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	<title>Gran Bretagna Archives - InsideOver</title>
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	<title>Gran Bretagna Archives - InsideOver</title>
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		<title>Washington-Londra: la “relazione speciale” si rinnova tra nucleare e intelligenza artificiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/washington-londra-la-relazione-speciale-si-rinnova-tra-nucleare-e-intelligenza-artificiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2025 14:46:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="934" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920164510585_ec957b12f5ef4dab45c5a3f6e840139c-e1758379544472.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920164510585_ec957b12f5ef4dab45c5a3f6e840139c-e1758379544472.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920164510585_ec957b12f5ef4dab45c5a3f6e840139c-e1758379544472-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920164510585_ec957b12f5ef4dab45c5a3f6e840139c-e1758379544472-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920164510585_ec957b12f5ef4dab45c5a3f6e840139c-e1758379544472-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920164510585_ec957b12f5ef4dab45c5a3f6e840139c-e1758379544472-1536x747.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920164510585_ec957b12f5ef4dab45c5a3f6e840139c-e1758379544472-600x292.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La seconda visita di Stato di Donald Trump nel Regno Unito ha offerto l’occasione per un rilancio senza precedenti della cosiddetta special relationship. A Chequers, il presidente americano e il premier britannico Keir Starmer hanno firmato un accordo che unisce investimenti massicci in intelligenza artificiale, energia nucleare e infrastrutture tecnologiche, per un valore di 150 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/washington-londra-la-relazione-speciale-si-rinnova-tra-nucleare-e-intelligenza-artificiale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/washington-londra-la-relazione-speciale-si-rinnova-tra-nucleare-e-intelligenza-artificiale.html">Washington-Londra: la “relazione speciale” si rinnova tra nucleare e intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="934" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920164510585_ec957b12f5ef4dab45c5a3f6e840139c-e1758379544472.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920164510585_ec957b12f5ef4dab45c5a3f6e840139c-e1758379544472.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920164510585_ec957b12f5ef4dab45c5a3f6e840139c-e1758379544472-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920164510585_ec957b12f5ef4dab45c5a3f6e840139c-e1758379544472-1024x498.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920164510585_ec957b12f5ef4dab45c5a3f6e840139c-e1758379544472-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920164510585_ec957b12f5ef4dab45c5a3f6e840139c-e1758379544472-1536x747.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250920164510585_ec957b12f5ef4dab45c5a3f6e840139c-e1758379544472-600x292.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La seconda visita di Stato di <strong>Donald Trump nel Regno Unito </strong>ha offerto l’occasione per un rilancio senza precedenti della cosiddetta<a href="https://it.insideover.com/politica/interessi-divergenti-unione-europea-ue-stati-uniti.html"> special relationship. </a>A Chequers, il presidente americano e il premier britannico <strong>Keir Starmer</strong> hanno firmato un accordo che unisce <strong>investimenti massicci in intelligenza artificiale, energia nucleare e infrastrutture tecnologiche,</strong> per un valore di 150 miliardi di sterline, parte di un pacchetto complessivo che raggiunge i 250 miliardi. Si tratta di una vera e propria iniezione di capitale destinata a trasformare il Regno Unito in hub privilegiato per i capitali statunitensi in Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Londra come piattaforma strategica</h2>



<p>Starmer ha presentato la Gran Bretagna come destinazione naturale per gli investimenti americani, puntando sui settori di punta: tecnologia, finanza, energia. <strong>Con il supporto di colossi come Microsoft, Nvidia e OpenAI</strong>, Londra spera di guadagnare un vantaggio competitivo nell’Ia e nel nucleare civile, in un momento in cui l’Europa è alla ricerca di autonomia energetica e di nuove filiere tecnologiche per non restare schiacciata tra USA e Cina. Per Trump, questa partnership è una vittoria diplomatica che rafforza l’immagine di un’America capace di stringere accordi vincenti per la propria economia e per la sicurezza dei suoi alleati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La cornice geopolitica: Ucraina e Gaza</h2>



<p>Sul piano politico, i due leader hanno affrontato i nodi più caldi: la guerra in Ucraina e il conflitto a Gaza. <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/09/18/trump-a-starmer-deluso-da-putin-ma-non-voglio-la-guerra_ae353a71-7dc3-462b-a44a-fd268340cb85.html">Trump ha dichiarato la sua frustrazione</a> per <strong>Vladimir Putin</strong>, ammettendo che la guerra si sta rivelando più difficile da risolvere di quanto sperasse. Starmer ha rincarato la dose, definendo Putin un leader che “non vuole la pace” e chiedendo maggiore pressione internazionale. Sul fronte energetico, Trump ha rilanciato la sua linea dura: ridurre l’acquisto di petrolio russo per indebolire il Cremlino, una strategia che avrebbe profonde conseguenze economiche per l’Europa.</p>



<p><strong>Unico punto di frizione tra i due è la questione palestinese:</strong> <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2025/07/30/news/starmer_stato_palestinese_regno_unito_annuncio_londra-424760430/">Londra ha riconosciuto lo Stato di Palestina</a>, una decisione che Trump non condivide ma che non ha rovinato il clima cordiale della visita. Entrambi hanno comunque convenuto sulla necessità di una roadmap per la pace e sulla liberazione immediata degli ostaggi di Hamas, segnale di una volontà comune di non lasciare il dossier mediorientale senza guida politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La cornice del banchetto di Windsor</h2>



<p>La visita è stata anche un grande evento mediatico: banchetto a Windsor con la famiglia reale e i grandi nomi del capitalismo globale – <strong>da Tim Cook a Jensen Huang e Sam Altman</strong> – per celebrare non solo l’alleanza politica ma anche l’integrazione economica tra le due sponde dell’Atlantico. Il messaggio è chiaro: USA e UK intendono giocare un ruolo di leadership nell’economia dell’innovazione, trasformando la “relazione speciale” in motore di crescita per l’intero mondo occidentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un segnale all’Europa e alla Cina</h2>



<p>L’intesa tra Trump e Starmer lancia un messaggio duplice: all’Europa, che resta dipendente dai capitali e dalla sicurezza americana, e alla Cina, che vede consolidarsi un fronte tecnologico transatlantico in grado di competere su AI e microchip. È anche un avvertimento a Mosca: Washington e Londra restano allineate nella volontà di contenere l’aggressione russa. In un mondo sempre più frammentato, <strong>l’asse anglo-americano si propone come pilastro dell’ordine occidentale.</strong></p>
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		<title>La Royal Air Force potenzia la difesa aerea con il sistema BriteStorm di Leonardo</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/la-royal-air-force-potenzia-la-difesa-aerea-con-il-sistema-britestorm-di-leonardo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 23:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Air Force (Raf)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="880" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-05-alle-12.30.24.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-05-alle-12.30.24.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-05-alle-12.30.24-600x275.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-05-alle-12.30.24-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-05-alle-12.30.24-1024x469.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-05-alle-12.30.24-768x352.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-05-alle-12.30.24-1536x704.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il sistema dell'azienda italiana, montato su una flotta di droni, sopprime e inganna i sistemi di difesa aerea avversari.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="880" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-05-alle-12.30.24.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-05-alle-12.30.24.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-05-alle-12.30.24-600x275.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-05-alle-12.30.24-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-05-alle-12.30.24-1024x469.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-05-alle-12.30.24-768x352.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Screenshot-2025-05-05-alle-12.30.24-1536x704.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In grado di confondere e sopprimere i radar nemici durante le missioni di combattimento aereo, il sistema <strong>BriteStorm</strong> sviluppato da <strong>Leonardo</strong> rappresentata un nuovo modo di gestire sistemi di difesa aerea sempre più performanti. Equipaggerà una flotta di piccoli sistemi aerei senza equipaggio che stanno entrando in servizio presso la<strong> Royal Air Force </strong>con il nome di &#8220;StormShroud&#8221;.</p>



<p>La forza aerea di Sua maestà ha recentemente annunciato un significativo avanzamento nelle sue operazioni aeree grazie all&#8217;introduzione delle nuove piattaforme collaborative autonome (Acp) chiamate “<strong>StormShroud</strong>”. Queste ultime saranno dotate di BriteStorm, il <a href="https://electronics.leonardo.com/documents/16277707/0/LDO_UK24_00926+BriteStorm+%28LQ%29.pdf?t=1728473671625">sofisticato sistema di guerra elettronica</a> sviluppato dalla rinomata <strong>azienda italiana</strong> Leonardo. Questo accordo rappresenta un considerevole passo avanti per le forze armate del Regno Unito, che mirano a migliorare la gestione dei propri sistemi di difesa aerea in un contesto globale sempre più complesso e minaccioso. </p>



<p>L’introduzione di BriteStorm nella Royal Air Force è non solo un passo avanti tecnologico, ma anche una risposta strategica alle sfide della guerra moderna. Con questo nuovo sistema di guerra elettronica, il Regno Unito si prepara a rafforzare la sua posizione nel panorama della difesa globale, garantendo così la sicurezza delle sue forze e la protezione dei suoi interessi nazionali. La combinazione tra<strong> innovazione tecnologica</strong> e operatività sul campo apre la strada a un futuro in cui le forze aeree britanniche possono affrontare le minacce con maggiore efficienza e sicurezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le capacità di BriteStorm</h3>



<p>BriteStorm è un &#8220;<em>jammer stand-in</em>&#8220;, un dispositivo progettato per confondere e neutralizzare la tecnologia radar nemica. Durante le missioni di combattimento aereo, questo sistema gioca un ruolo cruciale: esso sopprime e <strong>inganna i sistemi di difesa aerea</strong> integrati (Iads) avversari, compromettendo così la capacità del nemico di identificare e tracciare gli aerei alleati. Grazie a tecniche di jamming avanzate e inganno digitale, BriteStorm <a href="https://uk.leonardo.com/en/news-and-stories-detail/-/detail/raf-stormshroud-equipped-with-leonardo-britestorm-ew-payload">fornisce alle forze della Raf</a> la libertà di operare senza restrizioni, mantenendo un vantaggio strategico sui rivali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Integrazione con i velivoli senza equipaggio</h3>



<p>Il sistema BriteStorm verrà montato su una <strong>flotta di piccoli droni senza equipaggio</strong> Tekever AR3, presentati con il nome di StormShroud. Questa sinergia tra tecnologia avanzata e piattaforme aeree innovative permette alla Raf di ampliare le proprie capacità operative. Il carico utile del sistema include generatore di tecniche in miniatura (Mtg) e moduli di trasmissione e ricezione (Trm), progettati per adattarsi perfettamente alle esigenze missioni e alla configurazione dei velivoli utilizzati.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="933" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Leonardo-RAF-StormShroud-02052025.jpg" alt="" class="wp-image-468321" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Leonardo-RAF-StormShroud-02052025.jpg 933w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Leonardo-RAF-StormShroud-02052025-600x309.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Leonardo-RAF-StormShroud-02052025-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Leonardo-RAF-StormShroud-02052025-768x395.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 933px) 100vw, 933px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Adattabilità e futuro</h3>



<p>Una delle caratteristiche distintive di BriteStorm è il suo approccio aperto al software, che garantisce la possibilità di aggiornamenti continui e forniture di nuove capacità in risposta a minacce emergenti. Questo sistema è concepito per <strong>adattarsi rapidamente</strong> alle evoluzioni della<strong> tecnologia nemica</strong>, consentendo agli operatori di personalizzarlo e ottimizzarlo in funzione delle esigenze immediate delle missioni. Inoltre, la progettazione di BriteStorm tiene conto delle lezioni apprese dalle operazioni sul campo. Il sistema è pensato per subire attriti e, nello sfortunato caso di distruzione, la sua perdita sarebbe considerata tollerabile, in quanto stiamo parlando di un <strong>sistema a basso costo </strong>rispetto a velivoli da combattimento di alto valore.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Investimento e sviluppo tecnologico</h3>



