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	<title>India Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 21 Jun 2026 08:25:59 +0000</lastBuildDate>
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	<title>India Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>India e Pakistan, tra la pace e la guerra le acque dell&#8217;Indo</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/india-e-pakistan-tra-la-pace-e-la-guerra-il-corso-delle-acque-dellindo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Larissa Clelia Remenyi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 04:50:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni India-Pakistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1422" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-1024x758.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-768x569.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-1536x1138.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-600x444.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nuova Delhi punta il dito contro Islamabad per il presunto supporto ai terroristi e si è ritirata dal Trattato sulle acque dell’Indo.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/india-e-pakistan-tra-la-pace-e-la-guerra-il-corso-delle-acque-dellindo.html">India e Pakistan, tra la pace e la guerra le acque dell&#8217;Indo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1422" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-1024x758.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-768x569.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-1536x1138.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Indo-600x444.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il Pakistan si adoperava con efficacia a mediare tra Iran e Stati Uniti, il suo vicino-nemico rilanciava con insistenza una minaccia evocata nei mesi precedenti, con il ministro dell’acqua indiano che dichiarava: <a href="https://www.dawn.com/news/2006754">«Nei prossimi anni non una sola goccia d’acqua andrà al Pakistan»</a>. Un vero e proprio ultimatum quello di C. R. Patil, che rilanciava lo scontro con Islamabad su un terreno che per oltre sessant’anni era rimasto inviolato nelle varie crisi fra le due potenze armate di testate atomiche: <strong>quello delle risorse idriche, che nel contesto della rivalità tra le due nazioni hanno una valenza esplosiva, nucleare appunto.</strong></p>



<p>Ma torniamo indietro di un anno, precisamente al 22 aprile 2025. Parliamo dell’<a href="https://it.insideover.com/politica/india-pakistan-venti-di-guerra-potenzialmente-termonucleare.html">attentato di Pahalgam</a> — il più letale contro civili indiani dalla strage di Mumbai del 2008 —, attribuito dalle autorità indiane al Fronte di Resistenza (TRF), <strong>un gruppo militante islamico che sostiene l’indipendenza di Jammu e Kashmir,</strong> regioni a maggioranza musulmana (il 70% della popolazione). Le responsabilità dell’attacco, tuttavia, restano avvolte da diverse zone d’ombra. Se per Nuova Delhi il coinvolgimento del TRF, e i suoi presunti legami con il Pakistan, non lasciano spazio a dubbi, il gruppo ha successivamente smentito la rivendicazione iniziale, <a href="https://thecradle.co/articles-id/30377">sostenendo</a> che il proprio canale di comunicazione fosse stato compromesso. Smentita importante perché normalmente rivendicavano le proprie azioni.</p>



<p>L’attentato era arrivato in un contesto di tensioni in aumento. Nel 2019 il governo di <strong>Narendra Modi </strong>aveva revocato l’autonomia alle suddette regioni e intensificato la repressione dei movimenti separatisti locali, molti dei quali hanno le loro basi oltre frontiera, in Pakistan. Nuova Delhi aveva puntato subito il dito contro Islamabad per il presunto supporto ai terroristi — accusa che il Pakistan nega con fermezza — e, come ritorsione, <strong>si era ritirata unilateralmente dal Trattato sulle acque dell’Indo</strong>, decisione che sarà revocata solo se il Pakistan <a href="https://www.mea.gov.in/speeches-statements?dtl/39442">«ripudierà in modo credibile e irrevocabile il suo sostegno al terrorismo transfrontaliero»</a>. Come accennato, tanti i dubbi sullo svolgimento dei fatti. Come osserva la rivista progressista indiana <a href="https://frontline.thehindu.com/columns/pahalgam-attack-nia-chargesheet-kashmir/article70896047.ece">Frontline</a>, a destare perplessità è soprattutto la rapidità con cui l’attentato è stato collegato a Islamabad. Ma la reazione di Modi è stato durissima: <a href="https://timesofindia.indiatimes.com/india/water-and-blood-cannot-flow-together-pm-modi-signals-no-reversal-on-indus-waters-treaty-suspension/articleshow/121116091.cms">«Acqua e sangue non possono scorrere insieme»</a>.</p>



<p>La sospensione dell’accordo segna una svolta storica. Per 65 anni il trattato ha rappresentato un’eccezione diplomatica in un rapporto più che conflittuale, sopravvivendo alle guerre del 1965, del 1971 e del 1999, oltre che alle crisi ricorrenti fra le due potenze nucleari. Uno strappo, quello di Nuova Delhi, che ha <a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/panic-pakistan-india-vows-cut-off-water-supply-over-kashmir-2025-04-27/">implicazioni</a> potenzialmente catastrofiche. In base all’accordo del 1960, le acque dell’Indo, del Chenab e del Jhelum, che dall’India scorrono verso il Pakistan, sono destinate in larga misura a Islamabad e rappresentano la spina dorsale del suo sistema agricolo: <strong>irrigano oltre 16 milioni di ettari di terreno, l’80% del totale nazionale. </strong>Una dipendenza tale che eventuali riduzioni prolungate dei flussi potrebbero mettere a rischio la sicurezza alimentare di decine di milioni di persone.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le minacce di Nuova Dehli</h2>



<p>Da un anno a questa parte, la questione dell’acqua rimane uno dei principali terreni di scontro fra i due Paesi e le loro relazioni sono precipitate a uno dei punti più bassi della loro travagliata storia. Finora, la sospensione dell’accordo non ha prodotto conseguenze immediate sui flussi dei grandi fiumi himalayani. <strong>Ridurre in modo significativo l’acqua destinata al Pakistan richiederebbe infatti anni di lavori infrastrutturali,</strong> dall’ampliamento dei bacini esistenti alla costruzione di nuovi sistemi di stoccaggio e deviazione.</p>



<p>Ma le minacce di Nuova Delhi hanno iniziato a prendere forma. Nel corso dell’ultimo anno il governo Modi ha accelerato una serie di iniziative sui fiumi del sistema dell’Indo: dall’espansione di alcuni impianti idroelettrici già esistenti ai nuovi progetti sul Chenab, fino ai piani per deviare parte delle acque verso il bacino del Beas. <strong>Secondo Islamabad, Nuova Delhi avrebbe già elaborato 17 progetti destinati a modificare l’equilibrio del sistema fluviale </strong>e a dotarsi degli strumenti di una <a href="https://www.dawn.com/news/2008889">«idro-egemonia»</a>. È anche per questo che il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avvertito che qualsiasi tentativo di alterare il flusso dei corsi d’acqua condivisi potrebbe essere considerato un <a href="https://www.pakistantoday.com.pk/2026/06/12/pakistan-warns-india-any-move-to-block-water-could-amount-to-an-act-of-war">«atto di guerra»</a>. Parole che testimoniano quanto la disputa idrica sia ormai uscita dall’ambito tecnico per entrare a pieno titolo nel lessico della sicurezza nazionale.</p>



<p>A rendere ancora più delicato il quadro è l’assenza di un meccanismo condiviso per risolvere le controversie. Da anni India e Pakistan si scontrano sugli strumenti arbitrali previsti dal trattato. Nuova Delhi non riconosce la competenza della Corte Permanente di Arbitrato dell’Aia, definita dal portavoce del Ministero degli Affari Esteri indiano un organo <a href="https://www.msn.com/en-in/news/other/illegally-constituted-mea-rejects-pakistan-backed-court-of-arbitration-ruling-on-indus-waters-treaty/ar-AA23lOJS?gemSnapshotKey=GM4CF539CC-snapshot-6&amp;uxmode=ruby&amp;cvid=6a31880bdc4a4255b3c77ddc4411b473&amp;ei=18">«costituito illegalmente»</a>. Dopo la sospensione dell’accordo, anche gli ultimi argini istituzionali alla disputa appaiono ormai erosi, se non del tutto sterilizzati.</p>



<p>Sullo sfondo resta però un’altra preoccupazione per Islamabad. Come osserva l’ex rappresentante pakistana alle Nazioni Unite Maleeha Lodhi su <a href="https://www.dawn.com/news/2007952">Dawn</a>, la crisi dell’acqua s’inserisce in un contesto di crescente rivalità strategica. <strong>Quest’anno il governo Modi ha portato il bilancio della difesa a livelli record e accelerato diversi programmi missilistici. </strong>Mosse che, viste dal Pakistan, alimentano la percezione di un progressivo sbilanciamento dei rapporti di forza nell’Asia meridionale. Per il momento, nessuno dei due governi sembra interessato a una vera distensione. Il dialogo resta congelato e la fase del <a href="https://thediplomat.com/2025/06/no-war-no-peace-indias-limited-war-strategy-of-controlled-escalation/">«né guerra né pace»</a> rischia di diventare il nuovo equilibrio fra Nuova Delhi e Islamabad.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Oman-Gujarat, la risposta dell&#8217;India ai ricatti di Hormuz: il gasdotto sotto il mare</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/oman-gujarat-la-risposta-dellindia-ai-ricatti-di-hormuz-il-gasdotto-sotto-il-mare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 13:39:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1369" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-1536x1095.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-600x428.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> L’India, attraverso la crisi di Hormuz, osserva con attenzione una lezione strategica destinata a incidere sul suo futuro energetico.</p>
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<p>Mentre nello <strong>Stretto di Hormuz</strong> si moltiplicano i transiti oscurati di petroliere, i trasferimenti nave-nave al largo dell’Oman e le operazioni protette dalla presenza militare americana, <strong>l’India osserva con crescente attenzione una lezione strategica</strong> destinata a incidere sul proprio futuro energetico. La crisi degli ultimi mesi ha infatti mostrato quanto il commercio energetico globale sia vulnerabile ai conflitti regionali. Se fino a pochi anni fa il concetto di <strong>shadow fleet</strong> era associato principalmente a Iran, Russia e Venezuela, oggi anche compagnie energetiche statali alleate degli Stati Uniti stanno ricorrendo a pratiche di oscuramento dei transponder, rotte alternative e trasferimenti offshore per ridurre l’esposizione a minacce militari. Per Nuova Delhi il messaggio è evidente: una potenza industriale non può permettere che una quota rilevante della propria sicurezza energetica dipenda da un singolo chokepoint.</p>



<p><strong>Perché Hormuz resta il punto più fragile del sistema energetico mondiale</strong></p>



<p>Lo Stretto di Hormuz continua a rappresentare il principale collo di bottiglia energetico del pianeta. Attraverso questo passaggio transitano ogni anno volumi enormi di petrolio e gas naturale liquefatto destinati ai mercati asiatici<a href="https://www.corriere.it/economia/energie/26_giugno_11/i-transponder-spenti-e-la-rotta-verso-l-oman-l-operazione-segreta-di-trump-per-far-passare-le-petroliere-da-hormuz-08de21b6-28b9-4e35-8343-67749eb5axlk.shtml">. Le recenti operazioni di occultamento delle rotte marittime hanno però evidenziato una trasformazione più profonda. Non è soltanto il traffico commerciale a essere cambiato: è cambiata la percezione del rischio.</a> Quando produttori come Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar iniziano a utilizzare tecniche normalmente associate alle flotte clandestine, significa che il sistema tradizionale di sicurezza marittima non è più considerato sufficiente. Per l’India, che importa una parte significativa del proprio fabbisogno energetico, la vulnerabilità di Hormuz non è una questione teorica ma un problema strutturale.</p>



<p><strong>La risposta indiana: una dorsale energetica diretta verso l’Oman</strong></p>



