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	<title>Isole Faroe Archives - InsideOver</title>
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	<title>Isole Faroe Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Cosa c’è dietro la mattanza di 1400 delfini alle Isole Faroe</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/cosa-ce-dietro-la-mattanza-di-1400-delfini-alle-isole-faroe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 15:38:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia alle balene]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1238" height="924" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/mattanza-delfini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/mattanza-delfini.jpg 1238w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/mattanza-delfini-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/mattanza-delfini-1024x764.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/mattanza-delfini-768x573.jpg 768w" sizes="(max-width: 1238px) 100vw, 1238px" /></p>
<p>Millecinquecento delfini sono stati uccisi nelle Isole Faroe, un protettorato della Danimarca situato nell&#8217;Oceano Atlantico a metà strada tra Scozia e Norvegia. La mattanza è parte di una tradizione, denominata Grindadrap, praticata da centinaia di anni in questo remoto arcipelago. Il gruppo di delfini bianchi è stato spinto in un grande fiordo e poi le barche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/cosa-ce-dietro-la-mattanza-di-1400-delfini-alle-isole-faroe.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/cosa-ce-dietro-la-mattanza-di-1400-delfini-alle-isole-faroe.html">Cosa c’è dietro la mattanza di 1400 delfini alle Isole Faroe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1238" height="924" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/mattanza-delfini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/mattanza-delfini.jpg 1238w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/mattanza-delfini-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/mattanza-delfini-1024x764.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/mattanza-delfini-768x573.jpg 768w" sizes="(max-width: 1238px) 100vw, 1238px" /></p><p><strong>Millecinquecento delfini</strong> sono stati uccisi nelle<strong> Isole Faroe</strong>, un protettorato della Danimarca situato nell&#8217;Oceano Atlantico a metà strada tra Scozia e Norvegia. La <a href="https://www.ilgiornale.it/video/mondo/mattanza-delfini-isole-faroe-1975530.html">mattanza è parte di una tradizione</a>, denominata <a href="https://newsby.it/scienze/ambiente/grindadrap-che-cos-e-caccia-tradizionale-isole-faroe/">Grindadrap</a>, praticata da centinaia di anni in questo remoto arcipelago. Il gruppo di delfini bianchi è stato spinto in un grande fiordo e poi le barche lo hanno costretto ad arenarsi nelle acque della spiaggia di Skalabotnur. Qui i mammiferi sono stati uccisi a colpi di coltello e persino di trapano. Le carcasse sono state poi portate a riva e distribuite agli abitanti del posto che ne mangeranno le carni.</p>
<p>L&#8217;entità delle uccisioni ha<span style="font-size: 1rem;"> turbato molti residenti e suscitato critiche persino dai gruppi coinvolti in questa pratica. Il biologo marino Bjarni Mikkelsen ha riferito che si è trattato del </span><strong style="font-size: 1rem;">maggior numero di delfini uccisi</strong><span style="font-size: 1rem;"> in un giorno solo nelle Isole Faroe e che il primato antecedente risaliva al 1940. Non è chiaro il motivo per cui il primato sia stato superato ora. Potrebbe trattarsi di una coincidenza oppure di altri fattori, come la pandemia.</span></p>
<p><strong>Olavur Sjurdarberg</strong>, presidente dell&#8217;associazione balenieri delle isole, ha riconosciuto che le uccisioni erano eccessive. &#8220;È stato un grosso errore. Quando è stato trovato il branco hanno stimato che fossero solo 200&#8221;. Ma in realtà, ha spiegato la Bbc, quando è iniziata si è scoperta la vera dimensione di quanto successo. Nonostante questo, ha aggiunto Sjurdarberg, la cattura era approvata e non ha violato alcuna legge.</p>
<p>La <strong style="font-size: 1rem;">Grindadrap</strong><span style="font-size: 1rem;"> può comportare l&#8217;uccisione di balene pilota o delfini ma questi ultimi, generalmente, sono meno colpiti. I sondaggi hanno chiarito che la maggior parte delle persone è contraria alla strage dei delfini ma che non ha problemi quando ad essere uccise sono le balene pilota. Le battute di caccia non sono organizzate e non danno origine a profitti economici ma sono fenomeni spontanei che vengono praticati a livello di comunità.</span></p>
<h2>Le critiche verso la caccia alla balena</h2>
