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	<title>Honduras Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 29 May 2026 12:24:23 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Honduras Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Trump, Milei, Hernandez e il piano per &#8220;estirpare la sinistra come un cancro»: l&#8217;Hondurasgate finisce in tribunale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-milei-hernandez-e-il-piano-per-estirpare-la-sinistra-come-un-cancro-lhondurasgate-finisce-in-tribunale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 12:24:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due avvocati colombiani hanno denunciato l'ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández per terrorismo e crimini di lesa umanità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-milei-hernandez-e-il-piano-per-estirpare-la-sinistra-come-un-cancro-lhondurasgate-finisce-in-tribunale.html">Trump, Milei, Hernandez e il piano per &#8220;estirpare la sinistra come un cancro»: l&#8217;Hondurasgate finisce in tribunale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Insieme al collega avvocato e difensore dei diritti umani Mario Serrato, abbiamo presentato <strong>una denuncia penale in Colombia contro Juan Orlando Hernández</strong>, l&#8217;ex presidente honduregno condannato a 45 anni di carcere per traffico di droga e graziato da Donald Trump, nell&#8217;ambito dello <strong>scandalo Hondurasgate</strong> e in relazione ad attività illecite e criminali nel Paese». È con questo annuncio del giurista colombiano Luis Guillermo Pérez Casas, storico difensore dei diritti umani, che <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-piano-stati-uniti-israele-destabilizzare-america-latina.html">lo scandalo incentrato su una rete di corruzione e manipolazione mediatica —&nbsp;tesa a destabilizzare i governi progressisti dell’America Latina</a> —&nbsp;passa dal terreno mediatico a quello giudiziario.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli audio che scuotono l&#8217;America Latina</strong></h2>



<p>L’Hondurasgate nasce da 37 audio —&nbsp;<a href="https://hondurasgate.ch/">pubblicati dall’omonima piattaforma</a> e da Diario Red / Canal Red América Latina tra fine aprile e inizio maggio 2026 — <a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/hondurasgate-investigacion-trama-injerencia-america-latina-respaldada-dos-pericias-forenses/20260523231452070133.html">la cui autenticità è stata confermata da processi di verifica forense effettuati dagli enti indipendenti Earshot e Phonexia</a>, con un grado di attendibilità superiore al 95%.</p>



<p>I file dimostrano che Hernández ha trattato con alleati interni e internazionali – incluso il presidente argentino <strong>Javier Milei</strong> – <strong>una rete di finanziamenti e campagne per destabilizzare governi di sinistra in America Latina.</strong> Condannato nel 2024 da un tribunale federale di New York per narcotraffico, armi e corruzione, l’ex presidente honduregno è stato graziato nel 2025 dal presidente Trump. In cambio del provvedimento di clemenza —&nbsp;preludio di un suo possibile ritorno al potere&nbsp; —, <strong>Washington e Tel Aviv beneficerebbero di tutta una serie di facilitazioni in Honduras,</strong> tra cui la costruzione di una nuova base militare e di centri di confinamento per presunti terroristi, misure tese ad avvantaggiare le aziende americane e israeliane; e, infine, l’espansione delle cosiddette Zone economiche speciali. Dai file — che&nbsp;mostrano l&#8217;intenzione esplicita di «<strong>estirpare come un cancro la sinistra latinoamericana</strong>» —&nbsp; emerge anche la chiara intenzione di creare un’Unità Digitale per la diffusione di notizie false con <strong>il deliberato scopo di attaccare i governi progressisti in Messico e Colombia</strong> e allineare ulteriormente la regione ai desiderata di Washington. L’azione penale di Pérez Casas e Serrato presentata in Colombia prende le mosse proprio dalle rivelazioni dell’Hondurasgate.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il caso irrompe nella campagna colombiana</strong></h2>



<p>Un atto analogo contro l&#8217;ex presidente honduregno è stato depositato dagli avvocati lo scorso 25 maggio anche presso<strong> la Procura generale di Tegucigalpa in Honduras</strong>&nbsp; —&nbsp;con la richiesta di indagare Hernández per <strong>associazione terroristica, cospirazione e preparazione di crimini di lesa umanità </strong>e di avviare la procedura di <strong>estradizione dagli Stati Uniti.</strong> I difensori colombiani erano accompagnati da <strong>Berta Oliva</strong>, coordinatrice generale del <strong>Comitato dei familiari dei detenuti e degli scomparsi in Honduras</strong> (Cofadeh), un&#8217;organizzazione per i diritti umani che oggi ha assunto la rappresentanza legale dei querelanti presso la Procura della Repubblica honduregna, a riprova che attorno all’azione legale si è costituita una squadra internazionale per supportare il processo.</p>



<p>L’istanza precede di pochi giorni <strong>l’appuntamento elettorale del 31 maggio </strong>in cui il popolo colombiano è chiamato a eleggere il nuovo presidente del Paese, dopo <strong>la fine del mandato di Gustavo Petro. </strong>Nel documento presentato dai due avvocati colombiani si legge che le registrazioni audio dimostrano l’intenzione di <strong>minare il processo democratico nel Paese sudamericano</strong>, attraverso strategie di ingerenza politica e campagne di disinformazione indirizzate contro il governo Petro e il candidato progressista Iván Cepeda Castro. E, a proposito della tornata elettorale, le accuse riportate nel documento sembrano, peraltro, essere dimostrate da <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-voto-hondurasgate-proyecto-jupiter-elezioni-31-maggio.html">una serie di inchieste giornalistiche che hanno rivelato l&#8217;esistenza del Proyecto Júpiter,</a> una strategia per influenzare l’opinione pubblica colombiana, generando paura, indignazione, incertezza nella popolazione in vista del voto.&nbsp;</p>



<p>La denuncia insiste sul fatto che, per quanto Hernández sia stato graziato da Trump —&nbsp;con un ruolo fondamentale giocato da Israele, come emerso dagli stessi audio — resta una persona con condanna definitiva, elemento che costituisce un precedente rilevante per valutare <strong>il “pattern” delinquenziale che si manifesta nelle vicende al centro dell’azione legale.&nbsp;</strong></p>



<p>Il documento suggerisce che esista «un&#8217;impresa criminale transnazionale volta a sovvertire l&#8217;ordine costituzionale degli Stati sovrani e a generare condizioni di terrore politico» e sottolinea il linguaggio disumanizzante delle conversazioni, intriso di violenza, con riferimenti a «carcere», «sangue», «morte». Un elemento che, inserito nel quadro di concrete attività di finanziamento —&nbsp;i 350mila dollari messi a disposizione da Milei — e di una vera e propria struttura operativa, viene interpretato non come mera retorica politica, ma come la chiara manifestazione della volontà di «distruggere, in tutto o in parte, una collettività per motivi politici», e come «indizio di intenzione genocidaria o di crimini di lesa umanità», secondo quanto previsto dallo Statuto di Roma e dalla giurisprudenza internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da Bogotà all&#8217;Aja: la denuncia arriva alla Corte penale internazionale</strong></h2>



<p>Anche il presidente colombiano Petro ha annunciato pochi giorni fa, tramite il suo account X, che presenterà una denuncia formale contro Hernández, mentre —&nbsp;secondo quanto riferito da Pérez Casas e Serrato e <a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/defensores-derechos-humanos-denuncian-penalmente-juan-orlando-hernandez-hondurasgate/20260526045408070295.html">riportato da Diario Red Latinoamérica</a> — <strong>copie della denuncia sono state inviate anche all&#8217;Ufficio del Procuratore della Corte penale internazionale</strong>, in conformità al principio di complementarità.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">Juan Orlando Hernádez, expresidente de Honduras y narcotraficante probado debe ser procesado ena Colombia por su amenaza contra nuestra democracia.<br><br>Presentaré denuncia contra este forajido extranjero <a href="https://t.co/gEVO5CNRaX">pic.twitter.com/gEVO5CNRaX</a></p>&mdash; Gustavo Petro (@petrogustavo) <a href="https://x.com/petrogustavo/status/2056981876632396011?ref_src=twsrc%5Etfw">May 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>«È importante sottolineare che era necessario intraprendere questo tipo di azioni. È necessario che chi detiene il potere sappia che non può fare o dire ciò che vuole, soprattutto quando ciò incide sulla vita, sul modo di pensare o sulla stabilità di intere regioni», ha dichiarato Serrato dopo aver depositato la denuncia, precisando che il team legale fornirà <strong>ulteriori perizie per accertare l&#8217;autenticità delle voci presenti nelle registrazioni audio.</strong></p>



<p>I denuncianti hanno raccontato che, al loro arrivo in Honduras, hanno ricevuto un trattamento ostile dalle autorità di immigrazione e che sono stati costretti a firmare una dichiarazione in cui si affermava che, qualora la denuncia fosse stata ritenuta infondata, avrebbero rischiato fino a un anno di carcere.</p>



<p>Non si è fatto attendere il commento dell’accusato. «È inconcepibile vedere presunti difensori dei diritti umani viaggiare dalla Colombia per presentare una denuncia fabbricata contro di me», ha scritto Hernández sul suo account X, aggiungendo: «Coloro che hanno orchestrato questa farsa saranno quelli che finiranno per rendere conto penalmente».</p>



<p>Intanto cresce l’attesa per conoscere l’esito delle presidenziali colombiane. Riuscirà Cepeda a spuntarla al primo turno come ha promesso, sfidando i piani di destabilizzazione denunciati?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-milei-hernandez-e-il-piano-per-estirpare-la-sinistra-come-un-cancro-lhondurasgate-finisce-in-tribunale.html">Trump, Milei, Hernandez e il piano per &#8220;estirpare la sinistra come un cancro»: l&#8217;Hondurasgate finisce in tribunale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Hondurasgate, dietro la città privata Próspera spuntano i soliti noti, Peter Thiel e Sam Altman</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-dietro-la-citta-privata-prospera-spuntano-i-soliti-noti-peter-thiel-e-sam-altman.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 13:58:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1066" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-1024x569.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-768x426.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-1536x853.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-600x333.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra audio dell’Hondurasgate, lobbying statunitense e capitali della Silicon Valley, il caso Próspera svela il progetto delle ZEDE e il conflitto con le comunità locali honduregne.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-dietro-la-citta-privata-prospera-spuntano-i-soliti-noti-peter-thiel-e-sam-altman.html">Hondurasgate, dietro la città privata Próspera spuntano i soliti noti, Peter Thiel e Sam Altman</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1066" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-1024x569.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-768x426.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-1536x853.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-600x333.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Possa l&#8217;esperimento Próspera prevalere, possa il bene comune essere salvato e possa <strong>la sinistra globale essere condannata dalla mano benevola del Presidente Trump!</strong>». <a href="https://www.stonecoldtruth.com/p/how-president-trump-can-crush-socialism">A scrivere queste parole è lo stratega politico Roger Stone</a>, figura molto vicina al tycoon. <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-piano-stati-uniti-israele-destabilizzare-america-latina.html">Come riportato in un precedente articolo qui su InsideOver,</a> è stato proprio Stone a svolgere l’intensa attività di lobbying che ha portato alla liberazione dell’ex presidente honduregno <strong>Juan Orlando Hernández,</strong> condannato negli Stati Uniti per narcotraffico e poi graziato, con l’obiettivo di farne una figura che potesse <strong>tutelare gli interessi statunitensi nell’area</strong>, secondo quanto emerso dagli audio dell’<a href="https://hondurasgate.ch/">Hondurasgate</a>. </p>