<p>La ricerca e lo sviluppo di BriteStorm sono iniziati nel 2017 presso il polo tecnologico di Leonardo a Luton, Regno Unito, un centro cardine per l&#8217;innovazione nella guerra elettronica in Europa che svolge un ruolo importante nei programmi, tra cui il <strong>Global Combat Air Program</strong> (Gcap) e lo sviluppo di aggiornamenti per l&#8217;<strong>Eurofighter Typhoon</strong>. Con oltre 1.200 specialisti impiegati, il sito ha visto un investimento notevole: quasi 175 milioni di sterline sono state destinate a fornitori britannici nel 2024, un chiaro segnale dell&#8217;impegno di Leonardo nel potenziare le capacità industriali locali, oltre a quelle delle forze armate.</p>
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		<title>Dalla Siria alla Russia: tutte le operazioni segrete delle forze speciali britanniche</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/russia-africa-operazioni-segrete-forze-speciali-britanniche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Special air service (Sas)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1299" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="British Royal Marines participiate in the British-led Joint Expeditionary Force (JEF) exercise Baltic Protector 2019 in Skrunda, Latvia, 02 July 2019. The exercise involves 3,000 military personnel and 17 vessels from nine countries, including the Britain, Denmark, Estonia, Finland, Latvia, Lithuania, the Netherlands, Norway and Sweden." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-scaled-600x406.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-1024x693.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-1536x1039.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-2048x1385.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In uno studio pubblicato sul Guardian è emerso che il governo di Londra ha usato le sue forze speciali anche in Siria e Ucraina</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-africa-operazioni-segrete-forze-speciali-britanniche.html">Dalla Siria alla Russia: tutte le operazioni segrete delle forze speciali britanniche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1299" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="British Royal Marines participiate in the British-led Joint Expeditionary Force (JEF) exercise Baltic Protector 2019 in Skrunda, Latvia, 02 July 2019. The exercise involves 3,000 military personnel and 17 vessels from nine countries, including the Britain, Denmark, Estonia, Finland, Latvia, Lithuania, the Netherlands, Norway and Sweden." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-scaled-600x406.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-1024x693.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-1536x1039.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/marine-regno-unito-2048x1385.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Gran Bretagna </strong>non partecipa ufficialmente ad operazioni belliche dirette dal 2003, anno della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-seconda-guerra-del-golfo-il-conflitto-contro-saddam-del-2003.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guerra in Iraq</a>. In quell&#8217;occasione, l&#8217;allora premier <strong>Tony Blair </strong>ha dato ampio appoggio al presidente Usa<strong> George W. Bush </strong>nel conflitto contro <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Saddam Hussein</a>. Eppure, secondo un recente studio reso noto nei giorni scorsi dal <em>Guardian</em>, Londra dal 2011 in poi ha operato in almeno 19 Paesi. Il tutto con azioni segrete, usando le proprie<strong> forze speciali</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché il Regno Unito sceglie l&#8217;impiego delle forze speciali</h2>



<p>Lo studio in questione è del gruppo di ricerca denominato <em>Action on Armed Violence</em> (<strong>Aoav</strong>). I membri hanno esaminato, non senza difficoltà, documenti e carte che hanno dimostrato la presenza britannica in Paesi in cui Londra ufficialmente non ha avviato operazioni speciali. Ed è proprio la <strong>segretezza</strong> il perno della questione. Mentre l&#8217;impiego di forze regolari e l&#8217;avvio di ogni operazione bellica prevede l&#8217;approvazione della Camera dei Comuni, l&#8217;uso delle forze speciali è esclusiva prerogativa del governo. Il primo ministro ne può disporre senza passare dal parlamento, tenendo quindi segreto il loro impiego. </p>



<p>Tra le forze speciali britanniche occorre annoverare in primo luogo il <strong>Sas</strong>, ossia lo <em>Special Air Service</em>, creata nel 1941 durante la seconda guerra mondiale. Ci sono poi i membri del <strong>Sbs</strong>, lo <em>Special Boat Service</em>, e dell&#8217;<strong>Srr</strong>, lo<em> Special Reconnaissance Regiment</em>. I membri di queste forze sono stati usati, secondo l&#8217;Aoav, in ben 19 Paesi e senza che opinione pubblica e parlamento ne fossero venuti a conoscenza. &#8220;L&#8217;ampio dispiegamento delle forze speciali britanniche in numerosi Paesi nell&#8217;ultimo decennio &#8211; ha spiegato al Guardian il direttore esecutivo di Aoav, <strong>Iain Overton </strong>&#8211; solleva serie preoccupazioni in merito alla trasparenza e al controllo democratico. La mancanza di approvazione parlamentare e revisioni retrospettive per queste missioni è profondamente preoccupante&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-7.jpg" alt="" class="wp-image-396992" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-7.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-7-600x111.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-7-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/05/unnamed-war-7-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari dove ha operato Londra nell&#8217;ultimo decennio </h2>



<p>Nello studio dei ricercatori dell&#8217;Aoav, si fa menzione in primo luogo del dispiegamento delle forze speciali del Regno Unito in <strong>Siria</strong>. Qui, nel 2012, Londra ha inviato propri uomini a supporto dei gruppi dell&#8217;opposizione al presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bashar Al Assad</a>, nel contesto della<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> guerra civile siriana</a>. Una circostanza piuttosto controversa: se infatti Londra da un lato è sempre stata contro Assad, dall&#8217;altro però negli anni non è diventato più un mistero il fatto che dentro l&#8217;opposizione siriana fossero presenti molte sigle islamiste. </p>



<p>Altre operazioni sono state svolte in medio oriente dopo l&#8217;attentato compiuto sulla spiaggia tunisina di <strong>Sousse</strong>, nel 2015. In quell&#8217;occasione sono stati uccisi 30 turisti britannici e il premier di allora, David Cameron, ha dato mandato alle forze speciali di rincorrere e uccidere i leader jihadisti in tutta l&#8217;area mediorientale. Ci sono poi le operazioni attuate in <strong>Afghanistan</strong>, finite nel mirino di un&#8217;inchiesta dopo il sospetto di almeno 54 uccisioni sommarie avvenute tra il 2010 e il 2011. Tra le azioni menzionate nello studio dell&#8217;Aoav, c&#8217;è anche quella attuata in <strong>Nigeria</strong> nel 2012 per trarre in salvo un ostaggio britannico e italiano. Una simile operazione è stata svolta nelle <strong>Filippine</strong> nel 2019. Più di recente, nello scorso aprile le forze speciali sono state inviate in <strong>Sudan</strong> per permettere l&#8217;evacuazione dei cittadini britannici dal Paese sconvolto dai disordini scoppiati a Khartoum. Anche se in quel caso, secondo i resoconti del ministero della Difesa, il Regno Unito avrebbe usato i paracadutisti e reparti dei Royal Marines. </p>



<p>Nell&#8217;elenco dei Paesi dove hanno operato le forze speciali di Londra c&#8217;è anche la <strong>Russia</strong>. Qui nel 2014, per garantire la sicurezza degli atleti di Sua Maestà impegnati nei giochi olimpici invernali di <strong>Sochi</strong>, sono stati dispiegati membri del Sas. Sempre secondo i ricercatori dell&#8217;Aoav, il governo britannico ha autorizzato missioni segrete in Algeria, Yemen, Oman, Iraq, Libia, Kenya, Mali, Pakistan e Somalia. Nell&#8217;elenco anche due Paesi europei: Francia ed Estonia. Il <em>Guardian</em> ha fatto sapere di aver chiesto conferme al ministero della Difesa, ma non sono emersi commenti particolari. &#8220;È politica di lunga data dei governi di Londra &#8211; ha dichiarato un portavoce del ministero &#8211; non commentare le operazioni delle forze speciali del Regno Unito&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La presenza britannica in Ucraina </h2>



<p>Un capitolo a parte merita l&#8217;<strong>Ucraina</strong>. In primis ovviamente per l&#8217;importanza attuale del dossier in questione. Dall&#8217;inizio di quest&#8217;anno, sarebbero almeno 50 i membri delle forze speciali del Regno Unito schierati nel Paese in guerra contro la Russia. L&#8217;informazione è contenuta in uno dei documenti trafugati dal Pentagono e oggetto dello <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sappiamo-dei-leak-del-pentagono.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scandalo dei Leak esploso ad aprile</a>. </p>



<p>Negli stessi rapporti, si legge che la presenza delle <strong>forze speciali Usa</strong> è invece limitata a 14 unità. La Francia, dal canto suo, avrebbe inviato non più di 15 membri delle proprie unità speciali. Londra appare quindi quella più attiva su questo fronte. Nei leak trafugati, non è stato però specificato il ruolo delle forze di Londra in territorio ucraino. </p>
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		<title>Così la Brexit ha trascinato la politica inglese nel caos</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-la-brexit-ha-trascinato-la-politica-inglese-nel-caos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 May 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230306132230481_668d86c5b996b0a5e5abd5b9c771c3ee-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 15 maggio 2023, il premier Rishi Sunak dominava la scena mediatica inglese con il caloroso abbraccio a Volodymyr Zelensky sceso dal suo volo militare per un blitz nel Regno Unito.  Contestualmente, mentre il primo ministro si prodigava nel rinnovare l’impegno del Paese verso l’amico ucraino, una parte degli alleati Conservatori armava contro il suo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-brexit-ha-trascinato-la-politica-inglese-nel-caos.html">[...]</a></p>
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<p>Il 15 maggio 2023, il premier <strong>Rishi Sunak</strong> dominava la scena mediatica inglese con il caloroso abbraccio a <strong>Volodymyr Zelensky</strong> sceso dal suo volo militare per un blitz nel Regno Unito. </p>



<p>Contestualmente, mentre il primo ministro si prodigava nel rinnovare l’impegno del Paese verso l’amico ucraino,<strong> </strong>una parte degli alleati <strong>Conservatori </strong>armava contro il suo leader un fuoco di fila serrato. </p>



<p><em>Nemo propheta in patria</em> quando ci sono elezioni in vista, presumibilmente si terranno a gennaio 2025 e sui litorali britannici già si prepara aria di tempesta. </p>



<p>Sunak, considerato più che altro un <strong>tecnocrate </strong>un po&#8217; troppo spostato al centro, guida un cerchio magico all’interno di Downing Street che gli sta garantendo la sopravvivenza insieme ad una certa maggioranza in parlamento, ma nel suo stesso Gabinetto e fuori dai palazzi tira una brutta aria e le elezioni locali del 4 Maggio lo hanno ampiamente dimostrato. </p>



<p>Gli elettori dalla vecchia e nuova base, quella scippata ai Laburisti nel 2019 grazie a Boris Johnson, borbottano e lamentano una grande delusione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le guerre fratricide a Westminster</h2>



<p>Sei mesi di filato alla guida del governo inglese, con l’aria che tira a Westminster negli ultimi tempi, sembrano un record, ma in realtà stanno portando alla luce tutto il malcontento accumulato finora.&nbsp;</p>



<p>Chiaramente Sunak raccoglie l’eredità di 13 anni ininterrotti di potere che consumerebbero qualunque partito e oggi fa i conti con quel che rimane di un gruppo in disarmo, già pronto alla futura sconfitta e che, in assenza di un obiettivo comune e condiviso, va alle prove muscolari per ottenere almeno il potere interno.</p>



<p>Il sistema elettorale inglese ha sempre garantito la sopravvivenza del bipolarismo, anche con qualche stampella all&#8217;occorrenza offerta da alleanze a tempo, come accaduto nel 2010 e nel 2015, ma questo non significa che i due principali schieramenti non debbano fare i conti con correnti pronte a darsele di santa ragione appena possibile.&nbsp;Ecco perchè i nemici di Sunak oggi stanno venendo allo scoperto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono i nemici di Sunak?</h2>



