<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Germania Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/luoghi/germania/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/germania</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Jul 2026 05:55:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Germania Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/luoghi/germania</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>AfD, s&#8217;infrange il tabù: la sinistra di Sahra Wagenknecht lancia l&#8217;alleanza contro l&#8217;establishment</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/afd-sinfrange-il-tabu-la-sinistra-di-sahra-wagenknecht-lancia-lalleanza-contro-lestablishment.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 04:56:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alternative Fuer Deutschland (AFD)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=523026</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Troppe volte abbiamo sentito nel dibattito pubblico che gli steccati ideologici di “destra” e “sinistra”, i quali hanno disegnato la geografia politica del secolo scorso, sono crollati nell’era della Globalizzazione e che, al giorno d’oggi, sul palcoscenico della politica si assisterebbe allo scontro tra popolo contro élite, o ancor meglio tra “sovranisti” contro “globalisti”. La &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/afd-sinfrange-il-tabu-la-sinistra-di-sahra-wagenknecht-lancia-lalleanza-contro-lestablishment.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/afd-sinfrange-il-tabu-la-sinistra-di-sahra-wagenknecht-lancia-lalleanza-contro-lestablishment.html">AfD, s&#8217;infrange il tabù: la sinistra di Sahra Wagenknecht lancia l&#8217;alleanza contro l&#8217;establishment</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Sahra-Wagenknecht-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Troppe volte abbiamo sentito nel dibattito pubblico che gli steccati ideologici di “destra” e “sinistra”, i quali hanno disegnato la geografia politica del secolo scorso, sono crollati nell’era della Globalizzazione e che, al giorno d’oggi, sul palcoscenico della politica si assisterebbe allo scontro tra popolo contro élite, o ancor meglio tra “sovranisti” contro “globalisti”. La Germania recentemente sembra essere il laboratorio più interessante per tale tesi politica: <strong>la sinistra radicale di Sahra Wagenknecht è pronta a collaborare con la destra estrema di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-alternativa-per-la-germania.html"> Alternative für Deutschland</a></strong>. </p>



<p>In una lettera firmata da Fabio De Masi e da Amira Mohamed Ali &#8211; co-presidenti del partito Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW) &#8211; hanno firmato <strong>una <a href="https://bsw-vg.de/wp-content/uploads/2026/06/Brief_Weidel_Chrupalla.pdf.pdf">lettera</a> indirizzata ai leader di AfD</strong>, Alice Weidel e Tino Chrupulla, proponendo un’alleanza per il governo della Sassonia-Anhalt e del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, regioni che andranno al voto a settembre. De Masi e Mohamed Ali hanno definito il cosiddetto “<em>Brandmauer</em>” &#8211; il cordone sanitario eretto da tutte le forze politiche contro AfD &#8211; come “antidemocratico” e “incapace di risolvere i problemi” nonché controproducente considerando i consensi che il partito continua a racimolare a ogni tornata elettorale. L’idea di una maggioranza rossobruna dopo le elezioni nei <em>Länder</em> orientali esercita un certo fascino per gli scienziati della politica e non è escluso che se la AfD salisse sul gradino più alto del podio, non tenda al mano a BSW, vista l’affinità di pensiero e di intenti su molti questioni di fondo della società teutonica, a partire dalle relazioni con la Russia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Alleanza Sahra Wagenknecht: le convergenze e le divergenze con AfD</h2>



<p>A gennaio del 2024, <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-sahra-wahgenknecht-la-rivoluzionaria-conservatrice-che-sconvolge-la-politica-tedesca.html">Sahra Wagenknecht</a></strong> &#8211; da sempre icona della sinistra tedesca &#8211; ha annunciato la scissione dal partito progressita <em>Die Linke </em>lanciando la costruzione di un nuovo progetto: <em>Bündnis Sahra Wagenknecht &#8211; Vernunft und Gerechtigkeit</em>, tradotto in italiano  “<em>Alleanza Sahra Wagenknecht &#8211; Ragione e Giustizia</em>”. Wagenknecht voleva costruire <strong>una nuova casa in cui potessero coesistere idee di sinistra</strong> (intervento pubblico nell’economia, politiche di welfare, ammortizzatori sociali) e <strong>valori di destra</strong> (salvaguardia delle tradizioni, senso di sicurezza e appartenenza alla Patria)  per contrastare le storture del libero mercato da una parte e la cultura woke dall’altra. La fondatrice ha più volte ribadito che la sua creatura vuole parlare ad elettori di ogni sensibilità politica, in particolare agli sconfitti della  Globalizzazione che costituiscono il principale bacino elettorale di AfD.   </p>



<p>La volontà di parlare allo stesso elettorato fa fatto sì che AfD e BSW cavalcassero le stesse battaglie. Un’ampia convergenza si ha sul tema dello <strong>stop agli aiuti militari all’Ucraina</strong>, del ripristino delle relazioni diplomatiche con Mosca e della ricostruzione del Nord Stream 2, dopo l’attentato&nbsp; avvenuto nel 2022 rispetto al quale sia Wagenknecht che Weidel chiedono di fare piena luce. Altra questione che intreccia le agende politiche di Afd e BSW è la l<strong>otta alle politiche green</strong>, specie durante l’epoca del Governo Scholz &#8211; con l&#8217;insediamento di Merz alla cancelleria c’è stata una parziale retromarcia &#8211; che proprio Sahra Wagenknecht aveva definito “eco-attivismo cieco e casuale che rende più costosa la vita delle persone senza fare nulla per il clima”.&nbsp;</p>



<p>Riguardo all’<strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/remigrazione-la-brutale-scommessa-dellafd-e-la-radice-del-malcontento-tedesco.html">immigrazione di massa</a></strong>, entrambi i partiti vogliono porre un freno agli ingressi nel Paese perché come scritto nero su bianco nella missiva a firma dei due co-presidenti di BSW, “la Germania è al limite delle proprie capacità”. Tuttavia, qualche riga dopo i due scrivono di come l’approccio al fenomeno migratorio sia diverso, accusando la formazione destrorsa di alimentare “ostilità nei confronti di persone che vivono qui da decenni, rispettano le regole, pagano le tasse e, in molti casi, sono ormai cittadini tedeschi”. Le differenze vengono inoltre evidenziate in merito alla tassazione dei super ricchi, al rapporto con l’amministrazione Usa di Donald Trump (per BSW nuoce agli interessi tedeschi) e dell’introduzione nelle scuole dei sistemi di segnalazione di iniziative woke, usando lo stesso metodo della sinistra nel tentativo opposto di contrastare le idee conservatrici. Insomma, le convergenze non mancano ma i dirigenti di BSW non vogliono fare passare il messaggio che il loro partito sia una semplice estensione di AfD.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari pre e post elezioni</h2>



<p>De Masi e Mohammed Ali hanno sollecitato i vertici di AfD a organizzare insieme a loro dei <strong>dibattiti animati da Sahra Wagenknecht e Alice Weidel</strong>, due leader carismatiche in grado di riempire le piazze, dando modo agli elettori potenzialmente contendibili di farsi un’idea più precisa dei programmi di governo. Dalle parti del partito di destra pare che non sia rivata nessuna accettazione di tale offerta e la spiegazione è plausibilmente ascrivibile ai sondaggi parecchio rassicuranti per AfD. In Sassonia-Anhalt il partito veleggia verso il 40% e la conquista della maggioranza assoluta dei seggi dell’assemblea pare alla portata; in Meclemburgo i sondaggi sono altrettanto allettanti e la maggioranza assoluta non è un miraggio neanche in questa regione. Un confronto con Wagenknecht gioverebbe più a BWS in quanto potrebbe fare presa sugli elettori indecisi, mandando in frantumi il sogno di AfD di governare un Land, se non addirittura due, per la prima volta.</p>



<p>L’interesse di AfD per quanto scritto dai leader di BSW si è acceso per il passaggio riguardante <strong>una possibile collaborazione post-voto</strong>. I dirigenti di BSW&nbsp; si sono detti pronti a dare forma a giunte regionali insieme alla destra radicale a patto che <strong>AfD esprima un presidente che non sia un suo iscritto e che sia indipendente dagli schieramenti tradizionali perseguendo l’obiettivo di “sostituire gli attuali governi”</strong>. BSW, dunque, si fa artefice di un’alleanza inedita tra destra e sinistra estrema per scuotere lo <em>status quo</em> di cui sarebbero garanti partiti che da sempre dominano la vita politica tedesca, ovvero CDU e&nbsp; SPD.<strong> Il portavoce di Alice Weidel, Daniel Tapp, ha espresso parole di apprezzamento al riguardo e ha detto che se la lista di Sahra Wagenknecht dovesse superare lo sbarramento del 5%, AfD sarebbe pronta al dialogo.</strong> Il motivo? Se la destra non raggiungesse la maggioranza assoluta, gli eletti di BSW potrebbero tornare utili a formare una coalizione senza dover supplicare gli altri partiti che hanno sempre espresso un veto sul coinvolgimento di AfD in qualsiasi esperienza governativa.</p>



<p>A settembre capiremo quale scenario si delineerà una volta aperto il sipario delle elezioni e se dovesse profilarsi una collaborazione tra AfD e BSW si tratterebbe del primo amalgama tra due formazioni con origini culturali apparentemente incompatibili ma determinate a rompere il soffitto delle ideologie che per molti non hanno più ragione d’essere.</p>



