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	<title>Inghilterra Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 14 Jul 2024 16:31:57 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Inghilterra Archives - InsideOver</title>
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		<title>Spagna-Inghilterra, finale di Euro 2024. Ovvero, il derby tra Adidas e Nike</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/spagna-inghilterra-finale-di-euro-2024-ovvero-il-derby-tra-adidas-e-nike.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2024 13:50:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Adidas]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Europei di calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712161131120_5f83ba82542fad2038196b4c7fee3175.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712161131120_5f83ba82542fad2038196b4c7fee3175.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712161131120_5f83ba82542fad2038196b4c7fee3175-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712161131120_5f83ba82542fad2038196b4c7fee3175-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712161131120_5f83ba82542fad2038196b4c7fee3175-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712161131120_5f83ba82542fad2038196b4c7fee3175-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712161131120_5f83ba82542fad2038196b4c7fee3175-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Spagna-Inghilterra, in palio il dominio dell'Europa. E quello dell'industria dell'abbigliamento per lo sport.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/spagna-inghilterra-finale-di-euro-2024-ovvero-il-derby-tra-adidas-e-nike.html">Spagna-Inghilterra, finale di Euro 2024. Ovvero, il derby tra Adidas e Nike</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712161131120_5f83ba82542fad2038196b4c7fee3175.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712161131120_5f83ba82542fad2038196b4c7fee3175.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712161131120_5f83ba82542fad2038196b4c7fee3175-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712161131120_5f83ba82542fad2038196b4c7fee3175-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712161131120_5f83ba82542fad2038196b4c7fee3175-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712161131120_5f83ba82542fad2038196b4c7fee3175-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240712161131120_5f83ba82542fad2038196b4c7fee3175-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Spagna-Inghilterra, </strong>in palio il dominio dell&#8217;Europa. Non è il 1588, ma il 2024. Il sovrano spagnolo si chiama Filippo, ma è il sesto, e non il secondo, del suo nome. Non è <strong>Invincibile Armada contro Royal Navy</strong> ma una sfida di calcio. La finale di <strong>Euro 2024</strong>, all&#8217;ombra della quale si svolge l&#8217;ennesimo capitolo del derby delle marche sportive più note al mondo, <strong>Adidas contro Nike</strong>. All&#8217;Olympiastadion di Berlino, stasera, le Furie Rosse e la nazionale dei Tre Leoni si giocheranno il titolo di campione europeo indossando capi firmati dalle due marche rivali.</p>



<p>In nome della &#8220;relazione speciale&#8221; <strong>britannico-americana</strong>, plasmata al recente summit Nato dal primo incontro tra<strong> Joe Biden e Keir Starmer</strong>, l&#8217;Inghilterra <strong>veste Nike</strong>. I ragazzi di Gareth Southgate sfideranno quelli di <strong>Luis De la Fuente</strong> che sono, invece, griffati dalla <strong>tedesca Adidas</strong>. Vincere l&#8217;Europeo di calcio potrebbe voler dire associare l&#8217;immagine a un brand vincente, come del resto da sempre mirano a fare i due gruppi. Oggi Adidas controlla il 16% del mercato dell&#8217;abbigliamento sportivo al mondo, fatturando <a href="https://startuptalky.com/adidas-vs-nike/">24 miliardi di dollari, e Nike con 51 miliardi di dollari è attorno al 38%.</a></p>



<p>Complice la maggiore capitalizzazione (147 miliardi di dollari) Nike ha avuto margine di investimento negli ultimi anni, ma come ricorda <strong>Gabriel Debach, Market Analyst di eToro, </strong>la situazione contingente non è delle più rosee: &#8220;Nel corso del torneo, i dati mostrano un contrasto notevole tra le performance di Nike e Adidas sul mercato. A partire dall’inizio dell’Europeo, il titolo Nike ha subito una caduta del 22% (dati aggiornati all’11 luglio 2024), principalmente a causa della delusione degli investitori riguardo i risultati trimestrali dell’azienda. In confronto, Adidas ha registrato una variazione molto più contenuta, con una diminuzione dello -0,75% nello stesso periodo&#8221;.</p>



<p>Debach, al contempo, ricorda la resilienza della rivale tedesca: &#8220;Nonostante le sfide del mercato, il segmento delle calzature di Adidas è cresciuto del 7% anno su anno nel primo trimestre del 2024, grazie a una strategia ben bilanciata che unisce vendite dirette e solide relazioni con i partner commerciali&#8221;. In quest&#8217;ottica la finale è &#8220;molto più di una semplice partita di calcio. È un’occasione per riflettere su come il successo e le sfide nello sport possano<strong> proiettare dinamiche simili nei mercati finanziari</strong>&#8220;.</p>



<p>Anno dopo anno &#8220;la rivalità tra Nike e Adidas non solo illumina le strategie di marketing e innovazione dei due giganti dello sport, ma offre anche spunti per comprendere come le <strong>aziende affrontano le sfide e cercano nuove opportunità di crescita&#8221;</strong>, nota l&#8217;analista di eToro.</p>



<p>Nike punta sulla fame di successo dell&#8217;Inghilterra. <em>Football is coming home</em> accompagna come slogan l&#8217;avvicinamento dei Tre Leoni agli atti conclusivi delle manifestazioni dai tempi della vittoria del Mondiale casalingo nel 1966. <strong>Rimasta però l&#8217;unica affermazione inglese</strong> in un torneo senior nel secondo dopoguerra. Tre anni fa, a Euro 2021 fu l&#8217;<strong>Italia di Roberto Mancini</strong> a sottrarre l&#8217;Europeo agli inglesi in casa loro, a Wembley. Dalle parti di Londra l&#8217;Europeo non è mai arrivato, e se da un lato la stampa inglese fa notare, in maniera bipartisan, che il ritorno del Partito Laburista al governo richiama alla mente il fatto che fu proprio con la sinistra al potere, Harold Wilson premier nel 1966, che l&#8217;Inghilterra si laureò campione del mondo, dall&#8217;altro si ricorda che <a href="https://it.insideover.com/politica/keir-starmer-nuovo-tony-blair-speriamo-di-no-il-disastro-del-premier-invasore-delliraq.html">Starmer, neo-premier,</a> è un <strong>accanito tifoso dell&#8217;Arsenal</strong>, che non vince il titolo inglese da quasi vent&#8217;anni&#8230;</p>



<p>Adidas invece spera sulla tendenza positiva dell&#8217;<strong>Europa meridionale e mediterranea</strong> a cui un Europeo non sfugge da vent&#8217;anni: la Grecia ha vinto nel 2008, la Spagna portato a casa due trofei nel 2008 e nel 2012, il Portogallo nel 2016 e l&#8217;Italia a Euro 2020, rinviato di un anno per la pandemia. Se la coppa dei campioni d&#8217;Europa prenderà nuovamente la via di Madrid, sarà il sesto europeo portato a casa da uno dei Paesi <strong>denominati sarcasticamente Pigs, &#8220;maiali&#8221;, dalla stampa internazionale</strong> ai tempi della crisi finanziaria. Con buona pace del &#8220;rigore&#8221; che a Berlino hanno a lungo amato e che sul prato verde si può solo calciare. Comunque vada, sarà una grande partita. In cui al derby sportivo e ai richiami storici si aggiunge una sistematica partita aziendale che, dalla nascita della Nike nel 1964, delinea il dualismo di vertice del mercato dello sport.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/spagna-inghilterra-finale-di-euro-2024-ovvero-il-derby-tra-adidas-e-nike.html">Spagna-Inghilterra, finale di Euro 2024. Ovvero, il derby tra Adidas e Nike</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il ritorno del nazionalismo inglese dopo la Brexit può segnare la fine del Regno Unito</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ritorno-del-nazionalismo-inglese-dopo-la-brexit-puo-segnare-la-fine-del-regno-unito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2023 11:33:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220722100722679_e2ea11bfb0ec6d611e6f90e78ecf6872-1-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220722100722679_e2ea11bfb0ec6d611e6f90e78ecf6872-1-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220722100722679_e2ea11bfb0ec6d611e6f90e78ecf6872-1-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220722100722679_e2ea11bfb0ec6d611e6f90e78ecf6872-1-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220722100722679_e2ea11bfb0ec6d611e6f90e78ecf6872-1-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220722100722679_e2ea11bfb0ec6d611e6f90e78ecf6872-1-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220722100722679_e2ea11bfb0ec6d611e6f90e78ecf6872-1-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo stallo sul negoziato per la formazione di un governo in Irlanda del Nord, le dimissioni del governo scozzese di Nicola Sturgeon dopo i duri confronti tra Londra e Edimburgo degli ultimi mesi e la svolta ipotizzata da Rishi Sunak su una possibile ritirata britannica dalla Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo (Cedu) puntano convergenti nella &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ritorno-del-nazionalismo-inglese-dopo-la-brexit-puo-segnare-la-fine-del-regno-unito.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220722100722679_e2ea11bfb0ec6d611e6f90e78ecf6872-1-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220722100722679_e2ea11bfb0ec6d611e6f90e78ecf6872-1-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220722100722679_e2ea11bfb0ec6d611e6f90e78ecf6872-1-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220722100722679_e2ea11bfb0ec6d611e6f90e78ecf6872-1-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220722100722679_e2ea11bfb0ec6d611e6f90e78ecf6872-1-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220722100722679_e2ea11bfb0ec6d611e6f90e78ecf6872-1-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220722100722679_e2ea11bfb0ec6d611e6f90e78ecf6872-1-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo stallo sul negoziato per la formazione di un<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/perche-irlanda-e-regno-unito-litigano-ancora-sulla-questione-nordirlandese.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> governo in Irlanda del Nord,</a></strong> le dimissioni del governo scozzese di <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/nicola-sturgeon-si-dimette-sorpresa-lascia-premier-scozzese-2116642.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nicola Sturgeon</a></strong> dopo i duri confronti tra Londra e Edimburgo degli ultimi mesi e la svolta ipotizzata da <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-rishi-sunak.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rishi Sunak</a></strong> su una possibile ritirata britannica dalla <a href="https://it.insideover.com/politica/regno-unito-cedu-cosa-puo-succedere.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo (Cedu) </a>puntano convergenti nella stessa direzione: il rinfocolamento del <strong>nazionalismo inglese</strong> dopo il completamento della Brexit. Alla cui radice c&#8217;è proprio la volontà inglese di consolidare, in nome del progetto Global Britain e dell&#8217;uscita dall&#8217;Ue, l&#8217;impero interno dell&#8217;Inghilterra sulle nazioni celtiche che compongono il Regno Unito.</p>



<p>La forza dirompente del nazionalismo inglese è fuori tempo massimo sotto diversi punti di vista, primo fra tutti il tentativo di separare il destino di declino di Londra da quello del resto dell&#8217;Europa, e motore della visione futura del Regno Unito allo stesso tempo. Si scrive Global Britain, si legge Global England: l&#8217;Inghilterra che con il voto delle zone deindustrializzate del Nord, delle aree poco sotto il Vallo di Adriano, delle terre dei minatori e degli operai diventati disoccupati spinge la Brexit e il sogno della leadership del <strong>Partito Conservatore</strong> di farne il punto di decollo per un Paese sempre più centrato su Londra. Capitale finanziaria, &#8220;nave pirata&#8221; in movimento nel mare agitato della globalizzazione, &#8220;Singapore sul Tamigi&#8221; della deregulation finanziaria. </p>



