra-cina-e-pakistan.html">Le regioni al confine strette tra Cina e Pakistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/gum_india_2023_016.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/gum_india_2023_016.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/gum_india_2023_016.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div
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                        Società
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                        18.07.2023
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                <h1 class="article__title">
                    Le regioni al confine strette tra Cina e Pakistan
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                        È circondato da monti innevati e il suo nome si perde nella leggenda: è il Kashmir
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                Marco Gualazzini
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<p>È circondato da monti innevati e il suo nome si perde nella leggenda: è il Kashmir. Per alcuni indica la terra essiccata dall’acqua. Per altri, invece, le zone abitate da Kashyapa, uno dei sette antichi saggi citati nel Ṛgveda. Per altri ancora è l’oceano di confine. Ed è proprio l’idea di confine ad essere il tratto caratteristico del Kashmir, centro in cui si contendono gli interessi indiani, pakistani e cinesi. Oggi come ieri.</p>



<p>“Non avevo mai visto elezioni in Kashmir”, racconta Tousee Raina, sindaco di Baramulla. “Sono nato nella parte storica della città e credetemi: le percentuali di voto erano molto basse. Il popolo del Kashmir soffriva molto, c’era molto terrorismo. Ma adesso è tutto sotto controllo, grazie alle ottime misure adottate dal governo”. Questa regione, infatti, per anni è stata funestata dal terrorismo. I gruppi più attivi sono quelli islamisti, foraggiati dal Pakistan. In particolare Lashkar-e-Tayyaba (LeT), ovvero l’“Esercito del Bene”, e Harkat ul-Ansar. Gruppi che hanno insanguinato la regione per anni, con scopi innanzitutto secessionistici. Strapparla all’India in favore del Pakistan. Eppure, nonostante le tensioni e la continua minaccia terroristica, il Kashmir sta provando ad andare avanti, dotandosi anche di regole sempre più democratiche. “Sono così contento quando le persone vengono da me e dicono: ‘Vogliamo connetterci al processo democratico’. Sentono una sensazione di speranza”, prosegue Tousee Raina. Ma terra di confine non è solo il Kashmir.&nbsp;</p>



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<p>Un’altra area dove si estendono le mire di altri attori regionali, in questo caso la Cina, è l’Himachal Pradesh. Nel 1950 Mao invade questa regione per annetterla alla Cina. Il Dalai Lama fugge e viene soccorso dagli indiani. Prova a organizzare la resistenza e offre una soluzione diplomatica a Pechino. Ma non c’è nulla da fare. </p>



<p>“Sua Santità è stato molto esplicito e chiaro: ‘Nascerò solo in un Paese libero’. Non appena il Tibet è stato occupato illegalmente, l’unico Paese che ci ha contattato è stata l’India”, spiega Rinzin Choedon, presidente di <em>Student for a free Tibet-India</em>. “Anche da parte del governo indiano, è stata molto chiara la posizione che la Cina non ha proprio alcun diritto di scegliere il prossimo Dalai Lama. Quello che noi chiamiamo il vero Panchen Lama, è stato rapito dal governo cinese non appena è stato riconosciuto da Sua Santità. È stato arrestato quando aveva solo sei anni. Ci sono dichiarazioni ufficiali che dicono che sta bene, non vuole essere disturbato. Quindi, che cosa ne deduci?”. Il futuro del Tibet è incerto. La Cina continua a volter dominare l’area. Eppure i tibetani non si fermano: “In questo momento stiamo prosperando”, prosegue Rinzin Choedon, “con tutte le strutture fornite dal governo indiano ora siamo in grado di avere una nostra comunità. Questo ha aiutato immensamente, per mantenere quel fuoco vivo, per combattere per la nostra libertà e per il nostro Paese. L’India è una casa lontana da casa”.&nbsp;</p>


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                                    Marco Gualazzini
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			</item>
		<item>
		<title>Stupro legittimo: silenzio colpevole nella Jihad del Kashmir</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/donne/stupro-legittimo-silenzio-colpevole-nella-jihad-del-kashmir.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Quarta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Apr 2022 05:07:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Estremismo islamico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=reportage&#038;p=344372</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-1536x1096.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-2048x1461.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le donne del Kashmir confessano anni di violenze ed abusi sistematici da parte dei militanti islamici nella valle. 25 dicembre 2021, Srinagar “Ad un certo punto, tutto ciò che chiedevo loro era soltanto che non mi prendessero sul pavimento così duro e freddo – la mia schiena non l’avrebbe sopportato, ed il bambino non ancora &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/stupro-legittimo-silenzio-colpevole-nella-jihad-del-kashmir.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/stupro-legittimo-silenzio-colpevole-nella-jihad-del-kashmir.html">Stupro legittimo: silenzio colpevole nella Jihad del Kashmir</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-1536x1096.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220228104046992_14f29ea564a55e76b9b6490b91d94cac-2048x1461.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>Le donne del Kashmir confessano anni di violenze ed abusi sistematici da parte dei militanti islamici nella valle.</em></p>
<p><strong><em>25 dicembre 2021, Srinagar</em></strong></p>
<p>“Ad un certo punto, tutto ciò che chiedevo loro era soltanto che non mi prendessero sul pavimento così duro e freddo – la mia schiena non l’avrebbe sopportato, ed il bambino non ancora nato dentro di me sarebbe morto, gli dicevo. Ma non mi hanno mai ascoltata.”</p>
<p>Fatima aveva singhiozzato sommessamente per gran parte della nostra intervista. A malapena più forte della lieve brezza fresca che attraversava il secco chinar fuori dalla spoglia stanza in cui eravamo seduti.</p>
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<p><script>ga("set", "video_embed", "youtube_9-0N7-8uo-U");</script></p>
<p>Ma a questo punto, il suo pianto si era trasformato in un lamento disperato, come quello di un bambino. I suoi grandi occhi umidi di lacrime si spostavano da me all’interprete, fino alle donne della troupe – una per volta – chiedendo silenziosamente se stessimo registrando le ingiustizie da lei subite.</p>
<p>“Questa è davvero jihad? È questa la loro pietà?” ha aggiunto – mentre una nota di rabbia si insinuava nel tono monotono della sua disperazione.</p>
<p>“Ero molto bella quando ero giovane,” ha continuato dopo qualche minuto – pulendosi il naso con il velo. “Tutti lo dicevano. Tutti. Mi sarei potuta trovare un buon uomo da sposare e avrei potuto vivere una vita degna.”</p>
<p>I miliziani arrivarono nella sua casa di Ganderbal per la prima volta nel 2005, quando Fatima aveva appena compiuto 14 anni. E la bellezza di cui la piccola si era vantata, si tramutò presto in una maledizione che l’avrebbe tormentata per tutta la sua vita adulta.</p>
<blockquote><p>I militanti bussarono alla nostra porta e chiesero dell’acqua. Aprimmo la porta, è allora che mi videro. Da quel momento, hanno cercato qualsiasi scusa per venire a casa nostra.</p></blockquote>
<p>Poco dopo suo padre, un operaio a retribuzione giornaliera, venne ucciso non lontano dalla loro abitazione. E, senza il capofamiglia in casa, lei divenne una preda facile.</p>
<p>“Vennero a casa nostra, mi spogliarono e mi chiesero di giacere nel letto con loro. Quando rifiutai, mi presero per i capelli e mi buttarono per terra”.</p>
<p>I reiterati stupri di gruppo si perpetrarono fino al compimento del suo diciassettesimo compleanno, quando chiese a suo madre e ai suoi zii di farla sposare e di mandarla lontano dal suo villaggio natale, sperando che il suo incubo potesse così avere fine.</p>
<p>“Ero rovinata – nessun uomo mi avrebbe sposata. Così, mi sposarono ad un cugino di primo grado, paralizzato in sedia a rotelle, che viveva in un altro villaggio. Ma anche allora non si fermarono. Trovarono il mio nuovo indirizzo e cominciarono a venire anche lì. Non smisero nemmeno quando ebbi il primo figlio con mio marito ed il secondo era in arrivo.”</p>
<p>L’abuso fisico prolungato ha lasciato a Fatima una gravidanza piena di gravi complicazioni e delle lesioni spinali.</p>
<p>Per quanto sia raccapricciante, la storia di Fatima non è di certo eccezionale. Le investigazioni per questa storia hanno riportato casi simili in tutti i distretti del Jammu e del Kashmir.</p>