<p><em><strong>InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream. <em> <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></em>       </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/afd-sinfrange-il-tabu-la-sinistra-di-sahra-wagenknecht-lancia-lalleanza-contro-lestablishment.html">AfD, s&#8217;infrange il tabù: la sinistra di Sahra Wagenknecht lancia l&#8217;alleanza contro l&#8217;establishment</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Addio cautela sul debito, la Germania rompe i freni: 800 miliardi di prestiti entro il 2030 in nome del riarmo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/addio-cautela-sul-debito-la-germania-rompe-i-freni-800-miliardi-di-prestiti-entro-il-2030-in-nome-del-riarmo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 00:46:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=522872</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scenario parla di una Germania che vuole farsi motore securitario per lo sviluppo del Vecchio Continente sul piano strategico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/addio-cautela-sul-debito-la-germania-rompe-i-freni-800-miliardi-di-prestiti-entro-il-2030-in-nome-del-riarmo.html">Addio cautela sul debito, la Germania rompe i freni: 800 miliardi di prestiti entro il 2030 in nome del riarmo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Germania sa bene che ogni promessa è debito</strong>, e visto che <strong>Friedrich Merz</strong> ha preso l&#8217;ambizioso impegno di fare di Berlino la prima potenza militare convenzionale in Europa entro il 2030, sarà proprio a debito che la altalenante locomotiva d&#8217;Europa intende finanziare i propri progetti di ripartenza. Il progetto di budget per il 2026, oltre a prevedere una riforma del sistema fiscale e una rimodulazione del settore pensionistico, intende <strong>innalzare da 98 a ben 203 miliardi di euro la quantità di denaro che la Germania prenderà in prestito</strong>, un record storico se si esclude l&#8217;anno della risposta alla pandemia, il 2021, in cui complici l&#8217;uso di fondi speciali e pacchetti europei si arrivò a 215 miliardi.</p>



<p>Una quota, questa, che è più del quadruplo del 2024, ultimo anno interamente coperto dal <strong>governo di Olaf Scholz, e mostra le ambizioni del governo a guida dell&#8217;Unione Cristiano-Democratica (Cdu)</strong> e dell&#8217;ex top manager di BlackRock divenuto cancelliere, avente al centro del suo programma il rilancio strategico ed economico del Paese. <a href="https://www.globalbankingandfinance.com/german-cabinet-approve-draft-budget-203-billion-borrowing/">Global Banking and Finance</a> ricorda che i due punti in cui l&#8217;extra-indebitamento rispetto alle previsioni iniziali di meno di 119 miliardi da bilancio ordinario sarà maggiormente speso includeranno proprio investimenti in difesa e infrastrutture.</p>



<p>Il budget militare di Berlino era di 82 miliardi di euro nel 2026: salirà a 109 miliardi di euro nel 2027, escludendo un piano di spese per l&#8217;appoggio all&#8217;Ucraina che si prevede possano toccare quota 12 miliardi di euro di aiuti diretti e indiretti, compresi i programmi di co-produzione. La spesa infrastrutturale, riporta il portale di settore, salirà da 79 a 117,5 miliardi di euro. Si nota immediatamente <strong>dove la Bundesrepublik andrà a spendere le sue risorse</strong>, in un contesto che mira a ottimizzare la possibilità di usufruire dello scorporo dal deficit di parte delle spese in Difesa previsto dai trattati europei da un lato e a dare una spinta <a href="https://it.insideover.com/economia/la-crisi-della-volkswagen-come-termometro-del-malessere-della-germania.html" type="post" id="438214">all&#8217;economia frenata dalla <strong>crisi dell&#8217;industria tradizionale dall&#8217;altro</strong>.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">La militarizzazione dell&#8217;economia</h2>



<p>Lo scenario parla di una Germania che vuole farsi <strong>motore securitario e attore pivotale per lo sviluppo del Vecchio Continente sul piano strategico</strong>, aprendo la strada a far sì che dalla difesa comune alla mobilità militare le emergenze di oggi diventino la sfida per il potenziamento economico-industriale di domani. Calcolo complesso ma anche scommessa a tutto campo per il cammino politico e strategico del Paese.</p>



<p>Il dato problematico, nota il <em>Financial Times</em>, sta nella possibile estemporaneità dell&#8217;iniziativa: &#8220;Sebbene il pacchetto di stimolo abbia contribuito ad attenuare l&#8217;impatto dell&#8217;aumento dei dazi commerciali statunitensi&#8221;, il <a href="https://www.ft.com/content/72878c3e-a4c6-4e4d-86c1-6df11593e4ac?syn-25a6b1a6=1">Ft riporta che </a>&#8220;non è ancora riuscito a rilanciare la più grande economia europea&#8221;, la cui problematica di competitività emerge principalmente dal gap di prospettive verso la concorrenza cinese e dalla stagnazione del mercato interno. Gli interventi di sviluppo infrastrutturali sono spese dall&#8217;alto moltiplicatore ma <strong>non necessariamente trasformative</strong> nel medio periodo, e se la Germania produrrà meno treni e meno auto da far viaggiare su ferrovie e autostrade, semplificando, il nodo resterà lo stesso.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/economia/francia-germania-uk-i-giganti-del-riarmo-hanno-i-piedi-dargilla.html" type="post" id="484847">Così come il riarmo, lo abbiamo spiegato</a>, ha delle implicazioni industriali ben diverse da quelle dei programmi industriali tradizionali e impone, molto spesso delle <strong>spese <em>one-shot</em></strong> e a carico dei fondi pubblici. Oltre, ovviamente, alle implicazioni politiche legate alla militarizzazione dell&#8217;economia. Un sentiero da cui non è detto che Merz sia disposto a derogare sul breve periodo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/addio-cautela-sul-debito-la-germania-rompe-i-freni-800-miliardi-di-prestiti-entro-il-2030-in-nome-del-riarmo.html">Addio cautela sul debito, la Germania rompe i freni: 800 miliardi di prestiti entro il 2030 in nome del riarmo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Canada volta le spalle agli Usa: maxi-accordo con la Germania sui sottomarini</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-canada-volta-le-spalle-agli-usa-maxi-accordo-con-la-germania-sui-sottomarini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 04:39:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=522575</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-600x402.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questa nuova forma di cooperazione transatlantica non sostituirà la partnership con gli Usa ma mostra che altre convergenze sono possibili.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-canada-volta-le-spalle-agli-usa-maxi-accordo-con-la-germania-sui-sottomarini.html">Il Canada volta le spalle agli Usa: maxi-accordo con la Germania sui sottomarini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1286" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-1536x1029.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260708084515577_5ae533969919ac4efa8b8220f51351e9-600x402.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per un asse transatlantico in difficoltà, ce n&#8217;è uno che sta <strong>guadagnando quota ed è quello tra gli Stati europei e il Canada</strong> guidato da <a href="https://it.insideover.com/economia/davos-2026-dalla-montagna-incantata-a-cuore-di-tenebra-continua-il-romanzo-della-crisi-della-globalizzazione.html" type="post" id="502199"><strong>Mark Carney</strong>, fautore del &#8220;risveglio&#8221; delle medie potenze</a> e che ha promosso un accordo con ThyssenKrupp Marine System, divisione marittima del colosso tedesco, per 24 miliardi di dollari nel contesto di un contratto che porterà alla fornitura di 12 sottomarini adatti all&#8217;operatività nelle acque dell&#8217;Artico. Tkms, nota il Financial Times, ha battuto la sudcoreana Hanwha nel cont esto di una gara che porterà il Paese nordamericano, da un lato, a co-produrre parte dei battelli a Halifax e dall&#8217;altro a ampliare il disaccoppiamento nelle catene di fornitura da Washington. Prima dello strappo del 2025, rappresentato tanto dall&#8217;ascesa di Donald Trump alla Casa Bianca quanto dalla svolta dell&#8217;arrivo di Carney al governo di Ottawa e della torsione nazionalista e autonomista del governo del Partito Liberale in campo di sicurezza e <a href="https://www.nytimes.com/2026/02/15/world/canada/canada-military-spending.html">difesa il Canada comprava il 70-75% delle forniture</a> militari proprio dagli Usa. </p>



<p>La visione di <strong>Carney e del suo governo si è concentrata sulla conquista di una maggiore autonomia</strong> in un contesto che ha portato Ottawa ad accettare la revisione al rialzo del target Nato sulle spese militari al 5% del Pil entro il 2035 ma anche a spingere per un ampliamento della cooperazione con i partner europei e per l&#8217;aumento della produzione nazionale. Il riarmo ha sia fini strategici che di rivitalizzazione industriale, e accordi come quello con Tkms indicano<a href="https://it.insideover.com/difesa/make-canada-great-again-carney-vara-il-riarmo-per-rilanciare-lindustria.html" type="post" id="505667"> la nuova rotta scelta dal governo progressista canadese.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Prende forma l&#8217;asse Canada-Europa</h2>



<p>Ricordando che i primi quattro sottomarini potranno essere operativi entro il 2034, <a href="https://www.ft.com/content/ca6a89f8-6ccb-43fd-9368-97dc5f2ac0be?syn-25a6b1a6=1">il Ft nota che</a> &#8220;il sottomarino tedesco di tipo 212CD è stato presentato come un pacchetto congiunto da Berlino con la Norvegia, anch&#8217;essa membro della Nato, ed entrambi i Paesi hanno sottolineato l&#8217;importanza di una maggiore standardizzazione e interoperabilità delle attrezzature all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza Atlantica&#8221;, in un contesto che vede <strong>Ottawa e Oslo, peraltro, interessate dalla comune volontà di aumentare la capacità di deterrenza nell&#8217;Artico</strong>. A marzo, <a href="https://www.canada.ca/en/department-national-defence/news/2026/03/canada-and-norway-strengthen-defence-cooperation-in-space.html">Canada e Norvegia hanno concluso un patto</a> sulla ricognizione e la sorveglianza congiunta della regione nordica del pianeta, in un tentativo di mostrare la volontà dei Paesi della Nato di provvedere alla sicurezza dell&#8217;Artico dopo che Trump, con le sue mire sulla Groenlandia, aveva messo in dubbio la spinta dei partner per contenere attori come Russia e Cina nella regione.</p>