<p><strong>Gavin Esler</strong>, autore di <em>How Britain Ends</em> e rettore dell&#8217;Università del Kent, da tempo indica nel nazionalismo inglese una minaccia all&#8217;unità stessa dello Stato britannico, specie se le speranze frustrate del post-Brexit alimenteranno un atteggiamento di muro contro muro con Belfast, Edimburgo e, in misura minore, Cardiff, capitale del Galles. Nel 2015, convocando per il 2016 il referendum sulla Brexit &#8220;David Cameron ha riconosciuto che 3,8 milioni di persone hanno votato per l&#8217;Ukip, che era il partito nazionalista inglese, e che bisognava fare qualcosa al riguardo&#8221;,<a href="https://www.gq-magazine.co.uk/politics/article/english-nationalism-united-kingdom" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> ha detto Esler in un&#8217;intervista a <em>GQ</em></a>. Cameron ha tentato senza successo di <strong>cavalcare la tigre</strong> e Esler riconosce, guardando in retrospettiva il voto del referendum che &#8220;gli elettori inglesi hanno tutto il diritto di sentirsi irritati. E invece di fare qualcosa per loro, quello che è successo è che, in particolare sotto <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Boris Johnson</a></strong>, i <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-conservatore-britannico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conservatori</a> hanno cooptato il nazionalismo inglese&#8221;.</p>



<p>I Tory da tempo cavalcano l&#8217;idea di un nuovo eccezionalismo. E nella narrazione di Johnson prima e Sunak poi ritorna l&#8217;idea che la Brexit, pensata dagli inglesi e votata dagli inglesi, sia la prima tappa di un ritorno della narrativa imperiale. Dunque di una proiezione globale di un Regno Unito non più satellite dell&#8217;Impero europeo degli Stati Uniti ma capace di proiezione autonoma da potenza mondiale. Da qui il protagonismo finanziario di Londra dopo la Brexit, il braccio di ferro costante con Bruxelles, il pugno duro contro i nazionalismi locali, spostatisi in campo progressista e sulla Sinistra economica in risposta ai Tory, e le loro richieste, l&#8217;alleanza in Ulster con il Democratic Unionist Party (Dup) protestante e reazionario e stampella del governo May nel 2017-2019, la <strong>vocazione missionaria in politica estera</strong>. Ben verificabile, quest&#8217;ultimo punto, nella narrazione seguita da Johnson, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-liz-truss-il-nuovo-premier-britannico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Liz Truss</a> e Sunak nell&#8217;anno di guerra in Ucraina, in cui il richiamo all&#8217;ottocentesco &#8220;Grande Gioco&#8221; ha rispolverato quello che su queste colonne abbiamo definito il &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/londra-sfida-ancora-putin-johnson-rianima-il-fantasma-dellimpero.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fantasma dell&#8217;impero</a></strong>&#8220;.</p>



<p>La conseguenza di tutto ciò? La moltiplicazione di <strong>spinte centrifughe</strong> a tutto campo. La fine della &#8220;Britishness&#8221; a favore del dinamismo dei localismi nelle nazioni celtiche e del sempre più ipertrofico nazionalismo inglese, ben verificabile nella concentrazione delle cariche nei tredici anni di governi Tory. In prospettiva, complice la scomparsa della figura unitaria della Regina Elisabetta II e i dilemmi sul futuro della Monarchia, la <strong>disunione stessa della nazione</strong> britannica non appare più soltanto una chimera, ma una prospettiva non escludibile in termini storici medi, forse già in una generazione. E qualora così fosse, il nazionalismo inglese, neo-imperiale nella sua narrativa, apparirebbe come il primo fautore dello scollamento dei domini di Sua Maestà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/il-ritorno-del-nazionalismo-inglese-dopo-la-brexit-puo-segnare-la-fine-del-regno-unito.html">Il ritorno del nazionalismo inglese dopo la Brexit può segnare la fine del Regno Unito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Paradise lost: la crisi di identità britannica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/paradise-lost-la-crisi-di-identita-britannica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2022 16:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Gran Bretagna]]></category>
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		<category><![CDATA[Tories]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1190" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-1024x635.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-768x476.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-1536x952.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-2048x1269.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ore difficili per i sudditi di Sua Maestà alle prese con una serie di dossier di non facile risoluzione. Il ciclone che ha travolto Boris Johnson è la ciliegina sulla torta per un Paese che, a dispetto di una tempra secolare, sembra ormai essere privo della resilienza imperiale di un tempo nonostante, come qualcuno ribadì &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/paradise-lost-la-crisi-di-identita-britannica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1190" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-1024x635.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-768x476.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-1536x952.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/AYHYQLXULAYtjW3cUDXi_ANSA-2048x1269.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ore difficili per i sudditi di Sua Maestà alle prese con una serie di dossier di non facile risoluzione. Il ciclone che ha travolto <a href="https://it.insideover.com/politica/golpe-in-arrivo-contro-johnson-le-tappe-della-crisi-del-premier.html"><strong>Boris Johnson</strong></a> è la ciliegina sulla torta per un Paese che, a dispetto di una tempra secolare, sembra ormai essere privo della resilienza imperiale di un tempo nonostante, come qualcuno ribadì tempo fa ,“<em>in our mind everything is totally connected with UK</em>”. Ma la Gran Bretagna, al netto del suo ruolo politico ed economico, sembra destinata a perdere mordente, un paradiso perduto che stenta a ritrovarsi.</p>
<h2>La caduta di Johnson e la crisi dei laburisti</h2>
<p>Le dimissioni non sono arrivate dal nulla: Johnson stava già perdendo il sostegno del suo partito, sopravvissuto per un pelo a un voto di fiducia all&#8217;inizio di giugno. Solo due settimane dopo, le cose sembravano ancora peggiorare, dopo aver perso due elezioni suppletive in circoscrizioni presumibilmente sicure. Lo scandalo Pincher non è di per sé il motore unico di questa spirale, ma è segno di quanto <em>mala tempora currunt</em>. Si tratta di una crisi ben più ampia, interna ai <strong><em>Tories</em></strong>, che nemmeno il loro leader ha saputo soppesare: nel suo <em>farewell address</em>, Johnson ha cercato di presentarsi come un primo ministro di successo, abbattuto dai capricci del suo partito che ha seguito l’ &#8220;istinto di gregge&#8221;, termine che continua a non portargli buona sorte.</p>
<p>Dall’altra parte ci sono i laburisti di quel <a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-di-starmer-per-salvare-i-laburisti.html"><strong>Keir Starmer</strong></a> a cui viene affidata una missione storica, ma che di certo non è <strong>Tony Blair</strong>, nè in fatto di <em>vision</em> tantomeno in termini di carisma. E sebbene sia complesso edulcorare i disastri compiuti da <strong>Jeremy Corbin</strong>, secondo Ipsos Mori ben 4 laburisti su 10 sostengono di non avere ben chiare le sue posizioni e la sua visione per il futuro del Paese. Il 53% dell’elettorato confermerebbe questa tendenza interna: Starmer appare evanescente, ambiguo, pertanto incapace-per ora-di utilizzare a suo vantaggio lo sgambetto che la sorte ha tirato al suo avversario.</p>
<h2>La disunione del Regno</h2>
<p>La crisi interna ai principali due partiti, è solo una degli indicatori di questa generale decadenza. L’<strong>integrità territoriale </strong>in bilico è il primo segno di questa generale difficoltà britannica a stare nel Terzo Millennio. Uno dei primi dossier pesanti che Johnson lascia, infatti, è quello dell’<strong>Irlanda del Nord</strong>. Solo pochi giorni fa l’Unione Europea aveva strigliato il gabinetto del premier britannico per il progetto di modifiche unilaterali del <strong>Protocollo sull’Irlanda del Nord</strong> tuonando con un perentorio “non è il momento per violare il diritto internazionale”. Il progetto di legge andrebbe a riscrivere da parte britannica le condizioni del commercio tra Gran Bretagna e Irlanda del Nord, violando il protocollo che è parte dell’accordo di recesso tra UE e Regno Unito.</p>
<p>Mai sopite, invece, <strong>le spinte indipendentiste scozzesi</strong>, soprattutto dopo la Brexit. Nuovamente incalzato sul tema, solo pochi giorni fa Johnson aveva affermato che non era il momento di riesaminare la questione del voto sull&#8217;indipendenza, in una lettera alla prima ministra scozzese <strong>Nicola Sturgeon</strong>. Quest’ultima, la scorsa settimana, aveva annunciato i piani per un secondo referendum da tenersi nell&#8217;ottobre 2023 promettendo di intraprendere un&#8217;azione legale se il governo britannico dovesse bloccarlo.</p>
<h2>Il declino della monarchia</h2>
<p>Le frequenti indisposizioni dell’inossidabile Elisabetta II da tempo fanno temere per il futuro di Buckingham Palace. Se poi alla senilità della sovrana si aggiunge il ritratto di un figlio che pare non giungere mai al trono e le beghe tra William e Harry, il quadro appare sconfortante. Sempre più britannici abbandonano i propri sentimenti di affetto verso la tradizione per un senso di disagio e anacronismo nei confronti dalla <em>royal family</em> spendacciona<em>.</em> I contribuenti del Regno Unito pagheranno ulteriori 27,3 milioni di sterline (33 milioni di dollari) nei prossimi due anni per colmare una lacuna finanziaria volta a coprire un calo dei profitti presso la Crown Estate, che aiuta a pagare le loro spese. La richiesta segue un aumento del 17% della spesa dei reali lo scorso anno e arriva in un momento in cui il reddito familiare medio del Regno Unito è diminuito per il periodo più lungo dall&#8217;inizio dei record nel 1955. I redditi delle famiglie sono inferiori dell&#8217;1,3% rispetto all&#8217;anno prima, e i lavoratori del settore pubblico hanno lasciato il lavoro in segno di protesta contro le offerte salariali al di sotto dell&#8217;attuale tasso di inflazione.</p>
<p>C’è un altro evento, passato in sordina, che segna il passo dei tempi. Il 24 giugno, le nazioni del <a href="https://it.insideover.com/politica/scandali-diritti-umani-leadership-il-commonwealth-si-sta-sgretolando.html">Commonwealth</a> hanno tenuto un vertice a Kigali, in Ruanda, per discutere di commercio, sicurezza alimentare, problemi di salute e cambiamento climatico. Eppure, il discorso più importante al vertice è stato del principe Carlo, in rappresentanza di sua madre. Il discorso intendeva cementare l&#8217;unità del Commonwealth, tuttavia il principe Carlo si è soffermato a lungo sul tema del razzismo coloniale, bollandolo come il fondamento-<em>illo tempore</em>&#8211; del Commonwealth stesso. Che significa questo atto di dolore nel cuore dell’Africa ex coloniale? Il tentativo di un futuro sovrano di lasciare il segno o l’ammissione della fine di un’era? Ad ogni modo la dichiarazione è stata avvertita con disagio da numerosi esponenti dell’Unione e di certo non resterà senza strascichi, soprattutto in una fase in cui numerosi Paesi sia avviano verso la forma repubblicana (si veda il caso delle Barbados).</p>
<h2>L’assenza di crescita e l’inflazione</h2>
<p>Boris Johnson era giunto a Downing Street con la promessa di rinfocolare l’economia britannica, anche e soprattutto attraverso la Brexit.</p>
<p>Tre anni, una pandemia e una guerra in Ucraina dopo, il premier lascia il Paese sull&#8217;orlo della <strong>recessione</strong>. Il costo della vita sta accelerando al tasso annuo più rapido degli ultimi quattro decenni, mentre le famiglie devono affrontare il peggior colpo mai registrato per il reddito disponibile reale. In mezzo a questa successione di shock generazionali, gli esperti affermano che sono state scoperte profonde faglie strutturali, tutte rese più difficili da affrontare da tre problemi: l&#8217;eredità dell&#8217;austerità; la Brexit; la mancanza di un piano coerente di Johnson per affrontarli tutti.</p>
<p>Tutte le principali economie hanno subito gli effetti devastanti della pandemia sulle catene di approvvigionamento e lo shock per i costi energetici e alimentari causato dall&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, ma il Regno Unito ha avuto gli esiti peggiori. L&#8217;<strong>inflazione</strong> ha raggiunto il massimo degli ultimi 40 anni del 9,1% a maggio, il più alto tra le principali economie del G7, e si prevede che salirà oltre l&#8217;11% entro la fine dell&#8217;anno nonostante una serie di aumenti dei tassi di interesse. Gli effetti a catena della Brexit hanno esacerbato la carenza di manodopera e aumentato i costi operativi per le imprese. Il costo delle importazioni è stato anche spinto al rialzo da un forte calo del valore della sterlina.</p>
<p>Notizie poco confortanti che fanno del Regno non più quell’Eldorado forte del suo status di nazione-isola, del potere della sterlina e dell’eredità coloniale. Un Paradiso meno appetibile di un tempo, che scoraggia migranti, giovani e lavoratori europei alla ricerca di un’occasione oltre la Manica.</p>
