<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Grecia Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/luoghi/grecia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/grecia</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Jun 2026 08:05:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Grecia Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/grecia</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La Grecia degli armatori: un potere globale sui mari e uno Stato fragile alle spalle</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-grecia-degli-armatori-un-potere-globale-sui-mari-e-uno-stato-fragile-alle-spalle.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:05:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=519908</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="grecia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Atene possiede una proiezione marittima capace di darle un peso strategico e simbolico che altri Paesi balcanici non hanno mai sviluppato.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-grecia-degli-armatori-un-potere-globale-sui-mari-e-uno-stato-fragile-alle-spalle.html">La Grecia degli armatori: un potere globale sui mari e uno Stato fragile alle spalle</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="grecia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Grecia è un Paese che, per dimensioni demografiche e peso economico, non dovrebbe avere un’influenza geopolitica così ampia nel Mediterraneo orientale e nei traffici globali. Eppure <strong>Atene possiede una proiezione marittima e un lascito storico molto superiore alla propria “stazza”,</strong> capace di darle un peso strategico e simbolico che altri Paesi balcanici non hanno mai sviluppato. Sotto l&#8217;aspettto economico la ragione principale risiede nella rete degli armatori greci e nella loro flotta mercantile. Gli armatori greci controllano circa il 16–21% del tonnellaggio marittimo mondiale e <strong>oltre il 50% della capacità della flotta europea.</strong> Nel settore delle petroliere la loro presenza è ancora più forte: detengono circa il 23% della capacità tanker globale e una quota simile degli ordini di nuove petroliere. Questo significa che una parte enorme del commercio energetico mondiale dipende direttamente o indirettamente da compagnie greche.</p>



<p>La Grecia, grazie a questa rete privata, esercita quindi un’influenza che va ben oltre i Balcani. Le sue compagnie operano nel Mediterraneo, nel Mar Nero, nel Golfo Persico e nelle rotte verso l’Asia, Permettendo ad Atene di muoversi su più piani geopolitici contemporaneamente, anche se su una scala inferiore rispetto ad Ankara.</p>



<p>Le radici di questa forza sono storiche. <strong>Fin dall’antichità il mondo greco è stato legato al mare:</strong> Atene, Corinto e Rodi costruirono la propria potenza sul commercio e sulla navigazione. Durante l’impero ottomano, le comunità greche delle isole dell’Egeo mantennero una forte identità marinara. Località come Idra, Spetses e Psara svilupparono flotte commerciali private e reti mercantili autonome. Anche la tradizione religiosa ortodossa testimonia questa cultura marittima: San Giorgio, venerato come protettore dei marinai, rimase una figura simbolica per molte comunità dell’Egeo.</p>



<p>Da questa lunga continuità storica nacque una classe armatoriale molto compatta, costruita su reti familiari, conoscenze tecniche e rapporti commerciali internazionali. <strong>Gli armatori greci non sono semplicemente imprenditori: rappresentano una cultura economica transnazionale</strong> capace di collegare il Mediterraneo orientale ai mercati energetici mondiali. Nel secolo scorso, le figure di maggiore risalto mediatico furono quelle di Nearcos e di Aristotele Onassis, leader mondiali nel settore della navigazione marittima. La posizione geografica della Grecia ha amplificato ulteriormente questo fenomeno. Situata tra Europa, Medio Oriente e Mar Nero, <strong>Atene è naturalmente legata alle grandi rotte commerciali. </strong>Tuttavia la sua forza (e al tempo stesso limite) non deriva soltanto dalla geografia, ma anche dalla capacità di mantenere rapporti con le principali potenze marittime.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le difficoltà dello Stato centrale</h2>



<p><strong>Nonostante i legami culturali e religiosi con la Russia, la Grecia ha storicamente mantenuto relazioni privilegiate con il Regno Unito e gli Stati Uniti. </strong>Non si tratta di una contraddizione, ma di una necessità strategica. Assicurazioni marittime, finanza navale, protezione delle rotte e infrastrutture logistiche dipendono in larga misura dal sistema angloamericano. Allo stesso tempo, i rapporti con Mosca permettono alla Grecia di mantenere una certa influenza nel Mar Nero e nel Caucaso. Gli armatori greci hanno quindi assunto un ruolo quasi geopolitico. Le loro necessità economiche influenzano spesso le decisioni di Atene sulle sanzioni, sulle rotte energetiche e sulla sicurezza marittima.</p>



<p>Questa struttura, però, ha avuto anche effetti interni. La Grecia ha sviluppato una più che discreta capacità di proiezione esterna, ma <strong>maggiore difficoltà nel costruire uno Stato centrale pienamente coeso.</strong> Le élite armatoriali e commerciali hanno spesso agito con grande autonomia rispetto al potere politico, favorendo una struttura frammentata, legata a reti familiari e clientelari. </p>



<p>Le grandi crisi della storia greca moderna mostrano bene questa tensione. Durante la Prima guerra mondiale il Paese si spaccò tra monarchici e venizelisti; dopo la campagna anatolica seguì una profonda crisi politica; nel dopoguerra arrivò la guerra civile. Anche nelle crisi economiche contemporanee e nelle divisioni sulla politica estera è emersa una difficoltà cronica nel centralizzare lo Stato in maniera compatta. In altre parole, la stessa tradizione commerciale e marittima che ha reso la Grecia influente all’esterno ha anche limitato la costruzione di un sistema politico interno completamente unitario.</p>



<p><strong>Il ruolo degli armatori greci è emerso chiaramente anche nelle recenti tensioni nello Stretto di Hormuz,</strong> uno dei corridoi energetici più importanti del mondo. Una parte rilevante del petrolio globale passa da quell’area e molte petroliere coinvolte appartengono o sono gestite da compagnie greche. Nel marzo 2026, durante una fase di escalation regionale, alcuni armatori greci continuarono a inviare navi attraverso Hormuz nonostante i rischi. Il caso più noto fu quello di <strong>George Prokopiou</strong>, che fece transitare diverse petroliere nel corridoio. La scelta mostrò come gli armatori greci siano in grado di sfruttare le crisi geopolitiche mantenendo al tempo stesso aperti flussi energetici essenziali verso l’Asia. In questo senso gli armatori greci agiscono quasi come attori strategici autonomi. Da un lato garantiscono continuità al commercio energetico mondiale; dall’altro ottengono enormi vantaggi economici grazie all’aumento dei premi di trasporto nelle aree di crisi. Anche la fiscalità greca riflette questa centralità. <strong>Atene protegge il settore navale con regimi fiscali favorevoli e incentivi specifici, </strong>perché considera gli armatori una componente fondamentale dell’economia nazionale e dell’influenza geopolitica del paese.</p>



<p>Il legame con Cipro rafforza ulteriormente questa rete. L’isola rappresenta un hub logistico e finanziario importante per molte compagnie greche e costituisce un tassello strategico nel Mediterraneo orientale, soprattutto rispetto ai rapporti con la Turchia, con la Russia e con le rotte energetiche regionali. La Grecia quindi non è una grande potenza nel senso tradizionale del termine. Tuttavia possiede una proiezione marittima globale che le consente di <strong>esercitare un’influenza molto superiore alle proprie dimensioni. </strong>Attraverso gli armatori, Atene riesce a intervenire indirettamente nei flussi energetici, nelle rotte commerciali e negli equilibri strategici del Mediterraneo e del Medio Oriente.</p>



<p>Allo stesso tempo, questa stessa struttura marittima e commerciale ha contribuito alla nascita di una classe dirigente spesso poco incline alla centralizzazione statale e incapace di far emergere altri settori economici dello stesso peso. La Grecia moderna si è quindi sviluppata come una nazione capace di flessibilità geopolitica verso l’esterno (nonostante le cuocenti sconfitte belliche), ma caratterizzata da persistenti fragilità nella coesione interna dello Stato. Analizzare il mercato del trasporto mercantile marittimo, in particolare la classe armatoriale greca, significa accedere a una delle componenti fondamentali del commercio globale e di un vicino importante dello stato italiano.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-grecia-degli-armatori-un-potere-globale-sui-mari-e-uno-stato-fragile-alle-spalle.html">La Grecia degli armatori: un potere globale sui mari e uno Stato fragile alle spalle</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dall’Egeo al Levante: l&#8217;asse geopolitico che Grecia, Cipro e Israele hanno costruito contro la Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dallegeo-al-levante-lasse-geopolitico-che-grecia-cipro-e-israele-hanno-costruito-contro-la-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 04:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=517876</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mediterraneo" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi il triangolo tra Atene, Nicosia e Tel Aviv è diventato uno degli assi geopolitici più importanti del Mediterraneo orientale.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dallegeo-al-levante-lasse-geopolitico-che-grecia-cipro-e-israele-hanno-costruito-contro-la-turchia.html">Dall’Egeo al Levante: l&#8217;asse geopolitico che Grecia, Cipro e Israele hanno costruito contro la Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mediterraneo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 30 aprile 2026 le forze israeliane hanno intercettato al largo di Creta parte della <strong>Global Sumud Flotilla,</strong> la missione internazionale diretta verso Gaza con attivisti filopalestinesi e aiuti umanitari. Secondo diversi gruppi pro-palestinesi, l’operazione sarebbe avvenuta anche con una forma di coordinamento logistico greco, accusa mai confermata ufficialmente da Atene. <strong>L’episodio ha però mostrato ancora una volta quanto siano diventati stretti i rapporti strategici tra </strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/mosca-atene-e-nicosia-il-grande-gioco-nella-chiesa-di-cipro.html" type="post" id="379138">Grecia, Cipro e Israele.</a></p>



<p>Per decenni sembrava quasi impossibile immaginare una convergenza stabile tra Grecia, Cipro e Israele. Oggi, invece, il triangolo tra Atene, Nicosia e Tel Aviv è diventato uno degli assi geopolitici più importanti del Mediterraneo orientale. Non si tratta soltanto di cooperazione energetica o militare: dietro questa convergenza c’è una trasformazione profonda degli equilibri regionali, accelerata dalla crisi dei rapporti tra Israele e Turchia, dalle tensioni nell’Egeo e dal <strong>nuovo ruolo assunto dal Mediterraneo come spazio strategico tra Europa e Medio Oriente.</strong></p>



<p>Durante la Guerra Fredda la Grecia mantenne una posizione relativamente distante da Israele. Atene, pur appartenendo alla NATO, cercava di mantenere rapporti solidi con il mondo arabo e per lungo tempo evitò un pieno riallineamento con Tel Aviv. Il riconoscimento diplomatico completo di Israele arrivò soltanto nel 1990, molto più tardi rispetto ad altri Paesi occidentali. <strong>Nella cultura politica greca sopravvivevano inoltre forti correnti filopalestinesi,</strong> soprattutto nella sinistra antiamericana e nazional-popolare.</p>