<p>Alcuni dati dell’Ufficio nazionale per i crimini indiano mostrano che il numero di casi di violenza contro le donne nel Jammu e nel Kashmir è aumentato dell’<strong>11%</strong> (da 3069 nel 2019 a <strong>3414</strong> nel 2020) – e questo nonostante il dato nazionale sia diminuito dell’8,3% nello stesso periodo.</p>
<p>1744 casi di “aggressioni nei confronti di donne con l’intento di violare la loro modestia”, più 243 casi di stupro, sono stati riportati soltanto nel 2020.</p>
<p>Dato il basso tasso di segnalazione ed il velo di feroce vergogna e boicottaggio sociale che accompagna uno stupro – specialmente in una società così conservatrice e patriarcale come quella del Kashmir – è probabile che i numeri reali siano significativamente più alti.</p>
<blockquote><p>Oltre ai numeri, è l’impressionante somiglianza nello schema del modus operandi dei militanti a risaltare nelle narrazioni.</p></blockquote>
<p>Come in tutte le guerriglie nel mondo, i militanti del Kashmir cercavano riparo e viveri dai locali. Ma presto le loro richieste si trasformavano nel trovare un modo per sfamare i loro bisogni carnali.</p>
<p>“Uomini in gruppi di cinque-sette persone vennero a casa nostra a chiedere del cibo – specialmente della carne,” ha detto Afroza da Baramulla.</p>
<p>“Non avevamo abbastanza per sfamare tutti ma nostro padre fece del suo meglio per servirli. Avevamo solo due stanze nella nostra piccola casa, e loro [i militanti] ne occupavano una. Noi donne stavamo segregate in cucina tutto il giorno.”</p>
<p>“Portateci dell’acqua – ordinavano dalla loro camera. E quando entravo, mi prendevano e iniziavano a toccarmi e molestarmi. Avevo poco meno di 12 anni allora. Non comprendevo nemmeno tutto quello che mi veniva fatto. Ciò che sapevo era che lo sentivo sbagliato e doloroso. Ed è andato avanti per moltissimo tempo.”</p>
<p>Ci è voluto molto tempo perché Afroza raccogliesse il coraggio per confidarsi con suo padre – una decisione di cui si pentì immediatamente.</p>
<p>“Mio padre chiese educatamente ma in modo deciso agli uomini di lasciare i bambini fuori da questo tipo di cose. Furiosi per una tale ammonizione, il giorno seguente portarono mio padre al mercato, e lo ammazzarono davanti a tutti.”</p>
<p>I militanti non hanno risparmiato nemmeno la sorella minore di Afroza – che aveva appena compiuto i 9 anni.</p>
<p>“Era troppo giovane per essere violentata. Quindi non lo fecero, però molestarono e toccarono anche lei.”</p>
<p>“In un luogo in cui la grande violenza è così comune, non c’è da sorprendersi se la violenza di genere non è un problema prioritario,” ha spiegato Mantasha Rashid, fondatrice del Kashmir Women’s Collective – un fondo a sportello unico che dà supporto alle vittime di violenza di genere.</p>
<blockquote><p>Gli stupri e le aggressioni a cui ti riferisci sono come effetti collaterali. Le donne sono vittime del fuoco incrociato in ogni regione di conflitto, ed il corpo della donna nemica è visto come un bottino di guerra da tutte le parti belligeranti.</p></blockquote>
<p>Il fatto che le donne diventino bottino di guerra da saccheggiare è evidente nella storia di Bismah.</p>
<p>“Eravamo tutti a casa la notte in cui i militanti presero mio marito e lo ammazzarono,” ha raccontato Bismah, ricordando la notte in cui suo marito – un autista – è stato assassinato poiché sospettato di essere una spia.</p>
<p>“Subito dopo la sua uccisione, mi presero con la forza. Fui violata in tutti i modi possibili… quantità indicibili di tortura ed umiliazione.”</p>
<p>“L’assassinio di mio marito non era stata una vendetta sufficiente,” ha detto. Il primo stupro di gruppo neppure. “La mia tortura è andata avanti per anni. L’incubo cominciato quando avevo 18 anni è continuato fino ai miei 27.”</p>
<p>Oltre ad una società iper-conservatrice che rende le violenze un fardello che le vittime si devono portare appresso, ciò che aggrava il problema nel Kashmir è il fatto che è politicamente sconveniente riconoscere stupri ed aggressioni commessi dai custodi della fede e difensori della Sharia.</p>
<p>Negli anni ’90, quando la militanza ha per la prima volta assunto la sua forma attuale, la jihad nel Kasmir era vista come un movimento popolare alla ricerca della libertà dallo Stato indiano. Le donne venivano incoraggiate ad aiutare i militanti svolgendo ruoli di supporto, cucinando, pulendo ed offrendo riparo e comfort a coloro che combattevano quella giusta battaglia.</p>
<p>Molti leader politici radicali del Kashmir hanno incitato le donne a dare i propri corpi agli uomini che combattevano la guerra santa – diventando mogli e madri orgogliose di miliziani. Movimenti quali il Dukhtaran-e-Millat, guidato da donne, invocavano l’implementazione della Sharia più dura, che venisse inflitta picchiando le donne che non rispettassero il codice di abbigliamento o i criteri del rigore religioso.</p>
<p>Per questa classe politica, voltarsi ed ammettere che quei combattenti aureolati della giustizia potessero essere non soltanto violatori della moralità, ma addirittura malvagi, è una verità sconveniente.</p>
<p>“Non voglio espormi e dire che la società del Kashmir è particolarmente sbagliata o patriarcale, perché potrei essere fraintesa,” ha detto Rashid del Kashmir Women’s Collective. “Ogni volta che si parla del Kasmir bisogna scegliere con cura le parole, altrimenti il discorso viene deviato dalla narrativa politica più generale.”</p>
<p>Rashid ha ragione.</p>
<p>Visto il polarizzato dibattito sul Kashmir, ammettere i crimini di una parte può essere tranquillamente frainteso come parteggiare per quella opposta. È evidente dalle posizioni prese e in seguito abdicate sia da accademici che da attivisti.</p>
<p>Prendiamo in esempio un report dell’Osservatorio dei Diritti Umani del 2006 sugli stupri nel Kashmir, condiviso dal direttore in Asia meridionale, Meenakshi Ganguly. Il report riconosce che gli abusi sono stati commessi sia da forze dello Stato che da miliziani, ma non c’è alcun dato che provi la colpa di questi ultimi.</p>
<p>“Se nelle aree di conflitto armato la violenza sessuale è all’ordine del giorno, le sopravvissute possono scegliere di non riportare tali crimini,” ha aggiunto poi Ganguly. “Un’azione necessaria nel Kashmir sarebbe la creazione di un’infrastruttura sanitaria forte che includa il supporto psicologico-sociale, così che le persone possano ricevere l’aiuto di cui necessitano in spazi di cui si fidano.”</p>
<p>Quando le viene chiesto di parlare della distorsione di questi dati, risponde: “Quando stavamo portando avanti le ricerche per questo report, non abbiamo ricevuto alcuna lamentela di violenze da parte dei militanti.”</p>
<p>“A chi avrei dovuto raccontarlo?” ha controbattuto Chasfeeda dall’Uri.</p>
<p>Le avevo chiesto perché fosse rimasta in silenzio così tanto tempo e avesse deciso di parlare soltanto ora.</p>
<p>“Ero povera, analfabeta e completamente senza speranza. Nessuno era interessato ad ascoltarmi. In questi frangenti nessuno sta dalla parte dei poveri. Specialmente di una donna povera. Sei la prima persona in tutti questi anni che è venuta a farmi domande, e io ti sto rispondendo!”</p>
<p>Un gruppo di miliziani che visitava spesso il loro villaggio aveva allontanato suo marito con la scusa di alcune faccende da sbrigare.</p>
<p>“[…] Si parcheggiarono a casa nostra e rifiutavano di andarsene. Dacci da mangiare – dicevano, e consumavano ogni briciola di ciò che avevo in casa. Ma anche dopo aver mangiato si rifiutavano di andarsene. Allora mi presero con la forza e mi violentarono.”</p>
<p>“Non so a quale gruppo appartenessero o quale fosse la loro fazione politica. Ma qualsiasi moralità o pietà predichino è fasulla. Serve solo a confondere la gente. Soltanto Allah sa quale orrore giace davvero nei loro cuori.”</p>
<p>“Così tanti di loro mi hanno violentata talmente tante volte che… ho perso il conto. Nell’oscurità, non potevo nemmeno dire se fossero 4 o 8 per volta. Mi hanno divorata finché tutta la mia carne fosse consumata, per poi lasciarmi pelle ed ossa, come sono ora.”</p>