<p>Nello stesso pezzo scritto per il suo blog, Stone descrive il Paese centroamericano come una «nazione impoverita» in cui sono in atto sviluppi geopolitici «che avranno importanti implicazioni per la politica statunitense e per il futuro della libertà in tutto il mondo». L’inizio di questo nuovo corso per l’Honduras, secondo lo stratega, va ricondotto alla <strong>creazione di Próspera, città-stato privata</strong> descritta come un «esperimento di libertà, finanziata con capitale di rischio da luminari della Silicon Valley come <strong>Peter Thiel, Marc Andreessen e Sam Altman</strong>». Ed proprio l’enclave per ricchi a essere uno degli elementi al centro dell’Hondurasgate. L’espansione delle ZEDE (Zone per l’Occupazione e lo Sviluppo Economico) come Próspera, infatti, sarebbe uno dei punti negoziati tra Trump e Hernández in cambio della grazia concessa a quest’ultimo, ma è anche al centro di attività di lobbying avviate da diverso tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le attività di lobbying di Continental Strategy</strong></h2>



<p>Mentre la piattaforma che ospita i file audio relativi all’Hondurasgate denuncia <strong>ondate di attacchi cibernetici</strong>, giuristi e analisti continuano a <strong>interrogarsi sull’autenticità e sulla portata probatoria degli audio.</strong> È in questo spazio di incertezza – tra audio tecnicamente “puliti” e verità da dimostrare – che emergono altri elementi sulla trama di interessi e poteri che, al di là di ogni ipotesi speculativa sullo scandalo, ha plasmato l’Honduras contemporaneo. Tra gli attori cruciali per la progressiva affermazione di un’economia libertaria nel Paese centroamericano c’è <strong>Continental Strategy, una società di lobbying fondata dall&#8217;ex ambasciatore presso l&#8217;Organizzazione degli Stati Americani Carlos Trujillo</strong>, personaggio vicino al Segretario di Stato americano Marco Rubio. L’organizzazione con sedi a Washington e Buenos Aires, <a href="https://www.diario-red.com/articulo/internacional/continental-strategy-firma-cercana-marco-rubio-responsable-lobby-empresarial-detras-hondurasgate/20260507193400069025.html">secondo l’indagine di Canal Red</a> —&nbsp;il media che ha reso pubblici gli audio dell’Hondurasgate —&nbsp;sarebbe stata incaricata di <strong>spingere, nei corridoi del potere statunitense, l’agenda delle ZEDE e del progetto Próspera.</strong></p>



<p>Dalla sua nascita, la società di relazioni governative statunitense è passata da un solo cliente nel 2021 a 127 nel 2025; anche il suo fatturato è aumentato&nbsp; da 105.000 dollari a <strong>27 milioni di dollari in quattro anni.</strong> E tra le sue fonti di profitto c’è senza dubbio l&#8217;Honduras, dove <strong>le sue attività si sono concentrate sul contrasto alle riforme del governo di Xiomara Castro</strong>, rappresentando gli interessi della città privata di Próspera, del Consiglio honduregno delle imprese private (COHEP) —&nbsp; che si è affidato a Continental Strategy per «<a href="https://lda.senate.gov/filings/public/filing/61b428c5-0f61-49b8-8419-a3e172d917b7/print/">promuovere il commercio e gli investimenti tra gli Stati Uniti e l&#8217;Honduras</a>» — e del gruppo bancario FICOHSA, oggetto di indagini per riciclaggio di denaro da parte di organismi internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mezzo milione di dollari per salvare le ZEDE</strong></h2>



<p>L’amministrazione di Xiomara Castro —&nbsp;prima presidente donna dell’Honduras, in carica dal 2021 al 2025 — aveva iniziato a smantellare le cosiddette ZEDE —&nbsp;veri e propri dispositivi di espropriazione territoriale e sovranità limitata a beneficio di capitali stranieri —&nbsp;la cui espansione, negli audio dell’Hondurasgate, è collegata ai piani discussi fra Juan Orlando Hernández e l’attuale presidente honduregno Nasry Asfura. <a href="https://lda.senate.gov/filings/public/filing/search/?registrant=&amp;registrant_country=&amp;registrant_ppb_country=&amp;client=Prospera+&amp;client_state=&amp;client_country=&amp;client_ppb_country=&amp;lobbyist=&amp;lobbyist_covered_position=&amp;lobbyist_conviction_disclosure=&amp;lobbyist_conviction_date_range_from=&amp;lobbyist_conviction_date_range_to=&amp;report_period=&amp;report_year=&amp;report_dt_posted_from=&amp;report_dt_posted_to=&amp;report_amount_reported_min=&amp;report_amount_reported_max=&amp;report_filing_uuid=&amp;report_house_doc_id=&amp;report_issue_area_description=&amp;foreign_entity=&amp;foreign_entity_country=&amp;foreign_entity_ppb_country=&amp;foreign_entity_ownership_percentage_min=&amp;foreign_entity_ownership_percentage_max=&amp;search=search">Le attività di lobbying a favore di Próspera</a> hanno comportato<strong> una spesa di oltre 500.000 dollari a varie società</strong>, oltre a Continental, ed erano rivolte soprattutto alle istituzioni politiche statunitensi (Congresso, amministrazione, ambasciata) per <strong>difendere il regime delle zone speciali e fare pressione sul governo honduregno</strong>, cercando in definitiva di condizionare le scelte di quest’ultimo attraverso i potenti canali del vicino nordamericano. Continental Strategy ha ricevuto pagamenti —&nbsp;<a href="https://lda.senate.gov/filings/public/filing/search/?registrant=&amp;registrant_country=&amp;registrant_ppb_country=&amp;client=Prospera+&amp;client_state=&amp;client_country=&amp;client_ppb_country=&amp;lobbyist=&amp;lobbyist_covered_position=&amp;lobbyist_conviction_disclosure=&amp;lobbyist_conviction_date_range_from=&amp;lobbyist_conviction_date_range_to=&amp;report_period=&amp;report_year=&amp;report_dt_posted_from=&amp;report_dt_posted_to=&amp;report_amount_reported_min=&amp;report_amount_reported_max=&amp;report_filing_uuid=&amp;report_house_doc_id=&amp;report_issue_area_description=&amp;foreign_entity=&amp;foreign_entity_country=&amp;foreign_entity_ppb_country=&amp;foreign_entity_ownership_percentage_min=&amp;foreign_entity_ownership_percentage_max=&amp;search=search">circa 100.000 dollari tra il 2024 e il 2025</a> —&nbsp; <a href="https://lda.senate.gov/filings/public/filing/a4cbacbd-1fa6-450a-884a-8d408a13412a/print/">per presentare, attraverso il suo rappresentante Manuel Espina, una «narrazione alternativa»</a> al Senato e alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, volta a contrastare i tentativi del governo Castro di sciogliere le ZEDE e <a href="https://lda.senate.gov/filings/public/filing/36b548bd-5ef9-47de-bc44-317c162cf825/print/">promuovere in particolare Próspera</a> come «un&#8217;iniziativa chiave che promuove la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nella regione».&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il prezzo umano della città privata</strong></h2>



<p>Non sembrano essere dello stesso avviso tuttavia le comunità locali, che <strong>oggi rischiano di essere espropriata delle proprie terre</strong> per fare spazio a quella che è stata definita «una fantasia neocoloniale da miliardario» — con riferimento a Peter Thiel — dalla ricercatrice e scrittrice honduregna Edith Romero <a href="https://truthout.org/articles/peter-thiel-is-unleashing-a-neocolonial-billionaire-fantasy-in-honduras/?utm_source=Truthout&amp;utm_campaign=eeeafe1833-EMAIL_CAMPAIGN_2026_02_16_07_21&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bbb541a1db-eeeafe1833-653959908">sulle pagine del magazine statunitense TruthOut.</a> La “charter city” — così vengono chiamate le entità a statuto speciale, con un pacchetto di regole, istituzioni e governance separate rispetto al resto dello Stato —  è stata istituita formalmente nel 2017 quando Honduras Próspera Inc., società con sede negli Stati Uniti, ha firmato un accordo con il governo honduregno, assumendo il controllo di parte del territorio dell&#8217;isola di Roatán, «una splendida isola tropicale caraibica circondata dalla seconda barriera corallina più grande del mondo e patria di una ricca cultura afrodiscendente, quella del popolo Garifuna, che da secoli combatte le minacce alla propria sovranità», scrive ancora Romero. </p>



