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	<title>Guatemala Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 30 Aug 2023 17:09:22 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Guatemala Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Colpo di stato in Gabon, yen in caduta libera, Putin chiede munizioni a Kim: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/colpo-di-stato-in-gabon-yen-in-caduta-libera-putin-chiede-munizioni-a-kim-cose-successo-oggi-nel-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2023 17:09:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[colpo-di-stato]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Gabon cade ancora in un colpo di Stato, al neo-presidente guatemalteco viene scuilto il partito, Putin chiede armi a Kim Jong Un, lo yen giapponese è ai minimi storici. Ecco le notizie del giorno. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/colpo-di-stato-in-gabon-yen-in-caduta-libera-putin-chiede-munizioni-a-kim-cose-successo-oggi-nel-mondo.html">Colpo di stato in Gabon, yen in caduta libera, Putin chiede munizioni a Kim: cos&#8217;è successo oggi nel mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-scaled-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230830185411999_608c4d07b929a9da2667c82b4326a966-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Appena eletto, il neo-presidente guatemalteco è stato privato del suo partito, sotto inchiesta per l&#8217;accusa di non essere stato creato legalmente. Il potere d&#8217;acquisto giapponese sfiora i minimi storici, il Gabon rivive momenti bui con un nuovo colpo di stato (a 4 anni dall&#8217;ultimo) da parte dei militari, le milizie della comunità Codeco spargono sangue nella Repubblica democratica del Congo, Mosca tenta di supplire ai propri evidenti deficit di difesa chiedendo aiuto ad un vecchio amico: la Corea del Nord. <strong>Ecco le cinque notizie del giorno.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un nuovo presidente senza partito in Guatemala</h2>



<p>Il partito del neo-presidente del Guatemala <strong>Bernardo Arèvalo</strong> è stato sospeso da un&#8217;agenzia governativa, aggiungendo incertezza ad un processo già viziato da dispute legali e accuse di scorrettezze. Il Registro dei Cittadini, un ufficio interno all&#8217;autorità elettorale del Paese, ha temporaneamente <strong>sospeso il partito Semilla</strong> (tradotto: seme) di Arevalo in attesa di un&#8217;indagine dei pubblici ministeri sulla legalità del partito fondato nel 2018. Ieri l&#8217;autorità elettorale ha confermato Arévalo come vincitore delle elezioni del 20 agosto, pertanto assumerà la carica in gennaio. Se la sentenza che scioglie il partito venisse confermata, potrebbe minare <strong>capacità di governo</strong> del neo-eletto presidente dal momento che i parlamentari di Semilla potrebbero dover sedere in parlamento come indipendenti, e questo li renderebbe ineleggibili per alcuni comitati legislativi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">È colpo di Stato (anche) in Gabon</h2>



<p>Un gruppo di&nbsp;alti&nbsp;ufficiali&nbsp;delle forze armate&nbsp;del&nbsp;Gabon si&nbsp;è rivolto ai&nbsp;cittadini&nbsp;attraverso la televisione nazionale, annunciando di&nbsp;aver <strong>assunto&nbsp;il potere</strong> nel Paese e di aver messo il presidente Ali Bongo agli arresti domiciliari. L&#8217;annuncio è arrivato pochi minuti dopo che il corpo elettorale dello Stato petrolifero dell&#8217;Africa centrale ha annunciato che Bongo aveva vinto un <strong>terzo mandato presidenziale</strong>. Gli ufficiali, che hanno affermato di rappresentare la totalità delle forze armate, hanno proclamato che i risultati elettorali sono stati cancellati, i confini del Paese sono chiusi e che le <strong>istituzioni </strong>dello Stato sono <strong>sciolte</strong>. Se confermato, il voto che ha assegnato la vittoria all&#8217;ex presidente avrebbe riconfermato la famiglia Bongo al potere dopo oltre 50 anni di <strong>governo ininterrotto</strong>. Alcuni media locali hanno riportato scontri a fuoco durante la notte scorsa, mentre dal governo gabonese uscente non è giunta alcuna dichiarazione ufficiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Altre 15 vittime congolesi negli scontri dell&#8217;Ituri</h2>



<p>Almeno quindici&nbsp;persone hanno perso la vita&nbsp;in un attacco attribuito alle milizie&nbsp;della comunità <strong>Codeco</strong> (Cooperativa per lo sviluppo&nbsp;del&nbsp;Congo) in un villaggio di pescatori dell&#8217;Ituri, regione nel nord-est&nbsp;della <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-infinita-nellest-del-congo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Repubblica democratica&nbsp;del&nbsp;Congo</a>. Lo hanno confermato ai&nbsp;media fonti&nbsp;dell&#8217;esercito, secondo le quali&nbsp;l&#8217;attacco è durato &#8220;poco più di&nbsp;due ore e ha provocato la morte di&nbsp;almeno quindici&nbsp;persone&#8221;. Il governatore locale di&nbsp;Bahema Nord ha comunicato che le vittime includono nove civili, un militare e quattro miliziani&nbsp;Codeco, ma il bilancio sembra destinato ad aumentare data la gravità dei feriti. Codeco è una milizia che conta diverse migliaia di uomini e sostiene di proteggere la <strong>tribù Lendu</strong> da una tribù rivale, gli Hema, ma anche dalle <strong>forze armate regolari</strong> della Repubblica democratica del Congo. Gli attacchi da parte di Codeco e altre milizie sono ricorrenti in Ituri: solo la settimana scorsa altre 7 persone sono state uccise nella stessa area.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Yen in caduta libera: il potere d&#8217;acquisto giapponese ai minimi storici</h2>