<p>È in questo contesto che torna al centro dell’attenzione il progetto di <strong>gasdotto sottomarino Oman-Gujarat</strong>. Secondo le ipotesi tecniche circolate negli ultimi anni, il collegamento potrebbe estendersi per circa 2.000 chilometri attraverso il Mar Arabico, trasportando gas naturale direttamente verso la costa occidentale indiana. L’aspetto più interessante non riguarda però i numeri. Il vero significato geopolitico dell’opera consiste nel tentativo di sostituire parte del <strong>rischio marittimo</strong> con un <strong>rischio infrastrutturale controllabile</strong>. Una petroliera può essere fermata, colpita, assicurata a costi crescenti o costretta a cambiare rotta. Una pipeline, una volta realizzata, offre invece prevedibilità e continuità, a condizione che venga protetta e mantenuta. In altre parole, l’India non cerca l’autosufficienza energetica, ma una maggiore <strong>ridondanza strategica</strong>.</p>



<p><strong>Il CEPA e la nascita di un asse energetico India-Oman</strong></p>



<p>L’entrata in vigore del <strong>Comprehensive Economic Partnership Agreement (CEPA)</strong> tra India e Oman conferisce alla proposta una dimensione ulteriore. L’accordo commerciale non riguarda soltanto dazi e scambi. Rappresenta la base politica sulla quale costruire una cooperazione più ampia che coinvolga energia, logistica, investimenti e infrastrutture. Per Mascate, il progetto offrirebbe l’opportunità di consolidare il proprio ruolo come hub dell’Oceano Indiano, rafforzando la propria autonomia strategica rispetto alle dinamiche interne del Golfo Persico. Per Nuova Delhi significherebbe invece disporre di un partner stabile, geograficamente vicino e relativamente meno esposto alle tensioni regionali.</p>



<p><strong>La guerra invisibile dei dati energetici</strong></p>



<p>La crisi di Hormuz ha inoltre portato alla luce un altro elemento spesso sottovalutato: il controllo dell’informazione. Le petroliere possono spegnere i sistemi AIS e scomparire dai radar commerciali, ma non dai satelliti. Le immagini radar SAR, le piattaforme di tracciamento marittimo e i sistemi di analisi basati su <strong>intelligenza artificiale</strong> stanno trasformando il monitoraggio energetico in una capacità strategica comparabile a quelle militari. Chi controlla questi dati possiede un vantaggio competitivo enorme. Governi, compagnie petrolifere, assicuratori e fondi d’investimento prendono decisioni sempre più dipendenti da informazioni che non sono necessariamente pubbliche e che spesso vengono elaborate da società private legate a grandi commesse governative. La trasparenza del mercato energetico globale rischia così di diventare un privilegio riservato a pochi attori.</p>



<p><strong>Il vero obiettivo di Nuova Delhi</strong></p>



<p>La domanda decisiva non è se il gasdotto Oman-Gujarat verrà costruito domani. La questione fondamentale è comprendere perché il progetto sia tornato improvvisamente al centro del dibattito strategico indiano. La risposta è che Nuova Delhi considera ormai la <strong>sicurezza energetica</strong> come una componente della <strong>sicurezza nazionale</strong>. La crisi del Golfo ha mostrato che il commercio mondiale dell’energia sta entrando in una fase caratterizzata da militarizzazione delle rotte, opacità informativa e crescente competizione geopolitica. In questo scenario, il gasdotto rappresenta soprattutto una polizza assicurativa contro l’incertezza. Anche se non dovesse essere realizzato nell’immediato, il suo valore strategico è già evidente: segnalare ai mercati, ai fornitori e alle potenze regionali che l’India non intende lasciare il proprio futuro industriale ostaggio di un unico passaggio marittimo. Il vero game changer, dunque, non è il tubo. È la ricerca di una <strong>sicurezza energetica multipolare</strong>, nella quale accesso, resilienza e diversificazione contano almeno quanto il prezzo del gas o del petrolio.</p>
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		<title>Umidità killer e ondate di calore, l&#8217;Asia meridionale soffre. E ci mancava solo lo Stretto di Hormuz&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/umidita-killer-e-ondate-di-calore-lasia-meridionale-soffre-e-ci-mancava-solo-lo-stretto-di-hormuz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:47:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1341" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171207461_7e4940d664dcdf569e71496faa21493b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171207461_7e4940d664dcdf569e71496faa21493b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171207461_7e4940d664dcdf569e71496faa21493b-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171207461_7e4940d664dcdf569e71496faa21493b-1024x715.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171207461_7e4940d664dcdf569e71496faa21493b-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171207461_7e4940d664dcdf569e71496faa21493b-1536x1073.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171207461_7e4940d664dcdf569e71496faa21493b-600x419.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Asia meridionale è finita nella morsa del caldo estremo: temperature record, migliaia di morti e città sempre più invivibili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/umidita-killer-e-ondate-di-calore-lasia-meridionale-soffre-e-ci-mancava-solo-lo-stretto-di-hormuz.html">Umidità killer e ondate di calore, l&#8217;Asia meridionale soffre. E ci mancava solo lo Stretto di Hormuz&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1341" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171207461_7e4940d664dcdf569e71496faa21493b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171207461_7e4940d664dcdf569e71496faa21493b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171207461_7e4940d664dcdf569e71496faa21493b-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171207461_7e4940d664dcdf569e71496faa21493b-1024x715.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171207461_7e4940d664dcdf569e71496faa21493b-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171207461_7e4940d664dcdf569e71496faa21493b-1536x1073.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171207461_7e4940d664dcdf569e71496faa21493b-600x419.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per gran parte dell&#8217;<strong>Asia meridionale</strong>, dal punto di vista climatico questo è probabilmente il periodo peggiore dell&#8217;anno. Le <strong>temperature </strong><a href="https://it.insideover.com/ambiente/termometri-a-50-condizionatori-in-tilt-lasia-travolta-dal-caldo.html">raggiungono infatti il picco</a> prima che l&#8217;arrivo del monsone provveda a rinfrescare il clima. Da una manciata di anni la situazione è però letteralmente fuori controllo. Lo scorso aprile, un&#8217;<strong>ondata di caldo intenso</strong> <strong>e prolungato</strong> si è abbattuta su <strong>India </strong>e <strong>Pakistan</strong>. Il termometro ha sfondato i 46°C in molte località, con valori superiori di 5-8°C rispetto alla media stagionale. Nuova Delhi sta ancora fronteggiando un&#8217;estate torrida con effetti drammatici. </p>



<p>Secondo le stime della rivista <em>Frontiers in Environmental Health</em>, cinque giorni di caldo particolarmente asfissiante avrebbero provocato quasi <strong>30.000 decessi </strong>in eccesso rispetto alla media. Detto altrimenti, una sola giornata di caldo estremo in India potrebbe costare la vita a circa 3.400 persone. All&#8217;ombra del Taj Mahal, le stime ufficiali dei decessi causati dalle ondate di calore oscillano tra le 500 e le 1.500 unità all&#8217;anno, anche se gli esperti avvertono che si tratta di una cifra ampiamente sottostimata, in parte per via della mancanza di un <strong>sistema di monitoraggio uniforme</strong> e in parte per la mancata considerazione degli <strong>impatti indiretti</strong> (come l&#8217;aggravamento di patologie preesistenti).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171103999_e0cbad2a885f91eaf02c8ffb03385e15-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-520177" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171103999_e0cbad2a885f91eaf02c8ffb03385e15-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171103999_e0cbad2a885f91eaf02c8ffb03385e15-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171103999_e0cbad2a885f91eaf02c8ffb03385e15-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171103999_e0cbad2a885f91eaf02c8ffb03385e15-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171103999_e0cbad2a885f91eaf02c8ffb03385e15-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171103999_e0cbad2a885f91eaf02c8ffb03385e15.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Asia meridionale alle prese con il caldo estremo</h2>



<p>L&#8217;<strong>Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm)</strong> ha fatto sapere che gli ultimi 11 anni sono stati i più caldi mai registrati. Ha anche avvisato del fatto che simili ondate di calore stanno, non solo diventando più frequenti, ma anche più lunghe e intense a causa dei cambiamenti climatici in corso. </p>



<p>Come ha spiegato il quotidiano bengalese <em>The Daily Star</em>, uno dei motivi per cui la situazione quest&#8217;anno è stata così grave è coinciso con la persistenza di <strong>sistemi meteorologici di alta pressione</strong>. Cosa significa? Che quando questi sistemi rimangono stazionari aumentano la probabilità di ondate di calore, limitando la formazione di nuvole e riducendo le possibilità di piogge rinfrescanti. L&#8217;aria calda rimane intrappolata vicino alla superficie e le temperature possono aumentare per molti giorni consecutivi. </p>



<p>Si innesca così un <strong>effetto domino perverso</strong>: con meno pioggia, aumenta la temperatura al livello del suolo, il terreno si secca e cresce anche l&#8217;umidità. Le grandi metropoli si trasformano in vere e proprie <strong>trappole di calore</strong>, visto che il <strong>cemento </strong>e l&#8217;<strong>asfalto </strong>assorbono calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente durante la notte, aumentando i rischi per la salute delle persone che non hanno accesso a sistemi di raffreddamento. </p>



<p>Attenzione però, perché i gradi Celsius sono solo una parte della minaccia. Quella ancora più letale chiama in causa l&#8217;<strong>umidità</strong>, la stessa che caratterizza svariate zone dell&#8217;India e del Pakistan.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171244320_296f85ae48d0cff58e91ffcc8cb6e0fa-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-520180" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171244320_296f85ae48d0cff58e91ffcc8cb6e0fa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171244320_296f85ae48d0cff58e91ffcc8cb6e0fa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171244320_296f85ae48d0cff58e91ffcc8cb6e0fa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171244320_296f85ae48d0cff58e91ffcc8cb6e0fa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171244320_296f85ae48d0cff58e91ffcc8cb6e0fa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171244320_296f85ae48d0cff58e91ffcc8cb6e0fa.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Lo shock energetico e le trappole di calore</h2>



<p>Una soluzione, almeno parziale, al caldo estremo ci sarebbe: l&#8217;<strong>aria condizionata</strong>. Peccato che questo strumento, una comune fonte di sollievo dalle temperature torride e dall&#8217;umidità soffocante, sia diventato limitato o addirittura inaccessibile. Colpa della <strong>guerra in Iran</strong> e delle conseguente del <a href="https://it.insideover.com/energia/perche-la-guerra-in-iran-e-uno-shock-energetico-per-tutta-lasia.html">conflitto in Medio Oriente</a>. L&#8217;Asia meridionale dipende fortemente dalle importazioni di petrolio e gas dalla regione e i locali Paesi a basso e medio reddito sono vulnerabili agli shock energetici e alle interruzioni delle forniture. </p>



<p>Nel frattempo, tornando in India, epicentro del fenomeno che stiamo raccontando, uno studio del <em>Centre for Science and Environment (Cse)</em> ha rilevato che la capacità di Delhi di raffreddarsi durante la notte è diminuita del 9% nel corso dell&#8217;ultimo decennio. Il motivo? In gran parte a causa della riduzione della <strong>copertura verde</strong> e dell&#8217;<strong>espansione urbana</strong>. Per la cronaca, il centro città si raffredda di 3,8 °C in meno rispetto alle aree miste rurali e urbane. </p>



