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	<title>Haiti Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 22 Nov 2025 10:48:33 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Haiti Archives - InsideOver</title>
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		<title>Haiti va ai Mondiali: contro la povertà, le gang, le calamità naturali (ma senza tifosi)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/haiti-va-ai-mondiali-contro-la-poverta-le-gang-le-calamita-naturali-ma-senza-tifosi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 10:48:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="haiti" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una vera impresa, quella di Haiti, non solo per ragioni sportiva ma anche sociali, tra problemi di povertà e d'instabilità politica.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="haiti" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Haiti ha compiuto un&#8217;impresa storica: martedì 18 novembre ha battuto il Nicaragua per 2-0, <strong>ottenendo la qualificazione ai Mondiali di calcio dell&#8217;estate 2026</strong>. Si tratta del ritorno della selezione caraibica nella massima competizione del calcio globale, a cui non si qualificava dall&#8217;edizione del 1974, quando affrontò anche l&#8217;Italia (perdendo per 3-1).</p>



<p>L&#8217;impresa non è tale solamente per ragioni sportive, ma anche sociali, dato che stiamo parlando di un Paese con problemi molto seri di povertà e d&#8217;instabilità politica. Basti pensare che, per ragioni di sicurezza, la squadra haitiana <strong>non ha potuto giocare in casa propria</strong> nelle gare di qualificazione, venendo ospitata invece sul campo neutro di Curaçao.</p>



<p>L&#8217;immagine del successo di Haiti è un video, <a href="https://x.com/Caleb_Jephte/status/1991167078603051087" target="_blank" rel="noreferrer noopener">circolato molto sui social</a> negli scorsi giorni, in cui l&#8217;attaccante Duckens Nazon, incita i compagni prima della partita contro il Nicaragua. <strong>&#8220;C&#8217;è gente che non ha un soldo in tasca, che non ha niente. Contano solo su di noi. Possiamo farli sorridere, possiamo farli piangere di gioia&#8221;</strong>, diceva Nazon, sottolineando l&#8217;importanza di un traguardo non solo sportivo, ma soprattutto sociale.</p>



<p>Con un PIL pro capite a parità del potere d&#8217;acquisto di 2.800 dollari, Haiti risulta essere il Paese più povero del continente americano. <strong>L&#8217;80% dei suoi 9 milioni di abitanti vive al di sotto della soglia di povertà</strong>, il 75% abita nelle baraccopoli, e il 47% delle persone sopra i 15 anni d&#8217;età è analfabeta. Una situazione drammatica che dura da anni, ma che ha finito addirittura per aggravarsi di recente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una crisi politica perenne</h2>



<p>Dall&#8217;assassinio del Presidente Jovenel Moïse, nel luglio 2021, il Paese è <strong>sprofondato nel caos e in una crescente spirale di violenza</strong>. Si sono susseguiti due diversi capi di Stato, e oggi il potere è nelle mani di un Consiglio presidenziale di transizione, che in un anno e mezzo ha cambiato tre volte il proprio presidente. Nel frattempo, gran parte del territorio nazionale, compresi anche molti quartieri della capitale Port-au-Prince, è controllato dalle bande criminali.</p>



<p>A fine settembre, il Consiglio di sicurezza dell&#8217;ONU <a href="https://news.un.org/en/story/2025/09/1166006" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha approvato</a> <strong>l&#8217;invio di 5.500 soldati e poliziotti ad Haiti</strong>, nel tentativo di sconfiggere le gang e garantire la sicurezza della popolazione. Nonostante ciò, pochi giorni dopo Medici Senza Frontiere <a href="https://www.msf.org/msf-announces-permanent-closure-our-turgeau-emergency-centre-port-au-prince" target="_blank" rel="noreferrer noopener">annunciava</a> la chiusura del proprio centro nel quartiere Turgeau di Port-au-Prince, dopo che nel marzo precedente i suoi operatori erano stati attaccati da uomini armati.</p>



<p>Ad aprile, dopo che un assalto alla prigione di Mirebalais aveva portato all&#8217;evasione di 500 prigionieri e a una nuova ondata di violenze, <strong>la calciatrice dell&#8217;Olympique Lione Melchie Dumornay</strong> <a href="https://it.insideover.com/societa/cosi-lo-sport-apre-una-finestra-sulla-tragedia-silenziosa-di-haiti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva pubblicato</a> un post su Instagram per chiedere la fine della guerra civile nel suo Paese natale. È servito a poco, e anzi a peggiorare ulteriormente le cose è arrivato, poche settimane fa, <strong>l&#8217;uragano Melissa</strong>. La calamità naturale ha causato <a href="https://apnews.com/article/melissa-haiti-jamaica-hurricane-storm-caribbean-bbc009020e6a2a8150ccecc5b6370833" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la morte di almeno 43 persone</a>, più numerosi altri danni.</p>



<p>La qualificazione della Nazionale di calcio maschile ai Mondiali arriva quindi ad alleviare un momento tragico per la popolazione haitiana. Eppure, <strong>questa gioia rischia di essere di breve durata</strong>. Il <a href="https://it.insideover.com/politica/il-travel-ban-di-trump-rischia-di-creare-grandi-problemi-allo-sport.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">travel ban imposto da Donald Trump</a> a giugno di quest&#8217;anno proibisce infatti l&#8217;accesso negli Stati Uniti ai cittadini di Haiti. Sono previste eccezioni per gli atleti e i dirigenti delle squadre impegnate in competizioni internazionali, come sarà appunto la Coppa del Mondo, ma non per i tifosi.</p>



<p>Il giornalista di <em>The Athletic</em> Adam Crafton <a href="https://x.com/AdamCrafton_/status/1991523898299679122" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha confermato</a>, dopo aver sentito il Dipartimento di Stato degli USA, che <strong>sarà molto difficile che i tifosi haitiani possano ottenere il via libera per entrare nel Paese</strong> e seguire le partite della squadra. A questo punto, la palla passa alla FIFA, che il 5 dicembre prossimo terrà il sorteggio dei gironi del Mondiale. In via del tutto eccezionale, si potrebbe decidere di collocare Haiti (e l&#8217;Iran, che si trova nella medesima situazione) in un girone non ospitato sul territorio statunitense, ma in Canada o in Messico, gli altri due organizzatori dell&#8217;evento.</p>
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		<item>
		<title>Haiti sempre più isolata: la sospensione dei voli di Panama come segnale geopolitico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/haiti-sempre-piu-isolata-la-sospensione-dei-voli-di-panama-come-segnale-geopolitico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 12:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Haiti" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La decisione di Panama di sospendere tutti i voli da e per Haiti, adottata dopo le restrizioni americane prorogate fino al 2026, segna un nuovo livello di isolamento per un Paese già devastato dalla violenza delle gang e dal collasso istituzionale. La compagnia Sunrise Airways, che garantiva un collegamento vitale con il continente, ha dovuto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/haiti-sempre-piu-isolata-la-sospensione-dei-voli-di-panama-come-segnale-geopolitico.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Haiti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La decisione di Panama di sospendere tutti i voli da e per Haiti, adottata dopo le restrizioni americane prorogate fino al 2026, segna un nuovo livello di isolamento <a href="https://it.insideover.com/societa/cosi-lo-sport-apre-una-finestra-sulla-tragedia-silenziosa-di-haiti.html">per un Paese già devastato dalla violenza delle gang </a>e dal collasso istituzionale. La compagnia Sunrise Airways, che garantiva un collegamento vitale con il continente, ha dovuto fermare le operazioni, privando la popolazione haitiana dell’unico hub stabile verso le Americhe. In un contesto in cui Port-au-Prince è in larga parte sotto il controllo criminale, la chiusura delle vie aeree significa ridurre ulteriormente la circolazione di persone, merci e aiuti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una crisi di sicurezza fuori controllo</h3>



<p>Secondo le Nazioni Unite, il 90% della capitale è dominato da bande che operano come veri e propri eserciti privati, con oltre 3.000 morti dall’inizio del 2025 e più di 1,3 milioni di sfollati in due anni. Massacri come quello di Labodrie o gli attacchi a Kenscoff e Bassin-Bleu mostrano che lo Stato haitiano non è più in grado di garantire nemmeno i servizi essenziali: commissariati e ospedali sono stati distrutti, la polizia nazionale resta senza risorse e uomini, mentre la Missione Multinazionale di Supporto guidata dal Kenya non ha la capacità di contenere l’espansione criminale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’impatto umanitario ed economico</h3>



<p>Il blocco dei voli incide anche sugli aiuti internazionali. Le ONG denunciano difficoltà crescenti nella rotazione del personale e nel trasporto di beni di prima necessità. A questo si aggiunge il costo economico: Haiti dipende dagli scambi esteri per cibo, carburante e medicine. Ridurre i collegamenti significa alimentare il mercato nero e aumentare il potere delle gang che controllano i traffici interni. In prospettiva, l’isolamento aereo rischia di spingere il Paese verso una crisi alimentare ancora più acuta e di scoraggiare qualunque forma di investimento o supporto internazionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La partita diplomatica a New York</h3>



