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	<title>Israele Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 25 Jun 2026 16:19:50 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Israele Archives - InsideOver</title>
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		<title>Israele. L&#8217;apartheid: solo un passaggio per la pulizia etnica</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-lapartheid-solo-un-passaggio-per-la-pulizia-etnica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 16:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="826" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/pb_108957_gaza-bombings.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/pb_108957_gaza-bombings.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/pb_108957_gaza-bombings-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/pb_108957_gaza-bombings-1024x661.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/pb_108957_gaza-bombings-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/pb_108957_gaza-bombings-600x387.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>“Il quartiere di Silwan a Gerusalemme viene svuotato dei suoi abitanti. Con pretesti bizzarri e oltraggiosi, le famiglie vengono sfrattate dalle case in cui hanno vissuto per decenni. Nella Striscia di Gaza centinaia di migliaia di sfollati sono ammassati in campi profughi inabitabili” e martedì il Consigliere per la Sicurezza nazionale israeliano Shmuel Ben-Ezra ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-lapartheid-solo-un-passaggio-per-la-pulizia-etnica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-lapartheid-solo-un-passaggio-per-la-pulizia-etnica.html">Israele. L&#8217;apartheid: solo un passaggio per la pulizia etnica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="826" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/pb_108957_gaza-bombings.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/pb_108957_gaza-bombings.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/pb_108957_gaza-bombings-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/pb_108957_gaza-bombings-1024x661.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/pb_108957_gaza-bombings-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/pb_108957_gaza-bombings-600x387.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>“Il quartiere di Silwan a Gerusalemme viene svuotato dei suoi abitanti. Con pretesti bizzarri e oltraggiosi, le famiglie vengono sfrattate dalle case in cui hanno vissuto per decenni. Nella Striscia di Gaza centinaia di migliaia di sfollati sono ammassati in campi profughi inabitabili” e martedì il Consigliere per la Sicurezza nazionale israeliano Shmuel Ben-Ezra ha tenuto una riunione per rilanciare i piani “sull’emigrazione volontaria” dei gazawi.</p>



<p>È “la Pulizia Etnica 3.0”, scrive su&nbsp;<a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-06-25/ty-article-opinion/.premium/ethnic-cleansing-3-0-how-israel-became-the-transfer-state/0000019e-fb3a-d58e-afbf-ff7b22970000" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Haaretz&nbsp;</a>Gideon Levy. “Dopo le riuscite pulizie etniche del 1948 e del 1967 è giunta la fase successiva dell’impresa sionista che costituisce il fondamento dello Stato ebraico. Tutto procede secondo il piano a fasi”.</p>



<p>“[…] La destra ha un piano ben definito e una strategia chiara, e si sta adoperando per metterla in atto. Mentre la sinistra ha smarrito la strada, impantanata in vuoti cliché e praticamente in coma dall’assassinio di Yitzhak Rabin, la destra continua a plasmare una realtà irreversibile”.</p>



<p>“Israele è diventato uno Stato di espulsione, per il quale la pulizia etnica è un pilastro fondamentale della politica. Tale pulizia etnica assume nomi e volti diversi; a volte è palese, a volte occulta e repressa, ma si sta trasformando in un fenomeno storico in pieno svolgimento, lontano dagli occhi di tutti. Dopo la creazione dell’apartheid, che non è mai stato l’obiettivo del sionismo né dello Stato, è giunto il momento dell’espulsione, l’unico scopo per cui l’apartheid fu creato”.</p>



<p>“In realtà, Israele non è uno Stato di apartheid. È qualcosa di peggio: è uno Stato di espulsione. L’apartheid in Sudafrica non ha mai avuto lo scopo di espropriare il paese dei suoi abitanti indigeni. L’apartheid israeliano sì”.</p>



<p>“Negli ultimi mesi ho scritto quasi esclusivamente sulla violenza dei coloni in Cisgiordania. Settimana dopo settimana, villaggio dopo villaggio, famiglia dopo famiglia fanno tutto il possibile per conservare le proprie case e le proprie terre, finché alla fine devono arrendersi”. Certo, continua Levy, “c’è ancora molto lavoro da fare, ma la tendenza è chiara e il suo carattere sistematico è spaventoso”.</p>



<p>“[…] Le espulsioni a Gaza e quelle a Silwan hanno un legame evidente: una visione del mondo che afferma che in questa terra c’è posto solo per un popolo, noi o loro. Questa visione è apparentemente condivisa dalla maggioranza degli israeliani, persino da coloro che si sentono a disagio quando, dalle loro poltrone, assistono a ciò che sta accadendo, che peraltro nella migliore delle ipotesi non viene quasi mai riportato dai media israeliani” [e tanto poco da quelli nostrani, interessati più alla cronaca nera che a un genocidio in atto…].</p>



<p>“Sappiate che, mentre dormivate, un popolo è stato espropriato della sua terra, passo dopo passo”. Non vale solo per gli israeliani.</p>



<p>Non solo la pulizia etnica, che potrebbe essere attuata anche solo attraverso la deportazione forzata di una popolazione. In parallelo, contro i palestinesi si sta consumando anche un genocidio. È noto, palese, nonostante Israele e i suoi sostenitori si stiano adoperando per negarlo, eliminarlo dalla narrazione mediatica e intimidire e reprimere quanti lo denunciano.</p>



<p>Ma la denuncia discendente dall’ennesima inchiesta di una Commissione d’inchiesta dell’Onu mette un ulteriore sigillo alla condanna. E un sigillo pesante, dal momento che ha ribadito in modalità autorevole che l’assassinio di tutti quei bambini, il 30% delle vittime di Gaza, è stato “deliberato”.</p>



<p>E conclude: “Il deliberato attacco ai bambini è uno degli elementi chiave che dimostra l’intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere il gruppo palestinese, in tutto o in parte, a Gaza”. Nulla da aggiungere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-lapartheid-solo-un-passaggio-per-la-pulizia-etnica.html">Israele. L&#8217;apartheid: solo un passaggio per la pulizia etnica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Corsa ai lavoratori thailandesi: Italia e Israele a caccia di manodopera low cost</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/corsa-ai-lavoratori-thailandesi-italia-e-israele-a-caccia-di-manodopera-low-cost.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 04:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo fonti thailandesi l’Italia starebbe valutando l’ingresso di numerosi lavoratori thailandesi nell’ambito del Decreto Flussi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/corsa-ai-lavoratori-thailandesi-italia-e-israele-a-caccia-di-manodopera-low-cost.html">Corsa ai lavoratori thailandesi: Italia e Israele a caccia di manodopera low cost</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alle nostre latitudini nessuno ha parlato di questo dossier. La vice portavoce del governo della Thailandia, <strong>Patdarat Thongsaluaykorn</strong>, ha invece dichiarato che l&#8217;<strong>Italia</strong> si è offerta di assumere tra i <strong>20.000 e i 30.000 lavoratori thailandesi</strong> all&#8217;anno per sopperire alla <strong>carenza di manodopera</strong> nei settori agricolo e sanitario oltre che nei servizi. L&#8217;alta funzionaria di Bangkok ha aggiunto un altro particolare rilevante, ossia che Roma intenderebbe importare circa 500.000 lavoratori da Paesi extra Ue. La notizia è stata riportata dal <em>Bangkok Post</em>, il principale quotidiano in lingua inglese pubblicato in <a href="https://it.insideover.com/societa/la-thailandia-sogna-in-grande-e-si-affida-al-soft-power.html">Thailandia</a>. </p>



<p>Il ministro del Lavoro thailandese, <strong>Julapun Amornvivat</strong>, avrebbe auspicato la firma di un <strong>memorandum</strong> ad hoc tra Italia e Thailandia per confermare il tutto. Che cosa sta succedendo? La ricostruzione è questa: la terza economia dell&#8217;Unione Europea ha bisogno di manodopera e avrebbe manifestato l&#8217;interesse ad accogliere lavoratori thailandesi. Il media thailandese <em>Thairath</em> ha aggiunto un particolare interessante: Roma ha formalmente incluso Bangkok nel suo <strong>Decreto Flussi 2026-2028</strong>, un programma triennale in materia di immigrazione che disciplina l&#8217;ingresso legale dei lavoratori extracomunitari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164657869_dfceedfc0aa282b15a1f4946dda72692-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-521256" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164657869_dfceedfc0aa282b15a1f4946dda72692-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164657869_dfceedfc0aa282b15a1f4946dda72692-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164657869_dfceedfc0aa282b15a1f4946dda72692-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164657869_dfceedfc0aa282b15a1f4946dda72692-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164657869_dfceedfc0aa282b15a1f4946dda72692-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164657869_dfceedfc0aa282b15a1f4946dda72692.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Lavoratori thailandesi per l&#8217;Italia?</h2>



<p>La <strong>Thailandia </strong>ha confermato la propria disponibilità a sostenere lavoratori qualificati e stagionali per contribuire all&#8217;economia italiana. I due Paesi hanno già avuto i primi <strong>colloqui </strong>sul tema ed entrambe le parti hanno concordato di ampliare la cooperazione in quattro aree chiave: lo sviluppo della formazione professionale e di centri di formazione congiunti, lo scambio di conoscenze sui sistemi pensionistici, la tutela dei diritti dei lavoratori e del benessere familiare e l&#8217;incremento delle opportunità di inserimento dei lavoratori thailandesi nel mercato del lavoro europeo. </p>



<p>Non solo: la Thailandia ha espresso interesse a studiare il <strong>modello di istruzione</strong> tecnica e il sistema di istruzione duale italiano, lo stesso che collega la formazione con il mondo del lavoro e dell&#8217;industria. Qualora il protocollo d&#8217;intesa dovesse essere finalizzato come previsto, l&#8217;Italia diventerà un importante mercato del lavoro europeo per i lavoratori thailandesi, in un contesto di crescente domanda di manodopera straniera. </p>