<p>Un altro importante studio del 2024, condotto dall&#8217;<em>Iit Bhubaneshwar</em>, ha invece constatao che l&#8217;<strong>urbanizzazione</strong> è responsabile del 60% dell&#8217;aumento del riscaldamento nelle metropoli indiane, mentre il <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-cambiamento-climatico-e-lombra-della-crisi-alimentare-globale.html">cambiamento climatico</a>, causato principalmente dai <strong>combustibili fossili</strong>, contribuisce per il restante 40%: un vero e proprio <strong>mix letale</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="671" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171149290_40f1c91faba7fc8772937b4e80b8e9ab-1024x671.jpg" alt="" class="wp-image-520178" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171149290_40f1c91faba7fc8772937b4e80b8e9ab-1024x671.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171149290_40f1c91faba7fc8772937b4e80b8e9ab-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171149290_40f1c91faba7fc8772937b4e80b8e9ab-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171149290_40f1c91faba7fc8772937b4e80b8e9ab-1536x1007.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171149290_40f1c91faba7fc8772937b4e80b8e9ab-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260611171149290_40f1c91faba7fc8772937b4e80b8e9ab.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/umidita-killer-e-ondate-di-calore-lasia-meridionale-soffre-e-ci-mancava-solo-lo-stretto-di-hormuz.html">Umidità killer e ondate di calore, l&#8217;Asia meridionale soffre. E ci mancava solo lo Stretto di Hormuz&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Gli occhi dell&#8217;India sul Mar Baltico: perché Delhi vuole investire nel porto lituano di Klaipeda</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-occhi-dellindia-sul-mar-baltico-perche-delhi-vuole-investire-nel-porto-lituano-di-klaipeda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 04:06:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Artico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152209379_d4ec7378abf73e9b07e278776fcdeba9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152209379_d4ec7378abf73e9b07e278776fcdeba9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152209379_d4ec7378abf73e9b07e278776fcdeba9-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152209379_d4ec7378abf73e9b07e278776fcdeba9-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152209379_d4ec7378abf73e9b07e278776fcdeba9-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152209379_d4ec7378abf73e9b07e278776fcdeba9-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152209379_d4ec7378abf73e9b07e278776fcdeba9-600x392.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’India valuta investimenti nel porto lituano di Klaipeda per rafforzare i collegamenti commerciali con l’Europa e l'Artico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-occhi-dellindia-sul-mar-baltico-perche-delhi-vuole-investire-nel-porto-lituano-di-klaipeda.html">Gli occhi dell&#8217;India sul Mar Baltico: perché Delhi vuole investire nel porto lituano di Klaipeda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152209379_d4ec7378abf73e9b07e278776fcdeba9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152209379_d4ec7378abf73e9b07e278776fcdeba9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152209379_d4ec7378abf73e9b07e278776fcdeba9-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152209379_d4ec7378abf73e9b07e278776fcdeba9-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152209379_d4ec7378abf73e9b07e278776fcdeba9-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152209379_d4ec7378abf73e9b07e278776fcdeba9-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152209379_d4ec7378abf73e9b07e278776fcdeba9-600x392.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/dagli-emirati-alla-svezia-via-italia-cosa-ce-da-sapere-sul-maxi-tour-di-narendra-modi.html">L&#8217;ultimo viaggio</a> di <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html">Narendra Modi</a> in Europa è stato lungo, intenso e ricco di appuntamenti. Il premier indiano, dopo aver fatto tappa in Medio Oriente, negli Emirati Arabi, si è fermato nei Paesi Bassi, in Italia, in Svezia e in Norvegia. Attenzione a questi ultimi due Stati scandinavi, propedeutici al desiderio di Delhi di ampliare la propria presenza nell&#8217;<strong>Artico</strong>, dove il gigante asiatico gestisce una base di ricerca sull&#8217;isola norvegese delle Svalbard e monitora con attenzione l&#8217;apertura di nuove rotte commerciali regionali. </p>



<p>Una di queste rotte potrebbe attraversare il <strong>porto di Klaipeda</strong>, in <strong>Lituania</strong>, che l&#8217;<strong>India</strong> considera una potenziale porta d&#8217;accesso baltica all&#8217;Europa: un&#8217;opzione allettante, che il governo indiano vorrebbe implementare in scia con il recente upgrade della partnership economica con l&#8217;Unione Europea. Nel momento in cui scriviamo, tre operatori indiani risulterebbero essere in trattative per l&#8217;espansione e lo sviluppo di questo scalo in acque profonde, operativo in qualsiasi condizione meteorologica, e che potrebbe fornire all&#8217;India un ingresso strategico in Europa centrale e settentrionale. L&#8217;elenco del trio comprende il <strong>Gruppo Adani</strong>, la <strong>Jawaharlal Nehru Port Authority (Jnpa)</strong> e la <strong>Mumbai Port Authority (Mpa)</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="730" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-1024x730.jpg" alt="" class="wp-image-517519" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-1536x1095.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gli occhi dell&#8217;India sul porto strategico</h2>



<p>Il porto di Klaipeda, gestito dall&#8217;<strong>Autorità portuale statale lituana</strong>, prevede di indire una gara d&#8217;appalto internazionale per la selezione del gestore che si occuperà dello sviluppo e dell&#8217;ampliamento della sua parte meridionale. Si tratta di un progetto che, in base alle stime preliminari, richiederà un investimento di <strong>1,4 miliardi di euro</strong>. </p>



<p>Ricordiamo che Klaipeda è il più grande porto del Baltico e che lo scorso anno ha movimentato quasi 40 milioni di tonnellate di merci e oltre 400.000 passeggeri. &#8220;La cooperazione con il porto di Klaipeda offre vantaggi significativi per i produttori, le società commerciali, gli spedizionieri, i fornitori di servizi logistici e gli altri operatori marittimi indiani che desiderano accedere ai mercati del Baltico e del Nord Europa&#8221;, ha spiegato <strong>Algis Latakas</strong>, direttore generale del porto che aspetta di capire che cosa accadrà all&#8217;infrastruttura strategica. </p>



<p>Lo scorso ottobre, il porto di Klaipeda e la Jnpa hanno firmato un <strong>protocollo d&#8217;intesa</strong> che definisce un quadro di riferimento per la futura collaborazione. Ulteriori discussioni sulla partecipazione degli operatori indiani potrebbero avere luogo nei prossimi mesi, quando una delegazione lituana visiterà Nuova Delhi per partecipare a un evento sulla connettività europea. </p>



<p>&#8220;L&#8217;evento offrirà l&#8217;opportunità di incontrare nuovamente i rappresentanti del Gruppo Adani, di Jnpa e Mpa, nonché altri soggetti interessati, per aggiornarli sullo stato di avanzamento del progetto ed esplorare ulteriormente le potenziali <strong>aree di cooperazione</strong>&#8220;, ha aggiunto Latakas. Tutto è dunque ancora in una fase preliminare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152247345_6e147559ed0f3cff5a95a3c9430064a4-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-519929" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152247345_6e147559ed0f3cff5a95a3c9430064a4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152247345_6e147559ed0f3cff5a95a3c9430064a4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152247345_6e147559ed0f3cff5a95a3c9430064a4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152247345_6e147559ed0f3cff5a95a3c9430064a4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152247345_6e147559ed0f3cff5a95a3c9430064a4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260609152247345_6e147559ed0f3cff5a95a3c9430064a4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una veduta del porto di Klaipeda</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">A cosa punta Delhi</h2>



<p>Come anticipato, l&#8217;India e l&#8217;Ue hanno concluso all&#8217;inizio del 2026 uno storico <strong>accordo di libero scambio</strong>, un accordo che mira a eliminare i dazi doganali sul 90% delle merci scambiate tra le parti. L&#8217;intesa è attualmente in fase di verifica legale e potrebbe entrare in vigore il prossimo anno (previa ratifica da parte del Parlamento europeo e del Consiglio). In caso di (molto probabile) fumata bianca, il <em>deal </em>aprirebbe la strada ai prodotti indiani consentendo loro di raggiungere un mercato allettante. </p>



<p>Il porto di Klaipeda potrebbe inoltre svolgere un ruolo cruciale nello sviluppo del <strong>Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (Imec)</strong>, annunciato per la prima volta al vertice del G20 di Nuova Delhi nel settembre 2023 ma ancora congelato. Insieme al <strong>Corridoio Baltico-Mar Nero-Egeo (Bba)</strong>, che ha origine in Grecia, l&#8217;Imec potrebbe integrarsi perfettamente con il principale asse geoeconomico europeo, offrendo all&#8217;India sia opportunità commerciali che una connettività politica con Bruxelles. </p>



<p>Già nel 2023, il ministro dei Porti indiano, <strong>Shantanu Thakur</strong>, affermava che il porto di Klaipeda è libero dai ghiacci tutto l&#8217;anno e gode di una posizione ideale come &#8220;porta d&#8217;accesso a importanti regioni industriali dell&#8217;Europa orientale&#8221;. Altre due caratteristiche che fanno gola a Delhi: il porto lituano in questione è in grado di gestire navi di grandi dimensioni (400 m di lunghezza, 13,8 m di pescaggio) ed è il principale hub baltico per il trasbordo di container. Le trattative proseguono. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="973" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/LIndia-dopo-il-Mercosur-lEuropa-rafforza-loffensiva-commerciale-e1769424569176.jpg" alt="" class="wp-image-503094" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/LIndia-dopo-il-Mercosur-lEuropa-rafforza-loffensiva-commerciale-e1769424569176.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/LIndia-dopo-il-Mercosur-lEuropa-rafforza-loffensiva-commerciale-e1769424569176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/LIndia-dopo-il-Mercosur-lEuropa-rafforza-loffensiva-commerciale-e1769424569176.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/LIndia-dopo-il-Mercosur-lEuropa-rafforza-loffensiva-commerciale-e1769424569176.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/LIndia-dopo-il-Mercosur-lEuropa-rafforza-loffensiva-commerciale-e1769424569176.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/LIndia-dopo-il-Mercosur-lEuropa-rafforza-loffensiva-commerciale-e1769424569176.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-occhi-dellindia-sul-mar-baltico-perche-delhi-vuole-investire-nel-porto-lituano-di-klaipeda.html">Gli occhi dell&#8217;India sul Mar Baltico: perché Delhi vuole investire nel porto lituano di Klaipeda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Forniture militari record dall&#8217;India a Israele: così si rafforza l&#8217;asse Delhi-Tel Aviv</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/forniture-militari-record-dallindia-a-israele-cosi-si-rafforza-lasse-delhi-tel-aviv.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 20:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Striscia di Gaza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=519407</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026042020200985_cb7b4255fcc325470a9deb0c281ffa74.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026042020200985_cb7b4255fcc325470a9deb0c281ffa74.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026042020200985_cb7b4255fcc325470a9deb0c281ffa74-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026042020200985_cb7b4255fcc325470a9deb0c281ffa74-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026042020200985_cb7b4255fcc325470a9deb0c281ffa74-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026042020200985_cb7b4255fcc325470a9deb0c281ffa74-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026042020200985_cb7b4255fcc325470a9deb0c281ffa74-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Crescono gli scambi militari tra India e Israele tra forniture record, joint venture industriali e proteste internazionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/forniture-militari-record-dallindia-a-israele-cosi-si-rafforza-lasse-delhi-tel-aviv.html">Forniture militari record dall&#8217;India a Israele: così si rafforza l&#8217;asse Delhi-Tel Aviv</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026042020200985_cb7b4255fcc325470a9deb0c281ffa74.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026042020200985_cb7b4255fcc325470a9deb0c281ffa74.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026042020200985_cb7b4255fcc325470a9deb0c281ffa74-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026042020200985_cb7b4255fcc325470a9deb0c281ffa74-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026042020200985_cb7b4255fcc325470a9deb0c281ffa74-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026042020200985_cb7b4255fcc325470a9deb0c281ffa74-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026042020200985_cb7b4255fcc325470a9deb0c281ffa74-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il rapporto militare tra <strong>Israele </strong>e <strong>India </strong>è <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-lasse-delle-nazioni-tra-india-e-israele-preoccupa-il-pakistan.html">sempre più intenso</a>. Lo confermano i dati sugli <strong>scambi di armamenti</strong> tra i due Paesi, che vedono Nuova Delhi affermarsi come il <strong>secondo maggiore fornitore</strong> di Tel Aviv e lo Stato ebraico essere ormai saldamente nella top tre dei partner della Difesa del gigante asiatico. E lo rilanciano numerosi movimenti di pressione internazionali, come <em>Boycott, Divestments and Sanctions (Bds)</em> e <em>No Harbour for Genocide (Nhb)</em>, preoccupati di questo crescente flusso di materiale bellico diretto dall&#8217;Asia al Medio Oriente. </p>