<p><em>London bridge is falling down</em>? Non per adesso, ma per Londra le cose sono meno semplici di un tempo, vittima forse della sua stessa <em>hybris</em>.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Alba dorata, la società di stregoni che voleva regnare sull&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/alba-dorata-la-societa-di-stregoni-che-voleva-regnare-sull-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 06:13:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/vivek-trivedi-e9nGua3TPgc-unsplash-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/vivek-trivedi-e9nGua3TPgc-unsplash-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/vivek-trivedi-e9nGua3TPgc-unsplash-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/vivek-trivedi-e9nGua3TPgc-unsplash-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/vivek-trivedi-e9nGua3TPgc-unsplash-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/vivek-trivedi-e9nGua3TPgc-unsplash-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/vivek-trivedi-e9nGua3TPgc-unsplash-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La politica è religione. E come ogni religione abbisogna di chierici, dottrine, dogmi e fedeli. Quella del 21esimo secolo è una politica laica, secolarizzata, che cerca voti più nelle piazze che nelle chiese e che, almeno in Occidente, ha espulso il sacro dalla propria piattaforma programmatica. Ma non è sempre stato così. Anzi. L&#8217;Europa primonovecentesca &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/alba-dorata-la-societa-di-stregoni-che-voleva-regnare-sull-europa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/vivek-trivedi-e9nGua3TPgc-unsplash-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/vivek-trivedi-e9nGua3TPgc-unsplash-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/vivek-trivedi-e9nGua3TPgc-unsplash-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/vivek-trivedi-e9nGua3TPgc-unsplash-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/vivek-trivedi-e9nGua3TPgc-unsplash-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/vivek-trivedi-e9nGua3TPgc-unsplash-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/vivek-trivedi-e9nGua3TPgc-unsplash-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La politica è religione. E come ogni religione abbisogna di chierici, dottrine, dogmi e fedeli. Quella del 21esimo secolo è una politica laica, secolarizzata, che cerca voti più nelle piazze che nelle chiese e che, almeno in Occidente, ha espulso il sacro dalla propria piattaforma programmatica. Ma non è sempre stato così. Anzi.</p>
<p>L&#8217;Europa primonovecentesca costituisce l&#8217;esempio più fulgido della stretta interconnessione tra sacro e profano, tra fede e potere politico, che ha storicamente caratterizzato il continente. Perché essa vide la mobilitazione delle chiese durante la Grande guerra, le religioni in lotta durante le guerre balcaniche, il germogliare dell&#8217;orientalismo, la<a href="https://it.insideover.com/schede/storia/max-von-oppenheim-il-jihadista-del-kaiser.html"> strumentalizzazione dell&#8217;Islam da parte delle potenze europee</a> e ultimo, ma non meno importante, la diffusione capillare di società segrete, compagini magiche e sette esoteriche.</p>
<p>Società segrete, compagini magiche e sette esoteriche hanno rappresentato il volto oscuro della <em>Belle Époque</em>, condizionando un&#8217;intera generazione di intellettuali, ricercatori e politici ed esercitando un impatto culturale notevole e duraturo. Perché queste realtà, accomunate dal rifiuto verso il cristianesimo tradizionale e dalla volontà di riscrivere <em>ex novo</em> l&#8217;identità dell&#8217;Europa e dell&#8217;<em>homo europaeus</em>, avrebbero inconsapevolmente preparato il terreno alla futura ascesa dell&#8217;ideologia nazista. E nel novero di queste entità, che è piuttosto lungo, figurano e risaltano per rilevanza e influenza nel lungo termine la Società Teosofica di Madame Blavatsky, l&#8217;Ordo Templi Orientis di Carl Kellner e soprattutto l&#8217;<strong>Ordine ermetico dell&#8217;alba dorata</strong>.</p>
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		<title>Uk, ora la variante Delta rallenta: cosa succede ai contagi</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/uk-ora-la-variante-delta-rallenta-cosa-succede-ai-contagi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 22:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=326675</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/london-Agenzia_Fotogramma_IPA25691121-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/london-Agenzia_Fotogramma_IPA25691121-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/london-Agenzia_Fotogramma_IPA25691121-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/london-Agenzia_Fotogramma_IPA25691121-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/london-Agenzia_Fotogramma_IPA25691121-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/london-Agenzia_Fotogramma_IPA25691121-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/london-Agenzia_Fotogramma_IPA25691121-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I dati di quest&#8217;ultima settimana fotografano un rallentamento dai contagi nel Regno Unito. Non è il caso di cantare vittoria, ma il fenomeno statistico ed epidemiologico non può non essere notato. La variante Delta è, tra le varie mutazioni del virus, l&#8217;avversario contro cui ci stiamo misurando. Mentre gli esperti discutono su quanto la Delta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/uk-ora-la-variante-delta-rallenta-cosa-succede-ai-contagi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/uk-ora-la-variante-delta-rallenta-cosa-succede-ai-contagi.html">Uk, ora la variante Delta rallenta: cosa succede ai contagi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/london-Agenzia_Fotogramma_IPA25691121-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/london-Agenzia_Fotogramma_IPA25691121-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/london-Agenzia_Fotogramma_IPA25691121-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/london-Agenzia_Fotogramma_IPA25691121-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/london-Agenzia_Fotogramma_IPA25691121-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/london-Agenzia_Fotogramma_IPA25691121-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/london-Agenzia_Fotogramma_IPA25691121-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I dati di quest&#8217;ultima settimana fotografano un rallentamento dai contagi nel Regno Unito. Non è il caso di cantare vittoria, ma il fenomeno statistico ed epidemiologico non può non essere notato. La <strong>variante Delta</strong> è, tra le varie mutazioni del virus, l&#8217;avversario contro cui ci stiamo misurando. Mentre gli esperti discutono su quanto la Delta sia contagiosa rispetto alle versioni precedenti del Sars-CoV-2 e mentre non è (purtroppo) possibile escludere che ulteriori varianti emergano da qui in poi, la preoccupazione maggiore continua a riguardare la variante divenuta a mano a mano prevalente. Un timore che vale sia per l&#8217;Inghilterra sia per altre nazioni.</p>
<h2>Le due strategie di BoJo</h2>
<p><a href="https://www.thetimes.co.uk/article/covid-19-cases-fall-again-as-pandemic-starts-retreat-rv52crk7c">Come riporta</a> il <em>Times</em>, <strong>Boris Johnson</strong>, nel commentare l&#8217;andamento del bollettino, dunque più di qualche miglioramento, è già stato chiaro: sì, i contagi stanno diminuendo, ma questo non significa che la popolazione possa &#8220;rilassarsi&#8221;. Perché la pandemia non è terminata. Gli sbalzi epidemiologici hanno già dimostrato quanto la politica sia costretta a navigare a vista. Bo-Jo, rispetto al Sars-Cov2, ha alternato diverse strategie in questi anni. Se l&#8217;iniziale tattica che mirava all&#8217;immunità di gregge in tempi brevi si è rivelata del tutto fallimentare, il fatto di aver puntato ad una vaccinazione di massa in tempi altrettanto rapidi ha pagato eccome. Nel frattempo, la comparsa della Delta, ha messo a dura prova l&#8217;ottimismo sugli obiettivi raggiunti. Quelli che sono stati celebrati <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/freedom-day-1963430.html">con il &#8220;freedom day&#8221;</a>.</p>
<p>C&#8217;è un po&#8217; di tensione in giro. La percepisce chiunque. L&#8217;autunno è alle porte e le considerazioni dei più, sia tra i cittadini sia tra i governanti, vertono sul &#8220;cosa accadrà&#8221; dopo l&#8217;estate. É una domanda cui le istituzioni stanno cercando di rispondere ora, per evitare il <strong>lockdown</strong>, le quarantene, le chiusure e tutto quello con cui abbiamo preso confidenza. La Gran Bretagna è un metro di paragone niente male: come abbiamo imparato dalle fluttuazioni pandemiche dell&#8217;ultimo anno e mezzo, sappiamo che quello che oggi accade altrove, domani può influire su quello che succederà o addirittura replicarsi con caratteristiche simili.</p>
<h2>Cosa dicono gli ultimi numeri</h2>
<p>Come lasciato intendere da <em>Pillole di Ottimismo</em>, <a href="https://www.facebook.com/pillolediottimismo">che su <em>Facebook</em></a> ha approfondito la notizia relativa al calo dei contagi in Uk, le riaperture di Johnson sono state considerate azzardate da più di qualcuno: &#8220;Boris Johnson &#8211; scrivono &#8211; si è fidato della scienza ed ha insistito con la pianificata riapertura totale senza ascoltare le solite cassandre che danno i numeri al lotto (vedi la storia dei 1.300 morti al giorno a luglio). Tanto di cappello quindi allo “scap’cciat” di Downing street, che sui vaccini ha certamente fatto la scommessa giusta&#8221;. Il calo dei contagi ha quindi un protagonista assoluto, che è la<strong> vaccinazione</strong>. E per quel che riguarda gli accadimenti statistici inglesi si inizia a parlare del fattore &#8220;coraggio&#8221;, che ha contraddistinto il leader conservatore in queste settimane.</p>
<p>Vediamo adesso i numeri in ogni loro aspetto. Stando a quanto riportato dall&#8217;<em>Adnkronos</em>, i casi del 27 luglio 2021 sono 23.511, mentre i decessi sono ancora 131. Non sono cifre basse, ma sono statistiche diverse da quelle di una settimana fa, quando la Gran Bretagna era costretta a confrontarsi con un quadro che definire preoccupante non rende: il 21 luglio scorso i contagi registrati erano più di 40mila. Quello che interessa, come sempre, è <strong>la curva</strong> e la sua andatura: chi è ottimista non può che confidare in una fase calante. Lo stesso Johnson però, come ripercorso dalla fonte britannica sopracitata, ha chiesto alla popolazione di non giungere a &#8220;conclusioni premature&#8221;. Il tempo fornirà qualche risposta in più, ma il rischio di un lockdown non sembra del tutto scongiurato. É soprattutto il numero delle persone decedute, del resto, che invita alla prudenza, oltre che alla riflessione. Vedremo se e come i numeri cambieranno.</p>
