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	<title>Gibilterra Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 18 Nov 2021 14:53:13 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Gibilterra Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Come la Spagna è diventata la porta dei narcos in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/come-la-spagna-e-diventata-la-porta-dei-narcos-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2021 14:50:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Narcos]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotrafficanti]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12896136_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12896136_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12896136_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12896136_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12896136_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12896136_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12896136_large-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non c’è solo la lingua a mettere in comunicazione penisola iberica e America Latina: la relazione atavica fra i due emisferi del mondo ispanico si riflette anche nel mondo del malaffare legato al traffico internazionale di droga che ha fatto della Spagna il suo hub di smistamento alle porte dell’Europa fin dagli anni Settanta. Questo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/come-la-spagna-e-diventata-la-porta-dei-narcos-in-europa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/come-la-spagna-e-diventata-la-porta-dei-narcos-in-europa.html">Come la Spagna è diventata la porta dei narcos in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12896136_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12896136_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12896136_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12896136_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12896136_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12896136_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/12896136_large-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Non c’è solo la lingua a mettere in comunicazione penisola iberica e America Latina: la relazione atavica fra i due emisferi del mondo ispanico si riflette anche nel mondo del malaffare legato al <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/inferno-in-messico.html"><strong>traffico internazionale di droga</strong></a> che ha fatto della Spagna il suo hub <strong>di smistamento</strong> alle porte dell’Europa fin dagli anni Settanta. Questo fenomeno è così pervasivo che ha suscitato perfino interesse nel mondo del cinema e della televisione, con diverse serie e film, che iniziarono a nascere alla fine degli anni Settanta nel filone del cosiddetto “cinema <em>quinqui</em>”, incentrato sulla vita dei tossicodipendenti e degli spacciatori, fino alla partecipazione di attori spagnoli alla serie <em>Narcos</em>, basata sulla vita del signore della droga colombiano <strong>Pablo Escobar</strong>.</p>
<h2>Perché proprio la Spagna</h2>
<p>A parlare sono soprattutto i numeri: solo nel 2020, che ha incoronato la marijuana prodotto simbolo del narcotraffico, i bilanci per gli arresti effettuati nel 2019 si sono tradotti in 1,5 milioni di piante di cannabis, quasi 38 tonnellate di cocaina e circa 350 tonnellate di hashish (la Spagna è il numero uno al mondo nel sequestro di questa sostanza). I detenuti per traffico di droga ammontavano a più di 21mila e provenivano tutti da contesti di <strong>policriminalità</strong> che sono andati accentuandosi per via della pandemia e della concorrenza delle <strong>mafie orientali </strong>(Fonte dati: <a href="https://elpais.com/especiales/2021/espana-territorio-narco/"><em>El País</em></a>).</p>
<p>Qui la malavita locale e in trasferta (comprese le narcomafie italiane) possiedono <strong>un filo diretto con i cartelli messicani e colombiani</strong>. In prossimità delle colonne d’Ercole il narcotraffico beneficia di una notevole zona grigia di impunità, al netto degli sforzi della <em>Guardia Civil</em>, legata alla progressiva atomizzazione di clan e cellule: un po’ come per il terrorismo, queste unità sempre più minuscole riescono ad agire meglio e sottotraccia sulle due sponde dell’Atlantico.</p>
