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	<title>India Archives - InsideOver</title>
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	<title>India Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Dal treno Xi’an-Teheran alla guerra dei corridoi: così ferrovia, yuan e sanzioni ridisegnano l’Eurasia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dal-treno-xian-teheran-alla-guerra-dei-corridoi-cosi-ferrovia-yuan-e-sanzioni-ridisegnano-leurasia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 04:49:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il corridoio ferroviario Cina-Iran non è una rivoluzione, ma un adattamento. Non crea un sistema impermeabile, ma una rete più flessibile. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dal-treno-xian-teheran-alla-guerra-dei-corridoi-cosi-ferrovia-yuan-e-sanzioni-ridisegnano-leurasia.html">Dal treno Xi’an-Teheran alla guerra dei corridoi: così ferrovia, yuan e sanzioni ridisegnano l’Eurasia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><br>Il collegamento ferroviario diretto tra Cina e Iran, operativo dal 2025 lungo la direttrice Xi’an–Asia Centrale–Teheran–Aprin Dry Port, non può essere ridotto a un semplice avanzamento logistico. È piuttosto <strong>un tassello di una trasformazione più ampia</strong>: la fusione tra commercio, infrastruttura e sicurezza in un contesto di competizione sistemica. Il primo treno arrivato a maggio 2025 segna un passaggio simbolico ma anche operativo: il trasporto merci diventa strumento geopolitico. Non sostituisce le rotte marittime, ma introduce una variabile cruciale, quella della resilienza.</p>



<p><strong>Resilienza eurasiatica contro dominio marittimo</strong><br>La Cina resta una potenza marittima dipendente dalle rotte oceaniche, ma sta costruendo alternative terrestri per ridurre la vulnerabilità ai chokepoint come Malacca o Hormuz. <strong>La ferrovia verso l’Iran si inserisce in questa logica: </strong>non elimina il rischio, ma lo redistribuisce. Spostare parte del traffico su terra significa sottrarsi, almeno in parte, alla superiorità navale occidentale. Tuttavia, il dominio terrestre introduce nuove fragilità: frontiere, instabilità politica e dipendenza da Paesi terzi.<br><strong>Il vantaggio più evidente del corridoio ferroviario è la riduzione dei tempi:</strong> circa 15 giorni contro i 30-40 via mare. Un miglioramento significativo, ma non decisivo. La nave resta imbattibile per volumi e costi. La ferrovia diventa competitiva quando contano rapidità, sicurezza politica e continuità delle forniture. È dunque una soluzione selettiva, non sistemica. Il suo valore cresce in scenari di crisi, non nella normalità del commercio globale.</p>



<p><strong>Iran: crocevia geografico e leva politica</strong><br>Il ruolo dell’Iran è centrale. La sua posizione lo rende un nodo naturale tra Asia Centrale, Medio Oriente e Mediterraneo. In un contesto di sanzioni, <strong>Teheran trasforma la geografia in leva negoziale.</strong> Il corridoio ferroviario consente di aggirare parzialmente l’isolamento, offrendo alla Cina accesso terrestre e all’Iran una funzione di hub. Ma questa centralità non cancella le criticità: infrastrutture incomplete, pressione internazionale e instabilità regionale restano fattori determinanti.</p>



<p><strong>Aprin Dry Port: il cuore nascosto del sistema</strong><br>Aprin non è un porto marittimo, ma un terminal intermodale interno. Questa distinzione è cruciale. Il <em>dry port </em>consente di spostare funzioni logistiche lontano dalla costa, riducendo l’esposizione immediata a crisi navali. Tuttavia, la sua efficacia dipende dalla qualità delle connessioni ferroviarie e stradali, oltre che dall’efficienza doganale. È un nodo strategico, ma anche un potenziale collo di bottiglia.</p>



<p><strong>Sanzioni e yuan: una partita finanziaria</strong><br>L’idea di una “fortezza sanzionatoria” è fuorviante. Le sanzioni moderne colpiscono l’intero ecosistema economico: banche, assicurazioni, logistica. La ferrovia riduce alcune vulnerabilità, ma ne crea altre. L’uso dello yuan e di meccanismi di barter permette di attenuare la dipendenza dal dollaro, ma introduce opacità e inefficienze. Non si tratta di immunità, bensì di diversificazione del rischio.</p>



<p><strong>La guerra dei corridoi: BRI, INSTC e IMEC</strong><br><a href="https://contropiano.org/news/internazionale-news/2026/04/23/la-guerra-contro-liran-ridefinisce-la-guerra-dei-corridoi-di-connettivita-0194327">Il corridoio Cina-Iran si inserisce in una competizione più ampia tra grandi direttrici eurasiatiche. Da un lato la Belt and Road Initiative, dall’altro il Corridoio Nord-Sud (Russia-Iran-India)</a>. In opposizione emerge l’IMEC, sostenuto dagli Stati Uniti e dai loro alleati. Tuttavia, le tensioni regionali e i danni infrastrutturali recenti ne mettono in dubbio la fattibilità. L’Eurasia si configura così come un mosaico di corridoi in competizione, più che un sistema integrato.</p>



<p><strong>India, Cina e la partita iraniana</strong><br>L’Iran è anche terreno di competizione tra Cina e India. <strong>Nuova Delhi vede nei porti iraniani una via d’accesso all’Asia Centrale, </strong>ma le pressioni statunitensi e le tensioni geopolitiche hanno rallentato i progetti. Pechino, al contrario, appare più determinata e coerente. Questo squilibrio potrebbe ridefinire gli equilibri regionali, rafforzando l’asse sino-iraniano.</p>



<p><strong>Pipelineistan e ambizioni turche</strong><br>Parallelamente, la Turchia sviluppa la propria strategia energetica, puntando su corridoi di gas e petrolio. Il cosiddetto “Pipelineistan” rappresenta un’altra dimensione della competizione: quella energetica. Tuttavia, molti progetti restano incompleti o politicamente instabili. La costruzione di infrastrutture energetiche si scontra con costi elevati e contesti geopolitici fragili.</p>



<p><strong>Dalla fortezza alla rete</strong><br>Il corridoio ferroviario Cina-Iran non è una rivoluzione, ma un adattamento. Non crea un sistema impermeabile, ma una rete più flessibile. La Cina non abbandona il mare, ma costruisce alternative. L’Iran non supera le sanzioni, ma le aggira parzialmente. La vera trasformazione è concettuale: dalla logica della dipendenza unica a quella della ridondanza. La partita si giocherà sulla continuità operativa. Se il corridoio diventerà regolare, scalabile e finanziariamente sostenibile, acquisirà valore strategico. In caso contrario, resterà un simbolo. In ogni caso, segna una direzione: l’Eurasia non si integra attraverso un’unica via, ma attraverso una pluralità di corridoi in competizione. E in questa competizione, la logistica è ormai geopolitica.</p>
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		<title>L&#8217;all-in della destra hindu: Modi vince le elezioni in Bengala e ora domina l&#8217;India</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lall-in-della-destra-hindu-modi-vince-le-elezioni-in-bengala-e-ora-domina-lindia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 12:47:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bharatiya Janata Party (BJP)]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1214" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608545914_8171537ae5dac63b2ecc76ea08e8e989.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608545914_8171537ae5dac63b2ecc76ea08e8e989.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608545914_8171537ae5dac63b2ecc76ea08e8e989-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608545914_8171537ae5dac63b2ecc76ea08e8e989-1024x647.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608545914_8171537ae5dac63b2ecc76ea08e8e989-768x486.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608545914_8171537ae5dac63b2ecc76ea08e8e989-1536x971.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608545914_8171537ae5dac63b2ecc76ea08e8e989-600x379.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sciarpa arancione attorno al collo, sorriso stampato sulla faccia, saluti alla folla e tanti coriandoli arancioni e verdi in aria. Non poteva essere più soddisfatto di così Narendra Modi, che dalla sede del Bharatiya Janata Party (Bjp) di Nuova Delhi ha festeggiato la storica vittoria ottenuta alle ultime elezioni locali nel Bengala Occidentale, uno Stato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lall-in-della-destra-hindu-modi-vince-le-elezioni-in-bengala-e-ora-domina-lindia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lall-in-della-destra-hindu-modi-vince-le-elezioni-in-bengala-e-ora-domina-lindia.html">L&#8217;all-in della destra hindu: Modi vince le elezioni in Bengala e ora domina l&#8217;India</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1214" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608545914_8171537ae5dac63b2ecc76ea08e8e989.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608545914_8171537ae5dac63b2ecc76ea08e8e989.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608545914_8171537ae5dac63b2ecc76ea08e8e989-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608545914_8171537ae5dac63b2ecc76ea08e8e989-1024x647.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608545914_8171537ae5dac63b2ecc76ea08e8e989-768x486.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608545914_8171537ae5dac63b2ecc76ea08e8e989-1536x971.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608545914_8171537ae5dac63b2ecc76ea08e8e989-600x379.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sciarpa arancione attorno al collo, sorriso stampato sulla faccia, saluti alla folla e tanti coriandoli arancioni e verdi in aria. Non poteva essere più soddisfatto di così <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html">Narendra Modi</a>, che dalla sede del <strong>Bharatiya Janata Party (Bjp)</strong> di Nuova Delhi ha festeggiato la storica <strong>vittoria </strong>ottenuta alle ultime <strong>elezioni locali</strong> nel <strong>Bengala Occidentale</strong>, uno Stato indiano molto particolare che per 34 anni è stato guidato da una maggioranza comunista e, per altri 15, dal centrosinistra. </p>



<p>Il Bjp nazionalista e induista guidato da Modi ha posto fine al governo di <strong>Mamata Banerjee</strong>, una delle critiche più accanite del premier, raccogliendo 208 seggi su 294, e segnando un exploit clamoroso rispetto agli appena tre conquistati dieci anni fa. Ma perché questo risultato locale dovrebbe essere rilevante? Lo è eccome, visto che il Bengala Occidentale, uno Stato che conta oltre <strong>100 milioni di abitanti</strong> e comprende la città di Kolkata, aveva fin qui rappresentato la <strong>grande eccezione</strong> all&#8217;avanzata politica nazionale di Modi. </p>



<p>Il Bjp, che era riuscito a penetrare nel cuore dell&#8217;India in <strong>lingua hindi</strong>, espandendosi a ovest e a nord-est, si era sempre fermato al cospetto di questa regione. Adesso è cambiato tutto. E peraltro in un momento inaspettato, data la crisi energetica frutto della guerra in Medio Oriente che sta scuotendo il Paese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260506085437291_ee0c65d9d81fc1349f7d3d2240ff0ae0-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-516116" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260506085437291_ee0c65d9d81fc1349f7d3d2240ff0ae0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260506085437291_ee0c65d9d81fc1349f7d3d2240ff0ae0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260506085437291_ee0c65d9d81fc1349f7d3d2240ff0ae0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260506085437291_ee0c65d9d81fc1349f7d3d2240ff0ae0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260506085437291_ee0c65d9d81fc1349f7d3d2240ff0ae0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260506085437291_ee0c65d9d81fc1349f7d3d2240ff0ae0.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il trionfo di Modi</h2>



<p>&#8220;Oggi abbiamo scritto una <strong>nuova pagina di storia</strong>&#8220;, ha dichiarato Modi davanti ai militanti del Bjp a Nuova Delhi. &#8220;Le nostre istituzioni costituzionali hanno vinto, i nostri processi democratici hanno vinto&#8221;, ha aggiunto. Ancora più epici i toni utilizzati su X. </p>