<p>Nel periodo compreso tra l&#8217;ottobre 2023 e l&#8217;ottobre 2025, ha sottolineato un&#8217;inchiesta di <em>Al Jazeera</em>, l&#8217;India ha fornito il <strong>26%</strong> delle <strong>armi </strong>e <strong>munizioni </strong>importate dal <strong>governo israeliano</strong>, la cifra più alta dopo il 42% degli Stati Uniti, davanti a Romania (8%), Taiwan (4%) e Repubblica Ceca (3%). Nella finestra temporale presa in esame Delhi ha esportato complessivamente circa 4,1 miliardi di attrezzature per la Difesa, <strong>230 milioni </strong>delle quali dirette verso Israele (con una media di 115 milioni all&#8217;anno). </p>



<p>Allo stesso tempo, come ha evidenziato il <em>Sipri</em>, tra il 2021 e il 2025 Tel Aviv <a href="https://it.insideover.com/politica/crisi-del-kashmir-lindia-di-modi-prende-a-modello-lisraele-di-netanyahu.html">ha rappresentato</a> il <strong>15%</strong> di tutto l&#8217;<strong>import indiano nel settore della Difesa</strong>. Certo, questi legami erano in essere già ben prima che scoppiasse la guerra in Iran e nella Striscia di Gaza, ma il recente aumento ha catapultato il dossier sotto i riflettori dell&#8217;opinione pubblica globale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/IDF-IN-LIBANO-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-513499" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/IDF-IN-LIBANO-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/IDF-IN-LIBANO-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/IDF-IN-LIBANO-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/IDF-IN-LIBANO-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/IDF-IN-LIBANO-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/IDF-IN-LIBANO.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I rapporti militari tra India e Israele</h2>



<p>Al di là dei semplici numeri, le aziende della Difesa di Israele e India hanno costruito numerose<strong> joint venture</strong>. La lista è particolarmente lunga e comprende, tra i vari esempi, l&#8217;indiana Kalyani Strategic Systems e l&#8217;israeliana Rafael Advanced Defense Systems, Bharat Electronics Limited (Bel) e Israel Aerospace Industries (Iai), Dcx Systems Limitede Israel Aerospace Industries (IAI)/ELTA Systems. E ancora: Adani Defence &amp; Aerospace ed Elbit Systems, Reliance Defence e Rafael Advanced Defense Systems, Punj Lloyd e Israel Weapon Industries (Iwi), soltanto per citare alcuni casi.</p>



<p>A confermare il flusso di armi lungo l&#8217;<strong>asse Delhi-Tel Aviv</strong> ci sarebbe anche una particolare dicitura inserita nei documenti doganali indiani: <strong>HS 9306</strong>, un codice che può riferirsi a bombe, granate, siluri, mine, missili e munizioni. </p>



<p>Alcuni attivisti citati dal portale <em>Middle East Eye</em> hanno invece citato sei <strong>spedizioni di acciaio</strong>, presumibilmente di tipo militare, individuate su diverse navi dirette a fabbriche di armi situate in Israele. I carichi ammontavano a <strong>806 tonnellate</strong> di &#8220;acciaio di grado militare&#8221; dalle quali sarebbe stato possibile produrre fino a 17.458 proiettili di artiglieria per l&#8217;esercito israeliano. </p>



<p>&#8220;Il movimento Bds chiede di esercitare pressioni per impedire che questi rifornimenti raggiungano Israele e di ritenere responsabili il governo indiano di estrema destra (guidato da <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html">Narendra Modi</a> ndr) e qualsiasi azienda indiana complice per la loro complicità nei crimini atroci commessi da Israele&#8221;, ha dichiarato a Mee <strong>Ilham Yaseen</strong>, coordinatore dell&#8217;embargo militare del movimento <em>Bds</em>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260227120348153_5037f50b2787ff8c78f29e713dae4839-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507079" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260227120348153_5037f50b2787ff8c78f29e713dae4839-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260227120348153_5037f50b2787ff8c78f29e713dae4839-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260227120348153_5037f50b2787ff8c78f29e713dae4839-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260227120348153_5037f50b2787ff8c78f29e713dae4839-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260227120348153_5037f50b2787ff8c78f29e713dae4839-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260227120348153_5037f50b2787ff8c78f29e713dae4839.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un flusso in crescita</h2>



<p>L&#8217;organizzazione <em>No Harbour for Genocide</em> ha dichiarato che il carico delle spedizioni, partite a primavera dal porto indiano di <strong>Nhava Sheva</strong> e dal valore di circa 1 miliardo, provenivano da Rl Steels &amp; Energy Limited, con sede ad Aurangabad, in India. La loro destinazione finale? Un importante impianto di produzione di armi della <strong>Imi Systems</strong> a Ramat Hasharon. </p>



<p>Nonostante le <strong>smentite </strong>dei media indiani, gli attivisti ritengono che Delhi sarebbe intervenuta per contribuire a colmare le carenze di rifornimenti militari israeliani durante gli ultimi due anni e mezzo di guerra a Gaza. </p>



<p>&#8220;Israele ha un&#8217;enorme produzione interna, ma si affida a componenti specifici, che si tratti di materiali ad alta tecnologia per il settore aerospaziale o di materiali di base come l&#8217;acciaio militare&#8221;, ha dichiarato a Mee un portavoce di <em>No Harbour for Genocide</em>. &#8220;Sappiamo che questo acciaio militare è destinato allo stabilimento di munizioni di Ramat Hasharon, che non ha alcuna produzione civile. È interamente dedicato alla produzione militare. Ne siamo certi al 100%&#8221;, ha aggiunto lo stesso portavoce. </p>



<p>&#8220;Un tempo l&#8217;India era tra i leader mondiali che promuovevano i principi delle Nazioni Unite e il multilateralismo basato su giustizia, libertà e uguaglianza. Oggi, il suo governo di estrema destra ha trasformato il Paese in un leader mondiale nell&#8217;armamento del genocidio e dell&#8217;apartheid&#8221;, ha concluso Yaseen. Un&#8217;accusa pensantissima che Delhi rispedisce tuttavia al mittente. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Evidence suggests India is exporting weapons and explosives to Israel for Gaza war.<br><br>— Documents show a cargo ship named Borkum departed from Chennai, India on April 2, 2024, carrying explosives bound for Israel&#39;s port of Ashdod.<br><br>— The ship&#39;s cargo reportedly included rocket… <a href="https://t.co/h3xmIFvKQo">pic.twitter.com/h3xmIFvKQo</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://x.com/clashreport/status/1805907402115403818?ref_src=twsrc%5Etfw">June 26, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>Great Nicobar, l&#8217;avamposto dell&#8217;India sul sistema nervoso del commercio mondiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/great-nicobar-lavamposto-dellindia-sul-sistema-nervoso-del-commercio-mondiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 22:35:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1439" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pexels-nabilnaidu-10756695.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pexels-nabilnaidu-10756695.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pexels-nabilnaidu-10756695-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pexels-nabilnaidu-10756695-1024x767.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pexels-nabilnaidu-10756695-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pexels-nabilnaidu-10756695-1536x1151.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pexels-nabilnaidu-10756695-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Great Nicobar non è soltanto un’isola remota. È una piattaforma avanzata affacciata su uno dei nervi più sensibili del commercio mondiale.  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1439" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pexels-nabilnaidu-10756695.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pexels-nabilnaidu-10756695.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pexels-nabilnaidu-10756695-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pexels-nabilnaidu-10756695-1024x767.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pexels-nabilnaidu-10756695-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pexels-nabilnaidu-10756695-1536x1151.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pexels-nabilnaidu-10756695-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La partita vera non si gioca soltanto sul piano militare. <strong>Si gioca sul terreno, assai più profondo, della geoeconomia</strong>. Il commercio mondiale non vive di principi astratti, ma di passaggi obbligati, porti, navi, carburante, assicurazioni, tempi di consegna, stabilità politica e capacità di protezione delle rotte. È sufficiente che uno stretto diventi insicuro perché l’intero sistema cominci a tremare: i costi aumentano, le navi cambiano percorso, le compagnie assicurative alzano i premi, le industrie ricalcolano le forniture, gli Stati rivalutano le proprie dipendenze.</p>



<p><strong>Hormuz lo ha mostrato con chiarezza</strong>. Quando il <strong>Golfo Persico</strong> entra in tensione, il prezzo dell’energia non resta un problema regionale: diventa un fattore globale. Se Malacca diventa vulnerabile, non è soltanto la Cina a preoccuparsi, ma l’intera architettura produttiva asiatica. Se l’India rafforza il controllo del proprio spazio marittimo, non guadagna solo sicurezza: guadagna peso politico nei tavoli dove si decide il futuro dell’Indo-Pacifico.</p>



<p>Gli stretti sono tornati a essere ciò che erano nelle grandi stagioni della potenza navale: punti di pressione, strumenti di influenza, luoghi dove la geografia diventa diplomazia armata. Non occorre chiuderli per usarli. Basta poter minacciare di controllarli, sorvegliarli, condizionarli. <strong>Great Nicobar si colloca esattamente in questa logica</strong>. Non è soltanto un’isola remota. È una piattaforma avanzata affacciata su uno dei nervi più sensibili del commercio mondiale. Da lì l’India può osservare, misurare, presidiare e, se necessario, condizionare i movimenti in prossimità dello <strong>Stretto di Malacca</strong>.</p>



<p>Per decenni <strong>Malacca</strong> è stato raccontato come il problema strategico della Cina: il passaggio attraverso cui transitano energia, merci e materie prime indispensabili alla crescita cinese. Ma oggi <strong>Nuova Delhi</strong> sta dicendo qualcosa di diverso: quel problema non appartiene più solo a Pechino, né solo alla marina statunitense. Diventa anche una leva della strategia indiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il calcolo prudente di Mosca</h2>



<p>La <strong>Russia osserva questo mutamento con attenzione fredda</strong>. Mosca ha interesse a sviluppare vie alternative attraverso l’Iran, il Caspio e l’Eurasia continentale. Più l’Occidente appare vulnerabile sulle rotte marittime, più acquistano valore i corridoi terrestri e continentali che collegano Russia, Asia centrale, Iran, India e Cina.</p>



<p>Ma il Cremlino non ha interesse a un Indo-Pacifico fuori controllo. Una crisi navale troppo ampia complicherebbe i rapporti tra Cina, India e Occidente, rendendo più difficile per Mosca mantenere una posizione elastica fra i diversi fronti. L’obiettivo russo sarebbe tenere separati i teatri: <strong>Europa orientale da una parte, Medio Oriente dall’altra, Asia marittima su un piano ancora diverso. </strong>Il problema è che la globalizzazione delle rotte rende questa separazione sempre meno realistica. Hormuz, Malacca, Bab el-Mandeb, Mar Rosso, Caspio e Artico non sono più capitoli isolati. Sono segmenti di un’unica rete mondiale, nella quale ogni crisi locale può produrre effetti sistemici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’India non vuole più subire la carta geografica</h2>