<p>Il tema è arrivato al centro dei lavori dell’Assemblea Generale dell’ONU. Il Kenya, che guida la MSS, chiede nuovi fondi per proseguire l’impegno militare; gli Stati Uniti e il Canada sollecitano la creazione di una nuova forza di repressione delle gang da 5.500 uomini, da finanziare e coordinare sotto l’egida delle Nazioni Unite. È la conferma che l’attuale assetto è inadeguato. Washington e Ottawa vedono in Haiti un rischio non solo umanitario, ma anche strategico: l’instabilità del Paese è un fattore di pressione migratoria sull’intero continente e mina la sicurezza delle rotte marittime caraibiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La geoeconomia della violenza</h3>



<p>Haiti rappresenta anche un caso da manuale di come la violenza armata distrugga le basi economiche di uno Stato. Le bande controllano porti, quartieri e strade, imponendo tasse illegali e gestendo un’economia parallela che sottrae risorse all’erario. In un Paese che importa oltre l’80% dei beni di consumo, la chiusura delle connessioni con Panama aumenta la dipendenza dalle reti criminali. Così, la fragilità economica alimenta la fragilità politica, in un circolo vizioso che riduce ogni margine di ricostruzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I bambini come vittime e come simbolo</h3>



<p>Il dato diffuso dall’UNICEF è sconvolgente: un bambino ucciso ogni giorno nelle ultime settimane. L’attacco con drone al quartiere Simon Pele, che ha stroncato la vita a sei minori, e l’agguato dell’11 settembre, in cui altri quattro piccoli sono stati assassinati nelle loro case, mostrano che la guerra delle gang non risparmia nessuno. La violenza contro i bambini diventa un indicatore drammatico della perdita di ogni riferimento civile e un potente catalizzatore della pressione internazionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un dilemma internazionale</h3>



<p>Il futuro di Haiti si gioca su due piani. Da un lato, la necessità immediata di contenere le gang con una forza internazionale credibile e adeguatamente finanziata. Dall’altro, la ricostruzione di uno Stato capace di riprendere il controllo del territorio e di riattivare i circuiti economici. Senza un piano di lungo periodo, anche la più efficace missione militare rischia di rivelarsi un palliativo. L’isolamento aereo deciso da Panama è dunque il sintomo di una crisi più ampia: un Paese che, privo di Stato, di economia e di connessioni, rischia di trasformarsi in un vuoto geopolitico permanente nel cuore dei Caraibi.</p>
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		<item>
		<title>Erik Prince e la crisi di Haiti: quando la sicurezza nazionale diventa un affare privato</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/erik-prince-e-la-crisi-di-haiti-quando-la-sicurezza-nazionale-diventa-un-affare-privato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 10:10:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Blackwater]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="457" height="305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Haiti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti.jpg 457w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Erik Prince, "re" dei mercenari, sotto contratto per garantire la sicurezza a Haiti. Ma i suoi obiettivi sono più ambiziosi... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="457" height="305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Haiti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti.jpg 457w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Dopo decenni di instabilità e una serie di colpi di Stato inframmezzati da un fragile processo di costruzione dell’alternativa democratica, la situazione ad Haiti sembra ormai disperata. Nel 2021 il presidente<strong> Jovenel Moïse</strong> è stato ucciso in un raid da uomini armati nella sua residenza privata di Pétion-Ville, un sobborgo della capitale Port-au-Prince. Dalla morte di Moïse, il Paese è amministrato da un Consiglio Presidenziale di Transizione, una sorta di governo provvisorio che dovrebbe traghettare <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/haiti-prima-nazione-nera-libera-della-storia-soffocata-in-culla-dallavidita-della-francia.html">Haiti verso le elezioni del 2026.</a></strong> Tuttavia, l’ultimo dei presidenti ad interim nominati dal consiglio, Alix Didier Fils-Aimé, si trova a dover fronteggiare <a href="https://www.amnesty.org/fr/location/americas/central-america-and-the-caribbean/haiti/report-haiti/">una situazione disastrosa</a>: sull’isola mancano i beni primari essenziali, scarseggiano le medicine, oltre un milione di sfollati – su 12 milioni di haitiani – vivono in rifugi di fortuna e <strong>le organizzazioni criminali <a href="https://www.cbsnews.com/news/haiti-massacre-cite-soleil-port-au-prince-gang-violence-un-death-toll/">controllano</a> vaste porzioni del Paese,</strong> fra cui pare ci sia tra l’80% e il 100% del territorio della capitale.</p>



<p>Per contrastare il predominio delle bande criminali, con uno stato al collasso e una polizia male equipaggiata e ormai a ranghi ridotti, il presidente di Haiti Alix Didier Fils-Aimé avrebbe dunque deciso di stringere un accordo commerciale che prevederebbe la cessione della gestione della sicurezza nazionale a<strong> Erik Prince</strong>, un imprenditore statunitense che dal 1996 si occupa di arruolare mercenari per metterli al servizio del miglior offerente. Negli anni Novanta Erik Prince, ex marine, ha fondato la Blackwater, una compagnia privata nota per <a href="https://www.nytimes.com/2010/10/24/world/middleeast/24contractors.html?_r=1&amp;hp">le violenze</a> perpetrate ai danni della popolazione civile durante la guerra in Iraq. A partire dal 2003 la compagnia ha ricevuto <a href="https://www.nytimes.com/2007/10/03/opinion/03iht-edblack.1.7733227.html">una commessa</a> calcolata fra i 320 milioni e il miliardo di dollari per proteggere i principali leader della coalizione militare a guida statunitense presente in Iraq. </p>



<p>Siamo a conoscenza di almeno <a href="https://www.nytimes.com/2007/11/14/world/middleeast/14blackwater.html">un massacro di civili</a> perpetrato dalla compagnia il 16 settembre 2007 a Baghdad, in Piazza Nisour, quando i mercenari aprirono il fuoco sulla folla, <a href="https://www.theguardian.com/world/2012/jun/05/blackwater-guards-lose-appeal-iraq-shooting">uccidendo 17 persone</a> e ferendone almeno altre 20. Quattro mercenari condannati negli Stati Uniti per questo massacro hanno ricevuto <a href="https://www.nytimes.com/2020/12/23/world/middleeast/blackwater-trump-pardon.html">la grazia</a> da Donald Trump al termine del suo primo mandato, nel dicembre 2020. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I contratti di Blackwater</h2>



<p><a href="https://www.vanityfair.com/news/2010/01/blackwater-201001?currentPage=1">I contatti</a> di Erik Prince con l’apparato statale statunitense e con il presidente Donald Trump sono stretti e acclarati. Dal 2001 al 2010, la Central Intelligence Agency (CIA) <a href="https://www.nytimes.com/2007/10/03/opinion/03iht-edblack.1.7733227.html">ha assegnato</a> fino a 600 milioni di dollari in contratti top-secret alla Blackwater e alle sue società affiliate. <strong>La compagnia è diventata la più grande delle tre società di sicurezza private del Dipartimento di Stato,</strong> fornendo 987 guardie per ambasciate e basi all&#8217;estero. Erik Prince ha fatto addirittura costruire un poligono di tiro nella sua proprietà rurale in Virginia per utilizzarlo come centro di addestramento vicino alla sede della CIA a Langley, Virginia. Inoltre, Prince ha ricevuto un certo accesso alla figura del presidente Trump durante il suo primo mandato, essendo il fratello di Betsy DeVos, ministra dell’istruzione fra il 2017 e il 2021, e ha finanziato la campagna elettorale di Donald Trump nel 2016 con <a href="https://www.cbsnews.com/news/report-trump-donor-blackwater-founder-erik-prince-in-secret-meeting-with-russian-close-to-putin/">una donazione</a> privata di 200mila dollari (se consideriamo tutta la famiglia di Prince, la donazione arriva a 10 milioni). </p>



<p>Più di recente, Prince <a href="https://www.nytimes.com/2020/03/07/us/politics/erik-prince-project-veritas.html">è stato accusato</a> dal New York Times di aver reclutato ex agenti dei servizi segreti per infiltrare «le campagne elettorali dei Democratici al Congresso, le organizzazioni sindacali e altri gruppi considerati ostili all&#8217;agenda di Trump». Nel 2025, secondo la rivista Politico, Prince <a href="https://www.politico.com/news/2025/02/25/documents-military-contractors-mass-deportations-022648">avrebbe presentato</a> a Trump un piano per la deportazione di massa dei migranti gestito da società private. </p>



<p>Dopo la fine delle guerre in Iraq e Afghanistan, i reclutatori di mercenari come Prince hanno visto prosciugarsi le entrate in Asia e ora cercano nuovi mercati in America Latina. Prince avrebbe così ricevuto – <a href="https://www.reuters.com/world/americas/blackwater-founder-help-ecuador-do-what-it-takes-gangs-minister-says-2025-03-14/">secondo alcune fonti</a> &#8211; delle commesse dal nuovo presidente dell’Ecuador, il conservatore <strong>Daniel Noboa</strong>, per gestire la lotta al narcotraffico nel Paese, e starebbe formando una compagnia mercenaria per intervenire ad Haiti contro le bande criminali attive sull’isola. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le uccisioni con i droni</h2>