<p>Il cambiamento inizia dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ma accelera realmente dopo il 2010. <strong>L’incidente della Mavi Marmara e il progressivo deterioramento delle relazioni tra Israele e la Turchia aprono uno spazio geopolitico nuovo.</strong> In quel momento Grecia e Cipro diventano per Israele partner strategici alternativi ad Ankara nel Mediterraneo orientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Da allora la cooperazione è cresciuta costantemente. Le esercitazioni militari congiunte si sono moltiplicate, così come i progetti energetici e i contatti politici ai massimi livelli. <strong>Benjamin Netanyahu ha più volte definito Grecia e Cipro “partner strategici” </strong>di Israele nel Mediterraneo. In uno dei summit trilaterali degli ultimi anni, l’allora premier israeliano parlò della necessità di costruire “stabilità, sicurezza e prosperità comuni” nel Mediterraneo orientale. Il premier Israeliano, durante il summit trilaterale israelo-greco-cipriota a Gerusalemme (dicembre 2025), ha dichiarato : “A coloro che credono di poter ripristinare il loro impero, diciamo che questo non accadrà. La coalizione trilaterale non cerca il conflitto con nessuno, ma piuttosto la stabilità&#8221;.</p>



<p><strong>Il messaggio appariva chiaramente indirizzato alla Turchia, in risposta alle sue ambizioni espansionistiche. </strong>Ankara sembra infatti perseguire un disegno strategico di ampia portata, volto a proiettarsi fino all’oceano e a consolidarsi quale principale potenza del Levante, assumendo al contempo il ruolo di cerniera geopolitica tra il Mediterraneo e l’area indo-pacifica. Un simile obiettivo, qualora fosse realizzato, comporterebbe inevitabilmente un ridimensionamento del ruolo di Tel Aviv, relegandola a una posizione subordinata o quantomeno secondaria rispetto ad Ankara, soprattutto nell’ipotesi di un progressivo disimpegno degli Stati Uniti dalla regione.</p>



<p>Anche il premier greco <strong>Kyriakos Mitsotakis </strong>ha insistito più volte sul fatto che la cooperazione con Israele rappresenti un “pilastro di stabilità regionale”, soprattutto in materia energetica e di sicurezza. Dopo le accuse turche secondo cui Grecia, Cipro e Israele starebbero formando un fronte anti-turco, il ministero degli Esteri greco ha risposto sostenendo che la cooperazione trilaterale “non è diretta contro terzi”, ma serve alla stabilità regionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;questione turca&#8221;</h2>



<p>Dietro queste formule diplomatiche esiste però una realtà geopolitica molto più concreta. Il vero collante dell’asse è infatti la questione turca. <strong>I punti di attrito sono almeno tre: Siria, Cipro ed Egeo.</strong> In Siria, Israele guarda con crescente sospetto all’espansione dell’influenza turca. Nel Mar Egeo continuano le dispute tra Grecia e Turchia su spazio aereo, piattaforme continentali e zone economiche esclusive. A Cipro, invece, resta aperta la ferita del 1974, con la presenza militare turca nel Nord dell’isola.</p>



<p>Per questo motivo, negli ambienti strategici greci e ciprioti Israele viene sempre più percepito come un alleato implicito nel contenimento della pressione turca nel Mediterraneo orientale. Anche parte della stampa turca descrive apertamente la cooperazione Grecia-Cipro-Israele come un “fronte anti-turco”.</p>



<p><strong>La dimensione energetica ha avuto un ruolo decisivo nel consolidamento dell’asse. </strong>Il progetto EastMed, pensato per collegare i giacimenti di gas israeliani e ciprioti all’Europa passando per la Grecia, è stato per anni presentato come una svolta strategica per l’autonomia energetica europea. In realtà, il valore geopolitico del progetto era forse persino più importante di quello economico. EastMed rappresentava infatti la possibilità di costruire una rete energetica mediterranea alternativa alle rotte controllate dalla Turchia. Anche se oggi il progetto appare ridimensionato, il suo significato politico rimane enorme: creare una continuità strategica tra Levante ed Europa attraverso l’ellenismo mediterraneo.</p>



<p>In parallelo sono aumentati gli investimenti israeliani in Grecia e Cipro. Il turismo israeliano è cresciuto rapidamente, mentre <strong>diversi investitori israeliani hanno acquistato immobili e attività soprattutto nelle isole greche e a Cipro. </strong>Dopo il 7 ottobre e l’instabilità regionale, i media greci e turchi hanno persino discusso indiscrezioni secondo cui ambienti politici israeliani avrebbero valutato la possibilità di utilizzare alcune isole greche come “safe haven” per cittadini israeliani in caso di guerra regionale. Le autorità greche hanno ufficialmente smentito queste ricostruzioni, ma il solo fatto che tali scenari vengano discussi mostra quanto il rapporto tra i due paesi sia diventato stretto.</p>



<p>A rendere possibile questo riavvicinamento è stato anche <strong>l`appoggio a questa linea della classe dirigente greca.</strong> La borghesia ellenica, storicamente legata al settore marittimo e armatoriale, ha sempre mantenuto forti connessioni con il mondo anglosassone, soprattutto con Regno Unito e Stati Uniti. In questo contesto, l’avvicinamento a Israele ha rappresentato anche un rafforzamento dell’ancoraggio greco al sistema strategico americano nel Mediterraneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le opposizioni in Grecia e a Cipro, l&#8217;irritazione della Turchia</h2>



<p>Non tutti, però, sostengono questa alleanza. In Grecia esistono ancora forti correnti filopalestinesi e anti-israeliane, sia nella sinistra radicale sia in parte dell’area nazionalista. Negli ultimi mesi partiti della sinistra greca hanno criticato apertamente i summit tra Mitsotakis, Netanyahu e il presidente cipriota <strong>Nikos Christodoulides</strong>, accusando il governo di “militarizzare” ulteriormente il Mediterraneo orientale. Bisogna Anche tenere presente che seppur minoritari In Grecia persistono sentimenti antiebraici (in una minoranza in passato significativa) legati a una tradizione ortodossa di stereotipi complottisti (Protocolli di Sion). Il metropolita Seraphim di Piraeus nel 2010 su Mega TV aveva detto : &#8220;gli ebrei hanno orchestrato l&#8217;Olocausto&#8221; e &#8220;il sionismo mondiale vuole schiavizzare Grecia e Ortodossia&#8221;.</p>



<p>Anche a Cipro non mancano opposizioni. Alcuni ambienti politici temono che l’isola possa trasformarsi in una piattaforma avanzata di un eventuale confronto tra Israele e Turchia. Perfino nel dibattito online cipriota emergono timori che Cipro diventi una “buffer zone” tra Ankara e Tel Aviv. Il leader AKEL Stefanos Stefanou ha accusato Israele di “comprarsi” l’isola con acquisti di terreni per creare “ghetti sionisti, scuole e sinagoghe”, affermando che “Israele non tollera critiche e vuole controllare tutto”. Il metropolita di Morphou Neofytos ha criticato duramente Israele per le sue politiche in Gaza, definendole “genocidio” in sermoni recenti.</p>



<p><strong>In parallelo, la Turchia osserva con crescente irritazione questa convergenza. </strong>Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha accusato Grecia, Cipro e Israele di voler costruire “un’alleanza contro i paesi musulmani”. Ankara considera infatti il triangolo ellenico-israeliano come un tentativo di contenimento strategico turco nel Mediterraneo orientale.</p>



<p>Al di là della retorica diplomatica, il Mediterraneo orientale sta entrando in una nuova fase storica. Grecia, Cipro e Israele hanno costruito una convergenza fondata non su affinità culturali spontanee, ma sulla percezione di interessi strategici comuni: energia, sicurezza marittima, contenimento turco e integrazione nel sistema occidentale guidato dagli Stati Uniti.</p>



<p>L’ellenismo mediterraneo e Israele, un tempo distanti, oggi condividono una stessa geografia della paura e della sicurezza. Ed è proprio questa convergenza strategica, più ancora delle pipeline o degli accordi militari, a spiegare la nascita del nuovo asse del Levante mediterraneo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dallegeo-al-levante-lasse-geopolitico-che-grecia-cipro-e-israele-hanno-costruito-contro-la-turchia.html">Dall’Egeo al Levante: l&#8217;asse geopolitico che Grecia, Cipro e Israele hanno costruito contro la Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Macron e Mitsotakis: l’asse franco-ellenico per contenere la Turchia nel Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macron-e-mitsotakis-lasse-franco-ellenico-per-contenere-la-turchia-nel-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 04:29:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=517874</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’incontro tra Emmanuel Macron e Kyriakos Mitsotakis ad Atene è stato la riaffermazione di un asse storico tra Francia e Grecia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-e-mitsotakis-lasse-franco-ellenico-per-contenere-la-turchia-nel-mediterraneo.html">Macron e Mitsotakis: l’asse franco-ellenico per contenere la Turchia nel Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’incontro tra <strong>Emmanuel Macron e Kyriakos Mitsotakis ad Atene non è stato soltanto un vertice diplomatico tra due governi europei.</strong> Dietro le immagini ufficiali, le strette di mano, le visite militari e le dichiarazioni sulla cooperazione strategica si intravede qualcosa di più profondo: la riaffermazione di <strong>un asse storico tra Francia e Grecia</strong> che attraversa due secoli di storia europea e mediterranea. Un rapporto che non può essere letto soltanto in termini militari o geopolitici, perché coinvolge identità, memoria storica, civiltà e persino differenti concezioni dell’Europa.</p>



<p>La scena scelta per l’incontro non è stata casuale. La visita alla fregata “Kimon”, simbolo della moderna cooperazione navale franco ellenica, ha rappresentato plasticamente la nuova postura strategica della Grecia nel Mediterraneo orientale. Atene, dopo anni di crisi economica e ridimensionamento delle proprie capacità militari, ha avviato <strong>uno dei più importanti programmi di riarmo della sua storia recente,</strong> puntando soprattutto sulla partnership con Parigi. L’acquisto in questi anni dei 24 Rafale francesi, delle 3 fregate Belharra e dei sistemi missilistici come Exocet non è soltanto una scelta tecnica o commerciale. È una scelta geopolitica. La cooperazione militare franco-ellenica supera i 5,5 miliardi di euro.</p>



<p>La Francia, da parte sua, utilizza il rapporto privilegiato con la Grecia per presentarsi come la principale potenza militare europea con capacità di proiezione nel Mediterraneo. In un’Europa frammentata, priva di una reale politica estera comune e ancora dipendente dall’ombrello americano, <strong>Macron cerca di costruire l’immagine di una Francia capace di agire come garante strategico </strong>dello spazio mediterraneo. Difendere la Grecia significa quindi anche difendere il ruolo internazionale della Francia stessa. Detto negl`apparati ellenici resta il timore se all`atto pratico Parigi è disposta ad entrare in guerra con Ankara</p>



