<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Grecia Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/luoghi/grecia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/grecia</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 14 Oct 2026 16:04:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Grecia Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/grecia</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Guilfoyle, arrivano le dimissioni dell&#8217;ambasciatrice Usa: dal conto da 100 mila dollari ai viaggi con gli imprenditori greci</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/guilfoyle-arrivano-le-dimissioni-dellambasciatrice-usa-dal-conto-da-100-mila-dollari-ai-viaggi-con-gli-imprenditori-greci.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 16:04:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532411</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1010" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-1024x539.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-768x404.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-1536x808.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-600x316.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le richieste di denaro a un donatore, i rapporti con un lobbista e i viaggi privati: le contestazioni che hanno portato alla richiesta di dimissioni dell’ambasciatrice americana in Grecia. La decisione di Trump manda un segnale anche al proprio entourage.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/guilfoyle-arrivano-le-dimissioni-dellambasciatrice-usa-dal-conto-da-100-mila-dollari-ai-viaggi-con-gli-imprenditori-greci.html">Guilfoyle, arrivano le dimissioni dell&#8217;ambasciatrice Usa: dal conto da 100 mila dollari ai viaggi con gli imprenditori greci</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1010" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-1024x539.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-768x404.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-1536x808.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026101415590373_de4612271057fd0b7e2552d7279e78e0-e1791986418709-600x316.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Casa Bianca ha chiesto a <strong>Kimberly Guilfoyle</strong> di dimettersi dall’incarico di ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia. L’annuncio del 13 ottobre arriva dopo settimane di inchieste giornalistiche su presunte richieste di denaro, rapporti con interessi commerciali privati e comportamenti contestati durante il mandato. Guilfoyle, da anni vicina al presidente ed <strong>ex fidanzata di Donald Trump Jr.</strong>, respinge le accuse e sostiene di avere agito correttamente. (<a href="http://reuters.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">reuters.com</a>)</p>



<p>La vicenda riguarda un possibile intreccio fra relazioni personali, accesso al potere e attività diplomatica. Le rivelazioni hanno progressivamente spostato l’attenzione da Washington ad Atene, coinvolgendo un donatore repubblicano, un gruppo industriale greco e il suo lobbista. Il caso economicamente più eclatante risale a prima dell’insediamento in Grecia. Secondo il <em>Wall Street Journal</em>, mentre si preparava all’audizione di conferma al Senato, Guilfoyle avrebbe chiesto al sostenitore repubblicano <strong>Eric Deters </strong>di pagare un conto <strong>American Express da 100 mila dollari</strong>. Il quotidiano ha descritto messaggi nei quali la richiesta economica si accompagnava a contatti con funzionari dell’amministrazione per questioni fiscali e legali riguardanti Deters. (<a href="http://wsj.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">wsj.com</a>)</p>



<p>Deters, ex avvocato e personalità dei media conservatori, ha sostenuto in un’intervista ad ABC News che si trattasse di uno scambio: denaro in cambio di aiuto attraverso le relazioni politiche di Guilfoyle. Ha inoltre consegnato messaggi che attribuisce a lei. Il legale dell’ambasciatrice ne ha contestato l’autenticità e ha indicato che le somme richieste potessero riguardare compensi e rimborsi per attività professionali. Deters nega di essere debitore nei suoi confronti. (<a href="http://www-cdn.abcnews.com/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">www-cdn.abcnews.com</a>)</p>



<p>Il <strong>pagamento dei 100 mila dollari</strong>, secondo lo stesso Deters, non è stato effettuato. Questo elemento compare anche nella richiesta di accertamenti presentata dal deputato democratico Gregory Meeks. La contestazione riguarda dunque la presunta richiesta e il suo eventuale collegamento con favori politici, non un trasferimento di denaro già dimostrato. (<a href="http://democrats-foreignaffairs.house.gov/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">democrats-foreignaffairs.house.gov</a>)</p>



<p>Il secondo capitolo riguarda l’attività dell’ambasciatrice nei Balcani. Le inchieste di settembre del <em>Wall Street Journal </em>hanno descritto la promozione del gruppo greco Aktor, attivo nelle infrastrutture e nell’energia, e la presenza al fianco di Guilfoyle di <strong>Christos Marafatsos</strong>, lobbista della società. Sullo sfondo c’era la vendita di gas naturale liquefatto americano nell’Europa sudorientale. (<a href="http://wsj.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">wsj.com</a>)</p>



<p>A sollevare interrogativi era soprattutto il ruolo di Marafatsos negli incontri istituzionali. Partecipava come rappresentante di interessi commerciali privati oppure disponeva di una funzione autorizzata dall’amministrazione? I suoi interlocutori conoscevano i suoi clienti? Erano stati verificati eventuali conflitti d’interesse?</p>



<p>Sono le domande formalizzate dalla senatrice democratica Jeanne Shaheen in una lettera a <strong>Marco Rubio,</strong> pubblicata il 6 ottobre. Shaheen ha chiesto chiarimenti sulle autorizzazioni del lobbista, sulla dichiarazione dei suoi interessi e sull’eventuale accettazione, da parte dell’ambasciatrice, di trasporti, ospitalità o altri benefici offerti da Aktor o da soggetti privati. (<a href="http://foreign.senate.gov/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">foreign.senate.gov</a>)</p>



<p>A questo filone si sono aggiunte le rivelazioni sui viaggi. Il <em>Wall Street Journal </em>ha riferito di una registrazione realizzata a Davos, nel gennaio 2026, nella quale Guilfoyle parlava delle proprie relazioni con imprenditori greci mentre cercava di ottenere un invito a una cena con <strong>Eric Trump</strong>. Il racconto coinvolge Alexandros Exarchou, amministratore delegato di Aktor, per un volo privato, e l’armatore <strong>Nikolas Tsakos</strong> per viaggi e ospitalità, incluso un soggiorno a Parigi. (<a href="http://wsj.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">wsj.com</a>)</p>



<p>La questione dei viaggi assume rilievo perché riguarda rapporti con soggetti economici potenzialmente interessati all’attività diplomatica. La difesa di Guilfoyle sostiene però che l’ambasciatrice abbia chiesto e seguito le indicazioni del Dipartimento di Stato, rispettando le regole su doni e trasferimenti. I suoi legali respingono anche la ricostruzione del rapporto con Deters, sostenendo che le spettassero compensi per precedenti attività professionali. (<a href="http://it.euronews.com/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">it.euronews.com</a>)</p>



<p>Un ulteriore episodio riguarda <strong>una cena a marzo con il ministro greco dell’Energia, Stavros Papastavrou.</strong> Secondo la ricostruzione riportata da <em>Le Monde,</em> Guilfoyle avrebbe evocato la possibilità americana di provocare cambiamenti di governo, facendo riferimento alla <strong>Romania</strong>. Il suo avvocato ha contestato il racconto; anche il governo greco ha negato di avere ricevuto minacce. L’episodio rimane controverso e non dimostra un’ingerenza statunitense nella politica romena. (<a href="http://lemonde.fr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lemonde.fr</a>)</p>



<p>Il 10 ottobre Meeks ha chiesto all’ispettorato generale del Dipartimento di Stato un’indagine sui rapporti con il donatore e con gli interessi commerciali coinvolti, sollecitando separatamente una testimonianza di Guilfoyle sotto giuramento. Le contestazioni erano così diventate oggetto di richieste formali di controllo parlamentare. (<a href="http://democrats-foreignaffairs.house.gov/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">democrats-foreignaffairs.house.gov</a>)</p>



<p>Il 12 ottobre Trump ha dichiarato pubblicamente di valutare la rimozione dell’ambasciatrice. Il giorno successivo la Casa Bianca le ha chiesto di lasciare l’incarico. <strong>Guilfoyle ha ribadito di voler difendere il proprio nome e la propria integrità.</strong> (<a href="http://reuters.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">reuters.com</a>, <a href="http://wsj.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">wsj.com</a>)</p>



<p>È su questa decisione che si misura la responsabilità politica di Trump. Le accuse richiedono accertamenti e la difesa dell’ambasciatrice deve essere ascoltata. Ma un presidente deve anche valutare se un proprio rappresentante conservi la fiducia necessaria a svolgere un incarico così delicato. Chiedendo le dimissioni di una persona appartenente da anni al suo mondo politico e personale, Trump ha mostrato di saper prendere una decisione scomoda anche verso il proprio entourage. È un segnale di imparzialità che merita di essere riconosciuto: l<strong>a vicinanza al presidente non ha garantito l’intoccabilità.</strong> La forza di un leader emerge anche quando deve correggere una propria scelta. Rompere con persone vicine significa accettare un costo politico e personale. In questo caso, Trump ha dimostrato di conservare quella libertà di giudizio.</p>



<p>Per il movimento conservatore, però, il passaggio successivo è altrettanto importante. Adesso deve arrivare il momento della competenza. Le nomine devono premiare preparazione, conoscenza dei dossier, capacità negoziale e rispetto delle responsabilità istituzionali. La lealtà politica conta, ma da sola non basta a qualificare una persona per un incarico pubblico.</p>



<p>Chi rappresenta gli Stati Uniti deve sapere quali interessi sta difendendo, rendere trasparenti i propri rapporti e rispondere del proprio operato. La notorietà&nbsp; può aprire una porta; la professionalità deve giustificare la permanenza nell’incarico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/guilfoyle-arrivano-le-dimissioni-dellambasciatrice-usa-dal-conto-da-100-mila-dollari-ai-viaggi-con-gli-imprenditori-greci.html">Guilfoyle, arrivano le dimissioni dell&#8217;ambasciatrice Usa: dal conto da 100 mila dollari ai viaggi con gli imprenditori greci</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Atene blindata per Rubio: il discorso alla Pnice, l&#8217;asse con Israele e le proteste represse</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/atene-blindata-per-rubio-il-discorso-alla-pnice-lasse-con-israele-e-le-proteste-represse.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 09:42:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=531875</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra l'intesa antiterrorismo, il sostegno all'asse Grecia-Israele e il discorso agli alleati europei, la tappa ateniese di Rubio ha avuto come sfondo una città blindata, con fermi preventivi a manifestanti e giornalisti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/atene-blindata-per-rubio-il-discorso-alla-pnice-lasse-con-israele-e-le-proteste-represse.html">Atene blindata per Rubio: il discorso alla Pnice, l&#8217;asse con Israele e le proteste represse</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo sfondo dorato del Partenone trasformato nel <strong>palcoscenico ideologico del potere statunitense.</strong> È sulla collina della Pnice, affacciata sull’Acropoli e sul celebre tempio che domina Atene, che <strong>Marco Rubio</strong> ha infatti tenuto la conferenza stampa in occasione della sua visita in Grecia il 7 ottobre. Un discorso in cui il Segretario di Stato USA si è rivolto all&#8217;intera Europa per ribadire <strong>le direttrici del movimento conservatore statunitense</strong> e per tracciare la direzione che l’Occidente, secondo Washington, dovrebbe assumere nello scenario globale contemporaneo. Il tutto<strong> in una città blindata</strong>, il cui centro è stato convertito in <strong>un&#8217;area ad altissima sicurezza</strong>, provocando dure contestazioni di piazza e accese polemiche tra le forze politiche greche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Atene e Washington rafforzano la partnership su difesa, energia e sicurezza</strong></h2>