<p>Ma è la <strong>collocazione geografica</strong> che fa della Spagna il paradiso dei narcos: un Paese che riceve <strong>hashish</strong> dal Marocco (smistato nell’area di Cadice) e che parallelamente è diventato grande produttore di <strong>marijuana</strong>. Oltre al boom di quest’ultima, il Paese registra anche delle novità in fatto di traffico di <strong>cocaina</strong>: la Galizia è ormai la principale porta per i trafficanti dal Brasile e dalla Colombia, tuttavia, dopo l&#8217;arresto di importanti narcotrafficanti galiziani come Sito Miñanco e lo scioglimento di molte mafie, i porti meridionali come Algeciras sono diventati il ​​principale punto di arrivo. Il traffico di hashish dal Marocco rimane costante, anche con un leggero rimbalzo. Le <em>narcolanchas</em> caricano solitamente nei pressi delle Chafarinas, e nuove (e vecchie) rotte verso est sono in fase di sperimentazione per addentrarsi attraverso Almería e Murcia o dal fiume Guadalquivir verso Huelva e l&#8217;Algarve. Stessa rotta per mezzi simili come barche a vela da diporto che caricano sulla costa marocchina e giungono nei porti del sud est della Penisola. La Spagna è anche approdo di <strong>eroina</strong>: la principale via di ingresso è via mare da Rotterdam dove, giunge da Paesi produttori come l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/criminalita/talebani-traffico-droga-eroina-oppio.html">Afghanistan</a>.</p>
<h2>Il Campo di Gibilterra: una repubblica a sé</h2>
<p>Nel distretto di Campo de Gibraltar in Andalusia, la parte più meridionale della penisola iberica, le mafie della droga sono attive in quattro dei suoi sette comuni: <strong>Algeciras</strong>, <strong>Los Barrios</strong>, <strong>La Línea de Concepcion </strong>e <strong>San Roque</strong>.</p>
<p>Mentre l&#8217;area è molto ricca di risorse naturali e culturali, una serie di fattori economici, sociali e geografici ha reso più facile l&#8217;insediamento del traffico di droga. Uno dei motivi è la sua vicinanza &#8211; meno di 20 chilometri- al regno del Marocco, il principale esportatore mondiale di hashish. La coltivazione della cannabis è ufficialmente vietata in Marocco, ma in realtà è tollerata poiché migliaia di famiglie vivono della produzione di droga. Algeciras è soprattutto un porto di transito: numerose compagnie di navigazione utilizzano questo porto per scaricare container che vengono poi caricati nuovamente su altre navi e spediti in tutto il mondo. Questo angolo di Spagna è anche una di quelle ex terre di nessuno che collide con l’enclave britannica di Gibilterra, ove si registrano i tassi di disoccupazione più alti di tutta la Spagna: Gibilterra è una base importante per il <strong>riciclaggio di denaro sporco</strong> poiché offre una legislazione fiscale molto vantaggiosa che favorisce la creazione di società <em>offshore</em> pur non essendo tecnicamente indicata come paradiso fiscale dal sistema europeo.</p>
<p>Nel 2018 il governo spagnolo aveva avviato il <a href="https://www.dsn.gob.es/es/actualidad/sala-prensa/lucha-contra-crimen-organizado-plan-especial-seguridad-para-campo-gibraltar"><strong><em>Plan Especial de Seguridad para el Campo de Gibraltar</em></strong></a> a seguito della Relazione annuale sulla sicurezza nazionale che evidenziò, nell’omonima comarca, come la principale minaccia della criminalità organizzata nel Paese fosse legata al traffico di droga. Il piano nacque per alleviare, da un lato, il significativo deterioramento delle condizioni di sicurezza, e dall&#8217;altro, i comportamenti violenti legati all&#8217;attività di gruppi criminali organizzati, alcuni dei quali diretti contro membri delle Forze e degli Organi di Sicurezza di Madrid. Questo stato di cose, perpetratosi per anni, disegnava un’area della nazione segnata dalla perdita del principio di autorità e dal conseguente sentimento di impunità sui narcotrafficanti. Il Piano di Sicurezza Speciale, congiuntamente per la Polizia Nazionale e la Guardia Civile, è entrato in vigore nel luglio 2018, sotto il coordinamento del Segretario di Stato per la Sicurezza.</p>
<p>È da questi corpi scelti e potenziati che giungono le notizie più inquietanti: da un lato, l’allarme sulla <strong>chimica </strong>delle sostanze che passano e che si producono in Spagna -droghe modificata e con una crescente concentrazione di principio attivo-, dall’altro lo sfruttamento lavorativo connesso alle piantagioni, al limite della <strong>schiavitù</strong>.</p>
<h2>Come sono cambiate le narcomafie in Spagna</h2>
<p>A complicare le cose contribuisce il <strong>diritto penale spagnolo</strong>. Il reato di traffico di droga è classificato nell&#8217;articolo 368 del Codice penale, all&#8217;interno del capo III del titolo XVII, cioè come reato contro la salute pubblica, e in generale, tra i reati contro la sicurezza collettiva. Le pene vanno da uno a tre anni, quattro se viene dimostrata l’appartenenza a un&#8217;organizzazione criminale.</p>