<p>Dietro questa cooperazione si muove inevitabilmente la questione turca. La dottrina della <em>Mavi Vatan</em>, la “Patria Blu” elaborata negli ultimi anni da parte dell’establishment strategico di Ankara, ha ridefinito l’approccio turco al Mediterraneo orientale.<strong> Per Atene questa dottrina rappresenta una minaccia diretta agli equilibri dell’Egeo,</strong> alle zone economiche esclusive greco cipriote e più in generale alla presenza ellenica nel Mediterraneo orientale. In questo contesto, il rafforzamento della presenza francese assume un significato che va oltre la semplice cooperazione bilaterale.</p>



<p>Anche il recente dispiegamento navale francese nell’area cipriota, dopo l’escalation regionale e le tensioni attorno alla base britannica di Akrotiri, è stato interpretato da molti osservatori non solo come un messaggio verso Iran o Hezbollah, ma anche come <strong>una dimostrazione implicita di deterrenza verso Ankara.</strong> La Francia vuole mostrare di poter operare stabilmente nello spazio mediterraneo orientale e di essere pronta a proteggere i propri alleati regionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;concorrenza&#8221; di Israele</h2>



<p>In questo scenario <strong>Israele rimane probabilmente il partner militare più efficace e operativo per Grecia e Cipro nel contenimento delle ambizioni turche.</strong> L’asse energetico e strategico tra Gerusalemme, Atene e Nicosia si è consolidato negli ultimi anni soprattutto sul piano dell’intelligence, della sicurezza e della cooperazione navale. Tuttavia è la Francia a offrire qualcosa che Israele non può offrire pienamente sul piano simbolico e diplomatico: <strong>la legittimazione europea. </strong>Parigi riesce infatti a presentare la difesa della Grecia non come una semplice alleanza regionale ma come la protezione di una frontiera europea e mediterranea.</p>



<p>Ma il rapporto tra Francia e Grecia non nasce oggi. Le sue radici affondano nel XIX secolo e nella nascita stessa dello Stato greco moderno. L’Illuminismo francese, la Rivoluzione francese e le guerre napoleoniche contribuirono indirettamente alla diffusione delle idee nazionali e rivoluzionarie nei Balcani e nel Mediterraneo orientale. <strong>Molti intellettuali greci che prepararono la rivoluzione del 1821 furono influenzati dalla cultura politica francese. </strong>Per buona parte del filellenismo europeo dell’epoca la liberazione della Grecia non rappresentava soltanto una guerra nazionale contro l’Impero Ottomano, ma un evento simbolico per l’intera Europa.</p>



<p>La Grecia veniva percepita come la culla della civiltà europea, e la sua rinascita assumeva quasi un carattere messianico. Nella memoria storica ellenica è rimasta forte l’idea che la rivoluzione greca abbia inaugurato simbolicamente la stagione delle liberazioni nazionali europee dell’Ottocento. Non pochi ambienti culturali greci hanno interpretato l’indipendenza ellenica come l’archetipo della liberazione dei popoli storici europei.</p>



<p>Anche nel Novecento <strong>il rapporto con la Francia ha mantenuto una dimensione quasi esistenziale per parte dell’élite greca. </strong>Durante la dittatura dei colonnelli molti oppositori trovarono rifugio a Parigi. Konstantinos Karamanlis stesso visse nella capitale francese durante l’esilio. La Francia divenne uno dei centri politici e culturali dell’opposizione democratica ellenica, rafforzando ulteriormente il legame tra i due Paesi.</p>



<p>Eppure il rapporto tra Francia e mondo ellenico non è privo di profonde ambivalenze. Se da una parte Parigi viene vista come storica alleata dell’ellenismo moderno, dall’altra in alcuni ambienti ortodossi tradizionalisti la Francia rappresenta anche la patria dell’Illuminismo radicale, della secolarizzazione e del laicismo europeo. Qui emerge il tema della <em>Romiosini,</em> cioè la continuità spirituale e culturale del mondo romano orientale e bizantino all’interno dell’identità ellenica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rapporto particolare</h2>



<p>Per una parte del pensiero ortodosso conservatore, il modello occidentale nato dopo la Rivoluzione francese avrebbe progressivamente allontanato l’ellenismo moderno dalla sua matrice romano bizantina. Non sono pochi i monaci o gli ambienti tradizionalisti che guardano con diffidenza al laicismo francese, all’anticlericalismo e più recentemente alle trasformazioni culturali dell’Europa contemporanea. In questa lettura polemica l’“Occidente latino” viene spesso accusato di aver accelerato la scristianizzazione europea.</p>



<p>All’interno di questi ambienti esiste talvolta anche una percezione della Russia come possibile custode dei valori tradizionali ortodossi contro la deriva secolarizzata dell’Occidente. Si tratta di una visione minoritaria e controversa nella Grecia contemporanea, ma che continua a esercitare influenza in alcuni settori religiosi e culturali.</p>



<p>È proprio questa tensione irrisolta a rendere il rapporto franco ellenico così particolare. La Francia rappresenta simultaneamente per la Grecia moderna la protezione europea, la modernità politica, il prestigio occidentale e allo stesso tempo l’origine di quella secolarizzazione che una parte del mondo ortodosso considera estranea alla tradizione della Romiosini.</p>



<p>Per questo l’incontro tra Macron e Mitsotakis non può essere interpretato soltanto come un accordo militare o una partnership economica. È il riflesso di un rapporto storico molto più profondo in cui si intrecciano geopolitica, identità europea, memoria bizantina, Mediterraneo e lotta per la leadership regionale. <strong>Difendendo la Grecia, la Francia cerca oggi di presentarsi come il principale garante europeo del Mediterraneo orientale</strong> cercando di avere una voce maggiore anche nei confronti d`isreale. E la Grecia, stringendosi a Parigi, tenta di rafforzare la propria posizione in una delle aree più instabili e strategicamente decisive del continente europeo.</p>



<p>Dietro il protagonismo mediterraneo di Macron pesa però anche il nodo economico. La Francia prevede oltre 430 miliardi di euro di spesa militare tra il 2024 e il 2030, con un aumento di 36 miliardi per le forze armate. Ma secondo “Le Monde” e la Corte dei conti francese, le ambizioni strategiche di Parigi rischiano di scontrarsi con fragilità fiscali sempre più evidenti e con un indebitamento ai livelli più alti degli ultimi quindici anni. Parigi come nella sua storia vuole giocare su molteplici tavoli da protagonista ma la coperta finanziaria e anche industriale rischia di essere corta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-e-mitsotakis-lasse-franco-ellenico-per-contenere-la-turchia-nel-mediterraneo.html">Macron e Mitsotakis: l’asse franco-ellenico per contenere la Turchia nel Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;giallo&#8221; delle isole greche acquistate da Israele: cosa c&#8217;è di vero (e di falso)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-giallo-delle-isole-greche-acquistate-da-israele-cosa-ce-di-vero-e-di-falso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2026 05:02:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=515661</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le infondate voci turche su un presunto affitto di isole greche a Israele hanno alimentato le tensioni nel Mediterraneo orientale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-giallo-delle-isole-greche-acquistate-da-israele-cosa-ce-di-vero-e-di-falso.html">Il &#8220;giallo&#8221; delle isole greche acquistate da Israele: cosa c&#8217;è di vero (e di falso)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260501161300377_34d6d15b252dd1fdbb8d1559762e8dc2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I media turchi diffondono voci secondo cui alcune isole greche sarebbero state date in affitto a Israele, aumentando il clima di tensione nel Mediterraneo orientale. Si tratta però di un caso di disinformazione geopolitica, una notizia priva di aggiornamenti reali che è stata riproposta e manipolata in un momento di estrema sensibilità per gli equilibri della regione. Così l&#8217;idea di una Cupola di Ferro immobiliare fatta di isolotti trasformati in basi civili per israeliani in fuga dai missili iraniani è tornata a circolare con forza. Secondo quanto riportato da <a href="https://www.trtworld.com/article/913ae7861e5d">alcuni quotidiani turchi filogovernativi</a>, <strong>il piano per l’acquisizione di 40 isolotti greci da parte di Israele</strong>, mediata dal fondo JNF (<em>Jewish National Fund</em>), non sarebbe più solo una vecchia suggestione ma una strategia di sicurezza nazionale per creare centri di evacuazione temporanei in caso di guerra regionale su larga scala.</p>



<p>Le radici di questa storia risalgono in realtà al 2022, quando <strong>Avri Steiner</strong> &#8211; esponente del partito israeliano di centro <em>Kahol Lavan</em> (Blu e Bianco) e allora membro del consiglio di amministrazione di <em>Himnuta</em>, società controllata dal JNF e nota per l&#8217;acquisto di terreni nella Cisgiordania occupata &#8211; avanzò ufficialmente la proposta. &#8220;L&#8217;obiettivo è creare un&#8217;altra Cupola di Ferro per il popolo ebraico&#8221;, aveva dichiarato Steiner al quotidiano israeliano <em>Maariv</em>. All&#8217;epoca, la proposta <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/.premium.HIGHLIGHT-will-greek-islands-become-a-haven-for-the-jewish-people-in-case-of-emergency-1.10676155">fu respinta dalla maggioranza del board,</a> che sostenne come il mandato del Fondo non permettesse acquisti fuori dal territorio di Israele. </p>



<p>Eppure, alla fine di marzo 2026, la notizia è stata improvvisamente riproposta in una nuova veste, trovando terreno fertile nelle tensioni tra Teheran e Tel Aviv. La reazione turca non si è fatta attendere e il 2 aprile scorso, Tahsin Ertuğruloğlu, il ministro degli Esteri della Repubblica turca di Cipro Nord <strong>&#8211; </strong>entità riconosciuta internazionalmente dalla sola Ankara -, ha definito l’ipotesi <a href="https://www.google.com/search?q=Repubblica+Turca+di+Cipro+del+Nord&amp;oq=cirpo+nord+da+chi+%25C3%25A8+riconosciuta&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOdIBCDUxODVqMGo0qAIAsAIB&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8&amp;mstk=AUtExfDqH-IT1AokNboYFIpapO2ZNEy5xYAhvUZkwN7IaQAASm4vallxGDK_dNgjYNIBCqre9bZIEGADW_GXVSDwtIA604qCVP8exwvyen_dB--dkVQthQTNQ4cgnNoLxVXfw3BrGkWjH-K69wOxtP-FxPDYh5UGLNNyb8AJNSBFRnEAmzHK9LqInaQ--iOmpLLzNdQ7jrldOmcCvzR6eORbx-5hhca71nJ1zEWTpHPXV1ZebDwnVlUgUSs3xIlS5qmhIiZT95fvQFP_EKzoNU23ivP6&amp;csui=3&amp;ved=2ahUKEwiYpraKjY6UAxXv_7sIHaUNH-0QgK4QegQIARAB">una &#8220;chiara causa di guerra&#8221;</a>. Per Ertuğruloğlu, si tratterebbe di una &#8220;ripetizione del progetto di occupazione della Palestina&#8221; finalizzato all&#8217;accerchiamento della Turchia e di Cipro Nord. </p>