<p>In base ai dati forniti dalla Banca centrale del Giappone, il tasso di cambio effettivo reale dello yen – che indica il potere d&#8217;acquisto e l&#8217;effettiva forza della moneta rispetto ad altre principali valute internazionali come l&#8217;euro o il dollaro – si è fermato a<strong> 74,31 in luglio</strong>. Il dato è fin troppo vicino al record al ribasso dell&#8217;<strong>ottobre scorso</strong>, quando lo yen si attestava a 73,7 punti. Quello di 10 mesi fa era il dato più basso registrato da Tokyo da settembre del 1970, quando la moneta era ancorata ad un tasso di cambio fisso di 360 sul dollaro. Il <strong>declino nel potere d&#8217;acquisto</strong> della moneta giapponese, che rende più costoso per il Paese importare beni essenziali come generi alimentari e risorse energetiche, segue dieci anni di sostanziale <strong>stagnazione dei prezzi</strong> e giunge in un contesto di <strong>politiche monetarie ultra-espansive</strong> da parte della Banca centrale del Giappone, inaugurate dopo la crisi finanziaria del 2008 e di fatto mai abbandonate, nonostante la maggioranza delle banche di emissione mondiali abbiano invertito la rotta già lo scorso anno, aumentando drasticamente i tassi di riferimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mosca a corto di munizioni si rivolge a Pyongyang per le forniture d&#8217;armi</h2>



<p>La Casa Bianca ha dichiarato di avere informazioni fondate che dimostrano che &#8220;il presidente russo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a> e il leader nordcoreano<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-kim-jong-un.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Kim Jong Un </a>stanno comunicando da mesi sulla <strong>fornitura di armi </strong>della Corea del Nord a Mosca e queste comunicazioni porteranno nelle prossime settimane all&#8217;invio da parte di Pyongyang di <strong>migliaia di munizioni </strong>e altri equipaggiamenti militari&#8221;. Il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale statunitense John Kirby ha rilasciato questa dichiarazione a poche settimane dall&#8217;ultima visita a Pyongyang del ministro della Difesa russo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sergej-shoigu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sergei Shoigu</a> durante la quale, secondo la Casa Bianca, Shoigu ha chiesto agli ufficiali nordcoreani di aumentare le vendite di munizioni a Mosca per il conflitto ucraino. Secondo quanto detto da Kirby, la Russia è alla ricerca di ulteriori proiettili d&#8217;artiglieria e altri materiali bellici per consolidare l&#8217;<strong>industria della difesa russa</strong>, a corto di forniture.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chi era Edward Bernays, il pubblicitario capace di manipolare le masse</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/edward-bernays-una-vita-dedicata-a-manipolare-le-masse.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 17:52:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[propaganda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1318" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1297132-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="New York, 85esima parata per il giorno del Ringraziamento" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1297132-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1297132-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1297132-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1297132-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1297132-1536x1054.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1297132-2048x1406.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Controllare, traviare e manipolare le masse non è mai stato semplice come oggi, ventunesimo secolo, tempo delle guerre ibride, delle infodemie, della biopolitica, del capitalismo della sorveglianza e del neuromarketing. Un tempo, quello contemporaneo, al quale appartengono fenomeni come le post-verità, la de-democratizzazione delle democrazie liberali e l&#8217;inebetimento delle masse tramite un panem et circenses &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/edward-bernays-una-vita-dedicata-a-manipolare-le-masse.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1318" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1297132-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="New York, 85esima parata per il giorno del Ringraziamento" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1297132-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1297132-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1297132-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1297132-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1297132-1536x1054.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Agenzia_Fotogramma_IPA1297132-2048x1406.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Controllare, traviare e manipolare le masse non è mai stato semplice come oggi, ventunesimo secolo, tempo delle guerre ibride, delle infodemie, della biopolitica, del capitalismo della sorveglianza e del neuromarketing. Un tempo, quello contemporaneo, al quale appartengono fenomeni come le post-verità, la de-democratizzazione delle democrazie liberali e l&#8217;inebetimento delle masse tramite un <em>panem et circenses</em> al cubo di huxleyana memoria.</p>