<p>Non è chiaro quale sia il coinvolgimento del Governo statunitense in questa operazione. Ufficialmente non esiste un impegno diretto dell’amministrazione Trump nella formazione di questa compagnia mercenaria ad Haiti. Tuttavia, Rod Joseph, veterano haitiano-americano e titolare di una compagnia di addestramento militare in Florida, <a href="https://www.nytimes.com/2025/05/28/us/haiti-erik-prince-blackwater-gangs.html">ha dichiarato</a> di essere stato contattato da Prince per fornire personale per questa operazione. Inizialmente gli era stato detto che l’operazione si sarebbe svolta sotto la direzione del governo statunitense, ma poi<strong> con il procedere delle trattative è diventata una missione ad ingaggio diretto del governo haitiano</strong>, senza mediazione statunitense. In realtà, Joseph ha espresso preoccupazione per la<strong> mancanza di supervisione USA</strong>. «Se si tratta di un incarico del governo, almeno significa che la compagnia deve rispondere al Congresso. Se è un contratto in proprio, non deve spiegazioni a nessuno». </p>



<p>Prince gli ha recentemente chiesto una lista di veterani da inviare, ma Joseph ha rifiutato poiché si è ritrovato senza garanzie precise sul tipo di missione che sarebbe stata portata avanti da Prince. Joseph ha anche sottolineato che affidarsi a contractor, specie se a farlo sono governi deboli come quello di Haiti, non rafforza le forze locali, ma sostituisce ad esse le attività di agenzie private che non si occupano di sviluppare le competenze in materia di sicurezza delle forze militari e civili locali. In effetti, <strong>in alcuni casi ad Haiti i mercenari hanno più che altro contribuito a generare il caos</strong>: ad esempio, un gruppo di colombiani reclutati da una compagnia statunitense <a href="https://apnews.com/article/haiti-presidential-assassination-moise-colombian-mercenaries-15546fb463ac121b10bbbe74a1acd151">è stato accusato</a> di aver partecipato all’uccisione del presidente Jovenel Moïse nel 2021. </p>



<p>Questo sembra vero ancora oggi. Da marzo scorso agiscono infatti diversi contractor sull’isola, che per lo più contrastano le attività delle bande criminali attraverso l’utilizzo di droni. In realtà, ad oggi non sono stati ancora annunciati arresti o morti di criminali di rilievo. Invece, secondo l’attivista per i diritti umani <strong>Pierre Esperance</strong>, i morti civili a causa dei droni sarebbero almeno 200. Tuttavia, la disperazione ad Haiti è tale che qualsiasi aiuto è benvenuto, anche se questo comporta l’uccisione di civili o il controllo, da parte di una agenzia privata straniera, di porzioni di territorio e di servizi essenziali: una fonte vicina a Prince ha dichiarato infatti che il suo obiettivo sarebbe espandere le attività ad Haiti fino a includere la gestione di dogane, trasporti e riscossione delle imposte, settori in crisi per via della corruzione dilagante e per il disfacimento della burocrazia statale. </p>



<p>Sembra che questo sarà davvero l’esito più probabile della missione dei contractors statunitensi: «le porte sono aperte» <a href="https://www.gazettehaiti.com/node/12261">ha dichiarato</a> Alfred Métellus, ministro haitiano dell’Economia, al giornale <em>Le Nouvelliste</em>. «Tutte le possibilità devono essere considerate. Oggi noi cerchiamo tutti gli haitiani, tutti gli stranieri con esperienza in questo settore che vogliano sostenerci, che vogliano sostenere la polizia e l’esercito, per sbloccare la situazione».</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/erik-prince-e-la-crisi-di-haiti-quando-la-sicurezza-nazionale-diventa-un-affare-privato.html">Erik Prince e la crisi di Haiti: quando la sicurezza nazionale diventa un affare privato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Haiti, prima nazione nera libera della storia, soffocata in culla dall&#8217;avidità della Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/haiti-prima-nazione-nera-libera-della-storia-soffocata-in-culla-dallavidita-della-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2025 15:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Colonialismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Haiti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Dopo l'indipendenza ai primi del'Ottocento, la minaccia  di una nuova invasione francese e l'imposizione di un debito monstre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/haiti-prima-nazione-nera-libera-della-storia-soffocata-in-culla-dallavidita-della-francia.html">Haiti, prima nazione nera libera della storia, soffocata in culla dall&#8217;avidità della Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Haiti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/haiti-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Haiti è una ferita aperta, ma non solo per i suoi terremoti, la violenza, o la miseria cronica che la tiene in ginocchio. <a href="https://it.insideover.com/guerra/da-gaza-a-haiti-il-mondo-in-guerra-fa-strage-di-bambini.html">Haiti</a> è il nome di una colpa che l’Occidente non ha mai voluto espiare. Una colpa francese, certo, ma anche collettiva, di <strong>un mondo che ha voltato le spalle alla prima nazione nera libera della storia</strong>, per aver osato l’impossibile: liberarsi dalla schiavitù, proclamare la propria indipendenza e fondare una Repubblica di ex schiavi.</p>



<p>Era il 1804, e Saint-Domingue — la “perla delle Antille” — si scrollava di dosso l’impero coloniale francese nell&#8217;era di <a href="https://it.insideover.com/storia/ei-fu-come-napoleone-parla-alleuropa-di-oggi.html">Napoleone Bonaparte</a>. Era un’isola che faceva la fortuna di Parigi con zucchero, caffè, cotone e indaco, <strong>grazie al lavoro forzato di mezzo milione di africani ridotti in catene.</strong> La rivolta, guidata da Toussaint Louverture e poi da Jean-Jacques Dessalines, non fu solo la prima rivoluzione degli schiavi, ma la più compiuta: non un atto di ribellione, ma la fondazione di una nuova sovranità.</p>



<p>Quella vittoria, però, l’Europa non l’ha mai perdonata. Nel 1825, re Carlo X manda una flotta armata davanti a Port-au-Prince. L’indipendenza ha un prezzo, calcolato in 150 milioni di franchi d’oro: risarcimento per i coloni che avevano “perso” le loro terre, i loro profitti — e i loro schiavi. Una richiesta indegna, mascherata da legalità, imposta col terrore. <strong>Haiti non ha scelta: paga, oppure subisce una nuova invasione.</strong></p>



<p>Quel debito sarà il cappio economico attorno al collo della giovane repubblica. Per pagarlo, Haiti deve ricorrere a prestiti da banche francesi — a condizioni esorbitanti. Anche quando la somma viene ridotta a 90 milioni nel 1838, gli effetti restano devastanti: <strong>lo Stato haitiano destina, per oltre un secolo, l’80% del proprio bilancio al pagamento del debito.</strong> I fondi che avrebbero potuto costruire scuole, ospedali, infrastrutture, sono risucchiati da Parigi. Il popolo haitiano, appena liberato, viene ricondotto in catene, ma stavolta invisibili, bancarie, sistemiche.</p>



<p>Solo nel 1947, 122 anni dopo, Haiti riesce a chiudere i conti. Ma il danno è fatto. Nel 2022, il New York Times ha stimato che il cosiddetto “doppio debito” — <strong>verso la Francia e verso le banche</strong> — abbia sottratto tra i 21 e i 115 miliardi di dollari di sviluppo al Paese. Una cifra mostruosa, che spiega più di mille analisi geopolitiche l’origine strutturale della miseria haitiana. È come se la Francia avesse strangolato un neonato nella culla.</p>



<p>E mentre Port-au-Prince affondava nei debiti, i porti francesi di Nantes e Bordeaux si arricchivano, trasformando il sangue e la schiavitù in borghesia, in palazzi, in capitale. La Caisse des Dépôts et Consignations — istituzione pubblica finanziaria — gestiva i flussi haitiani. La Banque de France, la stessa che ancora oggi è al cuore della finanza pubblica europea, nasce anche grazie a quei fondi. Persino l’eleganza industriale della <strong>Marie Brizard</strong>, o la gloria della Torre Eiffel, poggiano su un’eredità che ha l’odore del rum, del sudore e del sangue.</p>



<p>Eppure, in Francia, si tace. I libri scolastici sfiorano appena l’argomento. Le istituzioni finanziarie rifiutano ogni confronto. La legge del 2001, che definisce la schiavitù come crimine contro l’umanità, è rimasta un atto simbolico. Il 10 maggio — giornata della memoria per le vittime della tratta — è celebrato più come rituale di coscienza che come piattaforma politica. La richiesta di verità e giustizia resta inascoltata.</p>



<p>Nel 2003,<strong> il presidente haitiano Jean-Bertrand Aristide ha osato rompere il silenzio.</strong> Ha chiesto ufficialmente alla Francia 21 miliardi di dollari come risarcimento. Non denaro per vendetta, ma come base per un piano di rinascita: sanità, educazione, infrastrutture. Un anno dopo, Aristide viene deposto. E in molti, da Port-au-Prince a Washington, da Parigi all’ONU, sapevano e tacevano. L’ambasciata francese applaudiva, la Casa Bianca acconsentiva.</p>



<p>Più tardi, l’economista <strong>Thomas Piketty </strong>calcolerà che la Francia deve ad Haiti almeno 30 miliardi di euro. Una cifra irrisoria, se rapportata al debito pubblico francese, ma politicamente intollerabile. <strong>François Hollande</strong>, nel 2015, ha evocato un “debito morale”. <strong>Emmanuel Macron</strong> ha commemorato Louverture nel 2020, senza mai nominare il ricatto del 1825. I social, le voci libere — da Piketty agli attivisti — chiedono giustizia. Ma nei palazzi, prevale la paura di aprire un vaso di Pandora che metterebbe a nudo l’anima imperiale della République.</p>