<p>Un’altra ragione per cui la narrazione dell’affitto delle isole è parsa verosimile risiede nella <a href="https://www.construction.am/news/266-greece-to-lease-40-uninhabited-islands/#:~:text=Greece%2520's%2520Hellenic%2520Republic%2520Asset,receiving%2520international%2520aid%252C%2520reported%2520Bloomberg.">strategia economica adottata da Atene</a> nel 2012. In piena crisi finanziaria, il governo greco attivò un piano di privatizzazioni che prevedeva la concessione a lungo termine, fino a 50 anni, di circa 40 isolotti disabitati per abbattere il debito pubblico e investire sul turismo. A questo si aggiunge il progressivo rafforzamento dell&#8217;asse tra Grecia e Israele che dal 2010 a oggi hanno costruito insieme a Cipro un’alleanza strategica basata sulla cooperazione energetica e militare, trasformando il Mediterraneo orientale in un bacino di interessi comuni.</p>



<p>A dare forza a questi sospetti sono anche i numeri reali del mercato. <strong>Nel 2025 la Grecia è diventata la prima meta turistica per gli israeliani con oltre 2,2 milioni di arrivi,</strong> secondo quanto dichiarato dall’<a href="https://www.kis.gr/en/israel/greece-israel/greece-no-1-travel-destination-for-israelis">ambasciata israeliana in Greci</a>a. e le autorizzazioni per gli investitori israeliani sono aumentate del 91,5%, raggiungendo quota 636 nel 2025, <a href="https://www.ekathimerini.com/economy/real-estate/1294910/five-countries-dominate-golden-visas/">secondo il quotidiano greco Ekathimerini</a> che collega tale incremento alla guerra a Gaza e al desiderio di molte famiglie di trasferirsi in un Paese più sicuro.</p>



<p><br>Proprio mentre le voci sul coinvolgimento israeliano si diffondevano, la rappresentante permanente greca all&#8217;ONU, Aglaia Balta, <a href="https://www.corrieredelsud.it/nsite/2016-07-14-15-53-27/attualita/34276-lettera-della-grecia-all-onu-sulla-turchia-il-diritto-a-12-miglia-e-inalienabile.html">ha inviato una lettera ufficiale alle Nazioni Unite</a> il 31 marzo 2026. Nel documento, Atene respinge come “infondate e illegali” le pretese turche nell&#8217;Egeo, ribadendo un principio del diritto internazionale secondo cui ogni isola greca, a prescindere dalle dimensioni, ha diritto a zone marittime oltre le 6 miglia nautiche e rivendicando il diritto di estendere le acque territoriali delle isole fino a 12 miglia nautiche, rifiutando il casus belli turco. In questo clima, Atene ha anche invocato la <a href="https://greekcitytimes.com/2026/03/27/turkish-media-claims-greek-islands-israel-aegean/?fbclid=IwY2xjawRcQKFleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFiZEU1cVAxZTV3TjNJemdRc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHrFYAUIxS2MN2nT7_-X9tDw0kuNaXHfVYc4RK_Qu-Pz3ypNv4LL4KtaBxBuR_aem_iSAFM9fLChUcvANeeFmOtg">necessità di maggiore cautela</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-giallo-delle-isole-greche-acquistate-da-israele-cosa-ce-di-vero-e-di-falso.html">Il &#8220;giallo&#8221; delle isole greche acquistate da Israele: cosa c&#8217;è di vero (e di falso)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Grecia cambia postura sulla Difesa e agita le acque del Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-grecia-cambia-postura-sulla-difesa-e-agita-le-acque-del-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 17:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=507893</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1699" height="1153" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Grecia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia.jpg 1699w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1699px) 100vw, 1699px" /></p>
<p> Il ritiro degli Usa e l'ascesa della Turchia preoccupano la Grecia. Che così ha deciso di cambiare rotta sulle strategia di Difesa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-grecia-cambia-postura-sulla-difesa-e-agita-le-acque-del-mediterraneo.html">La Grecia cambia postura sulla Difesa e agita le acque del Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1699" height="1153" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Grecia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia.jpg 1699w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/grecia-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1699px) 100vw, 1699px" /></p>
<p>La Repubblica Ellenica sta vivendo una fase di profonda trasformazione della propria dottrina di difesa, un cambiamento passato in secondo piano ma che potrebbe ben presto ridisegnare gli equilibri nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale. Nell’aprile dello scorso anno Atene ha annunciato un ambizioso piano di <strong>investimenti per la modernizzazione delle Forze Armate</strong>, con particolare attenzione alla Marina e all’Aeronautica. <a href="https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/greece-spend-more-than-25-bln-euros-arms-procurements-by-2036-2025-03-12/">25 miliardi di euro saranno spesi in programmi d’armamento fino al 2036</a> con l’obiettivo di acquisire tecnologie all’avanguardia, rafforzare le capacità operative e sostenere lo sviluppo dell’industria nazionale della difesa. È un salto non solo quantitativo, ma qualitativo, che riflette sia <strong>la crescente complessità dello scenario regionale </strong>sia la necessità di colmare un divario tecnologico percepito rispetto agli attori vicini, leggi Repubblica di Turchia, l’atavico rivale. </p>



<p>A novembre, questo nuovo percorso è stato inserito in una cornice dottrinale più chiara con la presentazione della <a href="https://greekcitytimes.com/2025/12/01/dendias-new-greek-deterrence-doctrine-achilles-shield/">nuova strategia di deterrenza multi-dominio</a> (terra, mare, aria, cyberspazio e spazio) da parte del ministro della Difesa greco <strong>Nikos Dendias</strong>. Il cambiamento è radicale: la responsabilità primaria della difesa delle acque dell’Egeo non sarà più affidata alla flotta di superficie, tradizionale fulcro della postura militare greca, ma verrà trasferita e riposta nei <strong>sistemi missilistici a lungo raggio disseminati in varie isole.</strong> La logica è quella di creare una fitta rete di interdizione capace di colpire rapidamente e in profondità evidenziando la vulnerabilità dei mezzi navali e aumentando la capacità di risposta in caso di crisi.</p>



<p><strong>Francia, Stati Uniti e Israele,</strong> in rispettivo ordine, sono le potenze che sono state individuate dai funzionari e dagli apparati ateniesi per sostenere lo sforzo di modernizzazione delle Forze Armate Elleniche. Il rapporto privilegiato tra Atene e Parigi è stato consolidato negli anni dalla vendita di <a href="https://en.parapolitika.gr/greece/95372/4th-belharra-frigate-deal-finalized-major-boost-for-navy/#:~:text=Greece%2520finalizes%2520%25E2%2582%25AC982M%2520deal%2520for%2520fourth%2520Belharra%2520frigate%252C,significantly%2520strengthened%2520with%2520four%2520Belharra%2520FDI%2520class%2520frigates.">diverse fregate Belharra</a>, <a href="https://www.thedefensenews.com/news-details/Greece-Plans-Additional-Rafale-Purchase-in-Response-to-Turkeys-Eurofighter-Order/">caccia Rafale</a> e dalla stipula di un accordo di mutua difesa in procinto di rinnovo. <strong>L’Eliseo ha quindi ottenuto diversi successi industriali, accresciuto influenza e proiezione in un’area vitale del Mediterraneo</strong> e, soprattutto, ottenuto una leva per contenere la Turchia. Washington garantisce all’Aeronautica greca, ad oggi, il mantenimento di un vantaggio qualitativo decisivo grazie all’inclusione di Atene nel programma F-35 Lighthing II e alla contemporanea esclusione di Ankara. Gerusalemme si è gradualmente affermato quale attore in grado di fornire sistemi di difesa aerea, droni e <strong>soluzioni avanzate nel campo della sorveglianza e della guerra elettronica. </strong>In sintesi: la sinergia tra piattaforme francesi, tecnologia statunitense e know-how israeliano consentirà, nei calcoli degli strateghi ateniesi, alla Grecia di disporre di uno strumento militare moderno e credibile sul piano della deterrenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Italia partecipa ma con prudenza</h2>



<p>Due piani cardine del processo di modernizzazione delle Forze armate prevedono: la creazione dello <a href="https://www.armyrecognition.com/news/army-news/2025/exclusive-greece-launches-2-8-billion-achilles-shield-project-to-build-national-air-defense-system">“Scudo di Achille”</a>, fiore all’occhiello del programma di riamo nazionale dal valore di 2.8 miliardi di euro, un sistema di difesa integrato e multilivello in grado di contrastare diverse minacce (droni, aerei e missili); <a href="https://athens-times.com/greek-navys-new-submarine-program-five-suitors-vie-for-deal/">l’acquisto di quattro nuovi sottomarini</a>. TKMS in Germania, Naval Group in Francia, Saab in Svezia, Fincantieri in Italia, Hyundai Heavy Industries e Hanwha Ocean in Corea del Sud sono i pretendenti pronti a sgomitare per aggiudicarsi la faraonica commessa. Atene deciderà a breve in base alla soddisfazione di tre fondamentali requisiti: <strong>la costruzione o la coproduzione in Grecia delle unità</strong>; la capacità d’integrazione dei sistemi d’arma nazionali; il rispetto della <a href="https://greekcitytimes.com/2026/02/19/greece-introduces-turkiye-clause-in-new-arms-procurement-doctrine/">“clausola turca”</a>.</p>



<p>L’Italia, come dimostrato dalla <a href="https://www.fincantieri.com/it/newsroom/news-e-comunicati-stampa/2025/cooperazione-navale-italia-grecia-fincantieri-al-centro-dellintesa-strategica">recente vendita di due fregate da parte di Fincantieri</a>, pare voler partecipare allo sviluppo delle Forze Armate Elleniche, <strong>senza, tuttavia, alienarsi il consenso della Turchia</strong>. Roma si destreggia quindi in un acrobatico atteggiamento pragmatico evitando di schierarsi apertamente con una delle parti. Ma sarà sempre più difficile districarsi tra le sponde dell’Egeo. La formazione di sempre più rigidi blocchi regionali per l’equilibro di potere nel Mediterraneo orientale toglie margini di manovra alla Penisola.</p>