<p>L’identità di zona semi-autonoma di Próspera è unica: il governo honduregno esercita <strong>un controllo limitato su di essa </strong>e l<strong>a legge del paese non vi si applica</strong>. Tra i suoi elementi fondanti ci sono <strong>le basse aliquote fiscali e la deregolamentazione delle imprese</strong> (l&#8217;imposta sul reddito lordo di queste ultime è dell&#8217;1%, anziché il 25% applicato in Honduras). Quando nel 2022 il governo di Xiomara Castro ha abrogato la legge che autorizzava le ZEDE, Próspera ha reagito <strong>citando l’Honduras davanti al tribunale arbitrale della Banca Mondiale.</strong> La causa  è tuttora pendente ed è destinata a convertire un conflitto politico interno in <strong>una partita legale asimmetrica tra uno Stato povero e una élite di ricchi e rapaci investitori.</strong> Intanto, proprio accanto a Próspera, gli abitanti del villaggio di pescatori di Crawfish Rock denunciano promesse di lavoro mai mantenute, la privatizzazione di servizi essenziali come l’acqua e il rischio di espropri unilaterali. Per molti honduregni, in definitiva, l&#8217;enclave per ricchi non è il futuro. È una nuova forma di colonialismo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-dietro-la-citta-privata-prospera-spuntano-i-soliti-noti-peter-thiel-e-sam-altman.html">Hondurasgate, dietro la città privata Próspera spuntano i soliti noti, Peter Thiel e Sam Altman</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nasry &#8220;Tito&#8221; Asfura, il Trump dell&#8217;Honduras consolida la svolta a destra dell&#8217;America Latina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/nasry-tito-asfura-il-trump-dellhonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellamerica-latina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Dec 2025 06:53:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nasry "Tito" Asfura, il Trump dell'Honduras consolida la svolta a destra dell'America Latina. Gli scenari politici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/nasry-tito-asfura-il-trump-dellhonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellamerica-latina.html">Nasry &#8220;Tito&#8221; Asfura, il Trump dell&#8217;Honduras consolida la svolta a destra dell&#8217;America Latina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Nasry-Tito-Asfura-il-Trump-dellHonduras-consolida-la-svolta-a-destra-dellAmerica-Latina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo settimane di incertezza, <strong>Nasry &#8220;Tito&#8221; Asfura</strong> è stato confermato dalla <strong>Corte Suprema dell&#8217;Honduras</strong> vincitore delle elezioni presidenziali del 30 novembre. L&#8217;esito era rimasto in sospeso dopo che il candidato conservatore del Partito Nazionale, dichiaratamente ispirato a <strong>Donald Trump e Javier Milei</strong>, aveva visto la sua vittoria con poco più del 40% in un voto a turno unico contestata dalla richiesta di riconteggio di <strong>Salvador Nasralla</strong> del Partito Liberale, risultato staccato di soli 25mila voti.</p>



<p>La Corte Suprema ha dichiarato Asfura vincitore il 24 dicembre, consolidando una svolta a destra per l&#8217;America Latina e in particolar modo per un Centro America dove brilla, nel campo conservatore più ispirato a figure come Trump e Milei, la stella del salvadoregno <strong>Nayib Bukele</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Asfura, palestinese di etnia, conservatore nel cuore</h2>



<p>Come quest&#8217;ultimo, anche il neo-eletto presidente è di sangue mediorientale: il 68enne Asfura è, come Bukele, figlio di una famiglia palestinese cristiana emigrata ai tempi della Nakba verso l&#8217;America centrale, e ha compiuto l&#8217;intera carriera politica nel cuore della destra honduregna, <strong>guidando come sindaco la capitale Tegucigalpa dal 2014 al 2022</strong> e provando a candidarsi nel 2021 alle presidenziali contro la vincitrice Xiomara Castro, arrivando secondo.</p>



<p><strong>Ora, Asfura si è candidato con un programma basato su sicurezza, lotta alla criminalità e sostegno a riforme liberali</strong> in economia, che risuona con quelli di molti leader della regione.<a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-jose-antonio-kast-lavvocato-che-sosteneva-pinochet-e-il-nuovo-presidente-del-cile.html"> A poche settimane dalla <strong>vittoria di José Antonio Kast in Cile</strong></a>, la sua è una nuova svolta a destra che, come per Bukele, è vista con <strong>attenzione tanto a Washington<a href="https://www.ynetnews.com/article/ryuliksmwg"> quanto a Tel Aviv</a></strong>, dato che Israele si trova ad avere, per uno strano gioco del destino, come solidi alleati regionali e sostenitori della sua causa il figlio di un ex ufficiale nazista (Kast) e un palestinese figlio di esuli dall&#8217;occupazione israeliana della Palestina (Asfura), dopo che un altro latinoamericano di stirpe palestinese, Bukele, ha schierato San Salvador al suo fianco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Donald Trump esulta</h2>



<p>Chi può gioire è sicuramente Donald Trump, che ha irritualmente dato l&#8217;endorsement ufficiale ad Asfura, minacciando la fine degli aiuti all&#8217;Honduras in <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/12/5/honduran-presidential-candidate-says-trump-interfered-in-election-report">caso di vittoria di Nasralla, definito &#8220;<strong>comunista</strong>&#8221; e attaccato</a> mentre The Donald concedeva la grazia a <strong>Juan Orlando Hernandez, ex presidente del Paese centroamericano</strong> condannato a 45 anni di carcere e estradato negli Usa per narcotraffico. </p>



<p>Hernandez, durante il suo mandato, approvò la costruzione di <a href="https://www.rts.ch/info/societe/2025/article/prospera-paradis-fiscal-et-technologique-controverse-au-honduras-29072280.html"><strong>Prospera,</strong> la città &#8220;libertaria&#8221; per gli investimenti dei tecno-oligarchi</a> e dei <a href="https://it.insideover.com/economia/il-progetto-destiny-e-lutopia-della-tortuga-caraibica-dei-bitcoin.html">magnati dei bitcoin che oggi vede operare</a> nel suo capitale diversi investitori di venture capital e finanza vicini al presidente Usa, come Balaji Srinivasan, Peter Thiel e Marc Andreessen. C&#8217;è da scommettere che Asfura terrà ben conto di questi precedenti, nel quadro di un governo che interseca interessi nazionali e una <strong>forte tutela Usa per tornare a giocare un ruolo da protagonisti</strong> nel &#8220;cortile di casa&#8221; a lungo insediato da potenze esterne.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
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		<title>Il progetto Destiny e l&#8217;utopia della Tortuga caraibica dei bitcoin</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-progetto-destiny-e-lutopia-della-tortuga-caraibica-dei-bitcoin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 12:16:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[Mar dei Caraibi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Honduras ieri, Saint Kitts e Nevis domani. I tecno-oligarchi e i guru dei bitcoin puntano i Caraibi per le loro Tortuga.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-progetto-destiny-e-lutopia-della-tortuga-caraibica-dei-bitcoin.html">Il progetto Destiny e l&#8217;utopia della Tortuga caraibica dei bitcoin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-progetto-Destiny-e-lutopia-della-Tortuga-caraibica-dei-bitcoin-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una comunità sostanzialmente autonoma, con proprie leggi e propri regolamenti, e ovviamente autoregolata sul fronte del business: questo è il sogno del progetto <strong>Destiny</strong> in sviluppo nel piccolo Stato caraibico di <strong>Saint Kitts e Nevis</strong> e riguardante la possibilità di creare una vera e propria &#8220;zona economica speciale&#8221; per i <strong>bitcoin.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Destiny, Tortuga futura dei bitcoin?</h2>



<p>Non è fantasia, ma è la volontà di trasformare in realtà di frontiera un&#8217;ambizione su cui <strong>puntano molti investitori libertari e diversi tecno-oligarchi americani e non solo</strong>: fare delle criptovalute non solo un fattore di emancipazione per finanza e business ma anche l&#8217;abilitatore strategico di un nuovo sistema sociale. Forse addirittura politico. I Caraibi, ieri roccaforte di pirati e bucanieri, come nuovo rifugio per le navi corsare della finanza cripto e tokenizzata. Le zone autonome come novelle isole di <strong>Tortuga con le proprie leggi</strong>. I piccoli Stati della regione offrono ciò che hanno: terra e norme favorevoli.</p>



<p>E così il magnate belga delle cripto <strong>Oliver Janssens</strong> ha ben pensato di impiantare questo progetto a Nevis, una delle isole del piccolo Stato, sfruttando la favorevole normativa locale promossa dal governo centrale di Basseterre, sito sull&#8217;isola di Saint Kitts, e rafforzata dall&#8217;autorità federale di Charlestown, capoluogo di Nevis. </p>



<p>Pochi mesi fa è stato approvato lo Special Sustainability Zones Authorisation Act, volto a attrarre investimenti come quello previsto da Janssens, che mira a piazzare un progetto da 50 milioni di dollari sull&#8217;iniziativa, garantendo anche delle prerogative legali autonome per la risoluzione delle controversie tra privati. Janssens ha promesso di attrarre miliardi di dollari di capitali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo &#8220;Stato di rete&#8221; e il precedente dell&#8217;Honduras</h2>



<p>&#8220;Il progetto Destiny includerà ville, ospedali, spazi verdi e piscine ed è dello studio di architettura e ingegneria statunitense Skidmore, Owings &amp; Merrill, noto per progetti come il Burj Khalifa&#8221;, <a href="https://www.belganewsagency.eu/belgian-crypto-billionaire-wants-to-set-up-libertarian-community-in-the-caribbean">nota la <em>Belgian News Agency</em>.</a>  Tutto questo per portare <strong>in un&#8217;isola di 93 chilometri quadrati</strong> e meno di 15mila abitanti la tendenza con cui, <a href="https://www.ft.com/content/cd171921-a0f5-49d9-a383-41a37e34dbb4">scrive il Financial Times</a>, &#8220;personaggi facoltosi del mondo della tecnologia e delle criptovalute cercano di <a href="https://www.ft.com/content/b127ee7a-5ac4-4730-a395-c9f9619615c7">stabilire i propri territori, più libertari</a> , noti come movimento dello Stato di rete&#8221;. Premessa, per i critici, di un vero e proprio &#8220;Stato nello Stato&#8221;. </p>



<p><strong>Emancipazione estrema e garanzia della libertà nella sua forma più pura</strong> per i teorici libertari ispirati da <em>La rivolta di Atlante,</em> la &#8220;Bibbia&#8221; dell&#8217;individualismo dell&#8217;uomo economico firmata quasi settant&#8217;anni fa da Ayn Rand.</p>



<p>Il caso più noto e anticipatore di Destiny è Prospera, la città delle criptovalute <a href="https://www.bloomberg.com/news/features/2025-02-13/a-honduras-dream-city-now-faces-11-billion-political-dispute">sviluppata dal <strong>governo dell&#8217;Honduras</strong> di </a><strong>Juan Orlando Hernandez, al potere dal 2014 al 2022</strong>, tramite una serie di leggi capaci di istituire le zone economiche esclusive favorevoli ai magnati del tech. </p>



<p><strong>Prospera, in cui vivono e lavorano circa 2mila persone</strong>, è sostenuta da aziende del mondo cripto come Coinbase e da venture capitalist uniti nella società Pronomos Capital, tra cui spiccano Balaji Srinivasan, Peter Thiel e Marc Andreessen. <strong>Questi ultimi due sono nomi noti nella tecno-oligarchia americana</strong> vicina a <strong>Donald Trump</strong>, il primo è ex Cto di Coinbase e ha lavorato per lo stesso Andreessen. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Hernandez, Trump e i cripto-oligarchi</h2>