<p>Dal punto di vista di Bangkok, questa cooperazione non solo apre nuove opportunità di lavoro per i lavoratori thailandesi, ma riflette anche il ruolo della Thailandia come fonte affidabile di <strong>manodopera qualificata</strong>, riconosciuta dai partner internazionali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164714449_0ea1f6532ed4fea4ac3aca58b2aaa23f-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-521257" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164714449_0ea1f6532ed4fea4ac3aca58b2aaa23f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164714449_0ea1f6532ed4fea4ac3aca58b2aaa23f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164714449_0ea1f6532ed4fea4ac3aca58b2aaa23f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164714449_0ea1f6532ed4fea4ac3aca58b2aaa23f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164714449_0ea1f6532ed4fea4ac3aca58b2aaa23f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164714449_0ea1f6532ed4fea4ac3aca58b2aaa23f.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;opzione Israele</h2>



<p>Nel frattempo, a quasi tre anni dallo <a href="https://it.insideover.com/guerra/com-e-strutturata-oggi-hamas.html">scoppio della guerra di Gaza</a>, la forza lavoro thailandese in <strong>Israele </strong>è aumentata. Prima dell&#8217;attacco il loro numero in Israele si aggirava intorno alle 30.000 unità; adesso è salito a circa <strong>50.000</strong>, con addetti impiegati nei settori dell&#8217;agricoltura, dell&#8217;edilizia, della manifattura e dei servizi. </p>



<p>Con l&#8217;aggravarsi della carenza di manodopera interna, si stima che oltre 50.000 lavoratori provenienti dall&#8217;Asia ricoprano ruoli fondamentali per il funzionamento delle catene di approvvigionamento israeliane. Se in passato Israele faceva affidamento sui lavoratori palestinesi, in seguito alle tensioni generate dalla Prima Intifada (tra il 1987 e il 1993) Tel Aviv <a href="https://it.insideover.com/societa/i-thailandesi-di-israele-sfruttati-dai-padroni-sul-lavoro-e-rapiti-da-hamas.html">ha iniziato a sostituirli</a> con un elevato numero di migranti. </p>



<p>Migranti per lo più provenienti dalla Thailandia &#8211; che hanno formato al gruppo più numeroso di braccianti agricoli stranieri presenti sul territorio israeliano – ma anche da Bangladesh, Sri Lanka e India.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="711" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164742250_62b48adb6814b345cc57fe2c294fcb82-1024x711.jpg" alt="" class="wp-image-521258" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164742250_62b48adb6814b345cc57fe2c294fcb82-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164742250_62b48adb6814b345cc57fe2c294fcb82-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164742250_62b48adb6814b345cc57fe2c294fcb82-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164742250_62b48adb6814b345cc57fe2c294fcb82-1536x1066.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164742250_62b48adb6814b345cc57fe2c294fcb82-600x417.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164742250_62b48adb6814b345cc57fe2c294fcb82.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/corsa-ai-lavoratori-thailandesi-italia-e-israele-a-caccia-di-manodopera-low-cost.html">Corsa ai lavoratori thailandesi: Italia e Israele a caccia di manodopera low cost</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dalla Bosnia alla Siria: Turchia-Israele, la sfida infinita</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dalla-bosnia-alla-siria-turchia-israele-la-sfida-infinita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 16:32:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia.jpeg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La sfida geopolitica tra Israele e Turchia prosegue apertamente, e mentre Ankara e Tel Aviv alzano il livello dello scontro retorico, Recep Tayyip Erdogan e Benjamin Netanyahu muovono le rispettive pedine per consolidare le proprie posizioni strategiche. Nel quadro del riassetto del Medio Oriente, la rotta di collisione tra due delle maggiori potenze regionali sembra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-bosnia-alla-siria-turchia-israele-la-sfida-infinita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia.jpeg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/turchia-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La <strong>sfida geopolitica tra Israele e Turchia</strong> prosegue apertamente, e mentre Ankara e Tel Aviv alzano il livello dello scontro retorico, <strong>Recep Tayyip Erdogan e Benjamin Netanyahu</strong> muovono le rispettive pedine per consolidare le proprie posizioni strategiche. Nel quadro del riassetto del Medio Oriente, la rotta di collisione tra due delle maggiori potenze regionali sembra essere indirizzata e, anche se l&#8217;ipotesi di un conflitto aperto tra Ankara e Tel Aviv appare remoto e frenato da diverse questioni come il comune legame strategico con gli Usa, sicuramente è ormai a viso aperto in corso una <strong>partita di potere</strong> che tocca un arco di crisi esteso dal Corno d&#8217;Africa all&#8217;Europa orientale.</p>



<p>Le ultime settimane hanno conosciuto un climax ascendente. Nei giorni scorsi si sono aggiunti tre elementi chiave. Primo: nuove incursioni israeliane in Siria nell&#8217;area di Tel Abu Qubais, con l&#8217;obiettivo di creare una zona di sicurezza a Sud nel Paese guidato da Ahmad al-Sharaa, stretto alleato e protegé dei turchi che ne hanno sostenuto l&#8217;ascesa a Damasco durante la caduta di Bashar al-Assad a fine 2024. Secondo tema: la svolta di <strong>Erdogan sul Libano, che Ankara ha inserito nel suo perimetro di sicurezza</strong>.</p>



<p>Criticando i raid israeliani dopo la firma del cessate il fuoco Usa-Iran e contestando l&#8217;ambizione di Tel Aviv di espandersi in Libano, Erdogan ha dichiarato che la sicurezza della Turchia passa da Beirut. &#8220;Ankara sospetta che l&#8217;influenza israeliana sia stata alla base dello storico accordo di delimitazione marittima siglato dal Libano con Cipro nel novembre 2025, che apre la strada alla potenziale esplorazione di giacimenti di gas offshore e alla cooperazione energetica nel Mediterraneo&#8221;,<a href="https://www.rfi.fr/en/podcasts/international-report/20260620-lebanon-becomes-latest-battleground-in-turkish-israeli-tensions"> nota Rfi. </a>Per la Turchia, un Libano egemonizzato da Israele amplierebbe il cordone sanitario regionale. </p>



<p><strong>Israele ha rilanciato nei Balcani</strong><a href="https://www.agenzianova.com/a/6a3a0e3564bf08.52785119/7527549/2026-06-22/bosnia-israele-stampa-bosniaca-cvijanovic-partecipa-a-incontri-ufficiali-con-bandiera-serba">: Zeljka Cvijanović, </a>membro serbo della presidenza tripartita della Bosnia-Erzegovina, ha visitato Israele incontrando Netanyahu e il ministro degli Esteri Gideon Sa&#8217;ar utilizzando, negli incontri, solo la bandiera della Repubblica Srpska che rappresenta. Rinfocolando retoricamente il separatismo dei serbo-bosniaci, ritenuto a lungo un fattore di instabilità potenziale in un&#8217;area di pertinenza strategica per la Turchia ove Israele conta già una solida alleanza con la Grecia, rivale di Ankara, e corteggia l&#8217;Albania, altro Paese spesso vicino a Ankara sul piano geopolitico.</p>



<p>Il leader storico dei serbo-bosniaci, <a href="https://www.jpost.com/israel-news/article-885647">Milorad Dodik, ha detto al Jerusalem Post che la Srpska è &#8220;l&#8217;Israele dei Balcani&#8221;.</a> Una mossa che lascia presagire nuovi rafforzamenti politici dei rapporti bilaterali. La tentazione di Israele di soffiare sui fuochi separatisti in funzione anti-turca non è nuova: si è vista anche in<a href="https://it.insideover.com/politica/a-gerusalemme-apre-lambasciata-del-somaliland-israele-punta-sul-corno-dafrica-e-sul-mar-rosso.html" type="post" id="520598"> <strong>Somaliland, Paese che di recente ha aperto la sua ambasciata a Gerusalemme</strong></a> in sfida aperta al governo centrale della Somalia sostenuto da Ankara che attraverso Mogadiscio si proietta oltre il Mar Rosso e sull&#8217;Oceano Indiano. Tutto lascia presagire che <strong>Israele e Turchia stiano preparando una rete di pesi e contrappesi</strong> capaci di fungere da leva nei propri confronti e poteri frenanti verso gli avversari in caso di futuro peggioramento del quadro multilaterale. Potenze con volontà egemoniche, guidate da leader spregiudicati e in cerca di alleati e satelliti, Ankara e Tel Aviv sanno che l&#8217;ora di una qualche forma di scontro potrebbe avvicinarsi. E non vogliono lasciare nulla di intentato per costruirsi le reti necessarie a premunirsi da ogni minaccia.</p>
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		<title>Commissione Onu: &#8220;Israele spara deliberatamente sui bambini di Gaza, è genocidio&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/commissione-onu-israele-ha-deliberatamente-preso-di-mira-i-bambini-di-gaza-e-genocidio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 07:47:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza Onu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-1024x563.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-1536x845.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-600x330.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Commissione d'inchiesta dell'ONU accusa Israele di aver deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi a Gaza e Cisgiordania: è genocidio</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/commissione-onu-israele-ha-deliberatamente-preso-di-mira-i-bambini-di-gaza-e-genocidio.html">Commissione Onu: &#8220;Israele spara deliberatamente sui bambini di Gaza, è genocidio&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza Onu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-1024x563.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-1536x845.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260624091101189_d5dd4231eb099d1b667ee6f2d686cadc-e1782285121342-600x330.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una commissione d’inchiesta internazionale del <strong>Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite</strong> <a href="https://news.un.org/fr/story/2026/06/1159046" type="link" id="https://news.un.org/fr/story/2026/06/1159046">ha pubblicato un nuovo, sconvolgente, report</a>, nel quale accusa apertamente Israele di aver deliberatamente <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.ohchr.org/sites/default/files/documents/hrbodies/hrcouncil/sessions-regular/session62/a-hrc-62-crp-2.pdf" type="link" id="chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.ohchr.org/sites/default/files/documents/hrbodies/hrcouncil/sessions-regular/session62/a-hrc-62-crp-2.pdf">preso di mira i bambini palestinesi nella Striscia di Gaza, denunciando ancora una volta il «genocidio» in corso</a>, ma anche evidenziando i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra nella Striscia, oltre a rilevare <strong>crimini di guerra anche in Cisgiordania</strong>. </p>