<p>Haiti non chiede solo soldi. Chiede memoria, restituzione, dignità. Ma ogni appello si perde nel frastuono della geopolitica, nei disastri naturali, nella criminalizzazione sistematica di una nazione che ha osato sfidare l’ordine del mondo. Il colonialismo, per Parigi, è un capitolo da archiviare. Per Haiti, è una catena ancora stretta attorno al collo. E finché quella catena non verrà spezzata — non solo con le parole, ma con la giustizia — ogni discorso su sviluppo, stabilità o cooperazione resterà fumo negli occhi. Haiti non è povera perché incapace. È povera perché saccheggiata, punita, umiliata. La sua miseria non è una maledizione, è una sentenza scritta a Parigi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/haiti-prima-nazione-nera-libera-della-storia-soffocata-in-culla-dallavidita-della-francia.html">Haiti, prima nazione nera libera della storia, soffocata in culla dall&#8217;avidità della Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così lo sport apre una finestra sulla tragedia silenziosa di Haiti</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/cosi-lo-sport-apre-una-finestra-sulla-tragedia-silenziosa-di-haiti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 17:24:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="873" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250416192255820_6a857bc519faffdbb4cb9024fcd72a45-e1744824413844.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250416192255820_6a857bc519faffdbb4cb9024fcd72a45-e1744824413844.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250416192255820_6a857bc519faffdbb4cb9024fcd72a45-e1744824413844-600x273.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250416192255820_6a857bc519faffdbb4cb9024fcd72a45-e1744824413844-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250416192255820_6a857bc519faffdbb4cb9024fcd72a45-e1744824413844-1024x466.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250416192255820_6a857bc519faffdbb4cb9024fcd72a45-e1744824413844-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250416192255820_6a857bc519faffdbb4cb9024fcd72a45-e1744824413844-1536x698.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Crisi ad Haiti: Melchie Dumornay denuncia su Instagram la guerra civile e le violenze delle gang, che controllano gran parte di Haiti, compresa la capitale Port-au-Prince.</p>
<p>Instabilità politica: L'assassinio del Presidente Moïse nel 2021 ha scatenato caos politico, con sospetti su narcotrafficanti e figure di governo, portando alle dimissioni del Primo Ministro Henry nel 2024.</p>
<p>Guerra civile: Nel marzo 2024, le gang criminali si sono unite per rovesciare il governo, causando almeno 5.600 morti, un milione di profughi interni e una crisi umanitaria.</p>
<p>Sport come speranza: Atleti haitiani, spesso cresciuti all'estero, rappresentano il paese ai Giochi Olimpici, ma faticano a mantenere legami con Haiti a causa delle violenze.</p>
<p>Appelli e aiuti: Dumornay chiede la fine delle violenze, mentre il governo di transizione stanzia 276 milioni di dollari, ma la soluzione alla crisi rimane lontana.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="873" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250416192255820_6a857bc519faffdbb4cb9024fcd72a45-e1744824413844.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250416192255820_6a857bc519faffdbb4cb9024fcd72a45-e1744824413844.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250416192255820_6a857bc519faffdbb4cb9024fcd72a45-e1744824413844-600x273.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250416192255820_6a857bc519faffdbb4cb9024fcd72a45-e1744824413844-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250416192255820_6a857bc519faffdbb4cb9024fcd72a45-e1744824413844-1024x466.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250416192255820_6a857bc519faffdbb4cb9024fcd72a45-e1744824413844-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250416192255820_6a857bc519faffdbb4cb9024fcd72a45-e1744824413844-1536x698.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Un tempo, il mio paese risplendeva di speranza e cultura. Oggi, <strong>la brutalità ci ha privato di questo privilegio</strong>&#8220;: si apre così il messaggio pubblicato <a href="https://www.instagram.com/p/DIKklPhyUyv/?img_index=2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">su Instagram</a> lo scorso 8 aprile da Melchie Dumornay, 21enne centrocampista haitiana dell&#8217;Olympique Lione femminile. Il suo post è arrivato pochi giorni dopo <a href="https://apnews.com/article/central-haiti-gangs-attack-mirebalais-saut-deau-8d93113d77c7ee5c7b505368f99bcef9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;assalto alla prigione di Mirebalais</a>, la sua città natale, da parte delle gang criminali che stanno seminando il panico nel paese. 500 detenuti sono fuggiti, e numerose persone hanno dovuto abbandonare le proprie case per mettersi al sicuro.</p>



<p>Ciò che sta accadendo nel paese caraibico è largamente ignorato in Italia e in gran parte del mondo occidentale, eppure la situazione ad Haiti è ormai diventata di estrema gravità. Stiamo parlando di un Paese che da tempo ha a che fare con enormi problemi di povertà e instabilità politica, che hanno finito per precipitare <strong>dopo l&#8217;assassinio del Presidente Jovenel Moïse </strong>nel luglio 2021. I responsabili dell&#8217;omicidio non sono mai stati identificati, ma il <em>New York Times</em> <a href="https://www.nytimes.com/2021/12/12/world/americas/jovenel-moise-haiti-president-drug-traffickers.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha ipotizzato</a> che Moïse fosse finito nel mirino dei narcotrafficanti. Al suo posto è salito al potere il Primo Ministro Ariel Henry, in seguito <a href="https://edition.cnn.com/2022/02/08/americas/haiti-assassination-investigation-prime-minister-intl-cmd-latam/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sospettato</a> di aver avuto un ruolo nell&#8217;assassinio, mentre nel febbraio 2024 al centro delle accuse <a href="https://apnews.com/article/haiti-martine-moise-indicted-claude-joseph-leon-charles-9b70e2dd91e7bbb48737df89f76a689d" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono finiti</a> la vedova di Moïse, l&#8217;ex-Primo Ministro Claude Joseph e l&#8217;ex-capo della polizia Léon Charles.</p>



<p>Ma il caos ad Haiti va ben oltre un intricato omicidio politico. Nel marzo del 2024 le più potenti organizzazioni criminali del Paese si sono coalizzate per rovesciare il governo, iniziando quella che è a tutti gli effetti una guerra civile. Alla fine di aprile il Presidente Henry era stato costretto a dimettersi, davanti all&#8217;incapacità di riportare l&#8217;ordine nel paese e con <strong>la capitale Port-au-Prince praticamente sotto il controllo delle gang</strong>. Al suo posto è salito un governo di transizione, che non ha però avuto maggiore successo nella lotta contro il crimine organizzato.</p>



<p>&#8220;Parlo con le persone ad Haiti, e sono molto preoccupate per quello che sta succedendo&#8221; <a href="https://www.nbcnews.com/news/nbcblk/country-crisis-haitian-athletes-aim-showcase-resilience-olympics-rcna153379" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarava alla <em>Nbc</em></a> a maggio 2024 il ginnasta <strong>Pierre Yevenel Stephan</strong>. La sua storia, così come quella dei sette atleti e atlete del paese caraibico che hanno partecipato di Giochi Olimpici della scorsa estate (Stephane ha mancato la qualificazione), racconta bene le difficoltà che lo sport affronta in un contesto sociale così delicato. I pochi atleti di punta di Haiti sono nati o almeno cresciuti all&#8217;estero, soprattutto in Francia o negli Stati Uniti, perché solo lì ci sono strutture adeguate alla formazione sportiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le violenze del marzo 2024</h2>



<p>Lo scoppio delle violenze del marzo 2024 ha reso molto più complicato per loro mantenere le connessioni con il paese d&#8217;origine delle propei famiglie, come ha raccontato sempre alla <em>Nbc</em> la schermitrice <strong>Charlotte Boyer</strong>, che vive a Lione. Il calcio è una delle poche discipline che offre buone possibilità di carriera, da qualche tempo anche a livello femminile, con la Nazionale che nel 2023 ha partecipato per la prima volta ai Mondiali. Eppure neanche questo ambito è privo di corruzione e pericoli, come ha dimostrato lo scandalo di abusi sessuali sulle giovani calciatrici <a href="https://www.theguardian.com/football/2020/apr/30/haiti-fa-president-accused-of-sexually-abusing-young-female-footballers" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sollevato nel 2020 dal <em>Guardian</em></a>, che ha coinvolto direttamente il presidente della Federcalcio Yves Jean-Bart.</p>



<p>La possibilità di portare degli atleti ai Giochi Olimpici è stato uno strumento politico molto importante per il governo di transizione, facendo dei propri sportivi dei portavoce dei problemi del paese. &#8220;È la dimostrazione che siamo capaci di mostrarci a un livello internazionale e di <strong>restituire un&#8217;immagine positiva davanti a tutti i disordini e all&#8217;instabilità</strong>, di dare speranza alle giovani generazioni&#8221; <a href="https://www.pbs.org/newshour/world/haitis-olympic-athletes-compete-to-inspire-resilience-in-nation-struggling-with-violence" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha raccontato</a> prima dei Giochi il 21enne nuotatore Alexandre Grand’Pierre, nato in Canada e cresciuto negli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">5600 morti nella guerra civile</h2>