<p>Per la Germania, invece, l&#8217;accordo aiuterà a dar struttura al progetto di rafforzamento militare consentendo alle aziende come Tkms e i partner della filiera di ampliare capacità produttiva e scala che potranno ripercuotersi anche sulla <strong>strutturazione dei progetti per il potenziamento dell&#8217;apparato militare di Berlino</strong>, che peraltro ha visto a sua volta il Canada <a href="https://it.insideover.com/energia/gnl-il-canada-di-carney-pensa-in-grande-e-mira-a-sfidare-gli-usa.html" type="post" id="476851">sostituire, per quanto per ora limitatamente, gli Usa su un versante critico come quello delle <strong>forniture di gas naturale liquefatto</strong>,</a> nuova frontiera dell&#8217;export di Ottawa che proprio l&#8217;accordo per <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cg4pwxwvz1go">un milione di tonnellate all&#8217;anno alla Locomotiva d&#8217;Europa ha mostrato nella sua ambizione.</a> L&#8217;asse Canada-Europa, dunque, sta prendendo forma. La difesa è un vettore. La convergenza politica la benzina che può renderlo operativo. Questa nuova forma di cooperazione transatlantica non sostituirà la partnership con gli Usa ma mostra che altre convergenze sono possibili. Un messaggio che a Washington sicuramente sarà analizzato con attenzione.</p>



<h2 data-wp-context---core-fit-text="core/fit-text::{&quot;fontSize&quot;:&quot;&quot;}" data-wp-init---core-fit-text="core/fit-text::callbacks.init" data-wp-interactive data-wp-style--font-size="core/fit-text::context.fontSize" class="wp-block-heading has-fit-text"></h2>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-canada-volta-le-spalle-agli-usa-maxi-accordo-con-la-germania-sui-sottomarini.html">Il Canada volta le spalle agli Usa: maxi-accordo con la Germania sui sottomarini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il pugno duro di Merz contro le richieste delle aziende: così la Germania si spacca sulla Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-pugno-duro-di-merz-contro-le-richieste-delle-aziende-cosi-la-germania-si-spacca-sulla-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=522160</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260123102809730_d0ec2589df82970ad6cb4263c7d5b310-e1769160526171.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260123102809730_d0ec2589df82970ad6cb4263c7d5b310-e1769160526171.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260123102809730_d0ec2589df82970ad6cb4263c7d5b310-e1769160526171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260123102809730_d0ec2589df82970ad6cb4263c7d5b310-e1769160526171.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260123102809730_d0ec2589df82970ad6cb4263c7d5b310-e1769160526171.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260123102809730_d0ec2589df82970ad6cb4263c7d5b310-e1769160526171.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260123102809730_d0ec2589df82970ad6cb4263c7d5b310-e1769160526171.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Germania governo e imprese si dividono sulla Cina: Berlino punta alla linea dura, il mondo economico chiede più cooperazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-pugno-duro-di-merz-contro-le-richieste-delle-aziende-cosi-la-germania-si-spacca-sulla-cina.html">Il pugno duro di Merz contro le richieste delle aziende: così la Germania si spacca sulla Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260123102809730_d0ec2589df82970ad6cb4263c7d5b310-e1769160526171.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260123102809730_d0ec2589df82970ad6cb4263c7d5b310-e1769160526171.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260123102809730_d0ec2589df82970ad6cb4263c7d5b310-e1769160526171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260123102809730_d0ec2589df82970ad6cb4263c7d5b310-e1769160526171.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260123102809730_d0ec2589df82970ad6cb4263c7d5b310-e1769160526171.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260123102809730_d0ec2589df82970ad6cb4263c7d5b310-e1769160526171.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260123102809730_d0ec2589df82970ad6cb4263c7d5b310-e1769160526171.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da un lato c&#8217;è il <strong>governo tedesco</strong> guidato da <a href="https://it.insideover.com/politica/profili-friedrich-merz-lex-arcinemico-della-merkel-che-studia-da-cancelliere.html">Friedrich Merz</a>. Dall&#8217;altro il <strong>tessuto imprenditoriale</strong> della <strong>Germania</strong>. L&#8217;oggetto della contesa: la <strong>Cina</strong>, o meglio, quale strategia utilizzare per relazionarsi con Pechino. </p>



<p>Se il sistema politico berlinese e gli ambienti filo europeisti spingono per adottare un <strong>atteggiamento più duro</strong> nei confronti di un Paese considerato l&#8217;artefice del <strong>disastro economico</strong> nazionale, sul lato opposto troviamo l&#8217;insolita presa di posizione di un rilevante network aziendale che chiede, invece, una <strong>maggiore cooperazione</strong> con il gigante asiatico. </p>



<p>Le prime avvisaglie di questo curioso braccio di ferro risalgono allo scorso 19 giugno, quando l&#8217;<em>Handelsblatt</em>, ossia il principale quotidiano finanziario tedesco, <a href="https://www.handelsblatt.com/politik/international/importflut-deutschlands-china-schock-laut-studie-groesstenteils-hausgemacht/100234376.html">ha pubblicato un articolo</a> per spiegare che &#8220;lo shock della Germania nei confronti della Cina è in <a href="https://it.insideover.com/economia/volkswagen-taglia-100-mila-posti-e-racconta-la-crisi-profonda-dellauto-tedesca-ed-europea.html">gran parte di origine interna</a>&#8220;. La fonte? Uno studio del prestigioso <em>Kiel Institute</em> che ha messo in guardia contro una postura eccessivamente conflittuale nei confronti di Pechino. </p>



<p>Pochi giorni fa il <em>Berliner Zeitung</em> ha rincarato la dose <a href="https://www.berliner-zeitung.de/article/reindustrialisierung-deutschland-china-partnerschaft-10144994">con un articolo ancora più emblematico</a> firmato da <strong>Michael Schumann</strong>, presidente del Consiglio di Amministrazione della Federazione Tedesca per lo Sviluppo Economico e il Commercio Estero. Il titolo è tutto un programma: &#8220;Perché abbiamo bisogno della Cina per la reindustrializzazione della Germania&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703154159581_4452c22da587892fff5525d5d254f492-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-522161" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703154159581_4452c22da587892fff5525d5d254f492-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703154159581_4452c22da587892fff5525d5d254f492-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703154159581_4452c22da587892fff5525d5d254f492-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703154159581_4452c22da587892fff5525d5d254f492-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703154159581_4452c22da587892fff5525d5d254f492-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703154159581_4452c22da587892fff5525d5d254f492.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scontro sulla Cina che scalda la Germania</h2>



<p>Quanto sta accadendo in Germania è soltanto la punta di un iceberg molto più grande che riguarda l&#8217;intera <strong>Europa</strong>. Nel Vecchio Continente c&#8217;è infatti una clamorosa ed evidente <strong>divergenza narrativa</strong> sulla Cina tra la comunità imprenditoriale che vorrebbe continuare a fare business con Pechino e la classe politica europea convinta che sia arrivato il momento di chiudersi di fronte al Dragone. </p>



<p>Il governo Merz, in particolare, si è <a href="https://it.insideover.com/economia/da-partner-a-rivali-la-germania-riconsidera-i-rapporti-economici-con-la-cina.html">impegnato ad adottare una linea più dura</a> nella difesa del commercio a livello continentale, segnando un significativo cambio di rotta da parte di un Paese che, per lungo tempo, è stato considerato il principale freno dell&#8217;Unione Europea a un&#8217;azione più incisiva nei confronti della Cina. </p>



<p>Berlino ha di fatto definito un <strong>pacchetto di 34 punti</strong> per rilanciare l&#8217;economia nazionale in difficoltà, a partire da una solida protezione contro la concorrenza sleale &#8220;attraverso un&#8217;applicazione più rapida e settoriale delle misure antidumping e antisovvenzioni a livello europeo&#8221;. La Cina non è stata minimamente menzionata ma era ed è il bersaglio numero uno di Merz. </p>



<p>Ben diverso è l&#8217;approccio della grande imprenditoria tedesca. Sul richiamato <em>Handelsblatt</em>, per esempio, si legge che il declino della competitività del mercato europeo non sarebbe stato causato dal Dragone, bensì dalla propria <strong>capacità innovativa in calo</strong>, da una <strong>eccessiva regolamentazione</strong> del mercato, da elevati <strong>costi energetici</strong> e da un <strong>onere fiscale</strong> gravoso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051423312439_74b373dbf919f26f9ea724a607b28283-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-517188" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051423312439_74b373dbf919f26f9ea724a607b28283-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051423312439_74b373dbf919f26f9ea724a607b28283-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051423312439_74b373dbf919f26f9ea724a607b28283-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051423312439_74b373dbf919f26f9ea724a607b28283-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051423312439_74b373dbf919f26f9ea724a607b28283-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_2026051423312439_74b373dbf919f26f9ea724a607b28283.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Politica contro economia</h2>