<p>Un altro fattore cui badare nel contesto britannico, però, è il calo del <strong>tasso di mortalità</strong>. Sempre <em>Pillole di Ottimismo</em>  annota che è &#8220;importante notare che la letalità calcolata di questa ondata estiva di Sars-CoV-2 a “variante Delta” in UK sia al momento dello 0,12% contro il 2,19% dell’ondata dell’autunno/inverno scorso&#8221;. Si tratta di un crollo bello e buono. Ma perché? Come motivare una variazione statistica così evidente? La pagina cita la vaccinazione, ma anche un&#8217;ipotesi legata all&#8217;estate. Poi viene fotografata un&#8217;eventualità scientifica, che è già dibattuta ma che ancora deve trovare risconti: possibile che la variante Delta sia meno mortale delle precedenti? Una suggestione, ma forse pure una speranza. Per comprendere meccanismi e natura delle varianti occorre tempo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/uk-ora-la-variante-delta-rallenta-cosa-succede-ai-contagi.html">Uk, ora la variante Delta rallenta: cosa succede ai contagi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La &#8220;battaglia di Highbury&#8221;, la sfida tra Italia e Inghilterra che ispirò Churchill</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/la-battaglia-di-highbury-la-sfida-tra-italia-e-inghilterra-che-ispiro-churchill.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 15:02:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1350" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Winston-Churchill-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Winston Churchill (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Winston-Churchill-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Winston-Churchill-1-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Winston-Churchill-1-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Winston-Churchill-1-1024x720.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno degli aforismi più celebri del premier britannico Winston Churchill, protagonista dell&#8217;epopea britannica della prima metà del Novecento e della vittoria nella seconda guerra mondiale, è il detto secondo cui &#8220;gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre&#8221;. Il detto è spesso accostato a un secco &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/la-battaglia-di-highbury-la-sfida-tra-italia-e-inghilterra-che-ispiro-churchill.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/la-battaglia-di-highbury-la-sfida-tra-italia-e-inghilterra-che-ispiro-churchill.html">La &#8220;battaglia di Highbury&#8221;, la sfida tra Italia e Inghilterra che ispirò Churchill</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1350" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Winston-Churchill-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Winston Churchill (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Winston-Churchill-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Winston-Churchill-1-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Winston-Churchill-1-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Winston-Churchill-1-1024x720.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Uno degli aforismi più celebri del premier britannico <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/societa/churchill-lultimo-leone-dellimpero.html" target="_blank" rel="noopener">Winston Churchill</a>, </strong>protagonista dell&#8217;epopea britannica della prima metà del Novecento e della vittoria nella seconda guerra mondiale, <a href="https://www.ilfoglio.it/cultura/2016/08/11/news/ma-quanto-ci-piace-la-guerra-finta-102722/" target="_blank" rel="noopener">è il detto secondo cui</a> &#8220;gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre&#8221;. Il detto è spesso accostato a un secco giudizio nei confronti della condotta italiana nel secondo conflitto mondiale, invero confliggente con diverse concessioni dell&#8217;onore delle armi a esponenti di punta delle malandate armate mandate da <strong>Benito Mussolini a</strong> combattere una guerra impari, come accaduto <a href="https://parentesistoriche.altervista.org/sei-alessandria-x-mas/" target="_blank" rel="noopener">nei confronti dei marò</a> protagonisti dell&#8217;impresa di Alessandria o dei militari della Folgore immolatisi ad El Alamein.</p>
<p>Meno conosciuto è il versante calcistico di questo aforisma, ora più che mai attuale mentre ci si avvicina alla prima sfida tra la nazionale italiane e quella inglese valevole per l&#8217;assegnazione di un titolo nella prossima finale dell&#8217;Europeo. Pensando agli italiani che affrontano le partite di calcio come se fossero guerre Churchill aveva in mente un episodio ben preciso, entrato nella storia del calcio, sempre pronta a rinnovarsi sulla scia dell&#8217;<strong>epica</strong>: la &#8220;battaglia di Highbury&#8221; del 1934.</p>
<h2>Due filosofie calcistiche a confronto</h2>
<p>Nel novembre 1934 la nazionale italiana guidata da <strong>Vittorio Pozzo, </strong>laureatasi campione del mondo nella seconda edizione della Coppa Rimet ospitata nei mesi precedenti, si ritrovò al cospetto dell&#8217;Inghilterra in quella che formalmente era una <strong>partita amichevole </strong>ma, di fatto, venne ritenuta una gara &#8220;spareggio&#8221; per decretare quale fosse la migliore squadra di calcio al mondo.</p>
<p>Ritenendo il suo sistema calcistico superiore a quello del resto dei Paesi europei e dell&#8217;emergente mondo sudamericano e avendo rotto con la Fifa nel 1927 l&#8217;Inghilterra aveva infatti disertato le prime due edizioni della Coppa Rimet (1930 e 1934) e avrebbe finito per non partecipare anche a quella del 1938, in cui l&#8217;Italia replicò il successo di quattro anni prima. Nella loro <strong>torre d&#8217;avorio, </strong>gli inglesi rivendicavano il grado di unici maestri del calcio e la superiorità del loro approccio tattico basato sul &#8220;sistema&#8221;, il cosiddetto modulo WM, un 3-4-3 formalmente schierato come un 3-2-2-3 che permetteva alla squadra di incentrare il gioco sul possesso palla e sul dominio del campo. Ideatore del &#8220;sistema&#8221; era <strong>Herbert Chapman, </strong>scomparso all&#8217;inizio del 1934 a 55 anni dopo aver condotto l&#8217;<strong>Arsenal, </strong>prestigiosa squadra londinese, a una serie di successi che l&#8217;avevano resa la squadra più in vista dei tempi. Tanto da alimentare con sette giocatori su undici la nazionale che, in omaggio ai &#8220;Gunners&#8221;, avrebbe ospitato l&#8217;Italia di Pozzo proprio nel loro terreno di casa, lo stadio londinese di <strong>Highbury</strong>.</p>
<p>Sull&#8217;altra parte della barricata vi era l&#8217;Italia. Fresca vincitrice di un Mondiale che la propaganda del regime fascista aveva celebrato come un trionfo personale ma che era stato conquistato eliminando, dopo una passeggiata al primo turno con gli Stati Uniti (travolti 7-1), le squadre più in vista del panorama continentale: ai quarti di finale la Spagna del celebre portiere <strong>Zamora, </strong>in semifinale l&#8217;<strong>Austria </strong>guidata dall&#8217;attaccante <strong>Matthias Sindelar </strong>e, in finale, la temibile <strong>Cecoslovacchia </strong>nel pieno della generazione d&#8217;oro del calcio boemo. Guidata in campo da <strong>Giuseppe Meazza, </strong>forte dell&#8217;apporto dei talentuosi oriundi Raimundo Orsi ed Enrique Guaita, l&#8217;Italia di Pozzo giocava impostando la sua azione sul cosiddetto &#8220;<strong>metodo&#8221;, </strong>un <em>2-3-2-3 </em>&#8220;risultatista&#8221; che univa una difesa simile a un catenaccio <em>ante litteram </em>a azioni di contropiede.</p>
<h2>La battaglia di Highbury</h2>
<p>Due visioni di calcio completamente divergenti, due approcci psicologici al mondo del pallone agli antipodi, la nobiltà di nascita contro quella conquistata sul campo si confrontavano in quel freddo e nebbioso 14 novembre 1934, giorno della partita. Italia e Inghilterra esprimevano due sistemi calcistici diversi e iniziavano a essere agli antipodi anche in altri, ben più complessi, campi. Londra non era ancora la &#8220;<strong>Perfida Albione</strong>&#8221; della retorica mussoliniana, ma iniziavano a manifestarsi le frizioni e le incomprensioni che un anno dopo, nel contesto dell&#8217;invasione italiana dell&#8217;Etiopia, avrebbero portato alle sanzioni commerciali contro Roma e al deterioramento di un rapporto che sarebbe proseguito fino alla dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940.</p>
<p>La partita che ispirò Churchill aveva dunque una posta in palio ben più ampia dell&#8217;apparente connotazione di gara amichevole. In un campo appesantito dall&#8217;umidità e dal freddo gli inglesi imposero fin dall&#8217;inizio un gioco maschio. Il portiere italiano <strong>Ceresoli </strong>neutralizzò dopo un minuto un calcio di rigore, avvisaglia della tempesta che i &#8220;maestri&#8221; intendevano scatenare sui campioni del mondo. <strong>Luisito Monti, </strong>centrocampista italiano, ebbe l&#8217;alluce sinistro fatturato in uno scontro col centravanti avversario Ted Drake al sesto minuto e fu di fatto escluso dalla partita (non erano ancora ammesse le sostituzioni). Tra l&#8217;ottavo e il dodicesimo minuto, sommersa dall&#8217;intensità del gioco inglese, l&#8217;Italia rischiò il naufragio subendo ben <strong>tre reti</strong>. Una doppietta dell&#8217;ala <strong>Eric Brook, con </strong>una rete direttamente da calcio di punizione, e un gol dello stesso Drake resero la situazione per l&#8217;Italia drammatica: sotto di tre reti, in dieci uomini, incalzati dal tifo di 50mila tifosi di casa che chiedevano all&#8217;Inghilterra di insistere, gli uomini di Pozzo si trovarono di fronte al rischio di un vero e proprio naufragio.</p>
<p>Lo shock fu però, in un certo senso, salutare per gli azzurri di Pozzo, che iniziarono a rispondere colpo su colpo. Il catenaccio italiano si riorganizzò, <a href="https://books.google.co.jp/books?id=-JkwDwAAQBAJ&amp;pg=PT54&amp;lpg=PT54#v=onepage&amp;q&amp;f=false" target="_blank" rel="noopener">il gioco duro degli inglesi fu ricambiato, </a>il terzino <strong>Eddie Hapgood </strong>ebbe una durissima lesione al naso e tra interventi di contenimento, falli duri e contrasti arditi sotto la pioggia e la nebbia inglesi la partita si trasformò in un rodeo.</p>
<p>Gli azzurri riuscirono a non subire ulteriori reti nel corso del primo tempo e furono spronati dal capitano <strong>Attilio Ferraris, </strong>interno destro che in patria aveva fatto molto discutere per il sorprendente passaggio dalla Roma alla Lazio nei mesi precedenti. Le cronache del tempo raccontano che Ferraris, negli spogliatoi, spronò i compagni di squadra con romana veracità: &#8220;Dalla lotta chi desiste fa una fine molto triste, chi desiste dalla lotta è ‘n gran fijo de ‘na mignotta!&#8221;. Vera o no che sia questa storia, la cosa certa è che nella ripresa l&#8217;Italia concretizzò una vera e propria prova di tenacia. Il centrocampo italiano si riorganizzò, le iniziative inglesi furono rintuzzate e si avviò con precisione il metodo <strong>catenaccio e contropiede </strong>di Pozzo. Una doppietta di Meazza, a mezz&#8217;ora dalla fine, accorciò le distanze. Il risultato non sarebbe più cambiato, nonostante una serie di attacchi furiosi dell&#8217;Italia e un innalzamento della tensione da parte dei &#8220;maestri&#8221;. L&#8217;Italia di Pozzo perse 3-2 ad Highbury, uscendo tra gli applausi del pubblico in una partita che sarebbe passata alla storia.  La stampa inglese celebrò quelli che il radiocronista Niccolò Carosio definì i &#8220;<strong>Leoni di Highbury</strong>&#8221; e anche in Italia il regime fascista volle applaudire a una sconfitta che fu raccontata come una vittoria morale.</p>
<h2>Churchill smentito dai fatti</h2>
<p>Churchill non poteva non pensare a questa occasione epica, che segnò la storia del calcio tra le due guerre, pronunciando il famoso aforisma. La realtà dei fatti, negli anni successivi, avrebbe però più volte smentito le dichiarazioni del vecchio leone dell&#8217;Impero sulle <strong>sconfitte italiane </strong>con gli inglesi. Nel secondo dopoguerra, amichevoli escluse, gli inglesi sono riusciti a sconfiggere l&#8217;Italia in gare ufficiali in un&#8217;unica occasione, nelle qualificazioni al Mondiale 1978, in un girone peraltro vinto dagli azzurri. L&#8217;Italia battè gli inglesi nella gara d&#8217;andata della medesima tornata, agli Europei del 1980, nella finale per il terzo posto del Mondiale 1990, nella corsa alle qualificazioni al Mondiale 1998, ai quarti di finale degli Europei 2012, nella fase a gironi del Mondiale 2014.  Nessuna di queste sfide ha però raggiunto nella memoria collettiva il peso e il valore dell&#8217;epica <strong>sfida di Highbury </strong>del 1934. Fino al <em>redde rationem </em>di Wembley che assegnerà Euro 2020.</p>
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		<title>L&#8217;Europa sotto la tempesta: piovono sangue e cocaina</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/l-europa-sotto-la-tempesta-piovono-sangue-e-cocaina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2021 06:08:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Croazia-cocaina-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Craozia cocaina (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Croazia-cocaina-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Croazia-cocaina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Croazia-cocaina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Croazia-cocaina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Croazia-cocaina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Croazia-cocaina-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Unione Europea rappresenta il mercato unico più ricco, competitivo, produttivo e aperto del pianeta. Un primato, quello dell&#8217;euromercato, che riguarda il flusso dei beni, dei servizi e degli investimenti legali che ivi hanno luogo, ma che è esteso anche al traffico di un bene illegale: la cocaina. Perché la galassia dei 27+1 (il Regno Unito) &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/l-europa-sotto-la-tempesta-piovono-sangue-e-cocaina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Croazia-cocaina-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Craozia cocaina (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Croazia-cocaina-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Croazia-cocaina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Croazia-cocaina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Croazia-cocaina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Croazia-cocaina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Croazia-cocaina-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>Unione Europea</strong> rappresenta il mercato unico più ricco, competitivo, produttivo e aperto del pianeta. Un primato, quello dell&#8217;euromercato, che riguarda il flusso dei beni, dei servizi e degli investimenti legali che ivi hanno luogo, ma che è esteso anche al traffico di un bene illegale: la <strong>cocaina</strong>. Perché la galassia dei 27+1 (il <strong>Regno Unito</strong>) è seconda in termini di consumo di bianca soltanto agli <strong>Stati Uniti</strong> e, negli anni recenti, la domanda di questo prodotto è andata crescendo esponenzialmente.</p>