<p>Trump, auto-definitosi <em>crypto-president</em>, ha <strong>un ruolo in questa vicenda perché l&#8217;1 dicembre scorso</strong> ha offerto la grazia a Hernandez, &#8220;padrino&#8221; di Prospera, condannato e estradato negli Usa dopo la fine del suo mandato per reati legati al narcotraffico e chiamato a scontare 45 anni di carcere.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/venezuela-il-cortile-di-casa-che-trump-vuole-riconquistare.html">Mentre gli Usa pressano i cartelli di narcotrafficanti </a>e minacciano il Venezuela per il presunto ruolo di sostegno di Nicolas Maduro ai cartelli, Trump sceglie di <strong>scarcerare un ex capo di Stato condannato proprio per questa fattispecie.</strong> Una contraddizione, a prima vista. Un atto politico chiaro di sostegno alla tendenza libertaria di espansione delle tecno-oligarchie e del mondo cripto come estrema proiezione del modello capitalista Usa, guardando più in profondità. Le cripto, soprattutto le stablecoin, servono a <strong>Washington come frontiera di copertura del debito e come nuova &#8220;</strong><a href="https://it.insideover.com/economia/lottovolante-del-bitcoin-nella-grande-giostra-della-finanza-usa.html"><strong>grande scommessa&#8221; per aumentare il ciclo del credito</strong>. </a></p>



<p>L&#8217;espansione dei magnati libertari nel Mar dei Caraibi ha una chiara matrice finanziaria e tecnologica americana. Vale per Prospera. Vale per Destiny. E vale anche per quei Paesi che in nome di qualche investimento concedono frammenti di sovranità all&#8217;euforia finanziaria.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-progetto-destiny-e-lutopia-della-tortuga-caraibica-dei-bitcoin.html">Il progetto Destiny e l&#8217;utopia della Tortuga caraibica dei bitcoin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Messico, Honduras, El Salvador: quando lo Stato minaccia i giornalisti che dovrebbe proteggere</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/messico-honduras-el-salvador-quando-lo-stato-minaccia-i-giornalisti-che-dovrebbe-proteggere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 18:44:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>In Messico, Honduras ed El Salvador, il giornalismo investigativo spesso è un atto di resistenza che sfida la morte. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>In <strong>M<a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-del-golfo-tra-il-messico-e-google.html">essico</a></strong>, <strong>Honduras ed El Salvador</strong>, il giornalismo investigativo è un atto di resistenza che sfida la morte. Qui, la penna si scontra con pistole, spyware e apparati statali corrotti, in un contesto dove la verità è un lusso pericoloso. Un’inchiesta del <em>Global Investigative Journalism Network</em> (GIJN), pubblicata l’8 maggio 2025, squarcia il velo su una realtà brutale: i meccanismi di protezione per i giornalisti, creati per salvaguardare chi denuncia abusi, sono spesso gusci vuoti, traditi dalla stessa mano che dovrebbe sostenerli. In Messico, il Paese più pericoloso per la stampa se escludiamo le zone di guerra, in Honduras, dove l’impunità è un dogma, e in El Salvador, sotto il tallone di un autoritarismo mascherato da sicurezza, <strong>i reporter affrontano un destino comune: essere cacciati, spiati, uccisi.&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Messico: cronache da un inferno quotidiano</strong></h2>



<p>Il <strong>Messico</strong> è un cimitero per i giornalisti. Con oltre <strong>150 reporter</strong> assassinati dal 2000, secondo l’organizzazione Article 19, il paese si conferma il più letale al mondo per la stampa fuori dai teatri di guerra. La metà degli attacchi proviene da agenti statali: funzionari corrotti, militari, polizia locale. Il <strong>Meccanismo di Protezione per Giornalisti e Difensori dei Diritti Umani</strong>, istituito nel 2012, prometteva scudi contro la violenza, come pulsanti di emergenza, sorveglianza, rifugi sicuri, ma si è rivelato un’illusione. <strong>Emilio Gutiérrez Soto</strong>, costretto a rifugiarsi negli Stati Uniti dopo aver denunciato abusi militari a Chihuahua, è un simbolo di questo fallimento. Nonostante la “protezione” ufficiale, le minacce non si sono fermate, e la sua vita pende su un filo. </p>



<p>A complicare il quadro c’è l’arma invisibile dello spionaggio. Il software <strong>Pegasus</strong>, acquistato dal Governo messicano e usato da esercito e intelligence, ha preso di mira giornalisti come <strong>Marcela Turati</strong>, fondatrice di Quinto Elemento Lab. Le sue inchieste sulla strage di Ayotzinapa, dove 43 studenti scomparvero nel 2014, hanno toccato nervi scoperti del potere. “<em>Siamo sorvegliati come criminali</em>”, ha dichiarato Turati durante un panel del GIJN, descrivendo un clima di paranoia che strangola il giornalismo investigativo. L’uso di Pegasus non è un’eccezione, ma una prassi: almeno 25 reporter sono stati spiati tra il 2016 e il 2021, secondo un’indagine di Citizen Lab. </p>



<p>I <strong>cartelli della droga</strong>, con i loro tentacoli nelle istituzioni, completano il quadro. L’omicidio di <strong>Javier Valdez</strong>, fondatore di Ríodoce, nel 2017, è un caso raro di giustizia in cui i sicari sono stati condannati ma i mandanti restano nell’ombra. Come sottolinea il GIJN, l’impunità al 98% garantisce che il sangue continui a scorrere, mentre il governo di <strong>Andrés Manuel López Obrador</strong>, pur promettendo riforme, non ha smantellato il sistema di collusione tra stato e narcos.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Honduras: narcopolitica e impunità</strong></h2>



<p>In Honduras, con <strong>oltre 80 reporter uccisi dal 2001 e un’impunità al 97%</strong>, secondo il <em>Comisionado Nacional de los Derechos Humanos</em> (CONADEH), l&#8217;istituzione statale dell&#8217;Honduras che promuove, protegge e garantisce il rispetto dei diritti umani, il Paese è un campo minato per chi cerca la verità. <strong>Wendy Funes</strong>, direttrice della piattaforma Reporteros de Investigación (RI), incarna questa lotta. Le sue inchieste sulla narcopolitica, che collegano élite politiche alla criminalità organizzata, l’hanno resa un bersaglio. Nel 2022, dopo aver pubblicato un reportage sull’ex presidente <strong>Juan Orlando Hernández</strong>, oggi in carcere negli Stati Uniti per narcotraffico, Funes ha ricevuto minacce di morte e attacchi informatici. Le è stata assegnata una guardia del corpo, ma, come lei stessa ammette, “<em>la protezione è un cerotto su una ferita aperta</em>”. </p>



<p>Gli attacchi contro Funes non sono isolati. Nel 2011, durante una protesta contro la violenza sulla stampa, <strong>lei e altri cento giornalisti, tra cui molte donne, furono aggrediti con gas lacrimogeni</strong> e manganelli dalla polizia nazionale. Quando ha denunciato un cyberattacco al procuratore speciale per i crimini contro i media, il caso è stato archiviato per “mancanza di prove”. “<em>L’impunità è normalizzata</em>”, ha detto Funes al GIJN, descrivendo un sistema che protegge i carnefici e abbandona le vittime. Numerosi rapporti giornalistici locali denunciano le carenze del Meccanismo di Protezione honduregno, operativo dal 2015 ma privo di fondi e volontà politica. </p>



<p>La criminalizzazione dei giornalisti è un’arma potente: organizzazioni come ASOPODEHU, che sostiene i difensori dei diritti umani, subiscono ispezioni fiscali pretestuose per intimorirle. Intanto, inchieste come “Sicarios” di RI, che hanno svelato un mercato di killer al soldo di politici e narcos, hanno dimostrato il coraggio di una stampa che rifiuta di piegarsi, nonostante il prezzo pagato con il sangue di colleghi come Aníbal Barrow, ucciso nel 2013.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>El Salvador: il miraggio della sicurezza sotto Bukele</strong></h2>



<p>In <strong>El Salvador</strong>, il sogno di sicurezza propugnato dal presidente <strong>Nayib Bukele</strong> si è trasformato in un incubo per la libertà di stampa. La Ley de Acceso a la Información Pública (LAIP), un tempo faro di trasparenza poiché garantiva ai cittadini il diritto di accedere alle informazioni detenute da enti pubblici, è stata svuotata da un governo che classifica sistematicamente i dati sensibili. “<em>La trasparenza è morta</em>”, afferma <strong>Eduardo Escobar </strong>della ONG Acción Ciudadana, sottolineando come l’accesso alle informazioni sia ormai un privilegio concesso a pochi fedelissimi del regime. Giornalisti come Loida Martínez Avelar del giornale online Revista Factum si affidano a fughe di notizie e database improvvisati per scavare nella corruzione, ma il rischio è altissimo. Lo spionaggio di Stato è una realtà concreta. </p>



<p>El Faro, il più autorevole giornale investigativo del Paese, ha subito un attacco senza precedenti: 22 dei suoi 36 membri sono stati spiati con Pegasus, come rivelato da <strong>Amnesty International</strong> e dal direttore <strong>José Luis Sanz.</strong> “<em>Siamo trattati come nemici dello Stato</em>”, ha dichiarato Sanz, denunciando un clima di repressione che si è intensificato con il regime di eccezione del 2022, introdotto per combattere le gang ma usato per silenziare i critici. La Mesa por el Derecho a Defender Derechos segnala casi come quello di <strong>Bryan Avelar,</strong> costretto all’esilio dopo false accuse di complicità con le pandillas, le bande criminali giovanili. Eppure, il giornalismo salvadoregno non si arrende. L’inchiesta “<strong>Moskitia: La selva hondureña que se ahoga en cocaína”</strong>, condotta da Avelar e Juan José Martínez D’Aubuisson, ha vinto il premio Ortega y Gasset nel 2024, dimostrando che la verità può emergere anche sotto il peso della repressione.</p>



<p>Messico, Honduras ed El Salvador condividono un destino comune: <strong>la stampa è stretta tra la violenza del crimine organizzato e la complicità dello Stato</strong>. I meccanismi di protezione, mal finanziati e politicizzati, sono specchietti per le allodole. L’uso di spyware rivela un’ossessione per il controllo, mentre l’impunità è il collante di un sistema che soffoca il dissenso. Numerose organizzazioni e giornali latinoamericani denunciano una strategia regionale di criminalizzazione, diffamazione e sorveglianza che mira a spezzare la resistenza dei reporter. Eppure, il giornalismo non muore. “<em>Il giornalismo è l’ultima linea di difesa della verità</em>”, dice Wendy Funes. In un’epoca di menzogne istituzionalizzate, queste voci continuano a gridare, pagando un prezzo che nessuna protezione può ripagare.</p>