<p>Il cambio di atteggiamento che oggi spinge la Grecia verso una postura più assertiva germoglia dall’interazione di due fattori esterni: <strong>l’introversione americana e l’ascesa della Turchia.</strong> Il progressivo disimpegno degli Stati Uniti dal Mediterraneo, accompagnato da una concentrazione di risorse verso l’Indo-Pacifico, ha ridotto il livello di garanzia percepito dai partner regionali. Per un Paese come la Grecia, tuttora ancorato alla protezione americana, questo spostamento di risorse e attenzioni ha aperto una fase di incertezza. Atene si trova così costretta a investire maggiormente nella propria capacità di difesa, a<strong>ccettando costi economici, politici e sociali superiori rispetto al passato.</strong> Parallelamente la Repubblica di Turchia ha consolidato negli ultimi anni la propria influenza nell’agone internazionale grazie alle proprie capacità diplomatiche e militari, a un’industria bellica nazionale all’avanguardia e in rapida crescita e soprattutto a una chiara strategia commisurata ai mezzi. </p>



<p>La trasformazione della postura strategica greca riflette quindi un nuovo bisogno di sicurezza nel proprio intorno geografico. La modernizzazione delle Forze Armate e la deterrenza multi-dominio rappresentano una risposta <strong>a un ambiente percepito come fortemente instabile</strong>, segnato dal minor coinvolgimento americano e dall’emergere della Turchia come potenza regionale. Tuttavia, questo cambio di rotta (re)introduce nuovi fattori di tensione che potrebbero rendere il futuro dell’Egeo, e per estensione del Mediterraneo, più incerto e delicato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-grecia-cambia-postura-sulla-difesa-e-agita-le-acque-del-mediterraneo.html">La Grecia cambia postura sulla Difesa e agita le acque del Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chevron, dopo Israele c&#8217;è la Grecia: espansione a tutto campo nell&#8217;offshore</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/chevron-dopo-israele-ce-la-grecia-espansione-a-tutto-campo-nelloffshore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 06:16:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Chevron]]></category>
		<category><![CDATA[Gas naturale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=505772</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chevron entra nel settore del petrolio e del gas naturale greco e rafforza la sua presenza e quella americana nel comparto energetico del Mar Mediterraneo orientale. L&#8217;ormai tramontato progetto del gasdotto EastMed sembra un lontano ricordo ma lo schema che appare consolidarsi ne segue, idealmente, la traccia. Il ruolo di Chevron, dalla Grecia a Israele &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/chevron-dopo-israele-ce-la-grecia-espansione-a-tutto-campo-nelloffshore.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/chevron-dopo-israele-ce-la-grecia-espansione-a-tutto-campo-nelloffshore.html">Chevron, dopo Israele c&#8217;è la Grecia: espansione a tutto campo nell&#8217;offshore</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260120145609779_f0612aaebffa7ac5fb3d6f98de59f9a5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Chevron</strong> entra nel settore del <strong>petrolio e del gas naturale</strong> greco e rafforza la sua presenza e quella americana nel comparto energetico del Mar Mediterraneo orientale. L&#8217;ormai tramontato progetto del gasdotto <strong>EastMed sembra un lontano ricordo</strong> ma lo schema che appare consolidarsi ne segue, idealmente, la traccia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Chevron, dalla Grecia a Israele</h2>



<p>Il<strong> settore dell&#8217;esplorazione offshore unisce Israele e Grecia,</strong> Paesi alleati sul piano politico, economico e militare e gli <strong>Stati Uniti,</strong> tramite la loro seconda compagnia per dimensione dietro <a href="https://it.insideover.com/energia/33-miliardi-di-utili-exxonmobil-ci-ricorda-cosi-che-lera-del-petrolio-non-e-finita.html">ExxonMobil, </a>benedicono un nuovo asse energetico volto a ridefinire le rotte di forniture alla sponda Sud dell&#8217;Europa e del mercato del gas naturale liquefatto sostituendo l&#8217;oro blu della Russia. Chevron otterrà il 70% della partecipazione di quattro blocchi offshore, due a Sud della penisola del Peloponneso e due a Creta, per cercare idrocarburi assieme a Helleniq Energy, che avrà il 30% del nuovo consorzio.</p>



<p>L&#8217;azienda di Houston è sempre più protagonista del mercato energetico regionale. Solo poche settimane fa Chevron aveva annunciato importanti investimenti per rafforzare il <strong>giacimento gasiero Leviathan, pivot dell&#8217;estrazione israeliana</strong> il cui boom <a href="https://it.insideover.com/energia/chevron-punta-sul-giacimento-leviatahn-israele-sempre-piu-grande-potenza-del-gas.html">ha fatto di Tel Aviv una potenza dell&#8217;export di idrocarburi.</a> </p>



<p>Chevron è la capofila dell&#8217;investimento nel consorzio in cui è socia (39,66%) assieme alle israeliane NewMed Energy (45,34%) e Ratio Energies (15%) e che nei prossimi anni porterà a <strong>21 miliardi di metri cubi</strong> (dai 15-16 attuali) la produzione di Leviathan, dando sostanza all&#8217;<strong>accordo da </strong><a href="https://it.insideover.com/energia/israele-egitto-maxi-accordo-sul-gas-da-35-miliardi-di-dollari.html"><strong>35 miliardi di dollari per fornire energia al vicino Egitto</strong>.</a> <em>En passant</em>, Chevron è molto attiva anche nel terzo Stato che era inizialmente coinvolto nel piano di EastMed, ovvero Cipro.<a href="https://www.reuters.com/business/energy/cyprus-chevron-led-group-agree-updated-plan-offshore-field-2025-02-14/"> A Nicosia, l&#8217;azienda di Houston ha siglato un anno fa un accordo</a> per accelerare l&#8217;inizio dello sfruttamento<a href="https://www.chemanalyst.com/NewsAndDeals/NewsDetails/chevron-led-partnership-launches-feed-for-aphrodite-gas-field-40588"> del giacimento Afrodite, inizialmente pianificato da Noble, </a>conglomerato energetico incorporato da Chevron nel 2020.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ambizione di tre potenze dinamiche</h2>



<p>Israele, Grecia e Cipro rappresentano un <strong>asse politico sempre più solido e l&#8217;antica saldatura Leviathan-Afrodite</strong> ora viene proseguita con una sinergia comune in materia energetica a cui si somma una convergenza geostrategica e geopolitica decisamente attiva. <a href="https://www.timesofisrael.com/greece-israel-and-cyprus-to-step-up-joint-exercises-in-eastern-mediterranean/">A fine 2025 Tel Aviv, Atene e Nicosia</a> hanno posto in essere delle <strong>esercitazioni congiunte</strong> orientate, ufficialmente, alla tutela della &#8220;stabilità regionale&#8221; e anche a programmare la difesa delle infrastrutture energetiche critiche. </p>



<p>I tre Stati aspettano che si possano aprire prospettive positive per il <strong>corridoio economico indo-mediterraneo (Imec)</strong>, fanno della partnership energetica un pivot e vogliono presentarsi agli <strong>Usa come il vero provider securitario del Mediterraneo orientale</strong> sfidando il rivale numero uno dei tre attori regionali: la <strong>Turchia. Un messaggio anche per gli Usa</strong>, a cui gli investimenti di Chevron danno potenzialmente sostanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo schema Usa per saldare Israele, Grecia e Cipro</h2>



<p>Non è un caso che l&#8217;investimento di Chevron in Grecia sia stato annunciato pochi giorni dopo la <strong>riunione organizzata al Middle East Forum </strong>che ha riunito a Gerusalemme, lo scorso 11 febbraio, parlamentari delle tre nazioni del nuovo asse tripartito del Mediterraneo orientale e esponenti del Congresso Usa.<strong><a href="https://www.meforum.org/press-releases/historic-knesset-assembly-unites-3-1-allies-against-turkish-aggression"> Il Mef presenta come esplicitamente rivolta a contenere l&#8217;assertività della Turchia</a></strong> la riunione del consesso. Mentre la Casa Bianca di Donald Trump è aperta all&#8217;influenza di Ankara, attenta alle esigenze del presidente Recep Tayyip Erdogan e mira a evitare lo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-e-turchia-verso-la-guerra-a-tel-aviv-ce-chi-inizia-a-mettere-le-forze-a-confronto.html">scontro tra Turchia e Israele, nel Congresso,</a> chiaramente, il campo pro-Tel Aviv è vasto. </p>



<p>In quest&#8217;ottica, Chevron è un&#8217;azienda dal valore non solo economico (fattura circa 200 miliardi di dollari) ma anche geostrategico e si trova su più dossier fondamentali per la proiezione Usa. In Mediterraneo orientale aiuta Washington a sottrarre spazi futuri di mercato gasiero alla Russia, plasmando al contempo l&#8217;asse Israele-Grecia-Cipro, in Venezuela ha mostrato invece bandiera per gli Usa durante <strong>le sanzioni al regime, ora rovesciato, di Nicolas Maduro</strong> ed è la testa di ponte con cui Trump prevede <a href="https://it.insideover.com/energia/gli-usa-aprono-alleni-in-venezuela-si-rafforza-la-via-americana-di-descalzi.html">l&#8217;apertura di nuovi investimenti nel greggio di Caracas. </a>Geopolitica e energia hanno un legame sottile. E per gli Usa è oggi Chevron una delle maggiori custodi della corsa alla leadership statunitense nel settore.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/chevron-dopo-israele-ce-la-grecia-espansione-a-tutto-campo-nelloffshore.html">Chevron, dopo Israele c&#8217;è la Grecia: espansione a tutto campo nell&#8217;offshore</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un nuovo fronte energetico nel Mediterraneo: la Grecia accelera sulle centrali nucleari galleggianti</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/un-nuovo-fronte-energetico-nel-mediterraneo-la-grecia-accelera-sulle-centrali-nucleari-galleggianti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2025 15:36:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=497584</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1390" height="781" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Centrale Nucleare Galleggiante (Foto: Core Power)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER.webp 1390w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-1024x575.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-600x337.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1390px) 100vw, 1390px" /></p>
<p>Centrali nucleari galleggianti: la Grecia accelera sul progetto FNPP per rafforzare il Mediterraneo come hub energetico strategico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/un-nuovo-fronte-energetico-nel-mediterraneo-la-grecia-accelera-sulle-centrali-nucleari-galleggianti.html">Un nuovo fronte energetico nel Mediterraneo: la Grecia accelera sulle centrali nucleari galleggianti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1390" height="781" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Centrale Nucleare Galleggiante (Foto: Core Power)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER.webp 1390w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-1024x575.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-600x337.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1390px) 100vw, 1390px" /></p>
<p>Nel cuore del Mediterraneo sta prendendo forma un progetto destinato a influenzare le dinamiche energetiche dell’intera regione<a href="https://interestingengineering.com/energy/floating-nuclear-power-plant-in-greece" target="_blank" rel="noreferrer noopener">: la realizzazione di centrali nucleari galleggianti, note come Floating Nuclear Power Plants (FNPP)</a>. Una soluzione che, nata per rispondere alle fragilità delle reti elettriche insulari e costiere, si sta trasformando <strong>in una possibile alternativa strategica</strong> per un’area esposta agli effetti combinati della crisi climatica e della domanda di elettricità in aumento.</p>