<p>La Grecia è stata <strong>la seconda tappa di un tour europeo del Segretario di Stato americano </strong>iniziato in Islanda e che si concluderà l’8 ottobre in Portogallo. Rubio ha guidato la delegazione statunitense per il sesto Dialogo Strategico USA-Grecia, con l’obiettivo di rafforzare la partnership dei due Paesi su aspetti come la cooperazione in materia di difesa —&nbsp;che, come ricordato dal Ministro degli esteri greco <strong>Giōrgos Gerapetritīs</strong>, «ha raggiunto livelli senza precedenti» —&nbsp;e la sicurezza regionale ed energetica. Rispetto a quest’ultimo piano, Rubio ha sottolineato come l&#8217;espansione del <strong>Corridoio Verticale del Gas </strong>abbia consolidato la posizione della Grecia come hub energetico e facilitato l&#8217;aumento delle esportazioni di GNL dagli Stati Uniti verso l&#8217;Europa. </p>



<p>Mentre in materia di sicurezza nell’area, il leader statunitense ha affermato che «la Grecia è particolarmente esposta» a migrazioni di massa, tratta e terrorismo, annunciando un Memorandum d&#8217;intesa che prevede più scambio di informazioni antiterrorismo tra le forze dell&#8217;ordine e una cooperazione «più proattiva». Il rischio da evitare, ha aggiunto, è che «la culla dell&#8217;Occidente» sia minacciata da «decisioni sbagliate» e inerzie.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Rubio invita l&#8217;Europa a «riaccendere il fuoco»</strong></h2>



<p>Ma è dalla storica collina dell’assemblea ateniese che Rubio ha tenuto un discorso, intriso di retorica e indirizzato a tutti gli alleati europei, in cui ha celebrato <strong>il ruolo dell&#8217;antica Grecia nel plasmare la civiltà occidentale </strong>—&nbsp; e, di riflesso, quella statunitense —, e l’organizzazione della vita civile «attorno alla competizione, all&#8217;ambizione, alla contesa» in quella che era «una lotta perpetua per essere i migliori, i più forti, i più belli». Il politico di origine cubane ha soprattutto <strong>criticato quella che definisce la debolezza dell’Occidente, </strong>e ha esortato l’Europa a «risvegliarsi dal suo letargo» e «riaccendere il fuoco che fu acceso qui millenni fa».</p>



<p>Non sono mancati i riferimenti ai fasti del passato italiano e alla cristianità, il cui emblema sono «le cattedrali di Milano, Colonia e Firenze» e il genio di Michelangelo.&nbsp;«Oggi, ci troviamo a un bivio. Perché il prossimo decennio e le decisioni che prenderemo scriveranno la storia del prossimo secolo. Il percorso che intraprenderemo determinerà se l&#8217;Occidente manterrà il suo posto al vertice del mondo o si rassegnerà a un futuro di atrofia, servitù e declino. <strong>Sceglieremo di agire ora o perderemo del tutto la possibilità di agire</strong>», sono state le sue parole. Rubio ha sostenuto che la Grecia è al centro di una trasformazione in linea con le direttrici tracciate dagli Stati Uniti e si è augurato che tutta l&#8217;Europa segua l’esempio del Paese ellenico perché «ci troviamo a un punto di svolta: un punto di svolta non solo nella storia della mia nazione, ma in quella di tutta la nostra civiltà».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Rubio agli alleati: ricostruire eserciti e industrie</strong></h2>



<p>Nel discorso di Atene, Rubio ha inoltre posto <strong>la dimensione bellica al centro della propria riflessione strategica</strong>, liquidando l&#8217;idea che le istituzioni sovranazionali abbiano cancellato le rivalità geopolitiche. «La guerra non è scomparsa semplicemente perché abbiamo preferito la pace», ha ammonito il Segretario di Stato, accusando l&#8217;Occidente di essersi cullato nell&#8217;illusione del pacifismo mentre gli Stati rivali continuavano ad armarsi e ad avanzare. Secondo Rubio, le democrazie occidentali si sono rese colpevoli di aver delocalizzato le industrie e «lasciato che i nostri eserciti si indebolissero e decadessero». </p>



<p>In un contesto segnato a suo dire dalla rinnovata competizione tra grandi potenze, è necessario «ricostruire le nostre istituzioni e le nostre alleanze per affrontare insieme queste minacce». Sul piano pratico, questo richiamo alle armi riflette la strategia dell&#8217;amministrazione Trump: da un lato la corsa per il predominio statunitense nei settori della difesa, dei droni e delle tecnologie belliche; dall&#8217;altro<strong>l&#8217;imperativo rivolto agli alleati della NATO a seguire l&#8217;esempio della Grecia</strong>, accelerando sulla spesa militare fino alla soglia del 5% del PIL per evitare il declino e la subordinazione dell&#8217;Occidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Washington guarda con favore all&#8217;asse tra Grecia e Israele</strong></h2>



<p>Proprio in riferimento alle minacce evocate dal capo della diplomazia statunitense, incarnate in particolare dall’Iran di cui Rubio ha parlato anche <a href="https://www.ekathimerini.com/politics/foreign-policy/1317517/us-and-greek-interests-overlap/">in un’intervista rilasciata al quotidiano greco Kathimerini,</a> nel corso della visita ad Atene è stato ribadito come Washington veda con grande favore <strong>l’intesa strategica e militare tra la Grecia e Israele.</strong> Il Paese mediterraneo ha infatti ha sviluppato una stretta collaborazione in materia di difesa con lo Stato ebraico, considerata dagli Stati Uniti un elemento positivo per la stabilità dell&#8217;intera regione. Sul piano operativo, la convergenza tra i due Paesi si riflette anche negli armamenti: la Grecia ha formalmente richiesto agli Stati Uniti specifiche munizioni per i suoi futuri caccia F-35, comprese alcune delle stesse dotazioni fornite dalle forze armate americane a Israele.</p>



<p>«Il nostro rapporto con Israele è importante. È profondo, è storico. Vi parlo oggi nel terzo anniversario di uno degli attacchi terroristici più orribili di sempre, che ha davvero cambiato il mondo, non solo Israele. Quindi è un rapporto importante e in cui investiamo», ha affermato Rubio, rimarcando come la Grecia abbia cercato di svolgere un ruolo simile in questo senso.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Vietati i raduni, fermi preventivi al presidio per la Palestina</strong></h2>



<p>Ed è stato proprio il legame con Israele e la situazione nell’Asia occidentale a generare attriti significativi all&#8217;interno della società civile greca. In concomitanza con la visita di Rubio ad Atene era stata convocata <strong>presso il Freedom Park una manifestazione di protesta contro le azioni militari israeliane nei territori palestinesi. </strong>Le autorità greche hanno tuttavia vietato tutti i raduni nel centro cittadino per motivi di sicurezza, procedendo a fermi preventivi di manifestanti greci, di un cittadino palestinese residente ad Atene e di giornalisti presenti sul posto per documentare l&#8217;evento.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This is the moment today when I and fellow journalist <a href="https://x.com/Alexis_Daloumis?ref_src=twsrc%5Etfw">@Alexis_Daloumis</a> were taken into custody by Greek police because we showed up at Freedom Park in central Athens to cover a protest against Israel&#39;s genocide in Palestine.<br><br>The protest did not take place because, in the early… <a href="https://t.co/QXSEd5jur1">pic.twitter.com/QXSEd5jur1</a></p>&mdash; Dimitri Lascaris (@dimitrilascaris) <a href="https://x.com/dimitrilascaris/status/2107952822897504712?ref_src=twsrc%5Etfw">October 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p> <a href="https://x.com/dimitrilascaris/status/2107952822897504712?s=20">Sulla piattaforma X, il giornalista Dimitri Lascaris ha denunciato</a> il proprio arresto arbitrario avvenuto ad Atene insieme al collega Alexis Daloumis e ad altri manifestanti. La misura repressiva, secondo il reporter, ha colpito persone innocenti che intendevano semplicemente documentare o partecipare a <strong>un presidio di protesta contro il genocidio in Palestina.</strong> I fermati sono stati condotti al distretto centrale di polizia e trattenuti forzatamente per diverse ore, venendo poi rilasciati senza che venisse formalizzata alcuna accusa o contestazione di reato.</p>



<p>«Saluti dall&#8217;Atene occupata. Mentre Marco Rubio ci fa visita, ci hanno rifilato un nuovo lockdown», è stato il commento sarcastico dell’ex Ministro delle Finanze greco <strong>Yanis Varoufakis.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="el" dir="ltr">Χαιρετίσματα από την Κατεχόμενη Αθήνα. Ενώ ο Μάρκο Ρούμπιο μας επισκέπτεται, μας βρήκε νέο λόκνταουν. Το αφεντικό των αφεντικών μας θέλει να αισθάνεται ασφαλής καθώς επιθεωρεί τα στρατεύματά του. Κάποια μέρα θα είμαστε και πάλι ελεύθεροι. Όχι όμως σήμερα. <a href="https://t.co/oHEIp87alW">https://t.co/oHEIp87alW</a></p>&mdash; Yanis Varoufakis (@yanisvaroufakis) <a href="https://x.com/yanisvaroufakis/status/2107731689342738742?ref_src=twsrc%5Etfw">October 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p><a href="https://www.state.gov/secretary-travel/secretary-rubios-travel-to-iceland-greece-and-portugal-october-5-8-2026">https://www.state.gov/secretary-travel/secretary-rubios-travel-to-iceland-greece-and-portugal-october-5-8-2026</a></p>



<p><a href="https://www.ekathimerini.com/politics/foreign-policy/1317517/us-and-greek-interests-overlap">https://www.ekathimerini.com/politics/foreign-policy/1317517/us-and-greek-interests-overlap</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/atene-blindata-per-rubio-il-discorso-alla-pnice-lasse-con-israele-e-le-proteste-represse.html">Atene blindata per Rubio: il discorso alla Pnice, l&#8217;asse con Israele e le proteste represse</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo Scudo di Achille israeliano che difenderà i cieli della Grecia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lo-scudo-di-achille-israeliano-che-difendera-i-cieli-della-grecia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 04:46:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Rafael]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=528055</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229074316642_6beb53ab4c99e6e2dfed90aae9718e3e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229074316642_6beb53ab4c99e6e2dfed90aae9718e3e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229074316642_6beb53ab4c99e6e2dfed90aae9718e3e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229074316642_6beb53ab4c99e6e2dfed90aae9718e3e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229074316642_6beb53ab4c99e6e2dfed90aae9718e3e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229074316642_6beb53ab4c99e6e2dfed90aae9718e3e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229074316642_6beb53ab4c99e6e2dfed90aae9718e3e-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Israele e Grecia avviano il contratto per lo "Scudo di Achille", un sistema da difesa aerea multilivello totalmente israeliano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lo-scudo-di-achille-israeliano-che-difendera-i-cieli-della-grecia.html">Lo Scudo di Achille israeliano che difenderà i cieli della Grecia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229074316642_6beb53ab4c99e6e2dfed90aae9718e3e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229074316642_6beb53ab4c99e6e2dfed90aae9718e3e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229074316642_6beb53ab4c99e6e2dfed90aae9718e3e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229074316642_6beb53ab4c99e6e2dfed90aae9718e3e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229074316642_6beb53ab4c99e6e2dfed90aae9718e3e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229074316642_6beb53ab4c99e6e2dfed90aae9718e3e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241229074316642_6beb53ab4c99e6e2dfed90aae9718e3e-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Israele</strong> <a href="https://www.israelnationalnews.com/news/432483">costruirà </a>un sistema multilivello di difesa aerea per la <strong>Grecia </strong>del valore di 3,035 miliardi di euro in quello che è il più grande contratto di esportazione di armamenti nella storia delle relazioni tra Atene e Tel Aviv. Lo “<strong>Scudo di Achille</strong>”, così si chiama il sistema, combina i vettori intercettori <strong>David&#8217;s Sling, BARAK MX e SPYDER</strong> insieme a radar di produzione israeliana e un sistema di comando nazionale progettato per contrastare missili balistici, aerei e droni. Atene ha precisato che 19 aziende nazionali sono già coinvolte, con un contributo di oltre 750 milioni di euro, e che sono previsti piani per la creazione di una base produttiva in Grecia in grado di esportare le attrezzature.</p>