<p><strong><em>Il mondo latinoamericano è spesso dominato da fenomeni di violenza che coinvolgono direttamente la stampa che cerca due far luce sulle complicità tra Stato e malavita. La relazione tra media e potere è uno dei temi a cui siamo più legati. Se è così anche per te,  segui InsideOver, sostieni il nostro lavoro, <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></em></strong></p>
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		<title>Hague Group, un&#8217;alleanza per la legalità contro i crimini di guerra di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/hague-group-unalleanza-per-la-legalita-contro-i-crimini-di-guerra-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 06:11:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Penale Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ieri è stato inaugurato all’Aia, nei Paesi Bassi, The Hague Group, un’alleanza composta da nove Paesi — Belize, Bolivia, Colombia, Cuba, Honduras, Malesia, Namibia, Senegal e Sudafrica. L’obiettivo dichiarato del gruppo è difendere le istituzioni dell’ordine legale internazionale coordinando misure legali e diplomatiche contro le violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, in particolare impegnandosi per dare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/hague-group-unalleanza-per-la-legalita-contro-i-crimini-di-guerra-di-israele.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/hague-group-unalleanza-per-la-legalita-contro-i-crimini-di-guerra-di-israele.html">Hague Group, un&#8217;alleanza per la legalità contro i crimini di guerra di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ieri <a href="https://x.com/ProgIntl/status/1885337875254043062" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è stato inaugurato</a> all’Aia, nei Paesi Bassi, <em><a href="https://thehaguegroup.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>The Hague Group</strong></a></em>, un’alleanza composta da nove Paesi — Belize, Bolivia, <a href="https://it.insideover.com/guerra/colombia-scoppiano-le-violenze-e-strage-nel-catatumbo.html">Colombia</a>, Cuba, Honduras, Malesia, <a href="https://it.insideover.com/politica/netumbo-nandi-ndaitwah-la-prima-donna-presidente-della-namibia.html">Namibia</a>, Senegal e Sudafrica. L’obiettivo dichiarato del gruppo è difendere le istituzioni dell’ordine legale internazionale coordinando misure legali e diplomatiche contro le violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, in particolare impegnandosi per dare seguito alle decisioni delle Nazioni Unite, della Corte internazionale di giustizia (CIG) e della Corte penale internazionale. </p>



<p>Circa un anno fa, il <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-sudafrica-ha-scelto-la-sua-strada.html">Sudafrica ha presentato una denuncia contro Israele presso la CIG</a></strong>, accusandolo di genocidio ai danni del popolo palestinese. Israele ha respinto con forza l’accusa e ha ignorato l’opinione della CIG e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU, che <a href="https://www.amnesty.it/corte-internazionale-di-giustizia-illegale-loccupazione-dei-territori-palestinesi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno dichiarato</a> l’occupazione israeliana dei territori palestinesi una chiara violazione del diritto internazionale.</p>



<p>Come riportato in un articolo del&nbsp;<em><a href="https://www.theguardian.com/law/2025/jan/31/south-africa-and-malaysia-to-launch-campaign-to-protect-justice" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Guardian</a></em>, “il gruppo afferma che l’obiettivo non è punire Israele, ma esaminare il suo atteggiamento nei confronti delle sentenze delle corti internazionali, che, secondo il primo ministro malese Anwar Ibrahim, ‘colpiscono le fondamenta stesse del diritto internazionale, che la comunità globale ha il dovere di difendere’.”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il ruolo dei Paesi alleati e dell&#8217;Italia</strong></h2>



<p>Oltre a Israele, il gruppo,&nbsp;<a href="https://x.com/FranceskAlbs/status/1885455485685391431" target="_blank" rel="noreferrer noopener">supportat</a>o, tra gli altri,&nbsp;da Francesca Albanese,&nbsp;relatrice speciale delle Nazioni Unite,&nbsp;punta il dito contro tutti quei Paesi che non hanno rispettato la sentenza della CIG dell’aprile 2024. Tale sentenza ricorda agli Stati i loro obblighi internazionali in merito al trasferimento di armi nei conflitti armati, per evitare che queste vengano utilizzate in violazione della Convenzione sul genocidio e delle Convenzioni di Ginevra, in relazione alla condotta di Israele a Gaza e nei Territori palestinesi occupati.</p>



<p>Questa accusa chiama in causa anche l’Italia. In una <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/01/24/intelligence-e-droni-armi-dallitalia-contro-gaza/7849367/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recente inchiesta</a> pubblicata su <em>Il Fatto Quotidiano</em>, Stefania Maurizi rivela che<strong> Leonardo, l’azienda italiana di difesa che aveva annunciato lo stop alla fornitura di armi a Israele,</strong> continuerà comunque nel 2025 il proprio programma di assistenza tecnica da remoto, riparazione materiali e fornitura di ricambi per la flotta di velivoli<a href="https://it.insideover.com/guerra/le-armi-italiane-a-israele-per-colpire-gaza-e-gli-eversivi-del-ministro-crosetto.html"> M-346 israeliani.</a> Oltre agli affari di Leonardo con Israele, Maurizi descrive il “ponte aereo continuo” che ha permesso in particolare agli Stati Uniti e al Regno Unito di fornire armi e intelligence a Israele. “I dati sui voli — scrive Maurizi — rivelano il ruolo delle basi americane in Italia, come Sigonella, con almeno 65 voli del <a href="https://it.insideover.com/difesa/droni-e-oltre-asse-italia-turchia-in-arrivo-cosi-leonardo-e-baykar-possono-allearsi.html">drone MQ-4C </a>per la raccolta di intelligence, e il coinvolgimento di aeroporti italiani come quelli di Ancona, Bari, Brindisi, Ciampino e Napoli.”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Sostegno del Sud Globale alla Palestina e l&#8217;Isolamento dell&#8217;Occidente</strong></h2>



<p>Al di là dell’impatto concreto che il&nbsp;<em>The Hague Group</em>&nbsp;potrà avere nel far sì che le violazioni del diritto internazionale di Israele, il suo presidente Benjamin Netanyahu e i Paesi complici di questa violenza vengano condannate, punite o prevenute, questa iniziativa, spiega il&nbsp;<em><a href="https://www.theguardian.com/law/2025/jan/31/south-africa-and-malaysia-to-launch-campaign-to-protect-justice" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Guardian</a></em>, riflette “la crescente rabbia nei Paesi del Sud del mondo di fronte a ciò che viene percepito come un doppio standard da parte delle potenze occidentali quando si tratta dell’applicazione del diritto internazionale.”</p>