<p>Ma la speranza non è sufficiente, oggi, ad Haiti. A inizio 2025 l&#8217;ONU <a href="https://news.un.org/en/story/2025/01/1158781" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stimava</a> <strong>almeno 5.600 morti </strong>nella guerra civile durante l&#8217;anno precedente. Molte ong hanno dovuto lasciare l&#8217;isola per ragioni di sicurezza, e diversi ospedali sono stati resi inagibili, aggravando ulteriormente la crisi umanitaria, mentre <a href="https://news.un.org/en/story/2025/02/1160621" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si conta</a> <strong>oltre un milione di profughi interni</strong>. In questo contesto, lo scorso 3 aprile a Port-au-Prince <a href="https://www.reuters.com/world/americas/thousands-haitians-take-streets-protest-surging-gang-violence-2025-04-03/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si è tenuta</a> una grande manifestazione contro il governo, accusato per la sua incapacità di far fronte alle gang criminali, sfociata poi in scontri con la polizia.</p>



<p>&#8220;Chiedo la fine di queste violenze, che stanno uccidendo tanti innocenti. <strong>È tempo che il nostro Paese sia libero dalla tirannia </strong>che lo soffoca e che lo mantiene nell&#8217;oscurità&#8221; prosegue la recente lettera della calciatrice Melchie Dumornay, che sui social ha ricevuto sostegno anche da note colleghe come la francese Melvine Malard e la norvegese Ada Hegerberg. Lunedì 14 aprile il governo haitiano <a href="https://www.reuters.com/world/americas/haiti-approves-war-time-budget-criminal-gangs-wreak-havoc-2025-04-14/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha annunciato</a> circa 276 milioni di dollari di nuovi fondi per affrontare l&#8217;emergenza, ma la sensazione è che l&#8217;eterna crisi del paese sia ancora molto lontana dalla sua soluzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/cosi-lo-sport-apre-una-finestra-sulla-tragedia-silenziosa-di-haiti.html">Così lo sport apre una finestra sulla tragedia silenziosa di Haiti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Guerra tra bande, carestia e anarchia: il buco nero senza fine di Haiti</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/guerra-tra-bande-carestia-e-anarchia-il-buco-nero-senza-fine-di-haiti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 09:07:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[scontri]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007130225874_fb18342096f9654731e9eeca0aa6f83f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Haiti sta lottando con quella che è stata definita “la peggiore emergenza di fame nell’emisfero occidentale”. Secondo l’ultima analisi dell’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), il numero delle persone che soffrono la fame acuta ha raggiunto la metà della popolazione del Paese. Si parla quindi di 5,4 milioni di persone che hanno difficoltà a sfamare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/guerra-tra-bande-carestia-e-anarchia-il-buco-nero-senza-fine-di-haiti.html">[...]</a></p>
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<p>Haiti sta lottando con quella che è stata definita “la <strong>peggiore emergenza di fame </strong>nell’emisfero occidentale”. Secondo l’ultima analisi dell’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), il numero delle persone che soffrono la fame acuta ha raggiunto la metà della popolazione del Paese. Si parla quindi di 5,4 milioni di persone che hanno difficoltà a sfamare sé stesse e le proprie famiglie. Di queste, due milioni affrontano livelli emergenziali di fame, quindi <strong>carenze alimentari estreme</strong>, malnutrizione acuta e alti tassi di malattia.</p>



<p>Un <a href="https://it.wfp.org/emergenze/emergenza-haiti">rapporto</a> del <strong>World Food Program</strong> (WFP) delle Nazioni Unite afferma che “un abitante su due dell’isola soffre di fame acuta”. Qui viene evidenziato che il WFP ha assistito fino ad ora circa 1,35 milioni di haitiani, ma che necessitano di ulteriori 188 milioni di dollari per poter implementare i programmi di assistenza fino alla fine dell’anno. Si denuncia, inoltre, che le organizzazioni umanitarie continuano ad affrontare<strong> difficoltà nell’accesso </strong>alle comunità che vivono in aree controllate da gruppi armati.</p>



<p>A ripercuotersi sulle condizioni economiche e quindi sulla crisi alimentare c’è la grave <strong>crisi di sicurezza </strong>che sta attraversando il Paese. La guerriglia tra bande continua a mettere in ginocchio Haiti, impedendo al popolo di vivere liberamente e dignitosamente. La causa di questa crisi è infatti da ricercare nella violenza delle gang e l&#8217;illegalità che dilaga nel Paese. Dall’inizio del 2024 sono aumentati attacchi e scontri legati a gruppi armati a Port-au-Prince, che hanno bloccato temporaneamente porti e aeroporti, rendendo impossibile il lavoro di fornitura di cibo e servizi.</p>



<p>Per questo motivo la popolazione è stata costretta ad abbandonare le proprie abitazioni in cerca di luoghi sicuri. Il numero degli <strong>sfollati interni</strong> che vivono in condizioni precarie in scuole o edifici pubblici della capitale è arrivato a 700.000. I siti per sfollati sono infatti sovraffollati e pericolosi per la salute, favorendo la diffusione di malattie come il colera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La causa degli scontri</h2>



<p>Haiti ha una lunga storia di instabilità politica, con frequenti cambi di governo, colpi di stato e corruzione diffusa. <a href="https://it.insideover.com/criminalita/haiti-anarchia-senza-fine-la-criminalita-allassalto-dello-stato.html">La situazione si è aggravata dopo l&#8217;assassinio del presidente <strong>Jovenel Moïse</strong> nel luglio 2021.</a> Da allora il Paese, che non vede elezioni dal 2016, non ha più avuto un presidente eletto e il vuoto di potere ha indebolito ulteriormente le istituzioni governative. L&#8217;incapacità del governo di garantire sicurezza e ordine ha lasciato ampio spazio alle bande armate per consolidare il proprio controllo. Le gang armate, che oggi controllano circa l&#8217;80% del territorio, hanno portato alle <strong>dimissioni </strong>del primo ministro Ariel Henry a marzo 2024, in seguito alle minacce di <strong>Jimmy Chérizier, detto &#8220;Barbecue&#8221;</strong>, leader della più temuta e influente banda di gruppi armati.</p>



<p>Le bande armate, a cui si fa riferimento come &#8220;gang&#8221;, controllano grandi parti del territorio della capitale e altre regioni del paese. Queste bande si sono moltiplicate nel corso degli anni proprio a causa dell’instabilità politica e sono coinvolte in attività come rapimenti, estorsioni e traffico di droga, e spesso si scontrano tra loro per il controllo del territorio, creando un clima di violenza diffusa.</p>



<p>Haiti è uno dei paesi più poveri delle Americhe e povertà estrema, disoccupazione e mancanza di opportunità economiche hanno contribuito all’aumento della violenza e del reclutamento nelle bande armate, specialmente tra i giovani. Per non parlare dei <strong>disastri naturali</strong>, che aggravano l&#8217;instabilità economica poiché hanno distrutto gran parte delle infrastrutture e rallentato lo sviluppo economico del Paese.</p>



<p>La capacità dello Stato di rispondere a tali emergenze è molto limitata, il che ha aumentato la <strong>sfiducia </strong>verso le autorità e ha esacerbato le tensioni sociali. La comunità internazionale, inclusa l&#8217;ONU, ha evidenziato come l&#8217;assenza di un&#8217;azione internazionale concreta per migliorare la sicurezza e rafforzare le istituzioni haitiane abbia reso il paese vulnerabile alla violenza delle bande. Ad oggi, la capitale Port-au-Prince è quasi completamente <strong>isolata </strong>a causa dei blocchi imposti dai gruppi armati e gran parte della popolazione è privata di servizi di base come cibo, acqua potabile e assistenza medica​.</p>



<p>Le Nazioni Unite e diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti e altre nazioni caraibiche, hanno cercato di stabilizzare il Paese con <strong>missioni di pace</strong> e finanziamenti per migliorare la sicurezza e le condizioni di vita. È anche vero che molti di questi interventi non sono riusciti a risolvere i problemi strutturali di Haiti, anzi in alcuni casi sono stati <strong>criticati </strong>per aver aggravato la situazione. Ad esempio, la Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione di Haiti (MINUSTAH), attiva dal 2004 al 2017, è stata inizialmente inviata per ripristinare l&#8217;ordine dopo un colpo di stato, ma è stata criticata per l&#8217;incapacità di fermare l&#8217;ascesa delle gang e per gli scandali relativi all&#8217;introduzione dell&#8217;epidemia di colera e ai numerosi episodi di violenza sessuale.</p>



<p>Anche l&#8217;attuale missione proposta, guidata dal Kenya, ha suscitato dibattiti sull&#8217;efficacia di una forza straniera nel risolvere i problemi interni di Haiti. Il Kenya si è infatti offerto di guidare una <strong>missione multinazionale</strong> su richiesta delle Nazioni Unite e del governo haitiano per rafforzare la sicurezza e a contrastare la minaccia delle bande armate con l&#8217;obiettivo di sostenere le forze di polizia haitiane, che attualmente non hanno la capacità per affrontarle.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La conseguente crisi migratoria</h2>



<p>La crescente crisi economica e sociale ha spinto molti haitiani a <strong>emigrare </strong>fuori dal Paese. In migliaia hanno cercato di raggiungere gli Stati Uniti o altri paesi della regione, come la <strong>Repubblica Dominicana</strong>, causando tensioni con i paesi limitrofi. Questa migrazione di massa ha creato ulteriori problemi umanitari, con migranti che affrontano condizioni precarie nei campi profughi, abusi e rimpatri forzati.</p>