<p>La nostra è un&#8217;epoca indecifrabile, dove nulla è come appare, perché<span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;">tutto è o potrebbe essere una psico-arma – <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/telenovelas-e-cinema-le-nuove-armi-di-turchia-e-arabia-saudita.html">dalla musica all&#8217;intrattenimento</a> –, e dove nessuno è chi dice di essere, perché </span><span style="font-size: 1rem;">chiunque è o potrebbe essere un adulteratore del pensiero sotto mentite spoglie –<a href="https://www.vision-gt.eu/publications1/analytical-dossier/psyops-in-an-ever-changing-world-the-age-of-influencers/"> come gli influencer</a>. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Veri, unici e grandi vincitori di quest&#8217;era brulicante di miraggi e ircocervi saranno coloro che, risalendo al <em>Logos</em> nell&#8217;oceano delle post-verità, sapranno difendere la propria autonomia di pensiero dalla forza deindividuante e spoliativa della massificazione. E il segreto per vincere questa battaglia, mantenendo un &#8220;pensiero sovrano&#8221; (<em>sovereign thinking</em>) nell&#8217;età del comportamento e della morale del gregge, potrebbe celarsi nel vissuto di <strong>Edward Bernays</strong>, il padre dell&#8217;ingegneria del consenso e della società dei consumi.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/edward-bernays-una-vita-dedicata-a-manipolare-le-masse.html">Chi era Edward Bernays, il pubblicitario capace di manipolare le masse</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecco chi sono i migranti latinoamericani diretti negli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/ecco-chi-sono-i-migranti-latinoamericani-diretti-negli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2021 15:20:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/migranti-centro-america-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il vicepresidente americano Kamala Harris ha chiesto agli aspiranti migranti guatemaltechi di non provare ad entrare negli Stati Uniti illegalmente. Il viaggio, ha ricordato la Harris, è pericoloso, ne trarrebbero beneficio i trafficanti di esseri umani e gli stessi migranti verrebbero comunque (se scoperti) respinti dagli agenti di frontiera. Le dure parole della Harris, forse &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/ecco-chi-sono-i-migranti-latinoamericani-diretti-negli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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<h2>Le cifre</h2>
<p>Il Pew Research Center <a href="https://www.pewresearch.org/fact-tank/2021/04/13/key-facts-about-the-changing-u-s-unauthorized-immigrant-population/" target="_blank" rel="noopener">ha stimato</a> che, nel 2017, vivevano negli Stati Uniti circa <strong>10 milioni e mezzo</strong> di immigrati non autorizzati. Buona parte di questi ultimi era composta da persone nate in Messico, quasi cinque milioni oppure in America Centrale, poco meno di due milioni. Il numero di immigrati provenienti dall&#8217;America Centrale è aumentato significativamente, di ben dieci volte, tra il 1980 ed il 2017 e nazioni come El Salvador, Guatemala ed Honduras hanno contribuito più di altre a questo trend, con un tasso di crescita del 1.350 %. Negli ultimi tre anni l&#8217;85% dei migranti dell&#8217;America Centrale proveniva da Honduras, Guatemala ed El Salvador. Il numero di persone arrestate al confine tra Stati Uniti e Messico dallo U.S Border Patrol ha sfiorato i 97mila nel febbraio del 2021, il decimo mese consecutivo di incremento dopo che, nell&#8217;aprile del 2020, questa cifra aveva toccato uno dei suoi minimi storici (grazie alla chiusura dei confini dovuta alla pandemia) fermandosi a 16,182. Tra il febbraio del 2013 e quello del 2019 il numero di <strong>arresti mensili</strong> era raramente sceso al di sotto delle 30mila e non aveva praticamente mai superato le 60mila. Gli arresti possono concludersi con l&#8217;espulsione in Messico oppure con l&#8217;autorizzazione all&#8217;ingresso negli Stati Uniti. I dati forniti dal Customs and Border Protection, relativi all&#8217;aprile 2021, indicano che il 65 per cento delle famiglie ed il 15 per cento degli adulti soli sono stati fatti entrare negli Stati Uniti.</p>
<h2>Le motivazioni</h2>
<p>Corruzione,<strong> crimine</strong>, precarietà economica,<strong> violenza</strong> (ed anche) il cambiamento climatico <a href="https://www.cfr.org/in-brief/why-central-american-migrants-are-arriving-us-border">stanno spingendo</a> la migrazione dal centro america. La maggioranza dei cittadini del Guatemala e dell&#8217;Honduras vive sotto la soglia di povertà e molte persone lavorano nell&#8217;economia informale e sono dunque prive di protezione sociale. L&#8217;erosione delle libertà democratiche in questa parte del mondo ha provocato frustrazione e <strong>mancanza di prospettive</strong> tra gli abitanti mentre la pandemia ha reso evidenti le carenze della classe dirigente in ambito sanitario. Le nazioni prese in esame sono, inoltre, tra le più pericolose al mondo e sono colpite da un <strong>alto tasso di omicidi</strong> che in Honduras sono 38 ogni 100mila abitanti mentre ad El Salvador ed in Guatemala sono, rispettivamente, 20 e 15. La violenza è molto presente anche nelle abitazioni (abusi domestici) e poi c&#8217;è la piaga del reclutamento dei minori da parte delle bande criminali. La <strong>gang MS-13</strong>, ad esempio, operava con relativa impunità, nel 2018, in ben 248 municipalità sulle 262 di El Salvador e si contendeva il controllo dei quartieri con un altro gruppo, il Barrio 18. I politici erano costretti a chiedere il permesso alle gang per poter organizzare comizi in molti quartieri e nel centro di San Salvador, la capitale dello Stato, la distribuzione dei beni di consumo era sotto il loro controllo.</p>