<p><em>Tutti i nomi delle vittime sono stati cambiati per proteggere la loro identità ed evitare qualsiasi forma di ritorsione.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo stesso reportage è stato pubblicato in inglese da<a href="https://thediplomat.com/2022/02/rape-and-silence-in-kashmirs-jihad/"><em> The Diplomat</em></a> il 24 febbraio 2022</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/donne/stupro-legittimo-silenzio-colpevole-nella-jihad-del-kashmir.html">Stupro legittimo: silenzio colpevole nella Jihad del Kashmir</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Khan e Modi pronti al dialogo: verso la distensione tra India e Pakistan?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/khan-e-modi-pronti-al-dialogo-verso-la-distensione-tra-india-e-pakistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 06:43:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9946208-e1563691005725.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9946208-e1563691005725.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9946208-e1563691005725-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9946208-e1563691005725-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9946208-e1563691005725-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dai confini contesi sulle montagne del Kashmir e dalle vette dell&#8217;Himalaya-Karakorum fino ai &#8220;fronti interni&#8221; delle rispettive metropoli ed aree calde la lunga, logorante e permanente guerra latente tra India e Pakistan anima da decenni una delle aree più calde del pianeta e a più riprese, anche negli ultimi anni, ha prodotto un confronto diretto tra le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/khan-e-modi-pronti-al-dialogo-verso-la-distensione-tra-india-e-pakistan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/khan-e-modi-pronti-al-dialogo-verso-la-distensione-tra-india-e-pakistan.html">Khan e Modi pronti al dialogo: verso la distensione tra India e Pakistan?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9946208-e1563691005725.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9946208-e1563691005725.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9946208-e1563691005725-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9946208-e1563691005725-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9946208-e1563691005725-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dai confini contesi sulle montagne del <strong>Kashmir </strong>e dalle vette dell&#8217;<strong>Himalaya-Karakorum </strong>fino ai &#8220;fronti interni&#8221; delle rispettive metropoli ed aree calde la lunga, logorante e permanente guerra latente tra India e Pakistan anima da decenni una delle aree più calde del pianeta e a più riprese, anche negli ultimi anni, ha prodotto un confronto diretto tra le due potenze nucleari dell&#8217;Asia meridionale.</p>
<p>Negli ultimi anni, in particolare, a destare preoccupazioni erano state le manovre del governo nazionalista indiano di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Narendra Modi</a> </strong>che, dando forma al principio-guida <a href="https://it.insideover.com/politica/hindutva-la-via-indiana-al-nazionalismo-e-gli-estremisti-che-sostengono-modi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dell&#8217;Hindutva</a> che plasma l&#8217;azione del <strong>Partito del popolo indiano (Bjp), </strong>ha revocato <a href="https://www.financialexpress.com/defence/india-pakistan-ties-pm-imran-khans-peace-offer-facade/2228369/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">unilateralmente l&#8217;Articolo 370 della Costituzione che garantiva uno status speciale alla regione del Jammu e Kashmir,</a> aprendo a un durissimo braccio di ferro con il rivale Pakistan. Il quale a sua volta non ha mai desistito dal garantire sostegno e appoggio attivo ai gruppi di insurrezione attivi nella regione e a fornire santuari a organizzazioni ritenute terroriste da <strong>Nuova Delhi, </strong>a sua volta attiva nel promuovere indirettamente la causa dei separatisti dal Balochistan nel Sud del Pakistan. La rivalità a tutto campo ha visto il coinvolgimento anche della <strong>Cina, </strong>che punta fortemente su Islamabad come partner strategico, e degli <strong>Stati Uniti, </strong>sempre più attenti a coltivare la relazione con l&#8217;India.</p>
<h2>Khan cerca la distensione</h2>
<p>Nelle ultime settimane il premier pakistano <strong>Imran Khan </strong>ha però fatto un primo passo nella direzione dell&#8217;apertura al confronto con l&#8217;India. Islamabad è in una fase di acuta crisi, il Pakistan ha appena dovuto chiedere la riattivazione delle<a href="https://www.ft.com/content/9eaad504-fc01-4158-9f69-a7336dc8598e" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> linee di credito del <strong>Fondo monetario internazionale </strong>nel quadro di un prestito da 6 miliardi di dollari,</a> il consenso del primo ministro è a rischio a causa della ridotta crescita delle prospettive economiche e sociali della popolazione. Il capo dell&#8217;esercito pakistano <strong>Qamar Javed Bajwa</strong> è ritenuto essere tra i principali fautori della strategia distensiva del governo, anticipata da una serie di mosse concilianti poste in essere sul confine conteso del Kashmir culminate lo scorso mese nell&#8217;accordo per un cessate il fuoco <a href="https://www.reuters.com/article/pakistan-india/pakistan-pm-khan-desires-peace-with-arch-rival-india-idUSKBN2BM29A" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nella guerra a bassa intensita non dichiarata nei territori contesi.</a> Nella giornata del 30 marzo Khan ha scritto a Modi proponendo <a href="https://www.oneindia.com/india/pakistan-pm-imran-khan-writes-to-pm-modi-desires-peaceful-relations-3237884.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un dialogo <strong>&#8220;orientato ai risultati</strong>&#8221; e &#8220;pacifico&#8221; tra le due potenze per risolvere le questioni in sospeso.</a> Una settimana prima il solitamente austero Modi aveva augurato al Pakistan una buona celebrazione della festa nazionale e in precedenza, quando l&#8217;omologo di Islamabad aveva contratto il Covid, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=uBqY4TZpYl4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gli aveva augurato una rapida guarigione.</a></p>
<p>Possono sembrare piccole notizie ma nel contesto del complicato e turbolento scenario indo-pakistano tali abboccamenti hanno la misura di passi da gigante. Non dimentichiamo che da anni la retorica battagliera delle due capitali individua in Islamabad per l&#8217;India e in Nuova Delhi per il Pakistan un nemico esistenziale, un avversario ontologico, narrato dalla propaganda dei rispettivi governi come <strong>profondamente malvagio</strong>. Retaggio delle antiche ferite legate alla divisione traumatica della regione tra indù e musulmani e di una storia pluridecennale di conflitti, a cui il comune possesso di armi atomiche ha aggiunto un nuovo, inquietante velo.</p>
<h2>Le prospettive di un accordo</h2>
<p>E non a caso le offerte di pace provengono con maggiore insistenza da un Pakistan che non è solo il Paese meno forte sul piano economico, militare e demografico ma anche uno Stato affetto da una grande multipolarità interna, dalla presenza di enclave jihadiste, insorgenze interne e gruppi fondamentalisti che ne mettono perennemente a repentaglio l&#8217;unità. Khan ha probabilmente colto il vantaggio di virare sulla pacificazione con l&#8217;India, o perlomeno su un chiarimento della rivalità, le energie tendenzialmente utilizzate per agitare lo spettro della contrapposizione. Oltre che per puntare sul sostegno delle grandi comunità musulmane che nel gigante del subcontinente da tempo subiscono il rischio di una marginalizzazione sociale perché associate dal <a href="https://it.insideover.com/politica/modi-a-valanga-rieletto-in-india-con-la-maggioranza-assoluta.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>governo Modi</strong></a> a &#8220;quinte colonne&#8221; pakistane.</p>
<p>Con Modi nella prospettiva di poter governare fino al 2024 in totale serenità e una prospettiva aperta da qui al 2023, anno delle prossime elezioni pakistane, Khan vuole cogliere la lunga finestra di dialogo che si aprirà per ottenere risultati significativi. Da costruire, in entrambi i Paesi, è il consenso interno. <strong>Apparati rivali </strong>e strutture militari, politiche e d&#8217;intelligence plasmate dalla rivalità emergenziale tra India e Pakistan in entrambi i Paesi remeranno sicuramente contro ogni possibilità di pacificazione. Quando il comitato di coordinamento della politica economica del governo pakistano ha aperto alla possibilità di autorizzare nuovamente l&#8217;importazione di cotone e zucchero dall&#8217;India come gesto distensivo, il governo di <strong>Khan </strong>non ha visto la possibilità di costituire al suo interno un consenso solido per dare applicazione al progetto. Il ministro degli Esteri Shah Mahmood Qureshi, in particolare, ritiene prioritario per l&#8217;inizio del dialogo il ripristino da parte dell&#8217;India dell&#8217;autonomia per il Kashmir, premessa per una risoluzione internazionale della questione.</p>
<h2>Gli Emirati faranno da mediatori?</h2>
<p>I due Paesi hanno bisogno di tempo per dialogare e incontrarsi. E in questo contesto, alle spalle di entrambi si sta muovendo un mediatore di primaria importanza: il governo degli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>. Il generale Bajwa si è già rivolto a gennaio al sovrano <strong>Mohammed bin Zayed al-Nahyan </strong>e al suo consigliere per la sicurezza nazionale<strong> <a href="https://www.ft.com/content/ce09911b-041d-4651-9bbb-d2a16d39ede7" data-trackable="link">Sheikh Tahnoon bin Zayed al-Nahyan</a> </strong>per mediare il cessate il fuoco e Dubai potrà tornare in campo come piattaforma di dialogo e partner importante per entrambi i Paesi.</p>