<p>Scrivere della cocainizzazione dell&#8217;economia e delle società dell&#8217;Unione Europea e dei satelliti che vi orbitano attorno è più che importante: è fondamentale. Perché cocaina in circolazione per le strade europee non significa soltanto tossicodipendenza e degrado, ma anche guerre tra narco-bande per il controllo delle piazze di spaccio, <a href="https://it.insideover.com/societa/sangue-e-kalashnikov-lungo-la-belgrado-stoccolma.html">crescendo del traffico di armi dai Balcani al resto d&#8217;Europa</a> – per combattere sopraccennati conflitti –, incancrenimento delle istituzioni causa corruzione data dalla tentacolarizzazione del crimine organizzato, inquinamento delle economie nazionali provocato dalla circolazione di narco-euro e, ultimo ma non meno importante, nascita di narco-Stati nel cuore del Vecchio Continente.</p>
<h2>Le guerre della cocaina nel cuore d&#8217;Europa</h2>
<p>Quando si scrive e si parla di guerre della droga la mente va subito all&#8217;America Latina, a nazioni come <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/inferno-in-messico/il-paradiso-dove-i-narcos-condannano-a-morte.html">Messico</a> e <a href="https://it.insideover.com/criminalita/loperazione-nella-favela-di-jacarezinho-cosa-e-realmente-successo.html">Brasile</a>, ma la dura verità è che questa granguignolesca pioggia di polvere bianca che sta sommergendo l&#8217;Europa, intossicandone (ed uccidendone) gli abitanti, ha indotto, già da molto tempo, dei fenomeni di terzomondizzazione e messicanizzazione in uno stuolo di aree del nostro continente. Numeri e fatti possono esplicare il quadro della situazione:</p>
<ul>
<li>Guerre tra narco-bande e mafie per il controllo delle rotte e dei mercati della droga,<em> in primis</em> cocaina, sono attualmente in corso in <strong>Francia</strong>, <strong>Grecia</strong>, <strong>Inghilterra</strong>, <strong>Spagna</strong> e <strong>Svezia</strong> – in quest&#8217;ultimo caso ha persino avuto dei riflessi oltreconfine,<a href="https://it.insideover.com/societa/la-guerra-fra-bande-che-sta-scuotendo-la-svezia.html"> nella limitrofa Danimarca</a>.</li>
<li>La guerra tra narco-bande albanesi per il controllo del mercato greco <a href="https://albaniandailynews.com/news/aristidh-papa-is-13th-victim-of-albanian-mafia-clashes--1">ha provocato 13 morti dal 2007 ad oggi</a>.</li>
<li>Il 2020 svedese è stato caratterizzato dal &#8220;più alto numero di omicidi volontari e colposi degli ultimi diciotto anni&#8221; – <a href="https://it.insideover.com/criminalita/in-svezia-e-emergenza-il-2020-e-stato-lanno-delle-sparatorie.html">124 decessi per morte violenta, 48 dei quali provocati da armi da fuoco, 117 feriti, 366 sparatorie e 215 attacchi con esplosivo</a> –, <a href="https://www.theguardian.com/world/2021/may/26/fatal-shootings-have-risen-in-sweden-despite-fall-across-europe-report-finds">consolidando il primato</a> della Svezia quale &#8220;unico Paese europeo dove le sparatorie letali sono aumentate significativamente dal 2000&#8221; (<em>the only European country where fatal shootings have risen significantly since 2000</em>).</li>
<li>In Svezia, <a href="https://it.insideover.com/societa/sangue-e-kalashnikov-lungo-la-belgrado-stoccolma.html">dove la narco-guerra è alimentata dai traffici di armi provenienti dall&#8217;ex Iugoslavia</a>, reperire una granata è diventato tanto semplice quanto economico; il prezzo medio si aggira sulle cento corone, ovvero<strong> poco meno di dieci euro</strong>, l’equivalente di un pasto semplice al McDonald’s.</li>
<li>In Francia, <a href="https://it.insideover.com/criminalita/francia-una-bomba-a-orologeria-chiamata-narco-banditismo.html">la nazione europea più colpita dal fenomeno del cosiddetto narco-banditismo</a>, v&#8217;è un dilagare di guerre e faide per il controllo delle piazze di spaccio, che infestano sia grandi realtà urbane, come Marsiglia – 154 morti dal 2010 ad oggi –, sia centri periferici di medio-piccole dimensioni, come Nimes – 11 morti dal 2020 ad oggi.</li>
<li>In Inghilterra, <a href="https://inews.co.uk/news/uk-largest-consumer-cocaine-europe-national-crime-agency-428521">che primeggia nella classifica europea sul consumo di cocaina pro capite</a> e <a href="https://it.insideover.com/societa/londra-la-pandemia-non-ha-fermato-la-guerra-tra-bande.html">dove le organizzazioni criminali si fronteggiano a colpi di coltello per via della difficoltà di reperire armi da fuoco</a>, il bilancio delle narco-guerre molecolari relativo del 2020 assomiglia ad un bollettino di guerra: 4.936 crimini con arma bianca, 262 omicidi – 126 dei quali a Londra – e 512 tentati omicidi.</li>
<li>In Spagna, <a href="https://it.insideover.com/societa/spagna-loasi-del-crimine-organizzato-balcanico.html">dove il Centro de Inteligencia contra el Terrorismo y el Crimen Organizado (CITCO) ha censito la presenza di un centinaio di organizzazioni criminali provenienti da ex Iugoslavia, Albania, Romania e Bulgaria</a>, la Costa del Sole è divenuta uno dei centri propulsori del traffico internazionale di droga e un appendice di faide originatesi negli ambienti criminali dell&#8217;Europa postcomunista.</li>
<li>In <strong>Belgio</strong>, <a href="https://it.insideover.com/criminalita/bruxelles-l-insospettabile-crocevia-delle-mafie-europee.html">che è la principale porta d&#8217;accesso della cocaina in Europa</a>, il porto di Anversa è <em>de facto</em> controllato dalla mafia albanese, aumentano i casi di ufficiali sul libropaga dei cartelli e le autorità hanno preso atto pubblicamente dell&#8217;esistenza di porzioni del territorio ad accesso vietato (<em>no-go zones</em>), perché sotto l&#8217;amministrazione informale del crimine organizzato di stampo albanese, marocchino e ceceno.</li>
</ul>
<h2>L&#8217;ascesa della Mafia Shqiptare</h2>
<p>Il mese di luglio si è aperto con la conduzione di una <a href="https://www.lapresse.it/ultima-ora/2021/07/02/mafia-operazione-congiunta-dia-albania-contro-droga-e-riciclaggio-38-arresti/">vasta operazione di polizia multinazionale</a>, coordinata da Eurojust, che ha condotto alla detenzione di 38 persone in <strong>Albania</strong>. Gravi le accuse nei confronti degli arrestati: dal riciclaggio di denaro illegale al traffico internazionale di stupefacenti. Consistenti i beni sequestrati: 6 tonnellate di droga e 55 milioni di euro. Ed eloquente la caratura dei presunti colpevoli: dai narcotrafficanti agli agenti di polizia, passando per i  procuratori in servizio.</p>
<p>Un&#8217;operazione, quella di inizio luglio, che non presenta nulla di unico né di eccezionale, essendo una delle tante che hanno oramai periodicamente luogo nel Vecchio Continente. Dall&#8217;Inghilterra all&#8217;Italia, passando per Belgio e Spagna, questo crescendo di operazioni (ci) racconta qualcosa sull&#8217;evolvere dell&#8217;euromercato della cocaina: è sempre meno &#8220;cosa nostra&#8221; – cioè delle mafie del Bel Paese –, ed è sempre più &#8220;cosa loro&#8221; – cioè dell&#8217;eterogenea <em>Mafia Shqiptare</em>. Perché e a loro, ai narcos provenienti dalla terra delle aquile, che si devono le tempeste di sangue e cocaina che stanno investendo la vecchia Europa, ma anche luoghi insospettabili, <a href="https://it.insideover.com/societa/ecuador-i-nuovi-padroni-della-droga-parlano-albanese.html">come l&#8217;Ecuador</a>. Tempeste che, naturalmente, stanno avendo ricadute perniciose anche sull&#8217;Albania, una democrazia giovane e con un elevato potenziale, ma sulla quale grava l&#8217;accusa di essere<a href="https://www.vice.com/en/article/zmpq89/the-inside-story-of-europes-first-narco-state"> il primo narco-Stato d&#8217;Europa</a>.</p>
<h2>La cocainizzazione dell&#8217;Europa</h2>
<p>Numeri e fatti, di nuovo, possono esplicare ciò che alle parole non riesce, illustrando le ragioni per cui non è eccessivo né sbagliato ritenere la cocainizzazione dell&#8217;Europa il frutto marcio dell&#8217;albanesizzazione del panorama criminale europeo e, più nello specifico, della tratta internazionale della &#8220;bianca&#8221;:</p>
<ul>
<li>Appartenenti alla Mafia Shqiptare <a href="https://it.insideover.com/criminalita/bruxelles-l-insospettabile-crocevia-delle-mafie-europee.html">sono gli amministratori-ombra del porto di Anversa</a> – dove nel primo trimestre del 2021 sono state sequestrate 27,6 tonnellate di cocaina e dove i sequestri vanno aumentando su base annua.</li>
<li>Appartenenti alla Mafia Shqiptare sono i nuovi padrini-padroni del mercato della droga britannico – il più profittevole d&#8217;Europa –, <a href="https://balkaninsight.com/2021/07/01/albanian-crime-story-hostage-to-the-cocaine-supply-chain/">all&#8217;interno del quale giocano</a> &#8220;un ruolo significativo nell&#8217;intero movimento della vendita all&#8217;ingrosso della cocaina&#8221;.</li>
<li>Di nazionalità albanese sono i membri di <a href="https://it.insideover.com/societa/ecuador-i-nuovi-padroni-della-droga-parlano-albanese.html">Kompania Bello</a>, il primo cartello della droga puramente ed esclusivamente <em>shqiptar</em>, con base a Quito, che ha svolto un ruolo determinante nell&#8217;incrementare il volume di cocaina disponibile nelle piazze europee.</li>
<li>In America Latina, un tempo meta (quasi) esclusiva di negoziatori e narcotrafficanti appartenenti alle mafie italiane, <a href="https://it.insideover.com/societa/ecuador-i-nuovi-padroni-della-droga-parlano-albanese.html">negli anni recenti è aumentata significativamente la presenza dei narcos provenienti dall&#8217;Albania</a>, che ivi hanno stabilito sedi operative dalle quali gestire il traffico di cocaina verso l&#8217;Europa e siglato delle alleanze con i cartelli locali che, poco a poco, gli stanno permettendo di ascendere al trono mondiale della tratta di &#8220;neve&#8221;. Nel novero dei casi più emblematici, a questo proposito, oltre al già menzionato Kompania Bello, figurano quelli di Adriatik Tresa – <a href="https://www.opiniojuris.it/sangue-e-cocaina-lungo-la-tirana-guayaquil/">il narco-re di Guayaquil assassinato lo scorso novembre</a> – e di Ermal Hoxha – nipote del fu dittatore <strong>Enver Hoxha</strong>, <a href="https://apnews.com/article/eb9eda1626fa4a249aeca87c8cb1f414">condannato nel 2017 a dieci anni di carcere</a> per aver messo in piedi un traffico di cocaina dalla <strong>Colombia</strong>.</li>
<li><a href="https://balkaninsight.com/2021/07/01/albanian-crime-story-hostage-to-the-cocaine-supply-chain/">È dal 2018 che i sequestri di cocaina in Europa aumentano su base annua</a>, infrangendo, dunque, un nuovo record ogni anno  – sia sufficiente pensare che è stata sequestrata più cocaina ad Anversa nei primi tre mesi del 2021 (27,6 tonnellate di cocaina) che nell&#8217;intero 2014, quando le autorità intercettarono &#8220;solo&#8221; 8,1 tonnellate.</li>
<li>Valore e dimensioni dell&#8217;euromercato della cocaina<a href="https://balkaninsight.com/2021/07/01/albanian-crime-story-hostage-to-the-cocaine-supply-chain/"> hanno registrato un incremento del 60% dal 2013 al 2017</a>, secondo le stime dell&#8217;Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, passando da meno di sei miliardi di euro a nove miliardi.</li>
<li>La prestazione di cui sopra rende la cocaina la droga il cui mercato è cresciuto e va crescendo più velocemente.</li>
</ul>