<p>&#8220;Il loto fiorisce nel Bengala Occidentale! Le elezioni dell&#8217;Assemblea legislativa del Bengala Occidentale del 2026 saranno ricordate per sempre. Il potere del popolo ha prevalso e la politica di buon governo del Bjp ha trionfato&#8221;, ha proseguito Modi. &#8220;Il popolo ha conferito un mandato straordinario al Bjp e assicuro loro che il nostro partito farà tutto il possibile per realizzare i sogni e le aspirazioni della popolazione del Bengala Occidentale&#8221;, ha concluso il leader indiano. </p>



<p>Cosa significa la vittoria di Modi nel Bengala Occidentale, governato per gli ultimi 15 anni dall&#8217;<strong>All India Trinamool Congress</strong>? Semplice: che il suo partito di destra sta consolidando la propria presenza in regioni al di fuori delle sue tradizionali roccaforti situate nel nord e nell&#8217;ovest del Paese. </p>



<p>E questo ha un peso non da poco in ambito nazionale. Già, perché il Bengala Occidentale elegge 42 rappresentanti alla <strong>Lok Sabha</strong>, la camera bassa del parlamento, composta da 545 membri, risultando così il terzo Stato indiano per numero di eletti, dopo l&#8217;Uttar Pradesh settentrionale (80) e il Maharashtra occidentale (48).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260506085518318_a4cf5a483a64221af66358251d3b7422-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-516118" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260506085518318_a4cf5a483a64221af66358251d3b7422-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260506085518318_a4cf5a483a64221af66358251d3b7422-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260506085518318_a4cf5a483a64221af66358251d3b7422-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260506085518318_a4cf5a483a64221af66358251d3b7422-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260506085518318_a4cf5a483a64221af66358251d3b7422-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260506085518318_a4cf5a483a64221af66358251d3b7422.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;avanzata del Bjp</h2>



<p>La vittoria del Bjp nel Bengala Occidentale è da annoverare tra i successi più significativi dei 12 anni di governo di Modi. &#8220;Non si tratta semplicemente della sconfitta di un presidente in carica da tre mandati (Banerjee ndr), ma del completamento della lunga marcia del partito (di Modi ndr) nell&#8217;India orientale&#8221;, ha scritto non a caso la <em>Bbc</em>. </p>



<p>Dopo la grave battuta d&#8217;arresto subita alle elezioni nazionali del 2024, quando il Bjp ha perso la maggioranza in parlamento costringendo Modi ad affidarsi sugli alleati per formare un governo stabile, il partito ha ottenuto importanti successi, dall&#8217;Haryana al Bihar, assicurandosi il controllo dei potenti <strong>parlamenti regionali</strong> responsabili dei programmi sociali e dell&#8217;applicazione della legge all&#8217;interno dei rispettivi territori. </p>



<p>Questa volta in Bengala Occidentale le <strong>politiche assistenziali</strong> di Banerjee non hanno potuto nulla contro il ritorno di fiamma del Bjp. Il welfare della signora, che è stato a lungo l&#8217;ingrediente principale della sua agenda politica, si è indebolito al punto da non esser più in grado di contenere la polarizzazione crescente anche nello Stato. La stessa polarizzazione che ha invece consentito a Modi di tradurre questa tendenza in un linguaggio ultra nazionalista e pro indù. </p>



<p>Non mancano tuttavia controversie. Nove milioni di nomi, <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-guerra-con-il-pakistan-alimenta-in-india-lodio-contro-i-musulmani.html">molti dei quali musulmani</a>, sono stati cancellati dalle <strong>liste elettorali</strong> in seguito a una verifica della Commissione elettorale prima delle elezioni. Banerjee, che sarà sostituita da un primo ministro scelto da Modi, ha usato i social media per scrivere che la vittoria di Modi è stata fraudolenta, dichiarando alla <em>Press Trust of India</em> che il premier avrebbe manipolato la commissione e &#8220;saccheggiato voti in oltre 100 seggi&#8221;. </p>



<p>Negli altri Stati in cui si è votato, l&#8217;<strong>Alleanza Democratica Nazionale </strong>guidata dal Bjp si appresta a tornare al potere per la terza volta consecutiva in <strong>Assam </strong>e a vincere in <strong>Puducherry</strong>, mentre nel <strong>Tamil Nadu </strong>ha trionfato un nuovo partito politico formato dal popolare attore <strong>Joseph Vijay Chandrasekhar</strong>. Il <strong>Congresso Nazionale Indiano</strong>, all&#8217;opposizione, si appresta a formare il governo in <strong>Kerala</strong>. </p>



<p>Il Bengala Occidentale era considerato una <strong>cartina al tornasole</strong> per valutare fino a che punto la destra induista potesse spingersi. &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/lindia-nelle-mani-dellestrema-destra.html">Adesso più di 20 stati del Paese</a> sono governati dalla coalizione del Bjp&#8221;, ha tuonato Modi, aggiungendo che sempre più indiani stanno constatando che il Bjp è sinonimo di &#8220;buon governo&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608553371_ed6189bf28a72a57eeecd9a63753f90d-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-516119" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608553371_ed6189bf28a72a57eeecd9a63753f90d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608553371_ed6189bf28a72a57eeecd9a63753f90d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608553371_ed6189bf28a72a57eeecd9a63753f90d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608553371_ed6189bf28a72a57eeecd9a63753f90d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608553371_ed6189bf28a72a57eeecd9a63753f90d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026050608553371_ed6189bf28a72a57eeecd9a63753f90d.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lall-in-della-destra-hindu-modi-vince-le-elezioni-in-bengala-e-ora-domina-lindia.html">L&#8217;all-in della destra hindu: Modi vince le elezioni in Bengala e ora domina l&#8217;India</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Si rafforza l&#8217;asse India-Russia: Putin punta all&#8217;Oceano Indiano, Modi all&#8217;Artico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/si-rafforza-lasse-india-russia-putin-punta-alloceano-indiano-modi-allartico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 15:07:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Artico]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Indiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1250" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260505175327840_d3b83d3de3d2146bf65ac80d8766edcd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260505175327840_d3b83d3de3d2146bf65ac80d8766edcd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260505175327840_d3b83d3de3d2146bf65ac80d8766edcd-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260505175327840_d3b83d3de3d2146bf65ac80d8766edcd-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260505175327840_d3b83d3de3d2146bf65ac80d8766edcd-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260505175327840_d3b83d3de3d2146bf65ac80d8766edcd-1536x1000.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260505175327840_d3b83d3de3d2146bf65ac80d8766edcd-600x391.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Russia e India rafforzano la loro alleanza strategica con il patto Relos. Ecco gli obiettivi di Mosca e Delhi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1250" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260505175327840_d3b83d3de3d2146bf65ac80d8766edcd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260505175327840_d3b83d3de3d2146bf65ac80d8766edcd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260505175327840_d3b83d3de3d2146bf65ac80d8766edcd-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260505175327840_d3b83d3de3d2146bf65ac80d8766edcd-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260505175327840_d3b83d3de3d2146bf65ac80d8766edcd-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260505175327840_d3b83d3de3d2146bf65ac80d8766edcd-1536x1000.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260505175327840_d3b83d3de3d2146bf65ac80d8766edcd-600x391.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Russia </strong>sta portando avanti una &#8220;partnership senza limiti&#8221; con la <strong>Cina </strong>ma, al tempo stesso, è impegnata a consolidare i rapporti anche con altre nazioni seguendo una logica multipolare. Tra queste c&#8217;è anche l&#8217;<strong>India</strong>, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-delle-mappe-cosi-la-cina-assedia-lindia-senza-sparare-un-colpo.html">rivale di Pechino</a> ma sempre più vicina a Mosca, ancor più adesso che la guerra in Medio Oriente ha innescato una preoccupante crisi energetica in gran parte dell&#8217;Asia. </p>



<p>Al netto di <strong>petrolio </strong>e <strong>gas</strong>, l&#8217;asse che parte dal Cremlino e arriva fino a Delhi comprende ben altro: la vendita di <strong>armi</strong>, certo, ma anche un <strong>aiuto reciproco</strong> per consentire a ciascun Paese di raggiungere i propri obiettivi geopolitici. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">Vladimir Putin</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html">Narendra Modi</a> hanno infatti portato i loro legami di Difesa a un <strong>nuovo livello</strong>, e questo grazie a un <strong>patto </strong>che consente la condivisione di basi militari, porti e aeroporti, nonché lo stazionamento di un massimo di <strong>3.000 soldati</strong> di una nazione nel territorio controllato dall&#8217;altra.</p>



<p>Anche se questa intesa, rientrante nel cosiddetto <strong>accordo sullo scambio reciproco di supporto logistico (Relos)</strong>, risale allo scorso anno ed è entrata in vigore a gennaio, per la durata di cinque anni (con possibilità di proroga), i dettagli sono stati diffusi soltanto di recente dal portale ufficiale di informazioni giuridiche della Federazione Russa. Ecco cosa comprendono.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="697" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/putin-1024x697.jpg" alt="Russia" class="wp-image-514665" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/putin-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/putin-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/putin-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/putin-1536x1045.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/putin-600x408.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/putin.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il patto tra Russia e India</h2>



<p>Il primo vicepresidente del Comitato per gli affari internazionali di Mosca, <strong>Vyacheslav Nikonov</strong>, ha dichiarato che &#8220;cinque navi da guerra, 10 aerei e 3.000 soldati&#8221; potrebbero essere contemporaneamente stanziati nel territorio del Paese partner per cinque anni nell&#8217;ambito del patto, prorogabili per altri cinque anni. </p>



<p>Sui social, il <strong>Bharatiya Janata Party</strong>, ossia il partito di Modi, ha definito l&#8217;accordo &#8220;un nuovo capitolo&#8221; nell&#8217;amicizia tra India e Russia, aggiungendo che il Relos &#8220;è destinato a tenere svegli i nemici la notte&#8221;. Il patto non si limita però a coprire manovre militari, addestramento e missioni umanitarie. Sulla carta, infatti, nel lungo periodo offre l&#8217;opportunità ai due Paesi di espandere le rispettive strategie in due regioni chiave: <strong>Artico </strong>e <strong>Oceano Indiano</strong>. </p>



<p>Il Relos permetterà a Mosca di espandere la propria influenza nel cortile di casa di Delhi, così come darà modo al gigante asiatico di fare altrettanto nel gelido Nord, dove il Cremlino sta da tempo sviluppando nuove <strong>rotte commerciali</strong> e siti estrattivi di preziose <strong>risorse energetiche</strong>.</p>



<p>Dal punto di vista di Modi, ottenere una presenza consolidata nell&#8217;Artico è importante, non solo per tenere il passo della Cina, ma anche per alimentare le ambiziose prospettive economiche dell&#8217;India (che, ricordiamolo, è un membro osservatore del Consiglio Artico). In cima alla lista dell&#8217;Elefante indiano troviamo <strong>motivi scientifici ed economici</strong>, e pure la volontà di assicurarsi risorse locali e nuove rotte di navigazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico.jpg" alt="artico" class="wp-image-502864" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/artico-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una cooperazione strategica</h2>



<p>Nel Relos c&#8217;è ampio spazio per la <strong>logistica</strong>. &#8220;Le procedure stabilite saranno utilizzate durante esercitazioni congiunte, addestramenti, fornitura di assistenza umanitaria, risposta a disastri naturali e catastrofi causate dall&#8217;uomo, nonché in altri casi concordati&#8221;, ha scritto l&#8217;agenzia russa <em>Tass</em>. &#8220;Il documento semplifica l&#8217;uso reciproco dello spazio aereo dei due Paesi e l&#8217;ingresso di navi militari russe e indiane nei rispettivi porti&#8221;, ha concluso la stessa fonte. </p>