<p><a href="https://commerce-app.gov.in/ftpa/default.asp" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;India e gli Emirati hanno un commercio bilaterale di circa 60 miliardi di dollari l&#8217;anno,</a> cooperano in diversi settori (dalla difesa alla tecnologia passando per il settore dei trasporti), sono attive con proficui contatti a livelli di intelligence nel contrasto al terrorismo e hanno visto il loro rapporto amplificarsi dopo l&#8217;ascesa al potere di Modi. Dopo una fase di stallo, anche i rapporti pakistano-emiratini si stanno rafforzando negli ultimi anni con la promozione dell&#8217;investimento da 5 miliardi di dollari di Dubai nel Balochistan finalizzato al progresso economico e alla stabilizzazione della tormentata <a href="https://www.arabnews.pk/node/1563861/pakistan" target="_blank" rel="noopener noreferrer">regione del Pakistan avviato nel 2019. </a></p>
<p>Gli Emirati, dunque, saranno decisivi per decidere se Khan e Modi sapranno riuscire laddove il Generale <strong>Pervez Musharraf</strong> e l&#8217;ex premier indiano <strong>Atal Bihari Vajpayee</strong> fallirono a inizio Anni Duemila: siglare un accordo a tutto campo per risolvere la questione del Kashmir e normare le relazioni bilaterali, troppo spesso tumultuose e pericolose per entrambi i Paesi, figli di una stessa civiltà divisi dalle grandi questioni politiche dell&#8217;era contemporanea. <a href="https://www.ft.com/content/a759a268-d330-4147-88b1-26a869f1589e" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il <em>Financial Times </em>ha indicato i punti</a> su cui il riavvicinamento tra i due Paesi può, con il sostegno di Dubai, prendere forma: gli obiettivi di fondo sarebbero la <strong>riapertura dei confini, </strong>la definizione di piani di <strong>risposta comune </strong>alla pandemia, l&#8217;organizzazione di esercitazioni congiunte antiterrorismo in Pakistan e, in prospettiva, un incontro bilaterale Khan-Modi da realizzare entro dodici mesi. India e Pakistan hanno dunque una prospettiva di pacificazione. Complessa, tormentata, in salita: ma questa prospettiva esiste. Ed è una notizia fondamentale per la loro tormentata e cruciale area di mondo.</p>
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		<title>Le tensioni nel Kashmir indiano non diminuiscono</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-tensioni-nel-kashmir-indiano-non-diminuiscono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2019 14:36:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Kashmir]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=248875</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1396" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Kashmir.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kashmir (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Kashmir.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Kashmir-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Kashmir-768x558.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Kashmir-1024x744.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;economia del Kashmir ha subito danni per oltre un miliardo di dollari da quando il governo di Nuova Delhi ha revocato, nel mese di agosto, lo statuto di autonomia della regione. Questo è quanto è stato riferito dalla Camera di Commercio e dell&#8217;Industria del Kashmir (KCCI), che ha inoltre aggiunto di non essere in grado &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-tensioni-nel-kashmir-indiano-non-diminuiscono.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1396" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Kashmir.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kashmir (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Kashmir.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Kashmir-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Kashmir-768x558.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Kashmir-1024x744.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>economia del Kashmir</strong> ha subito <a href="https://www.reuters.com/article/us-india-kashmir-economy/kashmir-shutdown-caused-losses-of-more-than-1-billion-trade-body-says-idUSKBN1XT0Y7">danni</a> per oltre un miliardo di dollari da quando il governo di Nuova Delhi ha revocato, nel mese di agosto, lo statuto di autonomia della regione. Questo è quanto è stato riferito dalla Camera di Commercio e dell&#8217;Industria del Kashmir (KCCI), che ha inoltre aggiunto di non essere in grado di determinare, a causa del blackout delle comunicazioni imposto dall&#8217;India, la vera entità delle perdite subite dal sistema produttivo, di certo più alte di quanto stimato ed incaricherà dunque un&#8217;agenzia esterna per raggiungere questo scopo. La crisi economica della regione è stata determinata non solamente dalle restrizioni alle comunicazioni interne da parte di Nuova Delhi ma anche a causa dei limiti imposti ai viaggi nel Kashmir ed al massiccio afflusso di soldati indiani nell&#8217;area che, oltre a causare gravi danni al settore turistico, hanno contribuito ad innalzare la tensione con la popolazione civile e con i gruppi di ribelli separatisti attivi in loco.</p>
<h2>Gli ultimi sviluppi</h2>
<p>Il Kashmir è conteso e<strong> diviso tra India e Pakistan</strong> dal 1947 e Nuova Delhi ha dovuto affrontare, nel corso degli ultimi decenni, la ribellione dei gruppi di separatisti nella porzione di territorio sotto il proprio controllo. Le autorità indiane hanno accusato Islamabad di supportare direttamente gli insorti ma le autorità pakistane hanno sempre negato parlando, piuttosto, di un appoggio morale. L&#8217;esacerbarsi delle tensioni nella regione, a partire dalla data della soppressione dell&#8217;autonomia del Kashmir decisa da Nuova Delhi il 4 agosto del 2019, ha portato a<a href="https://www.dailyexcelsior.com/over-5000-separatists-stone-pelters-others-arrested-in-kashmir-since-aug-4-govt/"> 5161</a> arresti preventivi, stando a quanto riferito dal governo indiano. Tra queste persone ci sono politici locali, imam, separatisti e lanciatori di pietre contro le forze di sicurezza di Nuova Delhi ed alla fine di novembre 609 arrestati si trovavano ancora in carcere. I piccoli segnali di normalizzazione, come la riapertura della <a href="https://www.voanews.com/south-central-asia/grand-mosque-re-opened-months-after-kashmir-autonomy-stripped">Gran Moschea</a> di Srinangar, chiusa per quattro mesi e mezzo e considerata una roccaforte del sentimento anti-indiano, non riescono comunque a mutare un quadro generale che non è dei migliori. Altri luoghi di culto e moschee locali  hanno comunque dovuto sopportare periodi di chiusura durante gli ultimi mesi e queste dinamiche rischiano di infiammare ancor di più i fedeli del Kashmir.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>La<a href="https://economictimes.indiatimes.com/news/defence/pakistan-violates-ceasefire-along-loc-in-jammu-and-kashmirs-poonch/articleshow/72881320.cms"> difficile</a> situazione del Kashmir ha anche provocato un pericoloso <strong>aumento delle tensioni</strong> tra India e Pakistan: il 16 dicembre, ad esempio, le forze indiane hanno riferito una violazione del cessate il fuoco da parte di Islamabad in seguito all&#8217;esplosione di colpi di arma da fuoco e di colpi di artiglieria nel territorio sotto il proprio controllo. Questi episodi, in realtà, sono tutt&#8217;altro che rari ma hanno conosciuto, nel corso del 2019, una vera e propria accelerazione.</p>
<p><strong>Una vera e propria soluzione</strong> per il Kashmir, che possa anche normalizzare i rapporti tra India e Pakistan, sembra dunque ancora molto lontana e le prospettive che possa essere indetta una consultazione referendaria in loco per determinare il futuro della regione, come consigliato dalle Nazioni Unite nel 1948, appare pura fantapolitica. La guerra fredda (che ha comunque prodotto diversi, brevi conflitti tra le due nazioni) tra Nuova Delhi ed Islamabad pare così destinata  a proseguire.</p>