<p><strong>Boris Johnson</strong> è sempre stato il primo della lista e non ne ha mai fatto mistero. Dopo il tradimento del suo ex Cancelliere dello Scacchiere che un anno fa ne ha determinato la caduta, il <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/bojo-e-le-trame-contro-sunak.html?_gl=1*1dt48si*_ga*OTMzMjU2Mzk0LjE2Nzc2MDEwMjI.*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY4NDI0OTc0Ny4xMi4wLjE2ODQyNDk3NDcuMC4wLjA.&amp;_ga=2.69108629.56206772.1684249747-933256394.1677601022">BoJo nazionale arma costantemente le truppe</a> dei suoi fedeli per attaccarlo.</p>



<p>L’ultimo atto è andato in scena in una, a dire il vero poco popolata, conferenza che si è tenuta nel fine settimana a Bournemouth.&nbsp;</p>



<p>La <em>Conservative Democratic Conference</em> ha visto alternarsi sul palco i fedelissimi dell’ex Primo Ministro, in fila a ricordare che Johnson è l’unico che può ancora vincere le elezioni e soprattutto l’unico in grado di dare agli inglesi la più grande promessa mancata: la Brexit.</p>



<p>Ovviamente il dato di realtà fa ammettere a molti che un ritorno del biondo scarmigliato è ormai impossibile: troppe inchieste, troppi scandali, troppo bisogno di stabilità.&nbsp;</p>



<p>Oggi una personalità carismatica non basta da sola a risollevare il Paese, perché servono vere politiche di crescita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo BoJo arriva Suella Braverman</h2>



<p>I <em>Conservative Democratic</em> non sono l’unica corrente con cui deve vedersela Sunak, perché per tre giorni, Londra ha ospitato un’altra conferenza, quella organizzata dal Think Tank di Washington, <em>Edmund Burke Foundation</em>, che ha organizzato il <a href="https://nationalconservatism.org/natcon-uk-2023/">forum del <em>National Conservatism</em></a>.&nbsp;</p>



<p>In Europa, Victor Orban e Giorgia Meloni calcarono quel palco in passato, ma secondo molti osservatori britannici questo stile “Tea Parties&#8221; americani userebbe un linguaggio non del tutto affine alla tradizione dei Conservatori inglesi.&nbsp;</p>



<p>Parole come “marxismo”, “pericolo comunista”, centralità assoluta della famiglia con le donne che “devono avere come priorità fare figli” (secondo quanto affermato dall’israeliano Yoram Hazony), non apparterrebbero alla storia dei Tories di Westminster.&nbsp;</p>



<p>Ma tant’è, su quel palco si sono alternati anche volti noti e attivi nel governo del Primo Ministro, a cominciare dalla discussa Suella Braverman, <strong>il ministro dell’Interno responsabile delle politiche migratorie che vuole mandare chi sbarca clandestinamente in UK, in Ruanda</strong> e per far fronte alla dipendenza del Regno Unito dalla manodopera straniera, vuole insegnare agli inglesi a raccogliere la frutta, guidare i camion, fare i manovali e i carpentieri.&nbsp;</p>



<p>Purtroppo però, il settore più in difficoltà non è stagionale ed è quello sanitario dove la carenza di infermieri, medici e badanti sta mettendo in ginocchio proprio il Paese che all’inizio del ‘900 ha introdotto il Welfare state.</p>



<p>Un discorso più politico che legato alle politiche del suo dicastero e del governo ha trasformato la <strong>Braverman nella prima candidata in pectore per la leadership del partito</strong>.</p>



<p>Ovvero, il nemico interno numero due per Sunak.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Garden Party di Sunak in cerca di armistizio</h2>



<p>Per cercare di calmare le acque, dopo l’incontro con Zelensky e la riaffermazione del suo ruolo a livello internazionale,<strong> il Primo ministro ha invitato i suoi parlamentari ad un party nel giardino di Downing Street </strong>offrendo Yorkshire pudding, ricetta tipica della sua circoscrizione, patate novelle e tanta buona volontà per spegnere l’incendio divampato pubblicamente contro di lui, le sue politiche e le promesse mancate.</p>



<p>I più ferventi critici dell’ala vicina a Boris Johnson non si sono presentati, ma secondo l’analisi che ci ha fornito il prof Iain Begg della LSE, i nemici interni di Sunak sarebbero molto meno pericolosi ed assetati di sangue di quelli che a suo tempo dovette affrontare Theresa May.&nbsp;</p>



<p>“L’allora ERG era molto più agguerrito e potente”, oggi in realtà si tratterebbe solo di “una volontà di riaffermazione dell’ala più a destra del partito” insoddisfatta per la mancata riduzione delle tasse e soprattutto per<strong> il fallimento della Brexit.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Che fine ha fatto l&#8217;opposizione?</h2>



<p>Ai più attenti non sarà sfuggito che nel novero dei nemici del primo ministro inglese manca clamorosamente il capo dell’opposizione.&nbsp;</p>



<p>In effetti <strong>Sir Keir Starmer guarda, si espone raramente e non sfonda</strong>. L’ultimo sondaggio sul suo gradimento di&nbsp;<em> Redfield &amp; Wilton Strategies</em> (14 Maggio) gli attribuisce un 33%, in calo di 5 punti.</p>



<p>Dopo aver epurato l’ala sinistra del suo partito con la definitiva cacciata di <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sinistra-inglese-tra-guerra-intestina-e-in-crisi-didentita.html?_gl=1*1dt48si*_ga*OTMzMjU2Mzk0LjE2Nzc2MDEwMjI.*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY4NDI0OTc0Ny4xMi4wLjE2ODQyNDk3NDcuMC4wLjA.&amp;_ga=2.69108629.56206772.1684249747-933256394.1677601022">Jeremy Corbyn </a>e dei suoi, recentemente ha rilanciato un tema molto caro anche alla sinistra italiana, proponendo il <strong>diritto di voto ai 16enni e soprattutto agli stranieri che vivono stabilmente nel Paese</strong>.&nbsp;</p>



<p>Guarda caso, coloro che, secondo le stime dei Labour, sarebbero molto più inclini a votarli ed in barba alla Brexit. Una mossa, questa, che non cade a caso, soprattutto quando il crollo dei Conservatori non sta gonfiando le vele dei Laburisti che faticano a vedere una vittoria in carrozza alle prossime elezioni.&nbsp;</p>



<p>La possibilità di una maggioranza risicata e di un<em> hung Parliament</em> è sul piatto ora più che mai e ago della bilancia, ancora una volta, rischiano di essere i Lib Dem che invece, secondo i risultati delle ultime elezioni locali godono di consenso e di ottima salute.</p>



<p><strong>Il punto è che l’emorragia di voti dei Conservatori non si è automaticamente trasferita dall’altra parte,</strong> così come avvenne quando BoJo conquistò le Red Walls, roccaforti rosse.</p>



<p>L’analisi dei sondaggisti di <em>Yougov</em> avrebbe dimostrato che gli elettori abbandonano i Tories perché non hanno mantenuto le promesse e sono delusi, ma non fanno il salto della barricata.</p>



<p>A questa rabbia provano a rivolgersi i ribelli nel partito, ma su questo sentimento non riesce a far leva la seduzione mal esercitata da Starmer, il noioso.</p>



<p>Il suo disegno politico non è considerato sufficientemente chiaro, anche se, secondo il prof Begg si tratterebbe di una strategia per non subire attacchi o addirittura farsi rubare le idee dagli avversari.&nbsp;</p>



<p>Prima del prossimo marzo, tanto per dirne una, finché non verrà presentato il bilancio, poco si saprà della proposte economiche di Starmer.&nbsp;</p>



<p>Quel che invece è chiaro è che il laburista ha bisogno di una nuova maggioranza fuori da Londra, nelle aree che gli hanno voltato le spalle e ha bisogno di trasformare i suoi messaggi in qualcosa di più di una mera rassicurazione.&nbsp;</p>



<p><strong>Starmer deve ridare agli inglesi qualcosa per cui poter sognare</strong>, non basta dire “se loro non vi vanno bene, allora provate me”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che ne sarà della Brexit?</h2>



<p>Ciò su cui gli analisti come Begg sono disposti a scommettere è che in vista del voto non si riaprirà una discussione sulla Brexit, sebbene il <a href="https://www.ft.com/content/0d195d46-b348-4325-824f-c33889bb2cc0"><em>Financial Times</em> in Febbraio</a> abbia rilevato che il 60% degli inglesi pensa che sia stato un errore e che oggi voterebbe per tornare in Europa.&nbsp;</p>



<p>La verità è che i temi contingenti come <strong>il carovita, l’inflazione, lo sfaldamento del sistema sanitario che sta negando il diritto alla salute universale sono problemi molto più sentiti ed impellenti della questione delle relazioni con l’Europa.</strong>&nbsp;</p>



<p>Il tema politico, in realtà, si sta affrontando nelle stanze dei palazzi dove vengono regolarmente disattese le promesse più radicali e dove si cerca di ricucire con l’Europa il rapporto negato dalla Brexit che secondo il suo più fervente propugnatore, Nigel Farage, è fallita.</p>



<p>Basti pensare che delle 4000 leggi Ue che sarebbero dovute saltare dai regolamenti britannici, la scorsa settimana ne sono state stralciate solo 600. Ma alle persone che fanno i conti con una crescente povertà e la desertificazione di Londra, sempre più inaccessibile e costosa, poco importa dei tecnicismi burocratici.</p>



<p>La vera battaglia elettorale si combatterà su altri fronti ed il realismo, sommato alle necessità matematiche di far quadrare i conti, per i bilanci e per la vittoria, saranno probabilmente più convincenti di molte ideologie.&nbsp;</p>
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		<title>La monarchia inglese è in pericolo?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-monarchia-inglese-e-in-pericolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Monarchia britannica]]></category>
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<p>Quale futuro per la Corona britannica? Facciamo un po' di chiarezza su cosa potrebbe succedere nel Regno Unito con Carlo III</p>
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<p>“La monarchia reggerà finché ci sarà il consenso nell’opinione pubblica”. Ne è certo Robert Hazell, professore di <em>Government and the Constitution</em> presso University College di Londra e tra i curatori del report sullo stato di salute della corona inglese appena pubblicato dagli accademici e ricercatori di  <em>UK in a Changing Europe</em> e <em>Constitution Unit</em>, dal titolo <a href="https://ukandeu.ac.uk/"><em>The British Monarchy</em>.</a></p>



<p>In effetti, finché non fa sfoggio di pubblico sfarzo e vive di ordinaria soap opera, la <strong>monarchia inglese</strong> è tollerata dai più e osteggiata solo da pochi, convinti, “disturbatori” di sinistra.</p>



<p>Ma appena si accendono i veri riflettori e si mettono da parte le beghe di letto e le faide tra parenti, allora la domanda delle domande torna ad occupare il dibattito pubblico: la monarchia inglese ha ancora senso di esistere?&nbsp;</p>



<p>Se lo sono domandati praticamente in tutto il mondo l’anno scorso alla morte della regina Elisabetta II e se lo chiedono oggi, quando il nuovo re (ormai vecchio), sale su una carrozza d’oro, saluta i sudditi di un Paese sull&#8217;orlo della recessione e prende posto sul trono.</p>



<p>Per dirla con le parole della sorella, <a href="https://www.bbc.co.uk/news/av/world-us-canada-65453446">principessa Anna</a>, che si è concessa in tv alla vigilia dell’incoronazione, “da Carlo III non c’è da aspettarsi nessuna vera sorpresa perché dopo 70 anni di preparazione e attesa, tutti sanno chi sia e cosa pensi”, ma quello a cui si potrebbe assistere è invece la definitiva archiviazione del sistema monarchico in Gran Bretagna e nel Commonwealth.</p>



<p>Per provare a capire come andrà si possono guardare i numeri e si devono osservare i fatti.</p>