<p>Il rapporto, intitolato&nbsp;<em>«L’essenza dell’infanzia è stata distrutta: il deliberato attacco di Israele contro i bambini palestinesi nel Territorio Palestinese Occupato dal 7 ottobre 2023</em>», arriva a poche settimane da un precedente documento – risalente allo scorso settembre – in cui la stessa commissione aveva già concluso che le autorità e le forze di sicurezza israeliane avevano commesso «quattro dei cinque atti tipici del genocidio» <a href="https://thewire.in/rights/un-inquiry-gaza-genocide-deliberate-targeting-of-children" type="link" id="https://thewire.in/rights/un-inquiry-gaza-genocide-deliberate-targeting-of-children">definiti dalla Convenzione del 1948</a>, con buona pace di chi continua &#8211; nonostante le evidenze &#8211; a <a href="https://it.insideover.com/guerra/amici-di-israele-basta-alibi-a-gaza-e-genocidio-e-lancet-ci-spiega-perche.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/amici-di-israele-basta-alibi-a-gaza-e-genocidio-e-lancet-ci-spiega-perche.html">negare la drammatica realtà dei fatti</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Commissione Onu inchioda Israele</h2>



<p>Ora la Commissione internazionale e indipendente d’inchiesta sui Territori palestinesi occupati e su Israele, istituita nel 2021 dal Consiglio per i diritti umani, va oltre: secondo gli investigatori, il <strong>prendere di mira deliberatamente i bambini è uno degli elementi chiave per stabilire l’intenzione genocida</strong> delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere il gruppo palestinese, nella sua totalità o in parte, a Gaza. </p>



<p><a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.ohchr.org/sites/default/files/documents/hrbodies/hrcouncil/sessions-regular/session62/a-hrc-62-crp-2.pdf"><strong>SCARICA IL RAPPORTO</strong></a></p>



<p>«Le prove mostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane», ha dichiarato <strong>Srinivasan Muralidhar</strong>, presidente della Commissione, sottolineando come anche dopo il cessate il fuoco dell’ottobre 2025 i bambini continuino a essere uccisi e gravemente feriti, con il perdurare del disprezzo di Israele nei confronti della tregua e della protezione dovuta ai minori in base al diritto internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri del genocidio</h2>



<p>I numeri contenuti nel rapporto sono sconvolgenti. Nei primi due anni di guerra almeno <strong>20.179 bambini sono stati uccisi</strong> e 44.143 feriti nella <strong>Striscia di Gaza</strong>, rappresentando <strong>circa il 30% di tutte le vittime</strong>. Tra questi, <strong>almeno 5.031 avevano meno di 5 anni</strong>, di cui circa 1.029 neonati sotto l’anno di età. </p>



<p>In Cisgiordania e Gerusalemme Est, nello stesso periodo, sono stati uccisi 213 minori palestinesi. <a href="https://www.unicef.org/press-releases/deadly-violence-continues-claim-childrens-lives-across-gaza-and-west-bank" type="link" id="https://www.unicef.org/press-releases/deadly-violence-continues-claim-childrens-lives-across-gaza-and-west-bank">L’Unicef ha aggiunto che dal cessate il fuoco di ottobre 2025 sono stati uccisi oltre 260 bambini, uno al giorno</a>. Il rapporto documenta come le forze israeliane abbiano <strong>attaccato i bambini con armi di precisione</strong> – colpi di cecchino, droni armati – e con armi ad alto impatto su edifici residenziali, scuole e campi profughi affollati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Alcuni esempi terribili della strage di bambini</h2>



<p>La commissione ha verificato in modo indipendente una <strong>serie di casi che restituiscono l’orrore di ciò che sta accadendo</strong>. C’è la storia di <strong>Hind Rajab</strong>, una bambina di 5 o 6 anni, e della sua famiglia – sette persone – uccisi a Gaza City il 29 gennaio 2024, insieme a due paramedici. Hind rimase al telefono con i soccorritori per ore, intrappolata in un’auto tra i corpi dei parenti morti. C’è il caso di un ragazzo di 15 anni colpito al piede mentre sventolava un panno bianco durante un’evacuazione a Khan Younis, il 24 gennaio 2024, poi raggiunto da altri due colpi alla schiena e al collo mentre cercava di rialzarsi. E ancora, un neonato di 10 giorni colpito alla testa da un fucile montato su un drone mentre veniva allattato in una tenda al campo di Nuseirat, il 12 aprile 2024, sopravvissuto con danni cerebrali e crisi epilettiche.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I have been reading the new UN report about how Israel has been targeting children in Gaza. There are no words to describe how awful it is. Here are some of the worst examples: <br><br>1) Hind Rajab and family, Tel al-Hawa, Gaza City, 29 Jan 2024. Named. A family of seven plus two…</p>&mdash; Shaiel Ben-Ephraim (@academic_la) <a href="https://x.com/academic_la/status/2069584114618105983?ref_src=twsrc%5Etfw">June 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il rapporto cita anche la vicenda di<strong> Jadallah &#8220;Jad&#8221; Jadallah, 14 anni, ucciso a bruciapelo</strong> a Tubas il 16 novembre 2025 e lasciato a sanguinare per circa 45 minuti mentre circa 14 soldati gli stavano intorno, con uno che gli ha ripreso il cappello e un altro che ha messo una pietra accanto al corpo per simulare una scusa. C’è Layla al-Khatib, una bambina di 2 anni colpita alla nuca durante la cena a casa sua il 25 gennaio 2025 in Cisgiordania, con quattro proiettili sparati attraverso la finestra del soggiorno. E poi Walid Ahmad, 17 anni, morto il 22 marzo 2025 nel carcere di Megiddo per fame, deperimento muscolare, colite non curata e scabbia – il primo minore palestinese a morire in custodia israeliana dall’ottobre 2023. ù</p>



<p>La commissione ha inoltre verificato <strong>il caso di quattro neonati all’ospedale pediatrico Al-Nasr</strong>, nel novembre 2023, trovati in decomposizione ancora attaccati a macchine per il supporto vitale dopo che il personale era stato costretto a evacuare senza poterli spostare, e di almeno 15 neonati morti di ipotermia tra dicembre 2024 e febbraio 2025, tra cui una bambina di un giorno. Non mancano le denunce di violenza sessuale in detenzione, con ragazzi palestinesi spogliati e filmati pubblicamente durante arresti di massa, e due cugini di 7 e 13 anni denudati sotto la minaccia delle armi a Jenin.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tel Aviv respinge le accuse ma la Commissione chiede di incriminare i colpevoli</h2>



<p>Le conseguenze, sottolinea il rapporto, vanno ben oltre le vittime dirette. I bambini sopravvissuti soffrono di «<strong>ferite fisiche e psicologiche gravi, traumi collettivi, separazione, disabilità, spostamenti ripetuti, fame e crollo dei sistemi educativi e sanitari</strong>» che – scrive la Commissione – «hanno annientato l’infanzia di questi bambini e continueranno a segnarli per tutta la vita a Gaza». Gli investigatori denunciano anche gli attacchi di Tel Aviv ai <strong>servizi di maternità e neonatologia</strong>, che ha causato un aumento di aborti spontanei e complicazioni alla nascita, e accusano il blocco imposto a Gaza di aver provocato una carestia che ha contribuito alla morte di bambini e al degrado della loro salute. </p>



<p>«Prendendo di mira i bambini, Israele mina le fondamenta della società palestinese, indebolisce la vitalità demografica e la capacità complessiva del popolo palestinese di <strong>preservare ed esercitare il suo diritto a determinare il proprio futuro come popolo</strong>», si legge nel rapporto. O, come ha sintetizzato il presidente Muralidhar: «Attaccando i bambini, Israele sta attaccando la stessa capacità del popolo palestinese di esistere e di determinare il proprio futuro».</p>



<p>Israele ha respinto con forza le conclusioni, definendo il rapporto «una farsa calunniosa» e «un pezzo di propaganda oltraggioso come i precedenti», accusando la commissione di <strong>passare sotto silenzio le brutali tattiche di Hamas</strong>, che attacca senza pietà i bambini israeliani e usa i bambini palestinesi come scudi umani. La missione israeliana a Ginevra ha inoltre affermato che la commissione manca di qualsiasi meccanismo di verifica credibile per le sue affermazioni.</p>



<p>La Commissione d’inchiesta, tuttavia, <strong>chiede a Tel Aviv di porre fine alle violazioni e ai crimini</strong>. Ha identificato unità militari specifiche coinvolte – tra cui la <strong>Brigata Kfir</strong>, la 401ª Brigata Corazzata, Shayetet 13, l’unità Duvdevan e l’unità multidimensionale – e formula raccomandazioni a Israele e a tutti gli Stati membri affinché gli autori di questi crimini rispondano delle loro azioni. «Anche se le bombe e le armi dovessero tacere a Gaza e in Cisgiordania, i bambini palestinesi non si riprenderanno dall’oggi al domani», ha avvertito Muralidhar. «La distruzione della loro salute, istruzione e sviluppo è irreversibile». </p>