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		<title>Lo Stato di Jammu e Kashmir non è più unito</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/lo-stato-di-jammu-e-kashmir-non-e-piu-unito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2019 11:48:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="874" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-in-Kashmir-La-Presse-e1572522532878.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Jammu e Kashmir divisi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-in-Kashmir-La-Presse-e1572522532878.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-in-Kashmir-La-Presse-e1572522532878-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-in-Kashmir-La-Presse-e1572522532878-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-in-Kashmir-La-Presse-e1572522532878-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governo indiano ha diviso ufficialmente lo Stato del Jammu e Kashmir, l&#8217;unico a maggioranza musulmana del Paese e la cui autonomia (comunque già soggetta a limitazioni) è stata soppressa a partire dal 5 agosto, in due territori federali che verranno amministrati direttamente da Nuova Delhi. L&#8217;enclave buddhista del Ladakh verrà così separata dal Jammu &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/lo-stato-di-jammu-e-kashmir-non-e-piu-unito.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="874" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-in-Kashmir-La-Presse-e1572522532878.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Jammu e Kashmir divisi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-in-Kashmir-La-Presse-e1572522532878.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-in-Kashmir-La-Presse-e1572522532878-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-in-Kashmir-La-Presse-e1572522532878-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Polizia-in-Kashmir-La-Presse-e1572522532878-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il governo indiano ha diviso ufficialmente lo <strong>Stato del Jammu e Kashmir</strong>, l&#8217;unico a maggioranza musulmana del Paese e la cui autonomia (comunque già soggetta a limitazioni) è stata soppressa a partire dal 5 agosto, in due territori federali che verranno amministrati direttamente da Nuova Delhi. L&#8217;enclave buddhista del Ladakh verrà così separata dal Jammu and Kashmir e questa mossa è destinata ad alzare ulteriormente la tensione nella regione. Nelle ultime <a href="https://www.reuters.com/article/us-india-kashmir/india-moves-to-divide-jammu-and-kashmir-state-despite-protests-attacks-idUSKBN1X90JB">settimane</a> i <strong>militanti separatisti</strong>, le cui attività hanno trovato una nuova linfa vitale, hanno ucciso una dozzina di cittadini indiani, provenienti da altre parti della nazione, nel tentativo di dissuadere l&#8217;immigrazione verso la regione.</p>
<h2>Uno Stato in crisi</h2>
<p>L&#8217;esecutivo di <strong>Narendra Modi</strong> non sembra voler desistere dal suo piano di normalizzazione dello status del <strong>Kashmir</strong>: la rimozione dell&#8217;autonomia, l&#8217;invio di truppe nella regione, la soppressione delle libertà civili ed ora la divisione dello Stato hanno come obiettivo, nel lungo termine, di integrare il Kashmir nella nazione indiana. Il problema è che il percorso per arrivare a questo scopo rischia di rivelarsi problematico e di scontrarsi con la forte ostilità espressa dalla popolazione. Le <a href="https://it.insideover.com/politica/sul-kashmir-incombe-lo-spettro-di-una-guerra-civile.html">elezioni</a> locali sono state boicottate dai partiti regionali, le relazioni con il <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/kashmir-india-e-pakistan-sempre-piu-vicini-allo-scontro.html">Pakistan</a>, da sempre difficili, continuano a peggiorare anche a causa delle costanti interferenze di Islamabad nelle vicende del Kashmir mentre il rischio di un&#8217;insurrezione separatista su larga scala è sempre più concreto.</p>
<p>La <a href="https://www.google.com/amp/s/www.telegraphindia.com/amp/india/us-seeks-roadmap-to-political-and-economic-normalcy-in-kashmir/cid/1714209">tensione</a> nell&#8217;area ha spinto gli <strong>Stati Uniti</strong> a chiedere a Nuova Delhi una roadmap che riporti la situazione politica ed economica alla normalità e ad insistere per il rilascio di tutti i prigionieri politici arrestati dalle autorità indiane. I servizi di navigazione online ed una parte delle comunicazioni mobili continuano ad essere interrotte nello Stato mentre le linee telefoniche fisse hanno ripreso gradualmente a funzionare. Washington si è anche rivolta ad Islamabad affinché il governo pakistano agisca con determinazione contro i terroristi basati sul proprio territorio nazionale. L&#8217;intervento degli Stati Uniti non dovrebbe, però, riuscire ad avere effetti sulla situazione sul campo.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Sei <a href="https://www.aa.com.tr/en/asia-pacific/6-indian-forces-injured-in-kashmir-grenade-attack/1627249">soldati</a> indiani sono rimasti feriti a Srinagar, nel pomeriggio di sabato 26 ottobre, dal lancio di una granata da parte di ignoti militanti. Il rischio è che qualora i piani di Nuova Delhi proseguano e la tensione non si abbassi gli episodi di questo genere si possano moltiplicare. I <strong>micro attentati</strong>, diffusi a macchia d&#8217;olio sul territorio regionale, potrebbero suscitare la repressione delle forze di sicurezza e dar vita ad un circolo vizioso di attentati e violenze destinato, prima o poi, a sfociare in un conflitto su larga scala in cui anche il Pakistan potrebbe giocare un ruolo. Non sembrano poterci essere punti di intesa tra l&#8217;esecutivo nazionalista di Narendra Modi e le aspirazioni di un territorio in preda a fermenti separatisti e che ritiene la propria identità culturale minacciata. La comunità internazionale ha scarsi strumenti di intervento e, perlopiù, non vuole inimicarsi la superpotenza indiana, un partner commerciale e strategico di primo piano in <strong>Asia Meridionale</strong>. La Cina, invece, da sempre vicina ad Islamabad, potrebbe schierarsi dalla parte del Pakistan qualora la situazione degeneri. Servirà un deciso cambio di passo da parte di Nuova Delhi ed un maggiore coinvolgimento delle Nazioni Unite o di Washington per evitare sviluppi catastrofici nell&#8217;area.</p>
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		<title>Sul Kashmir incombe lo spettro di una guerra civile</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sul-kashmir-incombe-lo-spettro-di-una-guerra-civile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 10:08:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[scontri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="845" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/India-Pakistan-Kashmir-La-Presse-e1571911712141.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kashmir, rischio guerra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/India-Pakistan-Kashmir-La-Presse-e1571911712141.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/India-Pakistan-Kashmir-La-Presse-e1571911712141-300x132.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/India-Pakistan-Kashmir-La-Presse-e1571911712141-768x338.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/India-Pakistan-Kashmir-La-Presse-e1571911712141-1024x451.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le elezioni locali che avranno luogo, oggi, nel Kashmir indiano sembrano destinate al fallimento. Centinaia di esponenti politici della regione sono in carcere e la situazione nell&#8217;unico Stato a maggioranza musulmana dell&#8217;India continua ad essere lontana dalla normalità. La decisione presa da Nuova Delhi, il 5 agosto, di abrogare lo Statuto di autonomia della provincia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/sul-kashmir-incombe-lo-spettro-di-una-guerra-civile.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="845" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/India-Pakistan-Kashmir-La-Presse-e1571911712141.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kashmir, rischio guerra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/India-Pakistan-Kashmir-La-Presse-e1571911712141.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/India-Pakistan-Kashmir-La-Presse-e1571911712141-300x132.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/India-Pakistan-Kashmir-La-Presse-e1571911712141-768x338.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/India-Pakistan-Kashmir-La-Presse-e1571911712141-1024x451.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le <strong>elezioni locali</strong> che avranno luogo, oggi, nel <strong>Kashmir indiano</strong> sembrano destinate al fallimento. Centinaia di esponenti politici della regione sono in carcere e la situazione nell&#8217;unico <a href="https://www.aljazeera.com/amp/news/2019/10/india-set-hold-local-elections-kashmir-boycott-191023115741577.html">Stato</a> a maggioranza musulmana dell&#8217;India continua ad essere lontana dalla normalità. La decisione presa da Nuova Delhi, il 5 agosto, di <strong>abrogare</strong> lo Statuto di autonomia della provincia ha provocato una significativa riduzione delle libertà politiche e civili ed un forte aumento delle tensioni. I principali partiti politici locali, come la Conferenza Nazionale, boicotteranno il voto per protesta e il 60 per cento dei consigli dei villaggi,  da rinnovare negli scrutini, è destinato a rimanere vacante.</p>
<h2>Forti tensioni</h2>
<p>Diversi politici locali hanno <a href="https://www.google.com/amp/s/www.bbc.com/news/amp/world-asia-india-49996399">criticato</a> la decisione di Nuova Delhi di organizzare le consultazioni nelle condizioni attuali: Harsh Dev Singh, del Jammu and Kashmir National Panthers Party,  ha affermato che queste elezioni sono una formalità e che rappresentano un tentativo indiano di mostrare una <strong>normalizzazione</strong> della politica nella regione.</p>