<p>Nel dossier <em>The British Monarchy</em>, coordinato al King’s College di Londra, si legge che il tema del gradimento dei reali è stato posto per la prima volta nel 1983 e subito archiviato dopo che un buon 86% dei sudditi di sua maestà li aveva giudicati “importanti”. Il quesito torna a fare capolino nell’<em>annus horribilis</em> di Elisabetta II, il 1992, quello in cui crolla la facciata della perfezione e un’ondata di scandali e divorzi, con quello clamoroso di Carlo e Diana, fanno dei Windsor una famiglia imperfetta come le altre. </p>



<p>Il <strong>consenso </strong>è andato via via sgretolandosi per i tempi che cambiano, per noia e insoddisfazione ma &#8220;l’effetto dei referendum, che dalla fine della seconda guerra mondiale, hanno voluto la repubblica in molti paesi europei, compresa l’Italia, qui non è ancora arrivato”, chiarisce il prof Hazell. </p>



<p>Dopo un lungo fine settimana di celebrazioni che ha monopolizzato l&#8217;attenzione del mondo, oggi, dire se siamo arrivati al capolinea è difficile, “la vera sfida &#8211; ci spiega il direttore del centro studi del King’s College di Londra, Anand Menon &#8211; riguarda i giovani, quelli meno convinti dell’importanza e del valore della monarchia.”</p>



<p>In effetti, negli ultimi tempi i sondaggi che si sono dedicati al gradimento di re e monarchia hanno dimostrato che entrambi si sostengono con un buon vento, <strong>ma sotto i 40 anni non scaldano i cuori</strong>.&nbsp;</p>



<p>Il <em>Times</em> ha divulgato un rilievo secondo il quale <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/how-much-king-coronation-cost-total-who-pays-2023-whzx3z8wn">Carlo III sarà un buon re per l&#8217;80% </a>di chi ha votato (quasi 20mila lettori); ma secondo <em>Yougov</em>, una settimana fa, solo il 33% degli intervistati era interessato all’incoronazione lasciando il 64% nella totale indifferenza. Di questi, il 59% ha meno di 24 anni.</p>



<p>Eppure, ci spiega ancora il prof Hazell, per leggere questi numeri è necessario fare dei distinguo.</p>



<p>“Anche andando indietro di 30-40 anni i giovani avevano questo atteggiamento, però quei giovani che ora hanno 40-50 anni, oggi sono a favore della monarchia e lo stesso potrebbe succedere con quelli oggi scettici che magari cambieranno idea domani”.</p>



<p>“Da qui parte la sfida per Carlo III”, insiste il prof Manon che ci ricorda come fondamentali saranno le campagne sostenute dal re che, senza disturbare troppo la politica, dovrà mostrare alla Generazione Z la rilevanza della corona. A cominciare e continuando con le battaglie su clima, ambiente, per l’architettura e l’armonia.</p>



<p>Di più. “Anche se la fame di monarchia va calando &#8211; aggiunge Menon &#8211; dall’altra parte non si sta sviluppando un conseguente appetito per il cambiamento”. </p>



<p>Insomma, il calo di consenso non ha ancora acceso la voglia di rivoluzione, ma solo scritto qualche  cartello e armato i più convinti anti monarchici che aspettano la coppia reale negli appuntamenti pubblici con qualche uovo da tirare in faccia. </p>



<p>“La monarchia andrà avanti finché avrà il supporto della gente”, il prof Hazell ne è convinto perché la corona è un affare di stato e di famiglia, la “ditta”, come l’ha strutturata Elisabetta II, in fondo è sempre più snella.&nbsp;</p>



<p><strong>Quindi c’è futuro per la corona?</strong> “Ma sì, farne a meno sarebbe uno choc culturale per i britannici”. </p>



<p>Wendie McWatters è stata una delle più vivaci protagoniste di quella che fu la<strong> <em>swinging London</em> </strong>degli anni ’60. A casa sua è possibile incontrare intellettuali, artisti e coloro che si guadagnarono le copertine delle riviste patinate dell’epoca. Lei, oltre agli incarichi in giro per il mondo per le Nazioni Unite e per associazioni caritatevoli inglesi, animava i party ambitissimi dei tempi d’oro del Savoy.</p>



<p>Ci accoglie a Londra, tra mille ricordi e tanta lucidità e ci invita a spostarci in periferia, fuori, nelle campagne e nei paesini dove il sentimento pro monarchia è solido e non è assolutamente messo in discussione.&nbsp;</p>



<p>“In città a e palazzo è una questione politica”, sottolinea ricordando come per certa sinistra la monarchia sia sempre stato un tarlo. </p>



<p>Ma non è così per le persone comuni per le quali la corona significa impero, significa l’unità della nazione di cui essere orgogliosi e fieri.&nbsp;</p>



<p><strong>La bandiera e il re. </strong>La corona capisce e rispecchia l’umore del paese, è un marchio identitario, una bizzarria ed un vezzo tutto inglese che fa parte della tradizione e della storia, inamovibile da sempre. Chi ha provato a cambiarla ha fallito e ci è rimasto schiacciato sotto.</p>



<p>Il senso del ragionamento è dunque quello di non farsi fuorviare, <strong>così come accadde nel dibattito sulla Brexit.</strong> La pancia del paese non è nei salotti, non è nei caminetti di sinistra.&nbsp;</p>



<p>La risposta sta nelle strade dove, tantissimi si sono accampati per assicurarsi la vista migliore, anche questo è tradizione.</p>



<p>Volenti o nolenti, i negozianti sanno che grazie a gadget e bandierine si vende qualcosa di più a chi arriva da Nord e dal resto del mondo al richiamo dal folklore. Tutti coloro che hanno decorato terrazze e balconi, che hanno organizzato gli oltre 7000 street parties autorizzati ricordano al mondo lo spirito di unità dietro ai colori del loro sovrano, anche senza essere necessariamente monarchici.&nbsp;</p>



<p>Nelle case britanniche, una tovaglietta, un tea, una confezione di biscotti a tema non mancano, che sia per ridere o per davvero.&nbsp;</p>



<p>Del resto, anche il rossissimo Jeremy Corbyn si inchinò al fascino della corona indossata da Elisabetta II facendole omaggio della sua marmellata e lo stesso dicasi per l’ex sindaco di Londra, “Red Ken” Livingstone e per alcuni stretti collaboratori dei loro staff che hanno ammesso un debole verso la royal family.&nbsp;</p>



<p><a href="https://brandfinance.com/press-releases/new-analysis-finds-the-uk-monarchy-produces-a-net-economic-benefit-for-the-uk">Brand Finance, la <em>brand valuation consultancy </em>della City</a><em>,</em> ha studiato l’impatto dei grandi eventi della monarchia stimando come i media di tutto il mondo abbiano sempre beneficiato delle adunate reali e così è stato anche per l’incoronazione.&nbsp;</p>



<p>La <em>Bbc</em>, ha ricordato il prof Hazell, inizialmente non era sicura della copertura da dedicare al giubileo di Elisabetta II, poi messa davanti ai fatti e al calore che cresceva con 16.000 feste di strada pronte a dare tributo, ha modificato e adattato programmazione ed impegno.</p>



<p>La corona, insomma fa bene a tutti, d’altronde Carlo III è il 62 esimo re d’Inghilterra ma anche il capo di stato dei 14 paesi del Commonwealth Realm e di tutto il Commonwealth a 57.&nbsp;</p>



<p>La sua fama ed il <em>soft power</em> esercitato dalla corona fanno gioco a tutti, anche al governo britannico che gli scrive i discorsi e lo manda in avanscoperta nelle missioni di <em>moral suasion </em>più delicate.</p>



<p>Attenzione, dunque a sottovalutare il potere e l’importanza del re anche perché,  alla fine, conclude il prof Hazell, costa meno di un caffè all’anno per ciascun contribuente.</p>
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		<title>Gran Bretagna e Francia alla resa dei conti sui migranti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gran-bretagna-e-francia-alla-resa-dei-conti-sui-migranti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 06:51:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[richiedenti asilo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1400" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101075114649_bf660a60888114d4585f445d4a10fec1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101075114649_bf660a60888114d4585f445d4a10fec1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101075114649_bf660a60888114d4585f445d4a10fec1-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101075114649_bf660a60888114d4585f445d4a10fec1-1024x747.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101075114649_bf660a60888114d4585f445d4a10fec1-768x560.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101075114649_bf660a60888114d4585f445d4a10fec1-1536x1120.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221101075114649_bf660a60888114d4585f445d4a10fec1-2048x1493.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In cima alla lista delle telefonate da fare una volta entrato a Downing Street, per il nuovo primo ministro inglese c’era l’Eliseo. I rapporti tra Francia e Gran Bretagna, negli ultimi anni, sono stati segnati da una certa conflittualità; ai tempi della negoziazione della Brexit, Macron vestiva il ruolo del “poliziotto cattivo” mentre Angela Merkel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gran-bretagna-e-francia-alla-resa-dei-conti-sui-migranti.html">[...]</a></p>
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<p>In cima alla lista delle telefonate da fare una volta entrato a Downing Street, per il nuovo primo ministro inglese c’era l’Eliseo.</p>



<p>I rapporti tra Francia e Gran Bretagna, negli ultimi anni, sono stati segnati da una certa conflittualità; ai tempi della negoziazione della Brexit, Macron vestiva il ruolo del “poliziotto cattivo” mentre Angela Merkel era quello “buono”.&nbsp;</p>



<p>All’epoca c’era Theresa May, ma poi è stata la volta di Boris Johnson che, con i francesi, ha ingaggiato un braccio di ferro armato dai toni duri dell’allora Ministro dell’Interno, Priti Patel. Inflessibile sulle politiche migratorie, Patel ha contribuito ad aumentare le tensioni tra i due paesi lievitate fino alla scorsa estate, quando, l’ex premier Liz Truss ha scandito chiaramente: “La giuria ha già dato il responso per dire se Macron è un amico o un nemico”. E mentre lo diceva, davanti al suo trespolo, non stava sorridendo.</p>



<p>Oggi, dunque, la prima sfida per l’ultimo inquilino di Downing Street, Rishi Sunak, è quella di ammorbidire i toni e raggiungere il risultato: fermare il flusso incontenibile di sbarchi che dall’inizio di quest’anno ha portato sulle scogliere inglesi 38.000 migranti; per lo più salpati dalle coste francesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La telefonata tra Londra e Parigi</strong></h2>



<p>Un portavoce di Downing Street ci ha fatto sapere che la telefonata con Parigi, “amica e alleata”, ha affrontato vari temi in uno scambio di promesse e necessità. Dalla collaborazione sul piano energetico e sul nucleare, al nodo del controllo del canale della Manica. “Quella rotta deve essere chiusa a tutti i trafficanti di uomini”, chiarisce la fonte, ma per fare ciò, la collaborazione tra i due stati va rinsaldata.</p>



<p>Oggi il governo in carica ha tutta l’intenzione di cambiare registro siglando con i francesi un patto che preveda la presenza di&nbsp; ufficiali di frontiera e forze di polizia inglesi sulle coste del nord della Francia per aumentare l’efficacia dell’azione congiunta.&nbsp;</p>



<p>I francesi quest’anno avrebbero intercettato e bloccato circa 28.000 tentativi di attraversare il canale della Manica, un risultato pari al 42%, che riflette però un calo rispetto al 50% ottenuto lo scorso anno.</p>



<p>Il governo Johnson la scorsa estate aveva promesso alla Francia il pagamento di 54 milioni di Sterline per bloccare le partenze, ma era il 9 ottobre 2021 quando, il ministro degli Interni francese, Gerald Darmanin, dichiarava ad <a href="https://apnews.com/article/france-english-channel-europe-migration-1289d0d16cf089de5854bd096ab84634">Associated Press </a>che in realtà gli inglesi “non avevano ancora pagato un euro”. Ecco perché il nuovo esecutivo ora preferisce mandare direttamente personale in forze intervenendo direttamente sul numero di barconi bloccati alla partenza con un meccanismo premiale che cresce al diminuire delle barche in mare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I voli per il Ruanda</strong></h2>