<p>Il <em>Kiel Institute</em> ha letteralmente stroncato Merz sottolineando che solo circa un terzo del calo della quota di mercato della Germania nei Paesi terzi può essere attribuito esclusivamente all&#8217;espansione della Cina. &#8220;Questo suggerisce che alcune delle difficoltà sono di natura interna e non possono essere spiegate unicamente dall&#8217;ascesa della Cina&#8221;, ha proseguito il think tank. L&#8217;istituto ha quindi avvertito che &#8220;i <strong>dazi generalizzati</strong> non sono adeguati al problema&#8221;. </p>



<p>Schumann ha aggiunto altri aspetti interessanti individuando nella <strong>deindustrializzazione</strong>, nei <strong>tagli occupazionali</strong> e negli <strong>scarsi investimenti</strong> le cause che starebbero mettendo sotto pressione la base industriale tedesca. La Cina è un concorrente ma anche &#8220;un motore tecnologico, una potenza delle catene di approvvigionamento, un investitore e sempre più un partner produttivo sul suolo tedesco&#8221;, ha spiegato ancora l&#8217;economista, e per questo &#8220;chiunque voglia seriamente plasmare il futuro industriale della Germania dovrebbe sfruttare strategicamente questo potenziale&#8221;. </p>



<p>Interessante, infine, dare un&#8217;occhiata all&#8217;ultimo studio realizzato dall&#8217;Istituto Economico Tedesco e commissionato dalla Fondazione Bertelsmann. Nonostante molti media definiscano la Cina come la minaccia numero uno dietro la perdita di <strong>brevetti tedeschi</strong>, il suddetto paper mostra come i maggiori acquirenti stranieri delle invenzioni del Paese siano gli <strong>Stati Uniti</strong> (31,7%), la <strong>Svizzera </strong>(11,1%) e la <strong>Francia </strong>(7,5%). E la Cina? Si classifica solo al sesto posto, dietro dietro anche a Giappone e Regno Unito.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/volkswagen-1024x683.jpg" alt="volkswagen" class="wp-image-518214" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/volkswagen-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/volkswagen-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/volkswagen-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/volkswagen-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/volkswagen-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/volkswagen.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-pugno-duro-di-merz-contro-le-richieste-delle-aziende-cosi-la-germania-si-spacca-sulla-cina.html">Il pugno duro di Merz contro le richieste delle aziende: così la Germania si spacca sulla Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Germania investe nella Difesa ma comprando armi da Usa e Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-germania-investe-nella-difesa-ma-comprando-armi-da-usa-e-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 22:57:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Arrow 3]]></category>
		<category><![CDATA[patriot]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=522141</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La presenza delle industrie Usa nella filiera è tornata dominante. E si somma al consolidamento del ruolo di Israele come partner e fornitore. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-germania-investe-nella-difesa-ma-comprando-armi-da-usa-e-israele.html">La Germania investe nella Difesa ma comprando armi da Usa e Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/germania-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sempre più <strong>missili antiaerei israeliani</strong> per la <strong>Germania</strong> che nel suo maxi-progetto di riarmo ora apre a una nuova sfida: <strong>produrre su licenza asset americani</strong> per rafforzare le linee della Bundeswehr nei prossimi anni. <strong>Friedrich Merz</strong> aveva iniziato il suo mandato da cancelliere nel 2025 promettendo un&#8217;ampia politica di rafforzamento dell&#8217;apparato militare tedesco, il rafforzamento delle capacità di deterrenza della Repubblica Federale e la creazione, in un decennio, del più grande sistema di forze <a href="https://it.insideover.com/difesa/350-miliardi-da-spendere-ecco-che-cosa-ce-nella-wish-list-del-riarmo-tedesco.html" type="post" id="494471">convenzionali nel Vecchio Continente tramite un <strong>piano da 335 miliardi di euro di acquisti</strong></a> che avrebbe dovuto, tra le altre cose, far ripartire l&#8217;industria nazionale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra riarmo ed economia</h2>



<p><strong>Tuttora appare difficile capire quanto l&#8217;elaborazione strategica tedesca</strong> abbia colto le implicazioni geopolitiche del <strong>piano di riarmo</strong> e delle sue conseguenze sul baricentro securitario europeo e quanto, invece, il paradigma di riferimento sia stato <strong>economicista: in un Paese dove, semplificando, </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-crisi-della-volkswagen-come-termometro-del-malessere-della-germania.html" type="post" id="438214"><strong>le fabbriche potranno produrre sempre meno auto</strong> (e i tagli annunciati da Volkswagen di recente parlano da sé)</a>, la tentazione di riconvertire la produzione a carri armati, missili e aerei appare quantomeno invitante. Merz e il ministro della Difesa <strong>Boris Pistorius</strong> hanno parlato a lungo delle priorità della sicurezza europea, della necessità di un&#8217;architettura continentale di sicurezza, di progetti a lungo termine. Gli sviluppi degli ultimi tempi hanno smentito molte promesse e, anzi, lasciano pensare che sia il secondo tema a tenere principalmente banco, ovvero la necessità di <strong>difendere la base industriale</strong> di fronte alle crescenti minacce della competizione cinese, delle guerre daziarie, della fine dell&#8217;era del gas russo a basso prezzo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il riarmo antiaereo passa per Israele</h2>



<p>E così, mentre la <strong>Germania si accorda con l&#8217;israeliana Rafael</strong> per produrre sul suolo tedesco componenti dello scudo antiaereo Iron Dome, Berlino guarda anche ai missili <strong>Arrow 3, componenti più elevati</strong> dello schema di <a href="https://www.janes.com/defence-intelligence-insights/defence-news/c4isr/luftwaffe-to-base-arrow-weapon-system-in-southern-germany">difesa stratificata dei cieli dello Stato Ebraico </a>con <strong>proiezione esoatmosferica</strong>. <a href="https://it.insideover.com/difesa/germania-capacita-operativa-iniziale-per-i-missili-arrow-3.html">A dicembre 2025 i primi Arrow 3</a> tedeschi sono divenuti operativi e <a href="https://it.insideover.com/difesa/si-consolida-lasse-germania-israele-berlino-investira-altri-3-miliardi-di-euro-per-arrow-3.html">nello stesso mese la Germania ha aggiunto ordini per <strong>oltre 3 miliardi di euro</strong></a> sullo stesso dispositivo, ampliandolo infine negli ultimi giorni.</p>



<p>La Bundeswehr intende infatti ampliare le batterie Arrow disponibili con una nuova base aerea in Baviera vicino a Kufbeuern. <a href="https://www.defensenews.com/global/europe/2026/07/01/germany-expands-its-exoatmospheric-missile-shield-with-second-arrow-3-deployment/">L&#8217;obiettivo, nota Defense News,</a> è &#8220;fornire allarme precoce e protezione alla popolazione, alle infrastrutture critiche e alle forze armate, sottolineando al contempo il ruolo della Germania come snodo logistico per le forze alleate dirette verso il fianco orientale della NATO in caso di un potenziale conflitto&#8221;. </p>



<p>La Germania passa dunque all&#8217;operatività su più fronti di questo dispositivo e consolida la sua via autonoma <strong>allo scudo antiaereo europeo, l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/lo-scudo-missilistico-a-guida-tedesca-si-allarga-le-industrie-di-usa-e-israele-ringraziano.html" type="post" id="457535">European Sky Shield Initiative (Essi)</a>,</strong> mentre sempre a proposito di antiaerea si pensa alla produzione su licenza nientemeno che dei <strong>missili americani Patriot. </strong>Raytheon, secondo il <em>Financial Times</em>, potrebbe inaugurare uno stabilimento in Germania assieme a Mbda entro fine anno per la co-produzione. Per Merz non c&#8217;è contraddizione tra riarmo europeo e collaborazione con gli Usa &#8220;continueremo a cercare la cooperazione con gli americani ovunque sia nel nostro interesse. E viceversa: gli americani cercano la cooperazione con noi e, naturalmente, accettiamo la loro offerta&#8221;, ha detto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Merz tra Usa e Israele</h2>



<p><a href="https://www.ft.com/content/e9b71e3f-8f99-477a-87b3-0985e5bbf081?syn-25a6b1a6=1">Il Ft nota che dopo la decisione</a> Usa di non schierare nel Paese un&#8217;unità dotata di missili d&#8217;attacco a lungo raggio &#8220;la Germania ha esplorato diverse opzioni per assicurarsi i missili Tomahawk&#8221; e &#8220;i funzionari tedeschi stanno chiedendo alle loro controparti statunitensi di raggiungere un accordo di coproduzione in vista del vertice NATO della prossima settimana ad Ankara&#8221;. </p>