<p>Le Faroe<strong>,</strong> insieme al Giappone, alla Norvegia e all&#8217;Islanda, sono tra le principali responsabili dell<strong>&#8216;uccisione</strong> di quasi <strong>40mila balene</strong> dal 1986 &#8211; quando la caccia commerciale ai cetacei è stata vietata &#8211; a oggi. La Blue Planet Society, un&#8217;organizzazione che si occupa della tutela dell&#8217;oceano, ha promosso una petizione (che ha raccolto oltre mezzo milione di firme) che consente di esprimere il proprio dissenso nei confronti di quanto accade nelle Isole Faroe e ha puntato il dito su numerosi media, accusati di non aver messo in luce la storia della caccia alla balena nei propri articoli di promozione turistica. La People for the Ethical Treatment of Animals (PETA), un&#8217;organizzazione no profit che si occupa dei diritti degli animali, ha chiarito come il consumo di carne di balena da parte degli isolani sia ormai un fenomeno minoritario e praticato da appena il 17% di loro. Ci sono, inoltre, potenziali rischi per la salute derivanti dalla possibile presenza di <strong>alte concentrazioni di mercurio</strong> nella carne delle balene. Gli animali più grandi e longevi che vivono nell&#8217;oceano hanno maggiori possibilità di accumulare grandi quantità di questa sostanza tossica che, secondo alcune ricerche, potrebbe portare allo sviluppo di malattie come Alzheimer, Parkinson, autismo, depressione ed ansia in chi lo ingerisce.</p>
<h2>I cetacei sono a rischio di estinzione</h2>
<p>Più di 350 esperti ambientali provenienti da oltre 40 Paesi<a href="https://inews.co.uk/news/scientists-extinction-whales-dolphins-cetaceans-conservation-711461"> hanno firmato una lettera aperta</a>, nel 2020, per chiedere azioni urgenti per salvare <strong>balene, delfini e focene</strong> dall&#8217;estinzione. Il gruppo di scienziati e conservazionisti ha avvertito che la metà delle 90 specie viventi di cetacei sono <strong>a rischio di estinzione</strong>. Le grandi balene non sono al sicuro dato che ne restano solamente  poche centinaia nell&#8217;oceano Atlantico Settentrionale mentre la piccola vacuità, il mammifero marino più raro del mondo, può contare su qualche decina di esemplari. Ci sono, inoltre, altre trentadue specie o sottospecie di cetacei che sono minacciate oppure che corrono un rischio critico. La presenza di prodotti chimici, l&#8217;inquinamento ambientale, il <strong>cambiamento climatico</strong> e la presenza di specie invasive di pesci in grado di distruggerne l&#8217;habitat potrebbe provocarne la scomparsa nel giro di alcuni decenni.</p>
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		<item>
		<title>La Danimarca rischia di perdere per sempre le Isole Faroe</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/la-danimarca-rischia-di-perdere-per-sempre-le-isole-faroe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2019 04:43:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Faroe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Isole-Faroe-Flickr-e1567701558365.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Faroe islands" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Isole-Faroe-Flickr-e1567701558365.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Isole-Faroe-Flickr-e1567701558365-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Isole-Faroe-Flickr-e1567701558365-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Isole-Faroe-Flickr-e1567701558365-1024x471.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I cittadini del piccolo arcipelago delle Isole Faroe, situato a metà strada tra Scozia e Norvegia, si sono recati alle urne, il 31 agosto, per il rinnovo del Logting, il  Parlamento locale. Le isole sono sotto il controllo della Danimarca, seppur con un vasto grado di autonomia, dal 1814, mentre precedentemente erano parte della Norvegia. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/la-danimarca-rischia-di-perdere-per-sempre-le-isole-faroe.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/la-danimarca-rischia-di-perdere-per-sempre-le-isole-faroe.html">La Danimarca rischia di perdere per sempre le Isole Faroe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Isole-Faroe-Flickr-e1567701558365.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Faroe islands" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Isole-Faroe-Flickr-e1567701558365.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Isole-Faroe-Flickr-e1567701558365-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Isole-Faroe-Flickr-e1567701558365-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Isole-Faroe-Flickr-e1567701558365-1024x471.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I cittadini del piccolo arcipelago delle <strong>Isole Faroe</strong>, situato a metà strada tra Scozia e Norvegia, si sono recati alle urne, il 31 agosto, per il rinnovo del Logting, il  Parlamento locale. Le isole sono sotto il controllo della Danimarca, seppur con un vasto grado di autonomia, dal 1814, mentre precedentemente erano parte della Norvegia. Sullo sfondo di queste consultazioni c&#8217;era la prospettiva dell&#8217; indipendenza da Copenaghen, una questione che agita la politica locale da decenni.</p>
<h2>Indipendentisti ed unionisti</h2>