<p>L&#8217;India, oltre a quello con la Russia, può contare su altri accordi &#8211; per esempio con Stati Uniti, Giappone e Australia &#8211; per ampliare le partnership marittime e aeree attraverso l&#8217;accesso reciproco alle strutture. In ogni caso, il Cremlino è da tempo un fornitore indiano prediletto di armi, e Nuova Delhi ha anche iniziato ad acquistare quantità significative di petrolio greggio da Mosca. </p>



<p>A proposito di armamenti, <em>India Today</em> ha fatto presente che l&#8217;Elefante indiano ha completato l&#8217;acquisizione del <strong>sistema missilistico russo R-37M</strong>: circa 300 missili per un valore di 1,2 miliardi di dollari. Questo jolly, soprannominato Axehead, sarebbe in grado di agganciare un bersaglio e distruggerlo da oltre 350 chilometri di distanza. La Cina è avvisata. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="681" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-505029" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>La guerra delle mappe: così la Cina assedia l’India senza sparare un colpo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-guerra-delle-mappe-cosi-la-cina-assedia-lindia-senza-sparare-un-colpo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 03:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=515375</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/india-cina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="india cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/india-cina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/india-cina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/india-cina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/india-cina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/india-cina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/india-cina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>LA Cina usa la cosiddetta aggressione cartografica: normalizzare una rivendicazione territoriale via carte, nomi, liste amministrative. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/india-cina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="india cina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/india-cina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/india-cina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/india-cina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/india-cina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/india-cina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/india-cina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è una forma di aggressione che non comincia con i carri armati, né con i missili, né con le navi da guerra. <strong>Comincia con una carta geografica. Con un nome cambiato. Con un villaggio ribattezzato.</strong> Con una valle, un colle, un fiume, una montagna trasformati in parole cinesi, stampate su un elenco ministeriale e accompagnate da coordinate precise. È la guerra del tratto di penna, ma sarebbe ingenuo considerarla meno grave di quella combattuta con le armi.</p>



<p>La decisione cinese di pubblicare, nell’aprile 2026, una nuova lista di ventitré “nomi normalizzati” per località situate nello Stato indiano dell’Arunachal Pradesh rientra pienamente in questa logica. Pechino chiama quella regione “Zangnan”, Tibet meridionale, come se bastasse battezzare un territorio con un nome cinese per incrinare la sovranità di un altro Stato. New Delhi ha reagito con durezza, definendo la mossa infondata e provocatoria. E ha ragione. Perché non siamo davanti a un esercizio linguistico, ma a un atto politico.</p>



<p><strong>L’Arunachal Pradesh è parte integrante dell’India.</strong> Ma per la Cina, che ha fatto della cartografia uno strumento di pressione strategica, la ripetizione crea abitudine, l’abitudine crea ambiguità, l’ambiguità prepara la rivendicazione. È il metodo già visto nel Mar Cinese Meridionale: prima la mappa, poi il nome, poi l’amministrazione simbolica, poi l’infrastruttura, poi la presenza militare, infine la pretesa di sovranità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mappa come arma politica</h2>



<p>La cosiddetta aggressione cartografica consiste proprio in questo: normalizzare una rivendicazione territoriale attraverso carte, nomi, liste amministrative e formule ufficiali. <strong>Non si occupa subito un territorio; lo si riscrive.</strong> Non si manda immediatamente l’esercito; si manda il ministero. Non si cancella una frontiera con la forza; la si corrode con la burocrazia.</p>



<p>La Cina è maestra in questo tipo di pressione. Nel Mar Cinese Meridionale ha trasformato scogli, secche e atolli in avamposti militari, preceduti e accompagnati da carte che presentavano quelle acque come spazio naturale della sovranità cinese. <strong>Con l’India applica un metodo analogo lungo l’Himalaya.</strong> L’Arunachal Pradesh, e in particolare l’area di Tawang, non è un dettaglio periferico. È un punto sensibile del confine indo-cinese, un luogo carico di significato religioso, strategico e politico. Qui si incrociano la questione tibetana, la memoria della guerra sino-indiana del 1962, la rivalità tra due giganti asiatici e il controllo delle alture himalayane.</p>



<p>Pechino sa che il nome è potere. Chi nomina, pretende di ordinare. Chi ordina, pretende di amministrare. Chi amministra, prima o poi rivendica. Per questo la lista dei nomi cinesi non va letta come folklore nazionalista, ma come un tassello della strategia di lungo periodo della Repubblica Popolare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’ira indiana e il limite della distensione</h2>



<p>La reazione dell’India non è stata solo diplomatica. È stata una risposta di principio. New Delhi ha ricordato che l’Arunachal Pradesh è parte inalienabile del proprio territorio e che nessuna invenzione nominale può modificare la realtà sul terreno. Il punto è semplice: se ogni potenza potesse rinominare unilateralmente territori altrui per farne materia di disputa, l’intero ordine internazionale diventerebbe un atlante manipolabile.</p>



<p>La provocazione arriva, peraltro, in un momento ambiguo. <strong>Da qualche mese Cina e India tentano una cauta distensione.</strong> Dopo anni di gelo seguiti agli scontri nella valle di Galwan del 2020, la ripresa dei collegamenti aerei diretti e alcuni segnali di riavvicinamento economico avevano fatto pensare a una fase meno tesa. La stessa propaganda cinese aveva parlato di <strong>cooperazione pragmatica tra il drago e l’elefante,</strong> ricorrendo alla consueta retorica della concordia asiatica.</p>



<p>Poi, però, arriva la lista dei nomi. Ed è qui che emerge la duplicità strutturale della diplomazia cinese: sorrisi nei vertici, pressione ai confini; inviti alla cooperazione, atti unilaterali; parole di armonia, fatti di potenza. <strong>Pechino chiede stabilità, ma lavora per modificare gradualmente i rapporti di forza.</strong> Chiede che l’India guardi al futuro, ma continua a riaprire la ferita della frontiera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tawang, il Tibet e la ferita himalayana</h2>



<p>L’Arunachal Pradesh è strategico non solo per la geografia, ma anche per la storia. In particolare Tawang occupa un posto centrale nell’immaginario politico cinese. È sede di un importante monastero buddhista, legato alla storia del Tibet e alla figura del Dalai Lama. Per Pechino, che considera il Tibet una questione interna e vede nel Dalai Lama un simbolo politico ostile, ogni riferimento tibetano fuori dal controllo cinese è una minaccia.</p>



<p><strong>La visita del Dalai Lama a Tawang nel 2017 fu infatti seguita dalla prima lista cinese di nomi “normalizzati” </strong>per località dell’Arunachal Pradesh. Da allora il metodo si è ripetuto: nuove liste nel 2021, poi dal 2023 in avanti con cadenza sempre più regolare, fino all’ultima del 2026. Non è casualità. È accumulo. Più di cento località, valli, montagne e passaggi sono state progressivamente ribattezzate da Pechino.</p>



<p>In questa nuova lista, il fatto che diversi nomi riguardino passi montani è particolarmente significativo. I passi sono vie di accesso, punti di controllo, corridoi militari. In montagna, chi controlla i passaggi controlla il movimento. Dunque non siamo davanti a una curiosità amministrativa, ma a una geografia della sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia cinese: infrastrutture, pressione, ambiguità</h2>



<p>La Cina avanza spesso lungo tre linee parallele. <strong>La prima è cartografica:</strong> pubblica mappe, assegna nomi, costruisce una narrazione di sovranità. <strong>La seconda è infrastrutturale:</strong> strade, ponti, villaggi di frontiera, basi logistiche, aeroporti, ferrovie. <strong>La terza è militare:</strong> pattugliamenti, intrusioni, pressione lungo la linea di controllo, creazione di fatti compiuti.</p>



<p>Questa combinazione è pericolosa perché evita lo scontro aperto ma modifica progressivamente il terreno. È la logica del salame: una fetta alla volta, senza provocare una guerra totale, ma erodendo la posizione dell’avversario. L’India lo sa bene. Dopo Galwan, ha rafforzato la propria presenza militare sull’Himalaya, accelerato le infrastrutture di frontiera, migliorato i collegamenti nel nord-est e intensificato la cooperazione strategica con Stati Uniti, Giappone, Australia e Francia.</p>



<p><strong>Ma la Cina dispone di un vantaggio: la continuità.</strong> Pianifica su tempi lunghi, alterna tensione e distensione, usa la diplomazia per guadagnare tempo e la geografia per guadagnare spazio. Ogni lista di nomi è piccola se presa da sola. Ma nell’insieme costruisce una dottrina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’India tra continente e mare</h2>



<p>La questione dell’Arunachal Pradesh non riguarda soltanto una frontiera montuosa. Riguarda la posizione dell’India come potenza eurasiatica e indo-pacifica. Pechino sa che l’India può diventare il grande contrappeso asiatico alla Cina: ha popolazione, mercato, profondità geografica, tecnologia, diaspora, forza militare, accesso all’Oceano Indiano. Per questo la pressione continentale serve anche a limitarne la proiezione marittima.</p>



<p>Tenere l’India sotto tensione lungo l’Himalaya significa obbligarla a disperdere risorse. Ogni soldato schierato al confine settentrionale è una risorsa sottratta alla marina, all’Oceano Indiano, alle rotte energetiche, alla competizione navale. La Cina non vuole solo contendere alcune valli. Vuole impedire che l’India diventi pienamente una potenza oceanica capace di ostacolare la Via della seta marittima, sorvegliare gli stretti, dialogare da pari a pari con Washington e guidare il Sud globale non allineato a Pechino.</p>



<p>L’accerchiamento dell’India passa anche per il Pakistan, per il porto di Gwadar, per la presenza cinese nello Sri Lanka, nelle Maldive, in Myanmar, nel Corno d’Africa. La pressione sull’Arunachal Pradesh va dunque inserita in una manovra più ampia: bloccare l’India a nord e contenerla a sud.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Economia e geoeconomia della frontiera</h2>



<p>La disputa ha anche una dimensione economica. L’Arunachal Pradesh è uno spazio montuoso, poco popolato, ma ricco di valore strategico: <strong>acqua, alture, collegamenti, prossimità al Tibet, accesso al Nord-Est indiano. </strong>In Asia, le frontiere non sono mai solo linee politiche. Sono anche bacini idrici, riserve energetiche, corridoi commerciali e piattaforme militari.</p>



<p>Il controllo delle acque himalayane è destinato a diventare sempre più importante. I grandi fiumi asiatici nascono o dipendono dagli altopiani tibetani. <strong>La Cina, controllando il Tibet, possiede una posizione idrica dominante.</strong> L’India teme da anni che Pechino possa usare dighe, deviazioni e infrastrutture fluviali come strumenti di pressione. La geografia dell’acqua si aggiunge così alla geografia militare.</p>



<p>In questo quadro, la guerra dei nomi non è secondaria. Serve a fissare una pretesa di sovranità su spazi che domani potrebbero contare ancora di più per energia, acqua, sicurezza e commercio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio dell’illusione occidentale</h2>



<p>L’Occidente tende spesso a leggere la rivalità sino-indiana in modo semplificato: da una parte la Cina autoritaria, dall’altra l’India democratica, naturale partner del contenimento cinese. <strong>Ma New Delhi non è un satellite occidentale. </strong>È una potenza autonoma, gelosa della propria sovranità, legata alla Russia in molti settori militari, interessata a commerciare con tutti e poco disposta a farsi arruolare in blocchi rigidi.</p>