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<p><br></p>
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		<title>Gerusalemme: il piano segreto per Al-Aqsa che può incendiare il Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gerusalemme-il-piano-segreto-per-al-aqsa-che-puo-incendiare-il-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gerusalemme" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una proposta di ambienti statunitensi e israeliani si sta facendo strada per sottrarre alla Giordania la custodia storica della spianata. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gerusalemme" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi, calata l&#8217;attenzione mediatica su Gaza, si sta incendiando <strong>Gerusalemme</strong>, e nello specifico il sito più politicamente sensibile del Medio Oriente: la <strong>Spianata delle Moschee</strong>, il luogo che i musulmani chiamano <strong>Al-Haram al-Sharif</strong> e gli ebrei <strong>Monte del Tempio</strong>. Succede quando una proposta sostenuta da ambienti statunitensi e israeliani si sta facendo strada per sottrarre alla <strong>Giordania</strong> la custodia storica della spianata, e trasformarla in un complesso multireligioso che viene incontro alle sole <a href="https://it.insideover.com/video/israele-e-ben-gvir-colpire-il-singolo-per-proteggere-il-sistema" type="link" id="https://it.insideover.com/video/israele-e-ben-gvir-colpire-il-singolo-per-proteggere-il-sistema">esigenze israeliane</a>. La notizia, nata come indiscrezione raccolta dal sito filopalestinese <em>Middle East Eye</em> (non sempre affidabile, va detto) e poi confermata da analisti che seguono il conflitto, è una bomba a orologeria nella diplomazia mondiale e potrebbe innescare una nuova e gravissima ondata di violenze <a href="https://it.insideover.com/tag/israele" type="link" id="https://it.insideover.com/tag/israele">in tutta la regione</a>.</p>



<p>Bisogna però fare prima un passo indietro fino al <strong>1924</strong>, ben prima della nascita dello <strong>Stato di Israele</strong>, la dinastia degli <strong>Hashemiti</strong>, ossia la famiglia reale che governa la <strong>Giordania</strong>, esercita la custodia formale dei luoghi santi islamici e cristiani di Gerusalemme. Questo ruolo fu affidato loro quando la <strong>Palestina</strong> era sotto il <strong>mandato britannico</strong>, dopo che gli Hashemiti avevano perso il controllo delle città sante della <strong>Mecca</strong> e di <strong>Medina</strong> a favore della famiglia <strong>Al Saud</strong>, gli attuali governanti dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>.</p>



<p>Le cose sono cambiate in parte dopo la <strong>Guerra dei Sei Giorni</strong> del 1967, quando Israele ha occupato <strong>Gerusalemme Est</strong>, l&#8217;area in cui si trova la Spianata. Da allora, le autorità israeliane gestiscono la sicurezza esterna del sito, ma la gestione quotidiana e religiosa dell&#8217;area è rimasta formalmente in mano al <strong>Waqf</strong>, un organo religioso finanziato e controllato dal governo giordano. È un accordo che fa parte del cosiddetto <em>status quo</em> di Gerusalemme, un delicato equilibrio diplomatico riconosciuto anche nel <strong>trattato di pace tra Israele e Giordania del 1994</strong>. Per la monarchia di <strong>Amman</strong>, questa custodia non è solo una questione di prestigio e identità, ma una colonna portante della propria legittimità politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un centro multifede per far pregare i gruppi ebrei</h2>



<p>Di cosa parla il nuovo piano? Secondo quanto riportato da <strong>Daniel Seidemann</strong>, avvocato israelo-americano considerato tra i massimi esperti della storia e delle regole non scritte di Gerusalemme, la proposta prevederebbe la <strong>fine improvvisa</strong> dell&#8217;autorità del Waqf giordano: al suo posto, verrebbe creato un nuovo organismo istituito dal governo israeliano con un blando coinvolgimento di un consorzio internazionale e interreligioso, comprendente rappresentanti ebrei e di vari Paesi arabi o musulmani, con una possibile supervisione a rotazione.</p>



<p>L&#8217;obiettivo formale sarebbe dichiarare la Spianata un <strong>centro multi-fede</strong>, garantendo parità di accesso ai fedeli delle diverse confessioni e consentendo ufficialmente la preghiera ebraica in grandi gruppi all&#8217;interno del perimetro, cosa impensabile secondo le regole attuali. Oggi gli ebrei possono entrare solo come visitatori, ma senza pregare. Il sogno realizzato di ultranazionalisti come Ariel Sharon e gli stessi ministri considerati più &#8220;estremisti&#8221; del governo Netanyahu, come quello della Sicurezza nazionale <strong>Itamar Ben-Gvir</strong>, senza che la storia abbia preso sufficiente spazio nel dibattito internazionale. Eppure l&#8217;eliminazione della custodia giordana verrebbe percepita come un affronto inaccettabile da gran parte del mondo arabo e islamico.</p>



<p>Il <strong>deus ex machina</strong> dell&#8217;operazione sarebbe <strong>Jared Kushner</strong>, genero di <strong>Donald Trump</strong> e grande affarista nella West Bank: l&#8217;amministrazione statunitense ne avrebbe già discusso con diversi Paesi del Golfo e del Nord Africa, tra cui <strong>Bahrein</strong>, <strong>Egitto</strong>, <strong>Marocco</strong> ed <strong>Emirati Arabi Uniti, al momento alle prese con l&#8217;umiliazione subita dagli Stati Uniti con l&#8217;Iran</strong>. La Casa Bianca ha definito il rapporto &#8220;totalmente falso&#8221; e il <strong>Segretario di Stato Marco Rubio</strong> ha dichiarato di non averne mai sentito parlare. Basterà a placare le acque? Negli stessi giorni, il primo ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong> ha respinto la richiesta della Procura Generale di limitare i poteri di <strong>Ben-Gvir</strong> sulle questioni di polizia più sensibili, comprese quelle che riguardano la Spianata delle Moschee, che Ben-Gvir vede come il più grande regalo che possa fare ai suoi sostenitori di estrema destra. Non a caso, le sue visite al sito, portatrici di gravi tensioni, sono servite come un omaggio a quella parte dell&#8217;elettorato.</p>



<p>Non parliamo di fantascienza, ma di una politica che <a href="https://it.insideover.com/luoghi/gerusalemme-est" type="link" id="https://it.insideover.com/luoghi/gerusalemme-est">si sta già concretizzando</a> a <strong>Gerusalemme Est</strong>. Lo stesso <strong>Daniel Seidemann</strong>, di solito cauto con le parole, ha recentemente dichiarato che la progressiva demolizione ed espulsione di residenti palestinesi in alcuni quartieri storici e nelle aree beduine limitrofe starebbe superando la definizione di <strong>occupazione</strong>, configurandosi ormai come una vera e propria forma di <strong>ingegneria demografica</strong> ed <strong>espulsione forzata</strong>.</p>



<p>A peggiorare le cose, c&#8217;è un dibattito europeo sempre indietro sui tempi riguardo ai possibili freni da apporre all&#8217;espansionismo israeliano. Dopo che l&#8217;Uniona Europea si è incartata sulle sanzioni a Ben-Gvir rinunciando a qualsiasi misura correttiva, Israele ha dichiarato persona non grata la voce diplomatica dell&#8217;Ue, <strong>Kaja Kallas</strong>, per aver detto in un incontro a porto chiuse che quello che avviene in Cisgiordania è &#8220;apartheid&#8221;: per tutta risposta la sua collega e commissaria Ue per il Mediterraneo si è presentata a Tel Aviv per scambiare sorrisi con il ministro degli Esteri di Tel Aviv, senza alcun rimprovero. In Italia continua a imperversare in tv <strong>Emanuele Fiano</strong>, Pd, la cui funzione è quella di ostacolare, dall&#8217;opposizione di sinistra, qualsiasi riforma radicale della nostra diplomazia nei confronti di Israele. Perché, spiega, se un cambiamento ci dovrà essere, arriverà dagli israeliani. Con questi argomenti spiega alla storica Paola Caridi: «Ditemi se hanno avuto effetto le sanzioni contro l&#8217;Iran. O le sanzioni contro la Russia». Insomma, campa cavallo.</p>



<p></p>
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		<title>Dopo l&#8217;aliya, la yerida: perché oggi Israele rischia una nuova diaspora</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/dopo-laliya-la-yerida-perche-oggi-israele-rischia-una-nuova-diaspora.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Arigotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Religion]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/israele-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/israele-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/israele-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Nel biennio 2023-2025 si è registrato un saldo migratoria negativo di 144 mila persone. Che cosa le spinge a lasciare Israele.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/israele-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/israele-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/israele-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo stato di Israele, circa due anni dopo la dichiarazione d’indipendenza, varò la cosiddetta <a href="https://www.hakeillah.com/la-legge-del-ritorno/">legge sul ritorno</a>, che riconosce a qualunque ebreo del mondo il diritto di immigrare in Israele (<em>Aliyah</em>) e di acquisire automaticamente la cittadinanza, offrendo una serie di tutele e agevolazioni per favorire l&#8217;integrazione. Per effetto del provvedimento, più volte modificato e integrato (<a href="https://www.raicultura.it/storia/accadde-oggi/La-Knesset-approva-la-legge-del-ritorno-269eea9c-e3dd-4147-a7e5-0594d6c95bfd.html">e contestato</a>), si stima che da allora circa tre milioni di persone si siano trasferite in Israele.</p>



<p>Il problema è che <a href="https://www.limesonline.com/rivista/la-fuga-da-israele-dal-mito-di-israele-come-rifugio-per-gli-ebrei-alla-sensazione-di-dover-partire-22035246/">specialmente negli ultimi tre anni</a>, a far data dalla contestatissima riforma giudiziaria e dai fatti del 7 ottobre, si sta sviluppando una sorta di percorso inverso, con un crescente flusso di remigrazione di cittadini ebrei, diversi dei quali titolari di altre nazionalità, fattore che facilita il movimento. Una dinamica che <strong>rischia di trasformare Israele da rifugio degli ebrei del mondo, a realtà percepita come sempre meno sicura e democratica per i suoi abitanti,</strong> tanto che si parla sempre di più di <em>yerida</em>, termine che significa “discesa”, in contrapposizione ad aliya, ”l’ascesa”, che indica l’immigrazione ebraica verso Israele; per la verità sembra farsi strada anche il neologismo “relocation”, per sottolineare un trasferimento indotto più dalle circostanze, che dalla volontà.</p>