<p>Ciò che appare comunque chiaro è che le politiche di deterrenza studiate finora non hanno sortito alcun effetto. Il piano dei voli per trasferire in <a href="https://www.bbc.co.uk/news/uk-61806383">Ruanda i clandestini</a>, lo scorso giugno, è precipitato davanti alla sentenza emessa dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.&nbsp;</p>



<p>Non solo, di recente, la <a href="https://www.walesonline.co.uk/news/uk-news/airline-pulls-out-operating-uks-25325004">compagnia charter spagnola</a>, con sede a Maiorca, che era stata ingaggiata per operare sulla tratta dalla Gran Bretagna all’est dell’Africa ha cancellato la sua disponibilità.<a href=""></a></p>



<p>Oggi, al posto di Priti Patel c’è un’altra indiana e fervente sostenitrice della necessità di attuare i trasferimenti in Ruanda. Si tratta di Suella Braverman, l’ultimo ministro dell’Interno nominato da Sunak, che non ha mai fatto mistero del desiderio di far decollare quei voli quanto prima.<a href=""></a></p>



<p>Nel frattempo, però, la situazione sull’isola sta diventando talmente esplosiva che, secondo fonti raccolte dal <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/home-office-suggested-migrant-tent-cities-in-the-capitals-parks-kxkthv3sz">Times</a>, qualcuno nelle sedi ufficiali avrebbe persino proposto di sistemare chi è in attesa di venire identificato ed eventualmente espulso, in tende piazzate nei parchi londinesi.</p>



<p>Naturalmente l’idea è stata presto accantonata, ma il problema resta.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I centri di prima accoglienza al collasso</strong></h2>



<p>Gli hotel che accolgono chi arriva sui barconi stanno scoppiando, la popolazione che vive sulla costa è stanca e comincia ad avere paura, i migranti sfuggono al controllo e la linea dura di Suella Braverman sta portando al tracollo del sistema di prima accoglienza.</p>



<p>In questo momento in Gran Bretagna circa 70 alberghi stanno ospitando i richiedenti asilo ad un costo di 6,8 milioni di sterline al giorno.</p>



<p>&nbsp;Nell’ultimo rimpasto di Liz Truss, quando Bravermann era stata costretta alle dimissioni, il suo breve successore, Grant Shapps, (ala più moderata dal partito), in sei giorni di attività aveva ottenuto la disponibilità ad aprire le porte di altri tre hotel, per dichiarata emergenza e per sgravare i centri come quello di Manston Airport.</p>



<p>In quella sede, i migranti appena sbarcati dovrebbero restare solo 24 ore.&nbsp;</p>



<p>Ma non è così. C’è chi è rimasto intrappolato un mese in quell’hub il cui limite di capacità sarebbe di 1000 persone, mentre in ottobre si è arrivati a contarne almeno 3000.</p>



<p>Un gruppo di disperati buttati su materassini da campeggio, senza servizi igienici adeguati, nessuna pulizia, il cibo che passa il convento e una promiscuità che ha portato allo scoppio di epidemie, come quella più recente di difterite e scabbia. Naturalmente non sono mancate le denunce di violenza nei confronti dello staff.</p>



<p>“Ci sono più persone detenute qui che nelle prigioni del paese” ha commentato in tv Diana Johnson, della commissione degli affari interni.</p>



<p>Suella Braverman ora rischia anche una denuncia perché accusata&nbsp; di aver bloccato il trasferimento di centinaia di persone detenute nel centro di Manston negli alberghi, per risparmiare soldi. Questo sarebbe accaduto durante le sue sei settimane di attività nel governo Truss.</p>



<p>Una bomba ad orologeria.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La burocrazia</strong></h2>



<p>La lotta all’immigrazione nel Regno Unito si svolge su due fronti: quello del mare e quello della burocrazia.</p>



<p>Se nel primo caso, la risoluzione del problema sarebbe affidata alla capacità di mediazione con i francesi, sul fronte amministrativo, Sunak deve lavorare per ridurre i tempi per processare ogni singolo caso.</p>



<p>Al momento, in 117.945 sono in attesa di ottenere il diritto d’asilo; il numero più alto raggiunto negli ultimi 20 anni.</p>



<p>Persone che vivono nel limbo, sostenute dai servizi sociali del Paese, alloggiate in strutture al collasso con una prospettiva di vedere risolta la loro situazione in anni.</p>



<p>Nel limbo perché le regole sull’immigrazione prevedono che i richiedenti asilo siano autorizzati a cercarsi un lavoro solo dopo un anno di permanenza in Gran Bretagna, ma possono accedere solo ai posti nelle liste del collocamento riconosciute delle autorità per l’immigrazione.</p>



<p>Il piano di Sunak prevede una drastica riduzione dei tempi di analisi dei singoli casi: 8 su 10 devono essere ultimati nel prossimi 6 mesi con incentivi al lavoro degli ufficiali che devono portare a termine almeno 4 casi a settimana.</p>



<p>Intervistata da <em>BBC Radio 4</em>, Lucy Moreton, funzionario presso <em>l’Immigration Services Union</em>, ha fornito un quadro lucido dalla situazione. Dal momento in cui un caso viene posto all’attenzione degli uffici preposti passano almeno 480 giorni prima che si dia una definizione della situazione. Naturalmente, se viene rifiutato lo status di avente diritto all’asilo, esistono molte possibilità per fare ricorso e questo trascina la burocrazia avanti per anni, fino a otto. Quest’anno, ad oggi, solo il 4% dei casi di richiesta di asilo sarebbe stato esaminato dagli uffici preposti agli Interni.</p>



<p>Una manna per i migranti cosiddetti economici (si segnalano sempre più albanesi), che nel frattempo hanno tutto l’agio per restare qui pur non avendone i requisiti.</p>



<p>Una sfida, questa, che si somma alla crisi economica e di credibilità della Gran Bretagna che si sta esponendo ad una instabilità inedita e che rischia di far naufragare nel Canale della Manica tutti i sogni di gloria post Brexit.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gran-bretagna-e-francia-alla-resa-dei-conti-sui-migranti.html">Gran Bretagna e Francia alla resa dei conti sui migranti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>BoJo e le trame contro Sunak</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/bojo-e-le-trame-contro-sunak.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 06:37:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[boris johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[fracking]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
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<p>Se due indizi fanno una prova, difficile contestare l’idea che su Londra si stia preparando una tempesta perfetta.&#160; Chi pensava che Boris Johnson si sarebbe limitato ad accettare di buon grado il ruolo di comparsa sulla scena politica inglese si sbagliava di grosso. E chi pensava che la &#8220;sindrome di Cincinnato” (il dittatore che dopo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/senza-categoria/bojo-e-le-trame-contro-sunak.html">[...]</a></p>
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<p>Se due indizi fanno una prova, difficile contestare l’idea che su Londra si stia preparando una tempesta perfetta.&nbsp;</p>



<p>Chi pensava che Boris Johnson si sarebbe limitato ad accettare di buon grado il ruolo di comparsa sulla scena politica inglese si sbagliava di grosso.</p>



<p>E chi pensava che la <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/che-fine-ha-fatto-boris-johnson.html">&#8220;sindrome di Cincinnato”</a> (il dittatore che dopo essersi ritirato era stato richiamato al potere per salvare Roma) che lo ha colpito da quando si è dimesso si sarebbe limitata al tentativo (andato a vuoto) di tornare a Downing Street per acclamazione, dopo la caduta di Liz Truss, sbagliava ancora di più.</p>



<p>L’ex Primo Ministro Inglese non ha affatto depositato le armi, né tantomeno le sue velleità di tornare alla guida del paese e ogni occasione è buona per ribadirlo.&nbsp;</p>



<p>L’ultima, in ordine di tempo, gli è stata servita su un piatto d’argento dall’annuncio di Rishi Sunak di rinunciare a partecipare al summit globale sul clima, Cop27.</p>



<p>Per un primo ministro in carica che declina, ce n’è subito pronto un altro (ex) che si prende la scena.&nbsp;</p>



<p>Boris Johnson non ha mai perdonato all’allora Cancelliere di aver condannato a morte la sua resistenza al Numero 10 dimettendosi dal suo incarico nel governo e ora, quale migliore occasione per restituire a Sunak lo smacco subito la scorsa estate?</p>



<h2 class="wp-block-heading">I due indizi</h2>



<p>Le ultime immagini pubbliche di BoJo hanno consegnato alle cronache un leader abbronzato e rientrato in fretta e furia da Santo Domingo per rispondere alla chiamata dei suoi che lo volevano a raccogliere i cocci dei 44 terribili giorni con Liz Truss.</p>



<p>Le immagini private, invece, sono quelle di un uomo in continua elaborazione di una strategia per disarcionare il suo nemico giurato mentre, nel frattempo, manda avanti i suoi scudieri.</p>



<p>Alok Sharma, il presidente di Cop26, lo “Zar del clima”, ha avuto incarichi nel governo conservatore ininterrottamente dal 2016, con Theresa May, fino a quando Rishu Sunak non ha deciso di sbarazzarsene.</p>



<p>Sharma, che in questo modo oltre all’incarico ha anche perso la possibilità di partecipare alle riunioni di Gabinetto, (e magari dare conto a Boris dei contenuti emersi), ha deciso di concedere le sue riflessioni sulle scelte ambientali del nuovo Primo Ministro al <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/alok-sharma-attacks-sunak-for-cop27-snub-sdq3fjld6"><em>Sunday Times</em>.</a>&nbsp;</p>



<p>“La decisione di Sunak non partecipare a Cop27 è un grave errore” ha scandito argomentando che il rischio è quello di sminuire il ruolo di primo piano che il Regno Unito si era dato sulle questioni ambientali, aggiungendo che, una scelta del genere verrà pagata dai Conservatori alle urne.</p>



<p>In una intervista giudicata &#8220;incredibilmente aperta”, Sharma accusa l’attuale Primo Ministro di continuare a dare concessioni per petrolio e gas senza invece rinforzare la tassazione sugli extra-profitti delle grandi compagnie, concedendo sconti solo a quelle che reinvestono sulle rinnovabili.&nbsp;</p>



<p>“Questo è il tema del momento, non solo nell’ottica di difesa dell’ambiente&nbsp; &#8211; il suo ragionamento &#8211; ma anche per le grandi opportunità offerte in termini di posti di lavoro e di nuovi investimenti” ha concluso Sharma senza fare sconti a chi lo aveva appena liquidato.</p>



<p>Una cosa buona, però va detto, Sunak appena entrato a Downing Street l’avrebbe fatta. L&#8217;annuncio di non autorizzare il <em>fracking,</em> reintrodotto da Liz Truss, ha sedato gli animi dei territori costieri interessati e accontentato le richieste dei deputati Tories eletti in quelle aree.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Jonhson e la pancia del paese</strong></h2>



<p>“Boris Johnson vuole tornare al suo posto ad ogni costo&#8221;  ci spiega il professor Steve McCabe della City University di Birmingham. &#8220;La decisione di andare a Sharm El-Sheikh ha come principale obiettivo quello di causare imbarazzo al nuovo primo ministro”.</p>



<p>Johnson è uno che conosce bene la pancia del suo popolo, un uomo delle élite che si è sempre messo indosso i panni dell’”Uno-di-voi” esprimendo la grande capacità di entrare in simbiosi con gli umori degli inglesi dicendo loro quello che si aspettavano di sentire.</p>



<p>Esattamente le qualità che Sunak viene accusato di non avere, dietro a quegli abiti troppo costosi, che nessuno gli perdona e dietro a quell’immenso patrimonio che lo rende più ricco del re e che molti inglesi in difficoltà considerano una colpa.</p>