<p>Oggi le narcomafie attive in Spagna non possono nemmeno più definirsi tali. Sono puzzle che si scompongono e ricompongono con tessere sempre diverse e che si collocano geograficamente sempre in posti nuovi. Non ci sono “principi” alla Escobar, ma una gragnola di soggetti anonimi di media levatura nel mondo sommerso del traffico. Anche le gerarchie sembrano saltare: si parla tecnicamente di “gruppi di lavoro” che vengono flessibilmente organizzati e scomposti alla velocità della luce, che rendono davvero complesso prevedere mosse e flussi. Si parla spesso di &#8220;<strong>messicanizzazione</strong>&#8221; della regione, poiché questa nuova struttura-non struttura del narcotraffico sembra rimarcare le caratteristiche del cartello messicano di Sinaloa, ormai operativo in Europa anche con la mediazione delle mafie italiane (‘ndrangheta in primis).</p>
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		<title>Nuovo messaggio a Mosca: sottomarino nucleare Usa a Gibilterra</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/nuovo-messaggio-a-mosca-sottomarino-nucleare-usa-si-ferma-a-gibilterra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 18:03:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1181" height="885" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Sottomarino-Uss-Alaska-Us-Navy.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino Uss Alaska (Us Navy)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Sottomarino-Uss-Alaska-Us-Navy.jpg 1181w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Sottomarino-Uss-Alaska-Us-Navy-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Sottomarino-Uss-Alaska-Us-Navy-1024x767.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Sottomarino-Uss-Alaska-Us-Navy-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1181px) 100vw, 1181px" /></p>
<p>Il sottomarino statunitense Uss Alaska ha fatto una breve fermata a Gibilterra. Una visita rara, perché come confermato da The Drive, sono circa venti anni che un sottomarino classe Ohio non visita il porto britannico alle porte del Mediterraneo. L&#8217;ultimo è stato sicuramente lo Uss Florida, ma dopo la sua conversione da sottomarino lanciamissili balistici &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/nuovo-messaggio-a-mosca-sottomarino-nucleare-usa-si-ferma-a-gibilterra.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1181" height="885" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Sottomarino-Uss-Alaska-Us-Navy.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino Uss Alaska (Us Navy)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Sottomarino-Uss-Alaska-Us-Navy.jpg 1181w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Sottomarino-Uss-Alaska-Us-Navy-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Sottomarino-Uss-Alaska-Us-Navy-1024x767.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Sottomarino-Uss-Alaska-Us-Navy-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1181px) 100vw, 1181px" /></p><p>Il sottomarino statunitense <strong><em>Uss Alaska</em></strong> ha fatto una breve fermata a <strong>Gibilterra</strong>. Una visita rara, perché <a href="https://www.thedrive.com/the-war-zone/41333/u-s-navy-ballistic-missile-submarines-gibraltar-visit-is-first-in-over-two-decades">come confermato da <em>The Drive</em></a>, sono circa venti anni che un sottomarino classe Ohio non visita il porto britannico alle porte del Mediterraneo. L&#8217;ultimo è stato sicuramente lo <em>Uss Florida</em>, ma dopo la sua conversione da sottomarino lanciamissili balistici a lanciamissili da crociera. Ma rara anche per la pubblicità dell&#8217;evento, visto che di solito i sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare non si muovono propriamente sotto la luce dei riflettori.</p>
<p>Non è chiara esattamente la missione dell&#8217;<em>Alaska</em> né la natura dello stop a Gibilterra. Fonti americane riferiscono che si sia trattato di una sosta programmata che mostra anche la cooperazione e sinergia tra Stati Uniti e Regno Unito anche per quanto riguarda l&#8217;utilizzo della base di Gibilterra. <em>The Rock</em>, come la chiamano gli inglesi, è considerata una delle basi più importanti dell&#8217;area, in particolare per la sua posizione strategia all&#8217;ingresso occidentale del <strong>Mediterraneo</strong>.</p>