<p>Il messaggio di Nuova Delhi è netto: l’India non intende più essere prigioniera della propria posizione geografica. Vuole trasformarla in potere. Great Nicobar serve a questo. Non annuncia una guerra imminente per Malacca. Annuncia qualcosa di più sottile e forse più importante: <strong>la costruzione paziente delle condizioni di forza prima che la crisi esploda. </strong>Porti, piste, radar, basi e infrastrutture non servono solo a combattere. Servono a rendere credibile la possibilità di farlo. E, proprio per questo, servono anche a evitare che altri possano agire senza tener conto dell’India.</p>



<p>La deterrenza moderna non consiste soltanto nel possedere armi. Consiste nel disporre di spazi, tempi, occhi, orecchie e infrastrutture. Chi vede prima, arriva prima. Chi controlla un passaggio, pesa di più. Chi può bloccare, rallentare o proteggere una rotta, entra automaticamente nella grande politica mondiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una piccola isola dentro una grande trasformazione</h2>



<p>Great Nicobar diventa così molto più di un punto sulla carta. È il segnale di un’India che non vuole più essere soltanto corteggiata dall’Occidente come contrappeso alla Cina. Vuole essere riconosciuta come potenza autonoma, capace di costruire il proprio spazio strategico e la propria idea di ordine regionale. <strong>Il messaggio a Pechino è evidente: l’Oceano Indiano non è un mare vuoto</strong>, né un semplice corridoio di passaggio per l’energia cinese. Il messaggio all’Occidente è altrettanto chiaro: l’India non è un alleato automatico, ma un attore che negozia, seleziona, pesa e decide in base ai propri interessi.</p>



<p>In un’epoca in cui gli stretti contano più di molte dichiarazioni diplomatiche, <strong>Great Nicobar</strong> ricorda una verità antica: la potenza non nasce solo dagli eserciti o dalle economie, ma dalla capacità di trasformare la geografia in volontà politica.</p>
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		<title>Gli Usa hanno paura di perdere l&#8217;India: Trump invia Rubio da Modi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-usa-hanno-paura-di-perdere-lindia-trump-invia-rubio-da-modi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 23:26:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1230" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_202605251728459_1be9d7cd526d6f0a7e89cfc6fae2deaa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_202605251728459_1be9d7cd526d6f0a7e89cfc6fae2deaa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_202605251728459_1be9d7cd526d6f0a7e89cfc6fae2deaa-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_202605251728459_1be9d7cd526d6f0a7e89cfc6fae2deaa-1024x656.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_202605251728459_1be9d7cd526d6f0a7e89cfc6fae2deaa-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_202605251728459_1be9d7cd526d6f0a7e89cfc6fae2deaa-1536x984.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_202605251728459_1be9d7cd526d6f0a7e89cfc6fae2deaa-600x384.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Rubio è volato in India per ricucire i rapporti con Delhi, rilanciando una partnership altamente strategica in un momento delicatissimo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1230" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_202605251728459_1be9d7cd526d6f0a7e89cfc6fae2deaa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_202605251728459_1be9d7cd526d6f0a7e89cfc6fae2deaa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_202605251728459_1be9d7cd526d6f0a7e89cfc6fae2deaa-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_202605251728459_1be9d7cd526d6f0a7e89cfc6fae2deaa-1024x656.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_202605251728459_1be9d7cd526d6f0a7e89cfc6fae2deaa-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_202605251728459_1be9d7cd526d6f0a7e89cfc6fae2deaa-1536x984.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_202605251728459_1be9d7cd526d6f0a7e89cfc6fae2deaa-600x384.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un viaggio di quattro giorni in <strong>India </strong>per ricucire i rapporti con il gigante asiatico, rilanciando una partnership altamente strategica in un momento delicatissimo. È questo l&#8217;obiettivo della trasferta di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Marco </a><a href="https://it.insideover.com/politica/profili-marco-rubio-il-neo-segretario-di-stato-convertito-al-trumpismo-ma-sempre-pro-kiev.html">Rubio</a>, arrivato per la prima volta all&#8217;ombra del Taj Mahal con diverse proposte offerte a <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html">Narendra Modi</a>. A partire dall&#8217;<strong>energia</strong>, il grande (e forse unico) jolly che Washington spera di aver giocato al meglio nel tentativo di riattrarre Delhi nella propria orbita, come era, del resto, prima che <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> scatenasse una guerra commerciale compromettendo le eccellenti relazioni bilaterali. </p>



<p>L&#8217;India, che importa oltre l&#8217;80% del proprio fabbisogno energetico, ha risentito dei tumulti che hanno colpito lo <strong>Stretto di Hormuz</strong>, visto che quasi la metà delle sue importazioni petrolifere transitano attraverso questa rotta marittima. Prima del viaggio, Rubio aveva dichiarato che gli Stati Uniti erano desiderosi di vendere a Delhi &#8220;tutta l&#8217;energia che (gli indiani ndr) sarebbero stati disposti ad acquistare&#8221;. Detto, fatto. Il segretario di Stato Usa, riferiscono i media, avrebbe spiegato a Modi che i prodotti energetici statunitensi &#8220;hanno il potenziale per diversificare l&#8217;approvvigionamento energetico dell&#8217;India&#8221;. L&#8217;Elefante è doppiamente interessato all&#8217;offerta. Un&#8217;azione del genere, infatti, contribuirebbe anche a colmare lo sbilanciato <strong>deficit commerciale</strong> in favore di Delhi che tanto ha scatenato le ire di Trump. (<strong>58,2 miliardi di dollari </strong>nel 2025, con un aumento del 27,1% su base annua).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="713" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172916628_383bf96f784f8da2f8579b0441217cf1-1024x713.jpg" alt="" class="wp-image-518319" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172916628_383bf96f784f8da2f8579b0441217cf1-1024x713.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172916628_383bf96f784f8da2f8579b0441217cf1-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172916628_383bf96f784f8da2f8579b0441217cf1-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172916628_383bf96f784f8da2f8579b0441217cf1-1536x1069.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172916628_383bf96f784f8da2f8579b0441217cf1-600x418.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172916628_383bf96f784f8da2f8579b0441217cf1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il viaggio di Rubio in India</h2>



<p>Rubio è atterrato a Kolkata, si è diretto a Delhi e ha toccato Jaipur e Agra. Tappe rilevanti, ma che non sono servite ad attenuare la <strong>diffidenza </strong>dei commentatori indiani, convinti che il loro Paese non debba colmare l&#8217;attuale deficit di importazioni dagli Stati Uniti. Pare, inoltre, che Modi sia contrariato dall&#8217;evidente simpatia che Trump nutre nei confronti del capo dell&#8217;esercito pakistano, <strong>Asim Munir</strong>, che lo stesso presidente statunitense ha definito il suo &#8220;feldmaresciallo preferito&#8221;. Benzina sul fuoco, l&#8217;avvicinamento tra Washington e Islamabad.</p>



<p>Certo, lo scorso febbraio Modi ha incontrato il tycoon alla Casa Bianca, impegnandosi ad acquistare più beni statunitensi &#8211; tra cui energia, aeromobili, tecnologia e prodotti agricoli per un totale di <strong>500 miliardi</strong> – ottenendo in cambio la riduzione delle tariffe reciproche dal 50% al al 10%. Tra le parti aleggia però ancora un evidente malumore. &#8220;L&#8217;amministrazione Trump è stata molto esplicita nel presentare la propria visione di politica estera come <strong>America First</strong>&#8216;&#8221;, ha dichiarato il ministro degli Esteri indiano, <strong>Subrahmanyam Jaishankar</strong>, accanto a Rubio. &#8220;Ora, per quanto ci riguarda, abbiamo una visione <strong>India First</strong>&#8220;, ha aggiunto l&#8217;alto funzionario di Delhi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172857387_0314c019f3c71c03f643459d300b92ab-1024x575.jpg" alt="" class="wp-image-518318" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172857387_0314c019f3c71c03f643459d300b92ab-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172857387_0314c019f3c71c03f643459d300b92ab-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172857387_0314c019f3c71c03f643459d300b92ab-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172857387_0314c019f3c71c03f643459d300b92ab-1536x863.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172857387_0314c019f3c71c03f643459d300b92ab-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172857387_0314c019f3c71c03f643459d300b92ab-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260525172857387_0314c019f3c71c03f643459d300b92ab.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">A cosa puntano gli Usa</h2>



<p>Come ha scritto il <em>Council on Foreign Relations</em>, se negli ultimi due decenni le varie amministrazioni statunitensi, sia repubblicane che democratiche, hanno corteggiato l&#8217;India come potenziale contrappeso alla <strong>Cina </strong>in Asia, oggi la relazione tra Washington e Delhi &#8220;appare priva di una direzione precisa&#8221;. Rubio ha quindi provato a tracciare per lo meno i contorni di un nuovo percorso da seguire, affidandosi a temi quali energia, sicurezza e commercio. L&#8217;inviato di Trump ha anche partecipato a una riunione dei ministri degli Esteri del <strong>Quad</strong>, antipasto del vertice che coinvolgerà i leader dei Paesi membri e che si svolgerà a Delhi entro la fine dell&#8217;anno. </p>



<p>Dal canto suo, Rubio ha dichiarato che l&#8217;India è uno dei partner strategici più importanti degli Stati Uniti e si è detto ottimista sulla possibilità di finalizzare presto un <strong>accordo commerciale bilaterale</strong>. &#8220;Non ritengo che le nostre relazioni con nessun altro Paese al mondo vadano a discapito della nostra alleanza strategica con l&#8217;India&#8221;, ha affermato, aggiungendo di sperare che le relazioni bilaterali si rafforzino ulteriormente nei prossimi anni. Non è da escludere che Delhi, consapevole dell&#8217;imprevedibilità di Trump, possa pazientare aspettando che il tycoon lasci l&#8217;incarico, prima di tornare davvero a dialogare strategicamente con Washington.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="730" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-1024x730.jpg" alt="" class="wp-image-517519" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-1536x1095.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-hanno-paura-di-perdere-lindia-trump-invia-rubio-da-modi.html">Gli Usa hanno paura di perdere l&#8217;India: Trump invia Rubio da Modi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dagli Emirati alla Svezia via Italia: cosa c&#8217;è da sapere sul maxi tour di Narendra Modi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dagli-emirati-alla-svezia-via-italia-cosa-ce-da-sapere-sul-maxi-tour-di-narendra-modi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 04:44:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120703880_90dec48a454af625c6df67c4242ff09b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120703880_90dec48a454af625c6df67c4242ff09b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120703880_90dec48a454af625c6df67c4242ff09b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120703880_90dec48a454af625c6df67c4242ff09b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120703880_90dec48a454af625c6df67c4242ff09b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120703880_90dec48a454af625c6df67c4242ff09b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120703880_90dec48a454af625c6df67c4242ff09b-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Narendra Modi visita Medio Oriente ed Europa per rafforzare commercio e accordi energetici. Tutti i dossier sul tavolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dagli-emirati-alla-svezia-via-italia-cosa-ce-da-sapere-sul-maxi-tour-di-narendra-modi.html">Dagli Emirati alla Svezia via Italia: cosa c&#8217;è da sapere sul maxi tour di Narendra Modi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120703880_90dec48a454af625c6df67c4242ff09b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120703880_90dec48a454af625c6df67c4242ff09b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120703880_90dec48a454af625c6df67c4242ff09b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120703880_90dec48a454af625c6df67c4242ff09b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120703880_90dec48a454af625c6df67c4242ff09b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120703880_90dec48a454af625c6df67c4242ff09b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120703880_90dec48a454af625c6df67c4242ff09b-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un viaggio in <strong>Europa</strong>, passando dal <strong>Medio Oriente</strong>, per rafforzare i legami commerciali, dare seguito agli accordi già siglati e mitigare <a href="https://it.insideover.com/energia/dal-nord-africa-allasia-centrale-cosi-prende-forma-la-nuova-diplomazia-energetica-asiatica.html">la crisi energetica che ha colpito</a> in maniera durissima quasi tutta l&#8217;Asia. <a href="https://it.insideover.com/schede/nazionalismi/chi-e-narendra-modi.html">Narendra Modi</a> ha effettuato una trasferta istituzionale verso Ovest in un momento delicatissimo per l&#8217;<strong>India</strong>, alle prese con misure di <em>austerity </em>che vanno dal risparmio del carburante alla riduzione delle importazioni di oro per risparmiare valuta estera.</p>