<p><strong>La Grecia</strong>, con il suo mosaico di isole e la necessità di garantire forniture stabili anche nelle zone più remote, è diventata il centro del dibattito dopo un incontro ad Atene che ha riunito imprese, esperti e rappresentanti istituzionali attorno alla fattibilità del progetto. L’idea alla base delle FNPP è semplice nella forma e complessa nella realizzazione: costruire piattaforme marittime dotate di <strong>reattori nucleari modulari</strong> capaci di generare elettricità continua, senza emissioni di carbonio e con costi inferiori rispetto alle centrali tradizionali.</p>



<p>La prospettiva che queste infrastrutture possano essere posizionate al largo &#8211; senza consumo di suolo e con una gestione più flessibile delle operazioni &#8211; rappresenta un’opportunità per Paesi che puntano a diversificare le proprie riserve energetiche. La Grecia vede in questo progetto <strong>un possibile punto di svolta</strong>, anche alla luce dell&#8217;interesse internazionale per <strong>il Mediterraneo come hub energetico </strong>dedicato alle nuove tecnologie offshore in fase di sviluppo a livello globale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Greece takes its first step toward floating nuclear power.<br>CORE POWER, ABS Hellas, and Athlos Energy are now evaluating FNPP deployment—covering political will, public support, tech readiness, economics, and regulation. A major move for Greece’s clean energy and maritime future.… <a href="https://t.co/TmhmEvnxVp">pic.twitter.com/TmhmEvnxVp</a></p>&mdash; Nuclear Business Platform (@Nuclear_BP) <a href="https://twitter.com/Nuclear_BP/status/1990854622718972317?ref_src=twsrc%5Etfw">November 18, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il modello PESTLE </h2>



<p>L’incontro organizzato ad Atene a fine novembre ha visto la partecipazione di <strong>CORE POWER, ABS Hellas e Athlos Energy</strong>, tre realtà che da tempo lavorano sulla possibilità di trasferire in mare i principi della produzione nucleare avanzata. Il confronto si è concentrato <a href="https://www.corepower.energy/news/groundbreaking-floating-nuclear-energy-project-moves-forward-with-pestle-framework" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sull’utilizzo del modello PESTLE</a>, un approccio di analisi che valuta gli impatti politici, economici, sociali, tecnologici, legali e ambientali di un progetto di questa portata. Una scelta che riflette la consapevolezza che il nucleare galleggiante non può essere affrontato solo come un tema ingegneristico: richiede <strong>una visione integrata</strong> che tenga conto delle norme marittime internazionali, della percezione pubblica e delle implicazioni sui territori costieri.</p>



<p>Durante i lavori, i partecipanti hanno evidenziato il ruolo della leadership politica come fattore decisivo. Il primo ministro greco <strong>Kyriakos Mitsotakis</strong>, nei mesi precedenti, aveva espresso apertura all’idea di inserire l’energia nucleare <strong>all’interno del piano nazionale per l’energia e il clima entro il 2027</strong>. La posizione governativa, unita all’interesse degli operatori industriali, suggerisce quindi che il Paese potrebbe trovarsi in un momento di transizione in cui le FNPP non rappresentano più un concetto futuristico, ma <strong>uno scenario operativo da valutare con attenzione.</strong></p>



<p>Il quadro PESTLE servirà anche come base per un rapporto del <strong>Deon Policy Institut</strong> e per un documento aggiuntivo dedicato al possibile dispiegamento delle FNPP negli altri Paesi mediterranei. Una prospettiva che mostra come questo progetto non sia limitato alla Grecia, ma venga osservato da tutto il bacino <strong>come un potenziale modello replicabile.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le applicazioni delle centrali nucleari galleggianti</h2>



<p>ABS aveva già anticipato parte del lavoro <strong>nel 2024</strong>, quando pubblicò i primi requisiti dettagliati per la costruzione di centrali nucleari galleggianti. Quel documento evidenziava un punto cruciale: molte delle tecnologie più avanzate destinate ai reattori marittimi non hanno ancora raggiunto piena maturità. Nonostante ciò, sottolineava anche come il principio del reattore modulare – adottato nella nuova generazione di sistemi nucleari – <strong>possa essere esteso alle FNPP </strong>con vantaggi considerevoli in termini di sicurezza, costi e rapidità di implementazione.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/energia/polonia-in-arrivo-i-primi-reattori-modulari-deuropa-cosi-varsavia-inaugura-la-nuova-era-del-nucleare.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La modularità</a> non rappresenta solo una caratteristica tecnica, ma <strong>una vera leva strategica</strong>: permette di adattare la potenza alle esigenze di porti, infrastrutture industriali, grandi attracchi commerciali e comunità costiere, oltre a rendere più gestibile la manutenzione e la logistica. Il consorzio composto da ABS, CORE POWER e Athlos Energy sta lavorando proprio a questo: definire i <strong>CONOPS </strong>(Concetti Operativi Originali), stabilire protocolli di funzionamento <strong>e valutare le aree idonee del Mediterraneo </strong>in base a profondità dei fondali, rotte navali, venti dominanti e presenza di infrastrutture di supporto.</p>



<p>Tra le applicazioni considerate rientrano la produzione di energia per le isole non interconnesse alla rete continentale, il supporto ai porti commerciali che devono ridurre le emissioni, l’alimentazione di impianti di desalinizzazione fondamentali in un Mediterraneo sempre più esposto alla scarsità idrica. <strong>L’obiettivo è rendere le FNPP strumenti flessibili</strong>, in grado di dare risposta a emergenze energetiche e a esigenze strutturali, trasformando il mare in un nuovo spazio di produzione sicura e programmabile.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Groundbreaking floating nuclear <a href="https://twitter.com/hashtag/energy?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#energy</a> project moves forward with PESTLE framework <a href="https://twitter.com/hashtag/floatingproduction?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#floatingproduction</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/maritimetechnologies?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#maritimetechnologies</a> <a href="https://t.co/CGkmpX5esq">https://t.co/CGkmpX5esq</a></p>&mdash; HELLENIC SHIPPING NEWS Worldwide (@HELLENICSHIP) <a href="https://twitter.com/HELLENICSHIP/status/1991124706565542368?ref_src=twsrc%5Etfw">November 19, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Governance, rischi e nuovi equilibri</h2>



<p>L’avanzamento del progetto delle <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-rotta-la-centrale-nucleare-galleggiante.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">centrali nucleari galleggianti</a> apre scenari che vanno oltre la semplice innovazione energetica: portare reattori in mare <strong>implica la costruzione di un sistema di governance</strong> che integri norme marittime internazionali, responsabilità di sicurezza e processi autorizzativi ancora poco definiti per infrastrutture di questa natura.</p>



<p> Il consorzio coinvolto ha indicato che questi aspetti verranno affrontati attraverso un white paper ad accesso pubblico, con l’obiettivo di <strong>offrire agli Stati mediterranei un riferimento condiviso</strong>. La Grecia, da parte sua, si trova davanti a un’opportunità che <strong>potrebbe modificarne il peso strategico</strong> nella regione, ma anche a una serie di scelte che richiedono prudenza e una capacità di pianificazione di lungo periodo.</p>



<p>Se il progetto dovesse procedere, le FNPP potrebbero diventare non tanto un simbolo di trasformazione, quanto <strong>un vero e proprio strumento operativo</strong> capace di intervenire in modo concreto sulle vulnerabilità strutturali dell’area, garantendo un approvvigionamento stabile, una gestione più efficiente dell’acqua e il supporto alle infrastrutture critiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/un-nuovo-fronte-energetico-nel-mediterraneo-la-grecia-accelera-sulle-centrali-nucleari-galleggianti.html">Un nuovo fronte energetico nel Mediterraneo: la Grecia accelera sulle centrali nucleari galleggianti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Grecia continua a interrare l’80% dei rifiuti mentre il riciclo resta fermo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/crisi-rifiuti-grecia-riciclo-differenziata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 11:17:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=496128</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="859" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/landfill-site-6988228_1280.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Landfill Waste Garbage (pixabay)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/landfill-site-6988228_1280.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/landfill-site-6988228_1280-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/landfill-site-6988228_1280-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/landfill-site-6988228_1280-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/landfill-site-6988228_1280-600x403.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Negli ultimi dieci anni la Grecia ha investito miliardi di euro per rinnovare la gestione dei rifiuti e adeguarsi agli standard europei. Le autorità hanno finanziato la costruzione di impianti di riciclaggio, campagne di sensibilizzazione e programmi di raccolta differenziata in tutte le regioni. Oggi, nelle principali città greche, i cittadini possono trovare cassonetti di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/crisi-rifiuti-grecia-riciclo-differenziata.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/crisi-rifiuti-grecia-riciclo-differenziata.html">La Grecia continua a interrare l’80% dei rifiuti mentre il riciclo resta fermo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="859" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/landfill-site-6988228_1280.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Landfill Waste Garbage (pixabay)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/landfill-site-6988228_1280.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/landfill-site-6988228_1280-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/landfill-site-6988228_1280-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/landfill-site-6988228_1280-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/landfill-site-6988228_1280-600x403.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Negli ultimi dieci anni la Grecia ha investito miliardi di euro <strong>per rinnovare la gestione dei rifiuti</strong> e adeguarsi agli standard europei. Le autorità hanno finanziato la costruzione di impianti di riciclaggio, campagne di sensibilizzazione e programmi di raccolta differenziata in tutte le regioni. Oggi, nelle principali città greche, i cittadini possono trovare cassonetti di vari colori per ogni tipo di materiale: plastica, carta, alluminio, organico, indumenti e perfino batterie o piccoli elettrodomestici. Ma nonostante questi sforzi e l’apparente modernizzazione del sistema,<strong> i risultati restano deludenti.</strong></p>



<p>Secondo i dati forniti dall’Associazione delle industrie e delle imprese di riciclaggio e recupero energetico (Sepan), <a href="https://euroweeklynews.com/2025/11/08/greeces-waste-crisis-why-recycling-remains-so-low-despite-billions-spent/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">circa <strong>il 79% </strong>dei rifiuti prodotti nel Paese continua a essere interrato</a>, mentre solo il 17% viene effettivamente riciclato. Si tratta <strong>di una delle percentuali più basse in tutta l’Unione Europea</strong>, ben lontana dagli obiettivi fissati da Bruxelles.</p>



<p><a href="https://it.euronews.com/green/2025/10/31/la-grecia-continua-a-interrare-i-rifiuti-e-a-riciclare-pochissimo-euronews-spiega-perche">La presidente di Sepan, Lena Belsi, ha spiegato a <em>Euronews</em></a> che la radice del problema è duplice: economica e culturale. Da un lato &#8211; spiega Belsi &#8211; mancano disincentivi efficaci. <em>“Interrare i rifiuti è ancora la soluzione più semplice e meno costosa”</em>, afferma. In Grecia, la tassa sullo smaltimento in discarica è di circa <strong>35 euro per tonnellata</strong>, contro i 100 euro o più applicati in altri Paesi europei.</p>