<p>La situazione è particolarmente critica al <strong>confine </strong>tra Haiti e la Repubblica Dominicana, dove migliaia di haitiani tentano di attraversare clandestinamente ogni anno. Le tensioni tra i due paesi sono aumentate nel 2023, quando la Repubblica Dominicana ha chiuso temporaneamente il confine a causa di controversie sull&#8217;uso delle risorse idriche e sulla gestione della sicurezza.</p>



<p>La combinazione di questi fattori ha condotto verso una spirale di violenza che sembra difficile da fermare senza un intervento coordinato, sia a livello nazionale che internazionale.</p>
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		<title>Haiti, anarchia senza fine: la criminalità all&#8217;assalto dello Stato</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/haiti-anarchia-senza-fine-la-criminalita-allassalto-dello-stato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 08:06:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="708" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5072469988_9c1b7f1d84_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5072469988_9c1b7f1d84_b.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5072469988_9c1b7f1d84_b-600x425.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5072469988_9c1b7f1d84_b-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5072469988_9c1b7f1d84_b-768x544.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Una crisi umanitaria all’interno di un’insurrezione criminale armata. È questo lo scenario che si sta delineando nelle ultime settimane ad Haiti, ed in particolare nella sua capitale Port-au-Prince. Da quando il presidente Ariel Henry è partito lo scorso 25 febbraio per l’Africa, le gang criminali hanno preso il controllo delle strade portando caos e sangue &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/haiti-anarchia-senza-fine-la-criminalita-allassalto-dello-stato.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/haiti-anarchia-senza-fine-la-criminalita-allassalto-dello-stato.html">Haiti, anarchia senza fine: la criminalità all&#8217;assalto dello Stato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="708" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5072469988_9c1b7f1d84_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5072469988_9c1b7f1d84_b.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5072469988_9c1b7f1d84_b-600x425.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5072469988_9c1b7f1d84_b-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/5072469988_9c1b7f1d84_b-768x544.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Una crisi umanitaria all’interno di un’insurrezione criminale armata. È questo lo scenario che si sta delineando nelle <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/linferno-di-haiti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultime settimane ad Haiti, </a>ed in particolare nella sua capitale Port-au-Prince. Da quando il presidente <strong>Ariel Henry è partito lo scorso 25 febbraio per l’Africa,</strong> le gang criminali hanno preso il controllo delle strade portando caos e sangue nel piccolo Stato caraibico. Il tutto in uno dei contesti politici e sociali meno stabili dell’intera zona, in un Paese che non si è mai ripreso a pieno dal terremoto del 2010 e che tuttora cerca di riassestarsi dopo l’omicidio del presidente Moïse nel 2021.</p>



<p>Le bande criminali hanno sempre avuto un potere soverchiante all’interno del contesto haitiano, solamente che ora hanno deciso di provare a fare il salto di qualità sfruttando l’enorme vuoto politico perpetratosi ormai da svariati anni nel paese. Approffittando inoltre dell’assenza del presidente, il quale si trovava in Kenya per negoziare il dispiegamento di una forza di sicurezza internazionale ad Haiti, le organizzazioni criminali hanno seminato il terrore nel Paese ed hanno inviato un ultimatum lapidario ad Henry: o dimissioni spontanee o il Paese verrà trascinato in una guerra civile. Per provare la serietà delle proprie intenzioni, le bande criminali hanno assaltato due carceri, liberando migliaia di detenuti, attaccato diverse infrastrutture statali, tra cui diverse stazioni di polizia e l’accademia di polizia stessa, nonché il principale aeroporto del Paese, <strong>provocando la cancellazione di tutti i voli in entrata ed in uscita, </strong>fino a raggiungere il quartiere del <a href="https://www.theguardian.com/world/2024/mar/09/haiti-crisis-heavy-gunfire-reported-close-to-port-au-princes-national-palace">palazzo presidenziale</a>. A causa della drammaticità della situazione, Henry è dovuto atterrare a Puerto Rico al posto della propria capitale. In risposta all’emergenza, il governo haitiano ha proclamato lo stato d’emergenza con annesso coprifuoco durante le ore notturne. Ciò tuttavia non ha impedito a circa 15mila persona di fuggire dalle aree più colpite per <a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2024/03/10/crisis-in-haiti-prompts-thousands-to-flee-to-dominican-republic_6602566_4.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rifugiarsi nella<strong> Repubblica Dominicana.</strong></a></p>



<p>A capo di tutto ciò vi è Jimmy Chérizier, detto ‘Barbecue’, ex poliziotto di 46 anni, leader di una delle unioni di bande criminali più pericolose di tutta Haiti. Ed è proprio questo ciò che colpisce maggiormente, come una serie di gang malavitose si uniscano per far fronte comune in un attacco diretto allo Stato. Negli scorsi mesi si è assistito a qualcosa di molto simile anche in Ecuador, pur trattandosi di un contesto sociale molto diverso. In entrambi i Paesi si hanno veri e propri “sindacati” che tentano di sovvertire l’ordine costituito, pascendosi dell’assenza dello Stato e cercando di plasmarlo secondo i propri interessi criminali. Ad oggi non è ancora chiaro se ‘Barbecue’ stia facendo questo per estorcere maggiore libertà d’azione per i propri traffici o addirittura se stia spingendo per entrare, direttamente o indirettamente, nelle stanze del potere haitiano a valle delle prossime elezioni.&nbsp;</p>



<p>Nel frattempo la situazione per il presidente Henry si complica di ora in ora. Gran parte della popolazione haitiana lo riteneva già prima dei presenti eventi un presidente illegittimo. Ora con l’incapacità di tenere il controllo sul proprio Paese le sue dimissioni potrebbero effettivamente essere cosa prossima. Ariel Henry ha assunto il potere nel 2021 subito dopo l’assassinio del vecchio presidente Jovenel Moïse, con un sostegno non indifferente da parte di Stati Uniti e Canada, motivo per cui molti haitiani lo vedono come un burattino in mano di potenze straniere. Henry avrebbe dovuto interrompere il proprio mandato lo scorso febbraio, tuttavia, in accordo con le opposizioni, ha accettato di rimanere al potere fino alle nuove elezioni.&nbsp;</p>



<p>La crisi istituzionale haitiana ha una data d’inizio ben precisa: il 7 aprile 2021, giorno dell’assassinio del presidente Jovenel Moïse. Avvenuto alle prime ore del mattino, un commando armato composto da almeno 28 persone di nazionalità colombiana e haitiano-statunitensi, tra cui anche alcuni ex membri dell’esercito colombiano, entrano nella residenza privata del <a href="https://www.rainews.it/archivio-rainews/media/ContentItem-78c6b194-b858-44b2-b19e-601b0252fc23.html#foto-1">presidente, colpendo a morte Moïse</a> e ferendo la moglie. Per quanto ancora oggi né il movente né i mandanti siano stati chiariti, a pochi mesi dalla morte il New York Times ha sostenuto che <strong><a href="https://www.nytimes.com/2021/12/12/world/americas/jovenel-moise-haiti-president-drug-traffickers.html">Moïse avesse creato una lista dei principali trafficanti di droga del Paese, cosa che avrebbe portato al suo omicidio</a></strong>. Per ciò che riguarda i mandanti, sono state fatte le più disparate ipotesi, dalla moglie di Moïse che sembra non essersi interessata troppo per la scoperta degli assassini del marito fino allo stesso attuale presidente Ariel Henry. Visti i tempi che corrono a Port-au-Prince, difficilmente si saprà mai la verità.</p>



<p>L’attuale crisi istituzionale non sta facendo altro che aggravare l’ormai storicamente irrisolta crisi umanitaria. Infatti, Haiti risulta essere la nazione più povera dell’emisfero occidentale, con 11.5 milioni di abitanti di cui la metà in disperato bisogno di assistenza umanitaria e con uno dei tassi di omicidi più alti al mondo (solamente quest’anno sono <strong>morte 1193 persone a causa dello scontro tra bande</strong>). Il motivo per cui Henry si trovava in  Kenya era appunto per sbloccare un accordo con il presidente keniano William Ruto per avviare una missione internazionale di polizia sotto egida delle Nazioni Unite in aiuto allo stato haitiano. Sebbene Nairobi si sia impegnata ad inviare 1000 agenti,<a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/haiti-la-crisi-nella-crisi-166131"> i dettagli dell’accordo così come le tempistiche di impiego del personale non sono state rivelate.</a></p>



<p>Tuttavia anche questo intervento internazionale non ha l’approvazione degli haitiani. Sulla polizia keniota infatti pesano numerose accuse di violazione dei diritti umani, così anche come la precedente missione delle Nazioni Unite, <strong>MINUSTAH dal 2004 al 2017</strong>, ha lasciato dietro di sé un’enorme scia di scandali legati ad abusi sessuali perpetrati dagli operatori in loco così come un’epidemia di colera riconducibile al personale nepalese. </p>