<p>Proprio per questo la pressione cinese può produrre due effetti opposti. Da un lato spinge l’India verso una maggiore cooperazione con Stati Uniti e alleati dell’Indo-Pacifico. Dall’altro induce New Delhi a evitare una rottura irreversibile con Pechino, perché <strong>un conflitto aperto con la Cina sarebbe costoso, pericoloso e destabilizzante. </strong>L’India vuole contenere la Cina, non diventare lo strumento di altri nella guerra contro la Cina.</p>



<p>Questa è la sottigliezza della partita. Pechino provoca, ma misura. New Delhi reagisce, ma evita l’escalation incontrollata. Entrambe sanno che una guerra sull’Himalaya avrebbe costi enormi e risultati incerti. Perciò lo scontro resta sotto la soglia della guerra aperta, ma sopra quella della normale rivalità diplomatica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La montagna non dimentica</h2>



<p>Il nodo di fondo è che la frontiera sino-indiana non è pacificata. Non lo è stata dopo il 1962, non lo è stata dopo gli accordi degli anni Novanta, non lo è stata dopo Galwan. La linea di controllo effettivo resta una frontiera ambigua, militarizzata, psicologicamente instabile. In pianura, un confine può essere tracciato con muri, strade e dogane. In alta montagna, il confine è anche percezione, pattuglia, cresta, valle, presenza. Chi arriva prima, chi costruisce prima, chi nomina prima, spesso pretende di aver ragione.</p>



<p>La Cina ha trasformato questa ambiguità in strategia. <strong>L’India tenta di trasformare la propria presenza in deterrenza. </strong>Il risultato è una rivalità destinata a durare, perché tocca la sovranità, il prestigio, il Tibet, l’accesso alle risorse e la gerarchia asiatica.</p>



<p>La nuova lista cinese di nomi per l’Arunachal Pradesh è dunque molto più di una provocazione simbolica. È un messaggio: Pechino non rinuncia, anche quando parla di distensione. Non congela le rivendicazioni, anche quando invoca la cooperazione. Non separa economia e geopolitica, anche quando accoglie delegazioni d’affari indiane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il drago, l’elefante e la carta geografica</h2>



<p>La Cina vorrebbe presentarsi come potenza ordinatrice dell’Asia. Ma un ordine fondato sulla rinomina unilaterale dei territori altrui è un ordine imperiale, non cooperativo. L’India lo comprende perfettamente. Per New Delhi, accettare anche solo implicitamente questa logica significherebbe aprire una crepa nella propria sovranità e incoraggiare nuove pressioni, non soltanto cinesi.</p>



<p>La guerra delle mappe è subdola perché sembra incruenta. Ma prepara il terreno ad altro. Oggi il nome, domani la strada, dopodomani la pattuglia, poi il villaggio, poi la base, poi la richiesta negoziale. È così che le potenze revisioniste trasformano la geografia in diritto presunto.</p>



<p>L’Asia del XXI secolo non sarà decisa solo dai cantieri navali, dai semiconduttori, dalle rotte energetiche o dalle alleanze militari. Sarà decisa anche dalle carte. Da chi le disegna, da chi le contesta, da chi ha la forza di difenderle. L’Arunachal Pradesh, remoto per molti osservatori occidentali, è in realtà uno dei luoghi in cui si misura il futuro equilibrio asiatico.</p>



<p>Il drago cinese e l’elefante indiano possono anche danzare nei comunicati ufficiali. <strong>Ma sull’Himalaya non stanno danzando. Si stanno studiando, contenendo, sfidando. </strong>E la Cina, con la sua ultima lista di nomi, ha ricordato all’India una verità dura: nelle grandi rivalità, anche una mappa può essere un’arma.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-delle-mappe-cosi-la-cina-assedia-lindia-senza-sparare-un-colpo.html">La guerra delle mappe: così la Cina assedia l’India senza sparare un colpo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Geopolitica dell’acqua medicale: chi controlla ossigeno e dialisi controlla la sopravvivenza</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/geopolitica-dellacqua-medicale-chi-controlla-ossigeno-e-dialisi-controlla-la-sopravvivenza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2026 05:03:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[ossigeno]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-153501889-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-153501889-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-153501889-612x612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-153501889-612x612-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Se il controllo dell'ossigeno e della dialisi determina chi vive e chi muore, l'accesso a queste risorse è una questione di diritti umani.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-153501889-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-153501889-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-153501889-612x612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/istockphoto-153501889-612x612-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>C&#8217;è un momento, nel corso di una crisi sanitaria, in cui la tecnologia più sofisticata diventa irrilevante. Non serve una TAC se manca l&#8217;energia per accenderla. Non serve un ventilatore se non c&#8217;è ossigeno. Non serve un centro di dialisi se l&#8217;acqua non è pura abbastanza, o semplicemente non arriva. L&#8217;<strong>ossigeno medicale</strong> e l&#8217;<strong>acqua per dialisi </strong>rappresentano due infrastrutture invisibili della sopravvivenza. Non hanno il fascino dell&#8217;innovazione farmacologica né la visibilità dei vaccini. Eppure, senza di loro, milioni di persone muoiono — non per mancanza di cure, ma per mancanza delle condizioni materiali che rendono possibili quelle cure.</p>



<p>L&#8217;ossigeno è il farmaco più prescritto al mondo e il meno considerato come tale. Ogni giorno, milioni di pazienti dipendono dalla sua disponibilità: malati respiratori cronici, neonati prematuri, vittime di traumi, pazienti in terapia intensiva, persone sottoposte ad anestesia generale. A differenza dei farmaci tradizionali, <strong>l&#8217;ossigeno non può essere stockato indefinitamente</strong>, non viaggia facilmente su lunghe distanze e richiede infrastrutture dedicate — impianti di produzione, bombole, sistemi di distribuzione ospedaliera, concentratori. La sua filiera è locale per necessità fisica, ma dipende da tecnologie e componenti che sono globali.</p>



<p>La <strong>pandemia di COVID-19</strong> ha reso visibile una fragilità strutturale che esisteva da sempre. Durante le ondate più intense, ospedali in tutto il mondo si sono trovati senza ossigeno sufficiente. In <strong>India</strong>, nella primavera del 2021, le immagini di pazienti che morivano nei parcheggi degli ospedali per mancanza di O₂ hanno fatto il giro del mondo. Ma il problema non era solo indiano. In <strong>Brasile</strong>, a Manaus, l&#8217;ossigeno finì letteralmente, costringendo a trasferimenti aerei di bombole da altri Stati. In Perù, famiglie facevano la coda per giorni davanti agli impianti di ricarica. In Italia, durante la prima ondata, alcuni ospedali del Nord dovettero razionare le forniture.</p>



<p>La pandemia ha mostrato che l&#8217;ossigeno medicale non è una risorsa infinita. È un bene industriale con capacità produttiva finita, logistica complessa e domanda altamente variabile. Gli impianti di frazionamento dell&#8217;aria sono dominati da pochi grandi produttori globali — Linde, Air Liquide, Air Products — che controllano quote significative della capacità installata mondiale. La concentrazione del mercato crea efficienza in tempi normali e vulnerabilità in tempi di crisi.</p>



<p>I concentratori di ossigeno, alternativamente, permettono la produzione decentralizzata. Durante la pandemia sono diventati oggetti contesi, con prezzi che sono triplicati e tempi di consegna che si sono allungati di mesi. La loro dipendenza da zeoliti e compressori affidabili li rende comunque vulnerabili alle filiere globali dei componenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica dell&#8217;O₂: chi produce, chi dipende</h2>



<p>La capacità di produzione di ossigeno medicale è distribuita in modo diseguale. <strong>I Paesi industrializzati dispongono di reti capillari di impianti e sistemi di distribuzione. I Paesi a basso reddito dipendono spesso da importazioni di bombole</strong> o da pochi impianti centralizzati. L&#8217;Africa subsahariana, prima della pandemia, aveva una capacità di produzione di ossigeno medicale pari a una frazione di quella necessaria. L&#8217;OMS stimava che solo il 10-15% degli ospedali africani disponesse di accesso affidabile all&#8217;ossigeno. Durante la pandemia, questo gap si è trasformato in eccesso di mortalità.</p>



<p>La dipendenza non è solo tecnologica. È anche energetica: sia gli ASU che i concentratori richiedono elettricità stabile. In contesti di black-out frequenti — comuni in molti Paesi a basso reddito e nelle zone di conflitto — l&#8217;ossigeno diventa intermittente come la corrente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La dialisi: acqua pura come linea di vita</h2>



<p>Un paziente in emodialisi richiede circa 120-150 litri di <strong>acqua ultrapura</strong> per ogni sessione di trattamento. Con tre sessioni settimanali, il consumo annuale supera i 20.000 litri per paziente. A livello globale, i pazienti in dialisi sono oltre 3,4 milioni — un numero in crescita costante a causa dell&#8217;aumento di diabete, ipertensione e invecchiamento della popolazione.</p>



<p>L&#8217;acqua per dialisi non è acqua potabile. È acqua trattata attraverso processi di <strong>osmosi inversa</strong>, deionizzazione e sterilizzazione per rimuovere contaminanti che, se introdotti direttamente nel sangue, causerebbero reazioni immediate e potenzialmente fatali. La qualità richiesta è definita da standard internazionali (ISO 13959) e monitorata continuamente.</p>



<p>Ogni fase della catena dipende da consumabili — membrane, cartucce, filtri — che hanno durata limitata e richiedono sostituzione periodica. Questi componenti sono prodotti da un numero ristretto di aziende specializzate, con filiere che attraversano più continenti.</p>



<p>In contesti di conflitto, l&#8217;interruzione dell&#8217;approvvigionamento idrico colpisce immediatamente i centri di dialisi. A <strong>Gaza</strong>, durante le escalation militari, i pazienti dializzati hanno rappresentato una delle categorie più vulnerabili: senza elettricità per le pompe, senza acqua per il trattamento, senza possibilità di evacuazione. In Ucraina, il bombardamento delle infrastrutture energetiche ha avuto effetti a cascata sui servizi sanitari, inclusa la dialisi. I generatori di emergenza possono alimentare le macchine, ma non possono produrre acqua purificata se l&#8217;approvvigionamento idrico è interrotto o contaminato.</p>



<p>La dialisi è, in questo senso, un indicatore estremo di vulnerabilità infrastrutturale: richiede simultaneamente elettricità stabile, acqua pulita, consumabili specifici, personale formato e accesso fisico dei pazienti — tre volte a settimana, senza eccezioni.</p>



<p>La malattia renale cronica colpisce circa il 10% della popolazione mondiale. Di questi, una frazione raggiunge lo stadio terminale che richiede dialisi o trapianto. Ma l&#8217;accesso alla dialisi è profondamente diseguale. Si stima che milioni di persone muoiano ogni anno per insufficienza renale non trattata — non perché la tecnologia non esista, ma perché le infrastrutture necessarie non sono disponibili dove vivono.</p>



<p>La pandemia di COVID-19 e i conflitti contemporanei hanno accelerato un cambio di paradigma nella percezione della sanità. Non più solo sistema di cura, ma infrastruttura critica alla pari di energia, telecomunicazioni e trasporti.</p>



<p>Un ospedale moderno, infatti, dipende da:</p>



<p>• Energia elettrica — primaria e di backup</p>



<p>• Acqua — potabile e ultrapura</p>



<p>• Gas medicali — ossigeno, aria compressa, vuoto, protossido d&#8217;azoto</p>