<p>Scorrono sangue e cocaina lungo la Guayaquil–Durazzo, la Guayaquil–Anversa e la Belgrado–Tirana–Stoccolma. E scorrono sangue e cocaina per le strade dell&#8217;anziana e crescentemente tossicodipendente Europa, i cui abitanti, alimentando la domanda di cocaina e altre sostanze stupefacenti, stanno contribuendo inconsapevolmente a riscrivere la mappa del crimine organizzato transnazionale e sono i mandanti morali di tutti quei crimini che i narcos commettono nel nome di Mammona. Crimini <a href="https://balkaninsight.com/2021/07/01/albanian-crime-story-hostage-to-the-cocaine-supply-chain/">come l&#8217;assassinio di Jan Prenga</a>, un onesto e conosciuto imprenditore rapito da un commando il 17 gennaio 2020 a Kamza (Albania) e mai più ritrovato. Sequestrato a causa altrui – una vendetta trasversale della temibile Kompania Bello contro il di lui fratello, Astrit, implicato nel narcotraffico in Inghilterra – in un luogo che, per uno strano scherzo del destino, riassume in due parole la globalizzazione del crimine organizzato: London Street.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/l-europa-sotto-la-tempesta-piovono-sangue-e-cocaina.html">L&#8217;Europa sotto la tempesta: piovono sangue e cocaina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quali sono (e dove sono) le no go zone in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/quali-sono-e-dove-sono-le-no-go-zone-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 May 2021 06:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Islam radicale]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="748" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708470_large-scaled-e1621059940967.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708470_large-scaled-e1621059940967.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708470_large-scaled-e1621059940967-300x117.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708470_large-scaled-e1621059940967-1024x399.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708470_large-scaled-e1621059940967-768x299.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708470_large-scaled-e1621059940967-1536x598.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708470_large-scaled-e1621059940967-2048x798.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>No-go zones o no-go areas sono due sinonimi con i quali stampa generalista, politica e analisti dell&#8217;Europa occidentale fanno riferimento a quei quartieri ad accesso limitato, o persino vietato, dove vige una proibizione di ingresso informale per le forze dell&#8217;ordine e i cui abitanti sono sotto il giogo di crimine organizzato e islam radicale. Questi quartieri &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/quali-sono-e-dove-sono-le-no-go-zone-in-europa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/quali-sono-e-dove-sono-le-no-go-zone-in-europa.html">Quali sono (e dove sono) le no go zone in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="748" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708470_large-scaled-e1621059940967.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708470_large-scaled-e1621059940967.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708470_large-scaled-e1621059940967-300x117.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708470_large-scaled-e1621059940967-1024x399.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708470_large-scaled-e1621059940967-768x299.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708470_large-scaled-e1621059940967-1536x598.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708470_large-scaled-e1621059940967-2048x798.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>No-go zones</em> o <em>no-go areas</em> sono due sinonimi con i quali stampa generalista, politica e analisti dell&#8217;Europa occidentale fanno riferimento a quei quartieri ad accesso limitato, o persino vietato, dove vige una proibizione di ingresso informale per le forze dell&#8217;ordine e i cui abitanti sono sotto il giogo di crimine organizzato e islam radicale. Questi quartieri sono il frutto di decenni di politiche migratorie e sociali connotate da una grave miopia, che con lo scorrere del tempo hanno cessato di essere dei laboratori di integrazione per assumere la forma di enclavi etniche, che, separate dalle società ospitanti da una parete a tenuta stagna, sono divenute dei semenzai di criminalità e radicalizzazione.</p>
<p>I quartieri ad accesso vietato sono stesi a macchia d&#8217;olio sulla quasi totalità dell&#8217;Europa avanzata, essendo stati oggetto di censimenti e indagini, o venendo denunciati da giornalisti e politici, in <strong>Belgio</strong>, <strong>Danimarca</strong>, <strong>Francia</strong>, <strong>Germania</strong>, <strong>Inghilterra</strong>, <span style="font-size: 1rem;"><strong>Paesi Bassi</strong>,</span><span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;"><strong>Spagna</strong> e <strong>Svezia</strong>. E realtà territoriali perniciose, contrassegnate da elevati indici di radicalizzazione e di agglomerazione di organizzazioni islamiste e/o jihadiste, sono state segnalate anche nei Balcani, come in <strong>Bulgaria</strong>. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Il problema, in sintesi, non ha a che fare esclusivamente con l&#8217;integrazione mancata di alcuni immigrati di origine extraeuropea, e neanche riguarda unicamente l&#8217;Europa occidentale, perché le aree ad accesso vietato sono sparpagliate in quasi tutto il Vecchio Continente, dalla Scandinavia ai Balcani, passando per l&#8217;Iberia e il Benelux.</span></p>
<h2>Il fenomeno complessivo</h2>
<p>Una stima precisa del fenomeno delle aree ad accesso vietato non è possibile, anche perché le autorità di alcune nazioni, pur ammettendone l&#8217;esistenza, non hanno fornito dati utili al pubblico; sono i casi, ad esempio, di Germania, Inghilterra e Belgio. In suddetti Paesi, la conduzione di un dibattito pubblico è complicata dal fatto che coloro che parlano delle aree ad accesso vietato vengono accusati di dietrologia banale, quando non di supporto a teorie del complotto dell&#8217;estrema destra, determinando lo stroncamento sul nascere di ogni scambio di opinioni e punti di vista differenti.</p>
<p>La reticenza delle classi politiche e il rischio dell&#8217;ostracizzazione non hanno impedito ai ricercatori universitari e ai giornalisti investigativi più ardimentosi di indagare sulle aree ad accesso vietato nel tentativo di squarciare il velo dell&#8217;omertà. La disamina più completa del fenomeno è stata realizzata nel 2018 dal Migration Research Institute di Budapest, legato al prestigioso Collegio Mattia Corvino,<a href="https://www.migraciokutato.hu/en/2018/03/06/by-any-other-name-no-go-zones-rhetoric-and-reality/"> secondo il quale sarebbero più di 900 i quartieri ad accesso vietato in tutto il continente</a>.</p>
<p>Novecento, un numero che può sembrare esagerato, ma che, in realtà, risulta persino esiguo, e forse necessitante di un aggiornamento al rialzo, <a href="https://it.insideover.com/societa/francia-periferie-controllo-della-legge.html">considerando che nella sola Francia</a> sono stati censiti 150 territori perduti (<em>territoires perdus</em>) dai servizi segreti e 751 zone urbane sensibili (<em>zones urbaines sensibles</em>) dal Ministero dell&#8217;Interno, per un totale di cinque milioni di persone esposte quotidianamente all&#8217;influenza deleteria di indigenza, emarginazione sociale, islam radicale e crimine organizzato.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-318691" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/no-go-zone-europa-806x1024.png" alt="no go zone europa mappa" width="806" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/no-go-zone-europa-806x1024.png 806w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/no-go-zone-europa-236x300.png 236w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/no-go-zone-europa-768x976.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/no-go-zone-europa-1209x1536.png 1209w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/no-go-zone-europa.png 1511w" sizes="auto, (max-width: 806px) 100vw, 806px" /></p>
<h2>Le <em>No-go zones</em> in Francia</h2>
<p>Secondo lo <em>European Eye on Radicalization</em> (Eer), <a href="https://it.insideover.com/societa/francia-periferie-controllo-della-legge.html">che ha recentemente disaminato l’argomento delle aree ad accesso vietato al di là delle Alpi</a>, &#8220;è difficile [trovare] una città in Francia che non abbia almeno una zona urbana sensibile&#8221;. Le zone urbane sensibili, si scriveva, sono 751 in tutta la nazione e sono caratterizzate da elevati indicatori di disagio sociale e abitativo richiedenti attenzione speciale da parte delle autorità perché particolarmente permeabili al narco-banditismo e all’islam radicale.</p>
<p>Le zone urbane sensibili sono la casa di cinque milioni di persone – ovvero circa il 7% della popolazione totale della Francia –, quasi esclusivamente di origine magrebina e subsahariana, e, alla luce dei loro elementi caratterizzanti, possono essere considerate le anticamere dei territori perduti per via della presenza più o meno radicata di circuiti islamisti,<a href="https://it.insideover.com/criminalita/francia-una-bomba-a-orologeria-chiamata-narco-banditismo.html"> delle attività del narco-banditismo</a> e per la frequenza delle violenze anti-poliziesche.</p>
<p>Tali sono i livelli di impermeabilità all’azione pubblica e di ostilità alle forze dell’ordine che, secondo un rapporto citato dallo EER sulle aree ad accesso vietato in Francia, &#8220;dozzine di questi quartieri sono dei luoghi in cui la polizia non può far rispettare pienamente le leggi del Paese e neanche entrare senza il rischio di scontri o sparatorie mortali&#8221;. L’ultimo agguato in ordine di tempo, avvenuto a Carpentrasso (Vaucluse) la sera del 5 maggio di quest’anno, durante un controllo in una no-go area, ha provocato la morte di un poliziotto.</p>
<p>Strettamente <span style="font-size: 1rem;">collegato alla questione delle zone urbane sensibili è il </span>tema dei cosiddetti territori perduti, appellativo volutamente declamatorio con cui la Direction générale de la Sécurité intérieure (DGSI), <a href="https://it.insideover.com/societa/francia-quelle-enclavi-etno-religiose-che-fanno-paura-a-macron.html">in un rapporto datato gennaio 2020</a>, ha denunciato l&#8217;esistenza di almeno 150 i quartieri che sarebbero <em>de iure</em> francesi ma <em>de facto</em> gestiti e controllati da reti legate al narco-banditismo e/o all’islam radicale.</p>
<h2>Le <em>No-go zones </em>in Belgio e Germania</h2>
<p>In quelle nazioni per le quali non esistono dati a disposizione, come Belgio e Germania, sono i fatti e le denunce provenienti da personaggi di spessore a palesare l&#8217;esistenza di un problema con i quartieri ad accesso vietato.</p>
<p>A Bruxelles, capitale belga e cuore delle istituzioni europee,<a href="https://www.brusselstimes.com/brussels/49612/too-many-no-go-areas-in-brussels-for-women-and-lgbt-says-minister/"> secondo l&#8217;ex segretario di Stato Bianca Debaets</a>, &#8220;ci sono troppe aree dove è difficile camminare per le donne e per gli omosessuali&#8221;, con le prime obbligate ad utilizzare un determinato abbigliamento e con i secondi costretti a nascondere il proprio orientamento sessuale. Non è dato sapere quali e quanti potrebbero essere i suddetti quartieri, la cui presenza è stata segnalata anche ad Antwerp e Anderlecht, ma è noto al pubblico, ad esempio, il <strong>caso Molenbeek</strong>.</p>
<p>Molenbeek, descritto frequentemente in termini di area ad accesso vietato, è il &#8220;quartiere più islamico&#8221; di Bruxelles – <a href="https://factly.in/molenbeek-municipality-belgium-does-not-have-a-100-per-cent-muslim-population/">i residenti musulmani, sostanzialmente di origine marocchina, rappresenterebbero fra il 25% e il 45% della popolazione totale</a> – ed è balzato agli onori delle cronache per la connessione con gli attentati di Parigi del novembre 2015 – quattro degli stragisti provenivano da qui. Il suo curriculum, ad ogni modo, è di gran lunga più longevo e corposo, avendo cresciuto od ospitato alcuni dei jihadisti più sanguinari dell&#8217;ultimo ventennio, tra i quali <span style="font-size: 1rem;"><strong>Hassan el Haski</strong> (Madrid 2004), <strong>Mehdi Nemmouche</strong> (Bruxelles 2004),<strong> Ayoub El Khazzani</strong> (Thalys 2015) e <strong>Oussama Zariouh</strong> (Bruxelles 2017).</span></p>
<p><figure id="attachment_318406" aria-describedby="caption-attachment-318406" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-318406" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708522_large-1024x682.jpg" alt="Il quartiere di Molenbeek la notte in cui venne arrestato Salah Abdeslam (LaPresse)" width="1024" height="682" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708522_large-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708522_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708522_large-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708522_large-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708522_large-2048x1363.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/5708522_large-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-318406" class="wp-caption-text">Il quartiere di Molenbeek la notte in cui venne arrestato Salah Abdeslam (LaPresse)</figcaption></figure></p>
<p>La questione tedesca mostra diverse similitudini con quella belga: la classe politica è riluttante a dare luce verde ad una disamina del fenomeno, e non ha (ancora) pubblicato dati utili a nutrire un dibattito tanto utile quanto necessario, ma non nasconde la veridicità del problema. È stata la stessa<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html"> Angela Merkel</a>, <a href="https://www.dw.com/en/no-go-areas-is-germany-unsafe/av-43036275">nel corso di un&#8217;intervista datata 2018</a>, ad affermare che &#8220;non dovrebbero esserci aree ad accesso vietato, aree in cui la gente ha paura di andare, ma queste aree esistono, vanno chiamate con il loro nome e qualcosa va fatto a riguardo&#8221;.</p>