<p>La questione palestinese ha ricevuto fin da subito il sostegno di un numero crescente di Paesi del Sud del mondo. Già un anno fa, uno <a href="https://responsiblestatecraft.org/global-south-israel-criminal-court/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio pubblicato</a> su <em>Responsible Statecraft</em> affermava che “gli Stati che guidano o sostengono tali iniziative [che hanno sostenuto azioni legali internazionali contro Israele, ndr] si estendono a quasi tutto il Sud globale, includendo America Latina, Africa, Asia occidentale, Asia meridionale e Sud-est asiatico … (queste azioni legali) dimostrano che questo sentimento va ben oltre i Paesi a maggioranza araba o mussulmana”. Il sostegno del Sud globale al popolo palestinese assume un significato ancora più rilevante se si considera che queste prese di posizione contribuiscono a isolare sempre più non solo Israele, ma soprattutto il suo principale alleato, gli Stati Uniti. Con l’Europa che segue.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/hague-group-unalleanza-per-la-legalita-contro-i-crimini-di-guerra-di-israele.html">Hague Group, un&#8217;alleanza per la legalità contro i crimini di guerra di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le cinque elezioni chiave in America Latina a novembre</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-cinque-elezioni-chiave-in-america-latina-a-novembre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 07:18:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[America latina]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Stati Uniti-America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1398" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-1024x746.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un mese “elettorale” questo novembre già trascorso per metà, che mette in fermento il panorama politico latino-americano con esiti tutti da discutere e metabolizzare. Cinque i Paesi del subcontinente coinvolti – Argentina, Cile, Honduras, Nicaragua e Venezuela. Argentina La coalizione Together for Change, la principale forza di opposizione argentina, esce vincitrice dalla tornata elettorale di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-cinque-elezioni-chiave-in-america-latina-a-novembre.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1398" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_10752115-1024x746.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un mese “elettorale” questo novembre già trascorso per metà, che mette in fermento il panorama politico latino-americano con esiti tutti da discutere e metabolizzare. Cinque i Paesi del subcontinente coinvolti – <strong>Argentina</strong>, <strong>Cile</strong>, <strong>Honduras</strong>, <strong>Nicaragua</strong> e <strong>Venezuela</strong>.</p>
<h2>Argentina</h2>
<p>La coalizione <a href="https://www.batimes.com.ar/news/argentina/initial-results-in-argentinas-election-show-opposition-winning-key-races.phtml"><em>Together for Change</em></a>, la principale forza di opposizione argentina, esce vincitrice dalla tornata elettorale di domenica <strong>14 novembre</strong>, diventando la formazione più votata in gran parte dei distretti del Paese. Oltre 34 milioni di persone sono state chiamate alle urne per rinnovare la metà dei seggi al Congresso e un terzo dei seggi al Senato. L’appuntamento democratico passa anche dal successo di <strong>Maria Eugenia Vidal</strong>: con il 99,4% dei voti scrutinati, la lista capitanata da Vidal ha sbaragliato gli avversari nella Capitale ottenendo il 47% per cento dei voti, un punto in meno rispetto alle primarie di settembre, quando le tre liste presentate dalla coalizione di opposizione superavano appena il 48%. Buenos Aires resta, ovviamente, epicentro delle analisi per il futuro, nonché fulcro dei cambiamenti in moto: principale roccaforte dell&#8217;opposizione al movimento peronista, è governata dal 2015 da <strong>Horacio Rodriguez Larreta</strong>, uno dei massimi leader di <em>Insieme per il cambiamento</em>, papabile alle elezioni presidenziali del 2023.</p>
<p><strong>Il clima in cui la tornata si è svolta non è di certo dei migliori</strong>: gli elettori sono stremati dalle restrizioni della pandemia e dai problemi economici. L&#8217;inflazione annuale è salita oltre il 50% cento da quando il presidente è entrato in carica e il 42% della popolazione vive ben al di sotto della soglia di povertà (anche per questo, con le elezioni in arrivo, il governo ha congelato i prezzi dei beni per la casa). Le elezioni di medio termine in Argentina vengono comunemente considerate un referendum informale sul governo in carica, quello di <strong>Alberto Fernández</strong>, con risultati che potenzialmente danno un&#8217;idea di ciò che è in serbo per 2023.</p>
<h2>Cile</h2>
<p>Le elezioni generali, quelle del prossimo <strong>21 novembre,</strong> arrivano dopo due anni di disordini sociali e nel pieno della riscrittura della Costituzione dell&#8217;era Pinochet da parte di un&#8217;Assemblea costituente composta prevalentemente da candidati indipendenti e progressisti. Appena una mese fa, la “riscossa” dei conservatori che hanno trovato un nuovo aggregante in <strong>José Antonio Kast</strong> del Partito Repubblicano, che ha galvanizzato quella fetta di opinione pubblica animata dalla crescente preoccupazione su pensioni, immigrazione e criminalità.</p>
<p>Il candidato ultraconservatore, spesso considerato un epigono del leader brasiliano Jair Bolsonaro, si attesta nei <a href="https://www.as-coa.org/articles/poll-tracker-chiles-2021-presidential-race">sondaggi</a> al 26,5%, staccando leggermente l&#8217;ex leader studentesco di centrosinistra Gabriel Boric, al 25%. Al terzo posto l&#8217;ex ministro di centrosinistra e candidata democristiana Yasna Provoste, con il 12,1%. Se nessun candidato otterrà la maggioranza assoluta, ci sarà un ballottaggio a dicembre. In un ipotetico secondo turno tra Kast e Boric, i sondaggi suggeriscono che la sinistra guadagnerebbe il 42,9% dei voti contro il 36,8% di Kast.</p>
<h2>Honduras</h2>
<p>In Honduras l’appuntamento elettorale è previsto per il prossimo <strong>28 novembre</strong>: più di cinque milioni di honduregni andranno alle urne per eleggere un nuovo presidente, 128 membri del Congresso e 20 deputati al Parlamento. Le ultime elezioni presidenziali si sono svolte all’insegna della farsa, dei brogli e delle violenze. Il presidente <strong>Juan Orlando Hernández</strong> è stato al centro di uno scandalo a base di tangenti e narcotraffico in concorso con il fratello, Tony, condannato da una corte degli Stati Uniti. A questo, giro Hernández è fuori dai giochi, nonostante la sua rielezione rocambolesca nel 2017. <strong>Nasry Asfura</strong>, sindaco di Tegucigalpa, del partito di governo, è stato a lungo il favorito, ma il candidato ricorrente Nasralla ha cambiato le carte in tavola quando, il gioco il 13 ottobre, si è ritirato per sostenere <strong>Xiomara Castro de Zelaya</strong>, la moglie del presidente deposto in un colpo di Stato nel 2009 che ha polarizzato la società honduregna. Il sondaggio condotto dal <a href="https://www.devdiscourse.com/article/politics/1785077-honduran-leftist-holds-big-lead-ahead-of-vote-poised-to-make-history"><em>Center for Democratic Studies</em></a> e pubblicato alla fine di ottobre pone Castro in testa alle preferenze degli elettori. Il sondaggio colloca la quota prevista dei voti di Castro al 38%, rispetto al 21% di Asfura.</p>
<p>Circa un mese fa il Paese è stato scosso dall’arresto del candidato presidenziale <strong>Santos Rodriguez</strong> per riciclaggio di denaro relativo al traffico di droga e omicidio. Rodriguez, un capitano dell&#8217;esercito in pensione, non era di certo tra i favoriti, tantomeno l’unico candidato a fronteggiare simili accuse nel panorama politico locale. Secondo i testimoni sarebbe stato coinvolto nella morte di molte persone, tra cui un informatore della <em>Drug Enforcement Agency</em> degli Stati Uniti.</p>
<h2>Nicaragua</h2>
<p>Poco più di 4 milioni di elettori erano attesi alle urne lo scorso <strong>7 novembre</strong>. Nonostante siano trascorsi giorni dalla vittoria di <strong>Daniel Ortega</strong>, il risultato ha scatenato l’ira dell’organizzazione degli Stati Americani, costretta ad adottare una risoluzione, bollando la vittoria elettorale di Ortega come “ingiusta”. La risoluzione, che afferma che le elezioni del 7 novembre &#8220;non sono state libere, eque o trasparenti e mancano di legittimità democratica&#8221;, è stata votata da 25 nazioni mentre 7 si sono astenute, tra cui Messico, Honduras e Bolivia. Ortega ha impedito a giornalisti e osservatori internazionali dell&#8217;Organizzazione degli Stati americani di entrare nel Paese per verificare il processo elettorale, come avviene nel resto dei Paesi del continente. Naturalmente, il governo ha accolto almeno una dozzina di gruppi politici e giornalisti che sostengono il partito di governo, il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, tra cui il costaricano Roberto Zelaya, candidato legislativo per il <em>Pueblo Unido</em>.</p>
<p>Nei mesi precedenti le elezioni, Ortega ha incarcerato sette principali contendenti alla presidenza dell&#8217;opposizione, insieme a politici, attivisti e giornalisti, al fine di garantirsi un quinto mandato. Senza grandi candidati o partiti di opposizione in corsa, la vittoria di Ortega, di sua moglie e vicepresidente Rosario Murillo e del suo partito sandinista <em>National Liberation Front</em> sembrava ben più che predeterminata. E nonostante il Nicaragua non abbia mai avuto blocchi legati al Covid, come per magia in campagna elettorale sono comparse <a href="https://www.vozdeamerica.com/a/un-dia-mitin-politico-candidato-presidencial-nicaragua/6262521.html%C2%A0%C2%A0">rigide restrizioni elettorali</a> legate alla pandemia, supervisionate dal Consiglio Elettorale Supremo-allineato a Ortega- e dalla Polizia Nazionale. Secondo le informazioni del Consiglio, il Paese ha registrato una partecipazione del 65% della popolazione residente nel territorio nazionale (il Nicaragua non accetta voti da cittadini residenti all&#8217;estero) dichiarando vincitori Ortega e Murillo con il 76% dei voti.  Tuttavia, i delegati indipendenti dell&#8217;Osservatorio cittadino <em>Urnas Abiertas</em> hanno registrato che meno del 20% della popolazione votante ha partecipato a queste elezioni. Sui social media, membri della società civile hanno denunciato che i leader dei partiti comunitari li avrebbero costretti a votare sotto intimidazioni e minacce di perdere pensioni, lavoro o benefici statali come i buoni pasto per le famiglie a basso reddito.</p>
<h2> Venezuela</h2>
<p><strong>In Venezuela gli osservatori internazionali già parlano di farsa</strong>: le elezioni regionali e locali del <strong>21 novembre</strong>, che richiameranno alle urne circa 21 milioni di elettori, presumibilmente confermeranno la vittoria schiacciante della <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-i-narco-militari-hanno-trasformato-il-venezuela-in-una-prigione.html">dittatura venezuelana</a>. Il dubbio residuo alberga a proposito delle missioni elettorali internazionali che qui giungeranno nelle prossime ore: Unione Europea, Nazioni Unite e il Carter Center, ratificheranno lo <em>status quo</em> o daranno battaglia?</p>