<h2>Una via d&#8217;uscita</h2>
<p>L&#8217;Amministrazione Biden ha lanciato <strong>un piano</strong> da 4 miliardi di dollari per &#8220;favorire sicurezza e prosperità&#8221; in Honduras, Guatemala ed El Salvador e per cercare di affrontare &#8220;quei fattori che spingono le persone a lasciare i propri paesi&#8221;. Il piano, che sarà parzialmente finanziato con il denaro spettante alla detenzione per immigrati ed al muro di confine, è basato sulle tristi condizioni socioeconomiche dell&#8217;America Centrale ma, <a href="https://theconversation.com/money-alone-cant-fix-central-america-or-stop-migration-to-us-157953">secondo</a> l&#8217;ex presidente della Costa Rica Luis Guillermo Solis, potrebbe non avere successo. Solis è convinto del fatto che questi paesi abbiano bisogno di educazione, alloggi, di <strong>un sistema sanitario che funzioni</strong>, di strutture economiche in grado di attirare investimenti dall&#8217;estero e di <strong>un sistema sociale inclusivo</strong> che consenta alle persone di vivere senza paura.</p>
<p>Queste trasformazioni avrebbero però bisogno di istituzioni forti e di leader politici pronti a rispettarle. Si tratta di un&#8217;evenienza che, però, potrebbe non materializzarsi dato che i leader potrebbero mostrarsi meno cooperativi del previsto. Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno cercato di rafforzare la democrazia nella regione provando a facilitare le riforme del sistema giudiziario e le attività del settore agricolo e delle piccole imprese. L&#8217;amministrazione Obama ha investito milioni di dollari nella lotta alle droghe ed alle gang di strada, una delle ragioni che spinge i migranti a fuggire. Gli sforzi si sono però conclusi con una nulla di fatto e la stabilità dell&#8217;America Centrale sembra ancora lontana.</p>
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		<title>La guerra iniziata per un pugno di banane</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-guerra-iniziata-per-un-pugno-di-banane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 10:10:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[colpo-di-stato]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Banane-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Banane-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Banane-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Banane-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Banane-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Banane-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Banane-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Diamanti di sangue è il titolo di un celebre film del 2006 che ha messo l&#8217;opinione pubblica occidentale al corrente di un fenomeno sino ad allora relegato all&#8217;irrilevanza, quello del traffico e della commercializzazione di diamanti provenienti dai teatri di guerra. Un titolo simile potrebbe essere scelto per parlare degli accadimenti che hanno scosso l&#8217;America &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-iniziata-per-un-pugno-di-banane.html">[...]</a></p>
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<p>Le origini dell&#8217;industria bananiera nordamericana sono macchiate di sangue, il sangue di migliaia di persone che, a cavallo tra la fine del secolo breve e la metà del Novecento, sono morte sui campi di lavoro a causa dei turni estenuanti, sono state uccise durante gli scioperi e le occupazioni degli stabilimenti o, peggio, sono diventate vittime delle<strong> guerre delle banane</strong> (<em>Banana Wars</em>).</p>
<p>Banane come diamanti: si comprano nell&#8217;innocente ignoranza e nell&#8217;inconsapevolezza che dietro il percorso che ne ha permesso l&#8217;arrivo dalle terre esotiche e tropicali del Sud globale al reparto ortofrutta del supermercato si cela una storia di morte. È storia, anche se poco conosciuta, che l&#8217;intromissione degli <strong>Stati Uniti</strong> nelle guerre di indipendenza latinoamericane contro il decadente impero spagnolo fu legittimata sia ragioni di <em>realpolitik</em> (dottrina Monroe) che da appetiti economici, all&#8217;epoca coincidenti con la monopolizzazione della produzione bananiera, il petrolio del primo Novecento.</p>
<p>L&#8217;elenco dei Paesi che sono stati vittime dell&#8217;imperialismo del banane – un fenomeno che, sebbene meno pervasivo che in passato, è ancora perdurante, come dimostra il caso del colpo di stato in <strong>Honduras</strong> del 2009 – è veramente lungo e include, tra gli altri, Panama, Cuba, Repubblica Dominicana, Nicaragua, Messico, Haiti, Colombia e Guatemala. Ognuno dei suscritti, nel periodo di riferimento 1898-1954, ha subito gravi ingerenze da parte statunitense sotto forma di incursioni fulminee, invasioni di breve durata, omicidi mirati di politici e attivisti e, soprattutto, colpi di stato.</p>
<p>Fu grazie alle banane che gli Stati Uniti affinarono le loro abilità nel settore della guerra non convenzionale. Nel 1921, infatti, il corpo della Marina diede alle stampe &#8220;Il manuale delle piccole guerre&#8221; (<em>Small Wars Manual</em>), un testo di nicchia illustrante le varie tattiche e tecniche adoperate dagli strateghi statunitensi per sovvertire i governi scomodi del subcontinente.</p>
<p>Quel manuale sarebbe stato il punto di partenza verso l&#8217;elaborazione successiva di veri e propri documenti su come pilotare rivoluzioni, provocare colpi di stato, condurre operazioni psicologiche e scatenare guerre civili; in breve, le radici delle guerre ibride della nostra contemporaneità affondano nel contesto delle guerre delle banane. Del resto, quella che potrebbe essere definita la prima guerra ibrida della storia, o perlomeno una guerra ibrida <em>antelitteram</em>, è accaduta nel 1954, <span style="font-size: 1rem;">in <strong>Guatemala</strong>.</span></p>