<p>Di nuovo, non è dato sapere quanti potrebbero essere i quartieri che hanno costretto la Merkel a fare una pubblica ammissione, ma è celebre, ad esempio, il caso della &#8220;zona controllata dalla sharia&#8221; (<em>Shariah Controlled Zone</em>)<a href="https://www.dw.com/en/german-shariah-police-retrial-starts-in-wuppertal/a-48803621"> creata a Wuppertal da un gruppo salafita</a>. E <strong>Jens Spahn</strong>, titolare del Ministero della Sanità dal 2018,<a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-5620795/Most-Germans-fear-no-zones-believe-police-afraid-patrol.html"> ha dichiarato che</a> &#8220;ci sono quartieri a Essen, Duisburg e Berlino dove si ha l&#8217;impressione che lo Stato non sia più volente o capace di far rispettare la legge&#8221;.</p>
<h2>Le <em>No-go zones </em>nei Paesi Bassi</h2>
<p><a href="https://www.israelnationalnews.com/Articles/Article.aspx/13419">Nei Paesi Bassi sono state censite almeno 40 zone ad accesso vietato</a>, delle quali la più celebre è <strong>Schilderswijk</strong>. Schilderswijk, localizzata a L&#8217;Aia, può essere considerata un&#8217;enclave etnica a tutti gli effetti, <a href="https://denhaag.incijfers.nl/">dato che i censimenti del 2008 e del 2012</a> hanno appurato come gli olandesi etnici rappresentino poco meno del 10% della popolazione totale, essendo stati quasi completamente rimpiazzati da turchi e marocchini.</p>
<p>Ribattezzata dispregiativamente Sharia-wijk, questa enclave è oggetto di attenzione investigativa sin dall&#8217;inizio degli anni Duemila e, nonostante i tentativi di intervento sociale partoriti dalle autorità pubbliche, non ha cessato di essere un focolaio di aspiranti jihadisti. Culla e sede operativa del<strong> Gruppo Hofstadt</strong>, l&#8217;entità dietro all&#8217;assassinio del regista<span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;"><strong>Theo van Gogh</strong>, Schilderswijk è nota al pubblico olandese<a href="https://www.irishtimes.com/news/world/europe/dutch-anxiety-over-sharia-triangle-police-no-go-area-in-the-hague-1.1404541"> per il possesso di un&#8217;informale polizia religiosa</a> impegnata a far rispettare le prescrizioni islamiche agli abitanti,<a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-28878778"> per aver ospitato una manifestazione a supporto dello Stato Islamico</a></span> nel settembre 2014 e per le frequenti rivolte contro le forze dell&#8217;ordine – <a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-33378702">la più celebre ha avuto luogo nel 2015</a>, ed è terminata con oltre duecento arresti,<a href="https://www.dw.com/en/the-hague-dozens-arrested-after-several-nights-of-riots/a-54581224"> mentre la più recente è avvenuta lo scorso agosto</a>.</p>
<h2>Le <em>No-go zones </em>in Svezia e Danimarca</h2>
<p>Svezia e Danimarca sono le nazioni dell&#8217;area scandinava più colpite dal fenomeno dei quartieri ad accesso vietato, che, similmente alle controparti belghe, francesi, olandesi e tedesche, possono essere descritti come un tutt&#8217;uno eterogeneo in cui la presenza autoctona è virtualmente scomparsa e dove disoccupazione ed emarginazione hanno creato terreno fertile per l&#8217;attecchimento e l&#8217;espansione di organizzazioni islamiste, jihadiste e criminali.</p>
<p>I quartieri ad accesso vietato, almeno ufficialmente, non esistono. In Svezia, ad esempio, le autorità inquadrano le realtà più sensibili e marginali in tre categorie – aree particolarmente vulnerabili, aree vulnerabili e aree a rischio – evitando accuratamente di utilizzare termini quali ghetto e no-go zone, sebbene le prime si connotino, tra le altre cose, per la comprovata presenza di &#8220;società parallele&#8221; in cui esistono &#8220;tribunali alternativi&#8221; e dove il controllo del territorio è in mano ad attori nonstatuali.</p>
<p>Localizzate alle estremità periferiche delle principali città,<em> in primis</em> Stoccolma, Malmö e Göteborg, le aree rientranti all&#8217;interno delle tre categorie sono 60 (dati 2019) e sono un concentrato di:</p>
<ul>
<li>Crimine organizzato: residenza del 5,4% della popolazione totale, <a href="https://it.insideover.com/societa/svezia-la-pandemia-non-ha-fermato-la-guerra-tra-bande.html">ospitano mediamente oltre la metà delle sparatorie che avvengono sul suolo nazionale</a> e <a href="https://www.thelocal.se/20170621/no-go-zones-what-you-need-to-know-about-swedens-vulnerable-aeas/">sono la casa di almeno 200 gruppi criminali composti da circa 5mila persone</a>;</li>
<li>Radicalizzazione religiosa: il 70% dei combattenti svedesi arruolatisi nello Stato Islamico e partiti per il Siraq proveniva dalle aree vulnerabili (<a href="https://sverigesradio.se/artikel/6717191">fonte: Università della Difesa Svedese</a>), <a href="https://www.thelocal.se/20170621/no-go-zones-what-you-need-to-know-about-swedens-vulnerable-aeas/">nelle quali operano sia imam radicali sia reclutatori</a>. Rinkeby (Stoccolma) è l&#8217;enclave più conosciuta presso il pubblico, ma altrettanto meritevole di nota è Rosengard (Malmö), teatro di periodiche agitazioni popolari – <a style="text-decoration-line: underline; background-color: #ffffff;" href="https://it.insideover.com/societa/cosa-sta-accadendo-a-malmo.html">l&#8217;ultima è avvenuta lo scorso agosto</a> – e culla di diversi jihadisti, tra i quali <strong>Osama Krayem</strong>, fedelissimo di <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/abu-bakr-al-baghdadi-chi-era.html">Abu Bakr al-Baghdadi</a>, nominato nei fascicoli sugli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 e di Bruxelles del 22 marzo 2016 e, prima della conversione all&#8217;islam radicale, testimonial di un documentario sull&#8217;integrazione.</li>
</ul>
<p>In Danimarca, similmente alla Svezia, i quartieri ad accesso vietato vengono definiti in termini di &#8220;area particolarmente vulnerabile&#8221; e sono oggetto di un attento e costante monitoraggio da parte delle autorità, le quali aggiornano l&#8217;elenco – volgarmente noto come <em>ghettolisten</em> (let. la lista dei ghetti) – su base annua a partire dal 2010.</p>
<p>L&#8217;attuale governo Frederiksen,<a href="https://europa.today.it/attualita/il-piano-danese-per-riqualificare-i-quartieri-difficili-basta-residenti-non-occidentali.html"> al quale si devono la rimozione del termine &#8220;ghetto&#8221; dai documenti governativi redatti sul fenomeno e l&#8217;elaborazione di un piano d&#8217;azione per il lungo termine</a>, ha censito la presenza di 15 aree particolarmente vulnerabili (ex ghetti) e 25 aree a rischio. Le prime si contraddistinguono per gli elevati indici di eterogeneità etnica (oltre il 50% della popolazione di origine non europea), di disoccupazione (superiore al 40%), di criminalità (incidenza tre volte maggiore rispetto alla media nazionale), di bassa scolarizzazione e basso reddito, mentre le seconde sono in procinto di raggiungerli nel breve-medio termine.</p>
<figure id="11576064" class="_2w-Eq _1w6Cw _1pc-9 _357jP" title="Former Immigration and Integration minister Inger Støjberg" role="group" data-print="inline-media" aria-labelledby="dls-id-553388" data-component="Figure" data-uri="coremedia://imageproxy/11576064">
<div class="_3L4rN" data-component="IntersectionObserver">
<address>Tutte le aree particolarmente vulnerabili presentano problematiche relative a criminalità, autosegregazione e società parallele, ma soltanto alcune possono essere classificate come dei feudi dell&#8217;islam radicale.<a href="http://icct.nl/app/uploads/2016/03/ICCT-Report_Foreign-Fighters-Phenomenon-in-the-EU_1-April-2016_including-AnnexesLinks.pdf"> Fra le suddette rientra sicuramente Gellerup (Aarhus)</a>, una congerie di micro- e macro-criminalità, disoccupazione, degrado urbano e organizzazioni islamiste, che ha allevato 22 dei 125 combattenti danesi che hanno giurato fedeltà al Daesh e sono partiti per la <strong>Siria</strong>.</address>
</div>
</figure>
<h2>Le <em>No-go zones </em>in Spagna</h2>
<p>La Spagna ha scoperto di avere un problema con l&#8217;islam radicale nel lontano 2004, anno dei sanguinosi attentati sui treni di Madrid – 193 morti e 2.050 feriti –, che ha realizzato di non aver risolto il 17 agosto di quattri anni or sono, giorno delle stragi di Barcellona e Cambrils – 16 morti e 136 feriti.</p>
<p>Giovani, spagnoli convertiti oppure arabi di seconda e terza generazione nati e cresciuti nella penisola iberica, respirando l&#8217;aria di una delle società più inclusive del continente, e provenienti da &#8220;<em>zonas con restricciones</em>&#8220;; questo l&#8217;identikit dei terroristi che hanno colpito la Catalogna, <a href="https://www.elconfidencial.com/espana/2019-07-09/uno-cada-cuatro-yihadistas-salieron-espana-oriente-proximo-muerto_2114739/">dei 240 che sono partiti alla volta del Siraq per combattere per il Daesh</a> e dei radicalizzati che minacciano la sicurezza nazionale.</p>
<p>Le indagini successive ai fatti del 17 agosto 2017 hanno appurato l&#8217;esistenza di <a href="https://www.mediterraneodigital.com/espana/cataluna/no-go-zonas-barrios-barcelona-inseguridad">quattro quartieri ad accesso vietato sul territorio spagnolo</a>, tra Barcellona – <a href="https://www.vozpopuli.com/espana/atentados_13n_paris-yihadismo-estado_islamico-molenbeek-espana-barcelona-madrid-ceuta-melilla-tetuan-el_principe-lavapies_0_864213572.html">casa di un terzo di tutti gli arrestati per jihadismo in Spagna</a> e dove a rischio v&#8217;è anche il celebre e centrale El Raval –, Madrid – dove nella Cañada Real Galiana sono state censite quasi 200 famiglie islamiste – <a href="https://casoaislado.com/espana-ya-cuenta-cuatro-barrios-no-go-zone-controlados-musulmanes-los-los-espanoles-no-bienvenidos/">e le città autonome di Ceuta e Melilla</a> – rispettivamente El Principe e la Cañada de la Muerte, due aree dove &#8220;gli imam controllano tutto quello che succede, i leader della comunità religiosa impartiscono la giustizia nell&#8217;area e [hanno] i propri agenti [di polizia]&#8221;.</p>
<h2>Le <em>No-go zones </em>in Inghilterra</h2>
<p><a href="https://www.theguardian.com/world/2019/feb/17/third-of-britons-believe-islam-threatens-british-way-of-life-says-report">Secondo un sondaggio effettuato nel 2019</a> dall&#8217;organizzazione antirazzista Hope not Hate nell&#8217;ambito del rapporto annuale sullo &#8220;stato dell&#8217;odio&#8221; nel Regno Unito, un terzo dei britannici (32%) crede che nella nazione esistano dei quartieri ad accesso vietato. Come nel caso di Belgio e Germania, le autorità britanniche non hanno messo a disposizione dell&#8217;opinione pubblica dei dati utili a comprendere la vastità del fenomeno, ma l&#8217;irrequietezza mostrata da una componente non trascurabile della popolazione è indicativa della sua effettività.</p>
<p>Birmingham e Londra sono le principali città toccate dalla questione dei quartieri ad accesso vietato, <a href="https://www.nytimes.com/2017/03/26/world/europe/birmingham-britain-islam-jihadis.html">ma il podio è saldamente detenuto dalla prima</a> per una mescolanza di tendenze demografiche, gravi scandali ed elevata incidenza di convertiti, radicalizzati e terroristi partiti al fronte sin dal dopo-11 settembre. Birmingham è la città che ha dato i natali al primo attentatore suicida di nazionalità britannica, al tristemente celebre Jihadi John e ad un finanziatore dell&#8217;11/9. Birmingham è la città da cui sono passati Abdelhamid Abaaoud (Parigi 2015) e Mohamed Abrini (Bruxelles 2016). E Birmingham è anche uno dei  principali bacini di reclutamento di<a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/cosa-al-shabaab-somalia.html"> Al Shabaab</a>, nonché il teatro di una delle più gravi cospirazioni della storia recente britannica – lo &#8220;scandalo Cavallo di Troia&#8221;, un tentato &#8220;golpe scolastico&#8221; ordito nel 2014 da un&#8217;anomima islamista per alterare i curricoli scolastici della città.</p>
<p>Birmingham,<a href="https://www.nomisweb.co.uk/census/2011/qs208ew"> in virtù di un 21,8% della popolazione di fede musulmana</a>, presenta diversi quartieri multiculturali e multietnici, alcuni dei quali virtualmente islamici al 100%, o prossimi al divenirlo, come Sparkbrook, Washwood Heath e Alum Rock, dove, ha spiegato il <em>New York Times</em> in &#8220;<em>Why Do All the Jihadis Come to Birmingham?</em>&#8220;, &#8220;le moschee punteggiano il paesaggio urbano, [&#8230;] i doposcuola nelle madrase soddisfano una domanda crescente di genitori che vogliono che i loro figli studino il Corano e persino le scuole statali, spesso, vanno incontro alle richieste religiose, consentendo le preghiere all&#8217;ora di pranzo, giornate accorciate durante il Ramadan e veli opzionali&#8221;.</p>