<p>Il motivo di una simile cura è presto detto: l&#8217;impennata dei <strong>prezzi dell&#8217;energia</strong> che ha spinto Delhi a rivedere le proprie priorità quotidiane. &#8220;Nella situazione attuale dobbiamo dare grande importanza al risparmio di <strong>valuta estera</strong>&#8220;, ha dichiarato Modi prima di lasciare il Paese che, dati alla mano, è il terzo importatore e consumatore di petrolio al mondo. </p>



<p>Il primo ministro indiano sa bene che, se uno Stato si trova a importare più di quanto esporta, i dollari escono, e sa ancora meglio che i combustibili fossili sono indispensabili per il sostentamento quotidiano di oltre 1,4 miliardi di persone e, più in generale, per l&#8217;intero sistema nazionale. Nel momento in cui le riserve scendono troppo, la moneta nazionale rischia di indebolirsi rendendo il petrolio ancora più costoso. Non è un caso che la <strong>rupia </strong>sia crollata e che all&#8217;orizzonte cresca il rischio di un ampliamento del deficit delle partite correnti, del rallentamento della crescita e dell&#8217;aumento dell&#8217;inflazione. Tutte cose che Modi vuole evitare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120749879_0e0017499b1af2acdbe8092cf76623f5-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-517520" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120749879_0e0017499b1af2acdbe8092cf76623f5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120749879_0e0017499b1af2acdbe8092cf76623f5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120749879_0e0017499b1af2acdbe8092cf76623f5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120749879_0e0017499b1af2acdbe8092cf76623f5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120749879_0e0017499b1af2acdbe8092cf76623f5-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120749879_0e0017499b1af2acdbe8092cf76623f5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Modi punta sugli Emirati Arabi</h2>



<p>L&#8217;elenco del tour di Modi comprende Emirati Arabi Uniti, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia e Italia. Il viaggio è iniziato il 15 maggio e la prima tappa è coincisa con Abu Dhabi, dove il leader indiano ha incontrato il presidente <strong>Sheikh Mohammed bin Zayed Al Nahyan</strong> e firmato importanti intese: un accordo quadro di partenariato in materia di <strong>difesa</strong>, un pacchetto di investimenti da <strong>5 miliardi di dollari</strong> e altri <em>deal</em> energetici.</p>



<p>Scendendo nei dettagli, l<strong>&#8216;Indian Strategic Petroleum Reserves Limited</strong> e l&#8217;<strong>Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc)</strong> hanno concluso un <strong>Accordo di Collaborazione Strategica</strong> in base al quale gli Emirati Arabi Uniti aumenteranno la propria partecipazione alle riserve petrolifere indiane fino a 30 milioni di barili. Fumata bianca anche per la creazione di riserve di gas in India e per un accordo separato tra l&#8217;<strong>Indian Oil Corporation (Iocl)</strong> e la stessa Adnoc per le forniture di Gpl a lungo termine. </p>



<p>&#8220;Sono venuto nella mia seconda casa&#8221;, ha detto Modi, all&#8217;ottava visita negli Emirati Arabi Uniti, dove risiedono 4,5 milioni di indiani. Abu Dhabi è un partner chiave per Delhi: è il primo con il quale ha firmato un Accordo di Partenariato Economico Globale (Cepa), nonché il suo settimo maggiore investitore. </p>



<p>Lo scorso anno il commercio bilaterale di merci tra le parti ha superato per la prima volta i 100 miliardi, con l&#8217;intenzione reciproca di arrivare ad almeno 200 miliardi entro il 2032. Altro aspetto rilevante: adesso che gli Emirati Arabi non sono più vincolati dai diktat dell&#8217;Opec, i rapporti energetici con il gigante asiatico potranno ulteriormente espandersi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120811297_86211067b2e5bd4e45dcaca50f847ced-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-517521" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120811297_86211067b2e5bd4e45dcaca50f847ced-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120811297_86211067b2e5bd4e45dcaca50f847ced-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120811297_86211067b2e5bd4e45dcaca50f847ced-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120811297_86211067b2e5bd4e45dcaca50f847ced-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120811297_86211067b2e5bd4e45dcaca50f847ced-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120811297_86211067b2e5bd4e45dcaca50f847ced.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Delhi guarda anche all&#8217;Europa</h2>



<p>Se nei <strong>Paesi Bassi</strong> i dossier principali riguardano l&#8217;incremento degli scambi commerciali (che <strong>ammontano </strong>a 27,8 miliardi), la Difesa, le risorse idriche, l&#8217;agricoltura, la sanità e i semiconduttori, quelli sul tavolo di <strong>Svezia </strong>e Norvegia ruoteranno attorno all&#8217;energia e all&#8217;Artico. </p>



<p><strong>Delhi sta infatti gestendo una base di ricerca artica sull&#8217;isola norvegese delle Svalbard,</strong> e monitora con attenzione le implicazioni per il suo trasporto marittimo derivanti dall&#8217;apertura di nuove rotte artiche. &#8220;L&#8217;interesse dell&#8217;India per l&#8217;<strong>Artico</strong> non è meramente accademico; lo scioglimento dei ghiacci polari ha conseguenze dirette sul monsone indiano e sulla nostra sicurezza alimentare&#8221;, ha scritto il parlamentare indiano Shashi Tharoor sul quotidiano <em>Indian Express</em>.</p>



<p>Con l&#8217;Italia, invece, Modi tornerà a parlare presumibilmente dell&#8217;<strong>India-Middle East-Europe Economic Corridor (Imec)</strong>, <a href="https://it.insideover.com/economia/che-fine-ha-fatto-limec-il-miraggio-del-corridoio-economico-indiano.html">progetto immaginato da Delhi</a> per migliorare la connettività e l&#8217;integrazione economica tra Asia, Golfo Arabo ed Europa attraverso la realizzazione di due corridoi, e del quale Roma è una delle firmatarie. Sotto i riflettori anche il <strong>Piano d&#8217;azione strategico congiunto 2025-2029</strong>, una tabella di marcia completa per la cooperazione in diversi settori, tra cui il commercio bilaterale, che ha raggiunto i 16,77 miliardi di dollari nel 2025, e che dovrà ancora migliorare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="730" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-1024x730.jpg" alt="" class="wp-image-517519" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-1536x1095.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260518120724302_9fa2c435a0cc38c8c2e887a11aa73ad2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dagli-emirati-alla-svezia-via-italia-cosa-ce-da-sapere-sul-maxi-tour-di-narendra-modi.html">Dagli Emirati alla Svezia via Italia: cosa c&#8217;è da sapere sul maxi tour di Narendra Modi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>India, il matrimonio come licenza di stupro per i mariti: l&#8217;intervista a Yogita Bhayana</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/india-il-matrimonio-come-licenza-di-stupro-per-i-mariti-lintervista-a-yogita-bhayana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 04:21:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=517383</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1074" height="1223" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11.jpeg 1074w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-263x300.jpeg 263w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-899x1024.jpeg 899w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-768x875.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-600x683.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1074px) 100vw, 1074px" /></p>
<p> In India se una donna nubile e una sposata subiscono uno stupro, la prima è riconosciuta come vittima, la seconda no.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/india-il-matrimonio-come-licenza-di-stupro-per-i-mariti-lintervista-a-yogita-bhayana.html">India, il matrimonio come licenza di stupro per i mariti: l&#8217;intervista a Yogita Bhayana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><em>Stessa violenza, due destini giudiziari opposti. In India se una donna viene stuprata e l&#8217;aggressore è uno sconosciuto, lo Stato riconosce il reato. Ma se lo stupratore è il marito, si tratta di un &#8220;diritto coniugale”. L’intervista a Yogita Bhayana, nota attivista indiana, a capo di People Against Rapes in India (PARI).&nbsp;</em></p>



<p>In India l&#8217;identità della vittima conta più del crimine subito.&nbsp;<strong>Se una donna nubile e una sposata subiscono uno stupro</strong>, affrontano&nbsp;<strong>destini giudiziari opposti</strong>: la prima viene riconosciuta come vittima, la seconda no.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="700" height="415" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-2.jpeg" alt="" class="wp-image-517384" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-2.jpeg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-2-300x178.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-2-600x356.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<p>L&#8217;<strong>India è uno degli oltre 30 Paesi</strong>, tra cui Pakistan, Afghanistan e Arabia Saudita, in cui&nbsp;<strong>lo stupro coniugale non è configurabile come un reato penale</strong>. Il Paese rimane ancorato all&#8217;articolo 375 e, nonostante il codice penale, il Bharatiya Nyaya Sanhita<em>,&nbsp;</em>sia stato aggiornato nel 2023, lo stupro continua a non essere un reato. Si tratta di un’eredità coloniale del 1860 che sostiene come<strong>&nbsp;il rapporto sessuale non consensuale di un uomo con la propria moglie non costituisce uno stupro se lei ha più di 18 anni.&nbsp;</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="960" height="717" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-4.jpeg" alt="" class="wp-image-517385" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-4.jpeg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-4-300x224.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-4-768x574.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-4-600x448.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Negli ultimi anni, diversi&nbsp;<strong>attivisti hanno presentato ricorsi alla Corte Suprema&nbsp;</strong>chiedendo che lo stupro coniugale venisse criminalizzato. Tuttavia,&nbsp;<strong>il governo, i gruppi religiosi e gli attivisti per i diritti degli uomini&nbsp;si oppongono</strong>. Nonostante le resistenze, la Corte Suprema indiana negli ultimi anni ha preso maggiormente posizione, ad esempio ribadendo che le mogli non sono proprietà dei mariti o pubblicando un&nbsp;<a href="https://cdnbbsr.s3waas.gov.in/s3ec0490f1f4972d133619a60c30f3559e/uploads/2024/01/2024012544.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">manuale contro gli stereotipi di genere</a>&nbsp;per i giudici. Ma non basta: le donne continuano a subire violenze dai loro compagni e restano scoperte da un punto di vista legale, soffocate anche dal peso dello stigma sociale.</p>



<p>Per capire cosa significhi combattere in prima linea contro questo silenzio istituzionale, InsideOver ha intervistato&nbsp;<strong>Yogita Bhayana</strong>,&nbsp;<strong>fondatrice di PARI</strong>&nbsp;(<em>People Against Rapes in India</em>), associazione che aiuta le vittime di violenza sessuale fornendo risorse, consulenza, assistenza psicologica e legale. Da anni, Bhayana sfida i pregiudizi radicati e le leggi arcaiche per dare un volto e una voce a chi si vede negata l&#8217;autonomia sul proprio corpo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="842" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-1-842x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-517387" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-1-842x1024.jpeg 842w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-1-247x300.jpeg 247w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-1-768x934.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-1-600x730.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-07-at-10.12.11-1.jpeg 1078w" sizes="auto, (max-width: 842px) 100vw, 842px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come influiscono caste, patriarcato e silenzio</strong></h2>