<h2>Il contesto storico</h2>
<p>Stati Uniti, anni 1950. La guerra fredda con l&#8217;<strong>Unione Sovietica</strong> è ai primordi, ma politica, cultura e società la vivono con intensità ed ansietà, reduci dalla recente vittoria nella seconda guerra mondiale e memori di cosa avrebbe voluto fare il nazismo. I sentimenti imperanti, da Hollywood al Congresso, sono la paranoia e il sospetto: chiunque potrebbe essere un nemico, un infiltrato, una spia. Del resto, questi sono gli anni della paura rossa (<em>Red Scare</em>) e delle indagini di Fbi e Cia su <strong>Albert Einstein</strong> e <strong>Charlie Chaplin</strong>.</p>
<p>Lo spettro sovietico aleggia sull&#8217;Europa occidentale e sull&#8217;Asia, galvanizzato dalla rivoluzione maoista e dall&#8217;esito della guerra di Corea, e la dirigenza politica statunitense teme che il comunismo possa sbarcare a Washington con la complicità di attori, scrittori e scienziati, e sfruttare l&#8217;instabilità socio-politica che affligge il vicinato latinoamericano per dare il via ad un effetto domino.</p>
<p>La <strong>United Fruit Company</strong> (UFC), primo produttore ed esportatore mondiale di banane, riesce a strumentalizzare magistralmente l&#8217;anticomunismo spasmodico dell&#8217;epoca per convincere l&#8217;amministrazione Eisenhower ad avallare un colpo di stato in Guatemala, un protettorato informale della multinazionale sin dalla fine dell&#8217;Ottocento che, dopo aver abbattuto una dittatura militare filoamericana, si era incamminato verso la piena emancipazione politica.</p>
<h2>Il Guatemala contro la United Fruit Company</h2>
<p>L&#8217;incubo della United Fruit Company – oggi conosciuta come Chiquita – aveva un nome:<span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;"><strong>Juan Jacobo Arbenz Guzman</strong>. Asceta e pensatore proveniente dalle forze armate, seguace di una scuola di pensiero socialisteggiante e puramente autoctona, l&#8217;arevalismo, Guzman era stato eletto alla presidenza del Guatemala del 1951 promettendo che avrebbe posto fine al dominio della Ufc nella vita nazionale.</span></p>
<p><strong>Samuel Zemurray</strong>, il longevo direttore della compagnia, nella piena consapevolezza che Arbenz avrebbe potuto essere l&#8217;inizio della fine dell&#8217;impero delle banane, fungendo da modello per tutti quei movimenti di protesta anti-Ufc presenti nell&#8217;intero subcontinente, decise di trasformare una battaglia privata in un capitolo della guerra fredda – e ci riuscì, grazie all&#8217;effetto accecante esercitato dalla paura rossa sull&#8217;amministrazione Eisenhower, sull&#8217;opinione pubblica e sulla Cia.</p>
<p>Gli elementi fondamentali di ogni guerra sono il consenso del popolo attorno al leader, la dotazione di un esercito all&#8217;avanguardia, il supporto degli alleati e, possibilmente, la presenza di quinte colonne all&#8217;interno del territorio nemico. Zemurray si rivolse ad una serie di personalità influenti e abili per realizzare ognuno di quei punti, come <strong>Edward Bernays</strong>, padre fondatore dell&#8217;ingegneria del consenso, e <strong>Anastasio Somoza Garcia</strong>, dittatore del Nicaragua.</p>
<p>Sia Bernays che Somoza erano delle vecchie conoscenze di Zemurray. Il primo aveva curato la campagna pubblicitaria della Ufc negli anni &#8217;40, incrementandone le vendite nel mercato statunitense grazie a due idee brillanti: utilizzare volti noti dello spettacolo negli spot – una strategia che in seguito è stata eternizzata, in quanto adottata da ogni compagnia del mondo – e popolarizzare la convinzione che il consumo di banane abbia ricadute positive su corpo e salute. Somoza, invece, aveva supportato l&#8217;espansione della Ufc nel proprio Paese e nel resto dell&#8217;America centrale.</p>
<h2>Come si crea un nemico</h2>
<p>Bernays fu assoldato per convincere il Congresso e l&#8217;opinione pubblica che Arbenz costituisse una minaccia concreta alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Somoza fu contattato per spronare il vicinato mesoamericano ad isolare diplomaticamente il Guatemala e per reclutare combattenti da inserire in un movimento di liberazione – creato appositamente da Ufc e Cia – che la grande stampa avrebbe presentato come genuino ed autoctono.</p>
<p>Su idea di Bernays, Arbenz iniziò ad essere associato a <strong>Josif Stalin</strong>, conseguendo rapidamente gli obiettivi di diffondere panico nell&#8217;opinione pubblica americana e di creare un nemico credibile lungo i confini statunitensi. Se gli Stati Uniti non fossero intervenuti, Arbenz, un dittatore in divenire, <span style="font-size: 1rem;">avrebbe tentato di egemonizzare l&#8217;America centrale e convertirla al comunismo. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Zemurray, suggerito dall&#8217;abile stratega, pagò numerosi giornalisti per scrivere articoli contro Arbenz e curò la preparazione di dispacci anonimi, distorcenti la realtà dei fatti sul Guatemala, poi inviati alle redazioni di New York Times, Time, Washington Post ed Herald Tribune; quest&#8217;ultimo invitò i lettori a boicottare il paese come luogo di vacanze.</span></p>