<p><strong>Merz intende blandire Donald Trump</strong> e consolidare i rapporti con gli Usa in nome della cooperazione industriale, ma il rischio cortocircuito è evidente: in nome della difesa autonoma del Vecchio Continente la Germania ha impostato un grande piano di riarmo, l&#8217;Europa tutta ha accettato <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-boom-globale-delle-spese-militari.html" type="post" id="364277">l&#8217;innalzamento al 5% delle spese militari sul Pil richiesto da Trump al vertice Nato dello scorso anno</a> ma <strong>mentre il riarmo si trasformava da progetto su carta a realtà</strong> la presenza delle industrie Usa nella filiera è tornata dominante. E per la Germania ciò si somma al consolidamento del ruolo di Israele come partner e fornitore. <strong>Lo scenario che si apre forse potrà rafforzare la marcia del riarmo</strong> e magari dare, sul breve periodo, respiro all&#8217;industria tedesca. Ma non contribuirà, probabilmente, all&#8217;autonomia securitaria europea e all&#8217;indipendenza delle filiere del Vecchio Continente in un comparto critico.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-germania-investe-nella-difesa-ma-comprando-armi-da-usa-e-israele.html">La Germania investe nella Difesa ma comprando armi da Usa e Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Volkswagen taglia 100 mila posti e racconta la crisi profonda dell&#8217;auto tedesca ed europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/volkswagen-taglia-100-mila-posti-e-racconta-la-crisi-profonda-dellauto-tedesca-ed-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 00:48:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=521575</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="749" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-768x479.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L'austerità di Volkswagen racconta della crisi profonda dell'auto tedesca ed europea. Il lungo tramonto di un'industria un tempo decisiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/volkswagen-taglia-100-mila-posti-e-racconta-la-crisi-profonda-dellauto-tedesca-ed-europea.html">Volkswagen taglia 100 mila posti e racconta la crisi profonda dell&#8217;auto tedesca ed europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="749" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Wolfsburg_-_Inside_the_Volkswagen_Plant-768x479.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La <strong>maxi-austerità varata da Volskwagen,</strong> che si prepara a mettere in pratica un piano per tagliare 100mila posti di lavoro e chiudere quattro impianti in Germania, certifica la fase difficile del <strong>gigante di Wolfsburg</strong>, da anni sotto pressione per le sfide industriali legate alla competizione globale del settore auto, e anche quelle di un intero comparto che ha avuto per decenni, in Europa e nel mondo, un simbolo nel campione tedesco. <strong>Volkswagen è stata per molti anni l&#8217;archetipo di azienda</strong> capace di garantire alti volumi produttivi, eccellente efficienza tecnica, quote di mercato solide, occupazione stabile e alti salari a un&#8217;aristocrazia operaia che legava al gruppo della Turingia l&#8217;idea di sviluppo e efficienza. Ora l&#8217;azienda è in crisi per problemi legati alla competitività industriale, alla pressione sui margini, alla concorrenza cinese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La parabola dopo il Dieselgate</h2>



<p>Quando il Dieselgate americano colpì Volkwagen nello scorso decennio, inaugurando una sfida industriale e commerciale degli Usa alla Germania, a Wolfsburg si pensò che proprio la via cinese avrebbe mostrato opportunità crescenti per l&#8217;avvenire: <strong>un mercato amplissimo e in crescita, la rivoluzione dell&#8217;elettrico in arrivo, la possibilità di espandere la produzione in loco</strong>. <a href="https://www.thewirechina.com/2024/12/15/last-multinational-standing-volkswagen-group-china/">Nonostante 13 miliardi di dollari di investimento dal 2018 al 2024</a>, il piano non è riuscito e Volkswagen, che nelle auto tradizionali era in testa nel mercato cinese da quarant&#8217;anni, si è <a href="https://it.insideover.com/auto/perche-volkswagen-in-cina-ha-fallito.html" type="post" id="478034">vista sfidata sull&#8217;elettrico </a>e l&#8217;ibrido plug-in da Byd e gli altri giganti del settore. Il capitalismo di Stato cinese era, in tal senso, un treno in corsa: &#8220;Le banche statali cinesi e le amministrazioni locali hanno iniettato ingenti capitali nelle case automobilistiche locali, consentendo ad alcuni produttori di vendere auto a prezzi ben al di sotto dei costi di produzione&#8221;, mentre &#8220;i dirigenti della Volkswagen affermano di rifiutarsi di partecipare alla guerra dei prezzi e di aver perso quote di mercato di conseguenza&#8221;, <a href="https://www.nytimes.com/2024/10/31/business/volkswagen-china.html">commentava nel 2024 il <em>New York Times</em>.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Anni duri a Wolfsburg</h2>



<p>Negli ultimi anni, poi, crisi energetica, <em>disruption</em> nelle forniture, alta inflazione hanno fatto il resto. L&#8217;erosione della competitività europea ha giocoforza colpito i gruppi dominanti dell&#8217;economia industriale. I dati di Volkswagen del primo trimestre 2026 parlano chiaro: fatturato da 75,7 miliardi di euro nel primo trimestre, una proiezione che lascia prevedere un calo rispetto ai 322 dell&#8217;intero 2025. Volkswagen ha subito una netta pressione sui margini: 2 milioni di veicoli consegnati, -7% rispetto a gennaio-marzo 2025; 2,5 miliardi di euro di utile operativo (-14,3%). Per ogni euro incassato, a Wolfsburg operativamente si tramutano in profitto solo 3,3 centesimi: un margine operativo di questo tipo è ormai un classico per il settore automotive, che ha sempre fatto di fidelizzazione, alti volumi di vendita e servizi post-acquisto forniti al cliente un fattore di competitività. <strong>Marginalità di questo tipo fanno sì che ogni scossone si senta pesantemente</strong>: da qui la volontà di Volkswagen di serrare le fila.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un destino inevitabile?</h2>



<p>I piani di Volkswagen rafforzano una precedente intenzione di tagliare 50mila posti, raddoppiando il numero di future uscite. <strong>Oliver Blume</strong>, Ceo del gruppo, vuole verticalizzare Volkswagen e di recente ha spinto per razionalizzare le attività, formalizzando la vendita al fondo Usa Bain della divisione Everllence, specializzata nei motori per il settore marittimo. Ora chiuderanno il plant produttivo di Audi a Neckarsulm e tre centri a Emden, Zwickau e Hannover. Il Financial Times ricorda poi che la casa di Wolfsburg intende tagliare di circa <a href="https://www.ft.com/content/d0760eaf-d345-4964-b2ae-f55f6dfd9a4a?syn-25a6b1a6=1">mezzo milione di unità la sua <strong>capacità produttiva in Germania, pari a 1,8 milioni di auto</strong></a>.</p>



<p>Questo apre a una serie di riflessioni, perché la strategia appare convergente con una realtà delineata anche dal nuovo <strong>piano industriale di Stellantis,</strong> orientato sull&#8217;America piuttosto che sul Vecchio Continente e che prospetta una triste ma sempre più insindacabile verità: l&#8217;Europa sta diventando un continente dove produrre auto rischia di diventare antieconomico e dove le pressioni demografiche ribassiste e i trend di stagnazione economica stanno rendendo più difficile per i produttori storici competere. Per aziende come Volkswagen, in fin dei conti, il ridimensionamento non è solo doloroso, è anche fondamentalmente inevitabile e scritto nel destino del settore. <strong>Governarlo sembra essere l&#8217;unica scelta razionale</strong> per accettare un mutato mondo in cui il centro dell&#8217;auto globale non è più in Germania e men che meno in Europa.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/volkswagen-taglia-100-mila-posti-e-racconta-la-crisi-profonda-dellauto-tedesca-ed-europea.html">Volkswagen taglia 100 mila posti e racconta la crisi profonda dell&#8217;auto tedesca ed europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Berlino e la guerra ibrida, la sicurezza come funzione del sistema economico e sociale</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/berlino-e-la-guerra-ibrida-la-sicurezza-come-funzione-del-sistema-economico-e-sociale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 05:01:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=520839</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Germania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Germania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Germania-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Germania-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Germania-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Germania-1536x1005.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Germania-600x393.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'apertura del Centro ha un significato politico: Berlino sta trasformando la guerra ibrida in una funzione stabile dello Stato. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/berlino-e-la-guerra-ibrida-la-sicurezza-come-funzione-del-sistema-economico-e-sociale.html">Berlino e la guerra ibrida, la sicurezza come funzione del sistema economico e sociale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1256" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Germania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Germania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Germania-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Germania-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Germania-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Germania-1536x1005.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Germania-600x393.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’apertura a Berlino del Centro congiunto per il contrasto alle minacce ibride non è un semplice aggiornamento amministrativo dell’apparato di sicurezza tedesco. È il segnale che la Germania considera ormai permanente lo scontro nella zona grigia: quella fascia ambigua in cui non parlano i cannoni, ma agiscono spionaggio, sabotaggio, attacchi informatici, campagne di influenza, pressione economica e manipolazione dell’informazione. Ufficialmente, il nuovo organismo nasce per coordinare polizia, servizi di sicurezza, difesa informatica e autorità federali contro interferenze straniere e minacce alle infrastrutture critiche. È una motivazione comprensibile, soprattutto in un’Europa che da anni vive dentro una crescente tensione con la Russia. Ma il significato politico è più ampio: <strong>Berlino sta trasformando la guerra ibrida in una funzione stabile dello Stato.</strong></p>



<p>La Germania, che per decenni ha costruito la propria forza sull’industria, sull’esportazione, sull’energia relativamente conveniente e sulla prudenza geopolitica, oggi scopre di essere vulnerabile. Reti elettriche, ferrovie, porti, banche, aziende tecnologiche, centri di ricerca, apparati pubblici e catene logistiche diventano bersagli potenziali. <strong>La sicurezza non riguarda più soltanto i confini, ma l’intero sistema economico e sociale.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cyberspazio come campo di battaglia</h2>



<p>Il nodo più delicato riguarda la dimensione cibernetica. Da tempo, nel mondo occidentale, si discute di difesa attiva, risposta proporzionata, neutralizzazione preventiva e capacità di controffensiva digitale. Sono formule prudenti, ma indicano un passaggio reale: la NATO e i suoi membri non vogliono più limitarsi a proteggere le proprie reti. Vogliono poter rispondere, colpire, dissuadere.</p>