<p>• Connettività — per dispositivi in rete, cartelle cliniche, telemedicina</p>



<p>• Logistica — farmaci, consumabili, dispositivi</p>



<p>• Personale — formato, presente, protetto</p>



<p>L&#8217;interruzione di una qualsiasi di queste dipendenze può paralizzare la capacità operativa, anche se l&#8217;edificio è intatto e i medici sono presenti.</p>



<p>La lezione dei conflitti contemporanei parla per sé. In <strong>Yemen</strong>, dopo anni di conflitto, il sistema sanitario è collassato. Gli ospedali funzionanti sono una frazione di quelli pre-guerra. L&#8217;accesso a ossigeno, dialisi, trasfusioni è limitato alle aree controllate e ai pazienti che possono raggiungere i centri ancora operativi. In <strong>Siria</strong>, l&#8217;attacco sistematico alle infrastrutture sanitarie è stato documentato come strategia deliberata. Ospedali bombardati, ambulanze colpite, personale ucciso. Ma anche quando le strutture fisiche sopravvivono, l&#8217;interruzione di elettricità, acqua e forniture le rende inoperative. In <strong>Ucraina</strong>, il Ministero della Salute ha dovuto organizzare trasferimenti di pazienti dializzati verso regioni più sicure, coordinare forniture di emergenza di ossigeno, garantire generatori per i centri critici. La guerra ha trasformato la gestione sanitaria in un&#8217;operazione logistica di sopravvivenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Filiere globali, vulnerabilità locali</h2>



<p>Dietro ogni litro di acqua per dialisi c&#8217;è una membrana di osmosi inversa. Dietro ogni concentratore di ossigeno c&#8217;è un letto di zeolite. Questi materiali sono prodotti da un numero limitato di aziende specializzate, con impianti concentrati geograficamente. Le <strong>membrane per osmosi inversa</strong> di grado medicale sono dominate da <strong>produttori giapponesi, americani e europei</strong>. Le zeoliti sintetiche provengono in larga parte da Cina e USA. I compressori e le valvole di precisione dipendono da filiere industriali che attraversano più continenti.</p>



<p>Durante la pandemia, la domanda di concentratori di ossigeno è esplosa. I tempi di consegna delle zeoliti sono passati da settimane a mesi. Alcuni produttori hanno dovuto rallentare la produzione non per mancanza di domanda, ma per mancanza di componenti.</p>



<p>Le macchine per dialisi moderne, invece, sono dispositivi medicali complessi. Incorporano sensori, pompe di precisione, sistemi di controllo, display, connettività. Dipendono da semiconduttori, firmware, software. Sono soggette agli stessi rischi di approvvigionamento che colpiscono l&#8217;industria automobilistica o l&#8217;elettronica di consumo.</p>



<p>Un concentratore di ossigeno contiene un microcontrollore che gestisce il ciclo, sensori che misurano la concentrazione di O₂, valvole elettromagnetiche, un compressore con controllo elettronico. Ogni componente ha una filiera, ogni filiera ha strozzature potenziali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Strategie di resilienza</h2>



<p>La risposta più promettente alla vulnerabilità dell&#8217;ossigeno è la <strong>decentralizzazione</strong>. Impianti PSA (<em>Pressure Swing Adsorption</em>) di scala ospedaliera possono produrre ossigeno in loco, riducendo la dipendenza dalla logistica delle bombole. Durante la pandemia, organizzazioni come PATH e la Clinton Health Access Initiative hanno accelerato l&#8217;installazione di impianti PSA in Africa e Asia meridionale. L&#8217;OMS ha lanciato iniziative per aumentare la capacità produttiva locale.</p>



<p>Ma la decentralizzazione non elimina tutte le dipendenze:</p>



<p>• Gli impianti PSA richiedono elettricità stabile — almeno 10-20 kW per un sistema ospedaliero;</p>



<p>• Le zeoliti devono essere sostituite periodicamente e provengono da filiere concentrate;</p>



<p>• La manutenzione richiede competenze tecniche non sempre disponibili localmente;</p>



<p>• I compressori hanno parti soggette a usura e richiedono ricambi.</p>



<p>La resilienza completa richiederebbe la localizzazione di tutta la filiera — dalla produzione di zeoliti alla fabbricazione di compressori — un obiettivo irrealistico per la maggior parte dei Paesi.</p>



<p>Alcuni Paesi hanno iniziato a trattare i dispositivi medicali critici come beni strategici, creando scorte nazionali e diversificando i fornitori. La pandemia ha spinto l&#8217;Unione Europea a ripensare la propria dipendenza esterna per dispositivi di protezione, ventilatori e componenti critici. Il <em>Critical Medicines Act </em>e le strategie sui semiconduttori includono, almeno implicitamente, anche i dispositivi medicali tra le priorità. La resilienza non può però basarsi solo sull&#8217;accumulo, ma richiede capacità produttiva attivabile in caso di crisi.</p>



<p>La risposta più efficace alle crisi di approvvigionamento durante la pandemia è stata spesso la <strong>cooperazione internazionale</strong> — trasferimenti di bombole, donazioni di concentratori, condivisione di know-how.</p>



<p>Se il controllo dell&#8217;ossigeno e della dialisi determina chi vive e chi muore, allora l&#8217;accesso a queste risorse è una questione di diritti umani, non solo di politica sanitaria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/geopolitica-dellacqua-medicale-chi-controlla-ossigeno-e-dialisi-controlla-la-sopravvivenza.html">Geopolitica dell’acqua medicale: chi controlla ossigeno e dialisi controlla la sopravvivenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa c&#8217;è dietro l&#8217;esodo della tribù indiana Bnei Menashe verso Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/cosa-ce-dietro-lesodo-della-tribu-indiana-bnei-menashe-verso-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 13:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113801151_2558b3ed4e0565d9317a89bfe0d57a07.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113801151_2558b3ed4e0565d9317a89bfe0d57a07.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113801151_2558b3ed4e0565d9317a89bfe0d57a07-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113801151_2558b3ed4e0565d9317a89bfe0d57a07-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113801151_2558b3ed4e0565d9317a89bfe0d57a07-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113801151_2558b3ed4e0565d9317a89bfe0d57a07-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113801151_2558b3ed4e0565d9317a89bfe0d57a07-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I principali think tank israeliani continuano a rimarcare i vantaggi della rinnovata partnership tra Israaele e India, culminata nella recente visita di Narendra Modi a Tel Aviv con tanto di storico discorso alla Knesset e la proposta, del padrone di casa Benjamin Netanyahu, di creare un &#8220;asse delle nazioni&#8221; per contrastare l&#8217;influenza dell&#8217;Iran in Medio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/cosa-ce-dietro-lesodo-della-tribu-indiana-bnei-menashe-verso-israele.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/cosa-ce-dietro-lesodo-della-tribu-indiana-bnei-menashe-verso-israele.html">Cosa c&#8217;è dietro l&#8217;esodo della tribù indiana Bnei Menashe verso Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113801151_2558b3ed4e0565d9317a89bfe0d57a07.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113801151_2558b3ed4e0565d9317a89bfe0d57a07.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113801151_2558b3ed4e0565d9317a89bfe0d57a07-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113801151_2558b3ed4e0565d9317a89bfe0d57a07-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113801151_2558b3ed4e0565d9317a89bfe0d57a07-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113801151_2558b3ed4e0565d9317a89bfe0d57a07-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113801151_2558b3ed4e0565d9317a89bfe0d57a07-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I principali think tank israeliani continuano a rimarcare i vantaggi della rinnovata partnership tra Israaele e <strong>India</strong>, culminata nella recente visita di <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html">Narendra Modi</a> a Tel Aviv con tanto di storico discorso alla Knesset e la proposta, del padrone di casa <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, di <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-lasse-delle-nazioni-tra-india-e-israele-preoccupa-il-pakistan.html#google_vignette">creare un &#8220;asse delle nazioni&#8221; </a>per contrastare l&#8217;influenza dell&#8217;Iran in Medio Oriente. </p>



<p>Ancora fedele alla politica nazionale di non allineamento, il primo ministro indiano non ha confermato né smentito la futura adesione di Delhi a questo progetto, pur rimarcando la volontà di rafforzare le relazioni con lo Stato ebraico. I dossier sul tavolo dei due Paesi sono numerosi, e comprendono tanto la <strong>Difesa </strong>&#8211; Israele è tra i principali fornitori di armi dell&#8217;India, <a href="https://it.insideover.com/politica/crisi-del-kashmir-lindia-di-modi-prende-a-modello-lisraele-di-netanyahu.html">con una collaborazione estesa</a> a cyber-sicurezza, droni e tecnologia missilistica &#8211; quanto il <strong>commercio</strong> (a partire dal progetto del Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa) e la <strong>cultura</strong>. </p>



<p>Non solo: sta assumendo una rilevanza sostanziale la vicenda dei <strong>Bnei Menashe</strong>. Parliamo di un <strong>gruppo etnico-religioso</strong>, originario dell&#8217;India nord orientale, tra gli Stati di <strong>Manipur</strong> e <strong>Mizoram</strong>, che sostiene di discendere da una delle cosiddette “<strong>dieci tribù perdute</strong>” di Israele, in particolare dalla<strong> tribù di Manasse</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="736" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113743671_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_880169-1024x736.jpg" alt="" class="wp-image-514874" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113743671_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_880169-1024x736.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113743671_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_880169-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113743671_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_880169-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113743671_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_880169-1536x1104.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113743671_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_880169-600x431.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113743671_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_880169.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Dall&#8217;India a Israele: il trasferimento della “tribù perduta” dei Bnei Menashe</h2>



<p>Nei giorni scorsi, oltre <strong>250 indiani</strong> appartenenti a questa tribù biblica sono atterrati all&#8217;aeroporto Ben Gurion nell&#8217;ambito di un&#8217;<strong>operazione governativa</strong> per il loro <strong>trasferimento </strong>in Israele. </p>



<p>I Bnei Menashe vivono in avamposti sperduti nel <strong>kibbutz di Ma&#8217;oz Tzur</strong>, al confine tra l&#8217;India e il Myanmar. Sono circa 10.000 e si considerano parte, come detto, di una delle dieci tribù perdute di Israele, discendenti di un patriarca tribale, Manasse, e dispersi quasi tre millenni fa. </p>



<p>Da qualche anno hanno iniziato a trasferirsi nello Stato ebraico, consapevoli che il governo israeliano ha promesso di riportarli tutti in Israele entro il <strong>2030</strong>. Quasi metà della comunità, ha ricordato il <em>New York Times</em>, si è già trasferita in Israele a partire dagli anni &#8217;90. Con l&#8217;operazione &#8220;<strong>Ali dell&#8217;Alba</strong>&#8220;, Tel Aviv ha appena trasportato in aereo altri 250 membri, in attesa di ulteriori rimpatri già in programma. </p>



<p>I primi gruppi si sono stabiliti in luoghi come <strong>Hebron</strong>, in <strong>Cisgiordania</strong>, e negli <strong>insediamenti israeliani a Gaza</strong>. Nel novembre dello scorso anno, il governo israeliano ha accettato di aiutare i restanti 5.800 Menashe a immigrare in massa (1.200 lo faranno nel corso del 2026).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113724311_3f53713f77af3d5d2967b6fa0cdcbe1d-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-514873" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113724311_3f53713f77af3d5d2967b6fa0cdcbe1d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113724311_3f53713f77af3d5d2967b6fa0cdcbe1d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113724311_3f53713f77af3d5d2967b6fa0cdcbe1d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113724311_3f53713f77af3d5d2967b6fa0cdcbe1d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113724311_3f53713f77af3d5d2967b6fa0cdcbe1d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260426113724311_3f53713f77af3d5d2967b6fa0cdcbe1d.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La mossa di Tel Aviv</h2>