<p>L&#8217;opera più mirabile di Bernays, però, fu “<em>Report on Guatemala</em>”, una relazione di 235 pagine, denunciante i legami (inesistenti) tra Arbenz e Stalin e distribuita ad ogni membro del Congresso americano nel 1953. La lettura di quel rapporto scioccò sia i senatori, come il repubblicano <strong style="font-size: 1rem;">Bourke Hickenlooper</strong>, colui che accusò il Guatemala di essere un <span style="font-size: 1rem;">&#8220;paese sovietico in America centrale&#8221;, che il neoeletto presidente <strong>Dwight Eisenhower</strong>, il quale diede istruzioni alla Cia di iniziare i preparativi per la detronizzazione di Arbenz. Fu l&#8217;inizio dell&#8217;</span>operazione PBSUCCESS.</p>
<h2>La caduta</h2>
<p>La detronizzazione di Arbenz fu celere e indolore. Il 1954 si aprì con l&#8217;inizio delle operazioni di boicottaggio economico, di sabotaggio delle infrastrutture e di manipolazione psicologica della popolazione guatemalteca, sullo sfondo di un crescente isolamento diplomatico per via del lobbismo degli Stati Uniti a livello internazionale e del Nicaragua a livello regionale.</p>
<p>Furono costituite delle stazioni <span style="font-size: 1rem;">radiofoniche in Honduras, Nicaragua e Repubblica Dominicana, per spronare i guatemaltechi a supportare la lotta dello movimento di liberazione fasullo, l&#8217;<strong>Esercito di Liberazione Nazionale</strong>, e convincerli del fatto che Arbenz fosse prossimo ad un auto-golpe per instaurare una dittatura comunista. Inoltre, in violazione dello spazio aereo guatemalteco, iniziarono ad essere impiegati aeroplani e altri velivoli per paracadutare </span><span style="font-size: 1rem;">messaggi antigovernativi </span><span style="font-size: 1rem;">sulle strade della capitale.</span></p>
<p>Tra marzo e maggio ebbe luogo un&#8217;importante operazione sotto falsa bandiera (<em>false flag</em>), ideata per servire da <em>casus belli</em> e privare Arbenz di ogni legittimità agli occhi della comunità internazionale: il ritrovamento lungo le coste honduregne e nicaraguensi di armi recanti lo marchio sovietico. Fu il punto di svolta. Il Guatemala venne accusato di condurre una corsa alle armi, in segreto e in combutta con il blocco comunista, e Nicaragua e Honduras siglarono un accordo di assistenza militare con gli Stati Uniti.</p>
<p>A cavallo tra il 17 e il 18 giugno, forti del consenso mondiale e di una popolazione impaurita e spaesata dalle operazioni psicologiche di Ufc e Cia, i soldati dell&#8217;Esercito di Liberazione Nazionale entrarono in Guatemala, avanzando rapidamente verso la capitale grazie alla copertura di fuoco garantita dall&#8217;aviazione americana. Abbandonato dalle forze armate e dall&#8217;elettorato, Arbenz rassegnò le dimissioni il 27 dello stesse mese.</p>
<h2>L&#8217;eredità inestinguibile del cambio di regime</h2>
<p>Nell&#8217;operazione di Cia e Ufc che ha condotto alla detronizzazione di Arbenz sono presenti tutti gli ingredienti delle guerre ibride che caratterizzano l&#8217;epoca contemporanea: manipolazione dell&#8217;opinione pubblica e distorsione della realtà per mezzo di terrorismo mediatico e bufale, sabotaggi contro le infrastrutture critiche, terrorismo, impiego di mercenari, lobbismo per spronare la comunità internazionale ad avallare il cambio di regime, o quantomeno ad accettarlo passivamente, ricorso a quinte colonne, demonizzazione del nemico e molto altro.</p>
<p>A distanza di 66 anni è possibile affermare che l&#8217;operazione PBSUCCESS abbia lasciato un&#8217;impronta indelebile nella storia delle guerre non convenzionali e abbia gettato le premesse per l&#8217;evoluzione ibrida del modo di fare la guerra. Guatemala 1954 è l&#8217;equivalente latinoamericano di Iran 1953 (<a href="https://it.insideover.com/politica/il-golpe-in-iran-del-53-fu-opera-della-cia.html">operazione Ajax</a>), lo spartiacque che ha spianato la strada ad un cambiamento epocale di cui sarebbe stata compresa la portata soltanto nei decenni successivi.</p>
<p>Nel caso iraniano lo spettro dell&#8217;operazione Ajax<a href="https://it.insideover.com/politica/stati-uniti-iran-le-ragioni-di-una-coesistenza-impossibile.html"> ha influenzato l&#8217;immaginario collettivo di intere generazioni</a> dell&#8217;area Medio Oriente e Nord Africa, galvanizzando i movimenti nazionalisti, sia laici che religiosi, e alimentando sentimenti di ostilità verso il blocco occidentale che hanno poi facilitato l&#8217;attecchimento inoltrato dell&#8217;islam politico e del jihadismo.</p>
<p>L&#8217;operazione PBSUCCESS, similmente, ha avuto dei riflessi sociali, culturali e politici nell&#8217;area Caraibi e America Latina che sono paragonabili a quelli esercitati dall&#8217;operazione Ajax nel mondo musulmano. La caduta di Arbenz, infatti, accelerò l&#8217;ascesa dei movimenti di sinistra nel subcontinente, in luogo di fermarla, dando il via ad una stagione quarantennale di guerriglie, insurrezioni e sforzi rivoluzionari, la cui eredità è ancora oggi visibile a Cuba e in Nicaragua.</p>
<p><a href="https://www.corriere.it/sette/esteri/20_ottobre_02/mario-vargas-llosa-la-fake-news-guatemala-cambio-sudamerica-d04b127e-0264-11eb-a582-994e7abe3a15.shtml">Secondo Mario Vargas Llosa</a>, premio Nobel per la letteratura ed ex politico peruviano, &#8220;se gli Stati Uniti <span style="font-size: 1rem;">non avessero distrutto il progetto democratico di Árbenz [&#8230;] Cuba non avrebbe avuto la conversione estrema che ha avuto e non ci sarebbe stata tanta guerriglia in Latino America. Non dimentichiamoci che in Guatemala c’era Guevara, [che] ebbe molta influenza su Fidel [Castro] quando [gli] disse che l’unica maniera di fare la rivoluzione era [di] distruggere l’esercito e stare con l&#8217;Unione Sovietica&#8221;.</span></p>