<p>Tutto questo è irrazionale, ma l’accusa di non saper entrare in sintonia con i sentimenti degli ultimi e di non rappresentare le esigenze della classe operaia e dei lavoratori, visti al contrario, sono esattamente i valori che hanno sempre rappresentato la forza di Johnson.</p>



<p>Poi si può discutere di quanto le promesse siano state tradotte in fatti, ma nella politica del populismo, gli annunci pesano, per le verifiche ci sarà tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">BoJo paladino del climate change</h2>



<p>Boris Johnson un anno fa aveva investito energie e promesse all’edizione di Cop26 che si era tenuta in casa, a Glasgow e che aveva dato al Regno Unito la presidenza del summit.</p>



<p>Oggi, il suo successore, voltando le spalle alla kermesse dà uno smacco nel segno della discontinuità che anche la debolissima Liz Truss aveva comunque garantito.</p>



<p>Così succede che: Sunak annuncia che non ci sarà e la mattina dopo<a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-11369097/Downing-Street-alarmed-reports-Boris-Johnson-travel-Egypt-Cop27-summit.htmlhttps://www.dailymail.co.uk/news/article-11369097/Downing-Street-alarmed-reports-Boris-Johnson-travel-Egypt-Cop27-summit.html"> i giornali </a>aprono con la notizia che Boris Johnson parteciperà.</p>



<p>A palazzo le fibrillazioni vanno alle stelle; la decisione crea scompiglio e manda l’ennesimo segnale di caos all’interno del partito che ormai sperava di aver raggiunto l’unità salvaguardando governo&nbsp; e poltrone.</p>



<p>Ma non avevano fatto i conti con la sete di vendetta di Johnson e con il suo grande afflato ambientalista…</p>



<p>Non è ben chiaro quali panni vestirà BoJo a Cop27: se andrà nella delegazione ufficiale del governo con gli altri deputati, se andrà come ospite del governo egiziano in un simbolico passaggio di consegne della presidenza tra i due paesi o se invece si accoderà alle delegazioni delle organizzazioni non governative invitate.</p>



<p>Quel che è certo è che ci sarà e sarà di nuovo accanto a Biden, a Macron e ai grandi della terra e sarà lì per riconquistarsi il&nbsp; posto al sole che non vuole lasciare all’avversario che invece resterà sotto il cielo plumbeo di Londra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sunak e le Lobbies </h2>



<p>Alla ricerca di una spiegazione per la mancata partecipazione del primo ministro al summit di Sharm El-Sheikh, il <em><a href="https://www.mirror.co.uk/news/politics/rishi-sunak-accepted-cash-fossil-28361452">Mirror</a></em> ha pubblicato i dettagli sui finanziamenti ricevuti da Sunak durante la campagna estiva per la premiership.&nbsp;</p>



<p><em>Ready4Rishi </em>avrebbe raccolto donazioni pari a 460.000 Sterline, (Liz Truss ne aveva ricevute 424.000) e tra i suoi finanziatori, stando alle notizie fornite dal quotidiano, ci sarebbero molti personaggi legati al mondo dal petrolio, del gas e dell’aviazione, tutti interessati ad investimenti legati ai combustibili fossili.</p>



<p>&#8220;Come avrebbe potuto deludere le loro aspettative?&#8221;, la critica per niente velata mossa da Ed Milliband, il ministro ombra laburista che su <em>Twitter</em> ha scandito: “Sunak è dalla parte delle grandi compagnie del petrolio e del gas, non certo dalla parte della gente”.</p>



<p>Boris Johnson invece c’è e mai si sarebbe sognato di dire al re di stare a casa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Carlo III “si fa il suo summit sul clima a casa”</h2>



<p>Noto per il suo profondo impegno per l’ambiente, la biodiversità e la natura, re Carlo III, a pochi giorni dalla sua proclamazione coincisa con l’entrata in ufficio di Liz Truss, aveva già ricevuto disposizioni da parte del Primo Ministro di non farsi vedere a Cop27.&nbsp;</p>



<p>Lei pare volesse usare la prima missione del nuovo re in maniera più strategica, magari mandandolo in Canada, o forse, più semplicemente, non voleva ombre sul suo viaggio.</p>



<p>Ma, casualmente la notizia, <em>riservata</em>, era subito sfuggita dalle fessure di Buckingham Palace, quel luogo blindato dal quale non esce nulla che non debba uscire.</p>



<p>Oggi, il tema torna di stretta attualità perché il capo dello stato e del regno ha di fatto ricevuto le stesse indicazioni anche da parte di <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/rishi-sunak-will-deny-king-charles-his-trip-to-cop27-talks-h8nx5bgct">Rishi Sunak</a>, il quale si è limitato a far sapere di non volere riaprire il discorso.</p>



<p>Ma Carlo III ha in testa una corona e tra le mani un’agenda che il primo ministro appena arrivato può solo contemplare.&nbsp;</p>



<p>Così, Buckingham Palace ha rimesso la palla in campo annunciando che, due giorni prima di Cop27, il <a href="https://news.sky.com/story/king-charles-to-host-reception-ahead-of-cop27-despite-not-going-himself-12734141">palazzo ospiterà il “suo summit</a>”.</p>



<p>Sarà una festa aperta a 200 grandi imprenditori, uomini d’affari, <em>decision-makers </em>e ONG che vorrà rimarcare l’importanza della presidenza di turno del Regno Unito a Cop26. E non si tratterà di un banchetto reale, ma di un vero momento di confronto sulle tematiche legate alla sostenibilità, ad un’analisi dei progressi compiuti in questo ultimo anno esprimendo la volontà del regno di proseguire in questa direzione. Convintamente.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il destino incerto di Sunak </h2>



<p>Oggi, a minare la sicurezza che i Conservatori pensavano di aver raggiunto con la nomina di Rishi Sunak ci sono sempre più sempre più ostacoli.&nbsp;</p>



<p>I problemi del ministro dell’Interno Suella Braverman, che il Primo Ministro è stato costretto a richiamare nel suo governo per ragioni di equilibrismo politico, rischiano di trascinarlo giù con sè.&nbsp;</p>



<p>Poi c’è la scadenza della presentazione della manovra di bilancio d’autunno, rimandata al 17 novembre e sulla quale ci sono gli occhi puntati dei mercati, che non perdonano.</p>



<p>Il risultato è che chi pensava di averne già viste abbastanza, si prepari perché il cielo sopra Westminster è fosco e promette temporali.</p>



<p>E Boris Johnson non aspetta altro.</p>
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		<title>Perché Liz Truss ha le ore contate</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-liz-truss-ha-le-ore-contate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2022 10:11:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-2048x1371.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Liz Truss è appesa ad un filo. La politica inglese sta toccando il fondo e Westminster è nel caos in barba all&#8217;ormai perduto self control britannico. Ormai non esiste persona, quotidiano, blog, tweet che non scommetta sulla fine prematura ed imminente del primo ministro meno amato della storia inglese.Alla prova dell’aula, martedì 19 ottobre, Truss &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-liz-truss-ha-le-ore-contate.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-liz-truss-ha-le-ore-contate.html">Perché Liz Truss ha le ore contate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221009104559380_95228332b79fc1b707a5ce1ca90c303e-2048x1371.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-liz-truss-il-nuovo-premier-britannico.html">Liz Truss</a></strong> è appesa ad un filo. La politica inglese sta toccando il fondo e Westminster è nel caos in barba all&#8217;ormai perduto<em> self control </em>britannico. Ormai non esiste persona, quotidiano, blog, tweet che non scommetta sulla <strong>fine prematura</strong> ed imminente del primo ministro meno amato della storia inglese.<br>Alla prova dell’aula, martedì 19 ottobre, Truss ha cercato di mostrare le unghie difendendo la sua posizione con forza e slogan come: “Sono una che combatte, non una rinunciataria”. </p>



<p>Peccato che mentre lei si sforzava di difendere una posizione indifendibile, il suo consigliere a capo della comunicazione, <strong>Jason Stein</strong> (che prima lavorava per il principe Andrew), veniva posto sotto <strong>indagine </strong>e sospeso dall’incarico e nel giro di un’ora saltava anche la testa del secondo ministro.</p>



<p>Dopo il Cancelliere dello Scacchiere, <strong>Kwasi Kwarteng</strong>, licenziato quattro giorni prima, questa volta a fare le valigie dopo 43 giorni è stato il ministro dell’Interno <strong>Suella Braverman</strong>.</p>



<p>In questa decisione, formalmente motivata da “un errore” commesso nell’esecuzione del suo incarico, ci sarebbero <strong>forti divergenze</strong> sulle politiche per l&#8217;<strong>immigrazione</strong> e si potrebbe leggere una mossa estrema di Truss per cercare di mettersi in casa l’esponente di una fazione critica nei confronti del governo disinnescando i nemici interni.</p>



<p>Un’altra spiegazione inoltre potrebbe essere ricercata nell’effettiva presa del potere da parte del nuovo Cancelliere dello Scacchiere, <strong>Jeremy Hunt</strong>.</p>



<p>Politico di lungo corso, ex Segretario di Stato per gli Affari Esteri, la Sanità e poi la Cultura, Hunt starebbe prendendo le redini del comando nel tentativo di riportare i Conservatori verso il <strong>centro</strong>, distanziandosi dall&#8217;ala più radicalmente a destra del partito.</p>



<p>Il nuovo ministro dell’Interno nominato a stretto giro, infatti, sarebbe il moderato <strong>Grant Shapps</strong>, ex ministro dei Trasporti nell’esecutivo di <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/boris-johnson.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Boris Johnson</a></strong> ed in carica fino al 6 Settembre scorso, con l’arrivo di Truss.</p>



<p>Insomma, anche questo avvicendamento sarebbe un ultimo, ennesimo tentativo di salvare la poltrona al primo ministro e ai conservatori che, alle prossime elezioni, saranno falcidiati. </p>



<p>Oggi sono 365, ma secondo una stima effettuata da <em><a href="https://redfieldandwiltonstrategies.com/latest-gb-voting-intention-16-october-2022/">Redfield &amp; Wilton Strategies</a></em> il 17 ottobre, se si andasse al voto in queste condizioni, i conservatori ridurrebbero la loro presenza in aula a 22 deputati, perdendone 343, a tutto vantaggio dei Laburisti che invece ne recupererebbero 313 arrivando a quota 515, con un vantaggio di 380. Un +36 sarebbe registrato anche dai Lib Dem che potrebbero arrivare a 47 eletti.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Non è una questione di se, ma di quando Truss se ne andrà</p></blockquote>



<p>Queste parole circolano insistentemente tra i corridoi di Westminster e ricordano esattamente quelle che soffiavano alle spalle di Johnson all’inizio dell’anno quando, come un pesce nella rete, si giocava il tutto per tutto pur di salvare il salvabile e se stesso. </p>



<p>Ma ora il problema è molto diverso, Truss non ha commesso errori di natura etica, frutto di un comportamento sopra le righe.</p>



<p>Liz Truss ha pestato i piedi al Paese generando <strong>sfiducia nei mercati</strong>, scaraventando la <strong>sterlina ai minimi</strong>, non arrestando i <strong>rimbalzi sull’inflazione</strong> sui mutui e sull’economia inglese.</p>



<p>Praticamente le sue politiche confuse ed in continua contraddizione hanno distrutto la reputazione e la solidità del Regno Unito ad ogni annuncio, salvo poi venire rettificate.</p>



<p>L’inflazione, si diceva, ha raggiunto quota 10,1% nel giro degli ultimi 12 mesi, l’<strong>aumento dei prezzi</strong> è salito ad una velocità che non ha precedenti negli ultimi 40 anni ed il costo dei generi alimentari ha contribuito ad incendiare le paure. </p>