<p>Non mancano le testimonianze autorevoli per spiegare le ragioni alla base di questa sorta di moderna diaspora. Tra le altre, quella della scrittrice <a href="https://www.facebook.com/haaretzcom/posts/in-an-interview-with-haaretz-ahead-of-the-release-of-israel-what-went-wrong-reno/1374246948071314/">Riki Cohen</a>, che parla di catastrofe, della deriva autoritaria e del dilemma tra restare e combattere, o semplicemente fuggire, anche se a malincuore, visto che significa abbandonare le proprie radici e un progetto di vita. Nel volume <em>Noi che siamo rimasti indietro. Un manifesto del lutto</em>, l’autore <a href="https://www.wikidata.org/wiki/Q105064586">Idan Tzivoni</a> parla di una nazione piena di conflitti e contraddizioni, costretta a vivere in un “teatro di morte”, e di un diffuso impulso alla fuga, prima che sia troppo tardi, un sentimento che ricorda molto gli anni Trenta del secolo scorso.</p>



<p>I numeri confermano la tendenza. <strong>Solo nel biennio compreso tra il 2023 e il 2025 si è registrato un saldo migratorio negativo di 144mila unità,</strong> che oltretutto coinvolge molti professionisti qualificati (come medici, ingegneri, esperti delle <a href="https://en.globes.co.il/en/article-8300-tech-employees-left-israel-after-start-of-war-1001507226">nuove tecnologie</a>, settore trainante dell’economia israeliana), secondo <a href="https://www.taubcenter.org.il/en/press_releases/">dinamiche</a> che paiono destinate a crescere.</p>



<p>Dove sono diretti i migranti? Principalmente verso gli Stati Uniti, ma anche in Europa (Germania, Grecia, <a href="https://www.facebook.com/haaretzcom/posts/in-an-interview-with-haaretz-ahead-of-the-release-of-israel-what-went-wrong-reno/1374246948071314/">Cipro</a>) o in Asia (Thailandia); non mancano coloro che scelgono l’Italia, il caso della <a href="https://www.facebook.com/haaretzcom/posts/in-an-interview-with-haaretz-ahead-of-the-release-of-israel-what-went-wrong-reno/1374246948071314/">Valsesia</a> è emblematico, contribuendo a <a href="https://www.jpr.org.uk/">rivitalizzare le comunità</a> del vecchio continente che sembravano destinate all’estinzione.</p>



<p>Le ragioni alla base della decisione di lasciare Israele non hanno solo natura politica. Incidono l’aumento del costo della vita, ma soprattutto lo stress e la tensione per una vita costantemente esposta a pericoli e incertezze di ogni genere, dovute al clima d’odio e alle tensioni con gli arabi, per non parlare del timore dell’arruolamento, specie per i più giovani. Un problema che si inserisce nella più ampia (e critica) dinamica demografica, esaminata da Giacomo Gabellini nel suo saggio <a href="https://www.analisidifesa.it/2025/09/scricchiolio/">Scricchiolio. Le fragili fondamenta di Israele</a>, che rischia di compromettere non solo un progetto politico e di vita dello stato ebraico, ma alla lunga la sua stessa sopravvivenza, quantomeno nell’attuale assetto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/dopo-laliya-la-yerida-perche-oggi-israele-rischia-una-nuova-diaspora.html">Dopo l&#8217;aliya, la yerida: perché oggi Israele rischia una nuova diaspora</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nel 1967 il secondo atto della Nakba, le testimonianze dei soldati dell&#8217;IDF</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nel-1967-il-secondo-atto-della-nakba-le-testimonianze-dei-soldati-dellidf.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 14:53:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[esercito israeliano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra dei sei giorni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1318" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Il-muro-di-separazione-a-Betlemme-Cisgiordania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il muro di separazione di Betlemme, in Cisgiordania." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Il-muro-di-separazione-a-Betlemme-Cisgiordania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Il-muro-di-separazione-a-Betlemme-Cisgiordania-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Il-muro-di-separazione-a-Betlemme-Cisgiordania-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Il-muro-di-separazione-a-Betlemme-Cisgiordania-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Il-muro-di-separazione-a-Betlemme-Cisgiordania-1536x1054.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Il-muro-di-separazione-a-Betlemme-Cisgiordania-600x412.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 1967, durante la cosiddetta Guerra dei sei giorni, l'esercito israeliano già uccideva "uomini, donne e bambini senza alcuna distinzione". Le testimonianze dei soldati israeliani che prestarono servizio nel '67.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nel-1967-il-secondo-atto-della-nakba-le-testimonianze-dei-soldati-dellidf.html">Nel 1967 il secondo atto della Nakba, le testimonianze dei soldati dell&#8217;IDF</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1318" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Il-muro-di-separazione-a-Betlemme-Cisgiordania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il muro di separazione di Betlemme, in Cisgiordania." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Il-muro-di-separazione-a-Betlemme-Cisgiordania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Il-muro-di-separazione-a-Betlemme-Cisgiordania-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Il-muro-di-separazione-a-Betlemme-Cisgiordania-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Il-muro-di-separazione-a-Betlemme-Cisgiordania-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Il-muro-di-separazione-a-Betlemme-Cisgiordania-1536x1054.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Il-muro-di-separazione-a-Betlemme-Cisgiordania-600x412.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Le vite umane, di donne, bambini e uomini senza distinzione alcuna, non avevano importanza. Potevi uccidere, anzi: ti incoraggiavano a farlo. Abbiamo finito per <strong>uccidere anche la nostra umanità</strong>”. Sono <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-06-04/ty-article-magazine/.highlight/we-were-ordered-to-kill-the-1967-nakba-that-israelis-dont-know-about/0000019e-93c7-d0a9-a7df-b3df1c6a0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le parole di un soldato</a> israeliano che ha “servito” a Gaza. Ma non nell’attuale genocidio in corso, nella guerra del 1967, la cosiddetta Guerra dei sei giorni.</p>



<p>Ce ne sono tantissime, tutte cruente allo stesso modo. Duecento ore di registrazioni in parte raccolte nel libro&nbsp;<em>The Seventh Day: Soldiers&#8217; Talk about the Six-Day War</em>, curato da Avraham Shapira. Il libro è stato pubblicato nel 1970, eppure il suo contenuto non ha mai trovato spazio nella coscienza nazionale israeliana. C’è la storia e poi c’è la memoria collettiva di Israele, che “ha totalmente riscritto quanto accadde nel ’67”, si legge&nbsp;nell’articolo di&nbsp;&nbsp;<a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-06-04/ty-article-magazine/.highlight/we-were-ordered-to-kill-the-1967-nakba-that-israelis-dont-know-about/0000019e-93c7-d0a9-a7df-b3df1c6a0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>&nbsp;che riprende il voume.</p>



<p>Ebbene, la storia racconta che in quell’anno Israele ha “espulso e cacciato oltre 300mila arabi dalla Cisgiordania, da Gaza e dalle Alture del Golan”. Un vero e proprio <strong>secondo atto della Nakba</strong>, avvenuta diciannove anni prima. L’espulsione, infatti, ha ricalcato appieno il modus operandi del 1948 (ne abbiamo parlato <a href="https://it.insideover.com/guerra/palestina-1948-lanno-degli-orrori.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>), dal momento che per attuarla Israele usò “l’uccisione di civili, la propagazione del terrore nelle comunità arabe, il saccheggio e la distruzione”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le testimonianze dei soldati</h2>



<p>“All’inizio non ero propenso a uccidere i civili arabi. Poi però siamo giunti alla conclusione che dovevamo uccidere. Abbiamo smesso di vederli come esseri umani”, racconta uno dei soldati israeliani che ha combattuto a Gaza nel ’67. Più specifico ilricordo di un altro soldato: “Abbiamo catturato 15 ragazzi, li abbiamo allineati e<strong> li abbiamo uccisi</strong>. Col senno di poi, sembra un omicidio”.</p>



<p>E ancora: “Abbiamo vagato per i campi profughi di Gaza, abbiamo fatto delle purghe. Ogni soldato che era lì ha creato un proprio campo di concentramento&#8221;.</p>



<p>Testimonianze di un lontano passato che suonano drammaticamente attuali. Come <a href="https://original.antiwar.com/cook/2026/06/14/how-israel-planned-the-gaza-genocide-decades-ago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">annota Antiwar</a>, si tratta di “un vivido promemoria di ciò che <strong>Israele sta facendo durante l’attuale distruzione di Gaza</strong>”. Uccidere decine di migliaia di civili, radere al suolo case, affamare la popolazione “fa parte di un modus operandi decennale dell’esercito israeliano”. Le differenze sono la scala e la durata. E il fatto che da tre anni a questa parte è tutto (o quasi) in presa diretta, visibile a chiunque lo voglia vedere.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La linea gialla del ’67</strong></h2>



<p>Oggi a Gaza c’è la cosiddetta “linea gialla”, un confine arbitrario stabilito dall’esercito israeliano&nbsp;che si sposta sempre più avanti e&nbsp;sempre a discapito dei palestinesi,&nbsp;<a href="https://www.newarab.com/news/israels-yellow-line-gaza-creeps-westward" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ormai ammassati nel 30%</a>&nbsp;della Striscia. Chiunque valichi quel confine, anche solo alla ricerca di cibo o di qualche oggetto di fortuna, viene ucciso. Sono gli ordini dell’IDF.</p>