<p>L&#8217;accordo è il culmine di un partenariato di sicurezza in rapida espansione tra i due Paesi. A gennaio, Grecia e Israele hanno concordato di ampliare la cooperazione in materia di sciami di droni e veicoli sottomarini, minacce informatiche, esercitazioni militari e tecnologie di difesa. Questa iniziativa si inserisce nell&#8217;ambito della <strong>Agenda 2030</strong> greca: un&#8217;ampia riforma militare volta a modernizzare le forze armate e a incrementare la produzione di armamenti a livello nazionale.</p>



<p>Il 23 luglio di quest&#8217;anno, il ministro della Difesa greco, <strong>Nikos Dendias,</strong> <a href="https://breakingdefense.com/2026/07/greece-approves-over-3-4b-in-air-defenses-for-achilles-shield/">aveva annunciato</a> che il governo aveva approvato l&#8217;acquisto di sistemi di difesa aerea per un valore iniziale di oltre 3 miliardi di euro (3,4 miliardi di dollari), menzionando anche l&#8217;approvazione, tra una lista di acquisizioni pianificate, di droni americani e israeliani e aerei da trasporto di fabbricazione brasiliana <a href="https://it.insideover.com/difesa/dopo-altri-13-paesi-anche-la-colombia-acquista-il-kc-390-brasiliano.html">Embraer C-390</a>.</p>



<p>L&#8217;intero progetto dello Scudo di Achille dovrebbe essere pronto <strong>entro 35 mesi</strong> ed è pensato per integrarsi nella rete di difesa aerea greca già esistente, che comprende i sistemi missilistici statunitensi Patriot PAC-2 e i russi S-300PMU1 per il lungo raggio, supportati dai sistemi francesi Crotale NG, russi Tor-M1 e altri sistemi missilistici terra-aria come gli Osa-AK. Sebbene questo arsenale offra diversi livelli di ingaggio, la sua diversità crea sfide in termini di logistica, manutenzione, supporto software e interoperabilità, soprattutto in considerazione della crescente <strong>transizione delle Forze Armate elleniche verso sistemi di comunicazione e combattimento compatibili con la NATO.</strong> Inoltre, i sistemi di fabbricazione russa sono ormai diventati obsoleti per gli standard dell&#8217;Alleanza, e Atene già a partire da novembre 2024 <a href="https://www.armyrecognition.com/archives/archives-land-defense/land-defense-2024/greece-to-transfer-s-300-and-tor-m1-air-defense-systems-to-armenia-instead-of-ukraine-in-strategic-shift">ha cominciato a trasferirli all&#8217;Armenia</a>, avendo intrapreso la strada di affidarsi ai sistemi israeliani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La prospettiva NATO</h2>



<p>Il sistema Scudo di Achille è quindi importante per Atene non solo perché aggiunge missili di nuova generazione, ma anche perché andrà a creare una <strong>rete difensiva più omogenea</strong>, in grado di rilevare, classificare e ingaggiare diverse tipologie di minacce aeree all&#8217;interno dello stesso quadro operativo.</p>



<p>Il sistema israeliano, come detto, è composto dalla famiglia SPYDER di <strong>Rafael </strong>per la difesa a corto raggio, dal BARAK MX di <strong>Israel Aerospace Industries</strong> per ingaggi a medio e lungo raggio e dal David&#8217;s Sling di Rafael per lo strato difensivo superiore, sebbene la configurazione finale e le quantità dipenderanno dagli accordi firmati. Lo SPYDER fornisce un sistema mobile efficace contro aerei, elicotteri, missili da crociera e velivoli a pilotaggio remoto, mentre il BARAK MX offre una famiglia modulare di intercettori a lancio verticale progettati per coprire diverse distanze di ingaggio, comprese varianti a lungo raggio che, secondo alcune fonti, raggiungono circa 150 km. Questa combinazione consentirebbe alle forze greche di creare zone difensive sovrapposte attorno a basi aeree, installazioni navali, centri di comando e infrastrutture critiche, aumentando al contempo le opportunità di intercettare le minacce in arrivo prima che raggiungano i loro obiettivi. </p>



<p>Il David&#8217;s Sling – utilizzato insieme ad <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/funziona-iron-dome-sistema-antimissile-israele.html">Iron Dome</a> e ai vettori della serie Arrow in Israele per la difesa aerea antimissile e antidrone – potrebbe fornire il miglioramento più significativo contro le minacce missilistiche avanzate. Sviluppato da Rafael con il coinvolgimento degli Stati Uniti, il sistema utilizza l&#8217;intercettore Stunner ed è stato progettato per contrastare bersagli impegnativi, tra cui missili balistici tattici, razzi di grosso calibro e missili da crociera, a distanze maggiori rispetto alle armi di difesa di punto convenzionali.</p>



<p>Il valore assoluto della nuova architettura missilistica da difesa aerea greca dipenderà però dal <strong>livello di integrazione</strong> con altri assetti come i radar, i centri di comando ed eventuali altri sensori di scoperta e tracciamento a lungo raggio, di cui la NATO è dotata. La <strong>scoperta precoce</strong> e le <strong>capacità di tracciamento</strong> sono infatti due elementi fondamentali dell&#8217;efficacia della <em>kill chain</em> di un sistema da difesa aerea: quanto più velocemente si riesce a scoprire una minaccia e quanto più precisamente si riesce a tracciarne la traiettoria, tanto più alte saranno le probabilità di eliminarla. </p>



<p>Per la NATO, la nuova architettura di difesa aerea greca potrebbe rafforzare la copertura lungo il <strong>fianco sudorientale</strong> dell&#8217;Alleanza e proteggere meglio basi aeree, porti, centri logistici e vie di rifornimento nel Mediterraneo orientale, ma solo se efficacemente integrata con le sue reti di sorveglianza e comando aereo. I nuovi radar e gli intercettori greci potrebbero contribuire a una maggiore copertura sensoristica, a maggiori opportunità di ingaggio e a una maggiore resilienza contro missili da crociera, missili balistici e attacchi su larga scala con droni. <strong>Dopo la <a href="https://it.insideover.com/difesa/germania-capacita-operativa-iniziale-per-i-missili-arrow-3.html">Germania</a>, la Grecia è il secondo Paese europeo e della NATO ad affidarsi ad almeno un sistema di difesa aerea di fabbricazione israeliana.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lo-scudo-di-achille-israeliano-che-difendera-i-cieli-della-grecia.html">Lo Scudo di Achille israeliano che difenderà i cieli della Grecia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nanosatelliti, droni e IA: la lotta agli incendi, in Grecia, comincia dallo spazio</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/grecia-satelliti-ai-rilevamento-incendi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 05:07:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Incendi]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=524788</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="836" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/forest-fire-pixabay.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Incendio (pixabay)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/forest-fire-pixabay.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/forest-fire-pixabay-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/forest-fire-pixabay-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/forest-fire-pixabay-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/forest-fire-pixabay-600x392.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Grazie a una rete di nanosatelliti e all'intelligenza artificiale, Atene è in grado di individuare dallo spazio anche i focolai più piccoli in tempo reale. Il progetto, finanziato dall'Ue con 200 milioni di euro, punta a diventare il nuovo modello di prevenzione per tutto il continente</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/grecia-satelliti-ai-rilevamento-incendi.html">Nanosatelliti, droni e IA: la lotta agli incendi, in Grecia, comincia dallo spazio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="836" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/forest-fire-pixabay.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Incendio (pixabay)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/forest-fire-pixabay.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/forest-fire-pixabay-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/forest-fire-pixabay-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/forest-fire-pixabay-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/forest-fire-pixabay-600x392.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><strong>La lotta agli incendi boschivi</strong> entra in una fase completamente diversa e Atene ha deciso di farlo puntando su una tecnologia che, fino a pochi anni fa, apparteneva soprattutto ai programmi spaziali e militari. <strong>La Grecia</strong> è infatti il primo Paese <a href="https://www.euronews.com/2026/06/30/greece-is-leading-the-world-in-wildfire-prevention-thanks-to-satellites-and-ai" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ad aver integrato una costellazione di satelliti dedicata all&#8217;interno del proprio sistema nazionale antincendio</a>, inaugurando un modello che potrebbe diventare un riferimento per molti altri Stati europei chiamati a fronteggiare estati sempre più lunghe, temperature record e incendi in costante aumento.</p>



<p>Il fulcro del progetto è costituito da <strong>quattro nanosatelliti</strong> sviluppati dall&#8217;azienda tedesca <strong>OroraTech</strong> e lanciati in orbita terrestre bassa nel maggio 2026. Pur avendo dimensioni ridotte &#8211; inferiori a quelle di un normale bagaglio a mano &#8211; questi satelliti sono equipaggiati con <strong>sensori termici ad alta sensibilità</strong> in grado di individuare focolai estremamente piccoli, fino a circa quattro metri di diametro. Si tratta di <strong>una capacità di osservazione molto superiore rispetto ai tradizionali sistemi satellitari</strong> impiegati finora, che generalmente riescono a rilevare soltanto incendi già sviluppati e quindi molto più difficili da contenere.</p>



<p>La vera novità, però, non riguarda soltanto la qualità delle immagini raccolte: l&#8217;intero sistema è progettato per <strong>trasformare i dati provenienti dallo spazio in informazioni operative</strong> immediatamente utilizzabili dai vigili del fuoco. Ogni rilevazione viene infatti elaborata da algoritmi di intelligenza artificiale che analizzano la firma termica dell&#8217;evento, verificano se si tratta realmente di un incendio e inviano quasi in tempo reale ai centri di comando un rapporto completo con posizione, dimensioni e intensità del focolaio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Greece is leading the world in wildfire detection thanks to EU-funded satellites and AI" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/R2FjodvZ2pc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_R2FjodvZ2pc");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come l’AI riduce i falsi allarmi e aiuta a decidere dove intervenire</strong></h2>



<p>Uno dei principali limiti delle tecnologie di osservazione tradizionali è rappresentato dai <strong>falsi positivi</strong>: superfici rocciose surriscaldate dal sole, tetti industriali, pannelli fotovoltaici o altre fonti di calore possono infatti essere scambiate per principi di incendio, costringendo i servizi di emergenza a verifiche inutili e disperdendo risorse preziose. Per evitare questo problema, la piattaforma sviluppata da OroraTech utilizza modelli di AI addestrati proprio a <strong>distinguere le anomalie termiche naturali o artificiali dai veri incendi</strong>. Solo dopo questa fase di validazione gli allarmi vengono trasmessi alle autorità competenti, riducendo il rischio di interventi superflui e aumentando l&#8217;affidabilità complessiva del sistema.</p>



