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	<title>Kabul Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;Afghanistan che abbiamo scelto di dimenticare: il caso Fariba e l&#8217;apartheid di genere</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lafghanistan-che-abbiamo-scelto-di-dimenticare-il-caso-fariba-e-lapartheid-di-genere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giorgia di gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 00:04:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1098" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Afghanistan" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-600x343.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il suicidio di Fariba rivela il fallimento della comunità internazionale e l'apartheid di genere in Afghanistan.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lafghanistan-che-abbiamo-scelto-di-dimenticare-il-caso-fariba-e-lapartheid-di-genere.html">L&#8217;Afghanistan che abbiamo scelto di dimenticare: il caso Fariba e l&#8217;apartheid di genere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1098" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Afghanistan" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-1024x586.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-1536x878.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/pexels-faruktokluoglu-31093788-e1785919307182-600x343.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Fariba aveva sedici anni e una sola richiesta</strong>: tornare a scuola. Come migliaia di altre ragazze afghane, da anni viveva in attesa che qualcuno riaprisse quelle porte chiuse dai talebani nel nome della loro idea di società. Un&#8217;attesa diventata sempre più lunga, sempre più silenziosa. Poi, secondo quanto riportato da attivisti e utenti afghani sui social, Fariba avrebbe smesso di aspettare. <strong>Avrebbe deciso di togliersi la vita.</strong> La sua storia non racconta soltanto il destino di una ragazza a cui è stata negata un&#8217;istruzione. Racconta il fallimento di chi ha osservato l&#8217;Afghanistan precipitare nuovamente nell&#8217;oscurità e, con il passare del tempo, ha semplicemente imparato a conviverci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando Kabul smette di fare notizia</h2>



<p>Mentre l&#8217;Europa torna a dialogare con i talebani, <strong>discutendo a Bruxelles di rimpatri e cooperazione</strong>, in Afghanistan il tempo continua a scorrere in direzione opposta: quella della progressiva cancellazione dei diritti, delle libertà e delle prospettive di un&#8217;intera generazione. A quasi cinque anni dalla restaurazione dell&#8217;Emirato Islamico, il panorama socio-politico afghano presenta una realtà che coincide con le previsioni più pessimistiche formulate dalla comunità internazionale: una regressione generalizzata e un netto peggioramento della qualità della vita. <strong>Eppure, nonostante ciò, il Paese continua a suscitare un interesse internazionale insufficiente</strong>.</p>



<p>Sebbene nel 2021 la reazione <strong>all&#8217;ingresso dei talebani a Kabul</strong> fosse apparsa sincera e preoccupata, poche sono state le azioni concretamente intraprese dagli attori internazionali per contenere la minaccia rappresentata dal movimento talebano per i diritti fondamentali, la partecipazione femminile alla vita pubblica e la convivenza sociale all&#8217;interno dell&#8217;Afghanistan.</p>



<p>Il caso della giovane che, con la sua morte, è riuscita a valicare il muro di indifferenza che avvolge il confine afghano, <strong>rivela alcuni degli elementi strutturali del regime talebano contemporaneo</strong>. La sua è una storia di disperazione, di sconfitta e di abbandono. Non soltanto l&#8217;abbandono della scuola, certamente non per scelta, né quello di una vita che avrebbe voluto vivere. Si tratta piuttosto di un abbandono collettivo, generato dal progressivo disinteresse dell&#8217;Occidente verso una nazione e una società che il mondo ha permesso venissero soffocate, nonostante i luminosi e stridenti segnali d&#8217;allarme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia di Fariba non è un caso isolato</h2>



<p>È sui&nbsp;<a href="https://apnews.com/video/fariba-loved-studying-until-the-taliban-denied-her-access-to-school-with-devastating-consequences-0ff59d3b7987408ea0958fc3dc87fb1e">social che la storia di Fariba prende forma</a>, quando ormai è troppo tardi. Quando la sedicenne, giunta al limite dell&#8217;attesa, avrebbe deciso di togliersi la vita dopo anni trascorsi ad aspettare la riapertura delle scuole per le ragazze, chiuse a partire dal 2022, assistendo alla progressiva privazione delle opportunità più elementari. Tra queste, quella di studiare.</p>