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		<title>I desaparecidos del Triangolo del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/i-desaparecidos-del-triangolo-del-nord</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 16:04:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="891" height="569" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Cattura-5.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Cattura-5.png 891w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Cattura-5-300x192.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Cattura-5-768x490.png 768w" sizes="auto, (max-width: 891px) 100vw, 891px" /></p>
<p>Honduras, El Salvador, Guatemala: il Triangolo del Nord. Una rete di paura e criminalità che coinvolge la vita di tre Paesi, con storie di sofferenza e dolore, ma anche di tenace speranza e di affetti ritrovati.</p>
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		<title>I desaparecidos del triangolo del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/il-triangolo-coming-soon.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 15:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/020LaDistancia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/020LaDistancia.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/020LaDistancia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/020LaDistancia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/020LaDistancia-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Negli ultimi quarant’anni nel cosiddetto Triangolo Del Nord, che include El Salvador, Honduras e Guatemala, la violenza fa parte della vita, come le periodiche eruzioni dei vulcani attivi in questa parte di mondo. Qui le persone non solo muoiono: spariscono.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/020LaDistancia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/020LaDistancia.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/020LaDistancia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/020LaDistancia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/020LaDistancia-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/il-triangolo-coming-soon.html">I desaparecidos del triangolo del Nord</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I desaparecidos del Triangolo del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/desaparecidos-centro-america.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2018 16:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Desaparecidos]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1772" height="1181" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/EDE0212.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/EDE0212.jpg 1772w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/EDE0212-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/EDE0212-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/EDE0212-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1772px) 100vw, 1772px" /></p>
<p>&#8220;Se non la troveremo entro la fine della giornata sarà perduta per sempre. Mi dispiace per sua madre”, commenta l’antropologo e criminologo forense Israel Ticas, mentre osserva l’impenetrabile vegetazione che lo circonda. Sta scavando tra i boschi in un&#8217;area sotto il controllo della Mara Salvatrucha per trovare Reina Isabella Sanchez, una giovane donna di vent’anni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/desaparecidos-centro-america.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1772" height="1181" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/EDE0212.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/EDE0212.jpg 1772w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/EDE0212-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/EDE0212-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/EDE0212-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1772px) 100vw, 1772px" /></p><p>&#8220;Se non la troveremo entro la fine della giornata sarà perduta per sempre. Mi dispiace per sua madre”, commenta l’antropologo e criminologo forense Israel Ticas, mentre osserva l’impenetrabile vegetazione che lo circonda. Sta scavando tra i boschi in un&#8217;area sotto il controllo della Mara Salvatrucha per trovare Reina Isabella Sanchez, una giovane donna di vent’anni scomparsa nel 2013. Reina era la ragazza di un poliziotto. Non verrà mai ritrovata (<strong><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/reportage/desaparecidos-centro-america.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Guarda il reportage completo</a></strong>).</p>
<p></p>
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		<title>Jimmy, il comico moralizzatore diventato presidente corrotto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/jimmy-comico-moralizzatore-diventato-presidente-corrotto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2017 08:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/7203138.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/7203138.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/7203138-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/7203138-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/7203138-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Se eleggi un pagliaccio, aspettati un circo» non è soltanto uno slogan. È piuttosto un monito, di discreta attualità anche nel nostro Paese sempre in grado di superarsi quando si tratta di scendere in basso quanto a scelte politiche «innovative». L&#8217;invito a riflettere arriva dal Guatemala. Due anni fa gli elettori della più classica «repubblica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/jimmy-comico-moralizzatore-diventato-presidente-corrotto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/7203138.