<p>La resistenza alla criminalizzazione dello stupro coniugale affonda le radici in un terreno reso fertile da secoli di stratificazioni sociali. Secondo&nbsp;<strong>Yogita Bhayana</strong>, per capire perché lo stupro coniugale sia normalizzato, bisogna guardare oltre la camera da letto.</p>



<p>&nbsp;“La<strong>&nbsp;realtà giuridica e sociale dell’India</strong>&nbsp;riguardo allo stupro coniugale è profondamente&nbsp;<strong>plasmata dalle gerarchie di casta, dal patriarcato e dal divario tra zone rurali e urbane</strong>”, spiega l’attivista. “La violenza sessuale è una forma di&nbsp;<strong>&#8220;diritto acquisito”,</strong>&nbsp;radicata nelle strutture sociali”.</p>



<p>L&#8217;analisi di Bhayana si sposta poi sul condizionamento culturale: “<strong>Fin da piccoli</strong>, i ragazzi e le ragazze vengono socializzati a&nbsp;<strong>ruoli diseguali</strong>: i ragazzi sono incoraggiati ad affermare il dominio, mentre alle ragazze viene insegnata la sottomissione. Questo squilibrio modella il modo in cui , da adulti, vengono intesi il consenso, il controllo e il diritto di proprietà sull’altro”.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, l’<strong>assenza di un&#8217;educazione sessuale</strong>&nbsp;completa “aumenta ulteriormente questo divario. I giovani si approcciano ad avere relazioni e ricevono nozioni sul consenso attraverso la disinformazione e narrazioni dannose”.</p>



<p>La mentalità patriarcale ancora molto radicata “condiziona gli uomini a vedere le donne come subordinate,&nbsp;<strong>normalizzando spesso il controllo sui loro corpi</strong>, anche all&#8217;interno del matrimonio.&nbsp;&nbsp;In molti contesti,&nbsp;<strong>specialmente dove le gerarchie di casta sono rigide</strong>, questo senso di superiorità è ulteriormente rafforzato”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Geografia del dolore: dalle metropoli alle zone rurali</strong></h2>



<p>L’<strong>appartenenza di casta e la collocazione geografica</strong>&nbsp;finiscono per alimentare un silenzio che per le vittime diventa l’unica via di sopravvivenza. Secondo Bhayana, le donne più vulnerabili sono quelle “delle comunità emarginate, inclusi i&nbsp;<strong>gruppi Dalit e tribali</strong>, che spesso subiscono le forme più dure di violenza e abbandono”. Nelle&nbsp;<strong>aree rurali&nbsp;</strong>e nelle comunità più isolate, “la violenza è spesso inserita in&nbsp;<strong>sistemi di onore, silenzio e controllo sociale</strong>. Le donne che subiscono maltrattamenti possono trovarsi ad affrontare una&nbsp;<strong>colpevolizzazione estrema, ritorsioni da parte della comunità</strong>&nbsp;e persino compromessi forzati, come, se sono nubili, il&nbsp;<strong>matrimonio con il carnefice.&nbsp;</strong>Tutto questo rende estremamente difficile denunciare qualsiasi forma di abuso”.</p>



<p><strong>Nei contesti urbani</strong>, per Bhayana, sebbene “la consapevolezza e l’accesso ai sistemi legali possano essere relativamente migliori”, le barriere persistono sotto forme diverse: “<strong>paura dell’apatia istituzionale, giudizio sociale&nbsp;</strong>e il trauma di doversi muovere in un sistema che spesso mette sotto processo le sopravvissute invece di sostenerle”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Più difficile denunciare se il carnefice è il marito</strong></h2>



<p>In entrambi i contesti, c’è un filo conduttore: “Il fatto che i carnefici siano i mariti, rende l’atto di denunciare ancora più complesso perché è&nbsp;<strong>emotivamente e psicologicamente più difficile per le donne riconoscere la violenza come abuso</strong>&nbsp;e fare qualcosa”.&nbsp;</p>



<p>Anche quando la donna elabora quanto subito dal marito come una violenza, è frenata “dalla<strong>&nbsp;vergogna e dallo stigma interiorizzato.&nbsp;</strong>Vive un senso di colpa per qualcosa che non ha commesso, teme di essere accusata, di non essere creduta o di essere umiliata e isolata a livello sociale, ma anche di essere vista dalla famiglia come un peso. In molte comunità, l&#8217;<strong>identità di una donna è legata ai concetti di &#8220;purezza&#8221; e reputazione familiare</strong>, il che porta al silenzio anche di fronte a gravi abusi”.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, dal momento che in India lo stupro coniugale non è un reato penale,&nbsp;<strong>le donne non possono sporgere denuncia.&nbsp;</strong>L’unica opzione è quella di presentare una denuncia ai sensi della&nbsp;<strong>legge sulla protezione delle donne dalla violenza domestica</strong>&nbsp;(PWDVA), che riconosce gli abusi sessuali all&#8217;interno del matrimonio come una forma di violenza domestica. Tuttavia, trattandosi di una&nbsp;<strong>legge civile e non penale</strong>, l<strong>o Stato non considera l&#8217;uomo un criminale</strong>&nbsp;e il giudice può emettere ordini di protezione o risarcimenti economici, ma non può condannare il marito alla reclusione per l&#8217;atto sessuale in sé. Per la vittima, questo significa “affrontare un sistema che riconosce il danno subìto ma, paradossalmente, nega l’esistenza del reato”, spiega Bhayana.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Scarsa fiducia nelle forze di polizia</strong></h2>



<p>Quando decidono di&nbsp;<strong>denunciare</strong>, le donne trovano ancora forze dell’ordine impreparate. “Molte sopravvissute&nbsp;<strong>si avvicinano con esitazione</strong>&nbsp;per paura di essere liquidate, giudicate e ri-traumatizzate”, spiega Bhayana e prosegue: &#8220;Ci sono casi in cui le vittime prevedono di essere interrogate sulla propria condotta morale, incolpate dell&#8217;accaduto o persino scoraggiate dal presentare denuncia. Questo crea ciò che può sembrare un &#8220;processo inverso&#8221;, in cui la donna viene interrogata invece di essere sostenuta”.</p>



<p>Sebbene secondo Bhayana ci siano stati “miglioramenti in alcune regioni grazie agli sforzi di sensibilizzazione, la&nbsp;<strong>preparazione generale delle forze dell’ordine rimane disomogenea</strong>” e&nbsp;&nbsp;il divario non è solo procedurale ma attitudinale: “E’ radicato negli stessi pregiudizi sociali che normalizzano la violenza e danno priorità alla reputazione familiare rispetto ai diritti individuali”.</p>



<p>Proprio perché la maggior parte delle mogli non è nemmeno a conoscenza dello stupro coniugale, la maggioranza non denuncia mai.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Se poche denunciano, mancano i dati&nbsp;</strong></h2>



<p><a href="https://link.springer.com/article/10.1186/s12982-025-00667-7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Secondo i dati governativi</a>, circa il&nbsp;<strong>6,1% delle donne indiane&nbsp;</strong>che si sono sposate ha subito violenza sessuale. Un dato inferiore rispetto all’Uganda, che si attesta al 13%, ma superiore a quello dell&#8217;Egitto, che è del 2,5%. Ad avere maggiore probabilità di subire violenza sessuale sono le donne senza o con istruzione primaria e tra i 25 e i 35 anni. Lo stesso profilo viene delineato per i loro stupratori. “<strong>Le statistiche ufficiali catturano solo una frazione della realtà</strong>”, commenta Bhayana. “Ciò che spesso sfugge è l<strong>&#8216;enorme sommerso delle mancate denunce</strong>, causato dalla paura, dallo stigma, dalle barriere sistemiche e, cosa fondamentale, dall&#8217;<strong>onere finanziario nel cercare giustizia</strong>. Mentre alcuni casi finiscono in prima pagina, innumerevoli altri rimangono nascosti”.&nbsp;</p>



<p>Per Bhayana, oltre al giudizio della società, in molti casi sono “<strong>le famiglie a far ritirare la denuncia&nbsp;</strong>per proteggere la reputazione sociale delle donne” e quindi anche la propria. Nella società indiana il dolore di una donna diventa così negoziabile, diversamente dalla reputazione delle famiglie.</p>



<p>Le vittime che si rivolgono e si sono rivolte a PARI, esitano a denunciare “non solo per paura di non essere credute o di essere colpevolizzate, ma anche perché&nbsp;<strong>il contenzioso in India può essere costoso, estenuante&nbsp;</strong>e prosciugante a livello emotivo. Anche dove esiste un supporto legale gratuito, la consapevolezza e l&#8217;attuazione rimangono deboli, limitandone l&#8217;accesso pratico”.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, la maggior parte delle donne che subiscono violenza sessuale da parte del marito non ha un posto dove andare e soldi per poter cambiare casa. La&nbsp;<a href="https://www.pib.gov.in/PressReleasePage.aspx?PRID=2246009&amp;reg=3&amp;lang=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">partecipazione delle donne alla forza lavoro</a>&nbsp;in India è in leggera risalita, ma resta una delle più basse tra le grandi economie mondiali, creando una dipendenza economica all’uomo quasi totale.&nbsp;<strong>Il 44% delle donne non lavora&nbsp;</strong>perché si occupa dei figli o degli impegni domestici. Le lavoratrici guadagnano in media il 24% in meno rispetto agli uomini, a parità di mansione e un uomo che lavora in proprio guadagna quasi&nbsp;<strong>tre volte tanto</strong>&nbsp;rispetto a una donna nelle stesse condizioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fino alla morte: il paradosso del Chhattisgarh</strong></h2>



<p>Le autorità insistono sul fatto che esistano leggi sufficienti a proteggere le donne sposate dalla violenza sessuale. Il governo teme che rendere tale violenza un reato possa &#8220;turbare l&#8217;istituzione del matrimonio&#8221;. Ma la realtà è fatta di corpi che vengono violati a tal punto da condurli anche alla morte. Come dimostra un caso molto noto nel Paese, avvenuto nel 2024 nel Chhattisgarh;&nbsp;<strong>un uomo è stato assolto</strong>&nbsp;nonostante la&nbsp;<strong>moglie sia morta&nbsp;</strong>per perforazioni rettali e lesioni addominali causate da un atto sessuale non consensuale.&nbsp;</p>



<p>Lo stesso anno, i<strong>l governo ha dichiarato alla Corte Suprema</strong>&nbsp;che la&nbsp;<strong>criminalizzazione&nbsp;</strong>dello stupro coniugale sarebbe&nbsp;<strong>&#8220;eccessivamente severa”</strong>, mentre&nbsp;il&nbsp;<strong>Ministero dell&#8217;Interno federale</strong>&nbsp;ha affermato che &#8220;<strong>potrebbe portare a gravi perturbazioni nell&#8217;istituzione del matrimonio”</strong>. Uno dei motivi principali per cui il governo si oppone è la paura che le donne usino questa legge per vendicarsi o ricattare i mariti durante i divorzi.</p>



<p>“Riguardo al timore di &#8216;falsi casi&#8217; o della &#8216;distruzione della famiglia&#8217;, vorrei chiarire che la realtà dei fatti non è l’abuso della legge, ma l’enorme sommerso delle mancate denunce”, spiega l’attivista e prosegue: “Concentrare il dibattito sulle false accuse è pericoloso: sposta l&#8217;attenzione dalle sopravvissute e finisce per rafforzare proprio quelle barriere che impediscono di ottenere giustizia”.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, l’idea che la criminalizzazione minacci la famiglia, per Bhayana trascura un punto fondamentale: “è<strong>&nbsp;la violenza stessa a distruggere l&#8217;integrità di una famiglia</strong>, non la responsabilità legale. Un sistema che protegge le sopravvissute e punisce i colpevoli rafforza, anziché indebolire, le fondamenta della società. La riforma legale deve essere accompagnata da una sensibilizzazione istituzionale, processi incentrati sulla vittima e meccanismi di responsabilità, affinché la prima risposta che una donna riceve sia di dignità, fiducia e sostegno, non di dubbio o colpa”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il ruolo dei media e la sfida delle nuove generazioni</strong></h2>