<p>Per assorbire i nuovi arrivati, Tel Aviv ha previsto un ingente <strong>sostegno finanziario</strong> iniziale, oltre a corsi di lingua ebraica, orientamento professionale, alloggi temporanei e programmi sociali di aiuto. Netanyahu l&#8217;ha definita &#8220;una decisione importante che rafforzerà anche le <strong>regioni del Nord e della Galilea</strong>&#8220;, alcune delle quali sono state colpite dai razzi lanciati dai combattenti di Hezbollah in Libano. </p>



<p>Israele ha bisogno di ricostruire la propria <strong>economia</strong>. La chiamata alle armi da parte di numerosi israeliani, i palestinesi della Cisgiordania impossibilitati a svolgere le proprie attività lavorative e la riduzione del flusso di lavoratori migranti provenienti da paesi come il Nepal e la Thailandia hanno danneggiato il Paese. I legislatori di Tel Aviv hanno tuttavia spiegato che il duplice obiettivo di questa mossa, concordata con Delhi, consiste, da un lato nel riunire le famiglie, e dall&#8217;altro nel ripopolare il nord di Israele. </p>



<p>&#8220;Stiamo facendo la storia portando l&#8217;intera comunità di Bnei Menashe in Israele&#8221;, ha dichiarato <strong>Ofir Sofer</strong>, ministro israeliano per l&#8217;aliyah e l&#8217;integrazione, in un comunicato. &#8220;Oggi abbiamo accolto con grande gioia ed entusiasmo il primo volo di immigrati dal nord dell&#8217;India. Ringrazio il primo ministro Netanyahu e il ministro delle Finanze Smotrich, che hanno accolto con favore l&#8217;iniziativa da me promossa, un&#8217;iniziativa che unirà l&#8217;intera comunità nello Stato di Israele&#8221;, ha aggiunto lo stesso Sofer.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">NEWS: THE 240 IMMIGRANTS ISRAEL IMPORTED FROM INDIA LAND IN ISRAEL<br><br>The 240 are part of the 1,200 of the Bnei Menashe community from northeastern India Israel approved to migrate to Israel in 2026. <a href="https://t.co/XPYdftU4X5">pic.twitter.com/XPYdftU4X5</a></p>&mdash; Sulaiman Ahmed (@ShaykhSulaiman) <a href="https://twitter.com/ShaykhSulaiman/status/2047575235843457212?ref_src=twsrc%5Etfw">April 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/cosa-ce-dietro-lesodo-della-tribu-indiana-bnei-menashe-verso-israele.html">Cosa c&#8217;è dietro l&#8217;esodo della tribù indiana Bnei Menashe verso Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>India e Corea del Sud, l’asse asiatico che punta a ridisegnare industria e difesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/india-e-corea-del-sud-lasse-asiatico-che-punta-a-ridisegnare-industria-e-difesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 23:40:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/india-corea-del-sud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="India" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/india-corea-del-sud.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/india-corea-del-sud-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/india-corea-del-sud-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/india-corea-del-sud-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/india-corea-del-sud-1536x1031.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/india-corea-del-sud-600x403.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> I progetti congiunti nel settore degli armamenti mostrano che l’intesa tra India e Corea del Sud non si limita al commercio civile.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/india-corea-del-sud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="India" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/india-corea-del-sud.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/india-corea-del-sud-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/india-corea-del-sud-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/india-corea-del-sud-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/india-corea-del-sud-1536x1031.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/india-corea-del-sud-600x403.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Commercio, tecnologia e armamenti: la nuova saldatura tra New Delhi e Seul prende forma. C’è un dato che aiuta a capire la portata politica del viaggio del presidente sudcoreano <a href="https://it.insideover.com/politica/polonia-e-corea-del-sud-la-vittoria-dei-candidati-post-atlantisti.html" type="post" id="473167">Lee Jae-myung a New Delhi:</a> non si tratta di una semplice visita diplomatica, ma della dichiarazione di un salto di qualità nei rapporti tra <strong>due potenze asiatiche che vogliono pesare di più negli equilibri economici e strategici del continente.</strong> L’obiettivo annunciato è ambizioso: raddoppiare gli scambi commerciali entro il 2030, portandoli a 50 miliardi di dollari. Ma il punto vero non è solo il volume degli affari. Il punto è la natura dei settori coinvolti, che racconta una convergenza molto più profonda.</p>



<p>Accanto al premier indiano <strong>Narendra Modi</strong>, Lee Jae-myung ha messo sul tavolo una serie di intese che toccano alcuni dei nodi più sensibili dell’economia mondiale contemporanea: semiconduttori, cantieristica navale, industria della difesa, catene di approvvigionamento tecnologico. Non è un dettaglio che <strong>il presidente sudcoreano sia arrivato in India accompagnato da una delegazione di circa duecento dirigenti d’impresa.</strong> È il segnale che Seul considera il mercato indiano non solo come uno sbocco commerciale, ma come una piattaforma industriale e geopolitica destinata a diventare sempre più centrale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’India cerca tecnologia, la Corea cerca spazio strategico</h2>



<p>Per New Delhi questo partenariato si inserisce perfettamente nella strategia del <em>Made in India.</em> L’India vuole accelerare la propria industrializzazione, ridurre le dipendenze esterne e rafforzare la capacità produttiva nazionale in comparti ad alto valore aggiunto. Per farlo ha bisogno di tecnologia, know-how, capitali e partner capaci di <strong>trasferire competenze senza imporre condizioni politiche troppo pesanti.</strong> La Corea del Sud, da questo punto di vista, appare un interlocutore ideale: dispone di una base industriale avanzata, di capacità tecnologiche consolidate e di una forte esperienza nei settori manifatturieri più competitivi.</p>



<p>Per questo New Delhi punta perfino alla creazione di zone industriali dedicate alle imprese coreane, con l’obiettivo di facilitarne l’insediamento e accelerare gli investimenti. Dietro questa scelta si vede bene la logica indiana: attrarre produzione, incorporare tecnologia e trasformare il rapporto commerciale in una leva di potenza nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Difesa e nucleare civile, i due dossier più sensibili</h2>



<p><strong>La parte più interessante riguarda però la cooperazione strategica.</strong> I progetti congiunti nel settore degli armamenti, compresa la produzione di sistemi avanzati come l’artiglieria, mostrano che l’intesa non si limita al commercio civile. India e Corea del Sud stanno costruendo un rapporto che tocca direttamente il tema della sicurezza e dell’autonomia strategica. Per l’India significa diversificare i fornitori e rafforzare una propria base militare-industriale. Per Seul significa entrare più profondamente in uno dei più grandi mercati della difesa del mondo.</p>



<p><strong>A questo si aggiunge il dossier del nucleare civile.</strong> L’interesse indiano per i piccoli reattori modulari sudcoreani non è soltanto una questione energetica. È una scelta che incrocia industria, transizione energetica e sicurezza degli approvvigionamenti. Alimentare siti industriali riducendo la dipendenza dal carbone vuol dire rafforzare la competitività economica e, insieme, alleggerire una vulnerabilità strutturale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un messaggio al resto dell’Asia</h2>



<p>In controluce, questo accordo dice anche altro. <strong>Dice che in Asia si stanno moltiplicando intese bilaterali che non aspettano più le grandi architetture multilaterali per prendere forma.</strong> India e Corea del Sud si avvicinano perché entrambe avvertono che la competizione globale si giocherà sulla capacità di controllare produzione, tecnologia e difesa. In un continente segnato dalla pressione cinese, dall’incertezza americana e dal riarmo diffuso, il loro riavvicinamento vale dunque più dei numeri commerciali. È il tentativo di costruire un’alleanza di interessi capace di trasformare la cooperazione economica in un moltiplicatore di potenza.</p>
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		<title>Perché il censimento dell&#8217;India è un evento storico</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/perche-il-censimento-dellindia-e-un-evento-storico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 05:13:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1216" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200405758_a1f85667f4bae5ce21b93cf21734f2b4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200405758_a1f85667f4bae5ce21b93cf21734f2b4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200405758_a1f85667f4bae5ce21b93cf21734f2b4-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200405758_a1f85667f4bae5ce21b93cf21734f2b4-1024x649.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200405758_a1f85667f4bae5ce21b93cf21734f2b4-768x486.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200405758_a1f85667f4bae5ce21b93cf21734f2b4-1536x973.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200405758_a1f85667f4bae5ce21b93cf21734f2b4-600x380.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questo censimento indiano è un evento cruciale perché raccoglie dati socio-economici fondamentali per politiche, Welfare e rappresentanza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-il-censimento-dellindia-e-un-evento-storico.html">Perché il censimento dell&#8217;India è un evento storico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1216" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200405758_a1f85667f4bae5ce21b93cf21734f2b4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200405758_a1f85667f4bae5ce21b93cf21734f2b4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200405758_a1f85667f4bae5ce21b93cf21734f2b4-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200405758_a1f85667f4bae5ce21b93cf21734f2b4-1024x649.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200405758_a1f85667f4bae5ce21b93cf21734f2b4-768x486.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200405758_a1f85667f4bae5ce21b93cf21734f2b4-1536x973.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200405758_a1f85667f4bae5ce21b93cf21734f2b4-600x380.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In <strong>India </strong>sono iniziate le operazioni per realizzare il <strong>censimento </strong>più grande del mondo. Si tratta di un evento a suo modo storico, visto che si tratta del primo conteggio della popolazione del Paese effettuato negli ultimi 15 anni. Sarebbe però un errore pensare che questo processo estremamente lungo e complicato serva soltanto a contare il <strong>numero degli abitanti</strong> di una popolazione che ha sfondato il tetto di 1,47 miliardi di persone. Le autorità porranno infatti ben <strong>33 domande</strong> ai cittadini per conoscere il loro stile di vita e tracciare un quadro, non solo <strong>demografico</strong> ma anche <strong>socio-economico</strong>. </p>



<p>Più di 3 miliardi di funzionari saranno impegnati, per un anno intero, nelle <strong>due fasi</strong> che comporranno il 16esimo censimento indiano, l&#8217;ottavo dall&#8217;indipendenza del 1947, un atto ufficiale che includerà anche dati sulle <strong>caste </strong>e che – scrivono i media indiani – è considerato cruciale <a href="https://it.insideover.com/economia/lindia-cambia-pelle-in-arrivo-la-radicale-riforma-economica-di-modi.html">per le politiche del governo</a>, l&#8217;erogazione dei <strong>servizi di Welfare</strong> e per la <strong>rappresentanza politica</strong> nel Paese, ricordiamolo, più popoloso del pianeta. Per la cronaca, l&#8217;ultimo censimento si è tenuto nel <strong>2011</strong>, mentre quello del <strong>2021 </strong>è stato ritardato dalla pandemia e poi ulteriormente posticipato a causa di problemi di programmazione amministrativa ed elettorale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200658240_5e55ce33294124e4a220e3fc14bf336b-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-512368" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200658240_5e55ce33294124e4a220e3fc14bf336b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200658240_5e55ce33294124e4a220e3fc14bf336b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200658240_5e55ce33294124e4a220e3fc14bf336b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200658240_5e55ce33294124e4a220e3fc14bf336b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200658240_5e55ce33294124e4a220e3fc14bf336b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260407200658240_5e55ce33294124e4a220e3fc14bf336b.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Molto più di un censimento</h2>