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/7203138.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/7203138-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/7203138-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/7203138-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>«Se eleggi un pagliaccio, aspettati un circo» non è soltanto uno slogan. È piuttosto un monito, di discreta attualità anche nel nostro Paese sempre in grado di superarsi quando si tratta di scendere in basso quanto a scelte politiche «innovative». L&#8217;invito a riflettere arriva dal Guatemala. Due anni fa gli elettori della più classica «repubblica delle banane», infestata da una corruzione endemica e pervasiva, avevano sperato di fare un passo in avanti scegliendo per la carica di presidente un outsider che più outsider non si può: un comico famoso in tutto il Paese centroamericano per le sue sparate populiste ma soprattutto moraliste, il cui bersaglio preferito era la classe politica corrotta e ladrona.</p>
<p>Non che Jimmy Morales, questo il nome dell&#8217;ambizioso comico guatemalteco, avesse tutti i torti: nel 2015 le strade della capitale erano affollate di manifestanti esasperati dall&#8217;attitudine alla ruberia del presidente Otto Pérez Molina e della sua vice Roxana Baldetti, in seguito entrambi arrestati per corruzione quando ogni limite era stato superato. Morales, che nel frattempo era stato «illuminato» dall&#8217;idea folle di prendere il loro posto, poteva scatenarsi con l&#8217;ironia. Ed eccolo nel suo seguitissimo programma televisivo «Moralejas» prendere in giro improbabili candidati di fantasia che raccontano agli elettori «barcate di bugie», e farli oggetto di dosi massicce di moralismo spicciolo, ricordando ai reprobi della politica nazionale che «la gente non è stupida» e che «si accorge di quelli che vanno a dormire poveri e si risvegliano ricchi».</p>
<p>Trasfondendo questa retorica nella sua stessa campagna elettorale contro candidati veri, nell&#8217;ottobre 2015 Jimmy Morales trionfa alle presidenziali con un rotondissimo 67 per cento dei voti. È l&#8217;uomo anti-establishment che fa pulizia dei ladroni, il giustiziere dei corrotti, il vendicatore degli umiliati.</p>
<p></p>
<p>Pochi in Guatemala sembrano aver considerato che il personaggio è decisamente improbabile, che un comico può far ridere in teatro ma anche far piangere se collocato in un palazzo del potere. L&#8217;esasperazione e il bisogno di illudersi che il problema non sia nella corruzione di alcuni ma in quella diffusa a vari livelli in un popolo intero rende ciechi gli elettori, e il dado è tratto: Morales il clown diventa presidente e promette, naturalmente, onestà (questa la sentiamo ripetere in coro anche dalle nostri parti) e trasparenza nell&#8217;esclusivo interesse del pueblo.</p>
<p>Non trascorre molto tempo che la realtà si incarica di risvegliare dal sogno il pueblo medesimo. Dapprima il presidente-comico inizia a manifestare i segni dell&#8217;inettitudine a gestire il potere che era così bravo a evidenziare in Neto, il suo personaggio preferito di quando faceva il comico e basta. Successivamente sembra voler passare direttamente nel campo che dichiara di combattere. Succede infatti che il 27 agosto scorso Morales ordina l&#8217;espulsione dal Paese di un personaggio al quale avrebbe dovuto mostrare semmai gratitudine. Si tratta di Ivàn Velàsquez, un colombiano che dirige la missione dell&#8217;Onu incaricata di investigare sulla corruzione in Guatemala, e che ha svolto un ruolo decisivo nel processo che ha portato alla caduta di Pérez Molina e della Baldetti. Qual è la colpa di Velàsquez agli occhi del presidente moralizzatore? Di aver cercato di fargli togliere l&#8217;immunità dopo che è emerso che si era «dimenticato» di rendere pubblici 900mila dollari di contributi alla sua vittoriosa campagna elettorale. Via, sciò.</p>
<p>Quell&#8217;impiccione di colombiano stava facendo emergere verità molto scomode, che nel frattempo sono comunque diventate di pubblico dominio. In particolare che nel partito di Morales sarebbero confluiti una quantità di personaggi in precedenza implicati nei traffici più che sporchi dei suoi predecessori: traffici che avevano a che fare con fiumi di cocaina diretti negli States e che vedevano implicati decine di uomini d&#8217;affari non limpidissimi e tanti generali le cui mani in decenni di guerra civile si erano sporcate di molto sangue.</p>
<p></p>
<p>A questo punto il Parlamento guatemalteco non ha potuto fare a meno di occuparsi di una questione non esattamente inedita nel Paese: la corruzione del Numero Uno e la sua eventuale esautorazione per indegnità. E qui il Grande Moralizzatore e i suoi uomini hanno dato il meglio di sé. Approdata in aula, la raccomandazione di una commissione legislativa di togliere l&#8217;immunità al presidente necessitava in base alla legge di 105 voti favorevoli sui 129 deputati presenti: ne sono arrivati soltanto 25. Successivamente è stata tentata la strada di votare per l&#8217;avvio di una causa penale contro il presidente, ma anche qui solo 28 deputati hanno ritenuto che fosse il caso. Il fatto che nel Parlamento di Città del Guatemala il partito del presidente abbia la maggioranza assoluta non sembra avere un ruolo secondario nelle scelte di coscienza dei deputati.</p>
<p>L&#8217;opposizione grida alla «pugnalata contro il popolo», che in realtà si è pugnalato da solo due anni fa. La pagliacciata continua.</p>
<p><strong>Roberto Fabbri</strong></p>
<p></p>
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