<p>L&#8217;obiettivo non è sostituire il lavoro delle squadre antincendio, ma fornire ai responsabili operativi <strong>un quadro molto più preciso della situazione sul territorio</strong>. Quando sono presenti più incendi contemporaneamente, infatti, la priorità diventa capire quali rappresentino la minaccia maggiore e quali possano invece essere monitorati senza impiegare immediatamente uomini e mezzi. Il sistema integra inoltre <strong>modelli previsionali che simulano l&#8217;evoluzione dell&#8217;incendio</strong> e consentono di valutare dove convenga concentrare le squadre di intervento prima che la situazione peggiori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché la Grecia investe nello spazio per difendersi dagli incendi</strong></h2>



<p>La scelta di <a href="https://it.insideover.com/economia/la-grecia-degli-armatori-un-potere-globale-sui-mari-e-uno-stato-fragile-alle-spalle.html">Atene</a> nasce da un&#8217;esperienza diretta maturata negli ultimi anni. Il Paese mediterraneo è infatti tra quelli europei <strong>maggiormente esposti agli incendi boschivi</strong>, fenomeno aggravato dall&#8217;aumento delle temperature e dalle sempre più frequenti ondate di calore. <strong>Il 2024 è stato l&#8217;anno più caldo mai registrato in Grecia</strong>, mentre il 2025 si è collocato al terzo posto della serie storica. Allo stesso tempo, il Paese ha dovuto affrontare <strong>alcuni degli <a href="https://it.insideover.com/societa/i-canadair-di-roma-al-fianco-della-grecia-contro-gli-incendi-legemonia-italiana-nella-risposta-ai-disastri.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incendi</a> più estesi e distruttivi d&#8217;Europa</strong>, con conseguenze pesanti per le comunità locali, il patrimonio naturale e il sistema economico. <strong>Da qui la decisione di rafforzare progressivamente gli strumenti di prevenzione</strong>, affiancando ai tradizionali mezzi terrestri una rete tecnologica capace di intervenire già nelle primissime fasi dell&#8217;emergenza.</p>



<p>I satelliti non operano in modo isolato, ma fanno parte di una rete più articolata composta da <strong>droni, sistemi di monitoraggio a terra e piattaforme digitali</strong> condivise tra le diverse autorità coinvolte nella gestione delle emergenze. L&#8217;obiettivo è costruire <strong>una capacità di sorveglianza continua</strong> che riduca il tempo necessario per individuare un nuovo focolaio, limitando così la probabilità che un incendio possa trasformarsi rapidamente in un evento fuori controllo.</p>



<p>Secondo il ministro greco della Governance Digitale, <strong>Dimitris Papastergiou</strong>, questa tecnologia risulta particolarmente preziosa nelle aree montane, nei parchi nazionali e nelle zone remote, dove spesso un incendio può svilupparsi per lungo tempo senza essere notato da residenti o escursionisti. In questi casi il rilevamento satellitare rappresenta un vantaggio concreto <strong>perché permette di individuare i punti caldi anche in assenza di segnalazioni</strong> provenienti dal territorio.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&nbsp;<em><strong>Vuoi sapere cosa succede davvero nel mondo? Con i corsi on demand di InsideOver puoi approfondire gli eventi globali insieme ai nostri esperti, provare anteprime gratuite e scegliere il percorso giusto per te. Scoprili qui: </strong></em><a href="https://it.insideover.com/academy" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>https://it.insideover.com/academy</strong></a></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un modello che guarda oltre la Grecia e rafforza l&#8217;autonomia tecnologica europea</strong></h2>



<p><a href="https://apnews.com/article/greece-wildfires-satellites-europe-artificial-intelligence-8fe0df5f61f336ef59403f189a5a29de" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il progetto greco</a> fa da apripista a una strategia a lungo termine con cui l’Unione Europea punta a rafforzare le proprie capacità tecnologiche nei sistemi di osservazione della Terra. La rete &#8211; <strong>finanziata con circa 200 milioni di euro di fondi comunitari</strong> &#8211; continuerà ad ampliarsi nel corso del 2026 attraverso il lancio di ulteriori satelliti destinati a integrare rilevazioni termiche, radar e ottiche in un&#8217;unica infrastruttura.</p>



<p>L&#8217;iniziativa assume così una forte valenza strategica di fronte a incendi boschivi diventati ormai una minaccia strutturale per l&#8217;intero continente. L&#8217;integrazione tra satelliti, intelligenza artificiale e protezione civile inaugura difatti un nuovo modello, nel quale <strong>la rapidità di individuazione e la qualità dei dati spaziali </strong>diventano elementi decisivi quanto la disponibilità di uomini e mezzi sul campo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/grecia-satelliti-ai-rilevamento-incendi.html">Nanosatelliti, droni e IA: la lotta agli incendi, in Grecia, comincia dallo spazio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Grecia degli armatori: un potere globale sui mari e uno Stato fragile alle spalle</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-grecia-degli-armatori-un-potere-globale-sui-mari-e-uno-stato-fragile-alle-spalle.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:05:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=519908</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="grecia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Atene possiede una proiezione marittima capace di darle un peso strategico e simbolico che altri Paesi balcanici non hanno mai sviluppato.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-grecia-degli-armatori-un-potere-globale-sui-mari-e-uno-stato-fragile-alle-spalle.html">La Grecia degli armatori: un potere globale sui mari e uno Stato fragile alle spalle</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="grecia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Grecia è un Paese che, per dimensioni demografiche e peso economico, non dovrebbe avere un’influenza geopolitica così ampia nel Mediterraneo orientale e nei traffici globali. Eppure <strong>Atene possiede una proiezione marittima e un lascito storico molto superiore alla propria “stazza”,</strong> capace di darle un peso strategico e simbolico che altri Paesi balcanici non hanno mai sviluppato. Sotto l&#8217;aspettto economico la ragione principale risiede nella rete degli armatori greci e nella loro flotta mercantile. Gli armatori greci controllano circa il 16–21% del tonnellaggio marittimo mondiale e <strong>oltre il 50% della capacità della flotta europea.</strong> Nel settore delle petroliere la loro presenza è ancora più forte: detengono circa il 23% della capacità tanker globale e una quota simile degli ordini di nuove petroliere. Questo significa che una parte enorme del commercio energetico mondiale dipende direttamente o indirettamente da compagnie greche.</p>



<p>La Grecia, grazie a questa rete privata, esercita quindi un’influenza che va ben oltre i Balcani. Le sue compagnie operano nel Mediterraneo, nel Mar Nero, nel Golfo Persico e nelle rotte verso l’Asia, Permettendo ad Atene di muoversi su più piani geopolitici contemporaneamente, anche se su una scala inferiore rispetto ad Ankara.</p>



<p>Le radici di questa forza sono storiche. <strong>Fin dall’antichità il mondo greco è stato legato al mare:</strong> Atene, Corinto e Rodi costruirono la propria potenza sul commercio e sulla navigazione. Durante l’impero ottomano, le comunità greche delle isole dell’Egeo mantennero una forte identità marinara. Località come Idra, Spetses e Psara svilupparono flotte commerciali private e reti mercantili autonome. Anche la tradizione religiosa ortodossa testimonia questa cultura marittima: San Giorgio, venerato come protettore dei marinai, rimase una figura simbolica per molte comunità dell’Egeo.</p>



<p>Da questa lunga continuità storica nacque una classe armatoriale molto compatta, costruita su reti familiari, conoscenze tecniche e rapporti commerciali internazionali. <strong>Gli armatori greci non sono semplicemente imprenditori: rappresentano una cultura economica transnazionale</strong> capace di collegare il Mediterraneo orientale ai mercati energetici mondiali. Nel secolo scorso, le figure di maggiore risalto mediatico furono quelle di Nearcos e di Aristotele Onassis, leader mondiali nel settore della navigazione marittima. La posizione geografica della Grecia ha amplificato ulteriormente questo fenomeno. Situata tra Europa, Medio Oriente e Mar Nero, <strong>Atene è naturalmente legata alle grandi rotte commerciali. </strong>Tuttavia la sua forza (e al tempo stesso limite) non deriva soltanto dalla geografia, ma anche dalla capacità di mantenere rapporti con le principali potenze marittime.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le difficoltà dello Stato centrale</h2>



<p><strong>Nonostante i legami culturali e religiosi con la Russia, la Grecia ha storicamente mantenuto relazioni privilegiate con il Regno Unito e gli Stati Uniti. </strong>Non si tratta di una contraddizione, ma di una necessità strategica. Assicurazioni marittime, finanza navale, protezione delle rotte e infrastrutture logistiche dipendono in larga misura dal sistema angloamericano. Allo stesso tempo, i rapporti con Mosca permettono alla Grecia di mantenere una certa influenza nel Mar Nero e nel Caucaso. Gli armatori greci hanno quindi assunto un ruolo quasi geopolitico. Le loro necessità economiche influenzano spesso le decisioni di Atene sulle sanzioni, sulle rotte energetiche e sulla sicurezza marittima.</p>



<p>Questa struttura, però, ha avuto anche effetti interni. La Grecia ha sviluppato una più che discreta capacità di proiezione esterna, ma <strong>maggiore difficoltà nel costruire uno Stato centrale pienamente coeso.</strong> Le élite armatoriali e commerciali hanno spesso agito con grande autonomia rispetto al potere politico, favorendo una struttura frammentata, legata a reti familiari e clientelari. </p>



<p>Le grandi crisi della storia greca moderna mostrano bene questa tensione. Durante la Prima guerra mondiale il Paese si spaccò tra monarchici e venizelisti; dopo la campagna anatolica seguì una profonda crisi politica; nel dopoguerra arrivò la guerra civile. Anche nelle crisi economiche contemporanee e nelle divisioni sulla politica estera è emersa una difficoltà cronica nel centralizzare lo Stato in maniera compatta. In altre parole, la stessa tradizione commerciale e marittima che ha reso la Grecia influente all’esterno ha anche limitato la costruzione di un sistema politico interno completamente unitario.</p>



<p><strong>Il ruolo degli armatori greci è emerso chiaramente anche nelle recenti tensioni nello Stretto di Hormuz,</strong> uno dei corridoi energetici più importanti del mondo. Una parte rilevante del petrolio globale passa da quell’area e molte petroliere coinvolte appartengono o sono gestite da compagnie greche. Nel marzo 2026, durante una fase di escalation regionale, alcuni armatori greci continuarono a inviare navi attraverso Hormuz nonostante i rischi. Il caso più noto fu quello di <strong>George Prokopiou</strong>, che fece transitare diverse petroliere nel corridoio. La scelta mostrò come gli armatori greci siano in grado di sfruttare le crisi geopolitiche mantenendo al tempo stesso aperti flussi energetici essenziali verso l’Asia. In questo senso gli armatori greci agiscono quasi come attori strategici autonomi. Da un lato garantiscono continuità al commercio energetico mondiale; dall’altro ottengono enormi vantaggi economici grazie all’aumento dei premi di trasporto nelle aree di crisi. Anche la fiscalità greca riflette questa centralità. <strong>Atene protegge il settore navale con regimi fiscali favorevoli e incentivi specifici, </strong>perché considera gli armatori una componente fondamentale dell’economia nazionale e dell’influenza geopolitica del paese.</p>