<p>Qui nasce il problema. <strong>Nel cyberspazio il confine tra difesa e attacco è spesso indistinguibile.</strong> Un’operazione presentata come risposta a un’intrusione può essere interpretata dall’avversario come aggressione. Un’azione contro una rete logistica, un sistema energetico o una piattaforma bancaria può produrre effetti politici e militari enormi senza un solo soldato sul terreno.</p>



<p>Per Mosca, strutture come quella inaugurata a Berlino confermano l’idea che l’Occidente non si stia limitando a difendersi, ma <strong>stia costruendo un apparato permanente di pressione contro la Russia. </strong>Dal punto di vista russo, sanzioni, isolamento diplomatico, sostegno all’Ucraina, guerra dell’informazione e rafforzamento cibernetico fanno parte di un’unica strategia. <strong>Dal punto di vista occidentale, invece, tutto viene presentato come risposta alla minaccia russa.</strong></p>



<p>È proprio questa simmetria delle accuse a rendere pericolosa la situazione. Ognuno si considera minacciato. Ognuno definisce difensiva la propria azione. Ognuno interpreta come offensiva la mossa dell’altro. In questo clima, l’incidente diventa più probabile della decisione calcolata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il costo economico della sicurezza permanente</h2>



<p>La guerra ibrida ha anche un prezzo economico. Per la Germania significa aumentare gli investimenti in sicurezza informatica, protezione delle infrastrutture, intelligence industriale, difesa dei dati e controllo delle reti strategiche. <strong>Per le imprese significa maggiori costi. </strong>Per lo Stato significa nuovi bilanci, nuovi apparati, nuove competenze. Per la società significa abituarsi a una sicurezza sempre più invasiva e continua.</p>



<p>Ma la minaccia diventa anche mercato. Aziende specializzate in software di difesa, sorveglianza digitale, analisi dei dati, protezione delle reti e tecnologie per l’attribuzione degli attacchi acquisiranno un peso crescente. <strong>La sicurezza diventa filiera industriale. La paura diventa investimento.</strong> La crisi diventa occasione economica per settori sempre più vicini agli apparati statali.</p>



<p>Sul piano geoeconomico, la trasformazione è evidente. La Germania non è più soltanto il motore manifatturiero d’Europa. <strong>È una potenza economica costretta a pensarsi come bersaglio strategico. </strong>La fine della relazione energetica privilegiata con Mosca, l’aumento dei costi industriali, la dipendenza maggiore dagli Stati Uniti e il riarmo europeo spingono Berlino verso una postura nuova, meno commerciale e più securitaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Europa dentro la zona grigia</h2>



<p>Il vero rischio è che la difesa dalle minacce ibride diventi una forma stabile di conflitto permanente. Nessuno dichiara guerra, ma tutti si preparano alla guerra. Nessuno ammette di attaccare, ma tutti sviluppano capacità di risposta. <strong>Nessuno vuole apparire aggressore, ma tutti costruiscono strumenti che possono essere usati anche in chiave offensiva.</strong> La Russia denuncia l’accerchiamento occidentale. La NATO parla di deterrenza. Berlino invoca la protezione delle infrastrutture e della democrazia. Ogni attore ha la propria versione dei fatti, ma il risultato è lo stesso: l’Europa entra sempre più profondamente in una guerra senza dichiarazione di guerra.</p>



<p>Il centro inaugurato a Berlino non è dunque soltanto un edificio o una struttura di coordinamento. È il simbolo di un’epoca. La sicurezza europea non si misura più soltanto in brigate, missili e carri armati, ma nella capacità di controllare dati, reti, energia, informazione e percezione pubblica. La guerra ibrida non è più un’eccezione. È diventata l’ambiente quotidiano della politica internazionale. E la Germania, con questo passo, riconosce che la pace europea è ormai attraversata da un conflitto continuo, invisibile e difficile da contenere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/berlino-e-la-guerra-ibrida-la-sicurezza-come-funzione-del-sistema-economico-e-sociale.html">Berlino e la guerra ibrida, la sicurezza come funzione del sistema economico e sociale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Addio al Fcas, la Germania studia le alternative: dalla Svezia al progetto Airbus</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/addio-al-fcas-la-germania-studia-le-alternative-dalla-svezia-al-progetto-airbus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 05:18:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia di sesta generazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=519935</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608172540240_1e5f75c69ebcf117f6b5f1326947cb72.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fcas, Francia e Germania divorziano sul caccia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608172540240_1e5f75c69ebcf117f6b5f1326947cb72.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608172540240_1e5f75c69ebcf117f6b5f1326947cb72-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608172540240_1e5f75c69ebcf117f6b5f1326947cb72-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608172540240_1e5f75c69ebcf117f6b5f1326947cb72-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608172540240_1e5f75c69ebcf117f6b5f1326947cb72-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608172540240_1e5f75c69ebcf117f6b5f1326947cb72-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il collasso del progetto franco-tedesco Fcas (Future Combat Air System) da 100 miliardi di euro per un caccia di sesta generazione congiunto tra Parigi e Berlino rappresenta un crocevia importante per l&#8217;industria della Difesa europea e mentre prova ad analizzare i cambi di paradigma che questo comporta per i suoi piani di riarmo la Germania, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/addio-al-fcas-la-germania-studia-le-alternative-dalla-svezia-al-progetto-airbus.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/addio-al-fcas-la-germania-studia-le-alternative-dalla-svezia-al-progetto-airbus.html">Addio al Fcas, la Germania studia le alternative: dalla Svezia al progetto Airbus</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608172540240_1e5f75c69ebcf117f6b5f1326947cb72.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fcas, Francia e Germania divorziano sul caccia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608172540240_1e5f75c69ebcf117f6b5f1326947cb72.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608172540240_1e5f75c69ebcf117f6b5f1326947cb72-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608172540240_1e5f75c69ebcf117f6b5f1326947cb72-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608172540240_1e5f75c69ebcf117f6b5f1326947cb72-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608172540240_1e5f75c69ebcf117f6b5f1326947cb72-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608172540240_1e5f75c69ebcf117f6b5f1326947cb72-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il collasso del progetto franco-tedesco <a href="http://Il collasso del progetto franco-tedesco Fcas (Future Combat Air System) da 100 miliardi di euro per un caccia di sesta generazione">Fcas (Future Combat Air System) da 100 miliardi di euro</a> per un caccia di sesta generazione congiunto tra Parigi e Berlino rappresenta un crocevia importante per l&#8217;industria della Difesa europea e mentre prova ad analizzare i cambi di paradigma che questo comporta per i suoi piani di riarmo la <strong>Germania,</strong> Paese che maggiormente puntava sul piano per un salto di qualità delle sue forze armate, valuta le alternative. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tramonto del Fcas</h2>



<p>La cooperazione industriale franco-tedesca <a href="https://it.insideover.com/economia/il-caccia-franco-tedesco-non-decolla-fcas-tra-dubbi-e-ostacoli.html" type="post" id="307540">non è decollata</a> per questioni legate alla volontà di spartizione degli appalti, che la Francia intendeva mantenere pesantemente a proprio favore, e per una minore spinta comune per il progetto rispetto a quello del <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-col-caccia-di-sesta-generazione-litalia-e-unavanguardia-globale.html" type="post" id="449342">Global Combat Air Program (Gcap) </a>italo-anglo-giapponese</strong>. Ora Berlino si trova nella condizione di dover ripartire da capo e di studiare alternative. Essenzialmente, ci sono tre opzioni sul tavolo per il cancelliere <strong>Friedrich Merz,</strong> autore di un ambizioso piano di rafforzamento militare assieme al ministro della Difesa <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/boris-pistorius-sceriffo-spd-chi-e-nuovo-ministro-difesa-germania.html" type="post" id="380684">Boris Pistorius</a></strong>.</p>



<p><strong><a href="https://www.ft.com/content/b326330d-41fa-45df-ab3d-7826b16bf7c9?syn-25a6b1a6=1">La prima idea, segnalata dal Financial Times,</a></strong> sarebbe quella di consolidare un pool di aziende con al centro la divisione aerospaziale di Airbus, che ha sede operativa in Germania, per guidare dal suolo tedesco una corsa autonoma al nuovo caccia. All&#8217;imminente Salone Aeronautico di Berlino, secondo il Ft, i dirigenti di questi gruppi, tra cui Mbda, specializzata in campo balistico e missilistico, e Hensoldt, player nei radar, potrebbero ricevere una spinta dalla volontà di Merz di mettere a terra il piano di riarmo passando anche per una via autonoma agli <strong>aerei di combattimento di nuova generazione. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La via del Gcap e quella svedese</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/difesa/caccia-di-sesta-generazione-la-germania-molla-la-francia.html" type="post" id="493657">La seconda strada porta proprio nella <strong>direzione del Gcap</strong></a><strong> e lascia presagire la prospettiva che Berlino finisca per convergere come partner</strong> nell&#8217;ambizioso piano oggi egemone su scala mondiale per i velivoli di sesta generazione. Il peso industriale della Germania e la capacità di spesa di Berlino darebbe indubbiamente un <strong>peso geostrategico notevole all&#8217;accordo e ne amplierebbe la portata</strong>, ma al contempo è tutto da valutare l&#8217;impatto che ciò avrebbe su filiere industriali, appalti e divisione del lavoro, in un contesto ove già oggi Italia, Regno Unito e Giappone prevedono stanziamenti per decine di miliardi di euro volti a sviluppare con i loro apparati militari-industriali il nuovo caccia.</p>