<p>Una&nbsp;strategia&nbsp;niente&nbsp;affatto nuova. Nel 1967 un confine naturale svolgeva una funzione analoga: il fiume Giordano. Nelle settimane successive alla guerra, migliaia di rifugiati palestinesi cercarono di tornare in Cisgiordania dopo aver trovato rifugio a est del fiume. Uri Avnery, giornalista e membro della Knesset, cinquant’anni dopo i fatti, rese nota la testimonianza di un soldato: “Ogni notte, gli arabi attraversavano il Giordano dalla Giordania orientale alla Cisgiordania. Abbiamo bloccato questi passaggi e ricevuto l&#8217;ordine di uccidere chiunque tentasse di tornare”.</p>



<p>Si sparava soprattutto di notte, perché era con il favore del buio che i palestinesi tentavano di rientrare nelle loro case. La testimonianza continua e riporta il dubbio dello stesso soldato. “Chiesi al mio comandante cosa fare con i bambini che sentivo piangere. Mi rispose: ‘non fare la femminuccia’. <strong>Uccidevamo tutti, uomini, donne e bambini</strong>. Al mattino uscivamo per perlustrare l&#8217;area e uccidevamo chi era sopravvissuto, cioè i feriti o chi si era nascosto”. A fine massacro “coprivamo i corpi con la terra fino all&#8217;arrivo di un trattore”.</p>



<p>I corpi dei civili uccisi a Gaza vengono tuttora seppelliti dall’esercito israeliano, che tenta di sotterrare i propri crimini insieme ai cadaveri: come quando l’IDF&nbsp;<a href="https://edition.cnn.com/2025/03/31/middleeast/aid-workers-found-gaza-mass-grave-intl-hnk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha giustiziato 15 operatori</a>&nbsp;sanitari nel marzo 2025, tentando di occultarne i&nbsp;corpi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">“<strong>Il Sinai era un campo di sterminio”</strong></h2>



<p>Non tutti gli omicidi erano finalizzati all’<strong>espulsione dei palestinesi</strong>. Altre testimonianze, infatti, raccontano di uccisioni efferate eseguite per il gusto di farlo, in modo non dissimile da quanto emerge oggi da alcune testimonianze provenienti da Gaza.</p>



<p>Nel ’67 sul lago Bardawil, nel Sinai, un gruppo di soldati israeliani&nbsp;scorse&nbsp;sette arabi a bordo di una piccola imbarcazione. Un&#8217;infermiera che li accompagnava, con un “certo grado di eccitazione”, propose di sparargli&nbsp;da lontano. “Quella barchetta diventò&nbsp;un vero e proprio poligono di tiro”, si legge&nbsp;nei documenti.</p>



<p>Così agiva l’esercito israeliano nella penisola del Sinai, conquistata proprio nel 1967. “Abbiamo trasformato il Sinai in un campo di sterminio”, scrisse un soldato in una lettera indirizzata alla sua fidanzata. “Ho visto troppi omicidi per piangere”, concludeva.</p>



<p>Quanto riportato “<strong>non era un’aberrazione</strong>” di alcuni squilibrati, scrive Haaretz. I massacri, il più delle volte, venivano esplicitamente ordinati dagli ufficiali di grado più alto. Come l’ordine impartito da Moshe Levy, ufficiale di Stato Maggiore dei paracadutisti e futuro capo di Stato Maggiore dell’esercito, di uccidere a sangue freddo alcuni prigionieri a Rafah.</p>



<p>Non se ne conoscono i dettagli, ma un documento ottenuto da Haaretz mostra che nel 2008, quattro decenni dopo, l&#8217;archivista di Stato Yehoshua Freundlich raccomandò di mantenere il fascicolo “riguardante un incidente avvenuto a Rafah” ancora&nbsp;riservato&nbsp;in quanto&nbsp;“la sua&nbsp;publicizzazione&nbsp;potrebbe causare gravi danni alle relazioni estere di Israele”.&nbsp;</p>



<p>Curioso, o forse no, che la stessa identica motivazione fu usata nel 2010 dall’Alta corte di giustizia israeliana per i documenti e le immagini relative al <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-e-cisgiordania-la-violenza-necessaria.html#google_vignette" target="_blank" rel="noreferrer noopener">massacro di Deir Yassin</a> del 1948: anche allora la corte decise per la segretezza perché la diffusione di quelle immagini avrebbe potuto “<strong>danneggiare la politica estera del Paese</strong>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gaza è l’ultimo capitolo di una lunga pulizia etnica</strong></h2>



<p>Alla luce di questo contesto storico, troppo spesso omesso o marginalizzato nelle narrazioni occidentali, il genocidio di Gaza appare per quello che è: “la continuazione della campagna israeliana di <strong>pulizia etnica che dura da ottant’anni</strong>. La sua ultima puntata. Il suo epilogo”, scrive <a href="https://www.middleeasteye.net/opinion/gaza-not-an-aberration-israels-genocide-gaza-was-planned-decades-ago" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jonathan Cook</a> su <em>Middle East Eye</em>.</p>



<p>Se questo contesto fosse realmente compreso –&nbsp;un&nbsp;modello&nbsp;duraturo&nbsp;di espulsione, occupazione e uccisione dei palestinesi – “l’opinione pubblica&nbsp;occidentale&nbsp;potrebbe rendersi conto che la loro classe politica e mediatica non sta difendendo i valori di una civiltà superiore. Né&nbsp;tutela&nbsp;il diritto internazionale e l’ordine liberal democratico”.</p>



<p>Quella stessa classe politica e mediatica opera invece “all’interno di strutture di potere economico e finanziario che rendono impossibile raccontare verità, quanto&nbsp;incapace&nbsp;di mettere in discussione un sistema che arricchisce una ristretta élite attraverso una redditizia macchina da guerra&nbsp;il cui scopo&nbsp;è&nbsp;anzitutto&nbsp;proteggere enormi interessi strategici ed energetici”.</p>



<p>È lo stesso sistema di potere che ha spinto, e continua a spingere, “migliaia di palestinesi in una tomba precoce e milioni di altri&nbsp;in&nbsp;un campo di concentramento”.</p>



<p>Nel frattempo, però, quel sistema imprigiona anche l’Occidente. Non dietro sbarre visibili, ma dentro “prigioni di ignoranza e complicità, oppure di <strong>conoscenza e impotenza</strong>”. E tanta indifferenza si potrebbe aggiungere, ricordando l’<a href="https://www.youtube.com/watch?v=WBmrT3uqmeM" type="link" id="https://www.youtube.com/watch?v=WBmrT3uqmeM">ultima opera di Rogers Waters</a> che mette a tema questa accidia spirituale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nel-1967-il-secondo-atto-della-nakba-le-testimonianze-dei-soldati-dellidf.html">Nel 1967 il secondo atto della Nakba, le testimonianze dei soldati dell&#8217;IDF</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Spariamo in Libano, chiudiamo Hormuz. Trump e il doppio ricatto di Israele e Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/spariamo-in-libano-chiudiamo-hormuz-trump-e-il-doppio-ricatto-di-israele-e-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:35:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Casa Bianca è stretta tra le pressioni di Israele per il Libano e quelle dell'Iran dopo la firma del Memorandum. Difficile uscirne. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/spariamo-in-libano-chiudiamo-hormuz-trump-e-il-doppio-ricatto-di-israele-e-iran.html">Spariamo in Libano, chiudiamo Hormuz. Trump e il doppio ricatto di Israele e Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se qualcuno si trovasse in mare dalle parti del Golfo Persico, alla radio di bordo potrebbe ricevere questo messaggio, inviato dalle Guardie della rivoluzione iraniane: &#8220;Poiché il ritiro delle forze israeliane dal Libano, la completa revoca del blocco marittimo e il ritiro delle forze terroristiche americane dal Golfo Persico e dalla regione sono le condizioni principali dell&#8217;accordo tra l&#8217;Iran e gli Stati Uniti, <strong>lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando queste condizioni non saranno soddisfatte. </strong>Al fine di garantire la sicurezza, si consiglia a tutte le navi di non avvicinarsi allo Stretto di Hormuz. Qualsiasi nave o nave militare che violi questa indicazione sarà attaccata&#8221;. A stretto giro di posta i comandi dell&#8217;IDF (le forze armate di Israele) hanno risposto: &#8220;I nostri attacchi in Libano continueranno fino a quando sarà necessario. Distruggeremo l&#8217;infrastruttura di Hezbollah in Libano. <strong>Non ci sono limitazioni all&#8217;eliminazione delle minacce provenienti dal Libano&#8221;.</strong></p>



<p>Lo Stretto di Hormuz quindi torna a chiudersi e Israele, come del resto aveva annunciato nei giorni scorsi Benjamin Netanyahu, si tiene la libertà di colpire dove e quando vuole, a dispetto della banale e brutale verità annunciata da Donald Trump al capo del governo dello Stato ebraico: &#8220;Siamo l&#8217;unico alleato che avete&#8221;. E anche a dispetto dei propri annunci: gli stessi comandi dell&#8217;IDF avevano annunciato, in mattinata, un cessate il fuoco in Libano a partire dalle ore 16 locali. Così si realizza la situazione peggiore per la Casa Bianca, che <a href="https://t.me/letteradamosca/36236">nel Memorandum d&#8217;intesa firmato con l&#8217;Iran </a>aveva accettato di includere il Libano nei patti del cessate il fuoco (&#8220;Cessate il fuoco immediato e permanente tra Stati Uniti, Iran e i loro alleati su tutti i fronti, incluso il Libano, con il rifiuto di entrambe le parti di future azioni militari e la garanzia della sovranità del Libano), a quanto pare convinta di poter fermare Netanyahu. Calcolo errato, perché Netanyahu non può permettersi, in vista delle elezioni politiche, di perdere terreno nei confronti di chi lo critica &#8220;da sinistra&#8221; (in realtà una destra più presentabile, quella della coalizione <strong>Yair Lapid</strong> &#8211; <strong>Naftali Bennett</strong>) e soprattutto &#8220;da destra&#8221;, dal fronte estremista e razzista di <strong>Itamar Ben Gvir </strong>(il partito di <strong>Bezalel Smotrich</strong>, secondo gli ultimi sondaggi, non supererebbe la soglia di sbarramento), quello che oggi invita a &#8220;bruciare il Libano&#8221; e a far piangere mille madri libanesi (libanesi, si badi bene, non di Hezbollah) per ogni lacrima versata da una madre israeliana, che potrebbe &#8220;rubargli&#8221; quel tanto di voti da sottrargli la maggioranza in Parlamento. Finché spara, Netanyahu può dire che non è finita. Se smette di sparare è invece finito lui. La stessa identica condizione, a ben vedere, in cui si trova Hezbollah in Libano.</p>