<p>È chiaro quindi come, anche se l’attuale presidente dovesse riuscire a riprendere il controllo delle strade di Port-au-Prince, la normalizzazione del Paese sarebbe ancora del tutto in salita, con la crisi politica che potrebbe protrarsi con grande probabilità ben oltre le prossime elezioni. Sempre che vi siano delle elezioni, al netto delle dimissioni di Henry, e soprattutto sempre che ‘Barbecue’ lasci alcuna alternativa di manovra al presidente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/haiti-anarchia-senza-fine-la-criminalita-allassalto-dello-stato.html">Haiti, anarchia senza fine: la criminalità all&#8217;assalto dello Stato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Kiev avanza sul fronte orientale, Trump zittito, un&#8217;altra crisi dell&#8217;acqua: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/kiev-avanza-sul-fronte-orientale-trump-zittito-unaltra-crisi-dellacqua-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2023 18:09:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA)]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
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		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le truppe ucraine avanzano verso Bakhmut, Trump rischia di non poter più commentare pubblicamente i suoi processi, la crisi idrica provoca un nuovo scontro in America Centrale, i talebani arrestano operatori umanitari e il capo dell'Iaea esprime profonda preoccupazione per la cooperazione sul nucleare tra Kim e Putin.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/kiev-avanza-sul-fronte-orientale-trump-zittito-unaltra-crisi-dellacqua-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Kiev avanza sul fronte orientale, Trump zittito, un&#8217;altra crisi dell&#8217;acqua: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230916191001109_32b52f99f24b0bd3da6d7c44e66ea524-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La scarsità d&#8217;acqua colpisce ancora e inasprisce le tensioni tra Repubblica Dominicana e Haiti; l&#8217;Agenzia per l&#8217;energia atomica dà voce alle preoccupazioni per il trasferimento di tecnologia nucleare alla Corea dei Kim, fuori dal trattato di non-proliferazione. Le truppe di Kiev riconquistano una cittadina vicina a Bakhmut, ma i russi smentiscono. Il procuratore che dirige il caso contro Trump chiede che gli venga proibito di denigrare o intimidire i testimoni del processo e i talebani continuano l&#8217;ostruzionismo nei confronti degli operatori non governativi in Afghanistan, in particolare contro le donne e i cristiani. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Semplicemente inconcepibile&#8221;: il commercio nucleare tra Putin e Kim allarma l&#8217;Iaea</h2>



<p>Il capo dell&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica (Iaea) ha affermato che trova inconcepibile che la Russia si impegni nel commercio di <strong>tecnologia bellica nucleare</strong> con la Corea del Nord. La preoccupazione deriva dai <a href="https://it.insideover.com/politica/armi-spazio-commercio-5-cose-da-sapere-sullincontro-tra-kim-e-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recenti negoziati</a> che hanno avuto luogo tra i leader dei due Paesi per approfondire la <strong>cooperazione militare</strong>. In un&#8217;intervista rilasciata ad un&#8217;emittente sudcoreana, il direttore dell&#8217;Iaea Mariano Grossi ha affermato che non può credere che uno stato nucleare come la Russia, riconosciuto nel Trattato di non-proliferazione, &#8220;si impegnerebbe nel commercio o nel trasferimento di tecnologia nucleare bellica in un Paese che è di fatto <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-e-perche-la-corea-del-nord-e-ossessionata-dal-nucleare.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>al di fuori del regime</strong></a>&#8220;. Grossi si è detto particolarmente preoccupato perché è risaputo che Pyongyang ha una relazione <strong>profondamente problematica</strong> con il regime di non-proliferazione. Il direttore ha insistito sul fatto che il governo di Mosca dev&#8217;essere consapevole dei suoi <strong>obblighi</strong> come membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e ha concluso il suo intervento informando che nonostante la parziale apertura dei confini nordcoreani dopo più di tre anni di limitazioni giustificate in nome del Codiv-19, gli <strong>ispettori nucleari</strong> dell&#8217;agenzia non sono ancora stati ammessi nel Paese (dal quale sono stati espulsi nel lontano 2009). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le truppe ucraine avanzano sul fronte orientale</h2>



<p>&#8220;È stato molto difficile e la situazione cambiava in modo molto dinamico, più volte al giorno. Ma possiamo finalmente confermare che le nostre truppe hanno ripreso il controllo di <strong>Andriivka</strong>&#8220;. Con queste parole la viceministra della Difesa ucraina Hanna Maliar ha annunciato la <strong>riconquista</strong> di una cittadina a soli 13 chilometri da Bakhmut, in una delle zone di combattimento più calde del <a href="https://it.insideover.com/guerra/controffensiva-ucraina-e-adattamenti-russi-come-sta-cambiando-la-guerra.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>fronte orientale</strong>.</a> Riportando la notizia nel suo discorso serale, il presidente Zelesnky ha sottolineato che &#8220;per l&#8217;Ucraina si tratta di un risultato significativo e importante&#8221;e ha spiegato che <strong>i combattimenti proseguono</strong> nelle vicine località di Klishchiivka e Kurdyumivka, dove le <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-nuova-strategia-della-controffensiva-cosa-rischia-lesercito-russo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">forze russe stanno subendo pesanti perdite</a>. Meno di 24 ore più tardi è giunta la <strong>smentita di Mosca</strong>. Il ministero della Difesa russo ha emanato una nota per comunicare che nella regione di Donetsk, &#8220;il nemico non ha abbandonato i piani per catturare la città di Artemovsk (Bakhmut per i russi) e continua a condurre operazioni di assalto, cercando senza successo di espellere le truppe russe dagli insediamenti di Klishchiivka e Andriivka&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;escalation tra Donald Trump e Jack Smith</h2>



<p>Il procuratore speciale Jack Smith, alla guida del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/i-quattro-grandi-processi-a-carico-di-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">caso federale contro l&#8217;ex presidente Donald Trump</a> per ingerenza elettorale, ha chiesto alla giudice di Washington Tanya Chutkan di imporre un ordine che <strong>impedisca</strong> a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html#:~:text=Donald%20John%20Trump%2C%20terzo%20figlio,carica%20dal%202017%20al%202021." target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donald Trump</a> di rilasciare <strong>dichiarazioni pubbliche</strong> sui procedimenti a suo carico. In base alla richiesta di Smith, una &#8220;restrizione su misura&#8221; impedirebbe all&#8217;imputato di perseguitare o spaventare i testimoni, ed è necessaria per prevenire <strong>disinformazione, minacce</strong> e pregiudizi nel <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-guai-giudiziari-di-donald-trump.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">processo</a>. L&#8217;ordine proibirebbe all&#8217;ex presidente di rilasciare dichiarazioni &#8220;riguardanti l&#8217;identità, le deposizioni o la credibilità dei testimoni&#8221; ma anche &#8220;affermazioni su parti in causa, avvocati, personale della corte o potenziali giurati che siano denigratorie, provocatorie o <strong>intimidatorie</strong>&#8220;. Trump ha subito reagito online, accusando i legali di comportamento scorretto: &#8220;Mi vogliono impedire di parlare&#8221; ha postato sui suoi profili social, ribadendo la propria innocenza nella cospirazione per rovesciare le elezioni del 2020. Sulla sua piattaforma <a href="https://it.insideover.com/economia/truth-la-scommessa-di-trump-da-8-miliardi-di-dollari.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Truth</a>, The Donald ha scritto: &#8220;il procuratore di Biden, lo squilibrato Jack Smith, ha chiesto alla corte di limitare il 45mo presidente e principale candidato repubblicano (di oltre 50 punti): in pratica combatto contro una persona incompetente che ha usato come un&#8217;arma il Dipartimento di Giustizia e l&#8217;Fbi contro il suo avversario e <strong>non mi è consentito commentare?</strong>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi dell&#8217;acqua blinda le frontiere dominicane</h2>



<p>Il governo&nbsp;della Repubblica Dominicana ha disposto la <strong>chiusura totale&nbsp;delle frontiere</strong> marittime, terrestri&nbsp;e aeree con la vicina Haiti, misura che si è detto pronto a ritirare solo quando sarà regolata la questione della <strong>crisi idrica</strong>. All&#8217;inizio della settimana, il presidente dominicano Luis Abinader aveva imposto un ultimatum per impedire al governo haitiano di costruire un <strong>canale</strong> che devia le acque del fiume binazionale <strong>Dajabòn</strong>, detto anche <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/linferno-di-haiti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fiume del massacro</a> per un evento sanguinoso accaduto in passato tra i due Paesi, profondamente diversi e ostili. Abinader ha spiegato che Haiti ha <strong>perso il controllo </strong>del territorio, e gli imprenditori agricoli della parte occidentale dell&#8217;isola hanno agito autonomamente con lo scavo dell&#8217;emissario, ma questo non deve essere un problema della Repubblica Dominicana e l&#8217;impotenza di Port-au-Prince non può mettere a repentaglio le colture dominicane. La decisione isola ulteriormente<a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-il-disastro-di-haiti-porta-il-caos-nel-cortile-di-casa-degli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Haiti in un periodo di particolare difficoltà </a>nel quale la <strong>violenza delle bande armate </strong>e la fame sono sempre più diffuse. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impossibile lavoro delle Ong nell&#8217;Afghanistan dei talebani</h2>