<p>L’associazione sta però notando un cambiamento graduale: “Sempre più spesso, le donne che trovano il coraggio di parlare sono quelle che hanno accesso a una qualche forma di supporto, sia attraverso l&#8217;informazione, l&#8217;istruzione o organizzazioni come PARI che forniscono guida e assistenza legale”.</p>



<p>Oltre all’attivismo tradizionale, che potrebbe non raggiungere tutti i settori della società, “alcuni&nbsp;<strong>prodotti mediatici&nbsp;e i social media&nbsp;</strong>stanno&nbsp;<strong>entrando nelle case, evocando empatia e normalizzando conversazioni&nbsp;</strong>che altrimenti verrebbero represse”.&nbsp;</p>



<p>Tra i prodotti mediatici recenti, ha riacceso il dibattito sullo stupro coniugale la nuova serie&nbsp;<strong>Chiraiya</strong>, andata in onda su JioHotstar lo scorso marzo. La trama percorre la storia di una giovane donna che viene data in sposa a un uomo di una famiglia progressista che, la notte delle nozze, la violenta. In uno degli episodi si vede un personaggio che esorta a &#8216;<strong>scagliare una pietra contro la società’</strong>, una scena diventata virale sui social per rompere il silenzio sullo stupro coniugale.&nbsp;</p>



<p>“Prodotti simili creano visibilità, sensibilizzano e offrono un senso di esperienza condivisa, aiutando le donne a capire che&nbsp;<strong>non sono sole e che la loro voce conta”,</strong>&nbsp;commenta Bhayana.&nbsp;<strong>“</strong>Sebbene non sia una soluzione completa, la crescente intersezione tra consapevolezza, sistemi di supporto e piattaforme digitali sta lentamente permettendo a più donne di passare dal silenzio alla parola. I media possono aiutare le donne a&nbsp;<strong>vedere le proprie esperienze riflesse e convalidate</strong>, ma il cambiamento sistemico richiede sia consapevolezza che supporto istituzionale”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Crescere uomini nuovi, la base del cambiamento</strong></h2>



<p>Il lavoro della fondazione PARI si concentra anche sul coinvolgimento della società, specialmente dei più giovani: “Attraverso programmi di sensibilizzazione di genere, impegni nelle scuole e sensibilizzazione delle comunità, lavoriamo con i giovani per costruire una chiara comprensione del rispetto, del consenso e dell’uguaglianza”. L&#8217;obiettivo non è solo informare, ma “<strong>provocare un cambiamento nel pensiero</strong>, sfidando comportamenti normalizzati come la colpevolizzazione della vittima, la misoginia spicciola e la banalizzazione delle molestie, che sono i precursori di violenze più gravi”.</p>



<p>Tra gli ultimi programmi avviati da PARI c’è &#8220;<strong>WE MEN&nbsp;</strong>che “<strong>coinvolge uomini e ragazzi nella creazione di spazi sicuri</strong>, nel rispetto del consenso e nel rivestire un ruolo chiave per guidare il cambiamento di mentalità”.</p>



<p>Secondo Bhayana, affinché anche in India lo stupro coniugale possa diventare un reato, “<strong>la riforma legale e la trasformazione sociale devono andare di pari passo</strong>. Ma se devo scegliere una base di partenza, è&nbsp;<strong>il modo in cui i giovani uomini vengono cresciuti</strong>. Una sentenza della Corte può stabilire lo standard legale e inviare un messaggio forte, ma il vero cambiamento verrà dal rimodellamento degli atteggiamenti all&#8217;interno delle case, delle scuole e delle comunità”.&nbsp;</p>



<p><em>Attualmente in India la battaglia per rendere lo stupro coniugale un reato è molto accesa e, secondo i media locali, si attenderebbe una sentenza definitiva della Corte Suprema entro la fine del 2026. Per la protezione delle donne, le leggi disponibili riguardano l&#8217;omicidio per dote, i decessi per dote o i relativi tentativi ai sensi delle Sezioni 302/304-B del Codice Penale indiano, e le molestie sessuali ai sensi della Sezione 509 del Codice Penale indiano. Sono state emanate leggi speciali, come la Legge sulla protezione delle donne e sulla violenza domestica e la Legge sulla proibizione della dote. Sono disponibili linee telefoniche di assistenza per le donne in difficoltà e servizi di supporto per le vittime, come le case di accoglienza temporanea. Inoltre, sono presenti commissioni nazionali e statali per le donne vittime di violenza.</em></p>
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		<title>Dal treno Xi’an-Teheran alla guerra dei corridoi: così ferrovia, yuan e sanzioni ridisegnano l’Eurasia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dal-treno-xian-teheran-alla-guerra-dei-corridoi-cosi-ferrovia-yuan-e-sanzioni-ridisegnano-leurasia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 04:49:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il corridoio ferroviario Cina-Iran non è una rivoluzione, ma un adattamento. Non crea un sistema impermeabile, ma una rete più flessibile. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ponte-cina-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><br>Il collegamento ferroviario diretto tra Cina e Iran, operativo dal 2025 lungo la direttrice Xi’an–Asia Centrale–Teheran–Aprin Dry Port, non può essere ridotto a un semplice avanzamento logistico. È piuttosto <strong>un tassello di una trasformazione più ampia</strong>: la fusione tra commercio, infrastruttura e sicurezza in un contesto di competizione sistemica. Il primo treno arrivato a maggio 2025 segna un passaggio simbolico ma anche operativo: il trasporto merci diventa strumento geopolitico. Non sostituisce le rotte marittime, ma introduce una variabile cruciale, quella della resilienza.</p>



<p><strong>Resilienza eurasiatica contro dominio marittimo</strong><br>La Cina resta una potenza marittima dipendente dalle rotte oceaniche, ma sta costruendo alternative terrestri per ridurre la vulnerabilità ai chokepoint come Malacca o Hormuz. <strong>La ferrovia verso l’Iran si inserisce in questa logica: </strong>non elimina il rischio, ma lo redistribuisce. Spostare parte del traffico su terra significa sottrarsi, almeno in parte, alla superiorità navale occidentale. Tuttavia, il dominio terrestre introduce nuove fragilità: frontiere, instabilità politica e dipendenza da Paesi terzi.<br><strong>Il vantaggio più evidente del corridoio ferroviario è la riduzione dei tempi:</strong> circa 15 giorni contro i 30-40 via mare. Un miglioramento significativo, ma non decisivo. La nave resta imbattibile per volumi e costi. La ferrovia diventa competitiva quando contano rapidità, sicurezza politica e continuità delle forniture. È dunque una soluzione selettiva, non sistemica. Il suo valore cresce in scenari di crisi, non nella normalità del commercio globale.</p>



<p><strong>Iran: crocevia geografico e leva politica</strong><br>Il ruolo dell’Iran è centrale. La sua posizione lo rende un nodo naturale tra Asia Centrale, Medio Oriente e Mediterraneo. In un contesto di sanzioni, <strong>Teheran trasforma la geografia in leva negoziale.</strong> Il corridoio ferroviario consente di aggirare parzialmente l’isolamento, offrendo alla Cina accesso terrestre e all’Iran una funzione di hub. Ma questa centralità non cancella le criticità: infrastrutture incomplete, pressione internazionale e instabilità regionale restano fattori determinanti.</p>



<p><strong>Aprin Dry Port: il cuore nascosto del sistema</strong><br>Aprin non è un porto marittimo, ma un terminal intermodale interno. Questa distinzione è cruciale. Il <em>dry port </em>consente di spostare funzioni logistiche lontano dalla costa, riducendo l’esposizione immediata a crisi navali. Tuttavia, la sua efficacia dipende dalla qualità delle connessioni ferroviarie e stradali, oltre che dall’efficienza doganale. È un nodo strategico, ma anche un potenziale collo di bottiglia.</p>



<p><strong>Sanzioni e yuan: una partita finanziaria</strong><br>L’idea di una “fortezza sanzionatoria” è fuorviante. Le sanzioni moderne colpiscono l’intero ecosistema economico: banche, assicurazioni, logistica. La ferrovia riduce alcune vulnerabilità, ma ne crea altre. L’uso dello yuan e di meccanismi di barter permette di attenuare la dipendenza dal dollaro, ma introduce opacità e inefficienze. Non si tratta di immunità, bensì di diversificazione del rischio.</p>



<p><strong>La guerra dei corridoi: BRI, INSTC e IMEC</strong><br><a href="https://contropiano.org/news/internazionale-news/2026/04/23/la-guerra-contro-liran-ridefinisce-la-guerra-dei-corridoi-di-connettivita-0194327">Il corridoio Cina-Iran si inserisce in una competizione più ampia tra grandi direttrici eurasiatiche. Da un lato la Belt and Road Initiative, dall’altro il Corridoio Nord-Sud (Russia-Iran-India)</a>. In opposizione emerge l’IMEC, sostenuto dagli Stati Uniti e dai loro alleati. Tuttavia, le tensioni regionali e i danni infrastrutturali recenti ne mettono in dubbio la fattibilità. L’Eurasia si configura così come un mosaico di corridoi in competizione, più che un sistema integrato.</p>



<p><strong>India, Cina e la partita iraniana</strong><br>L’Iran è anche terreno di competizione tra Cina e India. <strong>Nuova Delhi vede nei porti iraniani una via d’accesso all’Asia Centrale, </strong>ma le pressioni statunitensi e le tensioni geopolitiche hanno rallentato i progetti. Pechino, al contrario, appare più determinata e coerente. Questo squilibrio potrebbe ridefinire gli equilibri regionali, rafforzando l’asse sino-iraniano.</p>



<p><strong>Pipelineistan e ambizioni turche</strong><br>Parallelamente, la Turchia sviluppa la propria strategia energetica, puntando su corridoi di gas e petrolio. Il cosiddetto “Pipelineistan” rappresenta un’altra dimensione della competizione: quella energetica. Tuttavia, molti progetti restano incompleti o politicamente instabili. La costruzione di infrastrutture energetiche si scontra con costi elevati e contesti geopolitici fragili.</p>



<p><strong>Dalla fortezza alla rete</strong><br>Il corridoio ferroviario Cina-Iran non è una rivoluzione, ma un adattamento. Non crea un sistema impermeabile, ma una rete più flessibile. La Cina non abbandona il mare, ma costruisce alternative. L’Iran non supera le sanzioni, ma le aggira parzialmente. La vera trasformazione è concettuale: dalla logica della dipendenza unica a quella della ridondanza. La partita si giocherà sulla continuità operativa. Se il corridoio diventerà regolare, scalabile e finanziariamente sostenibile, acquisirà valore strategico. In caso contrario, resterà un simbolo. In ogni caso, segna una direzione: l’Eurasia non si integra attraverso un’unica via, ma attraverso una pluralità di corridoi in competizione. E in questa competizione, la logistica è ormai geopolitica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dal-treno-xian-teheran-alla-guerra-dei-corridoi-cosi-ferrovia-yuan-e-sanzioni-ridisegnano-leurasia.html">Dal treno Xi’an-Teheran alla guerra dei corridoi: così ferrovia, yuan e sanzioni ridisegnano l’Eurasia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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