<p>Laddove le tariffe sono alte, le imprese sono spinte a riciclare di più; in Grecia, invece, <strong>il basso costo continua a rendere conveniente la discarica</strong>. Dall’altro lato, pesa la percezione che la gestione dei rifiuti sia responsabilità di altri: Belsi sottolinea che tra i cittadini è diffusa l’idea che il problema dei rifiuti si esaurisca nel momento in cui vengono gettati. Precisa, invece, che l’interramento provoca effetti ambientali seri e <strong>innesca un ciclo insostenibile</strong>, con ricadute inevitabili sulla qualità della vita.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The waste problem is particularly critical in Athens and the wider area of the Greek capital. <a href="https://t.co/nAcu4RuZy8">https://t.co/nAcu4RuZy8</a></p>&mdash; euronews (@euronews) <a href="https://twitter.com/euronews/status/1984278893247774872?ref_src=twsrc%5Etfw">October 31, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Atene e l’Attica: il cuore della crisi</h2>



<p>Il punto più critico di questa emergenza si trova <strong>nella regione dell’Attica</strong>, dove vive quasi la metà della popolazione greca. Atene, nonostante gli investimenti e le promesse di una “transizione verde”, <strong>resta fortemente dipendente dalle discariche</strong>. La situazione è simbolizzata dal caso della discarica di <strong>Fili</strong>, attiva da oltre vent’anni e ormai al limite della capacità: questo impianto riceve circa <strong>il 90% dei rifiuti urbani prodotti nella capitale</strong>, un dato che da solo basta a spiegare l’enorme squilibrio del sistema.</p>



<p>Secondo quanto riferito da <em>Euronews</em> e confermato dai dati di Sepan, la discarica è ormai considerata <strong>inaccettabile</strong> dal punto di vista ambientale e sociale: il sito emette gas nocivi, attira rifiuti da tutta l’area metropolitana e provoca tensioni con le comunità locali. I progetti di realizzare impianti alternativi — come centri di selezione, compostaggio o recupero energetico — procedono a rilento, ostacolati da iter burocratici complessi, opposizioni territoriali e carenze di pianificazione.</p>



<p>Attualmente, il tasso di riciclo nell’area di Atene <strong>non supera</strong> <strong>il 15%</strong>, un valore tra i più bassi del continente. Belsi avverte che, senza affrontare e risolvere la situazione dell’Attica, i miglioramenti registrati nelle altre regioni rimarranno di portata limitata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le isole virtuose mostrano che un altro modello è possibile</h2>



<p>Nonostante il quadro generale resti critico, alcune isole greche dimostrano che la gestione sostenibile dei rifiuti è possibile. L’esempio più noto è quello di <strong>Tilos</strong>, nel Dodecaneso, dove il progetto <strong><em>“Just Go Zero”</em></strong> ha trasformato l’isola in un laboratorio di economia circolare. Grazie alla raccolta differenziata porta a porta, al riuso dei materiali e al compostaggio dei rifiuti organici, Tilos è riuscita a ridurre quasi a zero il conferimento in discarica, <strong>raggiungendo un tasso di riciclo superiore all’85%.</strong></p>



<p>Secondo <em>Euronews</em>, esperimenti simili stanno prendendo forma anche ad <strong>Antiparos, Alonissos, Paros e Naxos</strong>, ma restano per ora iniziative locali, spesso limitate a programmi pilota. Il successo di Tilos resta quindi un’eccezione, in quanto la mancanza di infrastrutture adeguate e di un sistema di incentivi su scala nazionale <strong>impedisce di replicare su larga scala</strong> ciò che funziona nei contesti più virtuosi.</p>



<p>Gli esperti sottolineano che <a href="https://it.insideover.com/societa/grecia-lo-spopolamento-delle-scuole-e-la-generazione-perduta-dellausterita-della-troika.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la Grecia</a> dispone delle competenze tecniche e delle risorse finanziarie per farlo, ma serve una governance più coordinata. Finora, i progetti locali hanno avuto scarso impatto complessivo, segno che il problema non è la mancanza di idee, ma <strong>la difficoltà di trasformarle in politiche strutturali.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Just Go Zero Tilos | Welcome to the 1st zero waste island (English subtitles)" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/SbHcvx3E8bU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_SbHcvx3E8bU");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L’appello del settore e la sfida europea</h2>



<p>Per invertire la rotta, l’associazione Sepan chiede al governo greco di snellire le procedure di autorizzazione per i nuovi impianti, rafforzare i controlli sulle aziende e introdurre sanzioni più severe per chi non rispetta le norme di raccolta differenziata. L’obiettivo dell’Unione Europea è ambizioso: <strong>riciclare almeno il 70% dei rifiuti entro il 2030. </strong>Con i tassi attuali, la Grecia rischia non solo di restare indietro, ma anche di incorrere in sanzioni comunitarie.</p>



<p>Il Paese paga ancora le conseguenze di <strong>decenni di gestione incentrata sull’interramento</strong>, una pratica che ha rallentato lo sviluppo di <a href="https://it.insideover.com/economia/leconomia-circolare-dei-nostri-nonni-e-quella-che-ci-serve-oggi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un’economia circolare</a>. Secondo Sepan, la sfida non è soltanto tecnologica, ma soprattutto culturale: serve cambiare la percezione dei cittadini e rendere il riciclo parte integrante della vita quotidiana.</p>



<p>La trasformazione passa dunque da un doppio fronte: da un lato politiche pubbliche più efficaci, capaci di rendere il riciclo economicamente vantaggioso. Dall’altro, <strong>una sensibilità sociale nuova</strong>, che permetta al Paese di allinearsi ai modelli più virtuosi d’Europa. Solo così la Grecia potrà superare la dipendenza dalle discariche e trasformare la sua crisi dei rifiuti <strong>in un’occasione di rilancio ambientale.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/crisi-rifiuti-grecia-riciclo-differenziata.html">La Grecia continua a interrare l’80% dei rifiuti mentre il riciclo resta fermo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gas americano per l’Ucraina: la Grecia diventa l’hub dell’energia anti-Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/gas-americano-per-lucraina-la-grecia-diventa-lhub-dellenergia-anti-mosca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 12:50:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gnl]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[TurkStream pipeline]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=494060</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-1024x767.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-768x575.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-1536x1150.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-2048x1533.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Kiev stringe un accordo con Atene per la fornitura di GNL Usa tramite un nuovo gasdotto che potrebbe mettere all'angolo Ankara.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-americano-per-lucraina-la-grecia-diventa-lhub-dellenergia-anti-mosca.html">Gas americano per l’Ucraina: la Grecia diventa l’hub dell’energia anti-Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-1024x767.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-768x575.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-1536x1150.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-2048x1533.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La<strong> Russia</strong> conquista terreno in <strong>Ucraina</strong> e Kiev non perde tempo per mettere in sicurezza il suo futuro energetico guardando oltreoceano. Tra infrastrutture bombardate e approvvigionamenti a rischio, gli ucraini si sono premurati di firmare un accordo per la <strong>fornitura di <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-americano-conquista-lucraina.html">gas naturale americano</a></strong> nell’arco dei prossimi tre lustri, e a dargli una mano ci sarebbe un attore che finora non si è mai esibito da protagonista sul palcoscenico energetico del Vecchio Continente: <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-americano-per-lucraina-sbarca-in-grecia-un-altro-segno-della-dipendenza-europea.html">la Grecia</a>.&nbsp; Tale scenario può ribilanciare gli equilibri e finire per rischiare di rompere le uova nel paniere a chi ha sempre garantito ai Paesi europei l’accesso alle risorse naturali.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le prospettive di Kiev tra guerra e GNL Made in USA&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Mentre gli <a href="https://it.insideover.com/guerra/sconfitte-inchieste-lo-tsunami-che-sta-devastando-lucraina.html">scandali di corruzione</a> travolgono i fedelissimi di Zelensky, la compagnia statale <strong>Naftogaz</strong> ha stretto un accordo con la greca Atlantic-See LNG Trade SA che permetterà a Kiev&nbsp; una fornitura costante e continua di gas statunitense fino al 2050. L’oro blu, dopo aver solcato le acque dell’Atlantico ed essere approdato lungo le coste elleniche, <strong>sarà rigassificato e poi trasportato più a Nord per riscaldare le case degli ucraini</strong>. Il gasdotto che fungerebbe da trait d’union&nbsp; dal Mediterraneo alle steppe centro-orientali dell’Europa dovrebbe essere il “<strong><a href="https://energiaoltre.it/ecco-come-il-corridoio-verticale-delleuropa-sud-orientale-rimodellera-il-transito-del-gas/">Corridoio Verticale</a></strong>” su cui stanno investendo nazioni dell’Est e del Sud del nostro continente. Il fine è di <strong>unire i segmenti infrastrutturali tra Grecia, Bulgaria, Romania, Moldavia e Ucraina nel segno dell’indipendenza energetica dal Cremlino</strong>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Per Kiev, il progetto è da intendersi come una strategia volta a non farla apparire come un attore passivo nelle decisioni relative al proprio avvenire, come è parsa negli ultimi mesi sullo sfondo delle trattative tra Washington e Mosca. Da un lato, ciò consente al Paese di divenire un tassello importante nel puzzle delle catene di approvvigionamento a cui vuole dare forma l’Unione Europea; dall’altro dà modo di <strong>irrobustire l’ossatura energetica tramite centrali elettriche più moderne,</strong> impianti di stoccaggio più efficienti e infrastrutture più resistenti.&nbsp;</p>