<p>Tuttavia, questa storia non ci è nuova. Non ci sorprende, nonostante possa essere la prima volta che la leggiamo. La storia di Fariba è la storia di centinaia di donne e bambine afghane, delle quali conosciamo già il destino senza averle mai incontrate. Sono storie che finiscono per trasformarsi in dati, statistiche, rapporti elaborati da agenzie internazionali e organizzazioni per i diritti umani. Numeri e annotazioni che le <strong>Nazioni Unite</strong>, nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine congiunta a UNAMA dedicata alla salute mentale, descrivono in un quadro allarmante: circa&nbsp;<a href="https://www.unwomen.org/en/news-stories/press-briefing/2025/08/press-briefing-by-un-women-on-the-new-afghanistan-gender-alert?utm">tre quarti delle donne afghane dichiarano infatti di soffrire di una condizione mentale definita &#8220;scarsa&#8221; o &#8220;molto scarsa&#8221;.</a></p>



<p>Altre ricerche sul campo, condotte in oltre venti province del Paese, mostrano una realtà altrettanto drammatica, esponendo livelli estremamente elevati di sofferenza psicologica tra la popolazione femminile. Come <a href="https://www.theguardian.com/world/2023/aug/28/despair-is-settling-in-female-suicides-on-rise-in-talibans-afghanistan">evidenziato da un&#8217;inchiesta del Guardian</a>, <strong>l&#8217;Afghanistan sarebbe oggi uno dei rarissimi Paesi al mondo in cui donne e ragazze rappresentano una quota dei suicidi e dei tentativi di suicidio superiore a quella maschile in numerose province del Paese.</strong></p>



<p>Uno <a href="https://bmjopen.bmj.com/content/13/8/e071939">studio pubblicato su BMJ Open</a> spiega, qualora ve ne fosse bisogno, le ragioni di un malessere tanto diffuso tra le donne afghane: &#8220;I sintomi della depressione tra le donne afghane sono associati all&#8217;età avanzata, a un numero maggiore di figli, a un livello di istruzione più basso, al comportamento scorretto di altre persone, a eventi negativi vissuti nell&#8217;ultimo mese e alla percezione di un cattivo stato di salute fisica.&#8221;</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;apartheid di genere dei talebani</h2>



<p>Il <strong>disagio psichico femminile</strong> rappresenta dunque una conseguenza diretta dell&#8217;apartheid di genere imposta dal regime talebano. Lo stesso regime che, all&#8217;indomani del proprio insediamento, aveva cercato di presentarsi come più pragmatico e moderato rispetto al passato, approfittando anche del vuoto lasciato dal ritiro delle truppe statunitensi.&nbsp;</p>



<p>Trascorsi quasi cinque anni, tuttavia, le promesse di apertura hanno lasciato spazio a una realtà ben diversa. Le rassicurazioni sull&#8217;accesso all&#8217;istruzione, sull&#8217;indipendenza economica e sulla libertà individuale si sono progressivamente sgretolate:<strong> le scuole secondarie e le università sono state precluse alle donne</strong>, attività tradizionalmente femminili, come i saloni di bellezza, sono state chiuse e l&#8217;obbligo di essere accompagnate da un&nbsp;<em>mahram</em>&nbsp;–un parente maschio consanguineo– ha limitato drasticamente la libertà di movimento delle afghane.</p>



<p>Tali divieti nascono dall’esigenza talebana di recludere la donna nell’ambito domestico, confinandola a ruoli di cura che rimangono relegati, per l’appunto, nella casa dove abita con il marito o con il padre. Gli stessi ruoli di cura, infatti, non possono trovare piena espressione al di fuori delle mura domestiche. Allo stesso modo, <strong>le donne devono fare i conti con crescenti limitazioni nell&#8217;accesso alle professioni sanitarie</strong>, in una delle tante contraddizioni di un sistema che, allo stesso tempo, impone loro di essere visitate esclusivamente da personale femminile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La forza della normalizzazione</h2>



<p>La <strong>storia di Fariba non è un racconto di eccezionale natura nell&#8217;Afghanistan contemporaneo</strong>. Al contrario, rappresenta un sistema che continua a generare esclusione, violenza e privazione dei diritti fondamentali. Una realtà sempre più preoccupante e, al tempo stesso, sempre meno contestata, sia a causa della progressiva normalizzazione del fenomeno sia per esigenze di natura politica e diplomatica.&nbsp;</p>



<p>Non sorprende, allora, che il recente incontro tra una delegazione talebana e funzionari europei a Bruxelles per discutere i rimpatri sia stato accolto da molti osservatori come un ulteriore segnale di questa normalizzazione. Una normalizzazione che procede mentre milioni di ragazze afghane continuano ad aspettare davanti a porte che nessuno sembra intenzionato a riaprire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lafghanistan-che-abbiamo-scelto-di-dimenticare-il-caso-fariba-e-lapartheid-di-genere.html">L&#8217;Afghanistan che abbiamo scelto di dimenticare: il caso Fariba e l&#8217;apartheid di genere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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