<p><strong>Nicolàs Maduro</strong>, nel frattempo, sta costruendo una narrazione angelicata del momento elettorale che rischia di abbagliare le missioni di cui sopra, troppo concentrate sulla conta dei voti e poco sul lungo processo che ha portato alle elezioni. Il sostegno interno a <strong>Juan Guaidó</strong>, il leader dell&#8217;opposizione riconosciuto dagli Stati Uniti e da diverse nazioni come legittimo leader <em>ad interim</em> all&#8217;inizio del 2019, si sta sgretolando mentre tre dei quattro maggiori partiti di opposizione, ora si oppongono agli sforzi degli Stati Uniti per sostenere Guaidó per un altro anno. La Russia, che dal canto suo ha prestato miliardi di dollari al Venezuela, fornito armi e ha investito nel suo settore petrolifero sta a guardare. Adesso, però, c’è un terzo giocatore, l’Europa, che vede-non si sa quanto chiaramente- una terza via: <strong>Josep Borrell</strong> ha, infatti, descritto la <a href="https://www.europarl.europa.eu/delegations/en/eeas-statement-of-29-september-2021-eu-s/product-details/20210930DPU31242">missione in Venezuela</a> come “un percorso verso elezioni credibili, inclusive e trasparenti”, i cui osservatori aiuterebbero a dare una possibilità ai candidati dell&#8217;opposizione che si candidano alle loro prime elezioni in tre anni. Tuttavia, sarà facile per Maduro e i suoi accoliti ripulirsi di fronte agli occhi europei nelle ore sacre del voto, ma la schiena dell’Europa sarà talmente dritta da non farsi gettare fumo negli occhi?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ecco chi sono i migranti latinoamericani diretti negli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/ecco-chi-sono-i-migranti-latinoamericani-diretti-negli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2021 15:20:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il vicepresidente americano Kamala Harris ha chiesto agli aspiranti migranti guatemaltechi di non provare ad entrare negli Stati Uniti illegalmente. Il viaggio, ha ricordato la Harris, è pericoloso, ne trarrebbero beneficio i trafficanti di esseri umani e gli stessi migranti verrebbero comunque (se scoperti) respinti dagli agenti di frontiera. Le dure parole della Harris, forse &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/ecco-chi-sono-i-migranti-latinoamericani-diretti-negli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il vicepresidente americano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-kamala-harris-la-candidata-vicepresidente-scelta-da-biden.html"><strong>Kamala Harris</strong></a> ha chiesto agli aspiranti migranti guatemaltechi di non provare ad entrare negli Stati Uniti illegalmente. Il viaggio, ha ricordato la Harris, è pericoloso, ne trarrebbero beneficio i trafficanti di esseri umani e gli stessi migranti verrebbero comunque (se scoperti) respinti dagli agenti di frontiera. Le dure parole della Harris, forse inattese da parte di un esponente dei Democratici, riaprono una ferita profonda per l&#8217;intera <strong>America Centrale</strong>. Da qui, ogni anno, centinaia di migliaia di persone lasciano le proprie case con la speranza di una vita migliore al nord. Ma chi sono e da cosa fuggono queste persone?</p>
<h2>Le cifre</h2>
<p>Il Pew Research Center <a href="https://www.pewresearch.org/fact-tank/2021/04/13/key-facts-about-the-changing-u-s-unauthorized-immigrant-population/" target="_blank" rel="noopener">ha stimato</a> che, nel 2017, vivevano negli Stati Uniti circa <strong>10 milioni e mezzo</strong> di immigrati non autorizzati. Buona parte di questi ultimi era composta da persone nate in Messico, quasi cinque milioni oppure in America Centrale, poco meno di due milioni. Il numero di immigrati provenienti dall&#8217;America Centrale è aumentato significativamente, di ben dieci volte, tra il 1980 ed il 2017 e nazioni come El Salvador, Guatemala ed Honduras hanno contribuito più di altre a questo trend, con un tasso di crescita del 1.350 %. Negli ultimi tre anni l&#8217;85% dei migranti dell&#8217;America Centrale proveniva da Honduras, Guatemala ed El Salvador. Il numero di persone arrestate al confine tra Stati Uniti e Messico dallo U.S Border Patrol ha sfiorato i 97mila nel febbraio del 2021, il decimo mese consecutivo di incremento dopo che, nell&#8217;aprile del 2020, questa cifra aveva toccato uno dei suoi minimi storici (grazie alla chiusura dei confini dovuta alla pandemia) fermandosi a 16,182. Tra il febbraio del 2013 e quello del 2019 il numero di <strong>arresti mensili</strong> era raramente sceso al di sotto delle 30mila e non aveva praticamente mai superato le 60mila. Gli arresti possono concludersi con l&#8217;espulsione in Messico oppure con l&#8217;autorizzazione all&#8217;ingresso negli Stati Uniti. I dati forniti dal Customs and Border Protection, relativi all&#8217;aprile 2021, indicano che il 65 per cento delle famiglie ed il 15 per cento degli adulti soli sono stati fatti entrare negli Stati Uniti.</p>
<h2>Le motivazioni</h2>
<p>Corruzione,<strong> crimine</strong>, precarietà economica,<strong> violenza</strong> (ed anche) il cambiamento climatico <a href="https://www.cfr.org/in-brief/why-central-american-migrants-are-arriving-us-border">stanno spingendo</a> la migrazione dal centro america. La maggioranza dei cittadini del Guatemala e dell&#8217;Honduras vive sotto la soglia di povertà e molte persone lavorano nell&#8217;economia informale e sono dunque prive di protezione sociale. L&#8217;erosione delle libertà democratiche in questa parte del mondo ha provocato frustrazione e <strong>mancanza di prospettive</strong> tra gli abitanti mentre la pandemia ha reso evidenti le carenze della classe dirigente in ambito sanitario. Le nazioni prese in esame sono, inoltre, tra le più pericolose al mondo e sono colpite da un <strong>alto tasso di omicidi</strong> che in Honduras sono 38 ogni 100mila abitanti mentre ad El Salvador ed in Guatemala sono, rispettivamente, 20 e 15. La violenza è molto presente anche nelle abitazioni (abusi domestici) e poi c&#8217;è la piaga del reclutamento dei minori da parte delle bande criminali. La <strong>gang MS-13</strong>, ad esempio, operava con relativa impunità, nel 2018, in ben 248 municipalità sulle 262 di El Salvador e si contendeva il controllo dei quartieri con un altro gruppo, il Barrio 18. I politici erano costretti a chiedere il permesso alle gang per poter organizzare comizi in molti quartieri e nel centro di San Salvador, la capitale dello Stato, la distribuzione dei beni di consumo era sotto il loro controllo.</p>
<h2>Una via d&#8217;uscita</h2>
<p>L&#8217;Amministrazione Biden ha lanciato <strong>un piano</strong> da 4 miliardi di dollari per &#8220;favorire sicurezza e prosperità&#8221; in Honduras, Guatemala ed El Salvador e per cercare di affrontare &#8220;quei fattori che spingono le persone a lasciare i propri paesi&#8221;. Il piano, che sarà parzialmente finanziato con il denaro spettante alla detenzione per immigrati ed al muro di confine, è basato sulle tristi condizioni socioeconomiche dell&#8217;America Centrale ma, <a href="https://theconversation.com/money-alone-cant-fix-central-america-or-stop-migration-to-us-157953">secondo</a> l&#8217;ex presidente della Costa Rica Luis Guillermo Solis, potrebbe non avere successo. Solis è convinto del fatto che questi paesi abbiano bisogno di educazione, alloggi, di <strong>un sistema sanitario che funzioni</strong>, di strutture economiche in grado di attirare investimenti dall&#8217;estero e di <strong>un sistema sociale inclusivo</strong> che consenta alle persone di vivere senza paura.</p>
<p>Queste trasformazioni avrebbero però bisogno di istituzioni forti e di leader politici pronti a rispettarle. Si tratta di un&#8217;evenienza che, però, potrebbe non materializzarsi dato che i leader potrebbero mostrarsi meno cooperativi del previsto. Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno cercato di rafforzare la democrazia nella regione provando a facilitare le riforme del sistema giudiziario e le attività del settore agricolo e delle piccole imprese. L&#8217;amministrazione Obama ha investito milioni di dollari nella lotta alle droghe ed alle gang di strada, una delle ragioni che spinge i migranti a fuggire. Gli sforzi si sono però conclusi con una nulla di fatto e la stabilità dell&#8217;America Centrale sembra ancora lontana.</p>
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		<title>Prima prova per Biden: diecimila migranti in marcia verso gli States</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/prima-prova-per-biden-diecimila-migranti-in-marcia-verso-gli-states.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2021 10:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[carovana migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=304533</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Carovana-migranti-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Carovana-migranti-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Carovana-migranti-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Carovana-migranti-Getty-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Carovana-migranti-Getty-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sono migliaia ed il loro scopo è migrare in direzione degli Stati Uniti. I circa 10mila migranti, che hanno iniziato a camminare verso gli States durante la fine della settimana appena trascorsa, confidano che le politiche migratorie degli Usa di Biden siano davvero differenti rispetto a quelle promosse negli ultimi quattro anni da Donald Trump e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/prima-prova-per-biden-diecimila-migranti-in-marcia-verso-gli-states.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Carovana-migranti-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Carovana-migranti-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Carovana-migranti-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Carovana-migranti-Getty-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Carovana-migranti-Getty-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Sono migliaia ed il loro scopo è migrare in direzione degli Stati Uniti. I circa 10mila<strong> migranti</strong>, che hanno iniziato a camminare verso gli States durante la fine della settimana appena trascorsa, confidano che le politiche migratorie degli Usa di Biden siano davvero differenti rispetto a quelle promosse negli ultimi quattro anni da Donald Trump e dalla sua amministrazione.</p>
<p>L&#8217;ormai ex presidente degli States è stato osteggiato durante il suo mandato per via delle chiusure imposte ai confini. Tra le varie voci critiche sollevate, anche l&#8217;episcopato americano ha usato toni di condanna. Joe Biden, ma anche la vicepresidente Kamala Harris, hanno promesso un cambiamento radicale. Nel corso di questi giorni, si è fatto un gran parlare di come la nuova amministrazione desideri, nel novero dei primi provvedimenti da adottare, regolarizzare 11 milioni di persone. Un segnale netto di discontinuità rispetto all&#8217;andazzo del governo guidato da <b><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump </a></b>e<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mike-pence-la-forza-tranquilla-su-cui-trump-punta-per-novembre.html"> Mike Pence</a>.</p>
<p>Le intenzioni delle 10mila persone che si sono mosse dall&#8217;Honduras rischiano così di rappresentare il vero primo banco di prova per il presidente eletto. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html"><strong>Joe Biden</strong></a> si insedierà alla Casa Bianca tra due giorni. L&#8217;agenda è già piena d&#8217;impellenze, con la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 in testa. Pure la gestione dei fenomeni migratori potrebbe diventare un tema caldo in poche ore. E l&#8217;attenzione internazionale sul caso è già stata puntata. La polizia del Guatemala &#8211; uno Stato che si trova sul percorso dei migranti provenienti dall&#8217;Honduras &#8211; , ha opposto più qualche resistenza: si parla pure dell&#8217;utilizzo di lacrimogeni e manganelli da parte delle forze dell&#8217;ordine. Scontri che però non sembrano aver fatto cambiare idee alla marea di persone.</p>
<p>Buona parte dei migranti è stata comunque costretta ad arrestarsi. Adesso, secondo quanto riportato pure dall&#8217;<em>Agi</em>, un numero consistente di persone aspetta, stazionando all&#8217;interno delle corsie autostradali. Possibile che la situazione prosegua sino all&#8217;insediamento di Biden. Alcune centinaia di honduregni, in realtà, si sarebbero già dileguate, accorciando così le distanze dagli Stati Uniti. Guatemala e Messico stanno collaborando affinché i migranti vengano trasferiti nella loro nazione d&#8217;origine, ma l&#8217;operazione non è semplice: è il numero a preoccupare le autorità. La stessa cifra che a giorni rischia di impegnare anche Biden. Il problema non riguarda soltanto gli Stati Uniti, ma pure il <strong>Messico</strong>, che ha riconosciuto la vittora del candidato dei Democratici soltanto a metà dicembre: Il Paese centroamericano dovrebbe continuare a garantire controlli alle frontiere.</p>
<p>I progressisti si attendono che, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/biden-e-i-decreti-anti-trump-svolta-totale-clima-virus-1917338.html">oltre all&#8217;annunciata svolta</a> sull&#8217;ecologia e sull&#8217;approccio mediatico-politico sull&#8217;importanza per l&#8217;umanità del vaccino, Biden cambi rotta pure in materia di fenomeni migratori. Una motivazione, una speranza, che potrebbe anche aver convinto le migliaia di persone a mettersi in <strong>marcia</strong>. L&#8217;aspettativa nelle periferie del mondo racconta di una nazione di nuovo disposta a concedere un&#8217;opportunità a molti. Così come promesso del resto da Biden nel corso della lunga campagna elettorale che ha preceduto l&#8217;appuntamento elettorale di novembre. Il presidente eletto è per una visione che tenga contro degli aspetti legali degli ingressi, ma è al contempo un aperturista. L&#8217;America è &#8220;tornata&#8221;, dunque ci si aspetta che torni pure il &#8220;sogno americano&#8221;.</p>