<p>In ballo poi ci sono le pensioni e gli aumenti progressivi che dovrebbero scattare in aprile (il <em>triple lock</em> introdotto dal governo Cameron con i Lib Dem, nel 2010) in linea con il più alto dei tre fattori rappresentati da: inflazione, aumento dei salari o 2,5%. </p>



<p>Hunt, fresco di nomina, nel primo discorso ufficiale aveva escluso nuove promesse e futuri impegni del governo in materia, almeno fino al 31 ottobre quando verrà presentato un piano fiscale a medio termine.&nbsp;</p>



<p>Ma sono bastate 48 ore per regalare a Truss l’occasione per rimangiarsi tutto e distinguersi in una nuova giravolta: “Come indicato nel nostro programma elettorale, noi garantiremo gli aumenti progressivi delle pensioni in adeguamento all’inflazione”, <a href="https://news.sky.com/story/liz-truss-says-she-is-completely-committed-to-the-pensions-triple-lock-at-make-or-break-pmqs-12724415" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha scandito</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Hunt smentito ed impietrito</h2>



<p>Le pensioni sono una questione delicatissima, insieme al carrello della spesa  superano il potere dei mercati sull’opinione pubblica, soprattutto nelle famose <em><a href="https://redfieldandwiltonstrategies.com/latest-red-wall-voting-intention-16-17-october-2022/">Red Walls</a></em>, le zone tradizionalmente legate ai Laburisti che, sull’onda del carisma e delle promesse fatte nel 2019 avevano seguito in massa Boris Johnson.&nbsp;</p>



<p>Truss ora deve iniziare a fronteggiare la sfiducia e la rabbia di chi vede tradita ogni speranza e non sa quanto durerà la parola data da un primo ministro senza più alcuna autorevolezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fuoco amico</h2>



<p>A ruota, tra i suoi peggiori detrattori seguono i <em>Tories</em> che armano il fuoco amico, molto più pericoloso ed agguerrito delle azioni messe in campo dalle opposizioni.</p>



<p>La lista dei deputati conservatori che chiedono le dimissioni di Truss si allunga lentamente, dai mugugni dei corridoi alle azioni concrete il passo è sempre più breve. Sembra davvero di ripercorrere il destino di Johnson, quando ormai si sentiva l’odore del sangue e tutti i nodi venivano al pettine insieme a sciabolate inferte nel caos senza più freni.&nbsp;</p>



<p>Il tentativo estremo dei <em>Tories</em> è quello di scongiurare le elezioni limitandosi all’ennesimo avvicendamento alla guida del partito e del governo. Una campagna elettorale anticipata, magari a Febbraio del prossimo anno, come dimostrano le stime odierne sarebbe una catastrofe.&nbsp;</p>



<p>Sir Charles Walker, esponente del <em>Comitato del 1922</em>, il gruppo parlamentare del Partito conservatore alla <em>House of Commons</em>, intervistato da <em>Sky News</em> ha confermato che se Truss non se ne andrà con le sue gambe verrà comunque defenestrata nel giro di una, massimo, due settimane. Insomma, per novembre si avrà un nuovo primo ministro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sarà il successore di Truss?</h2>



<p>Per dirlo può essere utile guardare nuovamente ai numeri. L’ultimo sondaggio effettuato da <em>YouGov </em>(il 17 e il 18 ottobre) tra 530 membri del partito conservatore, ovvero tra coloro che sei settimane prima l’avevano votata, <a href="https://news.sky.com/story/majority-of-tory-party-members-want-truss-to-resign-now-and-want-boris-johnson-to-replace-her-12723609">il 55% vorrebbe le sue dimissioni;</a> solo il 38% la terrebbe ancora in carica.</p>



<p>In alternativa, il 55% degli intervistati oggi voterebbe <strong>Rushi Sunak</strong>, l’ex Cancelliere dello scacchiere che affondò Boris Johnson ma perse la sfida contro Truss conquistando gli eletti ma non gli iscritti. Qualcuno sostiene che tra una giravolta e l’altra lei, che aveva combattuto le proposte economiche del rivale di origine indiana, oggi di fatto starebbe attingendo direttamente a quelle stesse strategie per cercare di rassicurare i mercati e mettere una pezza ai guai combinati.</p>



<p>Tornando agli intervistati, il 63% pensa che il ritorno di Boris Johnson sarebbe la miglior soluzione possibile, con un 32% che lo metterebbe al primo posto tra i candidati alla successione. (<a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/che-fine-ha-fatto-boris-johnson.html">E di questo avevamo già scritto una settimana fa</a>).</p>



<p>Il 47% dei conservatori vede di buon occhio anche l’ipotesi di Jeremy Hunt alla guida del governo, per lui il sogno di una vita, ma gli mancano molti numeri. Alle primarie della scorsa estate arrivò ottavo su otto candidati, ecco perché potrebbe essere conveniente lasciare lo <em>status quo</em> evitando l&#8217;ostacolo e lasciando agire Hunt come primo ministro d<em>e facto.</em></p>



<p>Dalle intenzioni ai fatti, a Westminster la situazione è veramente fuori controllo e lasciando stare le ironie <a href="https://www.telegraph.co.uk/business/2022/10/16/britains-transformation-new-italy-now-almost-complete/">sull&#8217;italianizzazione della politica inglese</a>, sono già partite le lettere formali e le pesanti dichiarazioni di dissenso. </p>



<p>Il primo ministro sta licenziando tutti gli amici fidati di cui si era circondata, ora è sempre più isolata ed esposta. Se è vero che i nemici è meglio tenerli vicini, è altresì vero che un esecutivo fatto di “compagni di viaggio per necessità” trasforma Liz Truss in un ostaggio che non avrà autonomia né alcun potere decisionale, ma sicuramente accorcerà i tempi di questa agonia.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-liz-truss-ha-le-ore-contate.html">Perché Liz Truss ha le ore contate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Che fine ha fatto Boris Johnson?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/che-fine-ha-fatto-boris-johnson.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 08:33:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[boris johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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<p>Se qualcuno si fosse posto questa domanda, la risposta si trova nei menu a scelta delle organizzazioni che offrono palchi e platee paganti agli ex capi di stato e primi ministri in cerca di occupazione e congrua remunerazione. A fine carriera, o tra una elezione e l’altra. Tra questi ambiti speaker e conferenzieri figura anche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/che-fine-ha-fatto-boris-johnson.html">[...]</a></p>
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<p></p>



<p>Se qualcuno si fosse posto questa domanda, la risposta si trova nei menu a scelta delle organizzazioni che offrono palchi e platee paganti agli ex capi di stato e primi ministri in cerca di occupazione e congrua remunerazione. A fine carriera, o tra una elezione e l’altra.</p>



<p>Tra questi ambiti speaker e conferenzieri figura anche l’ex primo ministro inglese che, non più tardi di qualche giorno fa, ha acceso di risate e consensi il pubblico di broker di Colorado Springs riunito per l’<em>Insurance Leadership Forum</em>. Pane per i denti di BoJo. </p>



<p>Una platea divertita e affamata di aneddoti dove, finalmente, il personaggio più dirompente della storia politica inglese ha potuto andare a braccio citando succulenti aneddoti e dispensando analisi, alla modica cifra di 150 mila Dollari per 30 minuti di intervento e 45 di conversazione sul palco, con un broker senior.&nbsp;</p>



<p>Secondo quanto riportato dal quotidiano <em>Times</em>, Johnson avrebbe contratti con almeno due agenzie, una sicuramente sarebbe la Premium Speakers Agency di Zurigo, in Svizzera e Atlanta in Georgia, ma il contatto con i brokers del Colorado avrebbe seguito circuiti diversi.</p>



<p>Una fonte interna all’agenzia che lo avrebbe ingaggiato spiegava che BoJo non accetterebbe tutte le offerte, ma il suo interesse graviterebbe senza dubbio sugli Stati Uniti, così come le sue aspettative sarebbero giudicate piuttosto onerose.</p>



<p>Basti ricordare che l’anno prima di diventare primo ministro, tra il 2018 e il 2019, il circuito delle conferenze gli era valso un guadagno di almeno 450 mila Sterline.&nbsp;</p>



<p>Non solo, considerando che chi lo aveva preceduto a Downing Street e poi in questa attività, ovvero <a href="https://it.insideover.com/politica/la-seconda-vita-di-theresa-may.html">Theresa May</a>, (nota per non avere né il carisma né la dialettica di Johnson), con i suoi discorsi a convention ed eventi ha già guadagnato 2,5 Milioni di Sterline, le sue aspettative sono altissime.</p>



<p>Non male per un personaggio che, oltre ad essere famoso per i suoi capelli giallo paglierino sempre in disordine, è famoso anche per il costante bisogno di guadagnare soldi, a maggiore ragione, con una via fatta di ex mogli, donne e figli da mantenere ed una consorte come Carrie Symonds, nota per le sue grandi pretese.</p>



<p>Appena entrata a Dowing Street come First Lady, infatti, l’ultima moglie gli fece cambiare l’arredamento dell’appartamento messo a disposizione del capo del governo, portando Boris a chiedere donazioni per pagare una carta da parati 2.250 Sterline.&nbsp;</p>



<p>Il cambio di look dell’arredo, alla fine, andò ben oltre le 30.000 sterline normalmente concesse agli inquilini di quelle stanze.&nbsp;</p>



<p>Le 112.000 £ offerte dalla generosità di Lord Brownlow finirono fuori dai <em>rumors</em> di palazzo diventando la miccia che contribuì ad accendere le prime luci sulla lunga serie di scandali e polemiche che hanno condotto<a href="https://it.insideover.com/politica/boris-johnson-covid-governo-regno-unito.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect&amp;_ga=2.107986434.1076192897.1665590611-1348773419.1648740093&amp;_gl=1*s9f29o*_ga*MTM0ODc3MzQxOS4xNjQ4NzQwMDkz*_ga_ENZ2GEXW4Y*MTY2NTY0NjkyMC44LjEuMTY2NTY0NzA1NC4wLjAuMA.."> Johnson alle dimissioni</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Boris, il milionario in bolletta </strong></h2>



<p>L’ex primo ministro è praticamente un milionario, ma sempre in bolletta. Almeno questo va dicendo di sé.</p>



<p>Essendo un deputato ancora in carica, i suoi guadagni sono pubblici e si può cominciare a contare partendo dalle 115 mila Sterline all’anno che può richiedere in qualità di ex primo ministro, più, lo stipendio di 164.000 £ incassato mentre era in carica. Poco per i suoi standard.</p>



<p>Per poter aggiungere incassi extra istituzionali, BoJo, qualche giorno fa, ha iscritto <em>The Office of Boris Johnson Ltd </em>al registro delle imprese inglesi, la <em>Companies House.</em></p>



<p>A chi gli ha fatto i conti in tasca è parso subito chiaro che, dal suo ingresso al Numero 10, le entrate sono precipitate ben al di sotto dei 300.000 £ all’anno di cui apertamente diceva di aver bisogno per “stare con la testa a galla”.&nbsp;</p>



<p>Gli sarebbe forse convenuto farsi eleggere a Singapore, dove secondo le tabelle ufficiali, il capo di stato più ricco al mondo prende 1 milione 310 mila Sterline all’anno, tasse escluse, perchè, come detto, la vita di Johnson è molto onerosa.</p>



<p>Le cronache anglosassoni raccontano di donatori del partito conservatore invitati a supportare i costi della baby sitter del piccolo Wilfred (due anni) e presto sarà la volta di Romy, che oggi ha solo sette mesi.</p>



<p>Si consolerà, BoJo vedendo che, Theresa May e Tony Blair, lasciati gli uffici delle istituzioni, guadagnano molti soldi in giro per il mondo.&nbsp;</p>



<p>Oltre alle ospitate alle convention, si possono firmare contratti importanti con le case editrici e fare lobbying.&nbsp;</p>