<p>Le urne hanno premiato, come partito di maggioranza relativa ed 8 seggi su 33 nel nuovo Logting, il People&#8217;s Party. Questo schieramento politico ha tendenze separatiste, conservatrici ed euroscettiche. A seguire due movimenti unionisti, I Socialdemocratici e l&#8217;Union Party, di centro destra, entrambi avranno 7 scranni. Subito dietro <strong>Republic</strong>, progressista e separatista, con 6 seggi. Più distanziati altri tre schieramenti indipendentisti, il partito di Centro, Progresso e Nuovo Autogoverno, con cinque scranni in totale. Il nuovo esecutivo, in seguito ai risultati elettorali, dovrebbe così avere una chiara trazione indipendentista e provocare qualche grattacapo dalle parti di Copenaghen.</p>
<p>Il governo uscente era invece<span style="font-size: 1rem;"> formato </span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://www.nationalia.info/brief/11155/faroese-constitutional-referendum-unlikely-to-be-held-in-the-short-term">dai movimenti di Republic e Progress e dal partito Socialdemocratico. </a><span style="font-size: 1rem;">Si trattava di una grande coalizione che superava la dicotomia unionisti e separatisti. Nelle consultazioni del 2015 gli indipendentisti avevano ottenuto 19 seggi sui 33 del Logting mentre gli unionisti 14, una ripartizione di scranni che sarà quasi  immutata nel nuovo Parlamento. La differenza sostanziale è che nel 2015 furono i Socialdemocratici, unionisti, ad essere il partito di maggioranza relativa e il <strong>People&#8217;s Party</strong> era giunto solamente terzo. </span><span style="font-size: 1rem;">Il governo uscente aveva cercato di redigere una Costituzione, che avrebbe dovuto essere approvata in un referendum popolare nel giugno 2018, come primo passo verso un ulteriore autonomia delle isole e in futuro verso l&#8217;indipendenza. La difficoltà nel giungere alla stesura di un testo concordato e rappresentantivo dell&#8217;identità locale avevano però portato al rinvio a tempo indeterminato della consultazione, che potrebbe però tornare in auge con la formazione di un governo separatista. Le isole Faroe hanno infatti tradizioni culturali e linguistiche ben distinte da quelle danesi e per una parte della popolazione locale l&#8217;autonomia concessa da Copenaghen non basta più.</span></p>
<h2>Un&#8217;economia sviluppata</h2>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.google.com/amp/s/www.thelocal.dk/20180619/goodbye-denmark-faroese-weigh-pulling-free-of-danish-grip/amp">Il governo delle Faroe controlla la maggior parte dei settori della politica locale </a>mentre la Danimarca gestisce la politica di difesa ed alcuni aspetti della politica estera, monetaria e giudiziaria. <a href="https://www.faroeislands.fo/economy-business/economy/">Il governo danese eroga un sussidio annuale di 86 milioni di euro</a>, corrispondenti al 3,3% del Pil annuo. L&#8217;ammontare del sussidio è stato congelato da diversi anni. Con un tasso di disoccupazione dell&#8217;1,2% e <a href="https://www.faroeislands.fo/economy-business/economy/">un Pil in forte crescita (8 per cento del 2015 e 7,8 per cento nel 2016)</a> le isole godono di <strong>un&#8217;economia solida</strong> sebbene fortemente dipendente dal prezzo del pesce sui mercati mondiali: la pesca e il turismo ne sono infatti i settori trainanti. Il percorso verso una piena autodeterminazione  continua però ad essere graduale e i legami con Copenaghen, seppur sempre più flebili, non sono mai stati del tutto interrotti.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Le isole Faroe sperimentano, da decenni, un forte livello di autonomia politica e una sostanziale autogestione dei propri affari interni e più limitatamente anche esteri. Non fanno parte dell&#8217;Unione Europea e hanno la possibilità di negoziare i propri accordi commerciali e di pesca direttamente con Bruxelles. La secessione da Copenaghen rappresenta quindi più la fine di un percorso graduale che una rottura netta e traumatica con la madrepatria, che non ostacolerebbe con la forza un&#8217;eventuale proclamazione di indipendenza da parte di <strong>Torshavn</strong>. La formazione di un governo indipendentista potrebbe portare ad un&#8217;accelerazione di questo processo, qualora le diverse componenti dell&#8217;esecutivo riescano a stabilire un&#8217;effettiva road map di transizione politica. <span style="font-size: 1rem;">Il governo danese si troverebbe così di fronte ad un fatto compiuto e dovrebbe rinunciare alla sua proiezione politica nel mare del Nord. La <strong>Groenlandia</strong>, la prima dipendenza danese per estensione territoriale, sarà probabilmente influenzata dagli sviluppi delle isole Faroe e potrebbe accelerare anch&#8217;essa verso una piena autodeterminazione, dato che anche nel parlamento groenlandese i separatisti sono in chiara maggioranza.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/la-danimarca-rischia-di-perdere-per-sempre-le-isole-faroe.html">La Danimarca rischia di perdere per sempre le Isole Faroe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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