<p>Devender Rana, della Conferenza Nazionale, ha invece detto che è inappropriato parlare di politica a causa della repressione. Il <strong>Bharatiya Janata Party (Bjp)</strong>, il partito al governo a Nuova Delhi, non ritiene, invece, che la detenzione dei politici impatterà sulla regolarità delle consultazioni. Il <a href="https://www.google.com/amp/s/www.thehindu.com/news/national/bjp-hopes-to-win-90-per-cent-bdc-seats-in-kashmir-valley/article29615697.ece/amp/">movimento</a> è destinato a conquistare, grazie ad una serie di accordi, la stragrande maggioranza dei seggi dei consigli dei villaggi e ad avere, in questo modo, un controllo diretto più diretto sulle dinamiche regionali. Bisognerà però vedere come evolveranno, nel prossimo futuro, le condizioni sul campo e se il Kashmir sarà vittima di un conflitto tra i militanti separatisti locali e le forze di sicurezza di Nuova Delhi che, al momento, esercitano il predominio sul territorio.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Le <strong>restrizioni</strong> imposte dal governo indiano nel Kashmir sono destinate, in futuro, a cadere anche per favorire una maggiore integrazione dello Stato nella nazione indiana. Il blocco alle comunicazioni via cellulare è stato rimosso, internet è però ancora soggetto al controllo delle autorità e le proteste pacifiche non sono tollerate. Migliaia di persone, tra cui politici ed attivisti locali, sono state arrestate e rimangono in detenzione, i negozi sono aperti solo per alcune ore al giorno e le scuole poco frequentate. Sembra molto probabile, però, un ritorno del fenomeno del terrorismo separatista locale, fomentato dalla rabbia popolare contro l&#8217;occupazione di Nuova Delhi.</p>
<p>Non è chiaro se l&#8217;azzardo tentato dall&#8217;esecutivo <strong>Narendra Modi</strong>, che gode di vasta popolarità nel Paese, sia destinato, nel lungo termine, a pagare o invece si possa rivelare un <strong>boomerang</strong>. Un&#8217;integrazione piena del Kashmir, infatti, è destinata a scontrarsi con le forti resistenze di una parte della società civile della regione ed è probabile che violenze e conflitti siano destinati ad insanguinare la vita nella regione. Lo svolgimento delle elezioni locali, inoltre, non dovrebbe fornire legittimazione popolare ai nuovi organismi eletti che rischiano di essere considerati, da alcuni, come uno strumento di oppressione di Nuova Delhi. Sullo sfondo c&#8217;è poi la questione <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/kashmir-india-e-pakistan-sempre-piu-vicini-allo-scontro.html">Pakistan</a>, che contesta le azioni indiane nel Kashmir e con cui la tensione è sempre più forte: il rischio è che, prima o poi, possa scoppiare un conflitto devastante tra i due Stati.</p>
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		<title>Il Kashmir teme lo scoppio di una nuova guerra civile</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/il-kashmir-teme-lo-scoppio-di-una-nuova-guerra-civile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2019 14:39:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[instabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Kashmir.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kashmir (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Kashmir.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Kashmir-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Kashmir-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Kashmir-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quattordici persone sono rimaste ferite nella città di Anantnag, situata nel Kashmir meridionale, in seguito al lancio di una granata avvenuto nei pressi dell&#8217;Ufficio Giudiziario locale. La tensione nel Kashmir continua così ad aumentare dopo la decisione, presa lo scorso 5 agosto dal governo di Nuova Delhi, di abrogare lo statuto di autonomia dell&#8217;unico Stato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-kashmir-teme-lo-scoppio-di-una-nuova-guerra-civile.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-kashmir-teme-lo-scoppio-di-una-nuova-guerra-civile.html">Il Kashmir teme lo scoppio di una nuova guerra civile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Kashmir.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kashmir (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Kashmir.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Kashmir-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Kashmir-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Kashmir-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quattordici persone sono rimaste ferite nella città di Anantnag, situata nel Kashmir meridionale, in seguito al <a href="https://gulfnews.com/world/asia/india/14-hurt-as-terrorists-lob-grenade-in-kashmir-police-1.1570273584086">lancio</a> di una <strong>granata</strong> avvenuto nei pressi dell&#8217;Ufficio Giudiziario locale. La tensione nel Kashmir continua così ad aumentare dopo la decisione, presa lo scorso 5 agosto dal governo di Nuova Delhi, di abrogare lo statuto di autonomia dell&#8217;unico Stato a maggioranza musulmana dell&#8217;India. Questa azione ha provocato forti proteste nello Stato ed ha portato le autorità a rafforzare la presenza delle forze di sicurezza nella regione e ad arrestare migliaia di persone. La vita quotidiana risulta quindi paralizzata con gravi ricadute sui civili. <span style="font-size: 1rem;">La polizia ha attribuito l&#8217;attacco con la granata a presunti terroristi ed in ogni caso questo evento getta nuove ed inquietanti ombre sui futuri sviluppi. La regione è contesa, sin dal 1947, tra India e Pakistan ed una violenta insurrezione separatista locale, iniziata nel 1989, unita alla </span><a style="font-size: 1rem;" href="https://www.bbc.com/news/world-south-asia-16069078">sanguinosa</a><span style="font-size: 1rem;"> risposta del governo di Nuova Delhi ha provocato decine di migliaia di morti e gravi danni all&#8217;economia.</span></p>
<h2>Gli sviluppi</h2>
<p><a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/08/india-revokes-kashmir-special-status-latest-updates-190806134011673.html">Migliaia di persone</a> appartenenti al Jammu and Kashmir Liberation Front (JKLF) hanno iniziato <strong>una marcia</strong> nel Kashmir pakistano ed intendono raggiungere dapprima il confine con l&#8217;India e poi entrare nel territorio amministrato da Nuova Delhi. I dimostranti vogliono denunciare la repressione portata avanti dal governo indiano nella regione. Imran Khan, primo ministro del Pakistan, ha cercato di dissuadere i manifestanti dai loro intenti per evitare che le loro azioni facciano poi il gioco dell&#8217;India. <strong>Islamabad</strong> ha offerto, in più occasioni nel corso di questa crisi, tutto il proprio supporto alla popolazione della regione ed ha attaccato ripetutamente l&#8217;atteggiamento repressivo adottato dal governo di Narendra Modi. Al momento, però, poco o nulla è cambiato in Kashmir e la vita nello Stato, dove le forze di sicurezza indiane sono molto presenti, continua ad essere difficile. Il servizio offerto da scuole ed uffici pubblici è irregolare e molti esercizi commerciali restano chiusi, alcuni per paura di attacchi da parte dei separatisti altri come forma di protesta contro le autorità di Nuova Delhi. Gli avvocati della regione continuano a scioperare dopo l&#8217;arresto di due importanti esponenti locali e questo impedisce alle famiglie di coloro che sono stati arrestati dalle forze di sicurezza di <a href="https://www.bbc.com/news/world-asia-india-49848899?intlink_from_url=https://www.bbc.com/news/topics/cx1m7zg0wwzt/kashmir&amp;link_location=live-reporting-story">esperire</a> ricorsi giudiziari per il loro rilascio. Secondo <a href="https://www.forbes.com/sites/panosmourdoukoutas/2019/10/03/india-changed-the-game-in-kashmirnow-what/#38a5f9be1eb7">un osservatore</a> indiano l&#8217;attuale fase di tensione sperimentata dal Kashmir è destinata, nel tempo, a normalizzarsi ed i cittadini dello Stato a venire integrati nella nazione indiana. Una prospettiva, questa, che pecca probabilmente di eccessivo ottimismo.</p>
<h2>Il futuro</h2>