<p>Suddetti quartieri, lungi dall&#8217;essere invulnerabili all&#8217;infiltrazione dell&#8217;islam radicale, negli anni hanno funto da incubatori di jihadisti e hanno assistito alla comparsa di poliziotti religiosi, senza uniforme né distintivo, impegnati a far rispettare le prescrizioni coraniche anche ai non-musulmani. <a href="https://www.birminghammail.co.uk/news/midlands-news/shop-warned-not-sell-alcohol-20578964">L&#8217;ultimo caso in ordine di tempo è avvenuto durante il Ramadan 2021</a>, quando alcuni esercenti hanno denunciato alla stampa locale di aver ricevuto minacce ed intimidazioni per via della vendita di alcolici – una tentazione per i fedeli impegnati nel digiuno dal peccato.</p>
<p>Londra non è esente dal fenomeno dei quartieri a rischio, che, abbandonati o trascurati dallo Stato, hanno osservato l&#8217;apparizione di squadroni della sharia –  <a href="https://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/imam-speaks-out-against-muslim-vigilantes-8468870.html">le pattuglie islamiche (<em>Muslim patrols</em>) nell&#8217;East London dell&#8217;organizzazione Al-Muhajiroun</a> – e/o che sono divenuti dei terreni fertili per la predicazione dell&#8217;islam radicale tra i musulmani non praticanti e tra i non-musulmani. Celebre è il caso della zona ad accesso vietato che fu l&#8217;area attorno alla moschea di Finsbury Park dagli anni Novanta alla metà degli anni 2000, capitanata da un noto imam estremista (<strong>Abu Hamza al-Masr</strong>i) e vivaio di radicalizzati che avrebbero la storia di <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html">Al Qaeda</a>.</p>
<h2>Il caso della Bulgaria</h2>
<p>La Bulgaria, la cui popolazione è tripartita fra bulgari, turchi e rom, è teatro di una perniciosa infiltrazione dell&#8217;internazionale islamista e delle organizzazioni terroristiche sin dai primi anni Novanta. Negli anni recenti, <a href="https://it.insideover.com/politica/erdogan-da-sultano-di-turchia-a-re-dellislam.html">complice la svolta neo-ottomana della Turchia dell&#8217;era Erdogan</a>, i vari esecutivi bulgari h<a href="https://it.insideover.com/politica/la-bulgaria-alle-prese-con-il-neo-ottomanesimo-turco.html">anno cominciato a limitare il raggio d&#8217;azione turco</a> nella gestione degli affari e della vita comunitaria della folta minoranza islamica della nazione per via del timore di radicalizzazione, terrorismo e minacce separatiste.</p>
<p>L&#8217;evento alla base della rottura tra Bulgaria e Turchia, limitatamente alla questione religiosa, è stato il &#8220;processo al ghetto di <span style="font-size: 1rem;">Pazardzhik&#8221;, <a href="https://www.opiniojuris.it/la-rivoluzione-silenziosa-che-minaccia-il-futuro-della-romania/">iniziato nel 2014 con un&#8217;operazione antiterrorismo e terminato nel 2019 con la condanna degli imputati</a>. Il fenomeno delle enclavi etniche a maggioranza rom è piuttosto comune e diffuso tra Balcani ed Europa centro-orientale, ma il caso di Pazardzhik era ed è unico nel suo genere perché, dietro alla solita realtà di criminalità e segregazione, si celava un circuito terroristico legato allo<strong> Stato islamico</strong> e ad alcune organizzazioni islamiste prossime ai <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html">Fratelli Musulmani</a> e con base in Europa occidentale.</span></p>
<p>Il ghetto rom di Pazardzhik è stato il primo quartiere ad accesso vietato d&#8217;Europa abitato esclusivamente da rom e convertito all&#8217;islam radicale. Qui, dove gli inquirenti avevano scoperto bandiere e murali inneggianti al jihadismo già all&#8217;indomani degli attentati dell&#8217;11 settembre 2001, negli anni, complici la totale alienazione dal resto della società, la lontananza dello Stato, la mancanza di una presenza poliziesca e l&#8217;assenza di comunicazione tra i rom e il resto della popolazione, l&#8217;imam wahhabita <strong>Ahmed Moussa</strong> aveva imposto la sharia, organizzato squadroni per mettere in fuga la minoranza cristiana e intessuto una rete di alleanze con organizzazioni islamiste aventi sede tra Germania e <strong>Austria</strong> e con attori del terrorismo, <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/abu-bakr-al-baghdadi-chi-era.html">come lo Stato Islamico di Abu Bakr al-Baghdadi</a>.</p>
<p>L&#8217;imam Moussa &#8220;era diventato il referente numero uno in Bulgaria di Abu Bakr al-Baghdadi, colui al quale era stata affidata la responsabilità di aiutare i combattenti stranieri in arrivo dal resto d’Europa a proseguire il viaggio verso la Turchia [&#8230;] ed è documentato che abbia dato vitto, alloggio e denaro ad almeno tre persone, provenienti dall’estero, poi arruolatesi e partite&#8221; in direzione del Siraq.</p>
<p>Moussa non uscirà dal carcere prima del 2030, ma la sua epopea – inusualmente lunga – è la prova corroborante della natura complessa e sfaccettata di quel fenomeno che sono i quartieri ad accesso vietato controllati da forze islamiste e/o jihadiste. Non una teoria del complotto dell&#8217;estrema destra e neanche una manifestazione tipica ed esclusiva delle società occidentali, ma una realtà tangibile ed effusa sull&#8217;intero continente, anche nei luoghi più remoti e tra le comunità più impensabili, per quanto invisibile agli occhi di chi non la vive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/quali-sono-e-dove-sono-le-no-go-zone-in-europa.html">Quali sono (e dove sono) le no go zone in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Londra, la pandemia non ha fermato la guerra tra bande</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/londra-la-pandemia-non-ha-fermato-la-guerra-tra-bande.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 17:06:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11387770_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="guerra bande londra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11387770_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11387770_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11387770_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11387770_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11387770_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11387770_large-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Gran Bretagna è alle prese con due pandemie ugualmente perniciose e mortifere: la prima è di natura sanitaria, ed è rappresentata dal Covid19, la seconda è di matrice criminale, ed è la guerra tra bande che da anni insanguina le strade delle grandi metropoli, Londra in particolare. I numeri riferiti all&#8217;anno passato e i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/londra-la-pandemia-non-ha-fermato-la-guerra-tra-bande.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/londra-la-pandemia-non-ha-fermato-la-guerra-tra-bande.html">Londra, la pandemia non ha fermato la guerra tra bande</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11387770_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="guerra bande londra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11387770_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11387770_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11387770_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11387770_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11387770_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/11387770_large-2048x1366.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La<strong> Gran Bretagna</strong> è alle prese con due pandemie ugualmente perniciose e mortifere: la prima è di natura sanitaria, ed è <a href="https://it.insideover.com/societa/la-nuova-mutazione-del-covid-19-a-londra.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rappresentata dal Covid19</a>, la seconda è di matrice criminale, <a href="https://it.insideover.com/societa/coltelli-sangue-e-omicidi-il-problema-sicurezza-a-londra.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ed è la guerra tra bande</a> che da anni insanguina le strade delle grandi metropoli, Londra in particolare.</p>
<p>I numeri riferiti all&#8217;anno passato e i primi fatti di cronaca nera del 2021, poco si prestano a letture con gli occhiali rosa: neanche l&#8217;esplosione della più grave emergenza di salute pubblica della storia recente del Paese ha potuto nulla contro il muro insormontabile di ferocia della guerra tra bande più cruenta e longeva d&#8217;Europa.</p>
<h2>2020, un&#8217;annata di sangue</h2>
<p>Il 2020 si è rivelato l&#8217;<em>annus horribilis</em> della guerra tra bande nonostante l&#8217;adozione di misure di contenimento da parte delle autorità e, soprattutto, nonostante la pandemia, che, almeno teoricamente, avrebbe dovuto fungere da temporanea forza frenante. Londra si riconferma il luogo in cui si concentra la violenza, ma nessuna metropoli è immune ed esente da un fenomeno che, dati alla mano, è esteso da <strong>Manchester</strong> a <strong>Glasgow</strong> – quest&#8217;ultima, apparentemente insospettabile, nel lontano 2005 <a href="https://www.washingtonpost.com/world/europe/glasgow-was-once-the-murder-capital-of-europe-now-its-a-model-for-cutting-crime/2018/10/27/0b167e68-6e02-4795-92f8-adb1020b7434_story.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vinse il titolo</a> non invidiabile di &#8220;capitale europea degli accoltellamenti&#8221;.</p>
<p>Le cifre relative all&#8217;anno scorso di quella che in Inghilterra è stata ribattezzata la <em>knife epidemic</em>, traducibile come l&#8217;epidemia dei coltelli o degli accoltellamenti,<a href="https://www.thesun.co.uk/news/14043382/kids-turn-to-knife-crime-gangs-pandemic/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> sono le seguenti</a>: in comparazione al 2019 i crimini con arma bianca sono aumentati del 20%, da 4.117 a 4.936, gli omicidi sono cresciuti del 2%, da 257 a 262 – <a href="https://www.onlondon.co.uk/the-number-of-homicides-in-london-fell-in-2020-what-explains-why-these-sad-statistics-change/#:~:text=During%20the%20calendar%20year%202020,2019%20and%20133%20in%202018." target="_blank" rel="noopener noreferrer">126 dei quali a Londra</a> –, i tentati omicidi hanno registrato un incremento del 9%, da 469 a 512, e l&#8217;entrata di giovani e giovanissimi nelle bande avrebbe registrato <a href="https://www.thesun.co.uk/news/14043382/kids-turn-to-knife-crime-gangs-pandemic/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un&#8217;impennata straordinaria del 107%</a>, complici le ricadute economiche della pandemia sui ceti più vulnerabili e la chiusura dei centri di ascolto e prevenzione.</p>
<p>L&#8217;impatto dell&#8217;epidemia degli accoltellamenti sul sistema ospedaliero, appesantito dalla concomitante pandemia, è stato più grave che negli anni passati. Anche in questo caso, i numeri sono fondamentali ai fini della comprensione della portata del problema. Le strutture ospedaliere britanniche hanno vissuto la vigilia del primo <em>lockdown</em> con inquietudine poiché la loro capienza era già al limite a causa dei ricoverati per ferite d&#8217;arma bianca di età compresa fra i 16–24 anni, in aumento del 177% rispetto al 2019.</p>
<p>Nel solo mese di agosto, negli ospedali di Inghilterra e Galles hanno avuto luogo 542 ricoveri per accoltellamento, che, affermano i media britannici, &#8220;è il numero più elevato che sia mai stato registrato&#8221;. Tale cifra, tuttavia, &#8220;potrebbe essere di gran lunga più alta&#8221; perché, come rammentano gli stessi giornali, innumerevoli strutture, impegnate ad affrontare la <em>vera</em> pandemia, &#8220;non hanno raccolto dati [sugli accoltellamenti]&#8221;.</p>
<h2>I primi tre mesi del 2021</h2>
<p>Gli eventi di cronaca nera del primo trimestre del 2021 sembrano suggerire che quel che si è visto nel 2020 potrebbe essere il preludio ad un&#8217;esplosione di criminalità che potrebbe avere una maggiore intensità da qui a fine dicembre. <a href="https://www.thesun.co.uk/news/14148008/londons-murder-rate-at-three-year-high/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Diciotto morti violente</a> dall&#8217;1 gennaio al 22 febbraio nella sola Londra, che si riconferma epicentro della violenza; una mattanza che <a href="https://insidecroydon.com/2021/02/16/mayor-khan-announces-further-30m-to-tackle-london-crime/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha incoraggiato</a> il sindaco Sadiq Khan ad annunciare un piano d&#8217;investimenti in sicurezza e prevenzione.</p>
<p>Il progetto di Khan, svelato a metà febbraio, prevede lo stanziamento di trenta milioni di sterline a supporto di programmi di risocializzazione e centri di ascolto e agli stipendi dei circa 1300 poliziotti assunti negli anni recenti. Sarà sull&#8217;ostica questione sicurezza, un problema che l&#8217;attuale sindaco non è riuscito né ad affrontare né a risolvere – crimini con arma bianca in aumento costante e ininterrotto dal 2014 ad oggi –, che si giocherà il fato dell&#8217;era Khan: il 6 maggio di quest&#8217;anno, infatti, i londinesi saranno chiamati alle urne per scegliere tra rottura o continuità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/londra-la-pandemia-non-ha-fermato-la-guerra-tra-bande.html">Londra, la pandemia non ha fermato la guerra tra bande</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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