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Politica

Adesso anche l’Iraq vuole gli S-400 russi

Secondo quanto riporta la Tass, l’Iraq ha deciso di procedere nell’acquisto del sistema da difesa aerea S-400 dalla Russia, come ha riferito l’Ambasciatore a Mosca Haidar Mansour Hadi in una conferenza stampa a seguito dell’ottavo incontro della commissione intergovernativa Russia-Iraq...

Guerra

Il futuro incerto del Medio Oriente

Si cominciano a delineare vincitori e vinti in Iraq e Siria, le aree più calde del Medio Oriente. Per la prima volta dopo anni, Baghdad e Damasco sono libere da bombardamenti e attacchi d’artiglieria. Quelle che erano le capitali de...

Guerra

Profughi dimenticati

Fausto Biloslavo e Gabriele Orlini raccontano la tragedia dei profughi dimenticati nel nord dell'Iraq: grazie al Distretto Rotary 2050, Gli occhi della Guerra racconta le testimonianze dei cristiani, sunniti e yazidi costretti a fuggire dall'avanzata del Califfato. Sono storie incredibili che non possono lasciare indifferenti.

Guerra

Il contributo italiano alla battaglia di Mosul

Le operazioni nella provincia di Ninive per liberare Mosul dalla presenza dello Stato Islamico, "stanno proseguendo bene su tutte le direttrici", ha dichiarato giovedì il premier iracheno, Haider al Abadi, mentre le milizie curde Peshmerga annunciavano di aver assunto il controllo totale di Baashiqa, un villaggio che si trova poche decine di chilometri a nord-est di Mosul, per più di due anni sotto controllo dei jihadisti. Ma i successi dei Peshmerga, protagonisti, assieme all’esercito iracheno, di queste prime settimane di offensiva per strappare Mosul all’Isis, sono anche merito del contingente italiano in Iraq, guidato dal generale Angelo Michele Ristuccia. I militari del contingente italiano, inquadrato nell'Operazione Prima Parthica, hanno addestrato, infatti, migliaia di uomini e donne delle forze curde e irachene. E il loro lavoro sarà determinante anche una volta sconfitto l’Isis, per il mantenimento della stabilità locale e regionale. Il generale Ristuccia, in collegamento telefonico da Erbil, ha spiegato a Gli Occhi della Guerra, come il nostro Paese sta contribuendo alla liberazione della roccaforte irachena del Califfato.

Guerra

L’ultima battaglia

La base della 7° divisione Peshmerga si trova in cima alla piccola montagna di Bashiqa; alle pendici c’è l’omonima città. In mezzo fino al 9 novembre scorso c’era la linea del fronte che divideva il territorio controllato dai soldati curdi da quello in mano allo Stato islamico. Oggi quella zona è libera e per i curdi è stata l’ultima battaglia nell’avanzata per la riconquista di Mosul, cominciata il 17 ottobre, ed ora totalmente in mano alle forze dell’esercito iracheno.

Guerra

Verso la moschea del Califfo

"Daesh kaputt, Daesh kaputt”, lo Stato islamico è finito, urla un soldato iracheno facendo con la mano il segno della gola tagliata. I corpi speciali iracheni sono avanzati oltre il ponte Huria, il terzo sul Tigri afflosciato dai bombardamenti. Dall’altra parte del fiume, nella parte est della città, già liberata, si staglia la grande moschea voluta da Saddam. L’incrocio dove è arrivata l’avanzata sembra uscito da una scena da film sull’assedio di Stalingrado. La strada è lastricata di macerie ed i palazzi sono scarnificati dai combattimenti. Il carro armato che presiede l’incrocio tira una raffica di cannonate verso un nido di cecchini delle bandiere nere, poche centinaia di metri più in là. Un blindato è già stato centrato da un tiratore scelto dello Stato islamico. Gli “Scorpioni”, i corpi speciali della divisione di reazione rapida irachena, che da una settimana stanno avanzando a Mosul ovest sono arrivati ad un solo chilometro dalla moschea Al Nuri. Un luogo simbolo dove dove Abu Bakr Al Baghdadi ha proclamato il Califfato nel luglio del 2014.

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