<p>Il legame con Cipro rafforza ulteriormente questa rete. L’isola rappresenta un hub logistico e finanziario importante per molte compagnie greche e costituisce un tassello strategico nel Mediterraneo orientale, soprattutto rispetto ai rapporti con la Turchia, con la Russia e con le rotte energetiche regionali. La Grecia quindi non è una grande potenza nel senso tradizionale del termine. Tuttavia possiede una proiezione marittima globale che le consente di <strong>esercitare un’influenza molto superiore alle proprie dimensioni. </strong>Attraverso gli armatori, Atene riesce a intervenire indirettamente nei flussi energetici, nelle rotte commerciali e negli equilibri strategici del Mediterraneo e del Medio Oriente.</p>



<p>Allo stesso tempo, questa stessa struttura marittima e commerciale ha contribuito alla nascita di una classe dirigente spesso poco incline alla centralizzazione statale e incapace di far emergere altri settori economici dello stesso peso. La Grecia moderna si è quindi sviluppata come una nazione capace di flessibilità geopolitica verso l’esterno (nonostante le cuocenti sconfitte belliche), ma caratterizzata da persistenti fragilità nella coesione interna dello Stato. Analizzare il mercato del trasporto mercantile marittimo, in particolare la classe armatoriale greca, significa accedere a una delle componenti fondamentali del commercio globale e di un vicino importante dello stato italiano.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-grecia-degli-armatori-un-potere-globale-sui-mari-e-uno-stato-fragile-alle-spalle.html">La Grecia degli armatori: un potere globale sui mari e uno Stato fragile alle spalle</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dall’Egeo al Levante: l&#8217;asse geopolitico che Grecia, Cipro e Israele hanno costruito contro la Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dallegeo-al-levante-lasse-geopolitico-che-grecia-cipro-e-israele-hanno-costruito-contro-la-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 04:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=517876</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mediterraneo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi il triangolo tra Atene, Nicosia e Tel Aviv è diventato uno degli assi geopolitici più importanti del Mediterraneo orientale.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dallegeo-al-levante-lasse-geopolitico-che-grecia-cipro-e-israele-hanno-costruito-contro-la-turchia.html">Dall’Egeo al Levante: l&#8217;asse geopolitico che Grecia, Cipro e Israele hanno costruito contro la Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mediterraneo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 30 aprile 2026 le forze israeliane hanno intercettato al largo di Creta parte della <strong>Global Sumud Flotilla,</strong> la missione internazionale diretta verso Gaza con attivisti filopalestinesi e aiuti umanitari. Secondo diversi gruppi pro-palestinesi, l’operazione sarebbe avvenuta anche con una forma di coordinamento logistico greco, accusa mai confermata ufficialmente da Atene. <strong>L’episodio ha però mostrato ancora una volta quanto siano diventati stretti i rapporti strategici tra </strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/mosca-atene-e-nicosia-il-grande-gioco-nella-chiesa-di-cipro.html" type="post" id="379138">Grecia, Cipro e Israele.</a></p>



<p>Per decenni sembrava quasi impossibile immaginare una convergenza stabile tra Grecia, Cipro e Israele. Oggi, invece, il triangolo tra Atene, Nicosia e Tel Aviv è diventato uno degli assi geopolitici più importanti del Mediterraneo orientale. Non si tratta soltanto di cooperazione energetica o militare: dietro questa convergenza c’è una trasformazione profonda degli equilibri regionali, accelerata dalla crisi dei rapporti tra Israele e Turchia, dalle tensioni nell’Egeo e dal <strong>nuovo ruolo assunto dal Mediterraneo come spazio strategico tra Europa e Medio Oriente.</strong></p>



<p>Durante la Guerra Fredda la Grecia mantenne una posizione relativamente distante da Israele. Atene, pur appartenendo alla NATO, cercava di mantenere rapporti solidi con il mondo arabo e per lungo tempo evitò un pieno riallineamento con Tel Aviv. Il riconoscimento diplomatico completo di Israele arrivò soltanto nel 1990, molto più tardi rispetto ad altri Paesi occidentali. <strong>Nella cultura politica greca sopravvivevano inoltre forti correnti filopalestinesi,</strong> soprattutto nella sinistra antiamericana e nazional-popolare.</p>



<p>Il cambiamento inizia dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ma accelera realmente dopo il 2010. <strong>L’incidente della Mavi Marmara e il progressivo deterioramento delle relazioni tra Israele e la Turchia aprono uno spazio geopolitico nuovo.</strong> In quel momento Grecia e Cipro diventano per Israele partner strategici alternativi ad Ankara nel Mediterraneo orientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Da allora la cooperazione è cresciuta costantemente. Le esercitazioni militari congiunte si sono moltiplicate, così come i progetti energetici e i contatti politici ai massimi livelli. <strong>Benjamin Netanyahu ha più volte definito Grecia e Cipro “partner strategici” </strong>di Israele nel Mediterraneo. In uno dei summit trilaterali degli ultimi anni, l’allora premier israeliano parlò della necessità di costruire “stabilità, sicurezza e prosperità comuni” nel Mediterraneo orientale. Il premier Israeliano, durante il summit trilaterale israelo-greco-cipriota a Gerusalemme (dicembre 2025), ha dichiarato : “A coloro che credono di poter ripristinare il loro impero, diciamo che questo non accadrà. La coalizione trilaterale non cerca il conflitto con nessuno, ma piuttosto la stabilità&#8221;.</p>



<p><strong>Il messaggio appariva chiaramente indirizzato alla Turchia, in risposta alle sue ambizioni espansionistiche. </strong>Ankara sembra infatti perseguire un disegno strategico di ampia portata, volto a proiettarsi fino all’oceano e a consolidarsi quale principale potenza del Levante, assumendo al contempo il ruolo di cerniera geopolitica tra il Mediterraneo e l’area indo-pacifica. Un simile obiettivo, qualora fosse realizzato, comporterebbe inevitabilmente un ridimensionamento del ruolo di Tel Aviv, relegandola a una posizione subordinata o quantomeno secondaria rispetto ad Ankara, soprattutto nell’ipotesi di un progressivo disimpegno degli Stati Uniti dalla regione.</p>



<p>Anche il premier greco <strong>Kyriakos Mitsotakis </strong>ha insistito più volte sul fatto che la cooperazione con Israele rappresenti un “pilastro di stabilità regionale”, soprattutto in materia energetica e di sicurezza. Dopo le accuse turche secondo cui Grecia, Cipro e Israele starebbero formando un fronte anti-turco, il ministero degli Esteri greco ha risposto sostenendo che la cooperazione trilaterale “non è diretta contro terzi”, ma serve alla stabilità regionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;questione turca&#8221;</h2>



<p>Dietro queste formule diplomatiche esiste però una realtà geopolitica molto più concreta. Il vero collante dell’asse è infatti la questione turca. <strong>I punti di attrito sono almeno tre: Siria, Cipro ed Egeo.</strong> In Siria, Israele guarda con crescente sospetto all’espansione dell’influenza turca. Nel Mar Egeo continuano le dispute tra Grecia e Turchia su spazio aereo, piattaforme continentali e zone economiche esclusive. A Cipro, invece, resta aperta la ferita del 1974, con la presenza militare turca nel Nord dell’isola.</p>



<p>Per questo motivo, negli ambienti strategici greci e ciprioti Israele viene sempre più percepito come un alleato implicito nel contenimento della pressione turca nel Mediterraneo orientale. Anche parte della stampa turca descrive apertamente la cooperazione Grecia-Cipro-Israele come un “fronte anti-turco”.</p>



<p><strong>La dimensione energetica ha avuto un ruolo decisivo nel consolidamento dell’asse. </strong>Il progetto EastMed, pensato per collegare i giacimenti di gas israeliani e ciprioti all’Europa passando per la Grecia, è stato per anni presentato come una svolta strategica per l’autonomia energetica europea. In realtà, il valore geopolitico del progetto era forse persino più importante di quello economico. EastMed rappresentava infatti la possibilità di costruire una rete energetica mediterranea alternativa alle rotte controllate dalla Turchia. Anche se oggi il progetto appare ridimensionato, il suo significato politico rimane enorme: creare una continuità strategica tra Levante ed Europa attraverso l’ellenismo mediterraneo.</p>



<p>In parallelo sono aumentati gli investimenti israeliani in Grecia e Cipro. Il turismo israeliano è cresciuto rapidamente, mentre <strong>diversi investitori israeliani hanno acquistato immobili e attività soprattutto nelle isole greche e a Cipro. </strong>Dopo il 7 ottobre e l’instabilità regionale, i media greci e turchi hanno persino discusso indiscrezioni secondo cui ambienti politici israeliani avrebbero valutato la possibilità di utilizzare alcune isole greche come “safe haven” per cittadini israeliani in caso di guerra regionale. Le autorità greche hanno ufficialmente smentito queste ricostruzioni, ma il solo fatto che tali scenari vengano discussi mostra quanto il rapporto tra i due paesi sia diventato stretto.</p>



<p>A rendere possibile questo riavvicinamento è stato anche <strong>l`appoggio a questa linea della classe dirigente greca.</strong> La borghesia ellenica, storicamente legata al settore marittimo e armatoriale, ha sempre mantenuto forti connessioni con il mondo anglosassone, soprattutto con Regno Unito e Stati Uniti. In questo contesto, l’avvicinamento a Israele ha rappresentato anche un rafforzamento dell’ancoraggio greco al sistema strategico americano nel Mediterraneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le opposizioni in Grecia e a Cipro, l&#8217;irritazione della Turchia</h2>



<p>Non tutti, però, sostengono questa alleanza. In Grecia esistono ancora forti correnti filopalestinesi e anti-israeliane, sia nella sinistra radicale sia in parte dell’area nazionalista. Negli ultimi mesi partiti della sinistra greca hanno criticato apertamente i summit tra Mitsotakis, Netanyahu e il presidente cipriota <strong>Nikos Christodoulides</strong>, accusando il governo di “militarizzare” ulteriormente il Mediterraneo orientale. Bisogna Anche tenere presente che seppur minoritari In Grecia persistono sentimenti antiebraici (in una minoranza in passato significativa) legati a una tradizione ortodossa di stereotipi complottisti (Protocolli di Sion). Il metropolita Seraphim di Piraeus nel 2010 su Mega TV aveva detto : &#8220;gli ebrei hanno orchestrato l&#8217;Olocausto&#8221; e &#8220;il sionismo mondiale vuole schiavizzare Grecia e Ortodossia&#8221;.</p>



<p>Anche a Cipro non mancano opposizioni. Alcuni ambienti politici temono che l’isola possa trasformarsi in una piattaforma avanzata di un eventuale confronto tra Israele e Turchia. Perfino nel dibattito online cipriota emergono timori che Cipro diventi una “buffer zone” tra Ankara e Tel Aviv. Il leader AKEL Stefanos Stefanou ha accusato Israele di “comprarsi” l’isola con acquisti di terreni per creare “ghetti sionisti, scuole e sinagoghe”, affermando che “Israele non tollera critiche e vuole controllare tutto”. Il metropolita di Morphou Neofytos ha criticato duramente Israele per le sue politiche in Gaza, definendole “genocidio” in sermoni recenti.</p>