<p>Una terza via, invece, accarezzata in passato, passa da un altro attore strategico nel mercato aeronautico: la Svezia. Stoccolma prevede di sostituire il veterano della sua flotta aerea, il <a href="https://it.insideover.com/guerra/f-16-e-trattative-sui-gripen-quali-caccia-occidentali-arriveranno-in-ucraina.html"><strong> Jas-39 Gripen</strong></a>, entro il 2035 e ha incaricato <strong>Saab di studiare un progetto per realizzare un velivolo di sesta generazione</strong> in ottemperanza alla storica e gelosamente custodita indipendenza del Paese nordico nelle filiere militari, un retaggio dell&#8217;era di stretta neutralità conclusa con l&#8217;ingresso nella Nato nel 2024. Ora è aperta una nuova era, e i rumors di una cooperazione tedesco-svedese sono consolidati da tempo sulla scorta della presenza attiva <a href="https://it.insideover.com/difesa/anche-la-svezia-vuole-un-caccia-di-sesta-generazione-e-la-germania-fiuta-laffare.html">di Saab in diversi dossier del piano di riarmo tedesco.</a> Rispetto al Gcap <a href="https://www.eurasiantimes.com/e100-billion-fcas-is-dead-will-germany-partner-saab-after-airbus-dassault-deadlock-over-6th-gen-aircraft/">il progetto svedese è ancora in via di sviluppo e dunque la Germania, sempre tramite Airbus, potrebbe giocare un ruolo.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ipotesi sul tavolo</h2>



<p>Chiaramente l&#8217;opzione di un consorzio per il caccia di sesta generazione si potrebbe anche sposare con l&#8217;apertura a una delle due filiere già attive. La Chatham House, del resto, nota che il tramonto del Fcas franco-tedesco potrebbe contribuire a fare chiarezza sul futuro del riarmo aeronautico europeo, aggiungendo peraltro che &#8220;I Paesi europei devono affrontare una realtà urgente: se non saranno in grado di sviluppare un&#8217;alternativa europea al programma statunitense F-35, si troveranno costretti a dipendere da un&#8217;America sempre meno affidabile per una componente cruciale del loro equipaggiamento di difesa, una piattaforma su cui potrebbero dover fare affidamento fino al 2040 inoltrato&#8221;. </p>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-germania-ha-deciso-la-sua-aeronautica-militare-avra-gli-f-35.html" type="post" id="347022">La Germania produce l&#8217;F-35 nei suoi stabilimenti del sistmea industriale-militare</a></strong> ma intende guardare oltre. E dalla sua scelta potrebbe dipendere molto del futuro della corsa europea (e globale) al caccia di sesta generazione, in cui l&#8217;Europa è capofila. Ma rischia di avere proprio dalla sua divisione un fattore di ridimensionamento.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver mettiamo passione nel nostro lavoro. Ma siamo anche convinti che la passione senza una seria documentazione rischi di essere inutile. Se ti convince questo approccio, puoi sostenerlo e farne parte&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonandoti al nostro giornale.</a>&nbsp;Aiutando così noi ma anche l’informazione indipendente.</em></strong><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/addio-al-fcas-la-germania-studia-le-alternative-dalla-svezia-al-progetto-airbus.html">Addio al Fcas, la Germania studia le alternative: dalla Svezia al progetto Airbus</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Addio elettricità, per produrre idrogeno verde ora bastano acqua e sole</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/addio-elettricita-per-produrre-idrogeno-verde-ora-bastano-acqua-e-sole.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 04:57:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[idrogeno verde]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=519016</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Idrogeno verde (adobe stock)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Produrre idrogeno verde senza passare dalla rete elettrica potrebbe sembrare un obiettivo lontano, ma una startup nata dal Karlsruhe Institute of Technology sta cercando di trasformarlo in realtà. Grazie a un fotoreattore che sfrutta direttamente sole e acqua, il progetto punta a ridurre costi e complessità di una delle tecnologie considerate più strategiche per la transizione energetica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/addio-elettricita-per-produrre-idrogeno-verde-ora-bastano-acqua-e-sole.html">Addio elettricità, per produrre idrogeno verde ora bastano acqua e sole</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Idrogeno verde (adobe stock)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/greenhydrogen-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel pieno della corsa alla decarbonizzazione, <strong>l’idrogeno verde</strong> continua a occupare una posizione centrale nel dibattito energetico internazionale, soprattutto perché viene considerato uno dei pochi combustibili potenzialmente in grado di accompagnare la transizione di settori difficili da elettrificare come industria pesante, logistica e trasporti ad alta intensità energetica. Il nodo, però, resta legato alla <strong>produzione</strong>: ottenere idrogeno realmente sostenibile richiede oggi infrastrutture complesse, grandi quantità di elettricità e costi che limitano ancora una diffusione ampia del settore. È dentro questa cornice che <strong>Photreon</strong> &#8211; startup nata come spin-off del <strong>Karlsruhe Institute of Technology</strong> &#8211; ha presentato durante la fiera industriale di Hannover <a href="https://en.clickpetroleoegas.com.br/new-panels-promise-to-produce-hydrogen-using-only-water-and-sunlight-without-electricity-without-a-power-grid-and-without-electrolyzers-in-a-flpc96/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un sistema che prova a cambiare l’impostazione tradizionale della filiera.</a></p>



<p>L’azienda ha mostrato un prototipo di <strong>pannello fotoreattore</strong> capace di produrre idrogeno utilizzando <strong>esclusivamente acqua e luce solare</strong>, eliminando il passaggio intermedio rappresentato dalla produzione elettrica e dagli elettrolizzatori. Il principio sfruttato è quello della <strong>fotocatalisi</strong>, cioè la conversione diretta dell’energia solare in energia chimica. Si tratta di un approccio che tenta di <strong>alleggerire la complessità tecnica dell’idrogeno verde</strong> e che, almeno sul piano teorico, potrebbe ridurre parte delle dipendenze infrastrutturali che oggi rallentano questo comparto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">New panels produce hydrogen fuel using only water, sunlight and no electricity<br>This grid-independent system eliminates the need for traditional electrolyzers in green hydrogen production.<a href="https://t.co/GW5GnhYuhE">https://t.co/GW5GnhYuhE</a></p>&mdash; Meredith Stanton (@CloudsCreek) <a href="https://x.com/CloudsCreek/status/2050764786837880972?ref_src=twsrc%5Etfw">May 3, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come funziona il pannello che produce combustibile dal sole</strong></h2>



<p>Il cuore della tecnologia sviluppata da Photreon è <strong>un fotoreattore</strong> progettato per integrare nello stesso sistema sia la raccolta della radiazione solare che la reazione chimica necessaria alla produzione del combustibile. Il modulo presentato in Germania ha dimensioni relativamente contenute &#8211; circa un metro quadrato &#8211; ma l’obiettivo del progetto non è tanto quello di mostrare elevate quantità immediate di idrogeno prodotto quanto <strong>dimostrare la sostenibilità industriale del principio tecnologico.</strong></p>



<p>A differenza dei pannelli fotovoltaici tradizionali che convertono la luce in elettricità, questi dispositivi <strong>puntano direttamente alla generazione di carburante</strong>. All’interno del reattore, infatti, materiali sensibili alla luce assorbono energia solare e attivano gli elettroni necessari alla scissione delle molecole d’acqua. Da questo processo vengono liberati <strong>ossigeno e </strong><a href="https://it.insideover.com/ambiente/lidrogeno-naturale-e-la-corsa-globale-al-nuovo-oro.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>idrogeno</strong></a>, che può poi essere raccolto e destinato a utilizzi industriali. Uno degli aspetti più delicati <strong>riguarda la configurazione interna del sistema</strong>, tanto che il Karlsruhe Institute of Technology ha registrato un brevetto specifico sulla geometria del reattore.</p>



<p>L’intera struttura è stata progettata per mantenere in equilibrio <strong>tre fattori essenziali</strong>: ingresso della luce, efficienza della reazione chimica e rimozione del gas prodotto. Se uno solo di questi elementi perde rendimento, il sistema rischia di diventare economicamente poco competitivo. Per questa ragione, il progetto lavora soprattutto sull’integrazione <strong>tra chimica dei materiali e progettazione industriale</strong>, cercando di rendere più lineare un processo che normalmente richiede impianti molto più articolati e ad alta intensità energetica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Produzione locale e nuovi scenari industriali</h2>



<p>Uno degli elementi più interessanti del modello proposto da Photreon riguarda la possibilità di <strong>decentralizzare la produzione di idrogeno verde</strong>. Oggi questo combustibile viene generalmente associato a grandi impianti collegati a reti energetiche stabili e a investimenti difficili da sostenere per realtà industriali di dimensioni medie. <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2026/05/260517211437.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La tecnologia sviluppata dalla startup tedesca</a> prova invece a spostare il baricentro verso <strong>una produzione più distribuita e localizzata</strong>: i pannelli vengono realizzati utilizzando materiali relativamente comuni e processi standardizzati, caratteristica che potrebbe facilitare un’eventuale industrializzazione del sistema.</p>



<p>Allo stesso tempo <strong>la struttura modulare consente installazioni molto diverse tra loro</strong>, dai tetti di impianti produttivi fino a grandi campi solari destinati <a href="https://it.insideover.com/economia-circolare/una-nuova-tecnica-sul-nichel-potrebbe-rendere-lidrogeno-verde-piu-economico-e-affidabile.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alla produzione di idrogeno</a> in aree caratterizzate da elevata esposizione solare. Secondo il team coinvolto nel progetto, il sistema potrebbe risultare particolarmente utile per comparti come chimica specializzata, metallurgia e industria alimentare, cioè settori che nei prossimi anni saranno chiamati a ridurre le emissioni e diversificare le proprie fonti energetiche.</p>