<p>Tuttavia non è un mistero che dare notizie di questo tipo o fare in modo che queste informazioni vengano divulgate &#8211; specie quando si tratta di deterrenza nucleare &#8211; aiuta anche a veicolare un determinato tipo di messaggi &#8220;diplomatici&#8221;. Soprattutto verso la Russia, che qualche giorno fa ha annunciato al mondo <a href="https://www.navalnews.com/naval-news/2021/06/russias-gigantic-submarine-belgorod-sails-for-the-first-time/">di aver testato per la prima volta in mare il <strong><em>Belgorod</em></strong></a>, il gioiello della Marina di Mosca. Il <em>Belgorod</em>, una variante della cosiddetta classe Oscar II, è lungo circa 180 metri e secondo le informazioni che giungono sia dal territorio russo che da quello americano, la sua forza segreta sarebbe quella di essere armato con il nuovo (e ancora oscuro) <em>Poseidon</em>, il più grande siluro mai sviluppato dalle potenze nucleari. Lungo oltre 20 metri e con un diametro di circa due, il <a href="http://www.hisutton.com/Poseidon_Torpedo.html"><strong><em>Poseidon</em></strong></a> preoccupa Stati Uniti e Nato, che da tempo osservano con molto timore le mosse di Mosca. Non è un mistero che la Russia faccia spesso pubblicità ai suoi mezzi militari come dimostrazione di forza, ma per quanto riguarda l&#8217;arma che potrebbe essere imbarcata sul <em>Belgorod</em>, dalla Difesa russa sono arrivate notizie molto centellinate. E anche tanti analisti americani si interrogano sulla reale portata del sottomarino uscito dagli arsenali del Cremlino.</p>
<p>Dopo la notizia del <em>Belgorod</em> e gli incidenti nel Mar Nero, gli Stati Uniti inviano un nuovo messaggio facendo &#8220;affiorare&#8221; l&#8217;<em>Alaska</em>. Non un sottomarino qualsiasi, ma uno dei mezzi più interessanti della Marina statunitense. La classe Ohio infatti rappresenta per Washington una sorta di punta di diamante della flotta, perché non è solo un sottomarino a propulsione nucleare, ma anche una vera e propria &#8220;bomba galleggiante&#8221; come l&#8217;hanno chiamato alcuni media spagnoli, con decine di testate termonucleari imbarcate sul mezzo. Non solo: le modifiche apportate negli anni ai mezzi della classe Ohio hanno resto questi sottomarini delle vere e proprie navi-madre per operazioni di guerra ibrida, intelligence, operazioni delle forze speciali e attacchi simultanei e in differenti domini. L&#8217;aver pubblicizzato lo scalo di Gibilterra potrebbe quindi rappresentare un ulteriore segnale di avvertimento e di dimostrazione di forza nei confronti di Mosca, soprattutto in momento in cui il <strong>Mar Nero</strong> è diventato il centro di una delle principali esercitazioni delle flotte Nato e dei partner dell&#8217;Alleanza atlantica. La Russia &#8211; con l&#8217;incidente al largo della Crimea che ha coinvolto la flotta russa, una nave britannica e una olandese &#8211; ha voluto tracciare le linee rosse su cui non transige. Gli Stati Uniti e i partner atlantici hanno recepito il segnale ma hanno comunque dato seguito allo show di forza nel Mar Nero con l&#8217;arrivo di cinquemila uomini. La fermata dello <em>Uss Alaska</em> a Gibilterra rientra in una particolare partita di deterrenza giocata anche nel campo dell&#8217;<em>information warfare</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/nuovo-messaggio-a-mosca-sottomarino-nucleare-usa-si-ferma-a-gibilterra.html">Nuovo messaggio a Mosca: sottomarino nucleare Usa a Gibilterra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Anche Gibilterra deve fare i conti con la Brexit</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/anche-gibilterra-deve-fare-i-conti-con-la-brexit.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2020 08:08:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Brexit-a-Gibilterra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Brexit a Gibilterra (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Brexit-a-Gibilterra.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Brexit-a-Gibilterra-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Brexit-a-Gibilterra-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Brexit-a-Gibilterra-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con lo scoccare delle 24 del 31 gennaio, il Regno unito ha lasciato l&#8217;Unione europea, con una separazione consensuale alla quale però dovranno seguire delle lunghe trattative per giungere a nuovi accordi commerciali e di immigrazione. Tuttavia, con l&#8217;uscita della Gran Bretagna dalla Comunità europea, la stessa sorte è toccata anche ai propri protettorati, i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/anche-gibilterra-deve-fare-i-conti-con-la-brexit.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/anche-gibilterra-deve-fare-i-conti-con-la-brexit.html">Anche Gibilterra deve fare i conti con la Brexit</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Brexit-a-Gibilterra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Brexit a Gibilterra (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Brexit-a-Gibilterra.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Brexit-a-Gibilterra-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Brexit-a-Gibilterra-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Brexit-a-Gibilterra-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Con lo scoccare delle 24 del 31 gennaio, il <strong>Regno unito</strong> ha lasciato l&#8217;Unione europea, con una separazione consensuale alla quale però dovranno seguire delle lunghe trattative per giungere a nuovi accordi commerciali e di immigrazione. Tuttavia, con l&#8217;uscita della Gran Bretagna dalla Comunità europea, la stessa sorte è toccata anche ai propri protettorati, i quali però non necessariamente possiedono un&#8217;economia in grado di adattarsi con rapidità ai forti cambiamenti della situazione. Uno di questi casi, e che coincide con l&#8217;unico lembo di terra posseduto dalla corono britannica nel Vecchio continente, è riscontrabile in <strong>Gibilterra</strong>, nell&#8217;estrema punta meridionale della penisola iberica.</p>