<p>L&#8217;India ritiene la questione del Kashmir un proprio <strong>problema interno</strong> e non gradisce gli interventi della comunità internazionale sull&#8217;argomento e quando ciò avviene c&#8217;è il rischio che si sviluppino nuove tensioni. La Malesia e la Turchia, che hanno recentemente espresso riserve nei confronti delle azioni di Nuova Delhi nello Stato, hanno così subito a loro volta le critiche del governo di Narendra Modi. La possibile creazione di una vasta coalizione di Paesi musulmani in difesa del Kashmir potrebbe ostacolare gli sforzi di Nuova Delhi nel cercare di normalizzare a proprio vantaggio la situazione nella regione. Il Pakistan ha tutta l&#8217;intenzione di continuare a cercare l&#8217;appoggio della comunità internazionale su questo tema e ciò preoccupa non poco le autorità indiane. L&#8217;attacco con la granata potrebbe significare poi un ritorno, su vasta scala, del terrorismo separatista nel Kashmir e quindi una significativa instabilità che andrebbe a danneggiare anche l&#8217;India. Nuova Delhi ed Islamabad continuano a fronteggiarsi su posizioni contrapposte e difficilmente conciliabili ed il nazionalismo che permea l&#8217;approccio e le relazioni tra i due Stati impedisce di poter giungere ad una qualche forma di compromesso. In questo senso anche l&#8217;offerta di mediazione lanciata da Donald Trump si concluderà probabilmente con un nulla di fatto e sarà destinata a fallire. Il timore è che un piccolo evento possa far precipitare, da un giorno all&#8217;altro, la situazione che si regge su un equilibrio molto precario e che ciò possa portare allo scoppio di violenze su larga scala e ad un caos ingestibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-kashmir-teme-lo-scoppio-di-una-nuova-guerra-civile.html">Il Kashmir teme lo scoppio di una nuova guerra civile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump si offre come mediatore per il Kashmir</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-si-offre-come-mediatore-per-il-kashmir.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2019 07:22:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1332" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Kashmir.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Kashmir (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Kashmir.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Kashmir-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Kashmir-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Kashmir-1024x711.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Donald Trump ha rinnovato la proposta di mediare tra India e Pakistan sulla complessa questione del Kashmir. Durante un incontro con Imran Khan, primo ministro di Islamabad, il presidente americano ha affermato di poter aiutare i due Paesi a risolvere la crisi, sempre che entrambi siano disposti ad accettare la mediazione. Una simile offerta, in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-si-offre-come-mediatore-per-il-kashmir.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-si-offre-come-mediatore-per-il-kashmir.html">Trump si offre come mediatore per il Kashmir</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1332" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Kashmir.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Kashmir (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Kashmir.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Kashmir-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Kashmir-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Proteste-in-Kashmir-1024x711.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Donald Trump <a href="https://www.google.com/amp/s/www.aljazeera.com/amp/news/2019/09/president-trump-reiterates-offer-mediate-kashmir-crisis-190924093341078.html">ha rinnovato</a> la proposta di mediare tra <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong> sulla <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/kashmir-la-terra-contesa.html" target="_blank" rel="noopener">complessa questione del Kashmir</a>. Durante un incontro con Imran Khan, primo ministro di Islamabad, il presidente americano ha affermato di poter aiutare i due Paesi a risolvere la crisi, sempre che entrambi siano disposti ad accettare la mediazione. Una simile offerta, in luglio, era stata respinta dal governo indiano e aveva provocato una certa tensione con Washington. <strong>Nuova Delhi</strong> considera infatti le il Kashmir come un suo problema interno. <strong>Islamabad</strong>, invece, <a href="https://www.google.com/amp/s/www.livemint.com/news/world/donald-trump-again-offers-to-mediate-between-india-and-pakistan-on-kashmir/amp-1569261681065.html">sarebbe favorevole</a> all&#8217;intervento di una terza parte e ad un maggiore coinvolgimento della comunità internazionale. Le tensioni nella regione si sono riaccese a partire dal 5 agosto, quando il governo nazionalista di Narendra Modi ha revocato lo statuto di autonomia di Srinagar. Il Kashmir è l&#8217;unico stato a maggioranza musulmana dell&#8217;India e la decisione ha portato a nuove tensioni, scontri con la polizia ed arresti di massa.</p>
<h2>Il ruolo del Pakistan</h2>
<p>Il premier indiano ha lanciato un <a href="https://www.google.com/amp/s/www.ndtv.com/india-news/donald-trump-in-meeting-with-imran-khan-says-want-to-see-everyone-treated-well-in-kashmir-i-can-be-a-2105932%3famp=1&amp;akamai-rum=off">durissimo attacco</a> verbale, nel corso del suo intervento di domenica all&#8217;assemblea generale delle Nazioni Unite, nei confronti del Pakistan, pur senza nominare apertamente questa nazione. Modi ha accusato il Paese di promuovere l&#8217;odio nei confronti dell&#8217;India e di supportare il terrorismo nella regione. Parole al vetriolo che sono destinate ad alzare ulteriormente la tensione nell&#8217;area. Tensione che gli Stati Uniti vorrebbero ridurre, anche per evitare di doversi schierare in maniera netta con Nuova Delhi o Islamabad in caso la crisi peggiori. <strong>La Casa Bianca</strong> intrattiene infatti <a href="https://it.insideover.com/politica/washington-e-nuova-delhi-sono-sempre-piu-vicine.html">ottimi rapporti</a> con l&#8217;India, una nazione di importanza vitale per la strategia americana di contenimento della Cina in Asia. Il Pakistan, però, non è da meno. Islamabad ha una grande influenza sulla stabilità dell&#8217;Afghanistan, un teatro chiave per gli Stati Uniti ed inoltre Khan si è proposto come <a href="https://www.google.com/amp/s/www.voanews.com/south-central-asia/pakistani-pm-mediating-ease-us-tensions-iran%3famp">mediatore</a> per provare a risolvere la crisi tra Washington e Teheran, con cui ha buoni rapporti. Lo stesso primo ministro ha anche ricordato, però, di non poter escludere <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/kashmir-india-e-pakistan-sempre-piu-vicini-allo-scontro.html">un conflitto</a> con l&#8217;India a causa del Kashmir, uno scenario fosco anche perché entrambi i Paesi sono in possesso di arsenali nucleari e sono, da sempre, mossi da un forte nazionalismo nelle reciproche relazioni bilaterali.</p>
<h2>Gli sviluppi</h2>
<p>La sfortunata regione contesa sembra non riuscire a trovare pace. Un forte sisma, con una magnitudo di 5.8 sulla scala Richter, ha colpito ieri quella parte di Kashmir amministrata dal Pakistan. Il bilancio provvisorio di decine di morti e centinaia di feriti è destinato ad aggravarsi, così come le stime dei danni. La situazione non è migliore nel <strong>Kashmir</strong> indiano. Un gruppo di attiviste indiane <a href="https://www.google.com/amp/s/www.thehindu.com/news/national/no-normalcy-in-kashmir-says-womens-fact-finding-team/article29502396.ece/amp/">hanno riferito</a> di arresti effettuati dalle forze di sicurezza anche nei confronti di adolescenti, poi torturati e di intimidazioni nei confronti delle donne. Il trasporto pubblico continua ad essere interrotto così come le comunicazioni telefoniche. Gli avvocati della regione <a href="https://www.google.com/amp/s/www.aljazeera.com/amp/news/2019/09/crackdown-lawyers-shrinks-road-justice-kashmir-190920073101403.html">sono in sciopero</a>, dopo una serie di arresti che hanno colpito alcuni giuristi di spicco. Questo stato di cose rende difficile fornire assistenza legale ed effettuare ricorsi contro le detenzioni, effettuate secondo il Jammu and Kashmir Public Safety Act (Psa). Questo provvedimento consente  la detenzione senza processo di un sospettato fino ad un periodo massimo di due anni. La Corte Suprema indiana ha recentemente invitato il governo centrale a riportare la situazione nella regione verso la normalità e Nuova Delhi ha affermato che ciò è quanto sta effettivamente accadendo. Le limitazioni alla libertà personale, gli arresti e le detenzioni però proseguono e l&#8217;economia del Kashmir è paralizzata. I turisti si tengono lontani da queste zone e l&#8217;inverno arriverà presto. Persiste il timore che le precarie condizioni dell&#8217;area possano favorire il ritorno in azione, su vasta scala, dei gruppi di guerriglieri separatisti locali. L&#8217;insurrezione in Kashmir e lo scontro tra Nuova Delhi ed i separatisti hanno già provocato, negli scorsi decenni, decine di migliaia di morti. Una mediazione efficace da parte di Donald Trump potrebbe, effettivamente, aiutare ad abbassare le tensioni ed a riportare il Kashmir e la sua popolazione verso uno stato di maggiore tranquillità.</p>