<p>La possibilità di produrre combustibile direttamente vicino al luogo di utilizzo ridurrebbe inoltre costi logistici, trasporto e dipendenza dalle reti centralizzate. In territori isolati o ancora privi di infrastrutture dedicate all’idrogeno, un approccio di questo tipo <strong>potrebbe rendere economicamente accessibili</strong> scenari che fino a pochi anni fa apparivano difficili da sostenere.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong><em>Vuoi andare oltre le notizie e capire davvero cosa sta succedendo nel mondo? InsideOver propone corsi on demand tenuti dai nostri esperti, con la possibilità di iscriversi gratuitamente alle anteprime e scegliere il percorso più adatto a te. Scopri tutti i corsi su </em></strong><a href="https://it.insideover.com/academy" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>https://it.insideover.com/academy</em></strong></a></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Tra promesse tecnologiche e sfida della scalabilità</h2>



<p>Come accade per molte tecnologie emergenti nel settore energetico, anche il sistema sviluppato da Photreon si trova ancora in una fase iniziale e dovrà dimostrare la propria efficacia ben oltre i laboratori e le presentazioni fieristiche. La vera sfida non riguarda soltanto la produzione di idrogeno, ma la capacità di mantenerla <strong>competitiva, stabile e scalabile nel tempo</strong>. Ridurre i passaggi intermedi e la dipendenza dalla rete elettrica rappresenta certamente un vantaggio teorico, ma resta da capire quanto il sistema riuscirà a garantire prestazioni elevate in condizioni operative differenti e su larga scala.</p>



<p>Contestualmente, il progetto riflette <strong>la trasformazione che sta attraversando il settore energetico globale</strong>, cioè l’idea che produzione di energia e combustibili possano diventare progressivamente più distribuite, vicine ai luoghi di consumo e meno concentrate in grandi infrastrutture centralizzate. In quest&#8217;ottica, il pannello sviluppato dalla startup tedesca non rappresenta soltanto un nuovo dispositivo tecnologico, ma anche <strong>un tentativo di ridefinire il modo stesso in cui viene immaginata la filiera dell’idrogeno verde</strong>, sempre più strategica nella competizione energetica globale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/addio-elettricita-per-produrre-idrogeno-verde-ora-bastano-acqua-e-sole.html">Addio elettricità, per produrre idrogeno verde ora bastano acqua e sole</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Germania umiliata all’Onu: bocciata su Gaza, al Consiglio vanno Austria e Portogallo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/germania-umiliata-allonu-bocciata-su-gaza-al-consiglio-vanno-austria-e-portogallo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 10:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=519381</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260604115105943_ad92c58b73b140836b2577f25f44481d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Onu Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260604115105943_ad92c58b73b140836b2577f25f44481d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260604115105943_ad92c58b73b140836b2577f25f44481d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260604115105943_ad92c58b73b140836b2577f25f44481d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260604115105943_ad92c58b73b140836b2577f25f44481d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260604115105943_ad92c58b73b140836b2577f25f44481d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260604115105943_ad92c58b73b140836b2577f25f44481d-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Germania ha subito un'umiliante sconfitta diplomatica perdendo la corsa per un seggio non permanente al Consiglio di Sicurezza</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/germania-umiliata-allonu-bocciata-su-gaza-al-consiglio-vanno-austria-e-portogallo.html">Germania umiliata all’Onu: bocciata su Gaza, al Consiglio vanno Austria e Portogallo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260604115105943_ad92c58b73b140836b2577f25f44481d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Onu Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260604115105943_ad92c58b73b140836b2577f25f44481d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260604115105943_ad92c58b73b140836b2577f25f44481d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260604115105943_ad92c58b73b140836b2577f25f44481d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260604115105943_ad92c58b73b140836b2577f25f44481d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260604115105943_ad92c58b73b140836b2577f25f44481d-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260604115105943_ad92c58b73b140836b2577f25f44481d-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Germania</strong>, secondo stato sponsor finanziario delle Nazioni Unite, <a href="https://www.dw.com/en/un-security-council-germany-temporary-seat-vote/a-77409955" type="link" id="https://www.dw.com/en/un-security-council-germany-temporary-seat-vote/a-77409955">ha incassato ieri una delle sconfitte diplomatiche più umilianti della sua storia</a>. Nella votazione per i seggi non permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu, <strong>Berlino è stata nettamente battuta da Austria e Portogallo</strong> nel gruppo «Europa Occidentale e Altri». Un risultato pesantemente influenzato dalle posizioni di Berlino sul genocidio a Gaza. </p>



<p>Per ottenere uno dei due seggi serviva una <strong>maggioranza qualificata di due terzi dei 193 Stati membri</strong>. Il verdetto è stato inequivocabile: <strong>Portogallo 134 voti, Austria 131</strong>, <strong>Germania soltanto 104</strong>. Un distacco umiliante per un Paese che ha investito risorse politiche ed economiche enormi nella propria candidatura. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Wadephul ammette: Gaza e Israele hanno pesato</h2>



<p>Il ministro degli Esteri tedesco <strong>Johann Wadephul</strong>, presente a New York, non ha potuto nascondere l’amarezza. Davanti ai giornalisti ha riconosciuto che «ci sono alcune questioni su cui abbiamo sempre preso una posizione chiara, posizioni che non tutti gli Stati membri condividono». Tra queste, ha citato esplicitamente il «sostegno granitico all’Ucraina» – che ha attirato il lobbying aggressivo della Russia – ma soprattutto «la responsabilità speciale della Germania nei confronti di Israele nel conflitto in Medio Oriente», riferimento evidente alla linea filoisraeliana mantenuta anche di fronte alle accuse di violazioni del diritto internazionale a Gaza.</p>



<p>Parole che suonano come un’ammissione: <strong>la strenua difesa di Israele</strong>, anche dinanzi a un genocidio, motivata dal senso di colpa storico per l’Olocausto, è diventata un macigno nella politica estera tedesca, alienandole simpatie soprattutto nel cosiddetto Sud Globale. Il cancelliere <strong>Friedrich Merz</strong> ha tentato (maldestramente) di minimizzare: «Abbiamo fatto domanda con convinzione. Non abbiamo raggiunto l’obiettivo, ma questo non cambia i compiti che ci attendono alle Nazioni Unite. La Germania resta un pilastro affidabile». Dichiarazioni di circostanza che faticano a nascondere la frustrazione di un governo che vede sgretolarsi il proprio peso internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un fallimento annunciato</h2>



<p>La sconfitta arriva dopo mesi in cui la <strong>Germania</strong> <strong>ha continuato a fornire armi a Israele</strong> e a opporsi, in varie sedi internazionali, a risoluzioni che chiedevano il cessate-il-fuoco o indagavano sulle operazioni militari a Gaza. La bocciatura di ieri non è solo un incidente di percorso. È il risultato di una politica estera fallimentare, percepita nel mondo come arrogante e incoerente: sostegno incondizionato a Israele mentre sull&#8217;Ucraina si predica tutt&#8217;altro. Incoerenza che il Sud Globale non ha perdonato a Berlino, <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cgmp3pg71edo" type="link" id="https://www.bbc.com/news/articles/cgmp3pg71edo">che ora tenta di scaricare tutta la colpa sulla Russia</a>. </p>



<p>«Sappiamo fermamente che l&#8217;Ucraina è ben consapevole del fatto che la Russia non desidera una tale rappresentanza nel Consiglio di Sicurezza», ha affermato Wadephul, aggiungendo che non era un segreto che la Russia avesse fomentato il sentimento anti-tedesco. Nessuna autocritica su Gaza, dunque: per Berlino, <strong>è tutta colpa di Mosca. </strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I have the deepest respect for the German people. I spent both winters and summers there growing up, and have tremendous admiration for the country.<br><br>But its foreign policy has been nothing short of an embarrassing disaster as of late. <br><br>From its support for the genocide in Gaza,…</p>&mdash; Trita Parsi (@tparsi) <a href="https://x.com/tparsi/status/2062204817209016783?ref_src=twsrc%5Etfw">June 3, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Eppure, come nota <strong>Trita Parsi</strong>, &nbsp;executive Vice President del Quincy Institute for Responsible Statecraft, «speriamo che questo spinga a una seria riflessione a Berlino. Il mondo starà meglio se la Germania tornerà a essere il Paese che era nel 2003, quando si oppose giustamente all’invasione dell’Iraq in difesa del diritto internazionale». Lo stesso Parsi spiega che la «<strong>politica estera della Germania è stata di recente niente di meno che un disastro imbarazzante</strong>. Dal suo sostegno al genocidio a Gaza — presumibilmente per “farsi perdonare” la condotta di un altro genocidio (!?!), alla gestione del dossier Iran, fino al suo recente attacco diretto e sfacciato che mina il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. Per questo &#8211; ha aggiunto in un post su X &#8211; non sono affatto sorpreso che la Germania abbia perso la sua candidatura per un seggio eletto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, nonostante sia il secondo maggiore contributore finanziario alle Nazioni Unite e abbia avuto un ruolo di leadership nella negoziazione del Patto per il Futuro». </p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/germania-umiliata-allonu-bocciata-su-gaza-al-consiglio-vanno-austria-e-portogallo.html">Germania umiliata all’Onu: bocciata su Gaza, al Consiglio vanno Austria e Portogallo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 57/544 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-07-18 06:07:37 by W3 Total Cache
-->