<p>Estremamente importante negli scorsi secoli in quanto garantiva il controllo del Mediterraneo, negli ultimi settant&#8217;anni ha ricoperto un ruolo marginale all&#8217;interno del panorama economico del Regno unito. Tuttavia, date le sue piccole dimensioni e le poche esigenze di gettito erariale, è stata una salvezza per molti imprenditori &#8211; soprattutto iberici &#8211; che nella città hanno trovato la propria fortuna. In particolare, il fenomeno di migrazione verso Gibilterra ha avuto un&#8217;impennata dopo la rivoluzione digitale, dando sede a molte società operanti nei servizi di <strong>hosting web</strong> ed alle <strong>piattaforme di gioco online</strong>. <a href="https://www.dw.com/en/post-brexit-border-rules-worry-gibraltar/av-52213129">Tutto questo però adesso diventerà sempre più difficile</a>.</p>
<p>L&#8217;appartenenza all&#8217;Unione europea garantiva infatti la possibilità di operare all&#8217;interno del panorama dell&#8217;Europa avendo regolare sede a Gibilterra: prerogativa che, con la <a href="https://www.ilgiornale.it/speciali/brexit-113216.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=strip&amp;utm_campaign=strip_site"><strong>Brexit</strong> </a>e con un accordo ancora mancante, al momento sembra divenire impossibile. In questo scenario, la moltitudine di imprenditori che avevano scelto il piccolo protettorato come base per i propri affari potrebbe decidere di emigrare in altri Paesi dal fisco più vantaggioso: Lussemburgo, Estonia o, se si volesse rimanere nella penisola iberica, Andorra (la quale facilmente nei prossimi mesi rafforzerà i propri legami con Bruxelles). E perdendo in aggiunta anche buona parte del proprio gettito bancario, la dura contrazione dell&#8217;economia di Gibilterra, più che essere uno spettro alla porta, sarà una dura realtà con cui fare i conti.</p>
<p>Con la chiusura delle società e delle aziende, la <strong>domanda di lavoro</strong> interna subirà una brusca frenata, in un ambiente che difficilmente, data anche la sua natura geografica, renderà riconvertibile il panorama economico. Senza poter operare liberamente con l&#8217;Unione europea e senza la possibilità di attrarre il mercato interno del Regno unito, col passare degli anni il protettorato rischia di essere limitato a remoto angolo di <strong>frontiera</strong>, divenendo soltanto l&#8217;ombra di quello che è stato negli ultimi settant&#8217;anni.</p>
<p>Le stesse possibilità che il governo britannico abbia un occhio di riguardo per Gibilterra sono molto scarse. Con il pugno duro che <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/boris-johnson.html">Boris Johnson</a> è deciso a mettere in atto nei confronti di Bruxelles, un&#8217;apertura per garantire i diritti della piccola Gibilterra perde di rilevanza, rischiando di essere un punto debole che il leader Tory non è disposto a mostrare; nonostante i rischi per la popolazione del remoto angolo della penisola iberica. Con Gibilterra che, dal canto suo, mantiene un ristretto margine d&#8217;azione, sebbene possa sperare di ottenere un aiuto dalla Spagna, con la quale da anni mantiene la quasi totalità dei propri rapporti commerciali che non sono di natura prettamente digitale. Tuttavia, anche sotto questo aspetto l&#8217;attuale governo a trazione socialista guidata da <strong>Pedro Sanchez</strong> offre ben poche speranze, considerando soprattutto le volontà di rilancio dell&#8217;economia spagnola e che dalle difficoltà di Gibilterra non può che trarne guadagno. Con il piccolo protettorato che, da cuore pulsante del Regno unito all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea, rischia di essere rilegato (nuovamente) a sventurato <strong>avamposto militare</strong> di confine, senza alcuna possibilità di rilancio economico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/anche-gibilterra-deve-fare-i-conti-con-la-brexit.html">Anche Gibilterra deve fare i conti con la Brexit</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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