<p><strong>In parallelo, la Turchia osserva con crescente irritazione questa convergenza. </strong>Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha accusato Grecia, Cipro e Israele di voler costruire “un’alleanza contro i paesi musulmani”. Ankara considera infatti il triangolo ellenico-israeliano come un tentativo di contenimento strategico turco nel Mediterraneo orientale.</p>



<p>Al di là della retorica diplomatica, il Mediterraneo orientale sta entrando in una nuova fase storica. Grecia, Cipro e Israele hanno costruito una convergenza fondata non su affinità culturali spontanee, ma sulla percezione di interessi strategici comuni: energia, sicurezza marittima, contenimento turco e integrazione nel sistema occidentale guidato dagli Stati Uniti.</p>



<p>L’ellenismo mediterraneo e Israele, un tempo distanti, oggi condividono una stessa geografia della paura e della sicurezza. Ed è proprio questa convergenza strategica, più ancora delle pipeline o degli accordi militari, a spiegare la nascita del nuovo asse del Levante mediterraneo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dallegeo-al-levante-lasse-geopolitico-che-grecia-cipro-e-israele-hanno-costruito-contro-la-turchia.html">Dall’Egeo al Levante: l&#8217;asse geopolitico che Grecia, Cipro e Israele hanno costruito contro la Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Macron e Mitsotakis: l’asse franco-ellenico per contenere la Turchia nel Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macron-e-mitsotakis-lasse-franco-ellenico-per-contenere-la-turchia-nel-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 04:29:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=517874</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’incontro tra Emmanuel Macron e Kyriakos Mitsotakis ad Atene è stato la riaffermazione di un asse storico tra Francia e Grecia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-e-mitsotakis-lasse-franco-ellenico-per-contenere-la-turchia-nel-mediterraneo.html">Macron e Mitsotakis: l’asse franco-ellenico per contenere la Turchia nel Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’incontro tra <strong>Emmanuel Macron e Kyriakos Mitsotakis ad Atene non è stato soltanto un vertice diplomatico tra due governi europei.</strong> Dietro le immagini ufficiali, le strette di mano, le visite militari e le dichiarazioni sulla cooperazione strategica si intravede qualcosa di più profondo: la riaffermazione di <strong>un asse storico tra Francia e Grecia</strong> che attraversa due secoli di storia europea e mediterranea. Un rapporto che non può essere letto soltanto in termini militari o geopolitici, perché coinvolge identità, memoria storica, civiltà e persino differenti concezioni dell’Europa.</p>



<p>La scena scelta per l’incontro non è stata casuale. La visita alla fregata “Kimon”, simbolo della moderna cooperazione navale franco ellenica, ha rappresentato plasticamente la nuova postura strategica della Grecia nel Mediterraneo orientale. Atene, dopo anni di crisi economica e ridimensionamento delle proprie capacità militari, ha avviato <strong>uno dei più importanti programmi di riarmo della sua storia recente,</strong> puntando soprattutto sulla partnership con Parigi. L’acquisto in questi anni dei 24 Rafale francesi, delle 3 fregate Belharra e dei sistemi missilistici come Exocet non è soltanto una scelta tecnica o commerciale. È una scelta geopolitica. La cooperazione militare franco-ellenica supera i 5,5 miliardi di euro.</p>



<p>La Francia, da parte sua, utilizza il rapporto privilegiato con la Grecia per presentarsi come la principale potenza militare europea con capacità di proiezione nel Mediterraneo. In un’Europa frammentata, priva di una reale politica estera comune e ancora dipendente dall’ombrello americano, <strong>Macron cerca di costruire l’immagine di una Francia capace di agire come garante strategico </strong>dello spazio mediterraneo. Difendere la Grecia significa quindi anche difendere il ruolo internazionale della Francia stessa. Detto negl`apparati ellenici resta il timore se all`atto pratico Parigi è disposta ad entrare in guerra con Ankara</p>



<p>Dietro questa cooperazione si muove inevitabilmente la questione turca. La dottrina della <em>Mavi Vatan</em>, la “Patria Blu” elaborata negli ultimi anni da parte dell’establishment strategico di Ankara, ha ridefinito l’approccio turco al Mediterraneo orientale.<strong> Per Atene questa dottrina rappresenta una minaccia diretta agli equilibri dell’Egeo,</strong> alle zone economiche esclusive greco cipriote e più in generale alla presenza ellenica nel Mediterraneo orientale. In questo contesto, il rafforzamento della presenza francese assume un significato che va oltre la semplice cooperazione bilaterale.</p>



<p>Anche il recente dispiegamento navale francese nell’area cipriota, dopo l’escalation regionale e le tensioni attorno alla base britannica di Akrotiri, è stato interpretato da molti osservatori non solo come un messaggio verso Iran o Hezbollah, ma anche come <strong>una dimostrazione implicita di deterrenza verso Ankara.</strong> La Francia vuole mostrare di poter operare stabilmente nello spazio mediterraneo orientale e di essere pronta a proteggere i propri alleati regionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;concorrenza&#8221; di Israele</h2>



<p>In questo scenario <strong>Israele rimane probabilmente il partner militare più efficace e operativo per Grecia e Cipro nel contenimento delle ambizioni turche.</strong> L’asse energetico e strategico tra Gerusalemme, Atene e Nicosia si è consolidato negli ultimi anni soprattutto sul piano dell’intelligence, della sicurezza e della cooperazione navale. Tuttavia è la Francia a offrire qualcosa che Israele non può offrire pienamente sul piano simbolico e diplomatico: <strong>la legittimazione europea. </strong>Parigi riesce infatti a presentare la difesa della Grecia non come una semplice alleanza regionale ma come la protezione di una frontiera europea e mediterranea.</p>



<p>Ma il rapporto tra Francia e Grecia non nasce oggi. Le sue radici affondano nel XIX secolo e nella nascita stessa dello Stato greco moderno. L’Illuminismo francese, la Rivoluzione francese e le guerre napoleoniche contribuirono indirettamente alla diffusione delle idee nazionali e rivoluzionarie nei Balcani e nel Mediterraneo orientale. <strong>Molti intellettuali greci che prepararono la rivoluzione del 1821 furono influenzati dalla cultura politica francese. </strong>Per buona parte del filellenismo europeo dell’epoca la liberazione della Grecia non rappresentava soltanto una guerra nazionale contro l’Impero Ottomano, ma un evento simbolico per l’intera Europa.</p>



<p>La Grecia veniva percepita come la culla della civiltà europea, e la sua rinascita assumeva quasi un carattere messianico. Nella memoria storica ellenica è rimasta forte l’idea che la rivoluzione greca abbia inaugurato simbolicamente la stagione delle liberazioni nazionali europee dell’Ottocento. Non pochi ambienti culturali greci hanno interpretato l’indipendenza ellenica come l’archetipo della liberazione dei popoli storici europei.</p>



<p>Anche nel Novecento <strong>il rapporto con la Francia ha mantenuto una dimensione quasi esistenziale per parte dell’élite greca. </strong>Durante la dittatura dei colonnelli molti oppositori trovarono rifugio a Parigi. Konstantinos Karamanlis stesso visse nella capitale francese durante l’esilio. La Francia divenne uno dei centri politici e culturali dell’opposizione democratica ellenica, rafforzando ulteriormente il legame tra i due Paesi.</p>



<p>Eppure il rapporto tra Francia e mondo ellenico non è privo di profonde ambivalenze. Se da una parte Parigi viene vista come storica alleata dell’ellenismo moderno, dall’altra in alcuni ambienti ortodossi tradizionalisti la Francia rappresenta anche la patria dell’Illuminismo radicale, della secolarizzazione e del laicismo europeo. Qui emerge il tema della <em>Romiosini,</em> cioè la continuità spirituale e culturale del mondo romano orientale e bizantino all’interno dell’identità ellenica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rapporto particolare</h2>



<p>Per una parte del pensiero ortodosso conservatore, il modello occidentale nato dopo la Rivoluzione francese avrebbe progressivamente allontanato l’ellenismo moderno dalla sua matrice romano bizantina. Non sono pochi i monaci o gli ambienti tradizionalisti che guardano con diffidenza al laicismo francese, all’anticlericalismo e più recentemente alle trasformazioni culturali dell’Europa contemporanea. In questa lettura polemica l’“Occidente latino” viene spesso accusato di aver accelerato la scristianizzazione europea.</p>



<p>All’interno di questi ambienti esiste talvolta anche una percezione della Russia come possibile custode dei valori tradizionali ortodossi contro la deriva secolarizzata dell’Occidente. Si tratta di una visione minoritaria e controversa nella Grecia contemporanea, ma che continua a esercitare influenza in alcuni settori religiosi e culturali.</p>



<p>È proprio questa tensione irrisolta a rendere il rapporto franco ellenico così particolare. La Francia rappresenta simultaneamente per la Grecia moderna la protezione europea, la modernità politica, il prestigio occidentale e allo stesso tempo l’origine di quella secolarizzazione che una parte del mondo ortodosso considera estranea alla tradizione della Romiosini.</p>



<p>Per questo l’incontro tra Macron e Mitsotakis non può essere interpretato soltanto come un accordo militare o una partnership economica. È il riflesso di un rapporto storico molto più profondo in cui si intrecciano geopolitica, identità europea, memoria bizantina, Mediterraneo e lotta per la leadership regionale. <strong>Difendendo la Grecia, la Francia cerca oggi di presentarsi come il principale garante europeo del Mediterraneo orientale</strong> cercando di avere una voce maggiore anche nei confronti d`isreale. E la Grecia, stringendosi a Parigi, tenta di rafforzare la propria posizione in una delle aree più instabili e strategicamente decisive del continente europeo.</p>



<p>Dietro il protagonismo mediterraneo di Macron pesa però anche il nodo economico. La Francia prevede oltre 430 miliardi di euro di spesa militare tra il 2024 e il 2030, con un aumento di 36 miliardi per le forze armate. Ma secondo “Le Monde” e la Corte dei conti francese, le ambizioni strategiche di Parigi rischiano di scontrarsi con fragilità fiscali sempre più evidenti e con un indebitamento ai livelli più alti degli ultimi quindici anni. Parigi come nella sua storia vuole giocare su molteplici tavoli da protagonista ma la coperta finanziaria e anche industriale rischia di essere corta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-e-mitsotakis-lasse-franco-ellenico-per-contenere-la-turchia-nel-mediterraneo.html">Macron e Mitsotakis: l’asse franco-ellenico per contenere la Turchia nel Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;giallo&#8221; delle isole greche acquistate da Israele: cosa c&#8217;è di vero (e di falso)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-giallo-delle-isole-greche-acquistate-da-israele-cosa-ce-di-vero-e-di-falso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2026 05:02:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=515661</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le infondate voci turche su un presunto affitto di isole greche a Israele hanno alimentato le tensioni nel Mediterraneo orientale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-giallo-delle-isole-greche-acquistate-da-israele-cosa-ce-di-vero-e-di-falso.html">Il &#8220;giallo&#8221; delle isole greche acquistate da Israele: cosa c&#8217;è di vero (e di falso)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I media turchi diffondono voci secondo cui alcune isole greche sarebbero state date in affitto a Israele, aumentando il clima di tensione nel Mediterraneo orientale. Si tratta però di un caso di disinformazione geopolitica, una notizia priva di aggiornamenti reali che è stata riproposta e manipolata in un momento di estrema sensibilità per gli equilibri della regione. Così l&#8217;idea di una Cupola di Ferro immobiliare fatta di isolotti trasformati in basi civili per israeliani in fuga dai missili iraniani è tornata a circolare con forza. Secondo quanto riportato da <a href="https://www.trtworld.com/article/913ae7861e5d">alcuni quotidiani turchi filogovernativi</a>, <strong>il piano per l’acquisizione di 40 isolotti greci da parte di Israele</strong>, mediata dal fondo JNF (<em>Jewish National Fund</em>), non sarebbe più solo una vecchia suggestione ma una strategia di sicurezza nazionale per creare centri di evacuazione temporanei in caso di guerra regionale su larga scala.</p>