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		<title>Kashmir, India e Pakistan sempre più vicini allo scontro</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/kashmir-india-e-pakistan-sempre-piu-vicini-allo-scontro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2019 15:57:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[nazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[scontri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Allerta-terrorismo-in-Kashmir.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="India, allerta terrorismo in Kashmir (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Allerta-terrorismo-in-Kashmir.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Allerta-terrorismo-in-Kashmir-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Allerta-terrorismo-in-Kashmir-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Allerta-terrorismo-in-Kashmir-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non si placano le tensioni nel Kashmir indiano, l&#8217;unico Stato a maggioranza musulmana sotto il controllo di Nuova Delhi, che rischia di divenire una nuova polveriera in Asia meridionale. L&#8217;abolizione dell&#8217;articolo 370 della Costituzione indiana, decisa dal governo centrale il 5 agosto, ha praticamente cancellato la vasta autonomia di cui godeva la regione, rivendicata anche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/kashmir-india-e-pakistan-sempre-piu-vicini-allo-scontro.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/kashmir-india-e-pakistan-sempre-piu-vicini-allo-scontro.html">Kashmir, India e Pakistan sempre più vicini allo scontro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Allerta-terrorismo-in-Kashmir.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="India, allerta terrorismo in Kashmir (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Allerta-terrorismo-in-Kashmir.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Allerta-terrorismo-in-Kashmir-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Allerta-terrorismo-in-Kashmir-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Allerta-terrorismo-in-Kashmir-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Non si placano le tensioni nel Kashmir indiano, l&#8217;unico Stato a maggioranza musulmana sotto il controllo di Nuova Delhi, che rischia di divenire una nuova polveriera in Asia meridionale. L&#8217;abolizione dell&#8217;articolo 370 della Costituzione indiana, <a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/08/india-abolishes-kashmir-special-status-rush-decree-190805061331958.html">decisa dal governo centrale il 5 agosto</a>, ha praticamente cancellato la vasta <strong>autonomia</strong> di cui godeva la regione, rivendicata anche da Islamabad. Il Kashmir godeva, infatti, di autonoma potestà legislativa in molti ambiti, con l&#8217;esclusione di difesa, comunicazioni e politica estera e l&#8217;articolo impediva inoltre ai non residenti di trasferirsi permanentemente nella regione e di acquistarvi terreni. In questo modo l&#8217;equilibrio demografico locale, a favore degli abitanti del luogo, era garantito. <span style="font-size: 1rem;">L&#8217;esecutivo nazionalista di Nuova Delhi, guidato dal premier <strong>Narendra Modi</strong>, sembra così aver deciso di riportare il territorio sotto un più stretto controllo statale. La decisione è stata probabilmente influenzata dal successo elettorale, nelle consultazioni nazionali di aprile e maggio del 2019, del partito di governo Bharatiya janata party (Bjp), che ha conquistato 303 seggi su 545 nel Lok Sabha, la Camera Bassa centrale. La fine dell&#8217;autonomia del Kashmir ha generato pesanti ripercussioni: </span><a style="font-size: 1rem;" href="https://www.aljazeera.com/news/2019/08/india-revokes-kashmir-special-status-latest-updates-190806134011673.html">i dati ufficiali di New Delhi parlano di 3800 persone arrestate</a><span style="font-size: 1rem;"> (2600 delle quali già rilasciate) in seguito ai disordini scatenatisi nella regione dal 5 agosto ad oggi. Preoccupa inoltre la posizione assunta dall&#8217;esecutivo del Pakistan. Shah Mehmood Qureshi, ministro degli Esteri di Islamabad, ha affermato l&#8217;attuale situazione rischia di generare un conflitto,</span><a style="font-size: 1rem;" href="https://www.encyclopedia.com/history/asia-and-africa/south-asian-history/india-pakistan-wars"> il quarto dall&#8217;indipendenza delle due nazioni avvenuta nel 1947</a><span style="font-size: 1rem;">, con Nuova Delhi. Entrambi gli Stati sono potenze nucleari e questo fattore rende ancora più minaccioso un possibile scoppio delle ostilità. Il Pakistan si è fortemente schierato contro la decisione indiana di revocare l&#8217;autonomia territoriale.</span></p>
<h2>Tensioni mai sopite</h2>
<p>I recenti sviluppi in Kashmir rischiano di portare la regione sull&#8217;orlo della guerra civile, come già successo in passato con pesanti scontri e spargimenti di sangue. Sin dal 1947 l&#8217;India amministra la parte più significativa del Kashmir e <a href="https://www.bbc.com/news/world-south-asia-16069078">dalla fine degli anni Ottanta diversi gruppi separatisti operano per staccare questa area dall&#8217;occupazione di Nuova Delhi. </a>L&#8217;insurrezione ha causato, ad oggi, <a href="https://www.thenewhumanitarian.org/news/2019/06/11/kashmir-s-decade-high-death-toll-warning-sign">più di 40mila morti</a> e vede opposte le truppe inviate dal governo indiano e i ribelli musulmani locali, che non riconoscono l&#8217;appartenenza di questo territorio alla nazione indiana. Nuova Delhi ha ripetutamente accusato Islamabad di fomentare il terrorismo nella regione e di aver fornito assistenza agli insorti con rifornimenti di armi e finanziamenti economici. La questione locale ha avuto dunque riflessi diplomatici importanti e ha condizionato le relazioni tra i due giganti dell&#8217;Asia meridionale. Ma è anche la vita quotidiana degli abitanti del territorio conteso ad essere stata, sin dal 5 agosto, stravolta dalle restrizioni imposte dal governo indiano per prevenire scontri. <a href="https://www.indiatoday.in/india/story/kashmir-update-article-370-normalcy-jammu-restrictions-1599119-2019-09-14">Internet non funziona</a>, le comunicazioni telefoniche sono estremamente ridotte, le scuole sono vuote perché i genitori preferiscono non mandarvi i figli per paura di disordini, il trasporto pubblico e i negozi sono perlopiù chiusi. Le <strong>preghiere del venerdì</strong> sono state interdette nelle principali moschee, nel timore che gli assembramenti possano sfociare in disordini. Gli abitanti di alcuni villaggi noti per le loro simpatie separatiste hanno dichiarato di essere stati picchiati e torturati da membri dell&#8217;esercito indiano, una versione che è stata seccamente smentita dalle Forze Armate. Le tensioni continuano ad aumentare e si rischia di avvicinarsi, pericolosamente, ad un punto di non ritorno.</p>
<h2>Lo scacchiere internazionale e la posizione cinese</h2>
<p>Le mosse indiane hanno generato una serie di risposte e minacce, al momento non particolarmente efficaci, da parte di Islamabad. <a href="https://www.hindustantimes.com/india-news/pak-battles-to-push-for-un-debate-on-kashmir-amid-lack-of-support/story-5SQBoO59nLR8IbOSRccSzI.html">La diplomazia pakistana ha richiesto più volte, ma al momento invano</a>, che il Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (Unhchr) istituisca una commissione di inchiesta per occuparsi del Kashmir. Il primo ministro Imran Khan ha affermato che parlerà della questione in tutte le sedi internazionali possibili, <a href="https://www.livemint.com/news/india/imran-khan-vows-not-to-disappoint-kashmiris-at-un-general-assembly-1568386889789.html">a partire dall&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite prevista per il 27 settembre </a>e ha rivendicato come, grazie all&#8217;attivismo della sua nazione, l&#8217;Unione europea abbia dichiarato che le controversie del Kashmir debbano essere risolte secondo le risoluzioni delle Nazioni Unite. Khan ha anche ricordato come il Consiglio della cooperazione Islamica supporti la posizione del Pakistan in materia. La Cina, infine, si è risolutamente schierata al fianco di Islamabad, dichiarando come sia contraria ad ogni mossa unilaterale che minacci l&#8217;equilibrio regionale. Pechino occupa il 20 percento del territorio conteso, un&#8217;area denominata Aksai Chin e rivendicata dall&#8217;India. I tradizionali buoni rapporti tra la superpotenza asiatica e il Pakistan rischiano di minacciare, più di ogni altro fattore, le politiche di Nuova Delhi nella regione e di ostacolarne il suo assorbimento. La questione di fondo resta di difficile soluzione: le esigenze e le volontà della popolazione musulmana del Kashmir e del governo centrale indiano sono estremamente divergenti, in particolar modo da quando l&#8217;esecutivo è dominato da un movimento nazionalista determinato ad intensificare il controllo territoriale a discapito dell&#8217;autonomia. La revoca di quest&#8217;ultima rischia così di aprire un nuovo e sanguinoso capitolo nelle travagliate vicende della regione. Un&#8217;alleanza diplomatica tra Cina e Pakistan potrebbe parzialmente influire sugli esiti della vicenda e isolare Nuova Delhi in una posizione di minoranza. La situazione sul campo potrà però essere modificata, sostanzialmente, solo in caso di conflitto diretto tra le tre grandi superpotenze, un esito non auspicabile anche perché il tutto potrebbe degenerare in uno scontro nucleare dalle conclusioni catastrofiche ed imprevedibili. L&#8217;unico modo per abbassare la tensione resta quello di un coinvolgimento della comunità internazionale, in particolar modo delle Nazioni Unite, che possano favorire l&#8217;elaborazione di piani concordati per prevenire altri morti, sangue e distruzioni una regione che ha già sofferto abbastanza.</p>
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