<p>L’eroe di Johnson, Winston Churchill, negli anni ’30 ebbe gravi difficoltà economiche così, dopo la fine della guerra e dei suoi incarichi, portò alle stampe dei libri di memorie che gli fruttarono parecchio.&nbsp;</p>



<p>Lo stesso potrebbe fare Johnson raccontando retroscena e indiscrezioni sugli anni della Brexit e della pandemia; diciamo che la sua attività politica ha conciso con un’epoca di grandi cambiamenti che qualche bel libro potrebbe raccogliere e vendere bene.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I racconti di Johnson</strong></h2>



<p>Una prova del successo dei suoi racconti l’ha certamente avuta durante il discorso a Colorado Springs dove anche il gossip non è mancato.</p>



<p>BoJo, infatti, avrebbe diverto la platea raccontando di come l’anno scorso, al summit sul clima Cop26, insieme ad Angela Merkel si portò via una bottiglia del celebre vino di Macron per bersela insieme.&nbsp;</p>



<p>Dopo il faceto ha seriamente rivendicato la Brexit, nella quale continua a credere fermamente, così come il sostegno all’Ucraina.&nbsp;</p>



<p>Un altro dei temi a lui particolarmente caro è l’obiettivo fissato nel 2019 che porterà, entro il 2050, ad una Gran Bretagna ad emissioni zero; una sfida che si potrà raggiungere solo con un drastico cambio nell’uso dell’energia.</p>



<p>Johnson, con il tempo, è diventato un fervente sostenitore della necessità di contrastare il cambiamento climatico e oggi sfoggia grande ottimismo rispetto alla possibilità di vincere questa battaglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Johnson assente in UK, per ora</strong></h2>



<p>Ma le sue riflessioni per ora restano affidate alle platee del pubblico pagante americano, perchè in patria di lui non c’è traccia.&nbsp;</p>



<p>Non era presente nei momenti di grande difficoltà attraversati dalla Truss in sole due settimane di attività governativa tra figuracce e dietrofront, così come non si è visto tra le stanze del partito o in aula quando lei è stata sottoposta al fuoco di fila dei suoi e delle opposizioni.</p>



<p>Il 20 Luglio ha salutato la <em>House of Commons,</em> tra le risa e gli applausi, con un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=zwugzdU1G-0">“Hasta la vista baby”</a>.</p>



<p>Il 6 Settembre, con la nomina a capo del governo e del partito Conservatore&nbsp; di Liz Truss, dal trespolo davanti alla porta del <a href="https://www.youtube.com/watch?v=3kPeQUTa75c">Numero 10 di Downing Street</a>, ha confermato il suo supporto.</p>



<p>Oggi in Gran Bretagna è un <strong>tutti contro una donna sola al comando che non ha in mano alcun timone</strong>.</p>



<p>Naturalmente, nessuno considera chiuso il discorso sul futuro di BoJo con i saluti consegnati alle cronache di fine estate.&nbsp;</p>



<p>A maggior ragione quando si pensa al riferimento rivolto a <a href="https://it.insideover.com/politica/il-messaggio-segreto-nel-discorso-di-congedo-di-boris-johnson.html">Cincinnato</a>, perchè, da grande studioso dei classici, Boris Johnson non citava a caso il dittatore romano che, dopo aver vinto la battaglia tornò al suo aratro, alle sue terre, finché non gli fu chiesto di riprendere il comando del governo per salvare Roma.</p>



<p>Tutto questo, nonostante il <em>Telegraph</em> recentemente abbia citato voci di palazzo, molto vicine a lui, che avrebbero escluso un suo possibile rientro e lo stesso dicasi per l’intervista rilasciata dalla fedelissima <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/nadine-dorries-interview-boris-is-swinging-a-cricket-bat-and-having-a-great-time-chbl9q7nq">Nadine Dorris</a>, ex membro del gabinetto del governo, che avrebbe escluso il suo ritorno giudicandolo altamente improbabile.</p>



<p>Ma si sa, in politica, quello che sembra non è mai quello che è e spesso certi sassi vengono lanciati solo per vedere le reazioni che generano.</p>



<p>Oggi Boris Johnson è in vacanza con la famiglia, se tutto andrà secondo i suoi piani presto i conservatori, dilaniati dalle faide interne, avranno ancora bisogno di lui.</p>



<p>BoJo non avrà il profilo né l’immagine del grande statista o del salvatore della patria, ma comunque ha carisma da vendere e in tasca due grandi vittorie: la Brexit e il successo della campagna vaccinale contro il Covid.</p>



<p>Se Liz Truss non riuscirà a riemergere dalla Palude Stigia in cui è affondata, facendo affondare con sé anche la Sterlina, non ci vorrà molto per scoprire cosa farà Johnson per Natale.</p>
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		<title>Il mistero del ponte di Kerch: spunta la pista inglese</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-mistero-del-ponte-di-kerch-spunta-la-pista-inglese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 05:23:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Crimea]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Kerch]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1182" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYO7tGt-SCSd8HORuyhE_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYO7tGt-SCSd8HORuyhE_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYO7tGt-SCSd8HORuyhE_ANSA-300x185.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYO7tGt-SCSd8HORuyhE_ANSA-1024x630.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYO7tGt-SCSd8HORuyhE_ANSA-768x473.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYO7tGt-SCSd8HORuyhE_ANSA-1536x946.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYO7tGt-SCSd8HORuyhE_ANSA-2048x1261.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se in guerra la prima vittima è la verità, allora è chiaro che non possiamo sapere con assoluta certezza chi &#8211; e soprattutto come &#8211; ha provocato l&#8217;esplosione del ponte di Kerch, che collega la penisola della Crimea alla Federazione russa. Mosca si è affrettata a comunicare che il transito è stato &#8220;ripristinato completamente&#8221;, anche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mistero-del-ponte-di-kerch-spunta-la-pista-inglese.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mistero-del-ponte-di-kerch-spunta-la-pista-inglese.html">Il mistero del ponte di Kerch: spunta la pista inglese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1182" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYO7tGt-SCSd8HORuyhE_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYO7tGt-SCSd8HORuyhE_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYO7tGt-SCSd8HORuyhE_ANSA-300x185.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYO7tGt-SCSd8HORuyhE_ANSA-1024x630.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYO7tGt-SCSd8HORuyhE_ANSA-768x473.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYO7tGt-SCSd8HORuyhE_ANSA-1536x946.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYO7tGt-SCSd8HORuyhE_ANSA-2048x1261.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se in guerra la prima vittima è la verità, allora è chiaro che non possiamo sapere con assoluta certezza chi &#8211; e soprattutto come &#8211; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-non-torna-nellesplosione-del-ponte-del-kerch.html">ha provocato l&#8217;esplosione del ponte di Kerch</a>, che collega la penisola della <strong>Crimea</strong> alla Federazione russa. Mosca si è affrettata a comunicare che il transito è stato &#8220;ripristinato completamente&#8221;, anche se secondo un rapporto dell&#8217;intelligence britannica &#8220;due delle quattro carreggiate sono crollate in più punti per una lunghezza di circa 250 metri&#8221; e la circolazione è &#8220;gravemente compromessa&#8221;. Mosca ha attribuito l&#8217;esplosione, che ha provocato quattro vittime, a un camion bomba di proprietà di un residente della regione di Krasnodar, nel Sud della Russia, accusando formalmente le autorità di Kiev dell&#8217;attacco al <strong>ponte di Kerch</strong>, mentre il presidente Putin ha parlato di &#8220;un attacco terroristico&#8221;. L&#8217;esplosivo utilizzato nell&#8217;attacco, secondo il Cremlino, proverebbe dalla Bulgaria.</p>



<p>Come rivelato dal <em>New York Times</em>, che cita un funzionario di Kiev, sono stati proprio i servizi di intelligence ucraini a far saltare parzialmente l&#8217;infrastruttura, una tesi confermata anche da un articolo del sempre informatissimo <em><a href="https://www.washingtonpost.com/world/2022/10/08/crimea-kerch-bridge-attack-explosion-russia-ukraine/">Washington Post</a></em>. Servizi speciali ucraini, dunque &#8211; almeno così pare &#8211; ma con l&#8217;aiuto di chi? Un nuovo documento pubblicato sulla stampa Usa fa pensare che Kiev sia stata aiutata da quella stessa intelligence britannica che ha analizzato con dovizia di particolari, come sopra accennato, i danni provocati dal ponte e <a href="https://abcnews.go.com/International/wireStory/secret-intelligence-unusually-public-role-ukraine-war-83841747">che sta dando manforte alle truppe di Kiev</a> sul campo di battaglia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il documento che &#8220;inchioda&#8221; l&#8217;intelligence britannica</h2>



<p><a href="https://thegrayzone.com/wp-content/uploads/2022/10/Support-for-Maritime-Raiding-Operations-Proposal.pdf">Il materiale che parrebbe provare un possibile coinvolgimento di Londra</a> e della sua intelligence nell&#8217;attacco &#8211; usando tutti i doverosi condizionali del caso, poiché sulla veridicità della documentazione non vi può essere certezza  &#8211; è stato pubblicato dal sito di giornalismo investigativo statunitense <em><a href="https://thegrayzone.com/2022/10/10/ukrainian-kerch-bridge/">Grayzone</a></em>. Trattasi di una presentazione, datata aprile 2022, indirizzata agli alti ufficiali dell&#8217;intelligence nella quale si ipotizza un piano per far saltare in aria il ponte di Kerch in Crimea con il coinvolgimento dei servizi speciali ucraini. </p>



<p>Le proposte al fine di assistere Kiev nella sua guerra contro la Russia sono state messe nero su bianco su richiesta di <strong>Chris Donnelly</strong>, un agente dell&#8217;intelligence Uk di alto livello, veterano di alto rango e consigliere della NATO. La componente principale del piano è la &#8220;distruzione del ponte sullo stretto di Kerch&#8221;. I documenti e la corrispondenza che delineano l&#8217;operazione sono stati forniti a <em>The Grayzone</em> da una fonte anonima. Nella bozza diffusa da <em>Grayzone</em>, tuttavia, non vi è menzione di un possibile impiego di un camion-bomba che Mosca sostiene essere stato impiegato per danneggiare il viadotto lungo 19 chilometri. Tuttavia, scrive la testata statunitense, &#8220;l&#8217;evidente interesse della<strong> Gran Bretagna</strong> nel pianificare un simile attacco sottolinea il profondo coinvolgimento delle potenze della NATO&#8221; nel conflitto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa prevedeva il piano redatto dalla Gran Bretagna</h2>



<p>La presentazione è stata elaborata da Hugh Ward, un veterano militare dell&#8217;esercito di Sua Maestà. Vengono delineate una serie di strategie per aiutare l&#8217;Ucraina &#8220;a rappresentare una minaccia per le forze navali russe&#8221; nel <strong>Mar Nero</strong>. Si afferma che gli obiettivi principali mirano a &#8220;degradare&#8221; la capacità della Russia di bloccare Kiev, &#8220;erodere&#8221; la &#8220;capacità di combattimento&#8221; di Mosca e isolare le forze terrestri e marittime russe in Crimea &#8220;negando il rifornimento via mare e via terra tramite il ponte di Kerch&#8221;.</p>



<p>Nel frattempo, subito il duro colpo, il Comitato nazionale antiterrorismo (Nac) russo, secondo quanto riportato dall&#8217;agenzia <em>Adnkronos</em>, ha preso in esame le misure da adottare per garantire la sicurezza del valico fra <strong>Krasnodar</strong> e la <strong>Crimea</strong>, dopo l&#8217;attacco di sabato scorso al ponte di Kerch. Il Nac ha affermato che durante la discussione, alla quale hanno preso parte i capi degli organi esecutivi federali, delle forze dell&#8217;ordine e dei servizi speciali, &#8220;sono state vagliate una serie di misure aggiuntive volte ad aumentare il livello di protezione antiterrorismo delle strutture di attraversamento dei trasporti&#8221;.</p>
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