<p>Le radici di questa storia risalgono in realtà al 2022, quando <strong>Avri Steiner</strong> &#8211; esponente del partito israeliano di centro <em>Kahol Lavan</em> (Blu e Bianco) e allora membro del consiglio di amministrazione di <em>Himnuta</em>, società controllata dal JNF e nota per l&#8217;acquisto di terreni nella Cisgiordania occupata &#8211; avanzò ufficialmente la proposta. &#8220;L&#8217;obiettivo è creare un&#8217;altra Cupola di Ferro per il popolo ebraico&#8221;, aveva dichiarato Steiner al quotidiano israeliano <em>Maariv</em>. All&#8217;epoca, la proposta <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/.premium.HIGHLIGHT-will-greek-islands-become-a-haven-for-the-jewish-people-in-case-of-emergency-1.10676155">fu respinta dalla maggioranza del board,</a> che sostenne come il mandato del Fondo non permettesse acquisti fuori dal territorio di Israele. </p>



<p>Eppure, alla fine di marzo 2026, la notizia è stata improvvisamente riproposta in una nuova veste, trovando terreno fertile nelle tensioni tra Teheran e Tel Aviv. La reazione turca non si è fatta attendere e il 2 aprile scorso, Tahsin Ertuğruloğlu, il ministro degli Esteri della Repubblica turca di Cipro Nord <strong>&#8211; </strong>entità riconosciuta internazionalmente dalla sola Ankara -, ha definito l’ipotesi <a href="https://www.google.com/search?q=Repubblica+Turca+di+Cipro+del+Nord&amp;oq=cirpo+nord+da+chi+%25C3%25A8+riconosciuta&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOdIBCDUxODVqMGo0qAIAsAIB&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8&amp;mstk=AUtExfDqH-IT1AokNboYFIpapO2ZNEy5xYAhvUZkwN7IaQAASm4vallxGDK_dNgjYNIBCqre9bZIEGADW_GXVSDwtIA604qCVP8exwvyen_dB--dkVQthQTNQ4cgnNoLxVXfw3BrGkWjH-K69wOxtP-FxPDYh5UGLNNyb8AJNSBFRnEAmzHK9LqInaQ--iOmpLLzNdQ7jrldOmcCvzR6eORbx-5hhca71nJ1zEWTpHPXV1ZebDwnVlUgUSs3xIlS5qmhIiZT95fvQFP_EKzoNU23ivP6&amp;csui=3&amp;ved=2ahUKEwiYpraKjY6UAxXv_7sIHaUNH-0QgK4QegQIARAB">una &#8220;chiara causa di guerra&#8221;</a>. Per Ertuğruloğlu, si tratterebbe di una &#8220;ripetizione del progetto di occupazione della Palestina&#8221; finalizzato all&#8217;accerchiamento della Turchia e di Cipro Nord. </p>



<p>Un’altra ragione per cui la narrazione dell’affitto delle isole è parsa verosimile risiede nella <a href="https://www.construction.am/news/266-greece-to-lease-40-uninhabited-islands/#:~:text=Greece%2520's%2520Hellenic%2520Republic%2520Asset,receiving%2520international%2520aid%252C%2520reported%2520Bloomberg.">strategia economica adottata da Atene</a> nel 2012. In piena crisi finanziaria, il governo greco attivò un piano di privatizzazioni che prevedeva la concessione a lungo termine, fino a 50 anni, di circa 40 isolotti disabitati per abbattere il debito pubblico e investire sul turismo. A questo si aggiunge il progressivo rafforzamento dell&#8217;asse tra Grecia e Israele che dal 2010 a oggi hanno costruito insieme a Cipro un’alleanza strategica basata sulla cooperazione energetica e militare, trasformando il Mediterraneo orientale in un bacino di interessi comuni.</p>



<p>A dare forza a questi sospetti sono anche i numeri reali del mercato. <strong>Nel 2025 la Grecia è diventata la prima meta turistica per gli israeliani con oltre 2,2 milioni di arrivi,</strong> secondo quanto dichiarato dall’<a href="https://www.kis.gr/en/israel/greece-israel/greece-no-1-travel-destination-for-israelis">ambasciata israeliana in Greci</a>a. e le autorizzazioni per gli investitori israeliani sono aumentate del 91,5%, raggiungendo quota 636 nel 2025, <a href="https://www.ekathimerini.com/economy/real-estate/1294910/five-countries-dominate-golden-visas/">secondo il quotidiano greco Ekathimerini</a> che collega tale incremento alla guerra a Gaza e al desiderio di molte famiglie di trasferirsi in un Paese più sicuro.</p>



<p><br>Proprio mentre le voci sul coinvolgimento israeliano si diffondevano, la rappresentante permanente greca all&#8217;ONU, Aglaia Balta, <a href="https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/attualita/34276-lettera-della-grecia-all-onu-sulla-turchia-il-diritto-a-12-miglia-e-inalienabile.html">ha inviato una lettera ufficiale alle Nazioni Unite</a> il 31 marzo 2026. Nel documento, Atene respinge come “infondate e illegali” le pretese turche nell&#8217;Egeo, ribadendo un principio del diritto internazionale secondo cui ogni isola greca, a prescindere dalle dimensioni, ha diritto a zone marittime oltre le 6 miglia nautiche e rivendicando il diritto di estendere le acque territoriali delle isole fino a 12 miglia nautiche, rifiutando il casus belli turco. In questo clima, Atene ha anche invocato la <a href="https://greekcitytimes.com/2026/03/27/turkish-media-claims-greek-islands-israel-aegean/?fbclid=IwY2xjawRcQKFleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFiZEU1cVAxZTV3TjNJemdRc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHrFYAUIxS2MN2nT7_-X9tDw0kuNaXHfVYc4RK_Qu-Pz3ypNv4LL4KtaBxBuR_aem_iSAFM9fLChUcvANeeFmOtg">necessità di maggiore cautela</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-giallo-delle-isole-greche-acquistate-da-israele-cosa-ce-di-vero-e-di-falso.html">Il &#8220;giallo&#8221; delle isole greche acquistate da Israele: cosa c&#8217;è di vero (e di falso)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Grecia cambia postura sulla Difesa e agita le acque del Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-grecia-cambia-postura-sulla-difesa-e-agita-le-acque-del-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 17:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=507893</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1699" height="1153" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Grecia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia.jpg 1699w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1699px) 100vw, 1699px" /></p>
<p> Il ritiro degli Usa e l'ascesa della Turchia preoccupano la Grecia. Che così ha deciso di cambiare rotta sulle strategia di Difesa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-grecia-cambia-postura-sulla-difesa-e-agita-le-acque-del-mediterraneo.html">La Grecia cambia postura sulla Difesa e agita le acque del Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1699" height="1153" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Grecia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia.jpg 1699w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1699px) 100vw, 1699px" /></p>
<p>La Repubblica Ellenica sta vivendo una fase di profonda trasformazione della propria dottrina di difesa, un cambiamento passato in secondo piano ma che potrebbe ben presto ridisegnare gli equilibri nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale. Nell’aprile dello scorso anno Atene ha annunciato un ambizioso piano di <strong>investimenti per la modernizzazione delle Forze Armate</strong>, con particolare attenzione alla Marina e all’Aeronautica. <a href="https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/greece-spend-more-than-25-bln-euros-arms-procurements-by-2036-2025-03-12/">25 miliardi di euro saranno spesi in programmi d’armamento fino al 2036</a> con l’obiettivo di acquisire tecnologie all’avanguardia, rafforzare le capacità operative e sostenere lo sviluppo dell’industria nazionale della difesa. È un salto non solo quantitativo, ma qualitativo, che riflette sia <strong>la crescente complessità dello scenario regionale </strong>sia la necessità di colmare un divario tecnologico percepito rispetto agli attori vicini, leggi Repubblica di Turchia, l’atavico rivale. </p>



<p>A novembre, questo nuovo percorso è stato inserito in una cornice dottrinale più chiara con la presentazione della <a href="https://greekcitytimes.com/2025/12/01/dendias-new-greek-deterrence-doctrine-achilles-shield/">nuova strategia di deterrenza multi-dominio</a> (terra, mare, aria, cyberspazio e spazio) da parte del ministro della Difesa greco <strong>Nikos Dendias</strong>. Il cambiamento è radicale: la responsabilità primaria della difesa delle acque dell’Egeo non sarà più affidata alla flotta di superficie, tradizionale fulcro della postura militare greca, ma verrà trasferita e riposta nei <strong>sistemi missilistici a lungo raggio disseminati in varie isole.</strong> La logica è quella di creare una fitta rete di interdizione capace di colpire rapidamente e in profondità evidenziando la vulnerabilità dei mezzi navali e aumentando la capacità di risposta in caso di crisi.</p>



<p><strong>Francia, Stati Uniti e Israele,</strong> in rispettivo ordine, sono le potenze che sono state individuate dai funzionari e dagli apparati ateniesi per sostenere lo sforzo di modernizzazione delle Forze Armate Elleniche. Il rapporto privilegiato tra Atene e Parigi è stato consolidato negli anni dalla vendita di <a href="https://en.parapolitika.gr/greece/95372/4th-belharra-frigate-deal-finalized-major-boost-for-navy/#:~:text=Greece%2520finalizes%2520%25E2%2582%25AC982M%2520deal%2520for%2520fourth%2520Belharra%2520frigate%252C,significantly%2520strengthened%2520with%2520four%2520Belharra%2520FDI%2520class%2520frigates.">diverse fregate Belharra</a>, <a href="https://www.thedefensenews.com/news-details/Greece-Plans-Additional-Rafale-Purchase-in-Response-to-Turkeys-Eurofighter-Order/">caccia Rafale</a> e dalla stipula di un accordo di mutua difesa in procinto di rinnovo. <strong>L’Eliseo ha quindi ottenuto diversi successi industriali, accresciuto influenza e proiezione in un’area vitale del Mediterraneo</strong> e, soprattutto, ottenuto una leva per contenere la Turchia. Washington garantisce all’Aeronautica greca, ad oggi, il mantenimento di un vantaggio qualitativo decisivo grazie all’inclusione di Atene nel programma F-35 Lighthing II e alla contemporanea esclusione di Ankara. Gerusalemme si è gradualmente affermato quale attore in grado di fornire sistemi di difesa aerea, droni e <strong>soluzioni avanzate nel campo della sorveglianza e della guerra elettronica. </strong>In sintesi: la sinergia tra piattaforme francesi, tecnologia statunitense e know-how israeliano consentirà, nei calcoli degli strateghi ateniesi, alla Grecia di disporre di uno strumento militare moderno e credibile sul piano della deterrenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Italia partecipa ma con prudenza</h2>