<p>Mentre Trump si prepara a lasciare la Casa Bianca, Biden ha sul tavolo una serie di decreti che dovrebbe approvare in breve tempo: migranti irregolari presenti sul territorio nazionale e clima sono i due ambiti annunciati. Poi esistono anche le contingenze, come nel caso delle dieci mila persone intenzionate a varcare i confini. Come affronterà la questione il nuovo governo americano? Un divieto deciso all&#8217;ingresso di queste persone scontenterebbe soprattutto la &#8220;nuova sinistra&#8221; di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a> ed <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-alexandria-ocasio-cortez.html">Alexandria Ocasio Cortez</a>, che ha fatto della necessità di garantire il diritto all&#8217;accoglienza verso tutti una bandiera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/prima-prova-per-biden-diecimila-migranti-in-marcia-verso-gli-states.html">Prima prova per Biden: diecimila migranti in marcia verso gli States</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>In America riparte la &#8220;Via Crucis del Migrante&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/in-centroamerica-riparte-la-via-crucis-del-migrante.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Lutman]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 23:29:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni americane 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Honduras-partita-la-prima-carovana-di-migranti-dall%E2%80%99inizio-della-pandemia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Honduras partita la prima carovana di migranti dall’inizio della pandemia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Honduras-partita-la-prima-carovana-di-migranti-dall%E2%80%99inizio-della-pandemia-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Honduras-partita-la-prima-carovana-di-migranti-dall%E2%80%99inizio-della-pandemia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Honduras-partita-la-prima-carovana-di-migranti-dall%E2%80%99inizio-della-pandemia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Honduras-partita-la-prima-carovana-di-migranti-dall%E2%80%99inizio-della-pandemia-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>In America Centrale i governi hanno riaperto i confini dopo la chiusura a causa della pandemia, nel frattempo la cosiddetta Via Crucis del Migrante è tornata sotto i riflettori, a seguito delle voci circolate sui social network di una nuova carovana che si stava radunando in Honduras per raggiungere il confine tra Messico e Stati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/in-centroamerica-riparte-la-via-crucis-del-migrante.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/in-centroamerica-riparte-la-via-crucis-del-migrante.html">In America riparte la &#8220;Via Crucis del Migrante&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Honduras-partita-la-prima-carovana-di-migranti-dall%E2%80%99inizio-della-pandemia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Honduras partita la prima carovana di migranti dall’inizio della pandemia (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Honduras-partita-la-prima-carovana-di-migranti-dall%E2%80%99inizio-della-pandemia-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Honduras-partita-la-prima-carovana-di-migranti-dall%E2%80%99inizio-della-pandemia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Honduras-partita-la-prima-carovana-di-migranti-dall%E2%80%99inizio-della-pandemia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Honduras-partita-la-prima-carovana-di-migranti-dall%E2%80%99inizio-della-pandemia-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>In America Centrale i governi hanno riaperto i confini dopo la chiusura a causa della pandemia, nel frattempo la cosiddetta <strong><em>Via Crucis del Migrante</em></strong> è tornata sotto i riflettori, a seguito delle voci circolate sui social network di una nuova carovana che si stava radunando in Honduras per raggiungere il confine tra Messico e Stati Uniti. Secondo le agenzie giornalistiche che stanno coprendo l&#8217;argomento si tratterebbe di circa duemila migranti, se non tremila, che hanno raggiunto il Guatemala e che ora si apprestano a entrare sul territorio messicano. La rotta per inseguire il sogno americano non è nuova, anzi, nell&#8217;arco degli ultimi anni si è intensificato diventando un ulteriore punto dell&#8217;agenda del Presidente Trump e che, probabilmente, potrebbe tornare all&#8217;ordine del giorno nella campagna elettorale delle presidenziali che si terranno in novembre.</p>
<h3>Scappare dall&#8217;Honduras: povertà e criminalità</h3>
<p style="text-align: left;">La pandemia, il rischio di contagio e la possibilità di essere bloccati dalla polizia o dai militari durante il percorso non ha fermato il gruppo di migranti che dall&#8217;Honduras si sta dirigendo in questi verso il Messico con il fine di entrare negli <strong>Stati Uniti</strong>. Per molti lasciare l&#8217;Honduras significa scegliere tra la povertà, che spesso conduce nel giro della <strong>criminalità</strong>, e la possibilità, seppur remota, di migliorare la propria vita. Remota perché come ha ricordato su Twitter l&#8217;Ambasciata statunitense di Tegucigalpa: &#8220;Ora più che mai, è più difficile oltrepassare la frontiera degli Stati Uniti in maniera illegale&#8221;</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="es" dir="ltr">Ahora más que nunca, es más difícil cruzar la frontera de Estados Unidos de manera ilegal. El viaje se ha hecho aún más peligroso, dada la actual pandemia global de <a href="https://twitter.com/hashtag/COVID19?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#COVID19</a>.<a href="https://twitter.com/hashtag/NoExpongasTusHijos?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#NoExpongasTusHijos</a><a href="https://twitter.com/hashtag/SuFuturoEst%C3%A1Aqu%C3%AD?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#SuFuturoEstáAquí</a> <a href="https://t.co/92Dgdxt1Nq">pic.twitter.com/92Dgdxt1Nq</a></p>
<p>&mdash; U.S. Embassy Tegucigalpa (@usembassyhn) <a href="https://twitter.com/usembassyhn/status/1312746860529016832?ref_src=twsrc%5Etfw">October 4, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Si tratta di adulti e giovanissimi, tra cui anche minorenni che sono consapevoli sia delle difficoltà in cui si imbatteranno lungo il cammino sia delle problematiche che affliggono il loro Paese; come Edwar Omar Molino, 17enne, che ha deciso di partire perché trovare lavoro è impossibile e questa è l&#8217;unica maniera per aiutare la sua famiglia. Ed è, infatti, la povertà &#8211; <a href="https://www.worldbank.org/en/country/honduras/overview#2">secondo la Banca Mondiale</a> il 48% della popolazione si trova a vivere in uno stato di indigenza &#8211; una delle principali ragioni che portano gli honduregni a intraprendere la <em>Viacrucis</em>. La pandemia e le restrizioni adottate dal governo &#8211; un <strong>lockdown</strong> <strong>parziale</strong> iniziato il 10 marzo &#8211; rischiano di mettere sul lastrico altre famiglie a causa della perdita del lavoro. Secondo l&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro, infatti, sono proprio l&#8217;America Latina e i Caraibi ad aver subito la maggior riduzione delle ore di lavoro. A ciò si aggiunge la criminalità e la violenza che contraddistingue il Centroamerica, come ha ricordato in un&#8217;intervista rilasciata al <em>Financiero</em> Eunice Rendon, coordinatrice di <em>Agenda Migrante,</em> facendo notare che è &#8220;soprattutto il rischio di perdere la vita nel paese di origine&#8221; a spingere molti a lasciare l&#8217;Honduras. Quest&#8217;ultimo, infatti, è considerato tra i Paesi più violenti con un tasso di omicidi incredibilmente elevato, benché in diminuzione rispetto il 2012: 41 omicidi ogni 100mila abitanti.</p>
<h3>Guatemala e Messico si preparano a fermare la carovana</h3>
<p>Il Presidente del Guatemala <strong>Alejandro Giammatei</strong> ha subito comunicato che avrebbe dato ordine di detenere i migranti entrati illegalmente e riportarli in <strong>Honduras</strong>, considerando questi ultimi alla stregua di un pericolo sanitario, <a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/10/2/guatemala-vows-to-break-up-migrant-caravan-heading-to-us">come riportato da <em>Al Jazeera</em></a>. L&#8217;ordine ha portato all&#8217;arresto di circa 300 migranti, come riferito anche dalla Procurador de los Derechos Humanos (PDH), la quale ha documentato aggressioni da parte della polizia e dei militari impiegati. Al tempo stesso il dispiegamento al confine non è stato sufficiente a contenere il gruppo di migranti che ha sfondato uno dei posti di blocco, come mostrano le immagini del video diventato virale tra gli utenti di madrelingua spagnola.</p>
<p>Una posizione simile giunge anche dal Messico, il cui Presidente<strong> Andres Manuel Lopez Obrador</strong> <a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/10/3/mexico-deploys-army-on-southern-border-to-block-migrant-caravan">ha ordinato il dispiegamento dei militari</a> sul confine meridionale al fine di bloccare l&#8217;arrivo della carovana, che, sempre nelle parole del Presidente messicano si è messa in cammino in un momento particolare: &#8220;È molto strano che questa carovana parta alla vigilia delle elezioni&#8221;. A cui ha aggiunto che &#8220;deve avere a che fare con le elezioni negli Stati Uniti. Non ho tutti gli elementi ma penso ci siano state indicazioni di porli insieme per questo scopo&#8221;.</p>
<h3>Immigrazione: tra la politica di Trump e la posizione di Biden</h3>
<p>Le speculazioni che ci sia un collegamento tra il movimento del gruppo di migranti e l&#8217;appuntamento elettorale negli Stati Uniti è diventato argomento di dibattito tra analisti e leader di governo, tra cui il Presidente messicano come sopra menzionato. Ad alimentare il sospetto è il fenomeno molto simile che si ebbe nel 2018 poco prima delle elezioni di metà mandato, quando circa 7mila migranti si misero in cammino alla volta dello Stato americano. In quell&#8217;occasione l&#8217;argomento venne usato fin da subito per la campagna elettorale repubblicana e sono in molti a credere che il tema dell&#8217;immigrazione tornerà a essere al centro della retorica del presidente Trump, il quale ha sempre posto in primo piano il bisogno di proteggere il Paese dall&#8217;immigrazione illegale, tanto da proporre la costruzione del muro sul confine con il Messico. E fu proprio da Yuma, in Arizona, a qualche chilometro dal confine che <strong>Donald Trump</strong> avvisò il suo elettorato che una vittoria del candidato Biden &#8220;scatenerebbe una marea di immigrazione illegale&#8221;, <a href="https://eu.azcentral.com/story/news/politics/immigration/2020/08/18/president-donald-trump-has-changed-immigration-policy-us/3385980001/">come ricordato dalla testata <em>AzCentral</em></a>.</p>
<p>Una vittoria che, secondo l&#8217;opinione dell&#8217;elettorato di Trump, vanificherebbe le azioni intraprese in questi quattro anni, tra cui: il <em>Travel ban</em> (2017), l&#8217;implementazione del programma per richiedenti asilo i quali avrebbero dovuto attendere in Messico (2019) e la diminuzione del numero di rifugiati ammessi sul territorio statunitense che per l&#8217;anno fiscale 2020 è fissato a 18mila, il livello più basso dal 1980. Al contrario il candidato democratico Joe Biden ha già promesso che in caso di sua elezione i rimpatri verranno fermati nei primi 100 giorni dall&#8217;insediamento alla Casa Bianca, come verranno fermati i lavori del muro al confine con il Messico, mantenendo però i lavori già realizzati. Anche sul Travel ban Biden si pone agli antipodi, tanto da avere già dichiarato di eliminare i divieti, considerati semplicemente un abuso di potere.</p>
<p>Nel frattempo, mentre la campagna elettorale per le presidenziali entra nel vivo, bisognerà capire se la carovana di migranti proveniente dall&#8217;Honduras verrà strumentalizzata dai due candidati, come già accaduto in passato. Questo, tuttavia, non significa che la partenza dei migranti sia collegata direttamente alle elezioni, come ha fatto notare l&#8217;attivista migrante Itsmania Platero al <a href="https://www.latimes.com/world-nation/story/2020-10-02/another-migrant-caravan-is-headed-toward-the-united-states">Los Angeles Times</a>, dato che già in gennaio si erano mosse delle carovana in direzione degli Stati Uniti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/in-centroamerica-riparte-la-via-crucis-del-migrante.html">In America riparte la &#8220;Via Crucis del Migrante&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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