<p><strong>Resta il fatto che oggi Donald Trump è esposto a un duplice ricatto.</strong> Da un lato Israele, a cui il patrocinio Usa va bene finché opera come un pozzo di San Patrizio pieno di armi, denaro e appoggio politico, ma diventa insopportabile quando cerca di porre condizioni. Dall&#8217;altro l&#8217;Iran che, accettato un Memorandum che quasi tutti (a tratti anche esagerando, a nostro parere) hanno letto come un&#8217;ammissione di sconfitta degli Usa, può pretenderne l&#8217;attuazione alla lettera, sfidando la Casa Bianca a riprendere una guerra che ha a dir poco disturbato tutti i Paesi del Medio Oriente, gran parte dei Paesi dell&#8217;Asia (solo la Cina ride sotto i baffi) e l&#8217;intera Europa. <strong>Due ricatti tra l&#8217;altro che, esercitandosi a spese di un terzo, si sostengono a vicenda: </strong>se Israele spara, l&#8217;Iran può tirare per la giacca gli Usa e accusarli di non volere o non potere mantenere i patti; se a sparare è Hezbollah, o è l&#8217;Iran a bloccare la navigazione, Israele (e la sua lobby americana) possono ripetere a Trump che il Memorandum è stato un errore clamoroso. In tutti i casi politicamente paga Pantalone, ovvero Trump, che a novembre ha lo stesso problema che ha in ottobre Netnyahu: un <em>all in</em> elettorale più che insidioso.</p>



<p></p>



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		<title>Niente colloqui dopo l&#8217;armistizio Usa-Iran, Vance non parte per la Svizzera: gli scenari</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/niente-colloqui-dopo-larmistizio-usa-iran-vance-non-parte-per-la-svizzera-gli-scenari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 05:47:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061715403081_80276a99f106b597dc01476187d249d7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Memorandum Usa-Iran: i falchi schiumano rabbia. Vance nel mirino" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061715403081_80276a99f106b597dc01476187d249d7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061715403081_80276a99f106b597dc01476187d249d7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061715403081_80276a99f106b597dc01476187d249d7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061715403081_80276a99f106b597dc01476187d249d7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061715403081_80276a99f106b597dc01476187d249d7-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061715403081_80276a99f106b597dc01476187d249d7-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I colloqui Usa-Iran previsti inizialmente per oggi in Svizzera non ci saranno. La Casa Bianca conferma che J.D. Vance, vice di Donald Trump, non partirà per Lucerna, dove inizialmente era prevista la cerimonia di firma dell&#8217;armistizio Washington-Teheran poi anticipata a Versailles dal comandante in capo e a Teheran dall&#8217;omologo Masoud Pezeshkian. Si pensava che le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/niente-colloqui-dopo-larmistizio-usa-iran-vance-non-parte-per-la-svizzera-gli-scenari.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/niente-colloqui-dopo-larmistizio-usa-iran-vance-non-parte-per-la-svizzera-gli-scenari.html">Niente colloqui dopo l&#8217;armistizio Usa-Iran, Vance non parte per la Svizzera: gli scenari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061715403081_80276a99f106b597dc01476187d249d7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Memorandum Usa-Iran: i falchi schiumano rabbia. Vance nel mirino" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061715403081_80276a99f106b597dc01476187d249d7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061715403081_80276a99f106b597dc01476187d249d7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061715403081_80276a99f106b597dc01476187d249d7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061715403081_80276a99f106b597dc01476187d249d7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061715403081_80276a99f106b597dc01476187d249d7-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061715403081_80276a99f106b597dc01476187d249d7-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I colloqui Usa-Iran previsti inizialmente per oggi in Svizzera non ci saranno. La Casa Bianca conferma che J.D. Vance, vice di Donald Trump, non partirà per Lucerna, dove inizialmente era prevista la cerimonia di firma dell&#8217;armistizio Washington-Teheran poi anticipata a Versailles dal comandante in capo e a Teheran dall&#8217;omologo Masoud Pezeshkian. Si pensava che le negoziazioni avrebbero preso la forma di <strong>colloqui tecnici </strong>volti a limare le distanze sui dossier da risolvere, come quello del nucleare. Ma di fatto non ci sarà nessun negoziato. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché i colloqui non partono</h2>



<p>Pragmaticamente si può pensare a tre opzioni: la prima è che firmato il deal, è doveroso aspettarsi la sua applicazione concreta prima di procedere alla fase due. Su questo fronte, <strong>l&#8217;Iran ha permesso il transito di petroliere dallo Stretto di Hormuz</strong> e la Guida Suprema <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog-june-18-2026/">Mojtaba Khamenei ha dato il via libera al confronto con gli Usa.</a> Al contempo, gli Usa hanno rimosso il blocco navale all&#8217;Iran che gravava da aprile. Si dovrebbe vedere se la situazione reggerà per capire quanto stabile sarà la nuova dinamica. </p>



<p>La seconda opzione è che ci sia uno scenario di <strong>riflessione interna all&#8217;amministrazione americana</strong>: il simbolismo dell&#8217;aver firmato una pace a Versailles ha colpito<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-pace-di-versailles-firmato-il-memorandum-usa-iran-ora-parte-la-sfida-della-pace-duratura.html" type="post" id="520740"> Trump, ma come scritto nei fatti The Donald ha siglato, nero su bianco, il fallimento della sua guerra e dell&#8217;America nel conflitto</a>. <strong>Può un grande impero metabolizzare una sconfitta senza colpo ferire?</strong> Difficilmente. E ragionando a freddo è possibile che gli Usa stiano elaborando una strategia volta a evitare che anche i colloqui tecnici presentino termini spinosi di fronte agli abili negoziatori iraniani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sabotaggio israeliano?</h2>



<p>La terza ipotesi punta sull&#8217;idea che un&#8217;interferenza ai colloqui sia stata di natura politica. O militare. E alcune tendenze sembrano spingere nella direzione di una mancata accettazione dell&#8217;accordo da parte di Israele, terza parte nella guerra, alleato americano ma Paese escluso dai negoziati diretti Washington-Teheran.</p>



<p>Ieri la testata libanese filo-Hezbollah <strong>Al-Mayadeen </strong>riportava che era stato l&#8217;Iran a ritardare l&#8217;invio della sua delegazione in Svizzera criticando la continuativa presenza militare israeliana nel Sud del Libano e gli attacchi al Paese dei Cedri, che il cessate il fuoco invita a cessare. Nessuna conferma diretta in tal senso è arrivata da Teheran, ma Esmaeil Baghaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, ha detto a Al-Akhbar che l&#8217;Iran considera le mosse israeliane lesive della buona riuscita delle trattative. Israele sta negoziando col Libano il possibile ritiro dal Sud del Paese dei Cedri in alcune zone, ma usa la presenza militare in funzione anti-Hezbollah e anti-iraniana. Baghaei ha contestato il prosieguo delle azioni israeliane in Libano, sottolineando che Tel Aviv &#8220;non vuole offrire alcuna opportunità per un percorso diplomatico volto a calmare la situazione nella nostra regione&#8221;.</p>



<p>In tal senso, sono da segnalare le reazioni dure di Vance alle critiche emerse da alcuni alleati nazionalisti del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dicendo a chiare lettere che &#8220;se fossi nel governo israeliano, probabilmente non attaccherei l&#8217;unico potente alleato che mi è rimasto in tutto il mondo&#8221;. E aggiungendo: &#8220;negli ultimi tre mesi, <strong>due terzi delle armi difensive</strong> che hanno protetto la vostra patria sono state costruite da mani americane e pagate con i soldi dei contribuenti americani&#8221;. Per l&#8217;America, sostenere Israele è stato funzionale all&#8217;obiettivo di usare Tel Aviv come leva per colpire l&#8217;Iran e, dunque, perseguire l&#8217;obiettivo di contenimento della proiezione cinese danneggiando le sue fonti di approvvigionamento nel Golfo, vera causa dell&#8217;offensiva di Trump. Il flop della guerra ha chiamato l&#8217;America fuori, ma per Israele il disastro attuale è poco sostenibile, e per Netanyahu ancora meno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La strada stretta delle trattative</h2>



<p>Queste opzioni possono andare di pari passo: si può ipotizzare che sia stata necessaria una più lunga programmazione per dei colloqui tecnici, che Washington si sia resa conto di dover rimontare, nella seconda fase dei negoziati, un accordo svantaggioso e che Israele voglia mettere lo zampino. <strong>Risulta quantomeno curioso vedere gli Usa contestare ora le mosse israeliane dopo averle incentivate e alimentate</strong> fornendo armi, supporto politico, sostegno esplicito e nelle settimane in cui si vota una crescente <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-para-usa-in-israele-durante-la-guerra-con-liran-due-paesi-e-un-solo-esercito-non-e-piu-unipotesi.html" type="post" id="519865">integrazione militare e d&#8217;intelligence al Congresso. </a>L&#8217;obiettivo americano sembra essere nel breve periodo scaricare su Israele il peso maggiore di un fallimento congiunto, complici le difficoltà di Netanyahu e, soprattutto, il fatto che Tel Aviv stia facendo di tutto per alimentare questa percezione, <strong>operandosi per sabotare l&#8217;accordo in prima persona</strong> in Libano. Resta il dato di fatto che un negoziato serio come quello sul nucleare non si improvvisa. </p>