<p>A condire il tutto, Naftogaz si è mossa anche sul fronte a Nord di Kiev tendendo una mano alla <strong>polacca Orlen</strong> per l’importazione di altro gas americano, pari a un volume di 300 milioni di metri cubi.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Atene: l’alfiere energetico contro Mosca&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>La partita non si gioca solo nell’Europa centro-orientale, ma è molto più strategica nelle acque calde del Mediterraneo. La Grecia, mettendo a disposizione i suoi terminali, non si fa semplicemente artefice di una partnership economica transfrontaliera, ma demiurgo di uno scenario geopolitico potenzialmente dirompente dopo essere stata additata come il ventre molla d’Europa per anni. Il premier <strong>Kyriakos Mitsotakis</strong> non ha perso tempo a far sapere che Atene sarà un <strong>nuovo hub di alimentazione energetica</strong>, sostituendo ogni metro cubo proveniente da Mosca.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Dietro le dichiarazioni con cui si punta il dito contro l’Orso russo, il messaggio sarebbe destinato a un altro attore euroasiatico: la <strong>Turchia</strong>. I greci temono che Ankara possa interferire nei piani energetici prossimi al battesimo e che abbia un grande interesse a non tagliare i ponti con la Russia. La Turchia ospita parte delle tubature del gasdotto <a href="https://it.insideover.com/energia/turchia-giocando-sul-gas-russo-lequilibrista-erdogan-si-siede-al-tavolo-dei-grandi.html">TurkStream </a>per il trasporto dell’oro blu di Mosca fino alla regione della Tracia Orientale per poi raggiungere i territori europei ed è un’infrastruttura che ha consentito ai turchi di essere tra i principali responsabili delle forniture di gas ai consumatori europei. Il Governo di Tayyip Erdogan non ha fatto mistero di fare dell’Anatolia un<strong> hub energetico grazie alle importazioni di gas da Nord e attraverso l’esplorazione di giacimenti domestici per approvvigionare i vicini di casa occidentali</strong>. A dare manforte ci sono la Slovacchia e l’Ungheria impegnate nel fare il controcanto rispetto al resto dell’Ue, in quanto il gas a stelle e strisce risulterebbe molto più costoso per le loro aziende e la loro produzione energetica.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Atene, intanto, incassa il plauso del segretario Usa all’Energia <strong>Chris Wright</strong> e a riprova del nuovo sodalizio greco-americano spunta una nuova collaborazione aziendale tra <strong>due colossi energetici operanti sulle due sponde dell’Atlantico</strong>. La statunitense ExxonMobi, insieme alla greca HelleniQEnergy e a Energean, inizierà le attività esplorative nel Blocco 2 del Mar Ionio, dando luogo a una delle operazioni di lavorazione delle risorse naturali più memorabili da oltre quarant’anni.</p>



<p>Un quadro simile dimostra come il futuro del Vecchio Continente non passa più dal raggiungimento di una pace che metta a tacere le armi sui campi di battaglia, ma anche dai terminali di rigassificazione e dai corridoi logistici che permettono a tutti noi di scaldarci e di far funzionare la nostra economia.&nbsp;</p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream. <em> <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-americano-per-lucraina-la-grecia-diventa-lhub-dellenergia-anti-mosca.html">Gas americano per l’Ucraina: la Grecia diventa l’hub dell’energia anti-Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Avanti in Grecia e Germania, stop ai francesi: Unicredit si muove in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/avanti-in-grecia-e-germania-stop-ai-francesi-unicredit-si-muove-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 05:58:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[commerzbank]]></category>
		<category><![CDATA[Credit Agricole]]></category>
		<category><![CDATA[Unicredit]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=491982</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1243" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-600x388.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-1536x994.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Unicredit continua a giocare una partita di rango europeo. Gli scenari coi partner di Grecia, Germania, Francia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/avanti-in-grecia-e-germania-stop-ai-francesi-unicredit-si-muove-in-europa.html">Avanti in Grecia e Germania, stop ai francesi: Unicredit si muove in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1243" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-600x388.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-1536x994.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel quadro di un consolidato <strong>risiko bancario italiano, Unicredit</strong> continua a giocare una <strong>partita di rango europeo</strong>. <a href="https://it.insideover.com/economia/roma-ha-fermato-milano-unicredit-si-ritira-da-banco-bpm.html">L&#8217;amministratore delegato <strong>Andrea Orcel</strong> </a>ha di recente definito nuove linee strategiche per la banca di <strong>Piazza Gae Aulenti,</strong> che permettono di capire molto delle mosse future del gruppo. </p>



<p>In soldoni: <strong>avanti con le acquisizioni in Grecia e Germania,</strong> mentre andrà ridefinito al ribasso il rapporto sull&#8217;asse <strong>Italia-Francia</strong>, per ragioni internazionali e interne al contempo. Dopo un terzo trimestre che ha registrato un aumento del 4,7% dell&#8217;utile anno su anno (2,6 miliardi di euro), una crescita dell&#8217;utile per azione dell&#8217;8,6% a 1,71 euro e un rilancio dell&#8217;obiettivo di <strong>profitto per l&#8217;intero 2025 al record di 10,5 miliardi di euro</strong>, Unicredit ha rafforzato la sua proiezione all&#8217;estero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le grandi manovre di Unicredit in Germania</h2>



<p>Orcel ha annunciato che Piazza Gae Aulenti eserciterà entro fine anno i diritti sui derivati in suo possesso per arrivare al <strong>29,9% del capitale di <a href="https://it.insideover.com/economia/unicredit-commerzbank-la-partita-europea-delle-banche-italiane.html">Commerzbank, l&#8217;istituto tedesco già scalato da oltre un anno</a></strong> e in cui Unicredit ha accumulato una forte plusvalenza, arrivando a un&#8217;incollatura dalla<strong> soglia per l&#8217;offerta pubblica d&#8217;acquisto</strong>.</p>



<p>Inoltre, Orcel è andato muro contro muro con l&#8217;esecutivo di Friederich Merz, mentre attorno all&#8217;espansione a Francoforte si è aperto un giallo politico. La società di consulenza Teneo, secondo Handelsblatt, mentre assiste Unicredit per la scalata avrebbe assunto come partner nientemeno che l&#8217;ex ministro delle Finanze e ex leader del Partito Liberaldemocratico (Fdp) <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/nella-crisi-del-governo-scholz-centra-anche-la-guerra-in-ucraina.html">Christian Lindner</a></strong>, che era alla guida delle Finanze nel governo di Olaf Scholz quando da Milano iniziò la marcia verso Francoforte, con l&#8217;acquisto di un 4,5% delle quote di Commerz a cui lo stesso <strong>Lindner, noto come falco sui conti pubblici, non si oppose.</strong></p>



<p>Certo, l&#8217;incarico non è ancora ufficiale: &#8220;<strong>In Germania è obbligatorio </strong>per chi ha avuto incarichi pubblici o di governo e intende assumere entro diciotto mesi un lavoro privato chiedere il <strong>nulla osta </strong>al governo in carica, che si fa consigliare dal cosiddetto “<strong>Karenzzeitgremium</strong>”, una commissione mista di parlamentari e giudici costituzionali&#8221;, <a href="https://www.firstonline.info/unicredit-commerzbank-orcel-ingaggia-lex-ministro-delle-finanze-lindner-e-berlino-va-alla-ricerca-di-conflitti-di-interesse/">nota <em>First Online,</em></a> che sottolinea come Teneo sia in attesa di approvazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Grecia su, Francia giù</h2>



<p>In ogni caso, una manovra di grande lobbying che mostra una capacità d&#8217;inserimento istituzionale in Germania tutt&#8217;altro che scontata. Così come è da registrare l&#8217;<strong>ascesa di Unicredit in Grecia, ove ha ricevuto il via libera per sfiorare il 30% anche in Alpha Bank, </strong>portando a quasi <a href="https://www.bluerating.com/banche-e-reti/855030/unicredit-via-libera-della-bce-per-salire-fino-al-299-in-alpha-bank"><strong>3 miliardi di euro</strong> il valore della sua partecipazione, oggi poco sotto il 10%.</a></p>



<p>Importante, invece, il distacco dalla Francia: <strong>Unicredit ha deciso di ridiscutere</strong>, e potenzialmente azzerare, la partnership con Amundi, società di gestione del risparmio <strong>controllata da Credit Agricole</strong>, con cui ha un accordo in scadenza nel 2027 per distribuire prodotti di risparmio gestito, oggi dal valore di 69 miliardi di euro (60% delle masse in mano a Unicredit).</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/economia/merci-meloni-dopo-lo-stop-a-unicredit-su-bpm-si-muove-credit-agricole.html">L&#8217;obiettivo è ridimensionarlo se non addirittura azzerarlo proprio mentre <strong>Credit Agricole</strong></a><strong> diventa la grande rivale</strong> per l&#8217;affare Banco Bpm, dove il <strong>governo di Giorgia Meloni ha stoppato </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/sicurezza-economica-e-sicurezza-nazionale-che-cosa-insegna-il-caso-unicredit-bpm.html"><strong>Gae Aulenti col golden power</strong>. C</a>&#8216;entra, dunque, la &#8220;geo-finanza&#8221;, ma c&#8217;entrano anche obiettivi concreti. Gli utili-record di banche come Unicredit in questi anni sono stati trainati dal margine d&#8217;interesse e dall&#8217;alto costo del denaro, una contingenza che non è detto duri. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Unicredit ricalibra i rapporti con Amundi</h2>



<p>Serve ricalibrare il mercato e le prospettive di investimento e redditualità: come <a href="https://borsaefinanza.it/unicredit-addio-amundi-cosa-sta-tramando-orcel-tra-bnp-e-unipol/">nota <em>Borsa e Finanza</em>, </a>parallelamente all&#8217;espansione internazionale Orcel vuole &#8220;aumentare la quota di commissioni trattenute dalla banca e generare un flusso di utili più solido&#8221;. In quest&#8217;ottica, &#8220;la struttura gestionale dei fondi e la piattaforma distributiva tornassero ad assumere centralità: se la banca vuole essere “più forte” nei propri mercati e avere più controllo delle leve,&nbsp;<strong>non può delegare la parte più redditizia del risparmio gestito</strong>&nbsp;senza valutare attentamente le condizioni&#8221;. </p>



<p><strong>Capire dove si genereranno i profitti di domani</strong> sarà vitale, e lo sarà anche equilibrare priorità e strategie così da avere risorse fresche per alimentare un grande gioco espansivo all&#8217;estero che avrà bisogno di <strong>rinnovate disponibilità di capitali.</strong> A suo modo, il rapporto ricalibrato con la Francia parla anche all&#8217;Italia, dove anche la rivale di <a href="https://it.insideover.com/economia/intesa-generali-verso-unalleanza-da-1-500-miliardi-un-messaggio-ai-capitani-coraggiosi-di-mps-e-meloni.html"><strong>Unicredit, Intesa Sanpaolo,</strong> è pronta a strappare <strong>Generali </strong></a><strong>all&#8217;atteso accordo con Natixis</strong> sul risparmio gestito, in parallelo alla manovra di <a href="https://it.insideover.com/economia/banche-il-risiko-italiano-e-senza-fine-ora-unicredit-guarda-a-unipol.html">Gae Aulenti con Unipol</a> per rafforzare il settore bank-insurance. Tutto si tiene, in una partita transnazionale dove <strong>a colpi di affari miliardari si disegna la rotta della finanza italiana di domani,</strong> con Unicredit al centro.</p>



<p><strong><em>Con InsideOver scegli un’informazione leale e basata su fatti e concretezza, che legge la realtà in maniera profonda provando a cogliere tutta la sua complessità. Se vuoi sostenere il nostro metodo di lavoro,&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e contribuisci al percorso di questa avventura di coraggiosi sognatori.</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/avanti-in-grecia-e-germania-stop-ai-francesi-unicredit-si-muove-in-europa.html">Avanti in Grecia e Germania, stop ai francesi: Unicredit si muove in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 55/629 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-07-18 11:41:54 by W3 Total Cache
-->