<p>I numeri sono impressionanti. Il censimento coinvolgerà 36 tra Stati e territori indiani amministrati a livello federale, oltre 7mila sottodistretti, più di 9.700 città e quasi 640mila villaggi. Il lavoro sul campo sarà svolto da <strong>rilevatori </strong>e <strong>supervisori</strong>: insegnanti, funzionari locali e personale governativo. </p>



<p>Per la prima volta, l&#8217;intero atto verrà condotto in <strong>formato digitale</strong> con le autorità che raccoglieranno i dati usando <strong>app per dispositivi mobili</strong>. Le autorità hanno inoltre introdotto l&#8217;<strong>auto censimento</strong>, consentendo ai residenti di inviare i propri dati online tramite un portale che genera un codice identificativo univoco per la verifica da parte degli addetti al censimento.</p>



<p>Ci sono comunque <strong>due fasi porta a porta</strong>. La prima, conosciuta come Censimento delle abitazioni e degli alloggi, serve per raccogliere informazioni sulle condizioni abitative, i servizi disponibili e i beni posseduti dalle famiglie. La seconda fase, quella del censimento della popolazione, è invece prevista per febbraio 2027 e raccoglierà dati dettagliati su demografia, istruzione, migrazione e natalità. </p>



<p>Come detto, verranno rilevate anche le <strong>caste</strong>. Il lancio iniziale coinvolge alcune regioni selezionate, tra cui le isole Andamane e Nicobare, Delhi, Goa, Karnataka, Mizoram e Odisha. In queste aree, l&#8217;autocensimento si svolgerà nei primi 15 giorni di aprile, seguito da un elenco delle abitazioni e da un&#8217;indagine sugli alloggi tra il 16 aprile e il 15 maggio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040720062496_2a6823f56ce66561e84c044167044022-1024x685.jpg" alt="" class="wp-image-512367" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040720062496_2a6823f56ce66561e84c044167044022-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040720062496_2a6823f56ce66561e84c044167044022-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040720062496_2a6823f56ce66561e84c044167044022-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040720062496_2a6823f56ce66561e84c044167044022-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040720062496_2a6823f56ce66561e84c044167044022-600x402.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026040720062496_2a6823f56ce66561e84c044167044022.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il conteggio dell&#8217;India</h2>



<p>Dalle sue origini come rudimentale censimento sotto il dominio coloniale, ha sottolineato la <em>Cnn</em>, il questionario censuario indiano si è progressivamente ampliato, rispecchiando il mutare delle priorità dello Stato. Il primo atto ufficiale, risalente al <strong>1872</strong>, conteneva 17 domande: era essenzialmente un registro delle abitazioni che registrava chi viveva dove, insieme a dati di base come età, religione, casta e professione. </p>



<p>Nei decenni successivi le domande su lingua, alfabetizzazione e professione sarebbero state affinate, includendo <strong>dettagli su lavoro secondario</strong>. A partire dagli anni Settanta, il censimento ha assunto una prospettiva quasi del tutto socio-economica. Le storie migratorie, la durata della residenza, i modelli di fertilità e le classificazioni dettagliate dell&#8217;occupazione sono diventati standard fondamentali.</p>



<p>Negli ultimi decenni, in particolare nel 2001 e nel 2011, il censimento ha monitorato anche l&#8217;evoluzione dell&#8217;economia in via di modernizzazione, come modelli di pendolarismo, lavoro marginale rispetto al lavoro principale, frequenza scolastica e dati sempre più dettagliati su disabilità e fertilità. </p>



<p>Attenzione però, perché con l&#8217;ampliamento dell&#8217;ambito di raccolta dei dati, e in seguito alla modernizzazione dell&#8217;India, sono cresciute anche le <strong>preoccupazioni </strong>relative al possibile <strong>utilizzo di tali informazioni</strong>. Secondo alcuni analisti, i recenti sforzi per la creazione di database, tra cui il <strong>Registro Nazionale della Popolazione (Npr)</strong>, e le intense <strong>revisioni delle liste elettorali</strong>, hanno acuito le preoccupazioni del pubblico riguardo al conteggio ufficiale, spesso collegandolo a questioni di cittadinanza e inclusione. </p>



<p>E ancora: Nuova Delhi ha elaborato le ultime politiche senza disporre di dati demografici recenti. In assenza di un nuovo censimento, in sostanza, il governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html">Narendra Modi</a> si è affidato a indagini campionarie che spaziavano dalla spesa per consumi ai dati sulla forza lavoro. Ecco perché l&#8217;attuale censimento è <a href="https://it.insideover.com/economia/dai-chip-alla-difesa-aerea-lindia-sullindustria-vuole-far-da-se.html">fondamentale per il presente ma soprattutto per il futuro</a> dell&#8217;India.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="681" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-505029" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260210121654224_998d59bae2a8c8ec2eb3b8de6af58440.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<item>
		<title>100 miliardi per gli arsenali, 43 di profitti: i conti della corsa al nucleare</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/100-miliardi-per-gli-arsenali-43-di-profitti-i-conti-della-corsa-al-nucleare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 23:34:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1182" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260404155641985_9b927a30ee2bb6d64d578e677c38a922.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260404155641985_9b927a30ee2bb6d64d578e677c38a922.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260404155641985_9b927a30ee2bb6d64d578e677c38a922-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260404155641985_9b927a30ee2bb6d64d578e677c38a922-1024x630.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260404155641985_9b927a30ee2bb6d64d578e677c38a922-768x473.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260404155641985_9b927a30ee2bb6d64d578e677c38a922-1536x946.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260404155641985_9b927a30ee2bb6d64d578e677c38a922-600x369.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dagli Stati Uniti alla Cina, la corsa al nucleare non si ferma: 100 miliardi spesi in arsenali nel 2024, mentre cresce la minaccia di un conflitto atomico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/100-miliardi-per-gli-arsenali-43-di-profitti-i-conti-della-corsa-al-nucleare.html">100 miliardi per gli arsenali, 43 di profitti: i conti della corsa al nucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1182" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260404155641985_9b927a30ee2bb6d64d578e677c38a922.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260404155641985_9b927a30ee2bb6d64d578e677c38a922.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260404155641985_9b927a30ee2bb6d64d578e677c38a922-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260404155641985_9b927a30ee2bb6d64d578e677c38a922-1024x630.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260404155641985_9b927a30ee2bb6d64d578e677c38a922-768x473.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260404155641985_9b927a30ee2bb6d64d578e677c38a922-1536x946.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260404155641985_9b927a30ee2bb6d64d578e677c38a922-600x369.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>3.169 dollari al secondo:</strong> è questa l’incredibile cifra che i nove Stati dotati di armi nucleari hanno destinato a queste ultime nel 2024. I membri del “club atomico” — ovvero Russia, Francia, India, Stati Uniti, Regno Unito, Israele, Cina, Pakistan e Corea del Nord — hanno speso per i propri arsenali 9,9 miliardi di dollari in più — pari al +11% — rispetto all&#8217;anno precedente, portando il <strong>totale a 100,2 miliardi di dollari. </strong>È quanto rivela il rapporto di ICAN (Campagna internazionale per l&#8217;abolizione delle armi nucleari) intitolato <em>Hidden Costs: Nuclear Weapons Spending in 2024.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Armi nucleari, la spesa globale tocca nuovi record</strong></h2>



<p>Nel documento si legge che, nei cinque anni compresi tra il 2020 e il 2024, questi Paesi hanno speso complessivamente <strong>415,9 miliardi di dollari per i propri arsenali nucleari. </strong>Numeri che fanno impressione in un frangente storico in cui l&#8217;escalation del conflitto tra Israele e Stati Uniti da un lato e Iran dall’altro accresce i timori di un possibile uso di armi nucleari, mentre il presidente russo <strong>Vladimir Putin </strong>continua a lanciare velate minacce sull&#8217;eventuale utilizzo dei suoi arsenali in Ucraina.</p>



<p>I dati del report ICAN comprovano, inoltre, <strong>la generale tendenza verso un rinnovato militarismo,</strong> come testimonia l’aumento storico della spesa militare globale che —  secondo l’analisi del SIPRI (<em>Stockholm International Peace Research Institute</em>) — nel 2024 ha toccato <strong>la cifra record di 2.718 miliardi di dollari. </strong>A confermare la spirale bellicista, ci sono anche <a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2026/04/03/trump-budget-pentagon-defense-spending/">le recenti rivelazioni del Washington Post </a>, secondo cui Donald Trump ha richiesto ufficialmente, per il prossimo anno fiscale, <strong>uno stanziamento di 1.500 miliardi di dollari da destinare al Pentagono,</strong> una cifra che rappresenterebbe il più grande bilancio per la difesa nella storia degli Stati Uniti. </p>



<p>Questi ultimi, che dispongono di 5.277 armi nucleari, la cui potenza esplosiva è stimata come equivalente a 59.644 bombe di Hiroshima, si piazzano in cima al podio per l’incremento più consistente nella spesa nucleare. Washington ha infatti registrato <strong>un aumento pari a 5,3 miliardi di dollari,</strong> per un totale — 56,8 miliardi — che supera quello di tutti gli altri Stati nucleari messi insieme. Si tratta di <strong>una cifra con cui si sarebbero potute salvare le vite di 365 milioni di persone in grave stato di insicurezza alimentare nel 2024</strong>. La Cina si è confermata al secondo posto con 12,5 miliardi totali, seguita dal Regno Unito con 10,4 miliardi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Miliardi di profitti dalla corsa al nucleare</strong></h2>



<p>Chi trae profitti da questa corsa agli armamenti nucleari? A fronte di milioni di persone che sarebbero colpite da qualsiasi uso accidentale o intenzionale di armi atomiche, c’è uno sparuto gruppo di <strong>aziende private —&nbsp;almeno ventidue — che hanno guadagnato 43,5 miliardi di dollari</strong> nel corso dell’anno indicato e che detengono <strong>almeno 463 miliardi in contratti in essere.</strong> Nel 2024 sono stati assegnati nuovi contratti del valore di circa 20 miliardi di dollari.</p>



<p>Al vertice della classifica pubblicata nel report —&nbsp;e che enumera gli attori impegnati nello sviluppo e nella manutenzione degli arsenali nucleari mondiali —&nbsp;si trova <strong>Honeywell International</strong> <strong>con 6,94 miliardi di dollari di ricavi nucleari</strong>, pari al 18% del suo fatturato totale. A seguire <strong>con 5,34 miliardi</strong> <strong>BWX Technologies, </strong>società per la quale il nucleare rappresenta ben il 20% dei ricavi complessivi, a conferma di un modello di business largamente costruito attorno alla produzione di distruzione di massa.</p>



<p>Il caso più estremo è probabilmente quello di <strong>Amentum: con 5,31 miliardi di ricavi nucleari, il settore pesa sul suo fatturato per il 63%.</strong> Un&#8217;azienda che dipende dalle armi nucleari per quasi due terzi del proprio giro d&#8217;affari.</p>



<p>Seguono nella graduatoria per volume assoluto Fluor (3,4 miliardi), Lockheed Martin (3,64 miliardi) e Northrop Grumman (3,2 miliardi).</p>



<p><strong>Nel novero delle aziende europee spicca Leonardo, unica italiana presente in tabella, con 144 milioni di dollari</strong> — l&#8217;1% del fatturato totale — guadagnati principalmente attraverso la partecipazione a MBDA, il consorzio che produce i missili da crociera a capacità nucleare per la Francia. Una voce apparentemente marginale in termini percentuali, ma che inserisce <strong>a pieno titolo il colosso della difesa italiano nell&#8217;industria nucleare globale.</strong></p>