<p>Due piani cardine del processo di modernizzazione delle Forze armate prevedono: la creazione dello <a href="https://www.armyrecognition.com/news/army-news/2025/exclusive-greece-launches-2-8-billion-achilles-shield-project-to-build-national-air-defense-system">“Scudo di Achille”</a>, fiore all’occhiello del programma di riamo nazionale dal valore di 2.8 miliardi di euro, un sistema di difesa integrato e multilivello in grado di contrastare diverse minacce (droni, aerei e missili); <a href="https://athens-times.com/greek-navys-new-submarine-program-five-suitors-vie-for-deal/">l’acquisto di quattro nuovi sottomarini</a>. TKMS in Germania, Naval Group in Francia, Saab in Svezia, Fincantieri in Italia, Hyundai Heavy Industries e Hanwha Ocean in Corea del Sud sono i pretendenti pronti a sgomitare per aggiudicarsi la faraonica commessa. Atene deciderà a breve in base alla soddisfazione di tre fondamentali requisiti: <strong>la costruzione o la coproduzione in Grecia delle unità</strong>; la capacità d’integrazione dei sistemi d’arma nazionali; il rispetto della <a href="https://greekcitytimes.com/2026/02/19/greece-introduces-turkiye-clause-in-new-arms-procurement-doctrine/">“clausola turca”</a>.</p>



<p>L’Italia, come dimostrato dalla <a href="https://www.fincantieri.com/it/newsroom/news-e-comunicati-stampa/2025/cooperazione-navale-italia-grecia-fincantieri-al-centro-dellintesa-strategica">recente vendita di due fregate da parte di Fincantieri</a>, pare voler partecipare allo sviluppo delle Forze Armate Elleniche, <strong>senza, tuttavia, alienarsi il consenso della Turchia</strong>. Roma si destreggia quindi in un acrobatico atteggiamento pragmatico evitando di schierarsi apertamente con una delle parti. Ma sarà sempre più difficile districarsi tra le sponde dell’Egeo. La formazione di sempre più rigidi blocchi regionali per l’equilibro di potere nel Mediterraneo orientale toglie margini di manovra alla Penisola.</p>



<p>Il cambio di atteggiamento che oggi spinge la Grecia verso una postura più assertiva germoglia dall’interazione di due fattori esterni: <strong>l’introversione americana e l’ascesa della Turchia.</strong> Il progressivo disimpegno degli Stati Uniti dal Mediterraneo, accompagnato da una concentrazione di risorse verso l’Indo-Pacifico, ha ridotto il livello di garanzia percepito dai partner regionali. Per un Paese come la Grecia, tuttora ancorato alla protezione americana, questo spostamento di risorse e attenzioni ha aperto una fase di incertezza. Atene si trova così costretta a investire maggiormente nella propria capacità di difesa, a<strong>ccettando costi economici, politici e sociali superiori rispetto al passato.</strong> Parallelamente la Repubblica di Turchia ha consolidato negli ultimi anni la propria influenza nell’agone internazionale grazie alle proprie capacità diplomatiche e militari, a un’industria bellica nazionale all’avanguardia e in rapida crescita e soprattutto a una chiara strategia commisurata ai mezzi. </p>



<p>La trasformazione della postura strategica greca riflette quindi un nuovo bisogno di sicurezza nel proprio intorno geografico. La modernizzazione delle Forze Armate e la deterrenza multi-dominio rappresentano una risposta <strong>a un ambiente percepito come fortemente instabile</strong>, segnato dal minor coinvolgimento americano e dall’emergere della Turchia come potenza regionale. Tuttavia, questo cambio di rotta (re)introduce nuovi fattori di tensione che potrebbero rendere il futuro dell’Egeo, e per estensione del Mediterraneo, più incerto e delicato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-grecia-cambia-postura-sulla-difesa-e-agita-le-acque-del-mediterraneo.html">La Grecia cambia postura sulla Difesa e agita le acque del Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chevron, dopo Israele c&#8217;è la Grecia: espansione a tutto campo nell&#8217;offshore</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/chevron-dopo-israele-ce-la-grecia-espansione-a-tutto-campo-nelloffshore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 06:16:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Chevron]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=505772</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chevron entra nel settore del petrolio e del gas naturale greco e rafforza la sua presenza e quella americana nel comparto energetico del Mar Mediterraneo orientale. L&#8217;ormai tramontato progetto del gasdotto EastMed sembra un lontano ricordo ma lo schema che appare consolidarsi ne segue, idealmente, la traccia. Il ruolo di Chevron, dalla Grecia a Israele &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/chevron-dopo-israele-ce-la-grecia-espansione-a-tutto-campo-nelloffshore.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/chevron-dopo-israele-ce-la-grecia-espansione-a-tutto-campo-nelloffshore.html">Chevron, dopo Israele c&#8217;è la Grecia: espansione a tutto campo nell&#8217;offshore</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Chevron</strong> entra nel settore del <strong>petrolio e del gas naturale</strong> greco e rafforza la sua presenza e quella americana nel comparto energetico del Mar Mediterraneo orientale. L&#8217;ormai tramontato progetto del gasdotto <strong>EastMed sembra un lontano ricordo</strong> ma lo schema che appare consolidarsi ne segue, idealmente, la traccia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Chevron, dalla Grecia a Israele</h2>



<p>Il<strong> settore dell&#8217;esplorazione offshore unisce Israele e Grecia,</strong> Paesi alleati sul piano politico, economico e militare e gli <strong>Stati Uniti,</strong> tramite la loro seconda compagnia per dimensione dietro <a href="https://it.insideover.com/energia/33-miliardi-di-utili-exxonmobil-ci-ricorda-cosi-che-lera-del-petrolio-non-e-finita.html">ExxonMobil, </a>benedicono un nuovo asse energetico volto a ridefinire le rotte di forniture alla sponda Sud dell&#8217;Europa e del mercato del gas naturale liquefatto sostituendo l&#8217;oro blu della Russia. Chevron otterrà il 70% della partecipazione di quattro blocchi offshore, due a Sud della penisola del Peloponneso e due a Creta, per cercare idrocarburi assieme a Helleniq Energy, che avrà il 30% del nuovo consorzio.</p>



<p>L&#8217;azienda di Houston è sempre più protagonista del mercato energetico regionale. Solo poche settimane fa Chevron aveva annunciato importanti investimenti per rafforzare il <strong>giacimento gasiero Leviathan, pivot dell&#8217;estrazione israeliana</strong> il cui boom <a href="https://it.insideover.com/energia/chevron-punta-sul-giacimento-leviatahn-israele-sempre-piu-grande-potenza-del-gas.html">ha fatto di Tel Aviv una potenza dell&#8217;export di idrocarburi.</a> </p>



<p>Chevron è la capofila dell&#8217;investimento nel consorzio in cui è socia (39,66%) assieme alle israeliane NewMed Energy (45,34%) e Ratio Energies (15%) e che nei prossimi anni porterà a <strong>21 miliardi di metri cubi</strong> (dai 15-16 attuali) la produzione di Leviathan, dando sostanza all&#8217;<strong>accordo da </strong><a href="https://it.insideover.com/energia/israele-egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari.html"><strong>35 miliardi di dollari per fornire energia al vicino Egitto</strong>.</a> <em>En passant</em>, Chevron è molto attiva anche nel terzo Stato che era inizialmente coinvolto nel piano di EastMed, ovvero Cipro.<a href="https://www.reuters.com/business/energy/cyprus-chevron-led-group-agree-updated-plan-offshore-field-2025-02-14/"> A Nicosia, l&#8217;azienda di Houston ha siglato un anno fa un accordo</a> per accelerare l&#8217;inizio dello sfruttamento<a href="https://www.chemanalyst.com/NewsAndDeals/NewsDetails/chevron-led-partnership-launches-feed-for-aphrodite-gas-field-40588"> del giacimento Afrodite, inizialmente pianificato da Noble, </a>conglomerato energetico incorporato da Chevron nel 2020.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ambizione di tre potenze dinamiche</h2>



<p>Israele, Grecia e Cipro rappresentano un <strong>asse politico sempre più solido e l&#8217;antica saldatura Leviathan-Afrodite</strong> ora viene proseguita con una sinergia comune in materia energetica a cui si somma una convergenza geostrategica e geopolitica decisamente attiva. <a href="https://www.timesofisrael.com/greece-israel-and-cyprus-to-step-up-joint-exercises-in-eastern-mediterranean/">A fine 2025 Tel Aviv, Atene e Nicosia</a> hanno posto in essere delle <strong>esercitazioni congiunte</strong> orientate, ufficialmente, alla tutela della &#8220;stabilità regionale&#8221; e anche a programmare la difesa delle infrastrutture energetiche critiche. </p>



<p>I tre Stati aspettano che si possano aprire prospettive positive per il <strong>corridoio economico indo-mediterraneo (Imec)</strong>, fanno della partnership energetica un pivot e vogliono presentarsi agli <strong>Usa come il vero provider securitario del Mediterraneo orientale</strong> sfidando il rivale numero uno dei tre attori regionali: la <strong>Turchia. Un messaggio anche per gli Usa</strong>, a cui gli investimenti di Chevron danno potenzialmente sostanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo schema Usa per saldare Israele, Grecia e Cipro</h2>



<p>Non è un caso che l&#8217;investimento di Chevron in Grecia sia stato annunciato pochi giorni dopo la <strong>riunione organizzata al Middle East Forum </strong>che ha riunito a Gerusalemme, lo scorso 11 febbraio, parlamentari delle tre nazioni del nuovo asse tripartito del Mediterraneo orientale e esponenti del Congresso Usa.<strong><a href="https://www.meforum.org/press-releases/historic-knesset-assembly-unites-3-1-allies-against-turkish-aggression"> Il Mef presenta come esplicitamente rivolta a contenere l&#8217;assertività della Turchia</a></strong> la riunione del consesso. Mentre la Casa Bianca di Donald Trump è aperta all&#8217;influenza di Ankara, attenta alle esigenze del presidente Recep Tayyip Erdogan e mira a evitare lo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-e-turchia-verso-la-guerra-a-tel-aviv-ce-chi-inizia-a-mettere-le-forze-a-confronto.html">scontro tra Turchia e Israele, nel Congresso,</a> chiaramente, il campo pro-Tel Aviv è vasto. </p>



<p>In quest&#8217;ottica, Chevron è un&#8217;azienda dal valore non solo economico (fattura circa 200 miliardi di dollari) ma anche geostrategico e si trova su più dossier fondamentali per la proiezione Usa. In Mediterraneo orientale aiuta Washington a sottrarre spazi futuri di mercato gasiero alla Russia, plasmando al contempo l&#8217;asse Israele-Grecia-Cipro, in Venezuela ha mostrato invece bandiera per gli Usa durante <strong>le sanzioni al regime, ora rovesciato, di Nicolas Maduro</strong> ed è la testa di ponte con cui Trump prevede <a href="https://it.insideover.com/energia/gli-usa-aprono-alleni-in-venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-descalzi.html">l&#8217;apertura di nuovi investimenti nel greggio di Caracas. </a>Geopolitica e energia hanno un legame sottile. E per gli Usa è oggi Chevron una delle maggiori custodi della corsa alla leadership statunitense nel settore.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/chevron-dopo-israele-ce-la-grecia-espansione-a-tutto-campo-nelloffshore.html">Chevron, dopo Israele c&#8217;è la Grecia: espansione a tutto campo nell&#8217;offshore</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 58/669 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-10-17 20:26:54 by W3 Total Cache
-->