<p>Dal 2013 al 2015 Usa e Iran ci misero due anni per negoziare l&#8217;accordo concluso da Barack Obama e rottamato da Trump. Ora si mira a finire in sessanta giorni, dopo due guerre in un anno, un percorso segnato da sfiducia e incomprensioni. Chiarire a monte i problemi potrà essere utile per Usa e Iran, ma richiederà una duplice pazienza: per gli Usa, potrebbe voler dire un netto cambio di passo nella copertura a Israele, <strong>oltre la semplice retorica</strong>. Per l&#8217;Iran una obamiana &#8220;pazienza strategica&#8221; anche di fronte alle provocazioni di Tel Aviv. Sarà su questa filigrana che si giocherà il futuro dei negoziati. Meglio partire dopo, ma con le idee chiare. E un fine preciso in mente. Applicando, nel frattempo, i termini dell&#8217;armistizio per dare applicazione concreta ad esso e mettere dei mattoncini di buona volontà sul sentiero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/niente-colloqui-dopo-larmistizio-usa-iran-vance-non-parte-per-la-svizzera-gli-scenari.html">Niente colloqui dopo l&#8217;armistizio Usa-Iran, Vance non parte per la Svizzera: gli scenari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La pace di Versailles: firmato il memorandum Usa-Iran, ora parte la sfida della pace duratura</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-pace-di-versailles-firmato-il-memorandum-usa-iran-ora-parte-la-sfida-della-pace-duratura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 06:39:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/trump-memorandum-iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/trump-memorandum-iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/trump-memorandum-iran-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/trump-memorandum-iran-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/trump-memorandum-iran-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/trump-memorandum-iran-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/trump-memorandum-iran-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Donald Trump conosce molto meglio gli affari della storia, e scegliendo di firmare alla Reggia di Versailles l&#8217;armistizio (ora chiamato &#8220;memorandum&#8221;) con l&#8217;Iran, siglato a distanza dal leader di Teheran Masoud Pezeshkian, lo ha pienamente dimostrato. Versailles 1919 &#8211; Versailles 2026 A Versailles, nel 1919, la Germania firmò il trattato di pace post-Grande Guerra, che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-pace-di-versailles-firmato-il-memorandum-usa-iran-ora-parte-la-sfida-della-pace-duratura.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/trump-memorandum-iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/trump-memorandum-iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/trump-memorandum-iran-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/trump-memorandum-iran-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/trump-memorandum-iran-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/trump-memorandum-iran-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/trump-memorandum-iran-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Donald Trump conosce molto meglio gli affari della storia, e scegliendo di firmare alla <strong>Reggia di Versailles</strong> l&#8217;armistizio (ora chiamato &#8220;memorandum&#8221;) <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-la-guerra-ha-ricompattato-il-regime-ora-la-sfida-di-una-nuova-repubblica-islamica.html#google_vignette">con l&#8217;<strong>Iran, </strong></a><strong>siglato a distanza dal leader di Teheran Masoud Pezeshkian,</strong> lo ha pienamente dimostrato. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Versailles 1919 &#8211; Versailles 2026</h2>



<p>A Versailles, nel 1919, la Germania firmò il trattato di pace post-Grande Guerra, che peraltro <strong>includeva pesanti riparazioni</strong> verso le potenze dell&#8217;Intesa; oggi Trump, presidente degli Usa in cui scorre sangue tedesco, come gli ha ricordato il cancelliere <strong>Friederich Merz al G7 regalandogli una maglietta della nazionale di calcio,</strong> ha siglato nella reggia che fu dei re di Francia un accordo in cui si apre, in caso di pace duratura, a un <strong>fondo da 300 miliardi di dollari</strong> &#8220;per la ricostruzione e lo sviluppo economico della Repubblica Islamica dell&#8217;Iran&#8221;. L&#8217;astuzia di Emmanuel Macron, che ha inserito la cena di gala a Versailles nel calendario del G7 di Evian come ultimo atto per trattenere in Francia Trump, ha prodotto questo siparietto, ben evidenziato su X <a href="https://x.com/i/status/2067411024576492025">dell&#8217;analista e commentatore Arnaud Bertrand</a>.</p>



<p>Parliamo di un passaggio che è simbolicamente importante per certificare un dato di fatto: al netto della retorica, <strong>leggendo il testo del memorandum si capisce chi può dirsi vincitore ai punti</strong> della Terza guerra del Golfo e chi ha cercato una via d&#8217;uscita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="692" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618083611441_28f24dec616f7c08e264bcf7232c0a59-1024x692.jpg" alt="" class="wp-image-520743" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618083611441_28f24dec616f7c08e264bcf7232c0a59-1024x692.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618083611441_28f24dec616f7c08e264bcf7232c0a59-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618083611441_28f24dec616f7c08e264bcf7232c0a59-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618083611441_28f24dec616f7c08e264bcf7232c0a59-1536x1038.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618083611441_28f24dec616f7c08e264bcf7232c0a59-600x405.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260618083611441_28f24dec616f7c08e264bcf7232c0a59.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pezeshkian firma l&#8217;armistizio con gli Usa</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Iran sorride</h2>



<p>In questa prima fase, infatti, sorride l&#8217;Iran: oltre al fondo citato, <strong>presenta come una concessione la riapertura di Hormuz,</strong> in attesa di possibili missioni internazionali di sminamento , <a href="https://foreignpolicy.com/2026/06/17/trump-us-iran-memorandum-of-understanding-mou-deal-read-full-text/">ottiene nero su bianco la possibilità</a> di gestire congiuntamente con l&#8217;Oman &#8220;la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz&#8221;, incassa la prospettiva di una roadmap per la fine delle sanzioni in cambio di concessioni che, a ben guardare, sembrano molto simili a quelle che Teheran era pronta a fare <strong>già prima delle due guerre combattute contro Usa e Israele, a giugno 2025 e a febbraio-aprile 2026.</strong> Tra questi, l&#8217;impegno a non sviluppare armi nucleari, l&#8217;apertura a negoziati tecnici per stabilire le quote massime d&#8217;arricchimento e lo smaltimento in quota Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia Atomica (Aiea) di parte del materiale stoccato.</p>



<p>Donald Trump dovrà ben <strong>difendersi dalla prospettiva di aver firmato un accordo ben peggiore di quello da lui rottamato nel 2018,</strong> concluso da Barack Obama nel 2015. La guerra scatenata dagli Usa e Israele congiuntamente è stata un disastro strategico in cui nonostante la supremazia tattica Washington e Tel Aviv hanno mancato ogni obiettivo risolutivo. Il regime iraniano è in piedi, il Paese non si è rivoltato, le scorte missilistiche ci sono ancora e la <strong>guerra economica mondiale di Teheran</strong> ha prodotto gravi danni. Per Trump l&#8217;insoddisfacente output militare e, soprattutto, il contraccolpo politico ed economico di una guerra impopolare e foriera di una grande perturbazione energetica che ha alzato l&#8217;inflazione (spauracchio del presidente) hanno spinto a questa <strong>ritirata tattica</strong> che ha portato a un armistizio temporaneo e che bisognerà capire se sarà il preludio di una pace duratura. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il timore delle guerre infinite</h2>



<p>Il difficile viene ora: <strong>i negoziati sul nucleare dovranno essere strategicamente ben congegnati</strong> e tenere conto anche dell&#8217;irrequietezza di Israele, vera sconfitta della guerra, e di quelle frange dell&#8217;amministrazione e degli apparati Usa che si chiedono se sia valso la pena combattere per questo esito, dato che secondo<a href="https://x.com/tparsi/status/2067473358858412493"> il politologo Trita Parsi</a> presuppone una domanda rischiosa, dato che implica il fatto che &#8220;una guerra fallimentare debba continuare finché le sorti del campo di battaglia non migliorino in qualche modo e non si possa raggiungere un risultato più favorevole&#8221;. Aprendo la strada al rischio di una &#8220;guerra infinita&#8221; che sembra, oggi, più negli interessi del primo ministro Benjamin Netanyahu che di Donald Trump. Sapranno gli Usa interiorizzare quella che a tutti gli effetti è stata una sconfitta non ammessa ma certificata dal mancato raggiungimento degli obiettivi? Come vedranno i loro avversari la perdita di potere negoziale insito nella concessione fatta su Hormuz e sugli altri punti in cui Teheran spunta concessioni? E come la prenderanno gli alleati del Golfo, messi ai margini nel processo negoziale? </p>



<p><strong>Quella di Trump è una fuga dalle responsabilità camuffata da pragmatismo di pace</strong> che sul breve periodo serve come espediente tattico a Washington e all&#8217;amministrazione attesa dalle elezioni di metà mandato a novembre ma sul medio-lungo periodo può certificare una riduzione della loro influenza davanti agli occhi del mondo. E in questo senso, <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html" type="post" id="515872">si può già dire che l&#8217;Iran abbia già cambiato il mondo.</a> <strong>Se poi quella di Versailles sarà una firma che aprirà a una pace stabile,</strong> è un altro discorso. I precedenti del trattato del 1919 non sono lusinghieri, e proprio evitare la tentazione della &#8220;guerra infinita&#8221; è una sfida che per Washington può contribuire a un rapido riassorbimento degli errori compiuti.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-pace-di-versailles-firmato-il-memorandum-usa-iran-ora-parte-la-sfida-della-pace-duratura.html">La pace di Versailles: firmato il memorandum Usa-Iran, ora parte la sfida della pace duratura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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