<p>I <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-talebani.html#:~:text=I%20talebani%20sono%20un%20gruppo,di%20due%20terzi%20dell'Afghanistan." target="_blank" rel="noreferrer noopener">talebani</a> hanno <strong>arrestato 18 membri </strong>dello staff di un&#8217;organizzazione non governativa cristiana che opera in Afghanistan da oltre 50 anni, l&#8217;<strong>International Assistance Mission </strong>(Iam). Come tutte le altre, l&#8217;organizzazione è stata posta sotto rigido controllo da quando i<a href="https://it.insideover.com/guerra/come-e-cambiato-lafghanistan-dopo-il-ritorno-dei-talebani.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> talebani hanno preso il controllo</a> del Paese, ormai due anni fa, introducendo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-talebani-vietano-alle-donne-di-lavorare-con-le-ong.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">misure severe che escludono le donne </a>afghane dal sistema scolastico oltre la prima media ma anche dalla vita pubblica e dal <strong>lavoro</strong>, incluso il lavoro nelle organizzazioni non governative. L&#8217;operazione ha avuto luogo nella provincia di Ghor, nell&#8217;ovest del Paese, e ha coinvolto 17 afghani e un cittadino straniero. L&#8217;organizzazione cristiana, che mira a migliorare le condizioni di vita e di salute, sviluppare la comunità e il livello di istruzione, ha comunicato di non avere informazioni sulla natura delle accuse contro il proprio staff, e che questa non è la prima occasione in cui i volontari vengono <strong>perseguitati dai talebani</strong>. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/kiev-avanza-sul-fronte-orientale-trump-zittito-unaltra-crisi-dellacqua-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Kiev avanza sul fronte orientale, Trump zittito, un&#8217;altra crisi dell&#8217;acqua: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Nuovo presidente in Gabon, massicci aiuti a Taiwan, condanna a morte in Arabia Saudita: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/nuovo-presidente-in-gabon-massicci-aiuti-a-taiwan-condanna-a-morte-in-arabia-saudita-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di stato in Gabon]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=408606</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla polveriera haitiana, al nuovo presidente in Gabon fino agli aiuti militari a Taiwan, ecco le cinque notizie del giorno</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/nuovo-presidente-in-gabon-massicci-aiuti-a-taiwan-condanna-a-morte-in-arabia-saudita-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Nuovo presidente in Gabon, massicci aiuti a Taiwan, condanna a morte in Arabia Saudita: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230831182311588_6484d20696390c32f8a3780180f5b807-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Usa approvano un pacchetto di 80 milioni di dollari destinati a Taiwan, acuendo ancora di più la tensione con Pechino. In Gabon è stato nominato un nuovo presidente, il generale Brice Oligui Nguema, uno dei responsabili del golpe. In Arabia Saudita viene condannato a morte un insegnante in pensione che ha criticato il regime. L&#8217;aeroporto di Timbuctù in Mali è stato attaccato da un gruppo jihadista perché rifugio del gruppo Wagner. Il dilagante terrore delle bande ad Haiti costringe tutti i civili americani a lasciare il Paese. Ecco le cinque notizie del giorno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ottanta milioni di dollari in armi a Taiwan aggravano la già precaria situazione con la Cina</h2>



<p>Per la prima volta nella lunga storia del sostegno americano a <strong>Taiwan</strong>, Washington ha deciso di approvare degli aiuti militari diretti a Taipei. L&#8217;amministrazione del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha approvato un pacchetto di <strong>80 milioni di dollari</strong>, modesto rispetto alle recenti vendite a Taiwan, ma che sarebbe il primo a Taipei e per la prima volta &#8211; anche se è ancora da confermare &#8211; le armi non verrebbero vendute ma donate. La decisione coincide con l&#8217;annuncio da parte di Taiwan di una spesa aggiuntiva pari a 2,97 miliardi di dollari per l&#8217;acquisto di armamenti il prossimo anno. Circa la metà dei fondi aggiuntivi verrà destinata all&#8217;acquisto di aerei da combattimento, e i fondi rimanenti andranno principalmente ai sistemi navali. Dall’altra parte della sponda, <strong>Pechino</strong> tuona e avverte che userò “tutte le misure necessarie” per contrastare gli aiuti Usa. “Gli aiuti militari statunitensi danneggiano la sicurezza e il benessere dei compatrioti di Taiwan&#8221;, ha detto il portavoce del ministero della Difesa cinese, Wu Qian, ribadendo la loro contrarietà a qualsiasi contatto tra Usa e Taiwan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo presidente per un nuovo Paese golpista</h2>



<p>In <strong>Gabon</strong>, dopo il nuovo golpe che scuote l’Africa, è stato nominato un nuovo presidente, il <strong>generale Brice Oligui Nguema</strong>. Sono stati i militari ad annunciarlo nella tarda serata di ieri leggendo un comunicato in diretta su &#8220;Gabon 24&#8221; nel quale si precisa che Nguema, oggi capo della Guardia presidenziale, è stato scelto &#8220;all&#8217;unanimità&#8221; come presidente del Comitato per la transizione e il ripristino delle istituzioni (Ctri) &#8211; il nome della nuova giunta. Gli stessi militari che nella notte tra martedì e mercoledì hanno interrotto l’esito delle elezioni in diretta nazionale per annunciare la deposizione del neo presidente <strong>Ali Bongo</strong>, la chiusura delle frontiere e la sospensione delle istituzioni. Nel frattempo il Consiglio per la pace e la sicurezza dell&#8217;Unione africana ha annunciato che terrà una riunione nella giornata di oggi dopo aver fermamente condannato il golpe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In Arabia Saudita si muore per un tweet: condannato a morte un uomo di 54 anni</h2>



<p>Un uomo di 54 anni viene condannato a morte in <strong>Arabia Saudita</strong>. Si tratta di <strong>Mohammad bin Nasser al-Ghamdi</strong>, un insegnante in pensione perseguito per i suoi post su Twitter e Youtube. &#8220;Al-Ghamdi non ha commesso alcun atto di violenza e dev&#8217;essere scarcerato immediatamente&#8221;, è l&#8217;appello di Amnesty International che lanciano un appello alle autorità saudite affinché annullino la condanna a morte. Secondo quanto riferito dal fratello, al-Ghamdi è stato arrestato l&#8217;11 giugno 2022 nella sua abitazione a La Mecca. &#8220;Le autorità saudite stanno spendendo miliardi di dollari per riabilitare la loro immagine, ma non c&#8217;è somma in grado di nascondere quando sia diventato repressivo il loro paese. La condanna di al-Ghamdi, che ha sì e no dieci follower, è un altro segnale dell&#8217;aumento del giro di vite contro ogni forma di dissenso&#8221;, ha dichiarato Philip Luther, direttore delle ricerche di <strong>Amnesty International </strong>sul Medio Oriente e l&#8217;Africa del Nord. Al-Ghamdi è stato condannato con l’accusa di &#8220;rottura del vincolo di fedeltà con i guardiani dello stato” e &#8220;sostegno a un&#8217;ideologia terrorista e a un&#8217;entità terrorista”. Nei post l’uomo criticava il re e il principe della corona e la politica estera dell&#8217;Arabia Saudita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In Mali le forze jihadiste hanno bombardato un aeroporto rifugio del gruppo Wagner</h2>



<p>In <strong>Mali</strong> c’è stato un bombardamento all’aeroporto di <strong>Timbuctù</strong>. A rivendicarne la matrice è stato lo <strong>Jnim</strong>, Il Gruppo di sostegno all&#8217;Islam e ai musulmani, formazione filo-al Qaeda attiva nel Sahel. Secondo quanto comunicato dagli esponenti del gruppo, l’aeroporto era utilizzato come rifugio dal gruppo Wagner e dai soldati del “traditore” colonnello Assimi Goita, come lo hanno definito. Goita è l’attuale presidente della transizione in Mali, anch’esso protagonista di un colpo di stato avvenuto nel maggio del 2021. I miliziani hanno di recente conquistato la città e fatto già vittime con altri attacchi. Timbuctù adesso è bloccata ed è vietato l’ingresso ai camion merci provenienti dai Paesi confinanti, quali Algeria e Mauritania.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Polveriera Haiti: l&#8217;Ambasciata americana invita i cittadini statunitensi a lasciare il Paese</h2>



<p>“Data l&#8217;attuale situazione di sicurezza e i problemi infrastrutturali, i cittadini statunitensi che si trovano ad <strong>Haiti</strong> dovrebbero lasciare il Paese il più presto possibile utilizzando mezzi di trasporto commerciali o privati”, queste le parole dell’Ambasciata statunitense ad Haiti. L’isola caraibica non trova pace ed è preda di continui attacchi da parte della criminalità organizzata che ne fa da padrone. Il gruppo <strong>Kraze Baryè</strong>, guidato da<strong> Vithelhomme Innocent</strong>, potente capobanda che ha più volte sconfitto le forze dell’ordine, ha ormai preso di mira da mesi l’ambasciata Usa costringendo quindi i civili americani a lasciare il Paese quanto prima. La situazione sull’isola è ormai fuori controllo dove le bande controllano gran parte della capitale e dintorni diffondendo terrore tra stupri, omicidi e incendi.&nbsp;</p>
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		<title>I migranti haitiani &#8220;all&#8217;assalto&#8221; del Texas</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/i-migranti-haitiani-allassalto-del-texas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2021 15:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
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