<p>Queste aziende peraltro non lesinano in attività di lobbying. Il rapporto ICAN rivela che nel 2024 hanno speso <strong>oltre 128 milioni di dollari per finanziare i propri lobbisti</strong> in Francia e negli Stati Uniti, mentre il loro esercito di rappresentanti ha ottenuto 196 incontri con alti funzionari britannici, di cui 18 direttamente con l&#8217;ufficio del Primo Ministro.</p>



<p>Sono poi centinaia le istituzioni finanziarie che intrattengono rapporti significativi con i produttori di armi nucleari e che traggono profitti dalle loro partecipazioni azionarie in questi ultimi, <a href="https://it.insideover.com/economia/la-nuova-corsa-al-nucleare-chi-finanzia-e-chi-produce-le-armi-atomiche.html">come avevamo già raccontato su InsideOver.</a></p>



<p>Il report restituisce un barlume di speranza sottolineando come, a fronte di nove Paesi che destinano alle armi nucleari centinaia di miliardi di dollari e che «continuano ad agitare la sciabola nucleare come strumento di coercizione», come ha dichiarato il Segretario Generale dell&#8217;ONU <strong>António Guterres</strong>, 98 Paesi nel mondo hanno firmato, ratificato o aderito al Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN), che vieta tutte le attività legate alle armi nucleari e impegna i firmatari a lavorare per la loro eliminazione. È quello che auspica lo stesso Guterres il quale ha ricordato che «l&#8217;opzione nucleare non è affatto un&#8217;opzione. È una strada a senso unico verso l&#8217;annientamento. Dobbiamo evitare questo vicolo cieco a tutti i costi». </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/100-miliardi-per-gli-arsenali-43-di-profitti-i-conti-della-corsa-al-nucleare.html">100 miliardi per gli arsenali, 43 di profitti: i conti della corsa al nucleare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Cia, i droni, i ribelli: che ci fanno mercenari ucraini e americani in Myanmar?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-cia-i-droni-i-ribelli-che-ci-fanno-mercenari-ucraini-e-americani-in-myanmar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 19:16:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[mercenari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324141621664_83bf67f68bb0e68a23c35d26c9533d2d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324141621664_83bf67f68bb0e68a23c35d26c9533d2d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324141621664_83bf67f68bb0e68a23c35d26c9533d2d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324141621664_83bf67f68bb0e68a23c35d26c9533d2d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324141621664_83bf67f68bb0e68a23c35d26c9533d2d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324141621664_83bf67f68bb0e68a23c35d26c9533d2d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324141621664_83bf67f68bb0e68a23c35d26c9533d2d-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Nia indiana ha arrestato sette stranieri, tra cui sei ucraini e l’americano VanDyke, accusati di addestrare gruppi armati in Myanmar.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cia-i-droni-i-ribelli-che-ci-fanno-mercenari-ucraini-e-americani-in-myanmar.html">La Cia, i droni, i ribelli: che ci fanno mercenari ucraini e americani in Myanmar?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324141621664_83bf67f68bb0e68a23c35d26c9533d2d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324141621664_83bf67f68bb0e68a23c35d26c9533d2d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324141621664_83bf67f68bb0e68a23c35d26c9533d2d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324141621664_83bf67f68bb0e68a23c35d26c9533d2d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324141621664_83bf67f68bb0e68a23c35d26c9533d2d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324141621664_83bf67f68bb0e68a23c35d26c9533d2d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260324141621664_83bf67f68bb0e68a23c35d26c9533d2d-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>National Investigation Agency (Nia)</strong>, la principale agenzia antiterrorismo indiana, ha arrestato <strong>sette cittadini stranieri</strong> accusandoli di aver cospirato per compiere attività terroristiche contro l&#8217;<strong>India</strong>. Si tratta di <strong>sei cittadini ucraini</strong> e di <strong>uno statunitense</strong> fermati, quasi in contemporanea, in tre <strong>aeroporti</strong> differenti &#8211; Lucknow, Delhi e Calcutta – poco prima che potessero lasciare il Paese. Erano appena rientrati dal <strong>Myanmar</strong>, dove erano entrati passando dallo Stato indiano del <strong>Mizoram</strong>, una zona ad accesso limitato per i cittadini stranieri, per passare poi all&#8217;interno dello <strong>Stato birmano di Chin</strong>. Qui avrebbero incontrato alcuni membri di <strong>gruppi etnici locali</strong> con interessi &#8220;ostili&#8221; all&#8217;India ai quali avrebbero impartito un <strong>addestramento </strong>nel campo della <strong>guerra con i droni</strong>, delle operazioni con gli stessi velivoli senza pilota e delle tecnologie di assemblaggio e disturbo. </p>



<p>I media di Delhi hanno pubblicato anche i nomi dei protagonisti di questa vicenda. Gli ucraini Hurba Petro, Slyviak Taras, Ivan Sukmanovskyi, Stefankiv Marian, Honcharuk Maksim e Kaminskyi Viktor sono stati definiti &#8220;<strong>mercenari</strong>&#8220;, mentre lo statunitense<strong> Matthew Aaron VanDyke </strong>è sospettato di essere un agente della <strong>Central Intelligence Agency (Cia)</strong>. I sette si trovano adesso sotto la custodia della Nia, che ha effettuato le operazioni di arresto lo scorso 17 marzo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/India?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#India</a> has arrested six Ukrainians led by Matthew VanDyke, a CIA merc, for terrorist training in Myanmar<br><br>Detained for &quot;illegal entry, weapons and importing drones from Europe&quot; <a href="https://t.co/nSjUSn9AU3">pic.twitter.com/nSjUSn9AU3</a></p>&mdash; Mina (@Mina696645851) <a href="https://twitter.com/Mina696645851/status/2034054081086431473?ref_src=twsrc%5Etfw">March 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo strano complotto contro l&#8217;India</strong></h2>



<p> La parte più interessante dell&#8217;intera vicenda arriva grazie a quanto pubblicato dall&#8217;agenzia di stampa russa <em>Rt</em>, secondo la quale i cittadini stranieri sarebbero stati accusati di &#8220;<strong>importare ingenti quantitativi di droni dall&#8217;Europa</strong> al <a href="https://it.insideover.com/guerra/myanmar-nella-guerra-tra-giunta-militare-e-ribelli-le-uniche-vere-vittime-sono-i-civili.html">Myanmar </a>attraverso l&#8217;India, destinati all&#8217;uso da parte di <strong>gruppi terroristici</strong>&#8221; noti per &#8220;sostenere alcuni gruppi insurrezionali indiani fuorilegge, fornendo loro armi e altro materiale terroristico e addestrandoli, compromettendo così la sicurezza nazionale e gli interessi dell&#8217;India&#8221;. Dal canto suo, la Nia ha affermato di non essere in grado di condividere ulteriori dettagli sul caso, almeno in questa fase delicatissima. </p>



<p>Il giudice aggiunto <strong>Prashant Sharma</strong> ha fatto presente che la denuncia presentata dalla Nia non si limita ad affermare che gli imputati siano entrati illegalmente nel Mizoram per entrare in Myanmar, ma accende i riflettori anche e soprattutto sulle loro presunte azioni a beneficio di &#8220;gruppi armati etnici (birmani, ndr) che sostengono determinati gruppi insurrezionali indiani fuorilegge, fornendo loro armi, materiale terroristico e addestrandoli&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">❗️RT INDIA EXCLUSIVE &#8211; NAMED: American &amp; Ukrainian Nationals Arrested For Alleged &#39;Terror Training&#39; In Myanmar<br><br>The American named, Matthew VanDyke, has appeared in at least two films &#8211; one about his activities in Libya, and another about his &#39;security&#39; firm, Sons of Liberty… <a href="https://t.co/68tmeaRBtI">https://t.co/68tmeaRBtI</a> <a href="https://t.co/pf5v8mfK4z">pic.twitter.com/pf5v8mfK4z</a></p>&mdash; RT_India (@RT_India_news) <a href="https://twitter.com/RT_India_news/status/2033854268428759086?ref_src=twsrc%5Etfw">March 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I mercenari ucraini e il presunto agente della Cia</strong></h2>



<p>Certo, la fuga di notizie ha scatenato una valanga di <strong>teorie del complotto</strong> sui social media indiani ed è dunque difficile districarsi tra ipotesi plausibili e vere e proprie fake news. </p>



<p>In ogni caso, <em>India Today</em> si concentra su VanDyke, 46 anni, considerato un cittadino americano &#8220;conosciuto per il suo percorso controverso in diverse zone di conflitto&#8221;. Nel 2011 avrebbe partecipato come combattente straniero alla guerra civile in Libia contro Gheddafi, venendo catturato e detenuto come prigioniero. Successivamente avrebbe operato in varie altre aree belliche, tra Medio Oriente e Nord Africa, presentandosi spesso come documentarista, analista di sicurezza e attivista armato per la libertà. </p>



<p>Nel 2014 ha fondato <strong>Sons of Liberty International (Soli)</strong>, un&#8217;organizzazione statunitense che offre addestramento, consulenza e supporto militare a forze che combattono contro governi autoritari o gruppi terroristici. Non ci sono prove pubbliche in merito al fatto che VanDyke abbia mai agito ufficialmente come agente della Cia o di altri servizi segreti. Lui stesso <strong>nega </strong>qualsiasi <strong>legame operativo</strong> diretto con le intelligence statunitensi, pur avendo studiato <em>Security Studies</em> e partecipato in passato a un processo di reclutamento della Cia.</p>



<p>In passato, diversi volontari internazionali avrebbero manifestato l&#8217;intenzione di sostenere i <strong>gruppi di resistenza Chin</strong> nella loro lotta interna contro la <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-la-giunta-militare-ha-ribaltato-le-sorti-della-guerra-in-myanmar.html">giunta militare birmana</a>, in <a href="https://it.insideover.com/guerra/myanmar-perche-quella-tra-ribelli-e-governativi-e-diventata-una-guerra-di-logoramento.html">una guerra</a> che però non coinvolge direttamente l&#8217;India. Già Al Jazeera, nel maggio 2024, riportava la notizia di ex militari britannici e statunitensi impegnati nell&#8217;addestramento di forze anti giunta nello Stato Chin.</p>



<p>Inoltre, esiste un&#8217;alleanza nota come <strong>Fronte Internazionalista Antifascista (Aif)</strong>, che alcune fonti collocano proprio nello Stato Chin e che avrebbe reclutato volontari stranieri per supportare le forze di resistenza contro la giunta in Myanmar. L&#8217;India vuole tuttavia approfondire una faccenda non ancora chiara.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">NIA arrested 7 foreign nationals on charges of conspiring terrorist activities in India.<br><br>6 Ukrainians, 1 American.<br><br>One is Matthew VanDyke:<br>joined Libiya rebels in Gaddafi regime, founded Sons of Liberty International.<br><br>But what was Finance ministers office following him for? <a href="https://t.co/611YCouo3C">pic.twitter.com/611YCouo3C</a></p>&mdash; D (@Deb_livnletliv) <a href="https://twitter.com/Deb_livnletliv/status/2033937478672126035?ref_src=twsrc%5Etfw">March 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cia-i-droni-i-ribelli-che-ci-fanno-mercenari-ucraini-e-americani-in-myanmar.html">La Cia, i droni, i ribelli: che ci fanno mercenari ucraini e americani in Myanmar?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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